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  • Wall Street punta a un rimbalzo grazie agli acquisti sulle debolezze dopo il sell-off: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Wall Street punta a un rimbalzo grazie agli acquisti sulle debolezze dopo il sell-off: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I futures sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura positiva giovedì, suggerendo che il mercato azionario potrebbe recuperare parte delle forti perdite registrate nella seduta precedente.

    Gli investitori sembrano infatti tornare ad acquistare dopo il marcato ribasso di mercoledì, che ha portato il Nasdaq e l’S&P 500 ai livelli di chiusura più bassi dell’ultimo mese.

    Intel sostiene il comparto dei semiconduttori

    I titoli tecnologici, in particolare quelli dei semiconduttori, dovrebbero guidare il rimbalzo iniziale.

    Intel (NASDAQ:INTC) è salita del 4,6% nelle contrattazioni premarket dopo che Bank of America ha migliorato il giudizio sul titolo da Underperform a Buy, rafforzando il sentiment sull’intero settore dei chip.

    Il buon andamento del comparto tecnologico potrebbe contribuire a compensare le preoccupazioni legate all’inflazione e alle tensioni geopolitiche.

    Il rialzo del petrolio limita l’ottimismo dei mercati

    Nonostante il recupero dei futures, i guadagni si sono ridotti dopo il forte aumento dei prezzi del petrolio in seguito alle nuove dichiarazioni del presidente Donald Trump sull’Iran.

    In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha affermato che gli Stati Uniti colpiranno l’Iran “molto duramente questa sera” e ha sostenuto che Washington intende assumere il controllo dei mercati petroliferi e del gas iraniani “a un certo punto nel non troppo lontano futuro”.

    Le dichiarazioni hanno alimentato i timori di possibili interruzioni delle forniture energetiche globali e hanno contribuito ad aumentare la volatilità nei mercati delle materie prime.

    I dati sui prezzi alla produzione alimentano i timori inflazionistici

    L’entusiasmo degli investitori è stato inoltre frenato dai nuovi dati sull’inflazione pubblicati dal Dipartimento del Lavoro.

    Il rapporto ha mostrato che i prezzi alla produzione sono aumentati più del previsto nel mese di maggio, rafforzando i timori che le pressioni inflazionistiche restino persistenti.

    Un’inflazione più elevata potrebbe complicare le prospettive per i tassi d’interesse e la politica monetaria, limitando il potenziale di un rally duraturo dei mercati azionari.

    Forte calo dei mercati nella seduta di mercoledì

    Le azioni statunitensi hanno mostrato un andamento incerto nelle prime ore della seduta di mercoledì, prima che le vendite si intensificassero nel corso della giornata.

    I principali indici hanno chiuso poco sopra i minimi intraday.

    Il Dow Jones Industrial Average ha perso 953,33 punti, pari all’1,9%, a 49.918,78. Il Nasdaq Composite è sceso di 509,32 punti, pari al 2%, a 25.169,50, mentre l’S&P 500 ha ceduto 119,66 punti, pari all’1,6%, chiudendo a 7.266,99.

    Le tensioni tra Stati Uniti e Iran pesano sul sentiment

    Il clima di mercato è peggiorato dopo che il presidente Donald Trump ha intensificato la sua retorica nei confronti dell’Iran a seguito dei recenti scambi di attacchi tra i due Paesi.

    “Li abbiamo colpiti duramente ieri e li colpiremo duramente di nuovo oggi”, ha dichiarato Trump ai giornalisti alla Casa Bianca. “Li attaccheremo e li attaccheremo molto duramente.”

    Le dichiarazioni sono arrivate dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato che le forze americane hanno effettuato quelli che ha definito attacchi di “autodifesa” contro obiettivi iraniani dopo l’abbattimento di un elicottero statunitense.

    Secondo il CENTCOM, aerei dell’Aeronautica e della Marina statunitense hanno colpito con munizioni di precisione sistemi di difesa aerea iraniani, stazioni di controllo terrestre e siti radar di sorveglianza vicino allo Stretto di Hormuz.

    Successivamente, secondo alcune fonti, l’Iran ha lanciato attacchi contro basi statunitensi in Kuwait, Bahrain e Giordania, promettendo inoltre di rispondere a qualsiasi ulteriore minaccia o azione militare.

    In un altro messaggio pubblicato su Truth Social giovedì mattina, Trump ha affermato che l’Iran ha “impiegato troppo tempo per negoziare un accordo” e che ora dovrà “pagare il prezzo!”

    Il petrolio sale per i timori sulle forniture

    Il deterioramento della situazione geopolitica ha sostenuto i prezzi del petrolio, con gli operatori preoccupati per possibili interruzioni delle forniture energetiche provenienti dal Medio Oriente.

    I mercati hanno in gran parte ignorato l’affermazione di Trump secondo cui gli Stati Uniti avrebbero aiutato segretamente a trasferire oltre 100 milioni di barili di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz.

    L’aumento del greggio ha alimentato ulteriormente le preoccupazioni inflazionistiche.

    L’inflazione al consumo rispetta le attese

    Separatamente, il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che l’inflazione al consumo è aumentata in linea con le aspettative nel mese di maggio.

    L’indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,5% dopo il rialzo dello 0,6% registrato ad aprile, in linea con le stime.

    Su base annua, l’inflazione è salita al 4,2% dal 3,8% precedente, anch’essa in linea con le previsioni.

    L’inflazione core, che esclude alimentari ed energia, è aumentata dello 0,2% dopo il +0,4% di aprile. Gli economisti si aspettavano un incremento dello 0,3%.

    Il tasso annuale dell’inflazione core è salito al 2,9% dal 2,8%, in linea con le attese.

    Compagnie aeree, oro e tecnologia guidano i ribassi

    L’impennata del petrolio ha colpito duramente i titoli delle compagnie aeree, con l’indice NYSE Arca Airline in calo del 5,4%.

