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  • Futures USA in calo dopo la flessione di Alphabet, attenzione ai dati economici: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Futures USA in calo dopo la flessione di Alphabet, attenzione ai dati economici: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sui principali indici azionari statunitensi hanno indicato un’apertura in ribasso giovedì, con i titoli tecnologici sotto pressione dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali di importanti società, tra cui Alphabet e Microsoft. Gli investitori hanno inoltre valutato nuovi dati economici e la decisione della Federal Reserve di mantenere invariati i tassi di interesse.

    I futures sul Nasdaq 100 hanno perso l’1,3%, segnalando una possibile apertura negativa per il comparto tecnologico dopo che i principali indici di Wall Street avevano chiuso la seduta di mercoledì con rialzi contenuti.

    Le azioni di Alphabet (NASDAQ:GOOG) sono scese dell’11,1% nelle contrattazioni pre-mercato dopo risultati trimestrali che hanno riportato l’attenzione sugli investimenti nell’intelligenza artificiale e sulla generazione di cassa. Anche Caterpillar (NYSE:CAT) ha registrato un calo, mentre Microsoft (NASDAQ:MSFT) è salita dopo aver comunicato utili superiori alle aspettative degli analisti.

    Il settore tecnologico pesa sui futures statunitensi

    I futures azionari statunitensi hanno registrato un calo prima dell’apertura di giovedì, invertendo la direzione dei rialzi registrati alla chiusura della seduta precedente.

    Il contratto futures sul Nasdaq 100, caratterizzato da un’elevata presenza di società tecnologiche, ha perso l’1,3%, riflettendo le vendite nel settore dopo le trimestrali di importanti gruppi tecnologici.

    L’attenzione degli investitori è rimasta concentrata sulle implicazioni finanziarie degli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, in particolare dopo i risultati più recenti di Alphabet.

    La società ha riportato un flusso di cassa libero negativo, mentre l’andamento dei ricavi trimestrali è stato descritto come inferiore alle aspettative nel resoconto di mercato.

    La combinazione dei risultati societari e dei dati economici ha contribuito alle indicazioni di un’apertura negativa per i principali indici statunitensi.

    Alphabet perde l’11,1% dopo i risultati del terzo trimestre

    Le azioni di Alphabet (NASDAQ:GOOG), società madre di Google, hanno perso l’11,1% nelle contrattazioni pre-mercato.

    Il movimento ha seguito la pubblicazione dei risultati finanziari del terzo trimestre, che comprendevano un flusso di cassa libero negativo e una maggiore attenzione alle spese associate all’intelligenza artificiale.

    Gli investitori hanno valutato le esigenze di investimento della società mentre amplia le proprie infrastrutture informatiche a supporto dei prodotti e dei servizi legati all’IA.

    I risultati hanno inoltre portato a un esame del rapporto tra spese infrastrutturali e generazione di ricavi.

    Il calo delle azioni Alphabet ha contribuito alla pressione sul settore tecnologico prima dell’avvio della seduta ordinaria.

    Caterpillar arretra nonostante risultati superiori alle attese

    Il produttore di macchinari per l’edilizia e l’industria mineraria Caterpillar (NYSE:CAT) ha perso l’11,7% nelle contrattazioni pre-mercato.

    La flessione è avvenuta nonostante la società avesse riportato utili e ricavi del terzo trimestre superiori alle aspettative degli analisti.

    L’andamento del titolo ha mostrato che i risultati finanziari superiori alle previsioni sono stati accompagnati da una reazione negativa del mercato.

    Il resoconto fornito non ha individuato una ragione specifica per il calo di Caterpillar oltre alla pubblicazione della trimestrale.

    Microsoft sale dopo aver superato le previsioni sugli utili

    Le azioni di Microsoft (NASDAQ:MSFT) sono aumentate del 2% nelle contrattazioni pre-mercato dopo che la società ha riportato risultati del primo trimestre fiscale superiori alle stime degli analisti.

    Il rialzo del gruppo software ha contrastato con i cali di Alphabet e di altri titoli tecnologici.

    La trimestrale di Microsoft figurava tra i principali annunci societari attesi dagli investitori dopo la seduta di mercoledì.

    I diversi movimenti dei prezzi azionari hanno riflesso reazioni specifiche ai risultati finanziari delle singole società del settore tecnologico.

    L’inflazione statunitense rispetta le attese degli economisti

    I futures azionari statunitensi sono rimasti in territorio negativo dopo la pubblicazione di un rapporto del Dipartimento del Commercio sui prezzi al consumo.

    Il rapporto ha mostrato che i prezzi al consumo sono aumentati a settembre in linea con le aspettative degli economisti.

    I dati hanno fornito ulteriori informazioni sull’inflazione dopo la più recente decisione di politica monetaria della Federal Reserve.

    L’inflazione continua a rappresentare un elemento importante per la banca centrale nella valutazione dei tassi di interesse e dei progressi verso l’obiettivo di stabilità dei prezzi nel lungo periodo.

    La crescita economica statunitense supera le previsioni nel terzo trimestre

    Un altro rapporto del Dipartimento del Commercio ha mostrato che la crescita economica degli Stati Uniti ha superato le aspettative degli economisti nel terzo trimestre del 2026.

    Le cifre hanno fornito un aggiornamento sull’attività economica nel periodo luglio-settembre.

    Il rapporto è stato pubblicato insieme ai dati sull’inflazione, offrendo agli investitori ulteriori informazioni sul contesto economico dopo l’annuncio sui tassi di interesse della Federal Reserve.

    Nonostante le pubblicazioni economiche, i futures azionari statunitensi hanno continuato a indicare un’apertura in ribasso.

    Wall Street chiude in rialzo dopo la decisione della Federal Reserve

    Le azioni statunitensi hanno terminato la seduta di mercoledì con guadagni contenuti, dopo aver oscillato vicino alla parità per gran parte della giornata.

    Il Dow Jones è salito di 97,53 punti, pari allo 0,2%, chiudendo a 52.475,10 punti.

    L’S&P 500 ha guadagnato 21,38 punti, ovvero lo 0,3%, raggiungendo quota 7.743,98.

    Il Nasdaq Composite è avanzato di 72,04 punti, pari allo 0,3%, terminando la seduta a 26.549,85 punti.

    I rialzi hanno seguito i progressi registrati nelle due sedute precedenti.

    Le contrattazioni sono rimaste relativamente contenute in attesa dei risultati di Microsoft e Alphabet, previsti dopo la chiusura del mercato di mercoledì.

    La Federal Reserve mantiene i tassi tra il 3,75% e il 4,00%

    La Federal Reserve ha lasciato invariato il proprio tasso di interesse di riferimento dopo l’ultima riunione di politica monetaria.

    La banca centrale ha mantenuto l’intervallo obiettivo del tasso sui federal funds tra il 3,75% e il 4,00%.

    La decisione era in linea con le aspettative del mercato e rifletteva gli obiettivi dichiarati dalla Fed di massima occupazione e inflazione al 2% nel lungo periodo.

    La decisione, tuttavia, non è stata unanime.

    La governatrice della Federal Reserve Lisa Cook e la presidente della Fed di Cleveland Beth Hammack hanno votato contro il mantenimento dei tassi, preferendo un ulteriore aumento di 25 punti base.

    Il disaccordo ha segnato una differenza rispetto alla decisione unanime del mese precedente di aumentare i tassi di un quarto di punto percentuale.

    Cosa ha dichiarato la Federal Reserve sull’inflazione?

    Nel comunicato che accompagnava la decisione, la Federal Reserve ha riconosciuto che l’inflazione rimane elevata.

    La banca centrale ha indicato che ulteriori informazioni economiche contribuiranno a determinare l’orientamento di politica monetaria appropriato per sostenere il ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo del 2%.

    La Fed ha inoltre dichiarato che “garantirà la stabilità dei prezzi”.

    Le osservazioni hanno indicato che i responsabili della politica monetaria continueranno a valutare l’inflazione e gli altri sviluppi economici prima di prendere ulteriori decisioni sui tassi.

    La prossima riunione di politica monetaria è prevista per l’8 e il 9 dicembre.

    Secondo il FedWatch Tool di CME Group, le quotazioni di mercato indicavano una probabilità dell’85,0% di un aumento dei tassi di 25 punti base durante quella riunione.

    Tale probabilità riflette le aspettative del mercato al momento del resoconto e non una decisione già adottata dalla Federal Reserve.

    Biotecnologie e semiconduttori guidano i rialzi di mercoledì

    Sebbene i principali indici statunitensi abbiano registrato progressi relativamente contenuti mercoledì, alcuni settori hanno mostrato movimenti più ampi.

    I titoli biotecnologici sono saliti, con l’indice NYSE Arca Biotechnology in rialzo del 2,1%.

    Anche i titoli dei semiconduttori hanno guadagnato terreno, portando il Philadelphia Semiconductor Index a un aumento dell’1,8%.

    I rialzi settoriali sono avvenuti mentre gli investitori continuavano a valutare gli sviluppi negli investimenti tecnologici e nei risultati societari.

