I prezzi del petrolio hanno registrato un netto calo lunedì dopo che i segnali di un aumento del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz hanno attenuato alcuni timori sulle interruzioni dell’offerta in Medio Oriente. Secondo quanto riportato, l’Iran avrebbe consentito ad alcune petroliere irachene di attraversare questa rotta strategica.
Separatamente, il New York Post ha riferito che il traffico attraverso Hormuz è aumentato considerevolmente nelle ultime due settimane, pur rimanendo nettamente inferiore ai livelli precedenti al conflitto.
Il greggio aveva iniziato la settimana dopo i forti guadagni registrati nei giorni precedenti. Allo stesso tempo, la prospettiva di sanzioni statunitensi ancora più severe contro l’Iran mantiene elevato il rischio di nuove interruzioni dell’offerta e di ulteriore volatilità sui mercati energetici globali.
Alle 04:32 ET (08:32 GMT), i futures sul Brent perdevano l’1,3% a 93,16 dollari al barile, mentre WTI/USD scendeva dell’1,9% a 85,42 dollari. Nonostante il ribasso di lunedì, entrambi i benchmark rimanevano in rialzo di oltre il 5% nelle ultime due settimane.
Bessent promette un “D-Day economico” mentre l’Iran minaccia le esportazioni di petrolio
Washington si prepara ad annunciare quello che definisce il più severo pacchetto di sanzioni mai imposto all’Iran. Il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha scritto in un articolo per il Financial Times che per Teheran si avvicina un “D-Day economico”.
Le sue dichiarazioni seguono gli avvertimenti di diversi funzionari statunitensi, tra cui il presidente Donald Trump, sull’intensificazione della pressione economica contro l’Iran mentre prosegue lo scontro intorno allo Stretto di Hormuz.
Bessent dovrebbe presentare i dettagli delle nuove sanzioni durante una conferenza stampa prevista lunedì alle 14:00 ET (18:00 GMT).
Mohsen Rezaee, Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano, ha risposto avvertendo che “non verrà esportata una sola goccia di petrolio” attraverso Hormuz o “in nessuna parte del Golfo Persico” se lo scontro economico continuerà. Funzionari iraniani hanno inoltre messo in guardia i Paesi vicini del Golfo dal collaborare con Washington.
L’Iran consente ad alcune petroliere irachene di attraversare Hormuz
I media iraniani hanno riferito durante il fine settimana che Teheran ha autorizzato un numero non specificato di petroliere irachene ad attraversare lo Stretto di Hormuz dopo ripetute richieste da parte di Baghdad.
Non sono stati immediatamente comunicati né il numero delle navi coinvolte né il volume di greggio trasportato. Lo sviluppo indica comunque una parziale ripresa del traffico dopo che l’Iran aveva di fatto bloccato la rotta in seguito all’inizio delle ostilità statunitensi a febbraio.
Il traffico commerciale attraverso Hormuz aveva rallentato drasticamente nella settimana precedente, mentre il confronto tra Washington e Teheran mostrava pochi segnali di distensione.
Lo stretto resta fondamentale per i mercati energetici mondiali, poiché prima del conflitto tra Stati Uniti e Iran vi transitava circa il 20% dell’offerta globale di petrolio. Gli investitori continuano quindi a considerare il rischio di ulteriori interruzioni, soprattutto dopo che Washington ha indicato che lo scontro potrebbe protrarsi.
I rischi si stanno inoltre estendendo oltre il Golfo Persico. Il gruppo Houthi dello Yemen, sostenuto dall’Iran, ha annunciato un blocco navale contro l’Arabia Saudita, alimentando i timori che le interruzioni possano raggiungere il Mar Rosso e coinvolgere un’altra importante rotta commerciale globale.

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