I prezzi dell’oro sono saliti giovedì, avvicinandosi a 4.420 dollari l’oncia mentre il dollaro statunitense si indeboliva in vista dei dati sull’inflazione che potrebbero influenzare le aspettative sulla prossima decisione sui tassi di interesse della Federal Reserve.
Alle 02:40 ET (06:40 GMT), l’oro spot, o XAU/USD, guadagnava lo 0,4% a 4.418,87 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro salivano dello 0,03% a 4.461,82 dollari.
L’argento, o XAG/USD, aumentava dello 0,5% a 67,62 dollari l’oncia, mentre il platino, o XPT/USD, scendeva dello 0,6% a 1.889,34 dollari. L’indice del dollaro statunitense registrava un lieve calo a 98,74.
L’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi e gli sviluppi in Medio Oriente sono rimasti tra i fattori monitorati dai mercati dei metalli preziosi.
Salgono i rendimenti dei Treasury statunitensi
Nelle ultime settimane l’oro è stato scambiato intorno ai 4.400 dollari, dopo essersi ripreso dai livelli vicini ai 4.000 dollari di luglio, mentre i mercati rivalutavano le aspettative sulla politica monetaria statunitense.
I rendimenti dei Treasury statunitensi a 10 anni sono aumentati dopo l’ultimo piano del governo per acquistare fino a 6 miliardi di dollari di debito a più lunga scadenza. Rendimenti obbligazionari più elevati possono aumentare il costo opportunità di detenere attività come l’oro, che non corrispondono interessi.
Anche i prezzi dell’energia sono rimasti elevati, con il Brent che ha raggiunto i 100 dollari al barile per la prima volta da luglio.
Secondo le informazioni fornite, il conflitto che coinvolge Stati Uniti e Iran è entrato nel settimo mese. L’Iran ha dichiarato di essere pronto a un’escalation se gli Stati Uniti continueranno gli attacchi contro il territorio e le infrastrutture iraniane.
Focus sui dati PPI e CPI degli Stati Uniti
I mercati attendono l’indice dei prezzi alla produzione statunitense di giovedì e l’indice dei prezzi al consumo di venerdì in vista della prossima riunione di politica monetaria della Federal Reserve.
Secondo le informazioni fornite, i mercati degli swap indicavano una probabilità di circa il 65% di un aumento dei tassi di interesse questo mese.
Tony Sycamore, senior market analyst di IG, ha affermato che l’oro ha chiuso la seduta precedente in rialzo intorno a 4.402 dollari, con l’indebolimento del dollaro che ha fornito sostegno nonostante l’aumento dei rendimenti obbligazionari statunitensi.
Sycamore ha inoltre osservato che l’oro rimaneva al di sotto della media mobile a 200 giorni, pari a circa 4.537 dollari. Secondo la sua valutazione tecnica, sarebbe necessario un ritorno sopra tale livello per indicare che il calo dal massimo di 4.697 dollari si è concluso e che la più ampia tendenza rialzista è ripresa.
L’analisi tecnica rappresenta un’interpretazione da parte dell’analista dei movimenti storici dei prezzi e non determina la futura direzione dei prezzi.
Gli ETF sull’oro registrano afflussi per 18 miliardi di dollari ad agosto
Gli ETF globali garantiti dall’oro hanno registrato afflussi per 18 miliardi di dollari ad agosto, secondo il World Gold Council, segnando il secondo maggiore afflusso mensile mai registrato.
Le disponibilità di oro degli ETF sono aumentate di 121 tonnellate, raggiungendo il record di 4.189 tonnellate, mentre gli asset in gestione sono cresciuti del 16% a 615 miliardi di dollari.
I fondi nordamericani sull’oro hanno registrato il terzo maggiore afflusso mensile di sempre, mentre i fondi quotati in Europa hanno segnato il loro maggiore afflusso mensile, secondo il World Gold Council.









