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  • Piazza Affari apre in calo dopo i record, Ferrari sotto pressione (RACE)

    Piazza Affari apre in calo dopo i record, Ferrari sotto pressione (RACE)

    La Borsa di Milano ha aperto leggermente in ribasso martedì, con gli investitori impegnati in prese di profitto dopo i massimi storici raggiunti nella seduta precedente, mentre le nuove tensioni in Medio Oriente hanno ridotto la propensione al rischio.

    Il sentiment di mercato si è deteriorato dopo i nuovi attacchi statunitensi nel sud dell’Iran, definiti da Washington operazioni difensive, che hanno ridimensionato le aspettative di una rapida de-escalation del conflitto e aumentato l’incertezza sull’andamento dei mercati.

    Petrolio nuovamente in rialzo per le tensioni geopolitiche

    I prezzi del greggio hanno ripreso a salire in seguito agli ultimi sviluppi geopolitici, con il Brent in aumento di quasi il 3% a 98,90 dollari al barile dopo il forte calo registrato nella seduta precedente.

    Intorno alle 9:40, l’indice FTSE MIB perdeva lo 0,51%, tornando sotto quota 50.000 punti dopo aver toccato il record storico di 50.220 punti il giorno prima.

    Ferrari crolla dopo la presentazione dell’auto elettrica

    Tra i titoli peggiori della giornata figura Ferrari N.V. (BIT:RACE), che ha ceduto il 6,8% dopo l’accoglienza negativa del mercato alla presentazione della sua prima vettura completamente elettrica.

    Anche il comparto del lusso, particolarmente sensibile alle tensioni geopolitiche e ai timori sui consumi, ha registrato forti ribassi. Brunello Cucinelli (BIT:BC) ha perso il 2,6%, mentre Moncler (BIT:MONC) è sceso dell’1,9%. La più piccola Aeffe (BIT:AEF) ha lasciato sul terreno il 7,6%.

    Petroliferi e utility sostengono il listino

    Le società energetiche e le utility hanno invece beneficiato del rialzo del petrolio, offrendo un sostegno parziale al mercato milanese.

    Tra gli altri titoli in evidenza, Industrie De Nora (BIT:DNR) ha guadagnato il 6,5% dopo aver annunciato l’acquisizione della società di trattamento acque BW Water.

  • Generali presenta Redion, il nuovo brand della piattaforma globale Care (G)

    Generali presenta Redion, il nuovo brand della piattaforma globale Care (G)

    Assicurazioni Generali (BIT:G) ha presentato Redion, il nuovo marchio della propria piattaforma globale Care, che riunisce sotto un’unica identità e offerta le attività di Europ Assistance e Generali Employee Benefits (GEB), secondo quanto comunicato dal gruppo assicurativo.

    Redion unifica i servizi globali di assistenza e protezione

    La nuova piattaforma nasce con l’obiettivo di consolidare le attività di assistenza, welfare e protezione del gruppo Generali in un unico brand globale, rafforzando la presenza internazionale e ampliando l’offerta di servizi.

    Antoine Parisi, attuale CEO di Generali CARE Hub, guiderà Redion nel ruolo di group CEO.

    Presenza operativa in oltre 190 Paesi

    Generali ha dichiarato che Redion conta oltre 12.000 dipendenti e opera in più di 190 Paesi. Nel 2025 la piattaforma ha registrato ricavi pari a €5,8 miliardi.

    L’offerta comprende assicurazioni viaggio, assistenza medica e di emergenza, soluzioni di protezione per i dipendenti, servizi per salute e mobilità, programmi globali B2B2C e prodotti assicurativi embedded rivolti a istituzioni finanziarie, piattaforme di viaggio e datori di lavoro.

  • Ferrari in Borsa scende dopo il debutto della supercar elettrica Luce (RACE)

    Ferrari in Borsa scende dopo il debutto della supercar elettrica Luce (RACE)

    Le azioni di Ferrari N.V. (BIT:RACE) hanno perso oltre il 6% martedì a Milano dopo la presentazione della Luce, la prima vettura completamente elettrica della società, proposta a un prezzo di €550.000 con le prime consegne previste nel quarto trimestre del 2026.

