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  • I futures di Wall Street avanzano dopo il debole rapporto sull’occupazione USA: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures di Wall Street avanzano dopo il debole rapporto sull’occupazione USA: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures azionari statunitensi hanno indicato un’apertura positiva venerdì dopo che il rapporto sull’occupazione di luglio ha mostrato un mercato del lavoro più debole del previsto, riducendo i timori di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

    Dopo la pubblicazione dei dati del Dipartimento del Lavoro, i futures hanno accelerato al rialzo, mentre gli investitori hanno interpretato il rallentamento dell’occupazione come un segnale favorevole per la politica monetaria.

    Le buste paga non agricole sorprendono in negativo

    Il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che a luglio l’occupazione non agricola è diminuita di 23.000 unità, dopo che il dato di giugno è stato rivisto al ribasso a un aumento di 20.000 posti.

    Gli analisti prevedevano invece un incremento di 88.000 occupati, rispetto ai 57.000 inizialmente comunicati per giugno.

    Pur indicando un raffreddamento del mercato del lavoro, i dati hanno rafforzato le aspettative che la Federal Reserve possa evitare ulteriori rialzi dei tassi.

    Il tasso di disoccupazione è inoltre sceso al 4,1% dal 4,2% di giugno, sorprendendo il mercato che prevedeva un dato invariato.

    I rendimenti dei Treasury scendono

    Dopo la pubblicazione del rapporto sull’occupazione, i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi hanno registrato un netto calo.

    Il rendimento del Treasury decennale di riferimento è sceso di oltre l’1,2%, riflettendo aspettative più accomodanti sulla politica monetaria.

    Wall Street ha chiuso in ribasso giovedì

    La seduta di giovedì è stata caratterizzata da scambi prudenti in vista dei dati sul lavoro.

    Il Dow Jones ha perso 464,02 punti (-0,9%) a 53.885,10.

    L’S&P 500 è sceso dello 0,2% a 7.709,96, mentre il Nasdaq Composite ha ceduto lo 0,1% chiudendo a 26.348,35.

    Salesforce pesa sul Dow

    Salesforce (NYSE:CRM) ha perso il 3,2% dopo che CNBC ha riferito della nomina dell’ex dirigente di Oracle (NYSE:ORCL) Miguel Milano come nuovo chief operating officer.

    Anche Boeing (NYSE:BA) e Honeywell (NASDAQ:HON) hanno registrato forti ribassi, rispettivamente del 3,3% e del 3%.

    Andamento contrastato tra i settori

    Prima della pubblicazione del rapporto sull’occupazione, il mercato ha esaminato anche i dati settimanali sulle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione.

    Le nuove richieste sono salite a 199.000 unità, un dato comunque inferiore alle attese degli economisti.

    Tra i comparti migliori si sono distinti i titoli delle telecomunicazioni, con l’indice NYSE Arca North American Telecom in rialzo del 3,1%.

    In crescita anche il settore dei servizi petroliferi grazie al recupero del greggio, mentre le compagnie aeree hanno perso terreno a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio.

    Anche i titoli immobiliari e quelli del settore brokeraggio hanno chiuso in calo.

  • Le Borse europee avanzano mentre i mercati seguono il petrolio e i dati sul lavoro USA: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee avanzano mentre i mercati seguono il petrolio e i dati sul lavoro USA: DAX, CAC, FTSE100

    Le principali Borse europee hanno chiuso la mattinata in rialzo venerdì, con gli investitori concentrati sull’andamento del petrolio e sull’atteso rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti, considerato un indicatore chiave per le prossime decisioni della Federal Reserve sui tassi d’interesse.

    Il Brent è salito verso gli 83 dollari al barile, proseguendo il rialzo della seduta precedente mentre restano dubbi sui negoziati per la piena riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio energetico mondiale.

    La produzione industriale tedesca cresce a giugno

    Secondo Destatis, la produzione industriale della Germania è aumentata dello 0,2% a giugno, dopo il rialzo rivisto dello 0,7% registrato a maggio. Il mercato si attendeva un dato invariato.

    Nel Regno Unito, i dati di Lloyds Banking Group hanno mostrato prezzi delle abitazioni stabili a luglio, dopo l’aumento dello 0,2% registrato a giugno, in un contesto economico che resta incerto.

