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  • L’oro sale verso 4.420 dollari con il dollaro in calo prima dei dati sull’inflazione USA

    L’oro sale verso 4.420 dollari con il dollaro in calo prima dei dati sull’inflazione USA

    I prezzi dell’oro sono saliti giovedì, avvicinandosi a 4.420 dollari l’oncia mentre il dollaro statunitense si indeboliva in vista dei dati sull’inflazione che potrebbero influenzare le aspettative sulla prossima decisione sui tassi di interesse della Federal Reserve.

    Alle 02:40 ET (06:40 GMT), l’oro spot, o XAU/USD, guadagnava lo 0,4% a 4.418,87 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro salivano dello 0,03% a 4.461,82 dollari.

    L’argento, o XAG/USD, aumentava dello 0,5% a 67,62 dollari l’oncia, mentre il platino, o XPT/USD, scendeva dello 0,6% a 1.889,34 dollari. L’indice del dollaro statunitense registrava un lieve calo a 98,74.

    L’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi e gli sviluppi in Medio Oriente sono rimasti tra i fattori monitorati dai mercati dei metalli preziosi.

    Salgono i rendimenti dei Treasury statunitensi

    Nelle ultime settimane l’oro è stato scambiato intorno ai 4.400 dollari, dopo essersi ripreso dai livelli vicini ai 4.000 dollari di luglio, mentre i mercati rivalutavano le aspettative sulla politica monetaria statunitense.

    I rendimenti dei Treasury statunitensi a 10 anni sono aumentati dopo l’ultimo piano del governo per acquistare fino a 6 miliardi di dollari di debito a più lunga scadenza. Rendimenti obbligazionari più elevati possono aumentare il costo opportunità di detenere attività come l’oro, che non corrispondono interessi.

    Anche i prezzi dell’energia sono rimasti elevati, con il Brent che ha raggiunto i 100 dollari al barile per la prima volta da luglio.

    Secondo le informazioni fornite, il conflitto che coinvolge Stati Uniti e Iran è entrato nel settimo mese. L’Iran ha dichiarato di essere pronto a un’escalation se gli Stati Uniti continueranno gli attacchi contro il territorio e le infrastrutture iraniane.

    Focus sui dati PPI e CPI degli Stati Uniti

    I mercati attendono l’indice dei prezzi alla produzione statunitense di giovedì e l’indice dei prezzi al consumo di venerdì in vista della prossima riunione di politica monetaria della Federal Reserve.

    Secondo le informazioni fornite, i mercati degli swap indicavano una probabilità di circa il 65% di un aumento dei tassi di interesse questo mese.

    Tony Sycamore, senior market analyst di IG, ha affermato che l’oro ha chiuso la seduta precedente in rialzo intorno a 4.402 dollari, con l’indebolimento del dollaro che ha fornito sostegno nonostante l’aumento dei rendimenti obbligazionari statunitensi.

    Sycamore ha inoltre osservato che l’oro rimaneva al di sotto della media mobile a 200 giorni, pari a circa 4.537 dollari. Secondo la sua valutazione tecnica, sarebbe necessario un ritorno sopra tale livello per indicare che il calo dal massimo di 4.697 dollari si è concluso e che la più ampia tendenza rialzista è ripresa.

    L’analisi tecnica rappresenta un’interpretazione da parte dell’analista dei movimenti storici dei prezzi e non determina la futura direzione dei prezzi.

    Gli ETF sull’oro registrano afflussi per 18 miliardi di dollari ad agosto

    Gli ETF globali garantiti dall’oro hanno registrato afflussi per 18 miliardi di dollari ad agosto, secondo il World Gold Council, segnando il secondo maggiore afflusso mensile mai registrato.

    Le disponibilità di oro degli ETF sono aumentate di 121 tonnellate, raggiungendo il record di 4.189 tonnellate, mentre gli asset in gestione sono cresciuti del 16% a 615 miliardi di dollari.

    I fondi nordamericani sull’oro hanno registrato il terzo maggiore afflusso mensile di sempre, mentre i fondi quotati in Europa hanno segnato il loro maggiore afflusso mensile, secondo il World Gold Council.

  • Il Brent resta sopra i 100 dollari mentre persistono i rischi sulle forniture nello Stretto di Hormuz

    Il Brent resta sopra i 100 dollari mentre persistono i rischi sulle forniture nello Stretto di Hormuz

    I prezzi del petrolio sono saliti giovedì, con il Brent rimasto sopra i 100 dollari al barile mentre i mercati valutavano il rischio di ulteriori interruzioni delle forniture dopo gli attacchi alle navi che hanno coinvolto Iran e Stati Uniti.

