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  • La debolezza del settore tecnologico potrebbe pesare sull’apertura di Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    La debolezza del settore tecnologico potrebbe pesare sull’apertura di Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I futures sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura in ribasso venerdì, con i titoli tecnologici ancora sotto pressione a causa delle crescenti preoccupazioni sulle valutazioni e sulle prospettive di crescita del comparto dei semiconduttori.

    Il tono negativo era particolarmente evidente nei futures sul Nasdaq 100, in calo dell’1,3%, segnalando possibili difficoltà per i grandi nomi della tecnologia all’avvio delle contrattazioni.

    I titoli dei chip continuano a frenare il sentiment

    Le vendite nel comparto dei semiconduttori sono rimaste al centro dell’attenzione dopo la reazione negativa degli investitori alle ultime indicazioni fornite da Broadcom (NASDAQ:AVGO).

    Sebbene la società abbia pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese, le sue prospettive non sono riuscite a soddisfare investitori ormai abituati a previsioni sempre più ambiziose legate alla domanda di intelligenza artificiale.

    Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com, ha dichiarato: “Il mercato non si chiede più se la domanda di IA sia forte, perché questo è ormai ampiamente dimostrato.”

    Ha aggiunto: “Gli investitori stanno invece iniziando a chiedersi quanto di questa crescita sia già incorporato nelle valutazioni.”

    Secondo Hathorn, “In questo senso, i risultati di Broadcom potrebbero non essere stati deludenti, ma forse non erano sufficienti a giustificare un ulteriore rialzo immediatamente dopo una corsa così potente.”

    I solidi dati sul lavoro alimentano i timori sui tassi

    I futures hanno ampliato le perdite dopo la pubblicazione del rapporto sul mercato del lavoro statunitense, che ha evidenziato una crescita dell’occupazione nettamente superiore alle aspettative nel mese di maggio.

    Il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che i nonfarm payrolls sono aumentati di 172.000 unità, dopo un incremento di 179.000 posti di lavoro ad aprile, rivisto al rialzo.

    Gli economisti si aspettavano una crescita di 85.000 posti, rispetto ai 115.000 inizialmente comunicati per il mese precedente.

    I dati hanno spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury, poiché gli investitori hanno rivalutato la possibilità che la Federal Reserve mantenga i tassi elevati più a lungo del previsto.

    Il Dow tocca un nuovo record nonostante la debolezza tecnologica

    Nonostante le difficoltà del settore tecnologico, giovedì le azioni statunitensi hanno chiuso prevalentemente in rialzo.

    Il Dow Jones Industrial Average ha guidato i guadagni, avanzando di 874,86 punti, pari all’1,7%, fino al nuovo record di chiusura di 51.561,93 punti.

    L’S&P 500 è salito di 30,63 punti, pari allo 0,4%, chiudendo a 7.584,31 punti.

    Il Nasdaq Composite ha invece sottoperformato, perdendo 23,02 punti, pari allo 0,1%, a 26.830,98 punti.

    UnitedHealth sostiene il Dow

    Uno dei principali contributori alla forza del Dow è stato UnitedHealth (NYSE:UNH), le cui azioni sono balzate del 5,2%.

    Il rialzo è seguito a un upgrade di Bank of America, che ha portato il giudizio sul titolo da Neutral a Buy.

    Anche altri componenti del Dow hanno registrato forti progressi, tra cui American Express (NYSE:AXP), Goldman Sachs (NYSE:GS) e Merck (NYSE:MRK).

    Il crollo di Broadcom colpisce il comparto tecnologico

    I titoli tecnologici sono rimasti sotto pressione per gran parte della seduta di giovedì, principalmente a causa del forte calo di Broadcom.

    La società di semiconduttori ha perso il 12,6% nonostante abbia pubblicato utili trimestrali superiori alle stime degli analisti.

    Gli investitori sembrano essere rimasti delusi dal fatto che l’amministratore delegato Hock Tan non abbia aumentato la previsione di 100 miliardi di dollari di vendite annuali di chip legati all’intelligenza artificiale.

    Dan Coatsworth, Head of Markets di AJ Bell, ha commentato: “Broadcom è diventata uno dei protagonisti del boom delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, grazie soprattutto alla sua competenza nei chip personalizzati utilizzati da aziende come Alphabet e Meta.”

    Ha aggiunto: “Tuttavia, proprio come la concorrente Nvidia, Broadcom sta scoprendo che rispettare o persino superare leggermente le previsioni non basta quando il mercato la valuta secondo standard così elevati.”

    Finanziari e healthcare guidano i rialzi

    Mentre la tecnologia ha sofferto, altri settori hanno registrato solide performance.

    I titoli bancari hanno messo a segno un forte rialzo, spingendo il KBW Bank Index a guadagnare il 3,7% e a raggiungere il livello di chiusura più alto degli ultimi quattro mesi.

