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  • Ferrari alza le previsioni per il 2026 nonostante utili del secondo trimestre inferiori alle attese

    Ferrari alza le previsioni per il 2026 nonostante utili del secondo trimestre inferiori alle attese

    Ferrari N.V. (BIT:RACE) ha pubblicato risultati del secondo trimestre inferiori alle aspettative del mercato, ma gli investitori hanno accolto positivamente l’aggiornamento al rialzo della guidance per l’intero esercizio, facendo salire il titolo di circa il 5% nelle contrattazioni premarket.

    Le nuove previsioni sono state sostenute dalla continua forte domanda di personalizzazioni, che ha compensato risultati trimestrali più deboli del previsto.

    Ricavi in crescita e guidance annuale migliorata

    Nel trimestre chiuso il 30 giugno, Ferrari ha registrato un utile per azione rettificato di 2,62 euro, inferiore al consenso degli analisti pari a 2,85 euro.

    I ricavi netti sono aumentati dell’8% su base annua, raggiungendo 1,94 miliardi di euro rispetto agli 1,79 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente, pur rimanendo sotto le attese del mercato di 2,15 miliardi di euro.

    Per l’intero 2026, Ferrari ha aumentato la previsione dei ricavi a circa 7,60 miliardi di euro, rispetto ai precedenti 7,50 miliardi.

    La società ha inoltre innalzato la guidance per l’utile per azione rettificato diluito ad almeno 9,68 euro, rispetto alla precedente indicazione di almeno 9,45 euro.

    Ferrari ha anche migliorato le previsioni sul flusso di cassa industriale libero ad almeno 1,55 miliardi di euro, dai precedenti 1,50 miliardi, e ha portato l’obiettivo di EBITDA rettificato ad almeno 2,97 miliardi di euro, rispetto ai precedenti 2,93 miliardi. Il margine EBITDA rettificato è ora atteso ad almeno il 39,0%.

    La domanda di personalizzazioni sostiene la redditività

    “I solidi risultati ottenuti nel secondo trimestre riflettono la nostra esecuzione disciplinata e la continua forza della nostra strategia”, ha dichiarato Benedetto Vigna, CEO di Ferrari. “Un trend costante nelle personalizzazioni ci consente di aumentare la guidance per l’anno.”

    L’utile operativo è cresciuto del 10% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 605 milioni di euro, con un margine operativo del 31,2%.

    Secondo la società, il miglioramento è stato favorito da un mix di prodotto più favorevole, dalla maggiore domanda di personalizzazioni e dal contributo delle attività sportive.

    L’utile netto è aumentato del 9% su base annua, attestandosi a 463 milioni di euro.

    Portafoglio ordini coperto fino al 2027

    Nel secondo trimestre Ferrari ha consegnato 3.366 vetture, proseguendo il programma di rinnovo della gamma.

    Sono aumentate le consegne delle 12Cilindri, 12Cilindri Spider, Purosangue e della famiglia 296 Speciale, mentre quelle della 296 GTS, della Roma Spider e della famiglia SF90 XX sono diminuite in linea con il progressivo phase-out dei modelli.

    La società ha dichiarato che il portafoglio ordini copre ora l’intero 2027.

  • I titoli tecnologici puntano a sostenere il rimbalzo di Wall Street dopo il forte ribasso: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I titoli tecnologici puntano a sostenere il rimbalzo di Wall Street dopo il forte ribasso: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I future sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura positiva giovedì, con gli investitori pronti a tornare sugli acquisti dopo le pesanti perdite registrate nella seduta precedente.

    I titoli tecnologici sembravano destinati a guidare il recupero, con i future sul Nasdaq 100 in rialzo dell’1,6% prima dell’apertura dei mercati.

    Microsoft sostiene il settore mentre Meta pesa sul comparto

    Gli acquisti sui titoli tecnologici penalizzati nelle ultime sedute potrebbero favorire il rimbalzo iniziale dopo che il Nasdaq ha chiuso mercoledì ai minimi degli ultimi tre mesi. Anche il Dow Jones e l’S&P 500 hanno terminato la seduta ai livelli di chiusura più bassi da oltre un mese.

    Microsoft (NASDAQ:MSFT) è stata tra i principali protagonisti del premercato, con un rialzo del 9,2% grazie a risultati trimestrali superiori alle attese, sostenuti dalla crescita del business Azure.

    Meta Platforms (NASDAQ:META), al contrario, è scesa del 9,7% nel premercato dopo aver fornito una guidance deludente sulla crescita dei ricavi.

    “Questa stagione delle trimestrali è diventata meno una questione di risultati principali e più una dimostrazione che gli investimenti senza precedenti nell’IA possono generare una redditività sostenibile”, ha dichiarato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.

    Ha aggiunto: “Con Apple e Amazon ancora in attesa di pubblicare i risultati, il giudizio del mercato sul ciclo di investimenti nell’IA è tutt’altro che definitivo.”

    Wall Street chiude una seduta altamente volatile in forte ribasso

    La seduta di mercoledì è stata caratterizzata da forti oscillazioni. Dopo aver recuperato le perdite iniziali e aver brevemente riportato gli indici in territorio positivo nel pomeriggio, i mercati hanno invertito nuovamente la rotta nell’ultima ora di contrattazioni.

    Il Dow Jones Industrial Average ha perso 1.153,18 punti (-2,2%), chiudendo a 51.594,14.

