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  • Le Borse europee arretrano mentre i rendimenti obbligazionari e la BCE frenano il sentiment: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee arretrano mentre i rendimenti obbligazionari e la BCE frenano il sentiment: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno chiuso in calo giovedì, penalizzati dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e dall’attesa per la decisione della Banca Centrale Europea sui tassi di interesse. Il rialzo dei prezzi del petrolio ha inoltre alimentato i timori di nuove pressioni inflazionistiche, pesando sui settori più sensibili ai tassi.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 ha ceduto lo 0,8% nelle prime contrattazioni, dopo aver raggiunto i massimi delle ultime due settimane nella seduta precedente, mentre il DAX tedesco e il CAC 40 francese hanno perso oltre l’1%.

    Il petrolio spinge al rialzo i rendimenti obbligazionari

    L’aumento dei prezzi del greggio ha continuato a rappresentare uno dei principali fattori di pressione sui mercati.

    Le tensioni sulle rotte marittime del Medio Oriente hanno riacceso i timori di una nuova fase di inflazione, spingendo al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato europei.

    Rendimenti più elevati aumentano il costo del capitale per le imprese e rendono le obbligazioni più interessanti rispetto alle azioni, limitando l’appetito per il rischio.

    Attesa per la decisione della BCE

    Gli investitori hanno mantenuto un atteggiamento prudente in vista dell’annuncio di politica monetaria della BCE.

    Il mercato prevede che i tassi di riferimento rimangano invariati al 2,25%, ma l’attenzione è rivolta alle dichiarazioni della presidente Christine Lagarde, dalle quali potrebbero emergere indicazioni su un possibile rialzo dei tassi nei prossimi mesi.

    La prospettiva di tassi elevati più a lungo continua a limitare le aspettative di una rapida ripresa degli utili societari europei.

    Risultati societari contrastanti

    Le trimestrali hanno offerto indicazioni contrastanti.

    Il settore tecnologico ha ricevuto sostegno dopo che Alphabet (NASDAQ:GOOG) ha annunciato un aumento degli investimenti in conto capitale, una notizia positiva per i fornitori europei di semiconduttori, tecnologie di precisione e infrastrutture digitali.

    Nestlé (TG:NESR) ha superato le aspettative del mercato grazie a una crescita organica delle vendite superiore alle previsioni nel secondo trimestre.

    Nokia (NYSE:NOK) è salita del 6% dopo aver riportato un utile operativo trimestrale superiore alle attese.

    Nel comparto della difesa, Dassault Aviation (EU:AM) ha guadagnato l’8%, mentre Thales (EU:HO) è avanzata del 4% dopo la pubblicazione dei rispettivi risultati trimestrali.

    STMicroelectronics (BIT:STMMI), invece, ha perso quasi il 14% dopo la diffusione dei risultati del secondo trimestre.

  • Le immatricolazioni di auto in Europa accelerano a giugno grazie alla crescita dei veicoli elettrici

    Le immatricolazioni di auto in Europa accelerano a giugno grazie alla crescita dei veicoli elettrici

    Le immatricolazioni di nuove autovetture in Europa hanno registrato una forte crescita a giugno, sostenute dalla continua domanda di veicoli elettrici e ibridi nonostante il contesto geopolitico ancora incerto.

    Secondo i dati diffusi dall’Associazione Europea dei Costruttori di Automobili (ACEA), le immatricolazioni nell’Unione Europea, nei Paesi EFTA e nel Regno Unito sono aumentate del 13,1% su base annua, raggiungendo 1,41 milioni di veicoli.

    Nel primo semestre del 2026 le immatricolazioni complessive sono cresciute del 6,1%, arrivando a 7,23 milioni di unità.

    I veicoli elettrificati trainano il mercato

    L’ACEA ha evidenziato che la domanda di veicoli elettrificati continua a sostenere il mercato automobilistico europeo, nonostante le persistenti tensioni geopolitiche.

    Le immatricolazioni di veicoli completamente elettrici (BEV) sono aumentate del 51,0% a giugno, raggiungendo 360.843 unità.