    Anche i titoli auriferi hanno registrato forti ribassi a causa della debolezza del metallo prezioso, trascinando l’indice NYSE Arca Gold Bugs in calo del 5%.

    Anche i comparti hardware, semiconduttori e immobiliare hanno mostrato marcata debolezza.

    In controtendenza, i titoli energetici hanno sovraperformato grazie al rialzo dei prezzi del petrolio.

  • Le Borse europee si muovono in ordine sparso mentre la BCE aumenta i tassi: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee si muovono in ordine sparso mentre la BCE aumenta i tassi: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno mostrato un andamento misto giovedì, mentre gli investitori valutavano l’escalation delle tensioni in Medio Oriente e reagivano all’ultima decisione di politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE).

    Come ampiamente previsto, la BCE ha annunciato un aumento dei tassi di interesse di 25 punti base nel tentativo di contenere le crescenti pressioni inflazionistiche nell’area euro.

    Il mercato immobiliare britannico mostra segnali di stabilizzazione

    Sul fronte macroeconomico, i dati del Royal Institution of Chartered Surveyors hanno evidenziato che il saldo dei prezzi delle abitazioni nel Regno Unito è rimasto invariato a -35% a maggio rispetto al mese precedente.

    Sebbene il dato principale sia rimasto stabile, diversi indicatori sottostanti hanno mostrato segnali di stabilizzazione del mercato immobiliare britannico dopo un lungo periodo di debolezza.

    Andamento divergente per i principali indici europei

    Le performance dei mercati sono risultate differenziate tra i vari Paesi europei.

    L’indice DAX tedesco ha perso lo 0,2%, mentre il CAC 40 francese è salito dello 0,5%. A Londra, il FTSE 100 ha registrato una performance migliore rispetto agli altri principali listini europei, avanzando dello 0,6%.

    I titoli tecnologici guidano i rialzi

    I titoli del settore tecnologico sono stati tra i migliori performer della giornata.

    Infineon ha guadagnato il 2%, mentre ASM International (EU:ASM) è balzata del 4,2%. BE Semiconductor (EU:BESI) ha registrato un progresso superiore al 5% dopo che Oracle (NYSE:ORCL) ha annunciato risultati record per il quarto trimestre e per l’esercizio fiscale 2026, sostenendo il sentiment nel comparto dei semiconduttori.

    UniCredit in rialzo dopo l’aggiornamento su Commerzbank

    UniCredit (BIT:UCG) è salita di circa l’1% dopo che Commerzbank ha comunicato che nessun investitore istituzionale ha aderito all’offerta pubblica di acquisto lanciata dalla banca italiana.

    La notizia ha riacceso l’attenzione sulle strategie di consolidamento perseguite da UniCredit nel settore bancario europeo.

    Hugo Boss vola grazie all’offerta di acquisizione

    Le azioni Hugo Boss (TG:BOSS) sono balzate del 7,7% dopo che Frasers Group (LSE:FRAS) ha lanciato un’offerta pubblica volontaria per acquisire il marchio tedesco della moda.

    L’operazione ha attirato l’attenzione degli investitori, che stanno valutando le implicazioni di un potenziale accordo che coinvolgerebbe uno dei principali marchi europei dell’abbigliamento.

    Halma crolla dopo l’aggiornamento sulle prospettive

    Il produttore britannico di dispositivi per la sicurezza Halma (LSE:HLMA) è stato tra i peggiori titoli della seduta, con un calo del 15%.

    La flessione è arrivata dopo la pubblicazione di indicazioni per il prossimo esercizio considerate deludenti dal mercato.

    Safestore arretra dopo il calo degli utili

    Safestore Holdings (LSE:SAFE) ha perso oltre il 2% dopo aver riportato una diminuzione del 52,8% dell’utile operativo del primo semestre.

    I risultati hanno pesato sul titolo nonostante la continua espansione del gruppo nel settore del self-storage.

    Wizz Air sale grazie a utili superiori alle attese

    Wizz Air Holdings (LSE:WIZZ) ha guadagnato il 5,3% dopo aver riportato un utile operativo annuale nettamente superiore alle aspettative del mercato.

    I risultati hanno rafforzato la fiducia degli investitori nonostante le sfide ancora presenti nel settore dell’aviazione europea.

    Ryanair sotto pressione per un’indagine regolatoria

    Ryanair Holdings (LSE:0A2U) ha perso quasi l’1% dopo che la Competition and Markets Authority ha avviato un’indagine sulle commissioni applicate ai genitori che desiderano sedersi accanto ai propri figli durante i voli.

    L’indagine ha aggiunto nuove pressioni sul vettore irlandese mentre le autorità esaminano le pratiche commerciali rivolte ai consumatori nel settore aereo.

  • L’oro recupera terreno mentre il calo del petrolio attenua i timori sull’inflazione

    L’oro recupera terreno mentre il calo del petrolio attenua i timori sull’inflazione

    I prezzi dell’oro hanno registrato un moderato rialzo giovedì, grazie alla flessione del petrolio che ha contribuito ad attenuare le preoccupazioni per una nuova impennata dell’inflazione, mentre gli investitori continuavano a seguire gli sviluppi dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran e attendevano importanti decisioni delle banche centrali.

    Alle 05:29 ET (09:29 GMT), l’oro spot guadagnava lo 0,2% a 4.079,70 dollari l’oncia, dopo essere sceso in precedenza ai minimi da oltre sei mesi. I futures sull’oro, invece, cedevano lo 0,8% a 4.100,65 dollari l’oncia.

    Il sentiment di mercato è migliorato dopo le notizie secondo cui gli sforzi diplomatici tra Washington e Teheran sarebbero ancora in corso nonostante il proseguimento degli scontri militari tra i due Paesi.