    Gli aumenti hanno contrastato con la debolezza registrata in altre aree del mercato.

    Trasporti, immobiliare residenziale e utility in calo

    I titoli del settore dei trasporti hanno registrato una flessione significativa durante la seduta di mercoledì.

    Il Dow Jones Transportation Average ha perso il 2,5%, invertendo la direzione dopo aver raggiunto nella seduta precedente il livello di chiusura più alto da oltre un mese.

    Anche i titoli del settore immobiliare residenziale e delle utility hanno subito pressioni di vendita.

    Entrambi i comparti sono sensibili alle variazioni dei tassi di interesse e delle condizioni di finanziamento, rendendo gli sviluppi della politica monetaria rilevanti per il loro andamento di mercato.

    Le flessioni hanno contribuito alle differenze di performance settoriale nonostante i modesti rialzi dei principali indici azionari.

    Gli investitori seguono le trimestrali tecnologiche e la riunione della Fed di dicembre

    I futures azionari statunitensi hanno indicato un’apertura più debole mentre gli investitori valutavano i risultati di Alphabet, Microsoft e Caterpillar insieme ai dati economici e alla più recente decisione della Federal Reserve.

    I titoli tecnologici sono rimasti al centro dell’attenzione dopo il calo di Alphabet nelle contrattazioni pre-mercato e la flessione dell’1,3% dei futures sul Nasdaq 100.

    Le prossime trimestrali, i dati sull’inflazione e quelli sulla crescita economica forniranno ulteriori informazioni sulle condizioni delle imprese e sulle prospettive della politica monetaria.

    Anche la riunione della Federal Reserve dell’8 e 9 dicembre rimarrà sotto osservazione mentre gli investitori valutano la possibilità di un nuovo aumento dei tassi di interesse.

  • Borse europee in rialzo dopo la decisione della Federal Reserve, focus sui risultati societari: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in rialzo dopo la decisione della Federal Reserve, focus sui risultati societari: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno registrato rialzi giovedì, con i principali indici regionali in territorio positivo dopo che la Federal Reserve statunitense ha lasciato invariati i tassi di interesse. Gli investitori hanno valutato la decisione della banca centrale insieme alle trimestrali pubblicate da società europee e internazionali.

    La Federal Reserve ha mantenuto invariato il tasso di riferimento nonostante il persistere delle pressioni inflazionistiche. La decisione era ampiamente attesa dai mercati, sebbene la governatrice Lisa Cook e la presidente della Federal Reserve di Cleveland, Beth Hammack, abbiano espresso voto contrario.

    L’attenzione si è concentrata anche sui risultati societari, comprese le trimestrali di Samsung Electronics (USOTC:SSNHZ), Alphabet (NASDAQ:GOOG) e Microsoft (NASDAQ:MSFT), mentre gli operatori valutavano gli sviluppi relativi agli investimenti tecnologici, all’intelligenza artificiale e alla redditività aziendale.

    I principali indici europei registrano rialzi

    Il FTSE 100 britannico ha guadagnato lo 0,5%, mentre il DAX tedesco è salito dello 0,9%. Il CAC 40 francese ha registrato un progresso dell’1%, segnando l’incremento percentuale maggiore tra i tre indici.

    I rialzi hanno seguito la decisione della Federal Reserve di mantenere invariati i tassi di interesse, mentre gli operatori continuavano a valutare le implicazioni della politica monetaria statunitense per le condizioni finanziarie globali.

    L’andamento dei singoli titoli europei è stato influenzato anche dai risultati trimestrali, dalle revisioni delle previsioni sugli utili e dagli annunci relativi alla remunerazione degli azionisti.

    Repsol annuncia un riacquisto di azioni da 950 milioni di euro

    Le azioni del gruppo energetico spagnolo Repsol (TG:REP) hanno registrato un rialzo dopo l’annuncio di un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 950 milioni di euro.

    L’annuncio è arrivato dopo un significativo aumento dell’utile nel terzo trimestre.

    Il programma rappresenta un’ulteriore misura di remunerazione degli azionisti, mentre i risultati finanziari hanno fornito informazioni sull’andamento del gruppo durante il periodo di riferimento.

    Technip Energies supera le attese sull’utile operativo

    La società francese di ingegneria e tecnologia Technip Energies (EU:TE) ha registrato un aumento del prezzo delle azioni dopo aver comunicato un utile operativo di base del terzo trimestre superiore alle aspettative degli analisti.

    I ricavi trimestrali sono tuttavia risultati inferiori alle previsioni di mercato.

    I risultati hanno evidenziato una differenza tra l’andamento della redditività e quello del fatturato, con gli investitori impegnati a valutare entrambi gli indicatori.

    Renault registra una crescita dei ricavi trimestrali

    Le azioni della casa automobilistica francese Renault (EU:RNO) sono salite dopo che la società ha comunicato un aumento dell’1,4% dei ricavi del terzo trimestre.

    Il risultato ha superato le aspettative degli analisti.

    L’annuncio ha fornito un aggiornamento sull’andamento dei ricavi di Renault, contribuendo all’attività di negoziazione sui titoli automobilistici europei.

    Shell aumenta a 5 miliardi di dollari il riacquisto trimestrale di azioni

    Le azioni di Shell (LSE:SHEL) hanno registrato un rialzo dopo che il gruppo energetico ha aumentato a 5 miliardi di dollari il proprio programma trimestrale di riacquisto di azioni.

    La società ha inoltre comunicato che gli utili rettificati del terzo trimestre sono quasi raddoppiati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Shell ha segnalato margini di raffinazione record durante il trimestre.

    I risultati finanziari e l’aumento del programma di riacquisto sono stati tra gli elementi valutati dagli investitori dopo la pubblicazione della trimestrale.

    WPP registra una crescita dei ricavi e conferma le previsioni annuali

    Il gruppo pubblicitario e della comunicazione WPP (LSE:WPP) ha registrato un rialzo delle azioni dopo aver comunicato una crescita dei ricavi su base annua nel terzo trimestre.

    La società ha inoltre confermato le proprie previsioni finanziarie per l’intero esercizio.

    L’annuncio ha fornito informazioni sull’andamento più recente delle attività di WPP, indicando che il management non ha modificato le aspettative annuali già comunicate.

    Adidas alza le previsioni sugli utili annuali

    Le azioni del produttore tedesco di articoli sportivi Adidas (TG:ADS) sono salite dopo che la società ha riportato risultati record per il terzo trimestre del 2026.

    Adidas ha inoltre aumentato le proprie previsioni sugli utili per l’intero esercizio.

    La revisione delle stime ha seguito l’andamento trimestrale e ha fornito un’indicazione aggiornata delle aspettative del management sulla redditività annuale.

    Lloyds Banking in calo dopo i risultati trimestrali

    Le azioni di Lloyds Banking Group (LSE:LLOY) hanno perso terreno dopo la pubblicazione dei risultati finanziari del terzo trimestre.

    I risultati della banca sono stati descritti come contenuti e il titolo ha registrato un calo mentre il mercato azionario britannico nel complesso avanzava.

    L’annuncio ha contribuito alle differenze di andamento tra i titoli finanziari durante la seduta.

    Glencore arretra dopo aver confermato gli obiettivi produttivi

    Il gruppo delle materie prime Glencore (LSE:GLEN) ha registrato una flessione del titolo dopo aver confermato le proprie previsioni di produzione per l’intero 2026.

    La società non ha annunciato modifiche agli obiettivi produttivi esistenti.

    La conferma delle previsioni è stata tra le informazioni valutate dagli investitori, sebbene l’annuncio non contenesse una revisione delle stime di produzione.

    Vonovia scende dopo la revisione al ribasso degli obiettivi per il 2028

    Il gruppo immobiliare residenziale tedesco Vonovia (TG:VNA) ha registrato un calo dopo aver ridotto i propri obiettivi finanziari per il 2028.

    La revisione rappresenta una modifica delle aspettative di più lungo periodo della società.

    L’annuncio ha contribuito alla flessione del titolo Vonovia nonostante i rialzi del mercato azionario tedesco nel suo complesso.

    Gli investitori valutano politica monetaria e prospettive societarie

    Le contrattazioni sulle Borse europee hanno riflesso la combinazione della decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse e di una serie di sviluppi specifici delle singole società.

    Gli annunci di riacquisto di azioni da parte di Repsol e Shell si sono affiancati ai risultati trimestrali, mentre le revisioni delle previsioni sugli utili di Adidas e degli obiettivi di lungo periodo di Vonovia hanno influenzato l’andamento dei rispettivi titoli.

    Gli investitori continueranno a monitorare gli sviluppi della politica monetaria, gli indicatori dell’inflazione e i risultati societari per valutare le informazioni sulla performance finanziaria e sulle prospettive delle aziende.

  • Oro in calo a 4.038 dollari mentre gli investitori attendono l’inflazione USA dopo la decisione della Fed

    Oro in calo a 4.038 dollari mentre gli investitori attendono l’inflazione USA dopo la decisione della Fed

    I prezzi dell’oro sono diminuiti giovedì dopo che la Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi di interesse senza fornire indicazioni precise sulla prossima decisione di politica monetaria. Gli investitori attendevano i nuovi dati sull’inflazione statunitense per valutare la possibilità di ulteriori interventi restrittivi prima della fine dell’anno.

