Blog

  • Oro stabile in attesa del discorso di Warsh a Jackson Hole

    Oro stabile in attesa del discorso di Warsh a Jackson Hole

    I prezzi dell’oro sono rimasti sostanzialmente invariati venerdì mentre gli investitori attendevano il discorso del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh al simposio di Jackson Hole per ottenere indicazioni sulle prospettive dei tassi d’interesse statunitensi.

    L’oro spot era stabile a $4.600,19 l’oncia alle 02:50 ET, ovvero le 06:50 GMT, mentre i futures sull’oro statunitensi cedevano lo 0,3% a $4.651,41.

    Il metallo prezioso aveva raggiunto all’inizio della settimana un massimo di tre mesi vicino a $4.700 l’oncia, in un contesto caratterizzato da preoccupazioni sulla politica fiscale statunitense e dalle misure del Tesoro a sostegno delle obbligazioni a più lunga scadenza.

    Nonostante questi guadagni, l’oro si avviava verso un marginale calo settimanale dopo tre settimane consecutive di rialzi.

    I mercati attendono indicazioni sulla politica della Federal Reserve

    Gli investitori mantenevano un atteggiamento prudente in vista del discorso di Warsh, previsto venerdì alle 10:00 ET, ovvero le 14:00 GMT.

    L’intervento sarà il primo importante discorso di Warsh come presidente della Federal Reserve a Jackson Hole e i mercati cercheranno indicazioni sulla valutazione della banca centrale riguardo all’inflazione e al futuro andamento dei tassi d’interesse.

    I recenti dati sull’inflazione hanno influenzato le aspettative sulla politica monetaria. L’indice dei prezzi delle spese per consumi personali, la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve, è aumentato del 3,7% nei dodici mesi fino a luglio.

    Secondo il CME FedWatch tool, i mercati attribuivano una probabilità del 34% a un aumento dei tassi d’interesse a settembre e del 74% a un rialzo entro dicembre.

    Queste percentuali rappresentano probabilità implicite nelle quotazioni di mercato e non indicazioni fornite dalla Federal Reserve.

    Le aspettative sui tassi restano rilevanti per l’oro

    Tassi d’interesse più elevati possono ridurre l’attrattiva relativa dell’oro, poiché il metallo non genera interessi rispetto agli asset che offrono un rendimento.

    Recentemente l’oro ha beneficiato di rendimenti obbligazionari più bassi e di un dollaro statunitense più debole. Rendimenti inferiori riducono il costo opportunità associato alla detenzione di asset privi di rendimento, mentre un dollaro più debole può rendere l’oro denominato nella valuta statunitense meno costoso per gli acquirenti che utilizzano altre valute.

    L’oro ha guadagnato oltre il 13% nel corso di agosto, nonostante i movimenti limitati di venerdì e la prospettiva di un lieve calo settimanale.

    Argento e platino avanzano

    Gli altri metalli preziosi hanno registrato rialzi venerdì.

    L’argento è salito dell’1,3% a $70,11 l’oncia, mentre il platino ha guadagnato l’1,8% a $1.882,60 l’oncia.

    Anche i prezzi del rame sono aumentati. I futures di riferimento sul rame al London Metal Exchange sono saliti dello 0,4% a $14.338,15 per tonnellata, mentre i futures statunitensi sul rame hanno guadagnato lo 0,2% a $6,68 per libbra.

  • Il petrolio si avvia verso un calo settimanale nonostante le persistenti tensioni tra Stati Uniti e Iran

    Il petrolio si avvia verso un calo settimanale nonostante le persistenti tensioni tra Stati Uniti e Iran

    I prezzi del petrolio sono scesi venerdì e si avviavano a interrompere una serie di due settimane consecutive di rialzi, nonostante la persistente incertezza nei rapporti tra Stati Uniti e Iran.

    I futures sul Brent sono diminuiti di 60 centesimi, pari allo 0,67%, a $89,10 al barile alle 0636 GMT, mentre quelli sul West Texas Intermediate sono scesi di 64 centesimi, o dello 0,77%, a $82,89.

    Entrambi i benchmark erano avviati verso perdite settimanali. Il Brent registrava un calo del 5,3% nella settimana, mentre il WTI perdeva il 4,3%.

    I flussi petroliferi attraverso lo Stretto di Hormuz mostrano segnali di ripresa

    Il calo settimanale è arrivato nonostante le continue tensioni diplomatiche tra Washington e Teheran.

    “Nonostante gli sforzi diplomatici abbiano incontrato un ostacolo, ci sono crescenti segnali di un aumento dei flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz”, hanno affermato gli analisti di ING in una nota. “Con il persistere del conflitto, i produttori si stanno adattando alle nuove realtà e stanno acquisendo sempre maggiore familiarità con la navigazione attraverso lo stretto.”

    Goldman Sachs ha stimato giovedì che le recenti esportazioni complessive di petrolio dal Golfo si attestavano tra 15 milioni e 16 milioni di barili al giorno.

    Questo livello restava tra 7 milioni e 8 milioni di barili al giorno al di sotto dei volumi precedenti alla guerra, ma era superiore di 5 milioni-6 milioni di barili al giorno rispetto al minimo registrato a marzo, secondo le stime della banca.