    I principali indici europei in rialzo

    Il DAX tedesco ha guadagnato circa l’1%, registrando la migliore performance tra i principali listini europei.

    Il FTSE 100 britannico è salito dello 0,8%, mentre il CAC 40 francese ha registrato un progresso dello 0,5%.

    Le trimestrali influenzano i singoli titoli

    Nonostante risultati del secondo trimestre superiori alle attese, Munich Re (TG:MUV2) ha ceduto il 2,8%.

    Anche Allianz ha perso circa l’1% dopo la pubblicazione dei conti trimestrali.

    Daimler Truck Holding (TG:DTG) è scesa del 4,2% dopo aver comunicato un calo del 18% dell’utile del secondo trimestre.

    Tra i peggiori titoli della seduta figura anche Lanxess (TG:LXS), che ha perso quasi il 5% dopo aver riportato una perdita netta trimestrale superiore alle aspettative.

  • Il petrolio sale mentre aumentano le incertezze sul futuro dello Stretto di Hormuz

    Il petrolio sale mentre aumentano le incertezze sul futuro dello Stretto di Hormuz

    I prezzi del petrolio hanno proseguito il rialzo venerdì, sostenuti dalle nuove incertezze sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. L’Iran, in collaborazione con l’Oman, ha avanzato proposte che prevedono restrizioni per le navi considerate ostili e pesanti sanzioni economiche per chi non rispetterà le nuove regole di transito.

    Alle 06:34 GMT, i futures sul Brent salivano di 85 centesimi, pari all’1,03%, a 83,34 dollari al barile, mentre il WTI statunitense guadagnava 52 centesimi, pari allo 0,67%, a 77,81 dollari.

    Le proposte dell’Iran riaccendono i timori sull’offerta

    Giovedì il petrolio aveva già registrato un rialzo superiore ai 3 dollari al barile dopo le notizie secondo cui l’Iran starebbe valutando una legge per vietare il transito nello Stretto di Hormuz alle navi statunitensi e israeliane. Prima dell’inizio del conflitto, alla fine di febbraio, circa un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto attraversava questo passaggio strategico.

    All’inizio della settimana i prezzi erano invece diminuiti grazie alle speranze di un accordo diplomatico, ma il Brent è tornato sopra gli 80 dollari dopo essere sceso sotto tale soglia per la prima volta dal 13 luglio. Nonostante il recupero, entrambi i benchmark sono ancora diretti verso una perdita settimanale di circa l’8%.

    I mercati analizzano il piano iraniano

    Secondo diversi analisti, gli sviluppi degli ultimi giorni confermano che le tensioni tra Iran e Stati Uniti sono tutt’altro che risolte.

    L’agenzia iraniana Fars ha riferito che una commissione parlamentare sta esaminando una proposta di legge che vieterebbe il passaggio nello Stretto di Hormuz alle navi statunitensi, israeliane e ad altre imbarcazioni considerate ostili. Il progetto prevede inoltre multe fino al 20% del valore del carico per chi violerà le nuove disposizioni.

    Lin Ye, Vice President of Commodities Markets – Oil di Rystad Energy, ha affermato che il mercato sta reagendo direttamente al piano iraniano per la gestione del traffico marittimo.

    “Non si tratta di un mercato che sta scontando un cattivo accordo, ma della conferma che qualsiasi soluzione sarà un corridoio gestito e condizionato, non un ritorno alla normale circolazione”, ha dichiarato.

    Secondo un alto funzionario iraniano, Teheran punta a introdurre commissioni comprese tra il 5% e il 7% del valore del carico, mentre l’Oman starebbe valutando un contributo vicino al 3%. Gli Stati Uniti continuano invece a opporsi a qualsiasi forma di tariffa.

    Fonti del settore ritengono che un simile accordo sarebbe difficile da applicare a causa delle sanzioni statunitensi e delle limitazioni assicurative sui pagamenti.

    Il mercato attende maggiori certezze

    Vandana Hari, fondatrice di Vanda Insights, ha affermato che le notizie degli ultimi giorni hanno provocato una forte volatilità, ma ha sottolineato che il mercato resta privo di indicazioni chiare sui passaggi necessari per arrivare a un’intesa definitiva.

