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  • Banca Generali in calo in Borsa nonostante utili trimestrali superiori alle attese

    Banca Generali in calo in Borsa nonostante utili trimestrali superiori alle attese

    Le azioni di Banca Generali (BIT:BGN) hanno perso il 7,5% mercoledì, nonostante il gruppo abbia registrato un utile nel quarto trimestre superiore alle previsioni degli analisti.

    La banca private, controllata da Generali, ha riportato un utile netto di 131,2 milioni di euro nell’ultimo trimestre dell’anno, ben al di sopra del consensus di 99,8 milioni di euro raccolto dall’istituto. Il margine di intermediazione si è attestato a 277,7 milioni di euro, superando anch’esso le attese di 255,6 milioni.

    Su base annua, l’utile netto è cresciuto del 3% a 445,8 milioni di euro, oltre le stime di mercato pari a 414,4 milioni. Le masse gestite hanno raggiunto il livello record di 113,5 miliardi di euro.

    Il Consiglio ha proposto un dividendo di 2,90 euro per azione e al 31 dicembre il coefficiente patrimoniale CET1 era pari al 17,1%, a conferma di una solida posizione di capitale. A gennaio la raccolta netta ha totalizzato 451 milioni di euro, segnalando un avvio d’anno positivo sul piano commerciale.

    In prospettiva, Banca Generali ha confermato i target al 2026, che prevedono una raccolta netta superiore a 6,5 miliardi di euro e un margine di interesse compreso tra 330 e 340 milioni di euro entro tale anno. È stata inoltre ribadita la previsione di un aumento dei costi operativi “core” tra il 6% e l’8% fino al 2026.

    L’integrazione di Intermonte dovrebbe generare ricavi aggiuntivi tra 10 e 15 milioni di euro entro il 2026, mentre la partnership di insurbanking con Alleanza è attesa contribuire per 40-50 milioni di euro di ricavi netti entro il 2030.

  • Dati solidi sul lavoro potrebbero sostenere l’avvio di Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Dati solidi sul lavoro potrebbero sostenere l’avvio di Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I future sugli indici azionari statunitensi indicano un’apertura in rialzo per la seduta di mercoledì, suggerendo un possibile recupero dopo la performance fiacca registrata martedì.

    Il miglioramento del sentiment segue la pubblicazione del rapporto del Dipartimento del Lavoro, molto atteso, che ha mostrato una crescita dell’occupazione a gennaio ben superiore alle aspettative.

    Secondo il report, i nonfarm payrolls sono aumentati di 130.000 unità a gennaio, dopo un incremento rivisto al ribasso di 48.000 a dicembre.

    Gli economisti si aspettavano un aumento di 70.000 posti di lavoro, rispetto ai 50.000 inizialmente comunicati per il mese precedente.

    Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,3% a gennaio dal 4,4% di dicembre, mentre le previsioni indicavano un dato invariato.

    Un mercato del lavoro più forte potrebbe rafforzare la fiducia nella solidità dell’economia statunitense, ma allo stesso tempo ridurre le aspettative di tagli dei tassi nel breve termine da parte della Federal Reserve.

    Venerdì è atteso anche il dato sull’inflazione misurata dall’indice dei prezzi al consumo, che potrebbe fornire ulteriori indicazioni sull’andamento dei tassi.

    Martedì i mercati hanno faticato a trovare una direzione dopo due sedute consecutive in rialzo. Il Dow ha toccato un nuovo massimo intraday nelle prime ore di scambi, mentre Nasdaq e S&P 500 hanno oscillato attorno alla parità per gran parte della giornata.

    In chiusura, l’andamento è stato misto: il Dow ha guadagnato 52,27 punti (+0,1%) a 50.188,13, mentre l’S&P 500 ha perso 23,01 punti (-0,3%) a 6.941,81. Il Nasdaq è sceso di 136,20 punti (-0,6%) a 23.102,47.

    L’andamento incerto rifletteva la cautela degli operatori in vista del report mensile sull’occupazione.

    Gli investitori hanno invece in gran parte ignorato il rapporto del Dipartimento del Commercio che ha mostrato vendite al dettaglio inaspettatamente stagnanti a dicembre.

    Le vendite sono rimaste pressoché invariate dopo un aumento dello 0,6% a novembre, contro attese per un +0,4%.

