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  • Wall Street verso un’apertura stabile mentre gli investitori valutano inflazione e volatilità tecnologica: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    Wall Street verso un’apertura stabile mentre gli investitori valutano inflazione e volatilità tecnologica: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures sugli indici azionari statunitensi indicavano un’apertura sostanzialmente invariata venerdì, mentre gli investitori valutavano la recente volatilità dei mercati, i dati sull’inflazione superiori alle attese e le prospettive dei titoli tecnologici.

    Wall Street ha registrato un deciso recupero durante la seduta di giovedì, dopo aver inizialmente prolungato le vendite nel settore tecnologico iniziate mercoledì. Il Nasdaq è rimbalzato dai minimi intraday di quasi un mese, mentre il Dow Jones Industrial Average ha raggiunto il livello di chiusura più elevato dell’ultimo mese.

    Nonostante il recupero, i futures suggerivano un avvio prudente delle contrattazioni di venerdì, con gli operatori ancora concentrati sui rendimenti dei Treasury e sulle aspettative relative alla politica monetaria della Federal Reserve.

    Wall Street recupera dopo le vendite nel settore tecnologico

    I mercati azionari statunitensi hanno registrato forti oscillazioni durante la settimana, iniziata con scambi relativamente contenuti prima delle pressioni sui titoli tecnologici emerse mercoledì.

    Le vendite sono proseguite nelle prime ore di giovedì, portando il Nasdaq al livello intraday più basso da quasi un mese.

    Successivamente, tuttavia, gli acquisti sono aumentati, consentendo a tutti e tre i principali indici statunitensi di terminare la seduta in territorio positivo.

    Il Dow Jones Industrial Average è salito di 556,21 punti, pari all’1,1%, chiudendo a 52.177,69 punti, sostenuto dai rialzi di Nike (NYSE:NKE), Salesforce (NYSE:CRM) e Home Depot (NYSE:HD).

    L’S&P 500 ha guadagnato 25,12 punti, pari allo 0,3%, raggiungendo quota 7.744,06.

    Il Nasdaq Composite, caratterizzato da una forte presenza di società tecnologiche, ha recuperato le perdite iniziali e ha concluso la seduta in rialzo di 20,16 punti, pari allo 0,1%, a 26.713,03.

    Il rimbalzo ha seguito una fase di vendite legata alle rinnovate preoccupazioni sulle valutazioni e sulle prospettive degli investimenti nel settore dell’intelligenza artificiale.

    Il presidente della Federal Reserve sottolinea l’importanza economica dell’IA

    I titoli tecnologici potrebbero beneficiare delle dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, durante gli incontri annuali del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale a Bangkok.

    Warsh ha definito l’intelligenza artificiale “la trasformazione economica più profonda di una vita”, sottolineandone le possibili implicazioni di lungo periodo per l’economia statunitense e mondiale.

    Le sue osservazioni hanno evidenziato l’importanza economica dell’IA in una fase in cui gli investitori stanno rivalutando le prospettive delle società legate a questa tecnologia.

    Warsh ha tuttavia evitato di fornire indicazioni specifiche sulle prossime decisioni della Federal Reserve in materia di tassi d’interesse.

    Gli operatori continuano quindi a concentrarsi sui dati economici e sulle aspettative relative alla prossima riunione di politica monetaria della banca centrale.

    L’inflazione alla produzione negli Stati Uniti accelera al 6,3%

    I recenti dati sull’inflazione hanno reso più complesso il quadro delle prospettive monetarie.

    Il Dipartimento del Lavoro statunitense ha comunicato che l’indice dei prezzi alla produzione per la domanda finale è aumentato dell’1,3% a settembre, dopo un incremento dello 0,5% ad agosto, rivisto al rialzo.

    Gli economisti avevano previsto una crescita mensile dello 0,5%.

    Su base annua, l’inflazione alla produzione è accelerata al 6,3%, rispetto al 5,6% di agosto, anch’esso rivisto al rialzo, superando le aspettative del mercato.

    Ulteriori dati pubblicati venerdì hanno mostrato che anche i prezzi statunitensi delle importazioni e delle esportazioni sono aumentati a settembre molto più di quanto previsto dagli economisti.

    Nonostante i dati sull’inflazione superiori alle attese, i futures azionari statunitensi sono rimasti relativamente stabili dopo la pubblicazione del rapporto.

    Secondo lo strumento FedWatch di CME Group, le aspettative del mercato continuavano a indicare che la Federal Reserve avrebbe mantenuto invariati i tassi d’interesse nella prossima riunione di politica monetaria, prevista per ottobre.

    I rendimenti dei Treasury scendono ai minimi di tre settimane

    Il recupero delle Borse statunitensi di giovedì ha coinciso con una marcata diminuzione dei rendimenti dei titoli di Stato.

    Il rendimento del Treasury statunitense di riferimento a 10 anni è sceso al livello più basso delle ultime tre settimane, nonostante i dati sui prezzi alla produzione superiori alle previsioni.

    La diminuzione dei rendimenti obbligazionari può sostenere le valutazioni azionarie, riducendo i costi di finanziamento e i tassi di attualizzazione applicati agli utili societari futuri.

    Il calo potrebbe aver contribuito alla ripresa degli acquisti dopo la debolezza iniziale dei titoli tecnologici.

    La persistenza delle pressioni inflazionistiche rimane comunque un fattore importante per gli investitori che valutano la futura direzione dei tassi d’interesse.

    Oro, compagnie aeree e settore immobiliare guidano il recupero

    Diversi comparti hanno registrato rialzi significativi durante la seduta di giovedì.

    Le azioni delle società minerarie aurifere sono salite insieme al prezzo dell’oro, portando l’indice NYSE Arca Gold Bugs a guadagnare il 4,7%.

    L’aumento è arrivato dopo che l’indice aveva chiuso la seduta precedente al livello più basso da oltre due mesi.

    Anche le compagnie aeree hanno recuperato terreno, con l’indice NYSE Arca Airline in rialzo del 3,8% dopo aver raggiunto mercoledì i minimi di chiusura degli ultimi sei mesi.

    I titoli legati al mercato immobiliare hanno registrato forti guadagni, spingendo il Philadelphia Housing Sector Index a salire del 3,6%.

    Anche i comparti delle biotecnologie, della sanità e della farmaceutica hanno attirato acquisti.

    Il recupero non ha tuttavia interessato uniformemente tutti i settori.

    Le azioni delle società produttrici di hardware informatico sono rimaste sotto pressione, con l’indice NYSE Arca Computer Hardware in calo del 2,5%, al livello di chiusura più basso da ben oltre un mese.

    Investitori prudenti dopo le forti oscillazioni dei mercati

    I futures sostanzialmente invariati di venerdì indicavano un atteggiamento più prudente degli investitori dopo i forti movimenti registrati nelle due sedute precedenti.

    Il recupero di giovedì ha evidenziato un ritorno degli acquisti in diversi comparti, sebbene i titoli tecnologici continuassero a risentire dell’incertezza seguita alle recenti vendite.

    I dati sull’inflazione superiori alle attese hanno inoltre sollevato interrogativi sulle prospettive della politica monetaria statunitense, anche se il mercato continuava a prevedere tassi invariati alla prossima riunione della Federal Reserve.

    Gli investitori seguiranno l’andamento dei rendimenti dei Treasury, la performance del settore tecnologico e i prossimi sviluppi economici per individuare segnali sulla direzione dei mercati nel breve periodo.

  • Borse europee in rialzo grazie ai risultati societari e al calo dei rendimenti obbligazionari: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in rialzo grazie ai risultati societari e al calo dei rendimenti obbligazionari: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno proseguito la loro avanzata venerdì, sostenute da risultati societari positivi e dalla diminuzione dei rendimenti obbligazionari a livello globale. I nuovi rialzi sono arrivati dopo la seduta di giovedì, quando i mercati azionari della regione avevano raggiunto i livelli più elevati da oltre due settimane.

    I titoli tecnologici hanno recuperato parte delle recenti perdite, mentre gli annunci delle società hanno favorito i comparti aerospaziale, industriale e delle energie rinnovabili.

    L’indice tedesco DAX ha guadagnato lo 0,9% e il francese CAC 40 è salito dello 0,3%. Il FTSE 100 britannico si è invece mantenuto leggermente al di sotto della parità.

    Recupero dei titoli tecnologici con l’intelligenza artificiale al centro dell’attenzione

    Le azioni tecnologiche europee hanno registrato un recupero dopo una fase di vendite, sostenute dalle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, sulla situazione finanziaria di CoreWeave Inc., società attiva nelle infrastrutture di calcolo per l’intelligenza artificiale.

    Huang ha difeso la solidità finanziaria di CoreWeave, contribuendo ad attenuare alcune preoccupazioni relative alle aziende coinvolte nell’espansione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

    L’IA è stata inoltre uno dei temi principali degli incontri annuali del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale.

    Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha descritto l’intelligenza artificiale come “la trasformazione economica più importante della mia vita per gli Stati Uniti e per l’economia mondiale”.

    Warsh ha tuttavia evitato di fornire indicazioni specifiche sulle prossime decisioni della Federal Reserve in materia di tassi d’interesse, lasciando gli investitori a valutare le possibili prospettive della politica monetaria.

    L’inflazione dell’Eurozona sale al 3,8% a settembre

    I mercati valutari sono rimasti relativamente stabili, con l’euro pressoché invariato rispetto al dollaro statunitense nell’arco della settimana.

    I dati economici preliminari hanno mostrato un’accelerazione dell’inflazione annua nell’Eurozona al 3,8% a settembre, rispetto al 3,2% registrato ad agosto.

