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  • World Steel Association taglia le previsioni sulla domanda di acciaio per il 2026 tra crisi cinese e conflitto in Medio Oriente

    World Steel Association taglia le previsioni sulla domanda di acciaio per il 2026 tra crisi cinese e conflitto in Medio Oriente

    La World Steel Association ha rivisto al ribasso le previsioni sulla domanda mondiale di acciaio per il 2026 e il 2027, citando la debolezza dei consumi in Cina, la lenta ripresa dell’edilizia europea e le interruzioni causate dalla guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran.

    L’associazione di settore prevede ora una contrazione dello 0,1% della domanda globale di acciaio nel 2026, ribaltando la precedente stima di una crescita dello 0,3% formulata ad aprile.

    Anche le prospettive per il 2027 sono state ridimensionate, con un aumento della domanda mondiale ora previsto all’1,7%, rispetto al 2,2% indicato in precedenza.

    Le revisioni riflettono un contesto più difficile per l’industria siderurgica internazionale, mentre l’incertezza geopolitica, il rinvio dei progetti infrastrutturali e la debolezza dei principali mercati delle costruzioni continuano a frenare i consumi.

    Alfonso Hidalgo de Calcerrada, presidente del comitato economico della World Steel Association, ha dichiarato che la ripresa attesa della domanda globale di acciaio si sta rivelando più lenta e graduale rispetto alle previsioni iniziali.

    Cina ed Europa frenano i consumi mondiali di acciaio

    La Cina rimane una delle principali fonti di debolezza del mercato siderurgico globale, con una domanda prevista in calo del 2% nel 2026.

    L’associazione ha attribuito la contrazione alla prolungata crisi del settore immobiliare cinese, che si sta estendendo oltre quanto inizialmente previsto.

    Il settore delle costruzioni in Cina rappresenta uno dei principali consumatori di acciaio, motivo per cui la persistente debolezza dello sviluppo immobiliare continua a pesare sulla domanda complessiva.

    Le prospettive sono peggiorate anche in Europa, dove la ripresa attesa dell’attività edilizia si è dimostrata più lenta e disomogenea del previsto.

    La World Steel Association stima ora che la domanda di acciaio nell’Unione europea e nel Regno Unito diminuirà dello 0,3% nel 2026.

    Si tratta di una revisione significativa rispetto alla precedente previsione di crescita dell’1,3%.

    Il deterioramento delle prospettive europee evidenzia le difficoltà affrontate dai produttori e dai fornitori di acciaio, mentre il settore delle costruzioni fatica a recuperare slancio.

    Domanda di acciaio nel Golfo prevista in calo dell’11% prima del recupero nel 2027

    Il rallentamento regionale più marcato è atteso nei Paesi del Golfo, dove il conflitto che coinvolge l’Iran ha provocato ritardi nelle decisioni di investimento, nei programmi di costruzione e nelle catene di approvvigionamento.

    La domanda di acciaio nella regione dovrebbe diminuire dell’11% nel 2026, prima di registrare un rimbalzo dell’11,3% nel 2027.

    Secondo l’associazione, gran parte della contrazione prevista riflette il rinvio di investimenti e attività edilizie, piuttosto che una riduzione permanente della domanda sottostante.

    “Quello che osserviamo (nel Golfo) non è la distruzione della domanda, ma il suo rinvio, poiché l’assegnazione dei progetti, l’avvio dei lavori di costruzione e le decisioni di finanziamento vengono posticipati finché la situazione della sicurezza rimane irrisolta”, ha dichiarato Hidalgo de Calcerrada.

    Il presidente del comitato economico ha aggiunto che il consumo di acciaio nella regione potrebbe recuperare con forza una volta attenuata l’incertezza, riaperto lo Stretto di Hormuz e normalizzate le catene di approvvigionamento.

    Lo Stretto di Hormuz rappresenta una rotta marittima fondamentale per il commercio internazionale di energia e materie prime, rendendo particolarmente rilevanti le interruzioni del traffico navale per le filiere industriali della regione.

    La ripresa prevista nel 2027 dipenderà quindi anche da un miglioramento delle condizioni di sicurezza e dalla ripartenza dei progetti rinviati.

    L’India rimane il principale mercato siderurgico in crescita

    Nonostante il peggioramento delle prospettive globali, l’India continua a distinguersi come il principale motore di crescita tra le maggiori economie consumatrici di acciaio.

    La World Steel Association prevede un aumento della domanda indiana del 7,9% nel 2026, seguito da un’ulteriore crescita dell’8% nel 2027.

    Queste stime collocano l’India davanti agli altri grandi mercati siderurgici e contrastano con la contrazione prevista in Cina e in alcune aree europee.

    L’espansione della domanda indiana rappresenta un elemento positivo in un quadro complessivamente debole per i consumi mondiali di acciaio.

    Tuttavia, le nuove previsioni dell’associazione indicano che una ripresa più ampia dipenderà dal miglioramento dell’attività edilizia, da una maggiore stabilità geopolitica e dalla ripresa degli investimenti nelle regioni colpite dai conflitti.

    Con una domanda globale ora prevista in lieve contrazione nel 2026, l’industria siderurgica mondiale si prepara a un altro anno caratterizzato da forti differenze regionali, prima di una possibile ripresa più sostenuta nel 2027.

  • Futures di Wall Street stabili in attesa dell’inflazione USA e delle trimestrali delle grandi banche: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    Futures di Wall Street stabili in attesa dell’inflazione USA e delle trimestrali delle grandi banche: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures sui principali indici azionari statunitensi indicavano un’apertura sostanzialmente invariata lunedì, suggerendo un avvio prudente delle contrattazioni mentre gli investitori si preparano alla pubblicazione di importanti dati sull’inflazione e all’inizio di una settimana intensa sul fronte dei risultati societari.

    Le indicazioni di stabilità seguono il recupero registrato venerdì a Wall Street, quando i principali indici hanno chiuso in rialzo dopo le pressioni di vendita osservate nella seduta precedente.

    Gli operatori potrebbero mantenere un atteggiamento cauto in vista del rapporto sull’inflazione al consumo negli Stati Uniti, previsto per mercoledì, che potrebbe influenzare le aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve.

