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  • Il petrolio resta stabile mentre gli acquisti sui ribassi compensano il miglioramento dell’offerta

    Il petrolio resta stabile mentre gli acquisti sui ribassi compensano il miglioramento dell’offerta

    I prezzi del petrolio sono rimasti pressoché invariati venerdì, con gli investitori che hanno approfittato del recente calo per ricoprire posizioni ribassiste prima del fine settimana festivo negli Stati Uniti. Tuttavia, il miglioramento delle forniture di greggio continua a limitare il potenziale di rialzo.

    Il Brent, riferimento globale del mercato petrolifero, è salito dello 0,2% a 71,96 dollari al barile alle 05:21 ET (09:21 GMT), mentre il West Texas Intermediate statunitense è rimasto sostanzialmente stabile a 68,66 dollari al barile.

    L’andamento riflette il progressivo venir meno del premio di rischio geopolitico accumulato durante il conflitto con l’Iran. L’aumento dei flussi di greggio dal Golfo ha rafforzato le aspettative di un’offerta abbondante nel breve termine, mentre il debole rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti ha ridotto le probabilità di un imminente rialzo dei tassi della Federal Reserve. Nel frattempo, il dollaro è rimasto sostanzialmente stabile, contribuendo a sostenere il comparto delle materie prime.

    Restano al centro dell’attenzione i negoziati tra Stati Uniti e Iran

    Gli investitori hanno continuato a seguire gli sviluppi diplomatici dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di ritenere che l’Iran abbia “accettato praticamente tutto ciò di cui abbiamo bisogno”, lasciando intendere che i colloqui stiano procedendo positivamente.

    Tuttavia, il Wall Street Journal ha riferito che Teheran ha respinto una proposta che prevedeva la rinuncia alle proprie rivendicazioni sullo Stretto di Hormuz in cambio dello sblocco di miliardi di dollari di fondi iraniani congelati. Secondo il quotidiano, Washington avrebbe offerto incentivi finanziari, incluso l’accesso ai fondi congelati, per garantire il libero passaggio nello stretto strategico, ma finora l’Iran avrebbe rifiutato la proposta.

    Questi segnali contrastanti mantengono elevata l’attenzione sui rischi geopolitici, anche se le preoccupazioni per un’interruzione immediata delle esportazioni di greggio dal Golfo si sono attenuate.

    I timori di eccesso di offerta continuano a pesare

    Gli analisti di ANZ hanno affermato che il recente aumento delle posizioni corte ha rappresentato uno dei principali fattori di debolezza del mercato petrolifero, anche se parte degli investitori ha ridotto le scommesse ribassiste prima della festività americana.

    La banca ha osservato che la curva dei future sul Brent resta in contango, con i contratti a breve scadenza inferiori a quelli a più lunga scadenza, segnalando aspettative di eccesso di offerta nel breve periodo. Il recupero dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz e il ritorno delle esportazioni saudite a circa il 90% dei livelli precedenti al conflitto rafforzano questa prospettiva.

    I prezzi più bassi del greggio hanno inoltre favorito gli acquisti delle raffinerie indipendenti cinesi, sostenuti da politiche di prezzo più flessibili da parte di Arabia Saudita e Kuwait. Ciononostante, ANZ ha sottolineato che l’Iran continua ad avere difficoltà a collocare il proprio petrolio, con oltre 58 milioni di barili ancora immagazzinati in deposito galleggiante e più del 90% senza una destinazione definita, secondo i dati di Vortexa.

    I mercati continueranno a monitorare i negoziati tra Stati Uniti e Iran, l’andamento delle esportazioni dal Golfo e l’evoluzione della domanda dopo il fine settimana festivo negli Stati Uniti per individuare nuovi segnali sulla direzione dei prezzi del petrolio.

  • La chiusura di Wall Street, le attese sulla Fed e il rimbalzo dell’Asia guidano i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    La chiusura di Wall Street, le attese sulla Fed e il rimbalzo dell’Asia guidano i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I mercati azionari statunitensi resteranno chiusi venerdì per la festività dell’Independence Day, mentre i future indicano un’apertura positiva alla ripresa delle contrattazioni. Le Borse asiatiche hanno recuperato terreno dopo una settimana volatile grazie al ridimensionamento delle aspettative di un rialzo dei tassi della Federal Reserve, favorito dai deboli dati sull’occupazione negli Stati Uniti. Gli investitori hanno inoltre seguito i rialzi dei fornitori cinesi di Tesla (NASDAQ:TSLA) e i dati migliori delle attese sul settore dei servizi cinese.

