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  • Salvatore Ferragamo perde il 5,5% in Borsa dopo il calo dei ricavi nel terzo trimestre

    Salvatore Ferragamo perde il 5,5% in Borsa dopo il calo dei ricavi nel terzo trimestre

    Le azioni di Salvatore Ferragamo (BIT:SFER) hanno registrato una flessione del 5,5% dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre, che hanno evidenziato una diminuzione dei ricavi a causa della contrazione delle vendite nel canale wholesale, a fronte di un andamento sostanzialmente stabile delle vendite dirette ai consumatori.

    Nel terzo trimestre, i ricavi della maison italiana del lusso si sono attestati a 207 milioni di euro, in calo del 3,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a cambi costanti.

    Il canale wholesale ha registrato una diminuzione delle vendite del 19,1% su base annua, che la società ha attribuito alla propria strategia di distribuzione selettiva e al posizionamento del marchio. La contrazione del segmento ha rappresentato il principale fattore alla base della riduzione del fatturato trimestrale.

    Le vendite dirette ai consumatori sono rimaste invariate rispetto al terzo trimestre del 2025. La società ha segnalato una crescita in Nord America e in Europa, compensata dalla debolezza della domanda nei mercati asiatici.

    Nei primi nove mesi del 2026, Salvatore Ferragamo ha registrato ricavi pari a 675 milioni di euro, sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Secondo la società, l’andamento dei nove mesi riflette dinamiche differenti tra i canali distributivi, con i progressi delle vendite dirette ai consumatori che hanno compensato la flessione del wholesale.

    Nel corso di una conference call con gli analisti, Ernesto Greco, membro del Consiglio Esecutivo, ha commentato le condizioni generali del settore del lusso.

    Greco ha spiegato che il rallentamento osservato nel terzo trimestre è stato determinato sia da fattori temporanei, i cui effetti potrebbero attenuarsi nei prossimi mesi, sia da elementi destinati a incidere sul mercato per un periodo più prolungato.

    Per quanto riguarda l’andamento recente delle vendite, Greco ha indicato che ottobre ha mostrato finora risultati leggermente inferiori rispetto allo stesso periodo del 2025, ma un miglioramento rispetto al corrispondente periodo di settembre.

    Il dirigente ha inoltre evidenziato l’incertezza sulla possibilità di raggiungere le stime di consenso sui ricavi, sottolineando che il risultato dipenderà in misura significativa dall’andamento delle vendite durante il periodo natalizio.

    Il canale direct-to-consumer continua a rappresentare una priorità strategica per Salvatore Ferragamo, nell’ambito della gestione della rete distributiva e del posizionamento del marchio.

    Tuttavia, la stabilità delle vendite dirette nel terzo trimestre, insieme alla contrazione del wholesale, evidenzia condizioni di mercato differenti tra le aree geografiche e i canali commerciali.

    L’attenzione degli investitori si concentrerà sull’andamento delle vendite nell’ultimo trimestre dell’anno, in particolare durante il periodo natalizio, per valutare se un eventuale miglioramento della domanda nel canale diretto potrà compensare le pressioni sul segmento wholesale.

  • Futures di Wall Street in rialzo, i risultati societari sostengono i titoli tecnologici: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    Futures di Wall Street in rialzo, i risultati societari sostengono i titoli tecnologici: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures sui principali indici azionari statunitensi indicavano un’apertura positiva mercoledì, segnalando la possibilità di ulteriori rialzi a Wall Street dopo le recenti sedute, mentre gli investitori valutavano i risultati trimestrali delle società e attendevano nuove comunicazioni dai principali gruppi tecnologici.

    Il settore tecnologico potrebbe contribuire all’avanzamento iniziale dei listini, sebbene le reazioni del mercato alle ultime trimestrali abbiano determinato movimenti contrastanti tra i singoli titoli.

    Le azioni di SpaceX (NASDAQ:SPCX) hanno guadagnato l’8,8% nelle contrattazioni pre-market dopo che la società aerospaziale guidata da Elon Musk ha comunicato risultati del terzo trimestre superiori alle aspettative, accompagnati da un considerevole aumento dei ricavi.

    Musk ha inoltre confermato che SpaceX e Tesla (NASDAQ:TSLA) hanno costituito comitati speciali indipendenti per valutare una possibile fusione. Non è stata annunciata alcuna decisione definitiva in merito all’operazione.

    Super Micro Computer (NASDAQ:SMCI) è salita del 12,2% prima dell’apertura ufficiale delle contrattazioni, dopo che il produttore di server per data center ha aumentato le previsioni sui ricavi per il primo trimestre del proprio esercizio fiscale.

    In controtendenza, Netflix (NASDAQ:NFLX) ha perso il 6,8% nel pre-market. La piattaforma di streaming ha pubblicato utili trimestrali superiori alle stime degli analisti, ma ha fornito indicazioni sui ricavi inferiori alle aspettative del mercato.

    Anche AT&T (NYSE:T) ha registrato un calo, cedendo il 5% nonostante il gruppo delle telecomunicazioni abbia comunicato ricavi e utili del terzo trimestre superiori alle previsioni.

    Gli operatori attendevano inoltre i risultati trimestrali di Tesla, Meta Platforms (NASDAQ:META) e IBM (NYSE:IBM), previsti dopo la chiusura della seduta di mercoledì.

    Le indicazioni positive dei futures seguivano una seduta contrastata a Wall Street martedì, quando gli indici avevano recuperato le perdite iniziali prima di ridurre parte dei guadagni nelle ultime ore di contrattazione.

    Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato 529,85 punti, pari all’1%, chiudendo a 52.495,88 punti, il livello di chiusura più elevato da oltre un mese. L’S&P 500 è avanzato di 21,84 punti, o dello 0,3%, a 7.712,57 punti, mentre il Nasdaq Composite ha perso 6,07 punti, meno dello 0,1%, terminando a 26.424,82 punti.

    Il conglomerato industriale 3M (NYSE:MMM) ha contribuito al rialzo del Dow, con un aumento del 6% delle azioni dopo la pubblicazione di utili trimestrali superiori alle attese e il miglioramento delle previsioni di profitto per l’intero anno.

