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  • Wall Street verso un’altra apertura in rialzo dopo i massimi storici: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Wall Street verso un’altra apertura in rialzo dopo i massimi storici: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I futures sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura positiva mercoledì, con gli investitori pronti a prolungare il rally che nelle ultime sedute ha spinto il Dow Jones e lo S&P 500 su nuovi massimi storici.

    Il sentiment continua a beneficiare del calo dei prezzi del petrolio e delle crescenti speranze di un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz.

    Il calo del petrolio sostiene i mercati azionari

    La recente forza di Wall Street è stata favorita soprattutto dalla brusca discesa delle quotazioni del greggio, diminuite di oltre il 10% nelle ultime due sedute.

    Sebbene il petrolio abbia recuperato parte delle perdite mercoledì, gli investitori restano fiduciosi che i colloqui tra Stati Uniti e Iran possano portare presto a un accordo per ripristinare il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Disney guida i rialzi nel pre-market

    Tra i singoli titoli, Disney (NYSE:DIS) è salita di oltre il 3% nelle contrattazioni pre-market dopo aver pubblicato risultati del terzo trimestre fiscale superiori alle attese degli analisti.

    La società ha così rafforzato il clima positivo alimentato dalla recente stagione delle trimestrali.

    I principali indici estendono il rally

    Martedì Wall Street ha registrato un’altra seduta di forti rialzi, con tutti e tre i principali indici in netto progresso.

    Il Dow Jones ha guadagnato 907,47 punti (+1,7%), chiudendo al nuovo record di 54.085,88 punti.

    Il Nasdaq Composite è salito di 671,10 punti (+2,6%) a 26.584,99 punti, mentre lo S&P 500 ha aggiunto 136,02 punti (+1,8%) terminando la seduta al record di 7.736,52 punti.

    Pur avendo ridotto parte dei guadagni nelle ultime fasi della seduta, gli indici hanno mantenuto un solido slancio rialzista.

    Petrolio e trimestrale di Palantir alimentano l’ottimismo

    Il forte calo del petrolio ha contribuito a migliorare il sentiment degli investitori. I futures sul greggio statunitense hanno perso il 5,7% martedì, dopo una flessione superiore al 5% registrata anche lunedì.

    Le quotazioni hanno invertito la rotta dopo le dichiarazioni del Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, secondo cui Washington e Teheran potrebbero raggiungere un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz entro pochi giorni.

    Anche il settore tecnologico ha sostenuto il rally grazie agli ottimi risultati di Palantir (NASDAQ:PLTR).

    Le azioni della società sono balzate di quasi il 30% dopo risultati trimestrali superiori alle attese e l’aumento della guidance per l’intero esercizio.

  • Le Borse europee avanzano dopo i nuovi massimi storici: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee avanzano dopo i nuovi massimi storici: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno aperto la seduta di mercoledì con moderati rialzi, dopo aver chiuso ai massimi storici nella giornata precedente grazie a una nuova serie di risultati societari positivi e al crescente ottimismo sui negoziati tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz.

    Il FTSE 100 britannico è salito dello 0,5%, il DAX tedesco dello 0,2%, mentre il CAC 40 francese ha guadagnato lo 0,1%.

    Gli utili societari sostengono il sentiment

    Tra i singoli titoli, Ibstock (LSE:IBST) ha ceduto il 2,4% dopo aver pubblicato ricavi semestrali in calo e indicato che l’utile del 2026 dovrebbe collocarsi nella parte bassa della guidance.

    Glencore (LSE:GLEN) è salita del 3,3% grazie al forte incremento degli utili del primo semestre, sostenuti dall’aumento dei prezzi delle materie prime.

    Next (LSE:NXT) ha registrato un rialzo del 6,5% dopo aver migliorato per la terza volta nell’attuale esercizio le proprie previsioni sugli utili.

    Coca-Cola HBC (LSE:CCH) ha guadagnato il 4% dopo aver rivisto al rialzo le prospettive di utile per l’intero esercizio.

    Sandoz (LSE:0SAN) è balzata di quasi l’8% grazie a una crescita del 9% delle vendite nette del secondo trimestre, superiore alle attese del mercato.

    Andamento contrastato tra sanità e industria

    Novo Nordisk (NYSE:NVO) ha perso il 3,7% dopo aver comunicato che un farmaco sperimentale non ha ridotto il rischio di infarto o ictus in uno studio clinico di fase avanzata.

    Schaeffler (TG:SHA0) è salita dell’1,3% dopo aver riportato un utile trimestrale in linea con le aspettative e annunciato un ampliamento del programma di pensionamento graduale per ridurre la forza lavoro in Germania.

    Infineon Technologies (TG:IFX) è scesa di quasi il 6%, nonostante ricavi trimestrali record e un miglioramento delle previsioni su fatturato e free cash flow adjusted.

    Siemens Energy (TG:SIE) ha guadagnato l’1,2% dopo aver annunciato ricavi, margini e ordini record nel terzo trimestre.

