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  • I futures azionari statunitensi salgono mentre il petrolio estende il calo: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures azionari statunitensi salgono mentre il petrolio estende il calo: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sugli indici azionari statunitensi indicavano un’apertura in rialzo martedì, mentre i prezzi del petrolio hanno esteso il calo, con i futures sul Brent sotto i 100 dollari al barile e quelli sul greggio statunitense in ribasso di oltre il 2%.

    Il movimento del petrolio ha seguito notizie secondo cui le esportazioni di greggio dal Medio Oriente stavano tornando verso i livelli precedenti al conflitto con l’Iran, nonostante i rischi ancora presenti per il trasporto marittimo nella regione.

    Saudi Aramco ha inoltre ridotto i prezzi ufficiali di vendita per novembre del greggio destinato all’Asia nella misura più ampia degli ultimi sei anni, mentre i flussi petroliferi regionali si sono ripresi dopo le precedenti interruzioni.

    Ulteriori pressioni sui prezzi del greggio sono arrivate dopo l’annuncio del G7 relativo al rilascio di emergenza di 100 milioni di barili dalle riserve.

    I rendimenti dei Treasury scendono in attesa dei verbali della Federal Reserve

    I rendimenti dei Treasury statunitensi sono scesi insieme ai prezzi del petrolio, con il rendimento del titolo decennale di riferimento in calo dopo aver raggiunto lunedì il livello più alto dall’aprile 2002.

    Gli investitori attendevano inoltre i verbali dell’ultima riunione di politica monetaria della Federal Reserve, che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulle valutazioni dei responsabili della banca centrale in vista della prossima decisione sui tassi di interesse prevista per questo mese.

    Le aspettative per un ulteriore aumento dei tassi sono diminuite dopo i recenti dati statunitensi sull’inflazione e sull’occupazione. Il tasso annuo di crescita dei prezzi al consumo ad agosto è risultato inferiore alle previsioni degli economisti, mentre la crescita dell’occupazione a settembre è stata più debole del previsto.

    Secondo il FedWatch Tool di CME Group, la probabilità implicita di un aumento dei tassi di un quarto di punto da parte della Federal Reserve nel corso del mese è scesa al 21,6% dal 70,9% della settimana precedente.

    Nonostante il cambiamento delle aspettative sui tassi, i rendimenti dei Treasury a più lunga scadenza avevano continuato a salire durante la seduta di lunedì.

    “Questo rafforza l’idea che le vendite sulla parte lunga della curva siano determinate da qualcosa di più della politica monetaria: rendimenti reali elevati, un forte ricorso al debito e la concorrenza per il capitale continuano a richiedere un premio a termine più elevato”, ha dichiarato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.

    Ha aggiunto: “Per le azioni, questo crea una divergenza insolita, poiché i titoli growth stanno salendo perché le aspettative sulla Fed si sono attenuate, mentre il tasso privo di rischio rispetto al quale vengono valutate queste quotazioni rimane eccezionalmente elevato.”

    Il Nasdaq raggiunge un nuovo massimo storico in chiusura

    Le azioni statunitensi hanno chiuso in rialzo lunedì, anche se i principali indici hanno terminato la seduta al di sotto dei massimi giornalieri.

    Il Nasdaq ha guadagnato 286,45 punti, pari all’1,1%, chiudendo al livello record di 27.477,31. L’S&P 500 è salito di 51,23 punti, pari allo 0,7%, a 7.773,95, mentre il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato 90,94 punti, pari allo 0,2%, a 51.267,90.

    I rialzi sono arrivati dopo i recenti dati su inflazione e occupazione, che hanno ridotto le aspettative del mercato per un aumento dei tassi di interesse nel corso del mese.

    L’attività dei servizi statunitensi continua a espandersi

    Dati economici separati hanno mostrato un moderato rallentamento dell’attività del settore dei servizi statunitense a settembre.

    L’indice PMI dei servizi dell’Institute for Supply Management è sceso a 54,9 da 55,4 di agosto. Gli economisti avevano previsto un valore di 55,0. Una lettura superiore a 50 indica un’espansione del settore.

    Tra i movimenti settoriali di lunedì, il NYSE Arca Broker/Dealer Index è salito del 3,6%, mentre il Philadelphia Oil Service Index ha guadagnato il 3,1% nonostante il calo dei prezzi del greggio.

    Sono saliti anche i titoli biotecnologici, dei produttori di petrolio e del software, mentre le azioni delle compagnie aeree sono scese.