    Anche altri componenti dell’indice, tra cui Amgen (NASDAQ:AMGN), Merck (NYSE:MRK) e UnitedHealth (NYSE:UNH), hanno registrato rialzi.

    L’andamento dei prezzi dell’energia ha influenzato gli scambi durante la seduta di martedì. I futures sul petrolio statunitense hanno subito un calo significativo dopo i precedenti aumenti, in seguito a indiscrezioni su possibili sviluppi diplomatici tra Stati Uniti e Iran.

    Secondo quanto riportato da Al-Araby Al-Jadeed, negoziatori di Qatar e Pakistan avrebbero presentato una proposta di compromesso per porre fine al conflitto. La testata ha citato una fonte secondo cui un possibile accordo per arrestare l’escalation potrebbe essere annunciato nel corso della settimana.

    Né gli Stati Uniti né l’Iran avevano confermato la notizia.

    La flessione del greggio ha coinciso con un aumento degli acquisti sui mercati azionari, mentre gli investitori continuavano a seguire gli sviluppi geopolitici e il calendario delle trimestrali.

    A livello settoriale, i titoli farmaceutici hanno registrato un rialzo che ha portato l’indice NYSE Arca Pharmaceutical a guadagnare il 2,8%, raggiungendo il livello di chiusura più elevato degli ultimi due mesi.

    Anche il comparto immobiliare residenziale ha mostrato un andamento positivo, con il Philadelphia Housing Sector Index in aumento del 2,6%.

    I titoli biotecnologici, sanitari e delle compagnie aeree hanno registrato guadagni, insieme alla maggior parte degli altri principali settori.

    L’attenzione degli investitori nella seduta di mercoledì rimane concentrata sui risultati societari, in particolare quelli di Tesla, Meta Platforms e IBM, mentre l’evoluzione dei prezzi energetici e delle relazioni tra Stati Uniti e Iran potrebbe continuare a influenzare i mercati.

  • Borse europee in rialzo tra accelerazione dell’inflazione britannica e risultati societari: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in rialzo tra accelerazione dell’inflazione britannica e risultati societari: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno registrato un andamento prevalentemente positivo mercoledì, mentre gli investitori valutavano i dati sull’inflazione nel Regno Unito, le trimestrali societarie e gli sviluppi dei mercati energetici.

    I rialzi sono stati contenuti dall’aumento dei prezzi del petrolio, dopo che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che gli Stati Uniti devono porre fine alle minacce e alle pressioni, ridurre le pressioni nella regione e revocare le sanzioni economiche prima che possano iniziare eventuali negoziati.

    Sul fronte macroeconomico, i dati dell’Office for National Statistics (ONS) hanno mostrato che l’inflazione annua dei prezzi al consumo nel Regno Unito è salita al 3,5% a settembre, rispetto al 3,1% di agosto. Il dato ha superato le previsioni degli economisti, pari al 3,4%, raggiungendo il livello più elevato dall’ottobre dell’anno precedente.

    L’inflazione di fondo, che esclude energia, alimentari, alcolici e tabacco, è aumentata al 2,8% dal 2,6% di agosto. Dati governativi separati hanno inoltre evidenziato un ampliamento del disavanzo di bilancio britannico a settembre superiore alle attese degli economisti.

    Tra i principali indici europei, il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,9%, mentre il CAC 40 francese è avanzato dello 0,7%. Il FTSE 100 britannico ha registrato un incremento più contenuto, pari allo 0,1%.

    Le comunicazioni societarie hanno contribuito ai movimenti dei singoli titoli sui mercati della regione.

    Il produttore tedesco di abbigliamento e articoli sportivi Adidas (TG:ADS) ha registrato un rialzo dopo aver aumentato le previsioni di utile per l’intero esercizio.

    Anche le azioni della società immobiliare Aroundtown (TG:AT1) sono salite dopo l’annuncio che la controllata Grand City Properties SA ha acquisito una partecipazione del 20,04% nella società immobiliare residenziale tedesca LEG Immobilien SE (TG:LEG). Le azioni di LEG Immobilien hanno guadagnato il 3,3%.

    Il gruppo specializzato nei servizi per il lavoro Randstad (EU:RAND) ha registrato un aumento dopo aver pubblicato risultati del terzo trimestre superiori alle aspettative del mercato e segnalato un miglioramento delle tendenze operative.

    La società di tecnologie mediche Getinge (TG:GTN) è avanzata dopo aver superato le previsioni degli analisti sull’utile del terzo trimestre.

    Il gruppo elettrico spagnolo Iberdrola (TG:IBE1) ha guadagnato terreno dopo aver alzato per la seconda volta quest’anno il proprio obiettivo di utile annuale.

    Eurofins Scientific (EU:ERF), attiva nei servizi di analisi e test di laboratorio, ha registrato un rialzo dopo aver confermato gli obiettivi finanziari per il 2027.

    In controtendenza, le azioni di Aberdeen (LSE:ABRD) sono scese a Londra, nonostante la società di gestione degli investimenti abbia comunicato un aumento del 4% delle masse gestite e amministrate alla fine di settembre rispetto alla fine del 2025.

    La società francese di servizi di pagamento Edenred (EU:EDEN) ha perso terreno dopo aver ridotto le previsioni per il 2026 relative all’utile prima di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni (EBITDA).

    Anche il gruppo industriale svedese SKF ha registrato un calo, nonostante il miglioramento dell’utile e dei margini nel terzo trimestre.

    La seduta ha riflesso l’effetto combinato dei dati economici britannici, delle comunicazioni trimestrali delle società e dell’incertezza sui prezzi dell’energia, mentre gli investitori continuavano a valutarne le implicazioni per le imprese e i mercati finanziari europei.

  • Petrolio in rialzo tra timori sulle forniture dal Medio Oriente e calo delle scorte USA

    Petrolio in rialzo tra timori sulle forniture dal Medio Oriente e calo delle scorte USA

    Le quotazioni del petrolio sono aumentate mercoledì, mentre le tensioni in Medio Oriente continuavano ad alimentare le preoccupazioni per possibili interruzioni delle forniture regionali. Nel frattempo, i dati del settore hanno evidenziato una riduzione delle scorte statunitensi di greggio superiore alle attese.