    Il Nasdaq Composite è sceso di 433,97 punti (-1,7%) a 24.442,94, registrando la chiusura più bassa degli ultimi tre mesi.

    L’S&P 500 ha ceduto 112,63 punti (-1,5%), terminando a 7.316,15, il livello più basso da oltre un mese.

    I timori sui tassi continuano a pesare sui mercati

    Le vendite si sono intensificate nel finale di seduta mentre i rendimenti dei Treasury salivano nelle contrattazioni elettroniche, nonostante la Federal Reserve avesse lasciato invariati i tassi di interesse.

    La banca centrale ha mantenuto il tasso sui federal funds nell’intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%, confermando per la quinta riunione consecutiva la propria politica monetaria.

    La decisione non è stata però unanime. Beth Hammack, Neel Kashkari e Lorie Logan hanno votato a favore di un aumento dei tassi di 25 punti base.

    Il petrolio sale con il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente

    I mercati azionari sono stati penalizzati anche dal forte rialzo del petrolio.

    I future sul greggio statunitense sono balzati di oltre il 6% dopo aver perso il 14% nelle tre sedute precedenti, alimentati dalle rinnovate preoccupazioni per l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.

    Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, l’Iran ha lanciato diversi missili balistici contro le forze statunitensi dispiegate in Medio Oriente, ma tutti sono stati intercettati.

    Successivamente il Centcom ha comunicato che forze statunitensi e saudite hanno effettuato attacchi mirati contro obiettivi terroristici sostenuti dall’Iran in Iraq dopo oltre 30 attacchi con droni attribuiti ai Pasdaran nelle precedenti 72 ore.

    Il presidente Donald Trump ha inoltre dichiarato a un giornalista di Fox News: “Prenderanno una dura lezione.”

    I semiconduttori guidano i ribassi

    I titoli dei semiconduttori hanno registrato forti oscillazioni prima di chiudere nettamente in calo.

    L’indice Philadelphia Semiconductor ha perso il 5,3%, toccando il livello di chiusura più basso degli ultimi tre mesi.

    Anche il comparto immobiliare ha subito forti vendite a causa dell’aumento dei rendimenti obbligazionari, con il Philadelphia Housing Sector Index in calo del 4,3%.

    I titoli del networking hanno perso terreno, trascinando il NYSE Arca Networking Index in ribasso del 4%.

    In calo anche i comparti hardware, compagnie aeree e banche, mentre i titoli energetici hanno beneficiato del rialzo del prezzo del petrolio.

  • Le borse europee avanzano mentre i risultati societari compensano l’incertezza sui tassi di interesse: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee avanzano mentre i risultati societari compensano l’incertezza sui tassi di interesse: DAX, CAC, FTSE100

    Le principali borse europee hanno chiuso in rialzo giovedì, con gli investitori impegnati a valutare una nuova serie di risultati aziendali e le implicazioni della decisione della Federal Reserve statunitense di lasciare invariati i tassi di interesse dopo un voto diviso per 9 a 3.

    La Bank of England lascia invariati i tassi

    Sul fronte della politica monetaria, la Bank of England ha mantenuto invariato il tasso di riferimento, come previsto dal mercato.

    Il Monetary Policy Committee, guidato dal governatore Andrew Bailey, ha votato con sei membri favorevoli e tre contrari per mantenere il tasso bancario al 3,75%, il livello più basso dal giugno 2023.

    L’economia francese torna a crescere

    I dati economici hanno mostrato che la Francia ha evitato la recessione nel secondo trimestre grazie alla ripresa dei consumi e delle esportazioni.

    Le stime preliminari diffuse dall’INSEE indicano che il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, dopo la contrazione dello 0,1% registrata nei primi tre mesi dell’anno, in linea con le aspettative.

    Ulteriori dati hanno evidenziato un’accelerazione della spesa delle famiglie francesi a giugno, sostenuta dall’aumento degli acquisti di energia e prodotti alimentari.

    I principali indici europei chiudono in rialzo

    Il CAC 40 francese ha guadagnato lo 0,9%, il FTSE 100 britannico è salito dello 0,4%, mentre il DAX tedesco ha registrato un progresso dello 0,1%.

    Rolls-Royce guida i rialzi nel Regno Unito

    Tra i singoli titoli, Rolls Royce Holdings (LSE:RR.) è balzata di oltre il 4% dopo aver rivisto al rialzo le previsioni di utile per l’intero esercizio grazie ai solidi risultati operativi e finanziari del primo semestre.

    Shell (LSE:SHEL) ha guadagnato circa l’1% dopo aver più che raddoppiato l’utile del secondo trimestre.

    BAE Systems (LSE:BA.) è salita dell’1,1% dopo aver migliorato gli obiettivi annuali relativi a ricavi, redditività e flussi di cassa.

    Lloyds Banking Group (LSE:LLOY) ha aggiunto quasi il 2% dopo aver annunciato ulteriori misure di riduzione dei costi, un aumento del dividendo intermedio e un nuovo programma di riacquisto di azioni da 1 miliardo di sterline in seguito a un incremento del 23% dell’utile semestrale.

    Risultati contrastanti per le società europee

    ING (EU:INGA) ha guadagnato il 2% dopo aver pubblicato utili del secondo trimestre superiori alle attese e aver migliorato le proprie prospettive.

