Author: Fiona Craig

  • FTSE MIB in rialzo con Eni dopo i risultati trimestrali, attesa per le decisioni di Fed e BCE

    FTSE MIB in rialzo con Eni dopo i risultati trimestrali, attesa per le decisioni di Fed e BCE

    Piazza Affari ha aperto in rialzo, con il FTSE MIB in progresso dello 0,4% a 48.577 punti, recuperando parte delle perdite registrate nella seduta precedente.

    L’indice principale della Borsa italiana ha successivamente ampliato i guadagni, segnando un aumento di circa lo 0,9% intorno alle 09:20, secondo i dati di Investing.com.

    Il recupero segue una flessione superiore al 2,5% nella seduta precedente, quando il FTSE MIB aveva chiuso intorno a 48.400 punti, registrando la maggiore perdita percentuale tra i principali indici azionari europei.

    I titoli bancari e tecnologici avevano contribuito al ribasso della giornata precedente, mentre le società energetiche figuravano tra i principali rialzi nella successiva fase di recupero.

    Eni (BIT:ENI) ha attirato l’attenzione degli investitori dopo aver pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese del mercato e annunciato ulteriori distribuzioni agli azionisti.

    Gli operatori stavano inoltre valutando le prospettive della politica monetaria in vista delle prossime decisioni della Federal Reserve statunitense e della Banca centrale europea.

    Eni in rialzo dopo i risultati del terzo trimestre

    Eni è stata tra le principali protagoniste del recupero del FTSE MIB dopo la pubblicazione dei risultati finanziari del terzo trimestre.

    Il gruppo energetico italiano ha comunicato un utile netto rettificato di 2,8 miliardi di euro, più che raddoppiato rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

    Il risultato ha superato le stime di consenso degli analisti, pari a 2,48 miliardi di euro.

    L’utile operativo rettificato pro forma ha raggiunto 6 miliardi di euro, in aumento del 12% rispetto al secondo trimestre.

    La produzione di idrocarburi è cresciuta del 7%, raggiungendo 1,83 milioni di barili equivalenti di petrolio al giorno.

    I dati riflettono l’andamento operativo del gruppo durante il trimestre, mentre il livello elevato dei prezzi internazionali del petrolio continua a rappresentare un elemento rilevante per il settore energetico.

    La pubblicazione dei risultati è stata accompagnata da un aggiornamento della guidance finanziaria e da modifiche ai programmi di remunerazione degli azionisti.

    Eni annuncia un dividendo straordinario di 0,46 euro e aumenta il buyback

    Eni ha annunciato un dividendo straordinario di 0,46 euro per azione, corrispondente a una distribuzione complessiva di circa 1,3 miliardi di euro.

    Il pagamento è previsto per il 9 dicembre.

    La società ha inoltre aumentato del 12% il programma di riacquisto di azioni proprie previsto per il 2026, portandolo a 3,8 miliardi di euro.

    Il dividendo ordinario è stato confermato a 1,10 euro per azione.

    Le distribuzioni aggiuntive rientrano nella politica di allocazione del capitale di Eni, insieme agli investimenti nelle attività operative.

    Il gruppo ha inoltre aggiornato le proprie prospettive finanziarie, prevedendo un flusso di cassa operativo rettificato di 16,5 miliardi di euro per il 2026.

    La stima si basa su un prezzo medio del Brent di 95 dollari al barile.

    La guidance dipende quindi, in parte, dalle ipotesi sui prezzi delle materie prime e dalle performance operative della società durante il resto dell’esercizio.

    Saipem e Tenaris avanzano insieme ai titoli energetici

    Anche altre società legate al settore energetico hanno registrato rialzi durante le prime contrattazioni.

    Le azioni Saipem (BIT:SPM) sono aumentate di circa il 2%, mentre Tenaris (BIT:TEN) ha guadagnato tra l’1,5% e il 2%.

    I progressi sono avvenuti in un contesto di prezzi internazionali del petrolio elevati, con il Brent arrivato a circa 114 dollari al barile, sui massimi degli ultimi cinque mesi.

    L’aumento delle quotazioni del greggio può influenzare le decisioni di investimento e di spesa nel settore energetico, anche se gli effetti variano tra produttori, fornitori di attrezzature e società di servizi.

    I movimenti di Saipem e Tenaris hanno accompagnato il rialzo di Eni, rendendo i titoli legati all’energia una componente importante del recupero del mercato italiano.

    Prysmian e banche recuperano dopo le perdite della seduta precedente

    Le azioni Prysmian (BIT:PRY) hanno guadagnato circa l’1,1%, recuperando parte delle perdite registrate nella seduta precedente.

    Il produttore di cavi era stato tra le società interessate dal precedente ribasso del mercato.

    Anche i titoli bancari italiani hanno recuperato terreno dopo la correzione.

    Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) è avanzata di circa lo 0,8% in vista di un appuntamento previsto per il 29 ottobre.

    Il recupero del comparto finanziario segue una seduta nella quale le banche avevano contribuito al calo del FTSE MIB.

    Gli investitori continuano a valutare gli sviluppi specifici del settore insieme alle aspettative sulle prossime decisioni delle banche centrali in materia di tassi d’interesse.

    Stellantis e titoli del lusso in calo

    Nonostante l’aumento generale del mercato, diverse grandi società quotate a Piazza Affari hanno registrato ribassi.

    Stellantis (BIT:STLAM) è stata tra le peggiori performance della seduta, con una flessione di circa il 2% a 3,72 euro per azione.

    Anche le società del settore del lusso hanno segnato perdite.

    Moncler (BIT:MONC) ha ceduto l’1,8%, mentre Brunello Cucinelli (BIT:BC) ha registrato un calo dell’1,4%.

    Brunello Cucinelli era stata tra le poche società a chiudere in rialzo durante la precedente seduta negativa.

    Le diverse performance riflettono andamenti differenti tra settori e singole società, con energia e alcuni titoli industriali in progresso, mentre automotive e lusso hanno registrato ribassi.

    Attesa per le decisioni sui tassi di Federal Reserve e BCE

    Il recupero delle azioni italiane è avvenuto mentre gli investitori si preparavano alle comunicazioni di politica monetaria della Federal Reserve e della Banca centrale europea.

    Le decisioni sui tassi d’interesse e le indicazioni sulle prospettive monetarie possono influenzare le valutazioni azionarie, i costi di finanziamento e le aspettative sulla crescita economica.

    I mercati finanziari continuavano inoltre a monitorare l’evoluzione dei prezzi internazionali dell’energia.

    Il Brent era scambiato intorno a 114 dollari al barile, mentre le preoccupazioni relative alla spesa per le infrastrutture di intelligenza artificiale rimanevano un fattore per i titoli tecnologici.

    Le aspettative sulla politica monetaria, i movimenti delle materie prime e i risultati societari costituivano quindi il contesto generale delle contrattazioni sui mercati azionari europei.

    FTSE MIB recupera terreno dopo il ribasso della seduta precedente

    Il rialzo iniziale del FTSE MIB segue una perdita superiore al 2,5% registrata nella giornata precedente.

    L’indice ha aperto in progresso dello 0,4% a 48.577 punti, prima di ampliare il guadagno a circa lo 0,9% intorno alle 09:20.

    I risultati trimestrali di Eni, il dividendo straordinario e l’aumento del programma di buyback sono stati tra i principali sviluppi societari della seduta.

    Anche i rialzi di Saipem, Tenaris, Prysmian e di alcuni titoli bancari hanno contribuito al recupero, mentre Stellantis e le società del lusso hanno registrato flessioni.

    Gli investitori continueranno a seguire le pubblicazioni dei risultati aziendali, le decisioni delle banche centrali e gli sviluppi dei mercati energetici nel corso della settimana.

