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  • I futures indicano un avvio debole per Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures indicano un avvio debole per Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures statunitensi puntano al ribasso prima dell’apertura

    I futures sui principali indici statunitensi hanno scambiato in territorio negativo martedì mattina, indicando una probabile apertura in calo per Wall Street mentre gli investitori restano cauti dopo la chiusura perlopiù negativa di lunedì, nonostante il recupero registrato nella parte finale della seduta.

    I titoli tecnologici dovrebbero continuare a subire pressioni amid crescenti preoccupazioni per le valutazioni elevate dopo il recente rally che ha portato il settore su nuovi massimi storici.

    L’attenzione degli investitori è sempre più concentrata sui risultati trimestrali di Nvidia (NASDAQ:NVDA), attesi dopo la chiusura dei mercati di mercoledì.

    Essendo una delle società leader nel settore dell’intelligenza artificiale, i risultati e le previsioni di Nvidia sono considerati cruciali per il sentiment generale dei mercati e per le prospettive dei titoli legati all’AI.

    Prezzi del petrolio e rendimenti obbligazionari restano sotto osservazione

    Gli operatori continuano inoltre a monitorare i prezzi elevati del petrolio e il recente aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi, anche se entrambi hanno mostrato un moderato calo nelle contrattazioni di martedì mattina.

    “While the Nasdaq remains near highs and the broader AI trade is still intact, recent sessions have seen some profit-taking in semiconductors and mega-cap tech as yields rise and positioning looks increasingly stretched,” ha dichiarato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.

    Ha aggiunto: “The market is not abandoning the earnings and AI story but the combination of higher oil, higher yields and extremely strong positioning is making it harder for the sector to continue its near-vertical ascent without pauses or pullbacks.”

    Le azioni recuperano parte delle perdite dopo il ribasso iniziale

    Dopo il forte sell-off registrato venerdì scorso, i mercati azionari statunitensi sono rimasti sotto pressione per gran parte della seduta di lunedì prima di recuperare parte delle perdite nelle ultime ore di contrattazione.

    I principali indici hanno recuperato significativamente dai minimi intraday, con il Dow Jones Industrial Average tornato in territorio positivo prima della chiusura.

    Il Dow è salito di 159,95 punti, pari allo 0,3%, chiudendo a 49.686,12. L’S&P 500 ha invece perso 5,45 punti, pari allo 0,1%, a 7.403,05, mentre il Nasdaq Composite è sceso di 134,41 punti, pari allo 0,5%, a 26.090,73.

    Le tensioni in Medio Oriente continuano a pesare sul sentiment

    La debolezza iniziale di Wall Street ha riflesso le persistenti preoccupazioni legate al conflitto in Medio Oriente dopo che il presidente Donald Trump ha avvertito che per l’Iran “clock is ticking.”

    In un post pubblicato su Truth Social, Trump ha dichiarato che l’Iran “better get moving, FAST, or there won’t be anything left of them,” alimentando i timori di una possibile ripresa delle operazioni militari statunitensi.

    Axios, citando due funzionari statunitensi, ha riferito che Trump dovrebbe riunire martedì il suo team per la sicurezza nazionale nella Situation Room per discutere possibili opzioni militari.

    Il conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran ha di fatto bloccato lo Stretto di Hormuz, una rotta cruciale per il trasporto globale di energia, contribuendo a una forte impennata dei prezzi del petrolio e aumentando le preoccupazioni su inflazione e politica monetaria.

    I rendimenti dei Treasury sono balzati venerdì scorso mentre gli investitori hanno iniziato a ipotizzare che la prossima mossa della Federal Reserve sui tassi di interesse possa essere un rialzo piuttosto che un taglio.

    I prezzi del petrolio e i rendimenti obbligazionari hanno continuato a salire nel corso della seduta di lunedì, aumentando ulteriormente la pressione sui mercati azionari.

    Tuttavia, le azioni hanno ridotto le perdite nella parte finale della giornata dopo che Trump ha dichiarato di aver deciso di rinviare l’azione militare contro l’Iran in seguito alle richieste dei leader mediorientali.

    Trump ha affermato di aver ordinato alle forze armate di essere “prepared to go forward with a full, large scale assault of Iran, on a moment’s notice, in the event that an acceptable Deal is not reached.”

