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  • Wall Street apre in calo mentre gli investitori prendono profitto dopo il rally record: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    Wall Street apre in calo mentre gli investitori prendono profitto dopo il rally record: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    Le prese di beneficio pesano sull’avvio dei mercati statunitensi

    I futures sui principali indici azionari statunitensi indicavano un’apertura in ribasso martedì, mentre gli investitori si preparavano a prendere profitto dopo il forte rialzo registrato nella seduta precedente.

    Il tono più prudente arriva dopo che il Dow Jones Industrial Average ha chiuso lunedì a un nuovo massimo storico, spingendo parte del mercato a monetizzare i recenti guadagni.

    Anche il rialzo del petrolio ha contribuito a frenare il sentiment, con i futures sul greggio statunitense in aumento dello 0,6% dopo il balzo del 2,2% registrato lunedì.

    La ripresa del petrolio è stata sostenuta da segnali contrastanti riguardo a possibili colloqui tra Stati Uniti e Iran. Mentre il presidente Donald Trump ha affermato che un incontro si sarebbe tenuto martedì in Qatar, un portavoce del Ministero degli Esteri iraniano avrebbe smentito che fossero previsti colloqui.

    I mercati attendono i principali dati economici

    Nonostante il previsto avvio debole, gli investitori potrebbero evitare movimenti significativi in vista della pubblicazione di importanti dati economici statunitensi nei prossimi giorni, tra cui il rapporto mensile sull’occupazione.

    Questi dati potrebbero offrire nuove indicazioni sullo stato dell’economia americana e influenzare le aspettative sulle future decisioni della Federal Reserve.

    I titoli tecnologici hanno guidato il rialzo di lunedì

    Wall Street ha chiuso nettamente in rialzo lunedì dopo aver recuperato la volatilità iniziale, con tutti e tre i principali indici in territorio positivo.

    Il Nasdaq è salito di 522,53 punti, pari al 2,1%, a 25.820,14, lo S&P 500 ha guadagnato 86,41 punti, pari all’1,2%, a 7.440,43, mentre il Dow è avanzato di 306,63 punti, pari allo 0,6%, chiudendo al record di 52.182,74, pur riducendo parte dei guadagni nella parte finale della seduta.

    Il comparto tecnologico ha trainato il mercato, con il Nasdaq in forte recupero dopo il calo del 4,6% registrato la settimana precedente.

    Alphabet (NASDAQ:GOOGL) è salita del 4,8% dopo l’ingresso della società madre di Google nel Dow Jones Industrial Average.

    I semiconduttori guidano i rialzi

    I produttori di semiconduttori hanno registrato alcune delle migliori performance della giornata, spingendo il Philadelphia Semiconductor Index a un rialzo del 3,8%.

    Anche i titoli del networking e dell’hardware informatico hanno mostrato forti guadagni, con il NYSE Arca Networking Index in rialzo del 3,7% e il NYSE Arca Computer Hardware Index del 2,4%.

    Al di fuori del comparto tecnologico, i titoli delle società di intermediazione finanziaria sono invece scesi, trascinando il NYSE Arca Broker/Dealer Index in calo del 2,2%. Anche i titoli dell’acciaio, delle compagnie aeree e dell’oro hanno registrato ribassi, limitando in parte il rialzo complessivo del mercato.

    Gli investitori hanno inoltre continuato a seguire gli sviluppi in Medio Oriente dopo le notizie secondo cui Stati Uniti e Iran avrebbero concordato una nuova pausa delle ostilità dopo gli attacchi del fine settimana.

    Il presidente Donald Trump ha scritto su Truth Social che l’Iran avrebbe richiesto un incontro, previsto a Doha, in Qatar.

  • Le azioni europee salgono grazie al rimbalzo del settore tecnologico: DAX, CAC, FTSE100

    Le azioni europee salgono grazie al rimbalzo del settore tecnologico: DAX, CAC, FTSE100

    L’ottimismo sull’IA sostiene i mercati azionari europei

    Le borse europee hanno chiuso in rialzo martedì, trainate dal forte recupero dei titoli tecnologici, mentre migliorava il sentiment degli investitori nei confronti delle società legate all’intelligenza artificiale.

