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  • I futures azionari USA scendono con il rialzo di petrolio e rendimenti dei Treasury: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures azionari USA scendono con il rialzo di petrolio e rendimenti dei Treasury: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sui principali indici azionari statunitensi indicavano un’apertura in ribasso martedì, con Wall Street orientata a estendere le perdite delle due sedute precedenti mentre gli investitori valutavano l’aumento dei prezzi del greggio, dei rendimenti dei Treasury e gli sviluppi in Medio Oriente.

    I futures sul petrolio greggio statunitense sono saliti del 2,5% dopo aver guadagnato quasi il 3% nella seduta precedente. L’ultimo aumento è seguito a nuovi scambi militari tra Stati Uniti e Iran e ha riportato l’attenzione del mercato sulle prospettive dell’inflazione e sulla possibilità di un ulteriore rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.

    Anche i rendimenti dei Treasury hanno continuato a salire, con quello del titolo di riferimento a 10 anni che ha raggiunto il livello più alto da gennaio 2025.

    “I rendimenti statunitensi a lungo termine restano storicamente elevati, essendo aumentati la scorsa settimana nonostante l’ampliamento del programma di riacquisto del Tesoro, suggerendo che la pressione vada oltre le aspettative sulla politica della Fed”, ha dichiarato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.

    Ha aggiunto: “L’elevato indebitamento pubblico, il premio a termine elevato e la crescente competizione per il capitale continuano a sostenere i rendimenti, creando un contesto meno favorevole per i titoli azionari con valutazioni elevate.”

    Aumentano le aspettative sui tassi della Fed

    Secondo il FedWatch Tool di CME Group, le probabilità implicite di mercato di un aumento dei tassi della Federal Reserve di 25 punti base sono salite al 63,9% dopo i commenti del presidente della Fed Kevin Warsh venerdì scorso.

    L’aumento dei prezzi del greggio ha riportato l’attenzione degli investitori sull’inflazione in vista della prossima riunione di politica monetaria della Federal Reserve. Le probabilità implicite di mercato possono tuttavia cambiare e non indicano quale decisione prenderà effettivamente la banca centrale.

    Gli investitori attendono inoltre diversi dati economici statunitensi questa settimana, tra cui il rapporto mensile sull’occupazione previsto per venerdì.

    Wall Street ha chiuso in ribasso lunedì

    Le azioni statunitensi hanno chiuso prevalentemente in calo lunedì, estendendo le perdite registrate venerdì, anche se i principali indici hanno recuperato parte del terreno nella fase finale della seduta.

    Il Dow Jones Industrial Average è sceso di 374,09 punti, pari allo 0,7%, a 53.185,90. L’S&P 500 ha perso 25,62 punti, pari allo 0,3%, a 7.686,14, mentre il Nasdaq Composite è diminuito di 31,53 punti, pari allo 0,1%, a 26.370,89.

    I ribassi hanno coinciso con nuove tensioni in Medio Oriente dopo che Stati Uniti e Iran si sono scambiati attacchi durante il fine settimana per la prima volta in oltre un mese.

    Gli Stati Uniti hanno colpito due lanciarazzi iraniani sull’isola di Larak, mentre successivamente l’Iran ha lanciato un attacco contro due basi statunitensi in Giordania.

    Compagnie aeree e settori sensibili ai tassi in calo

    I titoli delle compagnie aeree hanno registrato alcuni dei maggiori ribassi settoriali di lunedì con l’aumento dei prezzi del greggio. L’indice NYSE Arca Airline è sceso del 3,2%, raggiungendo il livello di chiusura più basso in oltre tre mesi.

    Anche i settori sensibili ai tassi di interesse hanno perso terreno. Il Philadelphia Housing Sector Index è sceso dell’1,9%, mentre il Dow Jones Utility Average ha perso l’1,4%.

    Anche i titoli auriferi e del commercio al dettaglio hanno registrato ribassi, mentre le azioni energetiche sono salite insieme ai prezzi del greggio.

    Gli scambi pre-market di martedì restano concentrati sui prezzi del petrolio, sui rendimenti dei Treasury e sugli sviluppi in Medio Oriente, oltre che sui prossimi dati economici statunitensi e sulle aspettative per la prossima decisione della Federal Reserve.

  • Le borse europee scendono mentre salgono petrolio e rendimenti obbligazionari: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee scendono mentre salgono petrolio e rendimenti obbligazionari: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno registrato ribassi martedì, mentre l’aumento dei prezzi del petrolio e dei rendimenti dei titoli di Stato ha riportato l’attenzione degli investitori sull’inflazione e sulle prospettive dei tassi di interesse.

