Blog

  • I future di Wall Street arretrano mentre gli investitori valutano i risultati di Samsung e le dichiarazioni della Fed: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I future di Wall Street arretrano mentre gli investitori valutano i risultati di Samsung e le dichiarazioni della Fed: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I future sui principali indici statunitensi hanno registrato un andamento prudente martedì, dopo che il Dow Jones Industrial Average ha toccato un nuovo massimo storico nella seduta precedente. Gli investitori stanno inoltre valutando i risultati record di Samsung Electronics (USOTC:SSNHZ) e le ultime dichiarazioni del governatore della Federal Reserve Christopher Waller.

    I future rallentano dopo i nuovi record di Wall Street

    Alle 03:02 ET (07:02 GMT), i future sul Dow Jones erano sostanzialmente invariati, mentre quelli sull’S&P 500 perdevano 16 punti (-0,2%) e i future sul Nasdaq 100 cedevano 233 punti (-0,8%).

    Lunedì Wall Street ha chiuso in rialzo, con il Dow Jones che ha superato per la prima volta quota 53.000.

    A trainare i mercati sono stati soprattutto i titoli tecnologici, in particolare i produttori di semiconduttori come Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD) e Western Digital (NASDAQ:WDC). Anche Broadcom (NASDAQ:AVGO) è salita dopo aver annunciato una partnership con Apple per lo sviluppo di nuovi chip personalizzati, favorendo il recupero dell’indice Philadelphia Semiconductor.

    Gli analisti di Deutsche Bank hanno tuttavia osservato che la forza mostrata dagli indici nascondeva una debolezza più diffusa.

    “Sulla carta i titoli sembravano piuttosto positivi. Ma osservando più in profondità, la situazione era meno solida di quanto apparisse.”

    Samsung registra utili record ma il titolo scende

    Samsung Electronics ha fornito un’ulteriore conferma della forte domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale, annunciando un utile operativo preliminare del secondo trimestre quasi venti volte superiore rispetto a un anno fa.

    Il gruppo sudcoreano prevede un utile operativo di 89,4 trilioni di won, pari a circa 58 miliardi di dollari, contro i 4,7 trilioni registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato supera inoltre gli utili complessivi conseguiti nel 2024 e nel 2025.

    Nonostante questi risultati record, il titolo Samsung ha perso oltre il 6% alla Borsa di Seul, segno delle aspettative estremamente elevate degli investitori nei confronti delle società legate all’intelligenza artificiale.

    Waller ribadisce l’obiettivo del 2% per l’inflazione

    I mercati hanno seguito con attenzione anche gli interventi del governatore della Federal Reserve Christopher Waller.

    Con l’inflazione ancora ben superiore all’obiettivo del 2% e con il rischio che l’aumento dei prezzi delle memorie e delle tensioni energetiche legate all’Iran possa alimentare ulteriori pressioni inflazionistiche, Waller ha affermato che il quadro economico è profondamente cambiato.

    Secondo il governatore, le preoccupazioni non riguardano più principalmente il mercato del lavoro, mentre l’inflazione “sta accelerando”.

    Waller ha inoltre ribadito che l’obiettivo del 2% della Federal Reserve rimane credibile e non negoziabile.

    Le grandi banche USA valutano una rete di pagamenti

    Secondo il Wall Street Journal, alcune delle principali banche statunitensi stanno valutando l’acquisizione di una rete di pagamenti con carta di debito per ridurre l’impatto dei limiti normativi sulle commissioni di interscambio.

    JPMorgan Chase (NYSE:JPM), Bank of America (NYSE:BAC), Wells Fargo (NYSE:WFC) e PNC Financial Services (NYSE:PNC) avrebbero avviato colloqui preliminari per acquisire le reti STAR o Accel, attualmente controllate da Fiserv (NASDAQ:FISV).

    Tornano le tensioni nello Stretto di Hormuz

    Le tensioni geopolitiche sono aumentate dopo che Axios ha riferito che l’Iran avrebbe lanciato almeno due missili contro navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz, interrompendo una tregua durata una settimana.

