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  • I mercati cercano direzione tra tensioni geopolitiche e stagione degli utili: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I mercati cercano direzione tra tensioni geopolitiche e stagione degli utili: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I futures legati ai principali indici azionari statunitensi hanno mostrato un andamento contrastato martedì, mentre gli investitori valutavano le notizie secondo cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sarebbe insoddisfatto dell’ultima proposta dell’Iran per porre fine al conflitto in corso da due mesi. Allo stesso tempo, sviluppi societari e segnali delle banche centrali hanno contribuito a mantenere un clima prudente. OpenAI avrebbe mancato i propri obiettivi interni di ricavi, mentre le azioni BP (NYSE:BP) sono salite grazie al rafforzamento dei prezzi di petrolio e gas. Nel frattempo, la Banca del Giappone ha lasciato invariati i tassi ma ha segnalato la possibilità di un inasprimento se l’inflazione dovesse persistere.

    I futures oscillano mentre salgono i prezzi del petrolio e cresce l’attesa per gli utili

    Alle 03:28 ET, i futures sul Dow erano pressoché invariati, quelli sull’S&P 500 in calo di 14 punti, pari allo 0,2%, e i futures sul Nasdaq 100 in ribasso di 117 punti, ovvero dello 0,4%.

    Nella seduta precedente, l’S&P 500 e il Nasdaq Composite avevano registrato guadagni, mentre il Dow Jones Industrial Average aveva chiuso in calo.

    Gli investitori si preparano inoltre a una delle settimane più intense della stagione degli utili, con circa il 35% delle società dell’S&P 500 attese alla pubblicazione dei risultati. Lunedì, Verizon (NYSE:VZ) ha alzato la guidance sugli utili annuali, mentre Domino’s Pizza (NASDAQ:DPZ) ha segnalato una crescita più debole, facendo scendere il titolo dell’8,8%. I prossimi risultati di Visa (NYSE:V), Coca-Cola (NYSE:KO) e T-Mobile US (NASDAQ:TMUS) saranno seguiti con attenzione.

    I grandi gruppi tecnologici saranno protagonisti più avanti nella settimana, offrendo indicazioni sugli investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale, che hanno sostenuto i mercati nonostante le tensioni geopolitiche e i rischi energetici.

    Trump valuta la proposta iraniana mentre le tensioni restano elevate

    Secondo le indiscrezioni, Trump non sarebbe soddisfatto dell’ultima offerta dell’Iran, che prevede la fine delle ostilità e la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma rinvia le discussioni sul programma nucleare di Teheran.

    Trump ha più volte sottolineato che smantellare le capacità nucleari dell’Iran—soprattutto la possibilità di sviluppare armi nucleari—è uno degli obiettivi principali dell’offensiva congiunta USA-Israele avviata a fine febbraio. Reuters, citando una fonte statunitense, ha riferito che questa posizione spiega il malcontento verso la proposta.

    Le speranze di nuovi negoziati sono state inoltre indebolite dopo che Trump ha annullato l’invio di negoziatori in Pakistan. Il ministro degli Esteri iraniano ha visitato Islamabad due volte nel weekend prima di incontrare il presidente russo Vladimir Putin lunedì, ottenendo il suo sostegno.

    Nonostante questi sviluppi, lo Stretto di Hormuz resta in gran parte chiuso al traffico marittimo. Questo passaggio strategico, attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale, è rimasto fortemente limitato per settimane, sostenendo il rialzo dei prezzi del greggio.

    Ciò ha alimentato timori di un aumento dell’inflazione globale legato all’energia, che potrebbe spingere le banche centrali ad alzare i tassi. I futures sul Brent hanno continuato a salire martedì.

    OpenAI non raggiunge i propri obiettivi interni

    OpenAI non ha centrato i propri obiettivi interni di crescita degli utenti e dei ricavi, secondo un report del Wall Street Journal, sollevando dubbi sulla sostenibilità dei suoi piani di spesa.

    La società non avrebbe raggiunto il traguardo di un miliardo di utenti attivi settimanali per ChatGPT entro la fine del 2025 e avrebbe mancato diversi obiettivi mensili di ricavi.

