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  • L’oro scende mentre i mercati monitorano il conflitto con l’Iran e l’incontro Trump-Xi

    L’oro scende mentre i mercati monitorano il conflitto con l’Iran e l’incontro Trump-Xi

    I prezzi dell’oro hanno registrato un calo durante la sessione asiatica di martedì, mentre gli investitori continuano a valutare le tensioni tra Stati Uniti e Iran e attendono il previsto incontro tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping previsto per questa settimana.

    L’oro spot è sceso dello 0,7% a 4.702,84 dollari l’oncia alle 02:52 ET (06:52 GMT), mentre i futures sull’oro statunitense hanno perso lo 0,4% a 4.710,66 dollari l’oncia.

    Anche gli altri metalli preziosi hanno registrato ribassi: l’argento spot è sceso del 2,4% a 84,03 dollari l’oncia, mentre il platino ha ceduto il 3,2% a 2.067,19 dollari l’oncia.

    Trump avverte che il cessate il fuoco con l’Iran resta fragile

    Il sentiment degli investitori è rimasto prudente dopo che Trump ha criticato duramente l’ultima risposta dell’Iran alla proposta di pace sostenuta dagli Stati Uniti, definendola “un pezzo di spazzatura” e avvertendo che il cessate il fuoco rischia di crollare dopo settimane di negoziati indiretti.

    Il presidente statunitense ha affermato che la tregua è “attaccata a un supporto vitale massiccio”, alimentando i timori di una nuova escalation delle tensioni nella regione del Golfo.

    Le autorità iraniane hanno risposto dichiarando che le forze armate del Paese sono pronte a reagire con decisione a qualsiasi “atto di aggressione”.

    Teheran ha inoltre difeso le proprie richieste negoziali, sostenendo che le domande relative all’alleggerimento delle sanzioni, alla ripresa delle esportazioni petrolifere e al riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz siano legittime.

    I prezzi del petrolio sono rimasti elevati martedì, a causa dei timori che ulteriori interruzioni nello Stretto di Hormuz possano minacciare le forniture globali di greggio.

    L’aumento dei prezzi energetici ha limitato il supporto per il mercato dell’oro, poiché gli investitori temono che costi energetici persistentemente elevati possano aumentare le pressioni inflazionistiche e spingere la Federal Reserve a mantenere i tassi di interesse alti più a lungo. Tassi più elevati tendono generalmente a ridurre l’attrattiva di asset privi di rendimento come l’oro.

    I mercati attendono i dati sull’inflazione USA e l’incontro Trump-Xi

    Gli investitori stanno inoltre seguendo attentamente il previsto incontro tra Trump e Xi Jinping a Pechino previsto più avanti questa settimana.

    I colloqui tra i due leader dovrebbero affrontare diversi temi geopolitici ed economici di rilievo, tra cui Iran, Taiwan, relazioni commerciali, intelligenza artificiale e sicurezza energetica.

    L’attenzione dei mercati si sta inoltre spostando sui prossimi dati statunitensi sull’inflazione, in particolare sul rapporto relativo all’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) atteso più tardi martedì, che potrebbe fornire ulteriori indicazioni sul futuro percorso dei tassi di interesse della Federal Reserve.

    L’indice del dollaro statunitense è salito dello 0,2% durante gli scambi asiatici, rendendo l’oro più costoso per gli investitori che utilizzano altre valute.

    Nel comparto dei metalli industriali, i futures di riferimento sul rame al London Metal Exchange hanno perso lo 0,3% a 13.848,13 dollari per tonnellata, mentre i futures sul rame statunitense sono scesi dello 0,6% a 6,45 dollari per libbra.

  • I prezzi del petrolio salgono mentre lo stallo nei negoziati con l’Iran riaccende i timori sull’offerta

    I prezzi del petrolio salgono mentre lo stallo nei negoziati con l’Iran riaccende i timori sull’offerta

    I prezzi del petrolio hanno continuato a salire martedì, mentre si affievoliscono le speranze di una rapida soluzione del conflitto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran, riaccendendo le preoccupazioni per l’approvvigionamento energetico globale.

    I futures sul Brent sono aumentati di 2 dollari, pari all’1,9%, a 106,21 dollari al barile, mentre il greggio statunitense West Texas Intermediate guadagnava 2,31 dollari, ovvero il 2,4%, a 100,38 dollari alle 07:26 GMT. Entrambi i benchmark avevano già registrato un rialzo di quasi il 2,8% nella seduta di lunedì.