    Alle 00:51 ET (04:51 GMT), l’oro spot ha perso lo 0,7% a 4.038,49 dollari l’oncia, mentre i futures statunitensi sull’oro sono diminuiti dello 0,1% a 4.049,72 dollari l’oncia.

    Anche gli altri metalli preziosi hanno registrato ribassi, mentre l’indice del dollaro statunitense è salito leggermente a 102,20.

    L’oro arretra dopo tre sedute consecutive di rialzi

    L’oro spot è sceso dopo tre sessioni caratterizzate da aumenti contenuti, mentre gli operatori rivalutavano le prospettive della politica monetaria statunitense.

    Il prezzo dell’oro spot ha registrato una flessione dello 0,7% a 4.038,49 dollari l’oncia, mentre i futures statunitensi hanno perso lo 0,1% a 4.049,72 dollari.

    I movimenti sono seguiti alla decisione della Federal Reserve di mantenere invariato il tasso di riferimento, un esito ampiamente previsto dai mercati finanziari.

    Gli investitori continuavano a valutare la possibilità di un ulteriore aumento dei tassi a dicembre, soprattutto considerando che i prezzi elevati dell’energia rimanevano un fattore rilevante per le prospettive dell’inflazione.

    In calo anche argento, platino e palladio

    Gli altri metalli preziosi hanno registrato perdite durante le contrattazioni di giovedì.

    L’argento è sceso dell’1,4% a 53,2295 dollari l’oncia, mentre il platino ha perso l’1,4% a 1.520,17 dollari l’oncia.

    Il palladio spot è diminuito dello 0,7% a 1.009,02 dollari l’oncia, mentre i futures sul palladio hanno ceduto l’1,1% a 1.002,25 dollari.

    Nel frattempo, l’indice del dollaro statunitense è aumentato leggermente a 102,20.

    I movimenti si sono verificati mentre gli investitori valutavano le aspettative sulla politica monetaria e i prossimi dati economici statunitensi.

    La Federal Reserve vota 10 a 2 per mantenere invariati i tassi

    Il Federal Open Market Committee ha votato con dieci membri favorevoli e due contrari per lasciare invariato il tasso di interesse di riferimento durante l’ultima riunione.

    La decisione è risultata in linea con le aspettative del mercato, anche se le comunicazioni successive hanno fornito indicazioni limitate sulle tempistiche dei futuri interventi.

    Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha inoltre indicato che la banca centrale potrebbe ridurre da otto a sei il numero delle decisioni programmate di politica monetaria ogni anno, a partire dal prossimo autunno.

    L’eventuale modifica riguarderebbe la frequenza delle decisioni programmate, senza indicare una direzione specifica per i futuri aggiustamenti dei tassi.

    Gli investitori continuavano a valutare se la Federal Reserve avrebbe aumentato nuovamente il costo del denaro prima della fine del 2026.

    Attesa per il dato PCE sull’inflazione statunitense di settembre

    L’attenzione si è concentrata sulla pubblicazione prevista per giovedì dell’indice statunitense dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) relativo a settembre.

    L’indice PCE rappresenta una delle principali misure dell’inflazione monitorate dalla Federal Reserve nelle valutazioni di politica monetaria.

    I nuovi dati avrebbero fornito ulteriori informazioni sull’andamento delle pressioni sui prezzi nell’economia statunitense.

    I prezzi persistentemente elevati dell’energia rimanevano rilevanti per le prospettive inflazionistiche e per le aspettative di un possibile aumento dei tassi a dicembre.

    Gli operatori del mercato dell’oro monitoravano i dati per individuare indicazioni sull’approccio della Federal Reserve alle decisioni ancora previste entro la fine dell’anno.

    La volatilità azionaria contribuisce ai movimenti del prezzo dell’oro

    Anche gli sviluppi dei mercati azionari hanno influenzato le contrattazioni sull’oro.

    Gli investitori continuavano a valutare le implicazioni finanziarie dei consistenti investimenti nell’intelligenza artificiale effettuati dalle principali società tecnologiche, compresi i possibili effetti sui flussi di cassa aziendali.

    Un ribasso dei mercati azionari guidato dai titoli tecnologici durante la settimana precedente aveva spinto alcuni investitori a vendere oro per coprire perdite registrate su altri investimenti.

    Le vendite avevano contribuito a portare il metallo al livello più basso da luglio.

    L’oro aveva perso il 2,5% nel corso di ottobre e si avviava a registrare il secondo calo mensile consecutivo.

    I movimenti hanno mostrato come le esigenze di liquidità sui mercati finanziari possano influenzare la domanda di oro, insieme alle aspettative sui tassi di interesse.

    Goldman Sachs stima acquisti delle banche centrali per 79 tonnellate ad agosto

    Gli acquisti delle banche centrali hanno continuato a rappresentare una componente distinta della domanda di oro.

    Secondo Goldman Sachs, le banche centrali hanno acquistato circa 79 tonnellate di oro durante agosto.

    Il volume è stato quasi cinque volte superiore alla media mensile registrata prima del 2022.

    La Cina ha rappresentato circa 25 tonnellate degli acquisti stimati per agosto.

    Le cifre hanno evidenziato il contributo della domanda delle autorità monetarie al mercato dell’oro, indipendentemente dai movimenti di breve periodo dei mercati finanziari.

    The Gold Bullion Company commenta la domanda delle banche centrali

    Rick Kanda, amministratore delegato di The Gold Bullion Company, ha discusso la possibile influenza degli acquisti delle banche centrali sui prezzi dell’oro nel lungo periodo.

    Kanda ha indicato i tassi di interesse, la fiducia degli investitori e l’incertezza geopolitica tra gli altri fattori che influenzano la domanda del metallo.

    Ha dichiarato:

    “Tuttavia, una domanda sostenuta da parte delle banche centrali potrebbe comunque contribuire a mantenere i prezzi nel lungo periodo.”

    Le sue dichiarazioni hanno espresso la valutazione secondo cui gli acquisti continuativi delle autorità monetarie potrebbero rappresentare una fonte di domanda anche mentre le quotazioni dell’oro reagiscono alla politica monetaria e agli sviluppi dei mercati.

    Il mercato dell’oro attende l’inflazione e nuove indicazioni della Fed

    La flessione dell’oro di giovedì è seguita alla decisione della Federal Reserve di lasciare invariati i tassi ed è arrivata prima della pubblicazione dell’indice PCE di settembre.

    Gli investitori valutavano la possibilità di ulteriori misure restrittive, le implicazioni dei prezzi elevati dell’energia e la volatilità dei titoli tecnologici.

    Allo stesso tempo, le stime relative agli acquisti delle banche centrali hanno fornito informazioni sulla domanda di oro nel lungo periodo.

    L’insieme di questi sviluppi ha costituito il contesto delle contrattazioni sull’oro e sugli altri metalli preziosi.

  • Petrolio in calo mentre i tentativi diplomatici in Medio Oriente compensano i timori sulle forniture

    Petrolio in calo mentre i tentativi diplomatici in Medio Oriente compensano i timori sulle forniture

    I prezzi del petrolio sono scesi giovedì, annullando parte dei guadagni della seduta precedente, mentre i nuovi tentativi diplomatici che coinvolgono Iran, Stati Uniti e mediatori regionali hanno influenzato le aspettative del mercato. Le preoccupazioni per gli attacchi alle infrastrutture energetiche e alle rotte marittime del Medio Oriente hanno continuato a incidere sulle contrattazioni.

    I futures sul Brent hanno perso 1,27 dollari, pari all’1,1%, scendendo a 114,05 dollari al barile alle 09:22 GMT, mentre i futures sul West Texas Intermediate (WTI) statunitense sono diminuiti di 1,51 dollari, equivalenti all’1,5%, a 101,27 dollari al barile.

    I ribassi sono arrivati dopo gli aumenti di mercoledì, quando il Brent aveva guadagnato l’1,3% e il WTI il 3%.

    Brent e WTI arretrano dopo i rialzi della seduta precedente

    I futures petroliferi hanno registrato una flessione durante le contrattazioni di giovedì, mentre gli operatori valutavano le notizie relative alle iniziative diplomatiche finalizzate a ridurre le ostilità in Medio Oriente.

    Il Brent è stato scambiato a 114,05 dollari al barile, in calo dell’1,1%, mentre il WTI si è attestato a 101,27 dollari, con una diminuzione dell’1,5%.

    Entrambi i riferimenti avevano registrato rialzi nella seduta precedente, in un contesto di preoccupazioni per la sicurezza delle forniture energetiche regionali.

    I movimenti dei prezzi hanno riflesso la valutazione degli sviluppi diplomatici insieme alle continue notizie sulle attività militari che interessano i paesi produttori di petrolio e le rotte di trasporto.

