Author: Fiona Craig

  • I rendimenti dei titoli di Stato europei restano elevati mentre il rialzo del petrolio alimenta le attese di tassi più alti

    I rendimenti dei titoli di Stato europei restano elevati mentre il rialzo del petrolio alimenta le attese di tassi più alti

    I rendimenti dei titoli di Stato europei hanno continuato a muoversi vicino ai massimi di diversi mesi nella giornata di mercoledì, sostenuti dall’aumento dei prezzi del petrolio e dal riaccendersi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, fattori che rafforzano le aspettative di tassi di interesse elevati ancora a lungo.

    Gli investitori obbligazionari stanno rivalutando lo scenario inflazionistico, con la persistente volatilità del mercato energetico che riduce le probabilità di un allentamento della politica monetaria nel breve termine.

    I Bund tedeschi rimangono vicini ai massimi recenti

    Il rendimento del Bund tedesco decennale è rimasto sostanzialmente stabile intorno al 3,16%, vicino ai livelli più elevati registrati da maggio 2026.

    Anche il rendimento del titolo tedesco a due anni, particolarmente sensibile alle aspettative sui tassi di interesse, si è mantenuto intorno al 2,79%, dopo aver raggiunto all’inizio della settimana un massimo intraday del 2,817%, il livello più alto dall’inizio del 2024.

    La tenuta dei rendimenti a breve termine riflette le crescenti aspettative che il rincaro dell’energia possa mantenere elevate le pressioni inflazionistiche e rinviare eventuali riduzioni dei tassi.

    Il petrolio influenza le aspettative sulla politica monetaria

    Le quotazioni del greggio hanno registrato nuovi rialzi dopo gli ultimi attacchi degli Houthi contro navi commerciali nel Mar Rosso, alimentando i timori per la sicurezza delle forniture energetiche.

    Gli investitori ritengono che eventuali interruzioni prolungate delle principali rotte marittime possano far aumentare i costi di trasporto e del carburante, con effetti sull’inflazione e una minore possibilità per le banche centrali di allentare la politica monetaria.

    Il rafforzamento del mercato energetico ha quindi consolidato il legame tra i prezzi del petrolio e le aspettative sui tassi d’interesse in Europa.

    Attesa per la riunione della BCE

    La Banca Centrale Europea comunicherà giovedì la propria decisione di politica monetaria e il mercato si aspetta ampiamente che il tasso sui depositi rimanga invariato al 2,25%.

    Tuttavia, i mercati dei derivati sui tassi indicano una crescente probabilità di ulteriori strette monetarie entro l’inizio del 2027, con un possibile rialzo dei tassi a settembre sempre più preso in considerazione dagli operatori.

    La disciplina fiscale sostiene i Gilt britannici

    Nel Regno Unito, gli investitori continuano a valutare l’interazione tra politica monetaria e politica fiscale. L’impegno del Primo Ministro Andy Burnham a mantenere la disciplina fiscale ha contribuito a sostenere il mercato dei Gilt, nonostante il rialzo dei prezzi dell’energia continui a esercitare pressioni sui rendimenti obbligazionari.

    Anche i rendimenti dei titoli di Stato francesi e italiani a lunga scadenza hanno seguito il movimento dei Bund tedeschi, mentre gli spread sono rimasti sostanzialmente stabili in un contesto di tassi destinati a rimanere elevati.

  • Eni avvia la produzione di elettricità nel primo impianto ibrido del Kazakhstan (BIT:ENI)

    Eni avvia la produzione di elettricità nel primo impianto ibrido del Kazakhstan (BIT:ENI)

    Eni (BIT:ENI) ha raggiunto un nuovo traguardo in Kazakhstan avviando la prima produzione di energia elettrica per uso industriale dalla sezione alimentata a gas della Mangystau Hybrid Power Plant.

    Il risultato rappresenta la prima fase operativa del progetto energetico da 247 megawatt, sviluppato in collaborazione con KazMunayGas e Plenitude, la società del gruppo Eni attiva nelle energie rinnovabili e nella vendita di energia.