    Ferrari presenta il suo primo modello totalmente elettrico

    La Luce è un’auto sportiva a quattro porte e cinque posti sviluppata in collaborazione con LoveFrom, lo studio di design guidato dall’ex responsabile del design Apple Jonathan Ive.

    L’amministratore delegato di Ferrari Benedetto Vigna ha definito il progetto “the result of five years of work” e ha affermato che si trova “at the heart of an ecosystem of collaborations with outstanding technology partners.”

    Il modello è equipaggiato con quattro motori elettrici, uno per ruota, per una potenza superiore ai 1.000 cavalli. Ferrari ha dichiarato che la vettura può superare i 310 chilometri orari e garantisce un’autonomia superiore ai 500 chilometri.

    L’auto pesa oltre 2,2 tonnellate ed è basata su una batteria da 122kWh con architettura a 800 volt. Ferrari ha inoltre comunicato di aver depositato più di 60 nuovi brevetti durante lo sviluppo del veicolo.

    Ferrari punta a nuovi clienti con la strategia EV

    Secondo Ferrari, gran parte degli acquirenti della Luce sarà rappresentata da clienti nuovi per il marchio.

    Il chief marketing and commercial officer Enrico Galliera ha definito l’auto “absolutely stunning” spiegando che è stata pensata per clienti “who are still looking for something completely different, to be used in different moments of life.”

    La società ha inoltre indicato l’intenzione di rafforzare ulteriormente la propria presenza in mercati come la Cina, dove i veicoli elettrici sono già molto diffusi e le auto a benzina di grandi dimensioni sono soggette a tassazioni elevate.

    Interni di lusso tra tecnologia e comandi fisici

    Gli interni sono stati progettati insieme a LoveFrom e al fornitore storico di Apple Corning Incorporated. Tra le caratteristiche figurano una plancia ricavata da un unico blocco di alluminio, una console centrale in vetro realizzata da Corning e un impianto audio a 21 altoparlanti con potenza di 3.000 watt gestito da software proprietario Ferrari.

    Ferrari ha mantenuto anche i tradizionali comandi fisici, distinguendo la Luce da altri modelli concorrenti basati principalmente su interfacce touchscreen.

    Nuova piattaforma tecnica e materiali riciclati

    Ferrari ha dichiarato che il 75% del telaio della Luce è composto da alluminio riciclato e che il baricentro dell’auto è posizionato 95 millimetri più in basso rispetto al SUV Purosangue.

    Il responsabile dell’ingegneria del veicolo Matteo Lanzavecchia ha affermato che “95 per cent of the components are new.”

    La società ha inoltre confermato che continuerà a produrre modelli con motori endotermici a sei, otto e dodici cilindri accanto alla nuova gamma elettrica.

  • I futures di Wall Street indicano un’apertura in calo mentre salgono petrolio e rendimenti obbligazionari: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures di Wall Street indicano un’apertura in calo mentre salgono petrolio e rendimenti obbligazionari: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sugli indici azionari statunitensi indicavano un’apertura negativa giovedì, con i mercati pronti a restituire parte dei guadagni registrati nella seduta precedente.

    Il sentiment degli investitori è tornato prudente a causa del forte rialzo dei prezzi del petrolio e del recupero dei rendimenti dei Treasury.

    I futures sul greggio statunitense sono saliti di oltre il 2%, tornando sopra la soglia dei 100 dollari al barile, mentre i trader continuano a seguire gli sviluppi relativi a un possibile accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.

    Anche i rendimenti obbligazionari stanno recuperando terreno dopo il forte calo di mercoledì, sebbene il rendimento del Treasury decennale resti al di sotto dei massimi annuali toccati a inizio settimana.

    I risultati di Nvidia non convincono pienamente il mercato

    Una reazione tiepida ai risultati di NVIDIA (NASDAQ:NVDA) sta inoltre pesando sul sentiment di Wall Street, con il produttore di chip per l’intelligenza artificiale in calo dello 0,7% nel premarket.

    Il ribasso è arrivato nonostante Nvidia abbia pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese, poiché gli investitori continuano a interrogarsi sulla sostenibilità della sua crescita accelerata.