    I contatti diplomatici tra Stati Uniti e Iran attirano l’attenzione del mercato

    Il Wall Street Journal ha riferito mercoledì che il vicepresidente statunitense JD Vance aveva inviato una lettera a Mohsen Rezaei, responsabile del Consiglio di sicurezza iraniano, nel tentativo di riavviare i negoziati di pace.

    Il quotidiano ha citato funzionari statunitensi e persone informate sulla questione.

    L’analista di UBS Giovanni Staunovo ha commentato la reazione del mercato:

    “I prezzi del petrolio sono sotto pressione oggi a causa dei rinnovati sforzi diplomatici per ridurre l’intensità del conflitto in Medio Oriente.”

    L’iniziativa riportata si inserisce in un più ampio quadro di tentativi diplomatici che coinvolgono intermediari regionali.

    Anche i mediatori del Qatar hanno presentato all’Iran una nuova bozza di accordo per porre fine al conflitto che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele, secondo un funzionario informato sui negoziati.

    Tuttavia, un alto funzionario iraniano ha respinto la proposta, definendone i contenuti inaccettabili e indicando che non costituiva un’offerta formale.

    L’Iran mantiene aperta la possibilità di negoziati diplomatici

    Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato mercoledì che Teheran continuava a concedere alla diplomazia la possibilità di raggiungere un accordo.

    Il ministro ha inoltre indicato che il piano iraniano di sette giorni potrebbe essere completato in meno di una settimana, qualora venisse adottato.

    Le dichiarazioni sono seguite alle notizie sui nuovi tentativi di mediazione e sulle discussioni relative ai possibili termini per porre fine al conflitto.

    Il rifiuto dell’ultima proposta da parte di un alto funzionario iraniano ha tuttavia evidenziato il permanere di divergenze tra le parti coinvolte.

    Questi sviluppi sono stati tra i fattori che hanno influenzato le aspettative del mercato petrolifero durante la seduta di giovedì.

    Gli attacchi degli Houthi mantengono l’attenzione sulla sicurezza energetica regionale

    Le continue operazioni militari che coinvolgono il movimento Houthi dello Yemen, allineato all’Iran, hanno rappresentato un ulteriore elemento monitorato dai mercati petroliferi.

    La coalizione guidata dall’Arabia Saudita impegnata nel conflitto contro gli Houthi ha dichiarato giovedì di aver intercettato e distrutto un missile balistico lanciato verso la regione orientale del regno.

    Le forze governative yemenite hanno inoltre riferito che gli Houthi avevano attaccato l’aeroporto di Aden mercoledì.

    L’attacco all’aeroporto è stato segnalato dopo che gli Houthi avevano dichiarato di aver colpito con un missile la più grande raffineria petrolifera dell’Arabia Saudita il giorno precedente.

    Gli episodi hanno richiamato l’attenzione sulla sicurezza delle infrastrutture energetiche e dei trasporti nella regione.

    Gli operatori monitoravano inoltre i timori relativi a possibili ulteriori azioni militari statunitensi contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste per il 3 novembre.

    I Pasdaran segnalano incidenti a petroliere vicino allo Stretto di Hormuz

    I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno riferito che tre petroliere avevano urtato mine marine mentre tentavano di percorrere una rotta non autorizzata a sud dello Stretto di Hormuz.

    Secondo la dichiarazione, gli incidenti si sono verificati nelle 24 ore precedenti, provocando esplosioni e incendi a bordo delle imbarcazioni.

    La notizia ha richiamato ulteriormente l’attenzione sulla sicurezza marittima nei pressi dello Stretto di Hormuz, un importante passaggio per le esportazioni di petrolio dal Golfo Persico.

    Gli episodi sono stati segnalati nel contesto delle ostilità regionali e delle preoccupazioni per la circolazione delle navi commerciali nelle acque circostanti.

    Le raffinerie russe aumentano l’attività dopo l’attacco di ottobre

    Anche gli sviluppi della produzione e della raffinazione petrolifera russa hanno influenzato le aspettative del mercato.

    Gli analisti di JPMorgan hanno segnalato un aumento dell’attività di raffinazione in Russia dopo un periodo senza ulteriori attacchi confermati agli impianti di lavorazione.

    In una nota diffusa mercoledì sera, gli analisti hanno dichiarato:

    “Dall’attacco del 15 ottobre alla raffineria di Ryazan, non sono stati confermati ulteriori attacchi contro le infrastrutture di raffinazione russe.”

    Hanno aggiunto:

    “L’assenza di nuovi attacchi ha consentito alla lavorazione delle raffinerie russe di aumentare di 350.000 barili al giorno la scorsa settimana, raggiungendo 4 milioni di barili al giorno.”

    L’incremento dell’attività di raffinazione ha contribuito alle aspettative di una maggiore disponibilità di petrolio greggio e diesel.

    Questi fattori legati all’offerta hanno contribuito a contenere i prezzi nonostante le preoccupazioni per la produzione e il trasporto di petrolio in Medio Oriente.

    Le scorte di greggio statunitensi diminuiscono di 1,9 milioni di barili

    L’Energy Information Administration statunitense ha comunicato che le scorte commerciali di petrolio greggio sono diminuite di 1,9 milioni di barili nella settimana conclusa il 23 ottobre.

    La riduzione si è confrontata con le aspettative raccolte da Reuters tra gli analisti, che indicavano un aumento di circa 15.000 barili.

    Il calo delle scorte ha fornito ulteriori informazioni sulle condizioni della domanda e dell’offerta di greggio negli Stati Uniti.

    Tuttavia, altri dati relativi alle scorte di prodotti petroliferi hanno mostrato un andamento differente.

    Le scorte statunitensi di benzina aumentano di 3,9 milioni di barili

    Le scorte di benzina negli Stati Uniti sono aumentate di 3,9 milioni di barili durante la stessa settimana, secondo l’Energy Information Administration.

    Gli analisti intervistati da Reuters avevano previsto una diminuzione di 900.000 barili.

    L’aumento effettivo si è quindi discostato dalle previsioni e ha contrastato con la riduzione delle scorte di greggio.

    La combinazione tra il calo delle scorte di petrolio e l’incremento di quelle di benzina ha fornito indicazioni differenti sulle condizioni del mercato petrolifero statunitense.

    Il mercato petrolifero valuta diplomazia, rischi per le forniture e dati sulle scorte

    La flessione dei prezzi del petrolio di giovedì si è verificata mentre gli operatori valutavano i contatti diplomatici tra Iran e Stati Uniti insieme alla prosecuzione delle attività militari in Medio Oriente.

    Le notizie sugli attacchi che hanno interessato Arabia Saudita, Yemen e le rotte marittime vicine allo Stretto di Hormuz sono rimaste rilevanti per le aspettative sulle forniture.

    Allo stesso tempo, la ripresa delle attività di raffinazione in Russia e le variazioni delle scorte petrolifere statunitensi hanno fornito ulteriori informazioni sulle condizioni dell’offerta globale.

    L’interazione di questi sviluppi ha contribuito ai movimenti dei futures su Brent e WTI durante la seduta.

  • Futures USA contrastati: Alphabet perde terreno, Microsoft sale e la Fed richiama l’attenzione sugli investimenti nell’AI: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Futures USA contrastati: Alphabet perde terreno, Microsoft sale e la Fed richiama l’attenzione sugli investimenti nell’AI: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sui principali indici azionari statunitensi hanno registrato andamenti contrastanti giovedì, mentre gli investitori valutavano i risultati trimestrali dei grandi gruppi tecnologici e le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, sul possibile impatto dei tassi di interesse elevati sugli investimenti nell’intelligenza artificiale.

    I futures sul Nasdaq hanno perso l’1,3%, mentre quelli sull’S&P 500 sono scesi dello 0,5%. I futures sul Dow Jones hanno guadagnato lo 0,3%, evidenziando movimenti differenti tra i principali indici azionari statunitensi.

    Le azioni Alphabet hanno ceduto oltre il 10% negli scambi premarket dopo i risultati trimestrali, mentre Microsoft è salita grazie a ricavi e utili superiori alle attese. Anche Samsung Electronics ha registrato un ribasso dopo la pubblicazione dei risultati della divisione semiconduttori.

    Futures Nasdaq in calo dell’1,3% con i titoli tecnologici sotto pressione

    Alle 04:03 ET (08:03 GMT), i futures sul Nasdaq perdevano 400 punti, pari all’1,3%.

    I futures sull’S&P 500 scendevano di 36 punti, equivalenti allo 0,5%, mentre quelli sul Dow Jones guadagnavano 150 punti, con un incremento dello 0,3%.

    I movimenti seguivano i rialzi registrati dai principali indici di Wall Street nella seduta precedente, quando i titoli tecnologici avevano beneficiato di un rinnovato interesse degli investitori per le società legate all’intelligenza artificiale.

    Recenti accordi di finanziamento, comunicazioni sui risultati societari e l’impegno di Oracle a limitare la raccolta di capitali fino all’esercizio fiscale 2030 avevano contribuito all’andamento della seduta precedente.

    Tuttavia, l’atteggiamento del mercato nei confronti dei titoli tecnologici è cambiato dopo le ultime trimestrali.