    Il sentiment dei mercati si è indebolito dopo le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che hanno lasciato intendere come i colloqui con l’Iran siano ancora lontani da una soluzione. Trump ha dichiarato lunedì che il cessate il fuoco con Teheran era “attaccato a un supporto vitale”, sottolineando profonde divergenze su diverse richieste chiave.

    Tra i principali punti di scontro figurano la cessazione delle operazioni militari su tutti i fronti, la rimozione del blocco navale statunitense, la ripresa delle esportazioni petrolifere iraniane e i risarcimenti per i danni causati dalla guerra.

    L’Iran ha inoltre ribadito la propria sovranità sullo Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo strategico attraverso il quale transita normalmente circa un quinto dei flussi mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto.

    “L’ottimismo riguardo a un accordo (di pace) imminente sembra nuovamente svanire e, se non vedremo un accordo entro la fine di maggio, i rischi di rialzo per i prezzi del petrolio saranno decisamente sul tavolo”, ha dichiarato Suvro Sarkar, responsabile del team energia di DBS Bank.

    La quasi chiusura dello Stretto di Hormuz ha già provocato interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali e costretto diversi produttori a ridurre le esportazioni. Un sondaggio Reuters pubblicato lunedì ha mostrato che la produzione petrolifera dell’OPEC ad aprile è scesa ai livelli più bassi degli ultimi oltre vent’anni.

    “Un reale progresso verso un accordo di pace potrebbe provocare una brusca correzione di 8-12 dollari, mentre qualsiasi escalation o nuove minacce di blocco spingerebbero rapidamente il Brent verso i 115 dollari o oltre”, ha affermato Tim Waterer, chief market analyst di KCM Trade.

    L’amministratore delegato di Saudi Aramco, Amin Nasser, ha avvertito lunedì che le interruzioni delle esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz potrebbero ritardare il ritorno a condizioni di mercato equilibrate fino al 2027, con un impatto potenziale di circa 100 milioni di barili di petrolio a settimana.

    Il calo delle scorte statunitensi aumenta le preoccupazioni sull’offerta

    Le preoccupazioni legate all’offerta sono state ulteriormente rafforzate dalle aspettative di una diminuzione delle scorte di greggio negli Stati Uniti.

    Gli analisti interpellati da Reuters prevedono una riduzione di circa 1,7 milioni di barili delle riserve petrolifere americane nella scorsa settimana.

    Il previsto calo avviene “in un contesto di continui forti flussi netti di esportazioni marittime di greggio e prodotti raffinati nelle prossime settimane”, ha spiegato Walt Chancellor, strategist energetico di Macquarie Group.

    I mercati osservano l’incontro Trump-Xi e il commercio petrolifero con la Cina

    Gli investitori stanno inoltre seguendo attentamente il prossimo incontro tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, previsto per giovedì e venerdì.

    I colloqui arrivano poco dopo che Washington ha imposto sanzioni a tre individui e nove società accusati di aver facilitato le esportazioni di petrolio iraniano verso la Cina.

    Nel frattempo, i dazi introdotti durante la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina hanno di fatto bloccato gran parte delle importazioni cinesi di petrolio greggio e gas naturale liquefatto statunitensi. Tali importazioni valevano circa 8,4 miliardi di dollari nel 2024, l’anno precedente all’inizio del secondo mandato presidenziale di Trump.

  • I futures USA scendono mentre lo stallo con l’Iran e i timori sull’inflazione pesano sui mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures USA scendono mentre lo stallo con l’Iran e i timori sull’inflazione pesano sui mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures azionari statunitensi hanno registrato un calo martedì, mentre gli investitori continuano a monitorare l’incertezza legata al conflitto tra Stati Uniti e Iran e si preparano alla pubblicazione dei dati chiave sull’inflazione americana.

    Alle 03:28 ET, i futures sul Dow Jones erano in ribasso di 71 punti, pari allo 0,1%. I futures sull’S&P 500 cedevano 25 punti, o lo 0,3%, mentre quelli sul Nasdaq 100 perdevano 193 punti, pari allo 0,7%.