    Il CFO Sarah Friar avrebbe avvertito che una crescita più lenta potrebbe compromettere la capacità di finanziare i futuri data center. Anche il consiglio di amministrazione avrebbe espresso preoccupazioni sugli investimenti infrastrutturali e sulla strategia del CEO Sam Altman.

    Queste preoccupazioni emergono mentre OpenAI si avvicina a una possibile IPO entro fine anno, spingendo il management a rafforzare il controllo dei costi.

    Le azioni BP salgono grazie alla crescita degli utili

    Le azioni BP (NYSE:BP) sono salite a Londra, sostenute dall’aumento dei prezzi di petrolio e gas che ha favorito una forte crescita degli utili.

    La società ha riportato un utile underlying replacement cost di 3,2 miliardi di dollari, più del doppio rispetto agli 1,38 miliardi dell’anno precedente.

    La Bank of Japan lascia i tassi invariati ma segnala possibili rialzi

    La Bank of Japan ha mantenuto il tasso di riferimento allo 0,75%, in linea con le attese, ma ha avvertito che inflazione e crescita potrebbero influenzare le decisioni future.

    La decisione non è stata unanime, con tre membri su nove favorevoli a un rialzo dei tassi.

    La banca centrale ha dichiarato che “[d]ato che l’inflazione di fondo si avvicina al 2% e i tassi reali sono a livelli significativamente bassi,” continuerà “ad aumentare il tasso di riferimento in risposta all’andamento dell’economia, dei prezzi e delle condizioni finanziarie.”

    Gli analisti di Capital Economics hanno affermato: “Sebbene la Bank of Japan abbia lasciato invariati i tassi oggi, il suo Outlook è stato restrittivo e manteniamo la previsione di un rialzo a giugno.”

  • Le borse europee in calo mentre i negoziati con l’Iran si bloccano e il petrolio sale: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee in calo mentre i negoziati con l’Iran si bloccano e il petrolio sale: DAX, CAC, FTSE100

    Le principali borse europee hanno aperto in ribasso martedì, mentre gli investitori hanno reagito alle notizie secondo cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump potrebbe respingere una proposta iraniana volta a porre fine al conflitto in corso da due mesi.

    Alle 07:06 GMT, l’indice paneuropeo Stoxx 600 perdeva lo 0,3%, mentre il DAX tedesco scendeva dello 0,2%. Il CAC 40 francese arretrava dello 0,3% e il FTSE 100 britannico cedeva lo 0,1%.

    Secondo indiscrezioni di stampa, Trump sarebbe insoddisfatto dell’ultima proposta di Teheran, che prevederebbe la fine delle ostilità e la riapertura dello Stretto di Hormuz, rinviando però le discussioni sul programma nucleare iraniano.

    Il presidente statunitense ha più volte ribadito che l’eliminazione delle capacità nucleari dell’Iran—soprattutto la possibilità di sviluppare armi nucleari—è uno degli obiettivi principali dell’offensiva congiunta USA-Israele avviata a fine febbraio. Per questo motivo, secondo Reuters che cita una fonte americana, Trump vedrebbe la proposta in modo negativo.

    Le speranze di una ripresa dei colloqui diplomatici si sono indebolite nel fine settimana, dopo che Trump ha annullato l’invio dei negoziatori in Pakistan per un nuovo round di trattative.

    Il ministro degli Esteri iraniano ha visitato brevemente Islamabad due volte prima di incontrare il presidente russo Vladimir Putin lunedì, ottenendo il suo sostegno.

    Nel frattempo, lo Stretto di Hormuz resta in gran parte chiuso al traffico marittimo. Questo passaggio strategico, attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale, è rimasto praticamente bloccato per settimane, sostenendo un forte aumento dei prezzi del greggio.

    Questa situazione ha alimentato timori di uno shock energetico che potrebbe spingere l’inflazione globale al rialzo e costringere le banche centrali ad aumentare i tassi di interesse.

    Il Brent, riferimento globale per il petrolio, ha continuato a salire martedì.

    Tra i singoli titoli, le azioni BP (LSE:BP.) sono salite dopo che il gruppo ha registrato utili del primo trimestre più che raddoppiati grazie ai prezzi elevati di petrolio e gas.