    Gli economisti prevedono che il tasso annuo di inflazione al consumo salga al 3,6% a settembre, rispetto al 3,4% di agosto, alimentando potenzialmente le preoccupazioni sulla persistenza delle pressioni sui prezzi.

    I dati saranno seguiti con particolare attenzione dopo l’aumento dei tassi di interesse di un quarto di punto percentuale deciso dalla Federal Reserve il mese scorso.

    Secondo il FedWatch Tool del CME Group, i mercati finanziari attribuiscono attualmente una probabilità dell’80,6% alla possibilità che la banca centrale mantenga invariati i tassi nella prossima riunione.

    Un dato sull’inflazione superiore alle attese potrebbe modificare queste aspettative, soprattutto se dovesse indicare che le pressioni sui prezzi rimangono elevate nonostante condizioni monetarie più restrittive.

    Anche i risultati societari saranno al centro dell’attenzione questa settimana, con diverse grandi banche statunitensi pronte a pubblicare i conti trimestrali.

    Tra gli istituti attesi alla prova dei risultati figurano Citigroup (NYSE:C), JPMorgan Chase (NYSE:JPM), Wells Fargo (NYSE:WFC) e Bank of America (NYSE:BAC).

    Gli investitori analizzeranno i risultati e le indicazioni prospettiche per individuare segnali sull’attività creditizia, sulla qualità del credito, sulla spesa dei consumatori e sulle prospettive economiche generali.

    Le trimestrali potrebbero contribuire a determinare la direzione dei mercati mentre la stagione dei risultati entra nel vivo.

    Wall Street recupera dopo le perdite di giovedì

    Le Borse statunitensi hanno recuperato terreno venerdì, con tutti e tre i principali indici in rialzo dopo la debolezza registrata nella seduta di giovedì.

    Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato 423,31 punti, pari allo 0,8%, chiudendo a 51.654,95 punti.

    Il Nasdaq Composite è avanzato di 172,83 punti, ossia dello 0,6%, a 27.366,17 punti, mentre l’S&P 500 è salito di 46,18 punti, anch’esso dello 0,6%, terminando la seduta a 7.811,54 punti.

    I rialzi hanno contribuito a una performance settimanale positiva per tutti i principali indici.

    Nell’arco della settimana, l’S&P 500 ha guadagnato l’1,2%, il Dow è salito dello 0,9% e il Nasdaq ha registrato un progresso dello 0,6%.

    Il recupero è stato sostenuto in parte dal persistente interesse degli investitori per le società legate all’intelligenza artificiale, nonostante alcune notizie secondo cui i ricavi annualizzati di OpenAI sarebbero risultati inferiori a determinate stime di mercato.

    Secondo quanto riportato da CNBC, una persona a conoscenza della situazione ha spiegato che una cifra più elevata dei ricavi, ampiamente diffusa alla fine del mese scorso, comprendeva anche i ricavi lordi generati attraverso i partner di OpenAI.

    La precisazione ha attirato l’attenzione sui risultati finanziari delle aziende attive nell’intelligenza artificiale, senza tuttavia compromettere l’ottimismo degli investitori nei confronti del settore tecnologico.

    Anche le aspettative di utili societari particolarmente solidi potrebbero aver favorito gli acquisti in vista delle prossime pubblicazioni trimestrali.

    Oro, tecnologia e sanità guidano i rialzi

    L’andamento settoriale di venerdì ha evidenziato una forza diffusa in diversi comparti del mercato azionario statunitense.

    I titoli delle società minerarie aurifere hanno registrato consistenti guadagni insieme all’aumento delle quotazioni del metallo prezioso, spingendo il NYSE Arca Gold Bugs Index in rialzo del 2,9%.

    Il progresso ha prolungato il recupero dell’indice dopo il minimo di chiusura degli ultimi due mesi raggiunto mercoledì.

    Anche le società di software e networking hanno mostrato un andamento positivo, con il Dow Jones U.S. Software Index e il NYSE Arca Networking Index entrambi in crescita del 2,7%.

    Biotecnologie, sanità e immobili commerciali hanno registrato rialzi significativi, contribuendo al recupero generale del mercato.

    Il settore delle telecomunicazioni ha invece subito un forte ribasso in seguito a sviluppi nel mercato delle comunicazioni satellitari.

    Il NYSE Arca North American Telecom Index ha perso il 4% dopo che SpaceX (NASDAQ:SPCX) ha annunciato un accordo per acquisire un portafoglio nazionale di licenze per frequenze radio a banda bassa.

    L’annuncio ha alimentato preoccupazioni per un possibile aumento della concorrenza nel mercato delle telecomunicazioni, esercitando pressioni sui titoli del settore.

    Guardando alle prossime sedute, le contrattazioni potrebbero rimanere volatili mentre gli investitori valutano i rischi legati all’inflazione, le prospettive dei tassi della Federal Reserve e i primi importanti risultati societari della settimana.

  • Borse europee in rialzo grazie al calo del petrolio, attesa per i dati sull’inflazione USA: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in rialzo grazie al calo del petrolio, attesa per i dati sull’inflazione USA: DAX, CAC, FTSE100

    Le principali Borse europee hanno registrato un andamento prevalentemente positivo lunedì, proseguendo il recupero dai minimi degli ultimi quattro mesi toccati nella seduta precedente, grazie alla flessione dei prezzi del petrolio e all’attenuazione delle preoccupazioni geopolitiche.

    Il rimbalzo è seguito alle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha respinto le speculazioni su un possibile intervento militare contro l’Iran prima delle elezioni di metà mandato americane, contribuendo a ridurre i timori di un’ulteriore escalation delle tensioni in Medio Oriente.

    Anche le aspettative di una possibile tregua energetica tra Russia e Ucraina hanno favorito la discesa delle quotazioni del greggio, offrendo un certo sollievo ai mercati europei in un contesto di persistente incertezza sulle forniture energetiche globali.