    Il progetto integra gas, solare e futuro eolico

    Situato nella regione del Mangystau, l’impianto rappresenta il primo progetto ibrido su larga scala del Kazakhstan e combina la produzione di energia da gas naturale con quella da impianti solari, ai quali si aggiungerà in futuro anche la generazione eolica.

    Questa configurazione consentirà di fornire energia elettrica affidabile e a minore intensità di carbonio alle società controllate da KazMunayGas presenti nell’area, contribuendo al tempo stesso a rafforzare la sicurezza energetica locale.

    L’avvio della produzione dalla centrale a gas costituisce una tappa fondamentale nello sviluppo graduale del progetto, che sarà ampliato con l’entrata in funzione delle componenti rinnovabili.

    Un passo avanti nella transizione energetica

    La Mangystau Hybrid Power Plant rientra nella strategia di Eni volta a sostenere la sicurezza energetica e la decarbonizzazione delle attività industriali. L’integrazione di fonti convenzionali e rinnovabili punta a garantire un sistema elettrico più efficiente, resiliente e sostenibile per il settore industriale del Kazakhstan.

  • Saipem ottiene un contratto offshore da 260 milioni di dollari in Costa d’Avorio (BIT:SPM)

    Saipem ottiene un contratto offshore da 260 milioni di dollari in Costa d’Avorio (BIT:SPM)

    Saipem (BIT:SPM) è salita in Borsa a Milano dopo aver annunciato l’aggiudicazione di un nuovo contratto offshore da parte di Eni Côte d’Ivoire Limited, del valore di circa 260 milioni di dollari.

    L’accordo prevede l’impiego della nave di perforazione Santorini al largo della Costa d’Avorio per una campagna di perforazione destinata allo sviluppo del giacimento. L’avvio delle operazioni è previsto per l’inizio del 2027, rafforzando ulteriormente il portafoglio ordini offshore del gruppo.

    Il contratto sostiene il titolo e la visibilità operativa

    La notizia ha favorito il titolo Saipem, che nelle prime ore di contrattazione è salito di circa il 2%, raggiungendo quota 4,44 euro, il livello più alto delle ultime due settimane. A sostenere il rialzo hanno contribuito anche i nuovi aumenti del prezzo del petrolio, con il Brent vicino a 94,45 dollari al barile.

    Il contratto comprende un programma di perforazione di lunga durata già confermato e prevede inoltre la possibilità di estendere le attività attraverso periodi opzionali e l’eventuale impiego della Santorini in Paesi limitrofi. Questi elementi potrebbero prolungare l’utilizzo dell’unità e generare ulteriori opportunità di ricavo.

    “Questo nuovo contratto conferma il posizionamento competitivo di Saipem nel settore della perforazione offshore, nonché la sua capacità di impiegare in modo efficiente i propri asset altamente specializzati per supportare le attività di esplorazione, valutazione e sviluppo dei clienti”, ha dichiarato la società.

    Prosegue l’iter sul ricorso relativo alla fusione

    Nel frattempo, l’Associazione Brasiliana dei Produttori di Petrolio e Gas (ABEP) ha presentato ricorso contro l’approvazione senza condizioni della fusione tra Saipem e Subsea7 da parte dell’autorità antitrust brasiliana, chiedendo il blocco dell’operazione oppure l’introduzione di rimedi strutturali e comportamentali.

    “La notizia è leggermente negativa, ma ampiamente prevista”, secondo gli analisti di Equita, che hanno confermato il giudizio Hold sul titolo Saipem con un prezzo obiettivo di 4 euro.

    Secondo Equita, ABEP è stata tra i principali oppositori dell’operazione durante l’intero iter autorizzativo. Tuttavia, la SIM ritiene che l’approvazione iniziale senza condizioni da parte del CADE continui a rappresentare un elemento favorevole, riducendo sensibilmente il rischio regolatorio rispetto alla fase precedente all’autorizzazione.

    Gli analisti sottolineano inoltre che il ricorso mantiene aperto il dossier brasiliano, che dovrà continuare a essere monitorato, soprattutto per l’eventuale imposizione di rimedi strutturali. Nonostante ciò, Equita prevede che il perfezionamento della fusione possa avvenire entro novembre.

