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  • I future di Wall Street indicano un’apertura poco mossa in attesa dei dati sul lavoro USA: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future di Wall Street indicano un’apertura poco mossa in attesa dei dati sul lavoro USA: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future sui principali indici statunitensi sono rimasti sostanzialmente invariati giovedì, suggerendo un avvio prudente delle contrattazioni mentre gli investitori attendono il rapporto mensile sull’occupazione negli Stati Uniti previsto per venerdì.

    Gli operatori appaiono riluttanti ad assumere posizioni significative prima della pubblicazione dei dati sui Non-Farm Payrolls, che potrebbero influenzare le aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve.

    L’attenzione resta sul mercato del lavoro

    Gli economisti prevedono che l’economia statunitense abbia creato 88.000 nuovi posti di lavoro a luglio, dopo i 57.000 registrati a giugno.

    Nel frattempo, il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione sono salite leggermente nella settimana conclusa il 1° agosto.

    Le nuove richieste sono aumentate di 1.000 unità a 199.000 rispetto alle 198.000 della settimana precedente, un dato migliore delle attese del mercato che indicavano 202.000 richieste.

    SanDisk pesa sul comparto tecnologico

    Il settore tecnologico potrebbe aprire in debolezza dopo che SanDisk (NASDAQ:SNDK) ha perso circa il 10% nelle contrattazioni pre-market.

    Sebbene il produttore di memorie abbia pubblicato risultati trimestrali superiori alle aspettative, le previsioni per il trimestre in corso hanno deluso gli investitori.

    Chiusura contrastata per Wall Street

    Mercoledì i listini statunitensi hanno aperto in rialzo, ma hanno progressivamente perso slancio durante la seduta.

    Il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in rialzo di 263,24 punti (+0,5%) a 54.349,12, mentre l’S&P 500 ha ceduto 12,97 punti (-0,2%) a 7.723,55 e il Nasdaq Composite ha perso 221,55 punti (-0,8%) a 26.363,44.

    La debolezza della seconda parte della seduta è stata attribuita anche a prese di profitto dopo quattro sessioni consecutive di rialzi che avevano portato Dow e S&P 500 su nuovi massimi storici.

    I timori sugli investimenti nell’IA penalizzano i chip

    Il comparto tecnologico ha continuato a risentire delle preoccupazioni sugli investimenti nell’intelligenza artificiale dopo i risultati di SpaceX (NASDAQ:SPCX).

    Nonostante ricavi superiori alle attese, il titolo è crollato del 13,6% a causa del forte incremento delle spese in conto capitale.

    Anche Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD) ha perso il 7%, pur avendo pubblicato risultati trimestrali migliori delle previsioni.

    Disney sostiene il Dow

    Tra i principali titoli in rialzo si è distinta Disney (NYSE:DIS), che ha guadagnato il 3,7% dopo utili trimestrali superiori alle attese.

    Anche Amgen (NASDAQ:AMGN) e Nvidia (NASDAQ:NVDA) hanno registrato forti rialzi rispettivamente del 4,6% e del 3,4%.

    Il rapporto ADP mostra un rallentamento delle assunzioni

    Mercoledì ADP ha riferito che l’occupazione nel settore privato è aumentata di appena 44.000 unità a luglio.

    Il dato di giugno è stato rivisto al ribasso a 95.000 da 98.000, mentre gli analisti prevedevano una crescita di 75.000 posti di lavoro a luglio.

    Andamento contrastato tra i settori

    I titoli energetici sono stati penalizzati dal calo del prezzo del petrolio, con il NYSE Arca Oil Index in ribasso del 3% e il Philadelphia Oil Service Index in calo del 2,5%.

    Debole anche il comparto delle telecomunicazioni, con il NYSE Arca North American Telecom Index in flessione del 2,5%.

    Al contrario, i titoli auriferi hanno beneficiato del rialzo dell’oro, spingendo il NYSE Arca Gold Bugs Index a un progresso del 7,6%, il migliore dell’ultimo mese.

  • Le borse europee raggiungono nuovi massimi storici: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee raggiungono nuovi massimi storici: DAX, CAC, FTSE100

    Le azioni europee hanno toccato nuovi record giovedì, sostenute da solidi risultati societari, dall’ottimismo sui negoziati riguardanti lo Stretto di Hormuz e da dati economici tedeschi migliori delle attese.

    Secondo Destatis, gli ordini all’industria in Germania sono aumentati del 3,1% su base mensile a giugno, superando sia il rialzo rivisto dello 0,3% di maggio sia le previsioni degli economisti pari allo 0,5%. Su base annua, la crescita dei nuovi ordini è accelerata al 6,5% dal 4,5% del mese precedente.