    I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono diminuiti insieme ai prezzi del petrolio dopo che Trump ha annunciato un accordo per ottenere gasolio dalla Russia, nell’ambito delle iniziative volte a ridurre i costi dei carburanti.

    Il presidente americano ha inoltre attribuito all’Ucraina la responsabilità del conflitto e della conseguente crisi energetica, segnando un significativo cambiamento nella posizione pubblica della sua amministrazione in vista delle elezioni di metà mandato.

    Gli investitori si preparano inoltre alla pubblicazione di importanti indicatori economici statunitensi e ai risultati trimestrali di diverse società, previsti nel corso della settimana.

    L’attenzione sarà rivolta soprattutto ai dati sull’inflazione al consumo e alla produzione negli Stati Uniti, che potrebbero influenzare le aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve e sulle prospettive dei tassi di interesse.

    Tra i principali indici europei, il DAX tedesco e il FTSE 100 britannico hanno entrambi guadagnato lo 0,9%, mentre il CAC 40 francese è salito dello 0,5%.

    Il settore bancario si è distinto per la performance positiva, con Commerzbank (TG:CBK), Deutsche Bank (TG:DBK), BNP Paribas (EU:BNP) e Lloyds Banking Group (LSE:LLOY) in progresso tra l’1% e il 2%.

    I rialzi hanno contribuito alla tenuta generale dei mercati, mentre gli investitori rivalutano le prospettive di crescita economica, il costo del credito e l’andamento degli utili societari.

    In Germania, il produttore di turbine eoliche Nordex Group (TG:NDX1) ha registrato un forte rialzo in Borsa dopo aver comunicato un aumento del 29,5% degli ordini nel terzo trimestre.

    La crescita degli ordinativi ha fornito un’indicazione positiva sulla domanda di apparecchiature per l’energia eolica, sostenendo l’interesse degli investitori per il gruppo attivo nelle energie rinnovabili.

    Anche il gruppo automobilistico Stellantis (BIT:STLAM) ha messo a segno un consistente progresso dopo aver annunciato al Salone dell’Auto di Parigi un cambiamento strategico orientato verso veicoli elettrici più accessibili.

    L’annuncio ha evidenziato gli sforzi dell’azienda per rispondere alle esigenze di convenienza economica e all’evoluzione della domanda dei consumatori, mentre aumenta la concorrenza nel mercato delle auto elettriche.

    Non tutti i titoli europei hanno tuttavia partecipato alla ripresa.

    Le azioni della società britannica di selezione del personale Hays (LSE:HAS) hanno subito un forte ribasso dopo che il gruppo ha comunicato una diminuzione del 3% delle commissioni nette comparabili nel primo trimestre, riflettendo le persistenti difficoltà del mercato del lavoro e delle attività di reclutamento.

    L’aggiornamento ha contrastato con i rialzi registrati nel resto del mercato, evidenziando condizioni operative ancora disomogenee tra le aziende europee.

    Le Borse del continente hanno continuato a beneficiare della riduzione dei prezzi energetici e dell’attenuazione dei rischi geopolitici immediati, mentre gli investitori mantengono alta l’attenzione sugli sviluppi in Medio Oriente e nell’Europa orientale.

    I prossimi dati sull’inflazione statunitense e le trimestrali societarie offriranno ulteriori indicazioni sulle prospettive economiche e sulla possibile direzione dei mercati finanziari globali.

  • Oro in calo con il rafforzamento del dollaro, mentre i mercati valutano i rischi geopolitici

    Oro in calo con il rafforzamento del dollaro, mentre i mercati valutano i rischi geopolitici

    I prezzi dell’oro sono diminuiti lunedì in seguito al rafforzamento del dollaro statunitense, mentre gli investitori valutavano gli sviluppi relativi alla proposta di cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina, i nuovi attacchi in Medio Oriente e le prospettive dell’inflazione e dei tassi di interesse a livello globale.

    Alle 05:01 ET (09:01 GMT), l’oro spot (XAU/USD) ha perso lo 0,5%, scendendo a 4.174,23 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro sono diminuiti dello 0,4% a 4.198,05 dollari.

    Anche gli altri metalli preziosi hanno registrato ribassi. L’argento spot (XAG/USD) ha ceduto lo 0,5% a 60,5075 dollari l’oncia, il platino (XPT/USD) è sceso dello 0,3% a 1.684,41 dollari e il palladio (XPD/USD) ha perso lo 0,2% a 1.150,30 dollari. I futures sul palladio sono invece saliti leggermente a 1.150,75 dollari.

    L’indice del dollaro statunitense ha guadagnato lo 0,1%, raggiungendo quota 102,31, esercitando ulteriore pressione sulle materie prime denominate nella valuta americana. Nella settimana precedente, l’oro aveva registrato un rialzo dell’1,3%.

    Annuncio di tregua tra Russia e Ucraina e tensioni in Medio Oriente

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’entrata in vigore immediata di un cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina, alimentando le aspettative di una possibile riduzione delle interruzioni delle forniture globali di carburante.

    Trump aveva precedentemente chiesto al presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy di interrompere gli attacchi contro le raffinerie russe, affermando inoltre che Mosca aveva accettato di immettere ulteriori quantitativi di diesel sui mercati internazionali.

    Tuttavia, l’annuncio del cessate il fuoco non aveva ricevuto conferma indipendente da entrambe le parti, lasciando incerta la possibilità di un’effettiva sospensione degli attacchi contro le infrastrutture energetiche.

    Nel frattempo, nuovi episodi di violenza in Medio Oriente hanno continuato ad alimentare le preoccupazioni per la sicurezza energetica regionale.

    L’aeroporto internazionale King Khalid di Riyadh, in Arabia Saudita, sarebbe stato nuovamente preso di mira dalle forze Houthi domenica, dopo un attacco avvenuto sabato che ha provocato 12 morti e oltre 300 feriti.

    L’incidente di sabato è stato descritto come l’attacco più grave in Arabia Saudita dall’inizio del conflitto che coinvolge l’Iran, scoppiato alla fine di febbraio.

    Gli Houthi hanno presentato le proprie operazioni come una risposta a quella che hanno definito “aggressione saudita”, compreso un attacco contro l’aeroporto di Sanaa, capitale dello Yemen.