    Gli Stati Uniti non cercherebbero di rilanciare l’accordo di giugno con l’Iran

    Il petrolio aveva chiuso in rialzo nella seduta precedente dopo un articolo del Wall Street Journal sulla posizione dell’amministrazione Trump nei confronti dei negoziati con l’Iran.

    Citando persone a conoscenza della questione, il quotidiano ha riferito che l’amministrazione avrebbe ripetutamente comunicato ai mediatori di non essere interessata a rilanciare il memorandum d’intesa raggiunto a giugno, complicando gli sforzi per riavviare i negoziati.

    Giovedì Washington aveva precedentemente dichiarato di non essere impegnata in colloqui con l’Iran, nonostante gli sforzi diplomatici di altri Paesi per riportare le due parti al tavolo delle trattative.

    Gli Stati Uniti impongono ulteriori sanzioni all’Iran

    Lunedì gli Stati Uniti hanno annunciato misure contro l’Iran che hanno definito le “sanzioni più dure della storia”.

    Teheran ha descritto le sanzioni come un “atto disumano e ostile” e ha affermato che avevano perso la loro efficacia.

    Le descrizioni riflettono le rispettive posizioni dei governi statunitense e iraniano.

    La Russia lancia un avvertimento sui missili forniti dalla Gran Bretagna

    Le tensioni geopolitiche sono rimaste al centro dell’attenzione anche dopo un avvertimento di Mosca relativo all’utilizzo da parte dell’Ucraina di missili da crociera a lungo raggio forniti dalla Gran Bretagna contro obiettivi situati in territorio russo.

    La Russia ha avvertito che potrebbe colpire obiettivi militari britannici all’interno e all’esterno dell’Ucraina in risposta a tali attacchi.

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tuttavia affermato che il presidente russo Vladimir Putin non attaccherà un Paese appartenente all’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord.

    Trump ha inoltre minimizzato le notizie secondo cui il direttore della CIA John Ratcliffe avrebbe avvertito questa settimana funzionari russi contro un simile attacco.

    La Gran Bretagna è uno dei membri fondatori della NATO.

  • Warsh, Nvidia, PayPal e petrolio al centro dell’attenzione mentre i futures USA restano poco mossi: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Warsh, Nvidia, PayPal e petrolio al centro dell’attenzione mentre i futures USA restano poco mossi: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures azionari statunitensi sono rimasti sostanzialmente stabili venerdì dopo il rialzo di Nvidia (NASDAQ:NVDA) seguito agli ultimi risultati del produttore di chip, mentre gli investitori attendevano il discorso del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh a Jackson Hole.

    I futures sull’S&P 500 erano invariati, quelli sul Nasdaq 100 cedevano lo 0,3%, mentre i futures sul Dow avanzavano dello 0,2%.

    Nel frattempo, PayPal (NASDAQ:PYPL) ha registrato un forte calo nelle contrattazioni after-hours dopo la notizia secondo cui potenziali acquirenti avrebbero interrotto le trattative per un’acquisizione, mentre i prezzi del petrolio sono saliti in un contesto di rinnovata incertezza nei rapporti tra Stati Uniti e Iran.

    Nvidia sale dopo le prospettive sui ricavi

    Le azioni Nvidia sono salite dell’8,7% giovedì dopo che la società ha fornito prospettive sui ricavi superiori alle attese.

    Il movimento ha coinciso con rialzi dei principali indici statunitensi. L’S&P 500 ha guadagnato lo 0,7%, il Nasdaq Composite è salito dell’1,6% e il Dow ha aggiunto lo 0,2%.

    Nvidia è uno dei principali fornitori di chip utilizzati nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, rendendo i suoi risultati rilevanti anche per le società che investono e gestiscono data center dedicati all’AI.

    Gli investitori attendono il discorso di Warsh a Jackson Hole

    Venerdì l’attenzione si è spostata sull’intervento di Warsh al simposio annuale della Federal Reserve a Jackson Hole, nel Wyoming.

    Gli investitori cercano indicazioni sulla valutazione della banca centrale riguardo alla persistente inflazione e alle prospettive per i tassi d’interesse.

    I dati recenti hanno continuato a mostrare pressioni sui prezzi elevate, mentre i rendimenti dei Treasury sono rimasti alti in un contesto di preoccupazioni per l’inflazione, l’indebitamento pubblico e la politica monetaria.

    Le dichiarazioni di Warsh potrebbero influenzare le aspettative sul futuro andamento dei tassi d’interesse statunitensi, anche se la direzione della reazione dei mercati dipenderà dal contenuto del suo intervento.

    Nvidia avrebbe sospeso alcune operazioni di finanziamento legate all’AI

    Separatamente, Nvidia avrebbe sospeso alcune operazioni nell’ambito di un programma di finanziamento destinato ad aiutare le società di cloud AI ad acquistare i suoi chip, secondo The Wall Street Journal.

    Il programma era stato annunciato meno di due mesi fa e prevedeva sostegno al credito per le società di cloud AI in cambio di una quota dei loro ricavi.

    Secondo quanto riportato, alcuni dipendenti di Nvidia avrebbero sollevato preoccupazioni per un possibile esame da parte delle autorità antitrust. Il motivo preciso della sospensione non è stato stabilito nel materiale fornito e Nvidia potrebbe ancora modificare il programma.