    I future di Wall Street salgono dopo il rapporto sul lavoro

    I future sugli indici statunitensi sono avanzati dopo che il rapporto sull’occupazione di giugno ha mostrato una crescita dell’occupazione inferiore alle aspettative, riducendo i timori di un imminente aumento dei tassi.

    Alle 03:11 ET (07:11 GMT), i future sul Dow Jones guadagnavano 148 punti (+0,3%), quelli sull’S&P 500 30 punti (+0,4%) e i future sul Nasdaq 100 278 punti (+0,9%).

    Le principali Borse statunitensi avevano chiuso la seduta precedente con un andamento contrastato, mentre i rendimenti dei Treasury decennali sono rimasti pressoché invariati e quelli biennali hanno registrato un leggero calo.

    Il cambiamento del sentiment è arrivato dopo la pubblicazione dei dati del Dipartimento del Lavoro, che hanno evidenziato una crescita dell’occupazione più debole del previsto. Sebbene il tasso di disoccupazione sia sceso al 4,2%, minimo dell’ultimo anno, gli investitori hanno ridotto le aspettative di un rialzo imminente dei tassi. Anche le recenti dichiarazioni del presidente della Fed Kevin Warsh, secondo cui le pressioni inflazionistiche si sono attenuate, hanno contribuito a questo cambio di scenario.

    Gli analisti di Deutsche Bank hanno osservato che la probabilità implicita di un rialzo dei tassi a luglio è scesa dal 34% di martedì al 18% registrato alla chiusura di giovedì.

    “Inoltre, entro la riunione di dicembre il mercato sconta ormai solo 30 punti base di rialzi, il livello più basso dalla riunione della Fed di un paio di settimane fa, quando il dot plot aveva sorpreso per il suo orientamento restrittivo”, hanno aggiunto.

    Le Borse asiatiche recuperano grazie ai titoli tecnologici

    I mercati azionari asiatici hanno chiuso in rialzo, sostenuti dal cambiamento delle aspettative sulla Fed e dal ritorno degli acquisti nel comparto tecnologico.

    I produttori di semiconduttori hanno guidato il recupero dopo le prese di profitto registrate all’inizio della settimana.

    Samsung Electronics è stata tra le migliori performance dopo le indiscrezioni secondo cui Anthropic, la società che sviluppa Claude Code, starebbe valutando lo sviluppo di un chip per l’intelligenza artificiale insieme al gruppo coreano.

    La notizia ha sostenuto il KOSPI sudcoreano, mentre anche il Nikkei 225 giapponese e l’indice STI di Singapore hanno chiuso in rialzo.

    I fornitori cinesi di Tesla avanzano

    Le azioni dei fornitori cinesi di Tesla (NASDAQ:TSLA) sono salite dopo che il produttore di veicoli elettrici ha comunicato consegne record nel secondo trimestre.

    Ningbo Xusheng, Ningbo Tuopu e Zhejiang Sanhua hanno registrato rialzi compresi tra il 5% e il 9%.

    Tesla ha consegnato 480.126 veicoli nel trimestre, sostenuta dalla domanda europea e da una moderata crescita del mercato cinese.

    Le nuove versioni a basso costo della Model 3 e della Model Y, insieme al restyling della Model Y, hanno contribuito alla crescita delle vendite.

    Il settore dei servizi cinese accelera oltre le previsioni

    L’indice RatingDog PMI Servizi è sceso leggermente a 54,1 da 54,4, ma ha superato il consenso di 53,0.

    Il dato resta sopra quota 50, confermando un’espansione del settore ininterrotta da gennaio 2023.

    L’indagine ha evidenziato un aumento sia della domanda interna sia degli ordini esteri, con le esportazioni di servizi ai livelli più elevati dall’ottobre 2024.

    L’aumento dei costi delle materie prime ha inoltre spinto molte aziende ad aumentare i prezzi di vendita per la prima volta negli ultimi quattro mesi.

    Restano aperte le discussioni sui pedaggi nello Stretto di Hormuz

    Secondo Bloomberg News, alcuni leader europei ritengono sempre più probabile che in futuro le navi debbano pagare tariffe a Iran e Oman per attraversare lo Stretto di Hormuz.

    Secondo fonti vicine ai colloqui, anche alcuni funzionari dei Paesi del Golfo condividono questa ipotesi, pur non trattandosi ancora di una posizione ufficiale.

