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  • Wall Street verso un’apertura debole mentre arretrano i titoli tecnologici: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Wall Street verso un’apertura debole mentre arretrano i titoli tecnologici: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I future sui principali indici statunitensi indicavano un avvio in ribasso martedì, con gli investitori pronti a prendere profitto dopo il forte rialzo registrato nella seduta precedente.

    Il calo di Samsung pesa sul sentiment dell’IA

    Il comparto tecnologico dovrebbe guidare le vendite dopo il crollo di quasi il 7% delle azioni della sudcoreana Samsung Electronics, nonostante il forte incremento degli utili del secondo trimestre.

    Pur avendo registrato un utile trimestrale cresciuto di 19 volte rispetto all’anno precedente, Samsung ha deluso gli investitori, alimentando dubbi sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale.

    “Nonostante gli ottimi risultati di Samsung, gli investitori stanno iniziando a preoccuparsi dell’enorme quantità di denaro investita nell’intelligenza artificiale e del rischio che si tratti di una bolla pronta a scoppiare”, ha dichiarato Dan Coatsworth, responsabile mercati di AJ Bell.

    A pesare sul settore dei semiconduttori anche un’indiscrezione Reuters secondo cui la startup cinese DeepSeek starebbe sviluppando un proprio chip per l’intelligenza artificiale.

    La tecnologia aveva trainato il rally di lunedì

    La seduta di lunedì, dopo il lungo fine settimana dell’Independence Day, si era chiusa in rialzo per tutti i principali indici statunitensi, con il Dow Jones che aveva raggiunto un nuovo massimo storico in chiusura.

    Il Nasdaq Composite era salito di 288,49 punti (+1,1%) a 26.121,16, lo S&P 500 aveva guadagnato 54,19 punti (+0,7%) a 7.537,43, mentre il Dow Jones aveva aggiunto 155,84 punti (+0,3%) chiudendo a 53.055,91.

    Hardware e semiconduttori protagonisti

    I titoli tecnologici hanno guidato il rialzo, con particolare forza nel comparto hardware.

    L’indice NYSE Arca Computer Hardware è avanzato del 3,4%, sostenuto dal balzo del 4,4% di Dell Technologies (NYSE:DELL), dopo che il presidente Donald Trump ha promosso i computer della società durante un evento nello Studio Ovale.

    Positiva anche la performance dei titoli legati alle reti e ai semiconduttori: il NYSE Arca Networking Index è salito del 2,8%, mentre il Philadelphia Semiconductor Index ha guadagnato il 2,2%.

    Al di fuori del settore tecnologico, i titoli dei broker hanno registrato forti rialzi, insieme ai comparti bancario e siderurgico. In calo invece farmaceutici, telecomunicazioni, immobiliare residenziale e utility.

    Il settore dei servizi continua a espandersi

    Sul fronte macroeconomico, l’Institute for Supply Management ha comunicato che l’attività del settore dei servizi negli Stati Uniti ha rallentato leggermente nel mese di giugno.

    L’indice ISM Services PMI è sceso a 54,0 da 54,5 di maggio, in linea con le attese degli analisti. Un valore superiore a 50 continua comunque a indicare una fase di espansione.

  • Le borse europee chiudono contrastate tra prese di profitto e tensioni geopolitiche: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee chiudono contrastate tra prese di profitto e tensioni geopolitiche: DAX, CAC, FTSE100

    I titoli tecnologici frenano mentre tornano le preoccupazioni sul Medio Oriente

    Le principali borse europee hanno registrato un andamento contrastato martedì, con gli investitori intenti a realizzare profitti nel comparto tecnologico dopo il recente rialzo. Il sentiment è stato inoltre condizionato dalle notizie secondo cui due navi commerciali sarebbero state colpite da missili iraniani nello Stretto di Hormuz, un episodio che ha sostenuto i prezzi del petrolio e i rendimenti obbligazionari.

    La produzione industriale tedesca supera le attese

    I dati pubblicati da Destatis mostrano che la produzione industriale della Germania è cresciuta dello 0,9% su base mensile a maggio, accelerando rispetto al +0,2% registrato ad aprile.