  • Wall Street verso un’apertura positiva grazie agli utili societari superiori alle attese: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Wall Street verso un’apertura positiva grazie agli utili societari superiori alle attese: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I risultati trimestrali sostengono il sentiment degli investitori

    I futures sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura in rialzo martedì, con gli investitori pronti a recuperare parte delle perdite della seduta precedente grazie a una nuova serie di risultati societari migliori delle attese.

    Le trimestrali pubblicate prima dell’apertura hanno rafforzato la fiducia del mercato, favorendo nuovi acquisti dopo la recente fase di debolezza.

    3M, GM e Novartis guidano i rialzi nel premercato

    Tra i titoli in evidenza, 3M (NYSE:MMM) è salita di oltre il 7% nel premercato dopo aver superato le stime su ricavi e utili del secondo trimestre e aver migliorato le proprie previsioni per il 2026.

    Anche General Motors (NYSE:GM) ha registrato guadagni dopo aver pubblicato risultati trimestrali superiori alle aspettative e aver rivisto al rialzo la guidance annuale.

    In progresso anche Novartis (NYSE:NVS), favorita da risultati del secondo trimestre migliori delle previsioni.

    Il comparto tecnologico ha contribuito al clima positivo, con i futures sul Nasdaq 100 in rialzo di circa l’1,2%.

    Il mercato guarda alle trimestrali delle Big Tech

    Nonostante il buon avvio previsto, gli operatori potrebbero mantenere un atteggiamento prudente in vista della pubblicazione dei risultati di Alphabet (NASDAQ:GOOGL), IBM (NYSE:IBM) e Tesla (NASDAQ:TSLA), attesi nel corso della settimana.

    Le trimestrali saranno osservate attentamente per valutare la tenuta della domanda legata all’intelligenza artificiale e agli investimenti tecnologici.

    Il petrolio limita l’ottimismo

    Il rialzo delle azioni è stato parzialmente frenato dall’aumento dei prezzi del petrolio.

    I futures sul greggio statunitense sono saliti di circa il 2% mentre continuano gli scontri tra Stati Uniti e Iran, alimentando i timori su inflazione e tassi di interesse.

    Wall Street ha chiuso in calo lunedì

    Dopo un forte avvio positivo, i principali indici statunitensi hanno invertito la rotta lunedì, chiudendo tutti in territorio negativo.

    Il Dow Jones ha perso lo 0,6%, lo S&P 500 ha ceduto lo 0,2% e il Nasdaq ha chiuso in calo dello 0,1%.

    I titoli immobiliari hanno guidato i ribassi a causa dell’aumento dei rendimenti dei Treasury, mentre anche farmaceutici, biotecnologie, trasporti e sanità hanno registrato perdite. Il settore software ha invece sovraperformato.

    Nel frattempo, il Conference Board ha comunicato che il Leading Economic Index è diminuito dello 0,2% a giugno, leggermente peggio delle attese del mercato.

  • Le borse europee restano caute mentre gli investitori seguono la diplomazia in Medio Oriente e gli utili dell’AI: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee restano caute mentre gli investitori seguono la diplomazia in Medio Oriente e gli utili dell’AI: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati attendono i risultati delle grandi società tecnologiche

    Le principali borse europee hanno registrato movimenti contenuti martedì, con gli investitori concentrati sugli sviluppi diplomatici tra Stati Uniti e Iran e in attesa delle trimestrali delle principali società tecnologiche statunitensi per valutare la solidità della domanda legata all’intelligenza artificiale.

    Il CAC 40 francese ha ceduto lo 0,1%, il DAX tedesco si è mantenuto poco sopra la parità e il FTSE 100 britannico è salito dello 0,1%.

    Kier e i titoli minerari guidano i rialzi

    Kier Group (LSE:KIE) è stata tra le migliori performance della seduta dopo aver dichiarato di prevedere ricavi e utili annuali nella parte alta delle aspettative del mercato.

    Anche il comparto minerario ha beneficiato del rialzo dei prezzi del rame, con Anglo American (LSE:AAL), Antofagasta (LSE:ANTO) e Glencore (LSE:GLEN) in deciso progresso.

