Borse europee poco mosse in attesa della BCE e dei dati sull’inflazione statunitense: DAX, CAC, FTSE100

French stock exchange CAC 40

Le Borse europee hanno registrato variazioni contenute giovedì, mentre gli investitori attendevano la decisione sui tassi di interesse della Banca Centrale Europea, i dati sull’inflazione statunitense e ulteriori risultati trimestrali delle società quotate. Le contrattazioni sono seguite alla decisione della Federal Reserve di lasciare invariati i tassi, mentre i risultati dei principali gruppi tecnologici hanno provocato reazioni differenti sui mercati.

L’indice STOXX 600 è rimasto sostanzialmente invariato, mentre il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,2%. Il CAC 40 francese è avanzato dello 0,6% e il FTSE 100 di Londra è salito dello 0,3%.

L’attenzione degli operatori era concentrata sulla conferenza stampa della presidente della BCE Christine Lagarde, sulla pubblicazione dei dati di settembre relativi all’indice statunitense dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) e sui risultati di Amazon e Intel, attesi dopo la chiusura di Wall Street.

Mercati europei con variazioni contenute

Le azioni europee hanno registrato oscillazioni relativamente limitate durante la seduta di giovedì, mentre gli investitori valutavano gli sviluppi della politica monetaria e i risultati societari.

L’indice paneuropeo STOXX 600 è rimasto invariato, mentre il DAX tedesco ha registrato un aumento dello 0,2%.

Il CAC 40 francese ha guadagnato lo 0,6% e il FTSE 100 britannico è avanzato dello 0,3%.

I movimenti dei mercati sono arrivati in vista dell’annuncio di politica monetaria della BCE, con gli investitori impegnati anche a valutare le implicazioni dell’ultima decisione sui tassi della Federal Reserve.

Le trimestrali societarie hanno rappresentato un ulteriore fattore nell’andamento dei singoli titoli sulle Borse europee.

BCE attesa confermare il tasso sui depositi al 2,50%

Le aspettative prevalenti indicavano che il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea avrebbe mantenuto il tasso sui depositi al 2,50%.

La decisione attesa segue gli aumenti dei tassi effettuati a giugno e settembre, introdotti in risposta alle pressioni inflazionistiche associate alle interruzioni delle forniture energetiche.

Gli operatori attendevano inoltre le dichiarazioni della presidente Christine Lagarde sulle prospettive della politica monetaria.

I prezzi del petrolio greggio rimanevano superiori a 100 dollari al barile, mentre i futures europei sul gas naturale erano scambiati vicino ai livelli registrati nel 2022.

In questo contesto, i futures sui tassi indicavano una probabilità implicita di circa l’80% di un aumento di 25 punti base da parte della BCE a dicembre.

Gli investitori valutavano inoltre se l’aumento dei costi di finanziamento dei titoli sovrani e l’inasprimento delle condizioni di concessione del credito bancario potessero influenzare la valutazione della banca centrale sulla necessità di ulteriori rialzi.

La Federal Reserve lascia invariati i tassi di interesse

Il Federal Open Market Committee statunitense ha mantenuto l’intervallo obiettivo dei federal funds tra il 3,75% e il 4,00% al termine della riunione di mercoledì.

Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh non ha fornito indicazioni esplicite sulle tempistiche delle future decisioni sui tassi.

L’assenza di indicazioni precise sui successivi interventi di politica monetaria ha lasciato gli operatori a valutare la possibilità di ulteriori misure restrittive.

La decisione della Federal Reserve ha costituito uno dei principali riferimenti di politica monetaria per le contrattazioni europee di giovedì.

Inflazione core PCE statunitense attesa in aumento dello 0,3%

Gli investitori attendevano la pubblicazione dell’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) degli Stati Uniti relativo a settembre, una misura dell’inflazione monitorata dalla Federal Reserve.

Le stime consensuali degli analisti indicavano un aumento mensile dello 0,3% dell’indice core PCE, che esclude alimentari ed energia.