    Nvidia ha precedentemente difeso i propri investimenti in società di intelligenza artificiale che acquistano anche i suoi prodotti. L’amministratore delegato Jensen Huang ha sostenuto che le start-up del settore AI richiedono quantità di capitale insolitamente elevate.

    PayPal scende dopo la fine delle trattative per una possibile acquisizione

    Le azioni PayPal hanno perso il 12,2% nelle contrattazioni after-hours dopo che un consorzio guidato da Advent International e Stripe ha interrotto il tentativo di acquisire la società di pagamenti, secondo Bloomberg.

    Il consorzio avrebbe offerto $60,50 per azione, valutando PayPal oltre $53 miliardi.

    Secondo quanto riportato, il consiglio di amministrazione di PayPal avrebbe considerato insufficiente il prezzo proposto e avrebbe inoltre individuato aspetti da valutare sul fronte regolamentare e del finanziamento.

    Le indiscrezioni su una possibile acquisizione avevano contribuito alla ripresa delle azioni PayPal dal minimo delle ultime 52 settimane di $38,46 dopo l’emergere delle trattative a luglio.

    Il petrolio sale con il ritorno dell’incertezza tra Stati Uniti e Iran

    I prezzi del petrolio sono aumentati dopo la notizia secondo cui l’amministrazione Trump avrebbe comunicato ai mediatori di non essere più interessata a tornare al memorandum d’intesa raggiunto con l’Iran a giugno.

    L’accordo firmato dal presidente Donald Trump alla Reggia di Versailles aveva definito un quadro per la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’avvio di negoziati sul programma nucleare iraniano in cambio di un alleggerimento delle sanzioni e dell’accesso agli asset iraniani congelati.

    Secondo The Wall Street Journal, Washington si sarebbe successivamente orientata verso una politica di massima pressione economica e non starebbe cercando di rilanciare l’accordo.

    Il Brent ha superato gli $88 al barile dopo la notizia.

    Gli sviluppi relativi allo Stretto di Hormuz restano rilevanti per i mercati energetici per il ruolo della rotta nei flussi petroliferi globali. Variazioni persistenti dei prezzi del greggio possono inoltre incidere sulle aspettative d’inflazione e, di conseguenza, sulle aspettative relative alla politica monetaria.

  • Le borse europee rimbalzano in attesa di Warsh ma si avviano verso il terzo calo settimanale: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee rimbalzano in attesa di Warsh ma si avviano verso il terzo calo settimanale: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno registrato rialzi venerdì, con l’indice paneuropeo STOXX 600 in progresso dello 0,6% mentre gli investitori attendevano l’intervento del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh al Jackson Hole Economic Policy Symposium.

    Nonostante il rialzo di venerdì, l’indice restava avviato verso una perdita settimanale di circa lo 0,4%, che segnerebbe il terzo calo consecutivo e la serie negativa più lunga dall’aprile 2025.

    Nel corso della settimana, i mercati europei hanno risentito di una combinazione di rendimenti più elevati sui titoli di Stato, volatilità dei prezzi dell’energia e dati economici regionali contrastanti.

    I rendimenti obbligazionari più elevati pesano sui mercati europei

    I rendimenti dei titoli di Stato globali sono aumentati nella prima parte della settimana, portando i costi di finanziamento sia nei mercati principali sia in quelli periferici dell’eurozona verso i massimi degli ultimi mesi.

    Successivamente, i rendimenti sono diminuiti in seguito agli annunci riguardanti i riacquisti del debito pubblico statunitense e alla flessione dei prezzi dell’energia.

    Gli elevati costi di finanziamento sono comunque rimasti un fattore per le valutazioni azionarie europee durante la settimana, in particolare nei settori sensibili ai tassi d’interesse come quello immobiliare.

    Anche i mercati energetici hanno registrato volatilità, con le tensioni geopolitiche intorno allo Stretto di Hormuz che hanno influenzato i prezzi del petrolio e del gas all’ingrosso europeo. I prezzi sono successivamente diminuiti con gli sviluppi diplomatici che hanno attenuato alcune delle preoccupazioni immediate verso la fine della settimana.

    Le dichiarazioni della BCE restano al centro dell’attenzione

    Anche le aspettative sulla politica monetaria della Banca Centrale Europea hanno contribuito al contesto di mercato della settimana.

    Secondo le informazioni fornite, Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della BCE, ha ribadito che i tassi d’interesse dovranno aumentare ulteriormente per riportare sotto controllo l’inflazione.

    Le dichiarazioni hanno aggiunto un ulteriore elemento alle valutazioni degli investitori sulle prospettive della politica monetaria europea, insieme all’andamento dei rendimenti obbligazionari e dei prezzi dell’energia.

    Gli investitori attendono l’intervento di Warsh a Jackson Hole

    Venerdì l’attenzione si è concentrata sul primo intervento principale di Warsh come presidente della Federal Reserve al simposio di Jackson Hole, nel Wyoming.

    Gli investitori cercano indicazioni sulla possibilità che la Federal Reserve mantenga una politica monetaria restrittiva durante l’autunno in presenza di un’inflazione complessiva persistente oppure che un rallentamento del mercato del lavoro possa consentire una pausa.