  • Italian Sea Group sale in Borsa dopo l’offerta vincolante da 260 milioni di euro di Sri Global

    Italian Sea Group sale in Borsa dopo l’offerta vincolante da 260 milioni di euro di Sri Global

    Le azioni Italian Sea Group (BIT:TISG) hanno registrato un rialzo del 2,2% dopo le indiscrezioni relative alla presentazione di un’offerta vincolante da 260 milioni di euro da parte di Sri Global, holding guidata da Giulio Gallazzi, per acquisire le attività industriali del gruppo nautico e finanziare la ripresa delle operazioni.

    Secondo quanto riportato dal quotidiano finanziario Il Sole 24 Ore, la proposta comprende 220 milioni di euro destinati all’acquisizione delle attività industriali e ulteriori 40 milioni per sostenere la ripartenza operativa.

    L’offerta arriva mentre Italian Sea Group affronta difficoltà finanziarie e procedimenti giudiziari riguardanti la propria situazione patrimoniale e gli assetti di governance.

    Inizialmente, il titolo ha registrato un aumento di circa il 12% in seguito alle notizie, prima della sospensione delle contrattazioni. Successivamente, le azioni hanno segnato un progresso del 2,2%.

    Sri Global propone 220 milioni per gli asset e 40 milioni per la ripartenza

    L’offerta vincolante di Sri Global presenta un valore complessivo dichiarato di 260 milioni di euro, secondo Il Sole 24 Ore.

    La proposta prevede 220 milioni di euro per l’acquisizione dell’intero perimetro industriale di Italian Sea Group, comprendente anche la controllata turca e la società di lavorazione del legno Celi.

    Ulteriori 40 milioni di euro sarebbero destinati al finanziamento della ripresa delle attività operative.

    L’operazione proposta riguarda l’acquisizione degli asset industriali e non direttamente l’acquisto di tutte le azioni della società quotata.

    Questa distinzione è rilevante perché il trattamento delle passività esistenti e le eventuali conseguenze per gli azionisti dipenderebbero dalle condizioni di una possibile ristrutturazione o transazione approvata.

    L’offerta riportata non risulta ancora accettata in via definitiva e la sua attuazione rimane subordinata ai procedimenti e alle autorizzazioni pertinenti.

    Il piano industriale prevede ricavi di 376,7 milioni di euro nel 2031

    Secondo il quotidiano, Sri Global ha predisposto un piano industriale relativo al periodo 2027–2031.

    Il documento prevede ricavi pari a 104,9 milioni di euro nel 2027, con un incremento fino a 376,7 milioni di euro entro il 2031.

    Nello stesso periodo, il margine EBITDA dovrebbe passare dal 9,2% al 14,6%.

    Si tratta di obiettivi operativi contenuti nel piano proposto da Sri Global e non di risultati finanziari futuri già confermati.

    La strategia comprende possibili partnership e acquisizioni in Italia, oltre all’espansione sui mercati internazionali.

    Il Nord America figura tra le aree di particolare interesse, con il marchio Perini destinato ad avere un ruolo nella strategia di sviluppo commerciale prevista.

    Il raggiungimento degli obiettivi finanziari dipenderà dall’attuazione del piano, dalla disponibilità dei finanziamenti e dalla capacità della società di riprendere ed espandere le proprie attività.

    I commissari segnalano un patrimonio netto negativo per 422,6 milioni di euro

    La situazione finanziaria di Italian Sea Group rimane un elemento centrale nei procedimenti giudiziari in corso.

    I commissari nominati dal tribunale hanno riportato un patrimonio netto negativo per 422,6 milioni di euro al 31 agosto 2026.

    La società ha inoltre registrato una perdita di 46,1 milioni di euro nei primi otto mesi dell’anno.

    Secondo i commissari, la situazione patrimoniale rettificata risultava già negativa nel mese di ottobre.

    È stato inoltre individuato un fabbisogno finanziario stimato di circa 17 milioni di euro entro marzo 2027.

    Questi dati costituiscono un elemento importante per valutare la proposta di acquisizione e le risorse aggiuntive previste nell’offerta di Sri Global.

    Il patrimonio netto negativo evidenzia inoltre la necessità di distinguere il valore degli asset industriali dall’eventuale valore attribuibile agli azionisti esistenti.

    Il Tribunale di Firenze fissa un’udienza per il 28 ottobre

    Il Tribunale di Firenze ha fissato un’udienza per il 28 ottobre, durante la quale saranno esaminate questioni relative all’informativa finanziaria e alla governance di Italian Sea Group.

    Il procedimento comprenderà l’esame di alcune criticità nelle informazioni contabili segnalate da società che hanno presentato offerte vincolanti.

    Il tribunale dovrà inoltre valutare la congruità dei compensi degli amministratori e il rispetto dei requisiti di indipendenza dei consiglieri recentemente nominati Sabrina Bruno e Massimo Mallegni.

    Questi aspetti rientrano nell’esame giudiziario della situazione attuale della società.

    L’udienza si svolgerà nel contesto delle condizioni finanziarie descritte dai commissari e delle proposte presentate per le attività industriali del gruppo.

    Secondo le informazioni riportate, il tribunale avrebbe attribuito alla società una valutazione di circa 162 milioni di euro.

    Tale valore è diverso dall’importo complessivo di 260 milioni previsto dalla proposta di Sri Global, che comprende sia il corrispettivo per l’acquisizione degli asset industriali sia le risorse destinate alla ripresa delle operazioni.

    L’amministratore delegato e altri consiglieri disponibili a rinunciare ai compensi

    L’amministratore delegato di Italian Sea Group, Giovanni Costantino, ha dichiarato che lui e altri componenti del consiglio di amministrazione hanno manifestato la disponibilità a rinunciare ai propri compensi.

    La comunicazione arriva mentre il Tribunale di Firenze si prepara a esaminare le questioni relative alla remunerazione degli amministratori e agli assetti di governance.

    La disponibilità a rinunciare ai compensi non implica, di per sé, che le modifiche ai trattamenti economici siano già state formalmente attuate.

    Il tribunale esaminerà gli aspetti di governance pertinenti nell’ambito dell’udienza programmata.

    Attesa per l’udienza e per ulteriori dettagli sull’operazione

    Il movimento delle azioni Italian Sea Group ha seguito le notizie relative all’offerta vincolante di Sri Global e alla proposta di riorganizzazione delle attività.

    Il pacchetto da 260 milioni di euro comprende 220 milioni per gli asset industriali e 40 milioni di finanziamenti destinati a sostenere la ripartenza operativa.

    Restano tuttavia rilevanti, ai fini della valutazione dell’operazione, il patrimonio netto negativo, le perdite operative e il fabbisogno finanziario a breve termine segnalati per la società.

    L’udienza del Tribunale di Firenze prevista per il 28 ottobre rappresenta il prossimo appuntamento programmato nell’ambito del procedimento.

    Saranno necessarie ulteriori informazioni per stabilire se la proposta di Sri Global verrà accettata, come saranno trattate le passività esistenti e quali conseguenze potrebbe avere un’eventuale operazione sulle azioni quotate di Italian Sea Group.

  • Avio sale del 4,5% in Borsa dopo l’upgrade di Berenberg a Buy e il nuovo target price di 39 euro

    Avio sale del 4,5% in Borsa dopo l’upgrade di Berenberg a Buy e il nuovo target price di 39 euro

    Le azioni Avio (BIT:AVIO) hanno registrato un rialzo del 4,5% a 32,02 euro durante la seduta di lunedì, dopo che la banca d’investimento tedesca Berenberg ha migliorato il giudizio sul gruppo aerospaziale italiano da Hold a Buy, aumentando il prezzo obiettivo da 33 a 39 euro.