    L’aumento ha evidenziato la persistenza delle pressioni inflazionistiche nell’area della moneta unica, nonostante l’allentamento dei rendimenti dei titoli di Stato a livello globale.

    La diminuzione dei rendimenti obbligazionari può sostenere le valutazioni azionarie, riducendo i tassi di attualizzazione applicati agli utili societari futuri attesi.

    I dati più recenti sull’inflazione restano comunque rilevanti per le aspettative relative alla politica monetaria europea.

    Airbus in rialzo dopo un ordine per 75 aeromobili

    Le azioni Airbus (EU:AIR) sono salite a Parigi dopo che il costruttore aeronautico ha ottenuto un ordine da Aviation Capital Group per 75 velivoli della famiglia A320neo.

    L’accordo amplia il portafoglio ordini di Airbus e riflette la continua domanda di aeromobili a fusoliera stretta.

    L’annuncio ha sostenuto le quotazioni della società durante la seduta europea di venerdì.

    Alstom ottiene una proroga contrattuale di 15 anni con Greater Anglia

    Anche Alstom (EU:ALO) ha registrato un rialzo dopo aver annunciato una proroga di 15 anni del proprio accordo per i servizi ferroviari con l’operatore britannico Greater Anglia.

    L’estensione riguarda la flotta di treni Class 720 Aventra di Greater Anglia e garantisce la prosecuzione del rapporto tra il produttore di materiale rotabile e l’operatore.

    Il contratto definisce un quadro di collaborazione a lungo termine per le attività di assistenza alla flotta.

    I termini finanziari della proroga non sono stati comunicati nell’annuncio.

    Porsche avanza dopo la presentazione del modello Mission S

    Le azioni Porsche (TG:PAH3) hanno guadagnato terreno dopo che la casa automobilistica tedesca ha presentato il modello concettuale Mission S.

    Il progetto illustra l’evoluzione del linguaggio stilistico del marchio nell’ambito della strategia ‘Sportwagenschmiede ’35’.

    La presentazione delinea alcuni elementi della futura identità progettuale di Porsche, anche se la società non ha fornito indicazioni sui tempi di un’eventuale produzione del modello.

    Nordex e AIXTRON salgono dopo gli aggiornamenti trimestrali

    Il produttore di turbine eoliche Nordex (TG:NDX1) ha registrato forti guadagni dopo aver pubblicato i risultati del terzo trimestre e aumentato le previsioni sul margine di profitto per il 2026.

    Il miglioramento delle prospettive ha sostenuto l’interesse degli investitori verso il gruppo attivo nelle apparecchiature per le energie rinnovabili.

    Anche AIXTRON (TG:AIXA), produttore di apparecchiature per semiconduttori, ha segnato un deciso rialzo dopo aver comunicato ordini acquisiti nel terzo trimestre superiori alle aspettative del mercato.

    Il dato migliore delle previsioni ha fornito un’indicazione positiva sulla domanda delle apparecchiature di produzione della società.

    Ithaca Energy annuncia il previsto pensionamento dell’amministratore delegato

    Le azioni Ithaca Energy (LSE:ITH) sono salite dopo che il produttore britannico di petrolio e gas ha annunciato l’intenzione dell’amministratore delegato Luciano Vasques di andare in pensione entro il 31 marzo 2027.

    La comunicazione stabilisce una tempistica per il prossimo passaggio di leadership all’interno della società.

    L’annuncio riportato non include ulteriori dettagli sulle modalità di successione.

    Mercati europei sostenuti dai risultati societari e dai rendimenti in calo

    I rialzi di venerdì hanno riflesso una combinazione di sviluppi societari, miglioramento del sentiment nel settore tecnologico e diminuzione dei rendimenti obbligazionari globali.

    Tra i principali indici europei, il DAX ha guidato i guadagni con un progresso dello 0,9%, seguito dal CAC 40 con un aumento dello 0,3%, mentre il FTSE 100 è rimasto leggermente negativo.

    Gli investitori hanno continuato a seguire l’andamento dell’inflazione, le aspettative sulle politiche delle banche centrali e i risultati societari per valutare la sostenibilità della recente ripresa dei mercati.

  • Prezzi del petrolio in calo ma avviati verso rialzi settimanali tra i timori sulle forniture dal Medio Oriente

    Prezzi del petrolio in calo ma avviati verso rialzi settimanali tra i timori sulle forniture dal Medio Oriente

    I prezzi del petrolio sono diminuiti venerdì 16 ottobre 2026, ma rimanevano avviati verso guadagni settimanali, mentre l’incertezza sulle forniture dal Medio Oriente e una riduzione delle scorte di greggio statunitensi superiore alle attese continuavano a influenzare le contrattazioni.

    Alle 07:47 GMT, i futures sul Brent perdevano 47 centesimi, pari allo 0,44%, attestandosi a 105,45 dollari al barile, mentre i futures sul West Texas Intermediate (WTI) statunitense scendevano di 62 centesimi, ovvero dello 0,63%, a 97,35 dollari al barile.

    Nonostante le perdite di venerdì, il Brent si avviava verso un aumento settimanale dello 0,72%, mentre il WTI aveva guadagnato il 5,9%. Il benchmark statunitense era salito di oltre il 3% giovedì dopo una consistente riduzione delle scorte nazionali di greggio, attribuita in parte alle interruzioni della produzione causate dagli uragani.

    Nel frattempo, i margini di raffinazione del diesel europeo si sono indeboliti dopo che l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha approvato il rilascio di ulteriori forniture di diesel sul mercato.

    Le interruzioni nello Stretto di Hormuz sostengono i prezzi del petrolio

    Le preoccupazioni sull’affidabilità delle spedizioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz sono rimaste un fattore importante per i prezzi del greggio.

    La via marittima strategica rappresenta un passaggio fondamentale per le esportazioni energetiche del Medio Oriente e la continua attività militare ha sollevato interrogativi sulla disponibilità delle forniture regionali.

    Gli analisti di ING hanno affermato che l’incertezza legata al conflitto sta contribuendo a mantenere elevati i prezzi.

    “L’incertezza in Medio Oriente e le preoccupazioni sulla sostenibilità dei flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz stanno portando il mercato a incorporare nei prezzi un significativo premio per il rischio”, hanno scritto gli analisti.

    ING ha aggiunto che un accordo tra Stati Uniti e Iran sarebbe necessario per rafforzare la fiducia nella possibilità che le spedizioni di petrolio dalla regione possano riprendersi e mantenersi stabili.

    Secondo il resoconto, gli attacchi nei pressi dello Stretto di Hormuz si sono intensificati negli ultimi dieci giorni.

    L’Iran ha dichiarato di aver aumentato gli attacchi in risposta al blocco statunitense dei suoi porti e alle ulteriori sanzioni introdotte il mese precedente.

    I dati sul traffico marittimo indicano che i movimenti di petrolio attraverso lo stretto rimangono notevolmente inferiori ai livelli normali.

    Secondo la società di monitoraggio navale Kpler, il volume complessivo dei transiti attraverso lo Stretto di Hormuz è stato in media di 11,62 milioni di barili al giorno nei sette giorni terminati il 13 ottobre.

    Il dato rappresenta circa il 68% del livello di riferimento di 17,15 milioni di barili giornalieri, indicando una riduzione di circa 5,53 milioni di barili al giorno.

    Gli analisti di Kpler hanno affermato che la recente escalation ha ulteriormente limitato le spedizioni regionali.

    “L’intensificarsi degli attacchi iraniani ha provocato una forte diminuzione dei flussi di greggio dal Golfo”, hanno scritto gli analisti in un rapporto pubblicato giovedì.

    Hanno inoltre osservato che, in assenza di un accordo politico complessivo, la ripresa dei volumi di transito potrebbe rimanere lenta e discontinua.

    La riduzione delle scorte di greggio USA sostiene il WTI

    I prezzi del petrolio statunitense hanno ricevuto ulteriore sostegno da una consistente diminuzione delle scorte nazionali.

    I futures sul WTI sono aumentati di oltre il 3% giovedì, dopo che i dati hanno mostrato una riduzione delle scorte di greggio statunitensi superiore alle aspettative.

    Il calo è stato collegato in parte alle interruzioni della produzione provocate dagli uragani.

    Le sospensioni temporanee della produzione petrolifera offshore possono ridurre la disponibilità delle forniture nazionali e influenzare i livelli delle scorte.

    I dati sugli inventari hanno contribuito alla performance settimanale più sostenuta del WTI rispetto al Brent.

    Entro venerdì mattina, il benchmark statunitense aveva guadagnato il 5,9% nella settimana, rispetto all’aumento dello 0,72% del Brent.

    Tuttavia, entrambi i contratti hanno registrato ribassi durante la seduta di venerdì, mentre gli operatori valutavano gli ultimi sviluppi sulle forniture.

    Margini del diesel europeo in calo dopo il rilascio di scorte da parte dell’AIE

    I margini di raffinazione del diesel europeo sono diminuiti dopo che l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha approvato giovedì il rilascio di oltre 20 milioni di barili di diesel sul mercato.

    I margini sono scesi di quasi il 2% venerdì, raggiungendo 78,67 dollari al barile.

    La decisione mira ad aumentare le forniture disponibili in un periodo in cui il mercato del diesel ha subito forti pressioni a causa delle interruzioni geopolitiche.

    I margini europei del diesel avevano raggiunto circa 95 dollari al barile a settembre, quando le forniture si erano ridotte a causa dei conflitti che coinvolgono Ucraina e Iran.

    Il rilascio programmato di ulteriori quantità di diesel rappresenta una possibile fonte di sollievo nel breve periodo, sebbene l’effetto dipenderà dalle condizioni di mercato e dalla distribuzione dei volumi immessi.

