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  • Wall Street verso un’apertura in calo mentre il rally del petrolio pesa sul sentiment: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Wall Street verso un’apertura in calo mentre il rally del petrolio pesa sul sentiment: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Petrolio in rialzo e tensioni geopolitiche frenano i mercati

    I future sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura in ribasso mercoledì, mentre gli investitori valutavano il forte aumento dei prezzi del petrolio, l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e l’intensa stagione delle trimestrali.

    Il greggio ha esteso il recente rialzo dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato l’undicesima notte consecutiva di attacchi contro obiettivi iraniani. Secondo quanto riferito, le operazioni hanno colpito centri di comando, infrastrutture marittime, hangar per aeromobili, depositi di droni e strutture logistiche, con l’obiettivo di ridurre la capacità dell’Iran di minacciare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz.

    Nel frattempo, il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che Washington resta aperta a una soluzione diplomatica, pur mettendo in dubbio la volontà dell’Iran di negoziare.

    “Se sono seri, lo siamo anche noi. Se non lo sono, faremo ciò che è necessario per proteggere i nostri interessi e quelli dei nostri alleati”, ha dichiarato Rubio.

    I future sul greggio statunitense sono saliti di quasi il 3%, raggiungendo i livelli più alti da oltre un mese, mentre il mercato continua a valutare il rischio di interruzioni delle forniture.

    I risultati delle Big Tech sono al centro dell’attenzione

    Oltre alle tensioni geopolitiche, gli investitori attendono i risultati trimestrali di alcune delle principali società tecnologiche mondiali.

    Alphabet (NASDAQ:GOOGL), Tesla (NASDAQ:TSLA) e IBM (NYSE:IBM) pubblicheranno i conti dopo la chiusura di Wall Street.

    “La domanda chiave è se gli utili possano giustificare sia le valutazioni elevate sia l’entità degli investimenti legati all’intelligenza artificiale”, ha affermato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com. “Gli investitori si concentreranno non solo su ricavi e utili, ma anche sulla crescita del cloud, sulla monetizzazione dell’IA, sui margini e sulle indicazioni relative agli investimenti in conto capitale.”

    Ha aggiunto: “Risultati solidi potrebbero consentire ai titoli tecnologici di rimanere resilienti nonostante il rialzo del petrolio, mentre indicazioni più deboli potrebbero mettere in evidenza quanto il mercato dipenda da un gruppo relativamente ristretto di società.”

    Le trimestrali hanno sostenuto il rialzo di martedì

    Wall Street ha chiuso la seduta di martedì in deciso rialzo grazie alle reazioni positive ai risultati societari.

    Il Nasdaq è salito di 329,13 punti (+1,3%) a 25.837,21, lo S&P 500 ha guadagnato 65,92 punti (+0,9%) a 7.509,20 e il Dow Jones è avanzato di 385,38 punti (+0,7%) a 52.224,64.

    Tra i singoli titoli, 3M (NYSE:MMM) è balzata del 7,3% dopo aver pubblicato risultati del secondo trimestre superiori alle attese.

    General Motors (NYSE:GM) ha guadagnato il 4,9% grazie a utili migliori delle previsioni, mentre Novartis (NYSE:NVS) è salita del 2,9% dopo una trimestrale superiore alle aspettative.

    Tecnologia e oro guidano i rialzi

    I titoli tecnologici hanno trainato il mercato, con l’indice NYSE Arca Computer Hardware in rialzo del 5,9%.

    Anche il comparto dei semiconduttori ha registrato una forte crescita, con il Philadelphia Semiconductor Index in aumento del 5,2%.

    Al di fuori della tecnologia, i titoli minerari dell’oro hanno beneficiato dell’aumento del prezzo del metallo prezioso, facendo salire del 5,2% il NYSE Arca Gold Bugs Index.

    Anche i settori dei broker, dell’acciaio, dei produttori di petrolio e delle società farmaceutiche hanno registrato forti rialzi, mentre il comparto software ha sottoperformato.

  • Le Borse europee avanzano mentre il rallentamento dell’inflazione nel Regno Unito attenua le preoccupazioni geopolitiche: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee avanzano mentre il rallentamento dell’inflazione nel Regno Unito attenua le preoccupazioni geopolitiche: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati salgono nonostante le tensioni in Medio Oriente e l’attesa per gli utili delle Big Tech USA

    Le principali Borse europee hanno chiuso in rialzo mercoledì, mentre gli investitori hanno bilanciato l’escalation delle tensioni in Medio Oriente con il rallentamento dell’inflazione nel Regno Unito e l’attesa per i risultati trimestrali delle principali società tecnologiche statunitensi.

