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  • Futures USA in lieve calo mentre il rendimento del Treasury decennale supera il 5%: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Futures USA in lieve calo mentre il rendimento del Treasury decennale supera il 5%: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sugli indici azionari statunitensi indicavano un’apertura leggermente negativa martedì, mentre il rendimento del Treasury decennale di riferimento è tornato sopra il 5% e gli investitori attendevano la decisione di politica monetaria della Federal Reserve.

    Il rendimento del titolo decennale ha raggiunto il livello più alto da luglio 2007, mentre l’attenzione dei mercati resta concentrata sull’inflazione e sulle prospettive dei tassi d’interesse statunitensi.

    I mercati si aspettano ampiamente un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve mercoledì, con il FedWatch Tool di CME Group che indica una probabilità del 92,5% di un aumento di 25 punti base.

    Dan Coatsworth, responsabile dei mercati di AJ Bell, ha dichiarato: “Da tempo i commentatori di mercato sostengono che il raggiungimento del 5% da parte dei Treasury sia il fattore scatenante per una correzione del mercato azionario. A questo livello, gli investitori potrebbero chiedersi quale sia il senso di detenere azioni rischiose quando possono ottenere il 5% da titoli di Stato a basso rischio.”

    Ha aggiunto: “È un livello psicologico e a volte può rappresentare un segnale di allarme per una correzione del mercato, piuttosto che essere un punto di svolta garantito per un crollo delle azioni.”

    Petrolio e sviluppi in Medio Oriente sotto osservazione

    Anche i prezzi del petrolio sono rimasti al centro dell’attenzione dopo le notizie di ulteriori attacchi Houthi contro l’Arabia Saudita e la persistente incertezza sulle forniture regionali.

    Lunedì i prezzi del petrolio erano saliti di quasi il 5% nelle prime fasi della seduta, prima di ridurre parte dei guadagni. I futures sul greggio con consegna a ottobre hanno comunque chiuso la giornata in rialzo dell’1,3%.

    L’Arabia Saudita ha chiuso un oleodotto che consente di aggirare lo Stretto di Hormuz in seguito a un attacco con droni, mentre un incontro previsto in Oman tra Iran e Stati del Golfo sulla riapertura dello stretto è stato rinviato.

    Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato su Truth Social che Russia e Ucraina hanno concordato di interrompere gli attacchi alle rispettive infrastrutture energetiche. Ha inoltre ribadito che l’Iran vuole “raggiungere un accordo, rapidamente e disperatamente” e che “il petrolio sta transitando attraverso lo Stretto di Hormuz.”

    Wall Street chiude lunedì in calo

    I mercati azionari statunitensi hanno recuperato dai minimi intraday lunedì, ma hanno terminato la seduta in territorio negativo.

    Il Nasdaq Composite ha perso 146,62 punti, pari allo 0,6%, chiudendo a 26.186,41 dopo essere sceso fino all’1,3% durante la seduta. L’S&P 500 ha ceduto 37 punti, pari allo 0,5%, a 7.619,98, mentre il Dow Jones Industrial Average ha perso 152,09 punti, o lo 0,3%, a 52.421,20.

    I titoli dei semiconduttori sono rimasti sotto pressione, con il Philadelphia Semiconductor Index in calo del 5,9% al livello di chiusura più basso da oltre un mese.

    Il NYSE Arca Computer Hardware Index ha perso il 4,8%, mentre il Philadelphia Oil Service Index è sceso del 4%. Anche i titoli dei settori networking, oro e bancario hanno registrato ribassi.

    Il comparto software si è mosso in direzione opposta, con il Dow Jones U.S. Software Index in rialzo del 3,3%.

    Timori sullo sviluppo dell’IA al centro dell’attenzione tecnologica

    I titoli tecnologici sono stati inoltre sotto osservazione dopo che alcuni esponenti del settore hanno chiesto di rallentare il ritmo di sviluppo dei sistemi avanzati di intelligenza artificiale.

    L’amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei, ha scritto: “Dobbiamo rallentare il ritmo con cui miglioriamo le capacità dei modelli di IA. I progressi continueranno a sembrare rapidi e dobbiamo utilizzare saggiamente il tempo che guadagniamo.”

    “Le misure che propongo per far avanzare la frontiera a un ritmo sicuro non saranno facili”, ha aggiunto. “Ma credo che dobbiamo all’umanità il tentativo di provarci.”

    Gli investitori attendono ora l’annuncio della Federal Reserve di mercoledì per ulteriori indicazioni sulla direzione della politica monetaria statunitense.