    La diminuzione dei margini di raffinazione ha contrastato con la forza complessiva dei prezzi del greggio durante la settimana.

    Il conflitto regionale aumenta ulteriormente i rischi per le forniture energetiche

    Gli sviluppi in altre aree del Medio Oriente hanno aggiunto ulteriori preoccupazioni sulla sicurezza regionale e sulle infrastrutture energetiche.

    Giovedì, le forze Houthi hanno lanciato missili verso il complesso del palazzo presidenziale di Aden, nel sud dello Yemen, uccidendo due guardie, secondo il resoconto.

    La coalizione guidata dall’Arabia Saudita e operativa in Yemen ha inoltre segnalato decine di attacchi contro infrastrutture saudite, mentre il conflitto si intensificava.

    Questi sviluppi hanno contribuito all’incertezza geopolitica più ampia che influenza i mercati energetici.

    Le attività militari nei pressi delle rotte marittime e degli impianti energetici possono influenzare i costi di trasporto, la disponibilità delle forniture e i premi per il rischio incorporati nei prezzi del petrolio.

    Gli Stati Uniti valutano un allentamento delle sanzioni su alcune petroliere

    Secondo le dichiarazioni rilasciate mercoledì da un funzionario statunitense, l’amministrazione Trump starebbe esaminando la possibilità di revocare le sanzioni su alcune navi associate alla cosiddetta flotta ombra.

    Le imbarcazioni hanno precedentemente trasportato petrolio greggio e prodotti petroliferi provenienti da Paesi tra cui Russia, Iran e Venezuela.

    Le discussioni mirano ad affrontare i costi record del trasporto marittimo globale, che hanno aumentato le spese di spedizione dei prodotti energetici.

    Le possibili modifiche seguono la sospensione temporanea, annunciata dal presidente Donald Trump all’inizio della settimana, delle sanzioni sul diesel russo.

    La decisione ha suscitato critiche da parte del presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy, dei governi europei e di alcuni esponenti repubblicani negli Stati Uniti.

    Il resoconto non conferma alcuna decisione definitiva su una più ampia revoca delle sanzioni alle navi della flotta ombra.

    Eventuali modifiche potrebbero influenzare la disponibilità delle petroliere e i costi di trasporto, anche se l’impatto dipenderà dalla portata e dall’attuazione delle misure.

    Prospettive del petrolio ancora legate all’evoluzione delle forniture

    I prezzi del petrolio si avviavano verso guadagni settimanali nonostante il calo di venerdì, con il WTI che ha sovraperformato il Brent dopo una consistente riduzione delle scorte statunitensi di greggio.

    Il mercato ha continuato a riflettere l’incertezza sulle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz, dove i volumi segnalati rimangono notevolmente inferiori ai livelli normali.

    Allo stesso tempo, la decisione dell’AIE di rilasciare ulteriori forniture di diesel ha offerto un certo sollievo ai mercati europei dei prodotti raffinati.

    Gli investitori continueranno a monitorare gli sviluppi che coinvolgono l’Iran, la sicurezza delle rotte marittime mediorientali, le scorte statunitensi di greggio e le possibili modifiche alle sanzioni energetiche americane.

    Questi fattori rimangono centrali per le aspettative sulle forniture e sui prezzi globali del petrolio.

  • Futures USA in lieve rialzo, Warsh evita indicazioni sui tassi e Tesla presenta la nuova Roadster: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Futures USA in lieve rialzo, Warsh evita indicazioni sui tassi e Tesla presenta la nuova Roadster: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sugli indici azionari statunitensi hanno registrato un lieve rialzo venerdì 16 ottobre 2026, dopo i guadagni di Wall Street nella seduta precedente, mentre i titoli tecnologici hanno recuperato parte delle perdite legate alle preoccupazioni sugli investimenti nell’intelligenza artificiale e sull’indebitamento delle imprese.

    Gli investitori hanno valutato le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, che ha evitato di indicare il probabile esito della riunione sui tassi d’interesse di ottobre, pur riconoscendo la presenza di pressioni inflazionistiche.

    Nel frattempo, alcune indiscrezioni hanno suggerito che gli investitori stiano riconsiderando la possibile valutazione dello sviluppatore di intelligenza artificiale Anthropic (NASDAQ:ANTP), mentre Taiwan starebbe esaminando restrizioni più severe sulle esportazioni di semiconduttori avanzati verso la Cina.

    Anche Tesla (NASDAQ:TSLA) ha attirato l’attenzione dopo aver presentato una Roadster riprogettata e dotata di tecnologia di propulsione ispirata ai razzi.

    Futures su Dow Jones e S&P 500 in crescita dopo il recupero di Wall Street

    Alle 02:59 ET (06:59 GMT), i futures sul Dow Jones erano aumentati di 75 punti, pari allo 0,1%, mentre quelli sull’S&P 500 guadagnavano sette punti, anch’essi in rialzo dello 0,1%. I futures sul Nasdaq 100 risultavano sostanzialmente invariati.

    I modesti incrementi sono seguiti a una seduta positiva per i principali indici azionari statunitensi giovedì, quando i mercati hanno recuperato dalle perdite registrate all’inizio della settimana.

    I ribassi erano stati associati alle preoccupazioni sull’elevato indebitamento utilizzato per finanziare le infrastrutture dell’intelligenza artificiale e sugli effetti dei tassi d’interesse elevati sulle società tecnologiche.

    CoreWeave (NASDAQ:CRWV), il cui forte calo azionario di mercoledì aveva contribuito alle vendite generalizzate sui titoli legati all’AI, si è stabilizzata durante la seduta di giovedì.

    Gli analisti di ING hanno osservato che il recupero ha attenuato alcune preoccupazioni immediate, sebbene permangano incertezze sull’inflazione e sulle valutazioni tecnologiche.

    “I mercati finanziari si sono leggermente calmati dopo il rimbalzo delle azioni CoreWeave giovedì. Tuttavia, continua il dibattito tra pressioni sui prezzi sempre più intense, che richiederebbero una politica monetaria più restrittiva, e una correzione del settore tecnologico, che richiederebbe invece un orientamento monetario più accomodante”, hanno dichiarato gli analisti.

    Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh non anticipa la decisione sui tassi di ottobre

    Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha espresso una valutazione positiva dell’economia statunitense durante un evento in Thailandia, sottolineandone la resilienza nonostante le condizioni monetarie più restrittive.

    Ha tuttavia riconosciuto le preoccupazioni sull’aumento dei prezzi dopo aver discusso con rappresentanti di altre banche centrali.

    Warsh ha dichiarato che è “difficile partecipare a una discussione” con altri banchieri centrali e “non confrontarsi e non sentire le stesse osservazioni sull’impennata dei prezzi”.

    Nonostante queste preoccupazioni, ha evitato di fornire indicazioni specifiche sulla prossima decisione della Federal Reserve in materia di tassi d’interesse.

    Warsh ha affermato di non “credere sia opportuno dire adesso cosa potrei fare nelle riunioni che restano da qui alla fine dell’anno”.

    Le sue dichiarazioni hanno mantenuto la flessibilità della banca centrale in vista della riunione di politica monetaria prevista per il 27 e 28 ottobre.

    La Federal Reserve ha aumentato i tassi d’interesse di 25 punti base a settembre, nell’ambito degli sforzi per riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2%.

    Sebbene alcuni responsabili della politica monetaria abbiano indicato che potrebbero essere necessari ulteriori aumenti, hanno anche sottolineato l’importanza di valutare i nuovi dati economici.

    Le aspettative di mercato attualmente favoriscono il mantenimento dei tassi invariati nella riunione di ottobre.

    Le probabilità attribuite a un rialzo immediato erano temporaneamente aumentate dopo la pubblicazione, all’inizio della settimana, di dati sull’inflazione al consumo statunitense superiori alle attese, per poi diminuire.

    Gli investitori stanno invece valutando la possibilità di un ulteriore incremento di 25 punti base nell’ultima riunione della Federal Reserve dell’anno, prevista per dicembre.

    Gli investitori rivedono la possibile valutazione dell’IPO di Anthropic

    Secondo Reuters, alcuni investitori attuali e potenziali di Anthropic (NASDAQ:ANTP) starebbero riconsiderando la possibile valutazione della società in vista di un’eventuale offerta pubblica iniziale.

    Lo sviluppatore del chatbot di intelligenza artificiale Claude starebbe valutando una quotazione in borsa già a novembre.

    Dopo gli incontri con gli investitori tenuti mercoledì a San Francisco, alcuni partecipanti hanno discusso una valutazione di circa 1.500 miliardi di dollari, rispetto a una precedente stima di circa 2.000 miliardi.

    La cifra inferiore rappresenterebbe una riduzione potenziale di circa il 25% rispetto alla valutazione precedentemente discussa.

    Secondo quanto riportato dai media, Anthropic avrebbe comunicato agli investitori che i ricavi del terzo trimestre sono aumentati del 45%, raggiungendo 16,8 miliardi di dollari.

    L’incremento segnalerebbe una domanda ancora sostenuta per i prodotti di intelligenza artificiale della società, sebbene gli analisti abbiano evidenziato un rallentamento del tasso di crescita dei ricavi rispetto al periodo precedente.

    Le discussioni sulla valutazione rimangono preliminari e il resoconto non conferma né il prezzo definitivo dell’IPO né un calendario ufficiale.

    Taiwan valuta restrizioni più severe sulle esportazioni di semiconduttori AI

    Taiwan starebbe esaminando ulteriori restrizioni sulle esportazioni di semiconduttori avanzati per l’intelligenza artificiale verso la Cina.

