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  • Futures di Wall Street in rialzo mentre il Nasdaq tenta il recupero dai minimi di tre mesi: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    Futures di Wall Street in rialzo mentre il Nasdaq tenta il recupero dai minimi di tre mesi: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures sui principali indici azionari statunitensi indicavano un’apertura positiva martedì, con gli investitori alla ricerca di opportunità di acquisto nel settore tecnologico dopo un’altra seduta caratterizzata da forti ribassi. I futures sul Nasdaq 100 avanzavano dello 0,8%, nonostante il marcato calo di Apple nel premercato, mentre l’attenzione rimaneva concentrata sulla volatilità del petrolio e sui dati manifatturieri statunitensi superiori alle attese.

    Il possibile recupero seguiva una difficile seduta di lunedì, durante la quale Nasdaq e S&P 500 avevano annullato i guadagni iniziali, chiudendo sui livelli più bassi degli ultimi tre mesi. Le preoccupazioni sulle prospettive dell’intelligenza artificiale continuavano a penalizzare i titoli tecnologici, mentre il crollo del greggio aveva provocato pesanti perdite nel comparto energetico.

    Futures sul Nasdaq in crescita nonostante il forte calo di Apple

    I futures sul Nasdaq 100 guadagnavano lo 0,8% prima dell’apertura di martedì, segnalando un rinnovato interesse degli investitori dopo le recenti vendite nel settore tecnologico.

    Il rialzo arrivava nonostante una flessione del 4,4% nel premercato per Apple (NASDAQ:AAPL), dopo la pubblicazione di risultati trimestrali che avevano sollevato interrogativi sulla redditività futura.

    Il produttore di iPhone aveva registrato ricavi e utili in crescita, ma aveva previsto un margine lordo per il trimestre in corso leggermente inferiore alle aspettative degli analisti.

    La società aveva attribuito le prospettive meno favorevoli all’aumento dei prezzi dei componenti, evidenziando le crescenti pressioni sui costi della propria attività hardware.

    L’annuncio aveva accentuato l’incertezza sui titoli tecnologici, già colpiti da significative vendite nelle sedute precedenti.

    Tuttavia, l’andamento positivo dei futures suggeriva che alcuni investitori stessero cercando opportunità di acquisto dopo le recenti flessioni del mercato.

    Nasdaq e S&P 500 chiudono ai minimi di tre mesi

    Wall Street aveva registrato una seduta volatile lunedì, con i principali indici inizialmente in rialzo prima di invertire la direzione.

    Il Nasdaq Composite aveva perso 272,68 punti, pari all’1,1%, chiudendo a 25.164,32 punti.

    L’S&P 500 era sceso di 38,67 punti, ovvero dello 0,5%, terminando a 7.541,40 punti.

    Entrambi gli indici avevano esteso le perdite registrate nelle sedute di giovedì e venerdì precedenti, raggiungendo i livelli di chiusura più bassi degli ultimi tre mesi.

    L’inversione aveva riflesso la persistente debolezza dei titoli tecnologici e le nuove preoccupazioni sulle prospettive degli investimenti legati all’intelligenza artificiale.

    Sebbene gli acquisti sui titoli recentemente penalizzati avessero inizialmente sostenuto il mercato, le pressioni di vendita si erano intensificate nel corso della giornata, cancellando i guadagni iniziali.

    Dow Jones in rialzo grazie ai titoli industriali e dei consumi

    A differenza del Nasdaq e dell’S&P 500, il Dow Jones Industrial Average era riuscito a concludere la seduta di lunedì in territorio positivo.

    L’indice aveva guadagnato 213,67 punti, pari allo 0,4%, chiudendo a 51.983,98 punti.

    Le solide performance di Sherwin-Williams (NYSE:SHW), Home Depot (NYSE:HD) e Walmart (NYSE:WMT) avevano sostenuto il principale indice delle blue chip statunitensi.

    La divergenza tra Dow Jones e Nasdaq aveva evidenziato differenze significative nell’andamento dei settori.

    Mentre i titoli tecnologici subivano forti vendite, i rialzi di alcune società industriali e dei consumi offrivano sostegno al Dow Jones.

    I movimenti contrastanti dimostravano che il ribasso del mercato era particolarmente concentrato nei comparti tecnologico ed energetico.

    Titoli tecnologici in forte calo per i timori sull’intelligenza artificiale

    Le società tecnologiche erano rimaste tra le più penalizzate nella seduta di lunedì, mentre gli investitori continuavano a rivalutare le prospettive dell’intelligenza artificiale.

    I produttori di hardware avevano subito vendite particolarmente intense, con l’indice NYSE Arca Computer Hardware in calo del 5,5%.

    La flessione aveva portato l’indice al livello di chiusura più basso degli ultimi tre mesi.

    Anche le società attive nei semiconduttori, nelle infrastrutture di rete e nel software avevano registrato perdite significative.

    La debolezza generalizzata rifletteva la persistente incertezza sulle aspettative di investimento legate all’intelligenza artificiale e sulle possibili conseguenze per le valutazioni del settore tecnologico.

    Le perdite avevano contribuito in misura significativa alla discesa del Nasdaq, alimentando ulteriori interrogativi sulla sostenibilità delle performance del comparto.

    Il rialzo dei futures di martedì indicava un possibile tentativo di recupero, sebbene le prospettive sui margini di Apple continuassero a rappresentare un elemento di pressione.

    Settore energetico in caduta dopo il crollo del petrolio superiore al 7%

    Anche i titoli energetici avevano registrato forti perdite lunedì, in seguito alla brusca diminuzione dei prezzi del greggio.

    I futures sul petrolio statunitense erano scesi di oltre il 7%, portandosi nettamente sotto i 100 dollari al barile.

    Il ribasso era stato alimentato dal rinnovato ottimismo sulla possibilità che i negoziati diplomatici portassero a una soluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran.

    La discesa del petrolio aveva penalizzato pesantemente le società energetiche, con il Philadelphia Oil Service Index in calo del 5,1%.

    Anche il NYSE Arca Oil Index aveva subito una forte flessione, perdendo il 4,3%.

    Le perdite riflettevano i timori che una diminuzione prolungata delle quotazioni del greggio potesse ridurre ricavi e redditività di alcune attività del settore energetico.

    Allo stesso tempo, prezzi dell’energia più bassi potevano offrire sollievo ad altri comparti esposti alle pressioni inflazionistiche e ai costi operativi.

    I negoziati tra Stati Uniti e Iran influenzano il mercato petrolifero

    Gli sviluppi in Medio Oriente continuavano a rappresentare un fattore determinante per i prezzi dell’energia e il sentiment dei mercati.

    Durante il fine settimana, il Segretario di Stato americano Marco Rubio aveva indicato che il presidente Donald Trump preferiva una soluzione diplomatica al conflitto con l’Iran.

    Rubio aveva sottolineato la fiducia dell’amministrazione nelle proprie capacità militari, ribadendo tuttavia la preferenza per una conclusione pacifica.

    “Il presidente vi esprime un’incredibile fiducia nel fatto che, se dovessimo intraprendere un’azione militare, avremmo la capacità di farlo e disponiamo davvero di tutto ciò che serve per avere successo”, ha dichiarato Rubio.

    “Ma preferiremmo farlo pacificamente.”

    Anche i colloqui tra funzionari iraniani e mediatori qatarioti avevano alimentato le aspettative di una possibile svolta diplomatica.

    La prospettiva di una riduzione delle tensioni geopolitiche aveva favorito le vendite sul mercato petrolifero, mentre gli investitori rivalutavano i rischi di interruzione delle forniture.

    Dopo un iniziale recupero martedì, i futures sul greggio statunitense erano tornati decisamente in territorio negativo nel corso della mattinata.

    La persistente volatilità evidenziava la sensibilità del mercato energetico agli sviluppi dei negoziati diplomatici.

    L’attività manifatturiera statunitense cresce oltre le attese

    I dati economici avevano fornito un segnale più positivo per l’economia americana, dopo che l’Institute for Supply Management aveva comunicato un miglioramento dell’attività manifatturiera superiore alle previsioni nel mese di ottobre.

    L’indice PMI manifatturiero ISM era salito a 55,5 punti, rispetto ai 54,5 di settembre.

    Gli economisti avevano previsto un aumento più contenuto, a 54,6 punti.

    Un valore superiore a 50 indica un’espansione dell’attività manifatturiera, pertanto il dato più recente segnalava una crescita del settore.

    L’incremento suggeriva inoltre un miglioramento delle condizioni manifatturiere più marcato rispetto alle aspettative degli analisti.

    I dati offrivano ulteriori elementi agli investitori impegnati a valutare la tenuta dell’economia statunitense in un contesto di volatilità finanziaria.

    Gli investitori valutano la debolezza tecnologica e la volatilità del petrolio

    L’andamento positivo dei futures di martedì indicava che Wall Street avrebbe potuto tentare un nuovo recupero dopo tre sedute consecutive di pressione su Nasdaq e S&P 500.

    I titoli tecnologici rimanevano al centro dell’attenzione, soprattutto dopo le previsioni di Apple sui margini lordi e il forte ribasso dei produttori di hardware nella seduta precedente.

    Nel frattempo, le oscillazioni del greggio continuavano a riflettere il cambiamento delle aspettative riguardo agli sforzi diplomatici per risolvere il conflitto tra Stati Uniti e Iran.

    I dati manifatturieri superiori alle attese offrivano un elemento di sostegno alle prospettive economiche, con l’indice ISM salito a 55,5 punti in ottobre.

    Gli investitori seguiranno la capacità del mercato di mantenere gli acquisti iniziali dopo l’inversione di lunedì, quando i rialzi di apertura avevano lasciato spazio a forti perdite nei settori tecnologico ed energetico.

  • Borse europee in calo dopo i risultati di Apple e il rimbalzo del petrolio: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in calo dopo i risultati di Apple e il rimbalzo del petrolio: DAX, CAC, FTSE100

    Le principali Borse europee hanno registrato un andamento prevalentemente negativo martedì, mentre gli investitori valutavano gli ultimi risultati finanziari di Apple, la nuova volatilità dei prezzi del petrolio e una serie di aggiornamenti societari. I titoli tecnologici hanno subito pressioni di vendita dopo che Apple ha segnalato un aumento dei costi dei componenti, mentre il Brent è risalito verso i 107 dollari al barile in seguito alle notizie di un attacco statunitense contro l’isola iraniana di Qeshm.

    La flessione è arrivata alla vigilia delle importanti elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche e risultati aziendali contrastanti.

    Il DAX tedesco ha perso lo 0,5%, mentre il CAC 40 francese ha ceduto lo 0,1%. Il FTSE 100 di Londra ha registrato una performance peggiore rispetto agli altri principali indici europei, arretrando dello 0,7%.

    I risultati di Apple e l’aumento dei costi pesano sui titoli tecnologici

    Apple (NASDAQ:AAPL) ha comunicato un incremento dei ricavi e degli utili trimestrali, ma ha fornito una previsione sul margine lordo per il trimestre in corso leggermente inferiore alle aspettative degli analisti.

    Il produttore di iPhone ha attribuito le prospettive meno favorevoli all’aumento dei prezzi dei componenti, alimentando preoccupazioni riguardo al possibile impatto dei maggiori costi di produzione sulla redditività.

    L’annuncio ha penalizzato le società europee attive nei semiconduttori e nella tecnologia, riflettendo i timori degli investitori sulle pressioni sui costi e sulle condizioni della domanda lungo la filiera elettronica.

    Il produttore tedesco di apparecchiature per semiconduttori Aixtron (TG:AIXA) ha registrato perdite significative, insieme ai gruppi olandesi ASM International (EU:ASM) e ASML (EU:ASML).

    Anche Infineon Technologies (TG:IFX) e STMicroelectronics (BIT:STMMI) hanno perso terreno, in una seduta caratterizzata da vendite diffuse nel comparto tecnologico.

    La debolezza del settore ha evidenziato la sensibilità dei titoli europei dei semiconduttori agli sviluppi delle principali società tecnologiche statunitensi.