    Il nuovo target implica un potenziale rialzo di circa il 27% rispetto alla chiusura della seduta precedente, secondo la valutazione della banca.

    Berenberg ha motivato la revisione delle proprie prospettive con la crescita della domanda di motori a razzo a propellente solido, in particolare da parte dei principali operatori della difesa, in un contesto di capacità produttiva limitata e aumento delle esigenze di approvvigionamento militare.

    L’upgrade segue il recente accordo di cooperazione strategica tra Avio e Lockheed Martin e un incontro con il management che ha fornito agli analisti ulteriori informazioni sulle attività del gruppo nei settori della difesa e dello spazio.

    Anche il programma di riacquisto di azioni proprie in corso rientra nelle iniziative di allocazione del capitale della società.

    Berenberg alza il target price di Avio da 33 a 39 euro

    Berenberg ha migliorato la raccomandazione sulle azioni Avio da Hold a Buy, aumentando contemporaneamente il prezzo obiettivo di 6 euro, a 39 euro per azione.

    Il nuovo target riflette la valutazione aggiornata della banca sul potenziale reddituale della società e sulla sua posizione nella catena di fornitura dei settori aerospaziale e della difesa.

    L’istituto ha individuato nella carenza di motori a razzo a propellente solido, noti anche con la sigla SRM, un fattore rilevante per il settore.

    Questi sistemi di propulsione vengono utilizzati in diverse applicazioni militari, tra cui razzi guidati e missili.

    Secondo Berenberg, la domanda di SRM è aumentata in seguito ai conflitti geopolitici e alle relative attività di approvvigionamento della difesa, mentre la capacità produttiva rimane limitata.

    La banca considera la posizione di Avio come fornitore indipendente, dotato di capacità produttive consolidate, un elemento rilevante per le prospettive di lungo periodo del gruppo.

    Il nuovo prezzo obiettivo rappresenta una stima di valutazione formulata da Berenberg e non costituisce una garanzia sull’andamento futuro del titolo.

    Riviste al rialzo le stime di ricavi ed EBITDA al 2030

    Insieme all’upgrade del rating, Berenberg ha aggiornato le proprie proiezioni finanziarie su Avio fino al 2030.

    La banca prevede ora che i ricavi della società nel 2030 possano risultare superiori di circa il 19% rispetto alle attuali stime di consenso degli analisti.

    La previsione sull’EBITDA rettificato per lo stesso esercizio supera invece di circa il 49% il consenso di mercato.

    Queste differenze riflettono le aspettative di Berenberg sull’evoluzione della domanda, dell’attività produttiva e della redditività delle operazioni di Avio.

    Le proiezioni della banca incorporano la propria valutazione del mercato dei motori a razzo a propellente solido e della capacità della società di partecipare ai programmi di approvvigionamento della difesa.

    Si tratta tuttavia di previsioni degli analisti e non di indicazioni finanziarie ufficiali fornite da Avio.

    I risultati effettivi dipenderanno da diversi fattori, tra cui l’esecuzione dei contratti, la capacità produttiva, i costi operativi e le tempistiche degli ordini dei clienti.

    L’accordo con Lockheed Martin riguarda la produzione per programmi militari

    La revisione delle valutazioni di Berenberg segue l’accordo di cooperazione strategica annunciato il 13 ottobre tra Avio e il gruppo statunitense della difesa Lockheed Martin.

    L’intesa riguarda la produzione di motori a razzo a propellente solido destinati a programmi che comprendono l’Extended Range Guided Multiple Launch Rocket System (ER GMLRS) e il Precision Strike Missile (PrSM).

    L’accordo definisce un quadro di collaborazione tra le due società nella produzione di sistemi di propulsione per applicazioni militari.

    L’intesa offre inoltre ad Avio la possibilità di partecipare a programmi collegati agli approvvigionamenti delle forze armate statunitensi.

    L’annuncio si inserisce nelle attività del gruppo nel settore della propulsione per la difesa, accanto alle operazioni già consolidate nell’ambito spaziale.

    Le informazioni disponibili non specificano il valore economico dell’accordo, i volumi produttivi previsti o un calendario dettagliato delle consegne.

    Il possibile contributo ai ricavi futuri di Avio dipenderà dall’attuazione della collaborazione e dalle esigenze dei programmi interessati.

    Il management fornisce nuovi dettagli sulle attività nella difesa e nello spazio

    Avio ha inoltre tenuto un incontro con gli analisti all’inizio della settimana, durante il quale il management ha fornito ulteriori informazioni sui segmenti della difesa e dello spazio.

    La presentazione ha contribuito alla revisione delle prospettive finanziarie di lungo periodo da parte di Berenberg.

    Avio opera nei mercati della propulsione aerospaziale, sviluppando sistemi destinati sia ai lanciatori spaziali sia alle applicazioni militari.

    Le previsioni aggiornate della banca riflettono le aspettative sull’evoluzione delle attività in entrambi i settori.

    Gli sviluppi nel comparto della difesa vengono valutati insieme alle operazioni spaziali della società, le cui performance dipendono dai calendari dei programmi, dalle esigenze produttive e dalla domanda dei clienti.

    L’incontro con il management ha preceduto il rialzo del titolo di lunedì e la pubblicazione della raccomandazione aggiornata di Berenberg.

    Prosegue il programma di buyback fino a circa 15 milioni di euro

    Avio sta inoltre portando avanti un programma di riacquisto di azioni proprie che riguarda fino a 500.648 azioni ordinarie.

    L’operazione prevede un esborso potenziale complessivo di circa 15 milioni di euro.

    I programmi di buyback rientrano nelle politiche di allocazione del capitale e possono ridurre il numero di azioni in circolazione qualora i titoli riacquistati vengano successivamente annullati.

    L’effetto sull’utile per azione e sui rendimenti per gli azionisti dipende dal numero di azioni acquistate, dai prezzi di acquisto e dalla destinazione successiva dei titoli.

    Il programma costituisce un ulteriore elemento della strategia finanziaria di Avio, insieme agli investimenti nelle attività operative.

    Le informazioni riportate non precisano quante azioni siano già state riacquistate.

    Piazza Affari avanza mentre i prezzi del petrolio diminuiscono

    La crescita del titolo Avio si è verificata durante un’apertura generalmente positiva dei mercati azionari europei.

    L’indice FTSE MIB ha guadagnato circa lo 0,3–0,5% nelle prime fasi della seduta, mentre i prezzi del petrolio hanno registrato un calo.

    La diminuzione delle quotazioni petrolifere ha coinciso con i rialzi delle Borse europee, in un contesto in cui gli investitori valutavano i costi energetici e le condizioni economiche generali.

    La seduta ha inoltre segnato l’inizio di una settimana caratterizzata da diverse decisioni di politica monetaria delle banche centrali e da numerose pubblicazioni di risultati societari.

    Avio si è collocata tra i titoli con i maggiori rialzi percentuali sul mercato italiano nelle prime contrattazioni, registrando una performance superiore a quella dell’indice generale.

    L’incremento è seguito agli sviluppi specifici della società evidenziati da Berenberg, tra cui il miglioramento del rating, l’aggiornamento delle previsioni finanziarie e il recente accordo di cooperazione industriale.

    Gli investitori valutano la domanda della difesa e le prospettive di lungo periodo

    Il rialzo del 4,5% delle azioni Avio ha seguito la decisione di Berenberg di migliorare il giudizio sul titolo a Buy e di aumentare il prezzo obiettivo a 39 euro.

    L’analisi della banca attribuisce particolare importanza alla domanda di motori a razzo a propellente solido e alla posizione della società nella catena di fornitura dell’industria della difesa.