    Il petrolio è rimasto sotto i riflettori, con il Brent in rialzo di quasi il 4% fino a superare i 94 dollari al barile, il livello più alto delle ultime sette settimane. Il movimento è seguito all’undicesima notte consecutiva di attacchi statunitensi contro l’Iran, mentre il presidente Trump ha promesso di colpire Pickaxe Mountain. I media iraniani hanno inoltre riferito di esplosioni a Bushehr, sede della centrale nucleare del Paese.

    L’inflazione britannica rallenta oltre le attese

    I dati macroeconomici hanno contribuito a sostenere il sentiment degli investitori.

    Secondo l’Office for National Statistics, l’indice dei prezzi al consumo nel Regno Unito è aumentato del 2,6% su base annua a giugno, in calo rispetto al 2,8% di maggio e al di sotto delle attese degli analisti pari al 2,7%.

    Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,1%, in linea con le previsioni e in rallentamento rispetto allo 0,2% registrato a maggio.

    Nel corso della seduta, il FTSE 100 di Londra è salito dell’1,4%, il CAC 40 francese dello 0,9% e il DAX tedesco dello 0,3%.

    I risultati societari guidano i principali movimenti

    Tra i migliori titoli della giornata, Randstad (EU:RAND) è salita dopo aver riportato una crescita organica dei ricavi trimestrali superiore alle aspettative del mercato.

    Anche Santander (LSE:BNC) ha registrato un rialzo dopo che l’utile netto sottostante del secondo trimestre è aumentato del 17%, sostenuto dalle solide performance in Spagna e nel Regno Unito.

    Airbus (EU:AIR) ha guadagnato terreno dopo aver annunciato un programma di riacquisto di azioni da 5 miliardi di euro da realizzare nei prossimi tre anni e aver confermato le previsioni per l’esercizio 2026 di circa 870 consegne di aeromobili commerciali e un EBIT rettificato di circa 7,5 miliardi di euro.

    Anche GEA Group (TG:G1A) è avanzata dopo aver pubblicato risultati preliminari del secondo trimestre superiori alle attese e aver rivisto al rialzo la guidance annuale.

    Fresnillo (LSE:FRES) ha inoltre registrato un rialzo dopo aver confermato gli obiettivi produttivi per il periodo 2026-2028 in seguito a una solida performance operativa nel secondo trimestre.

    Alcuni titoli frenano il rialzo del mercato

    Non tutte le società hanno beneficiato del clima positivo.

    L’operatore di telecomunicazioni olandese KPN (EU:KPN) è sceso dopo aver ridotto leggermente le previsioni di crescita dei ricavi da servizi per il 2026.

    Anche il produttore farmaceutico svizzero Lonza (TG:LO3) ha perso terreno dopo che i ricavi del primo semestre sono risultati leggermente inferiori alle stime.

    Nel frattempo, la catena britannica di pub J D Wetherspoon (LSE:JDW) è crollata dopo aver avvertito che l’utile annuale sarà inferiore alle precedenti aspettative del mercato.

  • Il petrolio resta vicino ai massimi di sei settimane per le tensioni in Medio Oriente

    Il petrolio resta vicino ai massimi di sei settimane per le tensioni in Medio Oriente

    L’escalation del conflitto sostiene i prezzi del greggio

    I prezzi del petrolio si sono mantenuti vicino ai massimi delle ultime sei settimane mercoledì, mentre i mercati continuano a valutare l’intensificarsi del conflitto tra Stati Uniti e Iran e il crescente rischio che le interruzioni delle rotte marittime in Medio Oriente possano compromettere le forniture globali di greggio.

    Alle 04:12 ET (08:12 GMT), i futures sul Brent con scadenza a settembre, benchmark internazionale, sono saliti del 3,4% a 94,13 dollari al barile, mentre i futures sul West Texas Intermediate (WTI) statunitense hanno guadagnato il 3,7% a 87,42 dollari al barile.

    Entrambi i contratti erano avviati verso la quarta seduta consecutiva di rialzo e trattavano ai livelli più elevati dall’11 giugno. I prezzi del petrolio sono aumentati in sei delle ultime sette sedute.