    Con i prezzi del petrolio tornati ai livelli precedenti al recente conflitto in Medio Oriente, i mercati continuano a ritenere che la Banca Centrale Europea (BCE) possa evitare un rialzo dei tassi d’interesse nel breve termine.

    Intervenendo a Sintra, in Portogallo, il capo economista della BCE Philip Lane ha dichiarato che gli effetti indiretti dell’aumento dei prezzi dell’energia richiederanno probabilmente tempo per manifestarsi e che i responsabili della politica monetaria non intendono impegnarsi in anticipo su un percorso prestabilito dei tassi.

    Il calo del petrolio sostiene il sentiment del mercato

    I prezzi del greggio hanno proseguito la loro discesa, avviandosi verso il secondo mese consecutivo di ribassi, nonostante le dichiarazioni contrastanti sulla possibilità che Stati Uniti e Iran tengano colloqui in Qatar.

    Tra i principali indici europei, il DAX tedesco è salito dell’1,3%, il FTSE 100 britannico dello 0,8% e il CAC 40 francese dello 0,2%.

    La sterlina ha perso i guadagni iniziali nei confronti del dollaro dopo che i dati rivisti dell’Office for National Statistics hanno confermato che l’economia britannica è cresciuta nel primo trimestre come inizialmente stimato, grazie soprattutto al settore dei servizi.

    Il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, dopo una crescita rivista dello 0,1% nel quarto trimestre.

    I titoli tecnologici guidano i rialzi

    Tra i migliori titoli figurano Infineon (TG:IFX), STMicroelectronics (BIT:STMMI) e ASML Holding (EU:ASML), che hanno registrato forti progressi.

    La società farmaceutica francese Sanofi (EU:SAN) è rimasta pressoché invariata dopo aver annunciato che Nexviazyme ha raggiunto tutti gli endpoint primari e secondari in uno studio di Fase III sulla forma infantile della malattia di Pompe.

    La britannica Saga (LSE:SAGA) è scesa dopo aver dichiarato che l’andamento delle attività è rimasto “in line with expectations” nei primi quattro mesi dell’anno.

    J Sainsbury (LSE:SBRY), invece, è salita dopo aver confermato le proprie previsioni di utile per l’intero esercizio.

    International Workplace Group (LSE:IWG) ha inoltre registrato un forte rialzo dopo aver annunciato un aumento di 50 milioni di dollari del proprio programma di riacquisto di azioni previsto per il 2026.

  • Il petrolio arretra mentre i possibili colloqui tra Stati Uniti e Iran attenuano i timori sull’offerta

    Il petrolio arretra mentre i possibili colloqui tra Stati Uniti e Iran attenuano i timori sull’offerta

    I prezzi del petrolio hanno registrato un lieve calo martedì, con gli investitori intenti a valutare le prospettive di una ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, pur continuando a monitorare i rischi per l’offerta dopo i recenti scontri militari tra i due Paesi.

    Alle 04:56 ET (08:56 GMT), i futures sul Brent, riferimento internazionale, sono scesi dello 0,6% a 72,69 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI) ha perso lo 0,5% attestandosi a 70,41 dollari al barile.

    Lo Stretto di Hormuz resta al centro dell’attenzione

    I mercati energetici continuano a seguire con prudenza gli sviluppi nello Stretto di Hormuz, dopo le notizie secondo cui Washington e Teheran avrebbero contenuto una nuova escalation militare, preservando così l’accordo di pace provvisorio raggiunto all’inizio del mese.

    Dopo la firma del memorandum d’intesa, i prezzi del greggio sono diminuiti sensibilmente e sono tornati su livelli vicini a quelli precedenti al conflitto.

    Il presidente Donald Trump ha dichiarato che le due parti dovrebbero riprendere i negoziati di pace a Doha nel corso della giornata. Tuttavia, Teheran non ha ancora confermato che nuovi colloqui con gli Stati Uniti si terranno questa settimana, mantenendo elevata l’incertezza sia sul processo diplomatico sia sulla situazione nello Stretto di Hormuz.