    Secondo il rapporto, due imbarcazioni hanno riportato danni significativi, senza provocare vittime. Separatamente, l’agenzia britannica UK Maritime Trade Operations ha confermato che una petroliera al largo delle coste dell’Oman è stata colpita da un proiettile non identificato, provocando un incendio.

    L’episodio segue il mancato progresso dei colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran svoltisi a Doha sulla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.

  • Saipem si aggiudica un contratto da 2 miliardi di dollari per un progetto offshore in Indonesia

    Saipem si aggiudica un contratto da 2 miliardi di dollari per un progetto offshore in Indonesia

    Saipem (BIT:SPM) si è aggiudicata un contratto del valore di circa 2 miliardi di dollari per la realizzazione di un’unità FPSO (Floating Production, Storage and Offloading) destinata allo sviluppo di un giacimento di gas offshore nel bacino di Kutei, in Indonesia.

    L’appalto è stato assegnato a PT Saipem Indonesia, controllata locale del gruppo, che realizzerà il progetto attraverso una joint venture con PT Tripatra Engineers and Constructors.

    Il committente è Eni North Ganal, società controllata da Searah Ltd., la joint venture costituita da Eni (BIT:ENI) e Petronas.

    L’unità FPSO sarà impiegata nel progetto Kutei North Hub Field Development, situato nel bacino di Kutei, nella provincia di Kalimantan Orientale.

    Il completamento del progetto è previsto in 48 mesi e comprenderà la gestione del progetto, l’ingegneria di dettaglio, l’approvvigionamento dei materiali, la fabbricazione, la costruzione e l’installazione dell’unità FPSO. Il contratto include inoltre le attività di collaudo, messa in servizio e avviamento dell’impianto.

  • I mercati azionari europei restano poco mossi mentre le preoccupazioni sull’IA penalizzano il settore tecnologico: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei restano poco mossi mentre le preoccupazioni sull’IA penalizzano il settore tecnologico: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno registrato un andamento sostanzialmente stabile martedì, con gli investitori che hanno mantenuto un atteggiamento prudente nei confronti dei titoli tecnologici a causa delle crescenti preoccupazioni sulle valutazioni legate all’intelligenza artificiale. L’attenzione del mercato si è inoltre concentrata sul vertice NATO in Turchia, dal quale potrebbero emergere nuovi accordi nel settore della difesa.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 è rimasto pressoché invariato a 650,84 punti alle 07:13 GMT, dopo aver chiuso la seduta precedente poco al di sotto dei massimi storici.

    Il comparto tecnologico guida i ribassi

    I titoli tecnologici sono risultati i peggiori del listino, con il settore in calo dell’1,6% a causa del proseguimento delle vendite sui produttori di semiconduttori, alimentate dai timori che il recente rally legato all’intelligenza artificiale abbia portato le valutazioni su livelli eccessivi.

    ASML (EU:ASML) e Infineon (TG:IFX) hanno entrambe perso circa il 4%.

    In ribasso anche Siemens Energy (TG:SIE), che ha ceduto il 5,5% dopo che Barclays ha abbassato la raccomandazione sul titolo da “equal-weight” a “underweight”.

    La debolezza del comparto segue la seduta negativa registrata in Asia, dove Samsung Electronics (USOTC:SSNHZ) è scesa nonostante un solido aggiornamento sugli utili, mentre i future sul Nasdaq hanno perso circa l’1%, riflettendo il clima di cautela verso il settore tecnologico.

    I titoli della difesa attirano l’attenzione

    In controtendenza, il comparto della difesa ha registrato lievi rialzi mentre gli investitori seguivano il vertice NATO in Turchia, dal quale sono attesi nuovi accordi sulla spesa militare in risposta alle richieste degli Stati Uniti di incrementare gli investimenti europei nella difesa.

    Il settore della difesa è finora il migliore dell’indice STOXX 600 nel corso del mese.

    Il produttore svedese Saab (TG:SDV1) è salito del 5,3% dopo che Morgan Stanley ha migliorato il giudizio sul titolo da “underweight” a “overweight”.

    Shell sale dopo l’aggiornamento della guidance

    Tra gli altri titoli, Shell (LSE:SHEL) ha guadagnato il 2,2% dopo aver rivisto leggermente al rialzo le previsioni per la produzione di gas integrato nel secondo trimestre.