    Alle 05:28 ET (09:28 GMT), i futures sul Brent guadagnavano l’1,1% a 109,96 dollari al barile, mentre quelli sul West Texas Intermediate (WTI) statunitense salivano dell’1,2% a 99,01 dollari al barile.

    Il rialzo è arrivato in un contesto di rinnovata incertezza sul conflitto che coinvolge l’Iran e sul transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, una delle principali rotte per le esportazioni energetiche mondiali.

    Secondo quanto riportato mercoledì dal Financial Times, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu starebbe cercando di riprendere attacchi militari su larga scala contro l’Iran. Il quotidiano ha riferito che Netanyahu aveva ordinato alle forze armate israeliane di preparare una nuova offensiva all’inizio di ottobre, ma i piani non sono stati attuati dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva chiesto di sospendere gli attacchi prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste per novembre.

    Un’eventuale ripresa delle operazioni militari potrebbe influenzare il trasporto di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, dove il traffico marittimo è soggetto a restrizioni e rischi per la sicurezza dall’inizio del conflitto, a febbraio.

    Martedì, i prezzi del petrolio erano temporaneamente diminuiti dopo indiscrezioni non confermate secondo cui Qatar e Pakistan avrebbero proposto di riavviare i negoziati per porre fine al conflitto. Il Brent era sceso da circa 112 a 106 dollari al barile, prima di recuperare terreno.

    Il successivo rialzo è arrivato dopo la diffusione di dichiarazioni attribuite al presidente iraniano, secondo cui gli Stati Uniti potrebbero lanciare nuovi attacchi in caso di ripresa delle trattative.

    I media iraniani, citando il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, hanno inoltre riferito martedì che un’altra superpetroliera aveva preso fuoco nello Stretto di Hormuz. La notizia si è aggiunta alle segnalazioni di recenti attacchi contro il traffico marittimo nella zona.

    Anche il proseguimento degli scontri tra l’Arabia Saudita e il movimento Houthi dello Yemen, sostenuto dall’Iran, ha contribuito all’incertezza sul trasporto e sulle forniture petrolifere regionali.

    “I prezzi del petrolio sono rimasti relativamente contenuti considerando i rischi per le forniture. Tuttavia, con il protrarsi delle ostilità e l’impossibilità di attingere ancora in misura significativa alle riserve strategiche, esiste il rischio che le quotazioni del greggio perdano i propri riferimenti”, ha dichiarato David Morrison, analista senior di mercato presso Trade Nation.

    Nonostante la situazione relativa alla sicurezza, le esportazioni petrolifere dal Golfo hanno superato i livelli precedenti al conflitto, secondo i dati sui trasporti marittimi di Kpler citati dal Wall Street Journal. Il quotidiano ha attribuito parte della continuità dei flussi agli interventi statunitensi per proteggere le navi in transito attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Il rapporto ha tuttavia evidenziato interrogativi sulla sostenibilità di questi volumi di esportazione e sui costi associati alla protezione delle spedizioni petrolifere.

    Scorte statunitensi di greggio in calo di 4,93 milioni di barili

    Separatamente, i dati dell’American Petroleum Institute (API) hanno indicato che le scorte statunitensi di greggio sono diminuite di 4,93 milioni di barili nella settimana terminata il 16 ottobre.

    La riduzione è risultata nettamente superiore alle aspettative del mercato, che prevedevano un calo di 1,3 milioni di barili.

    Il dato segue due settimane consecutive di consistenti diminuzioni delle scorte, mentre la produzione petrolifera lungo la costa statunitense del Golfo del Messico è stata interessata dagli effetti dell’uragano Isaias.

    Le cifre forniscono ulteriori indicazioni di una riduzione delle disponibilità di greggio negli Stati Uniti, il maggiore consumatore mondiale di petrolio.

    I dati ufficiali sulle scorte sono attesi più tardi nella giornata di mercoledì. Gli analisti prevedono una diminuzione di circa 300.000 barili.

    Le stime dell’API e i dati governativi possono differire perché vengono elaborati attraverso fonti e metodologie di rilevazione distinte.

    Le recenti riduzioni delle scorte si sono verificate mentre la Riserva Strategica di Petrolio degli Stati Uniti rimane al livello più basso degli ultimi 44 anni, dopo diversi mesi di rilasci di emergenza destinati a fronteggiare le interruzioni delle forniture mondiali.

    Gli sviluppi geopolitici, le condizioni del trasporto marittimo in Medio Oriente e l’andamento delle scorte statunitensi continuano quindi a rappresentare fattori centrali per le prospettive a breve termine del mercato petrolifero.

  • Oro in calo verso 4.120 dollari tra conflitto con l’Iran e prospettive sui tassi della Federal Reserve

    Oro in calo verso 4.120 dollari tra conflitto con l’Iran e prospettive sui tassi della Federal Reserve

    Le quotazioni dell’oro sono diminuite mercoledì, mentre gli investitori valutavano le incertezze relative ai tentativi di porre fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran, insieme alle aspettative sui tassi di interesse statunitensi e ai possibili effetti inflazionistici dell’aumento dei costi energetici.

    Alle 02:36 ET (06:36 GMT), l’oro spot perdeva lo 0,2% a 4.117,31 dollari l’oncia, mentre i futures statunitensi sull’oro scendevano dello 0,2% a 4.134,92 dollari l’oncia.

    Anche gli altri metalli preziosi hanno registrato flessioni. L’argento ha ceduto l’1,2% a 57,2955 dollari l’oncia, il platino ha perso l’1,8% a 1.627,45 dollari e il palladio spot è diminuito dell’1,6% a 1.088,40 dollari.

    L’indice del dollaro statunitense ha guadagnato lo 0,1% a 101,80 punti, aggiungendosi ai fattori di mercato che influenzano le materie prime denominate nella valuta americana.