    Nel frattempo, gli Houthi dello Yemen hanno rivendicato attacchi con missili e droni contro “postazioni saudite” nelle aree di Marib e Hadramout.

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di ritenere che il conflitto terminerà “presto”, anche se i mercati continuano a incorporare nei prezzi il rischio geopolitico.

  • L’oro sale grazie alle tensioni in Medio Oriente in attesa dei dati sul lavoro USA

    L’oro sale grazie alle tensioni in Medio Oriente in attesa dei dati sul lavoro USA

    I prezzi dell’oro hanno registrato un nuovo rialzo venerdì, proseguendo il recupero della seduta precedente, mentre gli investitori valutano l’escalation delle tensioni nello Stretto di Hormuz e attendono il rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti per ottenere indicazioni sulla prossima mossa della Federal Reserve.

    Alle 01:04 ET (05:04 GMT), l’oro spot (XAU/USD) guadagnava lo 0,6% a 4.264,22 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro salivano dello 0,6% a 4.323,07 dollari. L’argento (XAG/USD) avanzava dell’1,2% a 62,26 dollari l’oncia e il platino (XPT/USD) cresceva dello 0,6% a 1.740,05 dollari.

    Lo Stretto di Hormuz mantiene alta l’attenzione su inflazione e Fed

    I media iraniani hanno riferito che Teheran avrebbe colpito quelli definiti “obiettivi ostili” nello Stretto di Hormuz e sarebbe intenzionata a vietare il transito alle navi statunitensi e israeliane.

    Le notizie sono arrivate dopo che funzionari iraniani avevano dichiarato che l’accordo con l’Oman per la riapertura delle rotte marittime era ormai nelle fasi finali.

    Nel frattempo, il movimento Houthi dello Yemen ha rivendicato un importante attacco contro le forze sostenute dall’Arabia Saudita, alimentando i timori di un ulteriore allargamento del conflitto.

    Nonostante le nuove tensioni, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di ritenere che la guerra finirà “molto presto” e ha sostenuto che gli Stati Uniti mantengono il controllo dello Stretto di Hormuz.

    Giovedì il prezzo dell’oro aveva superato brevemente i 4.300 dollari grazie all’ottimismo su un possibile accordo per la riapertura della navigazione, ma il rialzo si è poi ridimensionato quando il riaccendersi delle tensioni ha riportato al centro dell’attenzione il rischio di un aumento dell’inflazione legato ai prezzi dell’energia.

    I mercati attribuiscono attualmente una probabilità di circa il 60% a un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre, dopo che il Financial Times ha riferito che il presidente della Fed Kevin Warsh sarebbe disposto ad aumentare il costo del denaro se l’inflazione dovesse rimanere elevata.

    L’indice del dollaro USA è rimasto intorno a quota 100, senza offrire particolari indicazioni ai mercati dei metalli preziosi.

    Dati sul lavoro e domanda cinese sotto osservazione

    L’attenzione degli investitori si sposta ora sul rapporto statunitense sui nuovi occupati non agricoli.

    Il presidente della Federal Reserve di St. Louis, Alberto Musalem, ha affermato che i responsabili della politica monetaria non possono permettersi di tollerare un’inflazione persistentemente elevata nella speranza che una maggiore produttività riduca le pressioni sui prezzi.

    Nel frattempo, la domanda proveniente dalla Cina continua a sostenere il mercato. Gli ETF cinesi collegati all’oro hanno registrato 14 sedute consecutive di afflussi, contribuendo a mantenere i prezzi su livelli elevati.

    Tony Sycamore, Senior Market Analyst di IG, ritiene che il recente movimento dei prezzi indichi la formazione di un supporto intorno ai minimi di fine giugno, a circa 3.942 dollari.

    Secondo l’analista, il mantenimento dei prezzi sopra tale livello potrebbe favorire un rialzo verso la media mobile a 200 giorni, situata intorno a 4.489 dollari, mentre un superamento stabile di quella soglia potrebbe aprire la strada a un ritorno verso i 5.000 dollari.

    Sycamore ha aggiunto che il rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti sarà probabilmente decisivo per stabilire se l’attuale rialzo potrà trasformarsi in un trend più duraturo.