    “Il gigante dei chip sta iniziando a sembrare un disco rotto, ripetendo sempre lo stesso messaggio”, ha dichiarato Dan Coatsworth, responsabile mercati di AJ Bell. “In sostanza dice che la domanda legata all’IA è forte, che molti clienti sono in fila per i suoi chip e che c’è ancora molta strada da fare.”

    “L’attenzione del mercato ora si concentra su quanto a lungo Nvidia riuscirà a sostenere questo slancio”, ha aggiunto. “Anche gli atleti più forti o veloci prima o poi esauriscono le energie, e gli investitori iniziano a preoccuparsi che Nvidia non riesca a mantenere questo ritmo.”

    Walmart in calo dopo una guidance deludente

    Anche la guidance debole di Walmart (NYSE:WMT) ha contribuito al clima negativo, con il titolo in calo del 2,8% nel premarket.

    Wall Street aveva chiuso in forte rialzo mercoledì

    Le azioni erano salite con decisione mercoledì, recuperando terreno dopo diverse sedute deboli, con tutti i principali indici in netto rialzo.

    Il Nasdaq è salito di 399,65 punti, pari all’1,5%, a 26.270,36 punti. Il Dow Jones ha guadagnato 645,47 punti, pari all’1,3%, chiudendo a 50.009,35 punti, mentre l’S&P 500 è avanzato di 79,36 punti, pari all’1,1%, a 7.432,97 punti.

    Il rally è stato favorito soprattutto dal forte calo dei rendimenti obbligazionari e del prezzo del petrolio.

    Rendimenti e petrolio in calo sulle speranze di accordo con l’Iran

    Il rendimento del Treasury decennale è sceso nettamente dai massimi di oltre un anno dopo che i futures sul petrolio greggio sono crollati di oltre il 5% grazie al rinnovato ottimismo sulla possibilità di una fine del conflitto tra Stati Uniti e Iran.

    Il greggio è sceso sotto i 100 dollari al barile dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato che il conflitto con l’Iran era nelle “fasi finali”.

    Allo stesso tempo, Trump ha continuato a lasciare aperta la possibilità di nuovi attacchi militari, dicendo ai giornalisti: “We’ll either have a deal or we’re going to do some things that are a little bit nasty.”

    Airline e semiconduttori guidano il rialzo

    I titoli delle compagnie aeree sono stati tra i migliori performer grazie al calo del petrolio, con il NYSE Arca Airline Index in rialzo dell’8,1%.

    Anche i titoli dei semiconduttori hanno registrato forti guadagni, spingendo il Philadelphia Semiconductor Index a +4,5%.

    Anche il settore immobiliare ha mostrato forza, con il Philadelphia Housing Sector Index in rialzo del 3,8%.

    Titoli legati all’oro, alle banche e all’hardware informatico hanno anch’essi registrato rialzi significativi, mentre i produttori petroliferi sono scesi insieme al greggio.

  • I mercati europei chiudono in calo mentre gli investitori valutano i risultati di Nvidia e i negoziati con l’Iran: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati europei chiudono in calo mentre gli investitori valutano i risultati di Nvidia e i negoziati con l’Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno registrato ribassi nella giornata di giovedì, mentre gli investitori reagivano ai solidi risultati di NVIDIA e continuavano a seguire gli sviluppi diplomatici tra Stati Uniti e Iran.

    L’Iran sta esaminando una nuova proposta presentata da Washington per risolvere il conflitto in Medio Oriente, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i negoziati potrebbero portare a un accordo entro pochi giorni oppure degenerare in nuovi attacchi militari.

    L’indice DAX tedesco ha perso lo 0,8%, il CAC 40 francese è sceso dello 0,6% e il FTSE 100 britannico ha ceduto lo 0,4%.

    Mitchells & Butlers crolla dopo il rallentamento delle vendite

    Le azioni di Mitchells & Butlers (LSE:MAB) sono scese bruscamente dopo che il gruppo britannico di pub e ristoranti ha riportato un rallentamento della crescita delle vendite e utili sottostanti stabili nel primo semestre.

    BT in ribasso dopo il calo dei ricavi

    Anche BT Group (LSE:BT.A) ha registrato forti ribassi dopo che il gruppo delle telecomunicazioni ha riportato ricavi più deboli per l’esercizio fiscale 2026, penalizzati dal calo del business internazionale.