    Il petrolio risale verso 107 dollari tra le tensioni in Medio Oriente

    Anche i mercati energetici hanno attirato l’attenzione degli investitori, con le quotazioni del petrolio tornate intorno ai 107 dollari al barile.

    Il rialzo è seguito alle notizie di un attacco statunitense contro l’isola di Qeshm, in Iran, che hanno aumentato l’incertezza legata al conflitto in Medio Oriente.

    L’azione militare segnalata è arrivata alla vigilia delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, accentuando l’attenzione sui rischi geopolitici e sulle possibili interruzioni delle forniture energetiche.

    Prezzi del petrolio più elevati possono aumentare i costi operativi delle imprese, soprattutto nei settori dei trasporti e della manifattura, alimentando al tempo stesso le preoccupazioni sull’inflazione.

    La nuova risalita del greggio ha contribuito al clima di prudenza sui mercati azionari europei.

    Schaeffler arretra dopo l’annuncio di 3.460 tagli occupazionali

    Il fornitore tedesco dell’industria automobilistica Schaeffler (TG:SHA0) ha perso terreno dopo aver pubblicato risultati trimestrali più deboli e annunciato un importante piano di ristrutturazione.

    La società ha registrato una lieve diminuzione dei ricavi e dell’utile operativo nel terzo trimestre, riflettendo le difficoltà del contesto di mercato.

    Schaeffler ha inoltre comunicato l’intenzione di eliminare 3.460 posti di lavoro e chiudere cinque stabilimenti in Europa.

    Le misure rappresentano una significativa riorganizzazione delle attività regionali, finalizzata ad affrontare le pressioni finanziarie e operative.

    Gli investitori hanno reagito negativamente all’annuncio, penalizzando il titolo.

    TeamViewer e Zalando in forte calo dopo gli aggiornamenti societari

    La società tedesca di software TeamViewer (TG:TMV) ha registrato una marcata flessione dopo aver ridotto le previsioni di crescita dei ricavi per il 2026.

    La revisione ha sollevato interrogativi sulle prospettive di espansione nel breve periodo e sulla capacità dell’azienda di raggiungere gli obiettivi precedentemente comunicati.

    Anche il rivenditore online di moda Zalando (TG:ZAL) ha subito forti vendite dopo aver riportato un peggioramento dei margini lordi nel terzo trimestre.

    La contrazione dei margini ha riportato l’attenzione sulla redditività del commercio elettronico, dove i costi operativi e la concorrenza continuano a rappresentare fattori rilevanti.

    Entrambe le società si sono collocate tra i principali titoli in ribasso della seduta europea.

    Associated British Foods scende dopo le nuove previsioni sugli utili

    Le azioni di Associated British Foods (LSE:ABF) hanno registrato un forte calo a Londra dopo che il gruppo proprietario di Primark ha avvertito della possibilità di un’ulteriore diminuzione degli utili nell’esercizio in corso.

    La società ha riportato una flessione del 14% degli utili nell’esercizio 2025/26 e ha indicato di prevedere un nuovo calo.

    Le prospettive hanno accentuato le preoccupazioni sull’andamento reddituale del gruppo, comprese le pressioni sulle attività commerciali.

    L’annuncio ha penalizzato il titolo, contribuendo alla debolezza del FTSE 100.

    Clariant perde terreno dopo risultati inferiori alle attese

    Anche il produttore svizzero di prodotti chimici speciali Clariant (TG:CLRN) ha registrato una flessione dopo aver comunicato un utile operativo di riferimento per il terzo trimestre inferiore alle aspettative del mercato.

    Il risultato deludente ha provocato una reazione negativa degli investitori, aggiungendosi alla debolezza generale delle Borse europee.

    I dati hanno evidenziato la persistente attenzione del mercato alla redditività delle imprese industriali e chimiche.

    Bayer balza dopo il miglioramento delle prospettive per il 2026

    Nonostante il calo generale dei mercati, alcune società europee hanno registrato forti rialzi grazie a risultati finanziari superiori alle attese.

    Il gruppo tedesco farmaceutico e agricolo Bayer (TG:BAYN) ha guadagnato terreno dopo aver comunicato vendite trimestrali superiori alle previsioni degli analisti.

    La società ha inoltre migliorato le prospettive di utile per il 2026, offrendo agli investitori indicazioni più favorevoli sull’andamento finanziario.

    La revisione positiva delle previsioni ha sostenuto il titolo in controtendenza rispetto al mercato.

    Lufthansa e Philips avanzano grazie ai risultati trimestrali

    Anche il gruppo aereo Deutsche Lufthansa (LSE:LHA) ha registrato un rialzo dopo aver annunciato un aumento dell’utile netto nel terzo trimestre.

    Il miglioramento ha sostenuto la fiducia degli investitori nella performance reddituale della compagnia, nonostante la nuova volatilità dei prezzi energetici.

    Il produttore olandese di tecnologie sanitarie Philips (EU:PHIA) si è distinto tra i titoli in crescita dopo aver superato le aspettative del mercato sugli utili operativi di riferimento del terzo trimestre.

    I risultati migliori del previsto hanno favorito gli acquisti sul titolo, in contrasto con le perdite registrate in diversi comparti tecnologici e dei consumi.

    Prospettive per i mercati europei

    Le Borse europee sono rimaste sotto pressione mentre gli investitori valutavano risultati societari contrastanti, prezzi del petrolio più elevati e incertezze geopolitiche.

    Le previsioni di Apple sui margini lordi hanno contribuito alle vendite sui produttori europei di semiconduttori, mentre gli aggiornamenti deludenti di Schaeffler, TeamViewer, Zalando, Associated British Foods e Clariant hanno accentuato la debolezza.

    Al contrario, i risultati positivi di Bayer, Lufthansa e Philips hanno dimostrato che gli utili societari continuano a determinare movimenti significativi dei singoli titoli.

    Gli investitori seguiranno gli sviluppi in Medio Oriente, l’andamento del petrolio e le possibili implicazioni delle elezioni statunitensi di metà mandato sui mercati finanziari.

    Anche le prossime trimestrali continueranno a influenzare la direzione degli indici europei.

  • Oro sotto i 3.950 dollari: metalli preziosi in calo in attesa delle elezioni USA di metà mandato

    Oro sotto i 3.950 dollari: metalli preziosi in calo in attesa delle elezioni USA di metà mandato

    I prezzi dell’oro sono diminuiti martedì, mentre nuove vendite sui metalli preziosi hanno cancellato parte del recupero della seduta precedente. Gli investitori valutano gli sviluppi dei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran, le aspettative sull’inflazione e le imminenti elezioni americane di metà mandato.

    L’oro spot ha perso lo 0,7%, scendendo a 3.920,44 dollari l’oncia alle 00:55 ET (05:55 GMT), mentre i futures statunitensi sull’oro sono diminuiti dell’1% a 3.929,67 dollari l’oncia. Il ribasso è seguito a un guadagno dell’1,9% registrato lunedì, quando i segnali di progresso diplomatico tra Washington e Teheran avevano sostenuto le quotazioni.

    Anche il resto del mercato dei metalli preziosi ha registrato perdite, riflettendo la persistente pressione delle vendite dopo il forte calo dell’oro in ottobre e la recente volatilità dei titoli tecnologici.

    Metalli preziosi in ribasso mentre l’oro perde terreno

    L’oro è sceso sotto i 3.950 dollari l’oncia, mentre gli investitori hanno ridotto l’esposizione ai metalli preziosi dopo il recupero di lunedì.

    L’argento ha registrato una flessione più marcata, perdendo il 2,8% a 49,2455 dollari l’oncia, mentre il platino è diminuito dell’1% a 1.432,32 dollari.

    Il palladio spot ha ceduto l’1,6% a 952,15 dollari l’oncia, mentre i futures sul palladio sono scesi dell’1,9% a 944,00 dollari.

    Nel frattempo, l’indice del dollaro statunitense ha registrato un lieve calo dello 0,1% a 101,75.

    Il modesto indebolimento del dollaro ha fornito scarso sostegno all’oro, suggerendo che le pressioni di vendita più ampie e l’incertezza sui mercati finanziari continuano a influenzare le quotazioni.

    L’ultimo ribasso è arrivato dopo un ottobre difficile, durante il quale il metallo ha perso il 6,8%, scendendo sotto la soglia psicologica dei 4.000 dollari l’oncia.

    Successivamente, i prezzi hanno raggiunto il livello più basso degli ultimi dodici mesi, alimentando dubbi sulla solidità di un eventuale recupero a breve termine.

    I negoziati USA-Iran influenzano oro e petrolio

    Gli sviluppi diplomatici tra Stati Uniti e Iran sono diventati un fattore importante per i mercati dei metalli preziosi e dell’energia.

    Lunedì l’oro era salito dell’1,9% dopo che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian aveva dichiarato che il suo governo aveva ricevuto maggiori poteri dalla guida suprema del Paese per portare avanti i negoziati di pace.

    Anche il presidente statunitense Donald Trump aveva indicato progressi nelle discussioni, alimentando le aspettative che il conflitto potesse avvicinarsi a una soluzione diplomatica.

    Gli sviluppi avevano contribuito a un calo superiore al 7% dei prezzi del Brent lunedì, prima che il mercato petrolifero si stabilizzasse martedì.

    Il ribasso dei prezzi dell’energia ha contribuito ad attenuare i timori di ulteriori aumenti dell’inflazione, riducendo potenzialmente la pressione sulle banche centrali affinché adottino politiche monetarie più restrittive.

    Tuttavia, nuove operazioni militari in Medio Oriente rimangono un rischio e le aspettative di progresso diplomatico potrebbero cambiare rapidamente in caso di intensificazione delle ostilità.

    Il calo del petrolio potrebbe ridurre le pressioni sui tassi di interesse

    Il conflitto tra Stati Uniti e Iran, descritto nel rapporto come in corso da nove mesi, ha contribuito all’aumento dei prezzi dell’energia e delle pressioni inflazionistiche.

    Il rincaro dei carburanti e dei trasporti può influenzare i prezzi al consumo e i costi delle imprese, complicando gli sforzi delle banche centrali per controllare l’inflazione.

    Un’inflazione persistentemente elevata può aumentare le aspettative di tassi di interesse più alti oppure ritardare eventuali riduzioni del costo del denaro.

    Queste condizioni tendono a penalizzare l’oro, poiché il metallo non genera interessi e rende relativamente più interessanti gli strumenti finanziari che offrono un rendimento.

    Il recente calo del petrolio ha temporaneamente ridotto i timori di ulteriori restrizioni monetarie.

    Il rapporto tra prezzi dell’energia, inflazione e aspettative sui tassi rimane comunque un elemento importante per gli investitori che valutano le prospettive dell’oro.

    Le vendite sui titoli tecnologici aumentano la pressione sull’oro

    L’oro ha subito ulteriori pressioni di vendita legate alla volatilità dei mercati azionari globali.

    Il calo della scorsa settimana dei titoli collegati all’intelligenza artificiale ha spinto alcuni investitori a liquidare posizioni in oro per coprire perdite su altre attività finanziarie.

    Le vendite hanno contribuito alla debolezza del metallo, nonostante la sua tradizionale reputazione di investimento difensivo durante i periodi di incertezza.

    I titoli tecnologici sono rimasti sotto pressione martedì, con ulteriori ribassi sui mercati asiatici dopo una più marcata ondata di vendite tra i produttori statunitensi di semiconduttori.

    La persistente debolezza del settore tecnologico potrebbe quindi esporre l’oro a ulteriori liquidazioni, mentre gli investitori ribilanciano i portafogli e gestiscono i rischi legati alla volatilità.

    Gli sviluppi evidenziano come l’oro possa registrare cali nel breve termine durante vendite generalizzate sui mercati, soprattutto quando gli investitori hanno bisogno di liquidità.

    Le elezioni USA potrebbero aumentare la volatilità dell’oro

    Gli investitori si preparano anche alle elezioni statunitensi di metà mandato, i cui risultati potrebbero influenzare gli scambi sui metalli preziosi durante la sessione asiatica di mercoledì.

    Eventuali cambiamenti negli equilibri politici a Washington potrebbero modificare le aspettative sulle politiche economiche americane, sulla spesa pubblica e sull’inflazione.