    I semiconduttori tra i peggiori performer della seduta

    I produttori di chip hanno registrato alcune delle perdite più pesanti della seduta di lunedì, trascinando il Philadelphia Semiconductor Index in calo del 2,5%.

    Anche i titoli hardware hanno mostrato una marcata debolezza, con il NYSE Arca Computer Hardware Index in ribasso del 2,2%.

    Al contrario, i titoli legati ai servizi petroliferi hanno sovraperformato grazie all’aumento dei prezzi energetici, spingendo il Philadelphia Oil Service Index in rialzo del 3,4%.

    Anche i produttori di petrolio, le società di telecomunicazioni e i titoli immobiliari commerciali hanno registrato guadagni, contribuendo a limitare le perdite complessive del mercato.

  • I mercati europei avanzano grazie all’ottimismo per un possibile accordo con l’Iran: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati europei avanzano grazie all’ottimismo per un possibile accordo con l’Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse salgono dopo i segnali di Trump su una possibile svolta diplomatica

    I mercati azionari europei hanno chiuso in rialzo martedì dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che esiste una “very good chance” che Washington possa raggiungere un accordo con l’Iran per impedire a Teheran di sviluppare un’arma nucleare.

    Il sentiment degli investitori è stato ulteriormente sostenuto dal calo di quasi il 2% dei prezzi del petrolio in seguito ai commenti di Trump, mentre i mercati obbligazionari si sono stabilizzati dopo le recenti forti vendite.

    I dati sul mercato del lavoro britannico pesano sulla sterlina

    La sterlina britannica si è indebolita dopo che i dati ufficiali hanno mostrato un lieve aumento del tasso di disoccupazione nel Regno Unito nei tre mesi fino a marzo.

    Il tasso di disoccupazione è salito al 5,0% nel periodo gennaio-marzo rispetto al 4,9% registrato nel trimestre precedente.

    Il numero dei disoccupati è aumentato a 1,806 milioni rispetto a 1,780 milioni nel periodo dicembre-febbraio.

    In rialzo i principali indici europei

    L’indice tedesco DAX ha guadagnato l’1,3%, il CAC 40 francese è salito dello 0,7%, mentre il FTSE 100 britannico ha registrato un progresso dello 0,5%.

    I titoli societari guidano i rialzi del mercato

    Le azioni di LSEG (LSE:LSEG) sono salite con forza dopo che il gestore della Borsa di Londra ha annunciato il rinnovo della sua partnership tecnologica di lunga data con Broadcom.

    Anche Dr. Martens (LSE:DOCS) ha registrato un forte rialzo dopo che il produttore di calzature ha riportato un aumento del 61% dell’utile adjusted ante imposte annuale, superiore alle attese.

    La società di distribuzione specializzata Diploma Plc (LSE:DPLM) è balzata dopo aver pubblicato solidi risultati semestrali e aver migliorato la guidance per l’intero esercizio.

    Hilton Food (LSE:HFG) ha anch’essa registrato forti guadagni dopo aver confermato le previsioni sull’utile adjusted ante imposte per l’intero anno.

    Stellantis (BIT:STLAM) è avanzata dopo che il gruppo automobilistico ha dichiarato che la produzione del progetto E-Car, dedicato a veicoli elettrici piccoli ed economici, inizierà nel 2028.

    Sanofi (EU:SAN) ha chiuso in rialzo dopo che il gruppo farmaceutico francese ha comunicato che uno studio clinico ha mostrato risultati migliori del previsto per la sua terapia destinata a una malattia rara, migliorando una proteina polmonare chiave nei pazienti affetti da una patologia genetica.

    La società tecnologica svedese Lagercrantz (BIT:1LAGR) è salita con forza dopo aver pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese.

    Anche il gruppo della difesa Saab (BIT:1SAAB) ha guadagnato terreno dopo che la Svezia ha annunciato l’acquisto di quattro fregate navali dalla francese Naval Group in un accordo dal valore di circa 4 miliardi di dollari.

  • Le azioni di Ferrari Group balzano dopo una crescita organica del 7,4% nel primo trimestre

    Le azioni di Ferrari Group balzano dopo una crescita organica del 7,4% nel primo trimestre

    Le azioni di Ferrari Group (BIT:RACE) (NYSE:RACE) sono salite di oltre l’8% martedì dopo che la società ha annunciato ricavi trimestrali pari a 90 milioni di euro e una crescita organica annua del 7,4%.