    Gli analisti di Deutsche Bank hanno descritto il maggiore atteggiamento di cautela verso il comparto tecnologico come “il tema principale sui mercati” durante le contrattazioni di giovedì mattina.

    Alphabet perde oltre il 10% dopo i risultati trimestrali

    Le azioni Alphabet (NASDAQ:GOOG) hanno ceduto oltre il 10% negli scambi premarket statunitensi dopo che la società controllante di Google ha pubblicato risultati del terzo trimestre inferiori alle aspettative del mercato.

    Gli analisti di Deutsche Bank hanno definito i risultati “inferiori alle attese”.

    Lo scostamento rispetto alle previsioni è stato principalmente associato ai ricavi della divisione servizi di Google.

    La crescita dei ricavi pubblicitari ha inoltre rallentato al ritmo più basso degli ultimi cinque trimestri.

    Durante la conference call sui risultati, il management ha riferito una maggiore adozione della funzione di ricerca “AI Mode” di Google, sebbene la monetizzazione di queste ricerche procedesse a un ritmo inferiore rispetto alle ricerche tradizionali.

    La differenza nei livelli di monetizzazione ha attirato l’attenzione mentre Alphabet continuava a investire nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

    Gli investimenti di Alphabet raggiungono 51,4 miliardi di dollari

    Alphabet ha riportato spese in conto capitale per 51,4 miliardi di dollari, con un aumento di 6,5 miliardi rispetto al trimestre precedente.

    La maggiore spesa ha contribuito a un ulteriore peggioramento del flusso di cassa disponibile, che è sceso ulteriormente in territorio negativo.

    La società ha continuato a destinare risorse finanziarie all’espansione delle proprie capacità nell’intelligenza artificiale e delle infrastrutture collegate.

    Gli investitori valutavano il rapporto tra le spese di investimento della società e i ricavi generati dai servizi legati all’AI.

    I dati trimestrali hanno fornito ulteriori informazioni sulle implicazioni finanziarie del programma di investimenti tecnologici di Alphabet.

    Microsoft registra ricavi in crescita del 19% a 92,28 miliardi di dollari

    Le azioni Microsoft (NASDAQ:MSFT) sono salite negli scambi premarket dopo che la società ha comunicato ricavi trimestrali e utili rettificati superiori alle previsioni degli analisti.

    I ricavi sono aumentati del 19% a 92,28 miliardi di dollari nel primo trimestre fiscale della società.

    L’utile rettificato ha raggiunto 4,89 dollari per azione, superando le stime di Wall Street.

    I risultati comprendono un aumento del 48% dei ricavi della divisione di cloud computing Azure.

    L’espansione di Azure ha contribuito alla performance complessiva dei ricavi, in un contesto di domanda di servizi cloud e applicazioni di intelligenza artificiale.

    Nonostante i risultati di Microsoft, gli analisti di Deutsche Bank hanno dichiarato che erano “insufficienti a migliorare il clima complessivamente negativo che circonda il settore tecnologico questa mattina”.

    Microsoft annuncia un programma di uscite volontarie

    Microsoft ha inoltre annunciato recentemente l’intenzione di offrire incentivi all’uscita volontaria a una parte dei propri dipendenti.

    Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, circa 60.000 lavoratori potrebbero avere accesso al programma.

    Microsoft aveva comunicato un organico di 223.000 dipendenti alla fine di giugno.

    L’annuncio è arrivato durante una fase di continui investimenti nel cloud computing e nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

    Nel rapporto fornito non sono stati comunicati ulteriori dettagli finanziari relativi al programma.

    Gli utili della divisione semiconduttori di Samsung mancano le attese

    Le azioni Samsung Electronics (USOTC:SSNHZ) hanno perso oltre il 4% durante le contrattazioni in Corea del Sud dopo che la divisione semiconduttori ha registrato un utile operativo inferiore alle aspettative degli analisti.

    Il ribasso ha seguito i rialzi del titolo registrati nei mesi precedenti.

    Samsung non ha inoltre fornito nuovi dettagli su un possibile programma di remunerazione degli azionisti.

    La società ha comunque registrato il quarto trimestre consecutivo di risultati record a livello di gruppo.

    L’utile operativo complessivo ha raggiunto 100.000 miliardi di won, equivalenti a circa 74,52 miliardi di dollari.

    I risultati hanno evidenziato differenze tra la performance delle attività nei semiconduttori e i dati finanziari consolidati.

    Samsung segnala che la produzione di chip di memoria per il prossimo anno è già prenotata

    I dirigenti di Samsung hanno comunicato agli investitori che l’intera disponibilità di chip di memoria prevista per l’anno successivo risultava già prenotata.

    La società ha attribuito la domanda al crescente utilizzo di memorie nei sistemi di elaborazione per l’intelligenza artificiale.

    Samsung fornisce prodotti di memoria a società tecnologiche tra cui Nvidia e altre imprese attive nelle infrastrutture AI.

    Il management ha inoltre indicato che la disponibilità limitata di chip di memoria potrebbe persistere per diversi anni.

    Secondo la società, i vincoli di offerta potrebbero contribuire a ulteriori aumenti dei prezzi dei chip di memoria.

    Queste dichiarazioni hanno accompagnato la pubblicazione dei risultati della divisione semiconduttori e la discussione sulla domanda di hardware destinato all’intelligenza artificiale.

    Il presidente della Fed esamina l’impatto dei tassi sugli investimenti nell’AI

    Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha affrontato il rapporto tra politica monetaria e investimenti nell’intelligenza artificiale dopo la decisione sui tassi di mercoledì.

    La Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di riferimento, in linea con le aspettative del mercato.

    Warsh ha discusso l’ipotesi secondo cui i rendimenti attesi dagli investimenti nell’intelligenza artificiale potrebbero ridurre la sensibilità del settore all’aumento dei costi di finanziamento.

    Ha richiamato la convinzione secondo cui una politica monetaria più restrittiva “non avrebbe avuto alcun effetto sull’intelligenza artificiale perché i rendimenti attesi dagli investitori sono molto diversi”, dichiarando tuttavia di essere stato “scettico rispetto a questa visione”.

    Warsh ha aggiunto:

    “I tassi di interesse si insinuano in ogni ambito. I tassi di interesse influenzano, direttamente o indirettamente, quasi tutto.”

    Le dichiarazioni sono arrivate mentre le società attive nell’intelligenza artificiale ricorrono sempre più ai mercati obbligazionari e azionari per finanziare gli investimenti infrastrutturali.

    I mercati valutano le aspettative sui tassi di dicembre

    Gli investitori stavano inoltre esaminando le possibili decisioni della Federal Reserve per il resto del 2026.

    Le aspettative del mercato indicavano un ulteriore aumento dei tassi di interesse a dicembre.

    La Federal Reserve aveva precedentemente aumentato il costo del denaro a settembre, segnando il primo rialzo dal 2023.

    La prospettiva di un ulteriore inasprimento monetario rimaneva rilevante per le società che finanziano le spese in conto capitale attraverso prestiti ed emissioni azionarie.

    Le dichiarazioni di Warsh hanno richiamato l’attenzione sui possibili effetti dei tassi di interesse sugli investimenti tecnologici e sul finanziamento delle imprese.

    Attesi i risultati di Amazon e Intel dopo la chiusura di Wall Street

    Gli investitori attendevano ulteriori risultati trimestrali da Amazon e Intel, entrambi previsti dopo la chiusura dei mercati statunitensi di giovedì.

    Le comunicazioni seguono i risultati finanziari di Alphabet, Microsoft e Samsung Electronics.

    Gli operatori monitoravano la crescita dei ricavi, la redditività, le spese in conto capitale e la domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale delle società tecnologiche.

    Anche la Banca Centrale Europea avrebbe annunciato la propria decisione sui tassi di interesse nel corso della giornata.

  • Borse europee poco mosse in attesa della BCE e dei dati sull’inflazione statunitense: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee poco mosse in attesa della BCE e dei dati sull’inflazione statunitense: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno registrato variazioni contenute giovedì, mentre gli investitori attendevano la decisione sui tassi di interesse della Banca Centrale Europea, i dati sull’inflazione statunitense e ulteriori risultati trimestrali delle società quotate. Le contrattazioni sono seguite alla decisione della Federal Reserve di lasciare invariati i tassi, mentre i risultati dei principali gruppi tecnologici hanno provocato reazioni differenti sui mercati.

    L’indice STOXX 600 è rimasto sostanzialmente invariato, mentre il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,2%. Il CAC 40 francese è avanzato dello 0,6% e il FTSE 100 di Londra è salito dello 0,3%.

    L’attenzione degli operatori era concentrata sulla conferenza stampa della presidente della BCE Christine Lagarde, sulla pubblicazione dei dati di settembre relativi all’indice statunitense dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) e sui risultati di Amazon e Intel, attesi dopo la chiusura di Wall Street.

    Mercati europei con variazioni contenute

    Le azioni europee hanno registrato oscillazioni relativamente limitate durante la seduta di giovedì, mentre gli investitori valutavano gli sviluppi della politica monetaria e i risultati societari.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 è rimasto invariato, mentre il DAX tedesco ha registrato un aumento dello 0,2%.