    Gli episodi hanno aumentato i timori di ulteriori interruzioni nella regione, soprattutto nel caso in cui gli attacchi dovessero interessare infrastrutture di produzione, trasporto o esportazione di energia.

    Sebbene i prezzi del greggio abbiano recentemente registrato una flessione, l’oro ha perso circa il 20% del proprio valore dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran alla fine di febbraio.

    L’aumento dei costi energetici può contribuire a pressioni inflazionistiche più ampie, influenzando potenzialmente le decisioni delle banche centrali sui tassi di interesse.

    Tassi più elevati possono ridurre l’attrattiva relativa dell’oro, poiché il metallo non genera interessi, mentre le obbligazioni e altri strumenti finanziari remunerati possono offrire rendimenti maggiori.

    ANZ segnala la domanda degli investitori e gli acquisti delle banche centrali

    Gli analisti di ANZ hanno indicato che la domanda di investimento ha contribuito a sostenere le quotazioni dell’oro nonostante le incertezze legate all’inflazione e alla politica monetaria.

    Secondo i dati Bloomberg citati dalla banca, gli afflussi verso gli exchange-traded fund (ETF) garantiti dall’oro hanno raggiunto il livello più elevato degli ultimi quattro anni.

    ANZ ha collegato il crescente interesse degli investitori alle preoccupazioni per le finanze pubbliche, compresi i costi di servizio del debito pubblico e l’espansione dell’offerta di moneta.

    Anche gli acquisti delle banche centrali hanno continuato a rappresentare una fonte di domanda per il metallo prezioso.

    La Banca Popolare Cinese ha aumentato le proprie riserve auree di 740.000 once a settembre, prolungando a 23 mesi consecutivi la serie di acquisti mensili.

    ANZ ha tuttavia avvertito che i rischi inflazionistici potrebbero limitare ulteriori aumenti dei prezzi qualora la persistenza delle pressioni sui prezzi spingesse la Federal Reserve statunitense a inasprire la politica monetaria.

    Un aumento dei tassi di interesse potrebbe rendere gli investimenti che generano rendimenti più interessanti rispetto all’oro.

    Gli investitori continueranno a monitorare gli sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina, le forniture energetiche del Medio Oriente e i prossimi indicatori economici per valutarne le possibili conseguenze sulle aspettative di inflazione e sulle politiche delle banche centrali.

  • Petrolio volatile tra nuove forniture russe di diesel e attacchi in Arabia Saudita

    Petrolio volatile tra nuove forniture russe di diesel e attacchi in Arabia Saudita

    I prezzi del petrolio hanno registrato oscillazioni lunedì, mentre gli investitori valutavano la possibilità di un aumento delle forniture russe di diesel e le nuove preoccupazioni per i trasporti energetici dopo gli attacchi in Arabia Saudita e nello Stretto di Hormuz.

    I futures sul Brent hanno recuperato le perdite iniziali, salendo di 69 centesimi, pari allo 0,7%, a 105,41 dollari al barile alle 09:23 GMT. Il greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) è aumentato di 57 centesimi, ovvero dello 0,6%, a 92,42 dollari al barile.

    I movimenti delle quotazioni sono seguiti alle notizie di ulteriori attacchi contro infrastrutture energetiche e di trasporto in Medio Oriente, oltre alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump su un incremento delle esportazioni russe di diesel.

    Attacchi in Arabia Saudita e interruzioni nello Stretto di Hormuz

    Il movimento Houthi, sostenuto dall’Iran, ha rivendicato un attacco contro l’aeroporto internazionale di Riyadh avvenuto sabato, che avrebbe provocato 13 morti e oltre 300 feriti. Ulteriori attacchi sono stati segnalati domenica.

    Gli episodi hanno aumentato le preoccupazioni per la sicurezza regionale e per il trasporto delle forniture energetiche attraverso il Medio Oriente.

    Nel corso del mese sono stati inoltre segnalati nuovi attacchi contro navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz, con possibili conseguenze sulla ripresa delle esportazioni regionali di greggio osservata a settembre.

    Secondo lo United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO), una petroliera è stata colpita da un drone nei pressi di Sohar, in Oman, mentre un’altra nave ha subito danni durante l’attraversamento dello Stretto di Hormuz.

    La rotta marittima rappresenta un importante collegamento per il trasporto internazionale di petrolio e il protrarsi degli incidenti di sicurezza potrebbe influenzare il traffico navale e i costi di trasporto.

    Goldman Sachs alza le previsioni sul Brent per dicembre

    Goldman Sachs ha aumentato la propria previsione sul prezzo del Brent per dicembre da 85 a 90 dollari al barile, indicando un premio per il rischio geopolitico stimato in poco più di 20 dollari al barile.

    La banca ha inoltre aggiornato le proprie aspettative sui prezzi del greggio statunitense.

    “Prevediamo che i prezzi del WTI, insolitamente bassi rispetto al Brent a causa degli elevati costi di trasporto tra Stati Uniti ed Europa, si attesteranno in media a 81 dollari a dicembre 2026 e a 73 dollari nel 2027”, hanno dichiarato gli analisti di Goldman Sachs.

    Secondo la banca, la differenza tra le quotazioni del Brent e del WTI riflette in parte gli elevati costi di trasporto del greggio statunitense verso i mercati europei.

    Separatamente, le società energetiche Shell, Chevron e BP stavano lavorando per riportare il personale sulle piattaforme offshore e ripristinare la produzione nel Golfo del Messico dopo che l’uragano Isaias aveva raggiunto la costa nelle prime ore di sabato.

    Esportazioni russe di diesel e prezzi del gasolio

    I futures europei sul gasolio hanno perso il 4,3%, scendendo a 1.419,50 dollari per tonnellata, dopo l’annuncio di Trump di venerdì secondo cui la Russia avrebbe fornito immediatamente oltre 300.000 tonnellate di diesel, equivalenti a circa 2,25 milioni di barili, agli Stati Uniti e ai mercati internazionali.

    Il presidente ha inoltre indicato che ulteriori spedizioni potrebbero seguire.

