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  • L’oro arretra mentre tensioni geopolitiche e attese sui tassi pesano sul mercato

    L’oro arretra mentre tensioni geopolitiche e attese sui tassi pesano sul mercato

    I prezzi dell’oro hanno registrato un calo lunedì, con le rinnovate tensioni in Medio Oriente e le aspettative di tassi d’interesse più elevati che hanno ridotto l’appeal del metallo prezioso, privo di rendimento.

    Alle 07:15 ET (11:15 GMT), l’oro spot perdeva l’1,3% a 4.035,82 dollari l’oncia, mentre i future sull’oro cedevano l’1,1% a 4.049,92 dollari l’oncia.

    Secondo diverse indiscrezioni, Stati Uniti e Iran avrebbero concordato di interrompere i recenti scambi di attacchi nello Stretto di Hormuz, consentendo alle navi commerciali di transitare nuovamente attraverso il passaggio strategico. Tuttavia, il New York Times, citando un funzionario statunitense, ha riferito che Teheran non ha ancora confermato ufficialmente l’intesa.

    Il quotidiano ha aggiunto che Washington e Teheran proseguiranno i colloqui per definire l’attuazione di un memorandum d’intesa, mentre il Wall Street Journal ha riferito che un nuovo round di negoziati potrebbe tenersi già martedì a Doha, in Qatar. Axios è stato il primo media a riportare l’accordo sul cessate il fuoco e sulla ripresa dei negoziati.

    Petrolio e tassi restano al centro dell’attenzione

    Sebbene il petrolio si sia stabilizzato su livelli vicini a quelli precedenti al conflitto, gli ultimi sviluppi militari continuano ad alimentare i timori di una nuova ondata inflazionistica legata all’energia. I mercati ritengono inoltre possibile che le principali banche centrali, inclusa la Federal Reserve, aumentino nuovamente i tassi entro la fine dell’anno per contenere le pressioni sui prezzi.

    “[T]here’s still plenty of risk facing the oil market. Even so, participants appear to be shrugging off these developments, instead focusing on what a continued recovery in oil flows would mean for the global balance”, hanno scritto gli analisti di ING.

    “Questa compiacenza è insolita e lascia chiaramente un significativo rischio al rialzo se la ripresa dell’offerta dovesse rivelarsi lenta.”

    A pesare sull’oro è stato anche il rafforzamento del dollaro statunitense, che rende il metallo più costoso per gli acquirenti internazionali. Il biglietto verde continua infatti a beneficiare del proprio status di bene rifugio durante il conflitto, sostenuto anche dalla convinzione che gli Stati Uniti, in qualità di grande esportatore di energia, siano relativamente protetti dall’aumento dei prezzi del petrolio.

    Gli investitori attendono ora una serie di importanti dati macroeconomici statunitensi, tra cui il rapporto mensile sull’occupazione, gli indici di fiducia dei consumatori, le offerte di lavoro e i dati sull’occupazione nel settore privato, che potrebbero influenzare le aspettative sulla politica monetaria.

  • I titoli tecnologici potrebbero trainare il rialzo di Wall Street in apertura: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I titoli tecnologici potrebbero trainare il rialzo di Wall Street in apertura: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future sui principali indici azionari statunitensi indicano un avvio positivo della seduta di lunedì, con il comparto tecnologico destinato a guidare i rialzi dopo le forti vendite della scorsa settimana.

    I future sul Nasdaq 100 sono saliti dell’1,2% prima dell’apertura dei mercati, segnalando un rinnovato interesse per il settore tecnologico dopo che il Nasdaq aveva perso oltre il 4% nell’arco della settimana precedente.

    A sostenere il sentiment contribuisce anche il nuovo piano di investimenti da 576 miliardi di dollari annunciato dalla Corea del Sud nei semiconduttori e nell’intelligenza artificiale, sostenuto da Samsung e SK Hynix per rafforzare la leadership globale del Paese nel settore dei chip.

    Gli investitori seguono gli sviluppi in Medio Oriente

    L’attenzione del mercato resta inoltre rivolta alle tensioni geopolitiche, dopo le notizie secondo cui Stati Uniti e Iran avrebbero concordato una nuova sospensione delle ostilità in seguito agli scontri del fine settimana.

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scritto su Truth Social che l’Iran ha richiesto un nuovo incontro e che i colloqui dovrebbero svolgersi a Doha, in Qatar.