    Wall Street aveva chiuso la seduta di lunedì leggermente in rialzo, sostenuta soprattutto dai continui guadagni dei titoli legati ai semiconduttori e all’intelligenza artificiale. L’entusiasmo intorno alle società collegate all’AI si è infatti mantenuto solido nonostante le persistenti tensioni geopolitiche.

    Tuttavia, gli analisti di Vital Knowledge hanno sottolineato come la performance complessiva del mercato apparisse meno convincente osservando i dettagli interni della seduta.

    “[C]ontinuiamo a ritenere che il movimento dei prezzi nei semiconduttori/componenti sia estremamente esteso e insostenibile, mentre un accordo con l’Iran, qualora dovesse concretizzarsi, avrebbe più probabilmente un effetto di ‘sell-the-news’ piuttosto che generare ulteriori rialzi significativi (dato che il mercato già presume che un accordo verrà raggiunto)”, hanno scritto gli analisti in una nota.

    Gli esperti hanno inoltre evidenziato che l’S&P 500 equiponderato ha sottoperformato durante la seduta di lunedì, mentre i rendimenti obbligazionari governativi e i prezzi del petrolio continuavano a salire.

    Washington e Teheran restano in una fase di stallo

    Le speranze di una svolta diplomatica nel breve termine si sono indebolite dopo le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha lasciato intendere come i negoziati con l’Iran siano sostanzialmente bloccati.

    Parlando con i giornalisti lunedì, Trump ha dichiarato che il cessate il fuoco tra Washington e Teheran era “attaccato a un supporto vitale massiccio” dopo aver respinto l’ultima risposta iraniana alla proposta di pace sostenuta dagli Stati Uniti.

    Trump ha definito la controproposta iraniana “inaccettabile”, per poi aggiungere successivamente che si trattava di “un pezzo di spazzatura”, affermando inoltre di non ritenere nemmeno necessario leggerla integralmente.

    Allo stesso tempo, diversi segnali indicano che il rischio di una nuova escalation militare potrebbe essere in aumento. Secondo CNN, Trump starebbe seriamente valutando la ripresa di operazioni militari su larga scala, mentre cresce la frustrazione per la lentezza dei negoziati.

    Alcuni analisti hanno ipotizzato che l’imminente viaggio di Trump in Cina e il previsto incontro con il presidente cinese Xi Jinping possano contribuire a rilanciare il dialogo. La Cina resta infatti uno dei maggiori importatori di petrolio iraniano e potrebbe svolgere un ruolo nel sostenere un eventuale futuro accordo di pace.

    Per il momento, tuttavia, l’incertezza sul conflitto continua a offuscare le prospettive economiche globali.

    Il petrolio torna sopra i 105 dollari

    I mercati energetici hanno reagito rapidamente agli ultimi sviluppi, con i prezzi del petrolio che hanno esteso i recenti rialzi.

    I futures sul Brent sono saliti del 2,0% a 106,30 dollari al barile, mantenendosi ampiamente sopra i livelli intorno ai 70 dollari registrati prima dello scoppio del conflitto all’inizio dell’anno.

    L’impennata del petrolio è legata soprattutto alle continue tensioni nello Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo strategico al largo delle coste meridionali iraniane attraverso cui transita normalmente circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio.

    La rotta resta di fatto bloccata da settimane a causa delle attività militari statunitensi e iraniane, interrompendo importanti flussi di greggio e alimentando i timori di una crisi energetica globale.

    Le ultime dichiarazioni di Trump hanno rafforzato la convinzione del mercato che una soluzione possa non arrivare rapidamente, sostenendo ulteriormente i prezzi dell’energia.

    I mercati attendono i dati chiave sull’inflazione USA

    Il continuo rialzo del petrolio ha riacceso le preoccupazioni sull’inflazione e aumentato le aspettative che le banche centrali possano mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo.

    Gli investitori sono ora concentrati sulla pubblicazione dei dati sull’indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti prevista per martedì.

    Gli economisti prevedono che l’inflazione headline di aprile acceleri al 3,7% su base annua, rispetto al 3,3% di marzo, principalmente a causa dell’aumento dei prezzi della benzina. Su base mensile, il CPI è invece atteso in rallentamento allo 0,6% dallo 0,9% precedente.

    I mercati seguiranno con attenzione anche l’inflazione core, che esclude alimentari ed energia ed è considerata una misura chiave per la Federal Reserve. Il dato core è previsto al 2,7% annuo e allo 0,3% mensile, rispetto al 2,6% e allo 0,2% registrati nel mese precedente.