  • Le borse europee salgono mentre il petrolio scende sotto i 100 dollari al barile: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee salgono mentre il petrolio scende sotto i 100 dollari al barile: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee sono salite martedì mentre il Brent è sceso sotto i 100 dollari al barile, con i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona in calo e lo spread tra i rendimenti decennali francesi e tedeschi in restringimento.

    Il calo dei prezzi del petrolio è avvenuto in presenza di segnali di continuità nelle esportazioni di greggio dal Medio Oriente.

    Il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,6%, il CAC 40 francese è salito dello 0,5% e il FTSE 100 britannico ha registrato un rialzo dello 0,3%.

    Gli ordini industriali tedeschi scendono del 10,6%

    I dati economici tedeschi hanno mostrato un calo degli ordini industriali del 10,6% su base mensile ad agosto, dopo l’aumento del 3,2% registrato a luglio.

    Dati separati hanno mostrato una contrazione del settore delle costruzioni tedesco a settembre, con un calo dell’attività nel comparto residenziale.

    Nonostante i dati economici, l’indice azionario di riferimento del Paese è rimasto in rialzo durante la seduta di martedì.

    Salgono Skanska e United Internet

    Le azioni Skanska (TG:SKNB) sono salite dopo che il gruppo svedese di ingegneria e costruzioni ha annunciato un contratto aggiuntivo del valore di 138 milioni di dollari, pari a circa 1,3 miliardi di corone svedesi, per la costruzione di una struttura tecnologica negli Stati Uniti.

    Anche United Internet (TG:UTDI) ha guadagnato terreno dopo che la società tedesca di servizi internet ha dichiarato che riceverà 35.352.929 nuove azioni 1&1 a un prezzo di emissione calcolato di 24,05 euro per azione.

    Informa (LSE:INF) è salita dopo che la società britannica attiva nell’editoria e negli eventi ha concordato l’acquisizione di Clarion Events da Blackstone Inc. per 2,24 miliardi di sterline in contanti.

    Anche il fornitore di servizi marittimi Clarkson (LSE:CKN) ha guadagnato terreno dopo aver aumentato la propria previsione sull’utile ante imposte per l’intero esercizio.

    Genmab sale dopo i risultati di uno studio di Fase III

    Le azioni Genmab (TG:GE9) sono salite dopo che la società biotecnologica danese e il suo partner statunitense AbbVie (NYSE:ABBV) hanno annunciato risultati positivi da un altro studio di Fase III che valuta epcoritamab in combinazione con R-CHOP.

    Schneider Electric (EU:SU), invece, è scesa dopo che Shelly Group SE, società bulgara attiva nelle soluzioni IoT e per gli edifici intelligenti, ha dichiarato che il proprio consiglio di amministrazione sostiene un’offerta pubblica di acquisto presentata dal gruppo francese di tecnologie energetiche.

  • La produzione di Stellantis in Italia è prevista a circa 450.000 veicoli nel 2026, secondo il sindacato

    La produzione di Stellantis in Italia è prevista a circa 450.000 veicoli nel 2026, secondo il sindacato

    Stellantis (BIT:STLAM) dovrebbe produrre circa 450.000 veicoli in Italia nel 2026, interrompendo due anni di calo della produzione ma restando al di sotto delle precedenti aspettative, secondo il sindacato FIM Cisl.

    La casa automobilistica ha assemblato 340.745 veicoli in Italia nei primi nove mesi dell’anno, con un aumento del 28% rispetto allo stesso periodo del 2025, ha indicato il sindacato nel suo rapporto trimestrale.

    FIM Cisl ha attribuito l’aumento ai nuovi modelli, tra cui il SUV Jeep Compass e la Fiat 500 ibrida, insieme alla produzione della Fiat Panda. Secondo il sindacato, ulteriori modelli che entreranno in produzione dovrebbero contribuire ai volumi negli ultimi mesi dell’anno.

    Stellantis non era immediatamente disponibile per commentare il rapporto.

    La produzione della Fiat 500 ibrida è prevista al di sotto dell’obiettivo iniziale

    La produzione della Fiat 500 ibrida, indicata da FIM Cisl come uno dei fattori che hanno contribuito all’aumento della produzione italiana, dovrebbe ora raggiungere circa 60.000 veicoli nel 2026.

    Il dato si confronta con l’obiettivo iniziale di Stellantis di 100.000 unità, secondo il materiale fornito.

    FIM Cisl ha affermato che le ripetute interruzioni della produzione dovute alla carenza di componenti per i motori e a una domanda inferiore alle attese hanno inciso sulla produzione della Fiat 500.

    La stima del sindacato indica quindi che la produzione complessiva italiana aumenterà quest’anno nonostante i volumi della Fiat 500 ibrida siano previsti al di sotto dell’obiettivo iniziale della società.