    Bloomberg ha aggiunto che restano numerose incertezze sull’entità delle eventuali tariffe e sulle implicazioni per il diritto marittimo internazionale.

    Lo Stretto di Hormuz continua a rappresentare uno dei principali punti di tensione geopolitica dopo la sua chiusura da parte dell’Iran in seguito all’operazione militare congiunta tra Stati Uniti e Israele di fine febbraio. I prezzi del petrolio, dopo il forte rialzo iniziale, sono successivamente tornati su livelli vicini a quelli precedenti al conflitto grazie all’accordo di pace temporaneo.

  • Le Borse europee aggiornano i massimi storici grazie ai deboli dati sul lavoro USA: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee aggiornano i massimi storici grazie ai deboli dati sul lavoro USA: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno prolungato il loro rally giovedì, sostenuti da dati sul mercato del lavoro statunitense più deboli del previsto, che hanno ridotto le aspettative di un imminente rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 è salito dello 0,5% nelle prime contrattazioni, raggiungendo un nuovo massimo storico dopo aver già chiuso a livelli record nella seduta precedente.

    Il sentiment degli investitori è migliorato dopo il netto rallentamento della crescita dell’occupazione negli Stati Uniti. I dati hanno attenuato i timori che una politica monetaria restrittiva prolungata potesse frenare ulteriormente la crescita economica europea.

    Una Federal Reserve meno aggressiva riduce infatti la pressione sui costi di finanziamento globali, limita i flussi di capitale verso gli asset statunitensi con rendimenti più elevati e offre alla Banca Centrale Europea maggiore flessibilità nella gestione della propria politica monetaria.

    Prima della pubblicazione dei dati, gli operatori attribuivano oltre il 60% di probabilità a un rialzo dei tassi nella riunione di settembre della Fed, secondo il CME FedWatch. Tali aspettative erano aumentate dopo le recenti dichiarazioni del nuovo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh. Dopo i dati sull’occupazione, tuttavia, il mercato ha rivisto le proprie previsioni, orientandosi verso un mantenimento dei tassi almeno fino a ottobre.

    Le dichiarazioni della BCE sostengono il mercato

    Ulteriore sostegno è arrivato dal forum annuale della Banca Centrale Europea a Sintra, in Portogallo.

    La presidente della BCE Christine Lagarde ha dichiarato che i rischi per l’inflazione e la crescita economica dell’area euro stanno diventando “più ampiamente equilibrati”, offrendo un messaggio rassicurante dopo il rialzo dei tassi di 25 punti base deciso il mese scorso.

    Le sue parole hanno rafforzato l’idea che la BCE possa proseguire il proprio percorso di politica monetaria senza dover necessariamente seguire ogni futura decisione della Federal Reserve.

    Le azioni europee puntano alla migliore settimana degli ultimi mesi

    Lo STOXX 600 si avvia a registrare la migliore performance settimanale degli ultimi due mesi.

    Il clima positivo è stato alimentato anche dai progressi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran.

    L’allentamento delle tensioni geopolitiche ha favorito il calo dei prezzi del petrolio verso i livelli precedenti al conflitto e la graduale normalizzazione del traffico marittimo, riducendo le pressioni inflazionistiche sulle catene di approvvigionamento europee.

    Tra i principali indici, il DAX tedesco è salito dello 0,9% raggiungendo un nuovo record, il CAC 40 francese ha guadagnato lo 0,3%, il FTSE MIB lo 0,5% e il FTSE 100 di Londra lo 0,3%.

    Tra i singoli titoli, Pirelli (BIT:PIRC) è salita del 2% dopo le indiscrezioni sull’interesse di investitori cechi per una quota detenuta da Sinochem, mentre Auto1 Group (TG:AG1) ha guadagnato il 2% dopo essere stata inserita da J.P. Morgan nella propria lista “positive catalyst watch”.

  • Le azioni Pirelli salgono dopo le indiscrezioni sull’interesse di investitori cechi per la quota Sinochem

    Le azioni Pirelli salgono dopo le indiscrezioni sull’interesse di investitori cechi per la quota Sinochem

    Le azioni di Pirelli (BIT:PIRC) hanno registrato un rialzo venerdì dopo che il Corriere della Sera ha riferito che due miliardari cechi stanno valutando l’acquisto di una parte della partecipazione di controllo detenuta dal gruppo cinese Sinochem nella società italiana di pneumatici.

    Secondo il quotidiano, che cita diverse fonti, Michal Strnad, presidente del produttore di sistemi per la difesa Czechoslovak Group, e Pavel Tykac, unico azionista del gruppo energetico Se.ven Global Investment, hanno avviato contatti con Sinochem in merito alla sua partecipazione del 34,1% in Pirelli.