    L’inflazione core è “in definitiva ciò che conta maggiormente” per la Federal Reserve, hanno scritto gli strategist di ING in una nota.

    “Tuttavia, è probabilmente ancora troppo presto per aspettarsi prove evidenti di effetti di secondo impatto”, hanno aggiunto.

    I repubblicani esaminano le attività imprenditoriali di Sam Altman

    Nel frattempo, Sam Altman sarebbe finito sotto crescente pressione da parte di parlamentari repubblicani e di diversi procuratori generali statali repubblicani in vista di una possibile quotazione in borsa di OpenAI entro la fine dell’anno.

    Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, la House Oversight Committee guidata dai repubblicani avrebbe avviato un’indagine su possibili conflitti di interesse legati agli investimenti personali di Altman e alle partnership commerciali di OpenAI.

    La commissione avrebbe richiesto documenti relativi alle pratiche di governance di OpenAI e ai rapporti con società collegate ad Altman.

    Il quotidiano ha inoltre riferito che procuratori generali repubblicani di Florida, Montana, Nebraska, Iowa, West Virginia e Louisiana hanno invitato la Securities and Exchange Commission statunitense a esaminare la governance di OpenAI prima di qualsiasi eventuale IPO.

    L’attenzione sul manager arriva dopo precedenti indiscrezioni secondo cui Altman avrebbe incoraggiato OpenAI a sostenere società nelle quali deteneva investimenti personali, tra cui la società di fusione nucleare Helion e la startup aerospaziale Stoke Space.

  • I mercati europei scendono mentre le tensioni tra Stati Uniti e Iran continuano a pesare sul sentiment: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati europei scendono mentre le tensioni tra Stati Uniti e Iran continuano a pesare sul sentiment: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno aperto in netto calo martedì, mentre cresce la preoccupazione degli investitori per l’assenza di progressi concreti nei negoziati tra Stati Uniti e Iran verso una soluzione duratura del conflitto.

    Alle 07:04 GMT, l’indice paneuropeo Stoxx 600 perdeva l’1,2%. Il DAX tedesco cedeva l’1,4%, mentre il FTSE 100 di Londra e il CAC 40 francese registravano entrambi ribassi intorno all’1,1%.

    Il sentiment di mercato si è deteriorato dopo le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha suggerito come i progressi diplomatici tra Washington e Teheran si siano sostanzialmente bloccati. Parlando ai giornalisti lunedì, Trump ha affermato che il fragile cessate il fuoco era “attaccato a un supporto vitale massiccio”.

    In precedenza, Trump aveva respinto l’ultima risposta dell’Iran alla proposta americana per porre fine al conflitto, definendola “inaccettabile” e successivamente “un pezzo di spazzatura”.

    Le autorità iraniane hanno replicato difendendo la propria proposta come “generosa e responsabile”, mentre i negoziati continuano a concentrarsi soprattutto sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.

    La rotta marittima strategica al largo della costa meridionale iraniana resta infatti fortemente compromessa da settimane, limitando i flussi globali di petrolio e alimentando timori di una più ampia crisi energetica.

    “Il Medio Oriente è tornato al centro dell’attenzione nel fine settimana, e qualsiasi normalizzazione del traffico nello Stretto di Hormuz sembra ora destinata a slittare”, ha scritto in una nota Felix Vezina-Poirier, Chief Strategist di BCA Research.

    Anche il mercato petrolifero ha reagito con nuovi rialzi. I futures sul Brent sono saliti del 2,0% a 106,30 dollari al barile, restando nettamente sopra i livelli di circa 70 dollari registrati prima dell’escalation del conflitto.

    L’aumento del prezzo del petrolio ha rafforzato i timori di nuove pressioni inflazionistiche a livello globale, alimentando le aspettative che le banche centrali possano mantenere una politica monetaria restrittiva o aumentare ulteriormente i tassi di interesse.

    Nel frattempo, i rendimenti dei titoli di Stato europei sono saliti, aggiungendo ulteriore pressione ai mercati azionari mentre gli investitori rivedono le aspettative sui costi di finanziamento e sulla crescita economica.