    I costi di finanziamento sovrani sono aumentati in tutta Europa con il proseguimento delle vendite sul mercato obbligazionario globale. Il rendimento dei titoli di Stato tedeschi a 30 anni ha raggiunto un nuovo massimo degli ultimi 15 anni, mentre quello equivalente francese è salito al livello più alto dal 2008.

    Gli investitori stavano valutando gli sviluppi in Medio Oriente in attesa dei dati sul mercato del lavoro statunitense previsti nel corso della settimana, che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulle prospettive della politica monetaria della Federal Reserve.

    L’aumento dei prezzi dell’energia ha inoltre rafforzato le aspettative di una politica monetaria più restrittiva in Europa. I mercati stanno valutando la possibilità di un rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base da parte della Banca Centrale Europea nella riunione del 9-10 settembre, anche se la BCE non ha ancora preso una decisione.

    Il DAX guida i ribassi dei mercati europei

    Il DAX tedesco è sceso dell’1%, mentre il FTSE 100 britannico ha perso lo 0,6% e il CAC 40 francese ha registrato un calo dello 0,2%.

    A Londra, le azioni di Ashtead Technology Holdings (LSE:AT.) sono scese dopo che lo specialista del noleggio di attrezzature sottomarine ha riportato una diminuzione del 7% dell’EBITA nel primo semestre.

    Frasers (LSE:FRAS) ha registrato a sua volta un ribasso dopo che il retailer ha annunciato di stare riesaminando il proprio sostegno al presidente del consiglio di sorveglianza di Hugo Boss, Stephan Sturm.

    AstraZeneca (LSE:AZN) è scesa nonostante abbia comunicato risultati preliminari positivi dello studio SANOVO di Fase III in Cina.

    Anche il gruppo pubblicitario WPP (LSE:WPP) ha perso terreno dopo aver annunciato l’intenzione di eliminare fino a 1.000 ulteriori posizioni entro la fine del 2026.

    Altrove, le azioni di Partners Group Holding (TG:P2H) sono diminuite dopo che la società svizzera di private equity ha sostituito l’amministratore delegato David Layton in seguito alle difficoltà che hanno interessato i suoi fondi.

    I titoli energetici salgono mentre il Brent si avvicina a 92 dollari

    Le società energetiche sono state tra i segmenti del mercato in rialzo mentre il Brent si è avvicinato a 92 dollari al barile.

    TotalEnergies (EU:TTE), BP Plc (LSE:BP.) e Shell (LSE:SHEL) hanno guadagnato terreno mentre gli investitori continuavano a valutare la possibilità di interruzioni prolungate dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Prezzi più elevati del greggio possono sostenere le aspettative sui ricavi dei produttori petroliferi, anche se i movimenti dei singoli titoli possono dipendere da diversi fattori specifici e di mercato.

    Anche il gruppo tedesco di ingredienti per profumi, aromi e prodotti di bellezza Symrise (TG:SY1) è salito dopo aver raggiunto un accordo per vendere AmeriTerpenes LLC, la propria attività dedicata agli ingredienti terpenici, all’investitore di private equity Mutares SE & Co. KGaA.

    I mercati europei restano concentrati sull’andamento dei rendimenti dei titoli di Stato, sui prezzi dell’energia e sugli sviluppi in Medio Oriente, oltre che sui prossimi dati sul mercato del lavoro statunitense e sulle aspettative relative alla politica monetaria su entrambe le sponde dell’Atlantico.

  • Il gas europeo raggiunge i massimi da marzo tra i rischi per le forniture nel Golfo Persico

    Il gas europeo raggiunge i massimi da marzo tra i rischi per le forniture nel Golfo Persico

    I prezzi del gas naturale europeo sono saliti martedì ai livelli più alti da marzo, mentre i nuovi scontri militari tra Stati Uniti e Iran hanno aumentato le preoccupazioni per le spedizioni di GNL attraverso il Golfo Persico.

    Il contratto benchmark olandese sul gas con scadenza a un mese è salito dell’1,3% a 71,30 euro per megawattora (MWh), estendendo il rialzo di quasi il 5% registrato nella sessione precedente e mantenendosi sopra i 70 euro.

    In Gran Bretagna, i prezzi all’ingrosso del gas hanno registrato un movimento più ampio con il ritorno degli operatori dopo il giorno festivo di lunedì. Il contratto NBP è aumentato del 6,4% a 175,40 pence per therm.