    Conflitto e rischi per il trasporto marittimo sotto osservazione

    Le autorità statunitensi hanno dichiarato che le forze armate hanno colpito obiettivi iraniani per l’undicesima notte consecutiva nelle prime ore di mercoledì, prendendo di mira siti di lancio di missili e droni, centri di comando e controllo, sistemi di difesa aerea e altre infrastrutture militari. Le operazioni indicano un’intensificazione della pressione di Washington su Teheran, mentre proseguono gli sforzi diplomatici.

    Martedì il presidente Donald Trump ha espresso pessimismo sui negoziati, affermando che gli Stati Uniti non hanno “alcun interesse a incontrare” l’Iran. A sostenere ulteriormente i prezzi sono arrivate anche le dichiarazioni del Segretario di Stato statunitense Marco Rubio, che mercoledì ha ribadito l’impegno di Washington verso la diplomazia, accusando però Teheran di aver violato un accordo relativo alla navigazione nello Stretto di Hormuz.

    Nel frattempo, l’Iran ha proseguito gli attacchi di rappresaglia contro postazioni militari statunitensi nella regione, tra cui Bahrain, Kuwait e Giordania.

    Gli investitori seguono inoltre con attenzione il movimento Houthi dello Yemen, sostenuto dall’Iran, dopo la minaccia di un blocco navale contro le spedizioni collegate all’Arabia Saudita nel Mar Rosso. L’annuncio ha già spinto alcune petroliere a modificare le proprie rotte, alimentando i timori per le esportazioni di uno dei maggiori produttori mondiali di greggio.

    “Questo costringerebbe le petroliere a entrare e uscire dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez, aggiungendo tempi e costi significativi ai viaggi verso l’Asia”, hanno scritto gli analisti di ING in una nota.

    La minaccia arriva mentre il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz è già stato compromesso dalle ostilità in corso, aumentando le preoccupazioni per i flussi energetici globali.

    Nuove interruzioni aggravano i timori sull’offerta

    Anche le esportazioni di greggio del Kazakistan attraverso il Mar Nero hanno subito nuove interruzioni dopo che il Caspian Pipeline Consortium (CPC) ha sospeso i carichi di petrolio in seguito ai ripetuti attacchi contro le petroliere presso il terminal russo di esportazione.

    “Considerando le rinnovate interruzioni dal Golfo Persico, i rischi per le esportazioni saudite attraverso il Mar Rosso e gli sviluppi nel Mar Nero, si potrebbe sostenere che un Brent appena sopra i 91 dollari al barile sia sottovalutato. Soprattutto se queste interruzioni dovessero protrarsi fino ad agosto”, hanno aggiunto gli analisti di ING.

    Separatamente, l’American Petroleum Institute ha riferito martedì che le scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti sono aumentate di 2,603 milioni di barili la scorsa settimana, contro le aspettative degli analisti che prevedevano un calo di 1,5 milioni di barili. Si tratta del primo aumento delle scorte nelle ultime due settimane.

    L’attenzione del mercato si sposterà ora sui dati ufficiali dell’Energy Information Administration relativi alle scorte di greggio statunitensi, attesi nel corso della giornata di mercoledì.

  • L’oro supera i 4.130 dollari grazie alle tensioni in Medio Oriente

    L’oro supera i 4.130 dollari grazie alle tensioni in Medio Oriente

    Le tensioni geopolitiche sostengono il metallo prezioso nonostante il dollaro forte

    I prezzi dell’oro hanno proseguito il rialzo mercoledì, con il metallo prezioso che ha superato i 4.130 dollari l’oncia, sostenuto dalla crescente instabilità in Medio Oriente che ha alimentato la domanda di beni rifugio. I guadagni sono arrivati nonostante il rafforzamento del dollaro statunitense e l’aumento dei rendimenti dei Treasury, mentre gli investitori continuano a valutare l’impatto dei maggiori prezzi dell’energia sulle prospettive della politica monetaria della Federal Reserve.

    Alle 02:08 ET (06:08 GMT), XAU/USD è salito dell’1,3% a 4.132,79 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro hanno guadagnato l’1,5% a 4.137,09 dollari. XAG/USD è avanzato dell’1,5% a 59,71 dollari l’oncia, mentre XPT/USD è salito del 2,3% a 1.666,59 dollari.

