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  • Il crollo di Broadcom indica un avvio debole per Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Il crollo di Broadcom indica un avvio debole per Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I futures sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura in ribasso giovedì, suggerendo un possibile proseguimento delle perdite registrate nella seduta precedente, mentre gli investitori reagivano al forte calo di Broadcom e continuavano a monitorare gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente.

    I titoli tecnologici sembravano destinati a guidare i ribassi, con i futures sul Nasdaq 100 in calo dell’1,2% prima dell’apertura dei mercati.

    La pressione è stata in gran parte provocata da Broadcom (NASDAQ:AVGO), le cui azioni hanno perso il 14,6% nelle contrattazioni premarket nonostante risultati trimestrali superiori alle attese.

    Le prospettive di Broadcom deludono il mercato

    Sebbene il produttore di chip abbia riportato utili migliori delle aspettative, gli investitori si sono concentrati sulla decisione del management di non aumentare le previsioni di lungo termine per le vendite di chip destinati all’intelligenza artificiale.

    L’amministratore delegato Hock Tan ha confermato l’obiettivo di 100 miliardi di dollari di ricavi nel segmento AI, una scelta che ha deluso una parte del mercato.

    “Broadcom potrebbe essere diventata uno dei protagonisti chiave del boom delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, grazie alla propria specializzazione nei chip personalizzati sempre più utilizzati da aziende come Alphabet e Meta”, ha dichiarato Dan Coatsworth, responsabile mercati di AJ Bell.

    Ha poi aggiunto: “Tuttavia, proprio come il suo rivale Nvidia, Broadcom sta scoprendo che soddisfare o persino superare leggermente le previsioni non è sufficiente quando il mercato la valuta secondo standard così elevati.”

    La reazione evidenzia le aspettative estremamente elevate che circondano attualmente le società legate all’intelligenza artificiale.

    Il calo del petrolio limita le perdite

    Le vendite sono state parzialmente compensate dal forte ribasso del petrolio dopo i progressi diplomatici registrati in Medio Oriente.

    I futures sul greggio statunitense hanno perso oltre il 3% dopo l’accordo tra Israele e Libano per il rinnovo del cessate il fuoco. L’intesa resta subordinata alla cessazione degli attacchi da parte di Hezbollah e al ritiro dei suoi membri dalle aree a sud del fiume Litani.

    La discesa dei prezzi energetici ha contribuito a ridurre i timori inflazionistici e a migliorare parzialmente il sentiment degli investitori.

    Attesa per il rapporto sul lavoro

    Gli operatori si sono mostrati prudenti in vista della pubblicazione del rapporto mensile sull’occupazione negli Stati Uniti prevista per venerdì.

    Nel frattempo, il Dipartimento del Lavoro ha comunicato un aumento inatteso delle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione nella settimana conclusa il 30 maggio.

    I dati sull’occupazione saranno osservati con attenzione per valutare la solidità dell’economia statunitense e le future decisioni della Federal Reserve.

    Wall Street chiude in ribasso tra le incertezze geopolitiche

    Mercoledì gli indici americani hanno archiviato la seduta in territorio negativo dopo diversi giorni di rialzi.

    Il Dow Jones ha perso 620,72 punti, pari all’1,2%, chiudendo a 50.687,07 punti. Il Nasdaq è arretrato dello 0,9% a 26.853,98 punti, mentre l’S&P 500 ha ceduto lo 0,7% a 7.553,68 punti.

    Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, le forze americane hanno intercettato diversi missili balistici e droni iraniani prima di effettuare attacchi di “autodifesa” sull’isola di Qeshm.

    “Per il momento, la propensione al rischio rimane sostenuta, ma con valutazioni elevate e aspettative di politica monetaria in evoluzione, i mercati sembrano sempre più sensibili a qualsiasi segnale di indebolimento della crescita e degli utili”, ha affermato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.

    Il settore dei servizi sorprende positivamente

    Sul fronte macroeconomico, l’Institute for Supply Management ha comunicato una crescita dell’attività nel settore dei servizi superiore alle attese.

    L’indice ISM Services PMI è salito a 54,5 a maggio da 53,6 di aprile, superando le previsioni degli economisti ferme a 53,7.

    Nonostante il dato positivo, il comparto software ha registrato forti ribassi, con il Dow Jones U.S. Software Index in calo del 4%.

    Anche i titoli auriferi sono scesi, con l’indice NYSE Arca Gold Bugs in ribasso del 3,6%, mentre biotech, semiconduttori ed energia hanno contribuito a limitare le perdite complessive del mercato.

  • Le borse europee avanzano dopo il rinnovo della tregua tra Israele e Libano: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee avanzano dopo il rinnovo della tregua tra Israele e Libano: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno chiuso in rialzo giovedì dopo che Israele e Libano hanno concordato di rinnovare il fragile cessate il fuoco, offrendo agli investitori un motivo di sollievo dopo diversi giorni di escalation militare caratterizzati da attacchi con droni e bombardamenti.

