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  • I prezzi del gas europeo salgono leggermente verso il quarto rialzo settimanale consecutivo

    I prezzi del gas europeo salgono leggermente verso il quarto rialzo settimanale consecutivo

    I futures sul gas naturale europeo sono saliti leggermente venerdì, stabilizzandosi dopo diverse sedute volatili mentre i contratti di riferimento si avviavano verso il quarto incremento settimanale consecutivo dopo aver raggiunto i livelli più alti dal 2023.

    Il contratto Dutch TTF front-month ha registrato un moderato rialzo, scambiando vicino a 72,50 euro per megawattora (MWh) e avviandosi verso un guadagno settimanale superiore all’8%.

    In Gran Bretagna, l’equivalente contratto all’ingrosso NBP si è mantenuto vicino a 179 pence per therm e si dirigeva verso un aumento settimanale superiore al 9%, dopo il giorno festivo di lunedì nel Regno Unito.

    Le interruzioni nello Stretto di Hormuz restano al centro dell’attenzione

    I mercati del gas hanno continuato a valutare i rischi per l’offerta dopo gli attacchi militari che hanno coinvolto le forze statunitensi e l’Iran e le conseguenti interruzioni al traffico commerciale delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Sebbene Washington abbia sostenuto che le rotte marittime internazionali rimangono aperte, i dati di tracciamento satellitare citati nel rapporto indicavano che il traffico delle navi commerciali attraverso lo stretto si trovava a una frazione dei normali livelli precedenti al conflitto.

    Lo Stretto rappresenta una rotta importante per le forniture globali di gas naturale liquefatto, comprese le esportazioni del Qatar, con circa il 20% dell’offerta mondiale di GNL potenzialmente esposta alle interruzioni lungo questa via marittima.

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito della possibilità di ulteriori attacchi contro le infrastrutture iraniane e ha sollevato la possibilità di azioni mirate contro l’isola di Kharg.

    Le utility europee stanno quindi competendo con gli acquirenti asiatici per assicurarsi carichi alternativi di GNL provenienti dal bacino atlantico, mentre i mercati valutano la disponibilità e il costo delle forniture sostitutive.

    Le scorte europee di gas si attestano intorno al 62%

    L’incertezza sulle forniture arriva mentre l’Europa si avvicina alle fasi finali della stagione estiva di riempimento degli stoccaggi in vista della domanda invernale.

    I dati di Gas Infrastructure Europe mostrano che gli impianti sotterranei europei di stoccaggio del gas sono pieni per circa il 62% della capacità, al di sotto della media stagionale degli ultimi cinque anni.

    Il riempimento degli stoccaggi durante agosto è stato influenzato da una maggiore produzione di elettricità da centrali a gas durante le ondate di caldo estive nell’Europa meridionale, dalla manutenzione programmata dei gasdotti offshore norvegesi e dai ritardi nelle spedizioni di GNL dal Qatar.

    Questi fattori hanno aumentato l’attenzione sul ritmo delle iniezioni negli stoccaggi durante il periodo rimanente prima dell’aumento della domanda di riscaldamento invernale.

    L’aumento dei prezzi dell’energia entra nelle valutazioni della BCE

    L’incremento dei prezzi del gas naturale europeo ha coinciso con il Brent scambiato sopra i 90 dollari al barile, aumentando l’attenzione sul possibile impatto dei costi energetici sull’inflazione.

    La Banca Centrale Europea terrà la prossima riunione del Consiglio direttivo il 10 settembre.

    I dati preliminari di agosto hanno mostrato un rallentamento dell’inflazione core dell’Eurozona al 2,4%, mentre l’inflazione complessiva dei prezzi al consumo ha accelerato al 3,3% su base annua. La componente energetica è aumentata del 14,3%.

    L’andamento dei prezzi dell’energia, dell’inflazione e della crescita economica regionale farà parte del quadro economico valutato dai responsabili della politica monetaria nel considerare le prospettive per i tassi di interesse.

  • Bitcoin supera gli 81.000 dollari mentre diminuiscono le attese per un rialzo dei tassi

    Bitcoin supera gli 81.000 dollari mentre diminuiscono le attese per un rialzo dei tassi

    Bitcoin (COIN:BTCUSD) ha registrato un deciso rialzo venerdì, estendendo i recenti guadagni mentre diminuivano le aspettative per un imminente aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti e gli investitori valutavano i commenti delle autorità statunitensi sulla regolamentazione delle criptovalute.