    Bloomberg News ha riferito che le misure proposte avvicinerebbero maggiormente i controlli taiwanesi sulle esportazioni a quelli degli Stati Uniti.

    Le discussioni si concentrerebbero sul rafforzamento degli strumenti a disposizione delle autorità per impedire il trasferimento non autorizzato di apparecchiature informatiche avanzate, compresi server AI dotati di processori Nvidia, da Taiwan alla Cina continentale.

    Le possibili restrizioni seguono le preoccupazioni secondo cui alcuni chip avanzati avrebbero continuato a raggiungere la Cina nonostante i controlli statunitensi sulle esportazioni introdotti nel 2022.

    Diversi resoconti hanno individuato possibili rotte di contrabbando attraverso il Sud-est asiatico.

    Ulteriori misure taiwanesi potrebbero aumentare le tensioni commerciali con Pechino, che ha già criticato le restrizioni americane sulle esportazioni di semiconduttori.

    Il resoconto non specifica quando Taiwan potrebbe introdurre i controlli proposti né se sia stata presa una decisione definitiva.

    Tesla presenta una Roadster con propulsori ispirati alla tecnologia spaziale

    Tesla (NASDAQ:TSLA) ha presentato giovedì sera una versione riprogettata della propria auto sportiva elettrica Roadster durante un evento presso il centro di collaudo SpaceX di McGregor, in Texas.

    Il veicolo integra una tecnologia di propulsione sviluppata sfruttando le competenze di SpaceX, che gli consente di eseguire manovre aeree durante le dimostrazioni.

    Tesla ha mostrato la Roadster mentre percorreva una rampa curva prima di staccarsi dalla superficie, compiere una rotazione completa in posizione capovolta e utilizzare propulsori ad aria per correggere il proprio orientamento, atterrando successivamente sulle quattro ruote.

    La società ha inoltre dimostrato la capacità del veicolo di saltare sopra alcune automobili parcheggiate e un camion articolato.

    L’amministratore delegato Elon Musk ha dichiarato che la produzione della Roadster riprogettata dovrebbe iniziare nel 2028.

    La tempistica prevista arriva oltre un decennio dopo la prima presentazione dei piani di Tesla per una nuova generazione della sua auto sportiva elettrica.

    Le azioni Tesla hanno guadagnato oltre il 3% nelle contrattazioni successive alla chiusura ufficiale del mercato.

    La dimostrazione ha illustrato le capacità previste del veicolo, anche se l’avvio della produzione commerciale rimane subordinato al calendario di sviluppo della società.

    I mercati valutano politica monetaria, valutazioni AI e sviluppi tecnologici

    I movimenti iniziali dei mercati di venerdì hanno riflesso una combinazione di recupero dei titoli tecnologici, incertezza sui tassi d’interesse statunitensi e sviluppi nel settore dell’intelligenza artificiale.

    I futures USA indicavano modesti rialzi dopo il recupero di giovedì, mentre gli investitori continuavano a monitorare le preoccupazioni sull’inflazione e sul finanziamento degli investimenti tecnologici su larga scala.

    La riunione della Federal Reserve di ottobre rimane un appuntamento importante per i mercati finanziari, con aspettative attualmente orientate verso tassi invariati.

    Nel frattempo, le indiscrezioni sulla valutazione di Anthropic, le possibili restrizioni taiwanesi sulle esportazioni di semiconduttori e la dimostrazione della Roadster di Tesla hanno fornito ulteriori elementi di valutazione agli investitori del settore tecnologico.

  • Prezzi dell’oro in rialzo grazie al calo dei rendimenti dei Treasury USA e all’indebolimento del dollaro

    Prezzi dell’oro in rialzo grazie al calo dei rendimenti dei Treasury USA e all’indebolimento del dollaro

    I prezzi dell’oro hanno registrato un lieve aumento venerdì 16 ottobre 2026, dopo aver raggiunto il massimo delle ultime due settimane nella seduta precedente, mentre il calo dei rendimenti dei Treasury statunitensi e l’indebolimento del dollaro hanno sostenuto la domanda di metalli preziosi in un contesto di preoccupazioni sugli investimenti nell’intelligenza artificiale e di volatilità dei mercati finanziari.

    Alle 00:49 ET (04:49 GMT), l’oro spot è salito dello 0,1% a 4.174,76 dollari l’oncia, mentre i futures statunitensi sull’oro hanno guadagnato lo 0,6% a 4.195,87 dollari.

    Anche gli altri metalli preziosi hanno registrato aumenti. L’argento è avanzato dello 0,6% a 57,7855 dollari l’oncia, il platino è cresciuto dello 0,6% a 1.640,78 dollari e il palladio ha guadagnato lo 0,9% a 1.143,00 dollari.

    L’indice del dollaro statunitense è sceso dello 0,2% a 101,9, fornendo ulteriore sostegno alle materie prime denominate nella valuta americana.

    L’oro recupera mentre gli investitori si spostano verso i titoli di Stato

    L’oro aveva guadagnato l’1,6% durante la seduta di giovedì, registrando il maggiore incremento giornaliero da oltre due settimane.

    Il rialzo è seguito a una fase di pressioni di vendita sui mercati azionari globali, in particolare sulle società tecnologiche legate all’intelligenza artificiale.

    Le preoccupazioni riguardo alla portata degli investimenti nelle infrastrutture AI e ai possibili ritorni economici di tali spese hanno contribuito a ridurre la propensione al rischio degli investitori.

    Con l’indebolimento dei mercati azionari, gli investitori hanno aumentato le allocazioni verso i titoli di Stato, spingendo al ribasso i rendimenti dei Treasury statunitensi.

    I rendimenti sono diminuiti fino a 12-15 punti base sulle diverse scadenze del debito pubblico americano.

    La riduzione dei rendimenti ha sostenuto i prezzi dell’oro, poiché il metallo non genera interessi e può diventare relativamente più interessante quando diminuiscono i rendimenti dei titoli che offrono un reddito.

    Sebbene le pressioni sui mercati azionari abbiano mostrato segnali di attenuazione venerdì, il recente calo dei rendimenti obbligazionari ha continuato a influenzare le contrattazioni sui metalli preziosi.

    Il dollaro più debole offre ulteriore sostegno all’oro

    L’indice del dollaro statunitense ha perso lo 0,2%, attestandosi a 101,9 nelle prime contrattazioni di venerdì.

    Un dollaro più debole può sostenere la domanda di oro rendendo il metallo meno costoso per gli acquirenti che utilizzano altre valute.

    Il movimento valutario ha coinciso con rialzi di diversi metalli preziosi, tra cui argento, platino e palladio.

    L’oro spot è stato scambiato a 4.174,76 dollari l’oncia, mentre i futures statunitensi hanno raggiunto 4.195,87 dollari.

    L’argento è salito a 57,7855 dollari l’oncia, il platino è avanzato a 1.640,78 dollari e il palladio è aumentato a 1.143,00 dollari.

    L’aumento generalizzato dei metalli preziosi si è verificato nonostante la persistente incertezza sulla politica monetaria statunitense e sui costi di finanziamento.

    L’oro rimane sotto i livelli precedenti al conflitto tra Stati Uniti e Iran

    Nonostante il recente recupero, l’oro rimaneva circa il 20% al di sotto del valore precedente allo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Iran alla fine di febbraio, secondo il resoconto di mercato fornito.

    La flessione si è verificata durante un periodo di costi di finanziamento elevati, che hanno pesato sull’attrattiva relativa delle attività prive di rendimento.

    Tassi d’interesse più alti possono aumentare il costo opportunità di detenere oro rispetto a obbligazioni e altri strumenti finanziari che generano reddito.

    La recente diminuzione dei rendimenti dei Treasury ha offerto un certo sostegno, senza tuttavia annullare il calo più ampio del metallo.

    Anche l’incertezza geopolitica e gli sviluppi dei mercati energetici rimangono rilevanti per le aspettative sull’inflazione e le prospettive della politica monetaria.

    I recenti movimenti dell’oro riflettono quindi influenze contrastanti provenienti dalla volatilità finanziaria, dai tassi d’interesse e dalle oscillazioni valutarie.

    I dati sull’inflazione USA aumentano le aspettative di un rialzo dei tassi della Fed

    I recenti dati economici statunitensi hanno aumentato l’incertezza riguardo alla prossima decisione sui tassi d’interesse della Federal Reserve.

    L’indice dei prezzi al consumo di settembre, pubblicato mercoledì, ha superato le aspettative del mercato, indicando pressioni inflazionistiche più forti di quanto previsto dagli analisti.

    I dati sui prezzi alla produzione e sulle vendite al dettaglio pubblicati giovedì hanno fornito ulteriori informazioni sull’inflazione e sulle condizioni dei consumi.

    Dopo queste pubblicazioni, gli operatori di mercato hanno aumentato le aspettative di un possibile rialzo dei tassi d’interesse della Federal Reserve in ottobre.

    La prospettiva di tassi più elevati rimane un potenziale fattore di pressione sui prezzi dell’oro, poiché una politica monetaria più restrittiva può sostenere i rendimenti obbligazionari e aumentare il costo opportunità di detenere il metallo.

    Gli investitori continuano pertanto a monitorare gli indicatori economici e le comunicazioni della banca centrale per ottenere ulteriori indicazioni sulla direzione dei tassi d’interesse statunitensi.

    Attesa per il discorso del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh

    L’attenzione si concentra ora sull’intervento previsto del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh durante una riunione del Fondo Monetario Internazionale a Bangkok.