    I futures sul Brent hanno guadagnato 40 centesimi, pari allo 0,4%, raggiungendo 101,61 dollari al barile alle 08:14 GMT. Il West Texas Intermediate statunitense è salito di 49 centesimi, o dello 0,51%, a 96,54 dollari al barile.

    Il Brent è aumentato di quasi il 30% rispetto ai minimi di inizio agosto. Non è stato raggiunto un accordo permanente tra Stati Uniti e Iran per interrompere gli attacchi e i combattimenti sono ripresi più avanti nel mese di agosto.

    “Il recente aumento dei prezzi mette in evidenza l’approccio del mercato: questo conflitto durerà più a lungo di quanto previsto anche solo un mese fa, per non parlare dell’inizio dell’estate. Se l’offerta e le esportazioni di petrolio diminuiscono, il bilancio petrolifero rimane teso e i prezzi restano elevati”, ha dichiarato John Evans, analista di PVM.

    Gli attacchi alle navi mantengono l’attenzione sui flussi attraverso Hormuz

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero colpire Pickaxe Mountain in Iran e ha invitato Teheran alla cautela. Ha inoltre affermato che il conflitto probabilmente continuerà oltre le elezioni statunitensi di metà mandato di novembre.

    L’Iran ha dichiarato di aver attaccato 10 navi vicino allo Stretto di Hormuz mercoledì, dopo che gli Stati Uniti avevano affondato cinque petroliere iraniane.

    Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano ha dichiarato che intensificherà la propria risposta in caso di ulteriori attacchi.

    I flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz rimangono sostanzialmente inferiori ai livelli registrati prima del conflitto. Prima della guerra, secondo le informazioni fornite, attraverso questa rotta transitava circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas.

    Separatamente, i militanti Houthi allineati con l’Iran hanno intensificato gli attacchi contro l’Arabia Saudita, aumentando l’incertezza sulla navigazione nel Mar Rosso.

    Il mercato petrolifero monitora gli acquisti della Cina

    Il dated Brent, benchmark del mercato fisico utilizzato per determinare il prezzo di circa due terzi dell’offerta globale, viene scambiato sopra i 100 dollari dal 3 settembre, secondo dati LSEG citati nelle informazioni fornite.

    La Cina, il maggiore importatore mondiale di greggio, ha aumentato gli acquisti nelle ultime settimane dopo diversi mesi di domanda più contenuta, hanno affermato gli analisti di ING.

    Secondo ING, un’ulteriore crescita degli acquisti cinesi potrebbe aumentare l’impatto delle interruzioni delle forniture sul mercato, mentre una riduzione delle importazioni potrebbe limitare le pressioni al rialzo sui prezzi.

    “Per mesi, lo scenario ribassista si è basato sulla debole domanda cinese come affidabile fattore di contenimento. Quel fattore non è mai stato strutturale. Si trattava di un prelievo dalle scorte, di una riserva che veniva utilizzata, e le riserve si esauriscono”, ha dichiarato David Jorbenaze, responsabile globale del mercato petrolifero presso il fornitore di informazioni sulle materie prime ICIS.

    L’andamento futuro dei prezzi del petrolio rimane dipendente da fattori tra cui le interruzioni delle forniture e le variazioni della domanda, mentre le valutazioni degli analisti citate rappresentano le rispettive opinioni e non risultati certi.

  • I futures USA salgono, focus su conflitto con l’Iran e risultati di Oracle e Adobe: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures USA salgono, focus su conflitto con l’Iran e risultati di Oracle e Adobe: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures azionari statunitensi si sono mossi al rialzo giovedì, mentre gli investitori monitoravano gli sviluppi del conflitto tra Stati Uniti e Iran, i prezzi del petrolio e i prossimi dati economici, in attesa dei risultati di Oracle (NYSE:ORCL) e Adobe (NASDAQ:ADBE).

    Alle 03:02 ET (07:02 GMT), i futures sul Dow guadagnavano 213 punti, pari allo 0,4%, quelli sull’S&P 500 salivano di 18 punti, o dello 0,2%, mentre i futures sul Nasdaq 100 avanzavano di 15 punti, pari allo 0,1%.

    I principali indici di Wall Street hanno chiuso in calo nella seduta precedente, sullo sfondo di nuovi scambi militari tra Stati Uniti e Iran e dell’incertezza sul traffico attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Il Brent ha superato i 100 dollari al barile per la prima volta da luglio. Gli investitori attendono inoltre questa settimana i dati statunitensi sui prezzi alla produzione e al consumo.

