I futures sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura leggermente in ribasso giovedì, con gli investitori che si mostrano prudenti dopo la seduta precedente, conclusasi con modesti guadagni al termine di una giornata caratterizzata da forti oscillazioni.
Il rimbalzo dei prezzi del petrolio ha pesato sul sentiment del mercato, mentre sono riemerse le preoccupazioni per una possibile escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.
I futures sul greggio statunitense sono saliti di oltre il 2% dopo essere crollati di più dell’8% nelle due sedute precedenti.
Il forte rialzo del petrolio è seguito alle notizie secondo cui gli Stati Uniti avrebbero lanciato un nuovo ciclo di attacchi “di autodifesa” nel sud dell’Iran, spingendo Teheran a reagire colpendo presumibilmente una base militare americana.
“Investors are still broadly positioned for a de-escalation scenario in the Middle East, but recent headlines are a reminder that the path toward any agreement remains fragile,” said Daniela Hathorn, Senior Market Analyst at Capital.com.
I futures hanno recuperato parte delle perdite iniziali dopo la pubblicazione dei dati del Dipartimento del Commercio, che hanno mostrato un aumento dei prezzi al consumo negli Stati Uniti leggermente inferiore alle attese nel mese di aprile.
Secondo il rapporto, l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) è aumentato dello 0,4% ad aprile dopo il rialzo dello 0,7% registrato a marzo. Gli economisti prevedevano un incremento dello 0,5%.
Su base annua, il tasso di crescita dell’indice PCE è accelerato al 3,8% dal 3,5% di marzo, in linea con le attese del mercato.
L’indice core PCE, che esclude alimentari ed energia, è salito dello 0,2% ad aprile dopo l’aumento dello 0,3% del mese precedente. Gli economisti si aspettavano un altro incremento dello 0,3%.
Il tasso annuo dell’inflazione core PCE è salito leggermente al 3,3% dal 3,2%, in linea con le previsioni.
Nel frattempo, dati separati diffusi dal Dipartimento del Lavoro hanno mostrato che le nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentate più del previsto nella settimana conclusa il 23 maggio.
Mercoledì, le azioni statunitensi hanno chiuso moderatamente in rialzo nonostante un’attività di trading piuttosto debole. Il Dow Jones Industrial Average ha guidato i guadagni, registrando un nuovo record storico di chiusura insieme al Nasdaq e all’S&P 500.
Il Dow è salito di 182,60 punti, pari allo 0,4%, chiudendo a 60.644,28. Il Nasdaq Composite ha guadagnato 18,55 punti, o lo 0,1%, a 26.674,73, mentre l’S&P 500 è avanzato di 1,24 punti fino a 7.520,36.
Gli investitori si sono mostrati cauti dopo il forte rally delle ultime sedute, rivalutando le prospettive di breve termine per il mercato azionario.
I trader hanno inoltre continuato a monitorare gli sviluppi relativi a un possibile accordo diplomatico tra Stati Uniti e Iran, anche se molti operatori ritengono ancora probabile il raggiungimento di un’intesa.
Le speranze di una de-escalation del conflitto avevano precedentemente pesato sui prezzi del petrolio, contribuendo a un calo superiore al 5% dei futures sul greggio statunitense all’inizio della settimana.
Parlando alla Casa Bianca, il presidente Donald Trump ha dichiarato che l’Iran vuole negoziare, ma ha aggiunto che gli Stati Uniti non sono soddisfatti delle proposte attualmente avanzate. Trump ha inoltre ribadito che lo Stretto di Hormuz dovrebbe restare aperto a tutte le nazioni.
Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti daranno alla diplomazia “every chance to succeed”, sottolineando però che il presidente Trump dispone anche di altre opzioni.
I prezzi del petrolio sono rimasti sotto pressione anche dopo che la Casa Bianca ha smentito le notizie secondo cui la televisione di Stato iraniana avrebbe ottenuto una bozza preliminare di memorandum d’intesa non ufficiale tra Washington e Teheran.
Secondo un rapporto di Reuters, il piano prevederebbe il ripristino del traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz ai livelli precedenti al conflitto entro un mese.
La performance settoriale di mercoledì è stata contrastata. I titoli delle compagnie aeree hanno proseguito il recente rally, con l’indice NYSE Arca Airline in rialzo del 2%.
Anche il settore telecomunicazioni ha registrato solidi guadagni, con l’indice NYSE Arca North American Telecom in crescita dell’1,6%.
In rialzo anche i titoli del comparto hardware informatico, immobiliare e retail.
Al contrario, i titoli energetici hanno registrato forti ribassi, con le società di servizi petroliferi penalizzate dal calo del greggio, che ha trascinato il Philadelphia Oil Service Index in ribasso del 3,3%.
Anche i titoli auriferi hanno chiuso in netto calo dopo la discesa del prezzo dell’oro, con il NYSE Arca Gold Bugs Index in flessione del 3,3%.