    Le immatricolazioni di veicoli ibridi plug-in sono cresciute del 22,7%, mentre quelle dei modelli ibridi hanno registrato un incremento del 17,1%.

    Al contrario, le immatricolazioni di auto a benzina sono diminuite del 12,2%, mentre quelle diesel hanno registrato un calo del 16,9% rispetto allo stesso mese del 2025.

    I costruttori cinesi rafforzano la loro presenza

    Le case automobilistiche cinesi hanno continuato ad aumentare la propria quota di mercato in Europa.

    Le immatricolazioni di BYD (USOTC:BYDDY) sono quasi triplicate rispetto a giugno dello scorso anno, mentre Chery Automobile (HK:9973) ha registrato una crescita delle vendite del 271%. Anche SAIC Motor ha ottenuto risultati positivi, con un incremento delle immatricolazioni del 50,7%.

    Anche Tesla (NASDAQ:TSLA) ha registrato una forte crescita, con un aumento delle immatricolazioni del 72,1% nel mese di giugno.

    Cresce il peso delle auto elettriche

    Nel primo semestre del 2026 i veicoli completamente elettrici hanno rappresentato il 20,7% delle nuove immatricolazioni nell’Unione Europea, rispetto al 15,6% dello stesso periodo dell’anno precedente.

    I veicoli ibridi si sono confermati la motorizzazione più diffusa, con una quota di mercato del 37,3%.

  • Le azioni STMicroelectronics crollano dopo una guidance sul terzo trimestre inferiore alle attese

    Le azioni STMicroelectronics crollano dopo una guidance sul terzo trimestre inferiore alle attese

    STMicroelectronics NV (BIT:STMMI) è tornata all’utile nel secondo trimestre grazie alla crescente domanda di semiconduttori destinati alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Tuttavia, il titolo ha perso fino al 12,7% nelle prime contrattazioni europee dopo che la guidance sui ricavi del terzo trimestre è risultata inferiore alle aspettative del mercato.

    Le previsioni sui ricavi deludono, mentre i margini migliorano

    La società prevede ricavi per il terzo trimestre pari a circa 3,70 miliardi di dollari, al di sotto del consenso degli analisti di 3,76 miliardi di dollari.

    Nonostante la guidance più prudente sui ricavi, STMicroelectronics stima un margine lordo di circa il 37,0% nel terzo trimestre, in aumento rispetto al 34,8% registrato nel secondo trimestre e leggermente superiore alle aspettative del mercato, pari al 36,5%.

    La domanda legata all’IA sostiene il ritorno all’utile

    Nel trimestre chiuso il 30 giugno, STMicroelectronics ha registrato un utile netto di 222 milioni di dollari, rispetto alla perdita netta di 97 milioni di dollari dello stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato è stato sostanzialmente in linea con le stime degli analisti.

    I ricavi sono aumentati del 12,7% su base annua, raggiungendo 3,49 miliardi di dollari, grazie alla forte domanda di componenti destinati ai data center per l’intelligenza artificiale.

    Attesa un’ulteriore accelerazione nella seconda parte dell’anno

    Il management prevede un’accelerazione della crescita dei ricavi nel quarto trimestre. L’amministratore delegato Jean-Marc Chery ha dichiarato che i ricavi del quarto trimestre dovrebbero superare i 4 miliardi di dollari, con i data center per l’intelligenza artificiale che continueranno a rappresentare uno dei principali motori della crescita.

    Chery ha inoltre affermato che i ricavi provenienti dal segmento dei data center AI dovrebbero superare 1 miliardo di dollari nel 2026.

    Guardando oltre, STMicroelectronics prevede che i ricavi derivanti dal mercato dei data center per l’intelligenza artificiale supereranno i 2 miliardi di dollari nel 2027.