    L’oro ha perso oltre l’1% dall’inizio della settimana e si mantiene circa il 20% al di sotto dei livelli registrati quando il conflitto tra Stati Uniti e Iran è iniziato, alla fine di febbraio.

    Il conflitto ha provocato interruzioni nelle forniture energetiche e contribuito all’aumento dei prezzi del petrolio, rendendo più complesso il quadro delle prospettive inflazionistiche e della politica monetaria.

    Tassi di interesse più elevati possono influenzare la domanda di oro, poiché il metallo non genera interessi e gli strumenti finanziari remunerati diventano relativamente più interessanti.

    Petrolio volatile tra incertezze sui negoziati con l’Iran

    I prezzi del petrolio si sono stabilizzati mercoledì dopo essere scesi dai massimi degli ultimi cinque mesi durante la seduta precedente.

    La flessione era seguita a notizie secondo cui gli sforzi diplomatici avrebbero potuto portare a un accordo per porre fine al conflitto. Successivamente, tuttavia, un diplomatico ha smentito le indiscrezioni secondo cui una soluzione sarebbe stata imminente.

    Inizialmente, l’oro aveva registrato un rialzo in concomitanza con la discesa del petrolio dopo le notizie su possibili negoziati, prima di annullare i guadagni quando le quotazioni energetiche hanno recuperato terreno.

    Durante la fase di oscillazione dei prezzi petroliferi, anche il dollaro statunitense e i rendimenti dei titoli di Stato sono diminuiti.

    Gli operatori hanno continuato a valutare le possibili conseguenze del conflitto sulle forniture energetiche globali, sull’inflazione e sull’attività economica.

    Il rapporto tra prezzi dell’energia e aspettative inflazionistiche rimane particolarmente rilevante per l’oro, considerando l’influenza delle prospettive di politica monetaria sulla domanda di attività che non producono interessi.

    Dati economici statunitensi e attese sulla Federal Reserve

    I titoli del Tesoro statunitensi a più lunga scadenza hanno registrato rialzi mentre il petrolio arretrava e i dati economici indicavano un rallentamento in alcuni comparti dell’economia americana.

    A settembre, l’avvio di nuove costruzioni residenziali è diminuito, mentre le vendite di abitazioni in attesa di conclusione sono scese a un minimo storico, fornendo ulteriori indicazioni di una riduzione dell’attività nel mercato immobiliare.

    I dati si aggiungono alle informazioni economiche esaminate dagli investitori in vista della prossima riunione di politica monetaria della Federal Reserve, prevista per il 27 e 28 ottobre.

    Le dichiarazioni rilasciate venerdì dal presidente della Fed, Kevin Warsh, non hanno modificato in misura significativa le aspettative del mercato sulla prossima decisione.

    Gli investitori continuano a prevedere che la banca centrale manterrà invariato il tasso di interesse di riferimento nella riunione di ottobre.

    Le quotazioni di mercato indicavano una probabilità inferiore al 17% di un aumento dei tassi di 25 punti base durante l’incontro.

    Tuttavia, l’inflazione rimane superiore all’obiettivo del 2% della Federal Reserve e gli operatori attribuivano una probabilità di circa l’85% a un ulteriore rialzo dei tassi entro la fine dell’anno.

    Le dichiarazioni di Warsh sono arrivate prima dell’inizio del periodo di silenzio comunicativo della Fed, previsto per sabato, durante il quale vengono limitati gli interventi pubblici dei responsabili della politica monetaria in vista della riunione.

    In assenza di nuove indicazioni significative da parte dei funzionari della banca centrale, gli investitori seguono gli indicatori economici, i rendimenti dei Treasury e gli sviluppi in Medio Oriente per valutare eventuali cambiamenti nelle aspettative sui tassi.

    L’oro e gli altri metalli preziosi hanno quindi registrato ribassi durante la seduta di mercoledì, mentre i mercati continuavano a valutare l’interazione tra prezzi energetici, inflazione e prospettive della politica monetaria statunitense.

  • Futures USA in rialzo tra possibile fusione SpaceX-Tesla e attesa per la trimestrale di Meta: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Futures USA in rialzo tra possibile fusione SpaceX-Tesla e attesa per la trimestrale di Meta: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sugli indici azionari statunitensi hanno registrato rialzi contenuti mercoledì, mentre gli investitori valutavano i risultati societari, gli sviluppi del conflitto in Medio Oriente e le preoccupazioni legate agli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. L’attenzione si è concentrata anche su una possibile fusione tra SpaceX e Tesla, sulle informazioni finanziarie di Anthropic e sugli imminenti risultati di Meta Platforms.

    Alle 03:01 ET (07:01 GMT), i futures sull’S&P 500 guadagnavano 13 punti, pari allo 0,2%, mentre quelli sul Nasdaq 100 salivano di 148 punti, ovvero dello 0,5%. I futures sul Dow Jones erano sostanzialmente invariati.

    Wall Street aveva chiuso la seduta di martedì con risultati contrastati. L’S&P 500 e il Dow Jones Industrial Average avevano terminato in rialzo, mentre il Nasdaq Composite aveva registrato una lieve flessione.

    Le quotazioni petrolifere hanno oscillato dopo indiscrezioni non confermate secondo cui Qatar e Pakistan avrebbero proposto la ripresa dei negoziati per porre fine al conflitto che coinvolge l’Iran. Il Brent è sceso temporaneamente da circa 112 a 106 dollari al barile, prima di recuperare terreno.

    “Il calo dei prezzi energetici osservato nella parte finale della seduta europea ha favorito il rialzo delle azioni, mentre gli investitori hanno superato parte delle precedenti preoccupazioni legate all’intelligenza artificiale”, hanno scritto gli analisti di Deutsche Bank in una nota.

    Successivamente, il Brent è tornato intorno ai 110 dollari al barile dopo la diffusione di dichiarazioni attribuite al presidente iraniano riguardanti la possibilità di nuove operazioni militari statunitensi.

    I titoli tecnologici hanno registrato una performance inferiore rispetto al mercato generale. Un indice dei semiconduttori ha perso lo 0,29%, pur recuperando gran parte delle perdite iniziali. Anche CoreWeave (NASDAQ:CRWV), società attiva nelle infrastrutture cloud per l’intelligenza artificiale, ha recuperato terreno.

