Le borse europee hanno mostrato un andamento misto martedì, mentre gli investitori hanno continuato a valutare una nuova ondata di risultati trimestrali di alcune delle principali società del continente, in un contesto di miglioramento del sentiment globale.
Alle 08:05 GMT, il DAX tedesco perdeva lo 0,2% e il FTSE 100 britannico cedeva lo 0,2%, mentre il CAC 40 francese avanzava dello 0,3%.
Migliora il clima sui mercati globali
La fiducia è tornata sui mercati azionari globali, sostenuta dal rimbalzo dei titoli tecnologici e legati all’intelligenza artificiale dopo la correzione della scorsa settimana.
A Wall Street, gli indici principali hanno registrato la seconda seduta consecutiva di rialzi, con il Dow Jones Industrial Average che ha toccato un nuovo massimo storico. In Asia, il Nikkei 225 giapponese ha chiuso a livelli record dopo la netta vittoria del primo ministro Sanae Takaichi alla Camera bassa.
Anche in Europa i principali indici sono in territorio positivo dall’inizio dell’anno: DAX e CAC 40 sono entrambi in rialzo di oltre il 2%, mentre il FTSE 100 guadagna più del 4%, sostenuti da risultati societari generalmente incoraggianti.
I risultati societari restano al centro
Il flusso di trimestrali è proseguito martedì, con la stagione degli utili che continua a ritmo sostenuto.
Philips (EU:PHIA) ha chiuso un quarto trimestre migliore delle attese, con ricavi pari a 5,10 miliardi di euro, beneficiando di una domanda diffusa nonostante l’impatto di dazi più elevati.
Kering (EU:KER) ha comunicato un calo delle vendite del quarto trimestre leggermente inferiore alle previsioni, mentre il nuovo amministratore delegato Luca de Meo ha lavorato per stabilizzare il gruppo nel suo primo trimestre alla guida.
AstraZeneca (LSE:AZN) ha previsto una crescita di ricavi e utili nel 2026, puntando sulla domanda per i trattamenti oncologici e per i farmaci più recenti, mentre accelera l’espansione negli Stati Uniti e in Cina.
Barclays (LSE:BARC) ha registrato un aumento del 12% dell’utile annuo e ha annunciato nuovi obiettivi di performance fino al 2028, concentrandosi sul mercato domestico e sull’uso di tecnologie come l’IA per ridurre i costi.
Sul fronte opposto, BP (LSE:BP.) ha annunciato la sospensione dei programmi di riacquisto di azioni e la destinazione della liquidità in eccesso al rafforzamento del bilancio, dopo aver riportato una perdita di 3,4 miliardi di dollari nel quarto trimestre, a fronte di un utile di 1,2 miliardi nel trimestre precedente.
In primo piano l’incertezza politica nel Regno Unito
Il calendario macroeconomico europeo è stato piuttosto scarno, con l’unico dato di rilievo rappresentato dal tasso di disoccupazione francese, salito al 7,9% nel quarto trimestre dal 7,7% dei tre mesi precedenti.
Nel Regno Unito, l’attenzione degli investitori resta concentrata sulla situazione politica, con il primo ministro Keir Starmer sotto pressione per la controversa nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore negli Stati Uniti.
Anas Sarwar, leader del Partito Laburista scozzese, ha chiesto lunedì le dimissioni del primo ministro, richiesta respinta da Starmer, dopo il riaccendersi delle polemiche sui legami di Mandelson con il defunto finanziere statunitense Jeffrey Epstein.
Secondo Ruth Gregory, vice capo economista per il Regno Unito presso Capital Markets, un’eventuale sostituzione di Starmer e/o della cancelliera Rachel Reeves potrebbe inizialmente spingere al rialzo i rendimenti dei gilt e indebolire la sterlina. Nel medio-lungo periodo, ha aggiunto che “l’effetto più duraturo e probabile sarebbe un allentamento della politica fiscale che porterebbe a rendimenti dei gilt più elevati rispetto allo scenario di base e a una sterlina più debole”.
Petrolio in lieve calo, ma restano alte le tensioni geopolitiche
I prezzi del petrolio sono scesi marginalmente martedì, mentre le tensioni tra Stati Uniti e Iran restano elevate, mantenendo alti i rischi di interruzioni delle forniture dal Medio Oriente.
I futures sul Brent hanno ceduto lo 0,3% a 68,86 dollari al barile, mentre il WTI statunitense è sceso dello 0,3% a 64,18 dollari. Entrambi i benchmark avevano guadagnato oltre l’1% lunedì dopo che l’Amministrazione marittima del Dipartimento dei Trasporti USA ha invitato le navi battenti bandiera statunitense a mantenere la massima distanza possibile dalle acque iraniane durante il transito nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman.
Circa un quinto del petrolio consumato a livello globale transita attraverso lo Stretto di Hormuz tra Oman e Iran, rendendo qualsiasi escalation nell’area un rischio significativo per le forniture energetiche mondiali.
L’avvertimento è arrivato nonostante segnali di progresso nei colloqui dello scorso fine settimana tra Washington e Teheran, con le parti che hanno concordato di proseguire le discussioni sul programma nucleare iraniano.