    I rendimenti dei Treasury statunitensi sono aumentati, con il rendimento del titolo decennale di riferimento al 4,84%, il livello più alto dal 2023. Il movimento ha seguito l’aumento dei prezzi del petrolio e l’annuncio che il Tesoro statunitense avrebbe riacquistato meno titoli di Stato nella sua ultima operazione rispetto alle aspettative di alcuni analisti.

    L’S&P 500 ha chiuso mercoledì in calo per la terza seduta consecutiva.

    “Quindi, anche se siamo solo da poco più di una settimana a settembre, il mese sta già confermando la sua reputazione di essere uno dei più difficili dell’anno per i mercati”, hanno affermato gli analisti di Deutsche Bank in una nota.

    Le azioni Apple (NASDAQ:AAPL) hanno chiuso in calo dopo che la società ha presentato una versione pieghevole dell’iPhone da 1.999 dollari.

    Trump afferma che il conflitto con l’Iran finirà dopo le elezioni di metà mandato

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato mercoledì ai sostenitori durante un comizio che il conflitto con l’Iran terminerà dopo le elezioni di metà mandato statunitensi di novembre.

    Stati Uniti e Iran si sono scambiati attacchi aerei negli ultimi giorni. Le informazioni fornite citano inoltre sondaggi secondo cui il conflitto ha inciso sul gradimento di Trump e potrebbe influenzare i risultati dei Repubblicani alle elezioni di metà mandato, mentre i prezzi della benzina sono aumentati dall’inizio dei combattimenti a fine febbraio.

    Trump ha accusato l’Iran di tentare di influenzare le elezioni.

    Il presidente aveva già indicato in precedenza scadenze per la conclusione del conflitto, mentre una tregua provvisoria concordata a giugno non è durata.

    Il Wall Street Journal ha riferito che i principali consiglieri di Trump lo hanno avvertito che il conflitto potrebbe continuare per il resto della sua presidenza, il cui termine è previsto per gennaio 2029.

    Risultati Oracle attesi dopo la chiusura

    Oracle pubblicherà i risultati dopo la chiusura del mercato statunitense giovedì.

    La società ha delineato piani per aumentare gli investimenti e il ricorso al debito mentre espande la propria infrastruttura di intelligenza artificiale.

    Oracle ha concluso accordi con società tra cui Meta Platforms e OpenAI nell’ambito dello sviluppo delle proprie attività cloud e AI.

    A giugno, Oracle ha dichiarato di prevedere una raccolta di circa 40 miliardi di dollari attraverso una combinazione di debito e capitale proprio il prossimo anno, rispetto a una precedente emissione azionaria at-the-market da 20 miliardi di dollari.

    Gli investimenti in conto capitale per l’esercizio 2027 sono stati previsti a 95 miliardi di dollari, rispetto alla stima di consenso degli analisti di 67,66 miliardi, secondo dati LSEG citati da Reuters.

    Anche Adobe pubblicherà i risultati giovedì

    Adobe (NASDAQ:ADBE) pubblicherà i risultati dopo la chiusura dei mercati statunitensi giovedì.

    Saranno i primi risultati dopo l’annuncio a giugno dell’uscita del direttore finanziario Dan Durn. Anche l’amministratore delegato Shantanu Narayen ha lasciato l’incarico all’inizio dell’anno.

    Adobe aveva precedentemente alzato le proprie previsioni annuali su ricavi e utili. I ricavi ricorrenti annuali legati all’intelligenza artificiale hanno superato i 500 milioni di dollari alla fine del secondo trimestre.

    La società sta sviluppando prodotti di intelligenza artificiale mentre compete con fornitori di software di design tra cui Figma e Canva.

    Focus sulla decisione della BCE

    È ampiamente previsto che la Banca Centrale Europea aumenti i tassi di interesse dopo la sua ultima riunione di politica monetaria.

    I prezzi dell’energia sono aumentati durante il conflitto in Medio Oriente, mentre i prezzi del gas naturale europeo hanno raggiunto i livelli più alti dal 2023.

    Secondo le informazioni fornite, i mercati avevano interamente scontato un aumento di 25 punti base da parte della BCE.

    Gli analisti di ING hanno definito la mossa attesa un “rialzo assicurativo”, concepito per “rafforzare la propria credibilità e anticipare eventuali possibili effetti indiretti o persino di secondo impatto derivanti dall’attuale shock dei prezzi dell’energia”.