    Sul fronte geopolitico, l’Iran ha dichiarato di essere nella fase finale della definizione di un accordo con l’Oman per il traffico commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz, negando il coinvolgimento degli Stati Uniti nei negoziati.

    I principali indici europei avanzano

    Il CAC 40 francese è salito dello 0,7%, mentre il DAX tedesco e il FTSE 100 britannico hanno entrambi guadagnato circa lo 0,2%.

    I titoli britannici sotto i riflettori

    Tullow Oil (LSE:TLW) ha perso il 5,3% per le preoccupazioni legate all’invariato livello di indebitamento.

    Wizz Air (LSE:WIZZ) ha ceduto l’1% dopo aver riportato una perdita trimestrale superiore alle attese.

    WPP (LSE:WPP) è balzata del 23% grazie a utili e margini del primo semestre superiori alle previsioni.

    Persimmon (LSE:PSN) è salita del 4% dopo aver indicato che le consegne di abitazioni per l’intero anno dovrebbero raggiungere la parte alta della precedente guidance.

    Serco (LSE:SRP) ha guadagnato il 6% dopo aver registrato un aumento dell’utile operativo sottostante nel primo semestre e ampliato il programma di riacquisto di azioni.

    Performance contrastata in Germania

    Fresenius (TG:FRE) è avanzata dell’1,6% dopo risultati trimestrali positivi e un miglioramento delle prospettive per il 2026.

    SGL Carbon (TG:SGL) è salita del 5% tornando all’utile nel secondo trimestre.

    Commerzbank (TG:CBK) ha guadagnato l’1,2% dopo risultati record nel primo semestre.

    Nordex (TG:NDX1) è avanzata del 2,5% grazie a un ordine da circa 525 MW da parte di Turkerler Holding.

    Henkel (TG:HEN) è balzata del 4,6% dopo aver migliorato la guidance sulla crescita organica per il 2026.

    Deutsche Telekom (TG:DTE) è salita di quasi il 6% ampliando il programma di buyback fino a 3 miliardi di euro aggiuntivi.

    Siemens (TG:SIE) ha perso il 5% dopo una guidance sugli utili inferiore alle aspettative.

    Merck (TG:MRK) ha guadagnato l’1,7% dopo aver migliorato le previsioni su ricavi e utili per l’intero esercizio.

    Altri titoli europei

    Swisscom (TG:SWJ) è salita del 4,3% confermando la guidance sui ricavi per il 2026.

    Adecco (TG:ADI1) ha ceduto il 3% dopo margini lordi e flussi di cassa operativi inferiori alle attese.

    Banco BPM (BIT:BAMI) è balzata del 5,3% dopo aver rivisto al rialzo le previsioni di utile per il 2026.

  • Il petrolio si stabilizza dopo il forte calo settimanale mentre il mercato valuta gli sviluppi sullo Stretto di Hormuz

    Il petrolio si stabilizza dopo il forte calo settimanale mentre il mercato valuta gli sviluppi sullo Stretto di Hormuz

    I prezzi del petrolio hanno registrato variazioni contenute giovedì, mantenendosi vicino ai recenti minimi mentre gli investitori valutavano i progressi verso una possibile ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz a fronte del perdurare delle tensioni geopolitiche e dell’inaspettato aumento delle scorte di greggio negli Stati Uniti.

    Alle 02:55 ET (06:55 GMT), i future sul Brent con scadenza ottobre salivano dello 0,3% a 79,71 dollari al barile, mentre i future sul West Texas Intermediate (WTI) avanzavano dello 0,2% a 75,38 dollari.

    Entrambi i contratti avevano chiuso la seduta di mercoledì praticamente invariati, ma restano avviati a registrare una perdita superiore al 10% nell’arco della settimana.

    L’intesa sullo Stretto di Hormuz migliora il sentiment, ma restano molte incognite

    Il clima di mercato è migliorato dopo che l’Iran ha annunciato di aver raggiunto un accordo con l’Oman sulle coordinate di una proposta di corridoio marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso il quale transita circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto.

    Tuttavia, gli operatori mantengono un atteggiamento prudente, poiché l’accordo non equivale a una piena riapertura dello stretto. Restano infatti da definire questioni fondamentali come le tariffe di transito, le ispezioni alle navi e gli accordi sulla sicurezza.

    Durante un comizio a Las Vegas, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che Washington continua i colloqui con Teheran e che “vedremo cosa succederà” con il proseguimento dei negoziati.

    L’Iran, tuttavia, ha smentito pubblicamente l’esistenza di negoziati di pace ufficiali con gli Stati Uniti.