    SpaceX e Tesla costituiscono comitati per valutare una possibile fusione

    Elon Musk ha dichiarato che SpaceX (NASDAQ:SPCX) e Tesla (NASDAQ:TSLA) hanno istituito comitati incaricati di esaminare una possibile fusione tra le due società.

    Durante un incontro con gli investitori successivo alla pubblicazione dei risultati trimestrali di SpaceX, Musk ha precisato che i comitati non hanno raggiunto un accordo sui “termini di un’eventuale operazione”.

    Musk, amministratore delegato di entrambe le società ma non membro dei comitati, ha aggiunto che non esiste “alcuna garanzia” che la fusione venga realizzata, pur ritenendo che vi siano “molti elementi a favore” di un’integrazione delle attività.

    Le azioni di entrambe le società hanno registrato rialzi nelle contrattazioni successive alla chiusura dei mercati.

    Un’eventuale fusione riunirebbe le attività di SpaceX nei lanci spaziali e nei servizi satellitari con quelle di Tesla nei veicoli elettrici e nelle tecnologie collegate. Non sono stati annunciati termini o tempistiche per una possibile transazione.

    SpaceX ha comunicato ricavi trimestrali pari a 14,6 miliardi di dollari, in aumento di oltre il 160% rispetto all’anno precedente e superiori alle stime degli analisti.

    La società ha registrato un utile di 4,4 miliardi di dollari, mentre le spese in conto capitale hanno raggiunto 19,6 miliardi di dollari.

    L’annuncio ha rappresentato la seconda pubblicazione trimestrale di SpaceX dopo la quotazione in Borsa avvenuta all’inizio del 2026.

    Tesla pubblicherà i propri risultati trimestrali dopo la chiusura dei mercati di mercoledì.

    Anthropic registra una crescita dei ricavi e segnala rischi finanziari

    Anthropic (NASDAQ:ANTP), società specializzata nello sviluppo di intelligenza artificiale, ha generato ricavi per 16,3 miliardi di dollari nel primo semestre, secondo notizie di stampa basate su documenti collegati a una possibile offerta pubblica iniziale.

    La società, sviluppatrice dei modelli Claude, ha indicato che circa un quinto dei ricavi è derivato da due clienti.

    Anthropic ha precisato che una “quota significativa” dei ricavi futuri continuerà a dipendere da un numero “limitato” di clienti.

    I documenti hanno inoltre evidenziato incertezze riguardanti l’accesso alle infrastrutture di calcolo necessarie per sviluppare e gestire i modelli di intelligenza artificiale.

    Anthropic ha registrato una perdita netta superiore a 80 miliardi di dollari, rispetto a una perdita di 13 miliardi dell’anno precedente. L’aumento è stato attribuito principalmente a una rettifica contabile.

    La società ha inoltre segnalato potenziali responsabilità legali legate alle applicazioni dell’intelligenza artificiale, compresi eventuali incidenti di sicurezza informatica.

    Secondo le indiscrezioni, una futura IPO potrebbe attribuire ad Anthropic una valutazione di circa 2.000 miliardi di dollari, sebbene non siano stati confermati né una valutazione definitiva né un calendario per la quotazione.

    Attesa per i risultati di Meta e le indicazioni sugli investimenti nell’IA

    Meta Platforms (NASDAQ:META) pubblicherà i risultati trimestrali dopo la chiusura dei mercati di mercoledì. Gli investitori seguiranno in particolare l’andamento dei ricavi e le spese legate all’intelligenza artificiale.

    Il gruppo proprietario di Facebook e Instagram ha recentemente introdotto il modello Muse AI, che secondo le informazioni riportate ha registrato milioni di download dopo il lancio di settembre.

    La tecnologia comprende applicazioni per l’assistenza nelle prenotazioni di viaggio e strumenti destinati alle piccole imprese. Meta ha successivamente rilasciato una versione a pesi aperti del modello Muse Spark per applicazioni di programmazione.

    Meta sarà tra le prime grandi società tecnologiche statunitensi impegnate in investimenti consistenti nelle infrastrutture IA a pubblicare i risultati trimestrali nell’attuale stagione delle trimestrali.

    Queste aziende hanno destinato capitali significativi all’acquisto di semiconduttori avanzati, alle infrastrutture di calcolo e alla costruzione di centri dati.

    Gli investitori hanno esaminato con crescente attenzione le esigenze di finanziamento associate a questi progetti e i tempi necessari per ottenere ritorni economici.

    I risultati e i commenti del management di Meta dovrebbero fornire ulteriori indicazioni sui programmi di spesa in conto capitale e sull’andamento finanziario delle iniziative legate all’intelligenza artificiale.

    Nvidia sarebbe in trattative per investire in Firmus Grid

    Nvidia (NASDAQ:NVDA) starebbe valutando un investimento di centinaia di milioni di dollari nella società australiana Firmus Grid, attiva nelle infrastrutture cloud per l’intelligenza artificiale, secondo quanto riportato da The Information.

    Nvidia detiene già una partecipazione in Firmus e ha investito in diverse altre società operanti nel settore del cloud per l’IA.

    Le indiscrezioni seguono la decisione di Firmus Grid di abbandonare, all’inizio del mese, i piani per una quotazione alla Borsa australiana.

    La società ha citato la volatilità dei mercati come motivo per il ritiro del progetto, sostenendo che procedere nelle condizioni attuali non sarebbe stato nell’interesse degli azionisti.

    Firmus aveva precedentemente annunciato un progetto di IPO con una valutazione superiore a 30 miliardi di dollari, che avrebbe potuto rappresentare una delle maggiori quotazioni nella storia del mercato azionario australiano.

    L’entità e le condizioni di un eventuale ulteriore investimento da parte di Nvidia non sono state confermate.