    I timori per le forniture energetiche restano al centro dell’attenzione

    L’oro ha esteso i rialzi della seduta precedente, quando aveva registrato un progresso vicino al 2%, mentre i mercati continuano a monitorare i rischi per le forniture energetiche globali, che potrebbero mantenere elevata l’inflazione e rendere più complesso il percorso della politica monetaria della Federal Reserve.

    L’attenzione degli investitori è ora rivolta alla riunione della Fed della prossima settimana, durante la quale si prevede che i tassi d’interesse resteranno invariati. Tuttavia, i mercati cercheranno indicazioni sulla possibilità che la banca centrale mantenga un orientamento restrittivo se i rincari energetici continueranno ad alimentare le pressioni inflazionistiche.

    Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito che Washington resta disponibile a negoziare con l’Iran, nonostante le forze statunitensi abbiano condotto l’undicesima notte consecutiva di attacchi e Teheran continui le proprie azioni di rappresaglia. Gli investitori seguono inoltre gli sviluppi nelle principali rotte energetiche, tra cui lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso.

    I prezzi del petrolio hanno continuato a mantenersi sopra i 90 dollari al barile dopo il rally di luglio, sostenuti dagli attacchi nell’area del Golfo e dai rinnovati timori per la sicurezza della navigazione, che alimentano il rischio di interruzioni dell’offerta.

    Il quadro tecnico mostra segnali di rafforzamento

    Tony Sycamore, analista di mercato di IG, ha affermato che il recupero dell’oro, nonostante il rafforzamento del dollaro statunitense e l’aumento dei rendimenti obbligazionari, suggerisce che gli investitori stanno tornando a considerare il metallo prezioso come un tradizionale bene rifugio in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche.

    “L’oro ha chiuso in rialzo durante la notte, ignorando i venti contrari rappresentati da un dollaro statunitense più forte e dall’aumento dei rendimenti”, ha dichiarato Sycamore, aggiungendo che un posizionamento retail più pulito potrebbe contribuire a rafforzare nuovamente l’attrattiva dell’oro come bene rifugio nonostante la continua forza delle azioni statunitensi.

    Sycamore ha affermato che stanno emergendo i primi segnali della formazione di una base intorno al minimo di fine giugno a 3.942 dollari. Un superamento stabile della resistenza del trend ribassista in area 4.120 dollari, seguito da un movimento oltre il massimo di inizio luglio a 4.202 dollari, rafforzerebbe lo scenario di un recupero più ampio verso la media mobile a 200 giorni situata intorno a 4.494 dollari.

    Ha aggiunto che IG mantiene una visione moderatamente positiva sull’oro finché i prezzi resteranno al di sopra del minimo di fine giugno, che continua a rappresentare il principale livello tecnico di riferimento.

    Anche l’argento ha esteso i guadagni dopo il rialzo di oltre il 4% registrato nella seduta precedente, mentre gli operatori continuano a monitorare gli sviluppi in Medio Oriente e le prospettive della politica monetaria della Federal Reserve.

  • Wall Street attende le trimestrali dei big tecnologici mentre il petrolio continua a salire: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Wall Street attende le trimestrali dei big tecnologici mentre il petrolio continua a salire: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I future sui principali indici azionari statunitensi hanno registrato un leggero calo mercoledì, mentre gli investitori si preparano a una giornata ricca di trimestrali del settore tecnologico e monitorano il continuo rialzo del petrolio, alimentato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

    L’attenzione del mercato è rivolta soprattutto ai risultati di Alphabet, Texas Instruments e Tesla, che potrebbero offrire nuove indicazioni sugli investimenti nell’intelligenza artificiale, sulla domanda di semiconduttori e sulle prospettive delle principali società tecnologiche.

    I future rallentano prima delle trimestrali

    Prima dell’apertura di Wall Street, i future sui principali indici hanno mostrato lievi ribassi, con gli investitori che hanno adottato un atteggiamento prudente in vista della pubblicazione dei risultati societari.

    La seduta precedente si era conclusa in rialzo grazie soprattutto ai titoli tecnologici, nonostante il nuovo aumento dei prezzi del petrolio abbia rafforzato le aspettative di una politica monetaria restrittiva più duratura da parte della Federal Reserve.

    I produttori di semiconduttori hanno guidato il rialzo, con il Philadelphia Semiconductor Index in crescita di oltre il 5%, il miglior risultato giornaliero dell’ultimo mese.