    Anche il comparto sanitario e farmaceutico ha registrato una notevole forza, con il NYSE Arca Pharmaceutical Index in rialzo del 3,5% e il Dow Jones U.S. Health Care Index in progresso del 3%.

    Anche i titoli del settore brokerage, biotech e immobiliare commerciale hanno chiuso in positivo, contribuendo a compensare la debolezza dei produttori di semiconduttori e hardware informatico.

  • Le Borse europee avanzano con cautela nonostante le tensioni in Medio Oriente: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee avanzano con cautela nonostante le tensioni in Medio Oriente: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno registrato moderati rialzi venerdì, anche se il sentiment degli investitori è rimasto prudente a causa dei continui sviluppi geopolitici in Medio Oriente.

    Le tensioni nella regione si sono intensificate dopo che Hezbollah ha respinto una nuova proposta di cessate il fuoco con Israele. Nel frattempo, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno annunciato l’uccisione di Abed Harb, indicato come comandante dell’unità di ingegneria di Hezbollah, alimentando i timori di un’ulteriore escalation del conflitto.

    I principali indici registrano progressi contenuti

    L’attività di mercato è rimasta relativamente contenuta in tutta Europa.

    L’indice DAX tedesco si è mantenuto vicino alla parità, mentre il CAC 40 francese e il FTSE 100 britannico hanno guadagnato circa lo 0,3%.

    Gli investitori hanno evitato di assumere posizioni troppo aggressive mentre l’incertezza geopolitica continuava a influenzare il sentiment dei mercati.

    Il settore tecnologico sotto pressione

    I titoli tecnologici sono stati tra i peggiori performer della seduta dopo la deludente reazione del mercato ai risultati di Broadcom.

    Infineon Technologies (TG:IFX) ha perso il 6,6%, mentre ASM International ha ceduto oltre il 4%.

    I ribassi riflettono le crescenti preoccupazioni sulle prospettive del settore tecnologico dopo il forte entusiasmo registrato negli ultimi mesi per i titoli legati all’intelligenza artificiale.

    I titoli energetici arretrano mentre il petrolio si stabilizza

    Anche il comparto energetico ha registrato leggere perdite dopo che i prezzi del petrolio si sono stabilizzati in seguito ai ribassi della sessione precedente.

    Tra i principali titoli del settore, BP Plc (LSE:BP.) e Shell (LSE:SHEL) hanno chiuso in lieve calo mentre gli investitori valutavano l’evoluzione del mercato energetico.

    Bodycote crolla dopo il ritiro di Apollo

    Bodycote (LSE:BOY) è stata tra le peggiori performance della giornata, con il titolo in calo di circa il 10%.

    La flessione è seguita alla decisione di Apollo Global Management di rinunciare ai piani per una potenziale acquisizione da 1,52 miliardi di sterline (2,04 miliardi di dollari) della società britannica specializzata nei trattamenti termici.

    La notizia ha eliminato la prospettiva di un premio da acquisizione che aveva sostenuto il titolo nelle ultime settimane.

    Raspberry Pi vola grazie a prospettive migliori del previsto

    In controtendenza, Raspberry Pi Holdings (LSE:RPI) si è distinta tra i migliori titoli della seduta.

    Le azioni del produttore di computer a scheda singola sono balzate di circa il 20% dopo che la società ha annunciato di attendersi risultati annuali significativamente superiori alle attuali aspettative del mercato.

    Le prospettive positive hanno alimentato gli acquisti degli investitori e contribuito a compensare la debolezza osservata nel resto del comparto tecnologico.

  • iVision Tech registra una forte domanda online per gli occhiali indossati da Macron (IVN)

    iVision Tech registra una forte domanda online per gli occhiali indossati da Macron (IVN)

    Il produttore italiano di occhiali iVision Tech (BIT:IVN) ha annunciato venerdì che il marchio Henry Jullien ha venduto online oltre 1.000 paia degli occhiali da sole indossati dal presidente francese Emmanuel Macron durante il World Economic Forum di Davos all’inizio dell’anno.

    L’aumento dell’interesse è seguito all’ampia visibilità ottenuta dal modello dopo che Macron è stato fotografato mentre lo indossava durante l’evento di gennaio.

    L’effetto virale ha attirato l’attenzione di consumatori e investitori

    L’esposizione mediatica legata all’apparizione del presidente francese ha generato un forte interesse per il marchio e ha avuto un impatto significativo anche sull’andamento del titolo in Borsa.

    Tra il 21 e il 23 gennaio, le azioni di iVision Tech sono salite di circa il 65%, mentre le immagini di Macron con gli occhiali si diffondevano rapidamente online e sui social media.

    Nelle settimane successive il titolo ha poi corretto parte dei guadagni, con il ritorno a condizioni di mercato più normali.

    Il modello premium continua ad attirare clienti

    Gli occhiali protagonisti del successo sono il modello Pacific S 01, venduto al prezzo di 659 euro (circa 766,35 dollari).