    I rischi per il traffico marittimo restano elevati

    La Casa Bianca ha ribadito che il traffico delle petroliere nello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio mondiale, è tornato regolare.

    Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha però affermato che Teheran intende proseguire il piano per una gestione congiunta del traffico marittimo nello stretto, anche nel caso in cui l’Oman decidesse di non aderire all’iniziativa.

    Secondo gli analisti di ANZ, un maggiore controllo iraniano potrebbe rallentare la ripresa delle esportazioni di greggio dal Golfo Persico, mentre i persistenti rischi per la navigazione continuano a pesare sulle prospettive dell’offerta regionale.

    Margini di raffinazione ancora sostenuti

    Gli analisti di ANZ hanno inoltre osservato che, sebbene il prezzo del greggio abbia cancellato gran parte dei rialzi registrati durante il conflitto, il mercato dei carburanti raffinati continua a mostrare condizioni di offerta più ristrette.

    La differenza tra il calo del greggio e la maggiore tenuta dei carburanti raffinati suggerisce che i margini di raffinazione potrebbero rimanere sostenuti anche se i prezzi del petrolio dovessero restare contenuti.

  • L’oro si avvia al peggior trimestre dal 2013 mentre pesano le attese di rialzi dei tassi

    L’oro si avvia al peggior trimestre dal 2013 mentre pesano le attese di rialzi dei tassi

    I prezzi dell’oro sono rimasti sotto pressione martedì e si avviano a registrare il calo trimestrale più marcato degli ultimi oltre dieci anni, mentre le persistenti preoccupazioni sull’inflazione e le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi continuano a penalizzare il metallo prezioso.

    L’oro spot è salito dello 0,1% a 4.197,54 dollari l’oncia alle 05:48 ET (09:48 GMT), mentre i futures sull’oro hanno ceduto lo 0,2% a 4.033,05 dollari l’oncia. Il prezzo spot ha perso oltre l’11% nel mese di giugno, avviandosi verso il quarto ribasso mensile consecutivo.

    Gli analisti si interrogano sulla fine della fase ribassista

    “La domanda che i trader devono porsi ora è se l’oro abbia ormai toccato il minimo, dopo il ribasso durato cinque mesi dai massimi storici raggiunti alla fine di gennaio, oppure se abbia ancora spazio per scendere”, ha scritto David Morrison, Senior Market Analyst di Trade Nation.

    Inflazione e tassi continuano a frenare il metallo prezioso

    La combinazione tra prezzi dell’energia elevati e le perturbazioni legate agli investimenti nell’intelligenza artificiale ha rafforzato le aspettative di un’inflazione persistente, aumentando la probabilità che la Federal Reserve effettui un nuovo rialzo dei tassi nel corso dell’anno.

    Tassi d’interesse più elevati tendono infatti a ridurre l’attrattiva degli asset che non offrono rendimento, come l’oro.

    Sebbene il prezzo del petrolio sia tornato su livelli simili a quelli precedenti al recente conflitto dopo l’accordo di pace provvisorio tra Stati Uniti e Iran, l’incertezza in Medio Oriente resta elevata. Le tensioni sono riemerse durante il fine settimana e il Pakistan ha confermato che nei prossimi giorni sono previsti in Qatar colloqui tecnici tra rappresentanti statunitensi e iraniani.

    Dollaro più forte, ulteriore pressione sull’oro

    Il metallo prezioso risente anche del rafforzamento del dollaro statunitense, mentre cresce la convinzione che la Federal Reserve possa aumentare i tassi almeno un’altra volta quest’anno.

    Nel meeting di giugno la banca centrale ha mantenuto un tono restrittivo, con diversi esponenti che hanno lasciato intendere la possibilità di un ulteriore intervento sui tassi.

    OCBC taglia le previsioni su oro e argento

    Gli analisti di OCBC hanno rivisto al ribasso le proprie stime sui prezzi di oro e argento, indicando come principali fattori i tassi d’interesse più elevati e un contesto macroeconomico meno favorevole.