    Al netto del calo nel comparto auto e componenti, le vendite sono risultate ancora ferme dopo un +0,4% nel mese precedente, a fronte di una previsione di +0,3%.

    “La relazione sulle vendite al dettaglio di dicembre mostra che i consumatori hanno messo in pausa la spesa alla fine della stagione natalizia dopo una forte ondata di acquisti in ottobre e novembre”, ha dichiarato Kathy Bostjancic, Chief Economist di Nationwide.

    Ha aggiunto: “La stagnazione delle vendite al dettaglio a dicembre offre un passaggio morbido ai consumi del primo trimestre, ma prevediamo un’impennata dei rimborsi fiscali, stimati 50 miliardi di dollari in più rispetto all’anno scorso, e l’effetto ricchezza ancora solido sosterrà la spesa delle famiglie nel primo trimestre e una crescita robusta del PIL.”

    Un ulteriore rapporto del Dipartimento del Lavoro ha indicato che i prezzi all’importazione sono aumentati lievemente a dicembre, in linea con le stime.

    I titoli del settore immobiliare residenziale hanno registrato forti rialzi grazie al calo significativo dei rendimenti dei Treasury. L’indice Philadelphia Housing Sector è salito del 3,4%, ai massimi di cinque mesi.

    Anche altri settori sensibili ai tassi hanno performato bene: il Dow Jones Utility Average ha guadagnato l’1,9% e il Dow Jones U.S. Real Estate Index l’1,3%.

    Al contrario, i titoli delle società di brokeraggio sono scesi bruscamente, con il NYSE Arca Broker/Dealer Index in calo del 2,5% dopo il massimo storico della seduta precedente.

    In ribasso anche i titoli hardware, le compagnie aeree e i servizi petroliferi.

  • Borse europee contrastate, il settore tech pesa; i risultati societari guidano i movimenti: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee contrastate, il settore tech pesa; i risultati societari guidano i movimenti: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno scambiato in ordine sparso mercoledì, con gli investitori intenti a valutare una nuova serie di risultati trimestrali. I titoli tecnologici sono stati sotto pressione dopo che Dassault ha segnalato persistenti difficoltà nel settore automobilistico europeo.

    Il FTSE 100 di Londra è salito dello 0,8%, mentre il CAC 40 di Parigi si è mantenuto pressoché invariato. Il DAX tedesco ha ceduto lo 0,3%.

    Tra i singoli titoli, TotalEnergies (EU:TTE) ha guadagnato l’1,3% dopo aver aumentato il dividendo finale 2025 del 5,6% a 3,40 euro per azione.

    Al contrario, Dassault Systemes (EU:DSY) è crollata del 20% in seguito a risultati del quarto trimestre inferiori alle attese e a una guidance debole per l’anno in corso.

    La società olandese di recruitment Randstad (EU:RAND) ha perso l’8,5% dopo aver fornito indicazioni prudenti per il primo trimestre.

    Il gruppo della grande distribuzione Ahold Delhaize (EU:AD) è balzato del 7% grazie a risultati trimestrali superiori alle aspettative.

    Heineken (EU:HEIA) è salita del 5,3%, nonostante l’annuncio di un piano di riduzione fino a 6.000 posti di lavoro a livello globale.

    Commerzbank (TG:CBK) ha perso il 3% pur avendo registrato un risultato operativo record di 4,5 miliardi di euro per l’esercizio 2025.

    Siemens Energy (TG:SIE) ha messo a segno un rialzo del 6% dopo aver comunicato che l’utile del primo trimestre è quasi triplicato, sostenuto dalla domanda legata all’intelligenza artificiale per turbine a gas e infrastrutture di rete.

    Thyssenkrupp Nucera (TG:NCH2) ha guadagnato l’1,1% dopo aver confermato le previsioni per l’esercizio 2026.

    Il gruppo svizzero Schindler Holding (TG:SHR) ha perso l’8% dopo aver previsto per il 2026 una crescita dei ricavi a una cifra bassa o media in valuta locale.

    A Londra, Renishaw (LSE:RSW) è salita del 2,7% grazie a risultati semestrali superiori alle attese.

    Il costruttore immobiliare Barratt Redrow (LSE:BTRW) ha ceduto il 6,3% dopo utili del primo semestre inferiori alle previsioni.