Il dato si confronterebbe con l’incremento dello 0,2% registrato ad agosto.

La pubblicazione avrebbe fornito ulteriori informazioni sull’andamento dell’inflazione statunitense dopo la decisione della Federal Reserve di mantenere invariato l’attuale intervallo dei tassi.

Shell guadagna il 2,6% dopo i risultati

Le azioni Shell (LSE:SHEL) hanno guadagnato il 2,6% dopo che il gruppo energetico ha comunicato un utile netto superiore alle aspettative del mercato.

La società ha inoltre aumentato il proprio programma di riacquisto di azioni.

L’annuncio dei risultati ha accompagnato il rialzo del titolo durante la seduta europea.

L’aumento si è contrapposto ai ribassi registrati da altre importanti società europee che hanno pubblicato i risultati finanziari.

Volkswagen perde l’1,6% dopo il calo dell’utile operativo

Le azioni Volkswagen (TG:VOW3) hanno ceduto l’1,6% dopo la pubblicazione dei risultati finanziari.

Il produttore automobilistico tedesco ha registrato una diminuzione del 98,7% dell’utile operativo nei primi nove mesi dell’anno.

La riduzione della redditività riportata ha accompagnato la flessione del titolo durante la seduta di giovedì.

I risultati della società si inseriscono nel calendario delle trimestrali europee esaminate dagli investitori.

I risultati di Alphabet e Microsoft riportano l’attenzione sugli investimenti tecnologici

Le recenti comunicazioni finanziarie dei principali gruppi tecnologici statunitensi hanno fornito indicazioni differenti sugli investimenti nell’intelligenza artificiale e sulla domanda di servizi cloud.

Alphabet (NASDAQ:GOOG) ha riportato un aumento delle spese in conto capitale legate alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

Gli investimenti hanno richiamato l’attenzione del mercato sulle implicazioni per il flusso di cassa disponibile e sui tempi necessari per ottenere rendimenti dalle spese sostenute.

Microsoft (NASDAQ:MSFT), invece, ha comunicato risultati superiori alle attese, sostenuti da un aumento della generazione di cassa e dalla domanda aziendale per i servizi cloud Azure.

Le differenti indicazioni emerse dai risultati hanno fornito il contesto per le trimestrali di Amazon e Intel, entrambe previste dopo la chiusura dei mercati statunitensi.

In calo i titoli europei dei semiconduttori

Diversi produttori europei di apparecchiature per semiconduttori hanno registrato ribassi durante la seduta di giovedì.

ASML (EU:ASM), ASM International (EU:ASML) e BE Semiconductor (EU:BESI) hanno riportato flessioni comprese tra lo 0,9% e il 2%.

Gli investitori monitoravano queste società in relazione agli investimenti nelle infrastrutture dei data center e nelle apparecchiature per la produzione di semiconduttori.

Le dichiarazioni dei principali gruppi tecnologici statunitensi sulle spese in conto capitale e sugli acquisti di hardware rimanevano rilevanti per le aspettative sul settore europeo dei semiconduttori.

Anche STMicroelectronics (BIT:STMMI) ha perso il 2%, nonostante un utile operativo del terzo trimestre superiore alle previsioni del mercato.

I movimenti dei titoli sono seguiti alle recenti trimestrali tecnologiche e hanno preceduto le ulteriori comunicazioni finanziarie attese da Amazon e Intel.

Politica monetaria e trimestrali al centro dell’attenzione

La seduta europea di giovedì è stata caratterizzata da variazioni contenute degli indici, accompagnate da reazioni dei singoli titoli ai risultati societari.

Gli investitori attendevano la decisione sui tassi della BCE e le dichiarazioni di Christine Lagarde, mentre il dato statunitense sull’inflazione core PCE di settembre rappresentava un altro appuntamento economico in calendario.

Ulteriori risultati trimestrali di Amazon e Intel erano previsti dopo la chiusura di Wall Street, aggiungendosi alle informazioni finanziarie esaminate sui mercati azionari europei e statunitensi.

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