  • Mediobanca (MB) registra un aumento dell’utile operativo nel primo trimestre nonostante il calo dell’utile netto

    Mediobanca (MB) registra un aumento dell’utile operativo nel primo trimestre nonostante il calo dell’utile netto

    Mediobanca (BIT:MB) ha riportato una performance operativa in miglioramento nel primo trimestre del 2026, con un utile operativo salito a 552 milioni di euro, in crescita del 14% rispetto al trimestre precedente e del 4% su base annua.

    L’utile netto si è attestato a 323 milioni di euro, in calo del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, penalizzato principalmente da una maggiore pressione fiscale e da componenti straordinarie, nonostante la crescita dei ricavi del gruppo.

    I ricavi complessivi hanno raggiunto 939 milioni di euro nel trimestre, segnando un incremento del 3% su base annua e del 5% rispetto al trimestre precedente. La banca ha attribuito la performance alla solidità delle principali divisioni operative e al miglioramento dell’efficienza gestionale.

    Il rendimento del capitale tangibile (RoTE) si è attestato al 13,5% nel trimestre, mentre il cost-income ratio è migliorato al 41%, in riduzione di cinque punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

    La divisione Consumer Finance ha continuato a registrare una forte dinamica commerciale, raggiungendo erogazioni record pari a 2,6 miliardi di euro, in crescita del 10% su base annua. Mediobanca ha evidenziato che il risultato è stato sostenuto anche dall’ampliamento della distribuzione attraverso la rete di Monte Paschi di Siena.

    Nel Wealth Management, le masse gestite hanno raggiunto 113 miliardi di euro, con una crescita del 4% rispetto all’anno precedente, pur registrando una flessione del 2% rispetto al trimestre precedente.

    La divisione Corporate & Investment Banking ha mostrato segnali di ripresa, con ricavi pari a 220 milioni di euro. Il dato rappresenta un incremento del 17% rispetto al trimestre precedente, pur restando leggermente inferiore rispetto allo stesso periodo del 2025.

    Sul fronte patrimoniale, Mediobanca ha riportato un coefficiente CET1 pari al 15,7%, in calo di 75 punti base rispetto al trimestre precedente, principalmente per effetto della politica di distribuzione integrale degli utili.

    Il costo del rischio si è attestato a 53 punti base, mentre gli overlay residui sono rimasti pari a 158 milioni di euro, mantenendo un ulteriore livello di protezione del bilancio in un contesto macroeconomico ancora incerto.

    Maggiori informazioni su Mediobanca

    Mediobanca è uno dei principali gruppi finanziari italiani, attivo nell’investment banking, wealth management, credito al consumo e corporate banking. Con sede a Milano, la banca serve clienti corporate, istituzionali e privati in Italia e in alcuni mercati internazionali, con una strategia focalizzata sulla diversificazione dei ricavi e sulla disciplina patrimoniale.

  • Banca Monte dei Paschi di Siena (BMPS) registra un calo dell’utile nel primo trimestre dopo il consolidamento di Mediobanca

    Banca Monte dei Paschi di Siena (BMPS) registra un calo dell’utile nel primo trimestre dopo il consolidamento di Mediobanca

    La banca italiana Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) ha riportato una diminuzione dell’utile nel primo trimestre dopo aver incluso nei conti i risultati di Mediobanca (BIT:MB), pur registrando un aumento dei ricavi complessivi e confermando la solidità delle attività operative.

    L’utile netto attribuibile agli azionisti è sceso del 26,2% su base annua a 520,8 milioni di euro nel periodo gennaio-marzo.

    La banca ha spiegato che i dati riportati includono ora il contributo di Mediobanca a seguito dell’acquisizione. Mediobanca ha apportato 216 milioni di euro di utile trimestrale e ricavi pari a 925,2 milioni di euro.

    Escludendo il contributo di Mediobanca, l’utile netto consolidato di Monte dei Paschi si è attestato a 304,8 milioni di euro, rispetto ai 413,1 milioni registrati nello stesso periodo dell’anno precedente.

    I ricavi complessivi sono aumentati del 2,7% a 1,96 miliardi di euro, sostenuti dalla crescita delle commissioni e dei proventi legati all’attività di trading. Il margine di interesse è salito dello 0,8% a 1,04 miliardi di euro.

    I costi operativi sono rimasti sostanzialmente stabili, mentre il costo del credito è diminuito del 22,1%, contribuendo a un incremento del 9,5% del risultato operativo netto, salito a 946,8 milioni di euro.