    Stellantis (BIT:STLAM) ha perso il 5,3% dopo che il risultato operativo rettificato del secondo trimestre si è rivelato inferiore alle aspettative.

    Vinci (EU:DG) è salita di quasi il 5% dopo aver superato le stime su utile e free cash flow del primo semestre, sostenuta dalla forte crescita della divisione Energy Solutions.

    Veolia (EU:VIE), leader mondiale nei servizi ambientali, ha guadagnato l’1,7% dopo aver riportato solidi risultati semestrali e aver alzato le previsioni di utile per l’intero anno.

    Capgemini (EU:CAP) ha ceduto l’1,7% dopo aver comunicato un forte calo dell’utile netto del primo semestre.

    Air France-KLM (EU:AF) è salita dell’1,5%, mentre Deutsche Lufthansa ha registrato un moderato rialzo dopo che entrambe hanno presentato offerte per acquisire una quota di controllo di TAP Air Portugal.

    Accor (EU:AC) ha perso l’1,3% dopo aver registrato una lieve flessione del ricavo per camera disponibile nel secondo trimestre.

    Bouygues (EU:EN) è balzata del 7% grazie al miglioramento dei risultati del primo semestre.

    Schneider Electric (EU:SU) è salita del 6,4% dopo aver registrato ricavi e free cash flow record nel primo semestre.

    Sanofi (EU:SAN) ha perso il 3,6% nonostante abbia rivisto al rialzo le previsioni di vendita per l’intero esercizio.

    Societe Generale (EU:GLE) ha guadagnato il 2,4% dopo aver annunciato l’intenzione di avviare un programma di riacquisto di azioni da 1,5 miliardi di euro non prima del 3 agosto.

    Adidas crolla, BMW in rialzo

    Adidas (TG:ADS) è precipitata di oltre il 17% dopo che le maggiori spese di marketing per i Mondiali di calcio hanno penalizzato l’utile trimestrale.

    BMW (TG:BMW), invece, è salita dell’1,7% dopo aver registrato un margine operativo del settore automobilistico nel secondo trimestre leggermente superiore alle attese.

  • L’oro arretra mentre il dollaro si rafforza e il messaggio della Fed pesa sul mercato

    L’oro arretra mentre il dollaro si rafforza e il messaggio della Fed pesa sul mercato

    I prezzi dell’oro sono scesi giovedì dopo che gli investitori hanno rivalutato le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, sull’inflazione in seguito alla decisione della banca centrale di lasciare invariati i tassi di interesse. Il rafforzamento del dollaro statunitense e il recupero dei rendimenti dei Treasury hanno inoltre ridotto l’attrattiva del metallo prezioso.

    Alle 00:44 ET (04:44 GMT), l’oro spot (XAU/USD) perdeva lo 0,4% a 4.049,99 dollari l’oncia, dopo aver raggiunto in precedenza il massimo di una settimana a 4.100,42 dollari in seguito alla decisione della Fed. I Gold Futures salivano dello 0,3% a 4.047,20 dollari, mentre l’argento (XAG/USD) cedeva lo 0,6% a 57,32 dollari. Il platino (XPT/USD) perdeva l’1,3% a 1.597,87 dollari.

    Il rialzo iniziale dopo la Fed perde forza

    L’oro aveva inizialmente guadagnato terreno dopo che la Federal Reserve aveva mantenuto invariati i tassi di interesse, grazie al calo dei rendimenti obbligazionari e all’indebolimento del dollaro, fattori che hanno favorito gli asset privi di rendimento.

    Successivamente, però, il movimento rialzista si è attenuato quando gli investitori hanno analizzato le dichiarazioni del presidente della Fed Kevin Warsh, che ha ribadito l’impegno della banca centrale a riportare l’inflazione verso l’obiettivo di lungo periodo del 2%, pur mantenendo invariata la politica monetaria.

    L’indice del dollaro statunitense si manteneva stabile intorno a quota 100,9, mentre i rendimenti dei Treasury di riferimento recuperavano terreno rispetto ai minimi registrati subito dopo l’annuncio della Fed, limitando ulteriori rialzi dell’oro.

    Secondo il CME FedWatch, il mercato attribuisce ora una probabilità di circa il 64% a un rialzo dei tassi a settembre, rispetto a circa l’81% stimato prima dell’ultima riunione della Federal Reserve.

    Le tensioni in Medio Oriente alimentano i timori sull’inflazione

    Gli investitori hanno continuato a seguire anche gli sviluppi geopolitici dopo che gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi contro l’Iran durante la notte. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha definito l’operazione “una risposta potente” a quelli che ha descritto come tentativi iraniani di colpire le forze americane il giorno precedente.

    In precedenza il presidente Donald Trump aveva promesso una risposta contro Teheran, affermando che gli Stati Uniti avrebbero reagito con decisione dopo che le forze armate avevano intercettato quello che è stato definito un attacco a sorpresa iraniano contro il personale americano.

    La nuova escalation ha contribuito a mantenere elevati i prezzi del petrolio, mentre gli operatori valutavano il rischio di ulteriori interruzioni delle forniture energetiche.

    Anche le preoccupazioni sul trasporto marittimo sono aumentate dopo che i ribelli Houthi sostenuti dall’Iran hanno avvertito che avrebbero preso di mira le navi saudite dirette verso l’Oceano Indiano, spingendo alcune petroliere a valutare rotte alternative.

