L’oro sale grazie al dollaro più debole mentre i mercati attendono la Federal Reserve

Large gold nugget

I prezzi dell’oro hanno registrato un moderato rialzo lunedì, sostenuti dall’indebolimento del dollaro statunitense, mentre gli investitori valutavano i segnali di distensione in Medio Oriente in attesa della riunione di politica monetaria della Federal Reserve.

L’oro spot è salito dell’1,1% a 4.096,36 dollari l’oncia alle 06:52 GMT, mentre i future sull’oro con scadenza ad agosto hanno guadagnato lo 0,68%, attestandosi a 4.098,60 dollari l’oncia.

Il metallo prezioso aveva già chiuso la scorsa settimana con un rialzo di circa l’1%, nonostante l’elevata volatilità dei mercati.

Il dollaro debole sostiene la domanda di oro

L’indice del dollaro statunitense ha ceduto lo 0,3%, rendendo l’oro meno costoso per gli investitori che operano con altre valute e favorendo così gli acquisti.

Anche il forte ribasso del petrolio ha contribuito a sostenere il metallo giallo, dopo che Stati Uniti e Iran hanno mantenuto la sospensione delle operazioni militari durante il fine settimana.

Il presidente Donald Trump ha interrotto venerdì la campagna di bombardamenti statunitense dopo 13 notti consecutive di attacchi contro obiettivi iraniani per consentire il proseguimento degli sforzi diplomatici.

Anche l’Iran ha evitato di lanciare attacchi di rappresaglia contro i Paesi vicini che ospitano basi militari statunitensi.

Nel frattempo, il petrolio ha perso oltre il 5%, correggendo parte del forte rialzo della settimana precedente alimentato dai timori per possibili interruzioni delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso.

Sebbene prezzi energetici più bassi possano contribuire a ridurre le pressioni inflazionistiche, gli investitori attendono di conoscere la valutazione della Federal Reserve sulle prospettive economiche.

La riunione della Federal Reserve al centro dell’attenzione

I mercati sono ora concentrati sulla decisione della Federal Reserve prevista per mercoledì.

La banca centrale dovrebbe lasciare invariati i tassi d’interesse, ma gli investitori analizzeranno con attenzione le dichiarazioni del presidente Kevin Warsh per individuare eventuali indicazioni sui futuri tagli dei tassi e sulla valutazione dei rischi inflazionistici.

Saranno inoltre osservati con attenzione i prossimi dati macroeconomici statunitensi, tra cui inflazione e mercato del lavoro, per ottenere ulteriori indicazioni sul percorso della politica monetaria.

In rialzo anche argento, platino e rame

Tra gli altri metalli preziosi, l’argento è salito del 2,1% a 59,39 dollari l’oncia, mentre il platino ha guadagnato il 2,3% raggiungendo 1.630,83 dollari l’oncia.

Anche i metalli industriali hanno mostrato un andamento positivo: i future sul rame al London Metal Exchange sono saliti dello 0,4% a 13.693,58 dollari per tonnellata, mentre i future sul rame statunitense sono rimasti sostanzialmente invariati a 6,36 dollari per libbra.

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