    Heineken in rialzo dopo risultati superiori alle attese

    Heineken (EU:HEIA) è avanzata del 2,5% dopo aver pubblicato un utile del primo semestre superiore alle aspettative e confermato le previsioni sull’intero esercizio.

  • UBS declassa Ferretti per il rallentamento della domanda di yacht e le limitate prospettive di breve termine

    UBS declassa Ferretti per il rallentamento della domanda di yacht e le limitate prospettive di breve termine

    UBS ha abbassato la raccomandazione su Ferretti (BIT:YACHT) a “neutral” da “buy” e ha ridotto il prezzo obiettivo a 3,15 euro dai precedenti 3,70 euro, citando il rallentamento del mercato degli yacht di lusso, una conversione degli ordini più lenta e i rischi di esecuzione legati alla nuova fase manageriale.

    Pur ritenendo che la valutazione del titolo rimanga interessante, il broker ritiene che vi siano pochi fattori in grado di sostenere una significativa rivalutazione nel breve periodo.

    I risultati del primo semestre evidenziano un contesto più difficile

    Secondo UBS, i conti del primo semestre 2026 confermano che il mercato sta attraversando una fase complessa, con una domanda più debole che pesa sull’acquisizione di nuovi ordini e sulle prospettive per l’intero esercizio.

    Per questo motivo, il broker ha ridotto le proprie stime sugli utili e ritiene probabili ulteriori revisioni al ribasso anche da parte del consenso di mercato.

    Sebbene Ferretti tratti a circa 4 volte l’EV/EBITDA stimato per il 2027, UBS ritiene che la debolezza della crescita degli utili e la mancanza di catalizzatori possano mantenere il titolo all’interno di un intervallo di oscillazione limitato.

    Il taglio della guidance segue un secondo trimestre più debole

    Il declassamento arriva dopo che Ferretti ha rivisto al ribasso le proprie previsioni per il 2026 in seguito ai risultati del secondo trimestre.

    UBS ha evidenziato che gli ordini acquisiti nel trimestre si sono attestati a 162 milioni di euro, in calo del 18% su base annua ma superiori alla propria stima di 152 milioni di euro.

    I ricavi derivanti dalla vendita di nuovi yacht sono stati pari a 284 milioni di euro, in diminuzione del 3% rispetto all’anno precedente ma leggermente superiori alle attese del broker pari a 277 milioni di euro.

    L’EBITDA adjusted si è attestato a 44 milioni di euro, leggermente inferiore alla previsione di UBS di 45 milioni di euro, con un margine del 15,4%, in calo di 50 punti base rispetto allo stesso periodo del 2025.

    Una posizione finanziaria più solida attenua la debolezza del mercato

    Alla fine di giugno il portafoglio ordini netto ammontava a 565 milioni di euro, in diminuzione del 22% rispetto al trimestre precedente.

    Sul fronte finanziario, invece, la posizione di cassa netta è migliorata significativamente, passando da 18 milioni di euro di fine marzo a 95 milioni di euro, grazie al rilascio stagionale del capitale circolante legato alle consegne.

    UBS ha riferito che il management ha attribuito la revisione della guidance a una conversione degli ordini più lenta, a una minore capacità di assorbire i costi fissi e a una crescente pressione sui prezzi.

    La società ha inoltre richiamato l’attenzione sull’incertezza geopolitica, in particolare in Medio Oriente, e sul contesto macroeconomico che sta allungando i tempi decisionali e le trattative con i clienti.

    UBS riduce le stime e mantiene un approccio prudente

    Il broker prevede ora un calo del 28% degli ordini acquisiti nel 2026, rispetto alla precedente stima di una flessione del 20%.

    Sono state inoltre riviste al ribasso le previsioni su ricavi e redditività, con il margine EBITDA adjusted atteso al 15,1% nel 2026 rispetto al precedente 15,6%.

    UBS ha ridotto le stime sull’utile per azione del 13% per il 2026, del 10% per il 2027 e del 9% per il 2028.

    Il broker ha inoltre evidenziato i rischi di esecuzione mentre il nuovo amministratore delegato, Mr. Anastassov, prepara cambiamenti strategici dopo le problematiche di governance che hanno caratterizzato la prima parte del 2026.

    Pur aspettandosi un aggiornamento della strategia e nuovi obiettivi di medio termine, UBS preferisce mantenere un atteggiamento prudente fino a quando non emergerà una maggiore visibilità sull’esecuzione del piano. Tra i produttori quotati di yacht di lusso, il broker continua a preferire Sanlorenzo.

  • L’oro supera quota 4.200 dollari grazie al calo dei timori sull’inflazione

    L’oro supera quota 4.200 dollari grazie al calo dei timori sull’inflazione

    I prezzi dell’oro sono balzati di oltre il 2% mercoledì, con i future che hanno superato la soglia dei 4.200 dollari l’oncia. L’ottimismo per un possibile accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz ha infatti ridotto le preoccupazioni sull’inflazione, spingendo gli investitori a ridimensionare le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.