    Il CAC 40 francese ha guadagnato lo 0,6% e il FTSE 100 britannico è avanzato dello 0,3%.

    I movimenti dei mercati sono arrivati in vista dell’annuncio di politica monetaria della BCE, con gli investitori impegnati anche a valutare le implicazioni dell’ultima decisione sui tassi della Federal Reserve.

    Le trimestrali societarie hanno rappresentato un ulteriore fattore nell’andamento dei singoli titoli sulle Borse europee.

    BCE attesa confermare il tasso sui depositi al 2,50%

    Le aspettative prevalenti indicavano che il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea avrebbe mantenuto il tasso sui depositi al 2,50%.

    La decisione attesa segue gli aumenti dei tassi effettuati a giugno e settembre, introdotti in risposta alle pressioni inflazionistiche associate alle interruzioni delle forniture energetiche.

    Gli operatori attendevano inoltre le dichiarazioni della presidente Christine Lagarde sulle prospettive della politica monetaria.

    I prezzi del petrolio greggio rimanevano superiori a 100 dollari al barile, mentre i futures europei sul gas naturale erano scambiati vicino ai livelli registrati nel 2022.

    In questo contesto, i futures sui tassi indicavano una probabilità implicita di circa l’80% di un aumento di 25 punti base da parte della BCE a dicembre.

    Gli investitori valutavano inoltre se l’aumento dei costi di finanziamento dei titoli sovrani e l’inasprimento delle condizioni di concessione del credito bancario potessero influenzare la valutazione della banca centrale sulla necessità di ulteriori rialzi.

    La Federal Reserve lascia invariati i tassi di interesse

    Il Federal Open Market Committee statunitense ha mantenuto l’intervallo obiettivo dei federal funds tra il 3,75% e il 4,00% al termine della riunione di mercoledì.

    Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh non ha fornito indicazioni esplicite sulle tempistiche delle future decisioni sui tassi.

    L’assenza di indicazioni precise sui successivi interventi di politica monetaria ha lasciato gli operatori a valutare la possibilità di ulteriori misure restrittive.

    La decisione della Federal Reserve ha costituito uno dei principali riferimenti di politica monetaria per le contrattazioni europee di giovedì.

    Inflazione core PCE statunitense attesa in aumento dello 0,3%

    Gli investitori attendevano la pubblicazione dell’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) degli Stati Uniti relativo a settembre, una misura dell’inflazione monitorata dalla Federal Reserve.

    Le stime consensuali degli analisti indicavano un aumento mensile dello 0,3% dell’indice core PCE, che esclude alimentari ed energia.

    Il dato si confronterebbe con l’incremento dello 0,2% registrato ad agosto.

    La pubblicazione avrebbe fornito ulteriori informazioni sull’andamento dell’inflazione statunitense dopo la decisione della Federal Reserve di mantenere invariato l’attuale intervallo dei tassi.

    Shell guadagna il 2,6% dopo i risultati

    Le azioni Shell (LSE:SHEL) hanno guadagnato il 2,6% dopo che il gruppo energetico ha comunicato un utile netto superiore alle aspettative del mercato.

    La società ha inoltre aumentato il proprio programma di riacquisto di azioni.

    L’annuncio dei risultati ha accompagnato il rialzo del titolo durante la seduta europea.

    L’aumento si è contrapposto ai ribassi registrati da altre importanti società europee che hanno pubblicato i risultati finanziari.

    Volkswagen perde l’1,6% dopo il calo dell’utile operativo

    Le azioni Volkswagen (TG:VOW3) hanno ceduto l’1,6% dopo la pubblicazione dei risultati finanziari.

    Il produttore automobilistico tedesco ha registrato una diminuzione del 98,7% dell’utile operativo nei primi nove mesi dell’anno.

    La riduzione della redditività riportata ha accompagnato la flessione del titolo durante la seduta di giovedì.

    I risultati della società si inseriscono nel calendario delle trimestrali europee esaminate dagli investitori.

    I risultati di Alphabet e Microsoft riportano l’attenzione sugli investimenti tecnologici

    Le recenti comunicazioni finanziarie dei principali gruppi tecnologici statunitensi hanno fornito indicazioni differenti sugli investimenti nell’intelligenza artificiale e sulla domanda di servizi cloud.

    Alphabet (NASDAQ:GOOG) ha riportato un aumento delle spese in conto capitale legate alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

    Gli investimenti hanno richiamato l’attenzione del mercato sulle implicazioni per il flusso di cassa disponibile e sui tempi necessari per ottenere rendimenti dalle spese sostenute.

    Microsoft (NASDAQ:MSFT), invece, ha comunicato risultati superiori alle attese, sostenuti da un aumento della generazione di cassa e dalla domanda aziendale per i servizi cloud Azure.

    Le differenti indicazioni emerse dai risultati hanno fornito il contesto per le trimestrali di Amazon e Intel, entrambe previste dopo la chiusura dei mercati statunitensi.

    In calo i titoli europei dei semiconduttori

    Diversi produttori europei di apparecchiature per semiconduttori hanno registrato ribassi durante la seduta di giovedì.

    ASML (EU:ASM), ASM International (EU:ASML) e BE Semiconductor (EU:BESI) hanno riportato flessioni comprese tra lo 0,9% e il 2%.

    Gli investitori monitoravano queste società in relazione agli investimenti nelle infrastrutture dei data center e nelle apparecchiature per la produzione di semiconduttori.

    Le dichiarazioni dei principali gruppi tecnologici statunitensi sulle spese in conto capitale e sugli acquisti di hardware rimanevano rilevanti per le aspettative sul settore europeo dei semiconduttori.

    Anche STMicroelectronics (BIT:STMMI) ha perso il 2%, nonostante un utile operativo del terzo trimestre superiore alle previsioni del mercato.

    I movimenti dei titoli sono seguiti alle recenti trimestrali tecnologiche e hanno preceduto le ulteriori comunicazioni finanziarie attese da Amazon e Intel.

    Politica monetaria e trimestrali al centro dell’attenzione

    La seduta europea di giovedì è stata caratterizzata da variazioni contenute degli indici, accompagnate da reazioni dei singoli titoli ai risultati societari.

    Gli investitori attendevano la decisione sui tassi della BCE e le dichiarazioni di Christine Lagarde, mentre il dato statunitense sull’inflazione core PCE di settembre rappresentava un altro appuntamento economico in calendario.

    Ulteriori risultati trimestrali di Amazon e Intel erano previsti dopo la chiusura di Wall Street, aggiungendosi alle informazioni finanziarie esaminate sui mercati azionari europei e statunitensi.

  • BCE, Christine Lagarde annuncia le dimissioni: lascerà la presidenza il 7 febbraio 2027

    BCE, Christine Lagarde annuncia le dimissioni: lascerà la presidenza il 7 febbraio 2027

    La presidente della Banca Centrale Europea (BCE), Christine Lagarde, ha annunciato che lascerà il proprio incarico il 7 febbraio 2027, secondo un comunicato diffuso dall’istituto giovedì 29 ottobre 2026.

    La decisione anticipa di circa otto mesi la conclusione del mandato, inizialmente prevista per la fine di ottobre 2027.

    Lagarde comunica la decisione al Consiglio direttivo della BCE

    La BCE ha reso noto che Lagarde ha informato formalmente della propria decisione il Consiglio direttivo dell’istituto e il presidente del Consiglio europeo, António Costa.

    Nel comunicato si legge:

    “La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha informato oggi il Consiglio direttivo e il presidente del Consiglio europeo, António Costa, che lascerà il proprio incarico il 7 febbraio 2027.”

    La comunicazione stabilisce quindi il 7 febbraio 2027 come data prevista per la conclusione della presidenza di Lagarde.

    La BCE ha precisato che il successore sarà nominato dal Consiglio europeo secondo la procedura prevista dall’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. European Central Bank

    Dimissioni anticipate rispetto alla scadenza di ottobre 2027

    Il mandato di Christine Lagarde alla guida della BCE avrebbe dovuto concludersi il 31 ottobre 2027.

    L’uscita annunciata per il 7 febbraio comporta quindi una conclusione anticipata dell’incarico di circa otto mesi.

    Da diversi mesi circolavano indiscrezioni su una possibile partenza prima della scadenza naturale.

    Tra le ipotesi riportate figurava un possibile futuro incarico presso il World Economic Forum. Il comunicato della BCE, tuttavia, non conferma alcuna nuova nomina per Lagarde.

    Decisione sui tassi della BCE prevista per giovedì

    L’annuncio delle dimissioni arriva nella stessa giornata in cui è prevista la decisione di politica monetaria della Banca Centrale Europea.

    La comunicazione sui tassi di interesse è programmata per le 14:15, ora italiana, di giovedì 29 ottobre.

    La consueta conferenza stampa di Lagarde è prevista alle 14:45.

    La decisione sui tassi e la successiva conferenza stampa costituiscono appuntamenti distinti rispetto all’annuncio relativo alla conclusione anticipata del mandato della presidente.

