Il recupero del dollaro frena il prezzo dell’oro
L’oro spot ha registrato un calo lunedì, con il dollaro statunitense in ripresa dopo le forti perdite della scorsa settimana, mentre gli investitori continuano a valutare le prospettive dei tassi d’interesse negli Stati Uniti.
Dopo essere rimbalzato dai minimi degli ultimi otto mesi la scorsa settimana, il metallo prezioso ha perso slancio mentre il dollaro recuperava terreno dai livelli vicini ai minimi di due settimane.
Alle 11:43 GMT, l’oro spot cedeva lo 0,5% a 4.154,14 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro salivano dell’1,0% a 4.166,76 dollari l’oncia.
David Morrison, Senior Market Analyst di Trade Nation, ha dichiarato:
“Il biglietto verde ha recuperato terreno questa mattina, facendo scendere il prezzo dell’oro. Il tempo dirà se questo ribasso sarà di breve durata oppure più significativo.”
Primo rialzo settimanale da maggio
Nonostante il calo di lunedì, l’oro ha chiuso la scorsa settimana con un guadagno superiore al 2%, registrando la prima performance settimanale positiva dalla metà di maggio.
Il rialzo è stato favorito da dati sull’occupazione statunitense inferiori alle attese, che hanno ridotto le aspettative di un nuovo aumento dei tassi da parte della Federal Reserve nel corso dell’anno.
Inflazione e mercato del lavoro restano i due principali fattori che guidano le decisioni della banca centrale. Un’inflazione persistente e un mercato occupazionale solido aumentano infatti la probabilità di una politica monetaria più restrittiva.
Tassi d’interesse più elevati tendono a penalizzare l’oro perché aumentano il costo opportunità degli investimenti in attività prive di rendimento. Questo fattore ha limitato la performance del metallo prezioso per gran parte dell’anno dopo i massimi storici raggiunti a gennaio.
In calo anche gli altri metalli preziosi
Anche gli altri metalli preziosi hanno registrato una flessione dopo i forti rialzi della settimana precedente.
L’argento spot è sceso dell’1,1% a 61,7430 dollari l’oncia, mentre il platino spot ha perso lo 0,4% a 1.635,31 dollari l’oncia.
I mercati attendono i verbali della Fed
L’indice del dollaro è salito dello 0,1% lunedì mentre gli investitori rivalutavano la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.
Sebbene il dollaro abbia perso terreno la scorsa settimana, rimane vicino ai massimi degli ultimi 13 mesi raggiunti a giugno, con l’inflazione ancora elevata che continua a influenzare le aspettative sui tassi.
L’attenzione del mercato è ora rivolta ai verbali della riunione di giugno della Federal Reserve, che potrebbero offrire maggiori indicazioni sulle prossime mosse della banca centrale.
Il calo dei prezzi del petrolio ha contribuito ad attenuare alcune preoccupazioni sull’inflazione, ma gli investitori continuano a monitorare anche le pressioni sui prezzi derivanti dalla rapida espansione dell’intelligenza artificiale e dall’aumento delle temperature a livello globale.
I funzionari della Federal Reserve avevano indicato nella riunione di giugno che un’inflazione persistente potrebbe rendere necessario almeno un ulteriore rialzo dei tassi quest’anno.

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