    La società ha spiegato che i risultati sono stati sostenuti dalle solide performance delle controllate in Brasile, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti, mentre l’Asia continua a risentire della persistente debolezza del mercato cinese.

    Ferrari Group ha inoltre sottolineato che i nuovi hub aperti in Arabia Saudita e Vietnam hanno iniziato a generare ricavi nel corso del trimestre. Nel frattempo, attività avviate in precedenza, come l’operazione in Botswana lanciata nel 2024, si sono trasformate in contributori stabili per il gruppo.

    Gli analisti di Goldman Sachs hanno definito l’aggiornamento sul trading “in line with our expectations.”

    La società ha confermato la guidance per l’intero esercizio, prevedendo una crescita dei ricavi compresa tra il 3% e il 6% a cambi costanti e un margine EBITDA adjusted sostanzialmente stabile rispetto al 26% registrato nel 2025.

  • Il petrolio scende di quasi il 2% dopo che Trump rinvia l’attacco previsto contro l’Iran

    Il petrolio scende di quasi il 2% dopo che Trump rinvia l’attacco previsto contro l’Iran

    I prezzi del petrolio sono diminuiti martedì dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di aver rinviato un attacco militare pianificato contro l’Iran per concedere più tempo ai negoziati finalizzati alla fine del conflitto in Medio Oriente.

    Trump ha scritto sui social media lunedì che un attacco contro l’Iran previsto per martedì era stato sospeso mentre proseguivano gli sforzi diplomatici. Ha inoltre aggiunto che gli Stati Uniti restano pronti a riprendere le operazioni militari qualora i negoziati non portassero a un accordo.

    I futures sul Brent con consegna a luglio sono scesi di 2,02 dollari, pari all’1,8%, a 110,08 dollari al barile alle 08:02 GMT. Il greggio statunitense West Texas Intermediate con consegna a giugno, in scadenza martedì, ha perso 47 centesimi, pari allo 0,4%, a 108,19 dollari al barile. Il contratto WTI di luglio, più attivamente scambiato, è sceso di 1,15 dollari, pari all’1,1%, a 103,23 dollari.

    “While Trump’s signal has eased some immediate pressure, the fundamental risks persist …. The market is now watching whether Trump’s comments represent a genuine shift toward de-escalation or just a tactical pause,” ha dichiarato Tim Waterer, chief market analyst di KCM Trade.

    Nella seduta precedente, Brent e WTI avevano raggiunto rispettivamente i livelli più alti dal 5 maggio e dal 30 aprile.

    Il conflitto in Medio Oriente ha di fatto bloccato lo Stretto di Hormuz, una rotta marittima strategica che normalmente trasporta circa un quinto delle forniture globali di petrolio e gas naturale liquefatto. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, la situazione rappresenta attualmente la più grande interruzione delle forniture petrolifere a livello mondiale.

    Secondo quanto riportato martedì dai media statali iraniani, l’ultima proposta di pace avanzata da Teheran agli Stati Uniti includerebbe la cessazione delle ostilità su tutti i fronti, compreso il Libano, il ritiro delle forze statunitensi dalle aree vicine all’Iran e risarcimenti per i danni causati dal conflitto.

    Separatamente, il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha prorogato di altri 30 giorni una deroga alle sanzioni, consentendo ai Paesi definiti “energy-vulnerable” di continuare ad acquistare petrolio russo trasportato via mare.

    Negli Stati Uniti, i dati del Dipartimento dell’Energia hanno mostrato che la scorsa settimana sono stati prelevati 9,9 milioni di barili dalla Strategic Petroleum Reserve, un record che ha ridotto le scorte a circa 374 milioni di barili, il livello più basso dal luglio 2024.

    Nel frattempo, gli analisti si aspettano che i dati ufficiali della Energy Information Administration, in uscita mercoledì, mostrino un calo di circa 3,4 milioni di barili nelle scorte di greggio statunitensi nella settimana terminata il 15 maggio.

  • L’oro arretra mentre gli investitori seguono gli sviluppi sui negoziati per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran

    L’oro arretra mentre gli investitori seguono gli sviluppi sui negoziati per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran

    I prezzi dell’oro sono scesi martedì, cancellando gran parte dei guadagni della seduta precedente mentre i trader continuavano a valutare gli sviluppi legati a un possibile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.