    Gli impieghi alla clientela sono cresciuti del 2,4% rispetto alla fine di dicembre, raggiungendo 146,3 miliardi di euro. Il coefficiente CET1 fully loaded si è attestato al 15,9% a fine marzo, in lieve calo rispetto al 16,2% registrato tre mesi prima.

    Monte dei Paschi ha inoltre confermato il mantenimento di una buona qualità degli attivi, con il rapporto tra esposizioni deteriorate nette e totale crediti stabile all’1,3%.

    Il management ha ribadito che le priorità restano l’integrazione di Mediobanca e il mantenimento di una rigorosa disciplina sui costi in un contesto macroeconomico ancora incerto e caratterizzato da volatilità dei tassi di interesse.

    Nel corso dell’anno, il settore bancario europeo ha beneficiato di margini di interesse resilienti e di un miglioramento della qualità del credito.

    Maggiori informazioni su Banca Monte dei Paschi di Siena

    Banca Monte dei Paschi di Siena è uno dei più antichi istituti bancari italiani e offre servizi di retail banking, corporate banking, gestione patrimoniale e servizi finanziari a livello nazionale. Con sede a Siena, il gruppo è impegnato nel rafforzamento del bilancio, nel miglioramento della qualità degli attivi e nell’espansione delle proprie attività attraverso operazioni strategiche, inclusa l’integrazione di Mediobanca.

  • Fincantieri (FCT) in calo in Borsa nonostante il rialzo della guidance per il 2026

    Fincantieri (FCT) in calo in Borsa nonostante il rialzo della guidance per il 2026

    Il gruppo cantieristico italiano Fincantieri (BIT:FCT) ha alzato lunedì le proprie previsioni per ricavi, utile operativo e utile netto per l’intero 2026 dopo aver registrato una forte dinamica commerciale nei primi mesi dell’anno.

    Nonostante il miglioramento dell’outlook, le azioni della società hanno chiuso la seduta in calo di circa il 3%.

    La forte attività contrattuale sostiene l’aumento della guidance

    Fincantieri ha dichiarato di aver già superato nei primi mesi dell’anno il target di 11 miliardi di euro (12,95 miliardi di dollari) di nuovi ordini previsto per l’intero 2026.

    Il gruppo ha riportato nuovi ordini per 3,4 miliardi di euro (4 miliardi di dollari) nel primo trimestre, in calo di poco più del 70% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tuttavia, la società ha precisato che il dato non include alcuni importanti contratti firmati tra gennaio e febbraio che non erano ancora stati contabilizzati.

    “Il primo trimestre del 2026 conferma la coerenza e la solidità della traiettoria di crescita del Gruppo”, ha dichiarato l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero in una nota.

    Il backlog record garantisce visibilità fino al 2039

    Fincantieri ha inoltre comunicato un backlog record pari a 74,2 miliardi di euro, definito dal management il più elevato nella storia della società.

    Secondo Folgiero, il portafoglio ordini garantisce visibilità di lungo periodo sulle consegne e sulla produzione fino al 2039.

  • I futures indicano un’apertura leggermente negativa per Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures indicano un’apertura leggermente negativa per Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sui principali indici statunitensi hanno trattato leggermente in ribasso lunedì mattina, segnalando un possibile avvio debole per Wall Street dopo il forte rally della scorsa settimana che ha spinto i principali indici su nuovi massimi storici in chiusura.

    Gli investitori sono apparsi cauti dopo i guadagni di venerdì, con alcuni trader che potrebbero aver scelto di prendere profitto dopo che Nasdaq e S&P 500 hanno esteso il recente rialzo.

    L’aumento del petrolio pesa sul sentiment

    Anche il forte rialzo dei prezzi del petrolio ha pesato sul sentiment di mercato, con i futures sul greggio statunitense in aumento di oltre il 2%.

    I prezzi del petrolio sono saliti dopo che il presidente Donald Trump ha respinto la risposta dell’Iran a una proposta statunitense volta a porre fine al prolungato conflitto in Medio Oriente, definendola “totalmente inaccettabile” in un post pubblicato su Truth Social.

    I media statali iraniani hanno riferito che la controproposta di Teheran includeva richieste di compensazione per i danni di guerra e il riconoscimento formale della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz.