    La produzione è suddivisa tra gli stabilimenti Henry Jullien di Lons-le-Saunier, in Francia, e il sito produttivo di iVision Tech a Martignacco, in Italia.

    Questa struttura produttiva transfrontaliera ha consentito all’azienda di reagire rapidamente all’improvviso incremento degli ordini generato dalla crescente popolarità del prodotto.

    La collaborazione tra Francia e Italia ha sostenuto la crescita della domanda

    L’amministratore delegato Stefano Fulchir ha sottolineato che lo stretto coordinamento tra le attività francesi e italiane del gruppo ha svolto un ruolo fondamentale nella gestione dell’impennata delle vendite.

    Secondo Fulchir, la collaborazione tra la storica sede francese e il polo produttivo italiano ha permesso all’azienda di soddisfare il rapido aumento della domanda mantenendo al tempo stesso elevati standard di efficienza produttiva.

  • L’oro scende mentre le tensioni in Medio Oriente rafforzano il dollaro, si profila una perdita settimanale

    L’oro scende mentre le tensioni in Medio Oriente rafforzano il dollaro, si profila una perdita settimanale

    I prezzi dell’oro sono diminuiti durante la sessione asiatica di venerdì poiché le crescenti incertezze su una possibile svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran hanno sostenuto il dollaro statunitense e rafforzato le aspettative che i tassi d’interesse possano rimanere elevati più a lungo.

    Gli investitori hanno inoltre rivolto l’attenzione all’imminente pubblicazione dei dati sui nonfarm payrolls negli Stati Uniti, attesi per fornire nuove indicazioni sullo stato del mercato del lavoro e sulle prospettive della politica monetaria della Federal Reserve.

    Il metallo prezioso si avvia verso il peggior calo settimanale da maggio

    L’oro spot è sceso dello 0,8% a 4.440,84 dollari l’oncia alle 23:45 ET (03:45 GMT), mentre i futures sull’oro hanno registrato un calo dello 0,8% a 4.467,01 dollari l’oncia.

    Il metallo prezioso si avviava a chiudere la settimana con una perdita di circa il 2,2%, il peggior ribasso settimanale dall’inizio di maggio.

    L’escalation del conflitto con l’Iran pesa sulla domanda di beni rifugio

    L’oro ha subito pressioni a causa dell’intensificarsi degli scambi militari tra Stati Uniti e Iran e delle notizie secondo cui Teheran avrebbe fatto un passo indietro nei negoziati.

    L’ottimismo riguardo a un possibile accordo di pace si è ulteriormente indebolito dopo che Hezbollah ha respinto una proposta di cessate il fuoco con Israele, mentre i combattimenti nel Libano meridionale sono proseguiti. Le autorità iraniane hanno ripetutamente affermato che un cessate il fuoco in Libano rappresenta una condizione indispensabile per qualsiasi accordo regionale più ampio.

    Gli ultimi sviluppi hanno rafforzato le aspettative che il conflitto possa protrarsi, sostenendo i prezzi dell’energia e alimentando le preoccupazioni sull’inflazione.

    Le aspettative di tassi più elevati pesano sui metalli preziosi

    Gli investitori ritengono sempre più probabile che i rischi inflazionistici inducano le banche centrali, in particolare la Federal Reserve, a mantenere una politica monetaria più restrittiva.

    Tassi d’interesse più elevati tendono generalmente a ridurre l’attrattiva di attività prive di rendimento come l’oro, una dinamica che continua a pesare sul metallo giallo dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran alla fine di febbraio.

    Anche gli altri metalli preziosi hanno registrato ribassi. L’argento spot è sceso dell’1,7% a 72,6320 dollari l’oncia ed era in calo del 3,5% su base settimanale, mentre il platino spot ha perso lo 0,9% a 1.880,76 dollari l’oncia, avviandosi a una perdita settimanale dello 0,9%.

    Il rapporto sull’occupazione è visto come il principale catalizzatore del mercato

    L’attenzione si sposta ora sul rapporto sui nonfarm payrolls di maggio, in programma più tardi nella giornata di venerdì.

    Gli economisti prevedono che i dati mostreranno un ulteriore rallentamento delle assunzioni, mentre le imprese continuano a fare i conti con l’incertezza geopolitica e con una crescita economica più moderata.

    Un dato superiore alle attese potrebbe rafforzare la capacità della Federal Reserve di mantenere invariati i tassi per un periodo più lungo o persino di adottare ulteriori misure restrittive entro la fine dell’anno. I dati sui nonfarm payrolls hanno superato le aspettative in quattro degli ultimi sei mesi.

  • Il petrolio sale dopo il rifiuto del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, sostenendo i guadagni settimanali

    Il petrolio sale dopo il rifiuto del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, sostenendo i guadagni settimanali

    I prezzi del petrolio sono aumentati durante la sessione asiatica di venerdì dopo che Hezbollah ha respinto una proposta di cessate il fuoco tra Israele e Libano, infliggendo un duro colpo agli sforzi diplomatici guidati dagli Stati Uniti per ridurre le tensioni in Medio Oriente.