    Gli analisti hanno tuttavia espresso dubbi sull’entità del possibile aumento delle esportazioni russe, a causa dei danni subiti dalle infrastrutture di raffinazione del Paese.

    “L’impatto immediato dell’accordo è discutibile, poiché la capacità di raffinazione della Russia è stata fortemente ridotta”, ha dichiarato Tamas Varga, analista di PVM.

    “Tuttavia, Mosca ha revocato parzialmente il divieto sulle esportazioni di diesel, consentendo l’immissione sul mercato internazionale di 500.000 tonnellate (circa 3,7 milioni di barili), equivalenti approssimativamente a un giorno di consumo statunitense e a circa il 13% della domanda globale.”

    Le cifre citate da Varga indicano che la Russia ha autorizzato ulteriori esportazioni di diesel, anche se rimangono incerti i tempi e l’effettiva entità delle consegne.

    Proposta di cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina

    Domenica Trump ha inoltre annunciato che Russia e Ucraina avrebbero raggiunto un accordo per un cessate il fuoco energetico.

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha dichiarato di essere in attesa di ulteriori dettagli sull’intesa proposta, mentre la Russia non aveva commentato l’annuncio.

    L’assenza di conferme da parte di entrambi i governi ha lasciato aperti interrogativi sulla possibilità che il cessate il fuoco comporti un’effettiva sospensione degli attacchi contro le infrastrutture energetiche.

    Nel frattempo, il direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, ha invitato i Paesi membri a valutare la necessità di ulteriori rilasci di diesel.

    Birol ha inoltre affermato che i Paesi che non hanno ancora consegnato integralmente i quantitativi promessi dovrebbero accelerare le operazioni, dando priorità alle forniture di diesel.

    I mercati del petrolio e dei prodotti raffinati si trovano quindi di fronte a sviluppi contrastanti, con il possibile aumento della disponibilità di diesel russo controbilanciato dalle preoccupazioni per la sicurezza delle rotte marittime mediorientali e dagli effetti dei recenti attacchi alle infrastrutture energetiche.

  • Petrolio in calo, mercati in attesa dell’inflazione USA e delle trimestrali bancarie tra tensioni geopolitiche: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street Futures

    Petrolio in calo, mercati in attesa dell’inflazione USA e delle trimestrali bancarie tra tensioni geopolitiche: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street Futures

    I prezzi del petrolio sono diminuiti lunedì dopo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump relativo a una proposta di cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina, sebbene nessuno dei due Paesi abbia confermato un accordo. Gli investitori guardano inoltre ai prossimi dati sull’inflazione statunitense, all’inizio della stagione delle trimestrali e alle persistenti tensioni in Medio Oriente.

    I futures sul Brent con consegna a dicembre hanno perso l’1,8%, scendendo a 102,84 dollari al barile e annullando parte del rialzo di quasi il 3% registrato nella settimana precedente.

    Trump ha annunciato quello che ha definito un immediato “cessate il fuoco energetico” tra Russia e Ucraina, prospettando una possibile riduzione delle interruzioni delle forniture russe di carburante. Tuttavia, le operazioni militari sono proseguite durante il fine settimana, con attacchi ucraini segnalati contro le infrastrutture energetiche russe e nuovi bombardamenti russi contro la rete elettrica ucraina.

    Il presidente statunitense ha inoltre chiesto all’Ucraina di interrompere gli attacchi alle raffinerie russe e proposto un aumento delle esportazioni di diesel dalla Russia verso gli Stati Uniti e i mercati internazionali.

    La fattibilità di ulteriori forniture russe rimane incerta, considerando i danni segnalati agli impianti di raffinazione nazionali e la necessità di garantire l’approvvigionamento interno.

    Una precedente iniziativa di cessate il fuoco annunciata da Washington a settembre non aveva portato a un accordo confermato tra Mosca e Kyiv.

    Attesa per i dati sull’inflazione statunitense

    Gli investitori si preparano alla pubblicazione, mercoledì, dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti, che potrebbe influenzare le aspettative sulla prossima decisione della Federal Reserve in materia di tassi di interesse.

    Le previsioni citate indicano che l’inflazione complessiva su base annua potrebbe accelerare al 3,7%, mentre l’inflazione di fondo, che esclude alimentari ed energia, dovrebbe rallentare al 2,5%.

    Le quotazioni di mercato indicano attualmente una probabilità di circa il 18% di un aumento dei tassi di interesse questo mese, riflettendo aspettative ridimensionate di ulteriori restrizioni monetarie.

    I dati saranno esaminati per verificare se l’aumento dei costi energetici stia influenzando anche i prezzi al consumo in altri settori.

    Un’inflazione superiore alle attese potrebbe modificare le aspettative sulle future decisioni della Federal Reserve, mentre una moderazione dell’inflazione di fondo fornirebbe ulteriori indicazioni sull’attenuazione delle pressioni sui prezzi.

    Al via la stagione delle trimestrali bancarie USA

    Le principali banche statunitensi inizieranno a pubblicare i risultati del terzo trimestre martedì, dando avvio a una stagione in cui circa il 70% delle società dell’S&P 500 dovrebbe presentare i propri conti durante ottobre.

    Gli analisti prevedono una crescita media degli utili per azione di circa il 30%, con le imprese che beneficiano degli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale responsabili di oltre la metà dell’incremento stimato.

    Gli investimenti in conto capitale dei principali operatori di cloud computing, comunemente definiti hyperscaler, dovrebbero aumentare del 116% rispetto all’anno precedente.

    Gli investitori valuteranno se questa spesa si stia traducendo in maggiori ricavi e profitti per i produttori di semiconduttori, i fornitori di infrastrutture cloud e altre aziende tecnologiche.

    I risultati trimestrali potrebbero inoltre riflettere gli effetti di circa 69 miliardi di dollari di rimborsi tariffari nel terzo trimestre, mentre gli analisti prevedono un contributo più contenuto dagli investimenti azionari delle società.