    In rialzo anche Norwegian Air Shuttle (USOTC:NWARF), sostenuta da una perdita operativa inferiore alle attese grazie anche a strategie di copertura sui costi del carburante.

    In calo invece Novartis (BIT:1NOVN), dopo che il gruppo farmaceutico svizzero ha riportato un utile operativo core del primo trimestre inferiore alle aspettative.

  • Eni e Repsol puntano a un aumento graduale della produzione di gas in Venezuela

    Eni e Repsol puntano a un aumento graduale della produzione di gas in Venezuela

    Repsol (BIT:1REP) ed Eni (BIT:ENI) stanno lavorando per incrementare la produzione nel giacimento di gas Cardon IV in Venezuela fino a circa 645 milioni di piedi cubi al giorno, secondo quanto dichiarato durante una conferenza del settore a Caracas.

    Intervenendo all’evento, il responsabile del progetto Gonzalo Antonio Carrillo ha affermato che la produzione attuale è pari a circa 580 milioni di piedi cubi al giorno, senza tuttavia indicare una tempistica precisa per il raggiungimento del nuovo obiettivo.

    “Procederemo passo dopo passo. Il primo passo sarà aumentare leggermente la produzione a 645 milioni di piedi cubi al giorno”, ha dichiarato Carrillo, aggiungendo che la fase successiva consisterà nell’effettuare ulteriori perforazioni e migliorare le infrastrutture del giacimento.

  • Futures indicano un avvio piatto per Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    Futures indicano un avvio piatto per Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures sui principali indici statunitensi segnalano un’apertura sostanzialmente invariata lunedì, indicando una pausa dopo i forti guadagni registrati nella sessione precedente.

    Gli investitori appaiono prudenti, con scarsa direzionalità, mentre persiste l’incertezza in Medio Oriente dopo l’interruzione dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran nel fine settimana.

    Con i negoziati tra Washington e Teheran entrati in una nuova fase di incertezza, alcune notizie indicano che l’Iran avrebbe proposto di riaprire lo Stretto di Hormuz e porre fine al conflitto, rinviando però le discussioni sul programma nucleare.

    Nei prossimi giorni l’attenzione si sposterà probabilmente sugli utili societari, con cinque delle cosiddette “Magnificent Seven” pronte a pubblicare i risultati trimestrali questa settimana.

    Gli operatori guardano inoltre alla decisione di politica monetaria della Federal Reserve prevista per mercoledì. Sebbene sia ampiamente atteso un mantenimento dei tassi, il comunicato della banca centrale potrebbe fornire indicazioni sull’orientamento futuro.

    Dopo una sessione prevalentemente negativa giovedì, i mercati azionari hanno recuperato venerdì. Nasdaq e S&P 500 hanno più che compensato le perdite precedenti, chiudendo su nuovi massimi storici.

    Il Nasdaq, a forte componente tecnologica, ha guidato i rialzi, salendo di 398,09 punti, pari all’1,6%, a 24.836,60, mentre lo S&P 500 è avanzato di 56,68 punti, pari allo 0,8%, a 7.165,08.

    Il Dow Jones Industrial Average, invece, ha registrato un calo, perdendo 79,61 punti, pari allo 0,2%, a 49.230,71, penalizzato dai forti ribassi di Merck & Co. (NYSE:MRK) e Verizon Communications Inc. (NYSE:VZ).

    Su base settimanale, il Nasdaq è salito dell’1,5% e lo S&P 500 dello 0,6%, mentre il Dow ha perso lo 0,4%.

    Il recupero dei mercati è stato sostenuto anche dal forte rialzo di Intel Corporation (INTEL:INTC), che ha guadagnato oltre il 23% raggiungendo un nuovo massimo storico di chiusura.

    Il titolo Intel è balzato dopo aver riportato utili del primo trimestre ben superiori alle attese e una previsione sui ricavi del secondo trimestre sopra le stime degli analisti.

    Anche Procter & Gamble (NYSE:PG) ha registrato un deciso rialzo dopo aver pubblicato risultati del terzo trimestre fiscale superiori alle aspettative.

    Il sentiment è stato inoltre sostenuto dal calo dei prezzi del petrolio, che erano aumentati nelle sessioni precedenti.

