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  • Il petrolio resta vicino ai recenti minimi mentre il mercato segue i progressi dei colloqui tra Stati Uniti e Iran

    Il petrolio resta vicino ai recenti minimi mentre il mercato segue i progressi dei colloqui tra Stati Uniti e Iran

    I prezzi del greggio si stabilizzano dopo il forte ribasso

    I prezzi del petrolio hanno mostrato movimenti contenuti martedì, dopo aver perso quasi il 3% nella seduta precedente, mentre gli operatori continuano a valutare gli sviluppi dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e l’impatto dell’allentamento temporaneo delle sanzioni sulle esportazioni petrolifere iraniane.

    Alle 09:39 ET (10:39 GMT), i future sul Brent con scadenza agosto cedevano lo 0,3% a 77,70 dollari al barile, mentre i future sul West Texas Intermediate erano sostanzialmente invariati a 73,92 dollari al barile.

    La recente debolezza del mercato è stata alimentata dai segnali di un possibile allentamento dei rischi per l’offerta in Medio Oriente.

    L’allentamento delle sanzioni migliora le prospettive dell’offerta

    Il sentiment degli investitori è migliorato dopo che Washington ha introdotto una licenza generale di 60 giorni che consente la vendita, la consegna e l’importazione di petrolio greggio e prodotti petroliferi iraniani nell’ambito delle discussioni diplomatiche in corso con Teheran.

    La decisione è arrivata dopo che funzionari statunitensi e iraniani hanno segnalato progressi verso un accordo di pace più ampio e un’estensione dell’attuale quadro di cessate il fuoco.

    La deroga comprende inoltre attività bancarie, assicurative e di trasporto marittimo collegate, aumentando le aspettative di una crescita delle esportazioni iraniane nelle prossime settimane.

    Possibile ritorno di maggiori volumi iraniani sul mercato

    La prospettiva di un incremento della produzione iraniana è diventata uno dei principali temi per gli operatori energetici, soprattutto mentre si attenuano le preoccupazioni legate allo Stretto di Hormuz.

    “l’Iran aveva già iniziato ad aumentare le esportazioni dopo la revoca del blocco statunitense. Questa deroga alle sanzioni aprirà nuovi mercati per la vendita del petrolio iraniano, compresi gli Stati Uniti”, hanno scritto gli analisti di ING in una nota.

    I funzionari iraniani hanno dichiarato lunedì che l’ultimo ciclo di colloqui ha prodotto “major progress”, mentre alcune indiscrezioni indicano che Teheran avrebbe ottenuto concessioni sulle esportazioni di petrolio e prodotti petrolchimici nell’ambito delle trattative per un accordo finale atteso entro 60 giorni.

    I progressi diplomatici compensano i rischi geopolitici

    Per il momento, la possibilità che maggiori quantità di greggio iraniano tornino sul mercato internazionale ha prevalso sulle persistenti tensioni geopolitiche.

    Durante la fase più intensa del conflitto, i prezzi del petrolio erano saliti oltre i 120 dollari al barile a causa delle interruzioni del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz e dei timori di carenze nell’offerta.

    Tuttavia, il miglioramento delle condizioni di navigazione e l’avanzamento delle trattative diplomatiche hanno spinto il mercato a ridurre il premio per il rischio incorporato nei prezzi del greggio.

    Lo Stretto di Hormuz resta il principale fattore di incertezza

    Nonostante il miglioramento del sentiment, rimangono interrogativi sulla velocità con cui il traffico petrolifero potrà tornare completamente alla normalità lungo una delle rotte energetiche più importanti al mondo.

    “Guardando avanti, l’incertezza principale resta la rapidità con cui i flussi petroliferi attraverso lo Stretto di Hormuz potranno normalizzarsi”, hanno aggiunto gli analisti di ING.

  • L’oro arretra mentre il dollaro forte e le aspettative sui tassi pesano sul metallo prezioso

    L’oro arretra mentre il dollaro forte e le aspettative sui tassi pesano sul metallo prezioso

    Il rafforzamento del dollaro frena la domanda di oro

    I prezzi dell’oro hanno registrato un calo martedì, penalizzati dalla forza del dollaro statunitense e dalle crescenti aspettative di ulteriori rialzi dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve.

    L’oro spot è sceso dell’1,55% a 4.126,45 dollari l’oncia alle 06:42 ET (10:42 GMT), mentre i future sull’oro statunitense hanno perso l’1,63% attestandosi a 4.142,10 dollari.

    Il ribasso segue il guadagno dello 0,7% registrato nella sessione precedente, sostenuto dall’ottimismo sui colloqui tra Stati Uniti e Iran.

    Le aspettative sulla Fed sostengono il biglietto verde

    L’indice del dollaro statunitense è rimasto vicino ai massimi degli ultimi 13 mesi raggiunti la scorsa settimana, sostenuto dall’orientamento più restrittivo della Federal Reserve.

    La banca centrale, guidata dal presidente Kevin Warsh, ha lasciato invariati i tassi al 3,50%-3,75%, ma le nuove proiezioni economiche hanno mostrato un crescente sostegno a favore di almeno un ulteriore rialzo entro la fine dell’anno.