    L’accordo di cooperazione con Lockheed Martin, le previsioni aggiornate degli analisti e il programma di riacquisto di azioni proprie costituiscono ulteriori elementi per la valutazione del gruppo.

    Le proiezioni di Berenberg per il 2030 rimangono subordinate a ipotesi relative alla crescita futura dei ricavi, alla redditività e all’attuazione dei programmi industriali.

    Gli investitori continueranno a confrontare queste aspettative con i successivi risultati finanziari di Avio, gli sviluppi contrattuali e l’andamento della produzione.

  • Prysmian sale dell’1,9% in Borsa dopo la ripresa della copertura di Citi con target price a 136 euro

    Prysmian sale dell’1,9% in Borsa dopo la ripresa della copertura di Citi con target price a 136 euro

    Le azioni Prysmian (BIT:PRY) hanno registrato un rialzo dell’1,9% a 100,75 euro durante la seduta di lunedì, dopo che Citi ha ripreso la copertura del produttore italiano di cavi con una raccomandazione Buy e un prezzo obiettivo di 136 euro.

    La banca d’investimento prevede che Prysmian possa raggiungere un EBITDA di 5,2 miliardi di euro entro il 2030, corrispondente a un tasso di crescita annuo composto di circa il 16% nel periodo 2026–2030.

    La valutazione di Citi arriva dopo una fase di ribasso del titolo, che ha perso circa il 31% del proprio valore di mercato dalla fine di giugno.

    La banca ha collegato le proprie prospettive di investimento alla crescita attesa delle infrastrutture per l’elettrificazione e delle reti di trasmissione elettrica, considerando anche il possibile contributo dell’acquisizione di Atkore recentemente completata da Prysmian.

    L’annuncio precede la pubblicazione dei risultati finanziari del terzo trimestre, prevista per il 29 ottobre 2026.

    Citi fissa un target price di 136 euro e prevede una crescita dell’EBITDA

    Citi ha ripreso la copertura di Prysmian con una raccomandazione di acquisto, dopo aver precedentemente sospeso l’attività di analisi sul titolo.

    La banca ha fissato un prezzo obiettivo di 136 euro, rispetto alla quotazione di 100,75 euro registrata durante la seduta di lunedì.

    Il target implica un potenziale incremento di circa il 35% rispetto al livello di negoziazione indicato, sulla base delle ipotesi di valutazione formulate da Citi.

    L’istituto ha inoltre previsto un EBITDA di 5,2 miliardi di euro entro il 2030, equivalente a un tasso di crescita annuo composto stimato del 16% nel periodo 2026–2030.

    Le proiezioni riflettono le aspettative della banca sull’evoluzione delle attività di Prysmian nel medio termine e non costituiscono indicazioni finanziarie fornite direttamente dalla società.

    Citi ha individuato negli investimenti nelle reti elettriche e nelle tendenze di elettrificazione alcuni dei fattori alla base delle proprie stime.

    La banca ha inoltre osservato che la contrazione dei multipli di valutazione, successiva al recente calo del titolo, ha modificato il rapporto tra la capitalizzazione di mercato e gli utili previsti.

    Il titolo Prysmian rimane al di sotto dei massimi precedenti

    Nonostante il rialzo di lunedì, le azioni Prysmian continuano a essere scambiate su livelli inferiori rispetto a quelli raggiunti nei mesi precedenti.

    Il titolo ha perso circa il 31% dalla fine di giugno e si trovava a oltre il 36% al di sotto del massimo delle ultime 52 settimane, pari a 157,55 euro.

    Alla quotazione di 100,75 euro, il prezzo risultava inoltre inferiore alla media mobile a 200 giorni, un indicatore tecnico comunemente utilizzato per valutare le tendenze di mercato di lungo periodo.

    Queste condizioni hanno rappresentato parte del contesto nel quale Citi ha deciso di riprendere la copertura con una raccomandazione Buy.

    La valutazione aggiornata della banca segue una fase caratterizzata dalla diminuzione del prezzo delle azioni e dalla contrazione dei multipli di mercato.

    Gli indicatori tecnici possono fornire informazioni sull’andamento storico delle quotazioni, ma non consentono di stabilire con certezza la direzione futura del titolo.

    Il rialzo di lunedì ha coinciso con la pubblicazione dell’analisi di Citi e con un recupero più generale dei mercati azionari.

    L’acquisizione di Atkore rientra nelle stime finanziarie di Citi

    Citi ha esaminato anche il potenziale contributo finanziario derivante dall’acquisizione di Atkore da parte di Prysmian, completata per un valore di circa 3,8 miliardi di dollari.

    Secondo la banca, l’operazione potrebbe sostenere l’EBITDA rettificato del 2026 verso un intervallo compreso tra 2,95 e 3,0 miliardi di euro.

    Questa valutazione rappresenta una stima di Citi sul possibile impatto dell’acquisizione e non una revisione confermata della guidance finanziaria di Prysmian.

    L’operazione si inserisce nell’espansione delle attività del gruppo nelle infrastrutture elettriche e nei mercati collegati.

    L’integrazione di Atkore e il suo contributo ai risultati finanziari di Prysmian figurano tra gli elementi che gli investitori seguiranno nelle prossime comunicazioni societarie.

    Anche la previsione di Citi relativa a un EBITDA di 5,2 miliardi di euro entro il 2030 riflette le aspettative della banca per il gruppo dopo l’acquisizione.

    Risultati del terzo trimestre attesi il 29 ottobre

    Prysmian dovrebbe pubblicare i risultati finanziari del terzo trimestre 2026 il 29 ottobre.

    Le stime di consenso degli analisti indicano ricavi trimestrali di circa 5,9 miliardi di euro.

    La prossima comunicazione consentirà di confrontare le performance effettive della società con le aspettative del mercato.

    Gli investitori seguiranno in particolare l’andamento dei ricavi, della redditività, dei margini operativi e le eventuali modifiche alle prospettive finanziarie indicate dal management.

    I risultati potrebbero inoltre fornire ulteriori informazioni sul contributo di Atkore e sull’esposizione della società alla domanda di infrastrutture per la trasmissione e la distribuzione dell’energia elettrica.

    La pubblicazione arriva dopo un periodo di volatilità del titolo e a breve distanza dalla ripresa della copertura da parte di Citi.

    Altre banche d’investimento mantengono raccomandazioni di acquisto

    La raccomandazione di Citi si aggiunge alle valutazioni positive espresse da diverse altre banche d’investimento su Prysmian.

    Secondo le indicazioni degli analisti citate, anche Bank of America, Jefferies e Barclays hanno mantenuto raccomandazioni Buy sul titolo.

    Queste valutazioni riflettono le aspettative sulle prospettive commerciali di Prysmian, comprese la domanda di sistemi di cablaggio e gli investimenti nelle infrastrutture energetiche.

    Tuttavia, i singoli prezzi obiettivo e le stime sugli utili dipendono dalle ipotesi adottate da ciascun istituto e possono essere modificati in seguito alla pubblicazione di nuove informazioni finanziarie.

    Il rialzo delle azioni Prysmian di lunedì è avvenuto inoltre in una seduta caratterizzata da progressi dei principali mercati azionari.

    Gli indici statunitensi hanno registrato aumenti contenuti, mentre il FTSE MIB italiano ha recuperato terreno durante la giornata.

    L’andamento generale dei mercati ha costituito un ulteriore elemento di contesto per la performance di Prysmian, anche se la ripresa della copertura da parte di Citi ha rappresentato uno sviluppo specifico per la società.

    Attesa per i risultati trimestrali dopo il recupero del titolo

    L’aumento dell’1,9% delle azioni Prysmian ha seguito la decisione di Citi di riprendere la copertura con un prezzo obiettivo di 136 euro e previsioni di crescita dell’EBITDA fino al 2030.