    Bitcoin è salito del 4,3% a 81.069,6 dollari alle 05:28 ET (09:28 GMT), dopo aver brevemente superato gli 82.000 dollari nella seduta precedente, raggiungendo il livello più alto in quasi quattro mesi.

    I mercati hanno inoltre beneficiato dell’assenza di nuove azioni militari tra Stati Uniti e Iran.

    I titoli legati alle criptovalute hanno guadagnato terreno durante la seduta di giovedì, con Strategy, il maggiore detentore aziendale di Bitcoin, in rialzo di quasi il 18%.

    Bitcoin verso la terza settimana consecutiva di rialzi

    Bitcoin si avviava a registrare un guadagno settimanale del 4,3%, che rappresenterebbe la terza settimana consecutiva in territorio positivo.

    Il rialzo della criptovaluta tra giovedì e venerdì ha coinciso con una diminuzione dei rendimenti dei Treasury statunitensi dopo i commenti del governatore della Federal Reserve Christopher Waller sulle prospettive dei tassi di interesse.

    Waller ha dichiarato a Reuters di essere orientato a mantenere invariati i tassi quando la Federal Reserve si riunirà più avanti a settembre, in particolare se i prossimi dati sull’inflazione indicheranno una moderazione delle pressioni sui prezzi.

    Dopo i suoi commenti, le aspettative per un rialzo dei tassi a settembre sono diminuite. Il CME FedWatch indicava una probabilità del 50,4% di un aumento, rispetto a oltre il 60% registrato all’inizio della settimana.

    Bitcoin ha recentemente mostrato sensibilità ai movimenti dei rendimenti obbligazionari, con un aumento dei rendimenti che aveva interrotto il rialzo della criptovaluta alla fine di agosto.

    La regolamentazione statunitense delle criptovalute resta al centro dell’attenzione

    I mercati delle criptovalute hanno inoltre valutato i commenti del presidente della Securities and Exchange Commission, Paul Atkins, sul Clarity Act.

    Atkins ha dichiarato di aspettarsi che il Senato voti sulla normativa il 15 settembre e ha invitato i legislatori ad approvare il provvedimento e a inviarlo al presidente Donald Trump per la firma entro la fine del mese.

    Ha inoltre affermato che la SEC sta preparando una propria normativa sulle criptovalute che potrebbe operare insieme al Clarity Act.

    Il Clarity Act ha subito ritardi al Congresso a causa di disaccordi sulle disposizioni relative ai rendimenti delle stablecoin e alle restrizioni sul trading di criptovalute da parte dei responsabili politici.

    Ethereum, XRP e altre criptovalute avanzano

    Anche il mercato più ampio delle criptovalute è salito venerdì e si avviava verso la terza settimana consecutiva di guadagni.

    Ethereum, la seconda criptovaluta per dimensioni, è aumentato di oltre il 5% a 2.522,53 dollari ed era in rialzo del 4,3% nella settimana.

    XRP ha guadagnato il 6,6% venerdì e il 7% nella settimana, mentre BNB è salito del 2,5% durante la seduta e del 5% su base settimanale.

    Solana ha guadagnato il 3,9%, mentre Cardano è salito dell’8%. Tra le memecoin, Dogecoin ha registrato un aumento del 5,8% e $TRUMP dell’8,1%.

  • Le vendite al dettaglio dell’Eurozona scendono dello 0,6% a luglio per il calo dei prodotti non alimentari

    Le vendite al dettaglio dell’Eurozona scendono dello 0,6% a luglio per il calo dei prodotti non alimentari

    Le vendite al dettaglio nell’Eurozona sono diminuite dello 0,6% a luglio rispetto a giugno, mancando le attese per un aumento dello 0,3%, poiché la minore domanda di prodotti non alimentari ha più che compensato l’incremento degli acquisti di alimentari, bevande e tabacco, secondo i dati pubblicati da Eurostat.

    Le vendite di prodotti non alimentari sono diminuite dell’1,4% su base mensile, mentre quelle di alimentari, bevande e tabacco sono aumentate dello 0,4%. Le vendite di carburanti per autotrazione nei negozi specializzati sono scese dello 0,8%.