    Warsh dovrebbe parlare venerdì alle 10:30 ora locale, con gli investitori alla ricerca di indicazioni sulle prospettive della politica monetaria della banca centrale.

    Le sue dichiarazioni potrebbero fornire ulteriori informazioni su come i responsabili della politica monetaria stanno valutando l’inflazione, l’attività economica e la possibilità di nuove modifiche dei tassi d’interesse.

    L’intervento segue dati sull’inflazione statunitense superiori alle attese e un aumento delle aspettative di mercato riguardo a un rialzo dei tassi in ottobre.

    Per gli investitori in oro, la direzione della politica monetaria della Federal Reserve rimane un elemento importante, poiché le variazioni dei tassi d’interesse possono influenzare sia i rendimenti dei Treasury sia il dollaro statunitense.

    Mercati dei metalli preziosi tra rendimenti in calo e rischi sui tassi d’interesse

    Il recente recupero dell’oro è stato sostenuto dalla diminuzione dei rendimenti dei Treasury statunitensi, dall’indebolimento del dollaro e dall’aumento della domanda di titoli di Stato durante una fase di volatilità dei mercati azionari.

    L’oro spot è salito a 4.174,76 dollari l’oncia nelle prime contrattazioni di venerdì, dopo un incremento dell’1,6% nella seduta precedente.

    Tuttavia, il metallo rimane sotto pressione a causa dei costi di finanziamento elevati e delle aspettative secondo cui la Federal Reserve potrebbe aumentare i tassi d’interesse.

    Gli investitori continueranno a valutare i dati economici statunitensi, i movimenti dei rendimenti dei Treasury e le comunicazioni della banca centrale per individuare indicazioni sulla direzione a breve termine dei prezzi dei metalli preziosi.

  • Gas naturale europeo vicino ai massimi di fine 2022, terza settimana consecutiva di rialzi per i prezzi

    Gas naturale europeo vicino ai massimi di fine 2022, terza settimana consecutiva di rialzi per i prezzi

    I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa e nel Regno Unito sono rimasti sostanzialmente stabili venerdì 16 ottobre 2026, scambiando vicino ai livelli più elevati dalla fine del 2022, mentre le preoccupazioni sulle forniture di gas naturale liquefatto (GNL), le interruzioni delle infrastrutture norvegesi e le scorte europee relativamente basse hanno continuato a influenzare il mercato.

    Il contratto futures di riferimento sul gas olandese Title Transfer Facility (TTF), con consegna nel mese successivo, è stato scambiato intorno a 86,10 euro per megawattora (MWh), con variazioni limitate durante la seduta. Il contratto si avviava verso un aumento settimanale di quasi il 6%, segnando la terza settimana consecutiva di rialzi.

    Nel Regno Unito, il contratto all’ingrosso National Balancing Point (NBP) è rimasto vicino a 213,00 pence per therm, dirigendosi verso un incremento settimanale del 5,3%.

    Le preoccupazioni sulle forniture sono rimaste uno dei principali fattori di sostegno ai prezzi, mentre le previsioni di temperature più miti hanno contribuito a limitare ulteriori aumenti durante le contrattazioni di venerdì.

    Futures sul gas TTF olandese vicini ai massimi dal 2022

    Il contratto TTF olandese sul gas naturale con consegna nel mese successivo è stato scambiato a 86,10 euro/MWh venerdì, rimanendo vicino al livello più alto dalla fine del 2022.

    I prezzi sono rimasti sostanzialmente invariati durante la giornata dopo un periodo di aumenti prolungati.

    Il benchmark europeo si avviava verso un rialzo settimanale di quasi il 6%, prolungando il movimento positivo per la terza settimana consecutiva.

    I recenti aumenti hanno coinciso con interruzioni che hanno interessato le spedizioni internazionali di GNL e le consegne di gas tramite gasdotto verso l’Europa.

    Gli operatori di mercato stanno inoltre valutando le implicazioni delle minori scorte regionali di gas in vista della stagione invernale.

    Sebbene i prezzi si siano stabilizzati durante la seduta di venerdì, le preoccupazioni sulle forniture non sono state risolte.

    Prezzi del gas all’ingrosso nel Regno Unito in rialzo del 5,3% nella settimana

    I prezzi britannici del gas naturale all’ingrosso hanno seguito un andamento simile a quello dell’Europa continentale.

    Il contratto NBP del Regno Unito è stato scambiato intorno a 213,00 pence per therm, con movimenti limitati durante la seduta di venerdì.

    Il contratto si avviava verso un aumento settimanale del 5,3%, estendendo i guadagni per la terza settimana consecutiva.

    Questi movimenti riflettono l’interconnessione dei mercati europei del gas, nei quali gli sviluppi riguardanti la disponibilità internazionale di GNL e le forniture regionali tramite gasdotto possono influenzare i prezzi in diversi hub di scambio.

    Il Regno Unito e l’Europa continentale dipendono entrambi da una combinazione di produzione nazionale, importazioni tramite gasdotto, consegne di GNL e gas immagazzinato per soddisfare la domanda.

    I recenti aumenti dei prezzi si sono verificati mentre gli operatori rivalutano la disponibilità e il costo delle forniture in vista dell’inverno.

    Le interruzioni nello Stretto di Hormuz influenzano le consegne di GNL

    Le preoccupazioni per la sicurezza marittima nei pressi dello Stretto di Hormuz hanno contribuito all’incertezza sulle forniture globali di GNL.

    Secondo il resoconto di mercato, i continui attacchi alle navi e i cambiamenti nelle tattiche di individuazione degli obiettivi hanno limitato le consegne di GNL attraverso il Golfo Persico.

    Le interruzioni hanno influenzato il trasporto marittimo di gas verso i mercati internazionali, compresa l’Europa.

    Alcune navi metaniere hanno dovuto affrontare viaggi più lunghi e costi di trasporto maggiori a causa delle deviazioni delle rotte attorno al Capo di Buona Speranza.

    Le rotte marittime più lunghe hanno ritardato l’arrivo dei carichi spot di GNL ai terminali europei di rigassificazione.

    Questi sviluppi hanno contribuito alle preoccupazioni sulla disponibilità del gas importato e sui costi necessari per assicurarsi forniture sostitutive.

    Il resoconto non quantifica il volume totale delle consegne di GNL ritardate o interrotte.

    Le interruzioni delle infrastrutture norvegesi riducono le forniture tramite gasdotto

    I mercati europei del gas sono stati influenzati anche da interruzioni impreviste per manutenzione delle infrastrutture energetiche norvegesi.

    All’inizio della settimana, i fermi di diversi impianti hanno ridotto la disponibilità di gas trasportato tramite gasdotto verso i mercati dell’Europa occidentale.

    Le interruzioni hanno incluso una riduzione della capacità di trattamento presso l’impianto norvegese di Kårstø.

    I minori volumi di trattamento hanno limitato la quantità di gas disponibile per le consegne attraverso la rete di gasdotti.

    Le interruzioni si sono aggiunte alle preoccupazioni esistenti sulle importazioni di GNL, aumentando la concorrenza per le forniture disponibili sui mercati all’ingrosso europei.

    La Norvegia è un importante fornitore di gas tramite gasdotto per i Paesi europei, rendendo le variazioni nella disponibilità delle sue infrastrutture rilevanti per i prezzi regionali.

    Il resoconto fornito non specifica quando si prevede il ripristino della normale capacità di trattamento negli impianti interessati.

    Stoccaggi europei di gas al 74% della capacità

    Gli impianti sotterranei di stoccaggio del gas naturale dell’Unione Europea risultavano pieni per circa il 74%, secondo i dati citati nel resoconto di mercato.

    Il livello si confronta con una media storica di circa l’86% per la metà di ottobre, lasciando le scorte attuali inferiori di 12 punti percentuali rispetto al livello normalmente registrato in questo periodo dell’anno.

    La differenza indica che la regione sta entrando nel periodo invernale con una riserva di gas inferiore rispetto a quella abitualmente disponibile.

    Il gas immagazzinato rappresenta un’importante fonte di approvvigionamento durante i mesi più freddi, quando la domanda per il riscaldamento generalmente aumenta.

    Scorte inferiori possono aumentare la sensibilità del mercato a interruzioni impreviste delle forniture o a periodi di consumo più elevato.

    L’attuale situazione degli stoccaggi è quindi diventata un elemento importante per gli operatori che valutano l’andamento dei prezzi europei del gas nei prossimi mesi.

    Le previsioni di temperature più miti limitano i movimenti dei prezzi venerdì

    Le previsioni meteorologiche a breve termine, che indicano temperature relativamente miti, hanno contribuito a stabilizzare i prezzi del gas naturale europeo durante la seduta di venerdì.

    Condizioni climatiche più miti possono ridurre la domanda di riscaldamento e limitare la necessità immediata di prelevare gas dagli impianti di stoccaggio.

    Tuttavia, l’influenza delle previsioni meteorologiche è stata bilanciata dalle preoccupazioni sulle spedizioni di GNL, sulle consegne norvegesi tramite gasdotto e sulla situazione delle scorte regionali.

    Gli operatori di mercato continuano a monitorare la possibilità di temperature più basse nella parte finale di ottobre.

    Un periodo di freddo inatteso potrebbe aumentare la domanda di gas in un momento in cui gli stoccaggi sono inferiori alla media storica.

    Ulteriori interruzioni delle consegne di GNL o delle forniture tramite gasdotto potrebbero inoltre esercitare nuove pressioni al rialzo sui prezzi all’ingrosso.

    Si tratta tuttavia di scenari potenziali e non di sviluppi futuri confermati.

