Le principali piazze europee si sono mosse senza una direzione chiara mercoledì mattina, con gli investitori cauti in vista della pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro statunitense più tardi in giornata.
Alle 09:12 GMT, lo STOXX Europe 600 era in calo dello 0,1%. Il DAX di Francoforte perdeva lo 0,2%, mentre il CAC 40 di Parigi cedeva lo 0,4%. In controtendenza il FTSE 100 di Londra, in rialzo dello 0,4%.
Trimestrali sotto i riflettori in Europa
La stagione degli utili ha continuato a orientare gli scambi.
Koninklijke Ahold Delhaize N.V. (EU:AD) è salita dopo aver riportato ricavi netti trimestrali per 23,5 miliardi di euro, in aumento del 6,1% a cambi costanti. Le vendite comparabili, escluse le carburanti, sono cresciute del 2,5%.
Heineken N.V. (EU:HEIA) ha annunciato fino a 6.000 tagli di posti di lavoro a livello globale e prevede una crescita degli utili più contenuta quest’anno rispetto al 2025, a causa di una domanda debole. Il titolo ha comunque registrato un lieve rialzo.
TotalEnergies SE (EU:TTE) ha comunicato che ridurrà del 62% i riacquisti di azioni nel trimestre in corso per effetto dei prezzi più bassi di petrolio e gas. Gli analisti hanno accolto positivamente l’approccio prudente e il titolo ha guadagnato l’1,4%.
In Germania, Siemens Energy AG (TG:SIE) è balzata oltre il 5% dopo che l’utile netto del primo trimestre è quasi triplicato, sostenuto dalla forte domanda legata all’intelligenza artificiale per turbine a gas e infrastrutture di rete.
Negli Stati Uniti, Ford Motor Company (NYSE:F) ha registrato un lieve rialzo nelle contrattazioni after-hours dopo aver fornito una guidance su utili e flussi di cassa superiore alle attese, nonostante un impatto negativo di 900 milioni di dollari legato al rinvio dell’entrata in vigore di misure di alleggerimento tariffario introdotte dall’amministrazione Trump.
Tra le altre società attese ai risultati figurano Cisco Systems, Inc., McDonald’s Corporation e T-Mobile US, Inc..
Attesa per i dati sull’occupazione USA
L’attenzione del mercato si concentra ora sui dati sull’occupazione negli Stati Uniti, attesi alle 08:30 ET dopo un precedente rinvio.
Gli economisti prevedono la creazione di circa 66.000 nuovi posti di lavoro a gennaio, rispetto ai 50.000 di dicembre.
Nell’ultima riunione di politica monetaria, la Federal Reserve ha definito il mercato del lavoro “in fase di stabilizzazione” dopo un periodo di rallentamento. Questa valutazione, unita a un’inflazione ancora elevata ma stabile, ha portato l’istituto a mantenere i tassi invariati nella fascia 3,5%-3,75%.
Tuttavia, il consigliere economico della Casa Bianca Kevin Hassett ha avvertito che i progressi dell’intelligenza artificiale potrebbero frenare la crescita dell’occupazione nei prossimi mesi, pur migliorando la produttività.
Le prospettive per il 2026 restano incerte, data l’evoluzione ancora poco chiara di occupazione e prezzi, i due pilastri della politica monetaria della Fed. Oltre ai dati sul lavoro, anche l’indice dei prezzi al consumo atteso venerdì potrebbe offrire indicazioni sulla traiettoria dei tassi.
“Le azioni non vogliono assistere a un crollo delle buste paga, ma con l’America corporate sempre più orientata verso efficienze e miglioramenti della produttività, è prevedibile che la creazione di posti di lavoro resti debole nei prossimi mesi”, hanno scritto gli analisti di Vital Knowledge.
Petrolio in rialzo tra tensioni geopolitiche
I prezzi del petrolio sono saliti mentre gli operatori monitoravano l’evoluzione delle relazioni tra Stati Uniti e Iran e la domanda di viaggi in vista di un’importante festività cinese.
Il greggio ha recuperato parte delle perdite della seduta precedente, sostenuto anche da un dollaro più debole.
Il Brent è salito dell’1,4% a 69,74 dollari al barile, mentre il WTI ha guadagnato l’1,5% a 64,90 dollari.
Funzionari iraniani hanno dichiarato che i colloqui sul nucleare con gli Stati Uniti hanno permesso a Teheran di valutare la serietà di Washington e che il dialogo diplomatico proseguirà. Le dichiarazioni seguono i colloqui della scorsa settimana sul programma nucleare iraniano, dopo che il presidente Trump ha inviato ulteriori navi da guerra in Medio Oriente.
Nonostante segnali di progresso, le tensioni sono riemerse dopo l’avvertimento statunitense alle navi in transito nello Stretto di Hormuz. Secondo indiscrezioni, Trump starebbe valutando l’invio di una seconda portaerei vicino all’Iran, aumentando il rischio di escalation.
L’incertezza legata all’Iran ha portato gli operatori a incorporare un premio per il rischio nei prezzi del greggio, temendo possibili interruzioni delle forniture.