    Nell’intera Unione Europea, il volume del commercio al dettaglio è diminuito dello 0,4% a luglio. Le vendite di prodotti non alimentari sono scese dell’1,1% e quelle di carburanti per autotrazione hanno registrato anch’esse un calo dell’1,1%, mentre gli acquisti di alimentari, bevande e tabacco sono aumentati dello 0,3%.

    La Germania registra il maggiore calo mensile

    Tra gli Stati membri considerati, la Germania ha registrato la maggiore diminuzione mensile delle vendite al dettaglio nell’Eurozona, con volumi in calo del 3,4%.

    La Spagna ha registrato una flessione dello 0,9%, mentre le vendite al dettaglio in Italia e Polonia sono diminuite entrambe dello 0,3%.

    Sul fronte opposto, la Lettonia ha registrato il maggiore incremento mensile, pari al 2,5%, seguita da Cipro con il 2% e dal Lussemburgo con l’1,8%.

    Le vendite al dettaglio dell’Eurozona crescono dello 0,6% su base annua

    Rispetto a luglio 2025, l’indice delle vendite al dettaglio corretto per gli effetti di calendario è aumentato dello 0,6% nell’Eurozona e dell’1% nell’UE.

    Nell’Eurozona, le vendite di alimentari, bevande e tabacco sono cresciute dell’1,6% su base annua, mentre quelle di prodotti non alimentari sono aumentate dello 0,2%. Le vendite di carburanti per autotrazione sono diminuite del 3,1%.

    Cipro ha registrato il maggiore incremento annuale tra gli Stati membri, con un aumento dell’8,6%, seguita dalla Lettonia con il 7,1% e dalla Svezia con il 6,4%.

    La Romania ha riportato il maggiore calo su base annua, con una flessione del 5,7%. La Germania ha registrato una diminuzione del 2,5%, mentre in Italia le vendite sono scese dell’1%.

    Eurostat rivede i dati sulle vendite al dettaglio di giugno

    Eurostat ha inoltre rivisto i dati sulle vendite al dettaglio relativi a giugno.

    La variazione mensile è stata rivista a un aumento dello 0,2% sia nell’Eurozona sia nell’UE. Le stime precedenti indicavano un calo dello 0,3% nell’Eurozona e dello 0,1% nell’UE.

    Il tasso di crescita annuale di giugno è stato rivisto all’1,4% per l’Eurozona e all’1,7% per l’UE, rispetto ai valori precedentemente riportati dello 0,7% e dell’1,2%, rispettivamente.

  • Morgan Stanley vede Eni in testa tra le major petrolifere europee per crescita della produzione fino al 2030

    Morgan Stanley vede Eni in testa tra le major petrolifere europee per crescita della produzione fino al 2030

    Morgan Stanley ha identificato Eni (BIT:ENI) come la società con la maggiore crescita prevista della produzione tra le major petrolifere europee incluse nella sua ultima analisi di circa 4.000 giacimenti di petrolio e gas.

    La ricerca della banca ha stimato per il settore una crescita aggregata della produzione a un tasso annuo del 2,9% tra il 2025 e il 2030, rispetto all’1,2% previsto nell’analisi dell’anno precedente. La produzione prospettica su base mobile a quattro anni è aumentata dell’8,3%.

    L’analisi ha utilizzato dati bottom-up provenienti da diversi consulenti specializzati per valutare l’andamento della produzione delle principali società energetiche europee.

    Crescita della produzione Eni prevista al 4,5%

    Eni ha registrato la maggiore crescita prevista della produzione tra le società incluse nello studio, con Morgan Stanley che stima un aumento del 4,5% fino al 2030.

    L’analisi della banca indica inoltre che la produzione di Eni potrebbe continuare ad aumentare fino al 2034.

    In confronto, Equinor (TG:DNQ) è stata identificata come la società che affronta le maggiori difficoltà in termini di crescita della produzione tra le major europee comprese nella ricerca.

    Morgan Stanley promuove Shell a Overweight

    Morgan Stanley ha inoltre alzato il rating di Shell (LSE:SHEL) a Overweight e ha indicato la società come Top Pick.