    Nonostante il clima più favorevole, i rialzi sono rimasti contenuti a causa delle persistenti preoccupazioni legate al mercato del credito privato, alle tensioni commerciali, all’inflazione e alle prospettive sui tassi di interesse.

    Il CAC 40 francese ha guidato i guadagni con un progresso dell’1,1%, seguito dal DAX tedesco in rialzo dello 0,6%. In controtendenza, il FTSE 100 britannico ha ceduto lo 0,2%.

    I titoli protagonisti della seduta

    Tra i singoli titoli, Vivendi (EU:VIV) ha perso il 4,6% dopo aver subito una sconfitta nel ricorso contro le autorità antitrust dell’Unione Europea, un esito che ha pesato sul sentiment degli investitori.

    Remy Cointreau (EU:RCO) ha invece registrato un balzo dell’11% dopo che l’amministratore delegato Franck Marilly ha presentato un ambizioso piano di trasformazione triennale volto a rafforzare crescita e redditività.

    Ad Amsterdam, Universal Music Group (EU:UMG) è scesa del 5,6% dopo che Pershing Square, il fondo guidato da Bill Ackman, ha ceduto la propria partecipazione residua nella maggiore società musicale al mondo.

    Pharming Group (EU:PHARM) ha guadagnato circa il 2% dopo aver annunciato che la Food and Drug Administration statunitense ha accettato la domanda supplementare ripresentata per Joenja, destinata al trattamento dei bambini tra i quattro e gli undici anni affetti da APDS.

    A Londra, CMC Markets (LSE:CMCX) è salita del 13% dopo aver migliorato le previsioni sul reddito operativo netto per l’esercizio fiscale 2027.

    Royal Philips (EU:PHIA) ha guadagnato circa l’1% dopo aver annunciato una nuova alleanza strategica della durata di sette anni con WellSpan Health.

    Prudenza ancora presente sui mercati

    Sebbene il rinnovo della tregua abbia favorito il sentiment degli investitori, il contesto generale resta caratterizzato da cautela.

    I mercati continuano infatti a monitorare gli sviluppi geopolitici, l’evoluzione dell’inflazione, le decisioni delle banche centrali e le condizioni dei mercati del credito.

    Di conseguenza, il miglioramento della propensione al rischio è rimasto limitato nonostante i rialzi registrati dalla maggior parte dei principali listini europei.

  • Il petrolio arretra dopo l’accordo sul cessate il fuoco tra Israele e Libano

    Il petrolio arretra dopo l’accordo sul cessate il fuoco tra Israele e Libano

    I prezzi del petrolio hanno chiuso in ribasso giovedì, interrompendo una serie di tre sedute positive, mentre gli investitori valutavano gli sviluppi diplomatici in Medio Oriente e i segnali di un restringimento dell’offerta negli Stati Uniti.

    Il Brent ha perso l’1,5% a 96,30 dollari al barile, mentre il WTI statunitense è sceso dell’1,2% a 94,84 dollari al barile.

    La flessione è arrivata dopo il forte rialzo della seduta precedente, che aveva portato entrambi i benchmark ai massimi da oltre una settimana.

    Il cessate il fuoco riduce parte delle tensioni ma i rischi restano elevati

    I mercati energetici continuano a seguire con attenzione il conflitto che coinvolge Iran, Israele e Stati Uniti, una delle principali fonti di volatilità per il mercato petrolifero.

    Tra gli ultimi sviluppi figurano attacchi iraniani contro infrastrutture nel Golfo e operazioni militari statunitensi nei pressi dello Stretto di Hormuz, mentre Israele ha proseguito le operazioni contro le postazioni di Hezbollah nel Libano meridionale.

    L’accordo di cessate il fuoco annunciato mercoledì tra Israele e Libano ha contribuito ad alleviare parte delle preoccupazioni del mercato. Tuttavia, la sua attuazione resta subordinata alla cessazione delle ostilità da parte di Hezbollah, che non ha preso parte ai negoziati.

    Nonostante l’intesa, i colloqui tra Washington e Teheran continuano a registrare progressi limitati, mantenendo elevata l’incertezza sull’evoluzione dei flussi energetici regionali.

    Le preoccupazioni si sono parzialmente attenuate dopo che il presidente Donald Trump ha affermato che l’Iran avrebbe accettato di non perseguire lo sviluppo di armi nucleari.

    Secondo il Wall Street Journal, Trump avrebbe inoltre detto ai suoi collaboratori che non autorizzerà nuovi attacchi contro l’Iran salvo il caso in cui vengano uccisi militari statunitensi.

    La Camera dei Rappresentanti ha inoltre approvato una misura volta a limitare un ulteriore coinvolgimento militare americano, sebbene il provvedimento debba ancora affrontare un complesso iter legislativo.

    “Ogni giorno che passa senza una ripresa dei flussi petroliferi rende il mercato sempre più vulnerabile. Questo aumenta la pressione per raggiungere un accordo”, hanno scritto gli analisti di ING.

    Il calo delle scorte negli Stati Uniti evidenzia un mercato in tensione

    A sostenere i prezzi è stato il forte calo delle scorte di greggio negli Stati Uniti.