    “Ancora una volta si è ripetuto lo schema ormai familiare: i nuovi scambi di attacchi tra Stati Uniti e Iran nel fine settimana hanno brevemente innervosito i mercati, salvo poi lasciare spazio alle notizie sul ritorno ai negoziati, che hanno ripristinato la fiducia entro lunedì mattina”, ha dichiarato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.

    “Tuttavia, questa fiducia potrebbe essere prematura”, ha aggiunto. “Sebbene i mercati sembrino scontare una normalizzazione relativamente rapida dei mercati energetici, restano chiari segnali che indicano come i negoziati siano tutt’altro che semplici.”

    Chiusura poco mossa per Wall Street venerdì

    La seduta di venerdì si è conclusa con variazioni contenute dopo il recupero dai minimi iniziali, con i principali indici che hanno oscillato per gran parte della giornata attorno alla parità.

    Il Dow Jones Industrial Average ha ceduto 44,51 punti (-0,1%) a 51.876,11. Il Nasdaq Composite ha perso 60,99 punti (-0,2%) a 25.297,62, mentre l’S&P 500 ha lasciato sul terreno 3,47 punti (-0,1%) a 7.354,02.

    Su base settimanale, il Dow ha guadagnato lo 0,6%, mentre l’S&P 500 ha perso il 2% e il Nasdaq è arretrato del 4,6%.

  • Le Borse europee si muovono in ordine sparso mentre il settore tecnologico beneficia del piano AI della Corea del Sud: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee si muovono in ordine sparso mentre il settore tecnologico beneficia del piano AI della Corea del Sud: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno registrato un andamento misto lunedì, con i titoli tecnologici sostenuti dall’annuncio di un piano di investimenti da 576 miliardi di dollari della Corea del Sud per rafforzare la propria leadership nei semiconduttori e nell’intelligenza artificiale, sostenuto da Samsung e SK Hynix.

    Il DAX tedesco è salito dello 0,1%, mentre il FTSE 100 britannico si è mantenuto intorno alla parità. Più debole il CAC 40 francese, in calo dello 0,6%.

    L’attenzione degli investitori è rimasta anche sul mercato energetico, con il petrolio in lieve rialzo dopo il riaccendersi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran in vista dei prossimi colloqui di pace in Qatar.

    I titoli tecnologici guidano i rialzi

    Le società legate ai semiconduttori hanno registrato le migliori performance in Europa, con ASML Holding (EU:ASML), Infineon (TG:IFX) e STMicroelectronics (BIT:STMMI) (EU:STMPA) in rialzo tra l’1% e il 3%.

    Tra i singoli titoli, Nordex Group (TG:NDX1) ha guadagnato circa l’1% dopo essersi aggiudicata un ordine da 325 MW negli Stati Uniti.

    Prosus N.V. (EU:PRX) è salita del 2,4% dopo aver riportato un aumento dell’84% dell’utile operativo core rettificato per l’intero esercizio.

    Il gruppo farmaceutico francese Ipsen (EU:IPN) ha guadagnato l’1,7% dopo aver annunciato l’acquisizione della biotech statunitense Kartos Therapeutics con un’operazione del valore massimo di 1,75 miliardi di dollari.

    BT Group (LSE:BT.A), infine, è avanzata di circa l’1% dopo aver raggiunto un accordo con Verizon (NYSE:VZ) per unire le rispettive attività internazionali in una nuova joint venture.

  • Il petrolio si stabilizza dopo la sospensione delle ostilità tra Stati Uniti e Iran

    Il petrolio si stabilizza dopo la sospensione delle ostilità tra Stati Uniti e Iran

    I prezzi del petrolio sono rimasti sostanzialmente stabili lunedì dopo che Stati Uniti e Iran hanno concordato una sospensione delle recenti ostilità, attenuando le preoccupazioni immediate sull’offerta energetica, mentre i produttori del Medio Oriente hanno continuato a esportare petrolio e gas naturale liquefatto nonostante i nuovi incidenti che hanno coinvolto le rotte marittime.

    I due Paesi hanno inoltre deciso di riprendere i negoziati sullo Stretto di Hormuz, alimentando le speranze di salvare l’accordo di pace provvisorio, messo a rischio da diversi giorni di attacchi reciproci.

    Alle 08:03 GMT, il Brent guadagnava 4 centesimi attestandosi a 72,03 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense saliva di 44 centesimi, pari allo 0,6%, a 69,67 dollari al barile.