    Alle 02:07 ET (06:07 GMT), l’oro spot (XAU/USD) guadagnava il 2,1% a 4.162,79 dollari l’oncia, mentre i Gold Futures salivano dell’1,7% a 4.222,92 dollari. L’argento (XAG/USD) avanzava del 3,2% a 61,45 dollari l’oncia, mentre il platino (XPT/USD) cresceva dell’1,8% a 1.768,95 dollari.

    I progressi diplomatici sostengono i metalli preziosi

    L’oro ha esteso il proprio rialzo per la terza seduta consecutiva grazie ai segnali di avanzamento dei negoziati per la riapertura dello Stretto di Hormuz, che hanno attenuato i timori di prolungate interruzioni delle forniture energetiche mondiali.

    Il Qatar ha confermato che i mediatori hanno predisposto una bozza di accordo per ripristinare il traffico marittimo nella strategica via d’acqua. Parallelamente, Axios ha riferito che Stati Uniti, Iran e Oman sarebbero vicini a un’intesa, con Washington intenzionata ad annunciarla già mercoledì.

    Anche il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato che un accordo per la riapertura dello Stretto potrebbe arrivare già tra martedì e mercoledì, rafforzando le aspettative di una stabilizzazione dei mercati energetici.

    La prospettiva di prezzi del petrolio più contenuti ha spinto gli operatori a ridurre ulteriormente le aspettative di una stretta monetaria da parte della Federal Reserve. Il mercato sconta ora un solo rialzo dei tassi entro la fine dell’anno, rispetto ai due previsti appena una settimana fa.

    Anche il Dollar Index statunitense ha registrato un lieve calo, rendendo l’oro denominato in dollari più conveniente per gli acquirenti internazionali e sostenendo ulteriormente il comparto dei metalli preziosi.

    Domanda cinese e politica monetaria restano sotto osservazione

    Dallo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Iran alla fine di febbraio, l’oro ha perso oltre il 20%, poiché l’aumento dei prezzi dell’energia aveva rafforzato le aspettative di un’inflazione persistente e di tassi d’interesse elevati più a lungo.

    Sebbene la Federal Reserve abbia lasciato invariata la politica monetaria per la quinta riunione consecutiva la scorsa settimana, tre membri hanno votato a favore di un aumento dei tassi.

    La presidente della Federal Reserve di Philadelphia, Anna Paulson, ha affermato di mantenere una posizione “aperta” sull’evoluzione della politica monetaria, alla luce dei segnali contrastanti sull’effettivo grado di restrizione delle condizioni finanziarie.

    Anche il presidente della Fed di Kansas City, Jeff Schmid, ha sostenuto che potrebbero essere necessari tassi più elevati per riportare l’inflazione sotto controllo, invitando a non dare per scontato che le pressioni inflazionistiche causate dagli shock dell’offerta si riducano rapidamente.

    Nel frattempo, anche la domanda proveniente dalla Cina continua a sostenere il mercato dell’oro. Secondo i dati di Bloomberg, gli ETF cinesi garantiti da oro hanno registrato afflussi per la quattordicesima seduta consecutiva fino a lunedì, la serie positiva più lunga da marzo e un segnale del ritorno degli investitori istituzionali.

    Questi acquisti hanno contribuito a mantenere il metallo prezioso stabilmente sopra la soglia psicologica dei 4.000 dollari l’oncia, nonostante le persistenti incertezze sulle prossime mosse della Federal Reserve.

  • Il petrolio continua a scendere mentre crescono le speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran

    Il petrolio continua a scendere mentre crescono le speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran

    I prezzi del petrolio hanno registrato un nuovo calo mercoledì, estendendo le perdite per la terza seduta consecutiva, mentre aumentano le aspettative per un possibile accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran volto a ripristinare il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Alle 02:56 ET (06:56 GMT), i future sul Brent con scadenza a ottobre cedevano lo 0,5% a 79,00 dollari al barile, mentre i future sul West Texas Intermediate (WTI) con consegna a settembre perdevano lo 0,7% a 75,27 dollari al barile.

    Entrambi i benchmark avevano già registrato un calo superiore al 5% nella seduta di martedì, proseguendo il forte ribasso iniziato a inizio settimana.

    I negoziati diplomatici restano al centro dell’attenzione

    Secondo quanto riportato da Axios martedì sera, Stati Uniti, Iran e Oman sarebbero vicini a un accordo provvisorio per consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz, con Washington intenzionata ad annunciare l’intesa già nella giornata di mercoledì.

    Tuttavia, i media iraniani hanno riferito che Teheran ritiene che la riapertura del passaggio marittimo sarà rinviata finché gli Stati Uniti continueranno a lanciare minacce.

    Anche il Qatar ha confermato che i mediatori hanno predisposto una bozza di proposta nel tentativo di ridurre le divergenze tra Washington e Teheran.