    I rialzi sono arrivati mentre i mercati energetici valutavano il possibile impatto di ulteriori interruzioni alla navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz, un’importante rotta di transito per le forniture globali di GNL.

    Lo Stretto di Hormuz resta al centro dell’attenzione dopo gli attacchi tra Stati Uniti e Iran

    Le forze statunitensi hanno effettuato attacchi aerei contro lanciarazzi iraniani sull’isola di Larak, seguiti da attacchi missilistici iraniani contro due basi aeree militari statunitensi in Giordania.

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha prospettato la possibilità di ulteriori attacchi contro infrastrutture iraniane, aumentando l’incertezza sulla durata del conflitto e sui suoi potenziali effetti sulla navigazione commerciale.

    Circa un quinto delle forniture mondiali di GNL transita attraverso lo Stretto di Hormuz, con il Qatar che rappresenta una quota significativa di questi volumi.

    Un’interruzione prolungata della navigazione potrebbe incidere sulla disponibilità di carichi di GNL per gli acquirenti internazionali. Le utility europee, che rispetto agli anni precedenti dispongono di un accesso ridotto alle importazioni tramite gasdotto, competono inoltre con gli acquirenti asiatici per le forniture spot di GNL.

    Gli stoccaggi europei restano sotto la media stagionale

    L’ultimo aumento dei prezzi arriva mentre i livelli degli stoccaggi di gas europei rimangono inferiori alle recenti medie stagionali in vista della stagione di riscaldamento invernale 2026/27.

    Secondo i dati di Gas Infrastructure Europe citati nelle informazioni fornite, gli impianti di stoccaggio regionali sono pieni per circa il 62%, un livello inferiore di circa 17 punti percentuali rispetto alla media stagionale degli ultimi cinque anni.

    La maggiore domanda estiva di elettricità durante i periodi di temperature elevate nell’Europa meridionale, insieme alla manutenzione programmata che ha interessato le forniture attraverso i gasdotti offshore norvegesi, ha rallentato il ritmo delle immissioni negli stoccaggi durante agosto.

    Queste condizioni rendono il mercato europeo del gas più esposto alle variazioni nella disponibilità di GNL con l’avvicinarsi dell’inverno, anche se le effettive condizioni delle forniture dipenderanno da fattori quali temperature, domanda e futuri flussi di importazione.

    L’aumento dei prezzi dell’energia entra nelle valutazioni sull’inflazione

    I prezzi del gas naturale europeo sono aumentati insieme al petrolio, con il Brent che si mantiene sopra i 91 dollari al barile.

    Se persistenti, prezzi energetici all’ingrosso più elevati potrebbero riflettersi sull’inflazione europea, anche se l’entità e la tempistica dell’eventuale impatto sui prezzi al consumo restano incerte.

    I dati preliminari pubblicati martedì hanno mostrato un’accelerazione dell’inflazione complessiva dell’Eurozona al 3,3% su base annua ad agosto, con i costi energetici tra i fattori che hanno contribuito all’aumento.

    I dati precedono la riunione di politica monetaria della Banca Centrale Europea del 10 settembre. Gli operatori di mercato hanno aumentato le aspettative per un ulteriore rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base, anche se la BCE non ha ancora assunto una decisione e l’esito della riunione resta incerto.

    Il mercato europeo del gas rimane quindi concentrato sugli sviluppi nel Golfo Persico, sulle spedizioni di GNL attraverso lo Stretto di Hormuz e sul ritmo di riempimento degli stoccaggi in vista della stagione invernale.

  • Il PMI manifatturiero dell’Eurozona raggiunge il livello più alto da maggio 2022

    Il PMI manifatturiero dell’Eurozona raggiunge il livello più alto da maggio 2022

    L’attività manifatturiera dell’Eurozona si è espansa ad agosto al ritmo più rapido degli ultimi quattro anni, secondo l’ultima indagine PMI di S&P Global.

    Il PMI manifatturiero S&P Global dell’Eurozona è salito a 52,7 da 51,9 di luglio, raggiungendo il livello più alto da maggio 2022. I dati dell’indagine sono stati raccolti tra il 10 e il 21 agosto 2026.

    La produzione industriale è aumentata per il terzo mese consecutivo, con l’Indice della Produzione salito a 53,3 da 52,9 di luglio, il livello più alto degli ultimi quattro anni e mezzo. I beni intermedi hanno fornito il maggiore contributo all’aumento della produzione.