    La banca prevede un rendimento totale per gli azionisti del 15% e si attende un’accelerazione del dividendo per azione in seguito ai recenti cambiamenti nell’attività.

    Il rating e le aspettative sul rendimento per gli azionisti rappresentano le valutazioni di Morgan Stanley e non costituiscono una garanzia sui risultati futuri.

    BP mantiene il rating Overweight

    Morgan Stanley ha confermato il rating Overweight su BP (LSE:BP.).

    La banca ha citato le proprie aspettative secondo cui BP potrebbe ridurre il debito netto più rapidamente rispetto agli obiettivi dichiarati dalla società, insieme alla propria valutazione del titolo e dei potenziali catalizzatori.

    La ricerca rientra nella più ampia valutazione di Morgan Stanley sulla crescita della produzione e sui rendimenti per gli azionisti delle principali società petrolifere e del gas europee.

  • L’oro resta vicino a 4.500 dollari in attesa dei dati sull’occupazione USA

    L’oro resta vicino a 4.500 dollari in attesa dei dati sull’occupazione USA

    I prezzi dell’oro sono rimasti vicini a 4.500 dollari l’oncia venerdì dopo essere saliti di quasi il 2% nella seduta precedente, mentre gli investitori attendevano i dati statunitensi sulle buste paga non agricole per ulteriori indicazioni sulla decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse a settembre.

    L’indebolimento del dollaro statunitense e i commenti del governatore della Federal Reserve Christopher Waller hanno contribuito alle aspettative del mercato secondo cui i tassi potrebbero rimanere invariati se l’inflazione continuerà a moderarsi. Gli investitori guardavano inoltre ai dati sull’inflazione statunitense previsti per la prossima settimana.

    Alle 21:18 ET (01:18 GMT), XAU/USD era in rialzo dello 0,3% a 4.484,27 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro erano scambiati intorno a 4.530 dollari. XAG/USD si attestava vicino a 65,8 dollari l’oncia e XPT/USD intorno a 1.775 dollari. L’indice del dollaro statunitense è sceso a circa 99,4.

    I commenti di Waller incidono sulle aspettative per i tassi di settembre

    L’oro ha recuperato quasi il 2% giovedì, interrompendo una serie di tre sedute consecutive in calo, prima di estendere la ripresa venerdì.

    Waller ha indicato che potrebbe sostenere il mantenimento dei tassi di interesse invariati nella riunione della Federal Reserve del 15-16 settembre se i prossimi dati economici confermeranno che l’inflazione continua a rallentare.

    Ha indicato i dati sull’inflazione di agosto come un elemento importante per la sua decisione, lasciando allo stesso tempo aperta la possibilità di sostenere un aumento dei tassi qualora le pressioni sui prezzi tornassero ad accelerare.

    Le aspettative del mercato per un aumento dei tassi a settembre sono successivamente diminuite, con la probabilità implicita scesa a circa il 50% da circa il 70% registrato all’inizio della settimana.

    Tassi di interesse più bassi possono ridurre il vantaggio relativo in termini di rendimento degli asset che generano interessi rispetto all’oro, che non produce interessi.

    Il dollaro statunitense si è inoltre indebolito mentre lo yen giapponese ha guadagnato quasi il 2% giovedì, registrando il maggiore rialzo giornaliero dall’intervento delle autorità giapponesi e statunitensi sui mercati valutari avvenuto poco più di un mese prima.

    Dati sul lavoro e livelli tecnici in primo piano

    Il rapporto statunitense sulle buste paga non agricole rappresenta il prossimo dato economico seguito dagli investitori per le sue possibili implicazioni sulla politica monetaria.

    La recente ripresa dell’oro ha seguito un calo registrato all’inizio della settimana, che aveva portato il metallo a circa 4.282 dollari l’oncia, il livello più basso in quasi quattro settimane.

    Tony Sycamore, senior market analyst di IG, ha attribuito parte del successivo movimento alla riduzione delle pressioni provenienti dai prezzi dell’energia, dai rendimenti dei Treasury statunitensi e dal dollaro, insieme ai segnali secondo cui la recente escalation in Medio Oriente potrebbe essersi moderata. Ha inoltre citato un miglioramento della propensione al rischio.