    La rinnovata incertezza geopolitica ha fornito ulteriore supporto al mercato del greggio, già avviato verso una solida performance settimanale a causa delle continue tensioni militari che coinvolgono Iran, Stati Uniti, Israele e Hezbollah.

    I benchmark del greggio estendono la recente forza

    Alle 23:05 ET (03:05 GMT), i futures sul Brent con consegna ad agosto erano in rialzo di quasi lo 0,8%, a 95,75 dollari al barile. Anche i futures sul West Texas Intermediate statunitense hanno registrato un progresso, salendo dello 0,5% a 90,47 dollari al barile.

    L’ultimo movimento si è aggiunto a una settimana positiva per i mercati energetici, sostenuti principalmente dalle preoccupazioni riguardanti possibili interruzioni dell’offerta legate al conflitto in Medio Oriente.

    Hezbollah respinge gli sforzi per una tregua

    Hezbollah, il gruppo armato libanese sostenuto dall’Iran, ha respinto giovedì la proposta di cessate il fuoco e ha indicato che non ritirerà le proprie forze né sosterrà gli attuali negoziati tra Libano e Israele.

    Nel frattempo, le operazioni militari israeliane sono proseguite nel sud del Libano, provocando attacchi di rappresaglia da parte di Hezbollah. Le autorità israeliane hanno segnalato che le attività militari continueranno e che non esistono piani immediati per ritirare le truppe dall’area dopo una breve pausa operativa avvenuta all’inizio della settimana.

    Si indeboliscono le prospettive di pace tra Washington e Teheran

    Gli ultimi sviluppi hanno ulteriormente complicato le speranze di una più ampia svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran.

    Teheran ha ripetutamente affermato che un cessate il fuoco in Libano rappresenta una condizione fondamentale per qualsiasi accordo di pace duraturo. Alcuni rapporti pubblicati nei giorni scorsi indicavano che l’Iran aveva sospeso i colloqui indiretti con Washington dopo aver accusato gli Stati Uniti di aver violato gli accordi sul cessate il fuoco attraverso recenti azioni militari.

    Questa settimana le forze statunitensi hanno colpito diversi obiettivi all’interno dell’Iran, provocando una risposta della Guardia Rivoluzionaria iraniana contro obiettivi collegati agli Stati Uniti in Kuwait e Beirut.

    Gli scambi militari sono avvenuti nonostante le ripetute dichiarazioni delle autorità statunitensi secondo cui i negoziati con Teheran sarebbero ancora in corso e che un possibile accordo sarebbe vicino. Tuttavia, le prove concrete di progressi diplomatici significativi restano limitate, nonostante i commenti ottimistici provenienti da Washington sin dalla fine di marzo.

    I guadagni settimanali sono alimentati dalle preoccupazioni sull’offerta

    Sia il Brent sia il WTI erano avviati a chiudere la settimana con rialzi compresi tra il 3% e il 6%, mentre i flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz continuavano a rimanere inferiori ai livelli normali.

    Sebbene l’intervento degli Stati Uniti abbia contribuito a migliorare il traffico navale attraverso il passaggio strategico, i volumi complessivi restano significativamente inferiori rispetto a quelli registrati prima dello scoppio delle ostilità.

    La situazione continua ad alimentare preoccupazioni riguardo alle forniture energetiche globali, soprattutto considerando che lo Stretto di Hormuz gestiva in precedenza circa il 20% del consumo mondiale di petrolio.

    Il mercato resta concentrato sui rischi per l’offerta

    In assenza di chiari segnali di de-escalation nella regione, gli operatori continuano a temere che le interruzioni delle esportazioni energetiche possano persistere nel breve termine.

    Di conseguenza, il rischio geopolitico continua a fornire un importante sostegno ai prezzi del greggio, mentre i mercati monitorano attentamente gli sviluppi che potrebbero influenzare la produzione, il trasporto e le catene di approvvigionamento globali nelle prossime settimane.

  • Futures di Wall Street in calo dopo il rifiuto del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, focus sui dati sul lavoro USA: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    Futures di Wall Street in calo dopo il rifiuto del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, focus sui dati sul lavoro USA: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures sui principali indici azionari statunitensi hanno registrato un andamento negativo venerdì, mentre gli investitori valutavano il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente e attendevano la pubblicazione dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti. Gli ultimi sviluppi geopolitici hanno ridotto le speranze di una rapida soluzione del conflitto con l’Iran, aumentando l’incertezza sui mercati finanziari.

    Nel frattempo, anche il forte entusiasmo per i titoli legati all’intelligenza artificiale ha mostrato segnali di rallentamento dopo le recenti trimestrali del settore tecnologico.

    Futures orientati a un’apertura debole

    Alle 03:36 ET (07:36 GMT), i futures sul Dow Jones erano sostanzialmente invariati, mentre quelli sull’S&P 500 cedevano lo 0,6% e quelli sul Nasdaq 100 l’1,1%.