    La banca di Singapore ha ridotto la previsione sul prezzo dell’oro a fine 2026 a 4.360 dollari l’oncia dai precedenti 5.100 dollari, mentre quella sull’argento è stata abbassata da 89,50 dollari a 67 dollari l’oncia.

    Gli analisti hanno comunque precisato che il taglio delle stime riflette un contesto macroeconomico più difficile nel breve periodo e non un cambiamento della visione di lungo termine sui metalli preziosi.

  • I future di Wall Street avanzano mentre i mercati attendono i colloqui USA-Iran e i principali dati economici: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future di Wall Street avanzano mentre i mercati attendono i colloqui USA-Iran e i principali dati economici: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future sugli indici azionari statunitensi hanno registrato lievi rialzi martedì, mentre gli investitori si preparano all’ultima seduta del primo semestre e del secondo trimestre. L’attenzione è rivolta anche ai possibili colloqui tra Stati Uniti e Iran in Qatar, oltre ai principali dati macroeconomici della settimana e ai risultati trimestrali di Nike.

    I future salgono in vista di una giornata ricca di appuntamenti

    Alle 03:10 ET (07:10 GMT), i future sul Dow Jones guadagnavano 39 punti (+0,1%), quelli sullo S&P 500 avanzavano di 7 punti (+0,1%) e i future sul Nasdaq 100 salivano di 67 punti (+0,2%).

    Wall Street aveva chiuso in rialzo lunedì grazie al recupero dei titoli tecnologici, dopo che i dubbi sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale avevano pesato sul comparto la settimana precedente. L’indice dei semiconduttori è rimbalzato di circa il 3,8%, dopo la peggiore settimana dall’aprile dello scorso anno.

    Lo S&P 500 ha così interrotto una serie di cinque sedute consecutive in calo e si avvia a registrare il miglior trimestre dall’uscita dalla fase pandemica.

    Il sentiment degli investitori è stato sostenuto anche dalla decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di consentire al governatore della Federal Reserve Lisa Cook di rimanere in carica durante il procedimento legale relativo al tentativo dell’amministrazione Trump di rimuoverla. La decisione ha attenuato, pur senza eliminarli del tutto, i timori sull’indipendenza della banca centrale.

    Riflettori sui possibili colloqui tra Stati Uniti e Iran

    L’attenzione si sposta ora sul Qatar, dove il presidente Donald Trump ha dichiarato che funzionari statunitensi incontreranno rappresentanti iraniani.

    Secondo CNN, l’inviato speciale Steve Witkoff è in viaggio verso il Qatar, anche se Teheran ha ribadito che non sono previsti negoziati nei prossimi giorni.

    Axios riferisce che Witkoff e Jared Kushner incontreranno le autorità qatariote, mentre delegazioni tecniche di Stati Uniti e Iran dovrebbero partecipare a incontri separati con la mediazione di Qatar e Pakistan. Una delegazione tecnica iraniana dovrebbe inoltre arrivare a Doha nel corso della settimana.

    Questi sviluppi seguono le notizie di un’intesa tra Washington e Teheran per interrompere gli attacchi nello Stretto di Hormuz. Il Brent è tornato intorno ai 73,38 dollari al barile dopo il calo registrato con l’allentamento delle tensioni.

    In arrivo i dati sul mercato del lavoro

    Gli investitori attendono inoltre una serie di importanti indicatori economici statunitensi.

    Il dato principale della giornata sarà il rapporto JOLTS sulle offerte di lavoro di maggio. Gli analisti prevedono un calo delle posizioni aperte a 7,28 milioni rispetto ai 7,618 milioni di aprile.

    Nel corso della giornata sarà pubblicato anche l’indice sulla fiducia dei consumatori del Conference Board.

    Entrambi i dati rappresenteranno un’importante anticipazione del rapporto sui nuovi occupati non agricoli previsto per venerdì, considerato determinante per le future decisioni della Federal Reserve sui tassi d’interesse.