  • Le Borse europee salgono leggermente in attesa della decisione BCE: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee salgono leggermente in attesa della decisione BCE: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee si sono mosse leggermente al rialzo nelle prime contrattazioni di giovedì, mentre gli investitori attendevano la decisione sui tassi di interesse della Banca Centrale Europea prevista più tardi nella giornata.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 guadagnava lo 0,1%, dopo il calo dell’1,4% registrato mercoledì, che aveva portato l’indice al livello di chiusura più basso dalla fine di luglio.

    I mercati di Francoforte, Parigi e Londra sono rimasti poco mossi mentre gli investitori monitoravano le aspettative sulla politica monetaria insieme all’aumento dei prezzi dell’energia. Il Brent è rimasto sopra i 100 dollari al barile.

    I mercati scontano un rialzo BCE di 25 punti base

    I mercati monetari avevano quasi interamente scontato un aumento dei tassi di interesse di 25 punti base da parte della BCE, che porterebbe il tasso sui depositi al 2,50%.

    Le aspettative sono cambiate rispetto ad alcune settimane prima, quando i mercati prevedevano in larga misura che la banca centrale avrebbe lasciato i tassi invariati.

    Il cambiamento ha coinciso con l’aumento dei prezzi del petrolio in seguito agli sviluppi militari in Medio Oriente, compresi attacchi che hanno coinvolto petroliere e infrastrutture regionali nel Golfo Persico.

    L’aumento dei prezzi dell’energia può incrementare i costi per produttori, operatori dei trasporti e consumatori europei, contribuendo alle pressioni inflazionistiche.

    I dati preliminari di Eurostat hanno mostrato un aumento dell’inflazione annua dell’Eurozona al 3,3%, con i prezzi dell’energia in crescita del 14,3%.

    Gli investitori attendono le proiezioni economiche della BCE

    L’inflazione dell’Eurozona rimane al di sopra dell’obiettivo del 2% della BCE, mentre gli investitori attendono le dichiarazioni della presidente Christine Lagarde dopo l’annuncio di politica monetaria di giovedì.

    Con un aumento di 25 punti base già ampiamente incorporato nei prezzi di mercato, l’attenzione è rivolta anche alle nuove proiezioni macroeconomiche dello staff della BCE, comprese le previsioni sull’inflazione per il 2027.

    Le proiezioni e la conferenza stampa di Lagarde potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulla valutazione dei responsabili della politica monetaria riguardo alle prospettive dei tassi di interesse. Al momento a cui si riferiscono le informazioni fornite, la BCE non aveva ancora annunciato la propria decisione.

    Venerdì attesi i dati sull’inflazione USA

    Gli investitori attendono inoltre la pubblicazione di venerdì dell’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti.

    Secondo le informazioni fornite, i dati sull’inflazione rappresenteranno l’ultimo importante indicatore economico statunitense prima della riunione di politica monetaria della Federal Reserve del 15-16 settembre.

    I dati potrebbero influenzare le aspettative del mercato sulla politica monetaria statunitense, anche se l’esito della riunione della Federal Reserve rimane soggetto alla decisione dei responsabili della banca centrale.

  • Il gas naturale europeo resta vicino ai massimi pluriennali per i rischi sull’offerta

    Il gas naturale europeo resta vicino ai massimi pluriennali per i rischi sull’offerta

    I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa e nel Regno Unito sono rimasti vicini ai massimi pluriennali giovedì, dopo i rialzi della seduta precedente, mentre gli investitori monitoravano il potenziale impatto del conflitto nel Golfo Persico sulle forniture energetiche globali.

    Il contratto benchmark olandese sul gas con scadenza a un mese è salito dello 0,5% a 79,64 euro per megawattora, rimanendo vicino al livello più alto dal 2023 raggiunto mercoledì.

    In Gran Bretagna, l’equivalente contratto all’ingrosso NBP ha guadagnato lo 0,6% a 198,00 pence per therm, vicino al livello più alto dalla fine del 2022.

    Restano sotto osservazione i rischi legati allo Stretto di Hormuz

    Gli ultimi movimenti hanno fatto seguito a ulteriori sviluppi militari in Medio Oriente. Secondo le informazioni fornite, gli Houthi sostenuti dall’Iran nello Yemen hanno lanciato attacchi coordinati contro diverse città dell’Arabia Saudita.

    L’escalation ha seguito gli attacchi statunitensi contro petroliere iraniane e il successivo attacco missilistico dell’Iran contro una base militare statunitense in Giordania.