    Bene sanità e industria

    Novartis (TG:NOT) ha guadagnato terreno dopo aver riportato un utile operativo core del secondo trimestre superiore alle attese.

    In rialzo anche il gruppo industriale svedese Alfa Laval (TG:AA9), che ha comunicato un aumento del 35% degli ordini ricevuti nel secondo trimestre.

    Julius Baer (TG:JGE) è avanzata nonostante il mercato avesse già scontato il forte aumento dell’utile nel primo semestre.

    Pressione su recruiter e consumi

    Tra i ribassi, la società di recruiting Sthree (LSE:STEM) ha registrato un forte calo dopo aver annunciato una diminuzione del 75% dell’utile del primo semestre, penalizzata dalla debolezza delle assunzioni in Germania e nei Paesi Bassi.

    Compass Group (LSE:CPG) ha perso terreno nonostante una solida crescita del fatturato trimestrale.

    Schindler Holding (TG:SHR) è scesa ai minimi degli ultimi due mesi dopo che le vendite del secondo trimestre hanno deluso le aspettative.

    In calo anche Swatch Group (LSE:0QM4), dopo risultati semestrali inferiori alle previsioni degli analisti.

  • L’oro resta sopra i 4.000 dollari mentre i mercati seguono la diplomazia in Medio Oriente e la Fed

    L’oro resta sopra i 4.000 dollari mentre i mercati seguono la diplomazia in Medio Oriente e la Fed

    Il calo delle tensioni sull’inflazione sostiene il metallo prezioso

    I prezzi dell’oro sono saliti martedì, mantenendosi sopra la soglia psicologica dei 4.000 dollari l’oncia mentre gli investitori valutavano i nuovi tentativi diplomatici tra Stati Uniti e Iran e le possibili implicazioni per i prezzi dell’energia, l’inflazione e la politica monetaria della Federal Reserve.

    Alle 01:24 ET (05:24 GMT), l’oro spot (XAU/USD) è salito dell’1% a 4.049,47 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro hanno guadagnato l’1% a 4.054,35 dollari. L’argento (XAG/USD) è avanzato del 2,6% a 57,87 dollari l’oncia e il platino (XPT/USD) ha aggiunto quasi l’1% a 1.611,09 dollari.

    I negoziati influenzano il sentiment dei mercati

    L’oro ha proseguito il recupero dopo le perdite della scorsa settimana, mentre gli operatori hanno bilanciato i persistenti rischi geopolitici con i segnali di una possibile ripresa del dialogo tra Washington e Teheran.

    Le quotazioni del petrolio sono diminuite dopo due sedute consecutive di rialzi, poiché le notizie sui tentativi di mediazione hanno compensato i nuovi scambi di attacchi militari e le minacce degli Houthi sostenuti dall’Iran di imporre un blocco navale contro l’Arabia Saudita.

    L’avvertimento è arrivato mentre emergevano indicazioni secondo cui Stati Uniti e Iran starebbero cercando di rilanciare i negoziati. Un alto funzionario iraniano ha inoltre dichiarato a Reuters che i mediatori hanno proposto un cessate il fuoco di dieci giorni con l’obiettivo di salvaguardare l’accordo provvisorio raggiunto il mese scorso e favorire negoziati più ampi.

    L’ultima escalation aveva spinto il petrolio ai massimi da oltre un mese, alimentando i timori che il rincaro dell’energia potesse riaccendere l’inflazione e rafforzare le aspettative di una politica monetaria restrittiva.

    L’attenzione si sposta sulla Federal Reserve

    Gli investitori attendono ora la riunione della Federal Reserve della prossima settimana, durante la quale si prevede che i tassi d’interesse resteranno invariati, mentre il mercato cercherà indicazioni sulle prospettive per inflazione ed economia.

    Attualmente i mercati attribuiscono una probabilità del 64% a un rialzo dei tassi nel mese di settembre.