    Nike al centro dell’attenzione

    Tra le società quotate, Nike (NYSE:NKE) pubblicherà i risultati trimestrali dopo la chiusura di Wall Street.

    Gli investitori cercheranno indicazioni sull’efficacia del piano di rilancio avviato dall’amministratore delegato Elliott Hill. A marzo il gruppo aveva previsto un calo delle vendite trimestrali compreso tra il 2% e il 4%, a causa della debolezza della domanda in Cina, Europa, Medio Oriente e Africa.

    All’inizio del mese Nike ha nominato David Denton nuovo direttore finanziario. Hill lo ha definito “un CFO di comprovata esperienza nelle società quotate che sa aiutare i grandi marchi consumer a operare con disciplina e investire per vincere.”

    La manifattura cinese cresce leggermente oltre le attese

    I dati ufficiali diffusi martedì mostrano che l’attività manifatturiera cinese è cresciuta leggermente più delle previsioni nel mese di giugno.

    L’indice PMI manifatturiero ufficiale è salito a 50,3 da 50,0 di maggio, superando le attese del mercato pari a 50,2.

    La crescita è stata sostenuta soprattutto dalla domanda estera, anche se gli analisti ritengono che questo impulso potrebbe attenuarsi nei prossimi mesi con il miglioramento del contesto geopolitico.

  • Lo STOXX 600 si avvia al miglior trimestre dal 2020 grazie al rally dei titoli legati all’intelligenza artificiale

    Lo STOXX 600 si avvia al miglior trimestre dal 2020 grazie al rally dei titoli legati all’intelligenza artificiale

    Le Borse europee hanno aperto in rialzo martedì, con lo STOXX 600 avviato a registrare la migliore performance trimestrale degli ultimi cinque anni grazie al crescente ottimismo sull’intelligenza artificiale e all’allentamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 è salito dello 0,6% a 639,77 punti alle 08:04 GMT. Il benchmark si prepara a chiudere il terzo mese consecutivo in rialzo e registra un progresso del 9,7% nel trimestre, il migliore risultato da ottobre 2020.

    I titoli tecnologici guidano il mercato

    Il comparto tecnologico ha guadagnato l’1,7% ed è sulla buona strada per mettere a segno la migliore performance trimestrale da ottobre 2001, sostenuto dalla forte domanda di infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale. Il settore si avvia inoltre a sovraperformare l’omologo statunitense sia nel mese sia nel trimestre.

    Tra i principali rialzi figurano ASML (EU:ASML), che è salita del 3,33%, mentre STMicroelectronics (BIT:STMMI) e Infineon (TG:IFX) hanno guadagnato rispettivamente il 3,0% e il 2,7%.

    Siemens Energy beneficia della domanda legata all’AI

    Le azioni di Siemens Energy (TG:SIE) sono avanzate del 5% dopo che la società ha ribadito la solidità della domanda di apparecchiature legate all’intelligenza artificiale durante l’aggiornamento pre-chiusura del trimestre diffuso lunedì.

    A sostenere il mercato hanno contribuito anche i segnali di allentamento delle tensioni in Medio Oriente, con il prezzo del petrolio tornato sui livelli precedenti al conflitto con l’Iran, riducendo le preoccupazioni sui costi energetici per l’Europa.

    Abivax sostiene il comparto sanitario

    Nel settore sanitario, Abivax (EU:ABVX) è balzata di oltre il 20% dopo aver annunciato risultati preliminari positivi sullo studio clinico dell’obefazimod.

    L’intero comparto sanitario europeo ha registrato un rialzo dello 0,9%.

  • Le Borse europee salgono a fine trimestre in attesa dei dati economici e degli interventi delle banche centrali: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee salgono a fine trimestre in attesa dei dati economici e degli interventi delle banche centrali: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno aperto in rialzo martedì e si avviano a chiudere il trimestre con solidi guadagni, mentre gli investitori attendono una fitta agenda di dati macroeconomici e gli interventi dei principali esponenti delle banche centrali previsti nel corso della giornata.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 è salito dello 0,4% nelle prime contrattazioni, portandosi verso un progresso trimestrale del 9,7%.