    Il conflitto ha aumentato l’incertezza sul traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. Circa il 20% del traffico globale di gas naturale liquefatto transita attraverso questa rotta, con il Qatar che rappresenta una quota significativa di queste spedizioni.

    Il petrolio greggio veniva scambiato sopra i 100 dollari al barile, mentre la possibilità di restrizioni alla navigazione nel Golfo Persico ha aumentato l’attenzione sulla concorrenza tra acquirenti europei e asiatici per i carichi di GNL disponibili nel bacino atlantico.

    Stoccaggi europei di gas pieni per circa il 62%

    L’incertezza sulle forniture arriva mentre l’Europa si avvicina alla fine della stagione estiva di riempimento degli stoccaggi di gas.

    Secondo i dati di Gas Infrastructure Europe citati nelle informazioni fornite, gli impianti di stoccaggio sotterraneo europei erano pieni per circa il 62%.

    Il livello risultava inferiore di circa 17 punti percentuali rispetto alla media stagionale degli ultimi cinque anni.

    I livelli degli stoccaggi e la disponibilità delle importazioni di GNL sono tra i fattori che influenzano l’offerta europea di gas in vista del periodo invernale.

    Attesa per la decisione sui tassi della BCE

    L’aumento dei costi energetici fa inoltre parte del contesto economico in cui la Banca Centrale Europea annuncerà la propria decisione di politica monetaria più tardi giovedì.

    I mercati monetari avevano quasi interamente scontato un aumento dei tassi di interesse di 25 punti base, che porterebbe il tasso sui depositi della BCE al 2,50%.

    Gli investitori seguiranno anche le dichiarazioni della presidente della BCE Christine Lagarde e del Consiglio direttivo per indicazioni sulle prospettive della politica monetaria.

  • I rendimenti dell’Eurozona restano vicini ai massimi pluriennali in attesa della BCE

    I rendimenti dell’Eurozona restano vicini ai massimi pluriennali in attesa della BCE

    I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono rimasti vicini ai massimi pluriennali giovedì, mentre gli investitori attendevano la decisione sui tassi di interesse della Banca Centrale Europea dopo l’aumento dell’inflazione e dei prezzi dell’energia.

    È ampiamente previsto che la BCE aumenti i tassi di interesse di 25 punti base durante la riunione del Consiglio direttivo a Francoforte, portando il tasso sui depositi al 2,50%.

    Il rendimento del titolo di Stato tedesco a due anni, sensibile alle variazioni delle aspettative sulla politica monetaria, si attestava intorno al 3,037%, vicino al livello più alto degli ultimi due anni.

    Il rendimento del Bund tedesco decennale di riferimento si attestava al 3,432%, rimanendo vicino al massimo degli ultimi 15 anni raggiunto all’inizio della settimana.

    Gli investitori attendevano inoltre le nuove proiezioni economiche della BCE e le dichiarazioni della presidente Christine Lagarde sulle prospettive della politica monetaria.

    L’inflazione dell’Eurozona sale al 3,3%

    Le aspettative di un aumento dei tassi da parte della BCE sono cambiate rispetto alla metà dell’estate, quando i mercati prevedevano in larga misura che i tassi di interesse sarebbero rimasti invariati.

    Il Brent veniva scambiato sopra i 100 dollari al barile sullo sfondo del conflitto militare in corso nel Golfo Persico, aumentando i costi energetici per le economie europee dipendenti dalle importazioni di energia.

    L’inflazione dell’Eurozona è salita al 3,3% ad agosto, con la componente energetica in aumento del 14,3%.

    Secondo le informazioni fornite, gli operatori di mercato si aspettano che le nuove proiezioni dello staff della BCE includano stime più elevate per l’inflazione armonizzata dei prezzi al consumo nel medio termine.

    Un aumento dei tassi di 25 punti base risultava interamente scontato dai mercati finanziari, spostando l’attenzione sulla conferenza stampa di Lagarde per eventuali indicazioni sulle successive decisioni di politica monetaria.

    Gli investitori valuteranno se al previsto aumento di settembre seguiranno ulteriori interventi restrittivi durante l’autunno. La BCE non ha ancora adottato la decisione di settembre descritta nelle informazioni fornite.

    Attesa per l’inflazione USA prima della riunione della Federal Reserve

    Al di fuori dell’Eurozona, gli investitori attendono anche la pubblicazione di venerdì dell’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti.

    I dati sull’inflazione seguiranno quelli sull’occupazione non agricola statunitense, che la settimana precedente hanno superato le aspettative.

    La Federal Reserve terrà la prossima riunione del Federal Open Market Committee il 15-16 settembre.