    Sycamore ha affermato che l’oro è rimasto al di sopra del minimo di fine giugno di 3.942 dollari, continuando a sostenere la sua valutazione di medio termine secondo cui il metallo avrebbe formato una base intorno a quel livello.

    Ha inoltre osservato che la discesa dell’oro sotto la media mobile a 200 giorni, pari a circa 4.526 dollari, nella settimana precedente ha inciso sul quadro tecnico di breve termine, senza tuttavia modificare la sua valutazione più ampia.

    L’oro resta sensibile agli sviluppi in Medio Oriente, dove i precedenti combattimenti avevano contribuito all’aumento dei prezzi del petrolio e al ritorno delle preoccupazioni sull’inflazione. Più recentemente, l’attenuazione delle pressioni sui prezzi dell’energia ha ridotto parte di questo effetto.

  • Il petrolio arretra vicino ai massimi di sei settimane mentre restano i rischi sull’offerta nello Stretto di Hormuz

    Il petrolio arretra vicino ai massimi di sei settimane mentre restano i rischi sull’offerta nello Stretto di Hormuz

    I prezzi del petrolio sono scesi venerdì, pur rimanendo avviati verso rialzi settimanali, mentre i nuovi scontri militari tra Stati Uniti e Iran hanno mantenuto l’attenzione sulle possibili interruzioni delle forniture energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Alle 03:47 ET (07:47 GMT), i futures sul Brent con scadenza a novembre sono scesi dello 0,5% a 95,09 dollari al barile, mentre i futures sul greggio WTI hanno perso lo 0,5% a 90,81 dollari al barile.

    Il Brent era avviato verso un rialzo settimanale di circa il 7%, mentre il WTI si dirigeva verso un aumento di circa il 10%. Entrambi i benchmark sono rimasti vicini ai massimi delle ultime sei settimane raggiunti nella seduta precedente.

    Lo Stretto di Hormuz resta al centro dei rischi sull’offerta

    L’ultima escalation ha seguito gli attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani all’inizio della settimana, comprese infrastrutture militari nei pressi dello Stretto di Hormuz.

    L’Iran ha successivamente effettuato attacchi con missili e droni contro postazioni statunitensi e alleate nella regione del Golfo, tra cui Kuwait, Bahrein e Giordania.

    L’Iran ha inoltre ampliato le restrizioni che interessano la navigazione internazionale attraverso lo Stretto di Hormuz, mantenendo la rotta marittima al centro delle preoccupazioni per possibili interruzioni delle forniture globali di petrolio.

    Il conflitto ha inoltre sollevato preoccupazioni per le vittime civili. Secondo quanto riportato nel resoconto fornito, un attacco statunitense avrebbe colpito un’area in cui si stava svolgendo un matrimonio nel sud dell’Iran, causando vittime civili. Teheran ha condannato l’attacco.

    Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance ha dichiarato giovedì che Washington non intende avviare colloqui con l’Iran a meno che Teheran non interrompa gli attacchi contro la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz.

    “L’escalation sta sostenendo il greggio, ma il rialzo potrebbe perdere slancio se le spedizioni attraverso Hormuz continueranno a procedere senza problemi”, hanno affermato gli analisti di ING in una nota.

    Le scorte di greggio statunitensi diminuiscono

    I prezzi del petrolio hanno ricevuto sostegno anche dal calo delle scorte commerciali di greggio negli Stati Uniti.

    Le scorte commerciali sono diminuite a circa 424,5 milioni di barili nella settimana terminata il 28 agosto, rispetto ai 428,9 milioni di barili della settimana precedente, secondo l’Energy Information Administration.

    La Strategic Petroleum Reserve statunitense si attestava a circa 286,6 milioni di barili.

    In primo piano la politica produttiva dell’OPEC+

    Secondo Reuters, che ha citato alcune fonti, l’OPEC+ dovrebbe mantenere invariata la propria politica di produzione petrolifera per ottobre quando il gruppo si riunirà domenica.

    La riunione si svolge mentre il gruppo di produttori completa il ritiro di uno dei livelli dei precedenti tagli alla produzione. Allo stesso tempo, le interruzioni che interessano la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz restano un fattore per le condizioni dell’offerta globale di petrolio.

