I future indicano un avvio debole
I future sui principali indici statunitensi indicano un’apertura in ribasso per la seduta di lunedì, con gli investitori pronti a prendere profitto dopo i solidi guadagni registrati la scorsa settimana.
A pesare sul sentiment sono la nuova escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e il forte rialzo dei prezzi del petrolio.
Il petrolio sale dopo i nuovi attacchi
Le quotazioni del greggio sono aumentate sensibilmente dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato una nuova serie di attacchi mirati contro diversi obiettivi in Iran nella giornata di domenica.
Teheran ha risposto colpendo diversi Paesi del Golfo, tra cui Bahrein, Kuwait, Qatar, Giordania e Oman, aumentando ulteriormente le tensioni e mettendo sotto pressione la fragile tregua.
L’incertezza è stata alimentata anche dalle dichiarazioni contrastanti di Washington e Teheran sullo stato dello Stretto di Hormuz, contribuendo a spingere i future sul petrolio statunitense oltre il 4%.
I titoli tecnologici sotto pressione
Anche il comparto tecnologico potrebbe aprire in territorio negativo dopo il brusco calo di SK Hynix (USOTC:HXSCL).
Le azioni della società quotate negli Stati Uniti hanno perso oltre il 9% nelle contrattazioni pre-market, dopo il balzo superiore al 13% registrato nel debutto al Nasdaq di venerdì scorso, trascinando al ribasso il settore dei semiconduttori.
Attesa per trimestrali e inflazione
Nonostante il clima prudente, gli investitori potrebbero evitare movimenti troppo marcati in vista dei numerosi appuntamenti chiave previsti questa settimana.
Tra le società che pubblicheranno i risultati figurano Bank of America (NYSE:BAC), Citigroup (NYSE:C), Goldman Sachs (NYSE:GS), JPMorgan Chase (NYSE:JPM), Wells Fargo (NYSE:WFC), Johnson & Johnson (NYSE:JNJ), UnitedHealth (NYSE:UNH) e Netflix (NASDAQ:NFLX).
Grande attenzione anche ai nuovi dati sull’inflazione negli Stati Uniti, che potrebbero influenzare le aspettative sulle prossime decisioni di politica monetaria della Federal Reserve.
Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com, ha dichiarato: “Dopo letture dell’inflazione più elevate all’inizio dell’anno e un mercato del lavoro resiliente, gli investitori vogliono capire se le pressioni inflazionistiche di fondo restino persistenti nonostante il recente calo dei prezzi dell’energia.”
Ha aggiunto: “Un dato superiore alle attese rafforzerebbe lo scenario di tassi elevati più a lungo e potrebbe sostenere ulteriormente il dollaro e i rendimenti obbligazionari. Al contrario, un dato più debole contribuirebbe ad attenuare parte delle preoccupazioni inflazionistiche legate al ritorno delle tensioni geopolitiche e potrebbe offrire un gradito sostegno ai mercati azionari.”
Wall Street ha chiuso in rialzo venerdì
Le Borse statunitensi hanno terminato la seduta di venerdì in territorio positivo, sebbene gli scambi siano rimasti relativamente contenuti.
Il Dow Jones Industrial Average è salito di 149,60 punti (+0,3%) a 52.637,01, il Nasdaq Composite ha guadagnato 74,72 punti (+0,3%) a 26.281,61 e l’S&P 500 è avanzato di 31,75 punti (+0,4%) a 7.575,39.
Su base settimanale, il Nasdaq ha registrato un progresso dell’1,7%, l’S&P 500 è salito dell’1,2% e il Dow Jones dello 0,5%.
Tra i protagonisti della settimana figurano Meta Platforms (META), in rialzo del 6% dopo la conferma del giudizio Buy da parte di Bank of America, Nvidia (NASDAQ:NVDA), salita del 4%, e SK Hynix, che aveva guadagnato il 13,1% nel giorno del debutto al Nasdaq.
Andamento contrastato tra i settori
Il comparto biotech ha chiuso in netto ribasso, con il NYSE Arca Biotechnology Index in calo del 2,6%.
In flessione anche il settore delle compagnie aeree, con il NYSE Arca Airline Index in perdita del 2,2%.
Segno positivo invece per i titoli immobiliari, che hanno spinto il Philadelphia Housing Sector Index in rialzo dell’1,5%, mentre i titoli dei servizi petroliferi hanno guadagnato terreno con il Philadelphia Oil Service Index in crescita dell’1,4%.









