I future sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura negativa mercoledì, suggerendo un proseguimento delle perdite della seduta precedente mentre le rinnovate tensioni in Medio Oriente pesavano sul sentiment degli investitori.
I mercati hanno subito nuove pressioni dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato concluso il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, alimentando i timori di una nuova escalation del conflitto.
“Per quanto mi riguarda, è finita”, ha dichiarato Trump ai giornalisti durante il vertice NATO ad Ankara, in Turchia, definendo i negoziati con l’Iran “una perdita di tempo”.
Le dichiarazioni hanno fatto impennare i prezzi del petrolio, con i future sul greggio statunitense in rialzo di oltre il 4%.
L’aumento del petrolio ha riacceso le preoccupazioni sulle prospettive dell’inflazione e dei tassi d’interesse, in vista della pubblicazione dei verbali della riunione di giugno della Federal Reserve prevista nel corso della giornata.
Le dichiarazioni di Trump sono arrivate dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato di aver completato una nuova ondata di attacchi offensivi contro l’Iran, colpendo oltre 80 obiettivi in risposta agli ultimi attacchi iraniani contro navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver preso di mira siti militari statunitensi in Bahrain e Kuwait poche ore dopo gli attacchi americani.
Martedì i mercati azionari statunitensi hanno tentato un recupero dopo il calo iniziale, ma hanno perso slancio nel corso della seduta, chiudendo comunque in territorio negativo.
I titoli tecnologici hanno guidato le vendite, con il Nasdaq che ha registrato la flessione più marcata tra i principali indici.
Il Nasdaq ha perso 302,47 punti, pari all’1,2%, chiudendo a 25.818,69. L’S&P 500 è sceso di 33,58 punti, o dello 0,5%, a 7.503,85, mentre il Dow Jones Industrial Average ha ceduto 130,76 punti, pari allo 0,3%, a 52.925,15.
I produttori di semiconduttori sono stati tra i peggiori performer, trascinando l’indice Philadelphia Semiconductor in calo del 4,7%.
Il comparto ha risentito del crollo di quasi il 7% delle azioni del produttore sudcoreano di chip Samsung Electronics (USOTC:SSNHZ).
Samsung ha annunciato un utile del secondo trimestre aumentato di 19 volte rispetto all’anno precedente, ma gli investitori si sono concentrati sulle preoccupazioni riguardanti la spesa e la domanda legate all’intelligenza artificiale.
“Anche se i risultati di Samsung sono stati eccezionali, gli investitori stanno iniziando a preoccuparsi dell’entità degli investimenti destinati all’IA e del rischio che si tratti di una bolla pronta a scoppiare”, ha dichiarato Dan Coatsworth, responsabile dei mercati di AJ Bell.
Anche una notizia di Reuters secondo cui la startup cinese DeepSeek starebbe sviluppando un proprio chip per l’intelligenza artificiale ha pesato sul comparto dei semiconduttori.
Anche i titoli del settore networking sono stati oggetto di forti vendite, trascinando l’indice NYSE Arca Networking in ribasso del 3,7%.
Anche i comparti dell’oro, delle compagnie aeree e dell’hardware informatico hanno registrato perdite significative, mentre i titoli energetici, farmaceutici e sanitari hanno sovraperformato.
Le società energetiche hanno beneficiato del forte rialzo del prezzo del petrolio, anche se l’impennata delle quotazioni ha penalizzato il sentiment del mercato nel suo complesso.
I future sul greggio statunitense sono saliti dopo le notizie di attacchi con proiettili contro diverse navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz.

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