    I futures sul petrolio greggio statunitense sono scesi di oltre l’1% dopo che Reuters ha riferito che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi sarebbe arrivato in Pakistan per colloqui con gli Stati Uniti.

    Araqchi ha dichiarato su X che il viaggio sarà focalizzato su questioni bilaterali e sviluppi regionali, senza fornire ulteriori dettagli.

    Secondo CNN, l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner rappresenteranno gli Stati Uniti, mentre il vicepresidente JD Vance potrebbe intervenire se necessario.

    Nel frattempo, la decisione di Donald Trump di estendere di tre settimane il cessate il fuoco tra Israele e Libano ha contribuito ad allentare le pressioni sui prezzi del petrolio.

    I titoli dei semiconduttori sono saliti con forza insieme a Intel, con il Philadelphia Semiconductor Index in aumento del 4,3% su nuovi massimi.

    Anche i titoli legati all’oro hanno registrato progressi grazie al rialzo del metallo prezioso, spingendo il NYSE Arca Gold Bugs Index in aumento del 2,3%.

    I titoli software hanno recuperato dopo il calo di giovedì, con il Dow Jones U.S. Software Index in rialzo del 2,1%.

    Anche i settori dei servizi petroliferi e dell’hardware informatico hanno registrato guadagni, mentre telecomunicazioni, farmaceutico e bancario hanno mostrato debolezza.

  • Le borse europee salgono dopo i massimi di Wall Street: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee salgono dopo i massimi di Wall Street: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno aperto la settimana in rialzo, seguendo il tono positivo di Wall Street, dove gli indici principali hanno chiuso la scorsa settimana su nuovi massimi.

    Gli investitori stanno valutando una nuova fase di incertezza nei rapporti tra Stati Uniti e Iran, con notizie secondo cui Teheran avrebbe proposto di riaprire lo Stretto di Hormuz e porre fine al conflitto, rinviando però i negoziati sul nucleare.

    L’attenzione è inoltre rivolta alle prossime decisioni sui tassi di interesse da parte delle principali banche centrali, tra cui la Federal Reserve, la European Central Bank, la Bank of Japan e la Bank of England.

    Sul fronte macroeconomico, la fiducia dei consumatori in Germania è attesa in forte peggioramento a maggio, con il calo delle aspettative di reddito dovuto all’aumento dell’inflazione legata al conflitto in Iran. L’indagine NIM Consumer Climate di GfK ha mostrato un indice in discesa a -33,3 da -28,1 in aprile, il livello più basso da febbraio 2023.

    Tra i principali indici, il DAX guadagna lo 0,8%, mentre il CAC 40 sale dello 0,4%. Il FTSE 100 resta poco sotto la parità.

    A livello societario, Santhera Pharma (LSE:0QN1) è in rialzo dopo che la società svizzera ha ottenuto un parere positivo del CHMP per ampliare l’uso di AGAMREE.

    AstraZeneca plc (LSE:AZN) avanza a Londra dopo aver annunciato che Saphnelo ha ottenuto l’approvazione della FDA come autoiniettore settimanale per adulti con lupus eritematoso sistemico.

    In Germania, Nordex SE (TG:NDX1) balza dopo aver superato le aspettative degli analisti con i risultati del primo trimestre.

  • Borsa di Milano poco mossa tra incertezza sull’Iran e attese sulle banche centrali, Nexi in calo

    Borsa di Milano poco mossa tra incertezza sull’Iran e attese sulle banche centrali, Nexi in calo

    La Borsa di Milano ha avviato la settimana con movimenti contenuti, mentre gli investitori restano prudenti a causa dell’incertezza legata al conflitto in Iran e allo stallo nei negoziati con gli Stati Uniti.

    Donald Trump ha dichiarato che Teheran potrebbe farsi avanti se desidera negoziare la fine del conflitto, dopo aver annullato nel fine settimana una visita prevista a Islamabad dei suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. Nel frattempo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi si è recato in Russia per cercare il sostegno del presidente Vladimir Putin, dopo precedenti visite in Pakistan e Oman.

    Un operatore di mercato ha sottolineato che in questo contesto la priorità degli investitori resta la cautela, mantenendo il sentiment complessivamente debole.