  • Mercati in attesa dei dati sul lavoro USA tra tensioni in Medio Oriente e notizie societarie: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Mercati in attesa dei dati sul lavoro USA tra tensioni in Medio Oriente e notizie societarie: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I futures di Wall Street si sono mossi poco venerdì mentre gli investitori attendono il rapporto sull’occupazione statunitense, un dato chiave che potrebbe influenzare le prossime decisioni della Federal Reserve sui tassi di interesse. L’attenzione resta inoltre rivolta al Medio Oriente dopo un nuovo attacco degli Houthi contro l’Arabia Saudita e alle trattative tra Iran e Oman sullo Stretto di Hormuz.

    Futures poco mossi prima dei dati sull’occupazione

    Alle 02:52 ET (06:52 GMT), i futures sul Dow Jones cedevano 66 punti, pari allo 0,1%, quelli sull’S&P 500 erano pressoché invariati e i futures sul Nasdaq 100 avanzavano di 54 punti, pari allo 0,2%.

    Giovedì Wall Street ha chiuso in ribasso. Il Nasdaq Composite ha perso lo 0,06% dopo che Sandisk (NASDAQ:SNDK) e Western Digital (NASDAQ:WDC) hanno pubblicato risultati solidi, ma con prospettive che non hanno soddisfatto le elevate aspettative del mercato.

    Il Dow Jones Industrial Average ha ceduto lo 0,85%, interrompendo una serie positiva di cinque sedute, mentre Salesforce (NYSE:CRM) e UnitedHealth (NYSE:UNH) hanno pesato sull’indice.

    L’S&P 500 ha chiuso in calo dello 0,18%. Gli analisti di Vital Knowledge hanno osservato che è stato “impressionante che l’indice non sia sceso di più considerando i numerosi fattori negativi”, citando rendimenti obbligazionari in rialzo, prospettive deludenti nel settore tecnologico, dubbi sull’indipendenza della Federal Reserve e il rialzo del petrolio.

    I dati sull’occupazione saranno determinanti per la Fed

    L’attenzione è ora rivolta al rapporto mensile sui nuovi occupati non agricoli.

    Gli economisti prevedono la creazione di 88.000 posti di lavoro a luglio, rispetto ai 57.000 di giugno, con un tasso di disoccupazione stabile al 4,2%.

    Il mercato del lavoro continua a mostrare segnali contrastanti: le assunzioni rimangono contenute, ma anche i licenziamenti restano limitati. Le restrizioni sull’immigrazione e l’aumento dei pensionamenti hanno inoltre ridotto la forza lavoro, mentre il tasso di partecipazione è sceso al 61,5%, il livello più basso dal marzo 2021.

    Thomas Ryan, Senior North America Economist di Capital Economics, ritiene che la domanda interna americana resti solida, lasciando aperto il dibattito sulle prossime mosse della Federal Reserve tra controllo dell’inflazione e sostegno alla crescita.

    L’Arabia Saudita teme un allargamento del conflitto

    L’Arabia Saudita ha lanciato un nuovo allarme sull’espansione del conflitto in Medio Oriente dopo un attacco dei ribelli Houthi sostenuti dall’Iran che ha ferito undici civili.

    Secondo Reuters, tra i feriti figurano sette cittadini sauditi, uno yemenita, due egiziani e un cittadino pakistano.

    L’attacco arriva mentre proseguono i negoziati tra Iran e Oman per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, permangono dubbi sulla possibilità che un accordo riesca a ridurre le tensioni e a garantire la sicurezza delle forniture petrolifere.

    Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che lo stretto è “in un certo senso aperto in questo momento”, mentre l’Iran sostiene che i negoziati siano nella “fase finale”.

    Meta condannata a pagare oltre 900 milioni di dollari

    Meta Platforms (NASDAQ:META) è stata condannata da un tribunale del New Mexico a versare oltre 900 milioni di dollari in un fondo destinato a finanziare iniziative per la tutela dei minori.

    La decisione segue il verdetto emesso a marzo, secondo cui la società avrebbe violato la normativa statale sulla tutela dei consumatori presentando Facebook e Instagram come piattaforme sicure per i giovani utenti.