    Secondo i dati dell’Energy Information Administration, le scorte sono diminuite di 8 milioni di barili nella settimana conclusa il 29 maggio, ben oltre le attese del mercato per una riduzione di circa 3 milioni di barili.

    “Sebbene le scorte diminuiscano stagionalmente quando le raffinerie aumentano i tassi di utilizzo, il ritmo del calo è stato più rapido del normale”, hanno osservato gli analisti di ING.

    Anche la forte domanda internazionale ha contribuito alla riduzione delle scorte, con le esportazioni statunitensi di greggio salite a 5,9 milioni di barili al giorno.

    Gli analisti continuano a monitorare attentamente i livelli di inventario globali, avvertendo che il proseguimento degli attuali prelievi potrebbe lasciare il mercato particolarmente esposto a eventuali shock dell’offerta in vista del picco della domanda estiva.

  • L’oro sale mentre il cessate il fuoco tra Israele e Libano attenua i timori inflazionistici e indebolisce il dollaro

    L’oro sale mentre il cessate il fuoco tra Israele e Libano attenua i timori inflazionistici e indebolisce il dollaro

    I prezzi dell’oro sono aumentati giovedì, sostenuti dal calo del petrolio e dall’indebolimento del dollaro statunitense dopo i progressi diplomatici tra Israele e Libano, mentre gli investitori attendono importanti dati sul mercato del lavoro statunitense.

    Alle 06:23 ET (10:23 GMT), l’oro spot guadagnava lo 0,7% a 4.465,24 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro salivano dello 0,6% a 4.493,12 dollari l’oncia.

    Il metallo prezioso ha trovato supporto dopo che Israele e Libano hanno concordato di rinnovare un fragile cessate il fuoco, alimentando le speranze che i progressi diplomatici possano favorire un accordo più ampio tra Stati Uniti e Iran.

    Qualsiasi intesa tra Washington e Teheran resta strettamente legata alla stabilità in Libano, dove le forze israeliane sostenute dagli Stati Uniti sono impegnate contro Hezbollah, il gruppo sostenuto dall’Iran.

    Dopo un quarto round di colloqui mediati dagli Stati Uniti, Israele e Libano hanno dichiarato che la tregua sarà “subordinata alla completa cessazione del fuoco da parte di Hezbollah e all’evacuazione di tutti gli operativi di Hezbollah” dalle aree a sud del fiume Litani.

    “Questi passi consentiranno progressi verso un accordo globale di pace e sicurezza”, hanno affermato le due parti in una dichiarazione congiunta.

    Hezbollah non ha partecipato ai negoziati.

    L’attenzione dei mercati è rimasta focalizzata anche sulle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che mercoledì ha affermato che i colloqui con l’Iran potrebbero registrare sviluppi significativi già nel fine settimana. Anche il ministro degli Esteri iraniano ha confermato che i canali di comunicazione con Washington restano aperti.

    Secondo il Wall Street Journal, Trump avrebbe inoltre comunicato ai propri consiglieri che non intende riprendere le operazioni militari contro l’Iran a meno che personale americano non venga ucciso.

    Nel frattempo, cresce la pressione politica interna per porre fine al conflitto. La Camera dei Rappresentanti ha approvato una risoluzione volta a limitare ulteriori azioni militari, sebbene il provvedimento debba ancora ottenere il via libera del Senato.

    Il calo del petrolio sostiene il metallo prezioso

    I mercati energetici hanno reagito positivamente agli sviluppi diplomatici.

    I futures sul Brent sono scesi dell’1,5% a 96,30 dollari al barile, mentre il WTI statunitense ha perso l’1,2% a 94,84 dollari al barile.

    Nonostante il ribasso, i prezzi del greggio restano ben al di sopra dei livelli precedenti al conflitto. Le restrizioni ai flussi commerciali nello Stretto di Hormuz continuano infatti a influenzare i mercati energetici globali e a mantenere vive le preoccupazioni inflazionistiche.

    Gli investitori temono che costi energetici elevati possano alimentare una nuova ondata di inflazione, costringendo le banche centrali a mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo. Uno scenario generalmente sfavorevole per asset privi di rendimento come l’oro.

    Tuttavia, i rendimenti obbligazionari sono diminuiti durante la seduta, offrendo ulteriore sostegno ai prezzi del metallo giallo.

    “Ci aspettiamo che la maggior parte delle banche centrali dei mercati sviluppati, inclusi la Federal Reserve, la Bank of England e altre, mantengano i tassi invariati nel breve termine”, hanno scritto gli analisti di UBS.

    Attesa per i dati sul lavoro negli Stati Uniti

    L’attenzione degli investitori si sposta ora sul rapporto mensile sull’occupazione negli Stati Uniti in uscita venerdì.

    I dati potrebbero fornire indicazioni importanti sulla solidità dell’economia americana e sull’impatto economico del conflitto in Medio Oriente.