    La produzione di autovetture è prevista oltre 250.000 unità

    FIM Cisl prevede che Stellantis produrrà circa 450.000 veicoli in Italia nel 2026, tra cui più di 250.000 autovetture.

    La previsione rappresenterebbe un aumento rispetto ai poco meno di 380.000 veicoli prodotti in Italia nel 2025.

    Stellantis ha prodotto 213.706 autovetture nel Paese lo scorso anno, un livello che, secondo il sindacato, è stato il più basso su base annua dal 1954.

    I dati per il 2026 restano stime di FIM Cisl e non rappresentano risultati di produzione annuali confermati.

  • I prezzi del petrolio scendono con la ripresa delle esportazioni dal Golfo e l’impegno del G7 sulle riserve

    I prezzi del petrolio scendono con la ripresa delle esportazioni dal Golfo e l’impegno del G7 sulle riserve

    I prezzi del petrolio sono scesi martedì, mentre gli investitori valutavano dati che indicavano maggiori esportazioni di greggio dal Golfo insieme all’impegno del Gruppo dei Sette a utilizzare petrolio e diesel provenienti dalle riserve di emergenza.

    Alle 04:12 ET, i futures sul Brent di riferimento erano in calo dello 0,2% a 100,17 dollari al barile, mentre i futures statunitensi sul West Texas Intermediate perdevano lo 0,8% a 88,67 dollari al barile.

    I movimenti sono arrivati dopo la pubblicazione di dati che indicavano come le esportazioni di greggio dal Golfo avessero superato, durante parte di settembre, i livelli registrati prima dell’inizio della guerra con l’Iran. Anche l’impegno del G7 a utilizzare le riserve di emergenza ha rappresentato una potenziale fonte aggiuntiva di offerta.

    Le esportazioni di greggio dal Golfo raggiungono 18,3 milioni di barili al giorno

    Le esportazioni di petrolio dal Golfo hanno superato i livelli prebellici per 14 giorni durante settembre, secondo i dati sul trasporto marittimo di Kpler citati da Reuters.

    La media mobile a sette giorni delle esportazioni di greggio dalla regione si attestava a 18,3 milioni di barili al giorno il 30 settembre.

    I dati hanno indicato che il greggio ha continuato a lasciare il Golfo nonostante i rischi per le petroliere e le altre navi commerciali. Secondo il materiale fornito, l’Iran ha in gran parte chiuso lo Stretto di Hormuz dopo l’inizio della guerra, incidendo su una rotta che in precedenza gestiva circa un quinto dei flussi mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto.

    Il conflitto ha interessato anche altre parti della regione, tra cui lo Yemen e lo Stretto di Bab el-Mandeb.

    ING afferma che i flussi petroliferi regionali restano a rischio

    Le notizie pubblicate lunedì hanno indicato che l’oleodotto East-West dell’Arabia Saudita era stato nuovamente preso di mira, senza tuttavia subire interruzioni operative.

    Gli analisti di ING hanno affermato che l’episodio rappresenta un “promemoria del fatto che i flussi restano a rischio”.

    Separatamente, il Wall Street Journal, citando dati di Kpler, ha riferito che gli esportatori di greggio avevano aumentato le spedizioni attraverso rotte alternative e adeguamenti logistici.

    Le spedizioni di prodotti petroliferi raffinati come benzina e diesel sono tuttavia rimaste più contenute, in parte a causa dei danni alle raffinerie regionali, secondo il rapporto. Il materiale fornito indica che questa situazione ha contribuito a ridurre l’offerta e ad aumentare i prezzi globali dei carburanti raffinati.

    Il G7 si impegna a utilizzare 100 milioni di barili dalle riserve

    I Paesi del G7 si sono impegnati a utilizzare 100 milioni di barili di diesel e greggio provenienti dalle riserve di emergenza.

    Secondo il materiale fornito, i Paesi hanno inoltre concordato di non imporre restrizioni alle esportazioni di energia, in seguito alle pressioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

    Il previsto utilizzo delle riserve potrebbe aggiungere offerta al mercato, anche se il suo effetto finale sui prezzi del greggio e dei prodotti raffinati dipenderà da fattori quali le tempistiche e la composizione dei rilasci e le più ampie condizioni di mercato.

    I prezzi dell’energia restano inoltre rilevanti per la politica monetaria a causa del loro potenziale impatto sull’inflazione. Secondo il materiale fornito, le banche centrali stanno monitorando i costi dei carburanti mentre valutano le decisioni sui tassi di interesse per il resto dell’anno.