    Le azioni di London Stock Exchange Group (LSE:LSEG) sono avanzate del 2,5% in seguito alle notizie secondo cui il fondo attivista Elliott Management avrebbe acquisito una partecipazione significativa nel gruppo.

  • Petrolio in rialzo tra tensioni USA–Iran e domanda più forte dall’India

    Petrolio in rialzo tra tensioni USA–Iran e domanda più forte dall’India

    I prezzi del petrolio sono saliti mercoledì, sostenuti dal riaccendersi dei rischi geopolitici legati ai negoziati fragili tra Stati Uniti e Iran, mentre segnali di graduale assorbimento dell’eccesso di offerta — favoriti da una domanda più solida dall’India — hanno fornito ulteriore supporto.

    I futures sul Brent sono aumentati di 57 centesimi, pari allo 0,83%, a 69,37 dollari al barile alle 07:11 GMT. Il West Texas Intermediate (WTI) statunitense ha guadagnato 56 centesimi, ovvero lo 0,88%, a 64,52 dollari.

    “Il petrolio mantiene un premio rialzista legato al rischio estremo mentre i colloqui tra Stati Uniti e Iran proseguono ma restano fragili, sostenendo il premio di rischio sullo Stretto di Hormuz in un contesto di pressioni sanzionatorie in corso, minacce tariffarie legate al commercio iraniano e rafforzata presenza militare statunitense nella regione”, hanno scritto gli analisti di LSEG in un report.

    Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato martedì che i colloqui sul nucleare con Washington hanno consentito a Teheran di valutare la serietà della posizione americana e mostrato sufficiente convergenza per proseguire sul percorso diplomatico.

    Diplomatici iraniani e statunitensi si sono incontrati in Oman la scorsa settimana per rilanciare il dialogo, dopo che il presidente Donald Trump aveva dispiegato una flottiglia navale nella regione, alimentando timori di un’escalation militare.

    I prezzi avevano inizialmente ceduto dopo che il ministro degli Esteri dell’Oman aveva definito costruttivi i colloqui, ma l’ottimismo è svanito in seguito a indiscrezioni secondo cui gli Stati Uniti potrebbero inviare una seconda portaerei in Medio Oriente in caso di fallimento delle trattative, hanno osservato gli analisti di ANZ.

    Trump ha affermato martedì di valutare l’invio di un’altra portaerei nella regione, mentre Washington e Teheran si preparano a riprendere i negoziati per evitare un nuovo conflitto.

    Oltre ai fattori geopolitici, anche le dinamiche dell’offerta hanno sostenuto i prezzi, con il mercato che sta gradualmente assorbendo i barili in eccesso accumulati nell’ultimo trimestre del 2025.

    “Con il petrolio mainstream in mare che torna a livelli normali e la domanda in India in aumento, i prezzi del petrolio dovrebbero restare sostenuti nel breve termine”, ha dichiarato Xavier Tang, analista di mercato presso Vortexa.

    Le raffinerie indiane stanno riducendo gli acquisti di greggio russo per favorire un accordo commerciale con Washington, aumentando le importazioni dal Medio Oriente e dall’Africa occidentale.

    Gli operatori attendono inoltre i dati settimanali sulle scorte USA dell’Energy Information Administration.

    Un sondaggio Reuters indica un aumento medio delle scorte di greggio di circa 800.000 barili nella settimana al 6 febbraio, mentre le scorte di distillati e benzina dovrebbero essere diminuite rispettivamente di circa 1,3 milioni e 400.000 barili.

    Secondo fonti di mercato che citano dati dell’American Petroleum Institute, le scorte di greggio statunitensi sono aumentate di 13,4 milioni di barili nella settimana conclusa il 6 febbraio.

  • Oro e argento in rialzo dopo dati deboli sulle vendite al dettaglio USA; focus sui payrolls

    Oro e argento in rialzo dopo dati deboli sulle vendite al dettaglio USA; focus sui payrolls

    I prezzi di oro e argento sono saliti nelle contrattazioni asiatiche di mercoledì dopo che i dati sulle vendite al dettaglio statunitensi, inferiori alle attese, hanno alimentato le aspettative di un rallentamento dell’economia americana. L’attenzione si concentra ora sui dati sui nonfarm payrolls per indicazioni più chiare.