    Bayer scende nonostante la revisione prioritaria della FDA

    Il gruppo farmaceutico tedesco Bayer (TG:BAYN) ha perso terreno anche dopo aver annunciato che la Food and Drug Administration statunitense ha concesso la revisione prioritaria alla domanda supplementare per Kerendia.

    Cedergrenska in forte calo nonostante la crescita trimestrale

    Anche il gruppo educativo svedese Cedergrenska è sceso nettamente, nonostante abbia riportato una forte crescita trimestrale di ricavi e margini.

    Investec e Swiss Life avanzano grazie ai risultati solidi

    Nel frattempo, il gruppo bancario e di wealth management Investec (LSE:INVP) è salito dopo aver pubblicato un forte incremento dell’utile annuale per l’ultimo esercizio fiscale.

    Anche il gruppo svizzero di assicurazioni e pensioni Swiss Life (TG:SLW) ha guadagnato terreno grazie ai solidi risultati finanziari del primo trimestre 2026.

  • I prezzi del petrolio recuperano terreno grazie all’incertezza sui negoziati con l’Iran e al calo delle scorte

    I prezzi del petrolio recuperano terreno grazie all’incertezza sui negoziati con l’Iran e al calo delle scorte

    I prezzi del petrolio sono saliti di oltre l’1% giovedì, recuperando parte delle forti perdite registrate nella seduta precedente mentre gli operatori continuavano a valutare gli sviluppi dei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran. Anche il restringimento dell’offerta e il calo delle scorte statunitensi hanno sostenuto il mercato.

    Alle 06:18 GMT, i futures sul Brent guadagnavano 1,27 dollari, pari all’1,21%, a 106,29 dollari al barile, mentre i futures sul West Texas Intermediate statunitense salivano di 1,29 dollari, ovvero l’1,31%, a 99,55 dollari al barile.

    Entrambi i benchmark petroliferi avevano perso oltre il 5,6% mercoledì, scendendo ai livelli più bassi da oltre una settimana dopo che il presidente Donald Trump aveva dichiarato che i colloqui con l’Iran erano nelle “fasi finali”, pur minacciando ulteriori attacchi militari nel caso in cui Teheran non accettasse un accordo di pace.

    “Il mercato petrolifero rimane eccessivamente sensibile alle notizie legate all’Iran, con gli operatori che continuano a riporre notevoli speranze nelle notizie secondo cui i colloqui tra Stati Uniti e Iran stanno avanzando,” hanno scritto gli analisti di ING in una nota pubblicata giovedì.

    “Ci siamo trovati in questa situazione molte volte in passato, e alla fine ciò ha portato a delusioni,” hanno aggiunto, prevedendo un prezzo medio del Brent pari a 104 dollari al barile nel trimestre in corso.

    L’Iran ha messo in guardia contro eventuali nuovi attacchi e ha annunciato ulteriori misure per rafforzare il proprio controllo sullo strategico Stretto di Hormuz, che resta in gran parte chiuso nonostante prima del conflitto gestisse spedizioni di petrolio e gas naturale liquefatto pari a circa il 20% del consumo globale.

    Mercoledì Teheran ha annunciato la creazione di una nuova “Autorità dello Stretto del Golfo Persico”, dichiarando che verrà istituita una “zona marittima controllata” nello Stretto di Hormuz.

    L’Iran ha di fatto chiuso il passaggio marittimo in risposta agli attacchi statunitensi e israeliani che hanno dato inizio al conflitto il 28 febbraio. Sebbene gran parte dei combattimenti si sia fermata dopo il cessate il fuoco raggiunto ad aprile, Teheran continua a limitare il traffico marittimo attraverso Hormuz mentre gli Stati Uniti mantengono il blocco lungo la costa iraniana.

    Le perdite di offerta provenienti dalla cruciale regione mediorientale produttrice di petrolio hanno costretto numerosi Paesi ad attingere rapidamente alle proprie riserve commerciali e strategiche, aumentando le preoccupazioni per il rapido esaurimento delle scorte.