    Nonostante l’ultimo rialzo, la valutazione di mercato della società rimane inferiore ai livelli registrati nei mesi precedenti.

    L’attenzione si concentra ora sui risultati del terzo trimestre, che forniranno informazioni finanziarie aggiornate in vista dei successivi periodi di rendicontazione.

    Il potenziale contributo di Atkore, la domanda di infrastrutture elettriche e le prospettive della redditività operativa figurano tra i principali fattori considerati nelle proiezioni di Citi.

    La pubblicazione del 29 ottobre offrirà ulteriori elementi per valutare tali aspettative e l’andamento finanziario di Prysmian.

  • Salvatore Ferragamo perde il 5,5% in Borsa dopo il calo dei ricavi nel terzo trimestre

    Salvatore Ferragamo perde il 5,5% in Borsa dopo il calo dei ricavi nel terzo trimestre

    Le azioni di Salvatore Ferragamo (BIT:SFER) hanno registrato una flessione del 5,5% dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre, che hanno evidenziato una diminuzione dei ricavi a causa della contrazione delle vendite nel canale wholesale, a fronte di un andamento sostanzialmente stabile delle vendite dirette ai consumatori.

    Nel terzo trimestre, i ricavi della maison italiana del lusso si sono attestati a 207 milioni di euro, in calo del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a cambi costanti.

    Il canale wholesale ha registrato una diminuzione delle vendite del 19,1% su base annua, che la società ha attribuito alla propria strategia di distribuzione selettiva e al posizionamento del marchio. La contrazione del segmento ha rappresentato il principale fattore alla base della riduzione del fatturato trimestrale.

    Le vendite dirette ai consumatori sono rimaste invariate rispetto al terzo trimestre del 2025. La società ha segnalato una crescita in Nord America e in Europa, compensata dalla debolezza della domanda nei mercati asiatici.

    Nei primi nove mesi del 2026, Salvatore Ferragamo ha registrato ricavi pari a 675 milioni di euro, sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Secondo la società, l’andamento dei nove mesi riflette dinamiche differenti tra i canali distributivi, con i progressi delle vendite dirette ai consumatori che hanno compensato la flessione del wholesale.

    Nel corso di una conference call con gli analisti, Ernesto Greco, membro del Consiglio Esecutivo, ha commentato le condizioni generali del settore del lusso.

    Greco ha spiegato che il rallentamento osservato nel terzo trimestre è stato determinato sia da fattori temporanei, i cui effetti potrebbero attenuarsi nei prossimi mesi, sia da elementi destinati a incidere sul mercato per un periodo più prolungato.

    Per quanto riguarda l’andamento recente delle vendite, Greco ha indicato che ottobre ha mostrato finora risultati leggermente inferiori rispetto allo stesso periodo del 2025, ma un miglioramento rispetto al corrispondente periodo di settembre.

    Il dirigente ha inoltre evidenziato l’incertezza sulla possibilità di raggiungere le stime di consenso sui ricavi, sottolineando che il risultato dipenderà in misura significativa dall’andamento delle vendite durante il periodo natalizio.

    Il canale direct-to-consumer continua a rappresentare una priorità strategica per Salvatore Ferragamo, nell’ambito della gestione della rete distributiva e del posizionamento del marchio.

    Tuttavia, la stabilità delle vendite dirette nel terzo trimestre, insieme alla contrazione del wholesale, evidenzia condizioni di mercato differenti tra le aree geografiche e i canali commerciali.

    L’attenzione degli investitori si concentrerà sull’andamento delle vendite nell’ultimo trimestre dell’anno, in particolare durante il periodo natalizio, per valutare se un eventuale miglioramento della domanda nel canale diretto potrà compensare le pressioni sul segmento wholesale.

  • Futures di Wall Street in rialzo, i risultati societari sostengono i titoli tecnologici: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    Futures di Wall Street in rialzo, i risultati societari sostengono i titoli tecnologici: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures sui principali indici azionari statunitensi indicavano un’apertura positiva mercoledì, segnalando la possibilità di ulteriori rialzi a Wall Street dopo le recenti sedute, mentre gli investitori valutavano i risultati trimestrali delle società e attendevano nuove comunicazioni dai principali gruppi tecnologici.

    Il settore tecnologico potrebbe contribuire all’avanzamento iniziale dei listini, sebbene le reazioni del mercato alle ultime trimestrali abbiano determinato movimenti contrastanti tra i singoli titoli.

    Le azioni di SpaceX (NASDAQ:SPCX) hanno guadagnato l’8,8% nelle contrattazioni pre-market dopo che la società aerospaziale guidata da Elon Musk ha comunicato risultati del terzo trimestre superiori alle aspettative, accompagnati da un considerevole aumento dei ricavi.

    Musk ha inoltre confermato che SpaceX e Tesla (NASDAQ:TSLA) hanno costituito comitati speciali indipendenti per valutare una possibile fusione. Non è stata annunciata alcuna decisione definitiva in merito all’operazione.

    Super Micro Computer (NASDAQ:SMCI) è salita del 12,2% prima dell’apertura ufficiale delle contrattazioni, dopo che il produttore di server per data center ha aumentato le previsioni sui ricavi per il primo trimestre del proprio esercizio fiscale.

    In controtendenza, Netflix (NASDAQ:NFLX) ha perso il 6,8% nel pre-market. La piattaforma di streaming ha pubblicato utili trimestrali superiori alle stime degli analisti, ma ha fornito indicazioni sui ricavi inferiori alle aspettative del mercato.

    Anche AT&T (NYSE:T) ha registrato un calo, cedendo il 5% nonostante il gruppo delle telecomunicazioni abbia comunicato ricavi e utili del terzo trimestre superiori alle previsioni.

    Gli operatori attendevano inoltre i risultati trimestrali di Tesla, Meta Platforms (NASDAQ:META) e IBM (NYSE:IBM), previsti dopo la chiusura della seduta di mercoledì.

    Le indicazioni positive dei futures seguivano una seduta contrastata a Wall Street martedì, quando gli indici avevano recuperato le perdite iniziali prima di ridurre parte dei guadagni nelle ultime ore di contrattazione.

    Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato 529,85 punti, pari all’1%, chiudendo a 52.495,88 punti, il livello di chiusura più elevato da oltre un mese. L’S&P 500 è avanzato di 21,84 punti, o dello 0,3%, a 7.712,57 punti, mentre il Nasdaq Composite ha perso 6,07 punti, meno dello 0,1%, terminando a 26.424,82 punti.

    Il conglomerato industriale 3M (NYSE:MMM) ha contribuito al rialzo del Dow, con un aumento del 6% delle azioni dopo la pubblicazione di utili trimestrali superiori alle attese e il miglioramento delle previsioni di profitto per l’intero anno.

    Anche altri componenti dell’indice, tra cui Amgen (NASDAQ:AMGN), Merck (NYSE:MRK) e UnitedHealth (NYSE:UNH), hanno registrato rialzi.

    L’andamento dei prezzi dell’energia ha influenzato gli scambi durante la seduta di martedì. I futures sul petrolio statunitense hanno subito un calo significativo dopo i precedenti aumenti, in seguito a indiscrezioni su possibili sviluppi diplomatici tra Stati Uniti e Iran.

    Secondo quanto riportato da Al-Araby Al-Jadeed, negoziatori di Qatar e Pakistan avrebbero presentato una proposta di compromesso per porre fine al conflitto. La testata ha citato una fonte secondo cui un possibile accordo per arrestare l’escalation potrebbe essere annunciato nel corso della settimana.

    Né gli Stati Uniti né l’Iran avevano confermato la notizia.