    I negoziati di pace proseguono nonostante l’escalation militare

    CNN ha riferito giovedì che funzionari statunitensi e iraniani hanno continuato a discutere un possibile accordo di pace durante la notte, anche mentre entrambe le parti lanciavano nuovi attacchi aerei per il secondo giorno consecutivo.

    Separatamente, Reuters ha citato fonti iraniane secondo cui sarebbero ancora in corso negoziati su un quadro preliminare che potrebbe includere misure per sbloccare fondi iraniani congelati. Secondo il rapporto, gli sforzi per raggiungere un accordo si sono intensificati negli ultimi giorni.

    Nonostante i contatti diplomatici in corso, l’incertezza rimane elevata. Il presidente Donald Trump ha avvertito che ulteriori azioni militari potrebbero essere intraprese contro l’Iran se Teheran non accettasse immediatamente un accordo di pace.

    Gli ultimi sviluppi militari hanno visto le forze statunitensi colpire molteplici obiettivi in Iran tra la tarda serata di mercoledì e le prime ore di giovedì. In una nota, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha definito gli attacchi come “autodifesa” dopo l’abbattimento di un elicottero americano nei pressi dello Stretto di Hormuz all’inizio della settimana.

    L’Iran ha risposto con attacchi contro diverse installazioni militari statunitensi e posizioni alleate nella regione del Golfo. Secondo notizie di stampa, esplosioni sarebbero state udite in Kuwait, Bahrein e Giordania, anche se tali informazioni non sono state confermate in modo indipendente.

    Teheran ha inoltre sostenuto di aver bloccato tutto il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, affermazione respinta dal CENTCOM. L’ultimo scambio di ostilità segue una serie di attacchi intermittenti tra i due Paesi nelle ultime due settimane, nel contesto di tensioni più ampie nella regione.

    L’Iran ha inoltre continuato a scambiarsi attacchi con Israele in relazione alle operazioni israeliane contro le forze di Hezbollah sostenute da Teheran in Libano.

    Il calo del petrolio sostiene i metalli preziosi

    Il Brent, il principale benchmark internazionale per il petrolio, ha registrato un ribasso durante la seduta di giovedì, cancellando parte dei guadagni accumulati dopo l’ultima escalation militare.

    Sebbene i prezzi del petrolio rimangano significativamente superiori ai livelli precedenti all’inizio del conflitto, il recente arretramento ha contribuito ad alleviare alcune preoccupazioni legate a un’ulteriore accelerazione dell’inflazione.

    L’aumento dei costi energetici rappresenta una delle principali preoccupazioni dei mercati finanziari, poiché gli investitori temono che banche centrali come la Federal Reserve e la Banca Centrale Europea possano essere costrette a rispondere con una politica monetaria più restrittiva. Tassi di interesse più elevati tendono generalmente a penalizzare l’oro, che non offre rendimento.

    Le preoccupazioni inflazionistiche si sono rafforzate mercoledì dopo che i dati hanno mostrato un aumento dei prezzi al consumo negli Stati Uniti al ritmo più elevato degli ultimi anni, trainato in larga misura dall’aumento dei costi della benzina. Gli investitori attendono ora i dati sui prezzi alla produzione negli Stati Uniti previsti più tardi nella giornata di giovedì per ottenere ulteriori indicazioni sull’andamento dell’inflazione.

    Le aspettative sui tassi di interesse restano al centro dell’attenzione

    Secondo il FedWatch Tool del CME, i mercati si aspettano ora che la Federal Reserve aumenti i tassi di interesse prima della fine del 2026.

    L’attenzione è inoltre rivolta alla Banca Centrale Europea, che dovrebbe annunciare un rialzo dei tassi al termine della sua riunione di politica monetaria di due giorni. I responsabili della politica monetaria stanno cercando di contenere le pressioni inflazionistiche nell’Eurozona, dove la crescita dei prezzi rimane elevata.

    Nel frattempo, il dollaro statunitense si è rafforzato dall’inizio del conflitto alla fine di febbraio, creando un ulteriore ostacolo per il mercato dell’oro. Un dollaro più forte tende infatti a rendere il metallo prezioso più costoso per gli acquirenti che utilizzano altre valute.

    Giovedì, l’Indice del Dollaro USA risultava in rialzo dello 0,1% a 100,09.

  • I prezzi del petrolio salgono mentre i mercati valutano l’intensificarsi del conflitto tra Stati Uniti e Iran

    I prezzi del petrolio salgono mentre i mercati valutano l’intensificarsi del conflitto tra Stati Uniti e Iran

    I prezzi del petrolio hanno registrato un rialzo giovedì, poiché i nuovi sviluppi militari tra Stati Uniti e Iran hanno alimentato le preoccupazioni per le forniture energetiche globali. Tuttavia, i guadagni si sono ridotti nel corso della sessione, mentre gli operatori valutavano se l’ultima escalation avrebbe effettivamente causato interruzioni nelle spedizioni di greggio.

    L’Iran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz dopo che gli Stati Uniti hanno effettuato ulteriori attacchi contro obiettivi iraniani e il presidente Donald Trump ha avvertito che seguiranno nuovi bombardamenti se non verrà raggiunto un accordo di pace.

    Alle 07:02 GMT, i futures sul Brent guadagnavano 8 centesimi, pari allo 0,09%, a 93,18 dollari al barile, mentre i futures sul West Texas Intermediate (WTI) statunitense salivano di 25 centesimi, pari allo 0,28%, a 90,28 dollari al barile. In precedenza, entrambi i benchmark erano saliti di oltre 2 dollari.

    La chiusura dello Stretto di Hormuz alimenta i timori sulle forniture

    Il comando militare congiunto iraniano ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz è stato chiuso alle petroliere e alle navi commerciali, avvertendo che qualsiasi imbarcazione che tenterà di attraversarlo sarà presa di mira.