    L’Energy Information Administration statunitense ha riferito mercoledì che gli Stati Uniti hanno ritirato quasi 10 milioni di barili di petrolio dalla Strategic Petroleum Reserve la scorsa settimana, segnando il più grande prelievo settimanale mai registrato.

    Ulteriore sostegno ai prezzi del petrolio è arrivato dai dati EIA che hanno mostrato un calo delle scorte di greggio statunitensi superiore alle attese nella scorsa settimana, evidenziando l’impatto delle continue interruzioni dell’offerta.

    “Il calo delle scorte petrolifere renderà difficile per i prezzi del petrolio rimanere bassi,” ha dichiarato Mingyu Gao, responsabile della ricerca su energia e prodotti chimici presso China Futures.

    “Con lo Stretto di Hormuz bloccato, le scorte globali di prodotti raffinati e di greggio stoccato a terra dovrebbero scendere sotto i livelli più bassi registrati per questo periodo dell’anno negli ultimi cinque anni entro la fine di maggio e la fine di giugno.”

  • I prezzi dell’oro scendono leggermente mentre rendimenti elevati e dollaro forte pesano sul mercato

    I prezzi dell’oro scendono leggermente mentre rendimenti elevati e dollaro forte pesano sul mercato

    I prezzi dell’oro hanno registrato un lieve calo giovedì, mentre gli investitori bilanciavano l’impatto dei rendimenti elevati dei titoli di Stato e della stabilità del dollaro statunitense con l’ottimismo legato a una possibile conclusione del conflitto tra Stati Uniti e Iran.

    Alle 05:33 ET (09:33 GMT), l’oro spot perdeva lo 0,2% a 4.536,09 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro scendevano dello 0,5% a 4.536,01 dollari l’oncia.

    Il sentiment del mercato continua a essere influenzato dalle aspettative di un possibile accordo diplomatico che possa mettere fine alla guerra tra Washington e Teheran, in corso da oltre due mesi. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti si trovano nelle “fasi finali” della negoziazione di una possibile bozza di accordo di pace, pur avvertendo che potrebbe verificarsi una nuova escalation delle ostilità, affermando che “faremo alcune cose piuttosto spiacevoli” nel caso in cui i negoziati fallissero.

    L’Iran ha nel frattempo confermato di stare esaminando le più recenti proposte statunitensi volte a porre fine al conflitto.

    Gli investitori osservano in particolare qualsiasi segnale che possa portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo strategico situato al largo della costa meridionale iraniana che è rimasto quasi completamente chiuso al traffico petrolifero dall’inizio della guerra a fine febbraio. Dati sulle spedizioni citati dai media nei giorni scorsi suggeriscono che alcune navi abbiano recentemente ripreso ad attraversare il passaggio.

    I futures sul Brent, riferimento internazionale per il petrolio, scambiavano in calo a 103,97 dollari al barile dopo essere arretrati dai circa 110 dollari registrati in seguito ai commenti di Trump su un possibile accordo. Nonostante ciò, i prezzi restano ben superiori ai livelli precedenti al conflitto, pari a circa 70 dollari al barile.

    Permangono timori che un conflitto prolungato in Medio Oriente possa innescare una nuova ondata di inflazione energetica a livello globale, costringendo potenzialmente le banche centrali a valutare ulteriori rialzi dei tassi di interesse.

    Un contesto di tassi più elevati tende generalmente a ridurre l’attrattiva degli asset che non offrono rendimento, come l’oro.

    Allo stesso tempo, la domanda di dollari statunitensi come bene rifugio durante la crisi geopolitica ha ulteriormente pesato sulle quotazioni dell’oro. Alcuni investitori ritengono che gli Stati Uniti, in quanto grande esportatore energetico, possano essere relativamente protetti dall’aumento dei prezzi del petrolio. Un dollaro più forte rende inoltre l’oro più costoso per gli acquirenti che utilizzano altre valute.

    Anche gli altri metalli preziosi hanno registrato ribassi, interrompendo parte del limitato recupero di questa settimana. Il platino spot è sceso dello 0,3% a 1.949,70 dollari l’oncia, mentre l’argento spot ha perso lo 0,6% a 75,4065 dollari l’oncia.