    Per il mercato dell’oro, il report potrebbe risultare particolarmente rilevante, poiché le aspettative sulle future mosse della Federal Reserve continuano a rappresentare uno dei principali driver dei prezzi del metallo prezioso.

  • Pirelli recupera terreno dopo aver respinto le accuse sull’esposizione alla Russia (PIRC)

    Pirelli recupera terreno dopo aver respinto le accuse sull’esposizione alla Russia (PIRC)

    Pirelli (BIT:PIRC) è tornata in rialzo giovedì dopo aver respinto con decisione le accuse formulate dalla società di ricerca Grizzly Research riguardo alla propria esposizione al mercato russo.

    Il titolo aveva inizialmente registrato un forte calo, arrivando a perdere fino al 13% nel corso della seduta, prima di recuperare terreno e tornare in territorio positivo dopo la replica della società. Successivamente le azioni mostravano un rialzo di circa lo 0,6%.

    La controversia è nata in seguito alla pubblicazione di un report da parte di Grizzly Research, che ha messo in discussione l’effettiva rilevanza delle attività di Pirelli in Russia. La società di ricerca, che ha dichiarato di detenere una posizione corta sul titolo, sostiene che documenti depositati in Russia indichino che circa il 10% dell’utile netto di Pirelli derivi da operazioni nel Paese.

    Secondo Grizzly Research, questo dato sarebbe in contrasto con quanto comunicato da Pirelli, che attribuisce alla Russia, insieme a Medio Oriente, Africa e India, circa il 6% dei ricavi complessivi del gruppo.

    Pirelli ha respinto con fermezza tali affermazioni, dichiarando che il contenuto del report “does not reflect the truth” e annunciando l’intenzione di intraprendere azioni legali contro chiunque diffonda informazioni ritenute false.

    La società ha precisato che agirà “in all jurisdictions against those who spread this false information.”

    Nel report, Grizzly Research ha inoltre ipotizzato che la crescita registrata in Russia possa essere legata alla domanda derivante dal conflitto in Ucraina.

    Pirelli ha negato qualsiasi coinvolgimento in attività di carattere militare, sottolineando di non produrre pneumatici destinati a usi militari. La società ha aggiunto che tale informazione era già stata “communicated some time ago to the competent Italian authorities.”

    La vicenda evidenzia la crescente attenzione rivolta alle attività delle multinazionali presenti in Russia, in un contesto in cui investitori e autorità continuano a monitorare con particolare attenzione i rischi geopolitici e la trasparenza delle operazioni internazionali.

    Nonostante la brusca reazione iniziale del mercato, la pronta risposta dell’azienda e la decisione di procedere per vie legali hanno contribuito a rassicurare parte degli investitori.

    Più informazioni su Pirelli & C.

    Pirelli & C. è uno dei principali produttori mondiali di pneumatici, specializzato nel segmento premium e ad alte prestazioni per automobili e motocicli. Con sede a Milano, il gruppo opera attraverso una rete globale di impianti produttivi e canali distributivi che servono clienti in Europa, nelle Americhe, in Asia-Pacifico, Medio Oriente e Africa.

    L’azienda è particolarmente nota per la sua presenza nel segmento prestige e per le collaborazioni con alcuni dei più importanti produttori automobilistici al mondo. Attraverso continui investimenti in innovazione, sostenibilità e tecnologie per la mobilità avanzata, Pirelli punta a consolidare ulteriormente la propria posizione nel mercato globale degli pneumatici.

  • STMicroelectronics ritraccia dopo il rally mentre gli analisti alzano i target price (ECO)

    STMicroelectronics ritraccia dopo il rally mentre gli analisti alzano i target price (ECO)

    STMicroelectronics (BIT:STMMI) è rimasta al centro dell’attenzione a Piazza Affari, anche se il titolo ha interrotto la recente corsa dopo il forte rialzo innescato dall’aumento delle previsioni di crescita per il 2026 e il 2027.

    Le azioni del gruppo franco-italiano dei semiconduttori hanno perso circa il 5% nella seduta di giovedì, toccando un minimo intraday di 64,50 euro dopo tre sessioni consecutive di guadagni. La flessione segue un rally che aveva portato il titolo a guadagnare circa il 15% in seguito al significativo miglioramento delle prospettive sui ricavi legati ai data center.

    L’impennata recente ha spinto STMicroelectronics ai massimi livelli dal 2000. Dall’inizio del 2026 il titolo ha registrato un progresso di circa il 175%, sostenuto dal forte interesse degli investitori verso le società esposte all’intelligenza artificiale e alle infrastrutture per il calcolo avanzato.

    La società prevede ora ricavi dai data center pari a circa 1 miliardo di dollari nel 2026, rispetto alla precedente indicazione di “easily above $500 million.” Per il 2027, il management ritiene che tali ricavi possano più che raddoppiare, raggiungendo livelli “well above $1 billion.”

    Gli analisti di JP Morgan hanno interpretato il miglioramento delle stime come un segnale della capacità dell’azienda di aumentare la produzione e soddisfare la crescente domanda.