    Le indicazioni prospettiche delle imprese forniranno ulteriori informazioni sulle aspettative di crescita degli utili e sugli investimenti, in particolare tra le società esposte alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

    Negoziati tra Iran e Stati Uniti ancora senza soluzione

    Gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente rimangono un altro elemento di attenzione per i mercati finanziari ed energetici.

    I negoziati tra Iran e Stati Uniti sulla riapertura dello Stretto di Hormuz si sono bloccati dopo che Teheran ha giudicato insufficiente la risposta di Washington alle proprie proposte.

    Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, ha dichiarato che l’Iran ha sospeso ulteriori risposte attraverso i mediatori qatarioti, in attesa di chiarimenti sugli elementi ancora irrisolti della proposta iraniana articolata in sette condizioni.

    L’Iran ha indicato che il normale traffico marittimo potrebbe riprendere entro sette giorni qualora le sue condizioni venissero soddisfatte. Teheran ha tuttavia affermato che lo stretto rimarrà chiuso al traffico statunitense finché persisteranno le divergenze.

    La controversia diplomatica si inserisce in un contesto segnato dalle notizie di un attacco all’aeroporto internazionale King Khalid di Riyadh, che avrebbe provocato 12 morti e 309 feriti.

    I dati sulle vittime riportati non sono stati verificati in modo indipendente nelle informazioni fornite.

    Secondo le notizie riportate, Trump starebbe inoltre valutando nuove operazioni militari contro l’Iran, aumentando l’incertezza sulle prospettive dei negoziati.

    Prima del conflitto, attraverso lo Stretto di Hormuz transitava circa un quinto dei flussi mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto. Il prolungamento delle restrizioni alla navigazione potrebbe influenzare le forniture e i prezzi internazionali dell’energia.

    La proposta sulle esportazioni russe di diesel incontra ostacoli operativi

    La proposta di Trump di aumentare le esportazioni russe di diesel rappresenta un ulteriore elemento da considerare per il mercato dei carburanti.

    Tuttavia, i ripetuti attacchi ucraini alle raffinerie russe avrebbero ridotto la capacità di lavorazione, sollevando interrogativi sui quantitativi aggiuntivi di diesel disponibili per l’esportazione.

    Gli attacchi ucraini avrebbero inoltre interessato infrastrutture tecnologiche russe, compresi centri dati gestiti da Yandex, provocando interruzioni di alcuni servizi online.

    La capacità della Russia di incrementare le esportazioni di carburante dipenderà dall’operatività delle raffinerie, dalla domanda interna e dall’evoluzione del conflitto.

    Per i mercati finanziari, la combinazione di accordi di cessate il fuoco non confermati, negoziati irrisolti sullo Stretto di Hormuz, dati sull’inflazione statunitense e pubblicazioni dei risultati societari mantiene diversi sviluppi al centro dell’attenzione durante la settimana.

  • Borse europee in rialzo mentre il petrolio scende dopo la proposta di tregua tra Russia e Ucraina di Trump: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in rialzo mentre il petrolio scende dopo la proposta di tregua tra Russia e Ucraina di Trump: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno registrato rialzi lunedì, mentre i prezzi del petrolio sono diminuiti dopo la proposta di cessate il fuoco relativa alle infrastrutture energetiche di Russia e Ucraina annunciata dal presidente statunitense Donald Trump. Gli investitori guardano inoltre all’avvio della stagione delle trimestrali e ai prossimi dati sull’inflazione negli Stati Uniti.

    L’indice paneuropeo Stoxx Europe 600 ha guadagnato lo 0,5% nelle prime contrattazioni, mostrando una maggiore stabilità dopo le oscillazioni registrate durante la settimana precedente.

    Il DAX tedesco e il CAC 40 francese sono entrambi saliti dello 0,5%, mentre il FTSE 100 di Londra ha registrato un progresso dello 0,6%. L’IBEX 35 spagnolo ha segnato la performance migliore tra i principali indici europei, avanzando dell’1,4%.

    Le quotazioni petrolifere sono diminuite dopo che Trump ha annunciato nel fine settimana quello che ha definito un immediato “cessate il fuoco energetico” tra Russia e Ucraina. Tuttavia, l’annuncio non è stato accompagnato da conferme di un’effettiva interruzione degli attacchi contro le infrastrutture energetiche.

    I futures sul Brent con consegna a dicembre hanno perso l’1,8%, scendendo a 102,84 dollari al barile e annullando parte del rialzo di circa il 3% registrato nella settimana precedente a causa delle tensioni geopolitiche.

    La proposta di Trump comprende anche un aumento delle esportazioni russe di diesel verso gli Stati Uniti e i mercati internazionali. Rimangono tuttavia interrogativi sulla capacità della Russia di incrementare le forniture, considerando gli effetti degli attacchi con droni ucraini sulle sue infrastrutture di raffinazione.

    I ripetuti attacchi contro le raffinerie russe hanno inciso sulla capacità di lavorazione interna, aumentando l’incertezza sulla disponibilità di ulteriori quantitativi di diesel da esportare, pur continuando a soddisfare la domanda nazionale.

    Le operazioni militari sono proseguite durante il fine settimana nonostante l’annuncio della tregua.

    La Russia ha effettuato nuovi attacchi contro le infrastrutture elettriche ucraine, mentre attacchi ucraini avrebbero colpito strutture situate più in profondità nel territorio russo, compresi centri dati gestiti dalla società tecnologica Yandex.

    Secondo le informazioni riportate, gli attacchi hanno provocato interruzioni di alcuni servizi internet e bancari a livello regionale.

    Gli operatori di mercato hanno mantenuto un atteggiamento prudente anche alla luce di una precedente iniziativa di cessate il fuoco annunciata da Washington a settembre, che non aveva portato a una sospensione confermata degli attacchi.

    Oltre agli sviluppi geopolitici, gli investitori si preparano all’inizio della stagione di pubblicazione dei risultati societari del terzo trimestre.

    Le principali banche statunitensi presenteranno i propri conti trimestrali martedì, fornendo le prime indicazioni sull’andamento delle attività e sulle condizioni finanziarie.

    Gli investitori europei esamineranno inoltre le previsioni delle società per valutare come le imprese stiano gestendo i costi di finanziamento e le variazioni dei prezzi dei fattori produttivi.

