I mercati finanziari globali hanno adottato un atteggiamento più difensivo venerdì, dopo che il forte ribasso delle azioni sudcoreane ha trascinato al ribasso i titoli tecnologici a livello mondiale, mentre i prezzi del petrolio sono saliti per i nuovi timori legati a possibili interruzioni nello Stretto di Hormuz.
“I mercati hanno perso slancio dopo che il presidente Trump ha detto che gli Stati Uniti non hanno bisogno che lo Stretto di Hormuz resti aperto ‘affatto’,” hanno scritto gli strategist di Deutsche Bank in una nota mattutina.
Anche i rendimenti obbligazionari sono aumentati a livello globale a causa delle crescenti preoccupazioni inflazionistiche e della debole domanda per le aste del Tesoro statunitense, mentre gli investitori continuavano a valutare l’esito del vertice tra Donald Trump e Xi Jinping a Pechino.
Nel corso della giornata, gli operatori seguiranno con attenzione i dati sulla produzione industriale statunitense di aprile e l’indice manifatturiero Empire State di maggio.
Crolla il KOSPI, pressione sui titoli dei semiconduttori
Le borse asiatiche hanno registrato forti ribassi, guidate dalla Corea del Sud, dove il KOSPI ha perso il 6,1% dopo aver brevemente superato quota 8.000 durante la seduta. Le vendite si sono estese ai titoli globali dei semiconduttori, con gli investitori impegnati a prendere profitto su alcuni dei comparti migliori del mercato.
Samsung Electronics ha ceduto l’8,6%, mentre SK Hynix ha perso il 7,7%. Negli scambi premarket negli Stati Uniti, il produttore di chip di memoria Micron Technology (NASDAQ:MU) è sceso del 2,2%.
Le azioni cinesi continentali hanno mostrato una tenuta relativamente migliore rispetto al resto dei mercati asiatici.
Pressione sulle borse mondiali
I futures azionari statunitensi sono scesi dopo il selloff asiatico, con i contratti legati al S&P 500 in calo dello 0,8% e quelli sul Nasdaq-100 in ribasso di circa l’1,1%.
Anche i listini europei hanno perso terreno. Il DAX tedesco è arretrato dell’1,2%, mentre il FTSE 100 britannico e il CAC 40 francese hanno ceduto circa l’1%.
L’entusiasmo degli investitori sembra essersi affievolito dopo il forte rally delle ultime settimane, mentre le incertezze geopolitiche e il rialzo dei rendimenti obbligazionari continuano a pesare sui mercati azionari. Nel Regno Unito, l’attenzione resta inoltre concentrata sugli sviluppi politici dopo che Keir Starmer è tornato sotto pressione in seguito a una vacanza parlamentare che potrebbe consentire a Andy Burnham di entrare in Parlamento.
Petrolio verso forti rialzi settimanali
I prezzi del petrolio sono saliti di circa il 3% venerdì e si avviano a chiudere la settimana con robusti guadagni, mentre lo Stretto di Hormuz resta di fatto chiuso e gli sforzi diplomatici per porre fine al conflitto rimangono bloccati.
I futures sul Brent avanzavano del 2,9% a 108,75 dollari al barile, mentre il greggio statunitense saliva del 3,2% a 104,42 dollari.
L’ultimo rialzo è seguito alle dichiarazioni di Trump, che ha affermato di stare “perdendo la pazienza” con l’Iran, alimentando i timori di una prolungata interruzione dei flussi energetici nel Golfo. I mercati restano estremamente sensibili agli sviluppi nello Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per le esportazioni mondiali di petrolio.
“Nonostante l’attuale previsione di scorte petrolifere terribilmente basse, sembra che l’attenzione si stia progressivamente spostando verso la distruzione della domanda, da qui la riluttanza a rivedere i massimi di marzo o aprile. Naturalmente, un simile balzo non può essere escluso in caso di escalation,” ha dichiarato Tamas Varga di PVM Oil Associates.
Il vertice Trump-Xi lascia ancora pochi dettagli concreti
Trump ha lasciato Pechino a bordo dell’Air Force One dopo colloqui con Xi durati oltre due ore giovedì. Sebbene il summit abbia prodotto poche decisioni concrete, gli investitori hanno accolto positivamente il tono più distensivo tra i due leader.
“Non pensiamo che nessuno dei titoli emersi dal viaggio di Trump abbia davvero cambiato la narrativa,” ha scritto Adam Crisafulli in una nota di mercato.
Trump ha dichiarato che entrambe le nazioni vogliono porre fine al conflitto con l’Iran e ha ribadito che Teheran non dovrebbe ottenere armi nucleari. Ha inoltre sostenuto che le parti abbiano raggiunto “fantastici accordi commerciali”, senza però fornire dettagli. I funzionari cinesi hanno affermato che il vertice ha prodotto “una serie di nuove intese comuni.”
I mercati hanno inoltre accolto positivamente i segnali di un possibile ulteriore allentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Trump ha affermato che le relazioni bilaterali saranno “migliori che mai”, mentre i media statali cinesi hanno riportato che Xi ha detto ai dirigenti americani che le “porte della Cina verso il mondo esterno si apriranno sempre di più.”
Rendimenti obbligazionari in rialzo a livello globale
I titoli di Stato sono stati venduti sui principali mercati, spingendo i rendimenti verso l’alto mentre gli investitori rivalutavano i rischi inflazionistici e le aspettative sulle banche centrali.
Gli strategist di Deutsche Bank hanno osservato che “anche il sentiment sui tassi statunitensi non è stato aiutato dalla tiepida domanda per le ultime aste di Treasury bill, mentre il Tesoro ha aumentato le dimensioni delle emissioni nelle ultime settimane.”
Il rendimento del Treasury USA a due anni è salito oltre il 4,05%, mentre quello del decennale si è avvicinato al 4,52%. In Giappone, il rendimento del bond governativo ventennale ha raggiunto il livello più alto dal 1996 dopo dati sui prezzi alla produzione superiori alle attese, rafforzando le aspettative che la Bank of Japan possa continuare a inasprire la politica monetaria. Anche i futures obbligazionari europei sono scesi.