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  • I Future di Wall Street Indicano un Avvio Positivo per la Seduta di Martedì: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I Future di Wall Street Indicano un Avvio Positivo per la Seduta di Martedì: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future sui principali indici statunitensi erano orientati al rialzo martedì, segnalando un possibile proseguimento dei guadagni dopo una sessione precedente conclusa in territorio prevalentemente positivo, nonostante un significativo arretramento rispetto ai massimi intraday.

    Il sentiment degli investitori ha beneficiato soprattutto del forte calo dei prezzi del petrolio, con i future sul greggio statunitense in ribasso di oltre il 2%.

    Il petrolio è sceso sotto i 90 dollari al barile dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti e l’Iran potrebbero raggiungere un accordo di pace entro “due o tre giorni”.

    Trump ha inoltre affermato che lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto “immediatamente” una volta raggiunta un’intesa, sebbene precedenti dichiarazioni su un accordo imminente non abbiano ancora portato a risultati concreti.

    Gli investitori potrebbero inoltre continuare ad approfittare dei prezzi più bassi emersi dopo il sell-off registrato venerdì scorso.

    Lunedì le azioni avevano mostrato un forte rimbalzo nelle prime fasi della seduta dopo le pesanti vendite della settimana precedente. Tuttavia, i principali indici hanno progressivamente ridotto i guadagni, con il Dow Jones che è tornato in territorio negativo.

    Dopo aver registrato un rialzo massimo dell’1,8%, il Nasdaq ha chiuso in progresso di 220,23 punti, pari allo 0,9%, a 25.929,66. L’S&P 500 è salito di 21,99 punti, o dello 0,3%, a 7.405,73, mentre il Dow Jones Industrial Average ha perso 80,77 punti, pari allo 0,2%, terminando a 50.786,01.

    Il recupero iniziale di Wall Street è stato favorito dagli acquisti opportunistici successivi al crollo di venerdì, che aveva portato il Nasdaq al livello di chiusura più basso dell’ultimo mese.

    Nel corso della giornata, tuttavia, l’entusiasmo si è attenuato poiché i prezzi del petrolio sono rimasti elevati dopo le notizie di nuovi scambi di missili tra Israele e Iran durante il fine settimana.

    Successivamente il greggio ha ridotto i rialzi dopo che il presidente Trump ha affermato che Israele e Iran stavano “cercando di raggiungere un cessate il fuoco immediato”.

    “Le negoziazioni finali sulla ‘Pace’ stanno procedendo, a meno che ignoranza o stupidità non si mettano di mezzo”, ha scritto Trump su Truth Social. “Il blocco resterà in vigore, pienamente operativo ed efficace, fino a quando non sarà raggiunto un ‘Accordo Finale’. Le cose dovrebbero muoversi rapidamente.”

    Nonostante il rallentamento del mercato nel suo complesso, i titoli dei semiconduttori hanno continuato a registrare performance molto solide. L’indice Philadelphia Semiconductor è balzato del 5,6%, recuperando parte del crollo del 10,3% registrato nella seduta precedente.

    Marvell Technology (NASDAQ:MRVL) è salita del 9,6% dopo l’annuncio dell’ingresso nell’indice S&P 500 insieme alla società di servizi di produzione elettronica Flex (NASDAQ:FLEX).

    Nvidia (NASDAQ:NVDA) ha guadagnato l’1,7% dopo aver annunciato una partnership tecnologica pluriennale con SK hynix per sviluppare memorie di nuova generazione destinate alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e accelerare la progettazione e la produzione di semiconduttori.

    L’aumento dei prezzi energetici ha inoltre favorito i titoli legati al settore petrolifero, con l’indice Philadelphia Oil Service in rialzo del 3,6%.

    Anche i produttori di petrolio e i titoli hardware hanno chiuso in forte progresso, mentre utilities e società immobiliari commerciali hanno subito pressioni a causa dell’ulteriore aumento dei rendimenti dei Treasury.