    Il metallo prezioso ha oscillato tra rialzi e ribassi prima di scendere verso quota 4.538 dollari l’oncia. Il presidente Donald Trump ha dichiarato lunedì di aver autorizzato una nuova serie di attacchi contro l’Iran questa settimana, ma di aver deciso di rinviare l’azione dopo le richieste di tre alleati del Golfo che chiedevano più tempo per negoziare un accordo sul nucleare.

    Secondo Trump, i leader di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti lo hanno esortato a posticipare l’azione militare perché ritenevano ancora possibile raggiungere un accordo con l’Iran che soddisfacesse le richieste degli Stati Uniti. In precedenza, Axios aveva riferito che la Casa Bianca considerava priva di progressi significativi una proposta consegnata dall’Iran domenica tramite mediatori pakistani.

    Nel frattempo, i rendimenti dei Treasury statunitensi sono rimasti vicini ai massimi pluriennali, poiché i prezzi elevati dell’energia continuano ad alimentare le preoccupazioni sull’inflazione. Rendimenti più alti tendono a ridurre l’attrattiva di asset che non generano interessi come l’oro. Allo stesso tempo, il dollaro si è rafforzato dello 0,2%, rendendo il metallo prezioso più costoso per gli acquirenti che utilizzano altre valute.

    L’oro si è mosso in gran parte all’interno di una fascia ristretta dopo essere crollato nelle prime fasi del conflitto, mentre i timori legati all’inflazione sono stati mitigati dalle aspettative che un rallentamento della crescita economica possa portare in futuro a un allentamento monetario. Dall’inizio della guerra, il prezzo dell’oro è sceso di quasi il 14%.

    La “fluidità per quanto riguarda la situazione in Medio Oriente insieme ai prezzi del petrolio e ai rendimenti obbligazionari” potrebbe continuare a pesare sull’oro nel breve termine, ha dichiarato Vasu Menon, strategist di Oversea-Chinese Banking Corp. “Continuiamo a vedere l’oro come una copertura utile contro le incertezze globali, considerando i significativi cambiamenti politici ed economici in atto a livello mondiale, che sembrano destinati ad accelerare nei prossimi anni,” ha aggiunto.

    L’oro spot perdeva lo 0,7% a 4.536,52 dollari l’oncia alle 13:35 a Singapore. L’argento è sceso del 2% a 75,80 dollari, mentre anche platino e palladio hanno registrato ribassi.

  • I prezzi del nickel salgono per i timori sull’offerta dall’Indonesia dopo i tagli alla produzione

    I prezzi del nickel salgono per i timori sull’offerta dall’Indonesia dopo i tagli alla produzione

    I prezzi del nickel sono aumentati martedì mentre il mercato reagiva ai potenziali rischi per l’offerta provenienti dall’Indonesia, il maggiore produttore mondiale di nickel, dopo le notizie secondo cui Tsingshan Group avrebbe chiesto ai produttori di nickel pig iron nel complesso industriale di Weda Bay di ridurre la produzione.

    Il nickel a tre mesi sul London Metal Exchange è salito dello 0,4% a 18.567 dollari per tonnellata metrica alle 08:17 GMT.

    Secondo le indiscrezioni, Tsingshan Group avrebbe chiesto agli operatori presenti a Weda Bay di diminuire la produzione di nickel pig iron per destinare una maggiore capacità elettrica alle attività di produzione di alluminio.

    Tsingshan gestisce sia impianti di nickel pig iron sia fonderie di alluminio all’interno del polo industriale, con entrambe le attività alimentate da centrali elettriche a carbone captive.

    La decisione evidenzia come l’espansione del gruppo nel settore dell’alluminio stia iniziando a incidere sulla capacità produttiva di nickel, alimentando timori di un irrigidimento dell’offerta sul mercato globale del nickel.

  • Le dichiarazioni di Trump sull’Iran alimentano le speranze di un accordo di pace mentre i mercati monitorano petrolio e boom dell’IA: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Le dichiarazioni di Trump sull’Iran alimentano le speranze di un accordo di pace mentre i mercati monitorano petrolio e boom dell’IA: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I futures statunitensi si muovono con cautela in attesa dei risultati societari chiave

    I futures azionari statunitensi sono rimasti quasi invariati nella mattinata di martedì, mentre gli investitori valutavano il rinnovato ottimismo su un possibile accordo di pace tra Stati Uniti e Iran e si preparavano a una settimana cruciale per gli utili del settore tecnologico.