    Alphabet sotto i riflettori per gli investimenti nell’IA

    Alphabet (NASDAQ:GOOG) pubblicherà i risultati trimestrali dopo la chiusura di Wall Street e gli investitori valuteranno soprattutto l’evoluzione degli investimenti nell’intelligenza artificiale.

    Il gruppo continua a investire miliardi di dollari nell’espansione dei data center e delle infrastrutture dedicate all’IA insieme agli altri principali hyperscaler. Sebbene tali investimenti siano considerati fondamentali per la crescita futura, il mercato continua a interrogarsi sui tempi necessari per ottenere ritorni economici significativi.

    Secondo BofA Securities, la crescita della domanda di IA, l’aumento dei prezzi delle memorie e le recenti operazioni di finanziamento potrebbero spingere Alphabet ad aumentare il proprio piano di investimenti per il 2026 fino a un intervallo compreso tra 190 e 200 miliardi di dollari.

    La banca ha aggiunto che “riteniamo Alphabet ben posizionata per generare una crescita superiore alla media e un’espansione dei margini del cloud grazie al suo vantaggioso posizionamento nell’IA, nei modelli, nel silicio e nella distribuzione nei segmenti consumer ed enterprise.”

    Secondo le stime di Wall Street citate da BofA Securities, Alphabet dovrebbe registrare ricavi trimestrali di circa 101 miliardi di dollari e un utile per azione di 2,90 dollari.

    Texas Instruments offrirà indicazioni sul mercato dei semiconduttori

    Anche Texas Instruments (NASDAQ:TXN) presenterà i risultati del trimestre, fornendo un importante aggiornamento sull’andamento dell’industria dei semiconduttori.

    Il settore continua a beneficiare dei forti investimenti nell’intelligenza artificiale e resta uno dei principali motori della crescita degli utili del mercato statunitense.

    Texas Instruments prevede ricavi compresi tra 5 e 5,4 miliardi di dollari e un utile per azione tra 1,77 e 2,05 dollari. Essendo uno dei principali produttori mondiali di semiconduttori analogici, i suoi risultati sono considerati un indicatore dell’andamento della domanda nel comparto.

    Attesa anche per i risultati di Tesla

    Tesla (NASDAQ:TSLA) pubblicherà i conti dopo la chiusura dei mercati e gli analisti prevedono il primo consumo netto di cassa trimestrale degli ultimi due anni.

    La società sta accelerando gli investimenti nell’intelligenza artificiale, nella guida autonoma e nella robotica, con una spesa prevista di circa 25 miliardi di dollari nel 2026.

    Gli investitori continuano a valutare se questi investimenti riusciranno a generare nuove fonti di ricavo attraverso robotaxi e robot umanoidi, soprattutto dopo i ritardi registrati nello sviluppo di alcuni progetti.

    Il petrolio resta vicino ai massimi recenti

    Le quotazioni del greggio hanno continuato a salire dopo una nuova serie di attacchi statunitensi contro obiettivi militari iraniani, mentre le tensioni sulle rotte energetiche del Medio Oriente hanno sostenuto il mercato.

    Il Brent è salito oltre i 94 dollari al barile e il WTI ha superato gli 87 dollari, avviandosi verso il quarto rialzo consecutivo e restando vicino ai livelli più elevati delle ultime sei settimane.

    L’aumento dei prezzi dell’energia e le persistenti tensioni geopolitiche continuano a influenzare il sentiment degli investitori in attesa delle principali trimestrali e delle prossime indicazioni sulla politica monetaria.

  • Le Borse europee chiudono in lieve calo mentre il rialzo del petrolio e gli utili societari frenano il sentiment: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee chiudono in lieve calo mentre il rialzo del petrolio e gli utili societari frenano il sentiment: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno registrato lievi ribassi mercoledì, mentre gli investitori hanno valutato una fitta stagione di trimestrali insieme al riaccendersi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, in attesa delle prossime decisioni di politica monetaria e dei risultati delle principali società tecnologiche statunitensi.

    L’attenzione del mercato resta concentrata anche sulla riunione della Banca Centrale Europea e sulle indicazioni che potrebbero influenzare le prospettive dei tassi d’interesse.

    Inflazione e trimestrali al centro dell’attenzione

    L’indice paneuropeo STOXX 600 ha ceduto lo 0,4% nelle prime contrattazioni. Il DAX tedesco è rimasto pressoché invariato, mentre il CAC 40 francese e il FTSE MIB italiano hanno perso lo 0,1%, con il comparto bancario tra i principali fattori di debolezza.