  • Gas europeo in rialzo di oltre il 3% tra interruzioni delle forniture nel Golfo Persico e aumento dell’inflazione britannica

    Gas europeo in rialzo di oltre il 3% tra interruzioni delle forniture nel Golfo Persico e aumento dell’inflazione britannica

    I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa sono aumentati di oltre il 3% mercoledì, mentre le interruzioni delle spedizioni energetiche attraverso il Golfo Persico e i livelli più bassi delle scorte regionali hanno continuato a influenzare le condizioni di approvvigionamento in vista della stagione invernale.

    Il contratto di riferimento olandese TTF con consegna nel mese successivo ha guadagnato il 3,1%, raggiungendo 87,95 euro per megawattora (MWh), mentre i futures britannici sul gas naturale National Balancing Point (NBP) sono saliti del 3,2% a 216,57 pence per therm. Entrambi i contratti sono rimasti vicini ai livelli più elevati dalla fine del 2022.

    I rialzi hanno coinciso con la pubblicazione dei dati sull’inflazione nel Regno Unito, che hanno mostrato un aumento dei prezzi al consumo del 3,5% annuo a settembre, rispetto al 3,1% di agosto e oltre le aspettative del mercato.

    Gli elevati costi delle importazioni energetiche continuano a rappresentare un fattore rilevante per l’economia britannica, che dipende dalle forniture di gas tramite gasdotto e dalle spedizioni di gas naturale liquefatto (GNL) per soddisfare il fabbisogno di riscaldamento domestico e produzione elettrica.

    La capacità relativamente limitata di stoccaggio del gas a lungo termine rende inoltre il Paese dipendente dalla continuità delle importazioni durante i periodi di maggiore domanda.

    I principali benchmark europei del gas hanno registrato aumenti considerevoli dall’inizio del 2026. Le quotazioni del TTF olandese risultavano in rialzo di circa il 210% da inizio anno, mentre il riferimento britannico NBP aveva guadagnato approssimativamente il 196%.

    Le interruzioni delle forniture nel Golfo Persico hanno contribuito all’aumento dei prezzi. Gli attacchi al traffico marittimo e le restrizioni che interessano il transito attraverso lo Stretto di Hormuz hanno ridotto la disponibilità di spedizioni di GNL provenienti dal Medio Oriente.

    Secondo i dati riportati, le consegne di GNL mediorientale verso l’Europa erano inferiori di quasi l’80% rispetto a un anno prima.

    La riduzione delle forniture disponibili ha aumentato la concorrenza tra importatori europei e asiatici per i carichi di GNL provenienti dal bacino atlantico, in particolare quelli non ancora vincolati da contratti a lungo termine.

    Anche le scorte europee di gas sono diventate un fattore rilevante con l’avvicinarsi della stagione del riscaldamento invernale.

    Gli impianti sotterranei di stoccaggio in Europa risultavano pieni per circa il 74,6% della loro capacità, il livello stagionale più basso dal 2009.

    La minore disponibilità di gas immagazzinato riduce i volumi utilizzabili per soddisfare un aumento della domanda o compensare eventuali interruzioni delle importazioni.

    La combinazione di restrizioni alle spedizioni di GNL, maggiore concorrenza per i carichi alternativi e scorte ridotte ha contribuito all’aumento dei prezzi all’ingrosso del gas in Europa.

    Gli ultimi dati sull’inflazione britannica si inseriscono nel quadro economico generale, mentre il movimento immediato dei futures sul gas ha coinciso soprattutto con gli sviluppi relativi alla disponibilità delle forniture e alle aspettative sulla domanda invernale.

  • Borse europee poco mosse in attesa dei risultati delle grandi società tecnologiche statunitensi: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee poco mosse in attesa dei risultati delle grandi società tecnologiche statunitensi: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno registrato variazioni contenute nella seduta di mercoledì, dopo due giornate caratterizzate da volatilità, mentre gli investitori valutavano i risultati societari, gli sviluppi politici in Francia e le imminenti trimestrali dei principali gruppi tecnologici statunitensi.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 è rimasto sostanzialmente stabile a 638 punti, dopo le oscillazioni della seduta precedente. Il benchmark aveva registrato una flessione fino all’1%, prima di recuperare gran parte delle perdite e chiudere vicino alla parità.

    A Londra, il FTSE 100 ha ceduto lo 0,2% dopo la pubblicazione dei dati britannici sull’inflazione, che hanno mostrato un’accelerazione dei prezzi al consumo al 3,5% annuo a settembre, oltre le attese del mercato.

    Anche il CAC 40 francese ha perso lo 0,2%, mentre il DAX tedesco è rimasto sostanzialmente invariato.

    Tra i singoli titoli, EssilorLuxottica (EU:EL) ha guadagnato l’11,2% dopo che il produttore di occhiali, proprietario del marchio Ray-Ban, ha comunicato un fatturato del terzo trimestre superiore alle stime di consenso degli analisti.

    I risultati della società hanno sostenuto i titoli dei beni di consumo discrezionali, mentre l’andamento complessivo dei mercati europei è rimasto contrastato.

    Gli sviluppi politici e sociali in Francia hanno continuato a influenzare il sentiment degli investitori. I disordini civili e l’introduzione di coprifuoco notturni obbligatori a Parigi e Nizza hanno alimentato le preoccupazioni sulla situazione politica e fiscale del Paese.

    In questo contesto, i rendimenti dei titoli di Stato francesi e gli spread dei credit default swap sono aumentati, riflettendo variazioni nella valutazione del rischio sovrano.

    Gli investitori hanno inoltre esaminato le prospettive della stagione delle trimestrali europee.

    Secondo Reuters, gli utili delle società appartenenti allo STOXX 600 dovrebbero aumentare del 20,7% su base annua, rispetto alla crescita del 24,0% registrata nel secondo trimestre.

    Nei prossimi quattordici giorni è prevista la pubblicazione dei risultati trimestrali di società che rappresentano complessivamente oltre la metà della capitalizzazione dell’indice.

    Queste comunicazioni forniranno ulteriori indicazioni sulla redditività delle imprese e sulle condizioni operative nei diversi settori dell’economia europea.

    Titoli tecnologici europei in rialzo in attesa delle trimestrali di Meta e Tesla

    I titoli europei dei semiconduttori e della tecnologia hanno registrato progressi moderati, mentre gli investitori attendevano i risultati trimestrali delle principali società tecnologiche statunitensi.