    I nuovi ordini registrano l’aumento più rapido dall’inizio del 2022

    I nuovi ordini alle fabbriche sono aumentati al ritmo più elevato dall’inizio del 2022, mentre le commesse dall’estero sono cresciute soltanto per la seconda volta negli ultimi quattro anni e mezzo.

    Austria, Germania e Paesi Bassi hanno registrato tassi particolarmente elevati di crescita delle vendite sui mercati esteri.

    La Germania, la maggiore economia dell’Eurozona, ha registrato il mese migliore per la crescita del settore manifatturiero da oltre quattro anni, mentre anche la Francia ha contribuito all’espansione complessiva.

    Le condizioni sono risultate differenti nel resto della regione. L’Italia ha registrato la prima contrazione da gennaio, mentre la Spagna è rimasta in territorio di contrazione.

    Aumentano gli acquisti mentre proseguono i ritardi nelle forniture

    I produttori dell’Eurozona hanno aumentato l’attività di acquisto ad agosto dopo le modeste riduzioni registrate a giugno e luglio.

    Nonostante l’aumento degli acquisti, le scorte di input hanno continuato a diminuire e il ritmo della contrazione è accelerato. Le pressioni sulle catene di approvvigionamento sono inoltre proseguite, con un marcato allungamento dei tempi di consegna dei fornitori durante il mese.

    L’occupazione nel settore manifatturiero è rimasta sostanzialmente invariata, segnando un miglioramento rispetto a oltre tre anni di continui cali. Anche gli ordini arretrati sono rimasti invariati rispetto a luglio.

    L’inflazione dei costi rallenta mentre migliora la fiducia delle imprese

    I costi degli input hanno continuato ad aumentare ad agosto, ma il ritmo dell’inflazione è rallentato al livello più basso degli ultimi sei mesi.

    Gli aumenti dei prezzi sia degli input manifatturieri sia dei prodotti finiti sono comunque rimasti superiori ai livelli registrati prima dell’inizio del conflitto in Medio Oriente.

    La fiducia delle imprese è migliorata per il quarto mese consecutivo. Anche le aspettative dei produttori per la crescita della produzione nei prossimi 12 mesi sono salite al di sopra della loro media di lungo periodo.

  • L’oro scende mentre salgono i rendimenti dei Treasury e aumentano le aspettative per un rialzo dei tassi Fed

    L’oro scende mentre salgono i rendimenti dei Treasury e aumentano le aspettative per un rialzo dei tassi Fed

    I prezzi dell’oro sono diminuiti martedì, mentre l’aumento del petrolio e dei rendimenti dei titoli di Stato si è accompagnato a maggiori aspettative di mercato per un nuovo rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.

    Alle 04:46 ET (08:46 GMT), XAU/USD perdeva l’1,6% a $4.377,84 l’oncia, mentre i futures sull’oro scendevano dell’1,2% a $4.426,26. XAG/USD perdeva il 2,4% a $64,98 l’oncia e XPT/USD diminuiva dell’1,2% a $1.774,70.

    L’Indice del Dollaro USA guadagnava lo 0,2% a 99,59.

    I mercati aumentano le aspettative per un rialzo dei tassi Fed a settembre

    L’oro è sceso di circa $320 rispetto al massimo della scorsa settimana vicino a $4.697, mentre anche i prezzi del petrolio e i rendimenti dei titoli di Stato si sono mossi al rialzo.

    Il metallo aveva perso oltre il 3% venerdì dopo che il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh aveva indicato una continua attenzione al ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo del 2% della banca centrale.

    Secondo CME FedWatch, i mercati attribuivano una probabilità di circa il 66% a un aumento dei tassi di 25 punti base nella riunione della Federal Reserve di settembre, rispetto a circa il 40% prima del discorso di Warsh a Jackson Hole.

    Anche i prezzi dell’energia sono aumentati dopo i nuovi scambi militari tra Stati Uniti e Iran. Il Brent ha superato i $91 al barile, mentre il greggio statunitense è salito sopra gli $86, con i mercati impegnati a valutare il rischio di interruzioni delle forniture energetiche.

    Il rendimento del Treasury statunitense a 10 anni è salito a circa il 4,78%, il livello più alto dall’inizio del 2025, insieme all’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato in altri importanti mercati.

    Tony Sycamore, senior market analyst di IG, ha attribuito il calo di circa $300 rispetto al massimo della scorsa settimana alla combinazione tra le dichiarazioni più restrittive di Warsh a Jackson Hole e le nuove tensioni intorno allo Stretto di Hormuz.