    I dati sull’inflazione statunitense potrebbero influenzare le aspettative del mercato sulla politica dei tassi di interesse della Federal Reserve, anche se l’esito della riunione rimane soggetto alla decisione della banca centrale.

  • Borsa di Milano in rialzo in attesa della decisione BCE, salgono le banche

    Borsa di Milano in rialzo in attesa della decisione BCE, salgono le banche

    La Borsa di Milano si è mossa al rialzo giovedì, mentre gli investitori attendevano la decisione sui tassi di interesse della Banca Centrale Europea e le dichiarazioni della presidente della BCE Christine Lagarde.

    È ampiamente previsto che la BCE aumenti i tassi di interesse di 25 punti base, mentre gli investitori attendono anche indicazioni sulla futura direzione della politica monetaria della banca centrale, in un contesto di aumento delle pressioni inflazionistiche e crescita economica ancora contenuta.

    Il Brent è stato scambiato intorno ai 100 dollari al barile, sullo sfondo del conflitto in corso in Medio Oriente.

    Negli Stati Uniti, gli investitori attendevano i dati settimanali sulle nuove richieste di sussidi di disoccupazione e i prezzi alla produzione di agosto. È previsto un aumento dei prezzi alla produzione dello 0,4% su base mensile e del 5,3% su base annua.

    I dati forniranno ulteriori indicazioni in vista della riunione di politica monetaria della Federal Reserve del 15-16 settembre.

    Intorno alle 9:50, il FTSE MIB guadagnava lo 0,48%.

    UniCredit e Intesa Sanpaolo in rialzo

    I titoli bancari italiani si sono mossi al rialzo, con l’indice di settore in crescita dello 0,8%.

    Unicredit (BIT:UCG) guadagnava lo 0,7%, mentre Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) avanzava dell’1,1%.

    WeBuild (BIT:WBD) saliva dell’1,5% dopo aver perso circa l’8% nella seduta precedente in seguito ad articoli di stampa secondo cui avrebbe richiesto 22 miliardi di euro al governo italiano per costi aggiuntivi relativi a grandi progetti infrastrutturali.

    WeBuild ha smentito le notizie, confermato la guidance per il 2026 e presentato un esposto alla Consob in relazione a quelle che ha definito informazioni false e fuorvianti.

    Technoprobe sale in vista dell’ingresso nel FTSE MIB

    Technoprobe (BIT:TPRO) guadagnava il 3% in vista del previsto ingresso nel FTSE MIB a partire dal 21 settembre.

    Il movimento ha fatto seguito anche ai dati sui ricavi della taiwanese TSMC, che ha riportato un aumento del 53% su base annua dei ricavi di agosto in un contesto di maggiore domanda globale di semiconduttori.

    “Questi dati rappresentano un’indicazione positiva per Technoprobe”, ha scritto Equita nella sua nota giornaliera.

    I titoli energetici sono rimasti poco mossi dopo i recenti rialzi legati all’aumento dei prezzi del Brent. ENI (BIT:ENI) guadagnava lo 0,10%, Saipem (BIT:SPM) lo 0,3% e Tenaris (BIT:TEN) lo 0,10%.

    I titoli del lusso si sono mossi al ribasso, con Moncler (BIT:MONC) e Ferragamo (BIT:SFER) entrambi in calo di oltre l’1%.

    Italian Sea Group scende dopo la dichiarazione dei revisori

    Italian Sea Group (BIT:TISG), quotata al di fuori dell’indice principale, perdeva il 4,6% dopo essere scesa di oltre il 14% nelle prime fasi della seduta.

    Il calo ha seguito l’annuncio dei revisori indipendenti della società, che hanno dichiarato di non essere in grado di esprimere un giudizio sul bilancio.

    La fonte ha inoltre riferito che diverse società del settore hanno manifestato interesse per l’acquisizione di asset appartenenti a Italian Sea Group, produttore di yacht di lusso.

  • I future di Wall Street scendono mentre il Brent supera i 100 dollari: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future di Wall Street scendono mentre il Brent supera i 100 dollari: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future sui principali indici azionari statunitensi indicavano un’apertura in ribasso mercoledì, mentre i prezzi del petrolio hanno prolungato i recenti rialzi, con il Brent sopra i 100 dollari al barile per la prima volta da luglio.

    Anche i future sul greggio statunitense sono saliti di circa il 3% dopo che le forze americane hanno distrutto cinque petroliere iraniane in seguito ad attacchi con missili balistici del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane contro una nave da guerra della Marina statunitense.

    Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha affermato che l’Iran aveva utilizzato le petroliere nell’ambito di una rete multimiliardaria destinata a finanziare l’IRGC e gruppi regionali ad esso allineati.

    Successivamente, l’Iran ha lanciato missili contro posizioni militari statunitensi in Giordania.

    L’aumento del petrolio riporta l’inflazione al centro dell’attenzione

    L’incremento dei prezzi del greggio arriva in vista della riunione di politica monetaria della Federal Reserve della prossima settimana, mentre gli investitori valutano le possibili implicazioni dell’aumento dei costi energetici sull’inflazione.

    “Il Brent sopra i 100 dollari al barile ha avuto un effetto psicologico sul mercato, portando un ipotetico indicatore delle preoccupazioni per l’inflazione a un livello ‘serio’ e trascinando al ribasso gli asset finanziari”, ha dichiarato Dan Coatsworth, responsabile dei mercati di AJ Bell.

    “Il prezzo del petrolio è ora aumentato del 28% dall’inizio di agosto”, ha aggiunto. “Un rialzo di questo tipo potrebbe far sentire male imprese e consumatori al pensiero di forti aumenti dei costi e di costi di finanziamento potenzialmente più elevati se le banche centrali decidessero di contrastare l’inflazione con aumenti dei tassi di interesse.”

    Gli investitori attendono inoltre i dati statunitensi sull’inflazione al consumo e alla produzione previsti nel corso della settimana, che potrebbero influenzare le aspettative sulla politica monetaria.

    Il Dow perde oltre 600 punti

    Le azioni statunitensi hanno chiuso in ribasso martedì, alla ripresa degli scambi dopo il fine settimana del Labor Day.

    Il Dow Jones Industrial Average è sceso di 628,18 punti, pari all’1,2%, a 52.786,07. L’S&P 500 ha perso 45,08 punti, o lo 0,6%, a 7.673,52, mentre il Nasdaq Composite è arretrato di 85,58 punti, o dello 0,3%, a 26.421,41.

    Anche i prezzi del petrolio erano aumentati durante la seduta di martedì dopo ulteriori operazioni militari che hanno coinvolto Stati Uniti e Iran.

    I future sul greggio statunitense sono saliti di quasi il 2% dopo che gli Stati Uniti hanno colpito tre petroliere iraniane durante il fine settimana, in seguito al lancio di missili balistici iraniani verso due navi da guerra della Marina statunitense.

    L’Iran ha dichiarato che reagirà a ulteriori attacchi statunitensi contro i suoi asset, mentre le forze della coalizione guidata dall’Arabia Saudita hanno affermato che risponderanno agli attacchi delle forze Houthi.

    Teheran ha inoltre dichiarato imminente un accordo con l’Oman relativo alla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Amgen perde oltre il 10%

    Le azioni Amgen (NASDAQ:AMGN) sono scese di oltre il 10% martedì dopo che Novartis (NYSE:NVS) ha pubblicato i risultati di uno studio clinico in fase avanzata su un trattamento concorrente per il colesterolo.

    Più in generale, i titoli farmaceutici hanno registrato ribassi, con il NYSE Arca Pharmaceutical Index in calo del 3,2%.

    L’aumento dei rendimenti dei Treasury ha coinciso anche con ribassi dei titoli immobiliari sensibili ai tassi di interesse, con il Philadelphia Housing Sector Index in flessione del 2,8%.

    Anche i titoli sanitari, delle compagnie aeree e biotecnologici hanno perso terreno, mentre i settori networking, petrolifero e dei semiconduttori hanno registrato rialzi.

  • Le Borse europee scendono dopo nuovi attacchi in Medio Oriente, attesa per la BCE: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee scendono dopo nuovi attacchi in Medio Oriente, attesa per la BCE: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno registrato ribassi mercoledì dopo nuovi scambi militari che hanno coinvolto Stati Uniti e Iran, mentre gli investitori si preparano anche alla decisione di politica monetaria della Banca Centrale Europea prevista per giovedì.

    Le forze statunitensi hanno distrutto cinque petroliere iraniane, mentre successivamente l’Iran ha lanciato attacchi missilistici contro obiettivi in Giordania, aggiungendo un nuovo episodio al conflitto in corso in Medio Oriente.

    I mercati stavano inoltre scontando un aumento dei tassi di interesse di 25 punti base da parte della BCE nella riunione di giovedì.

    Il CAC 40 francese è sceso dell’1,9%, il DAX tedesco ha perso l’1,7% e il FTSE 100 britannico ha ceduto l’1,1%.