    Gli operatori prestano particolare attenzione alla possibilità che l’esito del voto riporti al centro del dibattito il deficit fiscale statunitense e le prospettive di lungo periodo per i prezzi.

    Maggiori preoccupazioni sull’inflazione, sui conti pubblici o sull’incertezza geopolitica potrebbero aumentare la domanda di oro come bene rifugio.

    La reazione del mercato dipenderà tuttavia dai risultati elettorali e dall’interpretazione delle loro conseguenze per la politica monetaria e fiscale.

    Condizioni di ipervenduto e domanda cinese sostengono le quotazioni

    Nonostante il recente ribasso, alcuni indicatori suggeriscono che l’oro potrebbe avvicinarsi a condizioni favorevoli per un recupero.

    Una misura della forza relativa del metallo è entrata in territorio di ipervenduto la scorsa settimana, indicando che le vendite potrebbero essersi spinte troppo oltre.

    Sebbene i segnali tecnici di ipervenduto non garantiscano un rimbalzo, possono suggerire un possibile indebolimento della pressione ribassista.

    Anche la domanda fisica ha fornito sostegno.

    Secondo ANZ, le famiglie cinesi hanno aumentato gli acquisti di oro durante il recente calo dei prezzi, approfittando delle quotazioni più basse.

    Questo interesse potrebbe contribuire a limitare ulteriori perdite, soprattutto se le pressioni di vendita sui mercati finanziari dovessero attenuarsi.

    La domanda fisica e i segnali tecnici dovranno tuttavia confrontarsi con gli sviluppi macroeconomici e il posizionamento degli investitori.

    Prospettive per il mercato dell’oro

    L’oro rimane esposto a diversi fattori contrastanti, mentre gli investitori valutano gli sviluppi geopolitici, le aspettative di politica monetaria e la volatilità dei mercati finanziari.

    Le prospettive di progressi nei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran hanno ridotto alcune preoccupazioni sull’inflazione alimentata dall’energia, mentre le recenti vendite sui titoli tecnologici hanno creato ulteriori pressioni sulle quotazioni.

    Le elezioni americane di metà mandato potrebbero rappresentare un’altra fonte di volatilità, soprattutto se i risultati modificassero le aspettative su inflazione, politica fiscale o incertezza economica.

    Le condizioni tecniche di ipervenduto e l’aumento degli acquisti fisici da parte delle famiglie cinesi potrebbero offrire sostegno, ma una ripresa delle ostilità in Medio Oriente o ulteriori ribassi azionari potrebbero complicare qualsiasi recupero.

    Gli investitori continueranno a monitorare la posizione dell’oro sotto i 4.000 dollari l’oncia, gli sviluppi dei mercati energetici e il quadro politico a Washington per individuare segnali sulla prossima direzione delle quotazioni.

  • Petrolio in rialzo dopo l’attacco USA all’isola iraniana di Qeshm: si allontanano le prospettive di pace

    Petrolio in rialzo dopo l’attacco USA all’isola iraniana di Qeshm: si allontanano le prospettive di pace

    I prezzi del petrolio sono aumentati di oltre un dollaro al barile martedì 3 novembre, mentre nuove operazioni militari in Medio Oriente e le dichiarazioni di funzionari iraniani hanno ridotto le aspettative di un accordo imminente per porre fine al conflitto che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele.

    I futures sul greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) sono saliti di 1,60 dollari, pari all’1,66%, raggiungendo 98,06 dollari al barile alle 07:44 GMT, mentre i futures sul Brent hanno guadagnato 1,84 dollari, equivalenti all’1,76%, attestandosi a 106,61 dollari al barile.

    Il recupero è seguito a un forte ribasso lunedì, quando entrambi i benchmark avevano perso oltre il 7% dopo che i colloqui tra funzionari iraniani e qatarioti avevano alimentato le speranze di progressi verso la conclusione della guerra.

    Le aspettative si sono successivamente indebolite dopo la conferma di un’operazione militare statunitense contro l’isola iraniana di Qeshm e le dichiarazioni di Teheran secondo cui rimangono profonde divergenze tra i due Paesi.

    Il petrolio recupera dopo il forte calo di lunedì

    Il mercato del greggio ha recuperato parte delle perdite della seduta precedente, mentre gli investitori rivalutavano le probabilità di una soluzione diplomatica.

    Lunedì, i futures sul Brent e sul WTI avevano entrambi registrato ribassi superiori al 7%, riflettendo l’ottimismo suscitato dai colloqui tra funzionari iraniani e qatarioti.

    Le discussioni avevano inizialmente alimentato le aspettative che i negoziati potessero contribuire a porre fine al conflitto, iniziato alla fine di febbraio.

    Il sentiment è tuttavia cambiato dopo le notizie di ulteriori operazioni militari statunitensi e le dichiarazioni di funzionari iraniani, che hanno indicato come un accordo di pace rimanga ancora lontano.

    La rinnovata incertezza ha spinto gli operatori a rivalutare i potenziali rischi per la produzione di greggio, il trasporto marittimo e le infrastrutture energetiche regionali.

    Martedì mattina, il Brent è tornato sopra i 106 dollari al barile, mentre il WTI si è avvicinato alla soglia dei 100 dollari.

    Gli Stati Uniti confermano un attacco all’isola iraniana di Qeshm

    Un funzionario statunitense ha confermato lunedì che le forze americane hanno colpito l’isola iraniana di Qeshm.

    Alcuni funzionari statunitensi hanno descritto le operazioni come misure difensive finalizzate a impedire attacchi iraniani contro le navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz.

    La posizione geografica dell’isola rende gli sviluppi nell’area particolarmente importanti per i mercati energetici internazionali.

    Lo Stretto di Hormuz rappresenta una delle principali rotte marittime che collegano i Paesi produttori di petrolio del Golfo Persico ai mercati globali.

    Qualsiasi escalation in grado di minacciare il traffico commerciale o le infrastrutture energetiche della regione potrebbe interrompere le esportazioni di greggio e aumentare i costi di trasporto.

    L’operazione militare riportata ha quindi riacceso i timori sulla sicurezza delle spedizioni petrolifere, nonostante il proseguimento degli sforzi diplomatici per ridurre le tensioni.

    L’Iran afferma che un accordo di pace è ancora lontano

    Un alto funzionario iraniano ha dichiarato martedì a Reuters che Teheran e Washington rimangono lontane dal raggiungimento di un accordo per porre fine al conflitto.

    Il funzionario ha affermato che l’Iran non accetterà le “richieste eccessive” di Washington, indicando che profonde divergenze continuano a ostacolare i negoziati.

    Anche il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Qalibaf, è intervenuto sulla situazione diplomatica.

    Secondo i media statali iraniani, Qalibaf ha affermato che Teheran ha fornito a Washington una “risposta forte e razionale”.

    “La palla è nel campo degli Stati Uniti”, ha aggiunto.

    Le dichiarazioni suggeriscono che l’Iran sia in attesa di ulteriori iniziative da parte di Washington, mantenendo al tempo stesso la propria opposizione alle condizioni attualmente in discussione.

    Queste posizioni hanno indebolito le aspettative di una svolta diplomatica a breve termine, contribuendo al recupero dei prezzi del petrolio.

    Gli analisti segnalano un aumento del premio per il rischio geopolitico

    Gli analisti di mercato hanno attribuito il recupero delle quotazioni del greggio anche ai rinnovati timori di un’escalation militare.

    Tim Waterer, chief market analyst di KCM Trade, ha affermato che gli ultimi sviluppi hanno aumentato il premio per il rischio geopolitico incorporato nei prezzi del petrolio.

    “Il rapporto ha reintrodotto una componente di premio per il rischio nel prezzo del petrolio”, ha dichiarato Waterer.

    “Proprio quando i mercati iniziavano a scontare un percorso più diplomatico, questo promemoria delle operazioni militari ancora in corso ha cambiato il sentiment.”

    Le osservazioni evidenziano quanto rapidamente possano cambiare le aspettative quando gli sviluppi militari contrastano con i segnali di progresso diplomatico.

    Gli operatori avevano iniziato a prevedere una possibile riduzione delle ostilità dopo i negoziati di lunedì, ma l’attacco all’isola di Qeshm e le successive dichiarazioni iraniane hanno determinato una nuova valutazione dei rischi.

    L’incertezza continua quindi a rendere i prezzi del greggio particolarmente sensibili alle notizie sulle operazioni militari e sui negoziati di pace.

    I rischi per le forniture sostengono le quotazioni del greggio

    Priyanka Sachdeva, responsabile dell’analisi di mercato di Phillip Nova, ha affermato che i timori di possibili interruzioni delle forniture energetiche continuano a sostenere i prezzi del petrolio.

    Ha tuttavia osservato che l’incertezza sulle prossime mosse di Washington e sugli sviluppi politici limita il potenziale di ulteriori rialzi.

    “Per il momento, il rischio di interruzioni delle forniture continua a sostenere i prezzi, mentre l’incertezza sulle prossime mosse di Washington, gli sviluppi politici e la riluttanza degli operatori ad assumere posizioni aggressive limitano il potenziale di rialzo”, ha dichiarato Sachdeva.

    La sua valutazione riflette le forze contrastanti che attualmente influenzano il mercato del greggio.

    I timori di interruzioni della produzione e del trasporto marittimo sostengono le quotazioni, mentre l’incertezza sull’evoluzione del conflitto scoraggia gli operatori dall’assumere posizioni consistenti.

    Il Brent ha chiuso ottobre ai massimi degli ultimi sei mesi, mentre gli investitori valutavano la possibilità di una nuova escalation militare dopo le elezioni statunitensi di metà mandato.

    Elezioni USA e caro carburanti aumentano la pressione politica

    Il conflitto che coinvolge l’Iran è diventato una questione politica importante negli Stati Uniti in vista delle elezioni di metà mandato di martedì.

    La guerra, iniziata alla fine di febbraio, ha contribuito all’aumento dei prezzi della benzina, esercitando ulteriori pressioni economiche sulle famiglie americane.

    Il rincaro dei carburanti è diventato una preoccupazione per gli elettori, aumentando la pressione politica sul presidente Donald Trump affinché cerchi di porre fine al conflitto.

    L’esito delle elezioni potrebbe influenzare la posizione politica interna dell’amministrazione e la sua capacità di portare avanti le proprie priorità durante il resto del secondo mandato di Trump.

    Per i mercati energetici, l’incertezza sulle prossime mosse di Washington rappresenta un ulteriore fattore da considerare nella valutazione delle prospettive dei prezzi del greggio.

    Gli investitori seguono con attenzione la possibilità che gli sforzi diplomatici acquistino slancio dopo il voto oppure che nuove operazioni militari aumentino i rischi per le forniture.

    Russia e Ucraina colpiscono infrastrutture energetiche

    Gli sviluppi della guerra tra Russia e Ucraina hanno aggiunto ulteriori preoccupazioni sulla sicurezza delle infrastrutture energetiche.

    Martedì, il governatore della regione russa di Yaroslavl, Mikhail Evrayev, ha dichiarato che un attacco con droni ucraini ha danneggiato una raffineria di petrolio nella città di Yaroslavl.

    I danni riportati hanno sollevato nuovi interrogativi sulle possibili conseguenze degli attacchi per le attività di raffinazione russe.

    Separatamente, la Russia ha condotto un massiccio attacco notturno contro infrastrutture energetiche ucraine.

    Secondo l’agenzia Interfax, che ha citato il ministero della Difesa russo, gli attacchi hanno interessato impianti nelle regioni di Vinnytsia, Dnipropetrovsk e Kharkiv.

    Le operazioni hanno evidenziato la persistente vulnerabilità delle infrastrutture energetiche durante il conflitto.

    Sebbene non siano stati specificati gli effetti immediati sulle forniture petrolifere globali, gli sviluppi hanno alimentato ulteriori timori sui rischi geopolitici che influenzano i mercati energetici.

    Previsti ad Abu Dhabi colloqui tra Ucraina e Russia

    Gli sforzi diplomatici per affrontare la guerra tra Russia e Ucraina dovrebbero proseguire.