  • Il prezzo dell’oro sale mentre il calo del petrolio attenua parte dei timori sull’inflazione

    Il prezzo dell’oro sale mentre il calo del petrolio attenua parte dei timori sull’inflazione

    Il prezzo dell’oro è salito martedì, mentre il calo delle quotazioni petrolifere ha ridotto parte delle preoccupazioni legate all’inflazione energetica e gli investitori hanno continuato a valutare le prospettive per i tassi di interesse statunitensi.

    Alle 04:52 ET, l’oro spot guadagnava lo 0,3% a 4.151,89 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro salivano dello 0,5% a 4.179,15 dollari l’oncia.

    I movimenti sono arrivati mentre i futures sul Brent sono scesi a 99,50 dollari al barile, in presenza di indicazioni di una ripresa delle esportazioni di petrolio dal Golfo e dell’impegno dei Paesi del G7 a utilizzare, se necessario, le riserve energetiche di emergenza.

    Il calo dei prezzi dell’energia potrebbe ridurre una fonte di pressione inflazionistica, anche se l’effetto sulla futura politica monetaria dipenderà dal più ampio quadro economico e dall’andamento dell’inflazione.

    Le esportazioni di petrolio dal Golfo recuperano durante settembre

    Le esportazioni di petrolio dal Golfo hanno superato per 14 giorni durante settembre i livelli registrati prima dell’inizio della guerra con l’Iran, secondo i dati sul trasporto marittimo di Kpler citati da Reuters.

    La media mobile a sette giorni delle esportazioni regionali di greggio si attestava a 18,3 milioni di barili al giorno il 30 settembre.

    I dati hanno indicato che il greggio ha continuato a lasciare il Golfo nonostante i rischi per le petroliere e le altre navi commerciali. Secondo il materiale fornito, l’Iran ha in gran parte chiuso lo Stretto di Hormuz dopo l’inizio della guerra, incidendo su una via marittima attraverso la quale transitava in precedenza circa un quinto dei flussi mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto.

    Il conflitto ha interessato anche altre parti della regione, tra cui lo Yemen e lo Stretto di Bab el-Mandeb.

    Parallelamente alla ripresa dei volumi delle esportazioni, i Paesi del G7 si sono impegnati a utilizzare le riserve energetiche di emergenza per affrontare eventuali interruzioni dell’approvvigionamento.

    Le prospettive sui tassi statunitensi restano sotto osservazione

    Gli investitori stanno inoltre valutando i recenti dati sull’occupazione statunitense, risultati inferiori alle attese, insieme al calo dei prezzi del petrolio per determinare le prospettive della politica monetaria della Federal Reserve.

    Secondo il materiale fornito, la Federal Reserve dovrebbe lasciare invariati i tassi di interesse nella riunione di ottobre prima di aumentare il costo del denaro a dicembre. Queste aspettative rappresentano l’attuale valutazione del mercato e non decisioni future già confermate.

    Questa settimana saranno pubblicati i verbali della riunione di settembre della Fed, durante la quale i responsabili della politica monetaria hanno aumentato i tassi di interesse per la prima volta in tre anni. Il documento potrebbe fornire ulteriori informazioni sulle discussioni della banca centrale.

    Le aspettative sui tassi di interesse possono influenzare l’oro perché il metallo non genera interessi. Anche i rendimenti dei Treasury statunitensi sono diminuiti dopo una nuova fase di vendite sul mercato obbligazionario lunedì, mentre l’indice del dollaro statunitense ha registrato un lieve calo.

    ANZ segnala minori aspettative per un rialzo dei tassi a ottobre

    Gli analisti di ANZ hanno affermato che l’oro ha recuperato dopo il calo registrato la scorsa settimana, mentre gli investitori rivalutavano le pressioni fiscali e le prospettive per i tassi di interesse.

    Gli analisti hanno inoltre indicato una riduzione delle aspettative per ulteriori aumenti dei tassi dopo i dati più deboli sull’occupazione statunitense.

    Secondo ANZ, i mercati attribuivano una probabilità di circa il 20% a un aumento dei tassi a ottobre, rispetto a circa il 70% di una settimana prima.

    Queste probabilità rappresentano aspettative di mercato citate da ANZ e non indicano una decisione confermata della Federal Reserve.

  • I futures azionari USA salgono mentre gli investitori valutano i flussi petroliferi del Golfo e attendono i risultati di Constellation Brands: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures azionari USA salgono mentre gli investitori valutano i flussi petroliferi del Golfo e attendono i risultati di Constellation Brands: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sugli indici azionari statunitensi sono saliti martedì dopo i guadagni della seduta precedente, mentre gli investitori valutavano i dati sulle esportazioni di petrolio dal Golfo e attendevano i risultati trimestrali di Constellation Brands (NYSE:STZ) e i dati commerciali statunitensi di agosto.