    L’obiettivo dei due investitori sarebbe quello di acquisire una quota compresa tra il 10% e il 20% della società, che attualmente ha una capitalizzazione di mercato di circa 7,5 miliardi di euro.

    Strnad controlla circa l’85% di Czechoslovak Group, quotata alla Borsa di Amsterdam con una capitalizzazione di mercato di circa 14 miliardi di euro. Il patrimonio personale di Tykac è stimato in circa 8 miliardi di euro.

    Il quotidiano sottolinea tuttavia che non vi è alcuna certezza che l’operazione venga conclusa. Secondo le fonti, le aspettative di prezzo di Sinochem restano superiori a quelle dei potenziali acquirenti e avrebbero già ostacolato precedenti tentativi di altri investitori.

    Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, una parte del mercato ritiene che la posizione di Sinochem sia motivata più da considerazioni politiche che negoziali, lasciando intendere che la Cina non voglia essere percepita come costretta a uscire da una società occidentale.

    Questa situazione fa seguito all’intervento del governo italiano dello scorso aprile, quando Roma ha esercitato i poteri speciali del “golden power” limitando l’influenza di Sinochem sul rinnovo del consiglio di amministrazione di Pirelli.

    In base a tali disposizioni, la lista presentata da Sinochem è stata ridotta a tre candidati rispetto ai quindici originariamente proposti, escludendo inoltre qualsiasi candidatura ai ruoli di amministratore delegato o presidente.

    Sinochem ha impugnato il provvedimento davanti ai tribunali. Nell’assemblea degli azionisti della scorsa settimana ha prevalso la lista presentata da Camfin e successivamente il consiglio ha nominato Marco Tronchetti Provera presidente esecutivo.

    Separatamente, Pirelli ha annunciato di aver raggiunto un accordo per acquisire una partecipazione del 24,99% in RIDEsense, una start-up nata dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e dal Gruppo MegaRide, con un’opzione che consentirà di salire fino al 100% del capitale.

    L’operazione concede a Pirelli una licenza per integrare la tecnologia dei sensori virtuali di RIDEsense nell’ecosistema Cyber™ Tyre, rafforzando funzionalità come il rilevamento dell’aquaplaning.

    “Il nostro accordo con RIDEsense amplierà ulteriormente le potenzialità di questo ecosistema rafforzandone la componente software, che rappresenta il cuore di Cyber Tyre”, ha dichiarato Piero Misani, Chief Technical Officer di Pirelli.

    Gli amministratori delegati di RIDEsense, Flavio Farroni e Aleksandr Sakhnevych, hanno definito l’intesa “un accordo significativo per l’Italia”, aggiungendo che riunisce “la ricerca e l’industria italiane” attorno a una tecnologia sviluppata presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.

  • L’oro sale in vista della pubblicazione dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti

    L’oro sale in vista della pubblicazione dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti

    Il metallo prezioso avanza prima dei Non-Farm Payrolls

    Le quotazioni dell’oro hanno registrato un rialzo giovedì mentre gli investitori attendevano la pubblicazione del rapporto sui Non-Farm Payrolls negli Stati Uniti, considerato determinante per le prossime decisioni della Federal Reserve sui tassi di interesse.

    Alle 10:37 GMT, l’oro spot guadagnava lo 0,8% a 4.065,05 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro cedevano lo 0,1% a 4.077,42 dollari l’oncia.

    Il mercato del lavoro resta sotto osservazione

    Gli economisti prevedono che a giugno siano stati creati 114.000 nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti, rispetto ai 172.000 del mese precedente, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile al 4,3%.

    Negli ultimi tre mesi i dati sui Non-Farm Payrolls hanno sempre superato le aspettative, portando la media trimestrale a 188.000 nuovi occupati, il livello più elevato degli ultimi due anni.

    “Gli economisti prevedono un mercato del lavoro solido, confermando che il mercato occupazionale ha accelerato nuovamente rispetto alla fase di debolezza dello scorso anno”, hanno scritto gli analisti di Morgan Stanley.

    Le aspettative sulla Fed guidano il mercato dell’oro

    Un mercato del lavoro resiliente potrebbe offrire alla Federal Reserve maggiori margini per aumentare ulteriormente i tassi di interesse nel corso dell’anno, soprattutto alla luce delle persistenti preoccupazioni sull’inflazione alimentata dai prezzi dell’energia.