    Gli analisti di ING hanno affermato: “Il vero punto di svolta ora sarà l’evoluzione dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, perché progressi concreti sono indispensabili prima che i flussi energetici possano realisticamente tornare alla normalità.”

    La prospettiva di un aumento del traffico delle petroliere attraverso Hormuz ha comunque attenuato parte dei timori relativi a prolungate interruzioni dell’offerta che avevano sostenuto il rialzo dei prezzi nelle ultime settimane.

    Gli analisti ritengono però che il premio per il rischio geopolitico resti elevato, considerate le ripetute difficoltà nei negoziati e l’incertezza sulla piena attuazione di un eventuale accordo.

    L’aumento delle scorte negli Stati Uniti limita il recupero del petrolio

    A frenare ulteriormente il mercato sono arrivati anche i dati del governo statunitense, che hanno evidenziato un inatteso aumento delle scorte di greggio pari a circa 2,5 milioni di barili nella scorsa settimana, contro attese di un calo di circa 1,5 milioni di barili. Il dato suggerisce una domanda a breve termine meno robusta.

    Le scorte di prodotti raffinati hanno invece continuato a diminuire, con le riserve di benzina in calo di 1,64 milioni di barili e quelle dei distillati in diminuzione di 3,47 milioni.

    Nel frattempo, le tensioni geopolitiche restano elevate anche in altre aree. Gli attacchi degli Houthi alle navi nel Mar Rosso, le conseguenze del conflitto tra Russia e Ucraina sui traffici marittimi e le interruzioni lungo la principale rotta di esportazione del Kazakistan continuano a rappresentare un rischio per le forniture energetiche globali.

  • L’oro resta vicino ai massimi di sette settimane grazie alle speranze sullo Stretto di Hormuz

    L’oro resta vicino ai massimi di sette settimane grazie alle speranze sullo Stretto di Hormuz

    I prezzi dell’oro hanno ridotto i guadagni iniziali giovedì, ma sono rimasti vicini ai massimi delle ultime sette settimane, sostenuti dall’ottimismo per un possibile accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, che ha contribuito ad attenuare le aspettative di inflazione e a ridurre le probabilità di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.

    Alle 00:57 ET (04:57 GMT), l’oro spot (XAU/USD) guadagnava lo 0,4% a 4.262,54 dollari l’oncia, mentre i future sull’oro salivano dello 0,4% a 4.321,65 dollari. L’argento (XAG/USD) avanzava dello 0,2% a 62,17 dollari l’oncia e il platino (XPT/USD) cresceva dell’1,3% a 1.756,50 dollari.

    Gli sviluppi sullo Stretto di Hormuz sostengono il metallo prezioso

    L’oro ha continuato a beneficiare del sostegno degli investitori dopo che Reuters ha riferito che una proposta di accordo tra Iran e Oman, finalizzata a porre fine ai cinque mesi di conflitto tra Teheran e Washington, concederebbe all’Iran il controllo delle navi in ingresso nel Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz.

    La prospettiva di un’intesa diplomatica ha alimentato le aspettative di un graduale allentamento delle tensioni sulle forniture energetiche globali. In seguito alla notizia, i prezzi del petrolio sono diminuiti, riflettendo la previsione di un minore rischio per l’offerta.

    Il calo delle quotazioni energetiche ha portato gli investitori a ridurre le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.

    I mercati attribuiscono ora una probabilità di circa il 55% a un aumento dei tassi a settembre, rispetto a circa il 67% registrato all’inizio della settimana.

    Anche il calo dei rendimenti dei Treasury statunitensi e l’indebolimento del dollaro hanno continuato a favorire l’oro, aumentando l’attrattiva degli investimenti privi di rendimento.

    Il mercato attende i dati sul lavoro negli Stati Uniti

    Nonostante il recente rialzo, gli investitori restano concentrati sui prossimi dati occupazionali statunitensi, che potrebbero fornire nuove indicazioni sulla futura politica monetaria della Federal Reserve.

    Il rapporto ADP ha evidenziato un rallentamento delle assunzioni nel settore privato durante luglio, spostando ora l’attenzione sul rapporto ufficiale sui nuovi occupati non agricoli in programma venerdì.

    Gli analisti di ANZ hanno affermato che il rialzo dell’oro ha acquisito slancio grazie alle speranze di riapertura dello Stretto di Hormuz, che hanno ridotto le pressioni inflazionistiche e reso meno probabili ulteriori aumenti dei tassi da parte della Federal Reserve.

    Gli esperti hanno inoltre osservato che il movimento rialzista si è rafforzato dopo il superamento di un’importante resistenza tecnica. Tuttavia, la governatrice della Federal Reserve Lisa Cook ha avvertito che la banca centrale è pronta ad aumentare nuovamente i tassi se l’inflazione non continuerà a rallentare, sottolineando che non è possibile attendere il raggiungimento dell’obiettivo del 2%.