    Nonostante i guadagni registrati in settimana, i metalli preziosi restano volatili dopo la brusca correzione dai massimi storici toccati a fine gennaio. Il recente indebolimento del dollaro e i dati macroeconomici più deboli hanno fornito solo un sostegno limitato. Anche le tensioni geopolitiche in Medio Oriente non hanno rafforzato in modo significativo la domanda di beni rifugio.

    L’oro spot è salito dello 0,6% a 5.052,11 dollari l’oncia, mentre i future con scadenza aprile hanno guadagnato lo 0,9% a 5.076,40 dollari alle 01:02 ET (06:02 GMT). I prezzi restano comunque circa 600 dollari sotto i recenti massimi.

    L’argento spot è avanzato dell’1,7% a 82,1375 dollari l’oncia, mentre il platino spot è cresciuto del 2,1% a 2.130,63 dollari.

    Dollaro debole sostiene i metalli

    I metalli preziosi avevano registrato lievi perdite martedì prima di recuperare terreno dopo che le vendite al dettaglio di dicembre negli Stati Uniti sono risultate inferiori alle aspettative.

    Gli analisti di ANZ hanno osservato che il recente rally dell’oro si era fermato per il timore che il metallo avesse “corso troppo, troppo in fretta”.

    “Con il posizionamento speculativo ormai in gran parte uscito dal mercato, gli operatori cercano il prossimo catalizzatore per un nuovo rialzo. I dati economici deboli negli Stati Uniti hanno stimolato alcuni acquisti”, hanno affermato gli analisti di ANZ.

    Il report sulle vendite al dettaglio indica un raffreddamento della spesa dei consumatori negli Stati Uniti, in un contesto di inflazione persistente e pressioni sul mercato del lavoro. Una debolezza prolungata potrebbe pesare sulle prospettive economiche.

    Un quadro economico più debole potrebbe spingere la Federal Reserve a valutare ulteriori tagli dei tassi nel corso dell’anno. I rendimenti dei Treasury sono scesi su questa ipotesi, mentre il dollaro ha faticato a recuperare dopo le perdite precedenti.

    L’indice del dollaro ha perso un ulteriore 0,2% nelle contrattazioni asiatiche.

    Attesa per payrolls e CPI

    I dati sui nonfarm payrolls, attesi in giornata, potrebbero offrire indicazioni più chiare sullo stato del mercato del lavoro. Segnali di debolezza persistente aumenterebbero le aspettative di allentamento monetario.

    Tassi più bassi tendono a favorire oro e altri asset privi di rendimento.

    Permane tuttavia incertezza sulla politica monetaria USA, soprattutto dopo la nomina di Kevin Warsh alla guida della Fed.

    Warsh è considerato meno accomodante, fattore che ha pesato sui metalli da fine gennaio.

    Oltre ai payrolls, l’attenzione è rivolta ai dati CPI di venerdì. Occupazione e inflazione restano i principali parametri per le decisioni sui tassi.

  • Bitcoin scende verso quota 67.000 dollari in attesa dei dati sul lavoro USA

    Bitcoin scende verso quota 67.000 dollari in attesa dei dati sul lavoro USA

    Bitcoin (COIN:BTCUSD) è arretrato nelle contrattazioni asiatiche di mercoledì, tornando sotto la soglia dei 67.000 dollari mentre gli investitori attendono la pubblicazione del rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti, che potrebbe fornire indicazioni sul percorso dei tassi della Federal Reserve.

    La principale criptovaluta per capitalizzazione perdeva il 2,6% a 67.126,7 dollari alle 02:46 ET (07:46 GMT).

    Dopo il rimbalzo dai minimi della scorsa settimana intorno ai 60.000 dollari, Bitcoin non è riuscito a consolidarsi sopra i 70.000 dollari, segnalando una volatilità ancora elevata e un sentiment fragile nel mercato delle criptovalute.

    In attesa del rapporto sull’occupazione

    Il focus è sul report sui nonfarm payrolls di gennaio, rinviato dalla scorsa settimana a causa di un breve shutdown governativo.

    Gli economisti stimano una crescita moderata dell’occupazione, con circa 70.000 nuovi posti di lavoro e un tasso di disoccupazione stabile attorno al 4,4%.