  • I rendimenti obbligazionari dell’Eurozona salgono con il miglioramento del sentiment degli investitori

    I rendimenti obbligazionari dell’Eurozona salgono con il miglioramento del sentiment degli investitori

    I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono aumentati martedì, sostenuti dal miglioramento della fiducia degli investitori e dalle crescenti preoccupazioni sull’evoluzione della politica fiscale tedesca, fattori che hanno ridotto la domanda di attività rifugio.

    Il rendimento del Bund tedesco decennale di riferimento è salito al 2,948% nelle prime contrattazioni europee, mentre il rendimento del Bund biennale, strettamente legato alle aspettative sui tassi della Banca Centrale Europea, è aumentato al 2,54%.

    Il recupero della fiducia pesa sul mercato obbligazionario

    I titoli di Stato hanno registrato vendite dopo che l’ultimo indice Sentix ha evidenziato un miglioramento della fiducia degli investitori dell’Eurozona nel mese di luglio ben superiore alle attese.

    Il rafforzamento del sentiment ha favorito una rotazione dagli investimenti obbligazionari considerati più difensivi verso asset più rischiosi, come le azioni, facendo scendere i prezzi dei bond e salire i rendimenti.

    Le dichiarazioni della BCE alimentano i timori fiscali

    La pressione sul mercato è stata accentuata anche dalle dichiarazioni del membro della Banca Centrale Europea Fabio Panetta durante un evento di settore.

    Panetta, Governatore della Banca d’Italia, ha avvertito che le banche centrali europee potrebbero trovarsi ad affrontare crescenti pressioni politiche nel lungo periodo per sostenere deficit pubblici più elevati, determinati dall’invecchiamento della popolazione e dagli incentivi destinati all’industria.

    Le sue osservazioni hanno rafforzato le preoccupazioni relative al futuro aumento dell’emissione di debito pubblico, in particolare in Germania.

    L’attenzione si sposta sui dati dagli Stati Uniti

    Gli operatori attendono ora la pubblicazione dei verbali della riunione di giugno della Federal Reserve e dei principali dati sul settore dei servizi statunitense, alla ricerca di indicazioni sull’evoluzione dei tassi d’interesse a livello globale.

    Questi appuntamenti potrebbero fornire nuovi segnali sulla futura politica monetaria e influenzare l’andamento dei mercati obbligazionari internazionali.

  • I titoli europei dei semiconduttori arretrano dopo il sell-off di Samsung

    I titoli europei dei semiconduttori arretrano dopo il sell-off di Samsung

    Le azioni delle società europee dei semiconduttori hanno chiuso in calo martedì dopo il forte ribasso di Samsung Electronics (USOTC:SSNHZ), nonostante il gruppo abbia pubblicato una stima preliminare degli utili trimestrali da record, spingendo gli investitori a rivalutare le prospettive del rally alimentato dall’intelligenza artificiale.

    ASML (EU:ASML) ha perso il 4,2% ad Amsterdam alle 07:42 GMT, mentre STMicroelectronics (BIT:STMMI) e Infineon (TG:IFX) hanno ceduto oltre il 4%. ASM International (EU:ASM) e BE Semiconductor (EU:BESI) sono scese di oltre il 3%, mentre Soitec ha registrato un calo fino al 10,4%, seguendo la debolezza dei mercati asiatici.

    I risultati di Samsung non convincono il mercato

    Le azioni Samsung hanno perso circa il 7% dopo la diffusione dei risultati preliminari del secondo trimestre, mentre la concorrente SK Hynix ha ceduto il 6%, contribuendo a una flessione di quasi il 5% dell’indice KOSPI della Corea del Sud.

    Samsung ha previsto un utile operativo trimestrale di 89,4 trilioni di won (58,44 miliardi di dollari), pari a un incremento di quasi 19 volte rispetto all’anno precedente e superiore alla somma degli utili realizzati nei tre anni precedenti. Il dato ha inoltre superato lo SmartEstimate di LSEG pari a 87,3 trilioni di won. I ricavi sono attesi in crescita del 129%, fino a 171 trilioni di won.