    L’attenzione si sposterà successivamente sui dati relativi all’indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti, in programma mercoledì.

    I dati sull’inflazione forniranno ulteriori informazioni sull’andamento delle pressioni sui prezzi nell’economia statunitense in vista della prossima riunione di politica monetaria della Federal Reserve.

    Gli investitori analizzeranno il rapporto per valutare se la banca centrale potrebbe mantenere un orientamento monetario restrittivo oppure lasciare invariati i tassi di interesse.

    Gli sviluppi del mercato energetico, la pubblicazione dei risultati societari e i dati sull’inflazione statunitense resteranno tra i principali elementi osservati dai mercati nel corso della settimana.

  • Stellantis e Renault in rialzo dopo l’intesa tra UE e Cina sulle esportazioni di auto ibride

    Stellantis e Renault in rialzo dopo l’intesa tra UE e Cina sulle esportazioni di auto ibride

    Le azioni dei produttori automobilistici europei hanno registrato rialzi lunedì dopo che l’Unione europea e la Cina hanno raggiunto un’intesa preliminare finalizzata a ridurre le esportazioni cinesi di veicoli ibridi e ibridi plug-in verso il mercato europeo.

    Il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, ha annunciato il risultato al termine di due giorni di negoziati a Pechino, indicando che l’accordo potrebbe ridurre di oltre la metà le esportazioni cinesi di automobili ibride verso l’UE.

    Secondo Sefcovic, l’intesa potrebbe comportare una diminuzione di diversi milioni di veicoli importati nell’Unione europea nell’arco di quattro anni. Il commissario non ha tuttavia fornito dettagli sulle modalità di attuazione delle restrizioni proposte.

    I titoli automobilistici europei hanno registrato progressi dopo l’annuncio. Stellantis (BIT:STLAM) e Renault (EU:RNO) hanno guadagnato entrambe oltre il 2%, mentre Volkswagen (TG:VOW3) e Porsche (TG:PAH3) sono salite di più dell’1%.

    L’intesa arriva in un contesto di pressioni sul settore automobilistico europeo, legate ai dazi statunitensi e alla crescente concorrenza dei produttori cinesi, fattori che hanno pesato sul comparto negli ultimi due anni.

    Sefcovic ha descritto l’accordo come una misura iniziale per affrontare gli squilibri commerciali tra UE e Cina.

    “Siamo ancora lontani dalla conclusione. Si tratta di un primo passo fondamentale, ma soltanto di un primo passo, nel processo di riequilibrio”, ha dichiarato.

    Il deficit commerciale dell’Unione europea nei confronti della Cina ha superato un miliardo di euro al giorno, secondo i dati citati durante le discussioni.

    I leader dell’Unione europea esamineranno i risultati dei negoziati durante un vertice previsto a Bruxelles giovedì prossimo.

    I colloqui hanno inoltre portato ad accordi riguardanti i dazi sulle esportazioni europee e le procedure cinesi per il rilascio delle licenze di esportazione.

    La Cina ha accettato di ridurre i dazi all’importazione su circa 4 miliardi di euro di esportazioni dell’UE, tra cui componenti automobilistici, olio d’oliva e calzature.

    Le due parti hanno inoltre raggiunto un’intesa per agevolare il rilascio delle licenze cinesi di esportazione relative alle terre rare e ai magneti permanenti, materiali utilizzati in diversi settori industriali europei.

    Bernd Lange, presidente della commissione per il Commercio internazionale del Parlamento europeo, ha affermato che l’approccio adottato per le importazioni di veicoli ibridi dovrebbe essere esteso ad altri comparti. Ha inoltre sollecitato un utilizzo più efficace degli strumenti di difesa commerciale già disponibili nell’UE.

    Il ministro del Commercio cinese, Wang Wentao, ha respinto l’ipotesi che la Cina sia responsabile delle difficoltà economiche dell’Unione europea.

    Secondo il ministero del Commercio di Pechino, Wang ha dichiarato che la Cina “non è la causa principale” dei problemi dell’UE, ma un partner nella loro soluzione.

    I negoziati si svolgono mentre i governi europei esprimono preoccupazione per l’aumento delle importazioni di veicoli cinesi e per le riduzioni occupazionali nell’industria automobilistica europea.

    Volkswagen ha annunciato tagli occupazionali che interessano circa 100.000 posti di lavoro, secondo i dati riportati.

    Le importazioni di veicoli ibridi plug-in nell’UE sono aumentate dell’86% nell’anno conclusosi a settembre, mentre i relativi prezzi sono diminuiti del 20%. Attualmente, oltre la metà di questi veicoli importati proviene dalla Cina.

    Sebbene l’intesa preliminare indichi possibili cambiamenti nei flussi commerciali, non sono ancora stati precisati i tempi, i meccanismi di attuazione e la portata definitiva delle restrizioni proposte.

  • MPS, consiglio straordinario sulle operazioni di acquisizione in vista del voto degli azionisti del 29 ottobre

    MPS, consiglio straordinario sulle operazioni di acquisizione in vista del voto degli azionisti del 29 ottobre

    Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) ha convocato per lunedì alle ore 18:00 una riunione straordinaria del consiglio di amministrazione per esaminare la propria strategia di fusioni e acquisizioni, dopo il rilancio dell’offerta di Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) e l’opposizione manifestata da diversi azionisti di riferimento al piano presentato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio.

    La riunione precede l’assemblea straordinaria degli azionisti prevista per il 29 ottobre, durante la quale saranno sottoposte al voto le proposte relative a Banco BPM (BIT:BAMI) e Banca Generali (BIT:BGN).

    Ad agosto, Lovaglio aveva presentato una strategia basata su due offerte di acquisizione separate, una per Banco BPM e l’altra per Banca Generali, con l’obiettivo dichiarato di contrastare l’acquisizione di MPS da parte di Intesa Sanpaolo.

    Il piano comprende inoltre la distribuzione di un dividendo straordinario da 4 miliardi di euro, da corrispondere in parte in contanti e in parte attraverso azioni Generali.