  • Le Borse Europee Avanzano grazie alle Speranze di Distensione tra Israele e Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse Europee Avanzano grazie alle Speranze di Distensione tra Israele e Iran: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno registrato prevalentemente rialzi martedì, sostenuti dall’allentamento delle tensioni tra Israele e Iran. Il dollaro statunitense si è allontanato dai massimi degli ultimi due mesi, mentre il Brent è sceso sotto i 93 dollari al barile dopo che i due Paesi hanno concordato di sospendere gli attacchi, alimentando le aspettative di un possibile progresso dei negoziati diplomatici.

    Il sentiment degli investitori ha inoltre beneficiato dei dati economici provenienti dalla Cina, che hanno mostrato una forte crescita sia delle esportazioni sia delle importazioni nel mese di maggio.

    In Europa, i dati ufficiali pubblicati da Destatis hanno evidenziato un aumento dello 0,4% della produzione industriale tedesca su base mensile ad aprile, dopo il calo rivisto dello 0,1% registrato a marzo.

    Il dato è risultato in linea con le attese del mercato e rappresenta il primo incremento mensile dell’attività industriale negli ultimi cinque mesi.

    Un altro rapporto ha mostrato che le esportazioni tedesche sono cresciute dello 0,9% ad aprile rispetto al mese precedente, accelerando rispetto all’aumento dello 0,3% registrato a marzo. Gli economisti si aspettavano invece una flessione dello 0,3%.

    L’indice francese CAC 40 ha guadagnato lo 0,7%, mentre il DAX tedesco è salito dello 0,5%. In controtendenza il FTSE 100 britannico, in calo dello 0,3%, penalizzato dalla debolezza dei titoli energetici come BP Plc e Shell.

    Tra i principali titoli in movimento, Technip (EU:TE), Airbus (EU:AIR) e Safran (EU:SAF) hanno registrato progressi dopo aver annunciato una partnership con Tereos per sviluppare un progetto di produzione di carburante sostenibile per l’aviazione in Francia.

    A Londra, Oxford Instruments (LSE:OXIG) ha perso il 6,5% nonostante risultati annuali leggermente superiori alle aspettative del mercato.

    Bellway (LSE:BWY) è salita del 3% dopo aver confermato le proprie previsioni di utile per l’esercizio fiscale 2026.

    Keller Group (LSE:KLR) ha guadagnato il 3% grazie a una variazione contrattuale da 207 milioni di dollari relativa a un importante progetto di ricostruzione autostradale negli Stati Uniti.

    GSK (LSE:GSK), invece, ha ceduto il 3,5% dopo aver annunciato l’acquisizione della società statunitense di oncologia Nuvalent per 10,6 miliardi di dollari.

  • Il Petrolio Arretra mentre i Mercati Valutano la Fragile Tregua tra Iran e Israele

    Il Petrolio Arretra mentre i Mercati Valutano la Fragile Tregua tra Iran e Israele

    I prezzi del petrolio sono scesi martedì, restituendo gran parte dei guadagni registrati nella sessione precedente dopo che Iran e Israele hanno annunciato la sospensione degli attacchi in seguito a un appello del presidente statunitense Donald Trump. Entrambe le parti hanno tuttavia precisato che le ostilità potrebbero riprendere in caso di un nuovo deterioramento della situazione.

    Alle 07:41 GMT, i futures sul Brent cedevano 1,33 dollari, pari all’1,4%, a 92,92 dollari al barile, mentre il greggio statunitense West Texas Intermediate perdeva 1,73 dollari, o l’1,9%, a 89,57 dollari al barile.

    Secondo Tamas Varga, analista di PVM Oil Associates, il mercato ha già vissuto situazioni simili in passato, quando le speranze di una svolta diplomatica hanno alimentato le aspettative che il conflitto in Medio Oriente, ormai in corso da tre mesi, potesse avvicinarsi alla conclusione.

    Nonostante le persistenti incertezze, gli operatori hanno reagito alle dichiarazioni provenienti da Teheran e Gerusalemme che indicavano la cessazione degli attacchi, almeno per il momento. L’annuncio è arrivato dopo un fine settimana caratterizzato da nuovi raid israeliani contro l’Iran e da operazioni militari in Libano, eventi che avevano contribuito a spingere il petrolio in rialzo di circa il 5% nella giornata di lunedì.