    Sebbene il petrolio abbia corretto dopo l’accordo quadro di pace firmato il mese scorso tra Stati Uniti e Iran, resta incertezza sull’impatto del precedente rialzo dei prezzi energetici sull’inflazione.

    Gli analisti di Deutsche Bank hanno parlato di una “hawkish repricing” delle aspettative sulla Federal Reserve nelle ultime settimane.

    Secondo il CME FedWatch, gli investitori vedono ora la possibilità di un rialzo dei tassi già a settembre.

    Le aspettative si sono tuttavia leggermente attenuate dopo i dati più deboli sull’occupazione privata e le dichiarazioni del presidente della Fed Kevin Warsh, secondo cui i rischi inflazionistici si sono ridotti.

    Dollaro ancora forte nonostante il lieve calo

    Le prospettive sui tassi restano fondamentali per l’oro, poiché tassi più elevati aumentano il costo opportunità di detenere un’attività priva di rendimento.

    L’indice del dollaro statunitense ha registrato una lieve flessione, pur rimanendo su livelli nettamente superiori rispetto a quelli precedenti al conflitto in Medio Oriente.

    Un dollaro più forte tende a ridurre l’attrattiva dell’oro, rendendolo più costoso per gli acquirenti internazionali.

    “Il rafforzamento del contesto valutario […] sta spingendo gli investitori a rivalutare il posizionamento dopo alcune settimane di forte volatilità”, ha affermato Neil Welsh, Head of Metals di Britannia Global Markets.

  • Il petrolio scende mentre crescono le speranze di progressi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran

    Il petrolio scende mentre crescono le speranze di progressi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran

    I prezzi del petrolio hanno registrato un lieve calo giovedì, con gli investitori che continuano a valutare il miglioramento delle prospettive sull’offerta di greggio dal Medio Oriente, pur mantenendo alta l’attenzione sui rischi geopolitici ancora presenti.

    Alle 08:20 GMT, i futures sul Brent, riferimento internazionale, cedevano lo 0,7% a 71,10 dollari al barile, mentre il WTI statunitense perdeva anch’esso lo 0,7%, attestandosi a 68,12 dollari al barile.

    I mercati seguono i negoziati tra Washington e Teheran

    Gli operatori continuano a monitorare gli sviluppi dei colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran svoltisi a Doha.

    Dopo due giorni di discussioni tecniche, i negoziatori hanno concluso i lavori senza raggiungere un accordo definitivo. Tuttavia, il Qatar ha definito positivi i progressi compiuti, confermando che entrambe le parti hanno accettato di proseguire il dialogo.

    I colloqui si sono concentrati sulla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz e su altre misure volte a rafforzare la fiducia reciproca, mantenendo vive le speranze di una soluzione diplomatica.

    Lo Stretto di Hormuz resta sotto osservazione

    Sebbene le tensioni nella regione si siano attenuate dopo il recente conflitto, il mercato continua a seguire con attenzione la situazione nello Stretto di Hormuz, fondamentale per il commercio mondiale di petrolio.

    Qualsiasi interruzione dei flussi attraverso questo passaggio marittimo rappresenterebbe ancora un rischio significativo per l’offerta globale di greggio.

    Nel frattempo, i volumi trasportati attraverso lo Stretto hanno superato i 10 milioni di barili al giorno, rafforzando la fiducia sulla continuità delle forniture.

    La produzione record degli Stati Uniti pesa sul mercato

    I nuovi dati della U.S. Energy Information Administration mostrano che la produzione petrolifera americana ha raggiunto il livello record di 13,93 milioni di barili al giorno ad aprile, aumentando le aspettative di un’offerta globale abbondante.

    ANZ ha osservato che il calo delle tensioni geopolitiche ha ridotto le preoccupazioni sul lato dell’offerta, anche se l’incertezza in Medio Oriente continua a sostenere in parte i prezzi del greggio.

    La banca ha inoltre evidenziato che il China Commodity Index è salito dello 0,5%, con la componente energetica anch’essa in aumento dello 0,5%, segnalando una domanda di materie prime ancora resiliente.

    OPEC+ e scorte USA al centro dell’attenzione

    Gli investitori attendono ora nuovi segnali dal mercato, tra cui la possibilità che OPEC+ approvi un ulteriore aumento della produzione ad agosto.

    Anche i prossimi dati sulle scorte petrolifere statunitensi e gli sviluppi dei negoziati tra Stati Uniti e Iran saranno determinanti per l’andamento dei prezzi del greggio.