    Afdhal Rahman, Executive Director, Wealth Advisory at OCBC, ha dichiarato che “il forte rally dell’oro si è scontrato con uno scenario macroeconomico più complesso, poiché l’aumento dei rendimenti reali, il rafforzamento del dollaro statunitense e il riprezzamento restrittivo delle aspettative sui tassi d’interesse hanno pesato sulla domanda degli investitori.”

    Ha aggiunto che “le rinnovate tensioni nel Golfo potrebbero mantenere volatili nel breve termine i prezzi del petrolio, le aspettative d’inflazione e il dollaro statunitense, lasciando l’oro sotto pressione finché le aspettative di una politica monetaria più restrittiva non inizieranno ad attenuarsi, anche se gli acquisti costanti delle banche centrali dovrebbero continuare a sostenere il metallo prezioso nel lungo periodo.”

    L’oro consolida dopo il forte calo del secondo trimestre

    Nonostante il recupero registrato martedì, nelle ultime settimane il prezzo dell’oro si è mosso in un intervallo relativamente ristretto intorno ai 4.000 dollari l’oncia, dopo aver perso il 14% nel secondo trimestre, la peggiore performance trimestrale dal 2013.

  • Il petrolio arretra mentre i mercati valutano il conflitto tra Stati Uniti e Iran e la minaccia degli Houthi

    Il petrolio arretra mentre i mercati valutano il conflitto tra Stati Uniti e Iran e la minaccia degli Houthi

    Gli sforzi diplomatici limitano i timori sulle forniture di greggio

    I prezzi del petrolio hanno registrato una lieve flessione martedì, mentre gli investitori hanno bilanciato l’escalation militare tra Stati Uniti e Iran con i tentativi diplomatici volti a evitare un’interruzione delle forniture energetiche provenienti dal Golfo.

    Alle 04:53 ET (08:53 GMT), i future sul Brent hanno perso lo 0,5% a 88,80 dollari al barile, mentre il WTI statunitense è sceso dello 0,5% a 82,81 dollari.

    Entrambi i contratti avevano chiuso in rialzo nella seduta precedente. Il Brent aveva guadagnato l’1,3% attestandosi a 89,22 dollari al barile, mentre il WTI era salito dello 0,9% a 83,23 dollari. Il Brent aveva inoltre superato brevemente quota 90 dollari dopo l’intensificarsi delle ostilità nel fine settimana.

    I negoziati proseguono nonostante il conflitto

    Sebbene gli scontri continuino, restano attivi i tentativi diplomatici per rilanciare il fragile accordo di cessate il fuoco raggiunto nel mese di giugno.

    Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e altri rappresentanti stanno incontrando a Islamabad il ministro dell’Interno iraniano Eskandar Momeni, mentre il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha affermato che Washington potrebbe essere ancora disponibile a riprendere i negoziati.

    Nel frattempo, le operazioni militari sono proseguite. Secondo il centro britannico United Kingdom Maritime Trade Operations, una petroliera è stata colpita nello Stretto di Hormuz, vicino all’Oman, costringendo l’equipaggio ad abbandonare la nave. La responsabilità dell’attacco è stata rivendicata dai Guardiani della Rivoluzione iraniani.

    L’esercito statunitense ha inoltre annunciato la conclusione del decimo giorno consecutivo di attacchi contro obiettivi militari iraniani. Il Central Command ha spiegato che le operazioni miravano a ridurre la capacità dell’Iran di colpire le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, con esplosioni segnalate a Bandar Abbas, sull’isola di Qeshm e a Konarak.

    La minaccia degli Houthi aumenta i rischi per il trasporto marittimo

    Oltre allo Stretto di Hormuz, cresce l’attenzione anche verso altri snodi strategici per il commercio energetico mondiale.

    Il movimento Houthi sostenuto dall’Iran ha annunciato l’intenzione di imporre un blocco navale alle navi saudite, alimentando i timori per il traffico attraverso lo Stretto di Bab al-Mandab, passaggio fondamentale tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden attraverso il quale transita circa il 12% del commercio mondiale e una quota significativa delle spedizioni di petrolio.