    “Nel frattempo, le scorte globali di petrolio continuano a diminuire e, man mano che i dati, siano essi settimanali o mensili, diventano disponibili, la consapevolezza di livelli pericolosamente bassi delle riserve petrolifere mondiali potrebbe intensificare la corsa ai barili disponibili, spingendo nuovamente il Brent sopra i 100 dollari”, ha dichiarato Varga.

    Le preoccupazioni sul fronte dell’offerta continuano a fornire un sostegno di fondo al mercato. Teheran ha mantenuto forti restrizioni sulla maggior parte del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, un passaggio strategico che prima del conflitto movimentava circa un quinto del commercio mondiale di petrolio greggio e gas naturale liquefatto. Parallelamente, Washington ha lasciato in vigore il proprio blocco nei confronti dei porti iraniani.

    A esercitare ulteriore pressione sui prezzi è stato anche il rallentamento della domanda proveniente dalla Cina. Le importazioni di greggio del Paese sono diminuite del 29% il mese scorso, toccando il livello più basso degli ultimi otto anni. Ad aprile, le importazioni sono scese a un minimo pluriennale di 9,3 milioni di barili al giorno, poiché le raffinerie hanno fatto ricorso alle scorte esistenti per compensare un calo ancora più marcato rispetto alla media di 11 milioni di barili al giorno registrata prima del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.

    Separatamente, l’esercito statunitense ha riferito lunedì che le proprie forze hanno neutralizzato una petroliera scarica nel Golfo dell’Oman dopo che l’imbarcazione aveva tentato di raggiungere un porto iraniano in violazione delle misure di blocco attualmente imposte contro l’Iran.

  • L’Oro Resta Vicino ai Minimi di 11 Settimane mentre la Tregua tra Iran e Israele Riduce le Tensioni; Attesi i Dati USA sull’Inflazione

    L’Oro Resta Vicino ai Minimi di 11 Settimane mentre la Tregua tra Iran e Israele Riduce le Tensioni; Attesi i Dati USA sull’Inflazione

    I prezzi dell’oro sono rimasti sostanzialmente invariati durante le contrattazioni asiatiche di martedì, mantenendosi vicino ai minimi delle ultime 11 settimane, mentre la sospensione delle ostilità tra Iran e Israele ha attenuato parte delle preoccupazioni legate all’inflazione. Gli investitori restano inoltre in attesa dei principali dati statunitensi sui prezzi al consumo previsti nei prossimi giorni, che potrebbero fornire nuove indicazioni sul percorso dei tassi di interesse della Federal Reserve.

    L’oro spot guadagnava lo 0,1% a 4.333,40 dollari l’oncia alle 02:33 ET (06:33 GMT), mentre i futures sull’oro con scadenza agosto negli Stati Uniti cedevano lo 0,1% a 4.358,82 dollari l’oncia.

    Nella sessione precedente, il metallo prezioso era sceso al livello più basso dal 23 marzo, per poi recuperare parte delle perdite e chiudere la giornata sostanzialmente invariato.

    L’oro è rimasto sotto pressione dopo la pubblicazione, la scorsa settimana, di dati sul mercato del lavoro statunitense migliori delle attese, che hanno rafforzato le aspettative di una politica monetaria restrittiva da parte della Federal Reserve per un periodo più lungo.

    Attualmente i mercati attribuiscono circa il 70% di probabilità a un rialzo dei tassi da parte della Fed entro dicembre.

    Il sentiment degli investitori è migliorato dopo che Iran e Israele hanno concordato di interrompere gli attacchi reciproci in seguito alla nuova escalation registrata durante il fine settimana.

    Lunedì sera, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono vicini a una “total victory” nella guerra con l’Iran e che i prezzi del petrolio potrebbero registrare un forte calo.

    Nonostante l’oro sia tradizionalmente considerato un bene rifugio, il metallo ha mostrato una performance deludente durante gran parte del conflitto nel Golfo. L’impatto della guerra sui mercati energetici ha infatti creato una dinamica insolita per il comparto dei metalli preziosi.