    Gli Stati Uniti prevedono di riunire delegazioni ucraine e russe ad Abu Dhabi il 10 e l’11 novembre.

    Le discussioni dovrebbero riguardare possibili iniziative per porre fine al conflitto, accordi di sicurezza per il dopoguerra e misure per ridurre le tensioni militari.

    L’incontro programmato rappresenta un’ulteriore iniziativa diplomatica volta ad affrontare una delle principali fonti di incertezza geopolitica.

    Per i mercati energetici, eventuali progressi nella riduzione delle ostilità potrebbero influenzare le aspettative sulla sicurezza delle infrastrutture e sui rischi regionali per le forniture.

    L’esito dei colloqui rimane tuttavia incerto.

    Prospettive

    I prezzi del petrolio restano particolarmente sensibili agli sviluppi in Medio Oriente, dove le operazioni militari e i negoziati diplomatici continuano a inviare segnali contrastanti.

    L’attacco statunitense all’isola di Qeshm e il rifiuto iraniano delle richieste di Washington hanno ridotto le aspettative di un accordo di pace imminente, sostenendo il recupero dei futures su Brent e WTI dopo i forti ribassi di lunedì.

    I timori per la sicurezza del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz continuano a sostenere le quotazioni, sebbene l’incertezza sugli sviluppi militari e politici limiti la fiducia degli operatori.

    Allo stesso tempo, gli attacchi contro le infrastrutture energetiche in Russia e Ucraina hanno rafforzato le preoccupazioni sui rischi geopolitici per le forniture.

    Gli investitori continueranno a monitorare i negoziati sull’Iran, gli sviluppi successivi alle elezioni statunitensi di metà mandato e i colloqui previsti ad Abu Dhabi tra Ucraina e Russia per individuare segnali sulla futura direzione dei mercati energetici.

  • Futures USA incerti: Apple delude sui margini, Palantir rallenta nei contratti prima delle elezioni di metà mandato: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Futures USA incerti: Apple delude sui margini, Palantir rallenta nei contratti prima delle elezioni di metà mandato: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sugli indici azionari statunitensi hanno mostrato un andamento prudente martedì 3 novembre, mentre gli investitori valutavano i risultati trimestrali di Apple e Palantir, i timori legati agli investimenti nell’intelligenza artificiale e le imminenti elezioni americane di metà mandato.

    Apple (NASDAQ:AAPL) e Palantir Technologies (NASDAQ:PLTR) hanno entrambe registrato ribassi negli scambi after-hours, nonostante risultati trimestrali superiori alle aspettative degli analisti. Le previsioni meno favorevoli di Apple sui margini lordi e il rallentamento della crescita del valore dei contratti di Palantir hanno oscurato i dati positivi sugli utili.

    Nel frattempo, i prezzi del petrolio hanno recuperato terreno dopo le notizie di un attacco militare limitato degli Stati Uniti contro l’isola iraniana di Qeshm, riaccendendo i timori di possibili interruzioni delle forniture energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Futures di Wall Street contrastati dopo le vendite sui tecnologici

    Alle 02:56 ET, corrispondenti alle 06:56 GMT, i futures sull’S&P 500 perdevano 14 punti, pari allo 0,2%, mentre quelli sul Dow Jones cedevano 260 punti, equivalenti allo 0,5%. I futures sul Nasdaq 100 guadagnavano invece 21 punti, pari allo 0,1%.

    L’andamento incerto seguiva una seduta contrastata a Wall Street lunedì, quando un iniziale recupero favorito dal calo dei prezzi del petrolio era stato compromesso dalla rinnovata debolezza dei titoli tecnologici.

    Il Nasdaq Composite ha perso l’1,07%, mentre gli investitori continuavano a interrogarsi sulla sostenibilità degli ingenti investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

    Gran parte della spesa destinata ai data center e alla capacità di calcolo è stata sostenuta attraverso finanziamenti tramite debito e capitale proprio, alimentando dubbi sulla capacità dei mercati finanziari di assorbire le crescenti esigenze di capitale.

    Gli analisti di Vital Knowledge hanno avvertito che gli investimenti potrebbero essere ridimensionati qualora diventasse più difficile ottenere finanziamenti.

    “Se il mercato non riuscirà ad assorbire le emissioni di debito e azioni, gli investimenti del settore dovranno inevitabilmente essere ridotti”, hanno affermato gli analisti.

    Apple supera le attese sugli utili ma delude sulle prospettive dei margini

    Apple ha registrato un utile per azione di 2,10 dollari nel quarto trimestre fiscale, in aumento del 14% rispetto all’anno precedente, mentre i ricavi hanno raggiunto 114,5 miliardi di dollari.

    Entrambi i dati hanno superato le aspettative di Wall Street, sostenuti dalla domanda per i prodotti del gruppo.

    Tuttavia, le vendite in Cina si sono attestate a 17,5 miliardi di dollari, risultando inferiori alle previsioni. Anche la domanda in Giappone è stata più debole del previsto.

    Il free cash flow ha raggiunto 26,8 miliardi di dollari, al di sotto del consensus, pur mantenendosi su livelli elevati rispetto alla generazione di cassa di molte società tecnologiche impegnate in ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale.

    Dall’inizio del 2026, le azioni Apple avevano guadagnato oltre il 24%, anche grazie alla percezione degli investitori che il gruppo fosse meno esposto ai rischi finanziari associati alla costruzione di infrastrutture AI su larga scala.

    Le prospettive di redditività hanno tuttavia deluso il mercato.

    Apple prevede per il trimestre in corso margini lordi compresi tra il 45% e il 46%, inferiori alle aspettative degli analisti di circa il 47%.

    La società ha attribuito le pressioni all’aumento dei prezzi delle memorie, che sta facendo crescere i costi di produzione in vista dell’importante periodo degli acquisti natalizi.

    Le previsioni rappresentano una delle prime sfide per il nuovo amministratore delegato John Ternus.

    Evercore segnala pressioni sul potenziale di utile di Apple

    Gli analisti di Evercore ISI hanno affermato che i risultati trimestrali di Apple confermano la loro valutazione di una domanda sottostante ancora solida per i prodotti hardware del gruppo, nonostante i recenti aumenti dei prezzi.

    Hanno tuttavia osservato che l’attenzione degli investitori si sta spostando sempre più sulla redditività, anziché concentrarsi esclusivamente sulla crescita delle vendite.

    “Il dibattito si sta spostando sempre più sui margini e sul potenziale dell’utile per azione”, hanno scritto gli analisti.

    Evercore prevede che Apple continuerà ad affrontare un contesto incerto per i margini lordi finché i prezzi delle memorie non inizieranno a stabilizzarsi o diminuire.

    Le osservazioni riflettono preoccupazioni più ampie sull’aumento dei costi dei componenti nell’industria dell’elettronica di consumo, dove i produttori potrebbero dover assorbire le maggiori spese oppure trasferirle ai clienti.

    Palantir aumenta i ricavi del 96%, ma rallenta la crescita dei contratti

    Palantir Technologies ha registrato un utile per azione di 0,44 dollari nel terzo trimestre, superando le aspettative del mercato.

    I ricavi sono aumentati del 96% su base annua, raggiungendo 2,31 miliardi di dollari, sostenuti dalla forte domanda proveniente da clienti commerciali e agenzie governative statunitensi.

    La società specializzata nell’intelligenza artificiale e nell’analisi dei dati ha inoltre fornito previsioni per il quarto trimestre superiori alle stime degli analisti.

    Palantir prevede ricavi compresi tra 2,649 e 2,653 miliardi di dollari, insieme a un risultato operativo tra 1,64 e 1,644 miliardi di dollari.

    Nonostante la solida performance finanziaria, le azioni sono scese negli scambi successivi alla chiusura, mentre gli investitori si concentravano sul rallentamento della crescita del valore totale dei contratti.

    Questo indicatore, che misura il valore complessivo degli accordi firmati durante un determinato periodo, viene seguito attentamente come possibile segnale dei ricavi futuri.

    La crescita del valore totale dei contratti è rallentata al 6% su base annua nel terzo trimestre, rispetto al 49% del secondo trimestre.

    La decelerazione ha sollevato interrogativi sul ritmo dei nuovi impegni commerciali, nonostante la rapida espansione dei ricavi delle attività esistenti.

    William Blair prevede una reazione contenuta ai risultati di Palantir

    Gli analisti di William Blair hanno riconosciuto la solidità degli utili trimestrali di Palantir, ma hanno suggerito che i dati relativi al valore dei contratti potrebbero limitare l’entusiasmo degli investitori.

    Gli analisti hanno descritto i risultati come “un altro trimestre eccezionale”, avvertendo tuttavia che l’indicatore meno favorevole relativo ai nuovi ordini potrebbe determinare una reazione contenuta del titolo.

    Il contrasto tra la forte crescita dei ricavi e il rallentamento del valore contrattuale rappresenta un elemento importante per gli investitori che valutano le prospettive future della società.

    Sebbene le previsioni di Palantir per il quarto trimestre rimangano positive, il ritmo di acquisizione dei nuovi contratti potrebbe influenzare le aspettative di crescita dei ricavi nei periodi successivi.

    Elezioni USA: intelligenza artificiale e costo della vita al centro dell’attenzione

    Gli investitori attendono anche le elezioni statunitensi di metà mandato, che determineranno il controllo della Camera dei Rappresentanti e del Senato per il resto del secondo mandato presidenziale di Donald Trump.

    Attualmente i Repubblicani detengono la maggioranza in entrambe le Camere, ma il voto potrebbe modificare gli equilibri politici a Washington.

    L’intelligenza artificiale è diventata una questione sempre più importante per gli elettori, soprattutto per quanto riguarda i possibili effetti sull’occupazione e l’espansione dei grandi data center.

    Il presidente Trump ha sostenuto lo sviluppo dell’industria americana dell’AI, affermando che la leadership tecnologica degli Stati Uniti è essenziale nella competizione con la Cina.

    Tuttavia, i timori legati alla perdita di posti di lavoro, allo sviluppo delle infrastrutture e ai consumi energetici hanno alimentato il dibattito sulle conseguenze economiche e sociali del settore.

    Anche il costo della vita rappresenta una questione centrale, soprattutto dopo l’aumento dei prezzi dell’energia associato al conflitto tra Stati Uniti e Iran.

    Il rincaro di benzina e diesel ha esercitato ulteriori pressioni sui bilanci familiari, sebbene i consumi e gli investimenti legati all’intelligenza artificiale abbiano continuato a sostenere l’attività economica americana.

    L’esito delle elezioni potrebbe influenzare le future decisioni legislative in materia di tecnologia, energia e spesa federale.

    Petrolio in rialzo dopo le notizie di un attacco USA in Iran

    I prezzi del greggio sono tornati a salire martedì dopo il forte calo della seduta precedente.

    Il recupero è seguito a un articolo del Wall Street Journal secondo cui le forze statunitensi avrebbero colpito lunedì l’isola iraniana di Qeshm.

    Citando funzionari americani, il quotidiano ha riferito che l’operazione faceva parte di una serie di azioni militari limitate condotte contro l’Iran nelle ultime settimane.

    Secondo quanto riportato, Washington avrebbe cercato di evitare di trasmettere il segnale di una ripresa di una campagna militare su vasta scala.

    L’isola di Qeshm si trova nello Stretto di Hormuz, un passaggio strategico per il trasporto internazionale di petrolio.

    L’attacco riportato ha riacceso i timori di possibili interruzioni delle forniture energetiche e delle rotte marittime nella regione.

    Lunedì i prezzi del petrolio erano scesi dopo che alcuni funzionari statunitensi avevano indicato una preferenza per i negoziati con l’Iran, riducendo i timori immediati di un’escalation militare più ampia dopo le elezioni di metà mandato.

    Gli ultimi sviluppi hanno tuttavia evidenziato la persistente incertezza che circonda gli sforzi diplomatici e la possibilità di ulteriori operazioni militari.

    Prospettive

    I mercati statunitensi affrontano diversi appuntamenti importanti, mentre gli investitori valutano i risultati del settore tecnologico, l’incertezza politica e i rischi geopolitici.