    Alle 03:09 ET, i futures sul Dow erano in rialzo di 170 punti, pari allo 0,3%, mentre quelli sull’S&P 500 guadagnavano 12 punti, o lo 0,2%. I futures sul Nasdaq 100 salivano di 36 punti, pari allo 0,1%.

    I principali indici di Wall Street sono avanzati lunedì, con il Nasdaq Composite che ha chiuso su un nuovo massimo storico. Anche i prezzi del petrolio sono diminuiti, mentre le aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve sono rimaste sotto osservazione.

    I dati sul settore dei servizi hanno mostrato che i prezzi pagati dalle aziende a settembre hanno raggiunto il livello più alto dal 2022, secondo il materiale fornito. Il rendimento dei Treasury statunitensi a 10 anni ha successivamente raggiunto il livello più alto da oltre due decenni.

    Gli investitori hanno inoltre monitorato i mercati del debito sovrano al di fuori degli Stati Uniti. Gli analisti di Deutsche Bank hanno affermato che vi erano “segnali iniziali di stabilizzazione delle pressioni sulla Francia, con una chiara sovraperformance del debito francese”.

    Le esportazioni di petrolio dal Golfo superano i livelli prebellici per parte di settembre

    Le esportazioni di petrolio dal Golfo hanno superato i livelli registrati prima dell’inizio della guerra con l’Iran per 14 giorni durante settembre, secondo i dati sul trasporto marittimo di Kpler citati da Reuters.

    La media mobile a sette giorni delle esportazioni regionali di greggio si attestava a 18,3 milioni di barili al giorno il 30 settembre.

    I dati hanno indicato che il greggio ha continuato a lasciare la regione nonostante i rischi per il trasporto commerciale. Secondo il materiale fornito, l’Iran ha in gran parte chiuso lo Stretto di Hormuz dopo l’inizio della guerra, incidendo su una rotta attraverso la quale transitava in precedenza circa un quinto dei flussi mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto.

    Il conflitto ha interessato anche altre parti della regione, tra cui lo Yemen e lo Stretto di Bab el-Mandeb.

    Gli analisti di Vital Knowledge hanno affermato che il volume di petrolio in uscita dal Medio Oriente era “abbastanza sostenuto considerando tutte le turbolenze”, mentre il costo del trasporto di un barile attraverso Hormuz era “sostanzialmente più alto rispetto a prima della guerra”.

    Gli analisti hanno affermato che i maggiori costi di trasporto potrebbero mantenere elevati i prezzi pagati dai clienti finali. Si tratta di una valutazione di Vital Knowledge e non di un risultato futuro confermato.

    I futures sul Brent erano in calo dello 0,8% a 99,53 dollari al barile.

    Risultati di Constellation Brands attesi dopo la chiusura

    Constellation Brands (NYSE:STZ) pubblicherà gli ultimi risultati trimestrali dopo la chiusura del mercato di martedì.

    Le stime di consenso Bloomberg indicano un utile operativo comparabile di 872,3 milioni di dollari su vendite nette comparabili di 2,53 miliardi di dollari.

    A giugno, Constellation Brands ha riportato un utile del primo trimestre fiscale superiore alle attese e ha confermato la guidance sull’utile per azione rettificato per l’esercizio 2027 compresa tra 11,20 e 11,90 dollari.

    Secondo il materiale fornito, gli analisti avevano indicato la Coppa del Mondo FIFA e il calo dei prezzi del petrolio in quel periodo come fattori a sostegno della domanda. Queste osservazioni rappresentano valutazioni degli analisti e non dichiarazioni della società che confermino un rapporto causale.

    Attesi i dati commerciali USA di agosto

    Martedì saranno inoltre pubblicati i dati sul commercio degli Stati Uniti relativi ad agosto.

    Il deficit commerciale statunitense è aumentato del 24,4% a 88,6 miliardi di dollari a luglio, secondo i dati del Bureau of Economic Analysis e del Census Bureau del Dipartimento del Commercio citati nel materiale fornito.

    Le importazioni sono aumentate del 2,8% a 399,3 miliardi di dollari durante il mese. Il materiale fornito ha collegato la recente domanda di importazioni in parte alla spesa dei consumatori e agli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

    I dati di agosto forniranno ulteriori indicazioni sull’andamento dei flussi commerciali durante il terzo trimestre.