    La flessione del greggio ha coinciso con un aumento degli acquisti sui mercati azionari, mentre gli investitori continuavano a seguire gli sviluppi geopolitici e il calendario delle trimestrali.

    A livello settoriale, i titoli farmaceutici hanno registrato un rialzo che ha portato l’indice NYSE Arca Pharmaceutical a guadagnare il 2,8%, raggiungendo il livello di chiusura più elevato degli ultimi due mesi.

    Anche il comparto immobiliare residenziale ha mostrato un andamento positivo, con il Philadelphia Housing Sector Index in aumento del 2,6%.

    I titoli biotecnologici, sanitari e delle compagnie aeree hanno registrato guadagni, insieme alla maggior parte degli altri principali settori.

    L’attenzione degli investitori nella seduta di mercoledì rimane concentrata sui risultati societari, in particolare quelli di Tesla, Meta Platforms e IBM, mentre l’evoluzione dei prezzi energetici e delle relazioni tra Stati Uniti e Iran potrebbe continuare a influenzare i mercati.

  • Borse europee in rialzo tra accelerazione dell’inflazione britannica e risultati societari: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in rialzo tra accelerazione dell’inflazione britannica e risultati societari: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno registrato un andamento prevalentemente positivo mercoledì, mentre gli investitori valutavano i dati sull’inflazione nel Regno Unito, le trimestrali societarie e gli sviluppi dei mercati energetici.

    I rialzi sono stati contenuti dall’aumento dei prezzi del petrolio, dopo che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che gli Stati Uniti devono porre fine alle minacce e alle pressioni, ridurre le pressioni nella regione e revocare le sanzioni economiche prima che possano iniziare eventuali negoziati.

    Sul fronte macroeconomico, i dati dell’Office for National Statistics (ONS) hanno mostrato che l’inflazione annua dei prezzi al consumo nel Regno Unito è salita al 3,5% a settembre, rispetto al 3,1% di agosto. Il dato ha superato le previsioni degli economisti, pari al 3,4%, raggiungendo il livello più elevato dall’ottobre dell’anno precedente.

    L’inflazione di fondo, che esclude energia, alimentari, alcolici e tabacco, è aumentata al 2,8% dal 2,6% di agosto. Dati governativi separati hanno inoltre evidenziato un ampliamento del disavanzo di bilancio britannico a settembre superiore alle attese degli economisti.

    Tra i principali indici europei, il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,9%, mentre il CAC 40 francese è avanzato dello 0,7%. Il FTSE 100 britannico ha registrato un incremento più contenuto, pari allo 0,1%.

    Le comunicazioni societarie hanno contribuito ai movimenti dei singoli titoli sui mercati della regione.

    Il produttore tedesco di abbigliamento e articoli sportivi Adidas (TG:ADS) ha registrato un rialzo dopo aver aumentato le previsioni di utile per l’intero esercizio.

    Anche le azioni della società immobiliare Aroundtown (TG:AT1) sono salite dopo l’annuncio che la controllata Grand City Properties SA ha acquisito una partecipazione del 20,04% nella società immobiliare residenziale tedesca LEG Immobilien SE (TG:LEG). Le azioni di LEG Immobilien hanno guadagnato il 3,3%.

    Il gruppo specializzato nei servizi per il lavoro Randstad (EU:RAND) ha registrato un aumento dopo aver pubblicato risultati del terzo trimestre superiori alle aspettative del mercato e segnalato un miglioramento delle tendenze operative.

    La società di tecnologie mediche Getinge (TG:GTN) è avanzata dopo aver superato le previsioni degli analisti sull’utile del terzo trimestre.

    Il gruppo elettrico spagnolo Iberdrola (TG:IBE1) ha guadagnato terreno dopo aver alzato per la seconda volta quest’anno il proprio obiettivo di utile annuale.

    Eurofins Scientific (EU:ERF), attiva nei servizi di analisi e test di laboratorio, ha registrato un rialzo dopo aver confermato gli obiettivi finanziari per il 2027.

    In controtendenza, le azioni di Aberdeen (LSE:ABRD) sono scese a Londra, nonostante la società di gestione degli investimenti abbia comunicato un aumento del 4% delle masse gestite e amministrate alla fine di settembre rispetto alla fine del 2025.

    La società francese di servizi di pagamento Edenred (EU:EDEN) ha perso terreno dopo aver ridotto le previsioni per il 2026 relative all’utile prima di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni (EBITDA).

    Anche il gruppo industriale svedese SKF ha registrato un calo, nonostante il miglioramento dell’utile e dei margini nel terzo trimestre.

    La seduta ha riflesso l’effetto combinato dei dati economici britannici, delle comunicazioni trimestrali delle società e dell’incertezza sui prezzi dell’energia, mentre gli investitori continuavano a valutarne le implicazioni per le imprese e i mercati finanziari europei.

  • Petrolio in rialzo tra timori sulle forniture dal Medio Oriente e calo delle scorte USA

    Petrolio in rialzo tra timori sulle forniture dal Medio Oriente e calo delle scorte USA

    Le quotazioni del petrolio sono aumentate mercoledì, mentre le tensioni in Medio Oriente continuavano ad alimentare le preoccupazioni per possibili interruzioni delle forniture regionali. Nel frattempo, i dati del settore hanno evidenziato una riduzione delle scorte statunitensi di greggio superiore alle attese.

    Alle 05:28 ET (09:28 GMT), i futures sul Brent guadagnavano l’1,1% a 109,96 dollari al barile, mentre quelli sul West Texas Intermediate (WTI) statunitense salivano dell’1,2% a 99,01 dollari al barile.

    Il rialzo è arrivato in un contesto di rinnovata incertezza sul conflitto che coinvolge l’Iran e sul transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, una delle principali rotte per le esportazioni energetiche mondiali.

    Secondo quanto riportato mercoledì dal Financial Times, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu starebbe cercando di riprendere attacchi militari su larga scala contro l’Iran. Il quotidiano ha riferito che Netanyahu aveva ordinato alle forze armate israeliane di preparare una nuova offensiva all’inizio di ottobre, ma i piani non sono stati attuati dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva chiesto di sospendere gli attacchi prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste per novembre.

    Un’eventuale ripresa delle operazioni militari potrebbe influenzare il trasporto di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, dove il traffico marittimo è soggetto a restrizioni e rischi per la sicurezza dall’inizio del conflitto, a febbraio.

    Martedì, i prezzi del petrolio erano temporaneamente diminuiti dopo indiscrezioni non confermate secondo cui Qatar e Pakistan avrebbero proposto di riavviare i negoziati per porre fine al conflitto. Il Brent era sceso da circa 112 a 106 dollari al barile, prima di recuperare terreno.

    Il successivo rialzo è arrivato dopo la diffusione di dichiarazioni attribuite al presidente iraniano, secondo cui gli Stati Uniti potrebbero lanciare nuovi attacchi in caso di ripresa delle trattative.

    I media iraniani, citando il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, hanno inoltre riferito martedì che un’altra superpetroliera aveva preso fuoco nello Stretto di Hormuz. La notizia si è aggiunta alle segnalazioni di recenti attacchi contro il traffico marittimo nella zona.

    Anche il proseguimento degli scontri tra l’Arabia Saudita e il movimento Houthi dello Yemen, sostenuto dall’Iran, ha contribuito all’incertezza sul trasporto e sulle forniture petrolifere regionali.

    “I prezzi del petrolio sono rimasti relativamente contenuti considerando i rischi per le forniture. Tuttavia, con il protrarsi delle ostilità e l’impossibilità di attingere ancora in misura significativa alle riserve strategiche, esiste il rischio che le quotazioni del greggio perdano i propri riferimenti”, ha dichiarato David Morrison, analista senior di mercato presso Trade Nation.