    I mercati dei future attribuiscono attualmente circa il 90% di probabilità a un aumento dei tassi a dicembre, mentre alcuni investitori ritengono possibile più di un intervento in presenza di persistenti rischi inflazionistici.

    Tassi più elevati riducono l’attrattiva dell’oro

    L’oro tende a soffrire quando sia il dollaro sia i rendimenti salgono.

    Una valuta statunitense più forte rende il metallo più costoso per gli investitori che operano con altre divise, mentre tassi d’interesse più elevati aumentano l’appeal degli strumenti finanziari che offrono rendimento rispetto all’oro, che non genera interessi.

    Questi fattori stanno limitando il potenziale rialzista del metallo nonostante le tensioni geopolitiche ancora presenti.

    Restano sotto osservazione i negoziati tra Stati Uniti e Iran

    Gli investitori continuano inoltre a monitorare gli sviluppi diplomatici tra Washington e Teheran.

    Gli Stati Uniti hanno recentemente concesso una deroga di 60 giorni su alcune esportazioni petrolifere iraniane dopo i colloqui preliminari svoltisi in Svizzera, mentre i funzionari americani hanno definito costruttive le discussioni.

    Sebbene l’oro sia tradizionalmente considerato un bene rifugio nei periodi di instabilità geopolitica, i mercati stanno concentrando sempre più l’attenzione sulle implicazioni inflazionistiche del conflitto.

    L’impennata dei prezzi energetici registrata nei mesi scorsi aveva infatti alimentato i timori che l’inflazione legata all’energia potesse costringere le banche centrali a mantenere politiche monetarie restrittive più a lungo.

    Attesa per i dati PCE negli Stati Uniti

    L’attenzione del mercato si sposta ora sulla pubblicazione di giovedì dell’indice PCE statunitense, il parametro inflazionistico preferito dalla Federal Reserve.

    Il dato potrebbe fornire indicazioni cruciali sulla futura traiettoria della politica monetaria e influenzare l’andamento sia del dollaro sia dei metalli preziosi.

    In calo anche argento, platino e rame

    Anche gli altri metalli hanno registrato una seduta negativa.

    L’argento è sceso del 4,3% a 62,29 dollari l’oncia, mentre il platino ha perso il 2,6% a 1.639,60 dollari l’oncia.

    Sul fronte dei metalli industriali, i future sul rame al London Metal Exchange sono diminuiti dell’1,2% a 13.486,33 dollari per tonnellata, mentre i future sul rame statunitense hanno ceduto il 2,3% a 6,22 dollari per libbra.

  • SpaceX prolunga il ribasso mentre i titoli tecnologici arretrano e gli investitori rivalutano la spesa per l’IA: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    SpaceX prolunga il ribasso mentre i titoli tecnologici arretrano e gli investitori rivalutano la spesa per l’IA: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I titoli tecnologici pesano sull’outlook di Wall Street

    Wall Street si avvia verso un’apertura debole martedì, con gli investitori che continuano a ridurre l’esposizione ai titoli tecnologici a causa delle preoccupazioni per tassi d’interesse elevati e per gli enormi investimenti necessari a sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

    I future sul Nasdaq guidano i ribassi dopo un nuovo calo di SpaceX (NASDAQ:SPCX), mentre la discesa dei prezzi del petrolio rappresenta un ulteriore tema di attenzione grazie ai progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran che stanno riducendo i timori di interruzioni dell’offerta energetica.

    Nel frattempo, nuove operazioni di acquisizione nel settore dell’IA e il rinnovato sostegno governativo al quantum computing evidenziano l’intensificarsi della competizione per la leadership nelle tecnologie di nuova generazione.

    I future sul Nasdaq sotto pressione

    I future sui principali indici statunitensi hanno registrato un deciso calo prima dell’apertura, con il comparto tecnologico ancora una volta in prima linea nelle vendite.

    Alle 04:33 ET, i future sul Nasdaq 100 cedevano il 2,8%, mentre quelli sull’S&P 500 perdevano l’1,45%. I future sul Dow Jones registravano una flessione più contenuta dello 0,7%.

    La debolezza riflette la crescente convinzione che i tassi d’interesse negli Stati Uniti possano rimanere elevati più a lungo del previsto. Parallelamente, aumentano i dubbi sulla sostenibilità dell’attuale ritmo di investimenti legati all’intelligenza artificiale.

    Dopo aver guidato il rally dei mercati nell’ultimo anno, i titoli tecnologici e dei semiconduttori risultano particolarmente esposti a prese di profitto e revisioni delle valutazioni.

    Prosegue la correzione di SpaceX

    SpaceX (NASDAQ:SPCX) ha continuato a subire pressioni dopo il forte ribasso registrato nella seduta precedente.

    Il titolo aveva perso il 16,4% lunedì e ha ceduto un ulteriore 2,9% nelle contrattazioni premarket.