    “Questo suggerisce ancora una volta che un accordo è ancora lontano e che i flussi energetici dal Golfo Persico resteranno fortemente limitati”, hanno scritto gli analisti di ING in una nota ai clienti, aggiungendo che la ripresa dei combattimenti ha innescato un forte rialzo dei prezzi del petrolio nelle prime ore della giornata.

    Lo Stretto di Hormuz rimane uno dei corridoi energetici più importanti al mondo, rendendo qualsiasi minaccia alla navigazione un elemento di grande rilevanza per i mercati petroliferi.

    Gli operatori attendono prove di reali interruzioni delle forniture

    Nonostante il forte rialzo iniziale dei prezzi, i guadagni si sono attenuati poiché i partecipanti al mercato hanno osservato che non vi sono state conferme di un’interruzione effettiva dei flussi fisici di petrolio attraverso la regione.

    “Tuttavia, il rally non è stato pienamente sostenuto poiché il mercato non ha ancora osservato un’effettiva interruzione delle spedizioni di petrolio attraverso l’area”, ha affermato Linh Tran, analista di mercato presso XS.com.

    Mercoledì, le forze armate statunitensi hanno dichiarato sulla piattaforma X che le navi commerciali continuavano a transitare nello Stretto in entrambe le direzioni. Hanno inoltre smentito le notizie diffuse dai media statali iraniani secondo cui navi da guerra statunitensi operanti nelle vicinanze del passaggio marittimo sarebbero state colpite da missili e droni.

    Le tensioni militari continuano ad aumentare

    Secondo funzionari statunitensi, ulteriori attacchi contro molteplici obiettivi iraniani sono iniziati alle 17:15 EDT (21:15 GMT) di mercoledì, rappresentando l’ultimo capitolo di uno scontro sempre più intenso che minaccia di far crollare il fragile cessate il fuoco concordato dalle due parti all’inizio di aprile.

    Parlando con il giornalista di Fox News Trey Yingst mercoledì sera, il presidente Donald Trump ha affermato che le operazioni militari si concluderanno a breve, ma ha avvertito che avrebbe “bombardato a tappeto quei dannati” se i leader iraniani non avessero firmato immediatamente un accordo con Washington.

    Gli ultimi sviluppi hanno riacceso i timori che il conflitto possa trasformarsi in uno scontro regionale più ampio, con significative conseguenze per i mercati energetici globali.

    Le forniture restano disponibili nonostante i rischi regionali

    Sebbene i rischi geopolitici siano aumentati, gli acquirenti continuano per il momento a garantirsi le forniture di greggio.

    Le raffinerie indiane hanno dichiarato a Reuters giovedì di aver ottenuto volumi sufficienti di petrolio per soddisfare la domanda almeno fino ad agosto.

    Nel frattempo, Abu Dhabi National Oil Co (ADNOC) e diversi altri produttori hanno continuato a esportare greggio e a offrire carichi ai clienti asiatici, contribuendo ad attenuare le preoccupazioni immediate legate a possibili carenze di approvvigionamento.

    Il calo delle scorte statunitensi evidenzia un mercato più teso

    I dati pubblicati mercoledì dalla U.S. Energy Information Administration (EIA) hanno mostrato che le scorte di greggio sono diminuite di 7,2 milioni di barili, attestandosi a 426,5 milioni di barili nella settimana conclusa il 5 giugno. Gli analisti interpellati da Reuters prevedevano un calo di circa 4 milioni di barili.

    Dall’inizio del conflitto con l’Iran, il 28 febbraio, le scorte petrolifere statunitensi complessive, comprese le riserve strategiche, si sono ridotte di circa 79 milioni di barili, poiché il maggiore produttore mondiale ha cercato di compensare i deficit di offerta causati dall’effettiva interruzione dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Ulteriori segnali di tensione sul mercato sono arrivati dai dati sulla produzione dell’OPEC. Un sondaggio Reuters ha mostrato che la produzione del cartello a maggio è scesa al livello più basso degli ultimi vent’anni, poiché un blocco navale statunitense ha limitato le esportazioni iraniane e la chiusura effettiva del passaggio strategico da parte di Teheran ha ridotto le spedizioni provenienti dagli altri produttori del Golfo.

  • Conflitto USA-Iran, risultati Oracle e decisione della BCE: i temi che muovono i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Conflitto USA-Iran, risultati Oracle e decisione della BCE: i temi che muovono i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Gli investitori stanno monitorando una combinazione di tensioni geopolitiche, sviluppi societari e decisioni di politica monetaria, con i futures azionari statunitensi in moderato rialzo dopo la forte flessione registrata a Wall Street. I nuovi scontri militari tra Stati Uniti e Iran restano al centro dell’attenzione, mentre le azioni Oracle (NYSE:ORCL) sono finite sotto pressione dopo l’annuncio di un importante piano di raccolta fondi destinato a sostenere l’espansione nel settore dell’intelligenza artificiale. Nel frattempo, i mercati si preparano a un atteso aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea.

    I futures USA indicano un possibile rimbalzo

    I futures sui principali indici statunitensi hanno registrato progressi giovedì, suggerendo una possibile ripresa dopo le forti perdite subite dai mercati nella seduta precedente a causa delle crescenti preoccupazioni sull’inflazione e dell’escalation delle tensioni in Medio Oriente.

    Alle 03:13 ET (07:13 GMT), i futures sul Dow Jones erano in rialzo di 215 punti, pari allo 0,4%. I futures sull’S&P 500 guadagnavano 38 punti, ovvero lo 0,5%, mentre quelli sul Nasdaq 100 avanzavano di 230 punti, pari allo 0,8%.