    Restano i dubbi sulla durata del boom dell’IA

    Nonostante i risultati record, alcuni analisti ritengono che la reazione negativa del mercato rifletta aspettative già incorporate nei prezzi delle azioni, oltre ai dubbi sulla sostenibilità della domanda legata all’intelligenza artificiale.

    “Gli ottimi risultati di Samsung erano ampiamente attesi e in larga parte già incorporati nelle quotazioni dopo il forte rialzo del titolo prima della pubblicazione dei dati”, ha dichiarato Albert Yong, managing partner di Petra Capital Management, in commenti riportati da Reuters.

    Ha inoltre aggiunto che gli investitori restano concentrati su “la sostenibilità del boom dell’intelligenza artificiale e il rischio di un rallentamento della spesa per le infrastrutture AI da parte delle principali aziende tecnologiche statunitensi.”

    I risultati preliminari includono costi straordinari legati agli accantonamenti per i bonus ai dipendenti. All’inizio dell’anno Samsung ha eliminato il limite che fissava i bonus al 1.000% dello stipendio base e ha destinato il 10,5% dell’utile operativo ai premi per il personale, dopo settimane di proteste sindacali.

    Anche il forte aumento dei prezzi delle memorie registrato negli ultimi dodici mesi sta alimentando interrogativi sulla tenuta della domanda nel settore.

    Samsung pubblicherà i risultati completi del secondo trimestre, comprensivi del dettaglio per divisione, il 30 luglio.

  • STMicroelectronics scende dopo la delusione dei risultati di Samsung nonostante profitti record

    STMicroelectronics scende dopo la delusione dei risultati di Samsung nonostante profitti record

    STMicroelectronics (BIT:STMMI) ha aperto la seduta in netto ribasso dopo che Samsung Electronics ha pubblicato i risultati preliminari del secondo trimestre che, pur segnando nuovi record, non sono riusciti a soddisfare le aspettative molto elevate del mercato.

    Le azioni Samsung hanno chiuso la giornata in calo del 6,92%, mentre STMicroelectronics ha perso oltre il 4% nelle prime contrattazioni a Piazza Affari, scendendo a 60,21 euro. Il ribasso ha inoltre pesato sulle aspettative di crescita della società per il 2026.

    La debolezza si è estesa all’intero comparto europeo dei semiconduttori. Anche ASML, BE Semiconductor, Infineon, Technoprobe, Innovatec, Nordic Semiconductor e Comet hanno registrato ribassi, mentre gli investitori rivalutavano le valutazioni del settore dopo l’aggiornamento di Samsung.

    Profitti record ma aspettative ancora più elevate

    Samsung ha registrato un aumento di 19 volte dell’utile trimestrale, mentre il fatturato è più che raddoppiato raggiungendo 171 trilioni di won. I risultati includono inoltre accantonamenti per bonus straordinari fino a 400.000 dollari destinati ai dipendenti della divisione semiconduttori, una decisione che ha alimentato il dibattito in Corea del Sud sulla remunerazione nel settore.

    Nonostante questi risultati, la reazione del mercato è stata negativa, a dimostrazione delle aspettative eccezionalmente elevate nei confronti delle aziende che stanno beneficiando del boom dell’intelligenza artificiale.

    “Questi numeri, pur essendo straordinari in termini assoluti, non sono molto superiori a quanto il mercato si aspettasse da un titolo che si trova al centro del settore più caldo dell’intero mercato”, ha spiegato Adam Crisafulli, fondatore di Vital Knowledge.

    Gli analisti restano positivi sulla domanda di memoria

    Diversi analisti ritengono che la reazione del mercato non rifletta la solidità dei fondamentali di Samsung.

    “I risultati indicano che la forte domanda di chip di memoria probabilmente continuerà oltre il terzo trimestre, il che dovrebbe essere positivo anche per la concorrente SK Hynix. Il margine operativo di Samsung ha raggiunto il 52% nel secondo trimestre, suggerendo che il margine operativo del business delle memorie sia probabilmente salito all’80%, un livello simile a quello registrato da Micron nel terzo trimestre fiscale. L’utile operativo del secondo trimestre dovrebbe includere gli accantonamenti per bonus straordinari relativi a due trimestri. Escludendo tali pagamenti, il margine operativo sarebbe stato ancora più elevato”, ha sottolineato Masahiro Wakasugi, senior industry analyst di Bloomberg.