    Si tratta dell’incremento mensile più marcato dallo scorso settembre.

    Su base annua, la produzione industriale è rimasta stabile dopo il calo dello 0,9% registrato nel mese precedente.

    Riparte il mercato immobiliare britannico

    Nel Regno Unito, l’indagine Halifax realizzata da S&P Global ha evidenziato il primo aumento dei prezzi delle abitazioni negli ultimi quattro mesi.

    A giugno i prezzi sono saliti dello 0,2% rispetto a maggio, recuperando il calo dello 0,2% del mese precedente e superando le attese del mercato, ferme a un incremento dello 0,1%.

    Indici europei in ordine sparso

    Il DAX tedesco ha ceduto lo 0,5%, mentre il CAC 40 francese è avanzato dello 0,3%. Il FTSE 100 britannico ha registrato la migliore performance, con un rialzo dello 0,6%.

    I titoli tecnologici sono rimasti sotto pressione per i timori che il rally alimentato dall’intelligenza artificiale abbia spinto le valutazioni su livelli troppo elevati. Infineon Technologies (TG:IFX) ha perso il 5,4%, mentre ASML Holding (EU:ASML) è scesa del 5,1%.

    I principali movimenti societari

    Victrex (LSE:VCT) è balzata del 19% dopo aver confermato la guidance annuale e pubblicato ricavi del terzo trimestre superiori alle attese.

    Halma (LSE:HLMA) ha ceduto oltre l’1% in seguito all’annuncio dell’acquisizione della francese Dreampath Diagnostics.

    Shell (LSE:SHEL) ha guadagnato il 3% dopo aver migliorato le previsioni sul secondo trimestre per la produzione di gas naturale liquefatto (GNL).

    Keller Group (LSE:KLR) è salita del 21%, raggiungendo nuovi massimi storici dopo aver rivisto al rialzo la guidance per l’intero esercizio.

  • Il petrolio sale mentre le tensioni nello Stretto di Hormuz compensano l’aumento dell’offerta

    Il petrolio sale mentre le tensioni nello Stretto di Hormuz compensano l’aumento dell’offerta

    I prezzi del petrolio hanno registrato un moderato rialzo martedì dopo i nuovi episodi di tensione nello Stretto di Hormuz, che hanno riacceso i timori per possibili interruzioni delle forniture globali, compensando le aspettative di un aumento della produzione da parte dei Paesi OPEC+.

    Alle 04:41 ET (08:41 GMT), i futures sul Brent avanzavano dell’1,1% a 72,77 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI) statunitense guadagnava l’1,1% a 69,30 dollari al barile.

    Nuovi attacchi riaccendono le preoccupazioni sul traffico marittimo

    Secondo Axios, che cita due funzionari statunitensi, le forze armate iraniane hanno lanciato almeno due missili contro navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz, interrompendo una tregua di una settimana tra Washington e Teheran.

    Il rapporto aggiunge che gli Stati Uniti potrebbero rispondere con attacchi contro obiettivi iraniani.

    In precedenza, l’agenzia britannica UK Maritime Trade Operations aveva riferito che una petroliera in navigazione vicino alle coste dell’Oman era stata colpita da un proiettile non identificato che ha provocato un incendio. Sebbene l’Iran non abbia rivendicato ufficialmente l’attacco, fonti anonime citate dalla televisione di Stato iraniana hanno indicato che l’obiettivo sarebbe stata una nave che trasportava gas naturale liquefatto dal Qatar.

    Teheran ha inoltre ribadito che tutte le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz devono utilizzare rotte approvate dall’Iran, avvertendo che qualsiasi interferenza degli Stati Uniti sarà affrontata con “un’azione rapida e decisiva.”

    Secondo Axios, questi episodi sono avvenuti dopo la scadenza dell’accordo temporaneo tra Stati Uniti e Iran volto a sospendere gli attacchi nello stretto.

    La ripresa dei flussi marittimi resta fragile

    I prezzi del greggio si erano ridimensionati dopo l’accordo di pace provvisorio raggiunto a giugno. Dopo l’inizio del conflitto alla fine di febbraio, il petrolio aveva superato i 110 dollari al barile, alimentando timori di una nuova accelerazione dell’inflazione globale.