    Berkshire Hathaway pubblicherà i risultati nel fine settimana

    Gli investitori attendono anche i risultati trimestrali di Berkshire Hathaway (NYSE:BRK.B), previsti per sabato.

    Il mercato analizzerà le performance del gruppo sotto la guida di Greg Abel, successore di Warren Buffett. Nel primo trimestre Berkshire aveva registrato un aumento dell’utile operativo e una liquidità pari a 380,2 miliardi di dollari.

  • Le borse europee si avviano verso la migliore settimana da giugno grazie agli utili societari: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee si avviano verso la migliore settimana da giugno grazie agli utili societari: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno aperto in lieve rialzo venerdì e si avviano a registrare la migliore performance settimanale dalla fine di giugno, sostenuti da una solida stagione degli utili che ha spinto i principali indici regionali su nuovi massimi storici.

    L’indice paneuropeo STOXX Europe 600 è salito dello 0,2% nelle prime contrattazioni ed è sulla buona strada per chiudere la settimana con un guadagno di circa l’1,4%, il migliore risultato settimanale delle ultime sei settimane. Gli investitori hanno rafforzato la fiducia nelle azioni europee dopo una serie di risultati aziendali superiori alle attese.

    Il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,3%, mentre il CAC 40 francese e il FTSE 100 di Londra sono saliti entrambi dello 0,2%.

    La stagione degli utili sostiene i mercati

    Nel corso della settimana i principali indici europei hanno toccato nuovi record, sostenuti dalle solide trimestrali di società attive nei settori farmaceutico, delle infrastrutture energetiche e delle telecomunicazioni.

    Le stime sugli utili delle società dello STOXX 600 indicano ora una crescita vicina al 21% rispetto all’anno precedente, ben superiore all’incremento del 12,5% previsto all’inizio della stagione delle trimestrali. Questo miglioramento ha rafforzato le prospettive per il mercato azionario europeo.

    Anche il calo dei rendimenti obbligazionari, favorito dal ritracciamento dei prezzi del petrolio, ha contribuito al rialzo dei mercati, riducendo le pressioni sui costi per i settori più esposti all’energia.

    Tornano le tensioni geopolitiche

    L’attenzione degli investitori è tornata a concentrarsi sul Medio Oriente dopo le notizie secondo cui il Parlamento iraniano starebbe esaminando un disegno di legge preliminare per vietare il transito nello Stretto di Hormuz alle navi statunitensi, israeliane e ad altre imbarcazioni considerate “ostili”.

    L’iniziativa potrebbe complicare gli sforzi diplomatici guidati da Oman e Qatar per rafforzare la sicurezza marittima nella regione.

    Balzo di Genel in attesa dei dati sul lavoro USA

    Tra i singoli titoli, Genel (LSE:GENL) ha guadagnato il 12% dopo aver respinto un’offerta di acquisizione.

    Gli investitori attendono inoltre la pubblicazione dei dati statunitensi sui nuovi posti di lavoro non agricoli di luglio. Gli economisti prevedono un’accelerazione della crescita dell’occupazione con un tasso di disoccupazione stabile al 4,2%, uno scenario che confermerebbe la solidità del mercato del lavoro americano mantenendo alta l’attenzione della Federal Reserve sull’inflazione.

    I mercati attribuiscono attualmente una probabilità pressoché pari a un rialzo dei tassi di 25 punti base nella riunione della Federal Reserve del 16 settembre.

    Gli investitori europei seguiranno con attenzione i dati sull’occupazione negli Stati Uniti per valutare se la forza dell’economia americana possa continuare a influenzare la politica monetaria globale e mantenere elevati i costi di finanziamento nei prossimi mesi.

  • Generali registra un forte aumento dell’utile nel primo semestre grazie alla crescita dei ricavi assicurativi

    Generali registra un forte aumento dell’utile nel primo semestre grazie alla crescita dei ricavi assicurativi

    Assicurazioni Generali (BIT:G) ha chiuso il primo semestre con un utile netto di 913 milioni di euro, in aumento del 46,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il gruppo assicurativo italiano ha inoltre registrato una crescita dei ricavi assicurativi, sostenuta dal buon andamento delle principali aree di business.