    Nella sessione precedente, il Dow Jones Industrial Average ha registrato la sua peggiore performance da ottobre, cedendo l’1,9%. Il Nasdaq Composite ha perso il 2%, mentre l’S&P 500 è arretrato dell’1,6%, chiudendo ai livelli più bassi delle ultime cinque settimane.

    A pesare sul sentiment è stata la minaccia del presidente Donald Trump, secondo cui l’Iran avrebbe dovuto “pagare il prezzo!!!” per aver ritardato i negoziati di pace con Washington, oltre a un nuovo scambio di attacchi tra i due Paesi e ai continui scontri in Libano che coinvolgono Hezbollah, sostenuto da Teheran.

    Ad aumentare le preoccupazioni degli investitori è stato anche il forte aumento dell’inflazione al consumo negli Stati Uniti, salita al ritmo più elevato degli ultimi anni e considerata una conseguenza dell’aumento dei prezzi energetici legato al conflitto. Nella giornata di giovedì è inoltre attesa la pubblicazione dei dati sui prezzi alla produzione.

    “Con i segnali di una soluzione a breve termine che si stanno affievolendo, gli investitori sono tornati a preoccuparsi degli scenari di stagflazione, con vendite sia sui mercati obbligazionari che azionari su entrambe le sponde dell’Atlantico”, hanno affermato gli analisti di Deutsche Bank.

    Continuano inoltre le discussioni sulla sostenibilità del boom dell’intelligenza artificiale. Le azioni di Super Micro Computer sono crollate dopo che il produttore di server è diventato l’ultima società legata all’AI a chiedere miliardi di dollari di nuovo capitale sul mercato, alimentando i timori che le aziende possano avere difficoltà a finanziare gli enormi investimenti infrastrutturali necessari per sostenere la crescita della tecnologia.

    Washington e Teheran si scambiano nuovi attacchi

    Le tensioni militari sono aumentate ulteriormente dopo che Stati Uniti e Iran hanno lanciato nuovi attacchi reciproci per il secondo giorno consecutivo.

    Il presidente Donald Trump ha avvertito che potrebbero seguire ulteriori azioni militari se Teheran non accetterà immediatamente un accordo di pace. Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), le forze americane hanno colpito diversi obiettivi militari iraniani durante la notte, descrivendo le operazioni come “autodifesa” dopo l’abbattimento di un elicottero statunitense nello Stretto di Hormuz.

    Il CENTCOM ha successivamente dichiarato di aver concluso l’ultima ondata di operazioni militari contro l’Iran.

    Secondo diverse notizie di stampa, l’Iran avrebbe risposto attaccando varie basi militari statunitensi e strutture alleate nella regione del Golfo, con esplosioni segnalate in Kuwait, Bahrein e Giordania. Tuttavia, tali affermazioni non hanno ricevuto conferme indipendenti immediate.

    Il petrolio riduce i guadagni iniziali

    I prezzi del petrolio hanno invertito la rotta dopo un iniziale rialzo causato dagli ultimi sviluppi militari, mentre gli operatori valutavano indiscrezioni secondo cui i colloqui diplomatici tra Washington e Teheran potrebbero essere ancora in corso.

    CNN ha riferito, citando una fonte diplomatica, che i negoziati tra i due Paesi sarebbero proseguiti durante la notte nonostante l’escalation delle ostilità.

    Alle 03:30 ET, i futures sul Brent con scadenza ad agosto perdevano lo 0,6% a 92,59 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate scendeva dello 0,5% a 89,58 dollari al barile.

    Entrambi i benchmark avevano registrato rialzi superiori al 2% durante la sessione asiatica prima di ridurre i guadagni. I mercati hanno inoltre valutato le dichiarazioni provenienti da Teheran secondo cui il traffico navale attraverso lo Stretto di Hormuz sarebbe stato sospeso, affermazione successivamente smentita dalle forze armate statunitensi.

    Nella seduta precedente, i prezzi del petrolio avevano chiuso con un rialzo di quasi il 2%.

    Oracle scende nonostante risultati superiori alle attese

    Oracle (NYSE:ORCL) ha pubblicato risultati trimestrali superiori alle aspettative sia sul fronte dei ricavi che degli utili e ha inoltre aumentato le previsioni sull’utile per azione rettificato per l’intero esercizio.

    Nonostante la solidità dei risultati operativi, il titolo è sceso nelle contrattazioni after-hours dopo che la società ha annunciato l’intenzione di raccogliere circa 40 miliardi di dollari di finanziamenti nel corso dell’esercizio fiscale 2027.

    “[Q]uesta è una pubblicazione discreta, con una crescita del portafoglio ordini che continua a essere robusta, e la performance della liquidità non è stata negativa quanto si temeva (grazie a minori spese in conto capitale). Tuttavia, la società deve ancora affrontare un periodo di forti deflussi di cassa mentre costruisce le infrastrutture necessarie per soddisfare il proprio portafoglio ordini, e questo richiederà ulteriore debito e capitale proprio”, hanno scritto gli analisti di Vital Knowledge in una nota.

    Negli ultimi anni il gruppo texano ha concentrato sempre più le proprie attività sulle infrastrutture cloud e sui data center destinati all’intelligenza artificiale, continuando al contempo a generare ricavi significativi dai software database e dalle applicazioni aziendali tradizionali. Tuttavia, gli investitori continuano a monitorare attentamente l’entità dell’indebitamento necessario per finanziare l’espansione delle infrastrutture dedicate all’AI.

    Attesa per la decisione della BCE

    In Europa, l’attenzione è rivolta alla Banca Centrale Europea, che dovrebbe annunciare un aumento di 25 punti base del tasso sui depositi al termine della sua ultima riunione di politica monetaria.

    Se confermata, la misura porterebbe il tasso di riferimento al 2,25% dal 2,0% e rappresenterebbe il primo rialzo dei tassi da quasi tre anni.