    “I metalli di base iniziano la mattinata con un atteggiamento prudente mentre i mercati continuano a bilanciare segnali geopolitici mutevoli con un contesto macroeconomico più debole,” hanno scritto gli analisti di Britannia Global Markets in una nota.

  • Gli utili record di Nvidia, l’IPO di SpaceX e le speranze di pace con l’Iran influenzano i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Gli utili record di Nvidia, l’IPO di SpaceX e le speranze di pace con l’Iran influenzano i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I futures azionari statunitensi hanno registrato un leggero calo giovedì mentre gli investitori assimilavano un nuovo trimestre di risultati eccezionali da parte del leader dei chip per l’intelligenza artificiale Nvidia (NASDAQ:NVDA) e continuavano a seguire gli sviluppi del conflitto tra Stati Uniti e Iran.

    Alle 03:32 ET, i futures sul Dow Jones perdevano 112 punti, pari allo 0,2%, mentre i futures sull’S&P 500 scendevano di 19 punti e quelli sul Nasdaq 100 arretravano di 126 punti. La flessione è arrivata dopo il rialzo di Wall Street nella seduta precedente, quando i mercati avevano recuperato dopo tre giornate consecutive di ribassi grazie alle crescenti speranze di un accordo di pace tra Washington e Teheran. Anche il calo del petrolio aveva contribuito ad allentare le pressioni sui rendimenti dei Treasury americani e a sostenere il sentiment azionario.

    I verbali della riunione della Federal Reserve di aprile hanno mostrato che i policymaker restano preoccupati per i rischi legati all’inflazione. Gli strategist di BCA Research hanno osservato che la maggioranza dei partecipanti ritiene che “un certo irrigidimento della politica monetaria potrebbe diventare appropriato se l’inflazione dovesse continuare a mantenersi persistentemente sopra il 2%.” Nonostante queste preoccupazioni, l’attenzione dei mercati si sta spostando nuovamente verso la crescita legata all’intelligenza artificiale, soprattutto dopo i risultati di Nvidia.

    Nvidia registra un nuovo trimestre record

    Nvidia ha pubblicato risultati trimestrali che confermano il ruolo centrale della società nel boom dell’intelligenza artificiale, riportando ricavi trimestrali pari a 81,6 miliardi di dollari, in aumento dell’85% rispetto all’anno precedente e superiori alle attese degli analisti. L’utile netto ha raggiunto 58,3 miliardi di dollari, più che triplicato su base annua e nettamente sopra le previsioni di Wall Street.

    L’amministratore delegato Jensen Huang ha sottolineato l’arrivo della “era dell’intelligenza artificiale agentica”, aggiungendo che la domanda è diventata “parabolica” grazie alla crescente diffusione di sistemi in grado di svolgere autonomamente compiti per conto degli utenti.

    Gli analisti di Wedbush hanno descritto Nvidia come il vero dominatore del settore dei semiconduttori, scrivendo che la società è di fatto il proprietario del mercato mentre “tutti gli altri pagano l’affitto mentre governi e imprese continuano a fare la fila per ottenere i chip di Nvidia.”

    Nonostante i risultati superiori alle attese, il titolo Nvidia è rimasto poco mosso nel premarket dopo che alcuni analisti citati da Reuters hanno evidenziato che l’outlook della società non includeva le vendite in Cina ed era solo leggermente superiore alle aspettative. Gli analisti hanno inoltre sottolineato che Nvidia continua a confrontarsi con aspettative di mercato estremamente elevate, rendendo difficile soddisfare pienamente gli investitori anche con risultati molto solidi.

    SpaceX presenta domanda per un’IPO potenzialmente record

    Al di fuori del settore dei semiconduttori, grande attenzione è stata attirata da SpaceX di Elon Musk, che ha presentato domanda per quella che potrebbe diventare la più grande offerta pubblica iniziale della storia. La società aerospaziale punta infatti a raccogliere almeno 80 miliardi di dollari, superando il record stabilito dall’IPO di Saudi Aramco nel 2019.

    La documentazione dell’IPO ha fornito nuovi dettagli sulle attività operative e sulla situazione finanziaria della società. Oltre alle operazioni di lancio spaziale, SpaceX possiede anche una vasta divisione di internet satellitare. L’attività spaziale ha generato 4,1 miliardi di dollari di ricavi lo scorso anno pur restando in perdita, mentre la divisione satellitare ha registrato ricavi per 11,4 miliardi di dollari.