    “Non credo che il mercato abbia compreso pienamente quanto siano positivi questi risultati”, ha dichiarato Tom Kang, direttore di Counterpoint.

    Ha inoltre aggiunto che i prezzi delle memorie hanno continuato a rafforzarsi durante il secondo trimestre e ha previsto che “il boom continuerà certamente anche nei prossimi trimestri”.

    La carenza di memorie alimentata dall’intelligenza artificiale continua

    La rapida diffusione dell’intelligenza artificiale continua ad alimentare la carenza globale di chip di memoria, con la domanda proveniente dai data center che mantiene elevata la pressione sull’offerta.

    Poiché i produttori privilegiano le memorie ad alte prestazioni destinate alle applicazioni AI, anche i prezzi delle memorie tradizionali sono aumentati, incrementando i costi lungo tutta la filiera tecnologica.

    Gli analisti prevedono che questa situazione possa protrarsi almeno fino al 2027, garantendo a Samsung, SK Hynix e Micron Technology un notevole potere di determinazione dei prezzi. Secondo HSBC, i prezzi medi delle DRAM sono aumentati di oltre il 40% nel trimestre aprile-giugno rispetto al trimestre precedente, mentre quelli delle NAND sono saliti di oltre il 50%.

    “La domanda è così forte che stanno cercando di destinare una quota sempre maggiore della produzione ai clienti dei server, che normalmente garantiscono margini più elevati”, ha evidenziato Sanjeev Rana, responsabile della ricerca di CLSA Securities Korea, aggiungendo che “la società potrebbe chiedere aumenti di prezzo significativi ai grandi clienti”.

    Secondo Counterpoint, i tre principali produttori di memorie hanno probabilmente registrato margini operativi compresi tra il 75% e l’80% nel trimestre concluso a giugno. Se questa redditività dovesse persistere, potrebbe attirare una maggiore attenzione da parte delle autorità di regolamentazione.

    Perché i risultati di Samsung influenzano STMicroelectronics

    L’andamento di Samsung influenza STMicroelectronics soprattutto attraverso il sentiment generale del settore globale dei semiconduttori piuttosto che per una diretta sovrapposizione delle attività.

    Essendo uno dei maggiori produttori mondiali di memorie DRAM e NAND, Samsung rappresenta un punto di riferimento per le aspettative su prezzi, domanda e investimenti dell’intera industria. Quando il gruppo registra risultati particolarmente solidi, tende a rafforzare la fiducia verso tutto il comparto dei semiconduttori, comprese aziende come STMicroelectronics, specializzata in microcontrollori, sensori e chip destinati ai settori automotive e industriale.

    Al contrario, quando Samsung delude aspettative particolarmente elevate, anche in presenza di risultati record, la reazione negativa degli investitori può estendersi all’intero comparto, penalizzando anche STMicroelectronics.

    Inoltre, i continui investimenti di Samsung nei chip per l’intelligenza artificiale e nell’espansione della capacità produttiva aumentano la pressione competitiva, spingendo aziende come STMicroelectronics a continuare a innovare e sviluppare nuove tecnologie. Le decisioni strategiche del gruppo coreano in materia di alleanze industriali e nuovi impianti possono infine influenzare l’intera filiera dei semiconduttori, incidendo sulla domanda di materiali, apparecchiature e competenze tecnologiche.

  • L’oro arretra mentre il rafforzamento del dollaro pesa sul metallo prezioso

    L’oro arretra mentre il rafforzamento del dollaro pesa sul metallo prezioso

    Il recupero del dollaro frena il prezzo dell’oro

    L’oro spot ha registrato un calo lunedì, con il dollaro statunitense in ripresa dopo le forti perdite della scorsa settimana, mentre gli investitori continuano a valutare le prospettive dei tassi d’interesse negli Stati Uniti.

    Dopo essere rimbalzato dai minimi degli ultimi otto mesi la scorsa settimana, il metallo prezioso ha perso slancio mentre il dollaro recuperava terreno dai livelli vicini ai minimi di due settimane.