    L’inflazione nell’Eurozona è salita oltre il 3%, superando l’obiettivo del 2% fissato dalla BCE e rafforzando le argomentazioni a favore di una politica monetaria più restrittiva nonostante il rallentamento della crescita economica.

    Tuttavia, i responsabili della politica monetaria dovranno bilanciare le pressioni inflazionistiche con i segnali di indebolimento dell’attività economica nell’area euro.

    “Dal lato dell’attività economica, oggi abbiamo già osservato dati deboli sugli ordini industriali tedeschi di aprile, e il rischio è che i dati sull’attività manifatturiera dell’Eurozona inizino ora a deteriorarsi dopo l’accumulo di scorte e l’aumento degli inventari registrati all’inizio dell’anno a causa dell’incertezza legata al conflitto nel Golfo”, hanno scritto gli analisti di ING in una nota.

  • Borse europee prudenti in attesa del rialzo dei tassi della BCE: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee prudenti in attesa del rialzo dei tassi della BCE: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee prudenti in attesa del rialzo dei tassi della BCE

    I mercati azionari europei hanno mostrato un andamento poco mosso giovedì, con gli investitori che hanno preferito mantenere un approccio prudente in vista della decisione sui tassi di interesse della Banca Centrale Europea, mentre le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno continuato a limitare l’appetito per il rischio.

    Lo STOXX 600 paneuropeo ha aperto sostanzialmente invariato dopo aver toccato nella seduta precedente il livello più basso delle ultime tre settimane. Il FTSE 100 di Londra è salito dello 0,2% dopo essere sceso mercoledì ai minimi da fine marzo. Il DAX tedesco ha perso lo 0,1%, rimanendo vicino ai minimi delle ultime tre settimane, mentre il FTSE MIB italiano ha guadagnato lo 0,4%.

    Gli investitori attendono la decisione della BCE

    La BCE dovrebbe aumentare il tasso sui depositi di 25 punti base, portandolo al 2,25%, quando annuncerà la propria decisione alle 12:15 GMT. Se confermato, si tratterebbe del primo rialzo dei tassi dal 2023 e rappresenterebbe un ulteriore segnale della determinazione dell’istituto centrale nel contrastare l’inflazione nonostante il rallentamento della crescita economica.

    Per gli investitori, il contesto resta complesso poiché una politica monetaria più restrittiva coincide con prezzi energetici ancora elevati. Costi di finanziamento più alti potrebbero frenare investimenti e consumi, mentre l’aumento dei prezzi di energia e carburanti rischia di comprimere i margini aziendali, soprattutto nei settori ad alta intensità energetica.

    Le attese di un rialzo dei tassi hanno inoltre ridotto le aspettative di futuri tagli da parte della BCE nel corso dell’anno, eliminando uno dei principali fattori di sostegno per i mercati europei negli ultimi mesi.

    I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono rimasti elevati in vista della decisione, contribuendo a limitare l’interesse per gli asset più rischiosi.

    “Il punto chiave è capire fino a che punto la presidente della BCE Christine Lagarde si spingerà, durante la conferenza stampa, nel sostenere le aspettative già incorporate dal mercato di un ulteriore rialzo completamente prezzato per settembre”, ha dichiarato Sam Hill, responsabile market insights di Lloyds Bank.

    “Non vorrà impegnarsi completamente con così largo anticipo, ma allo stesso tempo non bisogna aspettarsi che cerchi con troppa convinzione di dissuadere i mercati dalle aspettative che hanno già maturato.”

    Le tensioni geopolitiche restano sotto osservazione

    Le preoccupazioni legate al Medio Oriente sono rimaste al centro dell’attenzione dopo una seconda giornata consecutiva di attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran. Il presidente Donald Trump ha avvertito che ulteriori azioni militari potrebbero seguire qualora Teheran non accettasse rapidamente un accordo di pace.

    La ripresa delle ostilità ha ridimensionato le speranze di una soluzione diplomatica e ha cancellato parte dell’ottimismo che aveva recentemente sostenuto i mercati globali. Gli investitori temono che un conflitto prolungato possa compromettere le forniture energetiche provenienti dalla regione e alimentare una nuova ondata inflazionistica mentre le banche centrali continuano a combattere le pressioni sui prezzi.

    Titoli sotto i riflettori

    Tra i singoli titoli, Hugo Boss AG NA O.N. (TG:BOSS) è balzata di circa l’8% dopo che Frasers Group PLC (LSE:FRAS) ha lanciato un’offerta di acquisizione da 2 miliardi di euro per il gruppo tedesco della moda.

    Wizz Air Holdings PLC (LSE:WIZZ) ha guadagnato circa il 3% dopo aver riportato un utile annuale superiore alle attese del mercato.

    In controtendenza SAP SE (TG:SAP), che ha perso quasi il 3%, risultando tra i titoli più deboli della giornata.

  • Un Importante Azionista di Intesa Sanpaolo Sostiene l’Offerta per Monte dei Paschi

    Un Importante Azionista di Intesa Sanpaolo Sostiene l’Offerta per Monte dei Paschi

    Compagnia di San Paolo ha espresso il proprio sostegno al progetto di acquisizione di Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) da parte di Intesa Sanpaolo (BIT:ISP), secondo quanto dichiarato dal presidente della fondazione, Marco Gilli, in un’intervista pubblicata oggi.

    All’inizio della settimana, Intesa, il maggiore gruppo bancario italiano, ha annunciato un’offerta pubblica non sollecitata in contanti e azioni del valore di 30,6 miliardi di euro (circa 35 miliardi di dollari) per acquisire MPS. Se portata a termine, l’operazione rappresenterebbe la più grande acquisizione bancaria mai realizzata in Italia.