    Gli operatori attendono anche i dati sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) in uscita venerdì, che potrebbero influenzare le aspettative su inflazione e politica monetaria.

    Secondo il CME FedWatch, il mercato prevede che la Federal Reserve mantenga i tassi invariati fino a giugno, dopo tre tagli consecutivi alla fine del 2025.

    In genere, prospettive di politica monetaria più accomodante sostengono gli asset rischiosi come Bitcoin. Tuttavia, in questo ciclo il prezzo è rimasto sotto pressione, complice una liquidità ridotta, minore partecipazione istituzionale e calo dell’interesse speculativo.

    Robinhood in calo per ricavi crypto deboli

    Le azioni di Robinhood Markets, Inc. (NASDAQ:HOOD) sono scese nelle contrattazioni after-hours dopo risultati trimestrali inferiori alle attese, penalizzati dal calo dei ricavi legati alle criptovalute.

    La società ha riportato ricavi per 1,28 miliardi di dollari nel quarto trimestre, sotto le stime di 1,40 miliardi. Il calo dei ricavi crypto ha compensato i progressi nel trading azionario e nelle opzioni.

    Il titolo ha perso oltre l’8%.

    Altcoin in calo; XRP -4%

    Anche le principali altcoin hanno registrato ribassi.

    Ethereum ha perso il 2,7% a 1.952,92 dollari.

    XRP è scesa del 4% a 1,36 dollari.

    Solana e Polygon hanno ceduto il 4,1%, mentre Cardano ha perso il 2,5%. Dogecoin è scesa del 3%.

  • Dati sull’occupazione USA in arrivo; Ford assorbe un impatto da 900 milioni di dollari sui dazi – cosa muove i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Dati sull’occupazione USA in arrivo; Ford assorbe un impatto da 900 milioni di dollari sui dazi – cosa muove i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I future sui principali indici azionari statunitensi hanno registrato lievi rialzi mercoledì, mentre gli investitori attendono la pubblicazione del rapporto mensile sull’occupazione negli Stati Uniti e valutano una serie di risultati societari.

    Alle 02:33 ET, i future sul Dow Jones salivano di 91 punti, pari allo 0,2%, quelli sull’S&P 500 guadagnavano 12 punti (+0,2%) e i future sul Nasdaq 100 avanzavano di 48 punti (+0,2%).

    Martedì il Dow Jones Industrial Average ha chiuso su un nuovo massimo storico, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno registrato cali, penalizzati anche dalle crescenti preoccupazioni sull’impatto dei nuovi strumenti di intelligenza artificiale.

    I titoli finanziari sono stati colpiti dal lancio di un prodotto di pianificazione fiscale basato sull’AI da parte della startup Altruis. The Charles Schwab Corporation (NYSE:SCHW) ha perso oltre il 7%, mentre Raymond James Financial, Inc. (NYSE:RJF) ha registrato il peggior ribasso giornaliero dal picco della pandemia nel 2020.

    La debolezza delle vendite al dettaglio ha inoltre pesato sul sentiment, alimentando ipotesi di un possibile rallentamento della crescita nel 2026. Le aspettative di una Federal Reserve più accomodante sono aumentate, con il CME FedWatch che segnala maggiori probabilità di un taglio dei tassi già ad aprile.

    Attesa per il rapporto sul lavoro

    Gli economisti prevedono che a gennaio siano stati creati circa 66.000 nuovi posti di lavoro, rispetto ai 50.000 di dicembre.

    Nell’ultima riunione di politica monetaria, la Federal Reserve ha descritto il mercato del lavoro come “in fase di stabilizzazione” dopo un periodo di rallentamento. Questa valutazione, unita a un’inflazione ancora elevata ma stabile, ha portato l’istituto a mantenere i tassi invariati nella fascia tra il 3,5% e il 3,75%.

    Il consigliere economico della Casa Bianca Kevin Hassett ha tuttavia avvertito che i progressi dell’intelligenza artificiale potrebbero frenare la crescita dell’occupazione nei prossimi mesi, pur favorendo un aumento della produttività.