    Sycamore ha affermato che l’aumento dei prezzi del petrolio e dei rendimenti obbligazionari ha esercitato ulteriore pressione sull’oro in vista della prossima riunione della Federal Reserve. Secondo le sue stime, i mercati stanno prezzando circa 60 punti base di aumenti dei tassi fino a giugno 2027.

    L’oro conserva i guadagni registrati ad agosto

    Nonostante il recente calo, l’oro rimane in rialzo dopo aver guadagnato quasi il 10% ad agosto, quando il Tesoro statunitense ha aumentato inaspettatamente gli acquisti di titoli di Stato a più lunga scadenza.

    Gli acquisti del Tesoro hanno ridotto i costi di finanziamento e indebolito il dollaro, mentre le preoccupazioni per il debito pubblico statunitense e una potenziale svalutazione della valuta sono rimaste tra i fattori che influenzano la domanda di oro.

    Il cosiddetto “debasement trade” ha contribuito all’aumento di circa il 65% dell’oro nel 2025, mentre gli investitori cercavano esposizione ad attività considerate potenziali coperture contro l’aumento dei deficit pubblici e l’indebolimento delle valute.

    Gli ETF garantiti dall’oro hanno registrato afflussi, mentre gli acquisti delle banche centrali hanno rappresentato un’ulteriore fonte di domanda.

    I dati sul lavoro USA al centro dell’attenzione prima della riunione Fed

    L’oro è rimasto al di sotto della sua media mobile a 200 giorni, pari a circa $4.526, dopo essere sceso sotto questo livello in seguito al discorso di Warsh.

    Sycamore ha affermato che il movimento non ha modificato la sua valutazione di medio termine secondo cui l’oro avrebbe stabilito una base intorno al minimo di fine giugno vicino a $3.942. Continua a preferire gli acquisti durante le fasi di ribasso e mantiene un obiettivo rialzista di lungo termine di $5.000.

    Gli investitori seguiranno i dati sulle offerte di lavoro, il rapporto ADP sull’occupazione e le buste paga non agricole di venerdì per ottenere ulteriori indicazioni sulle condizioni del mercato del lavoro statunitense e sul possibile percorso dei tassi di interesse della Federal Reserve.

  • Il petrolio sale mentre i nuovi scontri tra Stati Uniti e Iran mantengono l’attenzione sui rischi per l’offerta

    Il petrolio sale mentre i nuovi scontri tra Stati Uniti e Iran mantengono l’attenzione sui rischi per l’offerta

    I prezzi del petrolio sono aumentati martedì, mentre i nuovi scambi militari tra Stati Uniti e Iran hanno riportato l’attenzione sul rischio di interruzioni delle forniture dal Medio Oriente.

    I futures sul Brent sono saliti di $1,18, pari all’1,3%, a $91,67 al barile alle 07:39 GMT, mentre il greggio statunitense West Texas Intermediate ha guadagnato $1,27, o l’1,48%, raggiungendo $87,03.

    I movimenti hanno seguito il nuovo aumento delle tensioni dopo che lunedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha prospettato la possibilità di ulteriori attacchi contro l’Iran. Gli sviluppi hanno segnato il primo scambio diretto di attacchi tra i due Paesi dalla fine di luglio.

    “Gli scambi di attacchi missilistici tra Stati Uniti e Iran confermano la posizione di chi ritiene che, anche se non si tratta di una ‘guerra senza fine’, questo conflitto continuerà a lungo”, ha dichiarato l’analista di PVM John Evans.

    Il traffico nello Stretto di Hormuz resta al di sotto dei livelli precedenti

    Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato martedì che l’Iran risponderebbe immediatamente se gli Stati Uniti tornassero a rispettare gli impegni previsti dall’accordo di pace provvisorio firmato a giugno.

    Qatar e Oman sono stati coinvolti negli sforzi di mediazione per raggiungere un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Prima dell’inizio del conflitto alla fine di febbraio, la via d’acqua trasportava circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio.

    Il traffico visibile di navi per il trasporto di materie prime attraverso lo stretto è rimasto lunedì intorno a cinque unità al giorno, rispetto a una media di circa 14 nei precedenti 10 giorni, secondo i dati di Kpler. Nessuna delle cinque navi era una petroliera per carichi liquidi.

    La United Kingdom Maritime Trade Operations ha dichiarato martedì che una petroliera ha riferito di essere stata colpita da tre proiettili mentre usciva dallo Stretto di Hormuz. Non sono state segnalate vittime né conseguenze ambientali.