    Il Nasdaq Composite aveva chiuso la seduta precedente in calo dello 0,1% dopo che i risultati di Broadcom (NASDAQ:AVGO) non avevano soddisfatto pienamente le aspettative del mercato.

    La reazione ha pesato su diversi produttori di semiconduttori, tra cui Micron (NASDAQ:MU), Intel (NASDAQ:INTC) e Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD).

    Nonostante la debolezza del comparto tecnologico, il Dow Jones Industrial Average e l’S&P 500 hanno terminato la seduta di giovedì in rialzo rispettivamente dell’1,7% e dello 0,4%.

    Gli analisti di Vital Knowledge hanno osservato che “[T]he Broadcom disappointment […] triggered selling in certain semiconductor stocks and parts of the data center infrastructure complex but rather than cause a broad market slump, money instead simply rotated elsewhere, including pockets of value/cyclical.”

    Hezbollah respinge il cessate il fuoco

    Il sentiment degli investitori è stato inoltre influenzato dal rifiuto da parte di Hezbollah dell’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Libano.

    La decisione ha alimentato nuovi dubbi sulla possibilità di un’intesa più ampia tra Washington e Teheran. L’Iran, alleato di Hezbollah, ha più volte collegato i progressi nei negoziati con gli Stati Uniti alla cessazione delle ostilità in Libano.

    Il conflitto si è progressivamente esteso dalla fine di febbraio, coinvolgendo diverse aree del Medio Oriente.

    Il leader di Hezbollah, Naim Kassem, ha definito l’accordo promosso dagli Stati Uniti come “assurdo, umiliante e offensivo.”

    Secondo l’Associated Press, la dichiarazione è arrivata dopo attacchi israeliani che avrebbero causato almeno quattro vittime. L’agenzia ha inoltre riferito che le forze armate libanesi sono entrate giovedì in alcune zone del Libano meridionale interessate da mesi di combattimenti.

    Il petrolio resta elevato nonostante il lieve calo

    Lo stallo tra Stati Uniti e Iran continua a influenzare il mercato energetico, in particolare attraverso le difficoltà che interessano lo Stretto di Hormuz, una delle principali vie di trasporto del petrolio mondiale.

    Il Brent arretrava dello 0,4% a 94,69 dollari al barile, mentre il WTI statunitense perdeva lo 0,6% a 92,44 dollari. Nonostante il recente ritracciamento, i prezzi restano nettamente superiori ai livelli precedenti all’escalation del conflitto.

    Gli investitori temono che una prolungata interruzione delle forniture energetiche possa riaccendere le pressioni inflazionistiche a livello globale e influenzare le decisioni delle principali banche centrali.

    Attesa per i dati sull’occupazione americana

    L’attenzione dei mercati è ora concentrata sul rapporto mensile sui nonfarm payrolls statunitensi, atteso nel corso della giornata.

    Le previsioni indicano la creazione di circa 85.000 nuovi posti di lavoro a maggio, rispetto ai 115.000 registrati ad aprile, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile al 4,3%.

    I dati saranno attentamente monitorati dagli investitori e dalla Federal Reserve per valutare la tenuta dell’economia e orientare le future decisioni di politica monetaria sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh.

    Secondo NOTUS il governo USA valuta partecipazioni nelle società AI

    Sul fronte tecnologico, il sito NOTUS ha riferito che alti funzionari statunitensi hanno avviato discussioni preliminari con alcune delle principali aziende attive nell’intelligenza artificiale riguardo alla possibilità che il governo acquisisca partecipazioni azionarie nelle loro attività.

    Secondo il report, i colloqui si sarebbero concentrati su trasferimenti volontari di azioni allo Stato.

    NOTUS ha inoltre indicato che il CEO di OpenAI, Sam Altman, avrebbe discusso l’idea con esponenti dell’amministrazione Trump, mentre Anthropic non sarebbe stata coinvolta nelle conversazioni.

    I rendimenti derivanti da tali investimenti potrebbero essere destinati a finalità pubbliche, compresi eventuali pagamenti distribuiti alle famiglie americane.

  • Borse europee in calo tra tensioni in Medio Oriente e rallentamento del tema AI: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in calo tra tensioni in Medio Oriente e rallentamento del tema AI: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno aperto la seduta di venerdì in territorio leggermente negativo, con gli investitori impegnati a valutare il persistere delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e i segnali di raffreddamento del forte rally legato all’intelligenza artificiale.

    Alle 03:16 ET (07:16 GMT), l’indice paneuropeo Stoxx 600 perdeva lo 0,2%. Il DAX tedesco arretrava dello 0,3%, il FTSE 100 britannico dello 0,2%, mentre il CAC 40 francese si manteneva sostanzialmente invariato.

    Le tensioni geopolitiche pesano sul sentiment

    Il clima di mercato è rimasto prudente dopo che Hezbollah ha respinto una proposta di cessate il fuoco tra Israele e Libano, alimentando nuovi dubbi sulla possibilità di un accordo più ampio tra Stati Uniti e Iran.