    La debolezza segue una valutazione più prudente da parte di KeyBanc, che ha evidenziato come la valutazione della società sia diventata particolarmente elevata dopo il forte rally successivo alla quotazione.

    Le azioni hanno chiuso lunedì a 154,59 dollari, poco sopra il prezzo di apertura dell’IPO pari a 150 dollari e ben al di sotto dei recenti massimi superiori a 225 dollari.

    Il calo ha cancellato circa 400 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, alimentando il dibattito sulla capacità delle prospettive di crescita a lungo termine di giustificare le attuali valutazioni.

    La società ha inoltre annunciato un’emissione di obbligazioni senior e comunicato di detenere oltre 100 miliardi di dollari tra liquidità e mezzi equivalenti al 19 giugno.

    Qualcomm accelera sull’intelligenza artificiale

    Qualcomm (NASDAQ:QCOM) sarebbe in trattative avanzate per acquisire la startup di chip AI Modular in un’operazione che potrebbe valutare la società circa 4 miliardi di dollari, secondo quanto riportato da Bloomberg.

    La valutazione indicata è più che doppia rispetto a quella ottenuta dalla società nell’ultimo round di finanziamento meno di un anno fa, evidenziando il forte interesse per gli asset legati all’intelligenza artificiale.

    Qualcomm continua a diversificare il proprio business oltre gli smartphone, puntando su data center, intelligenza artificiale e veicoli autonomi.

    Secondo le indiscrezioni, il gruppo starebbe inoltre valutando una seconda acquisizione nel settore AI che coinvolgerebbe la startup Tenstorrent.

    La possibile operazione conferma la crescente competizione tra le grandi aziende tecnologiche per rafforzare il proprio posizionamento nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale.

    Il petrolio amplia le perdite

    I prezzi del petrolio hanno proseguito la fase di debolezza dopo i forti ribassi registrati nella seduta precedente.

    Il mercato ritiene sempre più probabile che i progressi nei negoziati tra Washington e Teheran possano favorire un aumento dell’offerta globale di greggio.

    Il sentiment è migliorato dopo che gli Stati Uniti hanno concesso una licenza di 60 giorni per la vendita e l’importazione di petrolio e prodotti petroliferi iraniani nell’ambito delle discussioni diplomatiche in corso.

    La decisione segue le notizie relative ai progressi verso un accordo più ampio e alla proroga dell’attuale cessate il fuoco.

    Prezzi energetici più bassi potrebbero contribuire ad alleviare le pressioni inflazionistiche, anche se una debolezza prolungata del greggio potrebbe penalizzare il settore energetico.

    Il quantum computing riceve una spinta da Washington

    I titoli legati al quantum computing hanno registrato rialzi dopo la firma da parte del presidente Donald Trump di una serie di ordini esecutivi finalizzati ad accelerare lo sviluppo della tecnologia negli Stati Uniti.

    Le misure puntano a rendere operativo entro il 2028 un computer quantistico destinato alla ricerca e ad accelerare l’adozione di sistemi di cybersicurezza resistenti agli attacchi quantistici nelle agenzie federali.

    Gli investitori hanno accolto positivamente l’iniziativa, sostenendo titoli come Infleqtion (NYSE:INFQ), Rigetti Computing (NASDAQ:RGTI), D-Wave Quantum (NYSE:QBTS) e IonQ (NYSE:IONQ).

    Anche IBM ha registrato guadagni dopo i commenti favorevoli di Trump nei confronti dell’amministratore delegato Arvind Krishna.

    Le nuove iniziative confermano la crescente attenzione di Washington verso il quantum computing come tecnologia strategica per il futuro.

    Gli investitori guardano oltre il boom dell’IA

    Pur rimanendo il tema dominante dei mercati, l’intelligenza artificiale viene oggi valutata con maggiore selettività dagli investitori, sempre più attenti ai multipli e alle prospettive di crescita effettivamente realizzabili.

    Allo stesso tempo, il sostegno pubblico a tecnologie emergenti come il quantum computing suggerisce che il prossimo ciclo di innovazione potrebbe già essere in fase di costruzione.

  • Le Borse europee arretrano mentre i timori sui tassi superano l’ottimismo per l’accordo con l’Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee arretrano mentre i timori sui tassi superano l’ottimismo per l’accordo con l’Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Apertura negativa per i mercati europei

    Le principali Borse europee hanno avviato la seduta in ribasso martedì, con l’entusiasmo iniziale per l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran che ha lasciato rapidamente spazio alle preoccupazioni per tassi d’interesse destinati a rimanere elevati più a lungo.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 ha ceduto l’1%, mentre il DAX tedesco ha perso l’1,3%. Il CAC 40 francese e il FTSE MIB italiano hanno registrato entrambi un calo dell’1%.

    A Londra, il FTSE 100 è sceso dello 0,7%.

    I mercati osservano la situazione politica britannica

    Gli investitori continuano a monitorare le implicazioni politiche delle dimissioni del Primo Ministro Keir Starmer.

    Tuttavia, la reazione dei mercati è stata contenuta, segnale che gli operatori sembrano aver già scontato la possibilità che Andy Burnham emerga come principale candidato alla successione.