    La settimana è inoltre cruciale per la politica monetaria: domani è attesa la decisione della Bank of Japan, mentre il Federal Open Market Committee si riunisce con conclusione mercoledì sera. Giovedì sarà la volta della Bank of England, seguita dalla Banca Centrale Europea.

    Intorno alle 9:40, il FTSE MIB segnava un rialzo dello 0,15%.

    I titoli bancari guidavano i rialzi, con l’indice di settore in aumento dello 0,6%. UniCredit S.p.A. e Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) salivano rispettivamente dello 0,8% e dello 0,35%, mentre Banco BPM (BIT:BAMI) guadagnava l’1,15%.

    Nexi S.p.A. (BIT:NEXI) era tra i peggiori, in calo del 2,15%. Anche la rivale francese Worldline (EU:WLN) perdeva l’1,45% dopo che Deutsche Bank ha ridotto il target price a 0,28 euro da 1,8 euro.

    Le azioni Leonardo S.p.A. (BIT:LDO) salivano di oltre l’1% dopo che Morgan Stanley ha alzato il target price a 82 euro da 71.

    Il recupero del Brent sopra i 100 dollari al barile sosteneva il settore energetico, con Eni S.p.A. in rialzo di circa l’1% e Saipem S.p.A. (BIT:SPM) in crescita di circa il 3%, ancora sostenuta dai risultati trimestrali pubblicati la scorsa settimana.

    Fuori dal paniere principale, Sogefi S.p.A. (BIT:SGF) è balzata del 13,6% dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre, con utili in aumento nonostante il calo dei ricavi.

    Al contrario, Ferretti S.p.A. (BIT:YACHT) ha registrato un forte calo di circa il 5% dopo che Kepler Cheuvreux ha abbassato la raccomandazione a “hold” da “buy”.

  • Il petrolio sale mentre i negoziati USA-Iran si arenano

    Il petrolio sale mentre i negoziati USA-Iran si arenano

    I prezzi del petrolio sono aumentati di oltre l’1% lunedì, mentre lo stallo nei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran, insieme ai flussi limitati attraverso lo Stretto di Hormuz, ha continuato a mantenere tese le condizioni dell’offerta globale.

    I futures sul Brent sono saliti di 1,35 dollari, pari all’1,3%, a 106,68 dollari al barile alle 04:53 GMT, dopo aver ridotto i guadagni iniziali superiori a 2 dollari al barile. Il West Texas Intermediate statunitense si attestava a 95,35 dollari al barile, in aumento di 95 centesimi, pari all’1%.

    Entrambi i benchmark avevano registrato forti rialzi la scorsa settimana, con il Brent in aumento di quasi il 17% e il WTI di circa il 13%, segnando i maggiori guadagni settimanali dall’inizio del conflitto.

    Le speranze di una ripresa dei negoziati diplomatici sono svanite nel fine settimana dopo che Donald Trump ha annullato una visita programmata a Islamabad dei suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, mentre il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi è arrivato in Pakistan.

    “Il recente post del presidente Trump su Truth Social, in cui invita a sparare e uccidere qualsiasi imbarcazione iraniana che posizioni mine nello Stretto di Hormuz, insieme alle sue affermazioni di avere il pieno controllo su Hormuz, ha continuato ad alimentare premi di rischio elevati legati alla guerra,” ha dichiarato Priyanka Sachdeva, analista presso Phillip Nova.

    Teheran ha in gran parte chiuso lo stretto, mentre Washington ha imposto un blocco ai porti iraniani. L’attività di navigazione resta limitata, con dati di Kpler che mostrano che solo una petroliera di prodotti raffinati è entrata nel Golfo domenica.

    Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le sue previsioni sui prezzi del petrolio per il quarto trimestre, stimando il Brent a 90 dollari al barile e il WTI a 83 dollari, citando una riduzione della produzione in Medio Oriente.

    “I rischi economici sono più ampi di quanto suggerisca il nostro scenario di base sul petrolio, a causa dei rischi al rialzo per i prezzi, dei livelli insolitamente elevati dei prodotti raffinati, del rischio di carenze e della portata senza precedenti dello shock,” hanno scritto gli analisti guidati da Daan Struyven in una nota domenica.