  • Futures USA stabili in attesa dei dati sul lavoro; Lululemon e Adobe in primo piano: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Futures USA stabili in attesa dei dati sul lavoro; Lululemon e Adobe in primo piano: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sugli indici azionari statunitensi sono rimasti poco mossi venerdì, mentre gli investitori attendevano il rapporto sulle buste paga non agricole di agosto e valutavano i commenti dei funzionari della Federal Reserve sulle prospettive dei tassi di interesse.

    Tra le notizie societarie, le azioni Lululemon Athletica (NASDAQ:LULU) sono scese dopo un nuovo taglio delle previsioni per l’intero esercizio, mentre Adobe (NASDAQ:ADBE) ha annunciato un cambio alla guida della società. Gli investitori hanno inoltre valutato un nuovo modello di intelligenza artificiale annunciato da OpenAI.

    Futures USA poco mossi prima dei dati sulle buste paga

    I futures sull’S&P 500 sono scesi leggermente a 7.752,25 punti, mentre quelli sul Nasdaq 100 sono rimasti sostanzialmente invariati dopo i rialzi registrati da Wall Street nella seduta precedente.

    L’attenzione è rimasta concentrata sul rapporto sulle buste paga non agricole di agosto, che potrebbe fornire ulteriori indicazioni sulle condizioni del mercato del lavoro statunitense e influenzare le aspettative sulla politica della Federal Reserve.

    Un dato sull’occupazione superiore alle attese potrebbe sostenere le aspettative di una politica monetaria ancora restrittiva, mentre una crescita più contenuta dei posti di lavoro potrebbe rafforzare l’ipotesi di tassi invariati o di una possibile riduzione in una fase successiva.

    I commenti di Waller riducono le attese di un rialzo dei tassi a settembre

    Il governatore della Federal Reserve Christopher Waller ha affermato che i recenti dati economici hanno mostrato segnali di attenuazione delle pressioni inflazionistiche.

    Waller ha indicato che, se i prossimi dati continueranno a mostrare un rallentamento dell’inflazione, sarebbe favorevole a mantenere invariati i tassi di interesse nella riunione della Fed del 15-16 settembre.

    I suoi commenti hanno seguito quelli del presidente della Fed di New York John Williams, che ha sostenuto un approccio prudente di attesa e osservazione alla politica monetaria.

    I mercati finanziari hanno successivamente ridotto a circa il 50% la probabilità implicita di un aumento dei tassi di 25 punti base a settembre, rispetto a quasi il 65% in precedenza.

    Lululemon scende dopo il taglio delle previsioni

    Le azioni Lululemon Athletica (NASDAQ:LULU) sono diminuite di circa il 18% negli scambi after-hours dopo che la società ha nuovamente ridotto le previsioni per l’intero esercizio e riportato vendite trimestrali inferiori alle attese.

    La futura amministratrice delegata Heidi O’Neill dovrebbe supervisionare gli interventi della società per aggiornare la gamma di prodotti e rispondere alla concorrenza nel mercato dell’abbigliamento sportivo.

    Gli investitori seguiranno l’andamento delle vendite e la strategia di prodotto della società mentre prosegue la transizione della leadership.

    Adobe nomina Anil Chakravarthy amministratore delegato

    Adobe (NASDAQ:ADBE) ha annunciato che Anil Chakravarthy diventerà presidente e amministratore delegato il 1° dicembre, succedendo a Shantanu Narayen.

    Chakravarthy ricopre attualmente il ruolo di presidente dell’attività Customer Experience Orchestration di Adobe e delle operazioni sul campo a livello globale. Entrerà inoltre a far parte del consiglio di amministrazione.

    Narayen diventerà presidente esecutivo e collaborerà con Chakravarthy durante la transizione.

    Adobe ha affermato che il cambio di leadership avviene mentre la società amplia l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei prodotti dedicati alla creatività, alla produttività e alla customer experience. Chakravarthy ha dichiarato che la sua attenzione sarà rivolta anche alla prossima era del “software agentico”.

    OpenAI presenta GPT-6 Astra

    OpenAI ha presentato GPT-6 Astra, con un lancio iniziale rivolto ai clienti enterprise prima di una disponibilità più ampia per gli utenti Plus, Pro, Business ed Enterprise.

    La società ha dichiarato che il modello sarà disponibile anche tramite l’API di OpenAI e AWS. Il prezzo standard dell’API è stato fissato a 10 dollari per milione di token in input e 50 dollari per milione di token in output.