  • Borse europee in calo con prezzi del petrolio e rendimenti obbligazionari ancora elevati: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in calo con prezzi del petrolio e rendimenti obbligazionari ancora elevati: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno scambiato prevalentemente in ribasso martedì, con l’attenzione rivolta all’aumento dei prezzi del petrolio e agli elevati rendimenti dei titoli di Stato, mentre gli investitori attendevano le decisioni di politica monetaria di diverse importanti banche centrali.

    Il FTSE 100 britannico ha perso lo 0,4%, il CAC 40 francese è sceso dello 0,3% e il DAX tedesco ha ceduto lo 0,1%.

    I titoli bancari sono stati tra i settori in calo mentre gli investitori valutavano le potenziali implicazioni inflazionistiche dell’aumento dei prezzi dell’energia in un contesto di persistenti tensioni in Medio Oriente.

    In primo piano le decisioni delle banche centrali

    Gli investitori attendevano inoltre le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve statunitense, della Bank of England e della Bank of Japan previste questa settimana, con le aspettative su inflazione e tassi d’interesse ancora al centro dell’attenzione dei mercati.

    La sterlina britannica ha esteso il calo della seduta precedente dopo la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro nel Regno Unito.

    I dati dell’Office for National Statistics hanno mostrato che i posti di lavoro vacanti sono scesi al minimo degli ultimi quattro anni, mentre la crescita dei salari ha rallentato durante l’estate.

    Deutz in calo dopo l’aumento di capitale

    Tra i singoli titoli, il produttore tedesco di motori Deutz (TG:DEZ) ha registrato un ribasso dopo aver completato un aumento di capitale.

    A Londra, le azioni City of London Investment Group (LSE:CLIG) sono salite dopo che il gestore patrimoniale ha riportato aumenti dei fondi in gestione, delle commissioni e degli utili nel 2026.

    Anche Kier Group (LSE:KIE) ha guadagnato terreno dopo che il gruppo attivo nelle infrastrutture e nelle costruzioni ha pubblicato i risultati dell’esercizio 2026 e alzato la guidance per l’esercizio 2027.

    L’attenzione dei mercati resta concentrata sui prezzi dell’energia, sui rendimenti obbligazionari e sulle prossime decisioni delle banche centrali, mentre gli investitori valutano le prospettive per inflazione e tassi d’interesse.

  • HSBC vede il rischio di un deficit temporaneo del mercato petrolifero dopo lo stop dell’oleodotto saudita

    HSBC vede il rischio di un deficit temporaneo del mercato petrolifero dopo lo stop dell’oleodotto saudita

    I prezzi del petrolio sono saliti lunedì dopo le notizie secondo cui l’oleodotto East-West dell’Arabia Saudita dovrebbe rimanere in gran parte fuori servizio per un periodo compreso tra tre e cinque settimane per lavori di riparazione a seguito di un attacco della scorsa settimana.

    L’oleodotto consente di trasportare il greggio saudita dal Golfo al Mar Rosso, evitando lo Stretto di Hormuz.

    Gli analisti di HSBC guidati da Kim Fustier hanno descritto l’interruzione come “una sorpresa negativa” rispetto alle ipotesi dello scenario base. La banca aveva previsto che le infrastrutture alternative, tra cui l’oleodotto East-West dell’Arabia Saudita e l’Abu Dhabi Crude Oil Pipeline, o ADCOP, degli Emirati Arabi Uniti, avrebbero contribuito a compensare le interruzioni che interessano lo Stretto di Hormuz.

    HSBC stima un deficit temporaneo di 6 milioni di barili al giorno

    Le esportazioni di petrolio saudita, sempre più indirizzate attraverso la costa occidentale del Paese in seguito alle restrizioni nell’area di Hormuz, sono scese ad agosto a circa 3 milioni di barili al giorno dai precedenti 4-4,5 milioni, secondo gli analisti.

    HSBC ha affermato che la perdita di questo volume per un mese rappresenterebbe circa 90 milioni di barili di offerta. La banca ha confrontato questa cifra con un calo cumulativo delle scorte globali di oltre 500 milioni di barili da febbraio.

    Gli analisti hanno stimato che il mercato petrolifero globale potrebbe temporaneamente registrare un deficit di circa 6 milioni di barili al giorno tra metà settembre e metà ottobre.

    HSBC lo ha definito “il più ampio deficit implicito dall’inizio del conflitto”.

    Restano incertezze sui tempi delle riparazioni

    HSBC ha affermato che la logistica sulla costa occidentale dell’Arabia Saudita era già stata interessata prima dell’ultima interruzione dell’oleodotto, con una diminuzione dei carichi a Yanbu e alcune esportazioni reindirizzate verso nord attraverso il Canale di Suez e l’oleodotto SUMED in Egitto dopo l’annuncio di un blocco Houthi il 20 luglio.

