Le vendite al dettaglio dell’Eurozona superano le attese con una crescita più forte a maggio

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La crescita annua accelera

Le vendite al dettaglio nell’Eurozona sono aumentate dell’1,6% su base annua a maggio, superando le previsioni del mercato pari all’1,5% e migliorando rispetto allo 0,9% registrato ad aprile.

Secondo Eurostat, il volume destagionalizzato del commercio al dettaglio è inoltre cresciuto dello 0,2% rispetto al mese precedente nei 21 Paesi dell’area euro.

Alimentari in crescita, carburanti in calo

Eurostat ha attribuito l’aumento mensile soprattutto a un incremento dello 0,6% delle vendite di alimentari, bevande e tabacco, oltre a una crescita dello 0,1% dei prodotti non alimentari, esclusi i carburanti.

Questi risultati sono stati parzialmente compensati da un calo delle vendite di carburante presso i punti vendita specializzati.

I consumi resistono alle pressioni sui prezzi

I dati arrivano mentre gli investitori continuano a valutare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia sull’economia dell’Eurozona dopo il conflitto con l’Iran.

Pur essendo meno esposta rispetto ad altre regioni, l’Europa dipende in larga misura dalle importazioni che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz, rendendo il costo dell’energia un fattore determinante.

Dopo l’accordo di pace provvisorio raggiunto tra Stati Uniti e Iran a giugno, i prezzi del petrolio sono tornati ai livelli precedenti al conflitto, ma resta alta l’attenzione sugli effetti dell’inflazione sui consumi e sull’economia.

Capital Economics: domanda ancora resiliente

La Banca Centrale Europea aveva richiamato l’attenzione sui rischi derivanti dall’inflazione energetica in occasione dell’ultimo rialzo dei tassi, rendendo la spesa delle famiglie un importante indicatore della tenuta economica.

Jack Allen-Reynolds, Deputy Chief Eurozone Economist di Capital Economics, ha dichiarato:

“Il rialzo registrato a maggio nei volumi delle vendite al dettaglio dell’Eurozona dimostra che i consumatori hanno continuato a spendere nonostante il calo della fiducia e dei redditi reali nel secondo trimestre. Rafforza inoltre la nostra convinzione che l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia sul PIL dell’Eurozona sarà molto limitato.”

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