    Le spese complessive hanno raggiunto 20,7 miliardi di dollari, principalmente a causa dei forti investimenti di xAI, la startup di intelligenza artificiale di Musk focalizzata sulla costruzione di data center. SpaceX e xAI si sono fuse a febbraio, e alcuni analisti ipotizzano che anche Tesla possa essere integrata nel gruppo in futuro.

    OpenAI potrebbe quotarsi in Borsa a breve

    Secondo il Wall Street Journal, anche OpenAI starebbe preparando una quotazione in Borsa già a partire da settembre. Fonti vicine alla questione hanno riferito che la società sviluppatrice di ChatGPT starebbe collaborando con banche d’investimento come Goldman Sachs e Morgan Stanley per predisporre la documentazione necessaria all’IPO.

    Un ostacolo importante è stato superato all’inizio della settimana, quando OpenAI ha prevalso nella disputa legale contro Elon Musk, anche se Musk ha già annunciato che presenterà ricorso contro la decisione.

    I mercati seguono i progressi verso un accordo tra Stati Uniti e Iran

    Oltre al settore tecnologico, il sentiment degli investitori è stato sostenuto anche dalle speranze di un possibile accordo per porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran, in corso da oltre due mesi. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che Washington si trova nelle “fasi finali” della negoziazione di una possibile intesa di pace, pur avvertendo che “faremo alcune cose piuttosto spiacevoli” se i colloqui dovessero fallire.

    L’Iran ha confermato di stare esaminando le ultime proposte statunitensi per mettere fine al conflitto. Gli investitori osservano con particolare attenzione ogni possibile segnale che possa portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo strategico al largo della costa meridionale iraniana che è rimasto quasi completamente chiuso al traffico petrolifero dall’inizio della guerra a fine febbraio. Dati sulle spedizioni pubblicati dai media nei giorni scorsi indicano che alcune navi hanno recentemente ripreso a transitare nello stretto.

    I futures sul Brent scambiavano in lieve rialzo a 106,34 dollari al barile dopo essere scesi dai circa 110 dollari registrati in seguito ai commenti di Trump su un possibile accordo.

  • I mercati europei scendono leggermente mentre gli investitori valutano i risultati di Nvidia e gli sviluppi del conflitto in Iran: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati europei scendono leggermente mentre gli investitori valutano i risultati di Nvidia e gli sviluppi del conflitto in Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno aperto in lieve calo giovedì, mentre gli investitori analizzavano i risultati trimestrali del produttore di chip per l’intelligenza artificiale Nvidia (NASDAQ:NVDA) e continuavano a monitorare gli sviluppi diplomatici legati al conflitto tra Stati Uniti e Iran.

    Alle 07:06 GMT, l’indice paneuropeo Stoxx 600 perdeva lo 0,2%. Anche il DAX tedesco cedeva lo 0,2%, il FTSE 100 britannico arretrava dello 0,4%, mentre il CAC 40 francese era sostanzialmente invariato.

    Nvidia ha registrato ricavi e utili trimestrali record grazie alla forte domanda di sistemi avanzati per data center e alla crescente diffusione degli agenti basati sull’intelligenza artificiale.

    Nel trimestre di aprile, il fatturato è aumentato dell’85% su base annua a 81,6 miliardi di dollari, superando le attese degli analisti, mentre l’utile netto è salito a 58,3 miliardi di dollari, oltre tre volte il livello dell’anno precedente e nettamente sopra le previsioni di Wall Street.

    L’amministratore delegato Jensen Huang ha parlato dell’arrivo della “era of agentic AI,” aggiungendo che la domanda è diventata “parabolic” grazie alla crescente adozione di sistemi in grado di svolgere autonomamente compiti per conto degli utenti.

    “[T]he chip landscape remains Nvidia’s world with everybody else paying rent as more sovereigns and enterprises wait in line for Nvidia’s chips,” hanno scritto gli analisti di Wedbush in una nota.