    Gli analisti hanno richiamato i precedenti lavori di ripristino effettuati da Saudi Aramco presso la raffineria di Ras Tanura dopo un attacco a marzo.

    Secondo HSBC, “un’incertezza fondamentale è se le riparazioni possano essere completate prima delle 3-5 settimane previste”.

    La durata dell’interruzione sarà quindi uno dei fattori che determineranno il suo impatto sulle esportazioni saudite e sull’equilibrio dell’offerta globale.

    HSBC attribuisce le tensioni sulla raffinazione soprattutto alle interruzioni in Medio Oriente

    HSBC ha inoltre esaminato le cause dell’aumento dei prezzi dei prodotti raffinati, esprimendo una valutazione diversa rispetto a quella dell’amministrazione statunitense, secondo cui gli attacchi ucraini alle raffinerie russe sarebbero stati il principale fattore alla base dei prezzi record del diesel negli Stati Uniti.

    Gli analisti hanno affermato di continuare a considerare “lo shock in Medio Oriente come il principale fattore alla base delle attuali tensioni nel settore della raffinazione”.

    Secondo HSBC, i carichi di prodotti raffinati provenienti dall’interno del Golfo sono diminuiti di circa 3,4 milioni di barili al giorno, compresi 2,1 milioni di barili al giorno di diesel, carburante per aerei e benzina.

    HSBC vede il Brent fino a 120 dollari nello scenario “Stallo”

    HSBC ha affermato che la chiusura dell’oleodotto saudita crea rischi al rialzo per le proprie previsioni di base sui prezzi del petrolio e aumenta la probabilità dello scenario che definisce “Stallo”.

    In questo scenario, secondo la banca, il Brent potrebbe potenzialmente raggiungere 120 dollari al barile.

    Gli analisti hanno indicato una ripresa parziale dell’oleodotto East-West, l’attività di carico a Yanbu e il ritmo di riduzione delle scorte petrolifere globali come indicatori da monitorare per valutare le prospettive dell’offerta.

  • Oro sotto 4.300 dollari mentre salgono dollaro e rendimenti Treasury prima della Fed

    Oro sotto 4.300 dollari mentre salgono dollaro e rendimenti Treasury prima della Fed

    I prezzi dell’oro sono scesi martedì, con il metallo spot sotto i 4.300 dollari l’oncia mentre il dollaro statunitense e i rendimenti dei Treasury sono aumentati in vista della decisione di politica monetaria della Federal Reserve.

    Alle 02:16 ET, l’oro spot è sceso dello 0,2% a 4.290,39 dollari l’oncia dopo aver perso oltre l’1% nella seduta precedente. I future sull’oro sono diminuiti dello 0,5% a 4.330,57 dollari.

    L’argento spot ha ceduto lo 0,2% a 63,12 dollari l’oncia, mentre il platino è salito dello 0,2% a 1.769,49 dollari. L’indice del dollaro statunitense ha guadagnato lo 0,2% a 99,63.

    I mercati stimano al 92% la probabilità di un rialzo dei tassi Fed

    L’oro aveva raggiunto lunedì il minimo delle ultime cinque settimane mentre gli investitori valutavano l’aumento dei prezzi dell’energia, dei rendimenti dei Treasury e le aspettative sulla politica monetaria statunitense.

    I mercati finanziari attribuivano una probabilità di circa il 92% a un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve questa settimana.

    Tassi di interesse più elevati possono ridurre l’attrattiva relativa di attività che non generano interessi, come l’oro, rispetto agli investimenti che offrono un rendimento.

    Il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni ha brevemente raggiunto il 5% lunedì per la prima volta in quasi tre anni. Il movimento è avvenuto mentre i mercati valutavano l’inflazione e l’aumento delle esigenze di finanziamento del settore pubblico e delle imprese.

    L’oro ha perso oltre il 3% a settembre dopo aver scambiato sopra i 4.600 dollari l’oncia alla fine di agosto.

    Le interruzioni delle forniture di petrolio aumentano l’attenzione sull’inflazione

    I prezzi del petrolio sono aumentati dopo la chiusura dell’oleodotto East-West dell’Arabia Saudita in seguito agli attacchi della scorsa settimana.

    L’oleodotto aveva fornito una rotta alternativa per le esportazioni di greggio saudita in presenza delle restrizioni alla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.

    L’Arabia Saudita non ha specificato per quanto tempo l’oleodotto rimarrà fuori servizio né con quale rapidità spedizioni alternative potrebbero sostituire i flussi interessati.

