I futures sugli indici azionari statunitensi indicavano un’apertura positiva lunedì, sostenuti da una brusca flessione dei prezzi del petrolio e da un rinnovato ottimismo sulle prospettive dell’intelligenza artificiale.
Le indicazioni positive seguivano una chiusura contrastata di Wall Street venerdì, quando i rialzi dei titoli tecnologici e dei semiconduttori avevano sostenuto Nasdaq e S&P 500, mentre il Dow Jones Industrial Average aveva terminato la seduta in calo.
I futures sul Dow avanzavano dello 0,87%, quelli sull’S&P 500 guadagnavano lo 0,71% e i futures sul Nasdaq salivano dell’1,1%.
Gli investitori continuavano a monitorare gli sviluppi in Medio Oriente, in vista delle discussioni diplomatiche previste durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite di questa settimana.
Diplomazia in Medio Oriente e prezzi del petrolio al centro dell’attenzione
I prezzi del petrolio sono scesi bruscamente, sostenuti dalle speranze che gli sforzi diplomatici possano ridurre le tensioni in Medio Oriente.
I futures sul greggio statunitense sono scesi sotto i 100 dollari al barile, attenuando alcune preoccupazioni relative ai costi energetici e al loro potenziale impatto sull’inflazione.
Prima di un incontro con i leader dei Paesi del Golfo a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente statunitense Donald Trump ha avvertito l’Iran che il mancato raggiungimento di un accordo potrebbe comportare gravi conseguenze economiche. Ha inoltre evocato la possibilità di un’azione militare contro la leadership del Paese.
Trump ha indicato che potrebbe incontrare il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a New York e ha suggerito che potrebbero verificarsi sviluppi significativi a breve.
Descrivendosi in una “fase decisionale”, Trump ha affermato di stare valutando un’azione militare, il mantenimento della pressione economica oppure un accordo negoziato.
Nonostante le speranze di progressi diplomatici, l’incertezza legata al conflitto è rimasta un fattore rilevante per i mercati finanziari.
Nasdaq e S&P 500 in rialzo venerdì, Dow in calo
Le azioni statunitensi hanno oscillato durante tutta la seduta di venerdì, prima che i principali indici chiudessero con risultati contrastati.
Il Nasdaq Composite è salito di 104,25 punti, pari allo 0,4%, a 26.522,55, mentre l’S&P 500 ha guadagnato 12,74 punti, pari allo 0,2%, chiudendo a 7.650,50.
Il Dow Jones Industrial Average ha perso 95,40 punti, pari allo 0,2%, attestandosi a 51.682,64.
Su base settimanale, il Nasdaq ha guadagnato lo 0,7%, l’S&P 500 ha ceduto lo 0,1% e il Dow è sceso dell’1,7%.
I titoli dei semiconduttori hanno sostenuto il Nasdaq, fortemente orientato al settore tecnologico, con il Philadelphia Semiconductor Index in rialzo del 2,8%.
Anche le società di intermediazione finanziaria hanno registrato guadagni, portando il NYSE Arca Broker/Dealer Index a salire dell’1,1%.
Al contrario, i settori sensibili ai tassi di interesse, tra cui servizi di pubblica utilità, telecomunicazioni e immobiliare residenziale, hanno registrato ribassi.
Rendimenti dei Treasury in aumento nonostante il calo del greggio
L’andamento contrastato di venerdì ha riflesso i movimenti divergenti dei prezzi del petrolio e dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi, entrambi fattori che hanno influenzato i mercati nelle ultime sedute.
Mentre i futures sul greggio sono scesi bruscamente, i rendimenti dei Treasury sono aumentati a causa delle preoccupazioni sulle prospettive dei tassi di interesse.
Rendimenti obbligazionari più elevati possono esercitare pressioni sui titoli azionari sensibili ai tassi, aumentando i costi di finanziamento e rendendo relativamente più interessanti gli investimenti a reddito fisso.
L’attività di negoziazione è rimasta relativamente contenuta, mentre gli investitori valutavano le condizioni di mercato dopo la recente volatilità.
Produzione industriale statunitense invariata ad agosto
Sul fronte economico, i dati della Federal Reserve hanno mostrato che la produzione industriale degli Stati Uniti è rimasta invariata ad agosto, deludendo le aspettative di un aumento dello 0,3%.
Il dato ha seguito un incremento dello 0,2% a luglio, rimasto invariato rispetto alla stima precedente.
L’aumento della produzione dei servizi di pubblica utilità ha compensato il calo dell’attività manifatturiera, lasciando invariata la produzione industriale complessiva del mese.
I dati hanno fornito ulteriori indicazioni sulle condizioni dell’economia statunitense, mentre gli investitori valutavano le prospettive di crescita, inflazione e politica monetaria della Federal Reserve.