  • Futures USA contrastati tra negoziati con l’Iran, trimestrali e attesa per i dati sul lavoro: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Futures USA contrastati tra negoziati con l’Iran, trimestrali e attesa per i dati sul lavoro: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I future sui principali indici di Wall Street hanno mostrato un andamento contrastato giovedì, mentre gli investitori seguivano gli sviluppi diplomatici con l’Iran, analizzavano una nuova serie di risultati societari e attendevano i dati chiave sul mercato del lavoro statunitense.

    Alle 01:17 ET (05:17 GMT), i future sul Dow Jones salivano di 122 punti, pari allo 0,2%, quelli sull’S&P 500 guadagnavano lo 0,2%, mentre i future sul Nasdaq 100 cedevano lo 0,1%, riflettendo la persistente debolezza del comparto tecnologico.

    Nella seduta precedente il Dow Jones aveva chiuso in rialzo dello 0,5%, mentre l’S&P 500 aveva perso lo 0,2% e il Nasdaq Composite lo 0,8%.

    I titoli tecnologici sono rimasti sotto pressione dopo le indiscrezioni sui maggiori investimenti nell’intelligenza artificiale da parte di SpaceX (NASDAQ:SPCX). Anche Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD) ha registrato un calo dopo che Elon Musk ha dichiarato che SpaceX non acquisterà più i processori di ultima generazione della società, nonostante risultati trimestrali complessivamente positivi.

    Sul fronte macroeconomico, il rapporto ADP ha evidenziato una crescita dell’occupazione privata inferiore alle attese a luglio, mentre gli aumenti salariali per chi cambia impiego sono rimasti sostenuti. Altri dati hanno mostrato un rafforzamento del settore dei servizi statunitense, accompagnato però da un rallentamento dell’occupazione e da pressioni inflazionistiche più elevate. L’attenzione del mercato è ora rivolta ai dati ufficiali sull’occupazione in uscita venerdì.

    I negoziati con l’Iran restano al centro dell’attenzione

    Gli investitori continuano inoltre a seguire da vicino i colloqui tra Stati Uniti e Iran.

    Sebbene il presidente Donald Trump e altri esponenti dell’amministrazione abbiano indicato che le trattative stanno procedendo positivamente, un accordo definitivo non è stato ancora raggiunto. Trump ha affermato che i negoziati con Teheran stanno andando bene.

    Secondo Reuters, i funzionari statunitensi continuano a ribadire che qualsiasi accordo non dovrà consentire all’Iran di controllare l’accesso allo Stretto di Hormuz, rotta strategica attraverso la quale transitava circa un quinto delle esportazioni mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto prima dello scoppio del conflitto.

    L’agenzia riferisce tuttavia che una proposta tra Iran e Oman assegnerebbe a Teheran la supervisione delle navi dirette nel Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha dichiarato che Iran e Oman hanno concordato le coordinate geografiche del corridoio marittimo.

    Un alto funzionario iraniano ha inoltre dichiarato a Reuters che Teheran punta a introdurre tariffe di transito fino al 7% del valore del carico delle navi commerciali. Prima della guerra, il passaggio attraverso lo stretto era gratuito.

    I prezzi del petrolio erano in lieve calo, dopo le forti oscillazioni registrate nella seduta precedente, mentre il mercato continua a monitorare i possibili effetti sull’inflazione e sulla politica monetaria.

    Sandisk supera le attese, ma la guidance limita l’entusiasmo

    Sandisk (NASDAQ:SNDK) ha pubblicato risultati trimestrali superiori alle aspettative grazie all’aumento dei prezzi e alla forte domanda di memorie destinate ai data center.

    Per il primo trimestre dell’esercizio 2027, la società prevede ricavi compresi tra 10,3 e 10,8 miliardi di dollari, in linea con il consenso di mercato pari a 10,62 miliardi. L’utile per azione rettificato è atteso tra 44,00 e 46,00 dollari, rispetto a una stima media di 44,21 dollari.

    Pur avendo ampliato il programma di riacquisto di azioni proprie e registrato un’altra trimestrale di forte crescita, gli investitori hanno reagito con prese di beneficio, poiché le previsioni non hanno superato significativamente le aspettative già molto elevate. Il titolo ha perso circa il 2% nelle contrattazioni after-hours.

    Nel quarto trimestre i ricavi sono saliti a 8,97 miliardi di dollari, con una crescita del 51% rispetto al trimestre precedente e del 372% su base annua. L’utile netto GAAP è balzato a 6,90 miliardi di dollari, pari a 43,97 dollari per azione diluita, rispetto alla perdita di 23 milioni di dollari registrata un anno prima.