    Le prospettive per il 2026 restano incerte, data l’evoluzione ancora poco chiara di occupazione e prezzi, i due pilastri della politica monetaria della Fed. Il rapporto odierno e l’indice dei prezzi al consumo di venerdì potrebbero fornire maggiore chiarezza sull’evoluzione dei tassi.

    “Gli odierni dati sull’occupazione rappresentano un evento cruciale per il mercato valutario. Un dato significativamente debole potrebbe aprire la strada a un taglio dei tassi già ad aprile”, hanno scritto gli analisti di ING Groep N.V..

    Ford e il ritardo sugli sgravi tariffari

    Le azioni di Ford Motor Company (NYSE:F) hanno registrato un lieve rialzo nelle contrattazioni after-hours dopo che la società ha fornito una guidance su utili e flussi di cassa superiore alle attese.

    Ford prevede un utile operativo annuo di circa 9 miliardi di dollari, rispetto agli 8,85 miliardi stimati dal mercato, e un free cash flow di 5,5 miliardi di dollari, anch’esso superiore alle previsioni.

    Tuttavia, il gruppo ha riportato una perdita operativa nel quarto trimestre pari a 11,1 miliardi di dollari, la più elevata della sua storia, a causa di un onere da 900 milioni legato al rinvio dell’entrata in vigore di un programma di alleggerimento dei dazi introdotto dall’amministrazione Trump.

    La direttrice finanziaria Sherry House ha dichiarato che la società è stata informata del cambiamento “inaspettato” “molto tardi” nel 2025.

    Oro e petrolio in rialzo

    I prezzi dell’oro sono saliti dopo i deboli dati sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti, che hanno rafforzato le scommesse su un rallentamento dell’economia.

    L’oro spot è aumentato dello 0,4% a 5.047,08 dollari l’oncia, mentre i future hanno guadagnato lo 0,8% a 5.071,34 dollari.

    Nel mercato petrolifero, il Brent è salito dell’1,2% a 69,64 dollari al barile e il WTI dell’1,3% a 64,81 dollari.

  • Borse europee contrastate in attesa dei dati chiave sul lavoro negli Stati Uniti: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee contrastate in attesa dei dati chiave sul lavoro negli Stati Uniti: DAX, CAC, FTSE100

    Le principali piazze europee si sono mosse senza una direzione chiara mercoledì mattina, con gli investitori cauti in vista della pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro statunitense più tardi in giornata.

    Alle 09:12 GMT, lo STOXX Europe 600 era in calo dello 0,1%. Il DAX di Francoforte perdeva lo 0,2%, mentre il CAC 40 di Parigi cedeva lo 0,4%. In controtendenza il FTSE 100 di Londra, in rialzo dello 0,4%.

    Trimestrali sotto i riflettori in Europa

    La stagione degli utili ha continuato a orientare gli scambi.

    Koninklijke Ahold Delhaize N.V. (EU:AD) è salita dopo aver riportato ricavi netti trimestrali per 23,5 miliardi di euro, in aumento del 6,1% a cambi costanti. Le vendite comparabili, escluse le carburanti, sono cresciute del 2,5%.

    Heineken N.V. (EU:HEIA) ha annunciato fino a 6.000 tagli di posti di lavoro a livello globale e prevede una crescita degli utili più contenuta quest’anno rispetto al 2025, a causa di una domanda debole. Il titolo ha comunque registrato un lieve rialzo.

    TotalEnergies SE (EU:TTE) ha comunicato che ridurrà del 62% i riacquisti di azioni nel trimestre in corso per effetto dei prezzi più bassi di petrolio e gas. Gli analisti hanno accolto positivamente l’approccio prudente e il titolo ha guadagnato l’1,4%.

    In Germania, Siemens Energy AG (TG:SIE) è balzata oltre il 5% dopo che l’utile netto del primo trimestre è quasi triplicato, sostenuto dalla forte domanda legata all’intelligenza artificiale per turbine a gas e infrastrutture di rete.

    Negli Stati Uniti, Ford Motor Company (NYSE:F) ha registrato un lieve rialzo nelle contrattazioni after-hours dopo aver fornito una guidance su utili e flussi di cassa superiore alle attese, nonostante un impatto negativo di 900 milioni di dollari legato al rinvio dell’entrata in vigore di misure di alleggerimento tariffario introdotte dall’amministrazione Trump.