    I dati più recenti indicano una graduale ripresa del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, anche se i volumi rimangono inferiori ai livelli normali. Il controllo di questo passaggio strategico continua a rappresentare uno dei principali punti di confronto nei negoziati internazionali.

    “I prezzi del petrolio sono tornati ai livelli precedenti al conflitto, anche se attraverso lo Stretto di Hormuz continua a transitare solo una parte del traffico abituale. Permangono quindi tensioni nelle catene di approvvigionamento”, hanno scritto gli analisti di Deutsche Bank guidati da Henry Allen.

    L’aumento dell’offerta limita il rialzo

    Le prospettive di un incremento dell’offerta mondiale hanno comunque contenuto ulteriori guadagni del greggio.

    I Paesi OPEC+, inclusa la Russia, hanno deciso domenica di aumentare la produzione di 188.000 barili al giorno a partire da agosto, dopo analoghi incrementi già adottati nei mesi di giugno e luglio.

    Nel frattempo, gli Emirati Arabi Uniti, usciti dal sistema delle quote OPEC+ a maggio, hanno annunciato una produzione superiore a 3,8 milioni di barili al giorno nel mese di giugno.

    Anche Saudi Aramco ha ridotto il prezzo ufficiale di vendita del greggio Arab Light destinato ai clienti asiatici per agosto, applicando per la prima volta dal 2020 uno sconto rispetto al benchmark regionale, a testimonianza della crescente concorrenza tra gli esportatori del Golfo.

  • Il prezzo dell’oro scende mentre i mercati attendono i verbali della Federal Reserve

    Il prezzo dell’oro scende mentre i mercati attendono i verbali della Federal Reserve

    Il prezzo dell’oro ha registrato un calo martedì, con gli investitori che attendono la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione di politica monetaria della Federal Reserve, prevista nei prossimi giorni, alla ricerca di indicazioni sull’evoluzione dei tassi d’interesse negli Stati Uniti.

    Alle 05:30 ET (09:30 GMT), l’oro spot perdeva l’1,0% a 4.124,28 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro scendevano dello 0,8% a 4.136,29 dollari l’oncia.

    Dollaro più forte, pressione sul metallo prezioso

    L’oro è stato penalizzato dal rafforzamento del dollaro statunitense, sostenuto dall’aumento del rendimento del Treasury decennale USA, salito ai massimi delle ultime due settimane.

    Un dollaro più forte rende infatti il metallo prezioso più costoso per gli investitori che operano con altre valute, limitandone la domanda.

    “La volatilità del mercato valutario potrebbe rimanere contenuta in vista dei verbali del FOMC di domani e considerando un calendario macroeconomico statunitense piuttosto scarno nella giornata odierna”, hanno scritto gli analisti di ING.

    I mercati attendono indicazioni dalla Fed

    L’attenzione degli operatori è concentrata sui verbali della riunione della Federal Reserve di giugno.

    In quell’occasione la banca centrale ha lasciato invariati i tassi d’interesse nell’intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%, anche se diversi membri hanno indicato che un ulteriore rialzo potrebbe essere ancora necessario entro la fine dell’anno.

    Nel frattempo, il nuovo presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha dichiarato di non voler fornire indicazioni anticipate sull’evoluzione dei tassi, pur riconoscendo, durante un evento della scorsa settimana, che i rischi legati all’inflazione si sono attenuati.

    Le prospettive sui tassi restano incerte

    Le aspettative del mercato continuano inoltre a risentire dei dati sul mercato del lavoro statunitense, risultati più deboli del previsto la scorsa settimana, e del calo del prezzo del petrolio successivo al cessate il fuoco temporaneo raggiunto tra Stati Uniti e Iran nel mese di giugno.

    Gli investitori cercano ora di capire come la Federal Reserve bilancerà il rallentamento delle pressioni inflazionistiche con la necessità di mantenere una politica monetaria restrittiva. Tassi più elevati tendono infatti a ridurre l’attrattiva di attività prive di rendimento come l’oro.