    L’aumento dei prezzi del greggio ha alimentato i timori che l’inflazione legata all’energia possa rimanere elevata, inducendo gli investitori a ridurre le aspettative di futuri tagli dei tassi da parte della Federal Reserve. Questo scenario ha sostenuto sia i rendimenti dei Treasury statunitensi sia il dollaro, riducendo l’attrattiva degli asset privi di rendimento come l’oro.

    L’indice del dollaro statunitense è sceso dello 0,2% martedì dopo aver raggiunto un massimo di due mesi nella sessione precedente.

    L’attenzione del mercato si sposta ora sui dati sull’inflazione al consumo negli Stati Uniti previsti per mercoledì e sui prezzi alla produzione in uscita giovedì. Questi indicatori potrebbero aiutare gli investitori a valutare se il recente rialzo dei prezzi del petrolio stia iniziando a tradursi in pressioni inflazionistiche più diffuse.

    Tra gli altri metalli preziosi, l’argento è salito dello 0,4% a 68,42 dollari l’oncia, mentre il platino ha guadagnato lo 0,3% a 1.767,60 dollari l’oncia.

    Sul fronte dei metalli industriali, i futures sul rame di riferimento al London Metal Exchange sono avanzati dello 0,4% a 13.666,13 dollari per tonnellata, mentre i futures sul rame statunitense hanno registrato un aumento dello 0,5% a 6,37 dollari per libbra.

  • Futures USA in Rialzo tra Ottimismo sull’Iran e Recupero dei Titoli Legati all’Intelligenza Artificiale: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Futures USA in Rialzo tra Ottimismo sull’Iran e Recupero dei Titoli Legati all’Intelligenza Artificiale: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sui principali indici statunitensi hanno aperto in territorio positivo martedì, sostenuti dall’allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e dal recupero dei titoli tecnologici legati all’intelligenza artificiale. A sostenere il sentiment contribuiscono anche la richiesta riservata di quotazione presentata da OpenAI e il forte rialzo premarket di Applied Digital (NASDAQ:APLD) dopo un importante accordo di locazione di lungo termine.

    Futures Positivi in Attesa dei Dati sull’Inflazione

    Alle 03:28 ET (07:28 GMT), i futures sul Dow Jones erano pressoché invariati, quelli sull’S&P 500 avanzavano dello 0,2% e quelli sul Nasdaq 100 guadagnavano lo 0,5%.

    La seduta di lunedì a Wall Street si era chiusa con risultati contrastati, in quello che gli analisti di Deutsche Bank hanno definito un mercato “cautious”. Il Dow Jones aveva perso lo 0,2%, mentre l’S&P 500 era salito dello 0,3% e il Nasdaq Composite dello 0,9%.

    I titoli dei semiconduttori sono stati tra i protagonisti della ripresa, recuperando parte delle pesanti perdite registrate dopo i risultati trimestrali di Broadcom (NASDAQ:AVGO). Il Philadelphia Semiconductor Index è balzato del 5,61%, recuperando circa metà del crollo registrato venerdì.

    L’attenzione degli investitori è ora rivolta ai dati sul commercio estero statunitense di aprile e alle vendite di case esistenti di maggio. Tuttavia, l’evento chiave della settimana resta la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) di maggio prevista per mercoledì.

    I mercati continuano a scommettere su almeno un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve entro fine anno, sulla scia delle preoccupazioni per l’inflazione e della solidità del mercato del lavoro statunitense.

    Trump Intravede una Soluzione al Conflitto con l’Iran

    Secondo Deutsche Bank, gli sviluppi delle ultime settimane in Medio Oriente stanno seguendo uno schema ormai familiare.

    “[I]t seems the cycle of ‘near a deal, not near a deal, escalation, de escalation, maybe back near a deal’ continues”, hanno scritto gli analisti, aggiungendo di essere tornati “back in the ‘a deal is still possible’ camp.”

    Le dichiarazioni arrivano dopo che Iran e Israele hanno annunciato la sospensione delle ostilità a seguito di un nuovo scambio di attacchi all’inizio della settimana. La tregua appare tuttavia fragile, con il premier israeliano Benjamin Netanyahu che ha ribadito l’intenzione di proseguire le operazioni contro Hezbollah in Libano.