    Nonostante i risultati solidi, il titolo Nvidia ha registrato un lieve calo nelle contrattazioni after-hours, dopo che analisti citati da Reuters hanno osservato che l’outlook della società non includeva le vendite in Cina ed era solo leggermente superiore alle aspettative. Gli analisti hanno inoltre sottolineato che, considerando le aspettative estremamente elevate sul gruppo, anche risultati superiori alle previsioni potrebbero non soddisfare pienamente il mercato.

    Al di fuori del settore tecnologico, gli investitori hanno continuato a seguire i possibili progressi verso un accordo per porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran, in corso da oltre due mesi.

    Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che Washington si trova nelle “final stages” di una possibile bozza di accordo di pace, pur avvertendo che “we’re going to do some things that are a little bit nasty” nel caso in cui i negoziati dovessero fallire.

    Da parte sua, l’Iran ha confermato di stare esaminando le ultime proposte avanzate dagli Stati Uniti per risolvere il conflitto.

    Gli investitori osservano con particolare attenzione eventuali segnali di riapertura dello Stretto di Hormuz, la rotta marittima strategica al largo della costa meridionale iraniana che è rimasta quasi completamente chiusa al traffico petrolifero dall’inizio della guerra a fine febbraio. Dati sulle spedizioni diffusi dai media nei giorni scorsi indicano che alcune navi hanno ripreso ad attraversare il passaggio.

    I futures sul Brent scambiavano in lieve rialzo a 106,34 dollari al barile dopo essere scesi dai circa 110 dollari registrati in seguito ai commenti di Trump su un possibile accordo.

    Ulteriori indicazioni sull’impatto economico del conflitto potrebbero emergere più tardi in giornata con la pubblicazione dei dati preliminari sull’attività economica europea. Anche i funzionari della Banca Centrale Europea dovrebbero monitorare attentamente i numeri in vista di un possibile rialzo dei tassi il mese prossimo.

    Tra i singoli titoli, Assicurazioni Generali SpA (BIT:G) è salita dopo aver pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese e confermato l’outlook annuale.

    Nel frattempo, EasyJet (LSE:EZJ) ha riportato una perdita semestrale di 552 milioni di sterline, con il titolo poco mosso nelle prime contrattazioni.

  • Piazza Affari apre in lieve calo con l’Europa, bene Generali mentre scendono le banche

    Piazza Affari apre in lieve calo con l’Europa, bene Generali mentre scendono le banche

    Piazza Affari ha avviato la seduta in leggero ribasso giovedì, seguendo il tono prudente degli altri mercati europei mentre gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi dei negoziati tra Stati Uniti e Iran.

    I mercati restano sensibili alle notizie legate allo Stretto di Hormuz dopo che alcuni segnali di un possibile allentamento del blocco avevano provocato un forte calo del prezzo del petrolio nella seduta precedente, anche se il greggio è tornato a salire nelle prime ore di contrattazione odierne.

    L’attenzione degli investitori si concentra inoltre sulla stagione delle trimestrali e sulle operazioni societarie nel mercato italiano.

    Intorno alle 9:30, l’indice FTSE MIB perdeva lo 0,2%.

    Assicurazioni Generali SpA (BIT:G) si è distinta tra i migliori titoli del listino, salendo del 2,1% dopo aver pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese del mercato e confermato gli obiettivi per fine anno.

    Positiva anche la performance del comparto auto, con Ferrari (BIT:RACE) in rialzo del 2% e Stellantis (BIT:STLAM) in progresso dello 0,9% in occasione del Capital Markets Day.

    In calo invece i bancari, con UniCredit (BIT:UCG) in flessione dell’1,6% e Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) in ribasso dell’1%.

    Tra gli altri titoli in evidenza, Avio (BIT:AVIO) avanzava del 3,5%, mentre Aeffe (BIT:AEF) guadagnava il 3,9%.

    Nel segmento delle small cap, Carel Industries (BIT:CRL) perdeva il 7%, avvicinandosi al prezzo di 30,10 euro per azione a cui ABB, tramite Athena, ha acquistato una partecipazione del 5%.

    PLC (BIT:PLC) non è riuscita ad aprire le contrattazioni, segnando un calo teorico del 14%, dopo che Lizard Renewables ha raggiunto un accordo per acquisire una quota di controllo destinata a sfociare in un’OPA finalizzata al delisting della società.