    Tra le altre società attese ai risultati figurano Cisco Systems, Inc., McDonald’s Corporation e T-Mobile US, Inc..

    Attesa per i dati sull’occupazione USA

    L’attenzione del mercato si concentra ora sui dati sull’occupazione negli Stati Uniti, attesi alle 08:30 ET dopo un precedente rinvio.

    Gli economisti prevedono la creazione di circa 66.000 nuovi posti di lavoro a gennaio, rispetto ai 50.000 di dicembre.

    Nell’ultima riunione di politica monetaria, la Federal Reserve ha definito il mercato del lavoro “in fase di stabilizzazione” dopo un periodo di rallentamento. Questa valutazione, unita a un’inflazione ancora elevata ma stabile, ha portato l’istituto a mantenere i tassi invariati nella fascia 3,5%-3,75%.

    Tuttavia, il consigliere economico della Casa Bianca Kevin Hassett ha avvertito che i progressi dell’intelligenza artificiale potrebbero frenare la crescita dell’occupazione nei prossimi mesi, pur migliorando la produttività.

    Le prospettive per il 2026 restano incerte, data l’evoluzione ancora poco chiara di occupazione e prezzi, i due pilastri della politica monetaria della Fed. Oltre ai dati sul lavoro, anche l’indice dei prezzi al consumo atteso venerdì potrebbe offrire indicazioni sulla traiettoria dei tassi.

    “Le azioni non vogliono assistere a un crollo delle buste paga, ma con l’America corporate sempre più orientata verso efficienze e miglioramenti della produttività, è prevedibile che la creazione di posti di lavoro resti debole nei prossimi mesi”, hanno scritto gli analisti di Vital Knowledge.

    Petrolio in rialzo tra tensioni geopolitiche

    I prezzi del petrolio sono saliti mentre gli operatori monitoravano l’evoluzione delle relazioni tra Stati Uniti e Iran e la domanda di viaggi in vista di un’importante festività cinese.

    Il greggio ha recuperato parte delle perdite della seduta precedente, sostenuto anche da un dollaro più debole.

    Il Brent è salito dell’1,4% a 69,74 dollari al barile, mentre il WTI ha guadagnato l’1,5% a 64,90 dollari.

    Funzionari iraniani hanno dichiarato che i colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti hanno permesso a Teheran di valutare la serietà di Washington e che il dialogo diplomatico proseguirà. Le dichiarazioni seguono i colloqui della scorsa settimana sul programma nucleare iraniano, dopo che il presidente Trump ha inviato ulteriori navi da guerra in Medio Oriente.

    Nonostante segnali di progresso, le tensioni sono riemerse dopo l’avvertimento statunitense alle navi in transito nello Stretto di Hormuz. Secondo indiscrezioni, Trump starebbe valutando l’invio di una seconda portaerei vicino all’Iran, aumentando il rischio di escalation.

    L’incertezza legata all’Iran ha portato gli operatori a incorporare un premio per il rischio nei prezzi del greggio, temendo possibili interruzioni delle forniture.

  • MPS: dirigente del Tesoro indagato per insider trading si dimette dal CdA

    MPS: dirigente del Tesoro indagato per insider trading si dimette dal CdA

    Stefano Di Stefano, alto funzionario del Ministero dell’Economia e delle Finanze attualmente indagato per insider trading, ha rassegnato le dimissioni dal consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (BIT:BMPS).

    Lo ha reso noto l’istituto senese in un comunicato.

    Di Stefano, amministratore non indipendente e membro del Comitato Rischi e Sostenibilità, «ha rassegnato in data odierna le proprie dimissioni, con effetto immediato, per motivi personali e in relazione all’avvio di indagini nei suoi confronti», si legge nella nota diffusa ieri dalla banca.

    Secondo due fonti, Di Stefano sarebbe indagato per presunti acquisti di azioni MPS e Mediobanca Banca di Credito Finanziario S.p.A. in prossimità del completamento da parte di MPS dell’offerta su Piazzetta Cuccia.

    I magistrati ritengono che il dirigente del Tesoro possa aver acquistato titoli delle due banche per un controvalore complessivo di circa 120.000 euro.