    Mercati europei del gas esposti ai rischi sulle forniture prima dell’inverno

    I prezzi europei del gas naturale si avviavano a completare la terza settimana consecutiva di rialzi, con i futures TTF olandesi vicini a un aumento settimanale del 6% e i prezzi NBP britannici in crescita di circa il 5,3%.

    Gli aumenti sono stati sostenuti dall’incertezza sulle consegne di GNL attraverso il Golfo Persico, dalle interruzioni delle infrastrutture norvegesi del gas e dai livelli di stoccaggio europei inferiori alla media storica di metà ottobre.

    Sebbene le previsioni di temperature più miti abbiano contribuito a mantenere i prezzi sostanzialmente stabili venerdì, le condizioni delle forniture rimangono un fattore importante per le prospettive del mercato.

    Gli ulteriori movimenti dei prezzi dipenderanno dagli sviluppi del trasporto internazionale di GNL, dal ripristino della capacità di trattamento del gas norvegese, dalle condizioni meteorologiche e dalla velocità con cui verranno utilizzate le scorte europee.

  • Borse europee in rialzo, Stoxx 600 verso la migliore performance settimanale da agosto: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in rialzo, Stoxx 600 verso la migliore performance settimanale da agosto: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno registrato progressi venerdì, con lo Stoxx Europe 600 in aumento dello 0,5%, sostenuto dal recupero dei titoli tecnologici dopo le perdite della seduta precedente e dalla diminuzione dei rendimenti dei titoli di Stato rispetto ai recenti massimi.

    L’indice paneuropeo si avviava a concludere la settimana con un rialzo dell’1,4%, la migliore performance su cinque sedute dalla settimana iniziata il 3 agosto. L’indice si è attestato vicino ai livelli più elevati delle ultime due settimane.

    Il CAC 40 francese era diretto verso un guadagno settimanale dell’1,7%, che rappresenterebbe soltanto la seconda settimana positiva delle ultime dieci. Il DAX tedesco è salito dello 0,5% venerdì, mentre il FTSE 100 di Londra ha ceduto lo 0,3%.

    I titoli tecnologici hanno guidato il recupero europeo, con ASML (EU:ASML), ASM (EU:ASM), Soitec (EU:SOI) e Infineon (TG:IFX) tutti in rialzo di oltre l’1%.

    Stoxx Europe 600 vicino ai massimi di due settimane

    Lo Stoxx Europe 600 ha prolungato i guadagni di giovedì, avanzando dello 0,5% durante la seduta di venerdì.

    L’aumento ha portato l’indice verso un progresso settimanale dell’1,4%, la migliore performance nell’arco di cinque sedute dall’inizio di agosto.

    I mercati europei hanno beneficiato del ritorno degli acquisti sui titoli che avevano perso terreno durante il recente periodo di volatilità, in particolare nel settore tecnologico.

    Il recupero ha coinciso con una riduzione dei rendimenti dei titoli di Stato negli Stati Uniti e in Europa.

    Rendimenti più bassi possono sostenere le valutazioni azionarie riducendo i tassi di sconto applicati agli utili futuri attesi, sebbene gli effetti varino tra società e settori.

    Il rialzo è seguito a una fase di incertezza dei mercati legata all’indebitamento societario, agli investimenti nell’intelligenza artificiale e alle aspettative sulla politica monetaria.

    CAC 40 verso un rialzo settimanale dell’1,7%, DAX in crescita

    Il CAC 40 francese si avviava a chiudere la settimana con un incremento dell’1,7%, sostenuto dal recupero dei titoli industriali e del lusso.

    Il guadagno previsto rappresenterebbe soltanto la seconda performance settimanale positiva dell’indice nelle ultime dieci settimane.

    Il DAX tedesco è aumentato dello 0,5% durante la seduta di venerdì, in linea con l’andamento generale dei mercati europei.

    Al contrario, il FTSE 100 ha perso lo 0,3%, registrando una performance inferiore rispetto ai principali indici dell’Europa continentale.

    Le differenze riflettono la diversa composizione settoriale e le condizioni di contrattazione dei mercati azionari nazionali.

    I guadagni settimanali riportati rimanevano provvisori, poiché la seduta di venerdì non si era ancora conclusa.

    ASML, ASM, Soitec e Infineon recuperano dopo le vendite sul settore tecnologico

    Le società europee dei semiconduttori e della tecnologia hanno figurato tra i titoli più forti di venerdì dopo il calo globale del comparto registrato nella giornata precedente.

    ASML (EU:ASML), ASM (EU:ASM), Soitec (EU:SOI) e Infineon (TG:IFX) hanno guadagnato ciascuna oltre l’1%.

    Il recupero è seguito a una fase di pressioni di vendita sulle società legate all’intelligenza artificiale, alla produzione di semiconduttori e alle infrastrutture associate.

    Gli investitori hanno mostrato crescenti preoccupazioni riguardo alle esigenze di finanziamento dei grandi programmi di investimento nell’intelligenza artificiale e ai tempi necessari per ottenere possibili ritorni economici.

    I rialzi di venerdì hanno indicato un rinnovato interesse all’acquisto per alcuni titoli tecnologici dopo le recenti perdite.

    Tuttavia, gli aumenti registrati non consentono di stabilire se il periodo di volatilità del settore sia terminato.

    I timori sul debito di CoreWeave contribuiscono alla volatilità del settore AI

    Le vendite sui titoli tecnologici nella seduta precedente erano state in parte associate alle preoccupazioni sulle esigenze di finanziamento delle società impegnate nello sviluppo di infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

    Le notizie riguardanti un indebitamento di circa 50 miliardi di dollari attribuito al fornitore di servizi cloud CoreWeave hanno contribuito all’incertezza dei mercati.

    Gli investitori stanno valutando se le società che finanziano consistenti investimenti in centri dati e infrastrutture AI siano in grado di generare ricavi e flussi di cassa sufficienti a sostenere i propri impegni finanziari.

    Le preoccupazioni hanno influenzato il sentiment verso le società tecnologiche in generale, compresi i produttori e i fornitori di semiconduttori.

    La successiva diminuzione dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi ed europei ha coinciso con un ritorno della domanda su alcuni titoli growth.

    Sebbene rendimenti inferiori possano attenuare le pressioni sulle valutazioni, non eliminano i rischi finanziari associati a un elevato indebitamento societario o all’incertezza sui ritorni degli investimenti.

    La Federal Reserve mantiene flessibilità sulle future decisioni sui tassi

    Le aspettative di politica monetaria sono rimaste un elemento importante per i mercati finanziari.

    Kevin Warsh, indicato nel resoconto come governatore della Federal Reserve, è intervenuto a un forum del Fondo Monetario Internazionale a Bangkok, discutendo l’approccio della banca centrale statunitense alle future decisioni sui tassi d’interesse.

    Warsh ha dichiarato che la Federal Reserve rimane impegnata a ripristinare la stabilità dei prezzi dopo l’intervento di politica monetaria effettuato a settembre.

    Non ha tuttavia indicato quando potrebbero verificarsi ulteriori modifiche della politica monetaria.

    “Non anticipo le decisioni delle riunioni. I responsabili della politica monetaria valuteranno attentamente gli sviluppi della produzione economica, dell’occupazione e dell’inflazione in vista delle riunioni rimanenti di quest’anno”, ha dichiarato Warsh.

    Le sue osservazioni indicano che le future decisioni di politica monetaria dipenderanno dai dati economici in arrivo anziché da un calendario prestabilito.

    Gli investitori continuano a monitorare inflazione, occupazione e attività economica negli Stati Uniti per individuare indicazioni sulle prossime mosse della Federal Reserve.

    La stagione delle trimestrali aumenta l’incertezza dei mercati

    Gli investitori europei si preparano inoltre a un aumento delle comunicazioni dei risultati societari nelle prossime settimane.

    La stagione delle trimestrali è iniziata con sviluppi contrastanti per alcune delle principali società europee.

    Il gruppo francese del lusso LVMH (EU:MC) ha riportato vendite del terzo trimestre inferiori alle aspettative del mercato, con una domanda più debole da parte dei consumatori cinesi che ha influenzato la performance.

    Nel frattempo, il produttore di apparecchiature per semiconduttori ASML (EU:ASML) aveva inizialmente beneficiato della pubblicazione dei risultati, prima che le sue azioni subissero pressioni durante le vendite generalizzate sul settore tecnologico.

    Sono attesi ulteriori risultati finanziari da importanti società dei settori tecnologico, industriale e bancario.

    Gli investitori esamineranno la crescita dei ricavi, la redditività, i costi di finanziamento e le previsioni del management per valutare come le imprese stanno affrontando le attuali condizioni economiche.

    Mercati europei tra calo dei rendimenti obbligazionari e rischi sugli utili

    Il recupero dei mercati azionari europei è stato sostenuto dalla diminuzione dei rendimenti dei titoli di Stato e dal ritorno della domanda sui titoli tecnologici dopo le recenti perdite.

    Lo Stoxx Europe 600 si avviava verso la migliore performance settimanale da agosto, mentre il CAC 40 era diretto verso un incremento dell’1,7% nell’arco della settimana.

    Tuttavia, l’incertezza sugli investimenti nell’intelligenza artificiale, sulle esigenze di finanziamento delle imprese e sulla politica monetaria continua a influenzare il sentiment di mercato.

    Le prossime pubblicazioni dei risultati trimestrali forniranno ulteriori informazioni sull’andamento delle società e sui possibili effetti dei costi di finanziamento sulla redditività.