  • L’oro resta stabile mentre il dollaro oscilla tra tensioni Iran-USA e attesa per la Fed

    L’oro resta stabile mentre il dollaro oscilla tra tensioni Iran-USA e attesa per la Fed

    L’oro si è mantenuto sostanzialmente stabile lunedì, muovendosi in un intervallo ristretto mentre il dollaro statunitense mostrava un andamento incerto. Gli investitori stanno valutando timidi segnali di possibile de-escalation tra Stati Uniti e Iran, in attesa della riunione della Federal Reserve prevista più avanti nella settimana.

    Il metallo prezioso ha trovato un certo supporto dopo il forte calo della scorsa settimana, con il sentiment migliorato da notizie secondo cui l’Iran avrebbe presentato una nuova proposta a Washington che include la riapertura dello Stretto di Hormuz.

    L’oro spot è rimasto invariato a 4.711,0 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro sono scesi dello 0,3% a 4.725,94 dollari l’oncia alle 02:01 ET (06:01 GMT).

    Anche gli altri metalli preziosi hanno mostrato movimenti limitati. L’argento spot è rimasto stabile a 75,6975 dollari l’oncia, mentre il platino ha registrato un rialzo dello 0,5% a 2.023,54 dollari l’oncia.

    Incertezza persistente sui colloqui tra Stati Uniti e Iran

    I tentativi di rilanciare i negoziati tra Stati Uniti e Iran si sono arenati nel fine settimana dopo che i funzionari iraniani hanno lasciato il Pakistan e Washington ha annullato l’invio di una delegazione a Islamabad.

    Il presidente statunitense Donald Trump ha indicato che Teheran potrebbe avviare il contatto se desidera riprendere i colloqui, ribadendo che l’Iran non deve ottenere armi nucleari—un punto centrale del conflitto.

    Tuttavia, un report di Axios ha alimentato un certo ottimismo, indicando che l’Iran avrebbe presentato una nuova proposta volta a riaprire lo Stretto di Hormuz e a porre fine alle ostilità.

    Un elemento chiave della proposta riguarda il rinvio delle discussioni sul programma nucleare iraniano, un aspetto che potrebbe incontrare resistenze da parte degli Stati Uniti.

    Nonostante ciò, le tensioni restano elevate, con un blocco navale ancora in vigore e l’Iran che continua a limitare il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Le interruzioni hanno spinto i prezzi del petrolio verso l’alto, alimentando timori di inflazione persistente a livello globale e di politiche monetarie più restrittive. Un dollaro più forte in questo contesto ha pesato sugli asset non remunerativi come l’oro.

    Attesa per la decisione della Federal Reserve

    L’attenzione è ora rivolta alla prossima riunione della Federal Reserve, dove è ampiamente previsto che i tassi di interesse rimangano invariati.

    I mercati seguiranno con attenzione le prospettive economiche della banca centrale, soprattutto alla luce dell’incertezza legata al conflitto con l’Iran.

    Questa riunione dovrebbe essere anche l’ultima presieduta da Jerome Powell, il cui mandato terminerà il 15 maggio.

    Nel frattempo, Kevin Warsh—nominato da Trump come successore di Powell—ha dichiarato al Congresso la scorsa settimana di non aver preso impegni per tagliare i tassi di interesse. È generalmente considerato meno accomodante rispetto a quanto i mercati si aspettassero.

    La conferma di Warsh appare ora più probabile dopo che il senatore repubblicano Thom Tillis ha ritirato la sua opposizione, a seguito della decisione del Dipartimento di Giustizia di chiudere l’indagine su Powell—un’inchiesta che era stata criticata per aver cercato di esercitare pressioni sulla Federal Reserve affinché riducesse i tassi.

  • Bitcoin arretra dopo aver fallito il mantenimento sopra i 79.000 dollari; focus sul summit di Las Vegas

    Bitcoin arretra dopo aver fallito il mantenimento sopra i 79.000 dollari; focus sul summit di Las Vegas

    Bitcoin è sceso verso quota 77.000 dollari lunedì dopo aver perso slancio in seguito a un rialzo iniziale, mentre l’aumento dei prezzi del petrolio e le persistenti tensioni geopolitiche hanno indebolito il sentiment verso gli asset rischiosi.