    L’andamento dei rendimenti dei Treasury statunitensi può influenzare i mercati dei titoli di Stato europei, rendendo le prospettive della politica monetaria della Federal Reserve rilevanti anche per le condizioni di finanziamento in Europa.

    Gli investitori seguiranno inoltre eventuali indicazioni sulla strategia della Federal Reserve relativa al proprio bilancio, mentre i governi continuano a emettere quantità significative di debito.

    DAX e CAC 40 partecipano al rialzo regionale

    Venerdì i principali indici azionari europei hanno registrato rialzi insieme allo STOXX 600.

    Il DAX tedesco è salito dello 0,5%, mentre il CAC 40 francese ha guadagnato lo 0,9% dopo il forte calo della seduta precedente. Il FTSE 100 di Londra è avanzato dello 0,4%.

    Anche i titoli legati alla tecnologia hanno ricevuto sostegno durante la seduta dopo le prospettive sugli utili comunicate da Nvidia all’inizio della settimana.

    Al momento delle informazioni fornite, tuttavia, i guadagni di venerdì non erano sufficienti a cancellare la perdita settimanale dello STOXX 600.

  • MPS e Banca Generali salgono mentre Generali valuta l’offerta da €8,72 miliardi

    MPS e Banca Generali salgono mentre Generali valuta l’offerta da €8,72 miliardi

    Le azioni di Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) e Banca Generali (BIT:BGN) hanno registrato rialzi nelle prime contrattazioni a Milano dopo che Assicurazioni Generali (BIT:G) ha dichiarato di essere disponibile a valutare la proposta di acquisizione da €8,72 miliardi presentata da MPS per la banca privata.

    MPS ha guadagnato l’1,5%, mentre Banca Generali è salita dell’1% nelle prime contrattazioni.

    Generali detiene il 50,1% di Banca Generali, rendendo la sua posizione un elemento importante per l’esito dell’operazione proposta.

    MPS offre 6,958 azioni per ogni azione Banca Generali

    La scorsa settimana MPS ha lanciato offerte per Banca Generali e Banco BPM (BIT:BAMI) nell’ambito della propria strategia di consolidamento proposta.

    In base all’offerta per Banca Generali, gli azionisti riceverebbero 6,958 azioni MPS per ogni azione Banca Generali posseduta. La proposta valuta Banca Generali €8,72 miliardi.

    Al momento dell’annuncio, MPS ha affermato che i termini dell’offerta rappresentavano un premio del 10% rispetto al prezzo delle azioni Banca Generali.

    Generali disponibile a valutare la proposta di MPS

    Generali ha dichiarato giovedì sera di aver “confermato la propria disponibilità a valutare la proposta di MPS, che prevede una più ampia collaborazione industriale per sviluppare nuove opportunità di crescita in aree di business strategicamente importanti per entrambe le società”.

    La compagnia assicurativa sta valutando le implicazioni della proposta, che ha definito non sollecitata e che, secondo Generali, non era stata concordata prima della sua comunicazione pubblica.

    Considerata la partecipazione del 50,1% detenuta da Generali in Banca Generali, la posizione dell’assicuratore sarebbe rilevante per la capacità di MPS di completare l’operazione proposta.

    Banco BPM continua a valutare l’offerta separata di MPS

    Anche Banco BPM sta esaminando l’offerta separata presentata da MPS.

    All’inizio della settimana, Banco BPM ha affermato che, secondo una prima valutazione, la proposta, che attribuisce al gruppo risultante dall’operazione un valore superiore a €25 miliardi, non prevedeva un premio per i suoi azionisti.

    La banca ha dichiarato che il consiglio di amministrazione continuerà a valutare i termini dell’offerta.

    Analista indica il sostegno degli azionisti tra gli ostacoli

    L’analista di Federated Hermes Filippo Alloatti ha affermato che le operazioni proposte devono affrontare diversi ostacoli, tra cui la necessità di ottenere il sostegno di Generali per l’operazione su Banca Generali.

    “Monte dei Paschi dovrebbe convincere diversi azionisti scettici”, ha dichiarato Alloatti in una nota pubblicata giovedì.

    Il commento rappresenta la valutazione dell’analista sul sostegno degli azionisti necessario per le operazioni proposte.

    MPS stima un bilancio pro forma di €466 miliardi per il gruppo combinato

    MPS ha dichiarato che la combinazione proposta creerebbe il terzo gruppo bancario italiano per totale attivo.

    Secondo MPS, il gruppo risultante dall’operazione avrebbe un bilancio pro forma di circa €466 miliardi.

    Il completamento delle operazioni proposte resta subordinato al necessario sostegno degli azionisti e agli altri requisiti connessi alle offerte.

  • La sede di MPS resterebbe a Siena nell’ambito del piano di Intesa, afferma Cimbri

    La sede di MPS resterebbe a Siena nell’ambito del piano di Intesa, afferma Cimbri

    Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) manterrebbe la propria sede a Siena qualora la proposta di acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) andasse a buon fine, secondo il presidente di Unipol (BIT:UNI), Carlo Cimbri.

    In un’intervista a Il Sole 24 Ore, Cimbri ha illustrato la struttura proposta per l’operazione e le sue potenziali implicazioni per MPS, Unipol e BPER (BIT:BPE).