    DeepSeek punta a raccogliere almeno 12 miliardi di dollari, secondo Bloomberg

    Separatamente, la società cinese di intelligenza artificiale DeepSeek si prepara a raccogliere almeno 80 miliardi di yuan, pari a circa 12 miliardi di dollari, in un round di finanziamento sostenuto da Tencent e CATL, secondo quanto riportato da Bloomberg News.

    Secondo il rapporto, DeepSeek puntava inizialmente a raccogliere 50 miliardi di yuan, ma l’operazione potrebbe raggiungere fino a 100 miliardi di yuan in seguito alla domanda degli investitori.

    Precedenti rapporti citati nel materiale fornito avevano attribuito a DeepSeek una valutazione di circa 74 miliardi di dollari. Gli investitori stanno inoltre monitorando i possibili piani per una quotazione in borsa.

    Gli importi del finanziamento e l’eventuale quotazione restano sviluppi riportati dalla stampa e non operazioni concluse e confermate.

  • Le borse europee salgono mentre si stabilizza il mercato obbligazionario francese: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee salgono mentre si stabilizza il mercato obbligazionario francese: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno registrato rialzi martedì mattina, mentre i rendimenti dei titoli di Stato francesi si sono stabilizzati dopo la recente volatilità sui mercati del debito sovrano.

    Lo Stoxx Europe 600 ha guadagnato lo 0,5%, mentre il DAX tedesco è salito dello 0,4% e il CAC 40 francese dello 0,2%. Il CAC 40 aveva registrato un calo fino all’1,1% durante la seduta di lunedì.

    L’IBEX 35 spagnolo è avanzato dello 0,7%, mentre gli investitori valutavano anche l’annuncio di elezioni anticipate.

    I movimenti sono arrivati dopo una fase di volatilità dei titoli di Stato francesi che ha ampliato lo spread di rendimento tra le obbligazioni francesi e tedesche e ha coinciso con un calo dell’euro. Secondo il materiale fornito, i rendimenti sovrani francesi hanno interrotto temporaneamente il recente rialzo dopo la pubblicazione della proposta di bilancio del governo per il 2027.

    I rendimenti dei titoli di Stato restano sotto osservazione

    I mercati europei hanno iniziato il quarto trimestre dopo un aumento dei costi di finanziamento pubblico in diverse grandi economie.

    Secondo il materiale fornito, i rendimenti dei Treasury statunitensi a 10 anni, dei titoli di Stato francesi e dei gilt britannici hanno recentemente raggiunto i livelli più alti degli ultimi decenni.

    I mercati stanno inoltre valutando gli sviluppi in Medio Oriente e le loro potenziali conseguenze sui prezzi dell’energia e sull’inflazione.

    L’aumento dei costi energetici potrebbe influenzare le aspettative sulla politica monetaria qualora contribuisse alle pressioni inflazionistiche. Gli investitori continuano quindi a monitorare le prospettive sui tassi di interesse insieme agli sviluppi sui mercati del debito sovrano.

    I prezzi del petrolio si stabilizzano dopo il calo

    I futures sul petrolio greggio si sono stabilizzati dopo essere scesi di quasi il 2% durante la notte, secondo il materiale fornito.

    I dati sul traffico marittimo hanno indicato una graduale ripresa dei volumi delle esportazioni dal Medio Oriente, mentre l’Arabia Saudita ha ripreso le operazioni attraverso l’oleodotto East-West e i carichi dal porto di Yanbu sul Mar Rosso.

    I Paesi del G7 si sono inoltre impegnati a coordinare potenziali rilasci dalle riserve strategiche e misure volte ad aumentare i flussi di approvvigionamento.

    L’impatto di questi sviluppi sull’offerta e sui prezzi futuri del petrolio rimane dipendente dalle condizioni regionali e da eventuali ulteriori interruzioni della produzione o del trasporto.

    Attesa per le vendite al dettaglio dell’Eurozona e la stagione degli utili

    Gli investitori attendono i dati sulle vendite al dettaglio dell’Eurozona di agosto, previsti nel corso della seduta, per ottenere ulteriori indicazioni sull’andamento dei consumi.

    L’attenzione si sta inoltre spostando sulla stagione dei risultati societari del terzo trimestre, il cui inizio è previsto per la prossima settimana.

    Il periodo delle trimestrali fornirà ulteriori informazioni su ricavi, margini e costi delle aziende in una fase caratterizzata da maggiori costi di finanziamento e persistenti pressioni sui costi degli input e sui salari.