    Il governo qatariota ha inoltre reso noto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha discusso degli sforzi per ridurre le tensioni durante una telefonata con l’Emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani.

    L’obiettivo della proposta è ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita normalmente circa un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto.

    La nuova iniziativa diplomatica segue le dichiarazioni di Trump, secondo cui i colloqui con l’Iran sono iniziati e Teheran avrebbe “un’ultima possibilità” per raggiungere un accordo.

    L’Iran continua però a negare che siano in corso negoziati formali con Washington, mantenendo elevata l’incertezza sull’esito del processo diplomatico.

    Restano i rischi sull’offerta

    Nonostante il miglioramento del clima diplomatico, il mercato continua a monitorare attentamente i rischi geopolitici.

    Martedì un’altra nave commerciale è stata attaccata nei pressi dello Stretto di Hormuz, evidenziando la persistente instabilità della regione.

    Anche i dati sulle scorte statunitensi hanno contribuito a esercitare pressione sui prezzi.

    L’American Petroleum Institute (API) ha comunicato che le scorte di greggio negli Stati Uniti sono aumentate di 2,69 milioni di barili nella settimana conclusa il 31 luglio, a fronte delle attese degli analisti che prevedevano una riduzione di circa 2 milioni di barili.

    Gli operatori attendono ora i dati ufficiali della Energy Information Administration (EIA), in programma nel corso della giornata, per verificare se confermeranno l’aumento inatteso delle scorte.

  • I prezzi del gas europeo restano vicini ai minimi delle ultime tre settimane

    I prezzi del gas europeo restano vicini ai minimi delle ultime tre settimane

    I prezzi del gas naturale in Europa sono rimasti mercoledì vicino ai livelli più bassi delle ultime tre settimane, mentre gli operatori valutavano i progressi diplomatici in Medio Oriente senza perdere di vista le ridotte scorte europee e le persistenti difficoltà nel traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz.

    I future sul gas TTF olandese con consegna nel mese successivo, benchmark europeo, e gli equivalenti contratti britannici hanno registrato variazioni limitate dopo essere scesi ai minimi di diverse settimane nella seduta precedente. Il mercato si è stabilizzato dopo due giornate caratterizzate da forte volatilità e segnali contrastanti sull’offerta energetica.

    I progressi diplomatici riducono il premio per il rischio

    Il sentiment del mercato è migliorato dopo le indicazioni dei mediatori regionali secondo cui i negoziati tra Stati Uniti e Iran stanno avanzando verso una bozza di accordo destinata a garantire la sicurezza della navigazione commerciale nel Golfo Persico.

    La prospettiva di un allentamento delle tensioni geopolitiche ha contribuito a ridurre parte del forte rialzo dei prezzi del gas registrato alla fine del mese scorso.

    Nonostante ciò, gli operatori ritengono che i problemi strutturali dell’offerta continuino a sostenere il mercato, limitando il potenziale di ulteriori ribassi.

    Le difficoltà nei trasporti continuano a limitare le forniture

    Sebbene i negoziati diplomatici mostrino segnali di progresso, il traffico delle navi che trasportano gas naturale liquefatto (GNL) attraverso lo Stretto di Hormuz resta ben al di sotto dei livelli abituali, rallentando le consegne da importanti esportatori come il Qatar.

    Questi ritardi logistici stanno rendendo più difficile per l’Europa ricostituire le proprie riserve di gas in vista della stagione invernale.

    Gli impianti di stoccaggio dell’Unione Europea sono attualmente riempiti tra il 55% e il 57%, il livello stagionale più basso degli ultimi vent’anni e nettamente inferiore alla media degli ultimi cinque anni.

    Nel frattempo, le temperature estive eccezionalmente elevate nell’Europa centrale e meridionale hanno aumentato la domanda di elettricità per il raffrescamento, incrementando ulteriormente il consumo di gas.

    La concorrenza per il GNL continua a sostenere il mercato

    Le utility europee continuano a competere con gli acquirenti asiatici per assicurarsi i carichi spot di GNL disponibili, limitando la disponibilità di nuove forniture.

    Per questo motivo, gli analisti ritengono che i prezzi del gas europeo continueranno a beneficiare di un sostegno strutturale, rendendo il mercato particolarmente sensibile a eventuali ritardi o battute d’arresto nei negoziati sul Medio Oriente.

  • L’ottimismo sul Medio Oriente sostiene i mercati mentre l’attenzione si concentra sui conti di SpaceX e AMD: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street Futures

    L’ottimismo sul Medio Oriente sostiene i mercati mentre l’attenzione si concentra sui conti di SpaceX e AMD: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street Futures

    I future sui principali indici di Wall Street hanno aperto in rialzo mercoledì grazie alle rinnovate speranze di una riduzione delle tensioni in Medio Oriente, mentre i risultati trimestrali di SpaceX (NASDAQ:SPCX), Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD) e Novo Nordisk (NYSE:NVO) hanno animato le contrattazioni prima dell’apertura dei mercati.