    La moderata risposta degli asset britannici suggerisce che l’incertezza politica non rappresenta attualmente una fonte significativa di preoccupazione per gli investitori.

    Inflazione e politica monetaria tornano protagoniste

    Nonostante gli indici europei rimangano vicini ai massimi storici, l’attenzione degli operatori si è spostata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente alle prospettive per l’inflazione e i tassi d’interesse.

    I mercati stanno valutando quanto l’impatto economico dei mesi di conflitto abbia già influenzato i prezzi al consumo e se la Banca Centrale Europea sarà costretta ad adottare ulteriori misure restrittive.

    La BCE ha già aumentato i tassi una volta nel corso dell’anno e i mercati continuano a prevedere la possibilità di un nuovo rialzo nella seconda metà del 2026.

    Attesa per i dati PMI dell’Eurozona

    L’attenzione si concentra ora sulla pubblicazione degli indici PMI di giugno, considerati un importante indicatore dello stato di salute dell’economia europea.

    I dati arrivano dopo le recenti dichiarazioni della presidente della BCE Christine Lagarde, secondo cui l’impatto inflazionistico è stato “large, but not yet large enough” da compromettere le aspettative di lungo termine.

    Lagarde ha inoltre sottolineato l’assenza di segnali di disancoraggio delle aspettative inflazionistiche o di effetti di secondo livello che possano giustificare una risposta più aggressiva della banca centrale.

    I mercati rivalutano le prospettive sui tassi

    L’ottimismo iniziale generato dall’accordo tra Washington e Teheran è stato ridimensionato dalle crescenti preoccupazioni per la politica monetaria globale.

    Gli investitori stanno infatti rivalutando il rischio che la Federal Reserve mantenga un orientamento restrittivo più a lungo del previsto, influenzando il sentiment sui mercati azionari internazionali.

    Di conseguenza, l’attenzione si è spostata dalle questioni geopolitiche alle prospettive dei tassi d’interesse.

    La stagione delle trimestrali potrebbe guidare i mercati

    Con il peso delle notizie geopolitiche in diminuzione, molti analisti ritengono che la prossima stagione delle trimestrali rappresenterà il principale catalizzatore per i mercati azionari europei.

    Fino alla pubblicazione dei risultati societari e dei nuovi aggiornamenti sulle prospettive aziendali, gli indici potrebbero muoversi in una fase di consolidamento dopo i forti rialzi registrati negli ultimi mesi.

    Heineken in controtendenza grazie al nuovo CEO

    Tra i singoli titoli, Heineken (EU:HEIA) si è distinta positivamente con un rialzo dell’1,5% dopo aver annunciato la nomina di Rafa Oliveira come nuovo amministratore delegato.

    La performance si è contrapposta alla debolezza generale del mercato, con gli investitori che hanno accolto favorevolmente il cambiamento ai vertici del gruppo.

  • I rendimenti dell’Eurozona scendono mentre la BCE rassicura i mercati e si attenuano le tensioni sullo Stretto di Hormuz

    I rendimenti dell’Eurozona scendono mentre la BCE rassicura i mercati e si attenuano le tensioni sullo Stretto di Hormuz

    I titoli di Stato beneficiano del calo dei timori energetici

    I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona hanno registrato un calo martedì, sostenuti dai commenti rassicuranti dei funzionari della Banca Centrale Europea e dai progressi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran.

    La prospettiva di una prolungata crisi energetica si è attenuata grazie al proseguimento dei negoziati diplomatici e all’aumento del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, fattori che hanno contribuito alla discesa dei prezzi del petrolio e favorito gli acquisti di debito sovrano.

    Il rendimento del Bund tedesco decennale di riferimento è sceso al 2,92%.

    L’attenzione si sposta sull’inflazione

    I mercati obbligazionari europei si mantengono vicino ai minimi delle ultime settimane mentre gli investitori spostano l’attenzione dalle tensioni geopolitiche immediate agli effetti inflazionistici lasciati da mesi di conflitto.

    La BCE ha già effettuato un rialzo dei tassi nel corso dell’anno e i mercati continuano a scontare la possibilità di un ulteriore aumento nella seconda metà del 2026.

    Gli operatori attendono ora la pubblicazione degli indici PMI di giugno, considerati un importante indicatore dello stato di salute dell’economia dell’area euro.

    I commenti della BCE riducono i timori di ulteriori strette

    Il sentiment di mercato è stato sostenuto dalle dichiarazioni della presidente della BCE Christine Lagarde, che ha indicato come le pressioni inflazionistiche restino sotto controllo nonostante le recenti turbolenze.

    Lagarde ha affermato che l’impatto sull’inflazione è stato “large, but not yet large enough” da compromettere le aspettative di inflazione di lungo termine.

    Ha inoltre sottolineato che non vi sono segnali di disancoraggio delle aspettative né effetti di secondo livello tali da richiedere una politica monetaria più aggressiva.