    STM “had previously indicated that demand was higher than the company could meet and that the challenge was to scale up production to meet demand (since some products are new, such as photonics). Therefore, the increase in data center revenue forecasts signals good execution on new AI products . Strong growth in AI capital expenditures in 2026 is driving continued upward upgrades in semiconductor companies’ revenue estimates,” hanno commentato gli analisti di JP Morgan.

    Ulteriore sostegno al settore è arrivato dalle nuove stime del World Semiconductor Trade Statistics (WSTS), che ha significativamente aumentato le proprie previsioni per il mercato globale dei semiconduttori nel 2026, dopo aver già rivisto al rialzo le stime tre volte nel corso del 2025.

    Secondo gli analisti di Intesa Sanpaolo, l’aggiornamento rappresenta un segnale positivo per l’intero comparto, sostenuto dalla crescente domanda legata all’intelligenza artificiale e al calcolo avanzato.

    Raffica di rialzi dei target price dopo il miglioramento delle prospettive

    L’aggiornamento della guidance ha spinto diversi broker a rivedere al rialzo le loro valutazioni sul titolo.

    L’ultimo intervento è arrivato da UBS, che ha confermato la raccomandazione buy e aumentato il target price da 49 a 80 euro. Rispetto alla chiusura precedente a 68,51 euro, il nuovo obiettivo implica un potenziale rialzo di circa il 17%.

    Anche Equita ha rivisto al rialzo il proprio target price, portandolo a 76 euro e confermando il giudizio buy. La società ha aumentato le previsioni sui ricavi del gruppo del 2% per il 2026, del 7% per il 2027 e dell’8% per il 2028. Le stime sull’EBIT sono state incrementate rispettivamente del 15%, 39% e 36%, mentre le previsioni sull’utile per azione sono state riviste al rialzo del 15%, 38% e 36%.

    Banca Akros ha portato il proprio target price da 68 a 73 euro mantenendo la raccomandazione accumulate. Si tratta del quarto aumento dell’obiettivo di prezzo nell’arco di un mese, rispetto ai 46 euro indicati all’inizio di maggio. Gli analisti prevedono ora utili per azione nel periodo 2026-2028 superiori di alcuni punti percentuali rispetto al consenso.

    Anche WebSim Intermonte ha rivisto la propria valutazione, alzando il target da 43,3 a 70 euro e confermando il giudizio neutral. Gli analisti hanno incrementato le stime sugli utili in media del 16%, indicando l’intelligenza artificiale come il principale motore di crescita.

    Jefferies mantiene infine una posizione positiva sul titolo, con raccomandazione buy e target price di 74 euro. Secondo la banca d’investimento, il miglioramento delle previsioni sui ricavi dei data center riflette una crescente fiducia nella capacità del gruppo di espandere la produzione e beneficiare della forte domanda legata all’intelligenza artificiale.

    Più informazioni su STMicroelectronics

    STMicroelectronics è uno dei maggiori produttori europei di semiconduttori e fornisce componenti avanzati ai settori industriale, automobilistico, delle comunicazioni e dei data center. Negli ultimi anni il gruppo ha rafforzato la propria esposizione al mercato dell’intelligenza artificiale attraverso soluzioni che includono semiconduttori di potenza, sensori, tecnologie di connettività e fotonica.

    Con la continua crescita degli investimenti globali nell’intelligenza artificiale, STMicroelectronics punta a rafforzare il proprio ruolo nei mercati dei data center, dell’edge computing e delle infrastrutture digitali di nuova generazione.

  • Futures USA contrastés entre diplomatie au Moyen-Orient, résultats de Broadcom et introduction en Bourse de SpaceX: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Futures USA contrastés entre diplomatie au Moyen-Orient, résultats de Broadcom et introduction en Bourse de SpaceX: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Les contrats à terme sur les actions américaines évoluaient sans direction claire jeudi, les investisseurs surveillant à la fois les développements diplomatiques au Moyen-Orient et plusieurs annonces majeures dans le secteur technologique.

    À 03h32 ET, les futures sur le Dow Jones progressaient de 0,2 %, tandis que ceux du S&P 500 et du Nasdaq 100 reculaient respectivement de 0,2 % et 0,3 %.

    Wall Street avait terminé la séance précédente en baisse après de nouveaux échanges militaires entre les États-Unis et l’Iran, ravivant les inquiétudes concernant un conflit qui dure désormais depuis plus de trois mois. Les investisseurs craignent que la hausse des prix de l’énergie entretienne les pressions inflationnistes et réduise les chances d’une baisse des taux par la Réserve fédérale cette année.

    Malgré ce contexte, les valeurs liées aux semi-conducteurs ont continué d’attirer les capitaux grâce à l’enthousiasme persistant autour de l’intelligence artificielle. Les dernières statistiques économiques américaines ont également montré une activité relativement solide, même si certaines entreprises font face à des pressions accrues sur leurs marges.

    Le cessez-le-feu entre Israël et le Liban relance l’espoir d’un accord plus large

    Les marchés ont réagi aux dernières avancées diplomatiques au Moyen-Orient après la décision d’Israël et du Liban de renouveler leur cessez-le-feu.