    “Nonostante le società di monitoraggio satellitare indichino che attraverso Hormuz transitano circa 6 milioni di barili di petrolio al giorno, il livello resta ben al di sotto di quello precedente al conflitto”, hanno affermato gli analisti di ANZ in una nota.

    Gli analisti monitorano le scorte globali di petrolio

    Gli analisti di ANZ hanno inoltre indicato la situazione delle scorte globali di petrolio come un altro fattore per il mercato.

    “Nel frattempo, le riserve su cui il mercato petrolifero globale ha fatto affidamento si stanno esaurendo. Le scorte statunitensi si stanno avvicinando ai livelli minimi, mentre la capacità della Cina di mantenere basse le importazioni sarà messa alla prova con l’aumento della domanda stagionale.”

    Un sondaggio Reuters condotto ad agosto ha mostrato che gli analisti prevedono che i prezzi del petrolio rimangano sopra gli $80 al barile nel 2026, con il protrarsi delle interruzioni del traffico marittimo.

  • Futures USA stabili mentre gli investitori valutano tassi Fed, petrolio e rendimenti obbligazionari giapponesi: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Futures USA stabili mentre gli investitori valutano tassi Fed, petrolio e rendimenti obbligazionari giapponesi: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sulle azioni statunitensi sono rimasti sostanzialmente invariati martedì mattina, mentre gli investitori valutavano le prospettive sui tassi di interesse della Federal Reserve, l’aumento dei prezzi del petrolio e i nuovi scambi militari tra Stati Uniti e Iran.

    I mercati energetici hanno prolungato i recenti rialzi in presenza di preoccupazioni per il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi sono aumentati in vista dei dati statunitensi sul mercato del lavoro e sul settore manifatturiero.

    Futures sulle azioni USA poco mossi in attesa dei dati sul lavoro

    Alle 03:40 ET, i futures sull’S&P 500, sul Nasdaq 100 e sul Dow erano sostanzialmente invariati.

    Wall Street aveva chiuso in ribasso nella seduta precedente, mentre aumentavano i rendimenti dei Treasury statunitensi e i prezzi del petrolio.

    Gli investitori attendono il rapporto sull’occupazione non agricola di venerdì per ottenere ulteriori indicazioni sulle condizioni del mercato del lavoro statunitense e sulle possibili implicazioni per la politica monetaria della Federal Reserve.

    Prima di allora, martedì sono attesi il rapporto Job Openings and Labor Turnover Survey di luglio e l’indice ISM manifatturiero.

    Il rendimento del titolo di Stato giapponese a 10 anni supera il 3%

    Il rendimento del titolo di Stato giapponese decennale di riferimento ha superato il 3% martedì per la prima volta da settembre 1996.

    Il rendimento è più che triplicato dal 2024, mentre la Bank of Japan si è progressivamente allontanata dalla precedente politica monetaria ultra-accomodante.

    L’aumento dei costi energetici associato al conflitto tra Stati Uniti e Iran ha inoltre contribuito alle preoccupazioni sull’inflazione in Giappone, mentre gli investitori valutano la possibilità di ulteriori aumenti dei tassi da parte della Bank of Japan.

    Rendimenti obbligazionari domestici più elevati potrebbero influire sulle allocazioni degli investitori giapponesi, aumentando i rendimenti relativi disponibili sui titoli a reddito fisso nazionali rispetto agli strumenti finanziari esteri.

    Il petrolio estende i rialzi mentre proseguono gli sviluppi tra Stati Uniti e Iran

    I prezzi del petrolio sono saliti martedì mentre i mercati valutavano la possibilità di ulteriori azioni militari tra Stati Uniti e Iran e le potenziali conseguenze per le forniture energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Alle 01:02 ET, i futures sul Brent guadagnavano l’1,1% a $91,51 al barile, mentre quelli sul WTI salivano dell’1,4% a $86,99. Entrambi i contratti erano aumentati di quasi il 3% nella seduta precedente.

    Gli ultimi sviluppi hanno seguito gli attacchi statunitensi contro obiettivi militari iraniani sull’isola di Larak e i successivi attacchi missilistici iraniani contro strutture militari statunitensi in Giordania.

    Il presidente Donald Trump ha prospettato la possibilità di ulteriori azioni militari statunitensi contro l’Iran.

    Prezzi del greggio più elevati possono contribuire ad aumentare i costi di trasporto, produzione ed energia per i consumatori, rendendo il loro possibile impatto sull’inflazione uno dei fattori monitorati dai mercati finanziari.

    Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz resta sotto osservazione

    Gli investitori continuano a monitorare il traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz per il suo ruolo nel trasporto di petrolio greggio e prodotti petroliferi dai produttori del Medio Oriente.

    Lunedì, una petroliera è stata colpita da tre proiettili non identificati mentre usciva dallo stretto, secondo la United Kingdom Maritime Trade Operations.

    L’entità e la durata di eventuali interruzioni del traffico marittimo restano incerte. Una riduzione prolungata del transito attraverso la via d’acqua potrebbe influire sulle forniture e sui prezzi globali dell’energia.

    Attesi JOLTS, ISM e dichiarazioni della Fed

    Il rapporto JOLTS sulle offerte di lavoro di luglio e l’indice ISM manifatturiero saranno pubblicati più tardi martedì, fornendo ulteriori informazioni sul mercato del lavoro e sul settore manifatturiero statunitense.

    È inoltre previsto un intervento del governatore della Federal Reserve Michael Barr.

    Gli investitori stanno valutando la possibilità di un ulteriore aumento dei tassi di interesse dopo che il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha recentemente adottato un tono più restrittivo.

    I prossimi dati economici, compreso il rapporto sull’occupazione non agricola di venerdì, forniranno ulteriori informazioni in vista della decisione di politica monetaria della Federal Reserve di settembre.

  • Le borse europee restano stabili mentre salgono i rendimenti obbligazionari e prosegue il conflitto in Medio Oriente: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee restano stabili mentre salgono i rendimenti obbligazionari e prosegue il conflitto in Medio Oriente: DAX, CAC, FTSE100

    Le azioni europee sono rimaste sostanzialmente invariate martedì, mentre gli investitori valutavano l’aumento dei rendimenti obbligazionari globali, gli sviluppi in Medio Oriente e i dati economici attesi nel corso della giornata.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 è rimasto stabile, mentre il DAX tedesco ha perso lo 0,6% e il CAC 40 francese ha guadagnato lo 0,1%. Il FTSE 100 di Londra è sceso dello 0,4%.

    I produttori di energia hanno beneficiato dell’aumento dei prezzi delle materie prime, mentre altri settori hanno registrato ribassi in un contesto caratterizzato dall’aumento dei costi di finanziamento sovrani e dalle preoccupazioni per il possibile impatto inflazionistico dei maggiori prezzi dell’energia.

    I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi raggiungono i massimi di una generazione

    I mercati obbligazionari sono rimasti al centro dell’attenzione dopo che il rendimento del titolo di Stato giapponese decennale di riferimento è salito al livello più alto di una generazione.

    Anche i rendimenti dei Treasury statunitensi e dei titoli di Stato europei sono aumentati, mentre gli investitori rivedevano le aspettative sui tassi d’interesse in presenza di timori sull’inflazione e delle emissioni di debito pubblico.

    L’aumento dei rendimenti ha interessato i settori più sensibili ai tassi, tra cui tecnologia, immobiliare e utility con dividendi elevati, mentre gli investitori valutavano l’effetto di tassi di attualizzazione più elevati sulle valutazioni azionarie.

    I mercati valutano nuovi scambi militari tra Stati Uniti e Iran

    Gli sviluppi geopolitici sono rimasti al centro dell’attenzione dopo ulteriori scambi militari che hanno coinvolto Stati Uniti e Iran.

    L’Iran ha lanciato durante la notte attacchi missilistici contro due basi militari statunitensi in Giordania, dopo gli attacchi americani contro obiettivi iraniani avvenuti all’inizio della settimana.

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha successivamente prospettato la possibilità di ulteriori azioni militari contro infrastrutture iraniane.

    I prezzi delle materie prime energetiche sono aumentati mentre i mercati valutavano il potenziale impatto della prosecuzione delle operazioni militari sulle forniture e sul traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Attesi i dati sull’inflazione dell’Eurozona e il rapporto JOLTS statunitense

    Gli investitori attendevano inoltre i dati di agosto sull’Indice dei Prezzi al Consumo dell’Eurozona, che dovrebbero fornire ulteriori indicazioni sull’inflazione sottostante in vista della riunione di politica monetaria della Banca Centrale Europea della prossima settimana.

    Gli operatori di mercato stanno valutando la possibilità di un ulteriore aumento dei tassi di interesse di 25 punti base da parte della BCE, anche se la decisione resta soggetta ai prossimi dati economici e alle valutazioni della banca centrale.