    In calo anche i rendimenti a breve termine

    Per gli investitori obbligazionari, il quadro resta caratterizzato dall’equilibrio tra il rallentamento della crescita economica e il rischio di ulteriori rialzi dei tassi.

    Il rendimento del titolo di Stato tedesco a due anni, particolarmente sensibile alle aspettative sulla politica monetaria della BCE, è sceso al 2,57%.

    Nelle prossime settimane l’andamento del mercato dipenderà in larga misura dai dati macroeconomici in arrivo e dalle indicazioni fornite dai responsabili della banca centrale.

    Anche i gilt britannici registrano guadagni

    I titoli di Stato britannici hanno beneficiato del miglioramento del sentiment dopo l’annuncio delle dimissioni del Primo Ministro Keir Starmer.

    I mercati hanno accolto positivamente la prospettiva di una possibile successione da parte di Andy Burnham, considerato più accomodante dagli investitori.

    Di conseguenza, il rendimento del gilt britannico a dieci anni è sceso al 4,777%.

  • Il mercato automobilistico europeo cresce a maggio grazie alla forte domanda di veicoli elettrici

    Il mercato automobilistico europeo cresce a maggio grazie alla forte domanda di veicoli elettrici

    Le immatricolazioni tornano a crescere

    Il mercato automobilistico europeo ha registrato un nuovo mese di crescita a maggio, sostenuto dalla forte domanda di veicoli elettrificati che ha compensato il continuo calo delle auto tradizionali alimentate a benzina e diesel.

    Secondo i dati diffusi dall’Associazione dei Costruttori Europei di Automobili (ACEA), le immatricolazioni nell’Unione Europea, nei Paesi EFTA e nel Regno Unito sono aumentate del 3,6% su base annua, raggiungendo 1,15 milioni di veicoli.

    Il risultato conferma la progressiva trasformazione del mercato verso soluzioni a basse emissioni.

    Elettriche e ibride trainano la crescita

    Le auto completamente elettriche hanno continuato a rappresentare uno dei segmenti più dinamici del settore.

    Le immatricolazioni di veicoli elettrici a batteria (BEV) sono aumentate del 39,1% rispetto allo stesso mese del 2025, raggiungendo 268.487 unità.

    Anche le vetture ibride plug-in hanno mantenuto un andamento positivo, con una crescita del 13,2%.

    L’espansione delle vendite di veicoli elettrificati ha più che compensato il calo registrato dalle alimentazioni tradizionali.

    Benzina e diesel continuano a perdere terreno

    Le auto con motore a combustione interna hanno continuato a registrare una contrazione della domanda.

    Le immatricolazioni di vetture a benzina sono diminuite del 19,1%, mentre quelle diesel hanno registrato un calo del 19,0%.

    I dati evidenziano la crescente transizione del mercato europeo verso tecnologie elettrificate e soluzioni di mobilità più sostenibili.

    Tesla mette a segno una forte crescita

    Tesla (NASDAQ:TSLA) è stata tra i marchi che hanno registrato le migliori performance nel mese.

    Le immatricolazioni del costruttore statunitense nell’area UE, EFTA e Regno Unito sono aumentate del 107,9%, raggiungendo 28.610 veicoli.

    La quota di mercato è così salita al 2,5%, rispetto all’1,2% registrato un anno prima.

    Nei primi cinque mesi del 2026, le immatricolazioni Tesla sono cresciute del 57,2%, arrivando a 118.068 unità.

    I costruttori cinesi rafforzano la loro presenza

    Anche i produttori cinesi hanno continuato ad ampliare la propria presenza sul mercato europeo.

    BYD (USOTC:BYDDY) ha registrato una crescita del 136,6% nelle immatricolazioni di maggio, raggiungendo 32.380 veicoli e portando la quota di mercato al 2,8%, rispetto all’1,2% dell’anno precedente.

    Da inizio anno, le immatricolazioni del gruppo sono aumentate del 145,2%, raggiungendo 135.307 unità.

    La performance conferma il crescente successo dei marchi cinesi presso i consumatori europei.

    Chery e Leapmotor guidano la crescita

    Tra i principali costruttori, Chery Automobile (TG:9PB) ha registrato il tasso di crescita più elevato.

    Le immatricolazioni del gruppo sono aumentate del 244,1% a 27.412 veicoli.

    Anche Leapmotor (USOTC:ZJLMF) ha continuato la sua rapida espansione, con un incremento delle immatricolazioni pari al 465,1% nel mese di maggio.

    La crescita dei produttori cinesi evidenzia l’aumento della concorrenza nel settore automobilistico europeo, in un mercato sempre più orientato verso l’elettrificazione e l’innovazione tecnologica.

  • Stellantis rallenta in Europa a maggio mentre le immatricolazioni calano (STLAM)

    Stellantis rallenta in Europa a maggio mentre le immatricolazioni calano (STLAM)

    Stellantis cresce meno del mercato europeo dell’auto

    Stellantis (BIT:STLAM) ha registrato un rallentamento delle vendite in Europa nel mese di maggio, interrompendo la dinamica positiva osservata nei mesi precedenti e mostrando una performance inferiore rispetto all’andamento complessivo del mercato.