    Nonostante l’escalation delle tensioni, le azioni statunitensi hanno recentemente mostrato resilienza, sostenute da risultati societari superiori alle attese e dalla fiducia nelle prospettive economiche generali.

    Inflazione e dati economici sotto osservazione questa settimana

    Gli operatori di mercato seguiranno attentamente i prossimi dati sui prezzi al consumo e alla produzione, mentre gli investitori cercano di capire se l’aumento dei prezzi del petrolio stia iniziando a riflettersi sull’inflazione.

    L’attenzione si concentrerà anche sui dati relativi alle vendite al dettaglio e alla produzione industriale, oltre che sui risultati trimestrali di società come Under Armour (NYSE:UAA) e Cisco Systems (NASDAQ:CSCO).

    Nasdaq e S&P 500 hanno chiuso la scorsa settimana su nuovi record

    Le azioni hanno registrato un forte rialzo venerdì dopo il calo di giovedì, con i titoli tecnologici a guidare i guadagni.

    Il Nasdaq Composite è balzato di 440,88 punti, pari all’1,7%, chiudendo su un nuovo massimo storico a 26.247,08. L’S&P 500 è salito di 61,82 punti, pari allo 0,8%, a 7.398,93, mentre il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato 12,19 punti chiudendo a 49.609,19.

    Nel corso della settimana, il Nasdaq è avanzato del 4,4%, l’S&P 500 è salito del 2,3% e il Dow ha registrato un progresso dello 0,2%.

    Il forte rapporto sul lavoro negli Stati Uniti sostiene la fiducia degli investitori

    I rialzi di venerdì sono seguiti alla pubblicazione dell’atteso rapporto sul mercato del lavoro statunitense, che ha mostrato una crescita dell’occupazione ad aprile molto più forte del previsto.

    Il Dipartimento del Lavoro ha riferito che i posti di lavoro non agricoli sono aumentati di 115.000 unità nel mese, dopo un incremento rivisto al rialzo di 185.000 posti a marzo.

    Gli economisti prevedevano un aumento di 63.000 posti di lavoro rispetto ai 178.000 originariamente riportati per marzo.

    Il rapporto ha evidenziato una solida crescita occupazionale nei settori sanitario, trasporti e logistica e commercio al dettaglio, mentre l’occupazione federale ha continuato a diminuire leggermente.

    Nel frattempo, il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,3% ad aprile, in linea sia con il mese precedente sia con le attese degli analisti.

    Le tensioni in Medio Oriente restano al centro dell’attenzione

    I dati sul lavoro hanno contribuito ad attenuare le preoccupazioni per le conseguenze economiche del conflitto in Medio Oriente, nonostante gli scontri militari avvenuti nella notte tra Stati Uniti e Iran vicino allo Stretto di Hormuz.

    Secondo le notizie riportate, tre cacciatorpediniere statunitensi sono stati attaccati da missili e droni iraniani durante il transito nello stretto. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che le minacce in arrivo sono state intercettate e che sono stati colpiti obiettivi militari iraniani collegati agli attacchi.

    In una successiva intervista telefonica con Rachel Scott di ABC News, il presidente Trump ha definito l’azione di rappresaglia contro l’Iran come “solo una piccola risposta” e ha insistito sul fatto che il cessate il fuoco resti in vigore.

    Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha inoltre dichiarato che le forze americane hanno disabilitato due petroliere battenti bandiera iraniana che tentavano di entrare in un porto iraniano nel Golfo di Oman.

    Tecnologia e titoli auriferi guidano i rialzi settoriali

    I settori legati alla tecnologia hanno registrato alcuni dei maggiori rialzi venerdì, contribuendo a spingere il Nasdaq su nuovi record.

    L’indice NYSE Arca Computer Hardware è balzato del 6,6%, mentre il Philadelphia Semiconductor Index è salito del 5,5%.

    Anche i titoli minerari legati all’oro hanno registrato forti rialzi grazie a un moderato aumento del prezzo del metallo prezioso, spingendo il NYSE Arca Gold Bugs Index in crescita del 3,2%.

    Anche i titoli networking, acciaio e telecomunicazioni hanno mostrato solide performance, mentre il comparto farmaceutico ha chiuso in ribasso.

  • I mercati europei arretrano mentre si bloccano gli sforzi di pace tra Stati Uniti e Iran: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati europei arretrano mentre si bloccano gli sforzi di pace tra Stati Uniti e Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno trattato prevalentemente in ribasso lunedì mentre gli investitori reagivano a un nuovo fallimento degli sforzi diplomatici volti a porre fine al prolungato conflitto tra Stati Uniti e Iran.