    La solidità dei prezzi dell’energia continua ad alimentare i timori di un’inflazione persistente, complicando un eventuale allentamento della politica monetaria da parte della Federal Reserve.

    Il mercato attende i dati sull’inflazione statunitense

    L’attenzione si sposta ora sulla pubblicazione dell’indice dei prezzi PCE (Personal Consumption Expenditures) degli Stati Uniti, il principale indicatore dell’inflazione seguito dalla Federal Reserve, che potrebbe fornire nuove indicazioni sull’evoluzione dei prezzi e sul futuro percorso dei tassi di interesse.

    Gli investitori seguiranno inoltre le prossime decisioni di politica monetaria della Bank of England e della Bank of Japan, entrambe attese lasciare invariati i tassi di interesse.

  • Il petrolio sale per il secondo giorno consecutivo mentre riprendono gli attacchi tra Stati Uniti e Iran

    Il petrolio sale per il secondo giorno consecutivo mentre riprendono gli attacchi tra Stati Uniti e Iran

    I prezzi del petrolio hanno registrato un secondo rialzo consecutivo giovedì, mentre l’intensificarsi delle operazioni militari tra Stati Uniti e Iran ha alimentato nuove preoccupazioni sulla sicurezza delle forniture energetiche attraverso alcune delle principali rotte marittime mondiali.

    I futures sul Brent sono saliti di 1,06 dollari, pari all’1,17%, a 91,80 dollari al barile alle 08:12 GMT, dopo aver toccato un minimo intraday di 89,02 dollari.

    Il greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) ha guadagnato 39 centesimi, pari allo 0,46%, a 84,85 dollari al barile, dopo essere sceso fino a 83,21 dollari durante la seduta.

    L’escalation militare mantiene alta la tensione sui mercati energetici

    Le tensioni sono rimaste elevate dopo che l’esercito statunitense ha annunciato di aver colpito decine di obiettivi delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, inclusi centri di comando e strutture dedicate ai droni. L’operazione è stata lanciata in risposta al lancio di missili balistici da parte di Teheran contro le forze americane presenti in Medio Oriente.

    Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), l’operazione è iniziata alle 00:00 GMT e si è conclusa alle 02:00 GMT di giovedì.

    “Finché il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz resterà un azzardo, il premio al rischio sul petrolio non scomparirà: la speranza di una soluzione diplomatica è positiva, ma il mercato continua a prezzare la realtà degli attacchi in corso”, ha dichiarato Tim Waterer, chief market analyst di KCM Trade.

    Lo Stretto di Hormuz resta cruciale per le forniture globali

    Lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita normalmente circa un quinto dei flussi mondiali di petrolio e gas naturale, continua a essere il principale punto di attenzione dei mercati energetici dall’inizio del conflitto, il 28 febbraio.

    Mercoledì, Stati Uniti e Arabia Saudita hanno colpito gruppi paramilitari sostenuti dall’Iran in Iraq. Si è trattato della prima partecipazione pubblicamente confermata dell’Arabia Saudita ad attacchi aerei statunitensi, in risposta agli attacchi con droni contro infrastrutture petrolifere saudite lanciati dall’Iraq.

    Nonostante il deterioramento della situazione militare, gli analisti ritengono che gli investitori continuino a concentrarsi soprattutto sui volumi di petrolio che attraversano i principali punti di transito e sulle possibilità di una soluzione diplomatica.

    L’agenzia iraniana Fars ha riferito che una nave metaniera del Qatar ha attraversato la rotta designata dall’Iran nello Stretto di Hormuz dopo aver ottenuto l’autorizzazione delle autorità iraniane.

    I dati di Kpler e LSEG mostrano che la petroliera Al Areesh, che aveva caricato il proprio carico presso il terminal qatariota di Ras Laffan tra il 4 e il 6 luglio, ha lasciato lo stretto durante la notte del 29 luglio.

    Nuovi rischi per il trasporto marittimo aumentano l’incertezza

    Il conflitto ha inoltre influenzato il traffico nello Stretto di Bab el-Mandeb, creando un secondo punto critico per le forniture energetiche mondiali insieme allo Stretto di Hormuz.

    Secondo fonti regionali citate da Reuters, il movimento Houthi dello Yemen starebbe valutando l’introduzione di tariffe per le navi commerciali che attraversano il Mar Rosso meridionale, una settimana dopo aver annunciato un blocco navale contro l’Arabia Saudita.

    “Perché il Brent superi con decisione i recenti massimi e mantenga un trend rialzista, serviranno prove più evidenti di un’interruzione fisica prolungata, come una riduzione duratura dei flussi attraverso Hormuz oppure danni confermati a infrastrutture energetiche strategiche”, ha aggiunto Waterer.

    In un ulteriore elemento di pressione sull’offerta, il Caspian Pipeline Consortium ha comunicato, secondo quanto riportato dall’agenzia russa Interfax, di aver sospeso le operazioni di carico del petrolio dopo un attacco con droni contro una petroliera.

  • Decisione della Fed e trimestrali delle Big Tech al centro dell’attenzione dei mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Decisione della Fed e trimestrali delle Big Tech al centro dell’attenzione dei mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I future sui principali indici azionari statunitensi hanno registrato lievi rialzi giovedì, mentre gli investitori valutavano l’ultima decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse e una nuova ondata di trimestrali delle grandi società tecnologiche. Sebbene la banca centrale abbia lasciato invariati i tassi, il voto diviso e le persistenti pressioni inflazionistiche hanno mantenuto un clima di cautela. Nel frattempo, Microsoft (NASDAQ:MSFT) e Meta Platforms (NASDAQ:META) hanno registrato reazioni opposte dopo la pubblicazione dei conti, mentre il mercato continua a valutare gli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale.

