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  • Futures di Wall Street contrastati mentre gli investitori valutano le elezioni e attendono i dati sull’occupazione USA: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    Futures di Wall Street contrastati mentre gli investitori valutano le elezioni e attendono i dati sull’occupazione USA: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures sui principali indici azionari statunitensi indicavano un’apertura contrastata giovedì, con il Dow Jones Industrial Average orientato a proseguire i guadagni della seduta precedente e il Nasdaq potenzialmente in calo a causa delle preoccupazioni sulle valutazioni tecnologiche e sugli investimenti nell’intelligenza artificiale.

    Le indicazioni divergenti seguivano il rialzo generalizzato di mercoledì, quando il Dow aveva guadagnato il 3%, raggiungendo il livello di chiusura più alto degli ultimi due mesi. Gli investitori continuavano a valutare le implicazioni del previsto controllo democratico di entrambe le camere del Congresso dopo le elezioni di metà mandato di martedì.

    L’attenzione dei mercati si concentrava inoltre sul rapporto sull’occupazione statunitense previsto per venerdì, che fornirà ulteriori indicazioni sulle condizioni del mercato del lavoro e sulle prospettive della politica monetaria.

    Titoli tecnologici sotto pressione per i dubbi sugli investimenti nell’IA

    I futures sul Nasdaq indicavano una possibile apertura negativa mentre gli investitori valutavano la sostenibilità delle valutazioni delle società legate all’intelligenza artificiale.

    Restavano al centro dell’attenzione i dubbi sui rendimenti generati dagli ingenti investimenti nelle infrastrutture per l’IA, insieme alla possibilità di una maggiore supervisione normativa dopo le elezioni di metà mandato.

    Secondo le proiezioni, i Democratici otterranno il controllo sia della Camera dei Rappresentanti sia del Senato, sollevando interrogativi su possibili cambiamenti nel quadro normativo per le aziende tecnologiche.

    “Nonostante il rally di sollievo registrato ieri a Wall Street, gli investitori rimangono cauti di fronte alle elevate valutazioni del settore tecnologico e si interrogano sulla capacità degli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale di generare rendimenti sufficienti”, ha dichiarato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.

    L’incertezza sui titoli tecnologici contrastava con le indicazioni di ulteriori guadagni in altri segmenti del mercato azionario statunitense.

    I titoli finanziari sostengono i futures sul Dow

    Le società finanziarie figuravano tra i titoli in rialzo nelle contrattazioni precedenti l’apertura del mercato.

    Goldman Sachs (NYSE:GS), JPMorgan Chase (NYSE:JPM) e American Express (NYSE:AXP) registravano guadagni nel pre-market, contribuendo potenzialmente a sostenere il Dow Jones Industrial Average.

    L’andamento del settore finanziario seguiva il rally di mercoledì, quando gli investitori avevano reagito ai risultati elettorali e alle indicazioni secondo cui il presidente Donald Trump avrebbe accettato l’esito del voto.

    Le notizie sulla disponibilità di Trump a collaborare con i parlamentari democratici hanno contribuito alla valutazione delle prospettive politiche da parte dei mercati.

    Gli investitori continuavano tuttavia a considerare la possibilità di una maggiore supervisione normativa con un Congresso controllato dai Democratici.

    Wall Street sale dopo le elezioni di metà mandato

    I principali indici azionari statunitensi hanno registrato guadagni consistenti mercoledì dopo la prevista vittoria del Partito Democratico nelle elezioni congressuali di metà mandato.

    Il Dow Jones Industrial Average è salito di 1.569,40 punti, pari al 3%, chiudendo a 53.356,12 punti, il livello di chiusura più alto degli ultimi due mesi.

    L’S&P 500 ha guadagnato 119,70 punti, ovvero l’1,6%, raggiungendo quota 7.688,62.

    Il Nasdaq Composite è avanzato di 364,50 punti, pari all’1,4%, terminando la seduta a 25.736,51.

    Sebbene gli indici abbiano perso parte dei guadagni intraday verso la fine della giornata, tutti e tre hanno mantenuto rialzi alla chiusura.

    L’avanzata ha seguito due sedute caratterizzate da andamenti contrastati.

    Gli investitori valutano le prospettive di un governo diviso

    Secondo le proiezioni, il Partito Democratico conquisterà il controllo di entrambe le camere del Congresso dopo aver ottenuto diversi seggi in Stati tradizionalmente rappresentati dai Repubblicani.

    L’esito elettorale determinerebbe una situazione di governo diviso a livello federale, con i Repubblicani alla Casa Bianca e i Democratici alla guida del potere legislativo.

    Gli investitori valutavano le implicazioni di questo assetto politico per la legislazione, la regolamentazione e la politica fiscale.

    “L’ampiezza della vittoria sembra aver eliminato lo scenario peggiore, nel quale il presidente Trump avrebbe contestato il risultato, prolungando così quel tipo di incertezza che gli investitori detestano”, ha dichiarato Danni Hewson, responsabile dell’analisi finanziaria di AJ Bell.

    Hewson ha inoltre commentato il rapporto storico tra governo diviso e mercati finanziari.

    “Un governo diviso, con i Democratici che controllano il Senato e la Camera dei Rappresentanti mentre i Repubblicani occupano la Casa Bianca, rappresenta quel tipo di situazione di stallo politico che storicamente è stata positiva per i mercati finanziari”, ha aggiunto.

    La reazione dei mercati rifletteva le aspettative legate al risultato elettorale, sebbene l’orientamento futuro delle politiche rimanga soggetto agli sviluppi politici.

    Attesa per il rapporto sull’occupazione di ottobre

    Gli investitori attendevano il rapporto mensile sull’occupazione del Dipartimento del Lavoro statunitense, previsto per venerdì.

    Gli economisti prevedono un aumento di 62.000 posti di lavoro non agricoli a ottobre, dopo una crescita di 29.000 unità a settembre.

    Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere invariato al 4,2%.

    Il rapporto fornirà ulteriori informazioni sulla crescita dell’occupazione e sulle condizioni del mercato del lavoro.

    Gli scambi potrebbero rimanere relativamente contenuti prima della pubblicazione, mentre gli operatori valutano le implicazioni dei dati per le prospettive economiche statunitensi e la politica monetaria.

    ADP segnala 86.000 nuovi posti di lavoro nel settore privato

    Un rapporto pubblicato dalla società di elaborazione delle buste paga ADP ha mostrato che l’occupazione nel settore privato statunitense è aumentata di 86.000 unità a ottobre.

    Il risultato ha superato le aspettative degli economisti, che prevedevano un incremento di 70.000 posti.

    La crescita dell’occupazione di settembre è stata rivista al ribasso a 86.000 unità, rispetto alle 90.000 comunicate inizialmente.

    L’aumento di ottobre ha quindi eguagliato il dato rivisto di settembre.

    I dati ADP hanno fornito un’ulteriore indicazione sulle tendenze dell’occupazione privata in vista del rapporto ufficiale del governo previsto per venerdì.

    Il settore dei servizi USA continua a espandersi a un ritmo più lento

    Dati economici separati dell’Institute for Supply Management hanno evidenziato un modesto rallentamento della crescita del settore dei servizi statunitense a ottobre.

    L’indice PMI dei servizi dell’ISM è sceso a 54,5 punti dai 54,9 di settembre.

    Gli economisti prevedevano un valore di 54,7.

    Nonostante la diminuzione, l’indice è rimasto sopra la soglia di 50 punti, che indica un’espansione dell’attività del settore.

    Il rapporto ha mostrato che l’attività dei servizi ha continuato a crescere, sebbene a un ritmo leggermente inferiore rispetto al mese precedente.

    Oro, compagnie aeree e settore immobiliare guidano i rialzi

    Diversi settori del mercato azionario statunitense hanno registrato guadagni rilevanti durante la seduta di mercoledì.

    I titoli delle società minerarie aurifere hanno beneficiato dell’aumento del prezzo del metallo prezioso, con l’indice NYSE Arca Gold Bugs in rialzo dell’8,8%.

    Anche le azioni delle compagnie aeree sono avanzate mentre i prezzi del petrolio greggio diminuivano. L’indice NYSE Arca Airline ha guadagnato il 7,0%.

    I titoli legati al settore residenziale hanno registrato aumenti, spingendo il Philadelphia Housing Sector Index in rialzo del 6,1%.

    Anche i settori della distribuzione al dettaglio, del software e dell’intermediazione finanziaria hanno registrato guadagni.

    Al contrario, i titoli energetici e dei semiconduttori hanno perso terreno, evidenziando andamenti differenti tra i comparti del mercato.

    Prospettive dei mercati statunitensi

    I futures azionari statunitensi indicavano un avvio contrastato delle contrattazioni di giovedì, con il Dow orientato verso ulteriori guadagni e il Nasdaq potenzialmente sotto pressione per i dubbi sulle valutazioni e sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale.

    Le indicazioni seguivano il rally di mercoledì, quando il Dow aveva guadagnato il 3% a 53.356,12 punti, l’S&P 500 era salito dell’1,6% a 7.688,62 e il Nasdaq era avanzato dell’1,4% a 25.736,51.