    Alle 03:30 ET, i futures sul Dow Jones erano sostanzialmente invariati, i futures sull’S&P 500 perdevano lo 0,1% e quelli sul Nasdaq 100 cedevano lo 0,2%.

    Sul fronte delle trimestrali, gli operatori seguiranno attentamente i risultati di Home Depot (NYSE:HD), i primi di una lunga serie di pubblicazioni da parte dei principali retailer rivolti ai consumatori. Tuttavia, l’attenzione del mercato resta concentrata soprattutto sul colosso dei semiconduttori Nvidia (NASDAQ:NVDA), i cui conti offriranno un’importante indicazione sullo stato del boom legato all’intelligenza artificiale che continua a sostenere i mercati azionari nonostante il conflitto con l’Iran.

    Wall Street ha chiuso la seduta di lunedì in ordine sparso, con il Nasdaq Composite e l’S&P 500 in calo, mentre il Dow Jones Industrial Average ha sovraperformato con un rialzo dello 0,3%.

    Oltre alle prese di profitto sui titoli tecnologici, il sentiment di mercato è stato appesantito dal rialzo dei rendimenti dei Treasury statunitensi e dai prezzi elevati del petrolio.

    Trump sospende nuovi attacchi contro l’Iran

    Il sentiment degli investitori è migliorato più tardi nella seduta di lunedì dopo alcune dichiarazioni del presidente Donald Trump che hanno contribuito a ridurre i timori di un’ulteriore escalation in Medio Oriente.

    Secondo gli analisti di Deutsche Bank, i commenti pubblicati da Trump sui social media hanno aiutato l’S&P 500 a recuperare gran parte delle perdite intraday.

    Trump ha dichiarato di aver annullato i piani per nuovi attacchi contro l’Iran dopo le richieste avanzate da diversi leader del Golfo. Il presidente ha affermato che “serious negotiations are now taking place,” aggiungendo che, “in the opinion” delle autorità del Golfo, un “Deal will be made, which will be very acceptable to the United States of America, as well as all Countries in the Middle East, and beyond.”

    Ha inoltre sottolineato che qualsiasi accordo includerà “NO NUCLEAR WEAPONS FOR IRAN!” pur precisando di aver ordinato alle forze armate statunitensi di restare pronte a lanciare una “full, large scale assault on Iran, on a moment’s notice” nel caso in cui i negoziati dovessero fallire.

    “La notizia ha contribuito a ridurre parte del premio per il rischio che si era accumulato nel corso della giornata di ieri,” hanno dichiarato gli analisti di Deutsche Bank.

    I media statali iraniani hanno riferito separatamente che Teheran avrebbe inviato una nuova proposta di pace a Washington che prevederebbe la fine delle ostilità su tutti i fronti, il ritiro delle forze statunitensi dalle aree vicine all’Iran e risarcimenti per i danni causati dagli attacchi americani e israeliani.

    I prezzi del petrolio arretrano ma restano elevati

    I futures sul Brent, benchmark globale del greggio, erano in calo dell’1,8% a 110,07 dollari al barile. Prima dell’inizio dell’offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele contro l’Iran alla fine di febbraio, il Brent veniva scambiato intorno ai 70 dollari al barile.

    Gli investitori continuano a temere che un’interruzione prolungata delle forniture energetiche globali possa riaccendere le pressioni inflazionistiche e costringere le banche centrali a mantenere elevati i tassi di interesse o addirittura ad aumentarli ulteriormente.

    Il calo dei prezzi del petrolio ha comunque aiutato a stabilizzare i mercati obbligazionari globali dopo le forti vendite registrate negli ultimi giorni. I rendimenti dei Treasury statunitensi decennali sono scesi dai massimi da oltre un anno, mentre anche il rendimento del Treasury biennale ha registrato una lieve flessione.

    Anche i rendimenti obbligazionari nell’Eurozona, inclusi quelli di Germania, Francia, Spagna e Italia, sono diminuiti, riflettendo una rinnovata domanda di titoli a reddito fisso.

    “While near-term yield volatility may keep markets on edge, current attractive yields and growth risks point to an appealing risk-return profile for short- and medium-maturity quality bonds,” hanno scritto gli analisti di UBS Global Wealth Management.