    Block migliora le previsioni sugli utili

    Block (NYSE:XYZ) ha superato le attese del mercato sia sul fronte dei ricavi sia su quello degli utili e ha rivisto al rialzo la guidance sull’utile rettificato per l’intero esercizio.

    La società fintech ha inoltre pubblicato previsioni per il trimestre in corso superiori alle aspettative degli analisti, anche se il titolo ha registrato un lieve calo nel premercato.

    Il gruppo controlla piattaforme come Square, Afterpay e Cash App, quest’ultima principale fonte di ricavi e applicazione dedicata ai pagamenti digitali, alla gestione finanziaria personale e alle operazioni in bitcoin.

    Fondata nel 2009 con il nome Square da Jack Dorsey, cofondatore di Twitter, la società ha adottato il nome Block nel 2021 per riflettere l’espansione verso le tecnologie blockchain.

    Moderna ottiene il via libera della FDA per il vaccino antinfluenzale a mRNA

    Moderna (NASDAQ:MRNA) ha annunciato che la Food and Drug Administration statunitense ha approvato mFLUSIVA per gli adulti dai 50 anni in su. Si tratta del primo vaccino antinfluenzale a mRNA della società e del suo quarto prodotto approvato dalla FDA.

    L’azienda prevede di avviare le forniture ai principali rivenditori statunitensi nelle prossime settimane, in vista della stagione influenzale 2026-2027. A livello globale, mFLUSIVA rappresenta il quinto prodotto approvato del gruppo.

    L’approvazione si basa sui risultati di uno studio di fase 3 che ha coinvolto oltre 40.800 partecipanti in 11 Paesi ed è arrivata dopo il parere favorevole unanime del comitato consultivo della FDA.

    Per la popolazione con almeno 65 anni, il vaccino ha ottenuto un’approvazione accelerata sulla base dei dati di risposta immunitaria provenienti da uno studio separato condotto negli Stati Uniti. Moderna ha precisato che saranno effettuati ulteriori studi post-commercializzazione per confermare i benefici clinici.

    Le azioni Moderna hanno registrato un rialzo nelle contrattazioni after-hours.

  • I prezzi del gas europeo tornano a salire mentre i rischi sull’offerta prevalgono sulla diplomazia

    I prezzi del gas europeo tornano a salire mentre i rischi sull’offerta prevalgono sulla diplomazia

    I prezzi del gas naturale europeo sono tornati in rialzo giovedì, recuperando le recenti perdite poiché i problemi di approvvigionamento e il lento riempimento degli stoccaggi hanno nuovamente prevalso sull’ottimismo legato agli sviluppi diplomatici in Medio Oriente.

    I future sul gas TTF olandese con consegna nel mese successivo, riferimento per il mercato europeo, sono saliti del 2,2% fino a circa 54,50 euro per megawattora. Nel Regno Unito, il contratto equivalente sul mercato all’ingrosso è avanzato di oltre il 2,4% a 134,20 pence per therm, recuperando dopo aver toccato i minimi delle ultime tre settimane nella seduta precedente.

    Il rimbalzo evidenzia la persistente fragilità del mercato energetico europeo. Sebbene le notizie su un accordo preliminare tra Iran e Oman riguardante la sicurezza delle rotte marittime abbiano temporaneamente ridotto i premi di rischio geopolitico, i flussi di gas naturale liquefatto (GNL) attraverso lo Stretto di Hormuz continuano a essere fortemente limitati.

    I ritardi nelle spedizioni ostacolano ancora le forniture estive dei principali esportatori del Golfo Persico, tra cui il Qatar, mantenendo sotto pressione l’equilibrio dell’offerta globale di GNL.

    Queste difficoltà stanno inoltre rallentando i preparativi dell’Europa in vista della stagione invernale. Gli impianti di stoccaggio dell’Unione Europea hanno iniziato agosto con un livello di riempimento di circa il 55%, ben al di sotto della media degli ultimi cinque anni e tra i ritmi di accumulo stagionale più lenti registrati negli ultimi anni.

    Le elevate temperature che hanno interessato l’Europa centrale e meridionale hanno ulteriormente frenato il riempimento degli stoccaggi, poiché la maggiore domanda di elettricità per il raffrescamento ha costretto le utility a utilizzare più gas per la produzione di energia.

    Nel frattempo, la forte concorrenza degli acquirenti asiatici per i carichi spot di GNL disponibili dovrebbe continuare a sostenere i prezzi europei finché i livelli di stoccaggio non mostreranno un’accelerazione significativa in vista dell’inverno.