    Gli investitori continuavano a valutare le implicazioni delle elezioni di metà mandato, insieme ai dati economici che mostravano un aumento di 86.000 posti di lavoro nel settore privato a ottobre e una continua espansione dei servizi.

    L’attenzione si sposta ora sul rapporto ufficiale sull’occupazione di venerdì, con gli economisti che prevedono un incremento di 62.000 posti e un tasso di disoccupazione invariato al 4,2%.

  • Borse europee in rialzo con il calo dei prezzi energetici e l’aumento dei tassi della Bank of England: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in rialzo con il calo dei prezzi energetici e l’aumento dei tassi della Bank of England: DAX, CAC, FTSE100

    Le principali Borse europee hanno registrato un andamento prevalentemente positivo giovedì, proseguendo i guadagni della seduta precedente mentre il calo dei prezzi dell’energia ha attenuato alcune preoccupazioni relative all’inflazione e a ulteriori aumenti dei tassi di interesse. Gli investitori hanno inoltre valutato la decisione della Bank of England di aumentare il costo del denaro e una serie di risultati trimestrali pubblicati dalle società della regione.

    Il CAC 40 francese ha guadagnato l’1,1%, mentre il FTSE 100 britannico è salito dello 0,8% e il DAX tedesco ha registrato un progresso dello 0,7%.

    L’attenzione dei mercati è rimasta concentrata anche sulla Francia, dove erano previsti scioperi e manifestazioni nazionali in diverse città per protestare contro il costo della vita e il deterioramento dei servizi pubblici e dell’istruzione.

    La Bank of England aumenta il tasso di riferimento al 4,00%

    La Bank of England ha aumentato giovedì il proprio tasso di interesse di riferimento di 25 punti base, portandolo al 4,00%. Si tratta del primo rialzo dal 2023.

    La decisione, in linea con le aspettative del mercato, è stata adottata per contrastare i potenziali effetti inflazionistici secondari derivanti dagli elevati prezzi dell’energia.

    Il Monetary Policy Committee, guidato dal governatore Andrew Bailey, ha approvato l’aumento con otto voti favorevoli e uno contrario.

    Catherine Mann, membro del comitato, si è espressa a favore di un rialzo più ampio, pari a 50 punti base, che avrebbe portato il tasso di riferimento al 4,25%.

    La banca centrale ha inoltre indicato che potrebbero essere necessari ulteriori aumenti dei tassi qualora il conflitto in Medio Oriente non si risolvesse rapidamente.

    La decisione è arrivata mentre gli investitori valutavano le implicazioni dei costi energetici per l’inflazione, la politica monetaria e l’attività economica.

    Il mercato francese sale in vista delle proteste nazionali

    Il CAC 40 francese ha registrato un aumento dell’1,1%, superando gli altri principali indici europei citati nella seduta.

    Il rialzo si è verificato in vista di scioperi e manifestazioni nazionali programmati in diverse città francesi.

    Le proteste riguardano il costo della vita e le preoccupazioni per il deterioramento dei servizi pubblici e dell’istruzione.

    Gli investitori hanno continuato a seguire gli sviluppi interni del Paese insieme alle condizioni generali dei mercati europei.

    Altrove, il FTSE 100 è avanzato dello 0,8%, mentre il DAX ha guadagnato lo 0,7%.

    Air France-KLM sale dopo i risultati trimestrali

    Air France-KLM (EU:AF) ha registrato un aumento significativo del prezzo delle proprie azioni dopo aver comunicato un utile operativo del terzo trimestre superiore alle aspettative degli analisti.

    Il gruppo aereo ha attribuito i risultati alla domanda di voli diretti verso l’India e altre destinazioni asiatiche, oltre alla continua espansione dei propri servizi premium.

    I risultati hanno evidenziato il contributo della domanda di viaggi a lungo raggio e dell’offerta premium alla redditività trimestrale.

    Le informazioni fornite non includevano cifre specifiche relative all’utile operativo.

    ArcelorMittal e HelloFresh avanzano dopo la pubblicazione dei risultati

    Le azioni di ArcelorMittal (EU:MT) sono salite dopo che il produttore siderurgico ha comunicato un utile operativo di base trimestrale superiore alle aspettative del mercato.

    La società, uno dei maggiori produttori di acciaio al mondo, è stata tra i titoli industriali europei in rialzo dopo la pubblicazione dei risultati.

    Anche HelloFresh (TG:HFG) ha registrato guadagni dopo che il fornitore di kit per la preparazione dei pasti ha riportato un utile operativo di base del terzo trimestre superiore alle previsioni degli analisti.

    Le due società hanno contribuito all’attività di mercato legata alle trimestrali, con gli investitori che hanno reagito ai risultati di redditività rispetto alle aspettative.

    BT Group, Diageo e Next registrano rialzi

    Le azioni di BT Group (LSE:BT.A) sono avanzate dopo che la società di telecomunicazioni ha pubblicato i risultati finanziari del primo semestre dell’esercizio 2027.

    L’annuncio è stato seguito da un aumento significativo del titolo durante la seduta.

    Anche Diageo (LSE:DGE) ha guadagnato terreno dopo che il produttore di bevande ha comunicato un incremento inatteso delle vendite organiche trimestrali.

    Il risultato ha superato le aspettative relative all’andamento delle vendite sottostanti della società.

    Le azioni di Next (LSE:NXT) sono salite dopo che il rivenditore britannico di abbigliamento e articoli per la casa ha confermato le proprie previsioni di utile per l’intero esercizio.

    La società ha registrato un aumento dell’8,1% delle vendite a prezzo pieno nelle 13 settimane terminate il 31 ottobre.

    L’andamento delle vendite ha sostenuto la decisione di Next di mantenere invariata la propria previsione annuale di utile.

    Rheinmetall scende dopo aver ridotto le previsioni per il 2026

    Le azioni di Rheinmetall (TG:RHM) sono diminuite dopo che il produttore tedesco di sistemi per la difesa ha ridotto le proprie previsioni finanziarie per il 2026.

    La revisione ha rappresentato il secondo taglio della guidance nell’arco di tre mesi.

    Rheinmetall ha attribuito l’ultimo aggiornamento ai ritardi relativi al programma del veicolo blindato Boxer.

    L’annuncio ha modificato le aspettative relative ai risultati finanziari della società per l’anno in corso.

    Le informazioni fornite non includevano cifre specifiche relative alle nuove previsioni.

    Maersk e Commerzbank in calo

    Le azioni di A.P. Moller-Maersk (TG:DP4A) sono diminuite dopo che il gruppo danese attivo nei trasporti e nella logistica ha comunicato utili del terzo trimestre inferiori alle aspettative degli analisti.

    I risultati sono stati seguiti da una flessione del titolo durante la seduta.

    Anche Commerzbank (TG:CBK) ha registrato un calo dopo che l’istituto di credito tedesco ha ridotto le previsioni relative ai ricavi da prestiti per l’anno in corso.

    La revisione ha modificato le aspettative per una delle principali fonti di ricavo della banca.

    Entrambe le società sono state tra i titoli europei in ribasso nonostante i guadagni registrati dai principali indici azionari della regione.

    Deutsche Telekom scende nonostante la crescita dei ricavi

    Le azioni di Deutsche Telekom (TG:DTE) sono diminuite dopo che il gruppo di telecomunicazioni ha pubblicato i risultati finanziari del terzo trimestre 2026.

    La società ha registrato un aumento del 7,5% dei ricavi trimestrali.

    Nonostante la crescita dei ricavi comunicata, il titolo ha registrato un andamento negativo durante la seduta.

    Le informazioni fornite non includevano ulteriori dati sugli utili o dettagli sulle cause del movimento del prezzo delle azioni.

    Prospettive dei mercati europei

    Le Borse europee hanno registrato rialzi giovedì, con il CAC 40 in aumento dell’1,1%, il FTSE 100 in progresso dello 0,8% e il DAX in crescita dello 0,7%.

    Il calo dei prezzi energetici ha coinciso con un’attenuazione delle preoccupazioni sull’inflazione, sebbene la Bank of England abbia aumentato il tasso di riferimento al 4,00%, indicando che potrebbero essere necessari ulteriori rialzi in funzione degli sviluppi in Medio Oriente.

    I risultati societari hanno determinato andamenti differenti tra i settori. Air France-KLM, ArcelorMittal, HelloFresh, BT Group, Diageo e Next hanno registrato guadagni, mentre Rheinmetall, Maersk, Commerzbank e Deutsche Telekom hanno perso terreno.

    Gli investitori hanno inoltre seguito le manifestazioni previste in Francia e le implicazioni delle decisioni di politica monetaria per le condizioni economiche europee.

  • Oro in rialzo dopo le elezioni USA, mentre dollaro e rendimenti dei Treasury diminuiscono

    Oro in rialzo dopo le elezioni USA, mentre dollaro e rendimenti dei Treasury diminuiscono

    I prezzi dell’oro sono aumentati giovedì, sostenuti dal calo del dollaro statunitense e dei rendimenti dei Treasury dopo la vittoria del Partito Democratico nelle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, mentre gli investitori valutavano le prospettive del conflitto con l’Iran e i prossimi dati sull’occupazione americana.

    Alle 04:50 ET (09:50 GMT), l’oro spot guadagnava l’1,6% a 4.125,68 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro statunitensi salivano dell’1,5% a 4.134,62 dollari l’oncia.