    Teheran, alleata del movimento sciita libanese, ha più volte indicato la fine delle ostilità in Libano come una condizione fondamentale nei negoziati con Washington, rendendo più complesso il percorso diplomatico.

    Lo Stretto di Hormuz resta sotto osservazione

    L’impasse tra Stati Uniti e Iran continua inoltre a mantenere alta l’attenzione sullo Stretto di Hormuz, una delle rotte energetiche più strategiche al mondo.

    Le limitazioni al traffico delle petroliere attraverso il passaggio marittimo stanno influenzando le forniture globali di energia e alimentano timori per la stabilità dell’economia mondiale.

    Il Brent, riferimento internazionale per il mercato petrolifero, cedeva lo 0,2% a 94,85 dollari al barile. Pur lontano dai massimi recenti, il prezzo rimane nettamente superiore ai livelli registrati prima dell’escalation del conflitto.

    Nel corso della settimana, il leader di Hezbollah Naim Kassem ha definito l’accordo promosso dagli Stati Uniti tra Israele e Libano come “assurdo, umiliante e offensivo.”

    Secondo l’Associated Press, la dichiarazione è arrivata dopo attacchi israeliani che avrebbero causato almeno quattro vittime. L’agenzia ha inoltre riferito che le forze armate libanesi sono entrate giovedì in alcune aree del Libano meridionale teatro di intensi combattimenti negli ultimi mesi.

    I titoli dei semiconduttori arretrano dopo la pausa del rally AI

    Oltre alle preoccupazioni geopolitiche, il mercato sta rivalutando il comparto tecnologico dopo i segnali di rallentamento del forte entusiasmo per l’intelligenza artificiale che ha sostenuto i titoli dei semiconduttori negli ultimi mesi.

    A influenzare il sentiment sono stati anche i risultati di Broadcom (NASDAQ:AVGO), che non hanno soddisfatto pienamente le elevate aspettative degli investitori.

    Nel settore europeo dei semiconduttori, ASML (EU:ASML) ha perso il 3,0%, mentre Infineon (TG:IFX) è scesa del 5%. In Francia, STMicroelectronics (EU:STMPA) ha registrato un ribasso del 3,3%.

    Il movimento suggerisce una fase di consolidamento per i titoli maggiormente esposti al tema dell’intelligenza artificiale dopo il forte apprezzamento registrato negli ultimi mesi.

  • Piazza Affari apre cauta in attesa dei dati sul lavoro USA, ERG guida i rialzi

    Piazza Affari apre cauta in attesa dei dati sul lavoro USA, ERG guida i rialzi

    Avvio poco mosso per Piazza Affari, con gli investitori che mantengono un atteggiamento prudente in vista della pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro statunitense prevista nel pomeriggio. A influenzare il sentiment restano anche le tensioni geopolitiche e l’assenza di progressi concreti nei negoziati per una soluzione dei conflitti in Medio Oriente.

    Gli ultimi sviluppi diplomatici hanno infatti registrato una battuta d’arresto dopo che Hezbollah ha respinto una nuova proposta di cessate il fuoco per il Libano, mentre Israele ha ribadito che non ritirerà le proprie truppe dal Paese. Le notizie hanno alimentato l’incertezza sul fronte regionale e ridotto le aspettative di un rapido avanzamento nei colloqui più ampi tra Stati Uniti e Iran.

    Mercati in attesa del report sull’occupazione americana

    L’attenzione degli operatori è ora rivolta al rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti, uno degli indicatori più osservati dalla Federal Reserve per valutare l’orientamento della politica monetaria.

    Le stime di consenso indicano un tasso di disoccupazione stabile al 4,3% nel mese di maggio, mentre la crescita dell’occupazione dovrebbe rallentare a circa 85.000 nuovi posti di lavoro dopo il dato superiore alle attese registrato ad aprile.

    Gli investitori monitorano con attenzione il report per individuare possibili segnali sulle prossime decisioni della banca centrale americana. Un dato significativamente diverso dalle aspettative potrebbe influenzare le prospettive sui tassi d’interesse e generare volatilità sui mercati finanziari.

    FTSE MIB leggermente in calo nelle prime battute

    Intorno alle 9:35 il FTSE MIB registrava una flessione dello 0,10%, riflettendo il clima di attesa che caratterizza la seduta.

    Tra i titoli bancari prevalevano vendite contenute, con UniCredit (BIT:UCG) e Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) entrambe in lieve ribasso. Più marcata la debolezza di Poste Italiane (BIT:PST), in calo dell’1,15%.

    Diasorin corregge dopo il rally della vigilia

    Diasorin (BIT:DIA) arretrava dell’1,8%, restituendo parte dei guadagni messi a segno nella seduta precedente.