    “Il mercato petrolifero continua a essere esposto a numerosi rischi. Nonostante ciò, gli operatori sembrano concentrarsi su ciò che un continuo recupero dei flussi petroliferi potrebbe significare per l’equilibrio globale”, hanno scritto gli analisti di ING in una nota pubblicata lunedì.

    “Questa compiacenza è insolita e lascia chiaramente spazio a un significativo rischio di rialzo qualora il ripristino delle forniture dovesse procedere lentamente.”

    La scorsa settimana il Brent ha perso il 10,6%, registrando la terza flessione settimanale consecutiva, dopo che le spedizioni di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz hanno raggiunto i livelli più elevati dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran alla fine di febbraio.

    Secondo i dati sul traffico marittimo, i produttori del Medio Oriente hanno continuato a caricare petrolio e GNL nonostante i nuovi attacchi alle navi e la ripresa delle tensioni militari tra Washington e Teheran.

    Il colosso saudita Aramco ha ripreso venerdì le operazioni di carico di greggio presso il terminal di Ras Tanura, dopo una sospensione durata quasi quattro mesi.

    Le operazioni sono proseguite anche dopo lo schianto di un elicottero della compagnia avvenuto domenica a Ras Tanura, nel quale hanno perso la vita 14 persone. Le cause dell’incidente non sono ancora state accertate.

  • I future di Wall Street avanzano mentre i mercati seguono Iran e dati macroeconomici: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future di Wall Street avanzano mentre i mercati seguono Iran e dati macroeconomici: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future sui principali indici statunitensi hanno aperto la settimana in rialzo, mentre gli investitori si preparano a una serie di importanti dati economici e agli interventi delle principali banche centrali, seguendo al tempo stesso le notizie secondo cui Stati Uniti e Iran avrebbero concordato una sospensione temporanea delle ostilità nello Stretto di Hormuz.

    I future aprono in territorio positivo

    Alle 03:11 ET (07:11 GMT), i future sul Dow Jones guadagnavano 107 punti (+0,2%), quelli sull’S&P 500 salivano di 36 punti (+0,5%) e i future sul Nasdaq 100 avanzavano di 223 punti (+0,8%).

    Gli indici avevano chiuso la settimana precedente in lieve calo dopo le indiscrezioni su un possibile rinvio dell’attesa quotazione in Borsa di OpenAI (NASDAQ:OAI), sviluppatrice di ChatGPT. La notizia ha penalizzato i titoli legati all’intelligenza artificiale e ai data center, protagonisti del recente boom degli investimenti nel settore.

    “Il peggioramento del sentiment sull’intelligenza artificiale ha certamente pesato sul Nasdaq e sull’S&P ponderato per capitalizzazione, ma riducendo il predominio di questo settore sui mercati, si liberano capitali che possono spostarsi verso comparti rimasti finora trascurati”, hanno scritto gli analisti di Vital Knowledge.

    Secondo le indiscrezioni, Stati Uniti e Iran sospendono gli attacchi

    Secondo quanto riportato dai media, Washington e Teheran hanno concordato una pausa nelle reciproche azioni militari nello Stretto di Hormuz, riducendo temporaneamente le tensioni su una delle principali rotte energetiche mondiali.

    Il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi e fonti coinvolte nei negoziati, riferisce che le due parti sarebbero pronte a riprendere il dialogo diplomatico, con colloqui proposti a Doha, anche se i dettagli non sono ancora stati definiti.

    Petrolio stabile mentre i mercati attendono sviluppi

    Le quotazioni del petrolio sono rimaste sostenute, con il Brent in rialzo dello 0,5% a 72,32 dollari al barile e il WTI in aumento dell’1% a 69,91 dollari.

    “Il mercato petrolifero ha registrato solo rialzi contenuti questa mattina nonostante la nuova escalation tra Stati Uniti e Iran […]”, hanno affermato gli analisti di ING.

    “Ciononostante, continuiamo a ritenere che il mercato sia troppo ottimista sui tempi necessari per il ripristino delle forniture dal Golfo Persico[.]”

    Settimana ricca di appuntamenti economici

    L’attenzione si sposta ora sul Forum BCE di Sintra, che si aprirà con l’intervento della presidente Christine Lagarde e vedrà la partecipazione del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh.

    I mercati attendono inoltre i dati preliminari sull’inflazione dell’Eurozona e il rapporto statunitense sull’occupazione di giugno. Gli analisti prevedono un rallentamento dell’inflazione al 3,0% e la creazione di 114.000 nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti, con un tasso di disoccupazione stabile al 4,3%.