    Sebbene gli sviluppi geopolitici abbiano migliorato il sentiment degli investitori, l’attenzione si è concentrata anche sulle ultime dichiarazioni di Elon Musk, che hanno penalizzato sia SpaceX sia AMD.

    I future avanzano grazie alle speranze di un accordo sullo Stretto di Hormuz

    Alle 03:09 ET (07:09 GMT), i future sul Dow Jones erano in rialzo di 156 punti, pari allo 0,3%, mentre quelli sull’S&P 500 guadagnavano lo 0,4% e i future sul Nasdaq 100 lo 0,3%.

    Wall Street aveva chiuso in territorio positivo nella seduta precedente dopo che il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent aveva lasciato intendere che un accordo con l’Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbe essere raggiunto a breve. Anche le autorità del Qatar hanno espresso ottimismo sull’andamento dei negoziati.

    Il calo dei prezzi del petrolio ha contribuito a migliorare il clima di mercato, attenuando i timori di una nuova fiammata inflazionistica e di ulteriori rialzi dei tassi di interesse. Anche i Treasury statunitensi hanno beneficiato del calo dei rendimenti, anche se il movimento si è attenuato dopo che il presidente della Federal Reserve di Kansas City, Jeffrey Schmid, ha affermato che riportare l’inflazione all’obiettivo del 2% richiederà una politica monetaria “più restrittiva”.

    Anche gli utili societari hanno sostenuto il sentiment. Palantir (NASDAQ:PLTR) è balzata di quasi il 30% dopo aver aumentato le previsioni di fatturato annuale, con l’amministratore delegato Alex Karp che ha definito la crescita delle vendite trimestrali “fuori dal comune”. Snap (NYSE:SNAP) ha registrato un forte rialzo dopo aver ridotto le perdite, mentre Caterpillar (NYSE:CAT) è salita di oltre il 5% grazie al miglioramento delle prospettive di vendita per il 2026.

    Anche il comparto dei semiconduttori ha continuato a beneficiare dell’interesse degli investitori. Gli analisti di Deutsche Bank hanno osservato che il mercato sembra “sempre più disposto a tornare a puntare sul tema degli investimenti in conto capitale che era apparso sotto pressione” durante la volatilità di luglio.

    Trump vede progressi nei colloqui con l’Iran

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la Casa Bianca ha avuto colloqui “molto positivi” con l’Iran durante la lunga sessione negoziale di martedì, aumentando le aspettative di una possibile soluzione del conflitto nel Golfo.

    Intervistato da Fox News, Trump ha affermato che lo Stretto di Hormuz sarà “riaperto molto presto” e ha avvertito che l’Iran sarà “colpito molto duramente” qualora decidesse di ritirarsi dall’intesa.

    Gli investitori restano tuttavia prudenti dopo diversi tentativi diplomatici che in passato non hanno prodotto risultati duraturi.

    “I mercati hanno già assistito a numerosi falsi segnali durante questo conflitto, quindi l’attenzione sarà rivolta all’eventuale annuncio di un accordo e ai suoi dettagli”, hanno scritto gli analisti di Deutsche Bank.

    Successivamente il Brent è risalito dello 0,8% a 80,01 dollari al barile dopo essere sceso sotto quota 80 nella seduta precedente.

    SpaceX delude sul cash flow nonostante la forte crescita dei ricavi

    Le azioni di SpaceX hanno perso oltre il 7% nelle contrattazioni after-hours dopo la pubblicazione dei primi risultati trimestrali successivi alla quotazione in Borsa.

    Nonostante i ricavi del secondo trimestre siano aumentati del 92% a 7,8 miliardi di dollari e la perdita netta si sia ridotta, gli investitori hanno concentrato l’attenzione sul forte peggioramento del free cash flow dovuto all’aumento degli investimenti.

    Nel secondo trimestre la società ha investito 18,36 miliardi di dollari, di cui 15,8 miliardi destinati alla divisione dedicata all’intelligenza artificiale. Parallelamente, il business di internet satellitare ha visto i ricavi crescere del 66% fino a 4,3 miliardi di dollari grazie al raddoppio degli abbonati Starlink.

    L’amministratore delegato Elon Musk ha ribadito i suoi ambiziosi obiettivi, indicando un potenziale fatturato annuo di 1.000 miliardi di dollari e lasciando intendere che i primi data center in orbita potrebbero essere lanciati già il prossimo anno.

    “I risultati in termini di ricavi ed EBITDA sono eccellenti, ma i numeri del cash flow sono piuttosto brutti”, hanno commentato gli analisti di Vital Knowledge.

    AMD penalizzata nonostante ricavi record

    Anche Advanced Micro Devices ha perso terreno nelle contrattazioni after-hours dopo che Musk ha annunciato che SpaceX utilizzerà esclusivamente i server Blackwell di Nvidia, rinunciando ai processori AMD.