    Avviata la prospettiva di un cambio alla guida della BCE

    L’uscita di Lagarde renderà necessaria la nomina di un nuovo presidente della Banca Centrale Europea prima della scadenza originaria del mandato.

    Il comunicato conferma la competenza del Consiglio europeo nella nomina del successore, ma non indica ancora un candidato.

    Nel frattempo, l’attenzione dei mercati resta rivolta alla decisione di politica monetaria della BCE e alla conferenza stampa della presidente.

  • STMicroelectronics prevede ricavi per 4,15 miliardi di dollari nel quarto trimestre dopo una crescita del 17,9% nel terzo

    STMicroelectronics prevede ricavi per 4,15 miliardi di dollari nel quarto trimestre dopo una crescita del 17,9% nel terzo

    STMicroelectronics (BIT:STMMI) ha previsto un aumento dei ricavi nel quarto trimestre dopo aver registrato vendite per 3,76 miliardi di dollari nel terzo trimestre, in crescita del 17,9% su base annua e superiori al valore centrale della precedente guidance. Il produttore franco-italiano di semiconduttori ha indicato un miglioramento della domanda nei propri mercati e una crescita delle applicazioni legate alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

    La società ha inoltre riportato un aumento del risultato operativo e del margine lordo nel terzo trimestre, prevedendo ricavi complessivi per circa 14,5 miliardi di dollari nell’esercizio 2026.

    I ricavi del terzo trimestre aumentano del 17,9% a 3,76 miliardi di dollari

    STMicroelectronics ha registrato ricavi per 3,76 miliardi di dollari nel terzo trimestre 2026, con un incremento del 17,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Il risultato ha superato il valore centrale della precedente previsione di fatturato della società, pari a 3,70 miliardi di dollari.

    STMicroelectronics ha attribuito l’incremento alla ripresa della domanda nei mercati finali, insieme alla crescita delle applicazioni di semiconduttori associate alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

    L’amministratore delegato Jean-Marc Chery ha indicato che l’aumento degli ordini e una maggiore visibilità sulla domanda dei clienti stavano sostenendo la ripresa.

    Ha inoltre osservato che i livelli delle scorte nei canali di distribuzione della società rimanevano inferiori all’obiettivo ordinario.

    Il risultato operativo cresce del 98% a 429 milioni di dollari

    STMicroelectronics ha riportato un risultato operativo di 429 milioni di dollari nel terzo trimestre, escludendo i costi di ristrutturazione e altre componenti straordinarie.

    Il dato rappresenta un aumento del 98% rispetto al corrispondente periodo del 2025.

    La società ha inoltre registrato un miglioramento della redditività lorda nel trimestre.

    Il margine lordo ha raggiunto il 37,3%, rispetto al 33,2% dell’anno precedente, con un incremento di 4,1 punti percentuali.

    STMicroelectronics ha attribuito il miglioramento del margine in parte alla riduzione degli oneri legati alla capacità produttiva inutilizzata e a un mix di prodotti più favorevole.

    Ricavi del quarto trimestre attesi a 4,15 miliardi di dollari

    STMicroelectronics prevede ricavi per circa 4,15 miliardi di dollari nel quarto trimestre 2026, al valore centrale dell’intervallo di guidance.

    La previsione rappresenta una crescita sequenziale del 10,5% rispetto al terzo trimestre e un aumento del 24,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    La società prevede inoltre un margine lordo di circa il 39,0% nel quarto trimestre.

    Il dato si confronta con il margine lordo del 37,3% registrato nel terzo trimestre.

    Le prospettive riflettono le aspettative della società di un’ulteriore crescita dei ricavi e di un miglioramento della redditività lorda nell’ultimo trimestre dell’esercizio.

    Fatturato 2026 previsto a circa 14,5 miliardi di dollari

    STMicroelectronics ha previsto ricavi complessivi per circa 14,5 miliardi di dollari nell’esercizio 2026.

    La stima rappresenta un incremento del 22,8% rispetto al 2025.

    La società ha collegato le proprie aspettative annuali alla ripresa ciclica dei mercati finali dei semiconduttori e alle opportunità di crescita nei data center per l’intelligenza artificiale e nelle comunicazioni satellitari in orbita terrestre bassa.

    Queste applicazioni rientrano tra le tendenze della domanda individuate da STMicroelectronics nelle proprie prospettive finanziarie.

    Infrastrutture AI e comunicazioni satellitari tra i fattori della domanda

    STMicroelectronics ha individuato nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale una delle aree che contribuiscono alla domanda dei propri semiconduttori.

    La società ha inoltre evidenziato opportunità legate alle comunicazioni satellitari in orbita terrestre bassa.

    Secondo STMicroelectronics, il miglioramento della domanda dei clienti e l’aumento degli ordini hanno fornito una maggiore visibilità sulle condizioni di mercato.

    Tuttavia, la società ha riferito che le scorte presenti nei canali di distribuzione rimanevano inferiori al livello normalmente previsto.

    Questi elementi sono stati incorporati nelle aspettative di fatturato per il quarto trimestre e per l’intero esercizio.

    Proseguono la ristrutturazione produttiva e l’espansione della capacità

    STMicroelectronics ha dichiarato che continuerà ad ampliare la capacità produttiva e a riorganizzare le proprie attività manifatturiere.

    La società sta inoltre portando avanti iniziative per ridurre la propria base di costi globale, con l’obiettivo di migliorare la redditività.

    Queste misure vengono attuate parallelamente alla ripresa della domanda di semiconduttori e all’espansione programmata in alcuni mercati in crescita.

    Nell’annuncio fornito non sono stati comunicati ulteriori dettagli finanziari relativi alle iniziative di ristrutturazione e ampliamento della capacità.

    Maggiori informazioni su STMicroelectronics

    STMicroelectronics (BIT:STMMI) (EU:STMPA) è un produttore franco-italiano di semiconduttori che fornisce componenti elettronici per diverse applicazioni industriali e tecnologiche.

    Le sue attività comprendono semiconduttori utilizzati nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, nei data center e nei sistemi di comunicazione.

    I principali indicatori finanziari della società includono ricavi, risultato operativo, margine lordo e andamento della domanda nei mercati finali.

  • Borsa di Milano in lieve calo: Campari e banche pesano sul FTSE MIB in attesa della BCE

    Borsa di Milano in lieve calo: Campari e banche pesano sul FTSE MIB in attesa della BCE

    La Borsa di Milano ha aperto in lieve ribasso giovedì, con il FTSE MIB in calo dello 0,3%, mentre le perdite dei titoli bancari e di Campari hanno compensato i rialzi registrati in altre aree del mercato. Le principali Borse europee hanno mostrato variazioni contenute, con gli investitori impegnati a valutare i risultati societari in attesa della decisione sui tassi di interesse della Banca Centrale Europea.

    I titoli bancari hanno registrato una flessione in linea con il settore europeo, mentre Campari ha perso oltre il 5% dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali. Anche Stellantis ha arretrato, dopo aver guadagnato più del 15% nella seduta precedente.

    Il FTSE MIB cede lo 0,3% nelle prime contrattazioni

    L’indice FTSE MIB di Milano ha registrato una flessione dello 0,3% nelle prime fasi della seduta, risentendo delle vendite su diversi titoli bancari e industriali.

    Il mercato italiano ha aperto in un contesto di movimenti limitati sulle altre principali piazze europee, mentre le trimestrali delle società italiane e internazionali hanno influenzato l’andamento dei singoli titoli.

    Gli operatori attendevano inoltre la decisione di politica monetaria della Banca Centrale Europea, prevista per il primo pomeriggio.

    Le aspettative di mercato indicavano che la BCE avrebbe mantenuto invariati i tassi di interesse, dopo la decisione della Federal Reserve statunitense di lasciare il costo del denaro immutato nella riunione della sera precedente.

    Campari perde oltre il 5% dopo i risultati trimestrali

    Campari (LSE:CPR) ha ceduto oltre il 5% dopo aver pubblicato i risultati finanziari trimestrali nella serata precedente.

    Il produttore italiano di bevande alcoliche ha inoltre confermato le proprie previsioni finanziarie per il 2026.

    La flessione del titolo è seguita alla comunicazione dei risultati, rendendo Campari una delle società che hanno contribuito alla debolezza del mercato italiano durante la mattinata.

    Stellantis arretra del 2,3% dopo il rialzo della seduta precedente

    Le azioni Stellantis (BIT:STLAM) hanno perso il 2,3% nelle prime contrattazioni.

    Il calo è arrivato dopo un aumento superiore al 15% nella seduta precedente, successivo alla pubblicazione dei risultati finanziari del gruppo automobilistico.

    Il movimento ha rappresentato una parziale correzione dei guadagni registrati il giorno prima.

    Stellantis è stata tra le società seguite dagli investitori mentre proseguiva la valutazione delle più recenti comunicazioni sugli utili aziendali.

    Prysmian oscilla dopo la pubblicazione dei risultati

    Prysmian (BIT:PRY) ha registrato variazioni di direzione nel corso della mattinata dopo la diffusione dei propri risultati finanziari.

    Il produttore di cavi ha inizialmente guadagnato terreno, prima di annullare i rialzi e passare in territorio negativo.