    I future avanzano leggermente dopo una seduta volatile

    Alle 01:55 ET (05:55 GMT), i future sul Dow Jones guadagnavano 27 punti, pari allo 0,1%, quelli sull’S&P 500 salivano di 15 punti, o dello 0,2%, mentre i future sul Nasdaq 100 avanzavano di 133 punti, pari allo 0,5%.

    Nella seduta precedente Wall Street aveva chiuso in ribasso, con gli investitori intenti ad analizzare le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh dopo l’ultima riunione di politica monetaria.

    Anche il comparto dei semiconduttori è rimasto sotto pressione. Il Philadelphia Semiconductor Index ha perso il 5,33%, portando il calo delle ultime cinque sedute a oltre il 14%, mentre il Nasdaq 100 è entrato ufficialmente in fase di correzione, avendo perso più del 10% rispetto ai massimi recenti.

    Gli investitori continuano a interrogarsi sulla sostenibilità degli enormi investimenti destinati all’infrastruttura per l’intelligenza artificiale, inclusi chip e data center, mentre la crescente concorrenza delle aziende tecnologiche cinesi ha ulteriormente pesato sul sentiment.

    Questi timori sono stati messi alla prova dopo la chiusura dei mercati, quando Microsoft e Meta Platforms sono diventate le prime grandi società focalizzate sull’intelligenza artificiale a pubblicare i risultati trimestrali.

    Sul fronte geopolitico, il mercato ha continuato inoltre a monitorare i nuovi attacchi militari statunitensi in Iran. I futures sul Brent, riferimento mondiale del petrolio, sono saliti dell’1,4% a 92,01 dollari al barile, dopo il rialzo di circa il 7% registrato nella seduta precedente.

    La Federal Reserve lascia invariati i tassi

    La Federal Reserve ha mantenuto il tasso di riferimento nell’intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75% al termine della riunione di due giorni, anche se tre membri del Comitato hanno votato a favore di un rialzo dei tassi.

    L’inflazione continua a rappresentare la principale preoccupazione della banca centrale. Le pressioni sui prezzi restano infatti ben al di sopra dell’obiettivo del 2%, soprattutto a causa dell’aumento dei costi energetici provocato dal conflitto con l’Iran.

    Sebbene i dati sull’inflazione di giugno siano risultati più deboli delle attese, i prezzi del petrolio hanno continuato a oscillare nel corso del mese, riflettendo l’incertezza legata agli sviluppi in Medio Oriente.

    Un aumento dei tassi potrebbe contribuire a contenere l’inflazione, ma rischierebbe anche di indebolire un mercato del lavoro già caratterizzato da assunzioni limitate e bassi livelli di licenziamenti.

    Kevin Warsh, alla sua seconda riunione di politica monetaria da presidente della Fed, ha sottolineato che la decisione di lasciare invariati i tassi non significa che la banca centrale non sia pronta a intervenire.

    “Non c’è stato nulla di automatico nelle nostre discussioni”, ha dichiarato Warsh.

    Alla domanda se ulteriori rialzi dei tassi possano contribuire a frenare l’inflazione, Warsh ha risposto che si tratta di uno strumento disponibile, ma ha aggiunto: “Non direi che sia l’unico elemento”. Ha inoltre osservato che il rialzo dei rendimenti obbligazionari a lungo termine registrato dopo la riunione di giugno sta già contribuendo a irrigidire le condizioni finanziarie.

    I rendimenti dei Treasury statunitensi a lunga scadenza sono aumentati mentre gli investitori cercavano indicazioni sulle prossime mosse della Fed. I rendimenti obbligazionari si muovono generalmente in direzione opposta ai prezzi.

    “Le comunicazioni vaghe e probabilmente controproducenti di […] Warsh durante la conferenza stampa rendono ancora più difficile prevedere quale sarà la prossima mossa della Fed”, ha affermato Thomas Ryan, Senior North America Economist di Capital Economics.

    Microsoft convince grazie al cloud e all’intelligenza artificiale

    Microsoft ha pubblicato risultati trimestrali solidi, sostenuti dalla continua crescita del business cloud e dalla crescente domanda dei suoi servizi basati sull’intelligenza artificiale.

    Nel trimestre concluso a giugno, il fatturato è aumentato del 18% a 90 miliardi di dollari, mentre l’utile netto è cresciuto del 31% a 35,8 miliardi di dollari, superando le aspettative del mercato.

    L’amministratore delegato Satya Nadella ha inoltre annunciato che i ricavi annuali della piattaforma cloud Azure, potenziata dall’intelligenza artificiale, hanno superato per la prima volta i 100 miliardi di dollari.

    Microsoft normalmente non comunica separatamente i ricavi di Azure, rendendo il dato particolarmente significativo nel confronto con Google, che la settimana scorsa aveva indicato ricavi cloud prossimi ai 100 miliardi di dollari su base annua.

    Il gruppo non ha dato alcun segnale di voler rallentare gli investimenti nell’intelligenza artificiale. Le spese in conto capitale hanno raggiunto 41 miliardi di dollari nel trimestre, in aumento del 69,4% rispetto all’anno precedente, portando il totale annuale a 145,3 miliardi di dollari.