    Google e Blackstone lanciano una nuova società cloud per l’intelligenza artificiale

    Alphabet, tramite Google (NASDAQ:GOOG), e Blackstone (NYSE:BX) hanno annunciato la creazione di una nuova società cloud dedicata all’intelligenza artificiale che utilizzerà i chip proprietari di Google.

    Blackstone investirà 5 miliardi di dollari e deterrà la quota di maggioranza della joint venture, secondo quanto comunicato dalle due società.

    Il progetto punta a portare online 500 megawatt di capacità di calcolo entro il 2027, con l’obiettivo di aumentare significativamente l’infrastruttura nel tempo.

    La nuova società dovrebbe competere con operatori specializzati nell’AI computing come CoreWeave e rafforzare gli sforzi di Google per commercializzare i propri chip dedicati all’intelligenza artificiale, aumentando così la concorrenza per Nvidia.

    L’economia giapponese cresce oltre le attese nel primo trimestre

    L’economia giapponese ha registrato una crescita superiore alle aspettative nel primo trimestre, sostenuta dalla solidità dei consumi privati e delle esportazioni.

    I dati preliminari pubblicati martedì dal governo mostrano che il PIL annualizzato è cresciuto del 2,1% nel periodo gennaio-marzo, superando le previsioni di mercato pari all’1,7% e accelerando rispetto all’espansione rivista dello 0,8% del trimestre precedente.

    Su base trimestrale, il PIL è aumentato dello 0,5%, oltre le attese per un incremento dello 0,4% e in miglioramento rispetto allo 0,2% registrato nel trimestre precedente.

    Nonostante i dati positivi, gli economisti hanno avvertito che l’impatto economico della guerra con l’Iran potrebbe intensificarsi nei prossimi mesi, soprattutto a causa dell’aumento dei costi energetici per le economie asiatiche dipendenti dalle importazioni di combustibili.

    “L’economia giapponese ha affrontato la guerra con l’Iran con un buon slancio ma riteniamo che la crescita del PIL si fermerà in questo trimestre e nel prossimo,” hanno dichiarato gli analisti di Capital Economics.

    “Guardando avanti, la decisione del governo di limitare i prezzi dei prodotti petroliferi significa che l’inflazione rimarrà contenuta per il momento. Tuttavia, è improbabile che ciò duri, poiché i prezzi energetici più elevati stanno aumentando i costi dei prodotti importati e finiranno per tradursi in bollette più alte nel prossimo futuro.”

  • Le borse europee avanzano grazie alle speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee avanzano grazie alle speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno aperto in rialzo martedì, sostenuti dall’ottimismo degli investitori riguardo alla possibilità di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran.

    Alle 07:05 GMT, l’indice paneuropeo Stoxx 600 guadagnava lo 0,3%, mentre il DAX tedesco saliva dello 0,7%. Il CAC 40 francese avanzava dello 0,3% e il FTSE 100 britannico dello 0,4%.

    Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di aver rinunciato a lanciare nuovi attacchi contro l’Iran, mentre Teheran ha fatto sapere di aver inviato una nuova proposta di pace a Washington.

    Il conflitto tra Stati Uniti e Iran prosegue dalla fine di febbraio. Sebbene un fragile cessate il fuoco sia rimasto in vigore più a lungo rispetto alla fase iniziale dei bombardamenti in Medio Oriente, i tentativi di raggiungere una soluzione duratura non hanno ancora avuto successo, lasciando entrambe le parti bloccate in uno stallo prolungato.

    Una delle principali preoccupazioni per i mercati resta lo Stretto di Hormuz, fortemente compromesso da settimane a causa dei blocchi navali statunitensi e iraniani. La situazione ha pesantemente ostacolato i flussi globali di petrolio, facendo salire i prezzi del greggio ben oltre i livelli precedenti al conflitto. Circa il 20% della produzione mondiale di petrolio transita attraverso questo stretto strategico lungo la costa meridionale iraniana.

    I futures sul Brent, riferimento globale per il petrolio, erano in calo dell’1,5% a 110,47 dollari al barile. Prima dello scoppio del conflitto, il Brent veniva scambiato intorno ai 70 dollari al barile.

    Gli investitori temono che uno shock energetico prolungato possa alimentare l’inflazione globale e costringere le banche centrali a mantenere i tassi di interesse elevati più a lungo.