  • Il rapporto sull’occupazione USA domina l’attenzione dei mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Il rapporto sull’occupazione USA domina l’attenzione dei mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I future di Wall Street hanno aperto in leggero calo giovedì, con gli investitori che attendono il rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti, mentre il ribasso del petrolio e la nuova debolezza dei titoli dei semiconduttori influenzano il sentiment dei mercati.

    Il rapporto mensile sui Non-Farm Payrolls rappresenta l’appuntamento principale della settimana ridotta per la festività dell’Independence Day e potrebbe offrire indicazioni decisive sulle prossime mosse della Federal Reserve.

    Future in calo prima dei dati sul lavoro

    Alle 07:13 GMT, i future sul Dow Jones perdevano 95 punti (-0,2%), quelli sull’S&P 500 cedevano 22 punti (-0,3%) e i future sul Nasdaq 100 arretravano di 250 punti (-0,8%).

    Wall Street aveva chiuso in ribasso nella seduta precedente, penalizzata da un nuovo sell-off dei titoli dei semiconduttori dopo le indiscrezioni secondo cui Meta Platforms starebbe valutando la possibilità di commercializzare la capacità di calcolo inutilizzata destinata all’intelligenza artificiale.

    Il sentiment è stato in parte sostenuto dalle dichiarazioni del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, che ha riconosciuto un miglioramento dei rischi inflazionistici. Tuttavia, ha ribadito di non voler fornire indicazioni anticipate sui tassi d’interesse e di restare impegnato nel garantire la stabilità dei prezzi.

    Secondo gli analisti di Deutsche Bank, anche i dati inferiori alle attese sull’occupazione privata e sull’attività manifatturiera hanno contribuito a ridurre le aspettative di un rialzo dei tassi già a luglio.

    I Non-Farm Payrolls guideranno le aspettative sulla Fed

    L’attenzione degli investitori è ora concentrata sulla pubblicazione dei dati ufficiali sull’occupazione negli Stati Uniti.

    Gli economisti prevedono la creazione di 114.000 nuovi posti di lavoro a giugno, rispetto ai 172.000 del mese precedente, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe restare stabile al 4,3%.

    Negli ultimi tre mesi i Non-Farm Payrolls hanno costantemente superato le attese, portando la media trimestrale a 188.000 nuovi posti di lavoro, il livello più elevato degli ultimi due anni.

    La solidità del mercato del lavoro aveva sostenuto le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi, ma queste si sono attenuate dopo la pubblicazione dei dati più deboli sull’occupazione privata.

    Il petrolio arretra mentre proseguono i colloqui con l’Iran

    I prezzi del greggio hanno continuato a scendere mentre i mercati valutavano gli sviluppi dei negoziati indiretti tra Stati Uniti e Iran.

    I colloqui di Doha si sono conclusi senza un accordo definitivo, anche se il Qatar ha parlato di progressi positivi. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che i suoi inviati hanno avuto “ottimi incontri”, mentre il vicepresidente JD Vance ha confermato che i negoziati sono ancora in corso.

    La prospettiva di una riduzione delle tensioni e della normalizzazione del traffico nello Stretto di Hormuz ha riportato i prezzi del petrolio vicino ai livelli precedenti al conflitto.

    Gli analisti di Deutsche Bank hanno affermato: “[T]he newsflow helped to bring oil prices down and ease investor concern about inflation.”

    I titoli dei semiconduttori scendono in Asia

    Le società asiatiche dei semiconduttori hanno registrato forti ribassi dopo le indiscrezioni secondo cui le principali aziende dell’intelligenza artificiale stanno migliorando l’efficienza nell’utilizzo della potenza di calcolo.

    Secondo The Information, OpenAI avrebbe sviluppato ottimizzazioni software in grado di ridurre sensibilmente il fabbisogno di processori grafici per ChatGPT. Altre indiscrezioni indicano inoltre che Meta starebbe valutando un servizio cloud basato sulla capacità di calcolo inutilizzata.

    Tra i titoli più penalizzati figurano Samsung Electronics, SK Hynix, Advantest, Tokyo Electron e Taiwan Semiconductor Manufacturing Co.

    Washington prepara nuovi standard volontari per l’IA

    Secondo il Financial Times, l’amministrazione Trump potrebbe introdurre già dalla prossima settimana nuovi standard volontari per i modelli di intelligenza artificiale avanzata.

    L’obiettivo è creare criteri condivisi per valutare i sistemi di IA più evoluti prima della loro distribuzione pubblica, sostituendo l’attuale approccio caso per caso.