    Gli investitori hanno accolto positivamente la forte crescita di Azure nonostante l’elevato livello di investimenti, facendo salire il titolo Microsoft di oltre il 7% nelle contrattazioni after-hours.

    Meta delude nonostante ricavi record

    Meta Platforms ha invece registrato un forte ribasso nelle contrattazioni successive alla chiusura di Wall Street, con il titolo in calo di oltre il 7%, pur avendo riportato ricavi record pari a 60,8 miliardi di dollari nel secondo trimestre.

    L’attenzione degli investitori si è concentrata soprattutto sull’aumento delle previsioni di spesa. Meta prevede ora investimenti in conto capitale per almeno 130 miliardi di dollari quest’anno, rispetto ai 125 miliardi indicati in precedenza, confermando il limite superiore della guidance a 145 miliardi di dollari.

    Il management avrebbe dovuto rassicurare il mercato sulla strategia di monetizzazione dell’intelligenza artificiale durante la conference call, ma la reazione negativa del titolo ha mostrato che tali preoccupazioni restano presenti.

    La società ha inoltre registrato un free cash flow inferiore a 1 miliardo di dollari, mentre l’utile trimestrale è diminuito del 14% a 18,3 miliardi di dollari.

    Anche la guidance sui ricavi del trimestre in corso è risultata inferiore alle attese, mentre Meta ha avvertito che i procedimenti legali relativi all’impatto dei social media sui giovani potrebbero comportare perdite rilevanti.

    L’attenzione del mercato si sposta ora su Apple e Amazon, che pubblicheranno i risultati nel corso della giornata di giovedì.

    Sotto i riflettori anche Qualcomm, Starbucks e Chipotle

    Al di fuori delle Big Tech, Qualcomm (NASDAQ:QCOM) ha perso terreno nelle contrattazioni after-hours dopo aver fornito una guidance inferiore alle aspettative per il trimestre in corso.

    La società ha inoltre annunciato l’intenzione di aumentare i prezzi dei propri prodotti per compensare l’aumento dei costi di produzione e delle memorie. L’amministratore delegato Cristiano Amon ha dichiarato che l’intero settore dei semiconduttori continua a fare i conti con costi più elevati e problemi nella catena di approvvigionamento, alimentati dalla crescente domanda di data center per l’intelligenza artificiale.

    Qualcomm ha riportato un utile per azione rettificato di 2,21 dollari nel terzo trimestre, leggermente inferiore alle stime FactSet. Il fatturato è diminuito del 4% a 9,95 miliardi di dollari, pur superando le aspettative degli analisti.

    Starbucks (NASDAQ:SBUX) ha invece pubblicato risultati trimestrali superiori alle previsioni, sostenuti dal miglioramento del traffico nei punti vendita del Nord America e dai progressi del piano di rilancio. Il titolo è salito di circa il 4% nelle contrattazioni after-hours.

    Anche Chipotle Mexican Grill (NYSE:CMG) ha superato le aspettative sia in termini di ricavi sia di utili grazie all’apertura di nuovi ristoranti e ai progressi della propria strategia commerciale. La società ha inoltre migliorato la guidance sulle vendite comparabili per l’intero esercizio, sostenendo il titolo dopo la chiusura del mercato.

  • Le Borse europee restano caute mentre i solidi risultati societari compensano le tensioni in Medio Oriente: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee restano caute mentre i solidi risultati societari compensano le tensioni in Medio Oriente: DAX, CAC, FTSE100

    Le principali Borse europee hanno registrato movimenti contenuti giovedì, con una nuova ondata di risultati societari superiori alle attese, guidata dalla forte performance di Shell (LSE:SHEL), che ha compensato le incertezze sulla politica monetaria statunitense e il riaccendersi delle tensioni militari tra Stati Uniti e Iran.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 si è mantenuto vicino alla parità nelle prime contrattazioni. Il DAX tedesco ha ceduto lo 0,2%, mentre il CAC 40 francese ha guadagnato lo 0,6%, sostenuto dai risultati positivi di numerose società europee di primo piano.

    Shell sostiene i mercati

    Shell ha fornito uno dei principali contributi al rialzo dei listini europei dopo aver più che raddoppiato l’utile adjusted del secondo trimestre a 9,8 miliardi di dollari, superando nettamente le aspettative grazie alla solida performance operativa e ai risultati delle attività di trading.

    Nonostante la stagione delle trimestrali favorevole, il sentiment degli investitori è rimasto prudente dopo che la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse, senza però fornire indicazioni chiare sulle prossime mosse di politica monetaria.

    Sebbene il presidente della Fed Kevin Warsh abbia ribadito l’impegno della banca centrale nel contenere l’inflazione persistente, le sue dichiarazioni hanno lasciato gli operatori incerti sulla possibilità di ulteriori rialzi dei tassi o di un loro mantenimento su livelli elevati più a lungo.

    Le tensioni geopolitiche restano sotto osservazione

    A influenzare il clima di mercato hanno contribuito anche i nuovi attacchi militari statunitensi in Iran, che hanno aggravato un conflitto in corso da cinque mesi e mantenuto alta l’attenzione sui mercati energetici mondiali.