    Nell’Unione Europea, le immatricolazioni del gruppo sono diminuite del 2,6% su base annua, attestandosi a 146.381 veicoli, mentre la quota di mercato è scesa al 15,3% dal 16,2% registrato un anno prima.

    Il risultato si confronta con un mercato europeo che ha continuato a mostrare segnali di crescita.

    Quota di mercato in calo nell’Europa allargata

    Considerando l’area EU27+EFTA+Regno Unito, le immatricolazioni di Stellantis sono diminuite del 2,3% rispetto a maggio 2025.

    La quota di mercato è scesa al 14,3%, rispetto al 15,2% dello stesso periodo dell’anno precedente.

    Nonostante la flessione, Stellantis mantiene il ruolo di secondo costruttore automobilistico europeo, alle spalle di Volkswagen, che detiene una quota del 26,1%, e davanti a Renault con il 9,6%.

    Bilancio positivo nei primi cinque mesi dell’anno

    Nonostante la debolezza di maggio, il gruppo continua a mostrare una crescita positiva dall’inizio del 2026.

    Nei primi cinque mesi dell’anno, Stellantis ha immatricolato 905.444 veicoli in Europa, con un incremento del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.

    La quota di mercato è salita al 15,5% dal 15,4%.

    Nella sola Unione Europea, le immatricolazioni tra gennaio e maggio hanno raggiunto 794.708 unità, in crescita del 5,7%, con una quota di mercato salita al 16,7% dal 16,5%.

    Diversi marchi del gruppo chiudono il mese in negativo

    Numerosi brand di Stellantis hanno registrato una flessione delle vendite nel mese di maggio.

    Peugeot ha visto le immatricolazioni diminuire del 12,6% a 50.277 unità, mentre Opel/Vauxhall ha registrato un calo del 6,3% a 36.291 veicoli.

    Jeep ha perso l’11,1% fermandosi a 10.324 unità, Alfa Romeo ha registrato una contrazione del 23,9% a 3.759 veicoli e DS ha visto le immatricolazioni scendere del 31,4% a 1.883 unità.

    Lancia ha invece mostrato una sostanziale stabilità, con una lieve flessione dello 0,9%.

    Leapmotor continua la sua rapida espansione

    Tra i marchi distribuiti dal gruppo, Leapmotor (USOTC:ZJLMF) ha continuato a distinguersi per la forte crescita.

    Nell’area EU27+EFTA+Regno Unito, le immatricolazioni del marchio cinese sono aumentate del 465,1% a maggio, raggiungendo 9.945 unità.

    Nei primi cinque mesi dell’anno, le registrazioni sono salite del 552,9% a 43.037 veicoli.

    Nella sola Unione Europea, Leapmotor ha immatricolato 8.856 veicoli a maggio (+447,3%), mentre il totale da inizio anno è cresciuto del 530,8% a 37.694 unità.

    Il mercato europeo continua a crescere

    Il settore automobilistico europeo ha mantenuto un andamento positivo durante il mese di maggio.

    Nell’Unione Europea le immatricolazioni complessive sono aumentate del 3,2% su base annua, raggiungendo 955.013 veicoli.

    Considerando anche i Paesi EFTA e il Regno Unito, la crescita è stata del 3,6%.

    Dall’inizio dell’anno, il mercato europeo ha registrato un incremento del 4%, superando i 4,7 milioni di veicoli immatricolati, mentre l’Europa occidentale ha mostrato una crescita del 4,5%, oltre quota 5,8 milioni di unità.

    Andamento differenziato nei principali mercati

    Tra i maggiori mercati europei, l’Italia ha registrato la crescita più sostenuta, con un aumento delle immatricolazioni del 7,5%.

    La Francia ha segnato un progresso del 3,7%, mentre la Germania è rimasta sostanzialmente stabile con una crescita dello 0,1%.

    La Spagna, dopo i forti rialzi dei mesi precedenti, ha invece registrato una flessione dello 0,8%.

    Le auto elettriche continuano a guadagnare terreno

    Prosegue la transizione del mercato europeo verso le alimentazioni elettrificate.

    Le immatricolazioni di veicoli completamente elettrici nell’Unione Europea sono aumentate del 42,9%, raggiungendo circa 203.000 unità.

    Le vendite di modelli plug-in hybrid sono cresciute del 12,2%, mentre le auto ibride hanno registrato un incremento del 9,7%.

    Al contrario, le motorizzazioni tradizionali hanno continuato a perdere terreno: le immatricolazioni di auto a benzina sono diminuite del 20,1%, mentre quelle diesel hanno registrato un calo del 19%.

    Tesla e BYD continuano a crescere rapidamente

    La concorrenza nel mercato delle auto elettriche resta intensa.

    Tesla (NASDAQ:TSLA) ha registrato un aumento del 152,4% delle immatricolazioni europee, raggiungendo 21.767 veicoli e una quota di mercato del 2,3%.