    Nel Regno Unito il FTSE 100 ha ceduto lo 0,1%, nonostante l’inflazione sia rallentata al 2,6% a giugno rispetto al 2,8% di maggio, un dato migliore delle attese del mercato pari al 2,7%.

    Il rallentamento dell’inflazione ha rafforzato le aspettative di una maggiore flessibilità della Bank of England sui tassi e ha sostenuto la fiducia nella disciplina fiscale promessa dal Primo Ministro Andy Burnham.

    Le trimestrali guidano i movimenti dei titoli

    Le pubblicazioni dei risultati societari hanno continuato a rappresentare il principale catalizzatore per i mercati europei.

    Tra le principali società che hanno diffuso i conti figurano Banco Santander (LSE:BNC), UniCredit (BIT:UCG) ed Equinor (NYSE:EQNR), offrendo agli investitori un aggiornamento sull’andamento delle imprese in un contesto caratterizzato da tassi elevati e volatilità dei mercati.

    Le azioni Santander hanno perso circa il 2% dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali.

    Akzo Nobel (EU:AKZA), invece, ha guadagnato quasi il 3% grazie ai risultati del secondo trimestre.

    Il petrolio sostiene il comparto energetico

    Le quotazioni del greggio sono salite dopo nuovi attacchi degli Houthi contro navi commerciali lungo importanti rotte marittime, riaccendendo i timori per possibili interruzioni delle forniture energetiche.

    L’aumento del premio al rischio ha sostenuto i titoli energetici, ma ha anche alimentato nuove preoccupazioni sull’inflazione alla vigilia della decisione di politica monetaria della BCE.

    Gli investitori continueranno a monitorare le indicazioni delle banche centrali, l’evoluzione della stagione delle trimestrali e gli sviluppi geopolitici nei mercati dell’energia.

  • I rendimenti dei titoli di Stato europei restano elevati mentre il rialzo del petrolio alimenta le attese di tassi più alti

    I rendimenti dei titoli di Stato europei restano elevati mentre il rialzo del petrolio alimenta le attese di tassi più alti

    I rendimenti dei titoli di Stato europei hanno continuato a muoversi vicino ai massimi di diversi mesi nella giornata di mercoledì, sostenuti dall’aumento dei prezzi del petrolio e dal riaccendersi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, fattori che rafforzano le aspettative di tassi di interesse elevati ancora a lungo.

    Gli investitori obbligazionari stanno rivalutando lo scenario inflazionistico, con la persistente volatilità del mercato energetico che riduce le probabilità di un allentamento della politica monetaria nel breve termine.

    I Bund tedeschi rimangono vicini ai massimi recenti

    Il rendimento del Bund tedesco decennale è rimasto sostanzialmente stabile intorno al 3,16%, vicino ai livelli più elevati registrati da maggio 2026.

    Anche il rendimento del titolo tedesco a due anni, particolarmente sensibile alle aspettative sui tassi di interesse, si è mantenuto intorno al 2,79%, dopo aver raggiunto all’inizio della settimana un massimo intraday del 2,817%, il livello più alto dall’inizio del 2024.

    La tenuta dei rendimenti a breve termine riflette le crescenti aspettative che il rincaro dell’energia possa mantenere elevate le pressioni inflazionistiche e rinviare eventuali riduzioni dei tassi.

    Il petrolio influenza le aspettative sulla politica monetaria

    Le quotazioni del greggio hanno registrato nuovi rialzi dopo gli ultimi attacchi degli Houthi contro navi commerciali nel Mar Rosso, alimentando i timori per la sicurezza delle forniture energetiche.

    Gli investitori ritengono che eventuali interruzioni prolungate delle principali rotte marittime possano far aumentare i costi di trasporto e del carburante, con effetti sull’inflazione e una minore possibilità per le banche centrali di allentare la politica monetaria.

    Il rafforzamento del mercato energetico ha quindi consolidato il legame tra i prezzi del petrolio e le aspettative sui tassi d’interesse in Europa.

    Attesa per la riunione della BCE

    La Banca Centrale Europea comunicherà giovedì la propria decisione di politica monetaria e il mercato si aspetta ampiamente che il tasso sui depositi rimanga invariato al 2,25%.