    Per ottenere l’approvazione delle operazioni proposte è necessario il voto favorevole di almeno due terzi dei voti espressi durante l’assemblea degli azionisti.

    Intesa Sanpaolo ha aumentato di 0,25 euro per azione la propria offerta, subordinando il miglioramento economico al rigetto integrale, da parte degli azionisti di MPS, della strategia alternativa elaborata da Lovaglio.

    Diversi investitori di riferimento della banca senese hanno già comunicato la propria contrarietà alle proposte dell’amministratore delegato.

    Delfin, primo azionista di MPS con una partecipazione del 17,5%, e il gruppo Caltagirone, titolare del 13,5% del capitale, hanno manifestato l’intenzione di votare contro il piano.

    Anche la famiglia Benetton, che detiene l’1,45%, e Praude Asset Management, con una quota dello 0,72%, hanno espresso una posizione contraria.

    Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Enasarco, l’ente previdenziale degli agenti e rappresentanti di commercio, avrebbe espresso il proprio sostegno all’offerta di Intesa Sanpaolo.

    Lo stesso quotidiano ha indicato che anche Giorgio Girondi potrebbe assumere una posizione analoga, senza tuttavia riportare una decisione definitiva.

    In vista dell’assemblea di ottobre, gli azionisti attendono inoltre le raccomandazioni dei consulenti di voto Institutional Shareholder Services (ISS) e Glass Lewis.

    Un ulteriore elemento riguarda la posizione di Crédit Agricole nell’operazione proposta su Banco BPM. Il gruppo bancario francese, che possiede circa il 30% di Banco BPM, ha dichiarato la propria contrarietà all’offerta avanzata da MPS.

    Secondo l’agenzia di informazione finanziaria Radiocor, Lovaglio potrebbe valutare due possibili alternative alla luce dell’opposizione degli azionisti.

    La prima consisterebbe nel ritirare le proposte di acquisizione prima dell’assemblea. La seconda prevederebbe la ricerca di ulteriore tempo per ottenere il sostegno necessario alla strategia.

    Nessuna delle due ipotesi risulta tuttavia confermata come decisione della banca o del suo amministratore delegato.

    Negli ultimi giorni sono inoltre circolate indiscrezioni su altre possibili soluzioni, tra cui l’ingresso di un ulteriore investitore o la distribuzione di dividendi di importo significativo. Anche queste alternative rimangono, al momento, ipotesi non confermate.

    Il consiglio di amministrazione straordinario è chiamato a esaminare la posizione della banca in vista del voto del 29 ottobre, mentre l’eventuale realizzazione delle operazioni proposte resta subordinata alle necessarie approvazioni degli azionisti.

  • FTSE MIB supera i 50.000 punti con rialzi per banche, Stellantis e Inwit

    FTSE MIB supera i 50.000 punti con rialzi per banche, Stellantis e Inwit

    La Borsa di Milano ha aperto in rialzo la seduta di lunedì, con l’indice FTSE MIB che ha superato la soglia dei 50.000 punti, sostenuto dagli acquisti sui titoli bancari e dal progresso di Stellantis nelle prime fasi delle contrattazioni.

    Il principale indice di Piazza Affari ha registrato un incremento dello 0,64% in apertura, raggiungendo quota 50.063 punti, per poi accelerare fino a un rialzo dello 0,9% a 50.193 punti. Venerdì l’indice aveva terminato la seduta a 49.746 punti.

    L’andamento positivo si è verificato mentre gli investitori seguivano la diminuzione delle quotazioni del Brent, dopo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump relativo a una tregua energetica tra Russia e Ucraina.

    Alle 9:17, secondo i dati riportati dall’ANSA, la maggior parte dei titoli del FTSE MIB risultava in territorio positivo, con il comparto bancario tra i principali contributori al rialzo dell’indice.

    Inwit (BIT:INW) ha registrato il maggiore incremento tra i titoli del listino principale, avanzando del 2,56%. Secondo quanto riferito da Teleborsa, i principali azionisti della società di infrastrutture per le telecomunicazioni, Ardian e Oak Holdings, starebbero lavorando a una possibile offerta finalizzata al delisting.

    Ardian detiene una partecipazione di circa il 32% in Inwit, mentre Oak Holdings controlla approssimativamente il 39% del capitale. L’eventuale operazione risulta ancora in fase di valutazione e non è stata confermata alcuna offerta formale.

    Stellantis (BIT:STLAM) ha guadagnato il 2,2% in concomitanza con l’avvio del Salone dell’Auto di Parigi, mentre diversi istituti di credito italiani hanno registrato aumenti delle quotazioni.

    Banca Mediolanum (BIT:BMED) è salita dell’1,6%, seguita da Intesa Sanpaolo (BIT:ISP), in progresso dell’1,55%. Banco BPM (BIT:BAMI) ha registrato un incremento dell’1,5%, mentre Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) ha guadagnato l’1,29%.

    Il rialzo delle azioni MPS è arrivato in vista di una riunione straordinaria del consiglio di amministrazione prevista a Siena.

    Tra i titoli in calo, Technoprobe (BIT:TPRO) ha ceduto l’1,35%, registrando la maggiore flessione percentuale tra le società evidenziate nelle prime contrattazioni.

    Il gruppo assicurativo Unipol (BIT:UNI) ha perso lo 0,73% nella prima giornata del suo aumento di capitale, mentre Lottomatica (BIT:LTMC) ha registrato una diminuzione dello 0,45%.

    Variazioni più contenute per altre società a elevata capitalizzazione. Eni (BIT:ENI) ha ceduto lo 0,02%, mentre STMicroelectronics (BIT:STMMI) ha perso lo 0,05%.

    Iveco (BIT:IVG) ha registrato una flessione dello 0,28%, dopo il rilancio dell’offerta pubblica di acquisto da parte di Tata Motors a 14,40 euro per azione.

    Nelle prime fasi della seduta, il FTSE MIB ha quindi registrato rialzi per la maggior parte dei suoi componenti, con banche, Stellantis e Inwit tra i titoli che hanno contribuito al superamento della soglia dei 50.000 punti.