    “Le navi sarebbero costrette a seguire la rotta molto più lunga attraverso il Canale di Suez e circumnavigare l’Africa. Resta da vedere quanto un eventuale blocco sarà realmente efficace. Ma è evidente che questo sviluppo farà aumentare i costi assicurativi”, hanno scritto gli analisti di ING.

    “Osservando l’andamento dei prezzi del petrolio questa mattina, il mercato non sembra convinto che questo blocco avrà successo.”

    Attesa per i dati sulle scorte negli Stati Uniti

    Gli analisti ritengono che il rischio geopolitico continui a sostenere il mercato petrolifero, anche se i rialzi sono limitati dalla convinzione che le precedenti crisi in Medio Oriente non abbiano provocato interruzioni prolungate delle forniture globali.

    L’attenzione si sposta ora sui dati settimanali delle scorte di petrolio dell’American Petroleum Institute, attesi nella giornata di martedì, seguiti mercoledì dai dati ufficiali della Energy Information Administration, che offriranno nuove indicazioni sulla domanda di carburanti negli Stati Uniti.

  • I future USA salgono mentre tensioni in Medio Oriente e trimestrali guidano i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I future USA salgono mentre tensioni in Medio Oriente e trimestrali guidano i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Gli investitori guardano ai risultati delle big tecnologiche

    I future sui principali indici statunitensi hanno aperto in rialzo martedì, mentre gli investitori si preparano a una settimana ricca di trimestrali del settore tecnologico e continuano a monitorare l’evoluzione delle tensioni in Medio Oriente e le prospettive degli investimenti nell’intelligenza artificiale.

    Alle 02:49 ET (06:49 GMT), i future sul Dow Jones guadagnavano 170 punti (+0,3%), quelli sull’S&P 500 salivano di 39 punti (+0,5%) e i future sul Nasdaq 100 avanzavano di 359 punti (+1,3%).

    Wall Street aveva chiuso la seduta precedente in calo, penalizzata dai dubbi sulla sostenibilità degli ingenti investimenti destinati all’intelligenza artificiale. I produttori di semiconduttori legati al settore hanno ridotto i guadagni iniziali, con l’indice di riferimento che ha terminato la giornata in rialzo dello 0,6% dopo aver superato il 3%.

    A influenzare il sentiment hanno contribuito anche i nuovi modelli di intelligenza artificiale sviluppati in Cina.

    Nel frattempo, il presidente Donald Trump ha firmato ordini esecutivi che introducono dazi del 50% su numerosi prodotti canadesi, tra cui carta, compensato e bastoni da hockey. Le misure entreranno in vigore entro 30 giorni.

    Il Medio Oriente continua a sostenere il premio per il rischio

    Le tensioni geopolitiche sono rimaste elevate dopo che il movimento Houthi sostenuto dall’Iran ha annunciato l’intenzione di imporre un blocco navale alle navi saudite, aumentando il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto.

    L’annuncio arriva mentre gli Stati Uniti e l’Iran proseguono gli scambi di attacchi militari per il decimo giorno consecutivo, nonostante gli sforzi diplomatici per ottenere una tregua temporanea.

    Gli investitori continuano inoltre a monitorare con attenzione lo Stretto di Hormuz, una delle principali rotte energetiche mondiali. Eventuali ulteriori interruzioni, unite ai rischi nello Stretto di Bab al-Mandab, potrebbero compromettere le forniture energetiche globali.

    Il petrolio corregge ma resta sopra i livelli precedenti al conflitto

    Le quotazioni del greggio hanno registrato una lieve flessione, pur mantenendosi ben al di sopra dei livelli osservati prima dell’inizio del conflitto.

    Il Brent è sceso dello 0,1% a 89,17 dollari al barile, mentre il WTI statunitense è salito dello 0,2% a 83,40 dollari.

    Prima dell’avvio delle operazioni militari alla fine di febbraio, il Brent oscillava intorno ai 70 dollari al barile. Dopo il fragile accordo preliminare di cessate il fuoco raggiunto a giugno, i prezzi erano temporaneamente diminuiti, ma le nuove ostilità hanno riportato volatilità sul mercato.

    L’aumento del petrolio continua ad alimentare i timori di nuove pressioni inflazionistiche che potrebbero influenzare le future decisioni delle banche centrali sui tassi d’interesse.