    Le tensioni sono aumentate dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha respinto l’ultima proposta iraniana per risolvere il conflitto, ormai in corso da oltre due mesi. In risposta, Teheran ha segnalato che continuerà a fare affidamento sia sulla diplomazia sia su misure militari quando lo riterrà necessario per difendere i propri interessi nazionali.

    Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno violato la fiducia in ogni iniziativa diplomatica a cui hanno partecipato negli ultimi due decenni.

    I principali indici europei si muovono al ribasso

    Nel corso della seduta, il FTSE 100 britannico è rimasto sostanzialmente invariato, mentre il DAX tedesco ha perso lo 0,5% e il CAC 40 francese è sceso dell’1,1%.

    Gli investitori hanno continuato a monitorare gli sviluppi geopolitici insieme a una serie di risultati societari e annunci aziendali in tutta Europa.

    Le azioni Safestay crollano dopo il cambio nel management

    Le azioni dell’operatore di ostelli Safestay (LSE:SSTY) sono scese bruscamente dopo che la società ha annunciato che Peter Zielke lascerà le sue responsabilità esecutive come Chief Operating Officer a partire dal 10 giugno.

    La società ha confermato che Davide Caschili assumerà il ruolo di COO dalla stessa data.

    Adesso e Hannover Re in calo dopo gli aggiornamenti sui risultati

    Anche la società tedesca di servizi IT Adesso (TG:ADN1) ha registrato un ribasso nonostante abbia riportato utili del primo trimestre superiori alle attese degli analisti.

    Nel frattempo, il riassicuratore Hannover Re (TG:HNR1) è sceso dopo aver pubblicato risultati del primo trimestre inferiori alle previsioni del mercato.

    Stabilus, Compass Group e Aurubis avanzano

    Sul fronte positivo, il fornitore automobilistico tedesco Stabilus (TG:STM) ha guadagnato terreno dopo aver confermato la guidance finanziaria per l’intero esercizio.

    Anche le azioni di Compass Group (LSE:CPG) sono salite dopo che il gruppo della ristorazione ha migliorato le previsioni di utile per il 2026 in seguito a un aumento del 12% dell’utile operativo underlying nel semestre concluso a marzo 2026.

    Il produttore di rame Aurubis (TG:NGA) è balzato dopo aver riportato una performance più forte nel secondo trimestre e aver alzato le previsioni per l’esercizio 2025-26.

  • Seco (IOT) in calo dopo il calo della redditività nel primo trimestre a causa delle pressioni sui costi

    Seco (IOT) in calo dopo il calo della redditività nel primo trimestre a causa delle pressioni sui costi

    La società italiana specializzata in embedded computing Seco (BIT:IOT) ha riportato ricavi netti pari a 48,5 milioni di euro nel primo trimestre, in aumento del 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente grazie a un graduale recupero della domanda da parte dei clienti nei settori industriali e nelle regioni APAC ed EMEA.

    Nonostante la crescita dei ricavi, la società ha registrato un indebolimento della redditività nel trimestre, con un calo sia dell’EBITDA adjusted sia dell’utile netto a causa dell’aumento delle spese operative e dei maggiori costi delle memorie elettroniche. Le azioni Seco hanno perso circa il 5% durante la seduta di lunedì dopo la pubblicazione dei risultati.

    Continua la crescita dei ricavi ricorrenti di Clea

    Seco ha dichiarato che i ricavi ricorrenti generati dalla piattaforma software Clea sono aumentati del 20% su base annua.

    Tuttavia, i ricavi complessivi di Clea hanno registrato una contrazione poiché alcune componenti non ricorrenti dei progetti sono entrate nella fase di implementazione, influenzando temporaneamente i ricavi riportati dal segmento.

    La società prevede una continua crescita dei ricavi

    Guardando al futuro, Seco prevede che i ricavi del secondo trimestre supereranno i 50 milioni di euro, sostenuti dalla continua domanda di soluzioni di edge artificial intelligence e dei servizi software Clea.

    Il management ha inoltre sottolineato che le prospettive per il 2026 restano supportate da solidi fondamentali di mercato e dal continuo sviluppo della pipeline di innovazione del gruppo.