    Il presidente Donald Trump ha dichiarato di aver avuto una “very good conversation” con Netanyahu e ha affermato che Israele e Iran dovrebbero evitare nuove ostilità per almeno una settimana. Trump ha inoltre sostenuto che una “total victory” sull’Iran potrebbe arrivare entro due settimane.

    I prezzi del petrolio hanno reagito con un calo, pur restando nettamente superiori ai livelli precedenti al conflitto. Le tensioni nello Stretto di Hormuz continuano infatti a sostenere i timori di un’accelerazione dell’inflazione e di un rallentamento della crescita globale.

    OpenAI Si Prepara alla Quotazione

    OpenAI ha annunciato di aver presentato in via riservata la documentazione necessaria per una futura quotazione in Borsa, entrando così nel gruppo delle grandi società di intelligenza artificiale candidate a un debutto sui mercati.

    In una nota, la società ha precisato che “it may be a while” prima dell’effettiva IPO, spiegando che alcune iniziative strategiche risultano più semplici da gestire come società privata. OpenAI ha inoltre sottolineato che esiste un “complicated set of tradeoffs” da valutare prima di procedere.

    L’azienda guidata da Sam Altman, nota per ChatGPT, è diventata uno dei simboli del boom dell’intelligenza artificiale che ha contribuito alla corsa dei mercati azionari verso nuovi massimi storici.

    Samsung e SK Hynix Guidano il Recupero dei Chip

    I principali produttori sudcoreani di memoria hanno registrato un forte rimbalzo dopo le pesanti perdite della seduta precedente.

    SK Hynix (USOTC:HXSCL) è balzata di oltre il 15%, sostenuta anche da un accordo pluriennale con Nvidia per la fornitura di memorie avanzate.

    Samsung Electronics (USOTC:SSNHZ) ha recuperato quasi il 9% dopo il calo del 10,2% registrato lunedì.

    Le due società erano state colpite dalle prese di profitto che hanno interessato il settore tecnologico e dell’intelligenza artificiale, alimentate dalle preoccupazioni sui tassi d’interesse e dalle indicazioni deludenti fornite da Broadcom.

    Applied Digital Balza Dopo un Accordo da Miliardi di Dollari

    Applied Digital (NASDAQ:APLD) è stata tra le migliori performance del premarket statunitense, con un rialzo superiore all’11% dopo la firma di un contratto di locazione della durata di 15 anni con un hyperscaler statunitense.

    L’accordo dovrebbe generare circa 5,2 miliardi di dollari di ricavi e riguarda 210 megawatt di capacità computazionale presso il nuovo campus AI Delta Forge 2 della società.

    Applied Digital ha dichiarato che circa il 70% dei ricavi contrattualizzati proviene ormai da hyperscaler statunitensi, evidenziando la crescente domanda di infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale.

    Pur senza rivelare il nome del cliente, la società ha affermato che il contratto potrebbe generare fino a 12,7 miliardi di dollari nell’arco di 30 anni qualora venisse rinnovato.

  • I Titoli Europei dei Chip Rimbalzano Dopo il Forte Sell-Off Innescato da Broadcom

    I Titoli Europei dei Chip Rimbalzano Dopo il Forte Sell-Off Innescato da Broadcom

    Le azioni europee del settore dei semiconduttori sono tornate a salire martedì, recuperando parte delle perdite accumulate durante la recente fase di vendite che ha colpito il comparto dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali di Broadcom (NASDAQ:AVGO).

    Alle 07:49 GMT, Infineon Technologies (TG:IFX) guadagnava oltre il 2%, mentre BE Semiconductor (EU:BESI) avanzava dell’1,9%. In rialzo anche altri importanti titoli del settore, con ASML (EU:ASML), ASM International (EU:ASM) e STMicroelectronics (BIT:STMMI) (EU:STMPA) in crescita tra lo 0,5% e l’1%.