    “Alla fine, il principale catalizzatore direzionale saranno i dati sull’occupazione di giugno”, hanno concluso gli analisti di ING.

  • Le Borse europee procedono caute mentre le tensioni in Medio Oriente sostengono il petrolio: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee procedono caute mentre le tensioni in Medio Oriente sostengono il petrolio: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno mostrato un andamento incerto lunedì, con gli investitori impegnati a valutare la tenuta della tregua temporanea tra Stati Uniti e Iran, mentre il rialzo dei prezzi del petrolio ha riportato in primo piano i timori per l’inflazione.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 ha ceduto lo 0,03% a 635,66 punti, dopo una settimana caratterizzata da elevata volatilità e guadagni limitati. Il DAX tedesco, il CAC 40 francese e il FTSE 100 britannico sono rimasti pressoché invariati, mentre il FTSE MIB italiano ha perso lo 0,2%.

    Il clima di prudenza è seguito ai nuovi sviluppi militari tra Washington e Teheran nel fine settimana, dopo un attacco contro una nave commerciale nello Stretto di Hormuz. Sebbene le due parti abbiano successivamente concordato una sospensione temporanea delle azioni militari reciproche in vista dei colloqui tecnici previsti martedì a Doha, l’incertezza geopolitica ha limitato la propensione al rischio degli investitori.

    Le quotazioni del petrolio sono salite leggermente, sostenute dalle preoccupazioni per possibili rallentamenti del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, una delle principali rotte energetiche mondiali. Il ritorno dell’attenzione sui rischi geopolitici e sull’inflazione legata all’energia segue una settimana dominata dalle vendite nel settore tecnologico, causate dalle elevate valutazioni dei titoli legati all’intelligenza artificiale.

    L’attenzione dei mercati si sposta ora sui principali appuntamenti macroeconomici della settimana. Gli investitori attendono i dati statunitensi sui nuovi posti di lavoro non agricoli, che potrebbero influenzare le aspettative sulle future decisioni della Federal Reserve e confermare o ridimensionare l’ipotesi di due ulteriori rialzi dei tassi di 25 punti base entro fine anno.

    In Europa saranno inoltre pubblicati gli indicatori di giugno sulla fiducia dei consumatori e sul clima economico. Gli operatori seguiranno con particolare attenzione il discorso della presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, in apertura del Forum BCE di Sintra, alla ricerca di indicazioni sulla futura politica monetaria dell’Eurozona, con i mercati che continuano a scontare almeno un ulteriore rialzo dei tassi nel corso dell’anno.

    Tra i singoli titoli, Nagarro (TG:NA9) è balzata del 90% dopo aver ricevuto offerte di acquisizione, mentre Prosus (EU:PRX) ha guadagnato il 2% in seguito alla pubblicazione dei risultati annuali.

  • I prezzi del gas europeo salgono mentre le tensioni in Medio Oriente alimentano i timori sull’offerta

    I prezzi del gas europeo salgono mentre le tensioni in Medio Oriente alimentano i timori sull’offerta

    I prezzi del gas naturale all’ingrosso in Europa hanno registrato un rialzo lunedì mattina, sostenuti dalle rinnovate tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle preoccupazioni per possibili interruzioni delle rotte globali di trasporto del gas naturale liquefatto (GNL).

    Il contratto benchmark olandese con scadenza il mese successivo è salito dell’1,6% a 41,38 euro per megawattora, mentre il contratto britannico equivalente ha guadagnato l’1,6%, raggiungendo 99,29 pence per therm.

    L’aumento è seguito ai nuovi sviluppi militari tra Stati Uniti e Iran nell’area dello Stretto di Hormuz, uno dei principali corridoi energetici marittimi al mondo. Sebbene i due Paesi abbiano concordato una sospensione temporanea delle azioni militari reciproche in vista dei colloqui tecnici previsti martedì a Doha, gli operatori continuano a temere che un’eventuale nuova escalation possa ostacolare il trasporto di GNL e rallentare il traffico marittimo.

    Meteo ed economia sostengono il mercato

    Il rialzo dei prezzi si inserisce in un contesto di fondamentali che fino alla scorsa settimana avevano limitato le pressioni al rialzo. Le riserve europee di gas rimangono infatti su livelli elevati, contribuendo a contenere parte dei rischi sul lato dell’offerta.