  • Rendimenti obbligazionari dell’Eurozona vicini ai minimi di diverse settimane per la domanda di beni rifugio

    Rendimenti obbligazionari dell’Eurozona vicini ai minimi di diverse settimane per la domanda di beni rifugio

    I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono rimasti vicini ai minimi di diverse settimane venerdì, mentre gli investitori hanno continuato a privilegiare il debito sovrano dopo le vendite sui titoli tecnologici a livello globale e le crescenti preoccupazioni per l’indebitamento delle società legato agli investimenti nell’intelligenza artificiale.

    Il rendimento del titolo di Stato tedesco a 10 anni, uno dei principali riferimenti per il costo del debito nell’Eurozona, si è attestato al 3,404%, rimanendo vicino al livello più basso da oltre un mese raggiunto nella seduta precedente.

    Il rendimento del Bund tedesco a due anni è sceso al 3,059%, segnando il terzo calo giornaliero consecutivo dopo aver toccato giovedì il minimo da oltre una settimana.

    La domanda di titoli governativi è aumentata mentre gli investitori hanno ridotto l’esposizione ai mercati azionari e al credito societario, con l’incertezza sui rendimenti degli investimenti nell’intelligenza artificiale che ha contribuito allo spostamento verso attività considerate meno rischiose.

    I rendimenti dei titoli di Stato tedeschi proseguono la discesa

    Il debito sovrano tedesco ha continuato a beneficiare della domanda degli investitori per obbligazioni governative con diverse scadenze.

    Il rendimento del Bund decennale di riferimento si è attestato al 3,404%, vicino al livello più basso da oltre un mese.

    Nel frattempo, il rendimento del Bund biennale è sceso al 3,059%, prolungando la flessione per la terza seduta consecutiva.

    I rendimenti obbligazionari si muovono generalmente in direzione opposta ai prezzi, pertanto la recente diminuzione riflette una maggiore domanda di titoli di Stato tedeschi.

    Questi movimenti indicano un rinnovato interesse degli investitori per il debito sovrano come strumento per ridurre l’esposizione dei portafogli alla volatilità degli altri mercati finanziari.

    Le obbligazioni governative a maggiore durata possono offrire diversificazione durante le fasi di calo dei rendimenti, sebbene i loro prezzi rimangano sensibili alle variazioni delle aspettative sui tassi d’interesse.

    Le vendite sui titoli tecnologici aumentano la domanda di debito sovrano

    La diminuzione dei rendimenti dei titoli di Stato europei ha seguito una più ampia riduzione della propensione al rischio degli investitori.

    Le azioni tecnologiche globali, in particolare quelle delle grandi società legate all’intelligenza artificiale, hanno subito pressioni a causa delle preoccupazioni sui tempi necessari per ottenere rendimenti dai consistenti programmi di investimento.

    Gli investitori stanno inoltre valutando le crescenti esigenze di finanziamento delle società impegnate nella realizzazione di centri dati e altre infrastrutture collegate all’intelligenza artificiale.

    La combinazione tra spese elevate per investimenti e incertezza sulla redditività futura ha contribuito alla volatilità dei mercati azionari e del credito societario.

    Di conseguenza, gli investitori istituzionali hanno aumentato le allocazioni verso titoli di Stato altamente liquidi, compresi i Bund tedeschi.

    Questo spostamento ha sostenuto i prezzi delle obbligazioni governative europee nonostante la persistente incertezza sui mercati energetici e sull’inflazione.

    Indebitamento societario e rischio di credito sotto osservazione

    Anche gli sviluppi del mercato del debito societario hanno contribuito alla domanda di titoli governativi.

    L’aumento delle emissioni di obbligazioni societarie ha ampliato l’offerta di debito disponibile per gli investitori, mentre l’allargamento degli spread sui credit default swap ha indicato un aumento del costo di mercato della protezione contro le insolvenze aziendali.

    Questi sviluppi hanno richiamato l’attenzione sulle esigenze di finanziamento delle società che investono ingenti capitali nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

    Gli investitori hanno quindi rivalutato la propria esposizione al rischio di credito societario e ai potenziali effetti dell’aumento dei costi di finanziamento.

    I titoli di Stato dei principali Paesi europei hanno attirato domanda come alternativa al debito societario durante questa fase di maggiore volatilità.

    Tuttavia, anche le obbligazioni sovrane rimangono esposte alle variazioni dei tassi d’interesse e ad altri rischi di mercato, pur essendo considerate attività relativamente poco rischiose.

    Le quotazioni energetiche complicano le prospettive della BCE sull’inflazione

    Le prospettive di politica monetaria della Banca Centrale Europea rimangono un fattore importante per i mercati obbligazionari dell’Eurozona.

    Le interruzioni nelle forniture energetiche e le persistenti pressioni sui prezzi delle materie prime continuano a creare incertezza sull’andamento dell’inflazione nel medio periodo.

    Queste condizioni potrebbero influenzare le aspettative sulle future decisioni relative ai tassi d’interesse, soprattutto se l’aumento dei costi energetici dovesse contribuire a mantenere elevata l’inflazione.

    Tuttavia, i recenti movimenti del mercato obbligazionario suggeriscono che la domanda di protezione dalla volatilità finanziaria abbia prevalso sulle preoccupazioni immediate riguardanti una politica monetaria potenzialmente restrittiva.

    Gli investitori stanno valutando i rischi inflazionistici insieme ai possibili effetti del peggioramento del sentiment finanziario e dei cambiamenti nelle aspettative di crescita economica.

    Nel resoconto fornito non viene riportata alcuna nuova decisione di politica monetaria della BCE.

    Il deficit francese mantiene sotto osservazione gli spread sovrani

    Gli investitori continuano inoltre a monitorare i differenziali di rendimento tra i titoli di Stato tedeschi e quelli emessi dagli altri Paesi dell’Eurozona.

    L’attenzione rimane concentrata sulla situazione fiscale francese dopo alcune dichiarazioni attribuite alla presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, riguardanti il deficit di bilancio del Paese.

    Il resoconto indica un deficit pubblico francese pari al 5,4% del prodotto interno lordo e riferisce che Lagarde ha sottolineato la responsabilità dei legislatori francesi di affrontare lo squilibrio attraverso misure fiscali nazionali.

    Le dichiarazioni hanno contribuito al dibattito sulle circostanze nelle quali la BCE potrebbe intervenire sui mercati dei titoli di Stato.

    In particolare, gli investitori stanno valutando il Transmission Protection Instrument, o TPI, uno strumento concepito per contrastare determinate forme di disfunzione ingiustificata dei mercati che minacciano la trasmissione della politica monetaria.

    Il resoconto non indica che la BCE si stia preparando ad attivare lo strumento.

    In calo anche i rendimenti dei Treasury statunitensi

    I mercati obbligazionari europei sono stati influenzati anche dai movimenti del debito pubblico statunitense.

    Il rendimento del Treasury USA a 10 anni è arretrato rispetto a livelli superiori al 5,30%, descritti nel resoconto come massimi che non si registravano dal 2002.

    La diminuzione dei rendimenti dei Treasury ha coinciso con una riduzione delle pressioni al rialzo sui costi di finanziamento dei governi europei.

    Le variazioni dei rendimenti statunitensi possono influenzare i mercati obbligazionari internazionali attraverso le scelte di allocazione degli investitori, le aspettative sui tassi d’interesse e le condizioni finanziarie globali.

    In questo contesto, il rendimento del Bund tedesco decennale è rimasto vicino al 3,40% in vista del fine settimana.

    I mercati obbligazionari dell’Eurozona tra domanda di beni rifugio e rischi inflazionistici

    La recente discesa dei rendimenti dei titoli di Stato tedeschi riflette l’aumento della domanda di debito sovrano in una fase di volatilità delle azioni tecnologiche globali e dei mercati del credito societario.

    Le preoccupazioni sui ritorni degli investimenti nell’intelligenza artificiale, sulle esigenze di finanziamento delle imprese e sul rischio di credito hanno contribuito allo spostamento verso i titoli governativi.

    Allo stesso tempo, i prezzi dell’energia, le aspettative sulla politica monetaria della BCE e gli sviluppi fiscali nei Paesi dell’Eurozona rimangono rilevanti per le prospettive dei rendimenti obbligazionari.

    Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni si è attestato al 3,404%, mentre quello biennale ha raggiunto il 3,059%, lasciando entrambe le scadenze vicine ai recenti minimi.

  • Borsa di Milano in rialzo in apertura, Brunello Cucinelli guadagna dopo la revisione delle previsioni sui ricavi

    Borsa di Milano in rialzo in apertura, Brunello Cucinelli guadagna dopo la revisione delle previsioni sui ricavi

    La Borsa di Milano ha aperto in rialzo venerdì, con il FTSE MIB in crescita dello 0,5%, mentre i mercati europei hanno seguito il recupero delle borse asiatiche dopo il calo della seduta precedente, caratterizzato dalle vendite sui titoli tecnologici.

    Brunello Cucinelli (BIT:BC) si è distinta tra i titoli in maggiore rialzo a Piazza Affari, guadagnando quasi il 4% dopo che il gruppo della moda di lusso ha comunicato una crescita dei ricavi nei primi nove mesi del 2026 e ha rivisto al rialzo le previsioni di fatturato per l’intero esercizio.

    Anche Buzzi (BIT:BZU) ha registrato un incremento di entità simile, mentre i titoli bancari e tecnologici hanno mostrato un andamento generalmente positivo nelle prime contrattazioni.

    L’indice FTSE Italia Banche è avanzato dello 0,4%, mentre le società tecnologiche Technoprobe (BIT:TPRO) e STMicroelectronics (BIT:STMMI) hanno recuperato poco meno dell’1%.

    FTSE MIB in crescita dello 0,5% dopo il recupero dei mercati asiatici

    Il FTSE MIB, principale indice azionario italiano, è salito dello 0,5% nelle prime contrattazioni, in linea con i rialzi registrati sulle altre borse europee.