    L’indice del dollaro statunitense, che misura il valore della valuta rispetto a un paniere delle principali divise internazionali, diminuiva dello 0,1% a 101,47.

    I movimenti hanno seguito i risultati elettorali che hanno assegnato ai Democratici il controllo di entrambe le camere del Congresso, spingendo gli investitori a rivalutare la politica fiscale statunitense, le aspettative sui tassi d’interesse e gli sviluppi geopolitici.

    Dollaro e rendimenti dei Treasury in calo dopo i risultati elettorali

    I successi del Partito Democratico alla Camera dei Rappresentanti e al Senato hanno contribuito alla diminuzione del dollaro statunitense e dei rendimenti dei Treasury su diverse scadenze.

    Gli analisti di ANZ hanno attribuito parte dei movimenti del mercato obbligazionario alle aspettative secondo cui un Congresso controllato dai Democratici potrebbe limitare i tagli fiscali e i programmi di spesa pubblica proposti dal presidente Donald Trump.

    I cambiamenti nelle prospettive della politica fiscale possono influenzare le aspettative relative all’indebitamento pubblico, all’inflazione e ai tassi d’interesse.

    Rendimenti dei Treasury più bassi riducono generalmente il costo opportunità di detenere oro, che non genera interessi.

    Un dollaro statunitense più debole può inoltre rendere il metallo prezioso, denominato in dollari, meno costoso per gli acquirenti che utilizzano altre valute.

    Questi fattori hanno contribuito all’aumento dei prezzi dell’oro registrato giovedì.

    L’oro rimane sotto i livelli precedenti al conflitto con l’Iran

    Nonostante il rialzo di giovedì, i prezzi dell’oro sono rimasti oltre il 20% al di sotto dei livelli registrati prima dell’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran, scoppiato alla fine di febbraio.

    Il conflitto ha contribuito all’aumento dei costi energetici e delle pressioni inflazionistiche, influenzando le aspettative sulla politica monetaria.

    L’incremento dei prezzi dell’energia può incidere sui costi sostenuti da consumatori e imprese, inducendo potenzialmente le banche centrali a mantenere o aumentare i tassi d’interesse.

    Costi di finanziamento più elevati possono pesare sulla domanda di attività prive di rendimento, come l’oro.

    Il recente calo dei rendimenti dei Treasury e del dollaro statunitense ha sostenuto il metallo prezioso, sebbene le prospettive generali sui tassi d’interesse siano rimaste un elemento importante per gli investitori.

    Petrolio stabile sopra i 95 dollari dopo il ribasso della seduta precedente

    Anche i mercati energetici hanno reagito ai risultati elettorali statunitensi e agli sviluppi relativi all’Iran.

    I futures sul Brent sono rimasti sopra i 95 dollari al barile giovedì, dopo il forte calo dei prezzi del petrolio registrato durante la seduta di mercoledì.

    Il presidente Donald Trump ha ridimensionato la possibilità di ulteriori attacchi statunitensi contro l’Iran dopo le perdite elettorali del Partito Repubblicano.

    Le dichiarazioni hanno contribuito alle aspettative secondo cui il conflitto potrebbe non intensificarsi ulteriormente nell’immediato.

    Gli investitori hanno valutato se una riduzione delle ostilità potesse attenuare le preoccupazioni relative alle interruzioni delle forniture energetiche dal Medio Oriente.

    Prezzi del petrolio più bassi potrebbero influenzare le aspettative sull’inflazione, che rimangono rilevanti per le prospettive dei tassi d’interesse statunitensi e dell’oro.

    Attesa per il rapporto sull’occupazione non agricola negli Stati Uniti

    L’attenzione si è inoltre concentrata sul rapporto sull’occupazione statunitense previsto per venerdì.

    I dati sui nuovi occupati nei settori non agricoli, o nonfarm payrolls, dovrebbero fornire ulteriori indicazioni sulle condizioni del mercato del lavoro e sulla possibile direzione della politica monetaria della Federal Reserve.

    Secondo le aspettative prevalenti, la Federal Reserve dovrebbe aumentare i tassi d’interesse a dicembre nel tentativo di contenere le pressioni inflazionistiche.

    Segnali di una crescita occupazionale persistente potrebbero offrire alla banca centrale un maggiore margine per aumentare i costi di finanziamento.

    Al contrario, indicazioni di un rallentamento del mercato del lavoro potrebbero influenzare le aspettative sui tempi e sull’entità dei futuri interventi di politica monetaria.

    Il rapporto sull’occupazione rappresenta quindi un importante indicatore per gli investitori che seguono il dollaro, i rendimenti dei Treasury e i metalli preziosi.

    Prospettive del mercato dell’oro

    Il rialzo dell’oro registrato giovedì ha riflesso il calo dei rendimenti dei Treasury statunitensi e l’indebolimento del dollaro dopo i risultati delle elezioni di metà mandato.

    Le aspettative secondo cui il nuovo equilibrio al Congresso potrebbe limitare la politica fiscale hanno contribuito ai movimenti dei mercati obbligazionari e valutari, mentre gli sviluppi del conflitto con l’Iran sono rimasti rilevanti per i prezzi dell’energia e l’inflazione.

    Nonostante i recenti guadagni, il metallo prezioso ha continuato a essere scambiato su livelli notevolmente inferiori a quelli precedenti al conflitto.

    Gli investitori attendevano i dati sull’occupazione statunitense di venerdì per ottenere ulteriori indicazioni sulle possibili decisioni della Federal Reserve in materia di tassi d’interesse.

  • Petrolio in ripresa dopo il forte ribasso, le elezioni USA modificano le aspettative sul conflitto con l’Iran

    Petrolio in ripresa dopo il forte ribasso, le elezioni USA modificano le aspettative sul conflitto con l’Iran

    I prezzi del petrolio hanno recuperato terreno giovedì dopo aver perso oltre l’8% nella seduta precedente, mentre gli investitori valutavano se la vittoria del Partito Democratico nelle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti potesse aumentare le pressioni sul presidente Donald Trump affinché perseguisse una soluzione negoziata del conflitto con l’Iran.

    Alle 04:21 ET (09:21 GMT), i futures sul Brent salivano dello 0,9% a 95,56 dollari al barile, mentre quelli sul greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) guadagnavano lo 0,2% a 88,31 dollari al barile.

    La ripresa ha seguito il ribasso di mercoledì, quando entrambi i benchmark avevano raggiunto i livelli di chiusura più bassi dal 31 agosto. Gli operatori hanno continuato a monitorare gli sviluppi politici a Washington, il conflitto in Medio Oriente e gli ultimi dati sulle scorte petrolifere statunitensi.

    Brent e WTI recuperano dopo le perdite di mercoledì

    I futures sul Brent hanno chiuso mercoledì a 94,62 dollari al barile, con una diminuzione di 8,98 dollari, pari all’8,7%.

    Il WTI ha terminato la seduta a 88,12 dollari al barile, in calo di 7,97 dollari, equivalenti all’8,3%.

    Entrambi i contratti hanno registrato i livelli di chiusura più bassi dal 31 agosto.

    L’aumento di giovedì ha riportato il Brent sopra i 95 dollari al barile, sebbene i prezzi siano rimasti inferiori ai livelli precedenti al ribasso di mercoledì.

    I movimenti hanno riflesso il cambiamento delle aspettative del mercato riguardo al conflitto con l’Iran e alle sue possibili implicazioni per le forniture petrolifere internazionali.

    Le elezioni di metà mandato USA influenzano le prospettive dei negoziati con l’Iran

    Il Partito Democratico ha conquistato il controllo sia della Camera dei Rappresentanti sia del Senato nelle elezioni di metà mandato statunitensi.

    I risultati hanno alimentato ipotesi secondo cui un Congresso controllato dai Democratici potrebbe cercare di limitare i finanziamenti alle operazioni militari e incoraggiare l’amministrazione Trump a negoziare la fine del conflitto con l’Iran.

    Trump ha riconosciuto che la guerra aveva contribuito alla sconfitta elettorale del Partito Repubblicano.

    Anche il vicepresidente JD Vance ha sollevato interrogativi sui costi politici ed economici del conflitto.

    Gli investitori hanno valutato se i risultati elettorali potessero aumentare la probabilità di una riduzione delle ostilità e di un accordo diplomatico.

    Un cambiamento delle prospettive del conflitto potrebbe influenzare il premio per il rischio geopolitico incorporato nei prezzi del greggio.

    Lo Stretto di Hormuz resta al centro dell’attenzione dei mercati energetici

    La possibilità di negoziati diplomatici ha riportato l’attenzione sullo Stretto di Hormuz, una delle principali rotte marittime per le forniture energetiche mondiali.

    Gli investitori hanno valutato se un allentamento delle tensioni potesse consentire, in futuro, un aumento delle spedizioni di petrolio attraverso il passaggio marittimo.

    I cambiamenti nelle condizioni di navigazione potrebbero influenzare la disponibilità di greggio sui mercati internazionali.

    Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non avevano piani immediati per condurre ulteriori attacchi contro l’Iran.

    Tuttavia, le forze statunitensi hanno effettuato attacchi limitati contro l’isola iraniana di Qeshm all’inizio della settimana, con Washington che ha descritto le operazioni come difensive.