    Cette évolution nourrit l’espoir d’une progression des négociations entre Washington et Téhéran. Un éventuel accord entre les États-Unis et l’Iran dépend en partie d’une stabilisation de la situation au Liban, où les forces israéliennes soutenues par Washington affrontent le Hezbollah soutenu par l’Iran.

    À l’issue d’un quatrième cycle de discussions menées sous médiation américaine, Israël et le Liban ont indiqué que la trêve resterait “contingent on a complete cessation of Hezbollah fire and the evacuation of all Hezbollah operatives” des zones situées au sud du fleuve Litani.

    “These steps will enable progress towards a comprehensive peace and security agreement,” selon le communiqué commun.

    Le Hezbollah n’a pas participé aux discussions.

    Donald Trump a déclaré mercredi que les négociations avec l’Iran pourraient progresser rapidement, potentiellement dès ce week-end. Le ministre iranien des Affaires étrangères a pour sa part affirmé que les échanges avec Washington n’avaient pas été interrompus.

    Parallèlement, la pression politique s’intensifie aux États-Unis. La Chambre des représentants a adopté une résolution visant à limiter la poursuite des opérations militaires sans approbation supplémentaire du Congrès.

    Le pétrole recule sur fond d’espoir concernant le détroit d’Hormuz

    Les marchés de l’énergie ont accueilli favorablement l’annonce du cessez-le-feu.

    Le Brent a perdu 1 % pour revenir à 96,84 dollars le baril, les investisseurs estimant qu’un éventuel accord entre Washington et Téhéran pourrait favoriser la réouverture du détroit d’Hormuz.

    Les rendements obligataires américains et européens ont également reculé, les marchés anticipant une détente potentielle des prix de l’énergie et de l’inflation.

    Le détroit d’Hormuz constitue l’un des principaux axes mondiaux de transport du pétrole. Avant le début du conflit, près de 20 % des flux pétroliers mondiaux y transitaient. Sa fermeture effective a contribué à la hausse des prix du pétrole et du gaz naturel liquéfié.

    Broadcom recule malgré une forte croissance liée à l’IA

    L’intelligence artificielle demeure l’un des principaux moteurs des marchés technologiques.

    Broadcom (NASDAQ:AVGO) a annoncé une hausse de 48 % de son chiffre d’affaires trimestriel, portée par la forte demande de puces destinées aux applications d’intelligence artificielle.

    Malgré ces résultats solides, l’action a reculé lors des échanges après clôture, certains investisseurs jugeant les perspectives de croissance moins ambitieuses qu’espéré.

    Le groupe a maintenu son objectif de plus de 100 milliards de dollars de revenus liés aux semi-conducteurs IA d’ici 2027.

    Le directeur général Hock Tan a indiqué que les revenus liés à l’IA devraient atteindre 16 milliards de dollars au trimestre en cours, soit plus de trois fois le niveau enregistré un an auparavant.

    SpaceX fixe le prix de son introduction en Bourse

    SpaceX (NASDAQ:SPCX) a fixé le prix de son introduction en Bourse à 135 dollars par action avant son arrivée prévue sur les marchés la semaine prochaine.

    Selon un document réglementaire mis à jour, l’entreprise prévoit de vendre 555,5 millions d’actions, ce qui pourrait lui permettre de lever environ 75 milliards de dollars.

    Cette opération valoriserait SpaceX à près de 1 750 milliards de dollars, ce qui en ferait l’une des entreprises les plus valorisées des États-Unis et la plus importante introduction en Bourse jamais réalisée.

    La décision de communiquer le prix de l’opération avant la fin du processus traditionnel de présentation aux investisseurs constitue une approche inhabituelle sur les marchés américains.

    Cette opération offrira aux investisseurs un accès direct aux activités de SpaceX dans les domaines de l’exploration spatiale, des communications par satellite et de l’intelligence artificielle, au cœur de l’empire industriel d’Elon Musk.

  • Le borse europee progressano leggermente grazie al rinnovo della tregua tra Israele e Libano: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee progressano leggermente grazie al rinnovo della tregua tra Israele e Libano: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno registrato moderati rialzi giovedì, mentre gli investitori valutavano le implicazioni del nuovo accordo di cessate il fuoco tra Israele e Libano sui negoziati più ampi volti a porre fine al conflitto che coinvolge l’Iran.

    Alle 07:13 GMT, l’indice paneuropeo Stoxx 600 guadagnava lo 0,1%. Il DAX tedesco avanzava dello 0,2%, il CAC 40 francese dello 0,3%, mentre il FTSE 100 di Londra rimaneva sostanzialmente invariato.

    Il sentiment di mercato è stato sostenuto dall’intesa raggiunta tra Israele e Libano per rinnovare una tregua fragile, alimentando le speranze di progressi diplomatici che possano favorire un futuro accordo tra Washington e Teheran. Un eventuale accordo tra Stati Uniti e Iran è infatti strettamente legato alla stabilità in Libano, dove le forze israeliane sostenute dagli Stati Uniti combattono contro Hezbollah, gruppo sostenuto dall’Iran.