    Il titolo aveva beneficiato di indiscrezioni di mercato relative a un possibile interesse nei confronti della società attiva nella diagnostica, riportate dal sito Betaville. Nelle prime ore della giornata, tuttavia, alcuni investitori hanno preferito prendere profitto dopo il recente rialzo.

    Energia in evidenza, ERG corre dopo l’upgrade degli analisti

    Tra i comparti più brillanti della mattinata si è distinto quello energetico, con ERG (BIT:ERG) in forte rialzo del 5,85%.

    A sostenere il titolo è stato il miglioramento della raccomandazione da parte degli analisti di Kepler Cheuvreux, che hanno portato il giudizio a “buy” da “hold” e alzato il prezzo obiettivo a 27 euro dai precedenti 24 euro.

    L’upgrade ha rafforzato la fiducia degli investitori e contribuito a sostenere l’intero comparto energetico nelle prime contrattazioni.

  • Commerzbank apre a UniCredit ma chiede condizioni migliori per un accordo (UCG)

    Commerzbank apre a UniCredit ma chiede condizioni migliori per un accordo (UCG)

    Una revisione dell’offerta potrebbe creare le condizioni per un’intesa tra UniCredit (BIT:UCG) e Commerzbank (TG:CBK). È questo il messaggio lanciato dall’amministratrice delegata della banca tedesca, Bettina Orlopp, che ha manifestato disponibilità al dialogo con l’istituto italiano, sottolineando però la necessità di condizioni più favorevoli per gli azionisti.

    Le dichiarazioni sono arrivate il giorno successivo all’avvio del periodo iniziale di adesione all’offerta pubblica di acquisto promossa da UniCredit e nel corso di un evento organizzato da Goldman Sachs a Zurigo. Pur adottando toni più concilianti rispetto ai mesi precedenti, Orlopp ha indicato due requisiti fondamentali per qualsiasi possibile accordo.

    Premio agli azionisti e riconoscimento del valore del business

    La prima condizione riguarda la valutazione economica dell’operazione. Orlopp ha affermato che deve esserci “un premio adeguato per i nostri azionisti perché riteniamo che l’offerta attuale non includa alcun premio.”

    Il secondo elemento riguarda il riconoscimento della forza operativa di Commerzbank. Secondo la manager, “crediamo che vi sia molto valore nel nostro modello di business e nel modo in cui operiamo, perché non siamo una banca che necessita di una ristrutturazione. Siamo una banca che ha mostrato una crescita significativa negli ultimi anni e potete beneficiarne.”

    Le parole della CEO segnano un cambio di tono rispetto al clima di forte contrapposizione che ha caratterizzato i rapporti tra i due gruppi negli ultimi mesi. Orlopp ha inoltre rivelato di aver “contattato personalmente UniCredit per far sapere che saremmo pronti a raggiungere un accordo.”

    Il mercato segue gli sviluppi dell’offerta

    A Piazza Affari, le azioni UniCredit hanno aperto la seduta in calo di circa lo 0,5%, a 73,93 euro, in un contesto di mercato generalmente debole, con il FTSE MIB anch’esso in territorio negativo.

    Nonostante le speculazioni, UniCredit continua a escludere la possibilità di rilanciare l’offerta. Anche il mercato appare scettico su un eventuale miglioramento della proposta, alla luce degli sviluppi registrati negli ultimi mesi.

    Nel frattempo, le adesioni hanno portato la partecipazione di UniCredit in Commerzbank al 34,4%, superando ampiamente il livello minimo del 30% indicato in precedenza dall’amministratore delegato Andrea Orcel. Tuttavia, diversi analisti sottolineano come il flottante effettivamente contendibile si stia progressivamente riducendo, considerando le quote detenute dal governo tedesco, dagli investitori passivi e dagli azionisti retail.

    Nuove critiche all’offerta di UniCredit

    Pur mostrando maggiore apertura verso una possibile trattativa, Orlopp non ha rinunciato a criticare l’operazione.

    “Le adesioni all’offerta sono arrivate da Nomura e da altre banche, molte delle quali sono collegate a UniCredit tramite derivati. Questi non sono i nostri investitori istituzionali; a loro l’offerta non piace”, ha dichiarato.

    La manager ha inoltre sostenuto che “non è economicamente razionale aderire a un’offerta a sconto in questo momento.” A suo giudizio, “non c’è alcuna ragione per cui qualcuno dovrebbe farlo.”

    Secondo Orlopp, la proposta “distrugge valore per tutti gli stakeholder, non solo per i nostri ma anche per quelli di UniCredit” perché, in caso di successo, “Commerzbank ne soffrirà e HVB ne soffrirà.”

    La CEO ha ribadito che Commerzbank non necessita di una ristrutturazione e ha dimostrato una crescita significativa negli ultimi anni. “Vogliamo assicurarci che ciò si rifletta nella governance e nel modello di business, anche nell’eventualità di una combinazione con UniCredit”, ha affermato, aggiungendo che questo aspetto è particolarmente importante perché “non dobbiamo dimenticare che, se la combinazione dovesse concretizzarsi, il principale mercato della nuova entità sarebbe la Germania.”