    Gli sviluppi hanno mantenuto un quadro di incertezza sull’evoluzione del conflitto e sulle prospettive del trasporto energetico nella regione.

    Gli analisti di ING valutano il recente calo dei prezzi del petrolio

    Gli analisti di ING hanno indicato che i prezzi del greggio potrebbero perdere gradualmente parte del premio per il rischio geopolitico accumulato negli ultimi mesi, qualora le tensioni militari non si intensificassero.

    “In assenza di un’escalation, è probabile che il mercato petrolifero continui a ridurre lentamente il premio per il rischio accumulato negli ultimi mesi, mentre i flussi di petrolio dal Golfo Persico si mantengono su livelli soddisfacenti”, hanno dichiarato gli analisti di ING in una nota.

    Gli analisti hanno inoltre sottolineato che l’esito del conflitto rimane incerto, mettendo in discussione l’entità del recente ribasso.

    “L’evoluzione di questa situazione resta estremamente incerta. Pertanto, l’entità e la rapidità con cui il mercato petrolifero ha registrato il recente ribasso sembrano eccessive”, hanno aggiunto.

    La loro valutazione indica che le prospettive dei prezzi del greggio rimangono legate agli sviluppi politici e militari, compresa la continuità delle spedizioni di petrolio dal Golfo Persico.

    Le scorte di greggio USA diminuiscono meno del previsto

    I dati pubblicati mercoledì dalla Energy Information Administration (EIA) statunitense hanno mostrato che le scorte nazionali di greggio sono diminuite di 865.000 barili nella settimana terminata il 30 ottobre.

    Gli analisti avevano previsto una riduzione maggiore, pari a 1,7 milioni di barili.

    I dati indicano che le scorte di greggio sono diminuite durante il periodo di riferimento, sebbene il calo sia stato inferiore alle attese.

    Il rapporto sulle scorte ha fornito ulteriori indicazioni sulle condizioni dell’offerta petrolifera statunitense, insieme agli sviluppi geopolitici che influenzano i prezzi internazionali.

    In calo anche le scorte di benzina e distillati

    Le scorte statunitensi di benzina sono diminuite di 222.000 barili durante la stessa settimana, rispetto alle aspettative del mercato che indicavano un modesto aumento.

    Le scorte di distillati, che comprendono diesel e combustibile per riscaldamento, sono diminuite di 3,565 milioni di barili.

    La riduzione delle scorte di distillati è stata maggiore rispetto al calo registrato per il greggio.

    I dati hanno mostrato diminuzioni in tutte e tre le categorie petrolifere riportate, con la contrazione più ampia registrata nei distillati.

    Prospettive del mercato petrolifero

    I prezzi del petrolio hanno registrato un moderato recupero giovedì, mentre gli investitori rivalutavano le prospettive del conflitto con l’Iran dopo le elezioni di metà mandato statunitensi.

    Le aspettative di possibili negoziati diplomatici hanno contribuito al movimento dei prezzi del greggio, sebbene siano rimaste incertezze sugli sviluppi militari e sulle spedizioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Gli analisti di ING hanno indicato che parte del premio per il rischio geopolitico potrebbe diminuire in caso di allentamento delle tensioni, pur mettendo in discussione la rapidità del ribasso di mercoledì.

    Nel frattempo, i dati sulle scorte statunitensi hanno mostrato riduzioni di greggio, benzina e distillati nella settimana terminata il 30 ottobre.

  • Futures USA contrastati dopo le elezioni di metà mandato, Qualcomm in calo e semiconduttori sotto pressione: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Futures USA contrastati dopo le elezioni di metà mandato, Qualcomm in calo e semiconduttori sotto pressione: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sugli indici azionari statunitensi hanno registrato un andamento contrastato giovedì, mentre gli investitori valutavano i risultati delle elezioni di metà mandato, gli sviluppi nel settore dei semiconduttori e le prospettive della politica monetaria.

    La vittoria del Partito Democratico in entrambe le camere del Congresso ha spinto gli operatori a riconsiderare le prospettive della politica commerciale statunitense, della regolamentazione dell’intelligenza artificiale e del conflitto con l’Iran.

    I titoli tecnologici hanno registrato pressioni, con Qualcomm (NASDAQ:QCOM) in calo di oltre l’8% nelle contrattazioni after-hours dopo aver comunicato vendite di chip per smartphone inferiori alle aspettative. Anche altre società del settore dei semiconduttori hanno registrato ribassi, in un contesto di preoccupazioni per possibili cambiamenti negli investimenti e nella regolamentazione legati all’intelligenza artificiale.

    I prezzi del petrolio si sono stabilizzati intorno ai 95 dollari al barile dopo il marcato calo di mercoledì, mentre gli investitori attendevano i dati sull’occupazione statunitense e la decisione sui tassi d’interesse della Bank of England.

    Futures sugli indici USA con andamenti divergenti

    Alle 03:03 ET (08:03 GMT), i futures sull’S&P 500 perdevano 15 punti, pari allo 0,2%.

    I futures sul Nasdaq 100 arretravano di 289 punti, equivalenti all’1,0%, mentre quelli sul Dow Jones avanzavano di 169 punti, o dello 0,3%.

    L’andamento contrastato seguiva i rialzi registrati mercoledì a Wall Street, mentre gli investitori valutavano le conseguenze delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

    I Democratici hanno conquistato il controllo sia della Camera dei Rappresentanti sia del Senato, con la nuova composizione del Congresso che entrerà in vigore a gennaio.

    Alcuni analisti hanno osservato che un Congresso controllato dai Democratici, insieme al presidente repubblicano Donald Trump, potrebbe introdurre vincoli legislativi a importanti cambiamenti politici.

    Una simile configurazione potrebbe influenzare le prospettive delle misure commerciali, della politica fiscale e della regolamentazione dei mercati finanziari.

    I risultati elettorali modificano le aspettative sulla politica economica USA

    I risultati delle elezioni hanno portato gli investitori a valutare la probabilità di ulteriori dazi, cambiamenti nella spesa pubblica e possibili modifiche alla politica estera statunitense.

    Gli analisti di Yardeni Research hanno suggerito che il nuovo equilibrio politico potrebbe ridurre la probabilità di ulteriori misure fiscali inflazionistiche e favorire una soluzione diplomatica al conflitto con l’Iran.

    Hanno inoltre osservato che un rallentamento degli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale potrebbe avere conseguenze sui flussi di cassa aziendali e sui mercati obbligazionari.

    Secondo gli analisti, una riduzione degli investimenti legati all’intelligenza artificiale potrebbe aumentare gli utili e il free cash flow delle principali società tecnologiche.

    Una diminuzione delle emissioni obbligazionarie destinate a finanziare le infrastrutture AI potrebbe inoltre limitare le pressioni al rialzo sui rendimenti dei titoli di debito.

    “I mercati finanziari hanno interpretato positivamente i successi elettorali dei Democratici”, hanno dichiarato gli analisti di Yardeni Research.

    La valutazione riflette le aspettative secondo cui i vincoli politici potrebbero influenzare la velocità e la portata delle future iniziative governative.

    Semiconduttori in calo tra i timori di nuove regole sull’intelligenza artificiale

    I titoli dei semiconduttori hanno registrato ribassi nelle contrattazioni after-hours statunitensi e su diversi mercati asiatici, mentre gli investitori valutavano la possibilità di un maggiore controllo normativo sull’intelligenza artificiale.

    Nvidia (NASDAQ:NVDA) ha registrato una lieve flessione dopo la chiusura del mercato statunitense, insieme ad Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD) e Intel (NASDAQ:INTC).

    In Corea del Sud, SK Hynix (NASDAQ:SKHY) e Samsung Electronics (USOTC:SSNHZ) hanno segnato ribassi.

    Il produttore taiwanese di elettronica Foxconn Technology Group (USOTC:FXCOF) ha perso oltre il 3%, mentre Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. (NYSE:TSM) ha ceduto lo 0,88%.

    I movimenti hanno seguito le preoccupazioni secondo cui un Congresso controllato dai Democratici potrebbe introdurre una maggiore supervisione sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale e sui relativi investimenti infrastrutturali.

    Gli analisti hanno individuato nella costruzione di grandi data center uno degli ambiti potenzialmente soggetti a controlli più stringenti.

    Le elezioni in Texas sollevano interrogativi sulla regolamentazione dei data center

    Anche l’elezione della democratica Gina Hinojosa a governatrice del Texas ha attirato l’attenzione degli investitori nel settore tecnologico.

    Il Texas ospita diversi progetti di sviluppo di grandi data center collegati alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

    Gli analisti di Macquarie Group hanno suggerito che il cambiamento alla guida dello Stato potrebbe portare a regole più restrittive per la costruzione e la gestione dei data center.

    Eventuali modifiche normative potrebbero influenzare tempi e costi dei progetti futuri.

    Tuttavia, la portata di possibili cambiamenti politici rimane incerta e nel rapporto non sono state indicate specifiche nuove disposizioni.

    Qualcomm perde oltre l’8% dopo vendite di chip per smartphone inferiori alle attese

    Le azioni Qualcomm (NASDAQ:QCOM) hanno perso oltre l’8% nelle contrattazioni after-hours dopo che la società ha comunicato ricavi derivanti dai chip per smartphone inferiori alle aspettative degli analisti.