    Il recupero arriva dopo diverse sedute caratterizzate da forti ribassi nel comparto globale dei semiconduttori. Le vendite erano state innescate dai risultati trimestrali di Broadcom, che hanno deluso le aspettative particolarmente elevate degli investitori sulla domanda di chip personalizzati per applicazioni di intelligenza artificiale. Sebbene la società abbia confermato il proprio obiettivo di ricavi AI pari a 100 miliardi di dollari per l’esercizio 2027, il mercato si attendeva un miglioramento delle previsioni alla luce della forte crescita del business.

    La reazione negativa si è estesa rapidamente all’intero settore. Venerdì l’indice statunitense PHLX Semiconductor ha registrato un crollo del 10,3%, segnando la peggiore seduta giornaliera dal periodo di forte volatilità legato alla pandemia nel marzo 2020.

    Lunedì, tuttavia, il comparto tecnologico statunitense ha recuperato terreno. L’indice tecnologico dell’S&P 500 è salito dell’1,5%, risultando il migliore tra i principali settori, mentre il Philadelphia Semiconductor Index ha guadagnato il 5,6%. Il rimbalzo ha consentito di recuperare parte delle perdite che avevano cancellato circa 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione dalle società di semiconduttori quotate negli Stati Uniti.

    Tra i singoli titoli, Intel (NYSE:INTC) è balzata dell’11,2% dopo che The Information ha riportato che Google avrebbe ordinato la produzione di oltre tre milioni di tensor processing unit con consegna prevista nel 2028.

    Anche il miglioramento del contesto geopolitico ha sostenuto il sentiment di mercato. Iran e Israele hanno annunciato la sospensione degli attacchi reciproci dopo un appello del presidente statunitense Donald Trump, che ha invitato entrambe le parti a interrompere immediatamente le ostilità.

  • I Titoli della Difesa Europea Scendono Dopo il Downgrade di Morgan Stanley

    I Titoli della Difesa Europea Scendono Dopo il Downgrade di Morgan Stanley

    I titoli europei del settore della difesa hanno registrato ribassi martedì dopo che Morgan Stanley ha ridotto la propria raccomandazione sul comparto a “Equal Weight” da “Overweight”, interrompendo così una visione positiva che durava da tempo.

    La banca d’investimento ha motivato la decisione con la mancanza di catalizzatori di breve termine, il deterioramento degli indicatori di momentum e la possibilità che eventuali progressi nei negoziati per un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina possano ridurre l’interesse degli investitori verso il settore.

    “Per ora, adottiamo un approccio attendista a causa della relativa assenza di catalizzatori rilevanti, dell’indebolimento delle metriche fattoriali e della nostra convinzione che negoziati significativi per un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina possano essere all’orizzonte”, hanno scritto gli strategist guidati da Marina Zavolock.

    La revisione ha pesato sull’intero comparto europeo della difesa. Il gruppo spagnolo Indra (BIT:1IDR) ha guidato i ribassi con una flessione di circa il 4%, mentre anche Rheinmetall (TG:RHM), Dassault Aviation (EU:DSY) e Hensoldt (TG:HAG) hanno chiuso in territorio negativo.

    Secondo Morgan Stanley, il settore è sceso dal quinto al quattordicesimo posto nel modello di classificazione che comprende 30 comparti. La banca ha evidenziato un forte peggioramento del momentum specifico del settore, sceso al 24° percentile dal 62° precedente, oltre a una significativa riduzione delle revisioni positive dei prezzi obiettivo da parte degli analisti.

    Nonostante il downgrade, gli analisti specializzati nella difesa di Morgan Stanley continuano a vedere valore nel lungo termine. Le valutazioni si attestano intorno a 17 volte gli utili stimati per il 2028, livelli simili a quelli registrati nel febbraio 2025, quando l’obiettivo di spesa militare pari al 2% del PIL rappresentava ancora il riferimento principale. Gli esperti segnalano inoltre una serie di possibili catalizzatori, tra cui il salone della difesa Eurosatory, il vertice NATO di inizio luglio e la stagione delle trimestrali del primo semestre.

    “Riconosciamo che il nostro downgrade arriva dopo un significativo calo della performance dall’inizio dell’anno”, hanno aggiunto gli strategist.