    Tuttavia, le più recenti previsioni meteorologiche indicano temperature superiori alla media nell’Europa meridionale durante l’estate. Il maggiore utilizzo degli impianti di climatizzazione dovrebbe aumentare la domanda di energia prodotta con il gas, riducendo la disponibilità sul mercato nel breve termine.

    Gli investitori guardano inoltre ai prossimi appuntamenti macroeconomici. Il rischio che l’aumento dei costi energetici possa alimentare nuovamente l’inflazione precede la pubblicazione dei dati statunitensi sull’occupazione non agricola e l’intervento della presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, due eventi che potrebbero influenzare le aspettative sui futuri tassi di interesse.

  • I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona salgono mentre le tensioni in Medio Oriente riaccendono i timori sull’inflazione

    I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona salgono mentre le tensioni in Medio Oriente riaccendono i timori sull’inflazione

    I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona hanno registrato un rialzo lunedì, mentre le rinnovate tensioni in Medio Oriente e l’aumento dei prezzi del petrolio hanno riportato in primo piano i timori sull’inflazione, spingendo gli investitori a privilegiare il dollaro statunitense rispetto ai titoli obbligazionari europei.

    Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni, riferimento per l’area euro, è salito al 2,86%, recuperando dai minimi plurimensili toccati la scorsa settimana. Anche il rendimento del titolo tedesco a due anni, particolarmente sensibile alle aspettative sui tassi d’interesse, è aumentato al 2,53%.

    I mercati obbligazionari sono stati messi sotto pressione dopo i nuovi sviluppi militari registrati nel fine settimana nello Stretto di Hormuz. Sebbene Washington e Teheran abbiano concordato una sospensione temporanea delle azioni militari reciproche in vista dei colloqui tecnici previsti martedì a Doha, le preoccupazioni sulla sicurezza di una delle principali rotte marittime mondiali hanno spinto al rialzo il prezzo del petrolio, riportando al centro dell’attenzione i rischi inflazionistici dopo che, la scorsa settimana, la volatilità dei mercati azionari aveva dominato il sentiment.

    Gli investitori attendono inoltre una serie di importanti appuntamenti macroeconomici nel corso della settimana. Il mercato del debito sovrano resta prudente in vista della pubblicazione dei dati statunitensi sui nuovi posti di lavoro non agricoli, che potrebbero confermare o mettere in discussione le aspettative di due ulteriori rialzi dei tassi di 25 punti base da parte della Federal Reserve entro la fine dell’anno.

    Nell’Eurozona sono inoltre attesi i dati di giugno sulla fiducia dei consumatori e sull’andamento dell’attività economica. Grande attenzione sarà rivolta anche all’intervento della presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, che aprirà il Forum BCE di Sintra, al quale parteciperanno anche il governatore della Bank of England Andrew Bailey e il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh.

    Gli operatori cercheranno eventuali segnali che possano modificare le attuali aspettative dei mercati monetari, che continuano a scontare almeno un ulteriore rialzo dei tassi della BCE di 25 punti base dopo il recente aumento del tasso sui depositi al 2,25%.

  • STMicroelectronics sale grazie al piano di investimenti della Corea del Sud nell’intelligenza artificiale (STMMI)

    STMicroelectronics sale grazie al piano di investimenti della Corea del Sud nell’intelligenza artificiale (STMMI)

    STMicroelectronics (BIT:STMMI) ha aperto la seduta in forte rialzo a Piazza Affari, guidando il FTSE MIB, leggermente positivo, dopo l’annuncio del nuovo piano strategico della Corea del Sud per rafforzare la propria leadership nel settore dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori.

    Le azioni del produttore di chip hanno guadagnato il 3,70% nei primi 15 minuti di contrattazioni, raggiungendo un massimo intraday di 64,97 euro. Il clima positivo ha interessato anche altri titoli europei del comparto dei semiconduttori: Soitec è salita dell’8%, X-FAB Silicon Foundries del 4,10%, Infineon del 3,20%, Aixtron dell’1,30%, ASML dello 0,90% e Melexis dello 0,60%.

    A sostenere ulteriormente il titolo è intervenuta anche JP Morgan, che ha alzato il target price su STMicroelectronics da 48 a 71,50 euro, confermando il giudizio “neutral”. La banca ha inoltre incrementato le stime sui ricavi dell’1,9% per il 2026, del 4,5% per il 2027 e del 9% per il 2028. Anche le previsioni sull’utile per azione sono state riviste al rialzo rispettivamente dell’11,6%, del 9,2% e del 15,2%.