    I ricavi della divisione dedicata ai chip per telefoni cellulari sono diminuiti del 26%, attestandosi a 5,14 miliardi di dollari nel quarto trimestre.

    Il dato è risultato inferiore ai 5,25 miliardi di dollari previsti dalle stime Visible Alpha citate da Reuters.

    La flessione dei ricavi dei chip per smartphone ha compensato le indicazioni più favorevoli relative alle attività di Qualcomm nei data center.

    I risultati hanno evidenziato differenze nella domanda tra i semiconduttori destinati agli smartphone e quelli utilizzati nelle infrastrutture informatiche.

    Le spedizioni di smartphone diminuiscono mentre aumentano i costi delle memorie

    I dati di Counterpoint Research hanno indicato una diminuzione di circa il 20% delle spedizioni globali di smartphone nel trimestre terminato a settembre.

    Il calo è stato parzialmente collegato all’aumento dei prezzi dei chip di memoria, che ha incrementato i costi di produzione per i produttori di smartphone.

    La domanda di componenti di memoria utilizzati nei data center per l’intelligenza artificiale ha contribuito all’aumento dei prezzi, incidendo sui costi dei componenti impiegati nell’elettronica di consumo.

    Anche i prezzi più elevati dei dispositivi hanno influenzato la domanda di smartphone.

    L’amministratore delegato di Qualcomm, Cristiano Amon, ha dichiarato a Reuters che le vendite di smartphone Android sembravano aver raggiunto un minimo e stavano iniziando a recuperare gradualmente.

    La società ha comunque riportato una significativa diminuzione annua dei ricavi trimestrali derivanti dai chip per telefoni cellulari.

    Brent stabile vicino ai 95 dollari dopo il calo di mercoledì

    I prezzi del petrolio si sono attestati intorno ai 95 dollari al barile giovedì, dopo aver perso oltre l’8% nella seduta precedente.

    I futures sul Brent hanno chiuso mercoledì a 94,62 dollari al barile, in calo di 8,98 dollari, pari all’8,7%.

    Il greggio statunitense West Texas Intermediate ha terminato la seduta a 88,12 dollari al barile, con una diminuzione di 7,97 dollari, o dell’8,3%.

    Entrambi i benchmark hanno registrato i livelli di chiusura più bassi dal 31 agosto.

    I ribassi hanno seguito i risultati delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, che hanno alimentato aspettative secondo cui un Congresso controllato dai Democratici potrebbe aumentare le pressioni per una soluzione negoziata del conflitto con l’Iran.

    Gli investitori hanno inoltre valutato se cambiamenti nella politica statunitense potessero eventualmente ridurre le restrizioni al trasporto di energia attraverso lo Stretto di Hormuz.

    La via marittima rappresenta un collegamento importante per il trasporto internazionale di petrolio e gas.

    I leader statunitensi commentano il conflitto con l’Iran

    Il presidente Donald Trump ha riconosciuto che il conflitto con l’Iran aveva contribuito alle perdite elettorali del Partito Repubblicano.

    Anche il vicepresidente JD Vance ha sollevato interrogativi sui costi politici ed economici associati al conflitto.

    L’esito delle elezioni ha alimentato ipotesi secondo cui il Congresso potrebbe cercare di limitare i finanziamenti alle operazioni militari o incoraggiare negoziati diplomatici.

    Gli operatori di mercato hanno interpretato questi sviluppi come un possibile aumento delle probabilità di una riduzione delle ostilità in Medio Oriente.

    Un eventuale miglioramento delle condizioni di navigazione nella regione potrebbe influenzare l’offerta e i prezzi globali dell’energia.

    Tuttavia, i tempi e gli esiti di eventuali sviluppi diplomatici rimangono incerti.

    La Bank of England dovrebbe aumentare i tassi d’interesse

    Gli investitori attendevano inoltre la decisione di politica monetaria della Bank of England prevista per giovedì.

    La banca centrale avrebbe dovuto aumentare il tasso di riferimento di 25 punti base, segnando il primo rialzo in oltre tre anni.

    La decisione attesa seguiva il persistere delle pressioni inflazionistiche nel Regno Unito.

    L’inflazione annua al consumo ha raggiunto il 3,5% a settembre, il livello più elevato degli ultimi 11 mesi e superiore all’obiettivo del 2% della Bank of England.

    L’aumento dei prezzi dell’energia, associato alle interruzioni dell’offerta in Medio Oriente, ha contribuito all’accelerazione dell’inflazione.

    Le aspettative del mercato indicavano che i responsabili della politica monetaria avrebbero potuto aumentare nuovamente i tassi nel 2027 qualora l’inflazione fosse rimasta elevata.

    La decisione avrebbe fornito ulteriori indicazioni sull’approccio della banca centrale all’inflazione e alle condizioni economiche.

    Prospettive dei mercati

    I mercati azionari statunitensi si avvicinavano alla seduta di giovedì con futures contrastati, mentre gli investitori valutavano le implicazioni politiche ed economiche delle elezioni di metà mandato.

    I titoli dei semiconduttori hanno registrato ribassi in un contesto di incertezza sulla futura regolamentazione dell’intelligenza artificiale e sugli investimenti infrastrutturali, mentre i risultati trimestrali di Qualcomm hanno evidenziato una minore domanda di chip per smartphone.

    I prezzi del petrolio si sono stabilizzati dopo il calo di mercoledì, riflettendo il cambiamento delle aspettative sul conflitto con l’Iran e sul suo possibile impatto sulle forniture energetiche.

    Gli investitori hanno inoltre monitorato i prossimi dati sull’occupazione negli Stati Uniti e l’annuncio sui tassi d’interesse della Bank of England per ottenere ulteriori indicazioni sugli sviluppi della politica monetaria.

  • Borse europee ai massimi da agosto tra risultati elettorali USA e trimestrali societarie: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee ai massimi da agosto tra risultati elettorali USA e trimestrali societarie: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno registrato rialzi giovedì, con lo STOXX 600 in progresso dello 0,5% nelle contrattazioni mattutine, mentre gli investitori valutavano i risultati delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, il calo dei prezzi dell’energia e le trimestrali societarie.

    L’indice paneuropeo ha proseguito il movimento positivo dopo la seduta di mercoledì, quando aveva registrato il maggiore incremento giornaliero da giugno, portandosi vicino ai livelli più elevati da agosto.

    I risultati elettorali, che hanno assegnato ai Democratici il controllo di entrambe le camere del Congresso statunitense, hanno alimentato aspettative di cambiamenti nella politica commerciale ed economica americana. Anche i prezzi del petrolio sono diminuiti, mentre gli investitori europei hanno continuato a seguire gli sviluppi della politica monetaria e le manifestazioni in Francia.

    Le società attive nelle infrastrutture tecnologiche hanno attirato l’attenzione dopo la pubblicazione dei risultati finanziari, tra cui il produttore francese di apparecchiature elettriche Legrand (EU:LR), che ha alzato le previsioni di crescita delle vendite annuali.

    Principali indici europei in rialzo

    I mercati azionari europei hanno registrato progressi in diverse piazze finanziarie durante la mattinata di giovedì.

    Il CAC 40 francese e il FTSE 100 britannico sono entrambi avanzati dell’1%, mentre l’IBEX 35 spagnolo ha guadagnato lo 0,9%.

    Il FTSE MIB italiano è salito dello 0,3% e lo STOXX 600 ha registrato un incremento dello 0,5%.

    I movimenti hanno seguito il rialzo di mercoledì, che aveva rappresentato il maggiore aumento percentuale giornaliero dello STOXX 600 da giugno.

    Gli investitori hanno continuato a valutare i risultati trimestrali insieme agli sviluppi della politica economica statunitense e alle prospettive dei tassi d’interesse europei.

    Le elezioni di metà mandato USA influenzano le aspettative dei mercati

    Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti hanno portato i Democratici a conquistare il controllo di entrambe le camere del Congresso.

    L’esito ha spinto gli investitori a riconsiderare le prospettive di ulteriori dazi commerciali e misure di politica fiscale.

    Gli operatori di mercato hanno valutato se il nuovo equilibrio parlamentare potesse limitare alcune iniziative commerciali e ridurre la probabilità di ulteriori misure con effetti inflazionistici.

    I prezzi internazionali del petrolio greggio sono diminuiti dopo i risultati elettorali, con possibili effetti di riduzione dei costi energetici per imprese e consumatori europei.

    Prezzi dell’energia più bassi possono influenzare i costi operativi nei settori manifatturiero, dei trasporti e in altre attività ad alta intensità energetica.

    I risultati delle elezioni hanno inoltre coinciso con rialzi sui mercati azionari internazionali.

    Legrand guadagna il 3,4% dopo il rialzo delle previsioni di vendita

    Il produttore francese di apparecchiature elettriche Legrand (EU:LR) è salito del 3,4% dopo aver aumentato per la seconda volta nel 2026 il proprio obiettivo di crescita delle vendite annuali.

    La società ha citato la domanda di apparecchiature per la distribuzione elettrica e di sistemi di gestione dei cavi utilizzati nei data center.