    Anche BYD (USOTC:BYDDY) ha proseguito la sua espansione, con immatricolazioni in crescita del 158,8% a 26.017 unità e una quota di mercato salita al 2,7%.

    La forte crescita di entrambi i produttori evidenzia come il segmento dei veicoli elettrici continui a rappresentare una delle aree più dinamiche del mercato automobilistico europeo.

  • Italgas presenta un piano da 13 miliardi di euro e punta a una forte crescita degli utili (IG)

    Italgas presenta un piano da 13 miliardi di euro e punta a una forte crescita degli utili (IG)

    Nuova strategia industriale fino al 2032

    Italgas (BIT:IG) ha presentato il nuovo piano strategico al 2032, che prevede investimenti complessivi per 13 miliardi di euro destinati allo sviluppo e alla modernizzazione delle proprie infrastrutture energetiche.

    Il gruppo punta a raggiungere un EBITDA di 3,3 miliardi di euro entro la fine del periodo e a ottenere una crescita media annua superiore al 9% dell’utile per azione adjusted.

    La società ha inoltre confermato la guidance per il 2026 e l’attuale politica dei dividendi.

    Investimenti in aumento rispetto al piano precedente

    Il nuovo programma di investimenti risulta superiore del 14,6% rispetto al precedente piano industriale.

    Circa 8,3 miliardi di euro saranno destinati allo sviluppo, alla digitalizzazione e alla riconversione delle infrastrutture del gas in Italia.

    Ulteriori 2,4 miliardi di euro saranno impiegati per partecipare alle future gare ATEM per la distribuzione del gas, rafforzando la presenza del gruppo sul mercato nazionale.

    Grecia al centro della crescita internazionale

    Italgas continuerà inoltre a investire nello sviluppo delle proprie attività in Grecia.

    La società prevede di destinare circa 1 miliardo di euro all’espansione e al potenziamento della rete di distribuzione del gas nel Paese.

    Secondo il management, il mercato greco rappresenta una componente importante della strategia di crescita internazionale del gruppo.

    Crescita significativa della RAB

    La società prevede che la propria Regulatory Asset Base (RAB) raggiungerà i 21,7 miliardi di euro entro il 2032.

    L’incremento riflette la dimensione del piano di investimenti e dovrebbe contribuire a sostenere la crescita dei ricavi regolati nel lungo periodo.

    Il management ritiene che l’espansione della base patrimoniale regolata rafforzerà ulteriormente il profilo finanziario del gruppo.

    Obiettivi ambiziosi per EBITDA ed EBIT

    Il piano industriale prevede una crescita media annua composta (CAGR) dell’8,4% per l’EBITDA fino al 2032.

    L’EBIT dovrebbe superare 1,8 miliardi di euro nel 2029 e raggiungere circa 2,2 miliardi di euro entro la fine del periodo di piano.

    Questi risultati saranno sostenuti dagli investimenti infrastrutturali, dall’efficienza operativa e dall’espansione delle reti gestite dal gruppo.

    Confermato il target sull’utile netto

    Italgas ha inoltre ribadito l’obiettivo di superare 1 miliardo di euro di utile netto adjusted entro il 2029.

    Secondo la società, la combinazione di investimenti strategici, crescita della base regolata e stabilità del quadro normativo dovrebbe consentire il raggiungimento dei target finanziari previsti.

    Il nuovo piano mira a consolidare il ruolo di Italgas come protagonista della trasformazione delle infrastrutture energetiche, mantenendo al tempo stesso una crescita sostenibile e una remunerazione attrattiva per gli azionisti.

  • Lovaglio accoglie l’interesse per MPS mentre prosegue il consolidamento bancario (BMPS)

    Lovaglio accoglie l’interesse per MPS mentre prosegue il consolidamento bancario (BMPS)

    L’amministratore delegato commenta l’interesse di Intesa e Banco BPM

    L’amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS), Luigi Lovaglio, ha accolto positivamente l’interesse manifestato da Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) e Banco BPM (BIT:BAMI), interpretandolo come una conferma del valore creato attraverso il percorso di rilancio della banca.

    Intervenendo alla Italian CEO Conference di Mediobanca (BIT:MB), Lovaglio ha dichiarato: “We welcome the interest.”

    Secondo il manager, le diverse manifestazioni di interesse rappresentano una dimostrazione concreta dei risultati ottenuti negli ultimi anni.

    “When a bank is recognized even at the institutional level as a jewel, it’s clear that the standard of any transaction naturally becomes higher”, ha affermato.

    Attenzione agli interessi degli azionisti

    Lovaglio ha sottolineato che MPS sta operando nel pieno rispetto delle regole previste dalla normativa vigente.

    “We fully comply with the passivity rule”, ha dichiarato, precisando che il gruppo continuerà a valutare tutte le alternative disponibili nell’interesse dei propri stakeholder.

    Il CEO ha evidenziato come il percorso di trasformazione abbia rafforzato in modo significativo il posizionamento della banca.

    “Monte Paschi’s resurgence in recent years has made us a leading, extremely attractive player”, ha affermato.

