I futures sugli indici azionari statunitensi hanno registrato forti ribassi venerdì, mentre i risultati deludenti delle principali società tecnologiche hanno intensificato le preoccupazioni per gli investimenti nelle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale. A peggiorare il sentiment è intervenuto anche un attacco informatico da 6,3 miliardi di dollari ai danni dell’exchange di criptovalute Binance.
I futures sul Nasdaq 100 hanno perso 646 punti, pari al 2,2%, alle 04:04 ET (08:04 GMT), segnalando ulteriori pressioni sui titoli tecnologici dopo le perdite della seduta precedente.
I futures sull’S&P 500 sono scesi di 78 punti, pari all’1,0%, mentre quelli sul Dow Jones hanno ceduto 21 punti, equivalenti allo 0,1%.
Gli investitori stavano inoltre valutando le previsioni inferiori alle attese di Intel, il rallentamento della crescita in alcune attività di Amazon e la decisione della Banca del Giappone di mantenere invariati i tassi di interesse.
Futures Nasdaq in ribasso mentre aumentano i timori sugli investimenti nell’IA
La flessione dei futures statunitensi ha seguito una seduta difficile per i titoli tecnologici giovedì, quando il Nasdaq Composite ha perso l’1,38%.
Alphabet (NASDAQ:GOOG) è stata tra le principali responsabili del ribasso, registrando la maggiore perdita giornaliera di valore di mercato della sua storia dopo la reazione negativa degli investitori ai piani di ulteriori investimenti nell’intelligenza artificiale.
La società madre di Google ha perso oltre 500 miliardi di dollari di capitalizzazione, mentre aumentavano i dubbi sui rendimenti finanziari del suo programma di espansione delle infrastrutture per l’IA.
L’attività pubblicitaria legata al motore di ricerca di Alphabet ha inoltre registrato la crescita più lenta degli ultimi cinque trimestri, aumentando l’incertezza sulle prestazioni delle attività principali.
Anche le azioni Microsoft (NASDAQ:MSFT) hanno chiuso in ribasso, mentre gli investitori valutavano il mantenimento degli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale.
Come Alphabet e Meta Platforms (NASDAQ:META), Microsoft ha confermato la propria strategia di spesa nell’IA, nonostante le preoccupazioni sul ritmo con cui questi investimenti stanno producendo ritorni finanziari.
Microsoft ha inoltre completato un’emissione obbligazionaria da 25 miliardi di dollari, evidenziando il ruolo crescente del finanziamento tramite debito nell’espansione delle infrastrutture tecnologiche.
Il maggiore ricorso a finanziamenti esterni ha sollevato interrogativi sulla capacità delle principali società tecnologiche di sostenere i propri programmi di investimento senza esercitare ulteriori pressioni sui flussi di cassa e sui bilanci.
Le vendite sui titoli tecnologici hanno inoltre favorito la domanda di Treasury statunitensi, considerati dagli investitori attività relativamente difensive.
Binance segnala un furto di criptovalute da 6,3 miliardi di dollari
I mercati delle criptovalute hanno subito ulteriori pressioni dopo le notizie relative a un importante attacco informatico contro Binance, il più grande exchange di criptovalute al mondo.
Binance ha dichiarato che gli hacker hanno sottratto asset digitali per circa 6,3 miliardi di dollari, in quello che è stato descritto come il più grande attacco informatico nella storia del settore delle criptovalute.
Secondo l’exchange, circa la metà degli asset rubati è stata congelata dagli emittenti di stablecoin, tra cui Tether e Circle.
Alcuni analisti hanno ipotizzato il coinvolgimento di un gruppo di hacker sofisticato noto come TraderTraitor, anche se l’identità dei responsabili non era stata confermata.
Binance ha sospeso i prelievi mentre collaborava con le autorità e verificava i propri sistemi di sicurezza.
La società ha indicato che i prelievi dovrebbero riprendere entro domenica e ha dichiarato che le perdite saranno coperte.
Binance ha affermato che “i fondi degli utenti sono al sicuro”.
L’incidente ha riacceso le preoccupazioni sui rischi informatici nel settore delle criptovalute, soprattutto mentre le società di asset digitali cercano una maggiore partecipazione da parte delle istituzioni finanziarie tradizionali.
Bitcoin ha perso il 2,6%, scendendo a circa 78.001,80 dollari, dopo essere temporaneamente scivolato sotto quota 77.000 dollari per la prima volta in oltre un mese.
Amazon perde oltre il 6% dopo il rallentamento delle vendite online e della pubblicità
Le azioni Amazon (NASDAQ:AMZN) hanno ceduto oltre il 6% nelle contrattazioni premarket dopo la pubblicazione dei risultati del terzo trimestre.
La società ha registrato un rallentamento della crescita nelle attività di vendita al dettaglio online e pubblicità, alimentando le preoccupazioni sull’andamento di due importanti fonti di ricavo.