    Gli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale hanno sostenuto la domanda di dispositivi necessari ad alimentare e collegare le strutture informatiche.

    Le nuove previsioni di Legrand riflettono il contributo delle attività legate ai data center all’andamento delle vendite.

    L’annuncio ha richiamato l’attenzione sulle società che forniscono infrastrutture fisiche per le applicazioni di intelligenza artificiale.

    Arm Holdings in calo dopo le previsioni sui ricavi

    Le azioni Arm Holdings (NASDAQ:ARM) hanno perso il 4% dopo la pubblicazione delle previsioni sui ricavi.

    La società specializzata in tecnologie per semiconduttori ha previsto ricavi per il terzo trimestre leggermente superiori alle aspettative di Wall Street.

    Il movimento del titolo si è verificato mentre gli investitori continuavano ad analizzare risultati e previsioni delle società appartenenti alla filiera dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale.

    Anche il DAX tedesco ha registrato pressioni durante la seduta, sebbene il movimento delle azioni Arm non dimostri un contributo diretto all’andamento dell’indice tedesco.

    Attesa per la decisione sui tassi della Bank of England

    Gli investitori a Londra erano in attesa della decisione sui tassi d’interesse della Bank of England prevista per giovedì.

    Le aspettative del mercato indicavano un aumento di 25 punti base del tasso di riferimento al 4,00%, che rappresenterebbe il primo rialzo dei tassi della banca centrale in tre anni.

    La decisione attesa segue le pressioni inflazionistiche associate al prolungato conflitto che coinvolge Stati Uniti e Iran.

    L’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia importate ha contribuito alle preoccupazioni sull’inflazione nel Regno Unito.

    Gli investitori hanno inoltre monitorato gli sviluppi della politica monetaria della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea.

    La decisione attesa della Bank of England è rimasta un elemento di attenzione per le azioni britanniche, la sterlina e i settori sensibili ai tassi d’interesse.

    Diageo sale del 5% dopo l’aggiornamento sui ricavi

    Il gruppo britannico delle bevande Diageo (LSE:DGE) ha guadagnato il 5% dopo aver comunicato ricavi del primo trimestre superiori alle aspettative degli analisti.

    I risultati della società hanno attirato l’attenzione degli investitori durante una seduta caratterizzata da rialzi più ampi sul mercato azionario britannico.

    L’aumento del titolo ha seguito la pubblicazione dei ricavi, sebbene la fonte non riportasse ulteriori dati finanziari o revisioni delle previsioni.

    L’andamento di Diageo ha contribuito ai movimenti dei singoli titoli sulla Borsa di Londra.

    Proseguono le manifestazioni e gli scioperi nel settore pubblico francese

    Gli investitori hanno seguito anche gli sviluppi in Francia, dove giovedì si sono svolte manifestazioni e scioperi nel settore pubblico.

    Centinaia di migliaia di manifestanti si sono riuniti nelle principali città, mentre le mobilitazioni sindacali hanno provocato interruzioni nei trasporti pubblici, nell’istruzione e nei servizi municipali.

    Le proteste hanno seguito diverse settimane di tensioni politiche e sociali che hanno interessato l’amministrazione del presidente Emmanuel Macron.

    Le manifestazioni si sono svolte circa cinque mesi prima delle prossime elezioni presidenziali francesi, aggiungendo un elemento di attenzione politica interna per gli investitori che valutano il mercato francese.

    Nonostante le proteste, il CAC 40 ha registrato un rialzo dell’1% durante le contrattazioni mattutine.

    Prospettive per i mercati europei

    I rialzi di giovedì sui mercati azionari europei hanno riflesso una combinazione di trimestrali societarie, prezzi dell’energia più bassi e cambiamenti delle aspettative dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

    Le previsioni aggiornate di Legrand hanno evidenziato la domanda di infrastrutture per i data center, mentre i risultati sui ricavi di Diageo hanno sostenuto il titolo.

    Gli investitori hanno inoltre continuato a valutare la decisione attesa della Bank of England sui tassi d’interesse e i possibili effetti economici delle manifestazioni in corso in Francia.

    L’avanzata dello STOXX 600 ha prolungato i guadagni della seduta precedente, con i mercati europei vicini ai livelli più elevati da agosto.

  • BPER Banca supera le attese sull’utile operativo del terzo trimestre e alza le previsioni patrimoniali per il 2026

    BPER Banca supera le attese sull’utile operativo del terzo trimestre e alza le previsioni patrimoniali per il 2026

    BPER Banca (BIT:BPE) ha pubblicato risultati per il terzo trimestre 2026 superiori alle aspettative degli analisti in termini di risultato operativo prima delle rettifiche su crediti, sostenuti da maggiori altri proventi operativi, mentre alcune delle principali voci di ricavo e costo hanno registrato scostamenti contenuti rispetto al consenso.

    Il gruppo bancario italiano ha riportato un risultato operativo prima delle rettifiche su crediti superiore del 3% alle stime di consenso, sebbene i ricavi da commissioni siano risultati inferiori alle previsioni e i costi operativi abbiano superato le attese.

    La banca ha inoltre comunicato un coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 (CET1) del 15,1%, annunciato un dividendo intermedio di 694 milioni di euro e aggiornato le previsioni annuali relative al rischio di credito e alla solidità patrimoniale.

    Il risultato operativo prima delle rettifiche supera il consenso del 3%

    Il risultato operativo di BPER Banca prima delle rettifiche su crediti nel terzo trimestre è stato superiore del 3% alle stime di consenso degli analisti.

    Lo scostamento è stato determinato principalmente dai maggiori altri proventi operativi, che hanno compensato le differenze registrate nelle principali componenti di ricavo e costo.

    Il margine di interesse ha superato dell’1% le previsioni di consenso.

    I volumi dei prestiti sono rimasti invariati rispetto al trimestre precedente, mentre i depositi della clientela sono aumentati dell’1%.

    I dati riflettono un’attività creditizia relativamente stabile, accompagnata da un moderato incremento della raccolta nel periodo di riferimento.

    Le commissioni diminuiscono del 3% su base trimestrale

    I ricavi da commissioni sono risultati inferiori dell’1% alle aspettative di consenso e hanno registrato una flessione del 3% rispetto al secondo trimestre 2026.

    BPER Banca ha attribuito la diminuzione trimestrale a fattori stagionali che hanno interessato le attività generatrici di commissioni.

    Il calo delle commissioni si è contrapposto all’andamento del margine di interesse, che ha superato le previsioni del mercato.

    La performance dei ricavi principali della banca ha quindi evidenziato differenze tra i proventi da interessi e quelli commissionali nel corso del trimestre.

    I costi operativi superano le previsioni dell’1%

    BPER Banca ha registrato costi operativi superiori dell’1% alle stime di consenso.

    Nel terzo trimestre la banca ha contabilizzato 17 milioni di euro di oneri di ristrutturazione.

    Queste spese rientrano nel programma di ristrutturazione collegato all’acquisizione di BPSO.

    Su un totale di 400 milioni di euro di costi di ristrutturazione associati all’operazione, restavano da contabilizzare circa 30 milioni di euro.

    I dati indicano che la maggior parte degli oneri di ristrutturazione previsti era già stata rilevata entro la fine del periodo di riferimento.

    Il costo del rischio si attesta a 27 punti base

    BPER Banca ha riportato un costo del rischio di 27 punti base nel terzo trimestre.

    Le rettifiche su crediti del periodo sono risultate inferiori del 16% alle aspettative di consenso.

    L’incidenza delle esposizioni deteriorate è rimasta stabile rispetto al trimestre precedente.

    Tuttavia, i crediti classificati nello Stage 2, ossia le esposizioni che hanno registrato un significativo incremento del rischio di credito dalla rilevazione iniziale, sono aumentati del 4% durante il periodo.

    Il tasso di copertura delle esposizioni deteriorate è sceso al 53%, rispetto al 54% del trimestre precedente.

    Gli accantonamenti complessivi sono aumentati di 80 milioni di euro, raggiungendo 310 milioni di euro.

    I dati riflettono l’evoluzione degli indicatori di rischio creditizio e dei livelli di accantonamento della banca nel corso del trimestre.

    Il coefficiente CET1 sale al 15,1%

    BPER Banca ha registrato un coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 del 15,1% alla fine del terzo trimestre.

    Il rapporto è aumentato di 10 punti base rispetto al trimestre precedente e ha superato di altrettanti punti le aspettative di consenso, pari al 15,0%.

    Il miglioramento è stato registrato nonostante un impatto negativo di 25 punti base derivante da modifiche normative e dei modelli di calcolo durante il periodo.

    Il coefficiente CET1 misura il capitale regolamentare di qualità primaria di una banca in rapporto alle attività ponderate per il rischio.

    L’incremento registrato ha costituito la base per una revisione al rialzo delle previsioni patrimoniali annuali.

    Dividendo intermedio di 694 milioni di euro

    BPER Banca ha confermato la distribuzione di un dividendo intermedio complessivo di 694 milioni di euro.

    Il pagamento corrisponde a 0,33 euro per azione.

    La distribuzione è in linea con le indicazioni precedentemente comunicate dalla banca.

    L’annuncio conferma agli azionisti l’importo previsto per la remunerazione intermedia successiva ai risultati del terzo trimestre.