    Compagnia di San Paolo, che detiene circa il 6,6% del capitale di Intesa Sanpaolo, ritiene che l’operazione possa creare valore per gli azionisti e contribuire al rafforzamento del sistema bancario italiano, ha dichiarato Gilli a La Stampa.

    In caso di completamento dell’acquisizione, la partecipazione della fondazione in Intesa si ridurrebbe a circa il 5,1%.

    Gilli ha inoltre affermato che Compagnia di San Paolo potrebbe valutare un incremento della propria quota in Generali (BIT:G), il maggiore gruppo assicurativo italiano, di cui attualmente possiede circa lo 0,1% del capitale.

  • STM Prosegue il Rally Dopo l’Aumento del Target Price da Parte di BofA

    STM Prosegue il Rally Dopo l’Aumento del Target Price da Parte di BofA

    STMicroelectronics (BIT:STMMI) ha continuato la sua corsa a Piazza Affari, estendendo i forti guadagni registrati nella seduta precedente dopo che le previsioni positive di TSMC sulla domanda legata all’intelligenza artificiale hanno sostenuto il sentiment dell’intero settore dei semiconduttori.

    Il titolo del gruppo franco-italiano è salito del 4% nelle prime fasi delle contrattazioni, raggiungendo quota 63,80 euro e risultando il migliore del FTSE MIB, che guadagnava lo 0,90%.

    L’ultimo rialzo si inserisce in un trend particolarmente favorevole. Nonostante alcune fasi di consolidamento, le azioni STM hanno registrato un progresso del 26% nell’ultimo mese e un balzo del 189% negli ultimi sei mesi.

    All’inizio di giugno, la società aveva rivisto al rialzo le proprie previsioni per i ricavi dei data center, indicando che questi dovrebbero raggiungere “circa 1 miliardo di dollari nel 2026”, rispetto alla precedente stima di “ben oltre 500 milioni di dollari”.

    “Assumendo che l’attuale slancio continui e considerando gli impegni già acquisiti, i ricavi potrebbero raddoppiare nel 2027 (rispetto alla precedente previsione di ‘ben oltre 1 miliardo di dollari’),” ha aggiunto la società.

    Dopo quell’annuncio, il titolo STM aveva chiuso la seduta con un balzo superiore al 15%, attestandosi a 68,26 euro.

    A rafforzare ulteriormente il sentiment positivo è intervenuta Bank of America, che ha promosso il titolo da neutral a buy e ha aumentato il target price da 71 a 86 euro.

    Secondo gli analisti della banca, STM è ben posizionata per beneficiare di diversi fattori di crescita, tra cui la crescente esposizione alle tecnologie di interconnessione ottica, alle infrastrutture per satelliti in orbita terrestre bassa (LEO) e alla graduale ripresa dei mercati automotive e industriale.

    BofA ritiene inoltre che il mercato continui a sottovalutare in modo significativo il potenziale di crescita degli utili della società nei prossimi due o tre anni. Gli analisti prevedono infatti un utile per azione tra il 2026 e il 2028 superiore del 30%-40% rispetto alle attuali stime di consenso. I ricavi sono attesi a 17,6 miliardi di dollari nel 2027 e a 19,4 miliardi di dollari nel 2028, livelli superiori del 5%-7% rispetto alle aspettative del mercato.

    Per quanto riguarda il business dei satelliti LEO, BofA prevede ricavi cumulati pari a 3,6 miliardi di dollari tra il 2026 e il 2028, “superiori alla guidance di oltre 3 miliardi di dollari”. Durante la presentazione dei risultati del primo trimestre a fine aprile, il Presidente e Amministratore Delegato di STM, Jean-Marc Chery, aveva dichiarato che l’obiettivo del gruppo per il segmento dei satelliti LEO è “superare significativamente i 3 miliardi di dollari di ricavi cumulati nel periodo 2026-2028, legati a questa opportunità.”

  • Piazza Affari apre in rialzo nonostante le tensioni in Medio Oriente, banche ancora protagoniste

    Piazza Affari apre in rialzo nonostante le tensioni in Medio Oriente, banche ancora protagoniste

    Piazza Affari ha avviato la seduta in territorio positivo, ignorando in gran parte le rinnovate preoccupazioni geopolitiche seguite all’azione militare statunitense condotta durante la notte in Iran. Gli investitori restano inoltre concentrati sulla politica monetaria, con la riunione della Banca Centrale Europea attesa nel pomeriggio e un rialzo dei tassi considerato ormai ampiamente probabile, il primo negli ultimi tre anni.

    A Milano continuano a essere i titoli bancari il principale motore del mercato, mentre gli operatori valutano le dinamiche del consolidamento nel settore e attendono indicazioni dalla BCE. Il consenso di mercato prevede un aumento di 25 punti base del tasso sui depositi, che salirebbe al 2,25%.

    Nonostante l’aumento delle tensioni geopolitiche, il Brent continua a scambiare al di sotto della soglia dei 100 dollari al barile.

    Alle 9:45 il FTSE MIB registrava un progresso dello 0,92%.

    L’indice bancario guadagnava lo 0,9%, con Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) in rialzo dell’1% e Unicredit (BIT:UCG) in aumento dell’1,1%. Banco BPM (BIT:BAMI) avanzava dello 0,5%, raggiungendo quota 14,26 euro, il livello più alto dal marzo 2011. Il titolo era stato temporaneamente messo in secondo piano dalla nuova fase di consolidamento del settore innescata dall’offerta di Intesa per MPS (BIT:BMPS), che saliva dello 0,56%.

    Tra le blue chip continuavano gli acquisti su STMicroelectronics (BIT:STMMI), in progresso del 2,53%. Il movimento seguiva la revisione del giudizio da parte di BofA, che ha portato la raccomandazione a “acquistare” da “neutrale” e ha alzato il target price a 86 euro, prevedendo una significativa ripresa della redditività per il gruppo franco-italiano dei semiconduttori.