    La principale criptovaluta era in calo dello 0,7% a 77.581,7 dollari alle 03:04 ET (07:04 GMT), dopo aver toccato in precedenza un massimo intraday di 79.461,7 dollari.

    L’asset continua a incontrare una forte resistenza intorno alla soglia chiave degli 80.000 dollari, con il recente arretramento che segue diversi tentativi di consolidarsi sopra i 79.000 dollari.

    Il rally iniziale svanisce mentre il petrolio resta elevato

    I guadagni iniziali di Bitcoin erano stati sostenuti da un report di Axios secondo cui l’Iran avrebbe presentato agli Stati Uniti una proposta per riaprire lo Stretto di Hormuz, rinviando potenzialmente i negoziati sul nucleare a una fase successiva.

    La proposta, trasmessa tramite mediatori, aveva temporaneamente migliorato il sentiment, alimentando speranze di un ripristino dei flussi attraverso questa rotta petrolifera cruciale.

    Tuttavia, la criptovaluta ha poi restituito i guadagni, con i prezzi del petrolio rimasti vicini ai massimi recenti a causa dell’incertezza sulla risposta di Washington alla proposta.

    Anche gli sviluppi precedenti hanno pesato sul mercato, dopo che Donald Trump ha annullato una missione diplomatica prevista per favorire i colloqui con l’Iran, suggerendo che i negoziati potrebbero proseguire per telefono.

    Bitcoin aveva in precedenza beneficiato dell’ottimismo legato a un allentamento delle tensioni geopolitiche all’inizio del mese, quando i colloqui per il cessate il fuoco avevano sostenuto l’appetito per il rischio.

    Attenzione sulla Bitcoin Conference 2026

    L’attenzione si sposta ora sulla Bitcoin Conference 2026, che prenderà il via a Las Vegas più tardi nella giornata di lunedì.

    L’evento dovrebbe attirare migliaia di investitori, sviluppatori e decisori politici, con annunci importanti e interventi di rilievo spesso in grado di influenzare il sentiment di mercato.

    Storicamente, Bitcoin tende a mostrare una maggiore volatilità durante il periodo della conferenza, con i prezzi che spesso salgono in anticipo sull’evento per poi subire prese di profitto o fasi di consolidamento.

    Focus sulle decisioni delle banche centrali

    Gli investitori stanno inoltre monitorando le riunioni delle principali banche centrali previste questa settimana, in particolare quelle della Federal Reserve e della Bank of Japan, alla ricerca di indicazioni sulla politica dei tassi in un contesto di crescenti pressioni inflazionistiche.

    La Federal Reserve dovrebbe annunciare la sua decisione mercoledì, in quello che potrebbe essere l’ultimo incontro presieduto da Jerome Powell prima di una possibile transizione alla leadership.

    Nel frattempo, la Bank of Japan ha avviato la sua riunione di due giorni il 27 aprile, con aspettative che indicano tassi invariati ma possibili segnali di un aumento nei prossimi mesi.

    Mercato crypto: altcoin in calo

    Tra le altre principali criptovalute, Ethereum, la seconda per capitalizzazione, ha perso lo 0,4% a 2.321,45 dollari.

    XRP, la terza per valore di mercato, è scesa dello 0,8% a 1,42 dollari.

    Solana ha ceduto l’1,1%, mentre Cardano e Polygon hanno registrato entrambe un calo dell’1,5%.

    Tra i meme token, Dogecoin è sceso dello 0,6%.

  • Stallo tra Stati Uniti e Iran pesa sui futures mentre inizia la stagione degli utili: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Stallo tra Stati Uniti e Iran pesa sui futures mentre inizia la stagione degli utili: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures azionari statunitensi hanno registrato un calo nelle prime ore di lunedì dopo che Donald Trump ha annullato i piani per inviare negoziatori a nuovi colloqui con l’Iran, prolungando le tensioni tra Washington e Teheran. La chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz continua a sostenere i prezzi del petrolio. Allo stesso tempo, Verizon Communications Inc. (NYSE:VZ) è pronta ad avviare una settimana intensa di risultati societari, inclusi aggiornamenti da parte dei principali operatori dell’intelligenza artificiale.