    Musk ha definito Nvidia la “migliore architettura” e ha confermato che SpaceX costruirà “esclusivamente” sulla piattaforma AI dell’azienda.

    Le dichiarazioni hanno oscurato i risultati trimestrali di AMD.

    La società ha registrato ricavi pari a 11,5 miliardi di dollari nel trimestre concluso il 27 giugno, leggermente superiori alle attese del mercato e sufficienti a segnare il quinto trimestre consecutivo di vendite record.

    I ricavi della divisione data center hanno raggiunto il massimo storico di 6,7 miliardi di dollari, rappresentando il 58% del fatturato complessivo rispetto al 42% dell’anno precedente.

    Novo Nordisk arretra dopo vendite inferiori alle attese di Wegovy

    Novo Nordisk (NYSE:NVO) ha migliorato le proprie previsioni annuali, stimando un calo più contenuto delle vendite e dell’utile operativo grazie alla continua forte domanda dei farmaci per la perdita di peso.

    Nonostante ciò, sia le azioni quotate negli Stati Uniti sia quelle di Copenaghen sono scese dopo che le vendite della versione orale di Wegovy nel secondo trimestre sono risultate inferiori alle attese degli analisti e un farmaco sperimentale di nuova generazione ha prodotto risultati deludenti negli studi clinici.

    La società prevede ora una diminuzione fino al 6% delle vendite e dell’utile operativo a cambi costanti, rispetto alla precedente stima di un calo compreso tra il 4% e il 12%.

    Le vendite della versione orale di Wegovy si sono attestate a 3,2 miliardi di corone danesi nel secondo trimestre, al di sotto dei 3,3 miliardi previsti dal mercato, mentre la versione iniettabile ha generato ricavi per 19,48 miliardi di corone.

  • Le borse europee restano vicine ai massimi storici grazie agli utili societari: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee restano vicine ai massimi storici grazie agli utili societari: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno continuato a muoversi vicino ai livelli record, sostenuti da una nuova serie di risultati societari positivi che hanno compensato le incertezze geopolitiche e i dati macroeconomici contrastanti. Anche il calo del prezzo del petrolio ha contribuito a migliorare il sentiment degli investitori.

    L’indice STOXX 600 è salito dello 0,4%, rimanendo a breve distanza dai massimi storici, mentre i solidi risultati trimestrali di aziende dei settori sanitario, industriale e logistico hanno rafforzato la fiducia del mercato.

    Il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,5%, il CAC 40 francese è avanzato dello 0,1% e il FTSE 100 di Londra è salito dello 0,4%.

    Petrolio in calo e progressi diplomatici sostengono il sentiment

    Anche il mercato energetico ha favorito il clima positivo, con il Brent in ribasso dell’1,4%, contribuendo ad attenuare le pressioni inflazionistiche e a ridurre i rendimenti dei titoli di Stato.

    Gli investitori hanno inoltre accolto con favore le notizie sui progressi dei negoziati in Medio Oriente. Le autorità del Qatar hanno dichiarato che i mediatori stanno continuando ad avanzare nei colloqui per ridurre le tensioni tra Stati Uniti e Iran, anche se non sono ancora stati resi noti dettagli concreti di un eventuale accordo.

    Nonostante il contesto geopolitico rimanga incerto, i risultati aziendali e il miglioramento delle prospettive continuano a rappresentare il principale sostegno per i mercati azionari europei. I settori farmaceutico e delle infrastrutture energetiche si confermano tra i principali motori della fiducia degli investitori.

    I risultati societari guidano i mercati

    Le trimestrali hanno continuato a dominare l’attenzione degli operatori.

    Novo Nordisk A/S (TG:NOV) ha migliorato le proprie previsioni annuali di ricavi e utili grazie alla forte domanda globale dei farmaci GLP-1 per il diabete e la perdita di peso. Nonostante l’aggiornamento positivo, il titolo ha perso il 3,4%.

    Siemens Energy AG (TG:SIE) è balzata del 5% dopo aver superato le attese sugli utili del terzo trimestre, sostenuta dalla forte domanda di infrastrutture elettriche legata alla crescita dei data center per l’intelligenza artificiale.

    DHL Group (TG:DHL) ha ceduto l’1,7% pur avendo riportato risultati trimestrali superiori alle aspettative e ampliato il proprio programma di riacquisto di azioni.

    Heineken NV (EU:HEIA) ha guadagnato il 2,5% dopo l’aumento dell’utile operativo del primo semestre, favorito da misure di riduzione dei costi, tra cui circa 3.000 tagli occupazionali, che hanno compensato il rallentamento dei volumi in alcuni mercati.

    Il settore dei semiconduttori resta sotto i riflettori

    Anche il comparto tecnologico è rimasto al centro dell’attenzione dopo che Reuters ha riferito che i produttori sudcoreani di memorie SK Hynix Inc. (NASDAQ:SKHY) e Samsung Electronics Co. (USOTC:SSNHZ) stanno valutando macchinari per semiconduttori prodotti dalla cinese Advanced Micro Fabrication Equipment Inc., segnale dell’evoluzione delle catene di fornitura del settore.