    Informazioni su STMicroelectronics

    STMicroelectronics NV è un produttore globale di semiconduttori che sviluppa componenti microelettronici utilizzati in numerosi settori, tra cui automotive, industria, elettronica di consumo e telecomunicazioni. Negli ultimi anni la società ha rafforzato la propria esposizione al mercato dell’intelligenza artificiale, beneficiando dei crescenti investimenti nelle infrastrutture per i data center.

  • UniCredit supera le attese nel secondo trimestre mentre il piano su Commerzbank pesa sul titolo

    UniCredit supera le attese nel secondo trimestre mentre il piano su Commerzbank pesa sul titolo

    UniCredit SpA (BIT:UCG) ha riportato risultati del secondo trimestre superiori alle aspettative del mercato, con un utile netto di 2,905 miliardi di euro, circa il 2% oltre il consenso degli analisti. Nonostante la performance positiva, il titolo ha perso il 2,3% dopo che la banca ha illustrato il proprio piano per assumere il controllo di Commerzbank e il relativo impatto previsto sul capitale.

    Il progetto Commerzbank modifica la strategia patrimoniale

    UniCredit ha annunciato l’intenzione di acquisire il controllo di Commerzbank, un’operazione che comporterebbe una riduzione di circa 200 punti base del coefficiente CET1 e la cancellazione dell’attuale programma di riacquisto di azioni.

    La banca ha inoltre rivisto al rialzo le sinergie ante imposte attese dall’operazione, portandole da 800 milioni a 1,2 miliardi di euro. Anche gli investimenti ante imposte previsti sono stati aumentati da 1,7 miliardi a 2,2 miliardi di euro.

    Il management prevede di ottenere le necessarie autorizzazioni regolamentari già nel quarto trimestre del 2026 e stima un coefficiente CET1 intorno al 13% a fine anno dopo il completamento dell’operazione Commerzbank.

    La performance operativa supera le aspettative

    L’utile operativo core prima degli accantonamenti ha superato il consenso di circa il 2,5%, sostenuto da commissioni superiori di circa il 3% rispetto alle stime e da un contributo del comparto assicurativo superiore del 19% alle previsioni. Il margine di interesse netto e i costi operativi sono risultati sostanzialmente in linea con le aspettative del mercato.

    Escludendo le attività in Russia, l’utile core ha superato il consenso di circa l’1%. Il costo del rischio si è attestato a 17 punti base, leggermente inferiore alle stime degli analisti e pienamente all’interno dell’intervallo di guidance compreso tra 15 e 20 punti base.

    Rivista al rialzo la guidance sugli utili

    UniCredit ha aumentato la guidance sull’utile netto per il 2026 da almeno 11 miliardi di euro a ben oltre 11 miliardi, ovvero 11,5 miliardi di euro escludendo i costi di integrazione, rispetto a un consenso di mercato pari a 11,4 miliardi.

    Anche l’obiettivo di utile netto per il 2028 è stato innalzato da 13 miliardi a ben oltre 13 miliardi di euro, a fronte di un consenso degli analisti di 13,2 miliardi.

    Alla fine del trimestre, il coefficiente CET1 si è attestato al 14,3%, in linea con le attese del mercato e in aumento di 10 punti base rispetto al trimestre precedente, nonostante un impatto temporaneo di 19 punti base derivante dagli attivi ponderati per il rischio del portafoglio strategico.

    I prestiti netti, esclusi i pronti contro termine, sono aumentati del 3,3% rispetto al trimestre precedente e dell’8,0% su base annua, mentre i depositi sono cresciuti del 2,4% trimestre su trimestre e dell’8,3% rispetto all’anno precedente. L’Italia ha registrato la crescita più forte, con un incremento dei prestiti del 3,4% nel trimestre.

  • Wall Street verso un’apertura in calo mentre il rally del petrolio pesa sul sentiment: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Wall Street verso un’apertura in calo mentre il rally del petrolio pesa sul sentiment: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Petrolio in rialzo e tensioni geopolitiche frenano i mercati

    I future sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura in ribasso mercoledì, mentre gli investitori valutavano il forte aumento dei prezzi del petrolio, l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e l’intensa stagione delle trimestrali.