    Negli Stati Uniti è atteso anche il rapporto Job Openings and Labor Turnover Survey di luglio, che fornirà ulteriori indicazioni sulle condizioni del mercato del lavoro prima del rapporto sull’occupazione non agricola di venerdì e della decisione di settembre della Federal Reserve.

    Sui mercati regionali, i titoli industriali, automobilistici e dei beni di consumo sono stati tra quelli maggiormente sotto pressione. Il FTSE 100 ha registrato un calo inferiore rispetto al DAX tedesco, con le società energetiche e minerarie che rappresentano una quota rilevante dell’indice britannico.

  • Saipem ottiene un contratto di ingegneria per un impianto di carburanti sintetici in Germania

    Saipem ottiene un contratto di ingegneria per un impianto di carburanti sintetici in Germania

    Saipem (BIT:SPM) si è aggiudicata un contratto di servizi di ingegneria dalla società svizzera Synhelion, produttrice di carburanti sintetici rinnovabili, per un impianto di produzione su scala commerciale previsto in Germania.

    In base al contratto, Saipem svolgerà le attività di progettazione pre-front-end engineering design (pre-FEED) per l’impianto, che dovrebbe sorgere presso il sito Chemiepark Knapsack di RWE a Hürth.

    La struttura è progettata per produrre circa 30.000 tonnellate all’anno di carburanti sintetici rinnovabili conformi alla normativa RED. La produzione dovrebbe concentrarsi principalmente sul Sustainable Aviation Fuel (SAF), oltre a diesel e benzina sintetici destinati ai settori del trasporto aereo, marittimo e stradale.

    Saipem svilupperà il pacchetto di ingegneria pre-FEED

    Saipem preparerà il pacchetto multidisciplinare di ingegneria pre-FEED necessario a definire la configurazione complessiva dell’impianto previsto.

    Le attività integreranno la tecnologia proprietaria di Synhelion con i processi di sintesi e upgrading dei carburanti e con le infrastrutture del sito messe a disposizione da RWE.

    Secondo le informazioni fornite, le attività di ingegneria sono destinate a costituire la base tecnica per il processo autorizzativo, la successiva fase FEED e una futura decisione finale di investimento (FID).

    Saipem ha già svolto attività in Germania, compresi progetti nel settore delle infrastrutture del gas. La società si era aggiudicata un contratto da GASCADE Gastransport per la posa di gasdotti nel Mar Baltico nell’ambito del progetto Ostsee Anbindungsleitung.

    Le azioni Saipem salgono mentre aumentano i prezzi del petrolio

    Le azioni Saipem hanno aperto la seduta a Piazza Affari in rialzo dell’1% a €4,62, mentre i prezzi del greggio sono aumentati in seguito agli sviluppi in Medio Oriente.

    Il Brent ha superato i $91 al barile, mentre il WTI si è portato sopra gli $87 al barile.

    I mercati petroliferi hanno valutato la ripresa degli scambi militari tra Stati Uniti e Iran. Le forze statunitensi hanno colpito un’isola nello Stretto di Hormuz, mentre l’Iran ha successivamente lanciato attacchi contro gli Emirati Arabi Uniti e la Giordania.

    Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che le proprie forze hanno aperto il fuoco contro personale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dopo averlo osservato mentre si preparava a posizionare mine nello Stretto di Hormuz.

    Separatamente, i media iraniani hanno riferito che una superpetroliera non identificata che tentava di attraversare la via d’acqua sarebbe stata colpita da due mine. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che nessuna nave è stata colpita.

    Gli sviluppi hanno aumentato l’attenzione dei mercati sul potenziale rischio di interruzioni del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz.

  • Leonardo firma il primo contratto di produzione del Centauro II per l’Esercito brasiliano

    Leonardo firma il primo contratto di produzione del Centauro II per l’Esercito brasiliano

    Leonardo (BIT:LDO) ha firmato il primo contratto di produzione in serie per la fornitura di veicoli blindati Centauro II all’Esercito brasiliano.

    L’accordo riguarda sette veicoli ruotati 8×8 Centauro II equipaggiati con armamento principale da 120 mm e rappresenta il primo lotto di produzione nell’ambito di un programma più ampio che prevede complessivamente 98 mezzi.

    Il programma complessivo dovrebbe essere realizzato attraverso lotti di produzione annuali.

    Il contratto segue il completamento dei test operativi

    Il contratto è stato firmato dopo il completamento dei test operativi e la consegna dei due veicoli Centauro II appartenenti al lotto iniziale di valutazione.

    Il nuovo accordo porta il programma dalla fase di valutazione alla produzione in serie, iniziando con i sette veicoli previsti dal primo lotto.