    Ha inoltre ricordato che il compito del consiglio di amministrazione consiste nell’”analyzing and creating the best options in the best interests of our shareholders.”

    “This is exactly what we are doing”, ha concluso.

    L’indipendenza resta un elemento importante

    Pur riconoscendo il ruolo del consolidamento nel settore bancario, Lovaglio ritiene che l’indipendenza di MPS continui ad avere un valore strategico.

    Secondo il manager, il consolidamento “must ensure that the market is well served, and for a country to be well served, it requires access to credit for families, small, medium, and large businesses.”

    Ha inoltre evidenziato l’importanza di un sistema bancario competitivo e diversificato, capace di trasferire rapidamente il risparmio all’economia reale.

    “The market should ensure the rapid transmission of savings to the real economy, and a good system serves the country well if competition is strong, unsegmented, and with all the diversity required in a modern market”, ha dichiarato.

    Lovaglio ha definito MPS “one of the most important independent players”, aggiungendo che ciò rappresenta un vantaggio per “customers, employees, the regions in which we operate, and ultimately the country.”

    Via libera ai piani di riorganizzazione societaria

    Nel frattempo, il consiglio di amministrazione di MPS, insieme a quelli di Mediobanca Premier e Banca Widiba, ha approvato all’unanimità una serie di operazioni di riorganizzazione societaria.

    Il progetto prevede la scissione totale di MPS in Mediobanca Premier e la scissione parziale di Mediobanca Premier in Widiba.

    Il completamento delle operazioni è previsto entro il quarto trimestre del 2026.

    Operazione collegata al progetto strategico del gruppo

    La riorganizzazione rientra nel processo avviato il 17 febbraio e collegato alla prevista fusione di Mediobanca in MPS.

    Il piano prevede il trasferimento delle attività di corporate e investment banking, private banking e delle filiali estere di Mediobanca a una società non quotata interamente controllata da MPS, che assumerà successivamente la denominazione di Mediobanca SpA.

    Anche la partecipazione detenuta in Assicurazioni Generali sarà trasferita a Mediobanca SpA.

    L’operazione resta subordinata all’approvazione degli azionisti e delle autorità competenti.

    Proseguono le valutazioni sulle offerte ricevute

    Il consiglio di amministrazione ha confermato che stanno continuando le analisi preliminari relative sia alla proposta di fusione presentata da Banco BPM sia all’offerta pubblica notificata da Intesa Sanpaolo.

    La prossima riunione del consiglio dedicata a questi temi è stata fissata per il 16 luglio, data nella quale il gruppo continuerà a valutare le possibili opzioni strategiche.

  • I titoli del lusso restano sotto pressione: Moncler può diventare un’opportunità?

    I titoli del lusso restano sotto pressione: Moncler può diventare un’opportunità?

    Il settore del lusso attraversa una fase complessa

    Le società del lusso continuano a muoversi in un contesto difficile sui mercati finanziari, con le recenti vendite che hanno colpito i principali gruppi europei e riacceso il dibattito tra gli investitori sul futuro del comparto.

    Molti operatori si chiedono se l’attuale debolezza rappresenti un segnale di allarme oppure un’opportunità d’acquisto per chi guarda al lungo termine.

    Le preoccupazioni riguardano soprattutto il rallentamento della crescita economica globale e la capacità delle aziende di preservare i propri margini in un contesto di domanda meno dinamico rispetto agli anni precedenti.

    La Cina resta al centro dell’attenzione

    Le prospettive del settore continuano a essere strettamente legate all’andamento del mercato cinese, che negli ultimi anni ha rappresentato uno dei principali motori di crescita per i marchi del lusso.

    Gli ultimi dati economici mostrano però segnali di debolezza in diversi segmenti del consumo premium, alimentando le preoccupazioni degli investitori.

    Di conseguenza, diverse case di ricerca hanno rivisto al ribasso le proprie stime sul settore, prevedendo una crescita più contenuta rispetto alle attese precedenti.

    Consumi più prudenti in Occidente

    Le difficoltà non riguardano soltanto l’Asia.

    Anche nei mercati occidentali si osserva una maggiore cautela da parte dei consumatori, mentre le fasce più giovani della popolazione, considerate tradizionalmente un importante bacino di crescita per il lusso, mostrano comportamenti di spesa meno prevedibili.

    Questi fattori stanno contribuendo a un contesto più impegnativo per l’intero comparto.

    Moncler sotto i riflettori

    In questo scenario, l’attenzione degli investitori italiani si concentra inevitabilmente su Moncler (BIT:MONC), uno dei principali protagonisti del lusso quotati a Piazza Affari.

    Come gran parte del settore, anche il titolo ha risentito della debolezza che ha colpito il comparto negli ultimi mesi.

    Tuttavia, il ridimensionamento delle valutazioni sta spingendo molti operatori a chiedersi se il mercato non stia già incorporando uno scenario eccessivamente negativo.

    Con il confronto tra rischi di breve periodo e potenziale di crescita di lungo termine ancora aperto, Moncler continua a essere uno dei titoli più osservati del panorama europeo del lusso.