I futures sugli indici azionari statunitensi indicavano un’apertura moderatamente positiva giovedì, sostenuti da un forte calo dei prezzi del petrolio dopo una seduta contrastata a Wall Street. La discesa dell’energia ha contribuito ad attenuare alcuni dei recenti timori sull’inflazione, anche se la debolezza di Cisco Systems (NASDAQ:CSCO) dopo la pubblicazione dei risultati potrebbe limitare i guadagni del settore tecnologico.
Il calo del petrolio sostiene i futures statunitensi
L’interesse degli acquirenti è stato favorito da una marcata flessione del greggio, con i futures sul petrolio statunitense in calo di circa il 2,3%.
I timori per un indebolimento della domanda sono tornati al centro dell’attenzione sul mercato energetico, superando le preoccupazioni per l’offerta legate al conflitto ancora in corso in Medio Oriente.
Il ribasso offre un certo sollievo agli investitori azionari dopo che il recente rally del petrolio aveva alimentato i timori che l’aumento dei costi energetici potesse riaccendere l’inflazione e complicare le prospettive per i tassi di interesse statunitensi.
Cisco scende nonostante risultati superiori alle attese
Una reazione negativa ad alcuni risultati societari potrebbe tuttavia limitare il potenziale rialzo del mercato più ampio.
Le azioni Cisco Systems (NASDAQ:CSCO) hanno perso oltre il 7% nelle contrattazioni pre-market nonostante il gruppo delle reti abbia pubblicato risultati trimestrali superiori alle aspettative e fornito prospettive positive.
Il calo evidenzia le elevate aspettative che circondano le società tecnologiche e legate all’intelligenza artificiale dopo i forti guadagni registrati da diverse aziende del settore.
Nasdaq e S&P 500 hanno chiuso in rialzo mercoledì
Wall Street ha registrato una performance contrastata nella seduta precedente, dopo che i mercati avevano inizialmente guadagnato terreno e si erano mantenuti prevalentemente positivi per gran parte di mercoledì.
Il Nasdaq, fortemente orientato alla tecnologia, è salito di 143,04 punti, pari allo 0,5%, chiudendo a 26.588,49. L’S&P 500 ha guadagnato 20,30 punti, pari allo 0,3%, terminando a 7.748,50.
Il Dow Jones Industrial Average ha invece faticato a trovare una direzione per gran parte della seduta, chiudendo in calo di 21,58 punti, meno dello 0,1%, a 53.770,27.
I progressi del Nasdaq e dell’S&P 500 hanno consentito di recuperare parte della debolezza registrata all’inizio della settimana.
L’inflazione USA più moderata riduce i timori sui tassi
Le azioni avevano inizialmente beneficiato di dati relativamente contenuti sull’inflazione al consumo statunitense, che hanno attenuato le preoccupazioni per un possibile irrigidimento della politica monetaria.
Il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,1% a luglio dopo essere diminuiti dello 0,4% a giugno, in linea con le aspettative degli economisti.
I prezzi core, che escludono alimentari ed energia, sono aumentati dello 0,2% dopo essere rimasti invariati a giugno, anche in questo caso rispettando le previsioni.
Su base annua, l’inflazione complessiva è rallentata al 3,4% dal 3,5%, mentre quella core è scesa al 2,5% dal 2,6%. Entrambi i rallentamenti sono risultati in linea con le aspettative del mercato.
I dati hanno fornito una certa rassicurazione sul fatto che le pressioni inflazionistiche sottostanti non stiano accelerando nonostante la recente volatilità dei mercati energetici.
I titoli AI sostengono il settore tecnologico
La forza delle società legate all’intelligenza artificiale ha contribuito ai guadagni di mercoledì.
Le reazioni positive ai risultati trimestrali e alle prospettive di CoreWeave (NASDAQ:CRWV) e Super Micro Computer (NASDAQ:SMCI) hanno sostenuto i titoli tecnologici.
Le società di hardware informatico hanno registrato una performance particolarmente forte, estendendo il recente rally con Super Micro Computer alla guida del settore.
Il NYSE Arca Computer Hardware Index è balzato del 5,5%, raggiungendo un nuovo massimo storico in chiusura.
Anche i titoli delle reti e dei semiconduttori hanno registrato forti rialzi, contribuendo alla sovraperformance del Nasdaq.
Le tensioni in Medio Oriente restano un rischio per i mercati
L’interesse degli acquirenti si è indebolito con il progredire della seduta di mercoledì, mentre gli investitori sono rimasti cauti riguardo al conflitto in Medio Oriente.
I recenti aumenti dei prezzi del greggio hanno alimentato il timore che un’interruzione prolungata delle forniture energetiche possa generare nuove pressioni inflazionistiche.
Sebbene i futures sul greggio statunitense siano rimasti pressoché invariati durante la seduta di mercoledì, i prezzi sono rimasti elevati dopo i forti rialzi dei giorni precedenti.
I mediatori internazionali continuano a cercare di riportare Stati Uniti e Iran al tavolo dei negoziati, ma le dichiarazioni delle due parti hanno fornito pochi segnali di una rapida conclusione del conflitto.
Il successivo calo del 2,3% del greggio giovedì ha offerto un certo sollievo, anche se i rischi geopolitici continuano a rappresentare una fonte importante di incertezza.
Gli investitori bilanciano il calo del petrolio con le reazioni agli utili
Oltre alla tecnologia, i titoli dei trasporti, dell’oro e dell’intermediazione finanziaria hanno guadagnato terreno mercoledì, mentre le società immobiliari residenziali e software hanno registrato cali significativi.
Il tono iniziale del mercato giovedì dipenderà probabilmente dalla capacità del forte calo del petrolio di sostenere una maggiore propensione al rischio e compensare le reazioni negative a singoli risultati societari come quelli di Cisco.
Con inflazione, aspettative sui tassi di interesse e sviluppi in Medio Oriente ancora al centro dell’attenzione, gli investitori rimarranno probabilmente sensibili sia ai dati economici sia ai movimenti dei mercati energetici.