    Il greggio ha esteso il recente rialzo dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato l’undicesima notte consecutiva di attacchi contro obiettivi iraniani. Secondo quanto riferito, le operazioni hanno colpito centri di comando, infrastrutture marittime, hangar per aeromobili, depositi di droni e strutture logistiche, con l’obiettivo di ridurre la capacità dell’Iran di minacciare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz.

    Nel frattempo, il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che Washington resta aperta a una soluzione diplomatica, pur mettendo in dubbio la volontà dell’Iran di negoziare.

    “Se sono seri, lo siamo anche noi. Se non lo sono, faremo ciò che è necessario per proteggere i nostri interessi e quelli dei nostri alleati”, ha dichiarato Rubio.

    I future sul greggio statunitense sono saliti di quasi il 3%, raggiungendo i livelli più alti da oltre un mese, mentre il mercato continua a valutare il rischio di interruzioni delle forniture.

    I risultati delle Big Tech sono al centro dell’attenzione

    Oltre alle tensioni geopolitiche, gli investitori attendono i risultati trimestrali di alcune delle principali società tecnologiche mondiali.

    Alphabet (NASDAQ:GOOGL), Tesla (NASDAQ:TSLA) e IBM (NYSE:IBM) pubblicheranno i conti dopo la chiusura di Wall Street.

    “La domanda chiave è se gli utili possano giustificare sia le valutazioni elevate sia l’entità degli investimenti legati all’intelligenza artificiale”, ha affermato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com. “Gli investitori si concentreranno non solo su ricavi e utili, ma anche sulla crescita del cloud, sulla monetizzazione dell’IA, sui margini e sulle indicazioni relative agli investimenti in conto capitale.”

    Ha aggiunto: “Risultati solidi potrebbero consentire ai titoli tecnologici di rimanere resilienti nonostante il rialzo del petrolio, mentre indicazioni più deboli potrebbero mettere in evidenza quanto il mercato dipenda da un gruppo relativamente ristretto di società.”

    Le trimestrali hanno sostenuto il rialzo di martedì

    Wall Street ha chiuso la seduta di martedì in deciso rialzo grazie alle reazioni positive ai risultati societari.

    Il Nasdaq è salito di 329,13 punti (+1,3%) a 25.837,21, lo S&P 500 ha guadagnato 65,92 punti (+0,9%) a 7.509,20 e il Dow Jones è avanzato di 385,38 punti (+0,7%) a 52.224,64.

    Tra i singoli titoli, 3M (NYSE:MMM) è balzata del 7,3% dopo aver pubblicato risultati del secondo trimestre superiori alle attese.

    General Motors (NYSE:GM) ha guadagnato il 4,9% grazie a utili migliori delle previsioni, mentre Novartis (NYSE:NVS) è salita del 2,9% dopo una trimestrale superiore alle aspettative.

    Tecnologia e oro guidano i rialzi

    I titoli tecnologici hanno trainato il mercato, con l’indice NYSE Arca Computer Hardware in rialzo del 5,9%.

    Anche il comparto dei semiconduttori ha registrato una forte crescita, con il Philadelphia Semiconductor Index in aumento del 5,2%.

    Al di fuori della tecnologia, i titoli minerari dell’oro hanno beneficiato dell’aumento del prezzo del metallo prezioso, facendo salire del 5,2% il NYSE Arca Gold Bugs Index.

    Anche i settori dei broker, dell’acciaio, dei produttori di petrolio e delle società farmaceutiche hanno registrato forti rialzi, mentre il comparto software ha sottoperformato.

  • Le Borse europee avanzano mentre il rallentamento dell’inflazione nel Regno Unito attenua le preoccupazioni geopolitiche: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee avanzano mentre il rallentamento dell’inflazione nel Regno Unito attenua le preoccupazioni geopolitiche: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati salgono nonostante le tensioni in Medio Oriente e l’attesa per gli utili delle Big Tech USA

    Le principali Borse europee hanno chiuso in rialzo mercoledì, mentre gli investitori hanno bilanciato l’escalation delle tensioni in Medio Oriente con il rallentamento dell’inflazione nel Regno Unito e l’attesa per i risultati trimestrali delle principali società tecnologiche statunitensi.