    Secondo il CME FedWatch Tool, il mercato attribuisce attualmente una probabilità del 56% a un rialzo dei tassi già a settembre, rispetto a circa il 60% prima della pubblicazione dell’ultimo rapporto sull’occupazione.

  • I future di Wall Street arretrano mentre gli investitori valutano i risultati di Samsung e le dichiarazioni della Fed: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I future di Wall Street arretrano mentre gli investitori valutano i risultati di Samsung e le dichiarazioni della Fed: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I future sui principali indici statunitensi hanno registrato un andamento prudente martedì, dopo che il Dow Jones Industrial Average ha toccato un nuovo massimo storico nella seduta precedente. Gli investitori stanno inoltre valutando i risultati record di Samsung Electronics (USOTC:SSNHZ) e le ultime dichiarazioni del governatore della Federal Reserve Christopher Waller.

    I future rallentano dopo i nuovi record di Wall Street

    Alle 03:02 ET (07:02 GMT), i future sul Dow Jones erano sostanzialmente invariati, mentre quelli sull’S&P 500 perdevano 16 punti (-0,2%) e i future sul Nasdaq 100 cedevano 233 punti (-0,8%).

    Lunedì Wall Street ha chiuso in rialzo, con il Dow Jones che ha superato per la prima volta quota 53.000.

    A trainare i mercati sono stati soprattutto i titoli tecnologici, in particolare i produttori di semiconduttori come Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD) e Western Digital (NASDAQ:WDC). Anche Broadcom (NASDAQ:AVGO) è salita dopo aver annunciato una partnership con Apple per lo sviluppo di nuovi chip personalizzati, favorendo il recupero dell’indice Philadelphia Semiconductor.

    Gli analisti di Deutsche Bank hanno tuttavia osservato che la forza mostrata dagli indici nascondeva una debolezza più diffusa.

    “Sulla carta i titoli sembravano piuttosto positivi. Ma osservando più in profondità, la situazione era meno solida di quanto apparisse.”

    Samsung registra utili record ma il titolo scende

    Samsung Electronics ha fornito un’ulteriore conferma della forte domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale, annunciando un utile operativo preliminare del secondo trimestre quasi venti volte superiore rispetto a un anno fa.

    Il gruppo sudcoreano prevede un utile operativo di 89,4 trilioni di won, pari a circa 58 miliardi di dollari, contro i 4,7 trilioni registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato supera inoltre gli utili complessivi conseguiti nel 2024 e nel 2025.

    Nonostante questi risultati record, il titolo Samsung ha perso oltre il 6% alla Borsa di Seul, segno delle aspettative estremamente elevate degli investitori nei confronti delle società legate all’intelligenza artificiale.

    Waller ribadisce l’obiettivo del 2% per l’inflazione

    I mercati hanno seguito con attenzione anche gli interventi del governatore della Federal Reserve Christopher Waller.

    Con l’inflazione ancora ben superiore all’obiettivo del 2% e con il rischio che l’aumento dei prezzi delle memorie e delle tensioni energetiche legate all’Iran possa alimentare ulteriori pressioni inflazionistiche, Waller ha affermato che il quadro economico è profondamente cambiato.

    Secondo il governatore, le preoccupazioni non riguardano più principalmente il mercato del lavoro, mentre l’inflazione “sta accelerando”.

    Waller ha inoltre ribadito che l’obiettivo del 2% della Federal Reserve rimane credibile e non negoziabile.

    Le grandi banche USA valutano una rete di pagamenti

    Secondo il Wall Street Journal, alcune delle principali banche statunitensi stanno valutando l’acquisizione di una rete di pagamenti con carta di debito per ridurre l’impatto dei limiti normativi sulle commissioni di interscambio.

    JPMorgan Chase (NYSE:JPM), Bank of America (NYSE:BAC), Wells Fargo (NYSE:WFC) e PNC Financial Services (NYSE:PNC) avrebbero avviato colloqui preliminari per acquisire le reti STAR o Accel, attualmente controllate da Fiserv (NASDAQ:FISV).