    Dopo un quarto round di colloqui mediati dagli Stati Uniti, Israele e Libano hanno dichiarato che la tregua sarà “contingent on a complete cessation of Hezbollah fire and the evacuation of all Hezbollah operatives” dalle aree a sud del fiume Litani.

    “These steps will enable progress towards a comprehensive peace and security agreement,” si legge nella dichiarazione congiunta.

    Hezbollah non ha preso parte direttamente ai negoziati.

    I mercati energetici hanno reagito positivamente alla notizia. Il Brent, riferimento globale per il petrolio, è sceso dell’1,0% a 96,84 dollari al barile. Anche i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono diminuiti, riflettendo le aspettative che un eventuale accordo tra Stati Uniti e Iran possa portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz, alleviando le pressioni sui prezzi dell’energia e sull’inflazione.

    Gli operatori continuano inoltre a monitorare le prospettive della politica monetaria, con i mercati che prevedono ancora possibili rialzi dei tassi da parte della Banca Centrale Europea entro la fine dell’anno.

    Mercoledì, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che i colloqui con l’Iran potrebbero produrre risultati già nel fine settimana. Parallelamente, il ministro degli Esteri iraniano ha confermato che i canali di comunicazione con Washington restano aperti, nonostante recenti indiscrezioni secondo cui Teheran avrebbe sospeso gli scambi indiretti attraverso mediatori.

    Anche sul fronte interno americano cresce la pressione politica. La Camera dei Rappresentanti ha approvato una risoluzione che mira a limitare la prosecuzione del conflitto senza ulteriore autorizzazione del Congresso. Il provvedimento deve tuttavia ancora superare diversi ostacoli legislativi.

    L’intelligenza artificiale resta il principale tema di mercato

    Al di là delle questioni geopolitiche, l’intelligenza artificiale continua a rappresentare uno dei principali motori dell’interesse degli investitori.

    L’amministratore delegato di Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (NYSE:TSM) ha affermato che la domanda di potenza di calcolo avanzata e semiconduttori di ultima generazione dovrebbe rimanere molto elevata nei prossimi anni.

    Nonostante queste prospettive positive, alcuni titoli europei del settore hanno registrato lievi ribassi. STMicroelectronics (BIT:STMMI) e ASML (EU:ASML) hanno perso terreno dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali del produttore statunitense Broadcom (NASDAQ:AVGO).

    Pur avendo registrato una forte crescita dei ricavi grazie alla domanda di chip legati all’intelligenza artificiale, Broadcom ha visto il titolo scendere nelle contrattazioni after-hours a causa di previsioni considerate insufficienti da parte di alcuni investitori.

    Remy Cointreau in rialzo grazie al nuovo piano di rilancio

    Tra i singoli titoli, Remy Cointreau (EU:RCO) ha registrato un forte rialzo a Parigi dopo che il management ha presentato un piano volto ad aumentare il risultato operativo di circa 100 milioni di euro entro l’esercizio 2028/29.

    Il gruppo dei distillati punta inoltre a raddoppiare le vendite nei canali travel retail e nei mercati emergenti nell’ambito di un ampio programma di trasformazione triennale destinato a rafforzare crescita e redditività.

  • I Futures di Wall Street Indicano un Avvio di Seduta in Moderato Calo: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I Futures di Wall Street Indicano un Avvio di Seduta in Moderato Calo: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura leggermente negativa mercoledì, suggerendo una possibile fase di consolidamento dopo i modesti guadagni registrati dai mercati nelle ultime sedute.

    Il sentiment degli investitori resta prudente a causa delle persistenti incertezze legate al Medio Oriente, mentre gli sforzi diplomatici tra Stati Uniti e Iran continuano a procedere senza segnali concreti di svolta.

    Le Tensioni Geopolitiche Restano al Centro dell’Attenzione

    Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, le forze americane hanno intercettato con successo diversi missili balistici e droni iraniani prima di effettuare quelli che sono stati definiti attacchi di “self-defense” sull’isola iraniana di Qeshm in risposta ai tentativi di attacco lanciati da Teheran martedì.

    Il protrarsi degli scontri militari ha contribuito a un forte rialzo dei prezzi energetici, con i futures sul petrolio statunitense in aumento di quasi il 3%.

    Nonostante questi sviluppi, i mercati azionari hanno recentemente mostrato una notevole capacità di tenuta, sostenuti dalla fiducia negli utili societari e dalle aspettative di una crescita economica ancora solida.

    “Per ora, l’appetito per il rischio rimane sostenuto, ma con valutazioni elevate e aspettative di politica monetaria in evoluzione, i mercati sembrano sempre più sensibili a qualsiasi segnale che la storia di crescita e degli utili possa iniziare a indebolirsi”, ha dichiarato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.

    Le Azioni Restano Vicine ai Massimi Storici

    Martedì Wall Street è riuscita a recuperare le perdite iniziali e a chiudere in rialzo, con tutti e tre i principali indici statunitensi che hanno registrato nuovi massimi storici per la terza seduta consecutiva.