    Negli ultimi mesi Washington è già intervenuta imponendo temporanee restrizioni all’export dei modelli più avanzati di Anthropic e chiedendo a OpenAI di limitare inizialmente l’accesso al futuro modello GPT-5.6.

  • Le Borse europee si muovono con cautela mentre i mercati attendono i dati sul lavoro USA: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee si muovono con cautela mentre i mercati attendono i dati sul lavoro USA: DAX, CAC, FTSE100

    Le principali Borse europee hanno aperto la seduta di giovedì con variazioni contenute, mentre gli investitori valutano i messaggi prudenti delle banche centrali e attendono la pubblicazione del rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 si è mantenuto intorno a 638,66 punti nelle prime contrattazioni, dopo aver chiuso la seduta precedente al terzo livello più alto della sua storia. Nel trimestre appena concluso il benchmark ha registrato un progresso superiore al 10%.

    L’andamento dei principali listini è stato misto: il DAX tedesco ha ceduto lo 0,2%, il CAC 40 francese è salito dello 0,3%, il FTSE 100 di Londra ha perso lo 0,1%, mentre il FTSE MIB è rimasto pressoché invariato.

    L’Europa resiste alla debolezza del comparto tecnologico

    Nonostante il nuovo calo dei titoli tecnologici sui mercati asiatici, le azioni europee hanno mostrato una maggiore tenuta.

    La minore esposizione dell’Europa ai grandi gruppi tecnologici rispetto ai mercati statunitensi e asiatici ha contribuito a limitare l’impatto della correzione del settore.

    Allo stesso tempo, questa caratteristica ha impedito ai mercati europei di beneficiare pienamente del forte rally trainato dall’intelligenza artificiale che ha sostenuto le Borse mondiali nel trimestre precedente.

    I messaggi da Sintra rafforzano la prudenza sui tassi

    Il sentiment degli investitori è rimasto condizionato dalle dichiarazioni dei banchieri centrali riuniti al forum annuale della Banca Centrale Europea a Sintra, in Portogallo.

    I rappresentanti della Federal Reserve e la presidente della BCE Christine Lagarde hanno ribadito che, pur in presenza di rischi inflazionistici più equilibrati, è ancora prematuro aspettarsi un rapido allentamento della politica monetaria.

    Gli analisti di Lloyds Bank hanno dichiarato: “La BCE ha mantenuto un approccio prudente poiché persistono i timori degli effetti di secondo impatto.”

    Hanno inoltre aggiunto: “Il mercato prezza un altro rialzo di 25 punti base entro settembre, seguito da una lunga pausa fino alla metà del prossimo anno, in risposta a uno scenario inflazionistico ancora persistente.”

    L’attenzione si concentra sul mercato del lavoro statunitense

    Gli investitori attendono ora il rapporto sui nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti, considerato determinante per le prossime mosse della Federal Reserve.

    Gli economisti prevedono la creazione di circa 100.000 posti di lavoro a giugno. Il dato sarà osservato attentamente per verificare se le aspettative di fino a due tagli dei tassi entro la fine dell’anno resteranno giustificate.

    Sodexo in forte rialzo

    Tra i singoli titoli, Sodexo (EU:SW) ha guadagnato oltre il 7% dopo aver pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese e aver migliorato le previsioni di crescita del fatturato per l’intero esercizio.

  • I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona salgono dopo i segnali restrittivi arrivati da Sintra

    I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona salgono dopo i segnali restrittivi arrivati da Sintra

    I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona hanno registrato un lieve rialzo giovedì, mentre gli investitori hanno rivisto le aspettative sui futuri tagli dei tassi d’interesse dopo i messaggi prudenti lanciati dai principali banchieri centrali durante il forum annuale della Banca Centrale Europea a Sintra, in Portogallo.

    Le dichiarazioni hanno ridimensionato le attese di un rapido allentamento della politica monetaria nei prossimi mesi.

    Sale il rendimento del Bund tedesco

    Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni, riferimento per l’Eurozona, è salito al 2,95%, interrompendo il recente calo che lo aveva portato ai minimi di diversi mesi. I rendimenti obbligazionari si muovono in direzione opposta ai prezzi.

    Il mercato del debito sovrano è stato penalizzato dopo che i rappresentanti della Federal Reserve e la presidente della BCE Christine Lagarde hanno sottolineato che, pur essendo i rischi inflazionistici più equilibrati, è ancora prematuro dichiarare conclusa la battaglia contro l’inflazione.

    Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha inoltre affermato che gli investitori che si aspettano un rapido ritorno a una politica monetaria accomodante resteranno probabilmente delusi, rafforzando lo scenario di tassi “più alti più a lungo” che ha caratterizzato gli ultimi cicli monetari.

    Karim Henide, strategist sui tassi di Lloyds Bank, ha dichiarato: “Con la Fed che mantiene giustamente un orientamento restrittivo, i differenziali dei tassi potrebbero continuare a penalizzare l’euro durante l’estate.”

    Il calo del petrolio aveva sostenuto il mercato obbligazionario

    Nel mese scorso i titoli di Stato europei avevano beneficiato del forte ribasso dei prezzi del petrolio, tornati sui livelli precedenti al conflitto, e della progressiva normalizzazione del traffico marittimo internazionale, fattori che avevano attenuato le pressioni inflazionistiche dal lato dell’offerta.

    Anche il rendimento del Bund tedesco a due anni, strettamente correlato alle aspettative sui tassi della BCE, è salito al 2,53%.

    Il ritorno dell’appetito per il rischio pesa sui bond

    La diminuzione dei timori legati all’inflazione ha favorito una maggiore propensione al rischio da parte degli investitori.

    Con il miglioramento del quadro macroeconomico, una parte dei capitali si è spostata dai titoli di Stato verso attività considerate più rischiose, limitando il recupero delle obbligazioni governative e contribuendo all’aumento dei rendimenti già prima dell’inizio del forum di Sintra.

  • Piazza Affari apre in rialzo in attesa dei dati sul lavoro USA

    Piazza Affari apre in rialzo in attesa dei dati sul lavoro USA

    La Borsa di Milano ha iniziato la seduta di giovedì in territorio positivo, mentre gli investitori mantengono un atteggiamento prudente dopo un primo semestre che ha visto i principali mercati azionari mondiali aggiornare più volte i massimi storici. L’attenzione è ora rivolta ai dati sull’occupazione negli Stati Uniti, pubblicati con un giorno di anticipo a causa della festività dell’Independence Day.

    Gli economisti prevedono la creazione di circa 110.000 nuovi posti di lavoro a giugno, anche se le stime spaziano da 25.000 a 200.000. Le assunzioni temporanee legate ai Mondiali potrebbero aver sostenuto il dato, aumentando la possibilità di una sorpresa positiva. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile al 4,3%.

    Nel frattempo, il petrolio greggio continua a scendere, toccando nuovi minimi degli ultimi quattro mesi.

    Intorno alle 9:35, il FTSE MIB segnava un rialzo dello 0,44%.

    Recuperano le banche, ancora in evidenza i titoli della difesa

    Il comparto bancario è tornato a salire, con l’indice settoriale in progresso dello 0,8%, mentre i principali istituti UniCredit (BIT:UCG) e Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) arretravano tra lo 0,7% e lo 0,5%.

    Rai Way (BIT:RWAY) rimbalzava del 2% dopo il forte calo della seduta precedente, causato dal mancato accordo tra i principali azionisti ed EI Towers sulle condizioni della fusione entro la scadenza del 30 giugno.

    I titoli della difesa hanno continuato a guidare i rialzi, con Leonardo (BIT:LDO) in crescita del 3,5% e Fincantieri (BIT:FCT) in rialzo dell’1,3%.

    Il comparto tecnologico resta sotto pressione

    Le vendite hanno colpito il settore tecnologico dopo la debolezza registrata sui mercati asiatici, in particolare sulla Borsa di Seul.

    Technoprobe (BIT:TPRO) perdeva il 3,7%, Prysmian (BIT:PRY) il 2% e STMicroelectronics (BIT:STMMI) l’1%.

    Anche Nexi (BIT:NEXI) cedeva l’1,8%, con gli investitori che prendevano profitto dopo il forte recupero delle due sedute precedenti.

    Amplifon guida i rialzi

    Tra i titoli industriali, Danieli (BIT:DAN) arretrava dello 0,74%, mentre Stellantis (BIT:STLAM) guadagnava oltre il 2% nella giornata della diffusione dei dati sulle immatricolazioni di giugno.

    Amplifon (BIT:AMP) si distingueva tra i migliori del listino con un progresso del 3,6%.

    Fuori dal FTSE MIB, Tamburi Investment Partners (BIT:TIP) avanzava dell’1,6% dopo aver annunciato che manterrà una partecipazione di circa il 2,5% in Bending Spoons, debuttata ieri al Nasdaq.