    I risultati trimestrali positivi di Apple sono stati oscurati dalle previsioni meno favorevoli sui margini, mentre la rapida crescita dei ricavi di Palantir è stata accompagnata da un significativo rallentamento del valore totale dei contratti.

    Entrambe le trimestrali hanno rafforzato l’attenzione sulla redditività delle società tecnologiche e sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale.

    Le elezioni americane di metà mandato potrebbero influenzare l’orientamento delle politiche economiche e tecnologiche, mentre gli sviluppi relativi all’Iran restano un fattore importante per i prezzi dell’energia.

    Gli investitori continueranno a monitorare le previsioni societarie, i risultati elettorali e gli sviluppi geopolitici per valutare la direzione dei mercati.

  • Borse europee in calo: l’allarme sui margini di Apple e il piano di finanziamento di Oracle colpiscono i tecnologici: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in calo: l’allarme sui margini di Apple e il piano di finanziamento di Oracle colpiscono i tecnologici: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno registrato ribassi martedì 3 novembre, penalizzate dai rinnovati timori sulla redditività del settore tecnologico e sull’aumento dei costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, che hanno provocato vendite diffuse sui principali mercati del continente.

    Apple (NASDAQ:AAPL) ha preoccupato gli investitori dopo aver avvertito che il rincaro delle memorie avrebbe esercitato pressioni sui margini lordi durante il trimestre delle festività natalizie. Nel frattempo, Oracle (NYSE:ORCL) ha annunciato l’intenzione di raccogliere 20 miliardi di dollari attraverso finanziamenti obbligazionari e aumenti di capitale per sostenere l’espansione delle attività cloud e dei data center.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 ha perso lo 0,7%, con i titoli tecnologici tra i più penalizzati. Il DAX tedesco ha ceduto quasi l’1%, mentre il CAC 40 francese è sceso dello 0,5% e il FTSE 100 britannico dello 0,4%.

    Perdite più consistenti sono state registrate dal FTSE MIB italiano e dall’IBEX 35 spagnolo, entrambi in flessione di oltre l’1%.

    I ribassi sono arrivati mentre gli investitori si preparavano a una settimana intensa di trimestrali europee, alle elezioni statunitensi di metà mandato e alla pubblicazione di importanti dati sul mercato del lavoro americano.

    Il settore tecnologico guida i ribassi delle Borse europee

    Il comparto tecnologico europeo è finito sotto forte pressione dopo l’avvertimento di Apple sull’aumento dei costi dei componenti elettronici.

    Il gruppo statunitense ha indicato che il persistente rincaro delle memorie avrebbe penalizzato i margini lordi durante il trimestre cruciale delle festività natalizie.

    La comunicazione ha sollevato interrogativi sulla redditività dei produttori di elettronica di consumo e sulle possibili conseguenze per i fornitori di semiconduttori.

    Gli investitori hanno inoltre iniziato a valutare la capacità delle aziende di assorbire i maggiori costi di produzione senza ridurre i margini o aumentare i prezzi finali.

    Il trasferimento dei rincari ai consumatori potrebbe indebolire la domanda di dispositivi elettronici, introducendo ulteriori elementi di incertezza per produttori e fornitori.

    Le vendite si sono così estese all’industria europea dei semiconduttori, coinvolgendo società attive nelle apparecchiature per la produzione di chip, nei componenti elettronici e nelle tecnologie collegate.

    ASML, ASM International e STMicroelectronics sotto pressione

    Diverse importanti società europee del settore dei semiconduttori hanno registrato ribassi significativi.

    ASML (EU:ASML), uno dei principali fornitori di sistemi di litografia utilizzati nella produzione di semiconduttori, ha perso terreno insieme ad altre aziende esposte agli investimenti globali nel settore.

    Anche ASM International (EU:ASM) e BE Semiconductor Industries (EU:BESI), specializzate nelle apparecchiature per la produzione e l’assemblaggio dei chip, sono finite sotto pressione.

    Le azioni delle tre società hanno registrato flessioni comprese tra il 2% e il 4%.

    STMicroelectronics (BIT:STMMI) e Infineon (TG:IFX) hanno subito perdite superiori al 3% ciascuna.

    I ribassi hanno riflesso le preoccupazioni per l’intera filiera dei semiconduttori, che serve produttori di elettronica di consumo, imprese industriali e operatori delle infrastrutture informatiche.

    Sebbene queste società operino in segmenti differenti, gli investitori hanno interpretato l’avvertimento di Apple come un ulteriore segnale dei possibili effetti dell’aumento dei costi sulla redditività e sulla domanda.

    Le vendite hanno inoltre evidenziato la sensibilità dei titoli europei dei semiconduttori agli sviluppi delle principali aziende tecnologiche statunitensi.

    Il piano da 20 miliardi di Oracle riaccende i dubbi sugli investimenti nell’AI

    La prudenza degli investitori è aumentata dopo l’annuncio di Oracle relativo a un piano di raccolta di 20 miliardi di dollari attraverso emissioni obbligazionarie e vendita di azioni.

    Le risorse saranno destinate a sostenere gli ingenti investimenti del gruppo nelle infrastrutture cloud e nella capacità dei data center.

    Il progetto ha riportato l’attenzione sull’entità delle spese necessarie per sviluppare i servizi basati sull’intelligenza artificiale.

    Le grandi aziende tecnologiche hanno destinato risorse considerevoli alla costruzione di data center, all’acquisto di apparecchiature informatiche e allo sviluppo delle infrastrutture necessarie per applicazioni AI sempre più complesse.

    Sebbene tali investimenti possano creare opportunità di crescita futura, gli investitori continuano a interrogarsi sulle esigenze di finanziamento e sui tempi necessari per ottenere rendimenti adeguati.

    La raccolta di capitale prevista da Oracle ha alimentato ulteriori dubbi sulla sostenibilità della spesa legata all’AI e sulle possibili conseguenze per flussi di cassa, indebitamento e remunerazione degli azionisti.

    Questi timori hanno contribuito al calo generalizzato dei titoli tecnologici sui mercati internazionali.

    Settimana intensa per le trimestrali europee

    Oltre agli sviluppi del settore tecnologico, gli investitori si preparano a una delle settimane più impegnative della stagione delle trimestrali europee.

    Circa il 20% delle società incluse nell’indice STOXX 600 dovrebbe pubblicare i risultati trimestrali nel corso della settimana.

    Le comunicazioni forniranno ulteriori indicazioni sulla redditività aziendale, sulla domanda dei consumatori e sugli effetti dell’aumento dei costi operativi.

    Gli operatori valuteranno inoltre le previsioni dei management per il resto del 2026 e le indicazioni sulle condizioni economiche in vista del 2027.

    La stagione dei risultati arriva in una fase in cui i mercati finanziari prestano crescente attenzione alla capacità delle imprese di difendere i margini nonostante l’incertezza economica e geopolitica.

    Lufthansa sale nonostante l’aumento dei costi del carburante

    Le azioni Lufthansa (TG:LHA) hanno guadagnato l’1,6%, sovraperformando il mercato europeo.

    Il gruppo aereo tedesco ha ristretto la propria previsione di utile operativo per l’intero esercizio 2026, tenendo conto dell’aumento dei costi del carburante per l’aviazione.

    I prezzi del carburante sono stati influenzati dalle tensioni in Medio Oriente e dai timori di possibili interruzioni delle forniture energetiche.

    Il rincaro del carburante rappresenta un’importante pressione sui costi delle compagnie aeree e può incidere sui margini operativi qualora le imprese non riescano a compensare le maggiori spese attraverso le tariffe o altre misure.

    Nonostante queste difficoltà, il titolo Lufthansa ha registrato un andamento positivo durante la seduta.

    La performance si è distinta dai ribassi diffusi osservati tra le società tecnologiche e industriali europee.

    Philips guadagna il 6,4% dopo l’aumento dell’utile trimestrale

    Anche Koninklijke Philips (EU:PHIA) si è distinta in positivo, con un rialzo del 6,4%.

    Il gruppo olandese specializzato nelle tecnologie medicali ha comunicato un aumento dell’utile trimestrale, sostenendo la quotazione nonostante il contesto negativo dei mercati.

    I risultati hanno attirato l’interesse degli investitori mentre le Borse europee risentivano delle difficoltà del settore tecnologico e dell’incertezza sulla politica economica statunitense.

    Il rialzo di Philips ha dimostrato che le comunicazioni societarie continuano a influenzare l’andamento dei singoli titoli anche durante sedute generalmente negative.

    Le elezioni americane di metà mandato aumentano l’incertezza

    Gli investitori hanno mantenuto un atteggiamento prudente anche in vista delle elezioni statunitensi di metà mandato in programma martedì.

    Il voto determinerà la composizione del Congresso per il resto del secondo mandato presidenziale di Donald Trump.

    Un cambiamento negli equilibri parlamentari potrebbe complicare la capacità dell’amministrazione di approvare nuove leggi, soprattutto qualora i Democratici conquistassero il controllo di una o entrambe le Camere.

    Una situazione di governo diviso potrebbe influenzare il ritmo delle modifiche normative, le iniziative di spesa federale e i negoziati sul tetto del debito pubblico statunitense.

    Le possibili conseguenze per la politica economica hanno aumentato l’incertezza sui mercati finanziari internazionali.

    Gli investitori europei seguono con attenzione le elezioni, poiché eventuali cambiamenti nelle politiche fiscali e regolamentari americane potrebbero influenzare le prospettive di crescita globale, gli investimenti aziendali e il sentiment dei mercati.

    Occupazione USA e prospettive della Federal Reserve sotto osservazione

    L’attenzione si sposterà inoltre sui dati statunitensi relativi all’occupazione di ottobre, attesi venerdì.

    Il rapporto sui nonfarm payrolls dovrebbe fornire nuove indicazioni sulla solidità del mercato del lavoro americano.

    Gli investitori analizzeranno i dati per valutare il possibile orientamento della Federal Reserve in occasione della decisione sui tassi di interesse prevista per dicembre.

    Segnali di rallentamento dell’occupazione potrebbero rafforzare le aspettative di un allentamento monetario, mentre un mercato del lavoro resiliente potrebbe sostenere la scelta di mantenere invariato il costo del denaro.

    Il rapporto sull’occupazione rappresenterà quindi un altro appuntamento importante per i mercati azionari, obbligazionari e valutari.

    In attesa delle elezioni e dei dati sul lavoro, gli investitori hanno generalmente mantenuto un’esposizione prudente al rischio.

    Prospettive

    Le Borse europee affrontano una combinazione di incertezze legate al settore tecnologico, sviluppi geopolitici e importanti appuntamenti economici e politici.

    L’avvertimento di Apple sull’aumento dei costi delle memorie ha accentuato i timori sulla redditività della filiera dei semiconduttori, mentre il piano di finanziamento da 20 miliardi di dollari di Oracle ha intensificato l’attenzione sulle spese per le infrastrutture di intelligenza artificiale.

    Il calo dello 0,7% dello STOXX 600 riflette una pressione diffusa sulle quotazioni, anche se i rialzi di Lufthansa e Philips dimostrano che i risultati delle singole aziende continuano a determinare performance differenti.

    Gli investitori seguiranno ora le trimestrali europee, l’esito delle elezioni americane di metà mandato e il rapporto sull’occupazione statunitense previsto per venerdì.

    Questi sviluppi potrebbero influenzare le aspettative sulla redditività delle imprese, sulla crescita economica e sulla politica dei tassi della Federal Reserve nelle ultime settimane del 2026.

  • FTSE MIB in calo di oltre l’1%: tecnologia e banche pesano su Piazza Affari in attesa delle elezioni USA

    FTSE MIB in calo di oltre l’1%: tecnologia e banche pesano su Piazza Affari in attesa delle elezioni USA

    La Borsa di Milano ha aperto in deciso ribasso martedì 3 novembre, con le vendite sui titoli tecnologici e bancari che hanno penalizzato il mercato azionario italiano in vista delle elezioni statunitensi di metà mandato.

    Il FTSE MIB ha inizialmente perso l’1,18%, scendendo a 49.360 punti, prima di recuperare leggermente terreno e portarsi a 49.400 punti, in flessione dell’1,08% rispetto alla chiusura di lunedì a 49.947 punti.