    I titoli energetici salgono con il Brent sopra i 100 dollari

    Le società energetiche sono state tra i titoli in rialzo mentre il Brent ha superato i 100 dollari al barile.

    BP Plc (LSE:BP.), Shell (LSE:SHEL) e TotalEnergies (EU:TTE) hanno guadagnato terreno con l’aumento dei prezzi del petrolio, in un contesto di timori per possibili ulteriori interruzioni delle forniture globali dalla regione del Golfo.

    Altrove, il gruppo svizzero dei materiali da costruzione Holcim (TG:HLBN) è sceso dopo aver investito in Cloud Cycle, una start-up britannica che fornisce un sistema di dati in tempo reale per le operazioni legate al calcestruzzo preconfezionato.

    Anche la francese Vallourec (EU:VK), fornitrice di soluzioni tubolari, ha registrato un ribasso dopo aver firmato un accordo con Saudi Aramco per la fornitura di tubi Oil Country Tubular Goods.

    Victrex, Energean e Aberdeen in rialzo

    Victrex (LSE:VCT) è salita dopo aver aumentato le previsioni sull’utile ante imposte per l’intero esercizio e aver nominato un Chief Financial Officer ad interim.

    Anche Energean (LSE:ENOG) ha guadagnato terreno dopo aver riportato un aumento del 45% dell’utile del primo semestre.

    Aberdeen (LSE:ABDN) è salita dopo aver nominato Torbjorn Magnusson nuovo presidente.

  • Il Brent si avvicina a 100 dollari mentre gli attacchi in Medio Oriente aumentano i timori sulle forniture

    Il Brent si avvicina a 100 dollari mentre gli attacchi in Medio Oriente aumentano i timori sulle forniture

    Il Brent è stato scambiato vicino ai 100 dollari al barile mercoledì, raggiungendo livelli che non si vedevano da luglio, mentre i mercati valutavano nuove operazioni militari in Medio Oriente e il loro potenziale impatto sulle forniture petrolifere regionali.

    Alle 06:14 GMT, i futures sul Brent erano in rialzo dell’1,3% a 99,22 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense guadagnava l’1,2% a 94,13 dollari al barile.

    Il Brent è salito di circa il 25% dall’inizio di agosto, mentre sono ripresi i combattimenti nel conflitto in corso da sei mesi e sono diminuite le aspettative di una soluzione permanente.

    Gli attacchi in Medio Oriente restano al centro dell’attenzione

    Il conflitto si è intensificato martedì, quando le forze Houthi dello Yemen sostenute dall’Iran hanno condotto attacchi contro diverse città dell’Arabia Saudita.

    Le forze statunitensi hanno inoltre colpito diverse petroliere iraniane, mentre l’Iran ha preso di mira una base statunitense in Giordania e ha attaccato alcune navi.

    “Lo slancio rialzista sta aumentando sui mercati del greggio mentre il Brent si avvicina alla soglia psicologicamente importante dei 100 dollari al barile”, ha dichiarato Priyanka Sachdeva, responsabile delle analisi di mercato presso Phillip Nova.

    I mercati petroliferi stanno valutando le potenziali conseguenze degli ultimi attacchi sulle forniture del Medio Oriente, dopo precedenti operazioni che hanno interessato infrastrutture energetiche regionali e importanti rotte marittime.

    L’Arabia Saudita ha dirottato parte delle proprie esportazioni petrolifere lontano dallo Stretto di Hormuz. Secondo gli analisti, attacchi prolungati contro il Paese potrebbero rendere più difficili gli sforzi per mantenere i flussi di greggio verso i mercati internazionali.

    “Gli attacchi dell’Iran contro le infrastrutture energetiche saudite e la successiva distruzione di cinque petroliere iraniane hanno sollevato timori per un’altra prolungata interruzione delle forniture di petrolio”, hanno affermato gli analisti di OCBC in una nota.

    L’aumento del petrolio aggiunge un fattore alle prospettive d’inflazione

    Gli analisti stanno inoltre monitorando l’impatto dell’aumento dei prezzi del greggio sull’inflazione, in particolare nelle economie asiatiche fortemente dipendenti dalle importazioni di energia.

    “Il Brent a 100 dollari non dovrebbe essere considerato semplicemente una soglia psicologica. È un livello di allerta per l’economia nel suo complesso”, ha dichiarato Sachdeva.

    L’avvicinamento del Brent ai 100 dollari avviene mentre i mercati continuano a valutare la durata del conflitto in Medio Oriente e le potenziali conseguenze per le infrastrutture energetiche, le rotte marittime e le esportazioni regionali di greggio.