    Riferendosi alla storica sede di MPS a Rocca Salimbeni, nel centro di Siena, Cimbri ha dichiarato che l’edificio “è un simbolo da 500 anni ed è nell’interesse di tutti preservarlo”.

    Unipol acquisirebbe il marchio MPS e parte della rete di filiali

    Secondo il piano di acquisizione descritto nel materiale fornito, dopo l’operazione Intesa separerebbe alcune attività di MPS, con il marchio MPS e circa la metà della rete di filiali che verrebbero ceduti a Unipol.

    Unipol integrerebbe successivamente tali attività con BPER, di cui è il principale azionista.

    Cimbri ha affermato che l’operazione potrebbe portare alla creazione di un “grande conglomerato finanziario” che riunirebbe MPS, Unipol e BPER.

    “Il progetto di Unipol si basa sull’integrazione di banche con un DNA comune: una presenza capillare sui territori e rapporti stretti con imprese e famiglie”, ha dichiarato Cimbri.

    Cimbri commenta le proposte alternative di MPS

    La scorsa settimana l’amministratore delegato di MPS, Luigi Lovaglio, ha proposto due offerte pubbliche di scambio separate e interamente in azioni per Banco BPM (BIT:BAMI) e Banca Generali (BIT:BGN), per un valore complessivo di circa €34 miliardi, mentre MPS porta avanti una strategia alternativa.

    Cimbri ha definito le proposte “creative”, aggiungendo che finora il mercato avrebbe reagito in modo sfavorevole.

    “A mio avviso, il motivo è semplice. La creatività nasce da un’esigenza contingente: difendere lo status quo, non da progetti industriali coltivati nel tempo. E il mercato lo capisce”, ha dichiarato Cimbri.

    Le dichiarazioni rappresentano la valutazione di Cimbri sulle motivazioni alla base delle proposte di MPS e sulla reazione del mercato.

    Cimbri afferma che non sono previsti licenziamenti in MPS

    Cimbri ha inoltre affrontato le potenziali conseguenze occupazionali dell’operazione proposta, affermando che non sono previsti licenziamenti in MPS.

    “La maggior parte dei dipendenti verrà con noi. Nessun licenziamento, ma, come avviene sempre nelle fusioni, saranno attuati programmi di razionalizzazione attraverso accordi sindacali in tutte le banche che integreremo”, ha dichiarato.

    Eventuali interventi sulla forza lavoro sarebbero quindi subordinati al completamento dell’operazione proposta e ai successivi accordi con le organizzazioni sindacali.

    Generali commenta la proposta per Banca Generali

    Separatamente, Generali ha affermato che l’offerta di MPS per Banca Generali presenta “opportunità di crescita”.

    Il commento rappresenta una prima indicazione della posizione di Generali sulla proposta, anche se il materiale fornito non contiene ulteriori dettagli sulla sua valutazione o sulle prossime fasi del processo.

  • Eni ed Enel interessate dall’anticipo sulle ritenute dei dividendi, Equita vede un impatto limitato

    Eni ed Enel interessate dall’anticipo sulle ritenute dei dividendi, Equita vede un impatto limitato

    Eni (BIT:ENI) ed Enel (BIT:ENEL) saranno interessate da una nuova misura del governo italiano che impone ad alcuni grandi gruppi energetici di versare anticipi sulle ritenute fiscali relative ai dividendi.

    Il governo ha approvato un decreto rivolto ai grandi gruppi energetici italiani con ricavi consolidati superiori a €20 miliardi. La misura introduce un anticipo sulle ritenute e sulle imposte sostitutive relative ai dividendi deliberati in un esercizio ma distribuiti nell’esercizio successivo.

    Entro il 30 novembre, le società interessate dovranno versare un importo pari al 39% delle ritenute e delle imposte sostitutive che sarebbero state dovute se il dividendo fosse stato distribuito nello stesso esercizio. Il calcolo terrà conto del regime fiscale applicabile ai singoli beneficiari.

    Il governo stima un anticipo di €130 milioni

    Secondo la relazione tecnica del governo, l’ammontare complessivo dei dividendi interessati dalla misura sarebbe pari a circa €1,7 miliardi.

    Sulla base di un’aliquota fiscale media del 19,7% e di un anticipo del 39%, il governo stima un versamento anticipato di circa €130 milioni.

    Equita ritiene che l’impatto della misura sia “molto limitato”, pur precisando che “il perimetro di applicazione resta da chiarire (rispetto alla relazione tecnica del ministero)”.

    Gli analisti hanno inoltre osservato: “Una lettura della disposizione porterebbe, infatti, a considerare un ammontare di dividendi superiore a 1,7 miliardi”.

    Equita considera la misura uno sfasamento temporale e non una tassa aggiuntiva

    Analizzando il possibile effetto finanziario, Equita ha dichiarato:

    “In ogni caso, anche ipotizzando un’aliquota nominale del 26% (rispetto alla media del 19,7% ipotizzata nella relazione tecnica) e un anticipo del 39% calcolato sull’intero flusso dei dividendi, l’impatto appare comunque trascurabile, considerando che la misura non rappresenta un’imposta aggiuntiva, ma piuttosto uno sfasamento temporale nei pagamenti fiscali, per i quali le società agiscono come sostituti d’imposta, recuperando l’imposta al momento del pagamento del dividendo con un credito equivalente.”