    Il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,8%, mentre il FTSE 100 di Londra è avanzato dello 0,2% e il CAC 40 francese dello 0,3%. Il FTSE MIB italiano ha registrato un rialzo dello 0,4%.

    Piazza Affari guida i rialzi in Europa

    Il mercato azionario italiano si appresta a registrare la migliore performance trimestrale tra le principali Borse europee, sostenuto dai forti rialzi del settore bancario dopo un’intensa attività di fusioni e acquisizioni negli ultimi tre mesi.

    Al contrario, il FTSE 100 britannico continua a sottoperformare gli altri mercati europei, con gli investitori che restano prudenti a causa dell’aumento del deficit pubblico e delle difficoltà nel rilanciare la crescita economica del Regno Unito.

    Nel complesso, i mercati europei hanno registrato risultati inferiori rispetto a quelli statunitensi e asiatici nel corso del trimestre, principalmente per la minore esposizione ai grandi titoli tecnologici.

    Le elevate valutazioni dei titoli legati alla tecnologia e all’intelligenza artificiale hanno infatti spinto gli indici statunitensi e asiatici verso nuovi massimi storici, nonostante le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran.

    Riflettori puntati su Sintra e sui dati macroeconomici

    L’attenzione dei mercati si concentra ora sul forum annuale della Banca Centrale Europea in corso a Sintra, in Portogallo.

    Gli investitori seguiranno con attenzione gli interventi del capo economista della BCE Philip Lane e dei membri del Comitato esecutivo Isabel Schnabel e Frank Elderson alla ricerca di indicazioni sull’evoluzione futura della politica monetaria dell’Eurozona.

    Il forum si concluderà con un atteso panel dedicato alla politica monetaria al quale parteciperanno il nuovo presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, al suo primo importante intervento internazionale, e il governatore della Bank of England Andrew Bailey.

    Maersk in rialzo dopo l’aumento delle previsioni

    Tra i singoli titoli, Maersk (TG:DP4A) ha guadagnato circa il 3% dopo aver migliorato le proprie previsioni sugli utili per l’intero esercizio.

  • I rendimenti obbligazionari a breve termine dell’Eurozona scendono in vista degli interventi di Sintra

    I rendimenti obbligazionari a breve termine dell’Eurozona scendono in vista degli interventi di Sintra

    I rendimenti dei titoli di Stato a breve scadenza dell’Eurozona hanno registrato un calo martedì, mentre gli investitori si preparavano a una serie di dati macroeconomici e agli interventi dei principali banchieri centrali riuniti al forum annuale della Banca Centrale Europea a Sintra, in Portogallo.

    Il rendimento del titolo di Stato tedesco a due anni, particolarmente sensibile alle aspettative sui tassi della BCE, si è attestato al 2,52%. I rendimenti si muovono inversamente ai prezzi.

    Il rendimento del Bund tedesco a dieci anni, punto di riferimento per l’Eurozona, è invece rimasto sostanzialmente stabile al 2,88%, mantenendosi vicino ai minimi degli ultimi quattro mesi.

    I mercati obbligazionari recuperano dopo un trimestre turbolento

    I mercati del debito sovrano europeo si avviano a chiudere un trimestre caratterizzato da forte volatilità, durante il quale i rendimenti avevano raggiunto i massimi pluriennali a causa dell’impennata dei prezzi dell’energia provocata dal conflitto che ha coinvolto l’Iran.

    Nel momento di maggiore tensione, i timori di interruzioni delle forniture avevano spinto le banche centrali a valutare una politica monetaria “più restrittiva più a lungo” per contrastare l’inflazione alimentata dall’energia.

    Successivamente, il ritorno dei prezzi del petrolio ai livelli precedenti al conflitto ha favorito un raffreddamento delle aspettative inflazionistiche, sostenendo un ampio recupero del mercato obbligazionario e riportando i rendimenti sui minimi di diversi mesi.