    Il petrolio è rimasto sotto i riflettori, con il Brent in rialzo di quasi il 4% fino a superare i 94 dollari al barile, il livello più alto delle ultime sette settimane. Il movimento è seguito all’undicesima notte consecutiva di attacchi statunitensi contro l’Iran, mentre il presidente Trump ha promesso di colpire Pickaxe Mountain. I media iraniani hanno inoltre riferito di esplosioni a Bushehr, sede della centrale nucleare del Paese.

    L’inflazione britannica rallenta oltre le attese

    I dati macroeconomici hanno contribuito a sostenere il sentiment degli investitori.

    Secondo l’Office for National Statistics, l’indice dei prezzi al consumo nel Regno Unito è aumentato del 2,6% su base annua a giugno, in calo rispetto al 2,8% di maggio e al di sotto delle attese degli analisti pari al 2,7%.

    Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,1%, in linea con le previsioni e in rallentamento rispetto allo 0,2% registrato a maggio.

    Nel corso della seduta, il FTSE 100 di Londra è salito dell’1,4%, il CAC 40 francese dello 0,9% e il DAX tedesco dello 0,3%.

    I risultati societari guidano i principali movimenti

    Tra i migliori titoli della giornata, Randstad (EU:RAND) è salita dopo aver riportato una crescita organica dei ricavi trimestrali superiore alle aspettative del mercato.

    Anche Santander (LSE:BNC) ha registrato un rialzo dopo che l’utile netto sottostante del secondo trimestre è aumentato del 17%, sostenuto dalle solide performance in Spagna e nel Regno Unito.

    Airbus (EU:AIR) ha guadagnato terreno dopo aver annunciato un programma di riacquisto di azioni da 5 miliardi di euro da realizzare nei prossimi tre anni e aver confermato le previsioni per l’esercizio 2026 di circa 870 consegne di aeromobili commerciali e un EBIT rettificato di circa 7,5 miliardi di euro.

    Anche GEA Group (TG:G1A) è avanzata dopo aver pubblicato risultati preliminari del secondo trimestre superiori alle attese e aver rivisto al rialzo la guidance annuale.

    Fresnillo (LSE:FRES) ha inoltre registrato un rialzo dopo aver confermato gli obiettivi produttivi per il periodo 2026-2028 in seguito a una solida performance operativa nel secondo trimestre.

    Alcuni titoli frenano il rialzo del mercato

    Non tutte le società hanno beneficiato del clima positivo.

    L’operatore di telecomunicazioni olandese KPN (EU:KPN) è sceso dopo aver ridotto leggermente le previsioni di crescita dei ricavi da servizi per il 2026.

    Anche il produttore farmaceutico svizzero Lonza (TG:LO3) ha perso terreno dopo che i ricavi del primo semestre sono risultati leggermente inferiori alle stime.

    Nel frattempo, la catena britannica di pub J D Wetherspoon (LSE:JDW) è crollata dopo aver avvertito che l’utile annuale sarà inferiore alle precedenti aspettative del mercato.

  • Il petrolio resta vicino ai massimi di sei settimane per le tensioni in Medio Oriente

    Il petrolio resta vicino ai massimi di sei settimane per le tensioni in Medio Oriente

    L’escalation del conflitto sostiene i prezzi del greggio

    I prezzi del petrolio si sono mantenuti vicino ai massimi delle ultime sei settimane mercoledì, mentre i mercati continuano a valutare l’intensificarsi del conflitto tra Stati Uniti e Iran e il crescente rischio che le interruzioni delle rotte marittime in Medio Oriente possano compromettere le forniture globali di greggio.

    Alle 04:12 ET (08:12 GMT), i futures sul Brent con scadenza a settembre, benchmark internazionale, sono saliti del 3,4% a 94,13 dollari al barile, mentre i futures sul West Texas Intermediate (WTI) statunitense hanno guadagnato il 3,7% a 87,42 dollari al barile.