    L’avanzamento è seguito al recupero dei mercati azionari asiatici dopo il calo generalizzato della giornata precedente, particolarmente marcato nel comparto tecnologico.

    I titoli italiani hanno partecipato al rialzo europeo, con progressi distribuiti tra diversi settori.

    Le azioni bancarie si sono mosse in territorio positivo, mentre alcune società industriali e tecnologiche hanno recuperato terreno.

    I movimenti iniziali riflettono le condizioni di mercato al momento della rilevazione e non determinano necessariamente l’andamento del resto della seduta.

    Brunello Cucinelli guadagna quasi il 4% dopo i risultati

    Brunello Cucinelli (BIT:BC) ha registrato un rialzo di quasi il 4% dopo aver comunicato una crescita dei ricavi nei primi nove mesi del 2026 e aver aumentato le previsioni per l’intero esercizio.

    Il gruppo italiano del lusso prevede ora una crescita del fatturato del 12% a cambi costanti nel 2026, rispetto alla precedente guidance compresa tra il 10% e l’11%.

    La società ha inoltre confermato l’aspettativa di una crescita dei ricavi di circa il 10% nel 2027.

    La revisione delle previsioni è seguita alla pubblicazione dei risultati dei primi nove mesi e riflette la valutazione del management sull’andamento commerciale.

    L’aumento delle azioni Brunello Cucinelli ha collocato il gruppo tra i titoli più osservati a Piazza Affari nelle prime fasi della seduta.

    JPMorgan commenta il posizionamento del marchio Brunello Cucinelli

    JPMorgan ha espresso una valutazione sul posizionamento di Brunello Cucinelli nel mercato dei beni di lusso dopo la pubblicazione dei risultati.

    La banca ha dichiarato: «Riteniamo che Brunello Cucinelli stia ora beneficiando del lusso dell’esclusività, grazie alle sue dimensioni di nicchia, all’esposizione a una clientela del vero lusso e meno ciclica, nonché a un’identità di marca molto forte e ben definita».

    La valutazione riflette il punto di vista di JPMorgan sul posizionamento commerciale, sulla clientela e sulle caratteristiche del marchio.

    Separatamente, RBC ha commentato le prospettive della società per il 2027, osservando che le previsioni di crescita dei ricavi offrono un grado di visibilità relativamente elevato rispetto ad altre aziende del settore del lusso.

    Le valutazioni espresse dalle due banche rappresentano analisi di mercato e non risultati finanziari futuri già confermati.

    Buzzi in rialzo e comparto bancario positivo

    Anche Buzzi (BIT:BZU) ha guadagnato circa il 4% nelle prime contrattazioni, registrando un incremento simile a quello di Brunello Cucinelli.

    Il resoconto di mercato fornito non ha indicato uno specifico annuncio societario collegato al movimento del titolo Buzzi.

    Le azioni bancarie italiane hanno mostrato un andamento generalmente positivo, con l’indice FTSE Italia Banche in crescita dello 0,4%.

    L’andamento del settore ha contribuito al rialzo complessivo del principale indice azionario milanese.

    Technoprobe e STMicroelectronics recuperano terreno

    Anche i titoli tecnologici hanno registrato progressi dopo il calo della seduta precedente.

    Technoprobe (BIT:TPRO) e STMicroelectronics (BIT:STMMI) sono salite entrambe di poco meno dell’1% nelle prime contrattazioni.

    I rialzi hanno coinciso con il recupero generale delle borse europee e asiatiche dopo la precedente debolezza del comparto tecnologico.

    I movimenti hanno rappresentato un recupero parziale delle quotazioni, sebbene il resoconto non abbia fornito dati sulle perdite della seduta precedente o indicato sviluppi specifici riguardanti le due società.

    Piazza Affari partecipa al rialzo dei mercati europei

    L’apertura positiva della Borsa di Milano si è verificata in un contesto di rialzi sugli altri mercati europei e di recupero delle borse asiatiche.

    La revisione delle previsioni sui ricavi di Brunello Cucinelli ha rappresentato uno degli sviluppi societari seguiti dagli investitori, mentre anche Buzzi, i titoli bancari e alcune società tecnologiche hanno registrato progressi.

    L’incremento dello 0,5% del FTSE MIB si riferisce alle prime fasi della seduta, con l’andamento successivo legato all’evoluzione delle contrattazioni nel corso della giornata.

  • Stellantis sperimenta un motore diesel ibrido per la prossima generazione di veicoli commerciali in Europa

    Stellantis sperimenta un motore diesel ibrido per la prossima generazione di veicoli commerciali in Europa

    Stellantis (BIT:STLAM) sta sperimentando un nuovo sistema di propulsione diesel ibrido destinato ai propri veicoli commerciali di grandi dimensioni in Europa, secondo quanto comunicato dal sindacato metalmeccanico UILM dopo un incontro con il gruppo automobilistico tenutosi lunedì.

    Il nuovo sistema sarà sviluppato presso lo stabilimento di produzione motori di Pratola Serra, in provincia di Avellino, e sarà destinato a rifornire l’impianto Stellantis di Atessa, dove vengono prodotti veicoli commerciali.

    Un portavoce di Stellantis ha confermato che la tecnologia diesel ibrida si trova ancora nella fase di sperimentazione e che non è stato definito un calendario per la sua introduzione commerciale.

    La società prevede che il nuovo motore possa essere disponibile sulla prossima generazione di furgoni di grandi dimensioni prodotti ad Atessa, stabilimento per il quale il gruppo ha annunciato investimenti per un miliardo di euro.

    Lo stabilimento di Pratola Serra svilupperà il nuovo motore diesel ibrido

    Lo stabilimento di Pratola Serra, nel Sud Italia, è stato individuato come sito di sviluppo del nuovo sistema di propulsione diesel ibrido.

    Il progetto riguarda un motore destinato ai veicoli commerciali di grandi dimensioni commercializzati da Stellantis nei mercati europei.

    Secondo UILM, il propulsore sviluppato a Pratola Serra sarà destinato allo stabilimento di Atessa, che produce veicoli commerciali per diversi marchi del gruppo.

    L’annuncio indica che Stellantis sta valutando la tecnologia diesel ibrida come possibile soluzione di motorizzazione per i futuri modelli di furgoni.

    La società non ha comunicato specifiche tecniche, dati sui consumi previsti o capacità produttiva del nuovo motore.

    Non è stata ancora definita una data di commercializzazione

    Un portavoce di Stellantis ha dichiarato che il nuovo sistema di propulsione diesel ibrido è attualmente in fase di sperimentazione.

    Il gruppo non ha ancora stabilito una data per l’introduzione della tecnologia sul mercato.

    Stellantis prevede che il motore possa essere offerto sulla prossima generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni prodotti nello stabilimento di Atessa.

    Il progetto rimane nella fase di test e la società non ha confermato quando potrebbe iniziare la produzione in serie dei veicoli equipaggiati con il nuovo sistema.

    Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulla configurazione tecnica del propulsore o sulla sua disponibilità commerciale.

    Lo stabilimento di Atessa rientra nel programma di investimenti da un miliardo di euro

    Il nuovo sistema diesel ibrido è collegato alla prossima generazione di veicoli commerciali Stellantis che saranno prodotti ad Atessa.

    La società ha precedentemente annunciato investimenti per un miliardo di euro destinati alla futura produzione di furgoni presso lo stabilimento italiano.

    Ad Atessa vengono realizzati veicoli commerciali di grandi dimensioni venduti con diversi marchi Stellantis, tra cui Fiat Ducato, Peugeot Boxer e Citroën Jumper.

    Questi modelli fanno parte della gamma di veicoli commerciali del gruppo destinata al mercato europeo.

    Lo sviluppo del nuovo motore a Pratola Serra creerebbe un collegamento produttivo tra i due stabilimenti italiani per la prossima generazione di veicoli.

    La società non ha specificato quale quota degli investimenti annunciati sarà destinata direttamente alla tecnologia diesel ibrida.

    UILM prevede una riduzione del 30% nel ricorso agli ammortizzatori sociali

    UILM ha inoltre fornito un aggiornamento sull’utilizzo degli strumenti di sostegno all’occupazione negli stabilimenti italiani di Stellantis.

    Secondo il sindacato, il ricorso agli ammortizzatori sociali negli impianti italiani del gruppo dovrebbe diminuire del 30% nel 2026 rispetto al 2025.

    Questi strumenti vengono utilizzati per sostenere i lavoratori durante periodi di riduzione dell’attività o di temporanea sospensione della produzione.

    Nel comunicato fornito, il sindacato non ha indicato dati dettagliati relativi ai singoli stabilimenti.

    La riduzione prevista riguarda complessivamente le attività produttive italiane di Stellantis e non esclusivamente gli impianti di Pratola Serra o Atessa.

    Informazioni su Stellantis

    Stellantis (BIT:STLAM) è un gruppo automobilistico multinazionale che produce autovetture e veicoli commerciali attraverso un portafoglio di marchi internazionali.

    Le sue attività europee nel settore dei veicoli commerciali comprendono modelli come Fiat Ducato, Peugeot Boxer e Citroën Jumper.

    Il gruppo gestisce diversi stabilimenti produttivi in Italia, tra cui l’impianto motori di Pratola Serra e lo stabilimento di veicoli commerciali di Atessa.

    Stellantis sta sviluppando nuove tecnologie di propulsione per la propria gamma di veicoli, incluso il sistema diesel ibrido attualmente in fase di sperimentazione per i futuri furgoni di grandi dimensioni.