    L’attenzione si concentra sui banchieri centrali a Sintra

    I mercati guardano ora agli interventi dei responsabili della politica monetaria riuniti al forum annuale della BCE.

    Gli investitori analizzeranno con attenzione i commenti del capo economista della BCE Philip Lane e dei membri del Comitato esecutivo Isabel Schnabel e Frank Elderson per ottenere indicazioni sull’evoluzione dei tassi d’interesse nell’Eurozona.

    Schnabel, considerata una delle esponenti più rigorose della BCE, ha più volte avvertito che sarebbe prematuro allentare troppo rapidamente la politica monetaria restrittiva.

    La sua posizione evidenzia le differenti sensibilità all’interno della banca centrale, mentre le pressioni inflazionistiche continuano ad attenuarsi insieme alla stabilizzazione dei prezzi dell’energia.

    Il forum di tre giorni si concluderà con un atteso panel dedicato alla politica monetaria che vedrà la partecipazione del nuovo presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, al suo primo importante intervento internazionale dall’insediamento, insieme al governatore della Bank of England Andrew Bailey e al governatore della Bank of Canada Tiff Macklem.

    Nel corso della giornata sono inoltre attesi i dati sull’inflazione di Francia e Germania, mentre quelli relativi all’intera Eurozona saranno pubblicati mercoledì.

  • Jeep amplierà la gamma europea a sei modelli entro il 2030 con un SUV prodotto in Cina (STLAM)

    Jeep amplierà la gamma europea a sei modelli entro il 2030 con un SUV prodotto in Cina (STLAM)

    Stellantis (BIT:STLAM) punta ad ampliare in modo significativo la gamma Jeep in Europa entro la fine del decennio, portando l’offerta a sei modelli entro il 2030. L’espansione comprenderà un nuovo SUV di grandi dimensioni sviluppato insieme al partner cinese Dongfeng, oltre a due nuovi SUV compatti, nell’ambito della strategia del gruppo per rafforzare la propria offerta di veicoli elettrificati nel mercato europeo.

    L’elettrificazione al centro della strategia Jeep

    L’iniziativa conferma il ruolo di Jeep come uno dei marchi strategici globali di Stellantis e riflette il piano di investimenti di lungo periodo del gruppo in Europa. Conosciuto a livello mondiale per la propria tradizione nel fuoristrada, Jeep continua a posizionarsi come marchio premium nel mercato europeo.

    Nel piano industriale al 2030 presentato il mese scorso, Stellantis ha indicato Jeep come uno dei quattro marchi globali destinati a ricevere la quota maggiore degli investimenti futuri.

    Fabio Catone, responsabile Europa di Jeep, ha spiegato che entro il 2030 la gamma europea offrirà motorizzazioni multiple, comprese versioni ibride e completamente elettriche, tutte disponibili con trazione integrale.

    Il modello Recon, fuoristrada di grandi dimensioni disponibile esclusivamente in versione elettrica e con trazione integrale, debutterà all’inizio del prossimo anno.

    Nuovo SUV sviluppato insieme a Dongfeng

    Catone ha dichiarato che il nuovo SUV del segmento D, prodotto in Cina, sarà una Jeep «a tutti gli effetti» e sarà commercializzato sia in Cina sia in Europa, con la possibilità di estendere la distribuzione anche ad altri mercati attualmente in fase di valutazione.

    Fabio Carli, responsabile del marketing di prodotto Jeep per l’Europa, ha spiegato che il marchio stava valutando come entrare in un segmento finora poco presidiato e che «il modo migliore» per farlo fosse sfruttare la storica collaborazione tra Stellantis e Dongfeng.

    Il mese scorso i due gruppi hanno annunciato un accordo da 1,2 miliardi di dollari per produrre in Cina veicoli a marchio Jeep e Peugeot. L’intesa rientra nella più ampia strategia di partnership di Stellantis, che comprende anche accordi produttivi in Europa con Dongfeng e Leapmotor.