    Crescono i ricavi e migliora la redditività tecnica

    I ricavi diretti del comparto assicurativo sono aumentati del 3,9% su base annua, raggiungendo 9 miliardi di euro nel primo semestre. Generali ha inoltre migliorato il combined ratio al 91,8%, centrando gli obiettivi fissati nel proprio piano strategico. Il coefficiente di solvibilità si è attestato al 259%, confermando la solidità patrimoniale del gruppo.

    Buona performance nei rami Vita e Danni

    Il segmento Danni ha beneficiato della crescita delle attività nei comparti auto e bancassurance, mentre il business Vita ha registrato un’espansione attraverso il canale agenziale, contribuendo anche al miglioramento della redditività. Le attività di asset management hanno inoltre sostenuto il risultato ante imposte della divisione Danni.

    Nessun aggiornamento sulle previsioni

    In occasione della pubblicazione dei risultati semestrali, Generali non ha fornito nuove indicazioni sull’andamento dei prossimi trimestri né aggiornato le previsioni per l’intero esercizio.

  • Monte Paschi aumenta l’utile nel secondo trimestre grazie alle commissioni e al rafforzamento patrimoniale

    Monte Paschi aumenta l’utile nel secondo trimestre grazie alle commissioni e al rafforzamento patrimoniale

    Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) ha registrato un aumento del 20,2% dell’utile netto del secondo trimestre rispetto al trimestre precedente, raggiungendo 610 milioni di euro, mentre l’utile del primo semestre ha superato 1,1 miliardi di euro. La terza banca italiana ha beneficiato della crescita delle commissioni nette e del rafforzamento della propria posizione patrimoniale, con il coefficiente CET1 fully loaded salito al 16,3%.

    L’utile del secondo trimestre è aumentato del 27,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre l’utile netto del primo semestre è cresciuto del 25,3% su base annua.

    La crescita delle commissioni sostiene i ricavi

    La banca ha precisato che i dati comparativi dell’esercizio precedente sono stati rideterminati per includere il Gruppo Mediobanca (BIT:MB) su base omogenea. In questa rappresentazione, i risultati di Mediobanca sono consolidati voce per voce, mentre il relativo utile netto viene attribuito convenzionalmente alle interessenze di minoranza, senza effetti sull’utile rideterminato.

    Le commissioni nette sono aumentate dell’8,4% rispetto al trimestre precedente e del 3,6% su base annua, raggiungendo 1,29 miliardi di euro nel primo semestre, grazie alla crescita delle attività di intermediazione, gestione del risparmio e consulenza. Il margine di interesse è rimasto sostanzialmente stabile a 2,10 miliardi di euro, rispetto ai 2,09 miliardi registrati nello stesso periodo del 2025.

    Migliorano redditività ed efficienza operativa

    Il risultato operativo netto del primo semestre ha superato i 2 miliardi di euro, con un incremento dell’8,2% rispetto all’anno precedente, sostenuto da una migliore qualità dei ricavi e da un’efficace gestione dei costi.

    I costi operativi sono diminuiti dello 0,7% su base annua, mentre il rapporto costi/ricavi è migliorato di due punti percentuali, attestandosi al 43%.

    I ricavi complessivi del semestre sono saliti del 4,1% a 4,02 miliardi di euro dai 3,87 miliardi dello scorso anno, grazie soprattutto all’aumento delle commissioni nette e alla crescita del 21,3% dei proventi da attività finanziarie.

    Rafforzamento del capitale e crescita degli impieghi

    Al 30 giugno 2026 il coefficiente CET1 fully loaded è salito al 16,3%, rispetto al 15,9% di fine marzo, garantendo un buffer patrimoniale di circa 680 punti base sopra i requisiti regolamentari. Il Total Capital Ratio si è attestato al 18,3%.

    Gli impieghi alla clientela sono cresciuti dell’1,8% rispetto al trimestre precedente e del 5,6% su base annua, sostenuti da 3,6 miliardi di euro di nuovi mutui e 5,5 miliardi di euro di credito al consumo erogati nel primo semestre. La raccolta complessiva ha raggiunto circa 300 miliardi di euro, in aumento di 10 miliardi rispetto al primo trimestre.