    Una settimana intensa sul fronte delle trimestrali

    Prima dell’apertura di Wall Street sono attesi i risultati di Charles Schwab (NYSE:SCHW), Danaher (NYSE:DHR), 3M (NYSE:MMM), Northrop Grumman (NYSE:NOC) e General Motors (NYSE:GM).

    Dopo la chiusura dei mercati pubblicheranno i conti anche Interactive Brokers, Chubb e Capital One.

    In Europa, Novartis (NYSE:NVS) ha superato le attese sull’utile operativo core del secondo trimestre grazie al contenimento dei costi, compensando il rallentamento delle vendite del farmaco Entresto. Il titolo è salito di oltre l’1% nelle prime contrattazioni.

    Mercoledì l’attenzione si sposterà sulle trimestrali di Alphabet (NASDAQ:GOOG), Tesla (NASDAQ:TSLA) e Texas Instruments (NASDAQ:TXN), considerate fondamentali per valutare lo stato del ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale.

    Nvidia aumenta la partecipazione in Nebius

    Nvidia (NASDAQ:NVDA) ha comunicato di detenere una partecipazione del 9,3% nella società di cloud computing Nebius (NASDAQ:NBIS), dopo l’investimento da 2 miliardi di dollari effettuato all’inizio dell’anno.

    La partecipazione comprende circa 22,26 milioni di azioni, incluse quelle derivanti dai warrant ricevuti nell’ambito del precedente investimento.

    La documentazione depositata presso le autorità conferma inoltre che Nvidia non potrà esercitare tali warrant prima dell’11 settembre. Le azioni Nebius sono salite di circa il 5% nelle contrattazioni after-hours.

    Nebius, con sede ad Amsterdam e nata dallo spin-off di Yandex, sviluppa infrastrutture cloud dedicate all’intelligenza artificiale e punta a raggiungere oltre cinque gigawatt di capacità di calcolo entro il 2030 grazie anche alla partnership con Nvidia.

  • I prezzi del gas europeo restano vicini ai massimi degli ultimi mesi per le tensioni in Medio Oriente

    I prezzi del gas europeo restano vicini ai massimi degli ultimi mesi per le tensioni in Medio Oriente

    Il mercato del gas rimane sostenuto dalle preoccupazioni geopolitiche

    I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa sono rimasti vicini ai livelli più elevati degli ultimi mesi nella seduta di martedì, sostenuti dal ritorno delle tensioni sulle principali rotte marittime del Medio Oriente nonostante il proseguimento dei contatti diplomatici tra Stati Uniti e Iran.

    Il contratto TTF olandese con consegna il mese successivo, riferimento per il mercato europeo del gas, ha scambiato intorno a 59,3 euro per megawattora (MWh), mantenendosi vicino ai massimi degli ultimi quattro mesi raggiunti nella seduta precedente. Nel Regno Unito, il contratto equivalente è salito dell’1,3% a 143,30 pence per therm, il livello più alto dalla fine di marzo.

    La nuova minaccia degli Houthi riaccende i timori sulle rotte energetiche

    I premi per il rischio sono rimasti elevati dopo che il movimento Houthi dello Yemen ha annunciato un nuovo blocco navale nei confronti dell’Arabia Saudita.

    La notizia ha riportato l’attenzione sulla sicurezza delle principali vie di trasporto dell’energia pochi giorni dopo l’incendio che ha coinvolto una nave commerciale a seguito di un attacco nei pressi dello Stretto di Hormuz.

    Sebbene il traffico marittimo continui sotto la protezione delle forze navali, il rafforzamento delle misure di sicurezza e l’aumento dei premi assicurativi contro il rischio di guerra stanno facendo crescere i costi del trasporto marittimo.

    I negoziati diplomatici non rassicurano il mercato

    Le nuove tensioni arrivano nonostante le indicazioni secondo cui i canali diplomatici tra Washington e Teheran restano aperti dopo nove giorni consecutivi di operazioni militari.