    L’aumento dei costi energetici ha rafforzato l’attenzione dei mercati sul loro potenziale impatto sull’inflazione e sulla politica della Federal Reserve.

    OCBC alza le previsioni su oro e argento

    OCBC ha aumentato le proprie previsioni sui prezzi dei metalli preziosi, citando livelli iniziali dei prezzi più elevati, una maggiore partecipazione degli investitori e la domanda strutturale.

    Chez Anbu, responsabile della consulenza patrimoniale di OCBC, ha affermato che la ripresa dell’oro ad agosto ha invertito parte dei cali registrati in precedenza, mentre il contesto macroeconomico cambiava.

    OCBC prevede ora che l’oro raggiunga 4.600 dollari l’oncia entro dicembre 2026 e ha fissato una previsione per l’argento a 69,70 dollari l’oncia.

    L’oro è rimasto sopra il livello di circa 4.000 dollari raggiunto durante una precedente correzione.

  • Petrolio sopra 107 dollari mentre restano sotto osservazione i rischi per le forniture in Medio Oriente

    Petrolio sopra 107 dollari mentre restano sotto osservazione i rischi per le forniture in Medio Oriente

    I prezzi del petrolio sono saliti martedì mentre gli investitori monitoravano nuovi attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita e l’incertezza sulla tempistica dei colloqui riguardanti lo Stretto di Hormuz.

    I future sul Brent di riferimento sono aumentati del 2,0% a 107,83 dollari al barile alle 04:19 ET, mentre i future statunitensi sul West Texas Intermediate sono saliti del 2,1% a 103,50 dollari al barile.

    I colloqui tra Iran e Stati del Golfo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz sono rimasti sospesi dopo che l’Oman ha comunicato il rinvio di un incontro previsto per lunedì. L’Oman non ha indicato una nuova data per le discussioni.

    Le forze Houthi effettuano nuovi attacchi

    Le forze Houthi dello Yemen, sostenute dall’Iran, hanno effettuato lunedì nuovi attacchi contro l’Arabia Saudita e hanno proseguito le operazioni nell’area del Mar Rosso e dello Stretto di Bab al-Mandab.

    Gli Houthi hanno attaccato diversi obiettivi in Arabia Saudita dopo gli attacchi della settimana precedente che hanno messo fuori servizio l’oleodotto East-West del Paese.

    Gli analisti citati nella fonte hanno stimato che ulteriori interruzioni legate agli sviluppi potrebbero interessare l’equivalente di un ulteriore 4%-5% delle forniture mondiali di petrolio.

    “I prezzi del petrolio rimangono saldamente sostenuti e difficilmente questo livello di supporto verrà meno finché i mercati non avranno maggiore chiarezza sulle forniture saudite dopo la chiusura dell’oleodotto East-West”, hanno affermato gli analisti di ING.

    I flussi attraverso lo Stretto di Hormuz restano limitati

    Prima dell’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran alla fine di febbraio, circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio transitava attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Da allora, i flussi attraverso lo stretto sono rimasti a una frazione dei livelli precedenti, in seguito alle restrizioni alla navigazione introdotte dopo l’inizio del conflitto.

    Durante il fine settimana, l’Oman ha comunicato che un incontro previsto tra Iran e Stati del Golfo sulla riapertura dello stretto era stato rinviato, senza precisare quando i colloqui sarebbero ripresi.

    Stati Uniti e Iran presentano posizioni diverse sui possibili colloqui

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato lunedì che l’Iran starebbe cercando un accordo di pace, ripetendo un’affermazione già formulata in precedenza.

    L’Iran ha contestato questa versione e ha affermato che non si terranno colloqui fino a quando non saranno soddisfatte le proprie condizioni. Teheran ha inoltre dichiarato che gli Stati Uniti dovrebbero rispettare i termini di un accordo di cessate il fuoco di giugno, successivamente scaduto.

    Le diverse posizioni hanno mantenuto l’incertezza sulla tempistica di ulteriori colloqui diplomatici e sul ripristino della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.

  • Future USA in calo prima della riunione Fed mentre salgono petrolio e rendimenti Treasury: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Future USA in calo prima della riunione Fed mentre salgono petrolio e rendimenti Treasury: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I future sugli indici azionari statunitensi hanno registrato un calo martedì in vista della riunione di politica monetaria di due giorni della Federal Reserve, mentre gli investitori hanno monitorato anche l’aumento dei prezzi del petrolio, dei rendimenti dei Treasury e gli sviluppi in Medio Oriente.