    Tuttavia, i mercati dei derivati sui tassi indicano una crescente probabilità di ulteriori strette monetarie entro l’inizio del 2027, con un possibile rialzo dei tassi a settembre sempre più preso in considerazione dagli operatori.

    La disciplina fiscale sostiene i Gilt britannici

    Nel Regno Unito, gli investitori continuano a valutare l’interazione tra politica monetaria e politica fiscale. L’impegno del Primo Ministro Andy Burnham a mantenere la disciplina fiscale ha contribuito a sostenere il mercato dei Gilt, nonostante il rialzo dei prezzi dell’energia continui a esercitare pressioni sui rendimenti obbligazionari.

    Anche i rendimenti dei titoli di Stato francesi e italiani a lunga scadenza hanno seguito il movimento dei Bund tedeschi, mentre gli spread sono rimasti sostanzialmente stabili in un contesto di tassi destinati a rimanere elevati.

  • Eni avvia la produzione di elettricità nel primo impianto ibrido del Kazakhstan (BIT:ENI)

    Eni avvia la produzione di elettricità nel primo impianto ibrido del Kazakhstan (BIT:ENI)

    Eni (BIT:ENI) ha raggiunto un nuovo traguardo in Kazakhstan avviando la prima produzione di energia elettrica per uso industriale dalla sezione alimentata a gas della Mangystau Hybrid Power Plant.

    Il risultato rappresenta la prima fase operativa del progetto energetico da 247 megawatt, sviluppato in collaborazione con KazMunayGas e Plenitude, la società del gruppo Eni attiva nelle energie rinnovabili e nella vendita di energia.

    Il progetto integra gas, solare e futuro eolico

    Situato nella regione del Mangystau, l’impianto rappresenta il primo progetto ibrido su larga scala del Kazakhstan e combina la produzione di energia da gas naturale con quella da impianti solari, ai quali si aggiungerà in futuro anche la generazione eolica.

    Questa configurazione consentirà di fornire energia elettrica affidabile e a minore intensità di carbonio alle società controllate da KazMunayGas presenti nell’area, contribuendo al tempo stesso a rafforzare la sicurezza energetica locale.

    L’avvio della produzione dalla centrale a gas costituisce una tappa fondamentale nello sviluppo graduale del progetto, che sarà ampliato con l’entrata in funzione delle componenti rinnovabili.

    Un passo avanti nella transizione energetica

    La Mangystau Hybrid Power Plant rientra nella strategia di Eni volta a sostenere la sicurezza energetica e la decarbonizzazione delle attività industriali. L’integrazione di fonti convenzionali e rinnovabili punta a garantire un sistema elettrico più efficiente, resiliente e sostenibile per il settore industriale del Kazakhstan.

  • Saipem ottiene un contratto offshore da 260 milioni di dollari in Costa d’Avorio (BIT:SPM)

    Saipem ottiene un contratto offshore da 260 milioni di dollari in Costa d’Avorio (BIT:SPM)

    Saipem (BIT:SPM) è salita in Borsa a Milano dopo aver annunciato l’aggiudicazione di un nuovo contratto offshore da parte di Eni Côte d’Ivoire Limited, del valore di circa 260 milioni di dollari.

    L’accordo prevede l’impiego della nave di perforazione Santorini al largo della Costa d’Avorio per una campagna di perforazione destinata allo sviluppo del giacimento. L’avvio delle operazioni è previsto per l’inizio del 2027, rafforzando ulteriormente il portafoglio ordini offshore del gruppo.

    Il contratto sostiene il titolo e la visibilità operativa

    La notizia ha favorito il titolo Saipem, che nelle prime ore di contrattazione è salito di circa il 2%, raggiungendo quota 4,44 euro, il livello più alto delle ultime due settimane. A sostenere il rialzo hanno contribuito anche i nuovi aumenti del prezzo del petrolio, con il Brent vicino a 94,45 dollari al barile.

    Il contratto comprende un programma di perforazione di lunga durata già confermato e prevede inoltre la possibilità di estendere le attività attraverso periodi opzionali e l’eventuale impiego della Santorini in Paesi limitrofi. Questi elementi potrebbero prolungare l’utilizzo dell’unità e generare ulteriori opportunità di ricavo.