    Ridotte le previsioni sul costo del rischio per il 2026

    BPER Banca ha rivisto il proprio obiettivo di costo del rischio per il 2026 alla luce dei risultati trimestrali.

    La banca prevede ora che il costo del rischio per l’intero esercizio rimanga inferiore a 35 punti base, rispetto alla precedente indicazione di circa 40 punti base.

    La nuova previsione segue un costo del rischio di 27 punti base nel terzo trimestre e rettifiche su crediti inferiori alle aspettative di consenso.

    L’aggiornamento rappresenta una riduzione dei costi annuali attesi legati al rischio di credito.

    L’obiettivo CET1 viene alzato oltre il 14,5%

    La banca ha inoltre aggiornato il proprio obiettivo patrimoniale per l’intero esercizio.

    BPER Banca prevede ora un coefficiente CET1 superiore al 14,5% alla fine del 2026, rispetto alla precedente indicazione di circa il 14,5%.

    La revisione segue il coefficiente CET1 del 15,1% registrato nel terzo trimestre.

    La banca ha mantenuto la distribuzione del dividendo intermedio già annunciata, aggiornando contemporaneamente le proprie aspettative patrimoniali e sul rischio di credito.

    Prospettive caratterizzate da una maggiore dotazione patrimoniale e da minori costi del rischio attesi

    I risultati del terzo trimestre di BPER Banca hanno evidenziato un risultato operativo prima delle rettifiche su crediti superiore al consenso, sostenuto dagli altri proventi operativi, mentre le commissioni e i costi operativi hanno registrato scostamenti contenuti rispetto alle previsioni del mercato.

    La banca ha riportato un’incidenza stabile delle esposizioni deteriorate, sebbene i crediti Stage 2 siano aumentati e il relativo tasso di copertura delle esposizioni deteriorate sia leggermente diminuito.

    Dopo la pubblicazione dei risultati, BPER Banca ha ridotto le previsioni annuali sul costo del rischio e alzato l’obiettivo relativo al coefficiente patrimoniale CET1.

    Il gruppo ha inoltre confermato un dividendo intermedio di 694 milioni di euro, pari a 0,33 euro per azione.

    Maggiori informazioni su BPER Banca

    BPER Banca (BIT:BPE) è un gruppo bancario italiano che offre servizi di banca al dettaglio, corporate banking e private banking. Le sue attività comprendono finanziamenti, raccolta di depositi, servizi di pagamento, gestione del risparmio e prodotti finanziari destinati a privati e imprese. Il gruppo opera principalmente in Italia e ha ampliato le proprie attività bancarie attraverso acquisizioni e iniziative di integrazione.

  • FTSE MIB in rialzo dello 0,45%, Amplifon sale dopo i risultati di GN Store Nord

    FTSE MIB in rialzo dello 0,45%, Amplifon sale dopo i risultati di GN Store Nord

    Il FTSE MIB ha registrato un rialzo dello 0,45% nelle prime contrattazioni, sostenuto dagli acquisti sui titoli bancari e automobilistici, mentre i comparti energetico e dei semiconduttori hanno segnato ribassi dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

    Gli investitori sui mercati europei hanno valutato i risultati trimestrali delle società insieme alle possibili conseguenze della sconfitta elettorale di Donald Trump per la politica economica ed estera statunitense.

    Il calo delle quotazioni del petrolio ha penalizzato i titoli energetici italiani, mentre anche il settore tecnologico ha registrato flessioni in un contesto di incertezza sulle prospettive degli investimenti nell’intelligenza artificiale.

    Amplifon (BIT:AMP) si è distinta tra i titoli in rialzo, guadagnando il 3,7% dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali della danese GN Store Nord, dalla quale il gruppo italiano specializzato nei servizi per l’udito sta acquisendo GN Hearing.

    Bancari e automobilistici sostengono Piazza Affari

    Il FTSE MIB è avanzato dello 0,45%, grazie ai rialzi dei titoli bancari e automobilistici che hanno compensato le flessioni registrate in altri comparti.

    Entrambi i settori hanno guadagnato circa l’1% nelle prime fasi della seduta.

    L’andamento del mercato si è inserito in una giornata caratterizzata dall’analisi delle trimestrali societarie e delle possibili conseguenze dei risultati delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

    Anche le Borse europee hanno risentito del cambiamento delle aspettative sulla politica estera americana e sulle condizioni degli investimenti.

    Eni e Saipem in calo con la discesa del petrolio

    I titoli energetici italiani hanno registrato ribassi in seguito alla diminuzione delle quotazioni del greggio, in un contesto di aspettative di possibili cambiamenti nella politica statunitense verso il Medio Oriente.

    Le azioni Eni (BIT:ENI) hanno perso il 2,3%, mentre Saipem (BIT:SPM) ha ceduto l’1,7%.

    Il movimento dei prezzi petroliferi è seguito alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, con gli investitori impegnati a valutare se i risultati possano favorire un approccio meno conflittuale alle tensioni regionali.

    Il calo del greggio ha coinciso con pressioni sulle quotazioni dei titoli del settore energetico.

    STMicroelectronics e Technoprobe in territorio negativo

    Anche i titoli dei semiconduttori e della tecnologia hanno registrato flessioni durante la seduta.

    STMicroelectronics (BIT:STMMI) ha perso l’1,6%, mentre Technoprobe (BIT:TPRO) è arretrata dell’1,1%.

    L’andamento del comparto ha riflesso le preoccupazioni del mercato riguardo a un possibile rallentamento degli investimenti legati all’intelligenza artificiale dopo i risultati elettorali statunitensi.

    Gli investitori hanno continuato a valutare in che modo i cambiamenti del contesto politico potrebbero influenzare la spesa tecnologica e la domanda di semiconduttori.

    Amplifon guadagna il 3,7% dopo i risultati di GN Store Nord

    Le azioni Amplifon (BIT:AMP) sono salite del 3,7%, dopo aver registrato un progresso superiore al 5% nelle prime fasi della seduta.

    Il rialzo è seguito alla pubblicazione di risultati finanziari superiori alle aspettative da parte della società danese di tecnologie per l’udito GN Store Nord.

    Le azioni GN Store Nord hanno guadagnato oltre il 10% alla Borsa di Copenaghen dopo l’annuncio.

    Amplifon sta acquisendo GN Hearing dal gruppo danese, con il completamento dell’operazione previsto entro la fine del 2026.

    I risultati hanno attirato l’attenzione degli investitori per la loro rilevanza rispetto all’attività oggetto dell’acquisizione.

    Equita commenta i risultati di GN Hearing

    La società italiana di investimento Equita ha dichiarato che i risultati di GN Hearing sono coerenti con le proprie previsioni per Amplifon.

    In una nota di ricerca, Equita ha definito i dati “rassicuranti e in linea con le nostre stime annuali”.

    La società ha mantenuto la raccomandazione “buy” su Amplifon.

    La valutazione riflette l’interpretazione di Equita dei risultati di GN Hearing nel contesto dell’acquisizione in corso.

    Il completamento dell’operazione rimane previsto entro la fine dell’anno.

    Piazza Affari registra andamenti differenziati tra i settori

    Il rialzo iniziale della Borsa di Milano ha riflesso gli acquisti sui titoli bancari, automobilistici e su alcune società legate al settore sanitario, a fronte delle flessioni dei comparti energetico e dei semiconduttori.

    L’andamento delle azioni Amplifon è stato collegato alla pubblicazione dei risultati di GN Store Nord, mentre Eni, Saipem, STMicroelectronics e Technoprobe hanno registrato ribassi.

    Gli investitori hanno continuato a monitorare le trimestrali delle società europee e gli sviluppi della politica statunitense dopo le elezioni di metà mandato.

  • Tenaris registra ricavi in crescita del 4% a 3,10 miliardi di dollari nel terzo trimestre, con vendite in Nord America in aumento del 14%

    Tenaris registra ricavi in crescita del 4% a 3,10 miliardi di dollari nel terzo trimestre, con vendite in Nord America in aumento del 14%

    Tenaris S.A. (BIT:TEN) ha registrato un aumento del 4% dei ricavi nel terzo trimestre del 2026, raggiungendo 3,10 miliardi di dollari e superando le aspettative degli analisti, grazie al contributo delle maggiori vendite in Nord America.

    Il produttore di tubi in acciaio con sede in Lussemburgo ha riportato ricavi superiori alla previsione di consenso di 2,99 miliardi di dollari, mentre l’EBITDA rettificato ha raggiunto 756 milioni di dollari, rispetto ai 651 milioni attesi dal mercato.

    Le azioni Tenaris hanno guadagnato oltre il 3% dopo la pubblicazione dei risultati.

    La società ha inoltre registrato un miglioramento del margine EBITDA rettificato e prevede ulteriori incrementi dei ricavi e della redditività nel quarto trimestre.

    I ricavi del terzo trimestre superano le aspettative del mercato

    Tenaris ha generato ricavi pari a 3,10 miliardi di dollari nei tre mesi conclusi il 30 settembre 2026, rispetto ai 2,98 miliardi registrati nel corrispondente periodo del 2025.

    Il risultato ha superato di circa il 3,7% le stime di consenso degli analisti.