    Alle 03:20 ET, i future sul Dow erano in calo di 266 punti, pari allo 0,5%, mentre quelli sull’S&P 500 cedevano 28 punti, o lo 0,4%. I future sul Nasdaq 100 perdevano 90 punti, pari allo 0,3%.

    Anche i principali indici di Wall Street avevano chiuso in ribasso nella seduta precedente. I titoli dei semiconduttori sono scesi, con il Philadelphia Semiconductor Index che ha registrato il maggiore calo giornaliero da luglio.

    Il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni ha superato il 5% per la prima volta dal 2023, mentre gli investitori valutavano il potenziale impatto inflazionistico dell’aumento dei prezzi dell’energia.

    “È stata un’altra seduta in cui settembre ha confermato la sua reputazione di peggior mese dell’anno per la performance degli asset, con obbligazioni e azioni che hanno continuato a registrare difficoltà”, hanno affermato gli analisti di Deutsche Bank.

    Gli analisti hanno aggiunto che avrebbero seguito anche la testimonianza del segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent davanti alla Commissione per i servizi finanziari della Camera “per vedere se cercherà di contrastare in modo credibile la crescente pressione al rialzo sui rendimenti obbligazionari”.

    I mercati stimano una maggiore probabilità di un rialzo dei tassi Fed

    La Federal Reserve avrebbe dovuto iniziare martedì la riunione di politica monetaria di due giorni, con la decisione sui tassi prevista per mercoledì.

    Secondo CME FedWatch, i mercati attribuivano una probabilità di circa il 92% a un aumento dei tassi di 25 punti base. Una simile decisione porterebbe l’intervallo obiettivo dei federal funds tra il 3,75% e il 4%.

    Gli analisti di Deutsche Bank hanno affermato che i mercati stavano inoltre prezzando circa 90 punti base di rialzi dei tassi entro la riunione della Fed di giugno 2027, due punti base in più rispetto al giorno precedente.

    I recenti dati economici statunitensi hanno mostrato il persistere di pressioni inflazionistiche insieme alla tenuta del mercato del lavoro, fattori che gli investitori stanno considerando nella valutazione delle prospettive della politica monetaria.

    Petrolio in rialzo tra i rischi per le forniture in Medio Oriente

    I prezzi del petrolio hanno proseguito i recenti rialzi mentre gli investitori monitoravano gli sviluppi relativi alle rotte di approvvigionamento del Medio Oriente.

    I colloqui tra Iran e Paesi del Golfo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz sono rimasti sospesi.

    Gli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno effettuato lunedì ulteriori attacchi contro l’Arabia Saudita e hanno proseguito le operazioni nell’area del Mar Rosso e dello Stretto di Bab el-Mandeb.

    Gli sviluppi hanno fatto seguito agli attacchi che hanno messo fuori servizio l’oleodotto East-West dell’Arabia Saudita. Gli analisti citati nella fonte hanno stimato che ulteriori interruzioni potrebbero interessare l’equivalente del 4%-5% delle forniture mondiali di petrolio.

    Ex ricercatore di Google DeepMind avverte sui rischi dell’IA

    Bilal Chughtai, ex research engineer di Google DeepMind, ha espresso preoccupazioni sui potenziali rischi associati a sistemi di intelligenza artificiale sempre più avanzati dopo aver lasciato la società.

    Chughtai ha affermato di ritenere che sistemi di IA superintelligenti, con capacità superiori a quelle umane, potrebbero emergere nei prossimi anni e comportare rischi significativi.

    “Credo sinceramente che l’IA abbia il potenziale per ucciderci tutti e che potremmo avere sempre meno tempo per evitare questo esito”, ha scritto Chughtai sui social media.

    I suoi commenti seguono gli avvertimenti di altre persone attive nel settore dell’intelligenza artificiale. L’ex ricercatore di Anthropic Jacob Coxon ha affermato la scorsa settimana che le preoccupazioni sui potenziali rischi dell’IA sono state tra le ragioni delle sue dimissioni, mentre l’amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei, ha chiesto una maggiore regolamentazione e un rallentamento del ritmo di sviluppo.

    Produzione industriale cinese in aumento del 5,2%

    La produzione industriale cinese è aumentata del 5,2% su base annua ad agosto, superando le attese di una crescita del 4,8% e accelerando rispetto al 4,5% del mese precedente.

    La fonte ha attribuito parte dell’aumento alla domanda estera di esportazioni cinesi, tra cui componenti elettronici, batterie e apparecchiature di rete.

    Gli investimenti in attività fisse sono invece diminuiti del 7,2% nell’anno fino ad agosto, rispetto alle attese di una contrazione del 7,0%. L’indicatore degli investimenti privati e pubblici è rimasto negativo da aprile.