Le vendite dei negozi online sono aumentate del 2%, uno dei tassi di crescita più bassi dalla riapertura dei punti vendita fisici dopo la pandemia di COVID-19.
I ricavi pubblicitari sono cresciuti dell’11%, registrando il ritmo più lento da quando Amazon ha iniziato a comunicare separatamente i risultati di questa attività nel 2022.
Parte del rallentamento è riconducibile alla decisione della società di anticipare al secondo trimestre l’evento annuale Prime Day, che nell’anno precedente si era svolto nel terzo trimestre.
Amazon Web Services ha invece registrato risultati più solidi, generando circa 46 miliardi di dollari di ricavi trimestrali, con una crescita accelerata al ritmo più elevato degli ultimi anni.
Tuttavia, gli investitori sono rimasti preoccupati per i piani di spesa in conto capitale.
Amazon ha confermato l’intenzione di investire circa 220 miliardi di dollari nel corso dell’anno, mentre il flusso di cassa libero era diventato negativo nei dodici mesi precedenti.
L’entità degli investimenti ha rafforzato i timori del mercato riguardo alle risorse finanziarie necessarie per sviluppare le infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale.
Intel crolla di oltre il 25% dopo previsioni inferiori alle attese
Le azioni Intel (NASDAQ:INTC) hanno perso oltre il 25% nel premarket dopo che il produttore di semiconduttori ha comunicato previsioni per il quarto trimestre inferiori alle aspettative degli analisti.
La società prevede ricavi compresi tra 15 e 16 miliardi di dollari, rispetto a una stima media degli analisti di circa 17 miliardi di dollari, secondo i dati citati da Bloomberg.
Intel ha inoltre previsto un utile rettificato per azione di 0,25 dollari, inferiore alle aspettative del mercato.
Le prospettive più deboli riflettono una domanda contenuta di processori per personal computer e vincoli di fornitura che interessano importanti componenti destinati ai data center.
Una carenza globale di chip di memoria ha creato difficoltà nel mercato dei PC, con la domanda proveniente dai data center per l’intelligenza artificiale che ha contribuito a ridurre la disponibilità dei componenti.
I conseguenti problemi di approvvigionamento hanno influenzato i produttori di computer, pesando sulle spedizioni e sulla domanda.
Le previsioni di Intel hanno accentuato il sentiment negativo nei confronti delle società di semiconduttori, già penalizzate dalle preoccupazioni sulla sostenibilità degli investimenti legati all’IA.
La Banca del Giappone mantiene i tassi all’1,25%
Al di fuori del settore tecnologico statunitense, gli investitori hanno esaminato l’ultima decisione di politica monetaria della Banca del Giappone.
La banca centrale ha mantenuto il tasso di interesse overnight all’1,25%, in linea con le aspettative del mercato.
Otto dei nove membri del consiglio di politica monetaria hanno sostenuto il mantenimento dei tassi, mentre Takata Hajime si è espresso a favore di un aumento di 25 punti base.
La decisione arriva mentre le autorità monetarie giapponesi continuano a valutare l’evoluzione dell’inflazione e le prospettive della politica monetaria.
Gli economisti di Capital Economics hanno interpretato il comunicato della banca centrale come un segnale di maggiore fiducia nel superamento della lunga fase di inflazione persistentemente bassa in Giappone.
Questa valutazione suggerisce che ulteriori aumenti dei tassi di interesse rimangono possibili.
La Banca del Giappone accelera il programma di vendita degli ETF
Parallelamente alla decisione sui tassi, la Banca del Giappone ha annunciato l’intenzione di accelerare la vendita degli exchange-traded fund accumulati attraverso i precedenti programmi di stimolo monetario.
La banca centrale ha dichiarato che venderà ogni anno circa 860 miliardi di yen di ETF, calcolati al valore contabile.
Secondo Reuters, il nuovo ritmo ridurrebbe il tempo stimato necessario per smobilizzare l’intero portafoglio di ETF a circa 43 anni, rispetto alla precedente previsione di 112 anni.
La decisione rappresenta un ulteriore passo verso la riduzione della presenza della banca centrale sui mercati finanziari giapponesi dopo anni di politica monetaria non convenzionale.
Gli investitori continueranno a monitorare le implicazioni dell’accelerazione delle vendite insieme alle prospettive dei tassi di interesse giapponesi.
Per i mercati globali, l’attenzione immediata rimane concentrata sui risultati delle società tecnologiche, sulle esigenze di finanziamento delle infrastrutture per l’IA e sugli sviluppi del mercato delle criptovalute.
Il forte calo dei futures Nasdaq suggerisce che le preoccupazioni per gli investimenti e la redditività aziendale potrebbero continuare a influenzare le contrattazioni azionarie statunitensi.

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