    Equita considera quindi la misura principalmente come una differenza temporale nei flussi di cassa, piuttosto che come un ulteriore onere fiscale.

    Per Eni Equita stima un impatto di circa €100 milioni

    Per Eni, Equita stima che “l’impatto previsto sarebbe di circa €100 milioni”.

    Il dividendo 2026 già approvato da Eni ammonta a €3,1 miliardi. Applicando un’aliquota nominale del 26%, le relative ritenute ammonterebbero a circa €800 milioni.

    Il dividendo sarà tuttavia distribuito in quattro tranche, due nella seconda metà del 2026 e altre due nella prima metà del 2027. Secondo l’interpretazione del decreto fornita da Equita, soltanto le ritenute relative ai pagamenti del primo semestre 2027 sarebbero soggette all’anticipo.

    Gli analisti hanno inoltre rilevato che la quota del dividendo destinata al Ministero dell’Economia e delle Finanze e a CDP non è soggetta a ritenuta, riducendo ulteriormente l’importo interessato.

    Equita ha affermato: “Un effetto di questa entità, se trattato come componente del capitale circolante netto, difficilmente avrebbe un impatto sull’obiettivo di CFFO adjusted 2026 di €15 miliardi.”

    Equita conferma la raccomandazione buy su Eni

    Equita ha inoltre evidenziato l’andamento delle materie prime rispetto alle ipotesi utilizzate da Eni, affermando: “Lo scenario delle commodity si sta inoltre dimostrando più favorevole rispetto alle ipotesi della guidance, offrendo a Eni un margine sufficiente per assorbire qualsiasi anticipo.”

    La SIM ha confermato la raccomandazione buy su Eni con un prezzo obiettivo di €28. Secondo il materiale fornito, venerdì mattina il titolo era quotato a €23, in rialzo dell’1,30%.

    Per Enel stimato un anticipo di cassa di quasi €180 milioni

    Per Enel, Equita stima che la misura potrebbe comportare un anticipo di cassa di quasi €180 milioni.

    Il calcolo ipotizza un acconto sul dividendo di €2,3 miliardi approvato a novembre e successivamente pagato a gennaio, escludendo la quota attribuibile al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

    Equita ha confrontato l’anticipo stimato con i €63 miliardi di debito di Enel, osservando inoltre che la differenza temporale nei flussi di cassa avrebbe una durata di circa due mesi.

    Commentando le possibili implicazioni nel lungo periodo, gli analisti hanno aggiunto: “riteniamo che, anche se la misura dovesse essere consolidata nel tempo, l’impatto sulla gestione del capitale circolante sarebbe limitato, considerando il breve sfasamento temporale e l’entità degli anticipi.”

  • Borse USA verso un’apertura positiva grazie ai risultati di Nvidia: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Borse USA verso un’apertura positiva grazie ai risultati di Nvidia: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I futures sugli indici azionari statunitensi indicano un’apertura in rialzo giovedì, con i titoli tecnologici in testa ai guadagni iniziali dopo che Nvidia (NASDAQ:NVDA) ha pubblicato risultati trimestrali superiori alle aspettative e fornito prospettive incoraggianti sui ricavi.

    I futures sul Nasdaq 100 sono saliti di circa l’1%, segnalando un rinnovato interesse per i titoli tecnologici dopo che i principali indici avevano chiuso la seduta precedente in lieve calo.

    Le azioni Nvidia sono balzate del 6,5% nelle contrattazioni pre-market dopo che il leader dei chip per l’intelligenza artificiale ha superato le aspettative del secondo trimestre e fornito indicazioni positive sui ricavi del trimestre in corso, rafforzando la fiducia nella domanda legata agli investimenti nelle infrastrutture per l’AI.

    “Nvidia ha ancora una volta pubblicato risultati superiori alle aspettative, offrendo una certa rassicurazione sul fatto che il ciclo di investimenti nell’AI rimanga intatto”, ha dichiarato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.

    Nvidia offre un nuovo impulso ai titoli tecnologici

    La performance di Nvidia dovrebbe fornire un importante sostegno all’intero settore tecnologico, considerando il ruolo centrale della società nel ciclo di investimenti in rapida espansione legato all’intelligenza artificiale.

    La reazione positiva ai risultati potrebbe aiutare Wall Street a ritrovare slancio dopo una seduta precedente poco movimentata. Gli investitori avevano in gran parte evitato mosse significative prima della pubblicazione dei conti di Nvidia, riflettendo la crescente influenza della società sul sentiment generale del mercato.

    “Supponendo che non ci siano movimenti significativi, né positivi né negativi, sul fronte geopolitico, i risultati del secondo trimestre di Nvidia di questa sera probabilmente definiranno il tono dei mercati per il resto della settimana”, ha dichiarato Russ Mould, investment director di AJ Bell.

    Jackson Hole resta al centro dell’attenzione

    Nonostante l’avvio positivo indicato dai futures, gli scambi potrebbero rimanere relativamente prudenti mentre gli investitori attendono il discorso del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh al simposio economico di Jackson Hole venerdì.