    Tornavano inoltre gli acquisti sul comparto energetico, guidati da Saipem (BIT:SPM), in rialzo di oltre il 2% dopo l’aggiudicazione di un contratto onshore in Arabia Saudita relativo al progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant, del valore di circa 900 milioni di euro. Secondo Equita, “la notizia è positiva, in quanto conferma il forte slancio commerciale in Medio Oriente che il management aveva già evidenziato durante la conference call del primo trimestre.”

    ENI (BIT:ENI) guadagnava lo 0,7%, mentre anche le utility si muovevano positivamente, con A2A in rialzo dell’1,3%.

    Interesse anche per il comparto del lusso, con Ferragamo (BIT:SFER) e Brunello Cucinelli (BIT:BC) entrambe in crescita dell’1,9%.

    Tra i titoli calcistici, Juventas (BIT:JUVE) avanzava del 2,2% e Lazio (BIT:SSL) dello 0,6%. Le azioni della Lazio hanno ridotto i guadagni dopo un iniziale balzo del 13%, in seguito a un comunicato del club che ha “categoricamente” smentito le indiscrezioni di stampa riguardanti una possibile cessione della quota di controllo detenuta da Claudio Lotito.

  • Wall Street Verso un Avvio Debole tra le Nuove Tensioni in Medio Oriente: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Wall Street Verso un Avvio Debole tra le Nuove Tensioni in Medio Oriente: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I Futures Indicano un’Apertura in Calo

    I futures sugli indici statunitensi indicavano un avvio negativo per Wall Street mercoledì, dopo una seduta volatile che si è conclusa con risultati contrastanti.

    Il sentiment degli investitori è stato influenzato dalle rinnovate preoccupazioni per il conflitto in Medio Oriente in seguito agli ultimi scambi di attacchi tra Stati Uniti e Iran.

    Nuova Escalation tra Stati Uniti e Iran

    Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, le forze americane hanno effettuato martedì quelle che sono state definite “operazioni di autodifesa” contro obiettivi iraniani su ordine del presidente Donald Trump, in risposta all’abbattimento di un elicottero statunitense.

    CENTCOM ha dichiarato che l’operazione ha colpito sistemi di difesa aerea iraniani, radar di sorveglianza e stazioni di controllo a terra nei pressi dello Stretto di Hormuz utilizzando munizioni di precisione lanciate da caccia dell’Aeronautica e della Marina statunitense.

    L’Iran ha risposto attaccando basi americane in Kuwait, Bahrain e Giordania e ha promesso che non lascerà senza risposta alcun attacco o minaccia.

    In un successivo messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha affermato che l’Iran aveva “impiegato troppo tempo per negoziare un accordo” e che ora dovrà “pagarne il prezzo!”

    I Dati sull’Inflazione Offrono un Sollievo Parziale

    I futures hanno recuperato parte delle perdite dopo la pubblicazione dei dati del Dipartimento del Lavoro statunitense, che hanno mostrato un aumento dei prezzi al consumo in linea con le aspettative degli economisti nel mese di maggio.

    Il rapporto ha attenuato alcune preoccupazioni sull’inflazione, anche se gli sviluppi geopolitici continuano a dominare l’attenzione dei mercati.

    Seduta Volatile per i Mercati Americani

    La giornata di martedì è stata caratterizzata da forti oscillazioni mentre gli investitori reagivano sia alle notizie geopolitiche sia ai dati economici.

    I principali indici sono saliti nelle prime fasi della seduta prima di invertire bruscamente la rotta e recuperare successivamente parte delle perdite nel pomeriggio.

    Il Nasdaq ha chiuso in calo di 250,84 punti, pari all’1%, a 25.678,82. L’S&P 500 ha perso 19,08 punti, o lo 0,3%, terminando a 7.386,65, mentre il Dow Jones ha guadagnato 86,10 punti, pari allo 0,2%, chiudendo a 50.872,11.

    I Titoli Tecnologici Guidano i Ribassi

    La flessione del Nasdaq è stata principalmente causata dalla debolezza del comparto tecnologico dopo il rimbalzo registrato lunedì.

    I titoli dei semiconduttori sono stati tra i peggiori performer, con il Philadelphia Semiconductor Index in calo dell’1,9% dopo il balzo del 5,6% della seduta precedente.

    Anche i comparti hardware, networking e software hanno registrato perdite significative.

    Il Calo del Petrolio Penalizza il Settore Energia

    Anche i titoli energetici hanno mostrato debolezza a causa della brusca discesa dei prezzi del greggio.

    I futures sul petrolio statunitense sono scesi sotto i 90 dollari al barile dopo che Trump ha dichiarato che un accordo di pace tra Washington e Teheran potrebbe essere raggiunto entro “due o tre giorni”.

    Il presidente ha inoltre affermato che lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto “immediatamente” una volta raggiunto un accordo, sebbene previsioni simili formulate nelle ultime settimane non si siano concretizzate.

    In Rialzo Compagnie Aeree e Titoli Immobiliari

    La discesa del petrolio ha favorito il settore aereo, con il NYSE Arca Airline Index in rialzo del 3,7%.

    Anche i titoli immobiliari hanno registrato una forte performance, spingendo il Philadelphia Housing Sector Index in aumento del 3,6%.

    A sostenere il comparto sono stati i dati della National Association of Realtors, che hanno evidenziato un incremento delle vendite di case esistenti negli Stati Uniti superiore alle attese nel mese di maggio.

    Secondo il rapporto, le vendite di abitazioni esistenti sono aumentate del 3,2% a un ritmo annualizzato di 4,17 milioni di unità, dopo un incremento dello 0,8% a 4,04 milioni di unità rivisti ad aprile.

    Gli economisti prevedevano una crescita dell’1,5% a 4,08 milioni di unità annualizzate.