    Infineon Technologies (TG:IFX) ha perso il 2,5% dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre.

    L’attenzione degli investitori si sposta ora sul rapporto ADP sull’occupazione privata negli Stati Uniti relativo a luglio, considerato un importante indicatore in vista dei dati ufficiali sui nuovi posti di lavoro non agricoli previsti per venerdì.

  • Le grandi aziende tecnologiche europee trovano nuove opportunità grazie all’IA

    Le grandi aziende tecnologiche europee trovano nuove opportunità grazie all’IA

    L’intelligenza artificiale avrebbe dovuto favorire soprattutto le società impegnate nello sviluppo dei modelli. I risultati finanziari più recenti mostrano invece che alcune delle principali aziende tecnologiche europee stanno emergendo tra i maggiori beneficiari della diffusione dell’IA nelle imprese.

    SAP (TG:SAP), Capgemini (EU:CAP), Sopra Steria (EU:SOP) e OVHcloud (EU:OVH) hanno tutte registrato una domanda più forte, risultati migliori o prospettive più favorevoli, mentre le aziende passano dalla sperimentazione all’adozione su larga scala dell’intelligenza artificiale.

    La vera sfida è integrare l’IA nei sistemi aziendali

    Con l’espansione dei progetti di IA, le imprese stanno scoprendo che integrare questa tecnologia nelle infrastrutture esistenti è molto più complesso che ottenerne semplicemente l’accesso.

    Le grandi organizzazioni difficilmente utilizzeranno un solo modello di IA. È più probabile che adottino soluzioni differenti in base alle esigenze di prestazioni, sicurezza e conformità normativa. Di conseguenza, il vero problema non è più scegliere il modello migliore, ma far funzionare l’IA insieme ai software, ai dati e ai processi già presenti.

    “Le applicazioni di IA sono il vero campo di battaglia ed è lì che verrà creato il maggior valore”, ha affermato UBS in una recente nota.

    Questo scenario favorisce le società europee specializzate in software, consulenza e infrastrutture cloud, che da anni aiutano le grandi imprese a integrare tecnologie complesse.

    I sistemi legacy aumentano il valore degli specialisti

    La maggior parte delle grandi aziende utilizza software sviluppati nel corso di decenni, database frammentati e applicazioni altamente personalizzate. L’implementazione dell’IA richiede quindi soluzioni capaci di accedere ai dati aziendali in tempo reale, rispettare le autorizzazioni, mantenere la tracciabilità delle operazioni e integrarsi nei processi di lavoro esistenti.

    Questa complessità rappresenta uno dei principali ostacoli alla diffusione dell’intelligenza artificiale. Secondo Boston Consulting Group, l’implementazione dell’IA procede più rapidamente della capacità delle aziende di gestirla, mentre oltre il 70% degli investitori teme che le organizzazioni non dispongano ancora delle competenze tecniche e operative necessarie.

    Con il passaggio dalla sperimentazione all’utilizzo concreto, cresce l’importanza degli investimenti nell’integrazione, nell’implementazione e nella governance.

    Le società di software aziendale beneficiano della crescita della domanda

    SAP ha registrato un aumento del 26% del proprio cloud backlog a cambi costanti, raggiungendo €22,9 miliardi, grazie alla continua migrazione verso piattaforme cloud dei sistemi finanziari, di approvvigionamento, supply chain e risorse umane, sempre più utilizzati come base per l’implementazione dell’IA.

    Le acquisizioni dello specialista dei dati Dremio e della società di IA Prior Labs evidenziano inoltre la crescente importanza di rendere i dati aziendali facilmente utilizzabili dalle applicazioni di intelligenza artificiale.

    Capgemini ha migliorato le proprie previsioni di crescita annuale dopo un aumento del 9,2% delle prenotazioni, mentre Sopra Steria ha rivisto al rialzo l’outlook grazie a una crescita organica del 5,3%.

    Entrambe stanno beneficiando della crescente domanda di servizi di integrazione, gestione dei dati e governance legati all’IA.

    Queste competenze sono particolarmente richieste nei settori della difesa, dell’aerospazio, della sanità e delle infrastrutture critiche, dove l’intelligenza artificiale deve operare all’interno di sistemi altamente specializzati e soggetti a rigorosi controlli.

    Cresce la domanda di infrastrutture AI europee

    Un secondo fattore rafforza il ruolo delle aziende tecnologiche europee: le imprese vogliono mantenere un controllo sempre maggiore sulle proprie implementazioni di IA.

    L’amministratore delegato di Publicis, Arthur Sadoun, ha dichiarato che i clienti desiderano sempre più utilizzare modelli avanzati di IA in ambienti nei quali mantengono il controllo della tecnologia e dei dati.