    Alle 11:43 GMT, l’oro spot cedeva lo 0,5% a 4.154,14 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro salivano dell’1,0% a 4.166,76 dollari l’oncia.

    David Morrison, Senior Market Analyst di Trade Nation, ha dichiarato:

    “Il biglietto verde ha recuperato terreno questa mattina, facendo scendere il prezzo dell’oro. Il tempo dirà se questo ribasso sarà di breve durata oppure più significativo.”

    Primo rialzo settimanale da maggio

    Nonostante il calo di lunedì, l’oro ha chiuso la scorsa settimana con un guadagno superiore al 2%, registrando la prima performance settimanale positiva dalla metà di maggio.

    Il rialzo è stato favorito da dati sull’occupazione statunitense inferiori alle attese, che hanno ridotto le aspettative di un nuovo aumento dei tassi da parte della Federal Reserve nel corso dell’anno.

    Inflazione e mercato del lavoro restano i due principali fattori che guidano le decisioni della banca centrale. Un’inflazione persistente e un mercato occupazionale solido aumentano infatti la probabilità di una politica monetaria più restrittiva.

    Tassi d’interesse più elevati tendono a penalizzare l’oro perché aumentano il costo opportunità degli investimenti in attività prive di rendimento. Questo fattore ha limitato la performance del metallo prezioso per gran parte dell’anno dopo i massimi storici raggiunti a gennaio.

    In calo anche gli altri metalli preziosi

    Anche gli altri metalli preziosi hanno registrato una flessione dopo i forti rialzi della settimana precedente.

    L’argento spot è sceso dell’1,1% a 61,7430 dollari l’oncia, mentre il platino spot ha perso lo 0,4% a 1.635,31 dollari l’oncia.

    I mercati attendono i verbali della Fed

    L’indice del dollaro è salito dello 0,1% lunedì mentre gli investitori rivalutavano la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.

    Sebbene il dollaro abbia perso terreno la scorsa settimana, rimane vicino ai massimi degli ultimi 13 mesi raggiunti a giugno, con l’inflazione ancora elevata che continua a influenzare le aspettative sui tassi.

    L’attenzione del mercato è ora rivolta ai verbali della riunione di giugno della Federal Reserve, che potrebbero offrire maggiori indicazioni sulle prossime mosse della banca centrale.

    Il calo dei prezzi del petrolio ha contribuito ad attenuare alcune preoccupazioni sull’inflazione, ma gli investitori continuano a monitorare anche le pressioni sui prezzi derivanti dalla rapida espansione dell’intelligenza artificiale e dall’aumento delle temperature a livello globale.

    I funzionari della Federal Reserve avevano indicato nella riunione di giugno che un’inflazione persistente potrebbe rendere necessario almeno un ulteriore rialzo dei tassi quest’anno.

  • Le vendite al dettaglio dell’Eurozona superano le attese con una crescita più forte a maggio

    Le vendite al dettaglio dell’Eurozona superano le attese con una crescita più forte a maggio

    La crescita annua accelera

    Le vendite al dettaglio nell’Eurozona sono aumentate dell’1,6% su base annua a maggio, superando le previsioni del mercato pari all’1,5% e migliorando rispetto allo 0,9% registrato ad aprile.

    Secondo Eurostat, il volume destagionalizzato del commercio al dettaglio è inoltre cresciuto dello 0,2% rispetto al mese precedente nei 21 Paesi dell’area euro.

    Alimentari in crescita, carburanti in calo

    Eurostat ha attribuito l’aumento mensile soprattutto a un incremento dello 0,6% delle vendite di alimentari, bevande e tabacco, oltre a una crescita dello 0,1% dei prodotti non alimentari, esclusi i carburanti.

    Questi risultati sono stati parzialmente compensati da un calo delle vendite di carburante presso i punti vendita specializzati.

    I consumi resistono alle pressioni sui prezzi

    I dati arrivano mentre gli investitori continuano a valutare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia sull’economia dell’Eurozona dopo il conflitto con l’Iran.

    Pur essendo meno esposta rispetto ad altre regioni, l’Europa dipende in larga misura dalle importazioni che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz, rendendo il costo dell’energia un fattore determinante.