    Il rialzo del settore è seguito all’annuncio del presidente sudcoreano Lee Jae Myung, che ha presentato un piano di investimenti di ampia portata per l’industria nazionale dei chip destinati all’intelligenza artificiale.

    “Dobbiamo assicurarci gli elementi chiave dell’intelligenza artificiale più rapidamente di qualsiasi altro Paese”, ha dichiarato il presidente. “I semiconduttori, l’IA fisica e i data center per l’intelligenza artificiale sono i tre pilastri del nostro grande balzo in avanti”, ha aggiunto.

    Secondo i media locali, il piano potrebbe prevedere investimenti superiori a 1.000 miliardi di won (651,41 miliardi di dollari) nei prossimi anni. Alla presentazione hanno partecipato i vertici di Samsung Electronics e SK Hynix, i due maggiori produttori mondiali di memorie, destinati a svolgere un ruolo centrale nell’iniziativa.

    Secondo indiscrezioni, Samsung starebbe preparando un piano di investimenti di circa 1.000 miliardi di won che comprenderebbe nuovi impianti produttivi, investimenti nei data center e un’espansione al di fuori dell’area metropolitana di Seul. Anche SK Group sarebbe al lavoro su un progetto di lungo termine focalizzato sui chip di memoria e sulle tecnologie per l’intelligenza artificiale.

    Nonostante l’annuncio governativo, le azioni di Samsung Electronics e SK Hynix hanno chiuso la seduta in ribasso a Seul, rispettivamente del 4,86% e dell’1,68%. Secondo gli analisti, il calo riflette le preoccupazioni sull’entità degli investimenti necessari per sostenere questi programmi e sul rischio che la prossima fase di crescita possa risultare eccessivamente costosa.

  • Trevi Finanziaria Industriale sale dopo l’offerta pubblica di acquisto lanciata da ICOP (TFIN)

    Trevi Finanziaria Industriale sale dopo l’offerta pubblica di acquisto lanciata da ICOP (TFIN)

    Le azioni di Trevi Finanziaria Industriale (BIT:TFIN) sono salite del 7,4% a 3,80 euro dopo che la società è diventata oggetto di un’inaspettata offerta di acquisizione da parte di ICOP (BIT:ICOP), azienda specializzata nell’ingegneria delle fondazioni. Il gruppo con sede a Basiliano ha annunciato un’offerta pubblica volontaria di scambio sull’intero capitale sociale di Trevi, offrendo 133 nuove azioni ICOP ogni 1.000 azioni Trevi conferite. Sulla base dei termini dell’operazione, l’offerta attribuisce a Trevi un valore implicito di 4,163 euro per azione, pari a un premio di circa il 20% rispetto al prezzo di chiusura precedente all’annuncio.

    L’operazione punta a creare un importante gruppo italiano nel settore delle fondazioni speciali e dell’ingegneria del sottosuolo. Su base pro forma, la società combinata avrebbe ricavi superiori a 1 miliardo di euro e un portafoglio ordini oltre i 2 miliardi di euro. Le due aziende presentano inoltre una presenza geografica complementare: ICOP è particolarmente forte nell’Europa occidentale e nel Nord America, mentre Trevi vanta una posizione consolidata nell’area Asia-Pacifico. ICOP ha inoltre dichiarato l’intenzione di procedere al delisting di Trevi da Euronext Milan al completamento dell’operazione, subordinatamente alle autorizzazioni regolamentari, all’approvazione della Consob e al raggiungimento di almeno il 90% dei diritti di voto.

    Il rialzo del titolo è avvenuto in una seduta negativa per il mercato azionario italiano, con il FTSE MIB in calo. La performance di Trevi è quindi riconducibile esclusivamente al potenziale accordo di acquisizione e non all’andamento generale dei mercati. Anche i principali indici statunitensi, tra cui S&P 500 e Nasdaq, hanno registrato lievi ribassi, confermando che il movimento del titolo è stato determinato da fattori specifici della società.

    L’offerta di acquisizione è stata il principale catalizzatore del forte rialzo delle azioni Trevi, spingendo il titolo verso il valore implicito dell’offerta. Nonostante il recupero, le azioni restano comunque ben al di sotto del massimo delle ultime 52 settimane di 16,32 euro, pur essendosi allontanate in modo significativo dal minimo di 2,8961 euro.