    BE Semiconductor (EU:BESI), ASM International (EU:ASM), ASML (EU:ASML) e STMicroelectronics (BIT:STMMI) hanno guadagnato ciascuna oltre l’1% durante la seduta.

    I rialzi sono arrivati dopo le flessioni registrate dai titoli tecnologici globali nella settimana precedente, quando gli investitori avevano rivalutato le quotazioni e le esigenze di finanziamento legate alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

    L’attenzione si è concentrata sui risultati trimestrali di Meta Platforms (NASDAQ:META) e Tesla (NASDAQ:TSLA), attesi nel corso della giornata di mercoledì.

    Gli operatori hanno seguito in particolare i programmi di investimento delle società, comprese le spese in conto capitale destinate all’intelligenza artificiale e alle relative infrastrutture informatiche.

    Le recenti discussioni di mercato si sono concentrate sull’entità degli investimenti necessari per sviluppare le capacità legate all’IA, sul ricorso al finanziamento tramite debito societario e sui tempi dei potenziali ritorni economici di questi progetti.

    I commenti dei dirigenti che accompagneranno le prossime trimestrali statunitensi dovrebbero fornire ulteriori informazioni sui programmi di investimento e sulle prospettive di spesa.

    Le Borse europee sono quindi rimaste complessivamente stabili nella seduta di mercoledì, con i risultati di alcune società a sostenere singoli titoli, mentre gli sviluppi politici, i dati sull’inflazione e le imminenti trimestrali tecnologiche statunitensi hanno continuato a influenzare gli scambi.

  • Borsa di Milano contrastata: DiaSorin sale dopo la promozione di Equita, Ferragamo in calo

    Borsa di Milano contrastata: DiaSorin sale dopo la promozione di Equita, Ferragamo in calo

    La Borsa di Milano ha mostrato un andamento incerto nelle prime contrattazioni di mercoledì, con i principali indici vicini alla parità nonostante i rialzi registrati nella seduta precedente a Wall Street e i progressi dei mercati asiatici.

    DiaSorin (BIT:DIA) ha guadagnato il 2,2%, portandosi poco sopra gli 82 euro e raggiungendo i livelli più elevati dall’inizio di settembre 2025, dopo che Equita ha migliorato la propria raccomandazione sul gruppo della diagnostica a Buy (acquistare), alzando il prezzo obiettivo a 90 euro.

    La società di intermediazione ha richiamato il miglioramento dei fondamentali aziendali in vista dei risultati del terzo trimestre, la cui pubblicazione è prevista per il 12 novembre.

    Diversi analisti hanno recentemente aggiornato le proprie valutazioni in vista della diffusione dei conti.

    “Nel complesso, ci attendiamo risultati solidi, accompagnati da prospettive positive per il quarto trimestre e dalla conferma della guidance per l’intero esercizio”, si legge nella nota giornaliera di Equita.

    Sul fronte opposto, Salvatore Ferragamo (BIT:SFER) ha ceduto il 4,86% a 6,85 euro dopo aver comunicato risultati trimestrali leggermente inferiori alle aspettative degli analisti.

    Il gruppo del lusso ha inoltre indicato che resta difficile prevedere quando i ricavi potranno raggiungere le attese di mercato per l’intero esercizio, sottolineando l’importanza dell’andamento delle vendite durante il periodo natalizio.

    Dopo la pubblicazione dei risultati, Kepler Cheuvreux ha mantenuto invariate le stime sui ricavi, ma ha rivisto al ribasso le previsioni di EBIT per il periodo 2026-2028. La società ha inoltre ridotto il prezzo obiettivo su Ferragamo a 8 euro.

    Anche Equita ha abbassato le proprie stime per i prossimi esercizi e portato il target price a 6,40 euro.

    I titoli energetici hanno registrato progressi in parallelo al rialzo delle quotazioni petrolifere. ENI (BIT:ENI) ha guadagnato l’1,9%, mentre Saipem (BIT:SPM) è salita dell’1,6%, recuperando parte del calo del 4,2% registrato nella seduta precedente.

    Il comparto bancario si è mosso in territorio negativo, con l’indice settoriale in flessione dello 0,3%.

    Nexi (BIT:NEXI), attiva nelle tecnologie per i pagamenti, ha perso il 2,3%, contribuendo alla debolezza dei titoli finanziari e fintech.

    I titoli tecnologici hanno mostrato segnali di recupero, dopo i recenti movimenti del Nasdaq e dei mercati azionari asiatici.

    Technoprobe (BIT:TPRO) ha registrato un rialzo del 2,1%, mentre ATM è avanzata dell’1,4%, secondo i dati di mercato riportati.

    La prima parte della seduta è stata caratterizzata da andamenti differenti tra i comparti, con i progressi dell’energia e di alcuni titoli tecnologici controbilanciati dalle flessioni delle banche e di società legate ai consumi.

    Tra i singoli titoli, il rialzo di DiaSorin è arrivato dopo il miglioramento della raccomandazione e della valutazione da parte di Equita, mentre Ferragamo ha perso terreno in seguito all’aggiornamento trimestrale e alle successive revisioni al ribasso delle stime degli analisti.

  • Prezzo dell’oro in calo per la terza seduta tra timori sull’inflazione e attesa per i tassi della Fed

    Prezzo dell’oro in calo per la terza seduta tra timori sull’inflazione e attesa per i tassi della Fed

    Il prezzo dell’oro è sceso per la terza seduta consecutiva martedì, mentre le elevate quotazioni del petrolio hanno alimentato le preoccupazioni sulla persistenza dell’inflazione statunitense e sulla possibilità che la Federal Reserve mantenga i tassi di interesse elevati più a lungo.

    L’oro spot ha perso lo 0,4%, attestandosi a 4.123,32 dollari l’oncia alle 04:46 ET (08:46 GMT), mentre i futures sull’oro sono diminuiti dello 0,5% a 4.141,09 dollari l’oncia.

    Il metallo prezioso aveva già ceduto lo 0,6% nella seduta di lunedì, dopo una settimana negativa, mentre gli investitori rivalutavano le prospettive della politica monetaria statunitense.

