I future sui principali indici statunitensi hanno registrato variazioni contenute mercoledì, in vista di una seduta cruciale che vedrà la decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse e la pubblicazione dei risultati trimestrali dei colossi dell’intelligenza artificiale Meta Platforms (NASDAQ:META) e Microsoft (NASDAQ:MSFT). Nel frattempo, il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente ha spinto nuovamente al rialzo i prezzi del petrolio, aumentando l’incertezza sui mercati finanziari.
I future si muovono poco
Alle 03:20 ET (07:20 GMT), i future sul Dow Jones e sul Nasdaq erano sostanzialmente invariati, mentre quelli sull’S&P 500 guadagnavano 13 punti, pari allo 0,2%.
La seduta precedente a Wall Street si è conclusa con un andamento misto. Il Dow Jones Industrial Average è salito dell’1,03%, lo S&P 500 dello 0,21%, mentre il Nasdaq Composite ha perso lo 0,22%, penalizzato dal comparto tecnologico.
I titoli dei semiconduttori hanno continuato a pesare sul Nasdaq, con il Philadelphia Semiconductor Index in calo per la quarta seduta consecutiva, ai minimi da maggio.
A influenzare il settore sono state le notizie sulla crescente concorrenza dei produttori cinesi di chip e le persistenti preoccupazioni dopo l’aumento della spesa in conto capitale annunciato da Alphabet la scorsa settimana. Anche SK Hynix (NASDAQ:SKHY) ha deluso il mercato con un utile operativo record, ma inferiore alle aspettative particolarmente elevate.
Le preoccupazioni sulla capacità dei grandi investimenti nell’intelligenza artificiale di tradursi in profitti sostenibili continuano a pesare sui principali titoli tecnologici.
Commentando il sentiment del mercato, John Higgins, Chief Economic Adviser di Capital Economics, ha dichiarato: “I prezzi delle azioni di alcuni dei giganti tecnologici mondiali al centro della rivoluzione dell’intelligenza artificiale sono finiti sotto pressione a causa di una serie di preoccupazioni, sollevando la domanda se il treno di Borsa dell’AI stia perdendo slancio.”
La decisione della Federal Reserve è al centro dell’attenzione
L’attenzione degli investitori è ora rivolta alla Federal Reserve, che comunicherà la propria decisione di politica monetaria al termine della riunione di due giorni.
I responsabili della banca centrale stanno valutando gli effetti della volatilità dei prezzi del petrolio e dei massicci investimenti nell’intelligenza artificiale sull’inflazione. Sebbene i dati sull’inflazione di giugno siano risultati inferiori alle attese, il nuovo deterioramento della situazione in Medio Oriente ha temporaneamente riportato il prezzo del petrolio oltre i 100 dollari al barile, mentre le grandi aziende tecnologiche continuano a investire pesantemente nell’AI.
Anche il mercato del lavoro statunitense rimane relativamente stabile, con livelli contenuti sia nelle assunzioni sia nei licenziamenti.
L’aumento dei tassi può contribuire a contenere l’inflazione, ma comporta anche il rischio di rallentare la crescita economica e il mercato del lavoro.
Gli analisti di BofA Securities ritengono che la decisione odierna possa dipendere in larga misura dal presidente della Fed Kevin Warsh.
Secondo gli analisti: “Warsh si trova di fronte a una scelta difficile. Non aumentare i tassi potrebbe mettere in discussione la credibilità della Fed nella lotta all’inflazione. Ma aumentarli andrebbe contro il suo approccio di guardare oltre gli shock dell’offerta.”
Secondo il CME FedWatch, prima dell’annuncio il mercato attribuiva circa il 70% di probabilità a tassi invariati tra il 3,50% e il 3,75%, mentre la probabilità di un rialzo di 25 punti base era inferiore a un terzo.
Gli investitori si aspettano inoltre indicazioni limitate sul futuro percorso della politica monetaria, dato che Warsh ha già chiarito di non voler fornire una roadmap dettagliata sui tassi.
Meta sotto osservazione per gli investimenti nell’intelligenza artificiale
Dopo la chiusura di Wall Street sarà il turno dei risultati trimestrali di Meta Platforms (NASDAQ:META).
Gli investitori cercheranno conferme sul fatto che i massicci investimenti del gruppo nell’intelligenza artificiale stiano producendo ritorni economici concreti.
All’inizio dell’anno la società ha aumentato la previsione di investimenti per il 2026 a una fascia compresa tra 125 e 145 miliardi di dollari, rispetto ai precedenti 115-135 miliardi.
Meta ha inoltre avvertito che le questioni normative e legali negli Stati Uniti e in Europa potrebbero incidere sui risultati futuri, sottolineando che una “perdita significativa” potrebbe derivare dall’aumento dei controlli su “questioni legate ai giovani” e da “ulteriori processi previsti quest’anno.”
Microsoft attesa ai risultati
Anche Microsoft (NASDAQ:MSFT) sarà sotto i riflettori, mentre il gruppo continua ad accelerare gli investimenti nell’intelligenza artificiale.
La società ha previsto investimenti record pari a circa 190 miliardi di dollari nell’esercizio fiscale 2026, confermando l’intensità della competizione tra i grandi gruppi tecnologici.
Gli investitori continuano tuttavia a monitorare la dipendenza di Microsoft da OpenAI e il ritmo di adozione dell’assistente Copilot 365.
Particolare attenzione sarà rivolta alla crescita di Azure e dei servizi cloud correlati, per i quali gli analisti prevedono un aumento compreso tra il 39% e il 40% a cambi costanti nel quarto trimestre.
Anche raggiungendo tali obiettivi, Azure continuerebbe comunque a crescere meno rapidamente rispetto al business cloud di Google.
Il petrolio torna a salire dopo i nuovi attacchi in Medio Oriente
I prezzi del petrolio sono tornati a salire dopo i nuovi attacchi militari che hanno coinvolto Stati Uniti, Arabia Saudita e gruppi sostenuti dall’Iran.
Le operazioni sono seguite all’intercettazione di missili balistici iraniani diretti contro forze statunitensi in Giordania, interrompendo una breve pausa dei combattimenti che aveva favorito il calo del greggio nei giorni precedenti.
L’Iran ha inoltre respinto una proposta dell’Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz, riducendo ulteriormente le speranze di una ripresa dei negoziati con Washington.
Alle 03:17 ET (07:17 GMT), il Brent guadagnava il 3,5% a 87,01 dollari al barile, mentre il WTI saliva del 3,8% a 82,27 dollari.