    Questa esigenza è particolarmente forte nei comparti della difesa, dell’aerospazio e delle infrastrutture strategiche, dove sovranità digitale, sicurezza e conformità normativa assumono un’importanza fondamentale.

    Airbus (EU:AIR) ha scelto Scaleway, controllata dal gruppo francese Iliad, insieme alle tecnologie sviluppate con Mistral per applicazioni industriali e di difesa particolarmente sensibili. Entro la fine del 2028 circa 70 applicazioni critiche di Airbus saranno operative sulla piattaforma Scaleway.

    Nel frattempo, OVHcloud ha registrato una crescita del 20,2% dei ricavi del cloud pubblico nel terzo trimestre, segnale che la domanda di infrastrutture AI europee non soggette a normative extraterritoriali come il Cloud Act statunitense sta iniziando a tradursi in risultati commerciali.

    I principali beneficiari dell’IA potrebbero non essere solo gli sviluppatori dei modelli

    Le aziende tecnologiche europee dovranno ancora dimostrare che la domanda legata all’IA potrà mantenersi nel tempo e che i margini resisteranno all’automazione delle attività di consulenza e sviluppo software a minor valore aggiunto.

    Tuttavia, gli ultimi risultati indicano che i maggiori vincitori dell’intelligenza artificiale potrebbero non essere soltanto le società che sviluppano i modelli, ma soprattutto quelle che permettono alle grandi organizzazioni di utilizzarli in modo efficace.

  • Safilo in forte rialzo dopo il miglioramento della redditività e prospettive più favorevoli

    Safilo in forte rialzo dopo il miglioramento della redditività e prospettive più favorevoli

    Le azioni di Safilo (BIT:SFL) sono salite del 12,4% a €1,956 dopo la pubblicazione dei risultati del primo semestre 2026, che hanno evidenziato un netto miglioramento della redditività. Sebbene i ricavi abbiano registrato una lieve flessione, il rafforzamento dei margini, un significativo rimborso dei dazi statunitensi e un bilancio più solido hanno sostenuto il forte rialzo del titolo.

    Il gruppo di Padova ha registrato un utile netto rettificato di €49,4 milioni nei primi sei mesi dell’anno, con un incremento di quasi il 47% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il margine EBITDA rettificato è aumentato di oltre cinque punti percentuali, raggiungendo il 16,8%, nonostante i ricavi netti siano diminuiti dell’1,9% a cambi costanti, attestandosi a €512 milioni.

    Un elemento determinante per il risultato è stato un rimborso una tantum di €22,2 milioni relativo a dazi sulle importazioni negli Stati Uniti pagati negli anni precedenti. Circa €20 milioni sono stati contabilizzati direttamente nel conto economico, contribuendo in modo significativo all’aumento dell’utile.

    Migliorano flussi di cassa e solidità finanziaria

    Al di là dell’effetto positivo del rimborso dei dazi, Safilo ha mostrato anche un miglioramento delle performance operative. Il free cash flow del semestre è salito a €36,4 milioni, mentre l’indebitamento netto è sceso a soli €5,4 milioni. Su base pre-IFRS 16, il gruppo ha chiuso il periodo con una posizione finanziaria netta positiva pari a €29,6 milioni.

    L’amministratore delegato Angelo Trocchia ha osservato che la domanda si è indebolita in alcuni mercati chiave durante il secondo trimestre, soprattutto nella categoria degli occhiali da sole, caratterizzata da una maggiore discrezionalità negli acquisti. Tuttavia, ha evidenziato segnali incoraggianti verso la fine del periodo.

    “Nonostante la domanda si sia indebolita nei mercati chiave durante il secondo trimestre, in particolare nella categoria più discrezionale degli occhiali da sole, a giugno sono emersi i primi segnali di stabilizzazione.”

    La società ha inoltre sottolineato il buon andamento di marchi come Carrera, Smith, David Beckham e Kate Spade nei principali mercati e canali distributivi, rafforzando la fiducia nelle prospettive per la seconda metà dell’anno.

    Il titolo supera nettamente il mercato italiano

    Il forte rialzo di Safilo è arrivato in una seduta in cui il FTSE MIB guadagnava circa lo 0,5% in apertura, sostenuto dall’intonazione positiva di Wall Street nella seduta precedente. La performance del titolo è stata però nettamente superiore a quella dell’indice, evidenziando come il movimento sia stato guidato principalmente dai risultati societari.

    Nella stessa giornata, altre società del comparto dell’occhialeria e del lusso, come EssilorLuxottica e Salvatore Ferragamo, non hanno diffuso aggiornamenti di rilievo.

    L’insieme di una redditività superiore alle attese, del rimborso dei dazi, del miglioramento della generazione di cassa, di un bilancio più solido e di indicazioni più positive da parte del management ha favorito uno dei maggiori rialzi giornalieri del titolo degli ultimi anni, avvicinando le azioni alla parte alta dell’intervallo di negoziazione delle ultime 52 settimane, compreso tra €1,236 e €2,195.