I futures azionari statunitensi indicano un’apertura positiva per Wall Street giovedì, dopo la forte correzione registrata nella seduta precedente in seguito alla decisione di politica monetaria della Federal Reserve.
Il sentiment degli investitori è migliorato dopo la firma ufficiale di un accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran volto a porre fine al conflitto in Medio Oriente, riducendo le preoccupazioni legate all’approvvigionamento energetico e alla crescita economica globale.
Stati Uniti e Iran avviano il percorso verso un accordo definitivo
Il presidente Donald Trump e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian hanno firmato un memorandum d’intesa che definisce il quadro per i negoziati destinati a portare a un accordo di pace permanente.
L’intesa entra in vigore immediatamente e prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran e la revoca del blocco navale statunitense sui porti iraniani.
In base all’accordo in 14 punti, le due parti avvieranno negoziati nei prossimi 60 giorni per raggiungere una soluzione definitiva.
Il petrolio continua a scendere
Le prospettive di una ripresa delle esportazioni energetiche dalla regione hanno continuato a spingere al ribasso le quotazioni del greggio.
I futures sul petrolio si sono avvicinati ai livelli precedenti allo scoppio del conflitto di fine febbraio, riflettendo aspettative di maggiore offerta e minori rischi geopolitici.
“That has huge significance for inflation and interest rates, as well as business, consumer and investor sentiment,” ha dichiarato Russ Mould, investment director di AJ Bell. “It takes the pressure off industries and households and is hugely positive for global economic growth.”
Intel guida i rialzi nel pre-market
I titoli tecnologici si preparano a beneficiare del miglioramento del clima di mercato, con Intel (NASDAQ:INTC) in rialzo dell’8,5% nelle contrattazioni pre-apertura.
Il movimento segue le dichiarazioni di Trump su Truth Social secondo cui Apple (NASDAQ:AAPL) avrebbe accettato di collaborare con Intel per progettare e produrre chip negli Stati Uniti.
La notizia ha rafforzato l’ottimismo nei confronti della produzione domestica di semiconduttori.
La Fed aveva pesato sulla seduta precedente
Nonostante un’iniziale reazione contenuta, i mercati statunitensi hanno chiuso nettamente in calo mercoledì dopo che gli investitori hanno valutato le nuove proiezioni economiche della Federal Reserve.
Il Nasdaq ha perso 354,69 punti, pari all’1,3%, a 26.021,66. L’S&P 500 è sceso di 91,25 punti, o dell’1,2%, a 7.420,10, mentre il Dow Jones Industrial Average ha ceduto 507,12 punti, pari all’1%, a 51.492,55.
La banca centrale lascia aperta la porta a nuovi rialzi
Come previsto, la Federal Reserve ha mantenuto invariato il tasso di riferimento nel range compreso tra il 3,5% e il 3,75%.
Tuttavia, le nuove proiezioni indicano che alcuni membri del FOMC ritengono possibile un ulteriore rialzo dei tassi entro fine anno.
La stima mediana prevede ora tassi al 3,8% entro la fine del 2026, in netto contrasto con le aspettative di taglio formulate a marzo.
L’inflazione resta al centro dell’attenzione
Nel comunicato, significativamente più breve rispetto ai precedenti, la Fed ha sottolineato che l’economia continua a crescere a un ritmo solido nonostante le incertezze legate in parte agli eventi in Medio Oriente.
La banca centrale ha inoltre evidenziato che l’inflazione resta superiore all’obiettivo del 2%, anche a causa delle pressioni sui costi energetici.
Le vendite al dettaglio sorprendono positivamente
Sul fronte macroeconomico, il Dipartimento del Commercio ha reso noto che le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate dello 0,9% a maggio, dopo il +0,4% rivisto di aprile.
Gli economisti si aspettavano un incremento dello 0,5%, rendendo il dato migliore delle attese.
Software e trasporti guidano le vendite
La debolezza di mercoledì è stata guidata dai titoli software, con il Dow Jones U.S. Software Index in calo del 3,2%, al minimo degli ultimi due mesi.
Anche il comparto dei trasporti ha registrato forti ribassi, con il Dow Jones Transportation Average in calo del 3%.
In flessione anche retail, servizi petroliferi, oro e immobiliare commerciale, mentre broker e semiconduttori hanno mostrato una migliore tenuta.