    Tornano le tensioni nello Stretto di Hormuz

    Le tensioni geopolitiche sono aumentate dopo che Axios ha riferito che l’Iran avrebbe lanciato almeno due missili contro navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz, interrompendo una tregua durata una settimana.

    Secondo il rapporto, due imbarcazioni hanno riportato danni significativi, senza provocare vittime. Separatamente, l’agenzia britannica UK Maritime Trade Operations ha confermato che una petroliera al largo delle coste dell’Oman è stata colpita da un proiettile non identificato, provocando un incendio.

    L’episodio segue il mancato progresso dei colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran svoltisi a Doha sulla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.

  • Saipem si aggiudica un contratto da 2 miliardi di dollari per un progetto offshore in Indonesia

    Saipem si aggiudica un contratto da 2 miliardi di dollari per un progetto offshore in Indonesia

    Saipem (BIT:SPM) si è aggiudicata un contratto del valore di circa 2 miliardi di dollari per la realizzazione di un’unità FPSO (Floating Production, Storage and Offloading) destinata allo sviluppo di un giacimento di gas offshore nel bacino di Kutei, in Indonesia.

    L’appalto è stato assegnato a PT Saipem Indonesia, controllata locale del gruppo, che realizzerà il progetto attraverso una joint venture con PT Tripatra Engineers and Constructors.

    Il committente è Eni North Ganal, società controllata da Searah Ltd., la joint venture costituita da Eni (BIT:ENI) e Petronas.

    L’unità FPSO sarà impiegata nel progetto Kutei North Hub Field Development, situato nel bacino di Kutei, nella provincia di Kalimantan Orientale.

    Il completamento del progetto è previsto in 48 mesi e comprenderà la gestione del progetto, l’ingegneria di dettaglio, l’approvvigionamento dei materiali, la fabbricazione, la costruzione e l’installazione dell’unità FPSO. Il contratto include inoltre le attività di collaudo, messa in servizio e avviamento dell’impianto.

  • I mercati azionari europei restano poco mossi mentre le preoccupazioni sull’IA penalizzano il settore tecnologico: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei restano poco mossi mentre le preoccupazioni sull’IA penalizzano il settore tecnologico: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno registrato un andamento sostanzialmente stabile martedì, con gli investitori che hanno mantenuto un atteggiamento prudente nei confronti dei titoli tecnologici a causa delle crescenti preoccupazioni sulle valutazioni legate all’intelligenza artificiale. L’attenzione del mercato si è inoltre concentrata sul vertice NATO in Turchia, dal quale potrebbero emergere nuovi accordi nel settore della difesa.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 è rimasto pressoché invariato a 650,84 punti alle 07:13 GMT, dopo aver chiuso la seduta precedente poco al di sotto dei massimi storici.

    Il comparto tecnologico guida i ribassi

    I titoli tecnologici sono risultati i peggiori del listino, con il settore in calo dell’1,6% a causa del proseguimento delle vendite sui produttori di semiconduttori, alimentate dai timori che il recente rally legato all’intelligenza artificiale abbia portato le valutazioni su livelli eccessivi.

    ASML (EU:ASML) e Infineon (TG:IFX) hanno entrambe perso circa il 4%.

    In ribasso anche Siemens Energy (TG:SIE), che ha ceduto il 5,5% dopo che Barclays ha abbassato la raccomandazione sul titolo da “equal-weight” a “underweight”.

    La debolezza del comparto segue la seduta negativa registrata in Asia, dove Samsung Electronics (USOTC:SSNHZ) è scesa nonostante un solido aggiornamento sugli utili, mentre i future sul Nasdaq hanno perso circa l’1%, riflettendo il clima di cautela verso il settore tecnologico.

    I titoli della difesa attirano l’attenzione

    In controtendenza, il comparto della difesa ha registrato lievi rialzi mentre gli investitori seguivano il vertice NATO in Turchia, dal quale sono attesi nuovi accordi sulla spesa militare in risposta alle richieste degli Stati Uniti di incrementare gli investimenti europei nella difesa.