    Nonostante le tensioni geopolitiche, il sentiment sui mercati azionari continua a beneficiare del forte entusiasmo legato all’intelligenza artificiale. Questo ottimismo potrebbe però essere messo alla prova più avanti nella settimana, quando il produttore statunitense di chip Nvidia (NASDAQ:NVDA) pubblicherà i suoi ultimi risultati finanziari.

  • La Borsa di Milano apre in lieve rialzo tra speranze di distensione in Iran, Avio vola e il petrolio arretra

    La Borsa di Milano apre in lieve rialzo tra speranze di distensione in Iran, Avio vola e il petrolio arretra

    La Borsa italiana ha aperto in moderato rialzo, in linea con gli altri mercati europei sostenuti dai segnali di un possibile allentamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

    Il sentiment degli investitori è migliorato dopo le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha affermato di aver annullato un attacco contro l’Iran dopo la ricezione di una nuova proposta di pace da parte di Teheran, alimentando le speranze di una soluzione diplomatica del conflitto.

    A sostenere il clima di prudente ottimismo contribuisce anche il leggero calo dei prezzi del petrolio, che restano comunque su livelli elevati, con il Brent intorno ai 110 dollari al barile.

    Intorno alle 9:40 il FTSE MIB guadagnava lo 0,2%.

    Tra i titoli migliori si è distinta Avio, in rialzo del 5,4%, dopo che il gruppo aerospaziale ha annunciato il successo del lancio del satellite scientifico “Smile” (Solar wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer) a bordo di un vettore Vega C.

    Acquisti anche sui titoli della difesa, con Leonardo S.p.A. (BIT:LDO) in progresso del 2,6% e Fincantieri (BIT:FCT) in rialzo del 2,5%, mentre il comparto industriale si è mosso complessivamente in territorio positivo.

    Stellantis N.V. (BIT:STLAM) è salita dello 0,8% dopo aver annunciato il lancio del progetto “E-Car”, una nuova auto elettrica compatta e accessibile. L’attenzione degli investitori resta concentrata sull’investor day previsto per giovedì prossimo, durante il quale il gruppo automobilistico presenterà le proprie strategie.

    Bene anche utility e finanziari. Tra questi si è distinta Nexi S.p.A. (BIT:NEXI), in crescita di quasi il 2%, dopo che la concorrente francese Worldline ha annunciato l’acquisizione del restante 20% detenuto da Eurobank nella loro joint venture per 72 milioni di euro.

    Il calo del petrolio ha invece penalizzato i titoli energetici. Eni S.p.A. (BIT:ENI), Saipem (BIT:SPM) e Tenaris (BIT:TEN) hanno ceduto tra lo 0,7% e l’1,7%.

    In fondo al FTSE MIB, Prysmian S.p.A. (BIT:PRY) ha perso il 2,7%.

  • Le azioni Ferretti salgono nonostante il calo degli ordini nel primo trimestre

    Le azioni Ferretti salgono nonostante il calo degli ordini nel primo trimestre

    Le azioni di Ferretti SpA (BIT:YACHT) hanno guadagnato l’1,6% lunedì dopo che il produttore italiano di yacht ha pubblicato i risultati del primo trimestre e confermato la guidance annuale nonostante una flessione della raccolta ordini.

    La società ha registrato ricavi netti nuovi pari a 302,1 milioni di euro nel trimestre, mentre l’EBITDA adjusted si è attestato a 48,7 milioni di euro. L’utile netto del periodo è stato pari a 21,0 milioni di euro.

    La raccolta ordini del primo trimestre è diminuita del 33,6% su base annua a 179,6 milioni di euro. Ferretti ha spiegato che la situazione in Medio Oriente sta causando ritardi sia negli ordini provenienti dalla regione sia nelle consegne delle imbarcazioni destinate a quel mercato. Il backlog netto si attestava a 722,3 milioni di euro alla fine di marzo.

    Nonostante il rallentamento degli ordini, Ferretti ha confermato gli obiettivi per l’intero esercizio, prevedendo ricavi netti nuovi compresi tra 1,25 miliardi e 1,265 miliardi di euro. La società ha inoltre ribadito una previsione di margine EBITDA adjusted tra il 16,2% e il 16,6%, con investimenti stimati tra 70 e 75 milioni di euro.