    Gli investitori europei erano inoltre concentrati sulla decisione della Banca d’Inghilterra sui tassi di interesse e sulla pubblicazione di importanti dati macroeconomici, tra cui il PIL del secondo trimestre dell’Eurozona, gli indici di fiducia di luglio e le stime preliminari dell’inflazione tedesca.

    Il comparto tecnologico resta selettivo

    I titoli tecnologici hanno mostrato un andamento prudente dopo una serie di risultati contrastanti pubblicati dai principali gruppi del settore negli Stati Uniti e in Asia.

    Le trimestrali di Samsung (USOTC:SSNHZ) e Microsoft (NASDAQ:MSFT) hanno contribuito ad attenuare le preoccupazioni sulle elevate valutazioni dell’intelligenza artificiale e sugli ingenti investimenti necessari. Al contrario, Meta Platforms (NASDAQ:META) ha alimentato nuove cautele dopo aver comunicato un calo del 91% del free cash flow trimestrale, evidenziando i consistenti investimenti richiesti per sviluppare l’infrastruttura AI.

    Finanziari e industriali sostengono gli indici

    Anche al di fuori del comparto energetico, l’intenso calendario delle trimestrali ha continuato a sostenere i mercati europei.

    Societe Generale (EU:GLE) è salita del 2% dopo aver registrato un utile trimestrale record, mentre la spagnola BBVA (TG:BBVA) ha guadagnato il 2,6% grazie all’aumento dell’utile del secondo trimestre. Anche Amundi (EU:AMUN) ha superato le attese sugli utili operativi.

    Airbus (EU:AIR) è rimasta sostanzialmente invariata dopo aver confermato gli obiettivi annuali di consegna degli aeromobili. Schneider Electric (EU:SU) ha guadagnato il 7,3% dopo aver migliorato la guidance annuale grazie alla forte domanda di infrastrutture energetiche, mentre ArcelorMittal (EU:MT) ha riportato risultati superiori alle attese.

    Capgemini (EU:CAP) ha perso lo 0,6% nonostante abbia rivisto al rialzo le previsioni di crescita dei ricavi, mentre Sanofi (EU:SAN) ha aumentato le stime sulle vendite per l’intero esercizio.

    Andamento contrastato per il settore automobilistico

    Il comparto automobilistico ha mostrato performance divergenti.

    Renault (EU:RNO) ha ceduto il 2,9% pur tornando all’utile grazie alla forte domanda di veicoli elettrici, mentre BMW (TG:BMW) è rimasta pressoché invariata dopo aver riportato un calo dell’utile nel secondo trimestre.

  • Prysmian migliora la guidance per il 2026 dopo un secondo trimestre superiore alle attese

    Prysmian migliora la guidance per il 2026 dopo un secondo trimestre superiore alle attese

    Prysmian SpA (BIT:PRY) ha pubblicato risultati del secondo trimestre 2026 migliori delle aspettative del mercato e ha rivisto al rialzo le previsioni per l’intero esercizio grazie alla solida crescita registrata nei principali segmenti di attività.

    Nel trimestre il gruppo ha realizzato ricavi pari a 6,02 miliardi di euro, circa il 7% superiori al consenso della società pari a 5,60 miliardi di euro. La crescita organica dei ricavi si è attestata al 9,4%, superando le aspettative dell’8,1%, sostenuta dalla forte domanda nelle attività legate all’elettrificazione e alla trasmissione di energia.

    La crescita è trainata dalle attività Power e Renewable

    Le divisioni Power Grids e Renewable Transmission hanno registrato una crescita a doppia cifra, contribuendo in modo determinante alla performance del trimestre.

    L’EBITDA adjusted è salito a 730 milioni di euro, leggermente superiore al consenso della società di 721 milioni di euro. Il margine EBITDA adjusted, pari al 12,1%, è però risultato inferiore al 12,9% atteso, risentendo dell’aumento dei costi dei metalli in alcune attività.

    Power Grids ha registrato una crescita organica del 13%, superiore alle aspettative del 10,8%, mentre Renewable Transmission ha riportato una crescita organica del 14%.

    La divisione Electrification ha conseguito una crescita organica del 5,5%, oltre il consenso del 3,4%, sostenuta soprattutto dalla domanda dei data center nordamericani nel segmento Industrial & Construction. Digital Solutions ha registrato una crescita organica del 18%, in linea con le attese del mercato.

    Rivista al rialzo la guidance per il 2026

    Alla luce della performance del primo semestre, Prysmian ha aumentato la guidance sull’EBITDA adjusted per il 2026 a un intervallo compreso tra 2,8 e 2,9 miliardi di euro. Il punto medio della nuova previsione, pari a 2,85 miliardi di euro, è leggermente superiore al consenso di mercato di 2,845 miliardi di euro.

    La società ha inoltre migliorato in modo significativo la guidance sul free cash flow, portandola a un intervallo tra 1,65 e 1,75 miliardi di euro. Il punto medio di 1,70 miliardi rappresenta un incremento di circa il 27% rispetto al consenso precedente di 1,337 miliardi di euro.

    Margini contrastati ma attesa una maggiore generazione di cassa

    L’andamento della redditività è stato differenziato tra le varie divisioni del gruppo.

    Renewable Transmission ha continuato a migliorare, con un margine salito al 20,3%. Al contrario, il margine di Power Grids si è attestato all’11,2%, mostrando un miglioramento più contenuto del previsto a causa dell’impatto dei premi sui metalli.