    Il settore della difesa è finora il migliore dell’indice STOXX 600 nel corso del mese.

    Il produttore svedese Saab (TG:SDV1) è salito del 5,3% dopo che Morgan Stanley ha migliorato il giudizio sul titolo da “underweight” a “overweight”.

    Shell sale dopo l’aggiornamento della guidance

    Tra gli altri titoli, Shell (LSE:SHEL) ha guadagnato il 2,2% dopo aver rivisto leggermente al rialzo le previsioni per la produzione di gas integrato nel secondo trimestre.

  • I rendimenti obbligazionari dell’Eurozona salgono con il miglioramento del sentiment degli investitori

    I rendimenti obbligazionari dell’Eurozona salgono con il miglioramento del sentiment degli investitori

    I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono aumentati martedì, sostenuti dal miglioramento della fiducia degli investitori e dalle crescenti preoccupazioni sull’evoluzione della politica fiscale tedesca, fattori che hanno ridotto la domanda di attività rifugio.

    Il rendimento del Bund tedesco decennale di riferimento è salito al 2,948% nelle prime contrattazioni europee, mentre il rendimento del Bund biennale, strettamente legato alle aspettative sui tassi della Banca Centrale Europea, è aumentato al 2,54%.

    Il recupero della fiducia pesa sul mercato obbligazionario

    I titoli di Stato hanno registrato vendite dopo che l’ultimo indice Sentix ha evidenziato un miglioramento della fiducia degli investitori dell’Eurozona nel mese di luglio ben superiore alle attese.

    Il rafforzamento del sentiment ha favorito una rotazione dagli investimenti obbligazionari considerati più difensivi verso asset più rischiosi, come le azioni, facendo scendere i prezzi dei bond e salire i rendimenti.

    Le dichiarazioni della BCE alimentano i timori fiscali

    La pressione sul mercato è stata accentuata anche dalle dichiarazioni del membro della Banca Centrale Europea Fabio Panetta durante un evento di settore.

    Panetta, Governatore della Banca d’Italia, ha avvertito che le banche centrali europee potrebbero trovarsi ad affrontare crescenti pressioni politiche nel lungo periodo per sostenere deficit pubblici più elevati, determinati dall’invecchiamento della popolazione e dagli incentivi destinati all’industria.

    Le sue osservazioni hanno rafforzato le preoccupazioni relative al futuro aumento dell’emissione di debito pubblico, in particolare in Germania.

    L’attenzione si sposta sui dati dagli Stati Uniti

    Gli operatori attendono ora la pubblicazione dei verbali della riunione di giugno della Federal Reserve e dei principali dati sul settore dei servizi statunitense, alla ricerca di indicazioni sull’evoluzione dei tassi d’interesse a livello globale.

    Questi appuntamenti potrebbero fornire nuovi segnali sulla futura politica monetaria e influenzare l’andamento dei mercati obbligazionari internazionali.

  • I titoli europei dei semiconduttori arretrano dopo il sell-off di Samsung

    I titoli europei dei semiconduttori arretrano dopo il sell-off di Samsung

    Le azioni delle società europee dei semiconduttori hanno chiuso in calo martedì dopo il forte ribasso di Samsung Electronics (USOTC:SSNHZ), nonostante il gruppo abbia pubblicato una stima preliminare degli utili trimestrali da record, spingendo gli investitori a rivalutare le prospettive del rally alimentato dall’intelligenza artificiale.

    ASML (EU:ASML) ha perso il 4,2% ad Amsterdam alle 07:42 GMT, mentre STMicroelectronics (BIT:STMMI) e Infineon (TG:IFX) hanno ceduto oltre il 4%. ASM International (EU:ASM) e BE Semiconductor (EU:BESI) sono scese di oltre il 3%, mentre Soitec ha registrato un calo fino al 10,4%, seguendo la debolezza dei mercati asiatici.

    I risultati di Samsung non convincono il mercato

    Le azioni Samsung hanno perso circa il 7% dopo la diffusione dei risultati preliminari del secondo trimestre, mentre la concorrente SK Hynix ha ceduto il 6%, contribuendo a una flessione di quasi il 5% dell’indice KOSPI della Corea del Sud.