  • Le Borse europee toccano nuovi massimi grazie ai risultati societari e alle speranze sul Medio Oriente: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee toccano nuovi massimi grazie ai risultati societari e alle speranze sul Medio Oriente: DAX, CAC, FTSE100

    Le azioni europee hanno proseguito il loro rialzo giovedì, raggiungendo un nuovo massimo storico mentre gli investitori valutavano la possibilità di un accordo tra Stati Uniti e Iran e seguivano gli sviluppi sulla possibile riapertura dello Stretto di Hormuz. L’attenzione del mercato è rimasta inoltre concentrata sulla nuova ondata di risultati societari.

    Alle 07:18 GMT, l’indice paneuropeo STOXX 600 guadagnava lo 0,4% a quota 660, dopo aver già chiuso ai massimi storici nelle due sedute precedenti.

    Secondo Reuters, una fonte iraniana di alto livello e due funzionari regionali hanno riferito che una proposta di accordo tra Iran e Oman, finalizzata a porre fine a cinque mesi di conflitto, concederebbe a Teheran il controllo delle navi in ingresso nel Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz. La proposta rappresenterebbe una delle concessioni più significative finora avanzate nei confronti dell’Iran.

    La stagione delle trimestrali continua a sostenere il sentiment degli investitori. Gli analisti hanno progressivamente rivisto al rialzo le stime sugli utili e, secondo i dati elaborati da LSEG, gli utili del secondo trimestre delle società dello STOXX 600 sono ora attesi in crescita di quasi il 21%, rispetto a una previsione di circa il 12,5% all’inizio di maggio.

    Le azioni di Deutsche Telekom (TG:DTE) sono salite del 5,5% dopo che il gruppo tedesco delle telecomunicazioni ha ampliato di 3 miliardi di euro il programma di riacquisto di azioni proprie per il 2026, portandolo fino a un massimo di 5 miliardi di euro. L’intero comparto europeo delle telecomunicazioni ha registrato un progresso dell’1,6%.

    Anche il settore alimentare e delle bevande ha chiuso in territorio positivo, con un rialzo dell’1%. Glanbia (LSE:GLB) è balzata dell’8,4% dopo aver comunicato una crescita del 7% dei ricavi del primo semestre rispetto all’anno precedente.

    Gli investitori hanno inoltre ignorato il recente arretramento dei titoli tecnologici globali seguito al rally legato all’intelligenza artificiale, con l’indice tecnologico STOXX 600 in rialzo dello 0,1%.

    Nel corso della giornata, l’attenzione si sposterà sui dati delle vendite al dettaglio dell’Eurozona, che potrebbero offrire ulteriori indicazioni sull’andamento dei consumi nella regione.

  • BPER Banca alza gli obiettivi del piano industriale dopo un primo semestre da record

    BPER Banca alza gli obiettivi del piano industriale dopo un primo semestre da record

    BPER Banca (BIT:BPE) ha rivisto al rialzo le proprie previsioni finanziarie in seguito all’aggiornamento del piano strategico “B:Dynamic Full Value 2027”, fissando nuovi obiettivi fino al 2028. La decisione arriva dopo che l’istituto ha raggiunto con un anno di anticipo i target previsti dal piano industriale presentato nel 2024, completandoli già entro la fine del 2025.

    La banca prevede ora ricavi complessivi in crescita da 7,4 miliardi di euro nel 2025 a circa 8 miliardi di euro nel 2028, pari a un tasso annuo composto di crescita del 2,3%. L’utile netto è atteso a circa 2,7 miliardi di euro entro il 2028.

    Il margine di interesse dovrebbe aumentare da 4,4 miliardi a circa 4,7 miliardi di euro, mentre le commissioni nette sono previste in crescita di circa 400 milioni di euro, da 2,6 miliardi a circa 3 miliardi, grazie al contributo del Wealth Management, della bancassicurazione e dei servizi bancari. Il peso delle commissioni sui ricavi complessivi dovrebbe così salire da circa il 35% a circa il 38%.

    I costi operativi, al netto di ammortamenti e svalutazioni, sono attesi in calo da circa 3 miliardi di euro nel 2025 a circa 2,8 miliardi nel 2028, nonostante l’impatto dell’inflazione e di circa 200 milioni di euro di ammortamenti. Il miglioramento sarà sostenuto da risparmi lordi stimati in circa 300 milioni di euro, consentendo al cost/income ratio di migliorare da circa il 45% a circa il 40%.

    La banca prevede inoltre di mantenere il coefficiente patrimoniale CET1 sopra il 14,5%, pur aumentando la remunerazione degli azionisti.

    Dopo l’annuncio del nuovo piano, le azioni BPER Banca sono salite di circa l’1% alla Borsa di Milano, riportandosi sopra i 15 euro.