    Intelligenza Artificiale e Materie Prime tra i Settori Favoriti

    La revisione sul comparto della difesa si inserisce nel più ampio aggiornamento trimestrale delle allocazioni settoriali di Morgan Stanley, che ha rafforzato la propria esposizione verso le società europee maggiormente legate ai trend dell’intelligenza artificiale.

    Il settore dei semiconduttori ha mantenuto il primo posto nella classifica della banca grazie a un miglioramento del punteggio complessivo. Il comparto Metals & Mining è stato promosso a “overweight” da “equal-weight”, passando dal nono al secondo posto.

    Morgan Stanley ha citato tra i fattori favorevoli le interruzioni dell’offerta di rame, la robusta domanda cinese, la crescente domanda legata all’intelligenza artificiale e un contesto positivo per l’oro.

    Anche il settore dei beni industriali è stato promosso a “overweight”, sostenuto principalmente dai temi di investimento legati all’AI. Siemens Energy ha riconquistato la prima posizione tra circa 400 società incluse nel modello proprietario della banca.

    Le banche sono salite dal sesto al terzo posto nella graduatoria, mantenendo la raccomandazione “overweight” grazie a rendimenti più elevati, guadagni di efficienza legati all’intelligenza artificiale e valutazioni considerate ancora interessanti.

    Sul fronte opposto, Morgan Stanley ha ridotto il giudizio su Life Sciences e MedTech a “underweight” da “equal-weight”. La banca ha citato revisioni degli utili in peggioramento, una riduzione dell’ampiezza dei prezzi obiettivo e l’assenza di titoli leader come principali motivazioni della scelta.

  • Borse europee contrastate mentre gli investitori monitorano il Medio Oriente e attendono la BCE: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee contrastate mentre gli investitori monitorano il Medio Oriente e attendono la BCE: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno mostrato un andamento incerto martedì, con gli investitori impegnati a valutare i segnali di allentamento delle tensioni in Medio Oriente e in attesa della prossima decisione sui tassi d’interesse della Banca Centrale Europea.

    Alle 03:04 ET (07:04 GMT), l’indice paneuropeo Stoxx 600 risultava pressoché invariato. Il DAX tedesco perdeva lo 0,1%, il CAC 40 francese si muoveva intorno alla parità, mentre il FTSE 100 britannico arretrava dello 0,4%.

    Il sentiment è stato sostenuto dalle dichiarazioni di Iran e Israele, che hanno annunciato la sospensione della recente escalation militare, contribuendo ad attenuare i timori di un ulteriore deterioramento della situazione nella regione e alimentando le speranze che il presidente statunitense Donald Trump possa riuscire a raggiungere un accordo diplomatico con Teheran.

    Nonostante ciò, il quadro resta caratterizzato da una forte incertezza. Lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto, continua infatti a registrare forti limitazioni al traffico delle petroliere, mentre Trump ha confermato che il blocco navale statunitense nei confronti dei porti iraniani rimarrà in vigore.

    Il Brent, riferimento globale per il mercato petrolifero, scendeva dell’1,0%, pur restando nettamente al di sopra dei livelli precedenti al conflitto. Contestualmente, i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono diminuiti, segnalando una maggiore domanda di attività considerate più sicure.

    I mercati continuano inoltre a monitorare il rischio che l’aumento dei prezzi dell’energia possa generare nuove pressioni inflazionistiche, costringendo le principali banche centrali a mantenere una politica monetaria restrittiva.

    La Banca Centrale Europea dovrebbe infatti procedere con un rialzo dei tassi nella riunione di giovedì, poiché i responsabili della politica monetaria continuano a privilegiare il controllo dell’inflazione nonostante i segnali di rallentamento della crescita economica nell’area euro. Negli Stati Uniti, gli investitori scontano sempre più la possibilità di un ulteriore aumento dei tassi da parte della Federal Reserve entro la fine dell’anno, dopo i solidi dati occupazionali diffusi a maggio.

    Focus sulle società

    Tra i titoli sotto osservazione, GlaxoSmithKline (LSE:GSK) ha ceduto il 2,1% dopo aver annunciato l’acquisizione della società biotecnologica Nuvalent per 10,6 miliardi di dollari. L’operazione consentirà a GSK di aggiungere al proprio portafoglio tre candidati farmaci per il trattamento del cancro ai polmoni, rafforzando ulteriormente la sua presenza nel settore oncologico.