    Samsung ha previsto un utile operativo trimestrale di 89,4 trilioni di won (58,44 miliardi di dollari), pari a un incremento di quasi 19 volte rispetto all’anno precedente e superiore alla somma degli utili realizzati nei tre anni precedenti. Il dato ha inoltre superato lo SmartEstimate di LSEG pari a 87,3 trilioni di won. I ricavi sono attesi in crescita del 129%, fino a 171 trilioni di won.

    Restano i dubbi sulla durata del boom dell’IA

    Nonostante i risultati record, alcuni analisti ritengono che la reazione negativa del mercato rifletta aspettative già incorporate nei prezzi delle azioni, oltre ai dubbi sulla sostenibilità della domanda legata all’intelligenza artificiale.

    “Gli ottimi risultati di Samsung erano ampiamente attesi e in larga parte già incorporati nelle quotazioni dopo il forte rialzo del titolo prima della pubblicazione dei dati”, ha dichiarato Albert Yong, managing partner di Petra Capital Management, in commenti riportati da Reuters.

    Ha inoltre aggiunto che gli investitori restano concentrati su “la sostenibilità del boom dell’intelligenza artificiale e il rischio di un rallentamento della spesa per le infrastrutture AI da parte delle principali aziende tecnologiche statunitensi.”

    I risultati preliminari includono costi straordinari legati agli accantonamenti per i bonus ai dipendenti. All’inizio dell’anno Samsung ha eliminato il limite che fissava i bonus al 1.000% dello stipendio base e ha destinato il 10,5% dell’utile operativo ai premi per il personale, dopo settimane di proteste sindacali.

    Anche il forte aumento dei prezzi delle memorie registrato negli ultimi dodici mesi sta alimentando interrogativi sulla tenuta della domanda nel settore.

    Samsung pubblicherà i risultati completi del secondo trimestre, comprensivi del dettaglio per divisione, il 30 luglio.

  • STMicroelectronics scende dopo la delusione dei risultati di Samsung nonostante profitti record

    STMicroelectronics scende dopo la delusione dei risultati di Samsung nonostante profitti record

    STMicroelectronics (BIT:STMMI) ha aperto la seduta in netto ribasso dopo che Samsung Electronics ha pubblicato i risultati preliminari del secondo trimestre che, pur segnando nuovi record, non sono riusciti a soddisfare le aspettative molto elevate del mercato.

    Le azioni Samsung hanno chiuso la giornata in calo del 6,92%, mentre STMicroelectronics ha perso oltre il 4% nelle prime contrattazioni a Piazza Affari, scendendo a 60,21 euro. Il ribasso ha inoltre pesato sulle aspettative di crescita della società per il 2026.

    La debolezza si è estesa all’intero comparto europeo dei semiconduttori. Anche ASML, BE Semiconductor, Infineon, Technoprobe, Innovatec, Nordic Semiconductor e Comet hanno registrato ribassi, mentre gli investitori rivalutavano le valutazioni del settore dopo l’aggiornamento di Samsung.

    Profitti record ma aspettative ancora più elevate

    Samsung ha registrato un aumento di 19 volte dell’utile trimestrale, mentre il fatturato è più che raddoppiato raggiungendo 171 trilioni di won. I risultati includono inoltre accantonamenti per bonus straordinari fino a 400.000 dollari destinati ai dipendenti della divisione semiconduttori, una decisione che ha alimentato il dibattito in Corea del Sud sulla remunerazione nel settore.

    Nonostante questi risultati, la reazione del mercato è stata negativa, a dimostrazione delle aspettative eccezionalmente elevate nei confronti delle aziende che stanno beneficiando del boom dell’intelligenza artificiale.

    “Questi numeri, pur essendo straordinari in termini assoluti, non sono molto superiori a quanto il mercato si aspettasse da un titolo che si trova al centro del settore più caldo dell’intero mercato”, ha spiegato Adam Crisafulli, fondatore di Vital Knowledge.

    Gli analisti restano positivi sulla domanda di memoria

    Diversi analisti ritengono che la reazione del mercato non rifletta la solidità dei fondamentali di Samsung.