    Dopo l’accordo di pace provvisorio raggiunto tra Stati Uniti e Iran a giugno, i prezzi del petrolio sono tornati ai livelli precedenti al conflitto, ma resta alta l’attenzione sugli effetti dell’inflazione sui consumi e sull’economia.

    Capital Economics: domanda ancora resiliente

    La Banca Centrale Europea aveva richiamato l’attenzione sui rischi derivanti dall’inflazione energetica in occasione dell’ultimo rialzo dei tassi, rendendo la spesa delle famiglie un importante indicatore della tenuta economica.

    Jack Allen-Reynolds, Deputy Chief Eurozone Economist di Capital Economics, ha dichiarato:

    “Il rialzo registrato a maggio nei volumi delle vendite al dettaglio dell’Eurozona dimostra che i consumatori hanno continuato a spendere nonostante il calo della fiducia e dei redditi reali nel secondo trimestre. Rafforza inoltre la nostra convinzione che l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia sul PIL dell’Eurozona sarà molto limitato.”

  • Il petrolio scende dopo che l’OPEC+ aumenta nuovamente gli obiettivi di produzione

    Il petrolio scende dopo che l’OPEC+ aumenta nuovamente gli obiettivi di produzione

    Le prospettive di maggiore offerta pesano sul mercato

    I prezzi del petrolio hanno perso oltre l’1% lunedì dopo che l’OPEC+ ha approvato un ulteriore incremento della produzione a partire da agosto, mentre le esportazioni attraverso lo Stretto di Hormuz continuano a riprendersi, alimentando le aspettative di una maggiore disponibilità di greggio sui mercati internazionali.

    Alle 07:56 GMT il Brent era in calo di 1,02 dollari, pari all’1,41%, a 71,10 dollari al barile, dopo aver chiuso in rialzo dello 0,45% venerdì. Il WTI statunitense perdeva invece 80 centesimi, pari all’1,16%, attestandosi a 67,89 dollari al barile. Venerdì non è stato registrato un prezzo di chiusura ufficiale per il WTI a causa della festività dell’Independence Day negli Stati Uniti.

    L’OPEC+ prosegue con gli aumenti dell’offerta

    La scorsa settimana il mercato petrolifero è rimasto sostanzialmente stabile dopo diverse settimane di ribassi, mentre gli operatori continuavano a monitorare i colloqui tra Stati Uniti e Iran e l’evoluzione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.

    Domenica l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio e i suoi alleati, inclusa la Russia, hanno deciso di aumentare gli obiettivi di produzione di ulteriori 188.000 barili al giorno da agosto, dopo analoghi incrementi già introdotti nei mesi di giugno e luglio.

    Finora l’impatto dell’aumento è rimasto limitato poiché il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran aveva temporaneamente ostacolato il traffico delle petroliere attraverso Hormuz. Con il graduale ripristino delle esportazioni, però, cresce l’attesa per un aumento dell’offerta globale.

    Gli analisti vedono pressioni persistenti sui prezzi

    Secondo gli analisti di PVM, i produttori stanno aumentando le vendite in un contesto di mercato ancora debole.

    “Stanno vendendo in un mercato in calo, offrendo poche speranze di un imminente recupero dei prezzi”, hanno scritto.

    Hanno aggiunto che “Tuttavia, prezzi del petrolio più bassi stimoleranno senza dubbio la domanda nel lungo periodo.”

    I dati mostrano che le esportazioni di greggio dal Golfo sono aumentate di oltre tre milioni di barili al giorno a giugno rispetto a maggio, superando i 10 milioni di barili giornalieri, pur restando circa il 40% inferiori ai livelli precedenti al conflitto.

    ANZ rivede al ribasso le previsioni sulla domanda

    ANZ prevede ora una contrazione della domanda globale di petrolio pari a 1,5 milioni di barili al giorno nel 2026, dopo un secondo trimestre più debole del previsto.

    La banca ha dichiarato: “Ora prevediamo che la domanda globale di petrolio diminuisca di 1,5 milioni di barili al giorno nel 2026, riflettendo un rallentamento nel secondo trimestre più marcato del previsto, quando il calo su base annua potrebbe raggiungere i 4 milioni di barili al giorno secondo i dati preliminari.”