    Le perdite hanno interessato anche il mercato più ampio, con il FTSE Italia All-Share in calo dell’1,08% a 51.998 punti e il segmento delle società a media capitalizzazione in ribasso dello 0,98%.

    I titoli tecnologici hanno guidato le vendite, in un contesto di rinnovati timori sulla redditività degli investimenti nell’intelligenza artificiale, mentre anche le principali banche italiane hanno registrato flessioni.

    Lottomatica si è distinta come unica blue chip in territorio positivo, sostenuta dai risultati finanziari dei primi nove mesi e dalla conferma delle previsioni sugli utili per l’intero esercizio.

    FTSE MIB in rosso, vendite diffuse sul mercato

    Il mercato azionario italiano ha iniziato la seduta di martedì in territorio negativo, risentendo del peggioramento del sentiment sui mercati finanziari internazionali.

    Il FTSE MIB ha aperto a 49.360 punti, con una flessione dell’1,18% rispetto alla seduta precedente.

    Successivamente, l’indice ha recuperato una parte limitata delle perdite, raggiungendo circa 49.400 punti, pur rimanendo in calo dell’1,08%.

    La debolezza non ha riguardato soltanto le società a maggiore capitalizzazione.

    Il FTSE Italia All-Share ha ceduto l’1,08%, attestandosi a 51.998 punti, mentre i titoli a media capitalizzazione hanno perso lo 0,98%, segnalando una pressione generalizzata sulle quotazioni.

    Gli investitori hanno adottato un atteggiamento prudente in vista delle elezioni americane di metà mandato, mentre i dubbi sulle valutazioni e sulla redditività del settore tecnologico hanno contribuito al clima negativo.

    STMicroelectronics guida i ribassi del settore tecnologico

    I titoli legati alla tecnologia sono stati tra i più penalizzati all’interno del FTSE MIB.

    STMicroelectronics (BIT:STMMI) ha registrato la flessione più marcata tra i componenti dell’indice principale, perdendo il 3,61% nelle prime contrattazioni.

    Prysmian (BIT:PRY) ha seguito con un ribasso del 3,44%, mentre Tenaris (BIT:TEN) ha ceduto il 2,80%.

    Anche Technoprobe (BIT:TPRO) è finita sotto pressione, con una diminuzione del 2,74%.

    Le vendite hanno riflesso il ritorno delle preoccupazioni sulla sostenibilità degli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e sui possibili effetti dell’aumento dei costi sugli utili delle aziende tecnologiche.

    Gli operatori di mercato stanno prestando crescente attenzione alla capacità degli ingenti investimenti nell’AI di generare rendimenti sufficienti a giustificare le attuali valutazioni.

    Il peggioramento del sentiment ha contribuito alle vendite su diverse società italiane esposte alla tecnologia, alle apparecchiature industriali e ai settori collegati.

    L’avvertimento di Apple sui margini alimenta i timori sui semiconduttori

    La debolezza del comparto tecnologico ha seguito le indicazioni fornite da Apple (NASDAQ:AAPL) sull’impatto atteso dell’aumento dei prezzi delle memorie.

    Il gruppo statunitense ha segnalato che il rincaro dei componenti peserà sui margini lordi durante il trimestre delle festività natalizie, con prospettive inferiori alle attese del mercato.

    L’avvertimento ha sollevato interrogativi sulle possibili conseguenze dell’aumento dei prezzi dei semiconduttori per i produttori e per le altre aziende che utilizzano componenti elettronici.

    Le dichiarazioni si inseriscono inoltre nel più ampio dibattito sulle implicazioni finanziarie della crescente domanda di infrastrutture informatiche legate all’intelligenza artificiale.

    Per gli investitori, la combinazione tra maggiori costi produttivi e rilevanti esigenze di investimento ha aumentato l’attenzione sulla redditività lungo la filiera tecnologica.

    Questi fattori hanno contribuito ai ribassi di STMicroelectronics, Technoprobe e degli altri titoli collegati al settore durante l’apertura di Piazza Affari.

    Banche italiane in difficoltà

    Anche il comparto bancario ha contribuito alla debolezza del FTSE MIB, con diversi importanti istituti finanziari in territorio negativo.

    Banco BPM (BIT:BAMI) ha aperto in calo del 2,2%, risentendo del clima sfavorevole sui mercati azionari italiani.

    Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) ha perso l’1,41%, mentre gli investitori attendevano gli sviluppi del consiglio di amministrazione convocato per esaminare i risultati finanziari dei primi nove mesi del 2026.

    L’imminente pubblicazione dei conti rappresentava un ulteriore elemento di attenzione per gli operatori interessati all’andamento del settore bancario italiano.

    Le vendite sui finanziari si sono aggiunte a quelle dei titoli tecnologici, contribuendo al ribasso complessivo dell’indice principale.

    Ferrari arretra in attesa della conference call

    Anche Ferrari (BIT:RACE) ha registrato una performance negativa, con una flessione dell’1,28% durante le contrattazioni mattutine.

    La casa automobilistica di lusso aveva in programma una conference call con gli analisti nel corso della giornata.

    Gli investitori attendevano ulteriori indicazioni dalla società nell’ambito del calendario delle comunicazioni finanziarie.

    Il ribasso di Ferrari ha contribuito alla debolezza di diverse importanti società industriali e legate ai consumi quotate a Milano.

    Lottomatica in controtendenza dopo i risultati

    Lottomatica (BIT:LTMC) si è distinta come unico titolo del FTSE MIB in rialzo nelle prime fasi della seduta.

    Le azioni dell’operatore del gioco e delle scommesse hanno guadagnato l’1,58% dopo la pubblicazione di risultati in crescita per i primi nove mesi del 2026.

    I ricavi hanno raggiunto 1,72 miliardi di euro, con un incremento del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    L’EBITDA adjusted è aumentato dell’8%, attestandosi a 665,5 milioni di euro, sostenuto dalla crescita delle attività del gruppo.

    Lottomatica ha inoltre confermato la guidance per l’intero esercizio 2026, indicando di attendersi risultati nella parte alta della forchetta precedentemente comunicata.

    La pubblicazione dei conti ha sostenuto il titolo nonostante il generale andamento negativo del mercato azionario italiano.

    La performance positiva si è contrapposta alle perdite registrate nei comparti tecnologico, bancario e industriale.

    Elezioni americane di metà mandato, cresce la prudenza

    Le elezioni statunitensi di metà mandato hanno rappresentato un ulteriore elemento di incertezza per i mercati finanziari martedì.

    Gli investitori stavano valutando le possibili conseguenze del voto sugli equilibri politici a Washington e sull’orientamento della politica economica americana.

    Eventuali cambiamenti nel controllo del Congresso potrebbero influenzare la politica fiscale, la spesa pubblica e il quadro normativo di importanti settori economici.

    L’incertezza elettorale si è aggiunta ai rinnovati dubbi sulla redditività del comparto tecnologico, favorendo un atteggiamento più difensivo tra gli operatori.

    Per le Borse europee, gli sviluppi negli Stati Uniti continuano a rappresentare un fattore importante per il sentiment degli investitori, anche in considerazione dell’esposizione internazionale di molte grandi società quotate.

    Prospettive

    L’apertura negativa di Piazza Affari ha riflesso una combinazione di preoccupazioni sul settore tecnologico, vendite sui titoli bancari e incertezza in vista delle elezioni americane di metà mandato.

    Il FTSE MIB è rimasto in calo di oltre l’1% nelle prime contrattazioni, con STMicroelectronics, Prysmian, Tenaris e Technoprobe tra i titoli più penalizzati.

    Anche le banche hanno contribuito alla flessione, mentre gli investitori attendevano i risultati dei nove mesi di Intesa Sanpaolo e la conference call di Ferrari.

    Lottomatica ha rappresentato un’eccezione, avanzando dopo aver comunicato utili in crescita e confermato le prospettive per il 2026.

    L’andamento a breve termine del mercato azionario italiano dipenderà in parte dagli sviluppi del settore tecnologico internazionale, dalle prossime comunicazioni societarie e dall’esito delle elezioni statunitensi.

  • Lottomatica sale in Borsa: EBITDA adjusted a 665,5 milioni nei nove mesi e guidance 2026 confermata

    Lottomatica sale in Borsa: EBITDA adjusted a 665,5 milioni nei nove mesi e guidance 2026 confermata

    Le azioni di Lottomatica (BIT:LTMC) hanno registrato un rialzo martedì dopo che il gruppo italiano attivo nel settore del gioco e delle scommesse ha comunicato un aumento dei ricavi nel terzo trimestre, una crescita ancora a doppia cifra del comparto online e la conferma delle previsioni sugli utili per l’intero esercizio 2026.

    Nel terzo trimestre, i ricavi hanno raggiunto 537 milioni di euro, in aumento del 5% su base annua e leggermente superiori al consensus degli analisti di 534,8 milioni di euro citato da Equita.

    L’EBITDA adjusted è cresciuto del 3%, attestandosi a 200 milioni di euro, sostanzialmente in linea con le attese del mercato. Considerando un payout normalizzato delle scommesse sportive, l’EBITDA adjusted trimestrale avrebbe raggiunto 234 milioni di euro, con un incremento del 17%.

    I risultati hanno sostenuto il titolo in una seduta negativa per Piazza Affari, con Lottomatica in rialzo di circa il 2% a fronte di una flessione dell’1% circa del FTSE MIB.

    Ricavi trimestrali superiori alle attese degli analisti

    Nel terzo trimestre del 2026, Lottomatica ha registrato ricavi per 537 milioni di euro, in crescita del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Il dato ha superato sia il consensus raccolto dalla società, pari a 534,8 milioni di euro, sia la previsione di Banca Akros di 533 milioni.

    L’EBITDA adjusted si è attestato a 200 milioni di euro, rispetto ai 202 milioni stimati da Banca Akros.

    La crescita della redditività riportata è risultata più contenuta rispetto a quella dei ricavi, anche a causa dell’andamento dei risultati delle scommesse sportive.

    Neutralizzando l’effetto del payout, l’EBITDA adjusted del trimestre avrebbe raggiunto 234 milioni di euro, con una crescita del 17%.

    La differenza tra il risultato effettivo e quello normalizzato evidenzia l’impatto della variabilità delle vincite sulle marginalità degli operatori, indipendentemente dall’andamento dei volumi di gioco.

    Il segmento online cresce del 13%, in calo la rete fisica

    Il business online si è confermato il principale motore di crescita di Lottomatica nel terzo trimestre.

    I ricavi digitali sono aumentati del 13%, raggiungendo 256 milioni di euro, sostenuti dall’espansione del mercato e dal posizionamento competitivo del gruppo nei diversi prodotti di gioco e scommesse.

    Più debole, invece, la performance della rete fisica.

    Il segmento Sports Franchise ha registrato ricavi per 101 milioni di euro, in diminuzione dell’1%, mentre Gaming Franchise ha riportato una flessione del 2%, a 180 milioni.

    I risultati evidenziano un andamento differenziato tra i canali digitali e quelli tradizionali, con la crescita dell’online che ha compensato la debolezza delle attività presso i punti vendita.

    Lottomatica ha continuato a beneficiare dell’aumento della partecipazione al gioco online, mentre le oscillazioni del payout delle scommesse sportive hanno influenzato la redditività complessiva.

    Ricavi dei primi nove mesi a 1,72 miliardi di euro

    Nei nove mesi conclusi il 30 settembre 2026, Lottomatica ha registrato ricavi consolidati pari a 1,72 miliardi di euro, rispetto agli 1,64 miliardi dello stesso periodo del 2025.

    La crescita riportata è stata del 5%, che sale al 10% considerando un payout normalizzato.

    La raccolta complessiva di gioco e scommesse ha raggiunto 35,2 miliardi di euro, con un incremento dell’8% su base annua.

    La raccolta online è aumentata del 12%, mentre quella delle scommesse sportive è cresciuta dell’11%.

    Il segmento online ha generato ricavi per 780,8 milioni di euro, in aumento del 13%, grazie alla crescita del mercato e al rafforzamento delle quote del gruppo nei diversi prodotti e marchi.