    Punti chiave per gli investitori

    • Il prezzo dell’oro ha esteso il ribasso alla terza seduta consecutiva, con il metallo spot a 4.123,32 dollari l’oncia.
    • Il Brent è rimasto sopra i 110 dollari al barile, aumentando i timori di un’inflazione alimentata dai costi energetici.
    • I mercati attribuivano una probabilità dell’83% a tassi Fed invariati nella riunione del 27–28 ottobre.
    • Secondo le probabilità riportate da CME FedWatch, la possibilità di un rialzo dei tassi a dicembre raggiungeva il 94%.
    • I prossimi dati sull’inflazione statunitense potrebbero influenzare le aspettative monetarie, anche se il rapporto PCE arriverà dopo la decisione della Fed di ottobre.

    Perché il prezzo dell’oro è sotto osservazione

    L’ultimo ribasso riflette l’evoluzione delle aspettative sui tassi di interesse statunitensi, mentre gli investitori valutano le conseguenze inflazionistiche dell’aumento dei costi energetici.

    L’oro non genera interessi, caratteristica che lo rende sensibile alle variazioni dei rendimenti obbligazionari e delle aspettative sulla politica monetaria.

    Quando gli investitori prevedono tassi più elevati, le attività che producono interessi possono diventare relativamente più interessanti rispetto al metallo prezioso.

    Questa relazione assume particolare importanza in vista della riunione della Federal Reserve della prossima settimana, durante la quale i responsabili della politica monetaria valuteranno se le pressioni inflazionistiche giustifichino il mantenimento di condizioni finanziarie restrittive.

    Le ultime vendite seguono inoltre un periodo di debolezza delle quotazioni, indicando che le preoccupazioni sui tassi continuano a influenzare il sentiment degli operatori.

    Petrolio sopra i 110 dollari: aumentano i dubbi sull’inflazione

    Il Brent è stato scambiato sopra i 110 dollari al barile martedì, rimanendo vicino ai livelli più elevati degli ultimi cinque mesi.

    Le quotazioni petrolifere sono state sostenute dai timori di possibili interruzioni delle spedizioni energetiche attraverso il Golfo Persico, dopo le notizie di attacchi contro imbarcazioni nei pressi dello Stretto di Hormuz.

    Il movimento Houthi dello Yemen, allineato all’Iran, ha inoltre rivendicato lunedì attacchi contro infrastrutture energetiche, aeroportuali e militari in Arabia Saudita, compreso un impianto di Aramco.

    Gli sviluppi segnalati hanno aumentato l’incertezza sulle forniture energetiche regionali.

    Prezzi più elevati del greggio possono influenzare l’inflazione attraverso i costi di trasporto, carburante e produzione, aumentando potenzialmente le spese per imprese e consumatori.

    Per gli investitori nell’oro, l’elemento rilevante riguarda il modo in cui un’inflazione energetica persistente potrebbe influenzare le future decisioni della Federal Reserve sui tassi di interesse.

    Sebbene l’incertezza geopolitica possa talvolta sostenere la domanda di oro, gli ultimi movimenti dei prezzi suggeriscono che le preoccupazioni sulla politica monetaria stiano attualmente esercitando pressioni al ribasso.

    Fed attesa a tassi invariati nella riunione di ottobre

    La Federal Reserve si riunirà il 27–28 ottobre e gli operatori di mercato prevedono in larga parte che i tassi di interesse rimangano invariati.

    Secondo le probabilità CME FedWatch riportate nella notizia, i trader attribuivano una possibilità dell’83% al mantenimento dei tassi nella prossima riunione.

    Le stesse indicazioni di mercato segnalavano una probabilità del 94% di un aumento dei tassi a dicembre.

    Queste percentuali rappresentano aspettative di mercato e non decisioni già confermate, e potrebbero cambiare con la pubblicazione di nuove informazioni economiche.

    A settembre, la Fed ha aumentato il tasso di riferimento per la prima volta in tre anni, citando la necessità di contrastare le pressioni inflazionistiche.

    La prossima decisione sarà quindi seguita attentamente per comprendere come i responsabili della politica monetaria stiano bilanciando i rischi inflazionistici con le condizioni economiche generali.

    Per il mercato dell’oro, eventuali cambiamenti nelle aspettative sulla tempistica o sulla direzione dei tassi potrebbero influenzare la domanda.

    I dati sull’inflazione USA restano un appuntamento importante

    I recenti dati sui prezzi al consumo negli Stati Uniti hanno mostrato un aumento dell’inflazione superiore alle attese degli economisti, dovuto in larga parte al rincaro di benzina e diesel.

    L’incremento ha rafforzato le preoccupazioni sul fatto che i costi energetici possano complicare gli sforzi della Federal Reserve per riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%.

    Gli investitori attendono ora l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), una delle misure dell’inflazione preferite dalla Fed.

    Il rapporto sarà pubblicato più avanti nel mese, dopo l’annuncio della decisione di politica monetaria di ottobre.

    Di conseguenza, la prossima decisione della Fed sarà presa senza poter considerare i dati PCE più recenti.

    La pubblicazione potrebbe comunque influenzare le aspettative sulle riunioni successive, soprattutto se dovesse indicare una persistenza delle pressioni inflazionistiche.

    Cosa seguiranno gli investitori

    L’attenzione immediata del mercato dell’oro è concentrata sulla riunione della Federal Reserve del 27–28 ottobre e sulle eventuali indicazioni riguardanti il futuro andamento dei tassi statunitensi.

    Anche l’evoluzione dei prezzi del greggio e delle condizioni di navigazione nello Stretto di Hormuz rimarrà rilevante per i possibili effetti sull’inflazione.

    Dopo la riunione della Fed, il prossimo rapporto PCE offrirà un’ulteriore occasione per valutare se le pressioni sui prezzi negli Stati Uniti stiano diminuendo.

    Per gli investitori che seguono i metalli preziosi, l’interazione tra inflazione, aspettative sui tassi e incertezza geopolitica rimane centrale per l’andamento dell’oro nel breve periodo.