    L’EBITDA rettificato ha raggiunto 756 milioni di dollari, leggermente superiore ai 753 milioni dell’anno precedente e circa il 16,1% al di sopra della previsione di consenso di 651 milioni.

    Il margine EBITDA rettificato è aumentato al 24,4%, rispetto al 21,9% del secondo trimestre.

    Tenaris ha attribuito il miglioramento sequenziale del margine a un mix di prodotti più favorevole e all’efficienza operativa delle proprie attività produttive.

    I volumi dei tubi senza saldatura rimangono stabili

    Tenaris ha registrato volumi di vendita di tubi senza saldatura pari a 780.000 tonnellate metriche durante il terzo trimestre, invariati rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

    I prezzi medi di vendita sono aumentati del 2% rispetto al trimestre precedente, raggiungendo circa 3.000 dollari per tonnellata.

    L’incremento dei prezzi di vendita ha contribuito all’andamento dei ricavi, nonostante volumi di spedizione sostanzialmente stabili su base annua.

    La società ha continuato a fornire prodotti tubolari in acciaio destinati alla perforazione, alla produzione e al trasporto di petrolio e gas nei mercati internazionali.

    I ricavi in Nord America aumentano del 14%

    Il Nord America ha registrato ricavi pari a 1,65 miliardi di dollari nel terzo trimestre, con un incremento del 14% rispetto allo stesso periodo del 2025.

    La crescita è stata sostenuta dalle maggiori vendite di prodotti tubolari per l’industria petrolifera (OCTG) e tubi per condotte.

    La domanda di prodotti tubolari utilizzati nella perforazione e nelle infrastrutture energetiche ha contribuito all’andamento della regione.

    Il Nord America è rimasto uno dei principali mercati della società, rappresentando circa il 53% dei ricavi complessivi del trimestre.

    I ricavi in Asia Pacifico, Medio Oriente e Africa diminuiscono del 17%

    Tenaris ha registrato ricavi pari a 595 milioni di dollari nell’area Asia Pacifico, Medio Oriente e Africa, in diminuzione del 17% rispetto al terzo trimestre del 2025.

    Tuttavia, le vendite nella regione sono aumentate rispetto al trimestre precedente, grazie alle consegne ai clienti in Kuwait e Iraq.

    I dati riflettono differenti dinamiche della domanda e delle spedizioni nei mercati geografici in cui opera la società.

    Il miglioramento rispetto al trimestre precedente ha compensato parzialmente la flessione dei ricavi su base annua.

    Il flusso di cassa disponibile raggiunge 268 milioni di dollari

    Tenaris ha generato un flusso di cassa disponibile di 268 milioni di dollari durante il terzo trimestre.

    La società ha chiuso settembre con una posizione di cassa netta pari a 3,8 miliardi di dollari.

    La posizione di cassa riflette le risorse finanziarie della società al netto delle obbligazioni debitorie.

    Nell’aggiornamento, Tenaris non ha fornito ulteriori dettagli sulle distribuzioni agli azionisti o su eventuali modifiche alla propria politica di allocazione del capitale.

    Previsto un aumento dei ricavi e dell’EBITDA nel quarto trimestre

    Tenaris prevede un aumento sia dei ricavi sia dell’EBITDA rettificato nel quarto trimestre del 2026.

    La società si attende una maggiore domanda e prezzi di vendita più elevati per i prodotti OCTG in Nord America, insieme a un incremento delle spedizioni destinate ai progetti energetici offshore.

    Il management ha indicato che i risultati del quarto trimestre potrebbero stabilire un nuovo livello trimestrale di riferimento per ricavi ed EBITDA all’inizio del 2027.

    Le previsioni presuppongono l’assenza di cambiamenti significativi nel contesto geopolitico.

    La società continua a monitorare le condizioni della domanda nei diversi mercati regionali in vista del prossimo esercizio finanziario.

    Maggiori informazioni su Tenaris

    Tenaris S.A. (BIT:TEN) (NYSE:TS) è una società con sede in Lussemburgo specializzata nella produzione e fornitura di tubi in acciaio e servizi correlati per l’industria energetica globale. Produce tubi senza saldatura e saldati utilizzati nella perforazione, produzione e trasporto di petrolio e gas, oltre che in altre applicazioni industriali, servendo clienti in Nord America, Sud America, Europa, Asia, Medio Oriente e Africa.

  • Leonardo alza a 29,5 miliardi di euro la guidance sugli ordini 2026 dopo una crescita dei ricavi del 14,2% nei primi nove mesi

    Leonardo alza a 29,5 miliardi di euro la guidance sugli ordini 2026 dopo una crescita dei ricavi del 14,2% nei primi nove mesi

    Leonardo SpA (BIT:LDO) ha aumentato a circa 29,5 miliardi di euro la previsione di acquisizione ordini per l’intero esercizio 2026, dopo aver registrato una crescita dei ricavi, della redditività e dei nuovi ordini nei primi nove mesi dell’anno.

    Il gruppo italiano dell’aerospazio e della difesa ha acquisito nuovi ordini per 23,3 miliardi di euro nei nove mesi conclusi il 30 settembre 2026, con un incremento del 27,8% rispetto al corrispondente periodo del 2025.

    I ricavi sono aumentati del 14,2% a 15,35 miliardi di euro, mentre il risultato operativo prima di interessi, imposte e ammortamenti (EBITA) è cresciuto del 37,7% a 1,30 miliardi di euro.

    La società ha attribuito l’andamento alla domanda nei settori dell’elettronica per la difesa, degli elicotteri e dei velivoli militari, insieme al miglioramento delle prestazioni operative.

    I nuovi ordini aumentano del 27,8% a 23,3 miliardi di euro

    Leonardo ha registrato nuovi ordini per complessivi 23,3 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2026, in crescita del 27,8% su base annua.

    L’incremento riflette la domanda di prodotti e servizi per la difesa e l’aerospazio in diverse divisioni del gruppo.

    Il portafoglio ordini della società è aumentato del 27,7% a 60,4 miliardi di euro, garantendo una copertura della produzione superiore a 2,7 anni.

    Il portafoglio rappresenta le attività future già contrattualizzate e offre visibilità sulla produzione e sulle consegne programmate.

    I ricavi crescono del 14,2% e migliora il margine operativo

    Leonardo ha generato ricavi pari a 15,35 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2026, con un aumento del 14,2% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

    L’EBITA è cresciuto del 37,7%, raggiungendo 1,30 miliardi di euro.

    Il margine EBITA è salito all’8,5%, rispetto al 7,0% registrato un anno prima, con un miglioramento di 150 punti base.

    La società ha attribuito il risultato all’aumento dei volumi di attività e al miglioramento delle prestazioni operative nelle diverse divisioni.

    L’utile netto rettificato aumenta del 74,2%

    Leonardo ha registrato un utile netto rettificato di 812 milioni di euro nei primi nove mesi del 2026, in aumento del 74,2% su base annua.

    Il miglioramento si è accompagnato alla crescita dei ricavi e della redditività operativa.

    Il flusso di cassa operativo disponibile (Free Operating Cash Flow) è rimasto negativo per 68 milioni di euro, ma ha registrato un miglioramento rispetto al valore negativo di 426 milioni di euro del corrispondente periodo del 2025.

    La variazione rappresenta un miglioramento di 358 milioni di euro su base annua.

    Alzata a 29,5 miliardi di euro la guidance sugli ordini per il 2026

    Alla luce dei risultati dei primi nove mesi, Leonardo ha aumentato la previsione di nuovi ordini per il 2026 a circa 29,5 miliardi di euro, rispetto alla precedente guidance di 28,2 miliardi di euro.

    La revisione corrisponde a un incremento di 1,3 miliardi di euro.

    La società ha mantenuto invariate le altre principali previsioni finanziarie per l’intero esercizio.

    I ricavi sono attesi a circa 22,1 miliardi di euro, mentre l’EBITA è previsto a 2,21 miliardi di euro.

    Leonardo ha inoltre confermato l’obiettivo di Free Operating Cash Flow di 1,37 miliardi di euro e la previsione di indebitamento netto a fine esercizio di circa 2,2 miliardi di euro.

    La domanda nei settori difesa e aerospazio sostiene le prospettive

    Leonardo ha dichiarato che i risultati dei primi nove mesi riflettono la domanda nei settori dell’elettronica per la difesa, degli elicotteri e dei velivoli militari.

    La società ha inoltre segnalato miglioramenti nell’efficienza operativa, che hanno contribuito all’aumento dei margini e della redditività.

    Il management ha mantenuto le previsioni esistenti su ricavi, EBITA, flusso di cassa e indebitamento, aumentando al contempo le aspettative per l’acquisizione di ordini nell’intero esercizio.

    L’ampliamento del portafoglio ordini costituisce una base per le future attività produttive, subordinatamente all’esecuzione dei contratti e ai programmi di consegna.

    Maggiori informazioni su Leonardo

    Leonardo SpA (BIT:LDO) è un gruppo italiano attivo a livello internazionale nei settori dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza. Le sue attività comprendono elicotteri, velivoli militari, elettronica per la difesa, cybersicurezza e tecnologie spaziali. Il gruppo fornisce prodotti e servizi a clienti governativi, militari e commerciali.