I future sugli indici azionari statunitensi segnalano un’apertura in rialzo venerdì, suggerendo che i mercati potrebbero recuperare parte delle perdite accumulate dopo diverse sedute di forti ribassi.
Gli investitori sembrano pronti a tornare sugli acquisti approfittando dei prezzi depressi, dopo la recente correzione guidata dal settore tecnologico che ha spinto il Nasdaq al livello di chiusura più basso degli ultimi oltre due mesi. Tuttavia, gli scambi potrebbero restare contenuti dopo che il Dipartimento del Lavoro ha rinviato a mercoledì prossimo la pubblicazione del suo atteso rapporto mensile sull’occupazione.
Il potenziale di rialzo dei mercati potrebbe inoltre essere limitato dalle persistenti preoccupazioni legate agli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale, aggravate dal forte calo pre-market di Amazon (NASDAQ:AMZN). Il colosso dell’e-commerce perde circa l’8,5% prima dell’apertura, dopo aver pubblicato risultati del quarto trimestre leggermente inferiori alle attese e aver annunciato piani di spesa in conto capitale per il 2026 ben superiori alle previsioni degli analisti.
“Tutti gli hyperscaler stanno competendo per vincere la corsa all’IA, il cui premio potrebbe essere significativo”, ha dichiarato Russ Mould, investment director di AJ Bell. “Tuttavia, agli investitori viene chiesto di accettare enormi quantità di liquidità che escono dalle casse per raggiungere questo obiettivo”.
Ha aggiunto: “Con la direzione e la traiettoria dell’intelligenza artificiale ancora incerte, è comprensibile la preoccupazione che questo denaro possa essere sprecato”.
La seduta di giovedì ha visto un sell-off generalizzato a Wall Street, proseguendo l’andamento contrastato di mercoledì. I titoli tecnologici sono stati i più colpiti, con il Nasdaq sceso al minimo di chiusura da oltre due mesi.
Sebbene gli indici abbiano recuperato dai minimi intraday, hanno comunque chiuso nettamente in territorio negativo. Il Nasdaq è crollato di 363,99 punti, pari all’1,6%, a 22.540,59; l’S&P 500 ha perso 84,32 punti, o l’1,2%, a 6.798,40; mentre il Dow Jones Industrial Average è sceso di 592,58 punti, pari all’1,2%, a 48.908,72.
La debolezza dei titoli tecnologici ha continuato a pesare sul sentiment, amplificata dal forte calo di Qualcomm (NASDAQ:QCOM). Il produttore di chip è scivolato dell’8,5% dopo aver superato le attese sugli utili del primo trimestre fiscale ma aver fornito una guidance deludente per il trimestre in corso.
Nel frattempo, Alphabet (NASDAQ:GOOG), casa madre di Google, ha chiuso ben al di sopra dei minimi di seduta ma comunque in calo dello 0,5%. La società ha battuto le stime del quarto trimestre, ma ha scosso gli investitori segnalando un forte aumento della spesa in conto capitale previsto per il 2026.
I titoli tecnologici hanno subito un deciso arretramento nelle ultime sedute, mentre gli investitori rivalutano le valutazioni e il ritorno a lungo termine degli investimenti legati all’intelligenza artificiale.
Sul fronte macroeconomico, i nuovi dati del Dipartimento del Lavoro hanno mostrato un aumento molto più marcato del previsto delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione nella settimana conclusa il 31 gennaio. Le richieste iniziali sono salite a 231.000, in aumento di 22.000 rispetto al livello non rivisto di 209.000 della settimana precedente, contro attese per un incremento a circa 212.000. Il dato ha raggiunto il livello più alto dall’inizio di dicembre.
Un rapporto separato ha inoltre evidenziato che le offerte di lavoro negli Stati Uniti sono diminuite inaspettatamente a dicembre, toccando il livello più basso degli ultimi oltre cinque anni.
A livello settoriale, i titoli auriferi hanno subito forti vendite insieme al calo del prezzo dell’oro, con l’indice NYSE Arca Gold Bugs in flessione del 6,3%. Anche i titoli software e hardware hanno registrato pesanti ribassi, trascinando l’indice Dow Jones U.S. Software a -5,1% e l’indice NYSE Arca Computer Hardware a -4,2%.
Le società di servizi petroliferi hanno risentito del brusco calo del greggio, come dimostra la discesa del 3,1% dell’indice Philadelphia Oil Service. Anche finanziari, retail e farmaceutici hanno registrato cali significativi, con la maggior parte dei principali settori in territorio negativo a fine seduta.