    Warsh ha generalmente evitato di fornire indicazioni dettagliate sulla futura politica monetaria, ma gli investitori analizzeranno attentamente le sue dichiarazioni alla ricerca di segnali sulla possibile traiettoria dei tassi di interesse.

    Dopo gli ultimi dati sull’inflazione, il FedWatch Tool di CME Group indica una probabilità del 66,1% che la Federal Reserve mantenga invariati i tassi il prossimo mese e una probabilità del 33,9% di un aumento di un quarto di punto percentuale.

    L’inflazione mantiene alta l’attenzione sui tassi

    Gli ultimi dati sulle spese per consumi personali hanno mostrato un’inflazione statunitense leggermente superiore alle aspettative degli economisti.

    L’indice PCE generale è aumentato dello 0,2% a luglio dopo una diminuzione dello 0,1% a giugno, rispetto alle attese per un incremento dello 0,1%. Su base annua, l’indice è salito del 3,7%, invariato rispetto a giugno e leggermente superiore alla previsione di un rallentamento al 3,6%.

    Il PCE core, che esclude alimentari ed energia, è aumentato dello 0,2% su base mensile dopo il +0,1% di giugno, in linea con le aspettative. L’inflazione core annuale è rimasta al 3,3%, anch’essa conforme alle previsioni.

    I dati rafforzano le aspettative che la Federal Reserve continui ad adottare un approccio misurato mentre valuta l’andamento dell’inflazione e dell’economia.

    Wall Street ha chiuso la seduta precedente in lieve calo

    I principali indici statunitensi hanno terminato la seduta precedente con modeste perdite dopo una giornata caratterizzata da una direzione poco definita. Il Dow Jones Industrial Average è sceso di 113,52 punti, pari allo 0,2%, a 53.463,88, mentre il Nasdaq Composite ha perso 21,10 punti, o lo 0,1%, a 26.130,20. L’S&P 500 è diminuito di 1,58 punti, meno dello 0,1%, a 7.675,70.

    La performance settoriale è stata mista. I titoli auriferi hanno registrato una significativa debolezza in seguito al calo del prezzo del metallo prezioso, trascinando il NYSE Arca Gold Bugs Index in ribasso del 2,9%. Anche il settore farmaceutico ha perso terreno, con il NYSE Arca Pharmaceutical Index in calo del 2%.

    Le aree legate alla tecnologia hanno invece mostrato maggiore forza. Il NYSE Arca Computer Hardware Index è avanzato dell’1,9%, mentre il NYSE Arca Networking Index ha guadagnato l’1,6%. Anche i titoli del gas naturale sono saliti, con il NYSE Arca Natural Gas Index in progresso dell’1,5% grazie all’aumento dei prezzi della materia prima.

    Con Nvidia che offre un forte catalizzatore al settore tecnologico e i futures in rialzo, Wall Street appare orientata verso un avvio positivo. L’attenzione resterà probabilmente divisa tra l’entusiasmo per gli investimenti nell’AI e il discorso di venerdì a Jackson Hole, mentre gli investitori cercano il prossimo possibile motore per i mercati statunitensi.

  • Borse europee in calo mentre gli investitori valutano rischi geopolitici e prospettive Fed: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in calo mentre gli investitori valutano rischi geopolitici e prospettive Fed: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee si sono mosse prevalentemente al ribasso giovedì, mentre gli investitori hanno bilanciato le persistenti tensioni geopolitiche e l’incertezza sulle prospettive dei tassi di interesse della Federal Reserve con risultati e indicazioni incoraggianti da parte di Nvidia.

    I dati sull’inflazione statunitense, superiori alle attese, hanno mantenuto al centro dell’attenzione la possibilità di un ulteriore aumento dei tassi da parte della Federal Reserve entro la fine dell’anno. I mercati attendono ora il discorso del presidente della Fed Kevin Warsh a Jackson Hole per ottenere ulteriori indicazioni sulla futura direzione della politica monetaria.

    Il DAX avanza grazie al miglioramento della fiducia dei consumatori tedeschi

    Il CAC 40 francese è sceso dell’1,1%, mentre il FTSE 100 britannico ha perso lo 0,4%. Il DAX tedesco si è mosso in controtendenza, guadagnando lo 0,3% dopo che nuovi dati hanno indicato un miglioramento della fiducia dei consumatori in Germania in vista di settembre.

    L’indice prospettico GfK sulla fiducia dei consumatori è salito a -26,6 per settembre da -29,4 di agosto, sostenuto dal miglioramento delle aspettative sui redditi e dai cambiamenti nella propensione al risparmio.

    Il dato più favorevole proveniente dalla Germania ha offerto un segnale positivo sul fronte interno, mentre i mercati europei continuano a confrontarsi con l’incertezza politica e monetaria globale.

    I risultati societari guidano i movimenti dei singoli titoli

    Le azioni Pernod Ricard (EU:RI) hanno registrato un forte calo dopo che il gruppo francese di vini e liquori ha comunicato una diminuzione del 3,9% delle vendite annuali nell’esercizio 2026, riflettendo una domanda più debole in Cina e negli Stati Uniti.

    Anche la società svedese di tecnologia medica Elekta (TG:EJXB) ha perso terreno dopo aver riportato vendite del primo trimestre inferiori alle aspettative.