    Maggiore remunerazione per gli azionisti

    Forte dei nuovi obiettivi, il gruppo ha aumentato anche i target di distribuzione del capitale, portando il payout complessivo a un livello “pari o superiore all’85%”, attraverso una combinazione equilibrata di dividendi in contanti e riacquisti di azioni proprie. Su base di competenza, la remunerazione complessiva degli azionisti nel periodo 2025-2028 è ora prevista in circa 7,5 miliardi di euro.

    Le distribuzioni relative al 2025 e quelle accantonate sugli utili del primo semestre 2026 superano già i 3,1 miliardi di euro, includendo il programma di buyback già autorizzato fino a 750 milioni di euro.

    Utili record nel primo semestre superiori alle attese

    L’aggiornamento delle previsioni è stato sostenuto da risultati semestrali record, con un utile netto ordinario pari a 1,326 miliardi di euro, il più elevato nella storia della banca, in crescita del 14,7% rispetto allo stesso periodo del 2025 e superiore alle attese degli analisti, che indicavano un utile di circa 1,19 miliardi di euro.

    Il margine di interesse è aumentato dell’1,4% a 2,212 miliardi di euro, mentre le commissioni nette sono cresciute del 4,8% a 1,353 miliardi di euro. I proventi operativi netti hanno raggiunto 3,876 miliardi di euro (+4,5%), mentre i costi operativi sono diminuiti del 3,9% a 1,605 miliardi di euro.

    Le rettifiche nette su crediti si sono attestate a 186,9 milioni di euro (+0,9%), con il cost/income ratio migliorato al 41,4% dal 45,0% dell’anno precedente. Il costo del credito è stato pari a 28 punti base.

    La qualità degli attivi è rimasta solida, con un’incidenza netta dei crediti deteriorati dell’1,1%, mentre il coefficiente CET1 ha raggiunto il 15%.

    L’amministratore delegato Gianni Franco Papa ha dichiarato: “Bper Banca ha conseguito ancora una volta risultati eccellenti nel secondo trimestre e nel primo semestre dell’anno, che assumono un valore ancora maggiore alla luce dell’eccezionale impegno profuso per completare l’integrazione di Banca Popolare di Sondrio.”

    Il manager ha aggiunto che i risultati sono stati sostenuti da “la crescita degli impieghi, con nuove erogazioni superiori a 13 miliardi di euro, l’incremento delle masse gestite e amministrate e lo sviluppo delle attività a maggior valore aggiunto, che dimostrano la validità del nostro approccio.”

    Papa ha concluso: “Abbiamo dimostrato la nostra capacità di gestire il cambiamento e trasformarlo in un’opportunità di crescita sostenibile, costruendo un’organizzazione oggi pronta ad affrontare le sfide future.”

  • Banco BPM alza la guidance sugli utili e rafforza i piani di remunerazione degli azionisti

    Banco BPM alza la guidance sugli utili e rafforza i piani di remunerazione degli azionisti

    Banco BPM (BIT:BAMI) ha pubblicato solidi risultati per il primo semestre, registrando un utile record che ha spinto il management a migliorare le previsioni finanziarie e ad aumentare la distribuzione di capitale agli azionisti.

    L’istituto prevede ora un utile netto superiore a 1,95 miliardi di euro per l’intero esercizio, rispetto alla precedente indicazione di “circa” 1,95 miliardi di euro.

    La banca ha spiegato che l’utile sarà “sostenuto da ricavi più elevati, da una migliore efficienza operativa e da un minore costo del rischio”, consentendo di “assorbire in larga misura l’impatto di 100 milioni di euro derivante da nuovi fattori esogeni negativi, attribuibili alla legge di bilancio e al contesto sistemico.”

    Banco BPM ha inoltre migliorato le prospettive sulla remunerazione degli azionisti, prevedendo un dividendo di 0,50 euro per azione, pari a circa 750 milioni di euro, rispetto agli 0,46 euro per azione, pari a circa 700 milioni di euro, distribuiti lo scorso anno. Nell’intero arco del piano strategico 2024-2027, la distribuzione complessiva di capitale dovrebbe raggiungere circa 7 miliardi di euro, rispetto ai 6 miliardi previsti in precedenza. Secondo la banca, questo incremento è possibile “grazie all’aumento degli utili distribuibili e all’ampia disponibilità di capitale, che manterrà un generoso margine rispetto alla soglia minima del 13% prevista dal piano.”

    L’amministratore delegato Giuseppe Castagna ha dichiarato che la decisione riflette “una creazione di valore di lungo termine molto sostenibile e costante”, nonostante il gruppo non abbia ottenuto il Danish Compromise relativo ad Anima Holding.