  • I prezzi del gas europeo salgono mentre restano sotto osservazione i rischi per il trasporto marittimo

    I prezzi del gas europeo salgono mentre restano sotto osservazione i rischi per il trasporto marittimo

    I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa e Gran Bretagna sono saliti martedì, mentre gli operatori valutavano i rischi persistenti per il traffico delle petroliere e delle metaniere in Medio Oriente insieme all’aumento delle spedizioni di gas naturale liquefatto attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Il contratto benchmark olandese sul gas naturale con scadenza a un mese è salito del 3% a 75,74 euro per megawattora, recuperando le perdite registrate nella seduta precedente.

    In Gran Bretagna, l’equivalente contratto all’ingrosso sul gas è aumentato di 3 pence a 189,00 pence per therm.

    Aumentano le spedizioni di GNL attraverso lo Stretto di Hormuz

    L’aumento dei prezzi del gas europeo è arrivato dopo un avvio di settimana più stabile, durante il quale gli operatori avevano esaminato dati indicanti maggiori flussi di approvvigionamento regionali.

    Secondo i dati sul traffico marittimo citati nel materiale fornito, i volumi di carichi di gas naturale liquefatto in uscita dallo Stretto di Hormuz sono aumentati a settembre, raggiungendo il livello mensile più alto da febbraio.

    L’aumento ha coinciso con la parziale ripresa delle reti regionali di gasdotti e dei terminali di carico.

    Allo stesso tempo, sono proseguiti gli attacchi con droni e missili contro navi commerciali e infrastrutture energetiche nel Golfo Persico e nel Mar Rosso. Secondo il materiale fornito, i costi assicurativi per il trasporto marittimo rimangono elevati e le rotte di transito sono diventate meno prevedibili.

    Le potenziali interruzioni del traffico marittimo restano rilevanti per il mercato europeo del gas, poiché i carichi di GNL trasportati via mare riforniscono i terminali europei di rigassificazione.

    Gli stoccaggi di gas dell’UE raggiungono il 72%

    Gli impianti sotterranei di stoccaggio del gas naturale dell’Unione Europea sono attualmente pieni al 72%, secondo i dati di Gas Infrastructure Europe citati nel materiale fornito.

    Il dato si confronta con un livello di riempimento del 66% registrato nello stesso periodo del mese scorso.

    L’aumento fornisce ulteriori riserve di gas in vista della stagione invernale. Tuttavia, secondo il materiale fornito, gli attuali livelli di stoccaggio rimangono inferiori ai valori storici di riferimento.

    L’andamento futuro dei prezzi europei del gas potrebbe essere influenzato da diversi fattori, tra cui le temperature, i flussi di approvvigionamento e gli sviluppi relativi al trasporto marittimo di GNL.

  • FTSE MIB in rialzo dell’1,1% con acquisti su tecnologia e banche

    FTSE MIB in rialzo dell’1,1% con acquisti su tecnologia e banche

    Il FTSE MIB italiano è salito dell’1,1% a 51.382 punti martedì mattina, guadagnando 564 punti rispetto alla chiusura di lunedì a 50.818, dopo aver aperto in rialzo dello 0,55%.

    Anche il FTSE Italia All Share ha registrato un aumento dell’1,1%, con i rialzi dei titoli tecnologici e bancari che hanno contribuito all’avanzamento del mercato.

    Technoprobe (BIT:TPRO) ha guadagnato circa il 3,5%, mentre STMicroelectronics (BIT:STMMI) è salita del 2,4% dopo i rialzi registrati dai titoli dei semiconduttori a Wall Street. Nexi (BIT:NEXI) ha segnato un progresso dell’1,8%.

    UniCredit sale dopo l’approvazione relativa alla controllata russa

    Tra i titoli bancari, UniCredit (BIT:UCG) è salita di quasi il 2% dopo che Mosca ha approvato una riorganizzazione della controllata russa della banca.

    Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) e Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) hanno entrambe guadagnato circa l’1,5% dopo l’adesione di Delfin all’offerta di Intesa Sanpaolo relativa a MPS.

    Mediobanca (BIT:MB) è salita dello 0,8% dopo il calo del 5,1% registrato nella seduta precedente, mentre Poste Italiane (BIT:PST) ha guadagnato l’1,3%.

    Tra gli altri titoli, Stellantis (BIT:STLAM) è salita dell’1,1%, Enel (BIT:ENEL) dell’1% e Prysmian (BIT:PRY) dell’1,1%.

    Recordati sale dopo l’aumento dell’offerta di CVC

    Le azioni Recordati (BIT:REC) hanno guadagnato l’1,5% dopo che CVC ha aumentato a €53 per azione la propria offerta sulla società farmaceutica italiana.

    CVC ha definito il prezzo rivisto di €53 come la propria offerta “migliore e definitiva” e ha prorogato il periodo di adesione al 23 ottobre.

    Secondo il materiale fornito, il prezzo delle azioni Recordati si stava avvicinando al valore della nuova offerta.