    Nonostante la situazione relativa alla sicurezza, le esportazioni petrolifere dal Golfo hanno superato i livelli precedenti al conflitto, secondo i dati sui trasporti marittimi di Kpler citati dal Wall Street Journal. Il quotidiano ha attribuito parte della continuità dei flussi agli interventi statunitensi per proteggere le navi in transito attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Il rapporto ha tuttavia evidenziato interrogativi sulla sostenibilità di questi volumi di esportazione e sui costi associati alla protezione delle spedizioni petrolifere.

    Scorte statunitensi di greggio in calo di 4,93 milioni di barili

    Separatamente, i dati dell’American Petroleum Institute (API) hanno indicato che le scorte statunitensi di greggio sono diminuite di 4,93 milioni di barili nella settimana terminata il 16 ottobre.

    La riduzione è risultata nettamente superiore alle aspettative del mercato, che prevedevano un calo di 1,3 milioni di barili.

    Il dato segue due settimane consecutive di consistenti diminuzioni delle scorte, mentre la produzione petrolifera lungo la costa statunitense del Golfo del Messico è stata interessata dagli effetti dell’uragano Isaias.

    Le cifre forniscono ulteriori indicazioni di una riduzione delle disponibilità di greggio negli Stati Uniti, il maggiore consumatore mondiale di petrolio.

    I dati ufficiali sulle scorte sono attesi più tardi nella giornata di mercoledì. Gli analisti prevedono una diminuzione di circa 300.000 barili.

    Le stime dell’API e i dati governativi possono differire perché vengono elaborati attraverso fonti e metodologie di rilevazione distinte.

    Le recenti riduzioni delle scorte si sono verificate mentre la Riserva Strategica di Petrolio degli Stati Uniti rimane al livello più basso degli ultimi 44 anni, dopo diversi mesi di rilasci di emergenza destinati a fronteggiare le interruzioni delle forniture mondiali.

    Gli sviluppi geopolitici, le condizioni del trasporto marittimo in Medio Oriente e l’andamento delle scorte statunitensi continuano quindi a rappresentare fattori centrali per le prospettive a breve termine del mercato petrolifero.

  • Oro in calo verso 4.120 dollari tra conflitto con l’Iran e prospettive sui tassi della Federal Reserve

    Oro in calo verso 4.120 dollari tra conflitto con l’Iran e prospettive sui tassi della Federal Reserve

    Le quotazioni dell’oro sono diminuite mercoledì, mentre gli investitori valutavano le incertezze relative ai tentativi di porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran, insieme alle aspettative sui tassi di interesse statunitensi e ai possibili effetti inflazionistici dell’aumento dei costi energetici.

    Alle 02:36 ET (06:36 GMT), l’oro spot perdeva lo 0,2% a 4.117,31 dollari l’oncia, mentre i futures statunitensi sull’oro scendevano dello 0,2% a 4.134,92 dollari l’oncia.

    Anche gli altri metalli preziosi hanno registrato flessioni. L’argento ha ceduto l’1,2% a 57,2955 dollari l’oncia, il platino ha perso l’1,8% a 1.627,45 dollari e il palladio spot è diminuito dell’1,6% a 1.088,40 dollari.

    L’indice del dollaro statunitense ha guadagnato lo 0,1% a 101,80 punti, aggiungendosi ai fattori di mercato che influenzano le materie prime denominate nella valuta americana.

    L’oro ha perso oltre l’1% dall’inizio della settimana e si mantiene circa il 20% al di sotto dei livelli registrati quando il conflitto tra Stati Uniti e Iran è iniziato, alla fine di febbraio.

    Il conflitto ha provocato interruzioni nelle forniture energetiche e contribuito all’aumento dei prezzi del petrolio, rendendo più complesso il quadro delle prospettive inflazionistiche e della politica monetaria.

    Tassi di interesse più elevati possono influenzare la domanda di oro, poiché il metallo non genera interessi e gli strumenti finanziari remunerati diventano relativamente più interessanti.

    Petrolio volatile tra incertezze sui negoziati con l’Iran

    I prezzi del petrolio si sono stabilizzati mercoledì dopo essere scesi dai massimi degli ultimi cinque mesi durante la seduta precedente.

    La flessione era seguita a notizie secondo cui gli sforzi diplomatici avrebbero potuto portare a un accordo per porre fine al conflitto. Successivamente, tuttavia, un diplomatico ha smentito le indiscrezioni secondo cui una soluzione sarebbe stata imminente.

    Inizialmente, l’oro aveva registrato un rialzo in concomitanza con la discesa del petrolio dopo le notizie su possibili negoziati, prima di annullare i guadagni quando le quotazioni energetiche hanno recuperato terreno.

    Durante la fase di oscillazione dei prezzi petroliferi, anche il dollaro statunitense e i rendimenti dei titoli di Stato sono diminuiti.

    Gli operatori hanno continuato a valutare le possibili conseguenze del conflitto sulle forniture energetiche globali, sull’inflazione e sull’attività economica.

    Il rapporto tra prezzi dell’energia e aspettative inflazionistiche rimane particolarmente rilevante per l’oro, considerando l’influenza delle prospettive di politica monetaria sulla domanda di attività che non producono interessi.

    Dati economici statunitensi e attese sulla Federal Reserve

    I titoli del Tesoro statunitensi a più lunga scadenza hanno registrato rialzi mentre il petrolio arretrava e i dati economici indicavano un rallentamento in alcuni comparti dell’economia americana.

    A settembre, l’avvio di nuove costruzioni residenziali è diminuito, mentre le vendite di abitazioni in attesa di conclusione sono scese a un minimo storico, fornendo ulteriori indicazioni di una riduzione dell’attività nel mercato immobiliare.

    I dati si aggiungono alle informazioni economiche esaminate dagli investitori in vista della prossima riunione di politica monetaria della Federal Reserve, prevista per il 27 e 28 ottobre.

    Le dichiarazioni rilasciate venerdì dal presidente della Fed, Kevin Warsh, non hanno modificato in misura significativa le aspettative del mercato sulla prossima decisione.

    Gli investitori continuano a prevedere che la banca centrale manterrà invariato il tasso di interesse di riferimento nella riunione di ottobre.

    Le quotazioni di mercato indicavano una probabilità inferiore al 17% di un aumento dei tassi di 25 punti base durante l’incontro.

    Tuttavia, l’inflazione rimane superiore all’obiettivo del 2% della Federal Reserve e gli operatori attribuivano una probabilità di circa l’85% a un ulteriore rialzo dei tassi entro la fine dell’anno.

    Le dichiarazioni di Warsh sono arrivate prima dell’inizio del periodo di silenzio comunicativo della Fed, previsto per sabato, durante il quale vengono limitati gli interventi pubblici dei responsabili della politica monetaria in vista della riunione.

    In assenza di nuove indicazioni significative da parte dei funzionari della banca centrale, gli investitori seguono gli indicatori economici, i rendimenti dei Treasury e gli sviluppi in Medio Oriente per valutare eventuali cambiamenti nelle aspettative sui tassi.

    L’oro e gli altri metalli preziosi hanno quindi registrato ribassi durante la seduta di mercoledì, mentre i mercati continuavano a valutare l’interazione tra prezzi energetici, inflazione e prospettive della politica monetaria statunitense.

  • Futures USA in rialzo tra possibile fusione SpaceX-Tesla e attesa per la trimestrale di Meta: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Futures USA in rialzo tra possibile fusione SpaceX-Tesla e attesa per la trimestrale di Meta: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sugli indici azionari statunitensi hanno registrato rialzi contenuti mercoledì, mentre gli investitori valutavano i risultati societari, gli sviluppi del conflitto in Medio Oriente e le preoccupazioni legate agli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. L’attenzione si è concentrata anche su una possibile fusione tra SpaceX e Tesla, sulle informazioni finanziarie di Anthropic e sugli imminenti risultati di Meta Platforms.