    “I risultati indicano che la forte domanda di chip di memoria probabilmente continuerà oltre il terzo trimestre, il che dovrebbe essere positivo anche per la concorrente SK Hynix. Il margine operativo di Samsung ha raggiunto il 52% nel secondo trimestre, suggerendo che il margine operativo del business delle memorie sia probabilmente salito all’80%, un livello simile a quello registrato da Micron nel terzo trimestre fiscale. L’utile operativo del secondo trimestre dovrebbe includere gli accantonamenti per bonus straordinari relativi a due trimestri. Escludendo tali pagamenti, il margine operativo sarebbe stato ancora più elevato”, ha sottolineato Masahiro Wakasugi, senior industry analyst di Bloomberg.

    “Non credo che il mercato abbia compreso pienamente quanto siano positivi questi risultati”, ha dichiarato Tom Kang, direttore di Counterpoint.

    Ha inoltre aggiunto che i prezzi delle memorie hanno continuato a rafforzarsi durante il secondo trimestre e ha previsto che “il boom continuerà certamente anche nei prossimi trimestri”.

    La carenza di memorie alimentata dall’intelligenza artificiale continua

    La rapida diffusione dell’intelligenza artificiale continua ad alimentare la carenza globale di chip di memoria, con la domanda proveniente dai data center che mantiene elevata la pressione sull’offerta.

    Poiché i produttori privilegiano le memorie ad alte prestazioni destinate alle applicazioni AI, anche i prezzi delle memorie tradizionali sono aumentati, incrementando i costi lungo tutta la filiera tecnologica.

    Gli analisti prevedono che questa situazione possa protrarsi almeno fino al 2027, garantendo a Samsung, SK Hynix e Micron Technology un notevole potere di determinazione dei prezzi. Secondo HSBC, i prezzi medi delle DRAM sono aumentati di oltre il 40% nel trimestre aprile-giugno rispetto al trimestre precedente, mentre quelli delle NAND sono saliti di oltre il 50%.

    “La domanda è così forte che stanno cercando di destinare una quota sempre maggiore della produzione ai clienti dei server, che normalmente garantiscono margini più elevati”, ha evidenziato Sanjeev Rana, responsabile della ricerca di CLSA Securities Korea, aggiungendo che “la società potrebbe chiedere aumenti di prezzo significativi ai grandi clienti”.

    Secondo Counterpoint, i tre principali produttori di memorie hanno probabilmente registrato margini operativi compresi tra il 75% e l’80% nel trimestre concluso a giugno. Se questa redditività dovesse persistere, potrebbe attirare una maggiore attenzione da parte delle autorità di regolamentazione.

    Perché i risultati di Samsung influenzano STMicroelectronics

    L’andamento di Samsung influenza STMicroelectronics soprattutto attraverso il sentiment generale del settore globale dei semiconduttori piuttosto che per una diretta sovrapposizione delle attività.

    Essendo uno dei maggiori produttori mondiali di memorie DRAM e NAND, Samsung rappresenta un punto di riferimento per le aspettative su prezzi, domanda e investimenti dell’intera industria. Quando il gruppo registra risultati particolarmente solidi, tende a rafforzare la fiducia verso tutto il comparto dei semiconduttori, comprese aziende come STMicroelectronics, specializzata in microcontrollori, sensori e chip destinati ai settori automotive e industriale.

    Al contrario, quando Samsung delude aspettative particolarmente elevate, anche in presenza di risultati record, la reazione negativa degli investitori può estendersi all’intero comparto, penalizzando anche STMicroelectronics.

    Inoltre, i continui investimenti di Samsung nei chip per l’intelligenza artificiale e nell’espansione della capacità produttiva aumentano la pressione competitiva, spingendo aziende come STMicroelectronics a continuare a innovare e sviluppare nuove tecnologie. Le decisioni strategiche del gruppo coreano in materia di alleanze industriali e nuovi impianti possono infine influenzare l’intera filiera dei semiconduttori, incidendo sulla domanda di materiali, apparecchiature e competenze tecnologiche.