    Titoli energetici in calo con la discesa del petrolio

    Telecom Italia (BIT:TIT) è stata tra i titoli in ribasso, con una flessione dell’1,5%.

    Anche le società legate al settore petrolifero hanno registrato cali in concomitanza con la discesa dei prezzi del greggio. Tenaris (BIT:TEN) ha perso lo 0,7%, mentre Saipem (BIT:SPM) ed Eni (BIT:ENI) sono scese entrambe dello 0,3%.

    Leonardo (BIT:LDO) ha ceduto lo 0,5%, mentre Fincantieri (BIT:FCT) è scesa dello 0,2%.

    Lo spread BTP-Bund ha aperto a 115 punti base, secondo il materiale fornito.

  • MPS valuta possibili misure dopo il rilancio dell’offerta di Intesa Sanpaolo

    MPS valuta possibili misure dopo il rilancio dell’offerta di Intesa Sanpaolo

    Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) starebbe valutando possibili misure in seguito all’aumento dell’offerta di Intesa Sanpaolo (BIT:ISP), secondo quanto riportato da RadioCor.

    L’amministratore delegato di MPS, Luigi Lovaglio, potrebbe chiedere un rinvio dell’assemblea ordinaria e straordinaria della banca prevista per il 29 ottobre, secondo RadioCor.

    L’assemblea dovrà esaminare diverse operazioni, tra cui le offerte pubbliche relative a Banco BPM (BIT:BAMI) e Banca Generali (BIT:BGN), la fusione di Mediobanca (BIT:MB), l’acquisizione della partecipazione in Generali detenuta nel portafoglio di Mediobanca e la proposta di un dividendo straordinario.

    L’eventuale rinvio e le altre misure restano possibilità riportate dalla stampa e, sulla base del materiale fornito, non risultano essere decisioni già adottate da MPS.

    Possibile aumento del dividendo straordinario

    Intesa Sanpaolo ha indicato, nell’ambito della propria offerta rivista, che l’operazione verrebbe annullata qualora anche una sola delle offerte pubbliche sottoposte agli azionisti di MPS venisse approvata.

    Secondo quanto riportato, Lovaglio potrebbe rispondere proponendo un aumento del dividendo straordinario di MPS, attualmente previsto in €4 miliardi, che potrebbe essere distribuito in parte in contanti e in parte attraverso azioni Generali.

    Un’eventuale proposta richiederebbe ulteriori passaggi societari. Secondo il materiale fornito, potrebbe essere convocato un consiglio di amministrazione dal presidente Nicola Bisoni oppure la questione potrebbe essere esaminata durante una riunione già prevista per la metà del mese.

    Il Corriere della Sera ha inoltre riferito, citando fonti di mercato, che Lovaglio avrebbe incontrato il proxy adviser ISS, che dovrebbe pubblicare le proprie raccomandazioni di voto nei prossimi giorni insieme a Glass Lewis.

    Delfin aderisce all’offerta di Intesa Sanpaolo

    Delfin, holding della famiglia Del Vecchio e maggiore azionista di MPS, ha aderito all’offerta di Intesa Sanpaolo e si è impegnata ad agire di conseguenza nella prossima assemblea di MPS, secondo il materiale fornito.

    In caso di successo dell’offerta pubblica, l’operazione comporterebbe per Delfin ulteriori €133 milioni.

    Caltagirone (BIT:CALT), che secondo il materiale fornito detiene una partecipazione del 13,5% in MPS, ha inoltre accolto positivamente le condizioni riviste da Intesa Sanpaolo. Il rilancio dell’offerta comporterebbe per l’azionista oltre €102 milioni di liquidità aggiuntiva.

    Autonomous valuta le soglie di voto degli azionisti

    Secondo gli analisti di Autonomous, la posizione di Delfin da sola potrebbe impedire a MPS di raggiungere la maggioranza richiesta dei due terzi con un’affluenza degli azionisti non superiore al 73%.

    Gli analisti hanno indicato che, qualora anche il gruppo Caltagirone assumesse la stessa posizione, l’approvazione richiederebbe una partecipazione di circa il 92% e il sostegno di quasi tutti gli altri azionisti presenti al voto.

    Questi calcoli rappresentano l’analisi di Autonomous sui possibili esiti della votazione e non risultati confermati dell’assemblea.

    Tra gli altri azionisti di MPS, Banco BPM detiene una partecipazione del 3,7% e potrebbe non partecipare all’assemblea, secondo il materiale fornito. Il Ministero dell’Economia, titolare del 4,8%, aveva precedentemente indicato che non avrebbe partecipato.