I mercati azionari europei hanno ampliato le perdite mercoledì pomeriggio dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato concluso l’accordo quadro che sosteneva il cessate il fuoco con l’Iran, alimentando una diffusa avversione al rischio sui mercati finanziari.
L’indice paneuropeo STOXX 600, che a metà seduta perdeva circa lo 0,4%, ha esteso il ribasso fino all’1,7%, mentre gli investitori hanno ridotto l’esposizione agli asset rischiosi. Le dichiarazioni del presidente hanno ridimensionato le speranze di una soluzione diplomatica al conflitto.
Trump: “L’accordo è finito”
Intervenendo a margine del vertice NATO di Ankara, Trump ha commentato il futuro del Memorandum d’intesa di Islamabad (MoU), che aveva sostenuto una fragile tregua di 60 giorni introdotta a giugno.
“Abbiamo raggiunto un accordo e tutti erano d’accordo. Niente armi nucleari. Abbiamo raggiunto un accordo. Poi escono, parlano con la stampa e dicono che non ne abbiamo mai parlato. C’è qualcosa che non va in loro. Sono matti. Per quanto mi riguarda, è finita”, ha dichiarato Trump.
Il possibile fallimento dell’accordo riaccende i timori di nuove interruzioni del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, aumentando l’incertezza per i mercati energetici e il commercio internazionale.
Il DAX tedesco ha ceduto il 2,4%, il CAC 40 francese il 2,2%, mentre il FTSE 100 di Londra e il FTSE MIB hanno perso entrambi oltre l’1,5%.
Il petrolio sale con il ritorno dei rischi geopolitici
Il mercato energetico ha reagito con forza alle ultime notizie, con il Brent in rialzo del 5,4% dopo i guadagni registrati nelle prime ore della seduta.
Gli operatori stanno nuovamente incorporando nei prezzi il rischio di possibili interruzioni delle forniture globali di energia, invertendo il clima più favorevole osservato nelle settimane precedenti.
Attesa per i verbali della Federal Reserve
Gli investitori attendono inoltre la pubblicazione dei verbali della riunione di giugno della Federal Reserve.
Il documento offrirà le prime indicazioni dettagliate sulle discussioni di politica monetaria sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh. I mercati cercheranno segnali sull’approccio della banca centrale dopo le dichiarazioni di Warsh a favore di una comunicazione meno orientata alla forward guidance.
Poiché diversi membri della Fed hanno recentemente indicato la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi in presenza di un’inflazione persistente, eventuali toni restrittivi potrebbero influenzare le aspettative sui tassi d’interesse a livello globale.
Tra i titoli, Shell (LSE:SHEL) è salita dell’1,6%, mentre BP (LSE:BP.) ha guadagnato il 2,3%, sostenute dal forte rialzo del prezzo del petrolio.

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