  • Prezzi del gas europeo in calo mentre restano sotto osservazione stoccaggi e trasporti

    Prezzi del gas europeo in calo mentre restano sotto osservazione stoccaggi e trasporti

    I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa e nel Regno Unito hanno registrato un lieve calo martedì, dopo aver raggiunto nella seduta precedente i livelli più alti dal 2023.

    Il contratto TTF olandese front-month di riferimento è sceso dello 0,7% a circa 82,80 euro per megawattora, rispetto al picco di 83,40 euro registrato lunedì.

    Nel Regno Unito, l’equivalente contratto all’ingrosso NBP è diminuito dello 0,7% a 200,10 pence per therm, dopo aver raggiunto i massimi degli ultimi anni.

    Stoccaggi europei di gas intorno al 68%

    Gli impianti europei di stoccaggio sotterraneo di gas naturale erano pieni per circa il 68%, secondo i dati di Gas Infrastructure Europe, un livello inferiore alla media stagionale degli ultimi cinque anni.

    La situazione degli stoccaggi ha aumentato l’attenzione sulle potenziali interruzioni delle forniture di GNL, in particolare quelle associate al trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz.

    L’amministratore delegato di JERA, Yukio Kani, ha dichiarato lunedì che i minori livelli di stoccaggio in Europa aumentano l’esposizione della regione a interruzioni prolungate dei trasporti intorno allo stretto e alla concorrenza per i carichi spot di GNL.

    Brent sopra 113 dollari

    Il Brent è salito dell’1,2% martedì, superando i 113 dollari al barile.

    L’Arabia Saudita ha attribuito a gruppi sostenuti dall’Iran un attacco al proprio oleodotto East-West e ha affermato che l’interruzione conseguente potrebbe interessare forniture equivalenti fino al 4% del consumo mondiale di greggio.

    Ulteriori attacchi degli Houthi alle rotte marittime del Mar Rosso hanno inoltre interessato il traffico navale nella regione.

    Un incontro diplomatico in Oman riguardante il passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato rinviato, mentre i flussi di esportazione di GNL del Qatar attraverso il Golfo Persico sono rimasti limitati.

    I mercati attendono la decisione della Federal Reserve

    I mercati energetici hanno inoltre monitorato gli sviluppi della politica monetaria dopo la decisione della Banca Centrale Europea, giovedì scorso, di aumentare il proprio tasso di riferimento di 25 punti base al 2,50%.

    La Federal Reserve statunitense avrebbe dovuto iniziare martedì la riunione di politica monetaria di due giorni. I mercati finanziari attribuivano una probabilità di circa il 90% a un aumento dei tassi di 25 punti base.

    I maggiori costi energetici restano tra i fattori monitorati per il loro potenziale impatto sull’inflazione e sulle prospettive della politica monetaria.

  • Borse europee in calo mentre il Brent supera 113 dollari in attesa della Fed: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in calo mentre il Brent supera 113 dollari in attesa della Fed: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno registrato un calo martedì, mentre gli investitori valutavano gli sviluppi in Medio Oriente, l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e l’imminente decisione di politica monetaria della Federal Reserve.

    Lo Stoxx Europe 600 ha perso lo 0,4%, mentre il DAX tedesco è sceso dello 0,2%. Il CAC 40 francese e il FTSE 100 di Londra hanno entrambi ceduto lo 0,4%, mentre il FTSE MIB italiano è arretrato di quasi l’1%.

    Gli investitori hanno inoltre monitorato gli appelli di alcuni dirigenti del settore tecnologico a procedere più lentamente nello sviluppo dei sistemi avanzati di intelligenza artificiale.

    Brent sopra 113 dollari

    I future sul Brent sono saliti dell’1,2%, superando i 113 dollari al barile e proseguendo i rialzi registrati nelle ultime settimane.

    L’Arabia Saudita ha attribuito a gruppi sostenuti dall’Iran in Iraq un attacco all’oleodotto East-West del Paese. Funzionari sauditi hanno affermato che l’interruzione conseguente potrebbe interessare forniture equivalenti fino al 4% del consumo mondiale di petrolio.

    Separatamente, lunedì le forze Houthi dello Yemen hanno effettuato ulteriori attacchi contro il territorio saudita e le rotte marittime.

    I colloqui di pace regionali in Oman sono stati rinviati, mentre è rimasta incerta la tempistica di una possibile riapertura dello Stretto di Hormuz.

    I mercati stimano al 90% la probabilità di un rialzo dei tassi Fed

    La Federal Reserve avrebbe dovuto iniziare martedì la riunione di politica monetaria di due giorni, con la decisione sui tassi prevista per mercoledì.