    Le esposizioni deteriorate lorde sono rimaste stabili a 3,7 miliardi di euro, con un rapporto NPE lordo del 2,5% e una copertura complessiva del 50,6%.

    La banca ha inoltre comunicato una capacità di controbilanciamento libera da vincoli pari a 48 miliardi di euro, con un Liquidity Coverage Ratio del 169% e un Net Stable Funding Ratio del 122%.

    Prosegue la revisione strategica e l’integrazione di Mediobanca

    Il consiglio di amministrazione ha confermato che l’analisi delle opzioni strategiche è ancora in corso e ha dichiarato che il processo prosegue “seguendo un approccio rigoroso volto a massimizzare il valore di lungo termine per tutti gli stakeholder.”

    Monte dei Paschi ha inoltre annunciato l’incarico a Keefe, Bruyette & Woods, A Stifel Company, che affiancherà gli altri consulenti finanziari già nominati. Parallelamente, le attività di integrazione relative all’acquisizione di Mediobanca stanno procedendo secondo i piani, con il completamento previsto nel corso del quarto trimestre.

  • I future di Wall Street indicano un’apertura poco mossa in attesa dei dati sul lavoro USA: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future di Wall Street indicano un’apertura poco mossa in attesa dei dati sul lavoro USA: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future sui principali indici statunitensi sono rimasti sostanzialmente invariati giovedì, suggerendo un avvio prudente delle contrattazioni mentre gli investitori attendono il rapporto mensile sull’occupazione negli Stati Uniti previsto per venerdì.

    Gli operatori appaiono riluttanti ad assumere posizioni significative prima della pubblicazione dei dati sui Non-Farm Payrolls, che potrebbero influenzare le aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve.

    L’attenzione resta sul mercato del lavoro

    Gli economisti prevedono che l’economia statunitense abbia creato 88.000 nuovi posti di lavoro a luglio, dopo i 57.000 registrati a giugno.

    Nel frattempo, il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione sono salite leggermente nella settimana conclusa il 1° agosto.

    Le nuove richieste sono aumentate di 1.000 unità a 199.000 rispetto alle 198.000 della settimana precedente, un dato migliore delle attese del mercato che indicavano 202.000 richieste.

    SanDisk pesa sul comparto tecnologico

    Il settore tecnologico potrebbe aprire in debolezza dopo che SanDisk (NASDAQ:SNDK) ha perso circa il 10% nelle contrattazioni pre-market.

    Sebbene il produttore di memorie abbia pubblicato risultati trimestrali superiori alle aspettative, le previsioni per il trimestre in corso hanno deluso gli investitori.

    Chiusura contrastata per Wall Street

    Mercoledì i listini statunitensi hanno aperto in rialzo, ma hanno progressivamente perso slancio durante la seduta.

    Il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in rialzo di 263,24 punti (+0,5%) a 54.349,12, mentre l’S&P 500 ha ceduto 12,97 punti (-0,2%) a 7.723,55 e il Nasdaq Composite ha perso 221,55 punti (-0,8%) a 26.363,44.

    La debolezza della seconda parte della seduta è stata attribuita anche a prese di profitto dopo quattro sessioni consecutive di rialzi che avevano portato Dow e S&P 500 su nuovi massimi storici.

    I timori sugli investimenti nell’IA penalizzano i chip

    Il comparto tecnologico ha continuato a risentire delle preoccupazioni sugli investimenti nell’intelligenza artificiale dopo i risultati di SpaceX (NASDAQ:SPCX).

    Nonostante ricavi superiori alle attese, il titolo è crollato del 13,6% a causa del forte incremento delle spese in conto capitale.

    Anche Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD) ha perso il 7%, pur avendo pubblicato risultati trimestrali migliori delle previsioni.

    Disney sostiene il Dow

    Tra i principali titoli in rialzo si è distinta Disney (NYSE:DIS), che ha guadagnato il 3,7% dopo utili trimestrali superiori alle attese.

    Anche Amgen (NASDAQ:AMGN) e Nvidia (NASDAQ:NVDA) hanno registrato forti rialzi rispettivamente del 4,6% e del 3,4%.

    Il rapporto ADP mostra un rallentamento delle assunzioni

    Mercoledì ADP ha riferito che l’occupazione nel settore privato è aumentata di appena 44.000 unità a luglio.