    Carli ha aggiunto che il nuovo SUV utilizzerà una piattaforma sviluppata congiuntamente con Dongfeng, affermando: “Non si tratta assolutamente di un semplice rebranding… è un progetto chiaramente sviluppato in partnership, con una forte presenza anche di Stellantis.”

    In arrivo anche due nuovi SUV compatti

    Jeep prevede inoltre di lanciare due SUV del segmento B entro il 2030, uno compatto e uno di dimensioni maggiori, entrambi basati sulla piattaforma STLA One di Stellantis.

    Pur senza indicare una tempistica precisa, Catone ha confermato che alcuni dei nuovi modelli saranno introdotti prima del 2030.

    L’attuale gamma europea comprende il SUV compatto Avenger e il nuovo Compass, che compete nel segmento C.

    Catone ha inoltre affermato che Stellantis continua a valutare un’evoluzione della Wrangler per il mercato europeo, anche se il modello al momento non rientra nei piani a causa delle normative europee sulle emissioni di CO₂.

    “Stiamo continuando a lavorarci, ma finché non avremo il progetto completamente definito, abbiamo deciso di non includerlo”, ha dichiarato.

  • L’oro arretra mentre tensioni geopolitiche e attese sui tassi pesano sul mercato

    L’oro arretra mentre tensioni geopolitiche e attese sui tassi pesano sul mercato

    I prezzi dell’oro hanno registrato un calo lunedì, con le rinnovate tensioni in Medio Oriente e le aspettative di tassi d’interesse più elevati che hanno ridotto l’appeal del metallo prezioso, privo di rendimento.

    Alle 07:15 ET (11:15 GMT), l’oro spot perdeva l’1,3% a 4.035,82 dollari l’oncia, mentre i future sull’oro cedevano l’1,1% a 4.049,92 dollari l’oncia.

    Secondo diverse indiscrezioni, Stati Uniti e Iran avrebbero concordato di interrompere i recenti scambi di attacchi nello Stretto di Hormuz, consentendo alle navi commerciali di transitare nuovamente attraverso il passaggio strategico. Tuttavia, il New York Times, citando un funzionario statunitense, ha riferito che Teheran non ha ancora confermato ufficialmente l’intesa.

    Il quotidiano ha aggiunto che Washington e Teheran proseguiranno i colloqui per definire l’attuazione di un memorandum d’intesa, mentre il Wall Street Journal ha riferito che un nuovo round di negoziati potrebbe tenersi già martedì a Doha, in Qatar. Axios è stato il primo media a riportare l’accordo sul cessate il fuoco e sulla ripresa dei negoziati.

    Petrolio e tassi restano al centro dell’attenzione

    Sebbene il petrolio si sia stabilizzato su livelli vicini a quelli precedenti al conflitto, gli ultimi sviluppi militari continuano ad alimentare i timori di una nuova ondata inflazionistica legata all’energia. I mercati ritengono inoltre possibile che le principali banche centrali, inclusa la Federal Reserve, aumentino nuovamente i tassi entro la fine dell’anno per contenere le pressioni sui prezzi.

    “[T]here’s still plenty of risk facing the oil market. Even so, participants appear to be shrugging off these developments, instead focusing on what a continued recovery in oil flows would mean for the global balance”, hanno scritto gli analisti di ING.

    “Questa compiacenza è insolita e lascia chiaramente un significativo rischio al rialzo se la ripresa dell’offerta dovesse rivelarsi lenta.”

    A pesare sull’oro è stato anche il rafforzamento del dollaro statunitense, che rende il metallo più costoso per gli acquirenti internazionali. Il biglietto verde continua infatti a beneficiare del proprio status di bene rifugio durante il conflitto, sostenuto anche dalla convinzione che gli Stati Uniti, in qualità di grande esportatore di energia, siano relativamente protetti dall’aumento dei prezzi del petrolio.

    Gli investitori attendono ora una serie di importanti dati macroeconomici statunitensi, tra cui il rapporto mensile sull’occupazione, gli indici di fiducia dei consumatori, le offerte di lavoro e i dati sull’occupazione nel settore privato, che potrebbero influenzare le aspettative sulla politica monetaria.