    Sports Franchise ha registrato ricavi per 376,7 milioni di euro, in calo dell’1%, mentre Gaming Franchise ha riportato 560,3 milioni, in diminuzione del 2%.

    La società ha attribuito parte della debolezza dei risultati a un payout delle scommesse sportive meno favorevole rispetto al 2025.

    EBITDA adjusted in aumento dell’8% e margini in miglioramento

    L’EBITDA adjusted dei primi nove mesi del 2026 è aumentato dell’8%, raggiungendo 665,5 milioni di euro.

    Il margine EBITDA adjusted è salito al 38,7% dal 37,6% dell’anno precedente, evidenziando un miglioramento della redditività rispetto ai ricavi.

    Su base normalizzata per il payout delle scommesse sportive, l’EBITDA adjusted avrebbe raggiunto 715,1 milioni di euro, con una crescita del 19%.

    L’utile netto adjusted è aumentato del 2%, passando da 257,4 milioni a 262,6 milioni di euro.

    Anche il flusso di cassa operativo è migliorato, raggiungendo 544,9 milioni rispetto ai 504 milioni registrati nello stesso periodo del 2025.

    I dati riflettono la capacità del gruppo di generare risultati positivi nonostante l’impatto delle vincite sulle performance riportate.

    Guidance 2026 confermata nella parte alta della forchetta

    Dopo la pubblicazione dei risultati dei nove mesi, Lottomatica ha confermato le proprie previsioni finanziarie per l’intero esercizio 2026.

    Il gruppo prevede che l’EBITDA adjusted normalizzato si collochi nella parte alta della precedente forchetta di guidance, compresa tra 940 e 980 milioni di euro.

    La fiducia del management si basa sulla continua espansione del segmento online e sulla tenuta delle attività operative.

    Il presidente e amministratore delegato Guglielmo Angelozzi ha parlato di “un altro trimestre di forte crescita”, sottolineando l’espansione a doppia cifra delle attività online e dei volumi delle scommesse sportive.

    Angelozzi ha inoltre ribadito la fiducia nelle prospettive del gruppo, “sostenute da dinamiche di mercato favorevoli”.

    La conferma degli obiettivi arriva mentre Lottomatica si prepara a un’importante operazione societaria che coinvolge l’operatore spagnolo Cirsa.

    Acquisizione di Cirsa attesa nel 2027

    I risultati appena pubblicati sono i primi dopo l’annuncio della prevista acquisizione di Cirsa da parte di Lottomatica.

    L’operazione, del valore di circa 2,8 miliardi di euro, consentirebbe al gruppo di ampliare le proprie attività e la presenza internazionale.

    Secondo Reuters, la proposta dovrebbe essere esaminata durante assemblee straordinarie degli azionisti previste verso la fine di novembre.

    Il completamento è attualmente atteso nel secondo trimestre del 2027, subordinatamente alle autorizzazioni e alle condizioni previste dall’accordo.

    L’acquisizione rappresenta un elemento importante della strategia di crescita di Lottomatica, ma comporterà anche una maggiore attenzione alla struttura finanziaria e all’indebitamento.

    Al 30 settembre 2026, il gruppo presentava un indebitamento finanziario netto di 2,16 miliardi di euro.

    Il rapporto di leva finanziaria era pari a circa 2,4 volte l’EBITDA adjusted degli ultimi dodici mesi, calcolato su base run-rate.

    Le proposte fiscali sul gioco rappresentano un possibile rischio

    Gli investitori stanno inoltre valutando le possibili conseguenze delle modifiche alla tassazione del gioco previste nella manovra finanziaria italiana per il 2027.

    Le misure comprendono un aumento del prelievo erariale unico applicato alle slot machine e alle videolottery.

    Secondo Equita, le modifiche potrebbero ridurre l’EBITDA annuale di Lottomatica fino a 30 milioni di euro, prima di eventuali interventi compensativi.

    La società di intermediazione stima inoltre un possibile impatto di circa il 4% sul free cash flow.

    Banca Akros valuta l’onere fiscale aggiuntivo annuo per l’intero settore italiano del gioco tra 300 e 315 milioni di euro, di cui circa il 30% attribuibile a Lottomatica.

    L’impatto effettivo dipenderà dal testo definitivo della normativa e dalle eventuali misure adottate dagli operatori per contenere i costi aggiuntivi.

    Lottomatica sovraperforma il FTSE MIB

    Le azioni Lottomatica si sono collocate tra i titoli migliori di Piazza Affari dopo la diffusione dei risultati.

    Intorno alle 09:24 di martedì, il titolo scambiava a 27,13 euro, in rialzo del 2% rispetto alla chiusura precedente, dopo aver toccato un massimo intraday di 27,20 euro.

    La performance positiva si è contrapposta al calo di circa l’1% del FTSE MIB, in una seduta caratterizzata dalle vendite sui titoli tecnologici internazionali e dall’incertezza legata alle elezioni statunitensi di metà mandato.

    Il titolo aveva già guadagnato il 2,6% lunedì, chiudendo a 26,59 euro con volumi superiori a un milione di azioni.

    La quotazione si manteneva sopra la media mobile a 50 giorni, pari a 25,46 euro, e quella a 200 giorni, pari a 24,73 euro.

    Al prezzo indicato, le azioni risultavano circa il 3,5% sotto il massimo delle ultime 52 settimane di 28,13 euro, mentre il minimo annuale era pari a 18,34 euro.

    La capitalizzazione di mercato di Lottomatica si attestava intorno a 6,1 miliardi di euro.

    Il titolo presentava un rapporto prezzo/utili di circa 29,5 volte sugli utili degli ultimi dodici mesi e di 19,5 volte sugli utili attesi, con un rapporto enterprise value/EBITDA di circa 10,5 volte e un rendimento da dividendo dell’1,7%.

    Gli analisti confermano valutazioni positive

    Le raccomandazioni degli analisti sono rimaste favorevoli dopo la pubblicazione dei risultati.

    Equita ha confermato il giudizio Buy, con un prezzo obiettivo di 36 euro, mentre Banca Akros ha mantenuto la raccomandazione Buy e il target price di 32 euro.

    Il consensus MarketScreener, basato sulle valutazioni di 15 analisti, indicava raccomandazioni di acquisto unanimi, con un prezzo obiettivo medio di 32,41 euro.

    Questo valore implicava un potenziale rialzo di circa il 19% rispetto alla quotazione registrata nella mattinata di martedì.

    Le valutazioni positive riflettono la fiducia nella crescita digitale e nella redditività del gruppo, anche se la prevista acquisizione di Cirsa e le possibili modifiche alla tassazione italiana del gioco restano elementi importanti da monitorare.

    Prospettive

    Lottomatica affronta l’ultimo trimestre del 2026 con una crescita sostenuta del comparto online, margini EBITDA adjusted in miglioramento e una guidance annuale confermata nella parte alta della forchetta compresa tra 940 e 980 milioni di euro.

    Il segmento digitale rimane il principale motore di espansione dei ricavi, contribuendo a compensare la performance più debole della rete fisica.

    Il gruppo si prepara inoltre alla prevista acquisizione di Cirsa per circa 2,8 miliardi di euro, il cui completamento è atteso nel secondo trimestre del 2027.

    Gli investitori continueranno a monitorare le implicazioni finanziarie dell’operazione, le oscillazioni del payout delle scommesse sportive e l’evoluzione delle proposte di modifica alla tassazione del gioco in Italia.

    Sebbene i risultati dei nove mesi confermino la crescita dell’attività sottostante, questi fattori potrebbero influenzare la redditività, i flussi di cassa e l’indebitamento nei prossimi esercizi.

  • I semiconduttori di memoria sotto i riflettori mentre il tema d’investimento dell’IA prende slancio

    I semiconduttori di memoria sotto i riflettori mentre il tema d’investimento dell’IA prende slancio

    L’intelligenza artificiale è diventata uno dei temi d’investimento distintivi del decennio, con miliardi di dollari investiti in software di IA, infrastrutture cloud, data center e processori di nuova generazione.¹

    Ma dietro ogni progresso dell’IA si cela un’altra tecnologia sempre più importante: i semiconduttori di memoria.

    Man mano che i modelli di IA diventano più grandi e più esigenti dal punto di vista computazionale, la capacità di archiviare, accedere e trasferire enormi quantità di dati ad alta velocità sta diventando importante quanto i processori che eseguono i calcoli.

    Questo sta portando la tecnologia di memoria al centro dell’attenzione e alimentando un crescente interesse per le aziende che producono le soluzioni di memoria e archiviazione più avanzate al mondo.

    L’IA sta alimentando una nuova ondata di domanda di memoria

    Ogni modello linguistico di grandi dimensioni, applicazione di IA, sistema autonomo e piattaforma cloud iperscalabile si basa su memorie avanzate.

    A differenza dei carichi di lavoro informatici tradizionali, i sistemi di IA elaborano simultaneamente enormi insiemi di dati. Ciò genera domanda di tecnologie di memoria in grado di offrire una larghezza di banda estremamente elevata, mantenendo sotto controllo latenza e consumi energetici.

    Una delle tecnologie che sta attirando particolare attenzione è la High Bandwidth Memory (HBM).

    La HBM utilizza chip di memoria impilati verticalmente per consentire velocità di trasferimento dei dati significativamente superiori rispetto alle architetture di memoria convenzionali. In combinazione con GPU avanzate e acceleratori di IA, è diventata un componente fondamentale dell’infrastruttura di IA moderna.²

    Poiché le aziende tecnologiche e i fornitori di servizi cloud continuano a investire miliardi nei data center per l’IA, si prevede che la domanda di HBM, di memorie DRAM (Dynamic Random Access Memory) e di memorie flash NAND resterà una parte importante della storia di crescita dei semiconduttori.

    Alcune delle più grandi aziende tecnologiche al mondo sono esposte al settore

    Il settore dei semiconduttori di memoria è dominato da un numero relativamente ridotto di aziende altamente specializzate, molte delle quali sono già ben note agli investitori.

    Micron Technology è uno dei principali produttori di memorie al mondo³ e si è concentrata sempre più sulla fornitura di prodotti di memoria avanzati per applicazioni di IA e data center.

    SK hynix è un altro attore di primo piano, in particolare nella High Bandwidth Memory,⁴ mentre Samsung Electronics opera in un’ampia gamma di tecnologie di semiconduttori e memorie.⁵

    Inoltre, aziende come Kioxia,⁶ SanDisk,⁷ Western Digital⁸ e Seagate Technology⁹ offrono un’esposizione significativa all’ecosistema globale dell’archiviazione e delle memorie NAND.

    Anche produttori asiatici di semiconduttori come Nanya Technology, Winbond Electronics e Powerchip Semiconductor Manufacturing occupano posizioni importanti all’interno della più ampia catena di approvvigionamento delle memorie.¹⁰

    Nel complesso, queste aziende illustrano l’ampiezza di un settore che si trova al centro di un’economia digitale in rapida espansione.

    I vincoli dell’offerta potrebbero restare un fattore importante

    Soddisfare la domanda in rapida crescita di memorie avanzate non è semplice.

    La produzione di memorie richiede enormi investimenti di capitale, impianti di fabbricazione sofisticati e anni di sviluppo tecnologico. Ciò crea consistenti barriere all’ingresso e fa sì che la produzione globale resti concentrata in un numero relativamente ridotto di produttori affermati.

    Allo stesso tempo, la domanda legata all’IA sta cambiando le priorità del settore.

    I prodotti di memoria avanzati possono assumere un’importanza strategica significativa per i clienti dei data center e dell’IA, incoraggiando potenzialmente i produttori a privilegiare le applicazioni a più alto valore rispetto ai mercati più tradizionali dell’elettronica di consumo.¹¹

    Se gli investimenti nelle infrastrutture di IA continueranno ad espandersi, la combinazione di domanda in aumento, capacità produttiva limitata e complessità tecnologica della produzione di memorie di nuova generazione potrebbe restare un fattore importante per il settore.

    La memoria sta diventando un’infrastruttura strategica

    L’opportunità va ben oltre l’IA generativa.