    Il margine della divisione Electrification è rimasto limitato all’8,7%, penalizzato dall’inflazione dei metalli e dalla debolezza della domanda nel business Specialties.

    Negli ultimi dodici mesi Prysmian ha generato un free cash flow di 978 milioni di euro, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Il debito netto è salito a 4,08 miliardi di euro, al di sopra del consenso della società pari a 3,81 miliardi di euro.

    Il management ha indicato che la nuova guidance riflette l’attesa di una più forte generazione di cassa nella seconda metà del 2026, sostenuta anche dagli anticipi ricevuti sugli ordini della divisione Transmission.

  • Stellantis torna all’utile nel secondo trimestre mentre il piano FaSTLAne continua ad avanzare

    Stellantis torna all’utile nel secondo trimestre mentre il piano FaSTLAne continua ad avanzare

    Stellantis (BIT:STLAM) è tornata in utile nel secondo trimestre del 2026, sostenuta dal rafforzamento delle vendite nel mercato nordamericano e dai progressi del piano strategico FaSTLAne.

    La società ha registrato un utile netto di 293 milioni di euro nei tre mesi conclusi il 30 giugno, rispetto alla perdita netta di 1,87 miliardi di euro dello stesso periodo dell’anno precedente, evidenziando un netto miglioramento della performance operativa.

    Crescono ricavi e consegne di veicoli

    Nel secondo trimestre i ricavi netti sono aumentati del 13% su base annua, raggiungendo 43,48 miliardi di euro, grazie soprattutto a un incremento del 6% delle vendite in Nord America, il principale mercato del gruppo.

    Anche le consegne di veicoli hanno mostrato una solida crescita, salendo del 10% a 1,59 milioni di unità, sostenute dal recupero dei volumi di diversi marchi strategici.

    Nei primi sei mesi del 2026 Stellantis ha riportato un utile netto di 670 milioni di euro, superando le previsioni di Bloomberg pari a 555,2 milioni di euro.

    Il piano FaSTLAne procede secondo i programmi

    Il miglioramento dei risultati conferma i progressi del piano di rilancio FaSTLAne, la strategia quinquennale da 60 miliardi di euro con cui Stellantis punta a rafforzare quattro dei suoi marchi principali: Jeep, Ram, Peugeot e Fiat.

    L’iniziativa, guidata dal nuovo amministratore delegato Antonio Filosa, mira ad aumentare la redditività, migliorare la competitività dei prodotti e sostenere una crescita duratura.

    La società ha confermato che l’attuazione del piano procede secondo le tempistiche previste e ha ribadito la guidance finanziaria per il 2026.

    Confermate le previsioni per il 2026

    Pur mantenendo invariate le prospettive per l’intero esercizio, Stellantis ha aggiornato le stime relative all’impatto dei dazi.

    L’azienda prevede ora un effetto negativo netto compreso tra 1,0 e 1,2 miliardi di euro nel 2026 a causa delle tariffe commerciali, riflettendo l’evoluzione dello scenario internazionale.

    Nonostante queste pressioni aggiuntive, il management ritiene che il piano di ristrutturazione continuerà a sostenere il recupero della redditività nei prossimi trimestri.

  • Pirelli Delivers Second-Quarter Results in Line with Expectations and Maintains 2026 Guidance

    Pirelli Delivers Second-Quarter Results in Line with Expectations and Maintains 2026 Guidance

    Pirelli & C SpA (BIT:PIRC) reported second-quarter 2026 results broadly in line with market expectations, with revenue and operating profit both slightly ahead of analyst forecasts. The Italian tire manufacturer also reaffirmed its full-year guidance while updating several assumptions underpinning its outlook.

    Revenue for the quarter came in around 1% above market consensus, while operating profit also exceeded analyst estimates by approximately 1%.

    Outlook Updated as Currency Offsets Volume Pressure

    Although Pirelli left its full-year guidance unchanged, the company revised its revenue assumptions to reflect changing market conditions.

    Management now expects foreign exchange movements to contribute a positive 1% impact during 2026, offsetting an anticipated 1% drag from lower sales volumes.

    The company also warned that raw material costs will become less favourable in the second half of the year. After providing a €30 million benefit during the first six months, raw material prices are now expected to create a €70 million headwind in the second half, with the impact beginning in the third quarter.

    U.S. Demand and Pricing Expected to Support Growth

    Pirelli expects stronger sales volumes in the United States during the second half of 2026, supported by easier year-over-year comparisons and existing customer orders that provide visibility for the next three to four months.

    The company also expects pricing and product mix to improve following price increases introduced during May and June.

    Organic growth is forecast at approximately 4% in the second half, made up of around 3% from pricing and product mix improvements and about 1% from higher volumes. That compares with organic growth of 2.5% in the first half and 1.4% in the second quarter.

    Efficiency Measures Continue to Deliver Savings

    Pirelli’s cost-efficiency programme generated savings of €81 million during the first half and is expected to contribute a further €69 million in the second half, bringing total savings for 2026 to around €150 million.

    Management also expects an additional €20 million to €30 million in benefits from other mitigation initiatives designed to offset inflationary and cost pressures.

    Financial Outlook

    The company expects financial expenses for 2026 to total between €190 million and €200 million, with the second half likely to be affected by higher costs related to hyperinflation accounting.

    Pirelli also forecasts an effective tax rate of between 32% and 34% for the full year.