    I mercati finanziari attribuivano una probabilità di circa il 90% a un aumento di 25 punti base del tasso sui federal funds.

    Se attuato, il rialzo rappresenterebbe il primo aumento dei tassi della Federal Reserve dalla metà del 2023.

    La riunione segue la decisione della Banca Centrale Europea della scorsa settimana di aumentare il proprio tasso di riferimento di 25 punti base al 2,50%.

  • UniCredit e governo tedesco proseguono i colloqui su Commerzbank, BofA alza il target a 113 euro

    UniCredit e governo tedesco proseguono i colloqui su Commerzbank, BofA alza il target a 113 euro

    L’amministratore delegato di UniCredit (BIT:UCG), Andrea Orcel, ha avuto colloqui con il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil in merito a Commerzbank (TG:CBK), mentre separatamente Bank of America ha alzato il prezzo obiettivo sulla banca italiana a 113 euro da 100 euro.

    Klingbeil ha definito «costruttivi» i colloqui con Orcel a Berlino, secondo Handelsblatt.

    Il ministro delle Finanze tedesco ha ribadito che Commerzbank dovrebbe rimanere quotata a Francoforte e continuare a svolgere un ruolo nel finanziamento delle piccole e medie imprese tedesche, sia sul mercato nazionale sia a livello internazionale.

    Tra le priorità del governo tedesco figurano inoltre il mantenimento della sede centrale di Commerzbank a Francoforte e la tutela degli interessi degli oltre 40.000 dipendenti della banca.

    «Sono grato al ministro Klingbeil per l’opportunità di illustrare le nostre priorità e di ascoltare per la prima volta le sue. Abbiamo avuto un primo confronto proficuo e costruttivo, al quale ne seguiranno presto altri. Spetta ora a entrambe le parti riflettere su questo primo incontro, in modo da poter trovare una strada da seguire nel migliore interesse di tutti gli stakeholder e gli azionisti», ha dichiarato Orcel.

    Bank of America alza il prezzo obiettivo di UniCredit

    Separatamente, Bank of America ha alzato il prezzo obiettivo sulle azioni UniCredit a 113 euro da 100 euro, confermando la raccomandazione buy e indicando nuovamente la banca tra le sue top pick.

    BofA ha affermato che la valutazione di UniCredit rimane «confortevole» sulla base del rendimento sul patrimonio netto tangibile e del potenziale per ulteriori efficienze sui costi e sulle attività ponderate per il rischio.

    Il broker prevede un ROTE di circa il 26% nel 2028.

    BofA vede inoltre «un valore significativo nelle prospettive di allocazione del capitale agli azionisti, attraverso distribuzioni, crescita dei volumi e/o operazioni di M&A». Secondo il broker, il consolidamento dei mercati bancari frammentati potrebbe generare «un valore considerevole» e «questo potenziale è attualmente sottovalutato».

    BofA prevede un aumento del margine di interesse

    BofA ha inoltre esaminato diverse ipotesi che, secondo il broker, gli investitori formulano su UniCredit, tra cui la possibilità che la crescita dei prestiti possa avvenire a scapito dei margini.

    Secondo BofA, UniCredit dispone di un portafoglio di replica di circa 218 miliardi di euro, con un rendimento del portafoglio esistente di circa l’1,59%. Ogni anno giungono a scadenza circa 22 miliardi di euro che, secondo il broker, possono essere reinvestiti con rendimenti compresi tra il 3,2% e il 3,3%.

    BofA stima che ciò potrebbe generare circa 700 milioni di euro di interessi maturati aggiuntivi nella seconda metà del 2026 e nel 2027.

    Il broker prevede un margine di interesse di 25,4 miliardi di euro nel 2027 e successivamente di 27,1 miliardi di euro, con quest’ultima stima circa il 5% superiore al consenso e comprensiva di Commerzbank.

    BofA valuta una possibile struttura per Commerzbank

    Per quanto riguarda Commerzbank, BofA ha affermato di non prevedere che UniCredit debba necessariamente presentare una nuova offerta nello scenario esaminato nella propria analisi.

    «Una possibile strada potrebbe essere un’offerta inversa, nella quale Commerzbank acquisisce HVB al fair value. Ciò porterebbe UniCredit a detenere una quota ipotetica di circa il 70% dell’entità combinata senza alcun esborso di cassa. Questa possibilità non è adeguatamente riflessa nelle quotazioni attuali. UniCredit incontrerà il ministro delle Finanze tedesco e questo evento potrebbe rappresentare un catalizzatore importante», ha affermato BofA.

    Si tratta di uno scenario preso in considerazione dal broker e non di una struttura di transazione annunciata.