  • Stellantis Richiama Oltre Un Milione di Veicoli Jeep per Potenziale Rischio di Incendio

    Stellantis Richiama Oltre Un Milione di Veicoli Jeep per Potenziale Rischio di Incendio

    Stellantis NV (BIT:STLAM) ha avviato il richiamo di oltre un milione di veicoli Jeep Wrangler e Jeep Gladiator a causa di un potenziale rischio di incendio, secondo quanto riportato lunedì dal Detroit Free Press.

    Il richiamo riguarda circa 1.076.999 veicoli prodotti tra il 2021 e il 2025. Il problema sarebbe collegato al cablaggio della pompa idraulica del servosterzo, dove un guasto elettrico potrebbe aumentare il rischio di incendio del veicolo.

    Secondo il quotidiano statunitense, Stellantis non avrebbe ancora individuato una soluzione definitiva al problema. In via precauzionale, la società sta invitando i proprietari dei veicoli interessati a parcheggiarli all’aperto e lontano da edifici o altre strutture.

    L’operazione rappresenta il più ampio richiamo di una serie che negli ultimi mesi ha coinvolto diversi modelli Jeep. A novembre, Stellantis aveva già richiamato le versioni ibride plug-in della Jeep Wrangler e della Jeep Grand Cherokee per problematiche simili legate al rischio di incendio. Il gruppo ha inoltre interrotto la produzione della propria gamma di veicoli ibridi plug-in entro la fine del 2025.

    Secondo il report, Stellantis non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento inviata via e-mail.

  • Italgas ai Massimi da Quasi Due Mesi Dopo la Promozione di Citi a “Buy”

    Italgas ai Massimi da Quasi Due Mesi Dopo la Promozione di Citi a “Buy”

    Le azioni di Italgas SpA (BIT:IG) hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi quasi due mesi martedì, dopo che Citi ha migliorato il giudizio sul gruppo italiano della distribuzione del gas a “Buy” da “Neutral”, citando l’accelerazione delle gare d’ambito, maggiori sinergie derivanti dalle operazioni straordinarie e la possibilità di obiettivi di lungo termine più ambiziosi in occasione del prossimo capital markets day.

    Il titolo è salito del 2,24% a 10,46 euro, il livello più elevato dal 21 aprile. Citi ha inoltre aumentato il proprio prezzo obiettivo a 11,60 euro.

    L’attenzione del mercato è ora rivolta al capital markets day di Italgas, previsto per il 23 giugno.

    Secondo Citi, il processo di assegnazione delle concessioni per la distribuzione del gas in Italia, rimasto a lungo rallentato, sta finalmente entrando in una fase di accelerazione. La banca prevede l’assegnazione di sei-otto gare nel 2026, rispetto a una media storica di circa una gara all’anno.

    “2026 marks a clear inflection point”, ha scritto l’analista Ella Walker-Hunt, evidenziando che quattro gare sono già state assegnate nel corso dell’anno, due sono attualmente in fase di valutazione e altre sei sono già entrate nella fase di invito alle offerte.

    Il broker ha inoltre rivisto al rialzo le proprie stime sulle sinergie derivanti dall’acquisizione di 2i Rete Gas da parte di Italgas. Citi prevede ora benefici cumulati pari a 300 milioni di euro entro il 2031, rispetto alla precedente stima di 180 milioni di euro.

    Secondo la banca, nonostante prospettive di crescita degli utili tra le più interessanti del settore delle utility regolamentate, Italgas continua a trattare con uno sconto significativo rispetto ai principali concorrenti europei. Citi stima che il titolo tratti a 9,8 volte gli utili attesi per il 2030, contro una media di circa 13,8 volte per il settore.

    Alla luce di queste prospettive, Citi ha aumentato la previsione del tasso annuo composto di crescita dell’utile per azione fino al 2031 a circa il 10%, rispetto a circa l’8% stimato in precedenza. La stima di utile per azione per il 2031, pari a 1,16 euro, è inoltre circa il 9% superiore al consenso attuale del mercato.