    Successivamente, le azioni hanno recuperato, tornando a salire di oltre l’1%.

    Le oscillazioni si sono verificate mentre gli investitori esaminavano l’andamento finanziario trimestrale della società.

    I titoli bancari italiani cedono in media lo 0,9%

    I titoli bancari quotati a Milano hanno registrato una flessione media dello 0,9% nelle prime contrattazioni.

    Il ribasso è risultato in linea con la debolezza del settore bancario europeo, riflessa nell’andamento dell’indice STOXX 600 Banks.

    La performance del comparto bancario ha contribuito alla flessione del FTSE MIB, insieme alle perdite di singole società tra cui Campari e Stellantis.

    Attesa per la decisione della BCE sui tassi di interesse

    Gli investitori erano in attesa della comunicazione della Banca Centrale Europea sui tassi di interesse, prevista nel corso della giornata.

    Le aspettative prevalenti sul mercato indicavano il mantenimento degli attuali livelli dei tassi.

    La decisione attesa seguiva l’annuncio della Federal Reserve statunitense della sera precedente, quando anche la banca centrale americana aveva lasciato invariato il costo del denaro.

    I risultati societari e gli sviluppi della politica monetaria rappresentavano i principali elementi seguiti dagli operatori durante la sessione mattutina.

    Maggiori informazioni sulla Borsa di Milano

    La Borsa di Milano è il principale mercato azionario italiano e il FTSE MIB ne rappresenta l’indice di riferimento.

    L’indice comprende importanti società italiane quotate attive nei settori bancario, manifatturiero, automobilistico, dei beni di consumo e in altri comparti industriali.

    Il suo andamento riflette le variazioni dei prezzi delle azioni delle società componenti, comprese quelle legate alla pubblicazione dei risultati finanziari e alle condizioni generali dei mercati.

  • Prysmian alza le previsioni per il 2026 dopo un EBITDA rettificato record di 851 milioni di euro nel terzo trimestre

    Prysmian alza le previsioni per il 2026 dopo un EBITDA rettificato record di 851 milioni di euro nel terzo trimestre

    Prysmian (BIT:PRY) ha rivisto al rialzo le proprie previsioni finanziarie per l’intero esercizio 2026 dopo aver registrato un EBITDA rettificato di 851 milioni di euro nel terzo trimestre, in aumento del 32,1% su base annua e superiore alle attese degli analisti di 793 milioni di euro. Il produttore italiano di cavi ha inoltre riportato una crescita organica dei ricavi a doppia cifra, sostenuta dalla domanda nei settori della trasmissione di energia, dell’elettrificazione e delle infrastrutture digitali.

    La società ha aumentato le stime relative all’EBITDA rettificato e al flusso di cassa disponibile, dichiarando inoltre di prevedere il superamento degli obiettivi finanziari fissati per il 2028 con due anni di anticipo.

    L’EBITDA rettificato del terzo trimestre aumenta del 32,1%

    Prysmian ha registrato un EBITDA rettificato di 851 milioni di euro nel terzo trimestre 2026, rispetto al consensus degli analisti di 793 milioni di euro.

    Il dato rappresenta un incremento del 32,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e costituisce un record trimestrale per la società.

    I ricavi hanno raggiunto 6,42 miliardi di euro, con una crescita organica del 13,1%.

    Il fatturato riportato ha inoltre superato il consensus di 5,93 miliardi di euro pubblicato da Prysmian il 21 ottobre.

    La società ha attribuito la performance trimestrale alla domanda nelle attività di trasmissione elettrica, elettrificazione e soluzioni digitali.

    L’utile netto del gruppo scende a 408 milioni di euro

    Nonostante l’aumento dell’EBITDA rettificato, Prysmian ha registrato una diminuzione del 31,4% dell’utile netto di gruppo nel terzo trimestre.

    L’utile netto è sceso a 408 milioni di euro, rispetto ai 595 milioni di euro dello stesso periodo del 2025.

    Nei primi nove mesi del 2026, l’utile netto attribuibile al gruppo è diminuito a 977 milioni di euro, contro 1,02 miliardi di euro dell’anno precedente.

    Il confronto su base annua è stato influenzato in parte da una plusvalenza non ricorrente registrata nel 2025 in seguito alla vendita della partecipazione di Prysmian in YOFC.

    I dati mostrano quindi una crescita della redditività operativa rettificata accompagnata da una riduzione dell’utile netto riportato.

    Prysmian alza le previsioni di EBITDA rettificato per l’intero esercizio

    Prysmian ha aumentato la guidance sull’EBITDA rettificato per l’intero esercizio 2026 a un intervallo compreso tra 3,075 e 3,125 miliardi di euro.

    La nuova previsione si confronta con il precedente intervallo di 2,8-2,9 miliardi di euro.

    Al punto medio, la guidance aggiornata implica un EBITDA rettificato di 3,10 miliardi di euro, rispetto ai 2,85 miliardi di euro della precedente previsione.

    L’amministratore delegato Massimo Battaini ha definito il periodo di riferimento il “nostro miglior trimestre di sempre”.

    Battaini ha indicato che i risultati trimestrali hanno sostenuto la decisione della società di aumentare nuovamente le aspettative finanziarie annuali.

    Le previsioni sul flusso di cassa disponibile salgono fino a 1,85 miliardi di euro

    Prysmian ha inoltre rivisto le proprie previsioni sul flusso di cassa disponibile per l’intero esercizio.

    La società prevede ora un free cash flow compreso tra 1,75 e 1,85 miliardi di euro per il 2026.

    La precedente guidance indicava un intervallo tra 1,65 e 1,75 miliardi di euro.

    Il punto medio della nuova previsione è pari a 1,80 miliardi di euro, con un aumento di 100 milioni di euro rispetto al precedente valore centrale di 1,70 miliardi di euro.

    L’aggiornamento delle stime sul flusso di cassa disponibile è stato annunciato insieme all’incremento della guidance sull’EBITDA rettificato.

    La divisione Transmission registra una crescita organica del 23,1%

    La divisione Transmission di Prysmian ha registrato una crescita organica dei ricavi del 23,1% nel terzo trimestre.

    Il segmento ha riportato un margine EBITDA rettificato del 20%.

    La società ha identificato la trasmissione di energia elettrica tra i fattori che hanno contribuito alla crescita trimestrale dei ricavi e della redditività.

    La domanda nelle attività di trasmissione ha contribuito all’aumento complessivo delle vendite del gruppo.

    I ricavi di Digital Solutions aumentano del 17,3%

    Prysmian ha registrato una crescita organica dei ricavi del 17,3% nella divisione Digital Solutions.

    Il margine EBITDA rettificato del segmento è salito al 25%, rispetto al 19,6% dello stesso periodo dell’anno precedente.

    La variazione rappresenta un miglioramento di 5,4 punti percentuali su base annua.

    La società ha riportato l’aumento dei ricavi e della redditività delle attività digitali in un contesto di domanda legata alle infrastrutture per i data center.

    Industrial & Construction cresce organicamente del 14,2%

    La divisione Industrial & Construction ha registrato una crescita organica dei ricavi del 14,2% nel terzo trimestre.

    Il margine EBITDA rettificato ha raggiunto il 17,6%.

    Prysmian ha indicato la domanda associata alla costruzione di data center tra i fattori che hanno contribuito alla performance della divisione.

    La crescita del segmento si è aggiunta agli incrementi registrati nelle attività Transmission e Digital Solutions durante il trimestre.

    Prysmian prevede di superare in anticipo gli obiettivi finanziari del 2028

    Dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre, Prysmian ha dichiarato di prevedere il superamento già nel 2026 degli obiettivi di EBITDA rettificato e flusso di cassa disponibile originariamente fissati per il 2028.

    La società prevede quindi di raggiungere tali livelli finanziari con due anni di anticipo rispetto al piano iniziale.

    Questa aspettativa è stata comunicata insieme alla revisione al rialzo della guidance per il 2026.

    L’annuncio fornito non specifica i valori numerici originari degli obiettivi per il 2028.

    Il consiglio di amministrazione approva un nuovo impianto per vergella di rame in Texas

    Prysmian ha inoltre annunciato che il consiglio di amministrazione ha approvato la realizzazione di un secondo impianto per la produzione di vergella di rame presso lo stabilimento Encore Wire in Texas.

    Il progetto rientra in un programma di investimenti superiore a 700 milioni di euro, destinato ad ampliare la capacità produttiva.

    La decisione di investimento è stata comunicata insieme ai risultati finanziari trimestrali e alle previsioni annuali aggiornate.

    Maggiori informazioni su Prysmian

    Prysmian (BIT:PRY) è un produttore italiano di cavi e sistemi utilizzati nella trasmissione di energia, nell’elettrificazione, nelle applicazioni industriali e nelle infrastrutture digitali.

    Le sue attività comprendono le divisioni Transmission, Digital Solutions e Industrial & Construction.

    I principali indicatori finanziari della società includono ricavi, crescita organica, EBITDA rettificato, margini divisionali, utile netto e flusso di cassa disponibile.