    La replica di UniCredit

    Da Piazza Gae Aulenti è arrivata una risposta sintetica alle osservazioni della banca tedesca.

    “Non commentiamo insinuazioni prive di fondamento. I fatti sono quelli che abbiamo comunicato ieri”, ha dichiarato un portavoce di UniCredit.

  • Il crollo di Broadcom indica un avvio debole per Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Il crollo di Broadcom indica un avvio debole per Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I futures sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura in ribasso giovedì, suggerendo un possibile proseguimento delle perdite registrate nella seduta precedente, mentre gli investitori reagivano al forte calo di Broadcom e continuavano a monitorare gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente.

    I titoli tecnologici sembravano destinati a guidare i ribassi, con i futures sul Nasdaq 100 in calo dell’1,2% prima dell’apertura dei mercati.

    La pressione è stata in gran parte provocata da Broadcom (NASDAQ:AVGO), le cui azioni hanno perso il 14,6% nelle contrattazioni premarket nonostante risultati trimestrali superiori alle attese.

    Le prospettive di Broadcom deludono il mercato

    Sebbene il produttore di chip abbia riportato utili migliori delle aspettative, gli investitori si sono concentrati sulla decisione del management di non aumentare le previsioni di lungo termine per le vendite di chip destinati all’intelligenza artificiale.

    L’amministratore delegato Hock Tan ha confermato l’obiettivo di 100 miliardi di dollari di ricavi nel segmento AI, una scelta che ha deluso una parte del mercato.

    “Broadcom potrebbe essere diventata uno dei protagonisti chiave del boom delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, grazie alla propria specializzazione nei chip personalizzati sempre più utilizzati da aziende come Alphabet e Meta”, ha dichiarato Dan Coatsworth, responsabile mercati di AJ Bell.

    Ha poi aggiunto: “Tuttavia, proprio come il suo rivale Nvidia, Broadcom sta scoprendo che soddisfare o persino superare leggermente le previsioni non è sufficiente quando il mercato la valuta secondo standard così elevati.”

    La reazione evidenzia le aspettative estremamente elevate che circondano attualmente le società legate all’intelligenza artificiale.

    Il calo del petrolio limita le perdite

    Le vendite sono state parzialmente compensate dal forte ribasso del petrolio dopo i progressi diplomatici registrati in Medio Oriente.

    I futures sul greggio statunitense hanno perso oltre il 3% dopo l’accordo tra Israele e Libano per il rinnovo del cessate il fuoco. L’intesa resta subordinata alla cessazione degli attacchi da parte di Hezbollah e al ritiro dei suoi membri dalle aree a sud del fiume Litani.

    La discesa dei prezzi energetici ha contribuito a ridurre i timori inflazionistici e a migliorare parzialmente il sentiment degli investitori.

    Attesa per il rapporto sul lavoro

    Gli operatori si sono mostrati prudenti in vista della pubblicazione del rapporto mensile sull’occupazione negli Stati Uniti prevista per venerdì.

    Nel frattempo, il Dipartimento del Lavoro ha comunicato un aumento inatteso delle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione nella settimana conclusa il 30 maggio.

    I dati sull’occupazione saranno osservati con attenzione per valutare la solidità dell’economia statunitense e le future decisioni della Federal Reserve.

    Wall Street chiude in ribasso tra le incertezze geopolitiche

    Mercoledì gli indici americani hanno archiviato la seduta in territorio negativo dopo diversi giorni di rialzi.

    Il Dow Jones ha perso 620,72 punti, pari all’1,2%, chiudendo a 50.687,07 punti. Il Nasdaq è arretrato dello 0,9% a 26.853,98 punti, mentre l’S&P 500 ha ceduto lo 0,7% a 7.553,68 punti.

    Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, le forze americane hanno intercettato diversi missili balistici e droni iraniani prima di effettuare attacchi di “autodifesa” sull’isola di Qeshm.

    “Per il momento, la propensione al rischio rimane sostenuta, ma con valutazioni elevate e aspettative di politica monetaria in evoluzione, i mercati sembrano sempre più sensibili a qualsiasi segnale di indebolimento della crescita e degli utili”, ha affermato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.

    Il settore dei servizi sorprende positivamente

    Sul fronte macroeconomico, l’Institute for Supply Management ha comunicato una crescita dell’attività nel settore dei servizi superiore alle attese.

    L’indice ISM Services PMI è salito a 54,5 a maggio da 53,6 di aprile, superando le previsioni degli economisti ferme a 53,7.

    Nonostante il dato positivo, il comparto software ha registrato forti ribassi, con il Dow Jones U.S. Software Index in calo del 4%.

    Anche i titoli auriferi sono scesi, con l’indice NYSE Arca Gold Bugs in ribasso del 3,6%, mentre biotech, semiconduttori ed energia hanno contribuito a limitare le perdite complessive del mercato.