    Il dato di giugno è stato rivisto al ribasso a 95.000 da 98.000, mentre gli analisti prevedevano una crescita di 75.000 posti di lavoro a luglio.

    Andamento contrastato tra i settori

    I titoli energetici sono stati penalizzati dal calo del prezzo del petrolio, con il NYSE Arca Oil Index in ribasso del 3% e il Philadelphia Oil Service Index in calo del 2,5%.

    Debole anche il comparto delle telecomunicazioni, con il NYSE Arca North American Telecom Index in flessione del 2,5%.

    Al contrario, i titoli auriferi hanno beneficiato del rialzo dell’oro, spingendo il NYSE Arca Gold Bugs Index a un progresso del 7,6%, il migliore dell’ultimo mese.

  • Le borse europee raggiungono nuovi massimi storici: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee raggiungono nuovi massimi storici: DAX, CAC, FTSE100

    Le azioni europee hanno toccato nuovi record giovedì, sostenute da solidi risultati societari, dall’ottimismo sui negoziati riguardanti lo Stretto di Hormuz e da dati economici tedeschi migliori delle attese.

    Secondo Destatis, gli ordini all’industria in Germania sono aumentati del 3,1% su base mensile a giugno, superando sia il rialzo rivisto dello 0,3% di maggio sia le previsioni degli economisti pari allo 0,5%. Su base annua, la crescita dei nuovi ordini è accelerata al 6,5% dal 4,5% del mese precedente.

    Sul fronte geopolitico, l’Iran ha dichiarato di essere nella fase finale della definizione di un accordo con l’Oman per il traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz, negando il coinvolgimento degli Stati Uniti nei negoziati.

    I principali indici europei avanzano

    Il CAC 40 francese è salito dello 0,7%, mentre il DAX tedesco e il FTSE 100 britannico hanno entrambi guadagnato circa lo 0,2%.

    I titoli britannici sotto i riflettori

    Tullow Oil (LSE:TLW) ha perso il 5,3% per le preoccupazioni legate all’invariato livello di indebitamento.

    Wizz Air (LSE:WIZZ) ha ceduto l’1% dopo aver riportato una perdita trimestrale superiore alle attese.

    WPP (LSE:WPP) è balzata del 23% grazie a utili e margini del primo semestre superiori alle previsioni.

    Persimmon (LSE:PSN) è salita del 4% dopo aver indicato che le consegne di abitazioni per l’intero anno dovrebbero raggiungere la parte alta della precedente guidance.

    Serco (LSE:SRP) ha guadagnato il 6% dopo aver registrato un aumento dell’utile operativo sottostante nel primo semestre e ampliato il programma di riacquisto di azioni.

    Performance contrastata in Germania

    Fresenius (TG:FRE) è avanzata dell’1,6% dopo risultati trimestrali positivi e un miglioramento delle prospettive per il 2026.

    SGL Carbon (TG:SGL) è salita del 5% tornando all’utile nel secondo trimestre.

    Commerzbank (TG:CBK) ha guadagnato l’1,2% dopo risultati record nel primo semestre.

    Nordex (TG:NDX1) è avanzata del 2,5% grazie a un ordine da circa 525 MW da parte di Turkerler Holding.

    Henkel (TG:HEN) è balzata del 4,6% dopo aver migliorato la guidance sulla crescita organica per il 2026.

    Deutsche Telekom (TG:DTE) è salita di quasi il 6% ampliando il programma di buyback fino a 3 miliardi di euro aggiuntivi.

    Siemens (TG:SIE) ha perso il 5% dopo una guidance sugli utili inferiore alle aspettative.

    Merck (TG:MRK) ha guadagnato l’1,7% dopo aver migliorato le previsioni su ricavi e utili per l’intero esercizio.

    Altri titoli europei

    Swisscom (TG:SWJ) è salita del 4,3% confermando la guidance sui ricavi per il 2026.

    Adecco (TG:ADI1) ha ceduto il 3% dopo margini lordi e flussi di cassa operativi inferiori alle attese.

    Banco BPM (BIT:BAMI) è balzata del 5,3% dopo aver rivisto al rialzo le previsioni di utile per il 2026.