    Il lancio si inserisce nella competizione tra le società di intelligenza artificiale per ampliare le capacità dei modelli e la loro adozione nelle applicazioni aziendali e consumer.

  • Le borse europee si stabilizzano mentre i commenti della Fed riducono le attese di un rialzo dei tassi: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee si stabilizzano mentre i commenti della Fed riducono le attese di un rialzo dei tassi: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno registrato un andamento sostanzialmente stabile venerdì dopo i cali dei giorni precedenti, mentre i commenti di alcuni funzionari della Federal Reserve hanno ridotto le aspettative di un aumento dei tassi di interesse nella riunione di settembre della banca centrale, in attesa degli ultimi dati sull’occupazione statunitense.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 è rimasto vicino al livello più basso da oltre un mese ed era avviato a registrare il maggiore calo percentuale settimanale dall’inizio di luglio.

    Il DAX tedesco è rimasto sostanzialmente invariato, mentre il CAC 40 francese ha perso lo 0,3% e il FTSE 100 di Londra è sceso dello 0,2%.

    Durante la settimana, i mercati europei hanno risentito dell’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e dei prezzi dell’energia. Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni ha raggiunto il 3,37%, il livello più alto dal 2011, mentre quello dello Schatz a due anni si è avvicinato al 2,98%.

    I prezzi del petrolio salgono per le interruzioni nello Stretto di Hormuz

    I prezzi del petrolio sono rimasti elevati in seguito alle interruzioni del traffico marittimo commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz, nel contesto degli scontri tra Stati Uniti e Iran.

    Il Brent è stato scambiato vicino ai massimi delle ultime sei settimane ed era avviato verso un aumento settimanale di circa il 7%.

    L’aumento dei prezzi dell’energia ha aggiunto un ulteriore elemento alle valutazioni degli investitori sull’inflazione, sulle prospettive della politica monetaria e sulle società europee esposte ai costi energetici e di trasporto.

    I commenti di Waller incidono sulle aspettative per settembre

    Il governatore della Federal Reserve Christopher Waller ha affermato che i recenti dati economici hanno mostrato segnali di attenuazione delle pressioni inflazionistiche. Ha indicato che, se i prossimi dati confermeranno questa tendenza, sarebbe favorevole a lasciare invariati i tassi di interesse nella riunione della Fed del 15-16 settembre.

    I suoi commenti hanno seguito le dichiarazioni del presidente della Fed di New York John Williams, che ha indicato la necessità di un approccio prudente di “attesa e osservazione” alla politica monetaria.

    I futures finanziari hanno successivamente ridotto a circa il 50% la probabilità implicita di un aumento dei tassi di 25 punti base a settembre, rispetto a quasi il 65% in precedenza.

    I rendimenti dei titoli di Stato si sono successivamente allontanati dai recenti massimi, mentre i mercati azionari asiatici hanno registrato rialzi durante la notte.

    Attesa per il rapporto sull’occupazione statunitense

    Gli investitori attendono il rapporto statunitense sulle buste paga non agricole per ulteriori indicazioni sulle condizioni del mercato del lavoro, prima della pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo prevista per la prossima settimana.

    Un dato più contenuto sull’occupazione potrebbe sostenere le aspettative che la Federal Reserve mantenga invariati i tassi a settembre. Un dato superiore alle attese potrebbe invece aumentare le aspettative di un ulteriore inasprimento della politica monetaria da parte del Federal Open Market Committee.

  • Il PMI delle costruzioni dell’Eurozona scende a 43,0 ad agosto

    Il PMI delle costruzioni dell’Eurozona scende a 43,0 ad agosto

    L’attività nel settore delle costruzioni dell’Eurozona è diminuita a un ritmo più rapido ad agosto, con l’indice S&P Global Eurozone Construction PMI Total Activity sceso a 43,0 da 44,3 di luglio.

    L’ultima rilevazione ha segnato il 52° mese consecutivo in cui l’indice è rimasto al di sotto della soglia di 50,0, che separa l’espansione dalla contrazione.

    La Francia ha registrato il calo più rapido tra i Paesi considerati, con l’attività edilizia diminuita al ritmo più marcato da maggio 2020. Le imprese italiane delle costruzioni hanno riportato la contrazione più rapida degli ultimi quattro anni, mentre la Germania ha registrato il calo più contenuto dall’inizio del 2026.