    Le memorie avanzate sono sempre più essenziali per il cloud computing, i veicoli autonomi, la robotica, l’automazione industriale, l’edge computing, la sicurezza informatica e le comunicazioni di nuova generazione.

    L’espansione dei data center rappresenta un altro importante fattore trainante.

    Man mano che sempre più aziende trasferiscono i propri carichi di lavoro nel cloud e l’IA viene integrata nelle applicazioni di uso quotidiano, la quantità di informazioni generate, archiviate ed elaborate continua a crescere.

    Ciò crea un fabbisogno strutturale di maggiore capacità di memoria e di trasferimenti di dati più rapidi.

    Anche i governi considerano la produzione di semiconduttori di importanza strategica: Stati Uniti, Europa ed economie asiatiche stanno investendo in capacità produttive nazionali di semiconduttori e in catene di approvvigionamento più resilienti.¹²

    Questi sviluppi potrebbero contribuire a rafforzare l’importanza a lungo termine del settore dei semiconduttori di memoria.

    Un tema d’investimento in crescita

    Per chi è interessato a comprendere la storia delle infrastrutture di IA, il settore delle memorie offre un modo per guardare oltre i più noti progettisti di chip per l’IA.

    Aziende come Micron, SK hynix e Samsung offrono un’esposizione diretta alla produzione di memorie avanzate, mentre realtà come Kioxia, SanDisk, Western Digital e Seagate offrono un’esposizione al più ampio ecosistema dell’archiviazione.

    La presenza di aziende come Nanya Technology e Winbond Electronics evidenzia inoltre il ruolo importante svolto dai produttori asiatici specializzati di semiconduttori.

    Oltre alla selezione di singole società, gli investitori possono accedere anche a fondi tematici negoziati in borsa (ETF) che detengono un paniere di aziende attive nel settore globale dei semiconduttori di memoria. L’andamento di un fondo tematico può essere volatile e i risultati dipendono dalle condizioni generali di mercato, oltre che dagli sviluppi specifici del settore.

    Le aziende sopra menzionate sono citate esclusivamente come esempi di partecipanti all’ecosistema dei semiconduttori di memoria e non devono essere interpretate come raccomandazioni d’investimento.

    L’approccio tramite ETF può offrire un’esposizione più diversificata alle diverse componenti dell’ecosistema delle memorie, riducendo potenzialmente la dipendenza dall’andamento di una singola società.

    Il prossimo livello della storia d’investimento sull’IA?

    La narrativa sull’IA sta diventando sempre più articolata.

    Inizialmente, gran parte dell’attenzione si concentrava sulle aziende che progettano processori per l’IA e sviluppano software di IA. Sempre più spesso, tuttavia, gli investitori guardano più in profondità nello stack tecnologico, verso le infrastrutture necessarie per rendere possibile l’IA.

    La memoria è una parte cruciale di tale infrastruttura.

    Man mano che i modelli di IA diventano più sofisticati, i data center più grandi e le applicazioni sempre più dipendenti dall’elaborazione in tempo reale, la domanda di memorie più veloci, di maggiore capacità e più efficienti dal punto di vista energetico potrebbe continuare a crescere.

    Sebbene il ruolo della memoria nella storia dell’IA sia evidente, si tratta di un mercato nuovo, concentrato e a tratti volatile. I titoli focalizzati sulle DRAM, come quelli sopra menzionati, hanno registrato negli ultimi mesi diverse oscillazioni di prezzo in entrambe le direzioni, a testimonianza della potenziale volatilità attuale di questo tema.

    Guardando oltre i nomi più noti dell’IA, i semiconduttori di memoria potrebbero quindi rappresentare una parte sempre più importante della prossima fase della storia d’investimento nel settore tecnologico.

    Il presente materiale non costituisce un documento di marketing. Non rappresenta un invito a investire ed è destinato esclusivamente a scopi educativi. I rendimenti passati e le previsioni non sono indicatori affidabili dei risultati futuri.


    Note

    1. Fonte: Gartner, “Gartner Forecasts Worldwide AI Spending to Grow 47% in 2026”, 19 maggio 2026. https://www.gartner.com/en/newsroom/press-releases/2026-05-19-gartner-forecasts-worldwide-ai-spending-to-grow-47-percent-in-2026
    2. Fonte: Samsung Semiconductor, “HBM”, panoramica del prodotto. https://semiconductor.samsung.com/dram/hbm/
    3. Fonte: Micron Technology, “Corporate Profile”. https://www.micron.com/about/company/corporate-profile
    4. Fonti: Counterpoint Research, “Global DRAM and HBM Market Share: Quarterly”, 2 settembre 2026. https://counterpointresearch.com/insights/global-dram-and-hbm-market-share; EDAILY, “Samsung Electronics Expands HBM Market Share to 33%… SK Hynix Remains No. 1 with 50%”, 3 settembre 2026 (che cita Counterpoint Research). https://en.edaily.co.kr/news/eda202609035608/
    5. Fonti: TrendForce, “DRAM Industry Revenue Rises 59.5% QoQ in 2Q26…”, 7 settembre 2026. https://www.trendforce.com/presscenter/news/20260907-13219.html; TrendForce, “Combined Revenue of Top Five NAND Flash Brands Rises 77% QoQ in 2Q26…”, 18 agosto 2026. https://www.trendforce.com/presscenter/news/20260818-13186.html
    6. Fonte: KIOXIA, “About KIOXIA Corporation”. https://www.kioxia.com/en-jp/about.html
    7. Fonte: TrendForce, “Combined Revenue of Top Five NAND Flash Brands Rises 77% QoQ in 2Q26…”, 18 agosto 2026. https://www.trendforce.com/presscenter/news/20260818-13186.html
    8. Fonte: Western Digital Corporation, Modulo 10-Q per il trimestre chiuso al 2 gennaio 2026 (documento depositato presso la SEC). https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/106040/000162828026004207/wdc-20260102.htm
    9. Fonte: TrendForce, “Seagate Q3 Guidance Tops Estimates, Nearline HDD Capacity Fully Booked Through 2026”, 28 gennaio 2026. https://www.trendforce.com/news/2026/01/28/news-seagate-q3-guidance-tops-estimates-nearline-hdd-capacity-fully-booked-through-2026/
    10. Fonte: TrendForce, “DRAM Industry Revenue Rises 59.5% QoQ in 2Q26…”, 7 settembre 2026 (classifiche dei ricavi di Nanya, Winbond e PSMC). https://www.trendforce.com/presscenter/news/20260907-13219.html
    11. Fonti: IDC, “Why the memory market is still tight: what comes next”, 22 giugno 2026. https://www.idc.com/?p=116153; S&P Global Market Intelligence, “AI memory boom squeezes legacy DRAM supply, pushing prices higher”, 28 gennaio 2026. https://www.spglobal.com/market-intelligence/en/news-insights/research/2026/01/ai-memory-boom-squeezes-legacy-dram-supply-pushing-prices-higher
    12. Fonti: NIST, “CHIPS for America”. https://www.nist.gov/chips; Commissione Europea, “European Chips Act”. https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/european-chips-act; TrendForce, “Japan Reportedly Adding ¥1 Trillion in Rapidus Support…”, 24 novembre 2025. https://www.trendforce.com/news/2025/11/24/news-japan-reportedly-adding-%c2%a51-trillion-in-rapidus-support-as-it-targets-fy2030-profitability-fy2031-ipo/

  • Futures di Wall Street in rialzo grazie al calo del petrolio dopo le vendite sui titoli tecnologici: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    Futures di Wall Street in rialzo grazie al calo del petrolio dopo le vendite sui titoli tecnologici: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures sugli indici azionari statunitensi indicavano un’apertura positiva lunedì, mentre gli investitori cercavano opportunità di acquisto dopo i forti ribassi della scorsa settimana. Il calo del petrolio e i nuovi sforzi diplomatici in Medio Oriente hanno contribuito a migliorare il sentiment dei mercati.

    Il possibile recupero segue una seduta di venerdì particolarmente negativa, che ha portato il Nasdaq ai minimi di chiusura degli ultimi tre mesi e l’S&P 500 al livello più basso da oltre un mese.

    I futures sul petrolio statunitense sono tornati sotto i 100 dollari al barile, sostenuti dalle aspettative di negoziati diplomatici capaci di ridurre le tensioni con l’Iran e i timori sulle forniture energetiche globali.

    La diplomazia in Medio Oriente sostiene il sentiment

    Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che il presidente Donald Trump preferisce una soluzione diplomatica al conflitto con l’Iran, pur mantenendo disponibili le opzioni militari.

    “Ma preferiremmo risolvere la situazione pacificamente”, ha affermato Rubio.

    I colloqui in corso tra funzionari iraniani e mediatori qatarioti hanno inoltre alimentato le speranze di progressi verso un accordo.

    La flessione delle quotazioni petrolifere potrebbe offrire sollievo ai mercati azionari dopo il recente aumento dei costi energetici.

    Gli investitori restano tuttavia prudenti in vista dei risultati trimestrali di Apple (NASDAQ:APPL) e Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD), oltre che delle elezioni di metà mandato statunitensi previste per martedì.

    Il Nasdaq registra forti perdite con il ribasso del settore tecnologico

    Wall Street ha chiuso venerdì in netto calo, con il Nasdaq in flessione di 747,73 punti, pari al 2,9%, a 25.437,00 punti.

    L’S&P 500 ha perso 140,32 punti, ovvero l’1,8%, attestandosi a 7.580,07 punti, mentre il Dow Jones Industrial Average è sceso di 572,25 punti, pari all’1,1%, a 51.770,31 punti.

    Su base settimanale, il Nasdaq ha ceduto il 2%, il Dow lo 0,9% e l’S&P 500 lo 0,6%.

    I titoli tecnologici hanno guidato i ribassi, mentre gli investitori rivalutavano le quotazioni e i ritorni finanziari degli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale.

    Intel (NASDAQ:INTC) è crollata di quasi il 29% dopo aver pubblicato previsioni deludenti per il quarto trimestre, nonostante utili del terzo trimestre superiori alle attese.

    Anche Amazon (NASDAQ:AMZN) ha perso l’1,4% dopo aver riportato utili e ricavi inferiori alle stime degli analisti, insieme a un flusso di cassa libero negativo.

    Investimenti nell’IA e risultati societari sotto osservazione

    Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com, ha sottolineato che gli investitori prestano crescente attenzione alla capacità delle aziende di trasformare gli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale in ricavi, margini e flussi di cassa sostenibili.

    “Il messaggio degli investitori sta diventando sempre più chiaro: una forte domanda di intelligenza artificiale, da sola, non è più sufficiente”, ha dichiarato Hathorn.

    L’analista ha inoltre evidenziato l’importanza dei prossimi risultati di Apple, considerando la sua esposizione relativamente limitata agli investimenti su larga scala nelle infrastrutture per l’IA.

    Risultati superiori alle attese potrebbero favorire un recupero dei titoli tecnologici, mentre previsioni deludenti rischierebbero di riaccendere le vendite.

    La flessione di venerdì ha interessato diversi comparti tecnologici. L’indice NYSE Arca Computer Hardware ha perso il 7,6%, mentre il Philadelphia Semiconductor Index e il NYSE Arca Networking Index sono scesi rispettivamente del 7,2% e del 5,2%.

    Anche i titoli auriferi hanno registrato ribassi, con il NYSE Arca Gold Bugs Index in calo del 5,6%.

    Il settore energetico ha invece mostrato maggiore tenuta, con Chevron (NYSE:CVX) ed Exxon Mobil (NYSE:XOM) in rialzo dopo aver annunciato forti aumenti degli utili trimestrali.

    Prospettive

    Il possibile recupero di Wall Street riflette gli acquisti a prezzi più convenienti e il calo del petrolio dopo due sedute di forti vendite.

    Tuttavia, l’incertezza sui risultati delle società tecnologiche, sui rendimenti degli investimenti nell’IA, sui negoziati in Medio Oriente e sulle elezioni statunitensi potrebbe limitare i rialzi.

    Gli investitori seguiranno i prossimi risultati societari e gli sviluppi geopolitici per valutare la sostenibilità del rimbalzo.