  • Telecom Italia riceve segnali positivi da TIM Brasil in vista dei conti 2025

    Telecom Italia riceve segnali positivi da TIM Brasil in vista dei conti 2025

    Telecom Italia S.p.A. (BIT:TIT) incassa indicazioni incoraggianti dalla controllata brasiliana mentre il mercato attende l’approvazione dei risultati 2025. I dati preliminari sono attesi il 24 febbraio, mentre il bilancio completo sarà pubblicato l’11 marzo.

    La controllata Tim Brasil ha registrato nel 2025 ricavi da servizi pari a 4,18 miliardi di euro a cambi correnti (25,9 miliardi di reais), in crescita del 5,2% rispetto all’anno precedente. La redditività è migliorata, con un margine pari al 51% dei ricavi e un EBITDA rettificato in aumento del 7,5% a 2,19 miliardi di euro (13,6 miliardi di reais).

    L’utile netto rettificato ha sfiorato i 700 milioni di euro (4,3 miliardi di reais), segnando un progresso del 37,4% su base annua.

    Grazie alla solida generazione di cassa, la società ha approvato una remunerazione agli azionisti superiore a 750 milioni di euro (4,7 miliardi di reais), tra dividendi, interessi sul capitale e riacquisti di azioni proprie.

    Sul fronte industriale, Tim Brasil, guidata dall’amministratore delegato Alberto Griselli, consolida la leadership nel 5G con copertura in oltre 1.000 città e registra una ripresa nel segmento broadband.

    A Piazza Affari, il titolo TIM ha proseguito il rialzo, guadagnando l’1,50% a 0,6246 euro, nonostante il calo dello 0,80% del FTSE MIB.

    Con la pubblicazione dei risultati dei primi nove mesi, TIM ha confermato i target 2025 su EBITDA after lease ed EFCF (equity free cash flow), che «implicano un’accelerazione nel segmento domestico per il primo e una forte generazione di cassa per il secondo nel quarto trimestre».

    Secondo il consenso raccolto dal gruppo, TIM dovrebbe chiudere il 2025 con ricavi intorno a 13,7 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con l’anno precedente. L’EBITDA organico è stimato a circa 4,3 miliardi di euro, mentre l’indebitamento netto rettificato dovrebbe attestarsi intorno a 7 miliardi di euro a fine esercizio. La guidance 2025 prevede una crescita dei ricavi di gruppo tra il 2% e il 3% e un incremento dell’EBITDA after lease di circa il 7%, confermando il miglioramento dei margini già evidenziato nei primi nove mesi.

    Gli analisti interpellati da Investing.com sottolineano che il management continua a prevedere una crescita dell’EBITDA di quasi il 7% sull’intero esercizio, grazie al contributo sia del mercato domestico sia della controllata brasiliana, che mantiene tassi di espansione dei margini superiori a quelli del gruppo.

    Diverse case di ricerca, anche attraverso analisi riportate da piattaforme specializzate come Analystock, indicano una dinamica strutturalmente più solida del cash flow. Investimenti più selettivi — con CapEx intorno al 12% dei ricavi nei primi nove mesi — e una maggiore disciplina finanziaria dovrebbero riflettersi nei conti completi del 2025, nonostante un contesto ancora segnato da forte concorrenza sui prezzi e incertezza regolatoria sul mercato domestico.

    Alcuni broker hanno rivisto i target price per incorporare le attese di crescita degli utili e dell’EPS nel medio termine, mentre gli investitori restano focalizzati su possibili catalizzatori, come un eventuale ritorno al dividendo e l’evoluzione del piano industriale 2025-2027.

    L’attenzione si concentra anche sulla nuova strategia industriale e sulle potenziali sinergie con il principale azionista Poste Italiane S.p.A.. Secondo indiscrezioni di stampa, tra le opzioni allo studio vi sarebbe il trasferimento di PosteMobile a TIM.

    Il nuovo piano industriale è atteso dopo il completamento della conversione delle azioni di risparmio, presumibilmente tra maggio e giugno.

    Tra gli altri elementi osservati dal mercato figurano possibili operazioni di consolidamento nel settore delle telecomunicazioni — come un’eventuale integrazione tra Iliad e WindTre — che potrebbero avere un impatto positivo sul comparto, nonché l’ipotesi di un rinnovo a costo nullo delle frequenze in scadenza nel 2029.