    I nuovi ordini registrano un calo più rapido

    I nuovi ordini ricevuti dalle imprese di costruzione dell’Eurozona sono diminuiti al ritmo più rapido da aprile.

    L’attività è calata in tutti e tre i comparti delle costruzioni monitorati dall’indagine. L’edilizia residenziale ha registrato la contrazione più marcata, seguita dall’edilizia commerciale, mentre l’ingegneria civile ha riportato il calo più contenuto.

    L’occupazione è diminuita per il settimo mese consecutivo, con il ritmo dei tagli al personale salito ai massimi degli ultimi quattro mesi.

    Francia e Germania hanno registrato riduzioni più rapide del numero di occupati, mentre l’occupazione tra le imprese italiane delle costruzioni è aumentata per il secondo mese consecutivo.

    Rallenta l’inflazione dei costi degli input

    L’inflazione dei costi degli input è rallentata ai minimi degli ultimi sei mesi ad agosto, pur rimanendo superiore alla media storica dell’indagine.

    In Italia, il ritmo di crescita dei costi degli input è diminuito, mentre Germania e Francia hanno registrato lievi accelerazioni nel corso del mese.

    Le imprese di costruzione hanno mantenuto aspettative negative sull’attività nei prossimi 12 mesi, con il livello di pessimismo invariato rispetto al massimo degli ultimi tre mesi registrato a luglio. Le imprese francesi hanno riportato le prospettive più negative da aprile.

    I dati dell’indagine sono stati raccolti tra il 12 e il 28 agosto 2026.

  • Il PMI delle costruzioni italiane scende a 41,7 ad agosto

    Il PMI delle costruzioni italiane scende a 41,7 ad agosto

    Il settore delle costruzioni in Italia ha registrato una contrazione dell’attività ad agosto, con l’indice S&P Global Italy Construction PMI Total Activity sceso a 41,7 da 49,1 di luglio. L’ultima rilevazione ha rappresentato la contrazione più marcata degli ultimi quattro anni.

    La riduzione dell’attività è stata accompagnata da un minore interesse da parte dei clienti e da un calo dei nuovi ordini, diminuiti per la quinta volta negli ultimi sei mesi. I partecipanti all’indagine hanno indicato l’incertezza dei clienti legata al contesto geopolitico e l’avvicinarsi della conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza tra i fattori rilevanti.

    In calo l’edilizia residenziale e commerciale

    Ad agosto, sia l’edilizia residenziale sia quella commerciale hanno registrato una diminuzione dell’attività. Anche il settore dell’ingegneria civile ha segnato una contrazione, sebbene a un ritmo inferiore rispetto agli altri due comparti.

    Le imprese di costruzione hanno ridotto gli acquisti al ritmo più rapido da oltre tre anni e mezzo.

    Nonostante la diminuzione degli acquisti, i tempi di consegna delle forniture si sono allungati nella misura più marcata degli ultimi quattro mesi. I partecipanti all’indagine hanno segnalato carenze di materiali e ritardi nelle consegne da parte dei corrieri.

    I costi operativi hanno continuato ad aumentare, anche se il tasso di crescita è risultato il più contenuto dall’inizio del 2026. Le imprese hanno segnalato prezzi più elevati per materie prime, petrolio, trasporti e carburanti.

    L’occupazione continua a crescere

    L’occupazione nel settore italiano delle costruzioni è aumentata leggermente ad agosto, con un ritmo di crescita invariato rispetto a luglio. Allo stesso tempo, le imprese hanno ridotto in misura significativa il ricorso ai subappaltatori.

    Le aspettative delle imprese sono tornate in territorio positivo durante il mese. I partecipanti all’indagine hanno indicato i portafogli ordini e le attività di marketing tra i fattori a sostegno delle aspettative.

    Il livello di fiducia è tuttavia rimasto inferiore alla media di lungo periodo. Le imprese hanno citato la conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, le tensioni geopolitiche, gli investimenti limitati e il calo degli ordini tra i fattori che hanno inciso sul sentiment.

    I dati dell’indagine sono stati raccolti tra il 12 e il 28 agosto 2026.