    “Questo nuovo contratto conferma il posizionamento competitivo di Saipem nel settore della perforazione offshore, nonché la sua capacità di impiegare in modo efficiente i propri asset altamente specializzati per supportare le attività di esplorazione, valutazione e sviluppo dei clienti”, ha dichiarato la società.

    Prosegue l’iter sul ricorso relativo alla fusione

    Nel frattempo, l’Associazione Brasiliana dei Produttori di Petrolio e Gas (ABEP) ha presentato ricorso contro l’approvazione senza condizioni della fusione tra Saipem e Subsea7 da parte dell’autorità antitrust brasiliana, chiedendo il blocco dell’operazione oppure l’introduzione di rimedi strutturali e comportamentali.

    “La notizia è leggermente negativa, ma ampiamente prevista”, secondo gli analisti di Equita, che hanno confermato il giudizio Hold sul titolo Saipem con un prezzo obiettivo di 4 euro.

    Secondo Equita, ABEP è stata tra i principali oppositori dell’operazione durante l’intero iter autorizzativo. Tuttavia, la SIM ritiene che l’approvazione iniziale senza condizioni da parte del CADE continui a rappresentare un elemento favorevole, riducendo sensibilmente il rischio regolatorio rispetto alla fase precedente all’autorizzazione.

    Gli analisti sottolineano inoltre che il ricorso mantiene aperto il dossier brasiliano, che dovrà continuare a essere monitorato, soprattutto per l’eventuale imposizione di rimedi strutturali. Nonostante ciò, Equita prevede che il perfezionamento della fusione possa avvenire entro novembre.

  • Wall Street verso un’apertura positiva grazie agli utili societari superiori alle attese: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Wall Street verso un’apertura positiva grazie agli utili societari superiori alle attese: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I risultati trimestrali sostengono il sentiment degli investitori

    I futures sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura in rialzo martedì, con gli investitori pronti a recuperare parte delle perdite della seduta precedente grazie a una nuova serie di risultati societari migliori delle attese.

    Le trimestrali pubblicate prima dell’apertura hanno rafforzato la fiducia del mercato, favorendo nuovi acquisti dopo la recente fase di debolezza.

    3M, GM e Novartis guidano i rialzi nel premercato

    Tra i titoli in evidenza, 3M (NYSE:MMM) è salita di oltre il 7% nel premercato dopo aver superato le stime su ricavi e utili del secondo trimestre e aver migliorato le proprie previsioni per il 2026.

    Anche General Motors (NYSE:GM) ha registrato guadagni dopo aver pubblicato risultati trimestrali superiori alle aspettative e aver rivisto al rialzo la guidance annuale.

    In progresso anche Novartis (NYSE:NVS), favorita da risultati del secondo trimestre migliori delle previsioni.

    Il comparto tecnologico ha contribuito al clima positivo, con i futures sul Nasdaq 100 in rialzo di circa l’1,2%.

    Il mercato guarda alle trimestrali delle Big Tech

    Nonostante il buon avvio previsto, gli operatori potrebbero mantenere un atteggiamento prudente in vista della pubblicazione dei risultati di Alphabet (NASDAQ:GOOGL), IBM (NYSE:IBM) e Tesla (NASDAQ:TSLA), attesi nel corso della settimana.

    Le trimestrali saranno osservate attentamente per valutare la tenuta della domanda legata all’intelligenza artificiale e agli investimenti tecnologici.

    Il petrolio limita l’ottimismo

    Il rialzo delle azioni è stato parzialmente frenato dall’aumento dei prezzi del petrolio.

    I futures sul greggio statunitense sono saliti di circa il 2% mentre continuano gli scontri tra Stati Uniti e Iran, alimentando i timori su inflazione e tassi di interesse.

    Wall Street ha chiuso in calo lunedì

    Dopo un forte avvio positivo, i principali indici statunitensi hanno invertito la rotta lunedì, chiudendo tutti in territorio negativo.

    Il Dow Jones ha perso lo 0,6%, lo S&P 500 ha ceduto lo 0,2% e il Nasdaq ha chiuso in calo dello 0,1%.

    I titoli immobiliari hanno guidato i ribassi a causa dell’aumento dei rendimenti dei Treasury, mentre anche farmaceutici, biotecnologie, trasporti e sanità hanno registrato perdite. Il settore software ha invece sovraperformato.

    Nel frattempo, il Conference Board ha comunicato che il Leading Economic Index è diminuito dello 0,2% a giugno, leggermente peggio delle attese del mercato.