    Banco BPM ha inoltre sottolineato che “la nuova guidance sull’utile netto 2026 colloca il gruppo in anticipo rispetto al percorso verso l’obiettivo di 2,15 miliardi di euro previsto per il 2027.”

    Risultati del primo semestre superiori alle attese

    Nei primi sei mesi del 2026, l’utile netto delle attività in funzionamento è salito del 3,9% su base annua a 1,1 miliardi di euro. L’utile netto contabile è invece diminuito del 12,7% a 1,06 miliardi di euro in seguito alla rivalutazione della partecipazione in Anima, superiore a 200 milioni di euro.

    L’utile netto rettificato ha raggiunto il livello record di 1,08 miliardi di euro, con una crescita del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025.

    I proventi operativi sono aumentati del 5,7% a 3,2 miliardi di euro. Il margine di interesse è diminuito del 4,1% a 1,5 miliardi di euro, mentre le commissioni nette sono cresciute del 13,8% a 1,4 miliardi di euro. I costi operativi sono aumentati dell’1,5% a 1,4 miliardi di euro, portando il cost/income ratio al 43%, definito dalla banca “un massimo storico.”

    Sul fronte patrimoniale, il coefficiente CET1 si è attestato al 14,4%.

    Nel solo secondo trimestre, Banco BPM ha registrato un utile netto di 580 milioni di euro, superando nettamente il consenso di mercato pari a 533 milioni di euro.

    Gli analisti di Jefferies hanno definito i conti “più forti del previsto” e hanno aumentato il prezzo obiettivo sul titolo da 14,50 a 16,60 euro, mentre le azioni scambiavano in mattinata a 17,225 euro, in rialzo del 4,20%.

    La banca d’affari ha inoltre evidenziato che il risultato del secondo trimestre è stato “circa il 10% superiore al consenso” e ha rivisto al rialzo le stime sull’utile per azione e sul dividendo del 2% per il 2026, del 4% per il 2027 e del 5% per il 2028.

  • Wall Street verso un’altra apertura in rialzo dopo i massimi storici: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Wall Street verso un’altra apertura in rialzo dopo i massimi storici: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I futures sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura positiva mercoledì, con gli investitori pronti a prolungare il rally che nelle ultime sedute ha spinto il Dow Jones e lo S&P 500 su nuovi massimi storici.

    Il sentiment continua a beneficiare del calo dei prezzi del petrolio e delle crescenti speranze di un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz.

    Il calo del petrolio sostiene i mercati azionari

    La recente forza di Wall Street è stata favorita soprattutto dalla brusca discesa delle quotazioni del greggio, diminuite di oltre il 10% nelle ultime due sedute.

    Sebbene il petrolio abbia recuperato parte delle perdite mercoledì, gli investitori restano fiduciosi che i colloqui tra Stati Uniti e Iran possano portare presto a un accordo per ripristinare il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Disney guida i rialzi nel pre-market

    Tra i singoli titoli, Disney (NYSE:DIS) è salita di oltre il 3% nelle contrattazioni pre-market dopo aver pubblicato risultati del terzo trimestre fiscale superiori alle attese degli analisti.

    La società ha così rafforzato il clima positivo alimentato dalla recente stagione delle trimestrali.

    I principali indici estendono il rally

    Martedì Wall Street ha registrato un’altra seduta di forti rialzi, con tutti e tre i principali indici in netto progresso.

    Il Dow Jones ha guadagnato 907,47 punti (+1,7%), chiudendo al nuovo record di 54.085,88 punti.

    Il Nasdaq Composite è salito di 671,10 punti (+2,6%) a 26.584,99 punti, mentre lo S&P 500 ha aggiunto 136,02 punti (+1,8%) terminando la seduta al record di 7.736,52 punti.

    Pur avendo ridotto parte dei guadagni nelle ultime fasi della seduta, gli indici hanno mantenuto un solido slancio rialzista.

    Petrolio e trimestrale di Palantir alimentano l’ottimismo

    Il forte calo del petrolio ha contribuito a migliorare il sentiment degli investitori. I futures sul greggio statunitense hanno perso il 5,7% martedì, dopo una flessione superiore al 5% registrata anche lunedì.

    Le quotazioni hanno invertito la rotta dopo le dichiarazioni del Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, secondo cui Washington e Teheran potrebbero raggiungere un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz entro pochi giorni.

    Anche il settore tecnologico ha sostenuto il rally grazie agli ottimi risultati di Palantir (NASDAQ:PLTR).

    Le azioni della società sono balzate di quasi il 30% dopo risultati trimestrali superiori alle attese e l’aumento della guidance per l’intero esercizio.