    Ha inoltre aggiunto: “Tuttavia, ci aspettiamo che le perdite di domanda si attenuino nella seconda metà dell’anno grazie al miglioramento dell’offerta e al ritorno di parte dei consumi rinviati.”

    Nel frattempo, Abu Dhabi National Oil Company ha collocato circa 16 milioni di barili di greggio attraverso una nuova gara spot applicando sconti più ampi, segnale di una crescente disponibilità di petrolio sul mercato.

    Anche le esportazioni dai porti occidentali della Russia hanno raggiunto un livello record a giugno e dovrebbero mantenersi elevate a luglio, mentre gli attacchi con droni alle raffinerie continuano a favorire l’aumento delle esportazioni di greggio.

  • I future di Wall Street salgono in attesa dell’ISM servizi mentre l’OPEC+ aumenta la produzione di petrolio: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future di Wall Street salgono in attesa dell’ISM servizi mentre l’OPEC+ aumenta la produzione di petrolio: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I mercati ripartono dopo la pausa per l’Independence Day

    I future di Wall Street hanno aperto la settimana in leggero rialzo dopo la festività del Giorno dell’Indipendenza, con gli investitori pronti ad affrontare un calendario ricco di dati macroeconomici e interventi delle banche centrali.

    Alle 07:01 GMT i future sul Dow Jones erano sostanzialmente invariati, quelli sull’S&P 500 guadagnavano lo 0,3% e i future sul Nasdaq 100 avanzavano dello 0,9%.

    L’attenzione del mercato si concentra sui prossimi indicatori economici dopo che i dati sul mercato del lavoro statunitense pubblicati la scorsa settimana hanno rafforzato le aspettative di una Federal Reserve meno aggressiva sui tassi d’interesse.

    Attesa per l’indice ISM dei servizi

    L’appuntamento principale della giornata sarà la pubblicazione dell’indice ISM relativo al settore dei servizi negli Stati Uniti.

    Gli economisti prevedono una lieve flessione dell’indice a 54,2 punti dai 54,5 registrati a maggio. Un valore superiore a 50 continua a indicare espansione dell’attività economica.

    Poiché il settore dei servizi rappresenta oltre due terzi dell’economia statunitense, questo indicatore è considerato uno dei principali punti di riferimento per valutare la crescita del Paese.

    La scorsa settimana anche l’indice manifatturiero ISM ha mostrato un rallentamento superiore alle attese, riflettendo la prudenza delle imprese in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche e dal continuo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

    L’OPEC+ aumenta nuovamente la produzione

    I prezzi del petrolio hanno registrato un lieve calo dopo che l’OPEC+ ha annunciato un incremento della produzione di 188.000 barili al giorno a partire da agosto.

    Il Brent è sceso di circa lo 0,4% a 71,86 dollari al barile, mentre il WTI ha perso circa lo 0,2%, attestandosi a 68,63 dollari.

    L’aumento segue analoghi incrementi decisi per giugno e luglio e si accompagna ai segnali di normalizzazione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, favorendo prospettive di maggiore disponibilità di petrolio sui mercati internazionali.

    L’oro arretra con il rafforzamento del dollaro

    L’oro spot è tornato a scendere mentre il dollaro statunitense ha recuperato parte delle perdite registrate nei giorni precedenti.

    Un dollaro più forte tende infatti a ridurre l’attrattiva del metallo prezioso per gli investitori internazionali.

    Il recente recupero dell’oro era stato favorito dai dati più deboli del previsto sull’occupazione americana, che avevano ridotto le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve nel 2026.

    Foxconn supera le attese grazie all’intelligenza artificiale

    Foxconn (USOTC:FXCOF), ufficialmente Hon Hai Precision Industry, ha registrato un aumento del 39,8% del fatturato nel secondo trimestre, raggiungendo 2.513 miliardi di dollari taiwanesi (78,71 miliardi di dollari USA).

    Il principale produttore mondiale conto terzi di componenti elettronici ha attribuito la crescita alla forte domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale, che ha sostenuto le vendite dei prodotti cloud e networking.

    La società ha comunque avvertito che il contesto geopolitico continua a rappresentare un elemento di rischio.