    BofA ha inoltre affermato che UniCredit sta attualmente registrando un maggiore assorbimento di capitale legato alla partecipazione di circa il 48% in Commerzbank. Il broker stima una generazione organica di capitale di circa 300 punti base all’anno.

    Secondo i calcoli di BofA, ogni aumento di circa il 10% della partecipazione di UniCredit in Commerzbank potrebbe ridurre l’assorbimento di CET1 di circa 20-30 punti base.

    BofA prevede una crescita dell’EPS del 17%

    BofA ha inoltre affermato di non ritenere che UniCredit sia esclusa da un possibile consolidamento del settore bancario italiano, indicando il Danish Compromise come un elemento che offre ulteriori opzioni strategiche.

    Il broker prevede una crescita dell’utile per azione di circa il 17%, con un EPS di 10,46 euro entro il 2028.

    Sulla base di queste stime, BofA calcola che UniCredit sarebbe valutata a circa otto volte gli utili, con uno sconto di circa il 20% rispetto alle altre banche europee.

    Le stime del broker includono il consolidamento del conto economico e dello stato patrimoniale di Commerzbank, rettificato per le partecipazioni di minoranza.

  • Saipem si aggiudica un contratto offshore da 350 milioni di dollari in Angola

    Saipem si aggiudica un contratto offshore da 350 milioni di dollari in Angola

    Saipem (BIT:SPM) si è aggiudicata un nuovo contratto offshore del valore di circa 350 milioni di dollari da Azule Energy Angola SpA per attività relative al progetto West Hub Tails in Angola.

    Il progetto fa parte del più ampio Agogo Integrated West Hub Development, situato a circa 180 chilometri dalla costa angolana, a profondità d’acqua fino a 1.750 metri. Azule Energy Angola è una joint venture tra Eni e bp.

    In base al contratto, Saipem si occuperà di ingegneria, fabbricazione, trasporto e installazione delle infrastrutture sottomarine. Le attività comprendono circa 62 chilometri di flowline, riser e umbilicali che saranno collegati all’unità galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico Agogo.

    La durata prevista del contratto è di circa due anni e mezzo.

    Le attività di fabbricazione saranno svolte in Angola

    Le attività di fabbricazione saranno effettuate presso il cantiere Saipem di Ambriz, in Angola, con il coinvolgimento di aziende e risorse locali.

    Per la campagna offshore, Saipem prevede di utilizzare le navi da costruzione FDS e Normand Maximus.

    «Questa aggiudicazione conferma la posizione consolidata di Saipem come partner di riferimento per l’esecuzione di progetti offshore complessi in Africa occidentale, nonché il suo impegno a sostenere la crescita dell’industria energetica nei Paesi in cui la società opera», ha dichiarato la società.

    Equita valuta l’impatto del contratto

    Equita ha definito l’annuncio del contratto «positivo», pur precisando che l’assegnazione «è di dimensioni contenute rispetto ai recenti incarichi» e presenta «implicazioni marginali sulle stime».

    «Il progetto rappresenta circa il 2,5% della nostra stima di raccolta ordini per il 2026, pari a 14,3 miliardi di euro», ha affermato Equita, aggiungendo di prevedere «un margine in linea con la divisione offshore».

    Secondo il broker, il contratto si aggiunge agli ordini acquisiti da Saipem nei settori offshore e subsea e aumenta la visibilità sui ricavi della divisione Asset Based Services.

    Equita ha confermato la raccomandazione hold e il prezzo obiettivo di 4 euro su Saipem.

    Le azioni Saipem salgono dello 0,5%

    Le azioni Saipem hanno guadagnato circa lo 0,5% a 4,183 euro dopo un’ora di contrattazioni, dopo aver perso il 3,6% nella seduta precedente.

    Equita ha attribuito la debolezza registrata nella seduta precedente da Saipem e dal più ampio settore dei servizi petroliferi principalmente all’avversione al rischio sui mercati e alla maggiore instabilità in Medio Oriente dopo gli attacchi all’oleodotto East-West dell’Arabia Saudita.

    «Per Saipem e il settore dei servizi petroliferi, il mercato teme possibili nuove interruzioni operative nell’area, con ulteriori costi aggiuntivi e pressioni sugli utili, come già emerso nei risultati del secondo trimestre 2026», ha affermato Equita.

    Completata la cessione delle attività di perforazione in Arabia Saudita

    Separatamente, Saipem ha completato la cessione ad ADES delle proprie attività di Shallow Water Drilling in Arabia Saudita.

    L’operazione, precedentemente annunciata a giugno, prevede un corrispettivo di 285 milioni di dollari.