    Futures in calo

    Alle 03:30 ET, i futures sul Dow erano in calo di 86 punti, pari allo 0,2%, mentre quelli sull’S&P 500 scendevano dello 0,1% e i futures sul Nasdaq 100 arretravano anch’essi dello 0,1%. I mercati si preparano a una settimana ricca di pubblicazioni di utili, decisioni delle banche centrali e possibili sviluppi nei rapporti tra Stati Uniti e Iran.

    Gli indici principali avevano chiuso la settimana precedente in rialzo, sostenuti dalle speranze di una ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e della riapertura dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, il sentiment è cambiato dopo che Trump ha cancellato i colloqui previsti in Pakistan, indicando che la chiusura della rotta energetica potrebbe protrarsi. Ha inoltre dichiarato che Teheran può “chiamarmi” perché Washington ha “tutte le carte.”

    Petrolio in rialzo tra tensioni persistenti

    L’incertezza sulle prossime mosse diplomatiche continua a dominare i mercati. Gli analisti di Vital Knowledge hanno affermato che “probabilmente ci saranno un milione di altri titoli sull’Iran” nei prossimi giorni.

    Secondo Axios, l’Iran avrebbe presentato una nuova proposta agli Stati Uniti per riaprire lo Stretto di Hormuz, porre fine alle ostilità e rinviare i negoziati nucleari. Nonostante ciò, l’offerta di petrolio resta limitata, spingendo i prezzi verso l’alto.

    I futures sul Brent sono saliti del 2,4% a 107,87 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate è aumentato del 2,3% a 96,58 dollari.

    Verizon apre la stagione degli utili

    La stagione delle trimestrali prende slancio con Verizon Communications Inc. (NYSE:VZ), che pubblicherà i risultati prima dell’apertura dei mercati. Le stime di consenso raccolte da Bloomberg indicano un calo di 89.169 abbonati postpagati retail. L’EBITDA rettificato è previsto a 13,14 miliardi di dollari su ricavi pari a 34,8 miliardi.

    Gli investitori seguiranno con attenzione la strategia di Verizon volta a integrare servizi wireless e banda larga per sostenere la crescita degli abbonati, soprattutto dopo il rafforzamento della rete in fibra grazie all’acquisizione di Frontier Communications.

    A gennaio, Verizon ha fornito una guidance positiva su utili e flussi di cassa per l’intero anno, oltre ad annunciare il primo programma di riacquisto di azioni in quasi sei anni.

    La settimana vedrà anche i risultati dei giganti tecnologici come Alphabet e Microsoft, con particolare attenzione ai loro investimenti nell’intelligenza artificiale, ritenuti cruciali per la crescita del settore.

    Compagnie aeree low-cost chiedono sostegno

    Un gruppo di compagnie aeree statunitensi a basso costo, tra cui Frontier e Avelo, sta cercando 2,5 miliardi di dollari di aiuti governativi in cambio di warrant convertibili in azioni, secondo The Wall Street Journal.

    La cifra riflette l’aumento previsto dei costi del carburante, con stime che indicano prezzi del jet fuel sopra i 4 dollari al gallone per il resto dell’anno. I colloqui su un possibile pacchetto di sostegno proseguiranno nei prossimi giorni.

    Le compagnie aeree globali stanno affrontando pressioni a causa dell’aumento dei costi del carburante, legato alle tensioni geopolitiche e alle interruzioni delle forniture.

    Attesa per la decisione della Bank of Japan

    L’attenzione è rivolta anche alla prossima decisione della Bank of Japan, che dovrebbe mantenere invariati i tassi di interesse dopo la riunione del 28 aprile.

    Si prevede che il tasso di riferimento resti allo 0,75%, segnando la terza pausa consecutiva dopo l’aumento di dicembre. Sebbene i mercati avessero inizialmente previsto un ulteriore rialzo, i segnali recenti indicano un approccio più prudente.

    L’incertezza legata al conflitto con l’Iran potrebbe spingere la banca centrale a mantenere un atteggiamento attendista, pur conservando un orientamento restrittivo e rivedendo al rialzo le aspettative di inflazione a causa dei costi energetici e logistici.