    Alle 03:01 ET (07:01 GMT), i futures sull’S&P 500 guadagnavano 13 punti, pari allo 0,2%, mentre quelli sul Nasdaq 100 salivano di 148 punti, ovvero dello 0,5%. I futures sul Dow Jones erano sostanzialmente invariati.

    Wall Street aveva chiuso la seduta di martedì con risultati contrastati. L’S&P 500 e il Dow Jones Industrial Average avevano terminato in rialzo, mentre il Nasdaq Composite aveva registrato una lieve flessione.

    Le quotazioni petrolifere hanno oscillato dopo indiscrezioni non confermate secondo cui Qatar e Pakistan avrebbero proposto la ripresa dei negoziati per porre fine al conflitto che coinvolge l’Iran. Il Brent è sceso temporaneamente da circa 112 a 106 dollari al barile, prima di recuperare terreno.

    “Il calo dei prezzi energetici osservato nella parte finale della seduta europea ha favorito il rialzo delle azioni, mentre gli investitori hanno superato parte delle precedenti preoccupazioni legate all’intelligenza artificiale”, hanno scritto gli analisti di Deutsche Bank in una nota.

    Successivamente, il Brent è tornato intorno ai 110 dollari al barile dopo la diffusione di dichiarazioni attribuite al presidente iraniano riguardanti la possibilità di nuove operazioni militari statunitensi.

    I titoli tecnologici hanno registrato una performance inferiore rispetto al mercato generale. Un indice dei semiconduttori ha perso lo 0,29%, pur recuperando gran parte delle perdite iniziali. Anche CoreWeave (NASDAQ:CRWV), società attiva nelle infrastrutture cloud per l’intelligenza artificiale, ha recuperato terreno.

    SpaceX e Tesla costituiscono comitati per valutare una possibile fusione

    Elon Musk ha dichiarato che SpaceX (NASDAQ:SPCX) e Tesla (NASDAQ:TSLA) hanno istituito comitati incaricati di esaminare una possibile fusione tra le due società.

    Durante un incontro con gli investitori successivo alla pubblicazione dei risultati trimestrali di SpaceX, Musk ha precisato che i comitati non hanno raggiunto un accordo sui “termini di un’eventuale operazione”.

    Musk, amministratore delegato di entrambe le società ma non membro dei comitati, ha aggiunto che non esiste “alcuna garanzia” che la fusione venga realizzata, pur ritenendo che vi siano “molti elementi a favore” di un’integrazione delle attività.

    Le azioni di entrambe le società hanno registrato rialzi nelle contrattazioni successive alla chiusura dei mercati.

    Un’eventuale fusione riunirebbe le attività di SpaceX nei lanci spaziali e nei servizi satellitari con quelle di Tesla nei veicoli elettrici e nelle tecnologie collegate. Non sono stati annunciati termini o tempistiche per una possibile transazione.

    SpaceX ha comunicato ricavi trimestrali pari a 14,6 miliardi di dollari, in aumento di oltre il 160% rispetto all’anno precedente e superiori alle stime degli analisti.

    La società ha registrato un utile di 4,4 miliardi di dollari, mentre le spese in conto capitale hanno raggiunto 19,6 miliardi di dollari.

    L’annuncio ha rappresentato la seconda pubblicazione trimestrale di SpaceX dopo la quotazione in Borsa avvenuta all’inizio del 2026.

    Tesla pubblicherà i propri risultati trimestrali dopo la chiusura dei mercati di mercoledì.

    Anthropic registra una crescita dei ricavi e segnala rischi finanziari

    Anthropic (NASDAQ:ANTP), società specializzata nello sviluppo di intelligenza artificiale, ha generato ricavi per 16,3 miliardi di dollari nel primo semestre, secondo notizie di stampa basate su documenti collegati a una possibile offerta pubblica iniziale.

    La società, sviluppatrice dei modelli Claude, ha indicato che circa un quinto dei ricavi è derivato da due clienti.

    Anthropic ha precisato che una “quota significativa” dei ricavi futuri continuerà a dipendere da un numero “limitato” di clienti.

    I documenti hanno inoltre evidenziato incertezze riguardanti l’accesso alle infrastrutture di calcolo necessarie per sviluppare e gestire i modelli di intelligenza artificiale.

    Anthropic ha registrato una perdita netta superiore a 80 miliardi di dollari, rispetto a una perdita di 13 miliardi dell’anno precedente. L’aumento è stato attribuito principalmente a una rettifica contabile.

    La società ha inoltre segnalato potenziali responsabilità legali legate alle applicazioni dell’intelligenza artificiale, compresi eventuali incidenti di sicurezza informatica.

    Secondo le indiscrezioni, una futura IPO potrebbe attribuire ad Anthropic una valutazione di circa 2.000 miliardi di dollari, sebbene non siano stati confermati né una valutazione definitiva né un calendario per la quotazione.

    Attesa per i risultati di Meta e le indicazioni sugli investimenti nell’IA

    Meta Platforms (NASDAQ:META) pubblicherà i risultati trimestrali dopo la chiusura dei mercati di mercoledì. Gli investitori seguiranno in particolare l’andamento dei ricavi e le spese legate all’intelligenza artificiale.

    Il gruppo proprietario di Facebook e Instagram ha recentemente introdotto il modello Muse AI, che secondo le informazioni riportate ha registrato milioni di download dopo il lancio di settembre.

    La tecnologia comprende applicazioni per l’assistenza nelle prenotazioni di viaggio e strumenti destinati alle piccole imprese. Meta ha successivamente rilasciato una versione a pesi aperti del modello Muse Spark per applicazioni di programmazione.

    Meta sarà tra le prime grandi società tecnologiche statunitensi impegnate in investimenti consistenti nelle infrastrutture IA a pubblicare i risultati trimestrali nell’attuale stagione delle trimestrali.

    Queste aziende hanno destinato capitali significativi all’acquisto di semiconduttori avanzati, alle infrastrutture di calcolo e alla costruzione di centri dati.

    Gli investitori hanno esaminato con crescente attenzione le esigenze di finanziamento associate a questi progetti e i tempi necessari per ottenere ritorni economici.

    I risultati e i commenti del management di Meta dovrebbero fornire ulteriori indicazioni sui programmi di spesa in conto capitale e sull’andamento finanziario delle iniziative legate all’intelligenza artificiale.

    Nvidia sarebbe in trattative per investire in Firmus Grid

    Nvidia (NASDAQ:NVDA) starebbe valutando un investimento di centinaia di milioni di dollari nella società australiana Firmus Grid, attiva nelle infrastrutture cloud per l’intelligenza artificiale, secondo quanto riportato da The Information.

    Nvidia detiene già una partecipazione in Firmus e ha investito in diverse altre società operanti nel settore del cloud per l’IA.

    Le indiscrezioni seguono la decisione di Firmus Grid di abbandonare, all’inizio del mese, i piani per una quotazione alla Borsa australiana.

    La società ha citato la volatilità dei mercati come motivo per il ritiro del progetto, sostenendo che procedere nelle condizioni attuali non sarebbe stato nell’interesse degli azionisti.

    Firmus aveva precedentemente annunciato un progetto di IPO con una valutazione superiore a 30 miliardi di dollari, che avrebbe potuto rappresentare una delle maggiori quotazioni nella storia del mercato azionario australiano.

    L’entità e le condizioni di un eventuale ulteriore investimento da parte di Nvidia non sono state confermate.