    Se le prospettive di un possibile dialogo hanno temporaneamente alleggerito la pressione sui mercati petroliferi, gli operatori del gas naturale continuano a mantenere un atteggiamento prudente, consapevoli che qualsiasi interruzione nel Golfo Persico potrebbe compromettere i flussi globali di gas naturale liquefatto (GNL).

    Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei principali punti di transito energetico al mondo e movimenta circa il 20% del commercio mondiale di GNL, proveniente in larga parte dal Qatar.

  • Le Borse europee restano prudenti mentre la nuova minaccia degli Houthi pesa sull’ottimismo diplomatico: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee restano prudenti mentre la nuova minaccia degli Houthi pesa sull’ottimismo diplomatico: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati valutano le tensioni in Medio Oriente tra risultati societari e dati macroeconomici

    Le principali Borse europee hanno registrato lievi rialzi martedì, mentre gli investitori hanno bilanciato il riemergere delle tensioni sulle rotte marittime del Medio Oriente con i segnali di un dialogo ancora aperto tra Stati Uniti e Iran. L’attenzione resta inoltre concentrata sulla stagione delle trimestrali e sui principali dati economici in arrivo.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 è salito dello 0,2% nelle prime contrattazioni. Il DAX tedesco e il CAC 40 francese hanno entrambi guadagnato lo 0,2%, mentre il FTSE MIB italiano ha messo a segno un rialzo dello 0,6%.

    Tornano le preoccupazioni per la sicurezza delle rotte marittime

    Il sentiment degli investitori è rimasto prudente dopo che il movimento Houthi dello Yemen ha annunciato l’intenzione di imporre un nuovo blocco navale nei confronti dell’Arabia Saudita, riaccendendo i timori per possibili interruzioni delle rotte energetiche e del commercio marittimo internazionale.

    La notizia arriva nonostante le indicazioni secondo cui i canali diplomatici tra Washington e Teheran restano aperti dopo le recenti tensioni militari. I mercati continuano quindi a bilanciare le speranze di una progressiva de-escalation con il rischio di nuove criticità per il traffico marittimo.

    Trimestrali e BCE al centro dell’attenzione

    Tra le società protagoniste della giornata, Novartis (NYSE:NVS) ha pubblicato ricavi del secondo trimestre superiori alle attese degli analisti.

    I comparti difensivi stanno tornando a beneficiare dell’interesse degli investitori in un contesto di maggiore incertezza geopolitica, mentre cresce l’attesa per la riunione della Banca Centrale Europea prevista per giovedì.

    I dati economici potrebbero orientare i mercati

    Nel corso della giornata saranno diffusi gli indicatori sul sentiment economico dell’Eurozona, osservati dagli investitori per valutare la solidità dell’attività economica nella regione.

    Nel Regno Unito sono inoltre attesi i dati sulla crescita dei salari, pubblicati pochi giorni dopo l’insediamento del nuovo Primo Ministro Andy Burnham, offrendo alla Bank of England e al nuovo governo un aggiornamento sulle condizioni del mercato del lavoro e sulle pressioni inflazionistiche.

    L’indice FTSE 100 di Londra ha ceduto lo 0,1% nelle prime fasi della seduta.

    Le trimestrali delle big tech USA influenzano anche l’Europa

    Fuori dall’Europa, gli operatori attendono i risultati di Alphabet (NASDAQ:GOOG), Tesla (NASDAQ:TSLA) e Intel (NASDAQ:INTL), previsti nel corso della settimana.

    Pur avendo un numero inferiore di grandi società tecnologiche rispetto ai mercati statunitensi, molte aziende europee dell’industria e dei semiconduttori dipendono dagli investimenti effettuati dai colossi tecnologici americani.

    Eventuali cambiamenti nei programmi di investimento in intelligenza artificiale o infrastrutture digitali potrebbero quindi influenzare rapidamente il comparto tecnologico europeo.

    I titoli in evidenza

    Mitie Group (LSE:MTO) ha registrato un balzo del 40% dopo aver raggiunto un accordo per l’acquisizione da parte di OCS Group.

    Wienerberger (TG:WIB) ha invece perso il 7% in seguito alla pubblicazione dei risultati trimestrali.