    Il Dow Jones Industrial Average è salito di 228,91 punti, pari allo 0,5%, chiudendo a 51.307,79 punti.

    Il Nasdaq Composite ha guadagnato 7,09 punti, meno dello 0,1%, terminando la seduta a 27.093,90 punti, mentre l’S&P 500 è avanzato di 9,82 punti, pari allo 0,1%, chiudendo a 7.609,82 punti.

    Il Rialzo del Petrolio Limita l’Ottimismo degli Investitori

    Le recenti performance positive dell’azionario erano state sostenute dalle speranze di una possibile soluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran.

    Tuttavia, le dichiarazioni divergenti del presidente statunitense Donald Trump e del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu hanno ridotto le aspettative di un accordo nel breve termine.

    Allo stesso tempo, il recupero dei prezzi del petrolio ha rappresentato un ulteriore elemento di pressione per gli asset più rischiosi.

    Le quotazioni del greggio sono aumentate sensibilmente martedì dopo il rallentamento dei progressi relativi a un Memorandum d’Intesa tra Stati Uniti e Iran. A ciò si aggiungono le preoccupazioni alimentate dagli avvertimenti delle agenzie energetiche internazionali riguardo a una riduzione delle scorte petrolifere più rapida del previsto.

    L’Ottimismo sull’Intelligenza Artificiale Continua a Sostenere i Mercati

    Sebbene le tensioni geopolitiche abbiano spinto alcuni investitori a mantenere un atteggiamento prudente, l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale continua a rappresentare un importante fattore di supporto per i mercati azionari.

    Il tema degli investimenti legati all’AI resta uno dei principali motori del sentiment di mercato, contribuendo a compensare le preoccupazioni legate ai rischi geopolitici e all’aumento dei prezzi dell’energia.

    Per il momento, gli investitori sembrano bilanciare la fiducia negli utili aziendali e nella crescita trainata dalla tecnologia con i rischi derivanti da uno scenario geopolitico sempre più incerto.

  • Le Borse Europee Arretrano mentre il Rialzo del Petrolio Riaccende i Timori sull’Inflazione: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse Europee Arretrano mentre il Rialzo del Petrolio Riaccende i Timori sull’Inflazione: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno chiuso in calo mercoledì, mentre l’escalation delle tensioni in Medio Oriente ha continuato a sostenere i prezzi del petrolio, alimentando nuove preoccupazioni sulle prospettive dell’inflazione e della politica monetaria.

    I futures sul Brent sono balzati di quasi il 3%, avvicinandosi alla soglia dei 99 dollari al barile, dopo che l’esercito statunitense ha riferito di aver intercettato attacchi missilistici iraniani diretti contro Bahrein, Kuwait e altri obiettivi nella regione.

    A pesare sul sentiment degli investitori è stato anche il taglio delle stime di crescita economica globale da parte dell’OCSE, che ha avvertito come un conflitto prolungato tra Stati Uniti e Iran potrebbe spingere l’economia mondiale verso condizioni prossime alla recessione.

    In Ribasso i Principali Indici Europei

    Il clima di cautela ha prevalso sui mercati del continente, con il DAX tedesco in flessione dello 0,9%.

    Anche il FTSE 100 britannico e il CAC 40 francese hanno registrato perdite, cedendo entrambi circa lo 0,3%.

    Inditex Balza Grazie a un Solido Primo Trimestre

    Tra i titoli migliori della seduta si è distinta Inditex, che ha beneficiato di risultati trimestrali superiori alle attese.

    Le azioni del gruppo spagnolo sono salite del 6% dopo aver riportato una crescita dell’8,8% delle vendite nel primo trimestre, sostenuta dal successo delle collezioni estive di Zara e dalle iniziative di ottimizzazione della rete commerciale.

    DiscoverIE Scende Nonostante Utili Record

    A Londra, il produttore di componenti elettronici personalizzati DiscoverIE Group (LSE:DSCV) ha perso quasi il 2%, pur avendo annunciato utili record per l’esercizio concluso a marzo 2026.

    Il calo suggerisce che gli investitori abbiano guardato oltre i risultati finanziari, in un contesto di debolezza più ampia del mercato.

    B&M Corre dopo Risultati Migliori delle Attese

    Il discount retailer B&M European Value Retail (LSE:BME) è stato tra i titoli più brillanti della giornata.

    Le sue azioni sono balzate del 16% dopo che gli utili annuali hanno superato le aspettative del mercato, con una contrazione inferiore a quella prevista dagli analisti.

    Currys Sale dopo la Nomina del Nuovo Amministratore Delegato

    Il rivenditore di elettronica Currys (LSE:CURY) ha guadagnato l’1,4% dopo aver annunciato la nomina di Fredrik Tønnesen come nuovo Group Chief Executive Officer.

    Gli investitori hanno accolto positivamente il cambio al vertice mentre la società continua a portare avanti le proprie priorità strategiche e operative nei mercati chiave.