    Prudential (LSE:PRU) è scesa dopo che l’assicuratore ha segnalato un rallentamento della crescita degli utili derivanti dalle nuove attività, mentre anche l’assicuratore belga Ageas (EU:AGS) ha registrato una flessione. Il combined ratio di Ageas è salito al 95,2% nel primo semestre del 2026 dal 92,1% dell’anno precedente, risentendo dei sinistri legati agli eventi meteorologici in Europa.

    Halfords e Plus500 si distinguono in positivo

    Altrove, Halfords Group (LSE:HFD) ha rappresentato uno dei principali punti di forza del mercato londinese. Le azioni del rivenditore britannico di biciclette e prodotti automobilistici sono balzate dopo che la società ha previsto per il 2027 un utile superiore alle aspettative del mercato.

    Anche Plus500 (LSE:PLUS) ha registrato un forte rialzo dopo che la società di trading e scommesse ha annunciato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 100 milioni di dollari.

    Sebbene i principali indici europei abbiano mantenuto nel complesso un andamento prudente, il miglioramento della fiducia dei consumatori tedeschi e alcune solide performance societarie hanno offerto elementi positivi. L’attenzione degli investitori si sposta ora su Jackson Hole per ulteriori indicazioni sulla strategia della Federal Reserve per i tassi di interesse nei prossimi mesi.

  • Il petrolio estende il calo mentre la diplomazia in Medio Oriente alimenta le speranze sull’offerta

    Il petrolio estende il calo mentre la diplomazia in Medio Oriente alimenta le speranze sull’offerta

    I prezzi del petrolio sono scesi per la quarta seduta consecutiva giovedì, mentre cresce l’ottimismo degli investitori sulla possibilità che i progressi diplomatici in Medio Oriente possano favorire una graduale ripresa dei flussi regionali di greggio.

    I futures sul Brent sono scesi dello 0,5% a 87,37 dollari al barile alle 04:54 ET, mentre quelli sul West Texas Intermediate statunitense hanno registrato un calo analogo dello 0,5% a 81,79 dollari al barile.

    Brent e WTI hanno entrambi perso oltre il 6% nell’ultima settimana, con l’ottimismo per un possibile accordo diplomatico che ha ampiamente prevalso sulle persistenti tensioni tra Stati Uniti e Iran.

    Washington ha rafforzato le sanzioni economiche contro l’Iran all’inizio della settimana e ha avvertito altri Paesi contro il mantenimento di rapporti commerciali con Teheran. Le successive notizie hanno tuttavia indicato la possibilità di un miglioramento delle relazioni tra le due parti.

    I media statali russi hanno riferito che Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un nuovo accordo di cessate il fuoco che potrebbe essere annunciato nei prossimi giorni, mentre l’attenzione del mercato resta concentrata sulla possibilità che i progressi diplomatici si traducano in un miglioramento dei flussi energetici.

    I colloqui su Hormuz rafforzano le prospettive per l’offerta

    Altre notizie hanno indicato che Iran e Oman si stanno avvicinando a un accordo riguardante la navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Teheran ha precisato che un’intesa non comporterebbe necessariamente la riapertura immediata della rotta, ma i colloqui hanno comunque alimentato le speranze di una graduale normalizzazione delle condizioni di navigazione.

    Anche il Pakistan, altro importante mediatore regionale, ha segnalato progressi nei negoziati di pace con l’Iran, rafforzando le aspettative che gli sforzi diplomatici stiano acquisendo slancio.

    I dati sulla navigazione mostrano tuttavia che il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz rimane soltanto una frazione dei livelli precedenti alla guerra.

    Prima del conflitto, circa il 20% dell’offerta mondiale di greggio transitava attraverso questa rotta, rendendo una sua eventuale riapertura un potenziale catalizzatore significativo per i mercati energetici globali.

    Una ripresa sostenuta dei volumi di navigazione potrebbe quindi migliorare sensibilmente la disponibilità di greggio mediorientale e attenuare alcuni dei vincoli sull’offerta che hanno sostenuto i prezzi durante il conflitto.

    Gli sviluppi tra Russia e Ucraina restano sotto osservazione

    Altrove, alcune notizie hanno indicato che la Russia potrebbe intensificare gli attacchi contro l’Ucraina dopo aver concluso che i negoziati hanno registrato progressi limitati.

    Mosca starebbe valutando un aumento degli attacchi con missili balistici contro Kyiv e altre infrastrutture, riportando l’attenzione su un ulteriore rischio geopolitico per i mercati globali delle materie prime.

    “Il conflitto tra Russia e Ucraina è stato completamente messo da parte dai mercati per un certo periodo e c’erano pochi segnali che indicassero un aumento delle speranze di una soluzione. I mercati delle materie prime continuano a guardare soltanto alla situazione in Medio Oriente”, hanno dichiarato gli analisti di ING in una nota.

    Per il momento, la diplomazia in Medio Oriente rimane il principale fattore che influenza il sentiment sul petrolio, con i mercati sempre più concentrati sulla possibilità che i negoziati consentano di ripristinare il traffico commerciale attraverso Hormuz e riportare maggiori volumi di greggio sui mercati internazionali.