    Entrambi i contratti erano avviati verso la quarta seduta consecutiva di rialzo e trattavano ai livelli più elevati dall’11 giugno. I prezzi del petrolio sono aumentati in sei delle ultime sette sedute.

    Conflitto e rischi per il trasporto marittimo sotto osservazione

    Le autorità statunitensi hanno dichiarato che le forze armate hanno colpito obiettivi iraniani per l’undicesima notte consecutiva nelle prime ore di mercoledì, prendendo di mira siti di lancio di missili e droni, centri di comando e controllo, sistemi di difesa aerea e altre infrastrutture militari. Le operazioni indicano un’intensificazione della pressione di Washington su Teheran, mentre proseguono gli sforzi diplomatici.

    Martedì il presidente Donald Trump ha espresso pessimismo sui negoziati, affermando che gli Stati Uniti non hanno “alcun interesse a incontrare” l’Iran. A sostenere ulteriormente i prezzi sono arrivate anche le dichiarazioni del Segretario di Stato statunitense Marco Rubio, che mercoledì ha ribadito l’impegno di Washington verso la diplomazia, accusando però Teheran di aver violato un accordo relativo alla navigazione nello Stretto di Hormuz.

    Nel frattempo, l’Iran ha proseguito gli attacchi di rappresaglia contro postazioni militari statunitensi nella regione, tra cui Bahrain, Kuwait e Giordania.

    Gli investitori seguono inoltre con attenzione il movimento Houthi dello Yemen, sostenuto dall’Iran, dopo la minaccia di un blocco navale contro le spedizioni collegate all’Arabia Saudita nel Mar Rosso. L’annuncio ha già spinto alcune petroliere a modificare le proprie rotte, alimentando i timori per le esportazioni di uno dei maggiori produttori mondiali di greggio.

    “Questo costringerebbe le petroliere a entrare e uscire dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez, aggiungendo tempi e costi significativi ai viaggi verso l’Asia”, hanno scritto gli analisti di ING in una nota.

    La minaccia arriva mentre il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz è già stato compromesso dalle ostilità in corso, aumentando le preoccupazioni per i flussi energetici globali.

    Nuove interruzioni aggravano i timori sull’offerta

    Anche le esportazioni di greggio del Kazakistan attraverso il Mar Nero hanno subito nuove interruzioni dopo che il Caspian Pipeline Consortium (CPC) ha sospeso i carichi di petrolio in seguito ai ripetuti attacchi contro le petroliere presso il terminal russo di esportazione.

    “Considerando le rinnovate interruzioni dal Golfo Persico, i rischi per le esportazioni saudite attraverso il Mar Rosso e gli sviluppi nel Mar Nero, si potrebbe sostenere che un Brent appena sopra i 91 dollari al barile sia sottovalutato. Soprattutto se queste interruzioni dovessero protrarsi fino ad agosto”, hanno aggiunto gli analisti di ING.

    Separatamente, l’American Petroleum Institute ha riferito martedì che le scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti sono aumentate di 2,603 milioni di barili la scorsa settimana, contro le aspettative degli analisti che prevedevano un calo di 1,5 milioni di barili. Si tratta del primo aumento delle scorte nelle ultime due settimane.

    L’attenzione del mercato si sposterà ora sui dati ufficiali dell’Energy Information Administration relativi alle scorte di greggio statunitensi, attesi nel corso della giornata di mercoledì.

  • L’oro supera i 4.130 dollari grazie alle tensioni in Medio Oriente

    L’oro supera i 4.130 dollari grazie alle tensioni in Medio Oriente

    Le tensioni geopolitiche sostengono il metallo prezioso nonostante il dollaro forte

    I prezzi dell’oro hanno proseguito il rialzo mercoledì, con il metallo prezioso che ha superato i 4.130 dollari l’oncia, sostenuto dalla crescente instabilità in Medio Oriente che ha alimentato la domanda di beni rifugio. I guadagni sono arrivati nonostante il rafforzamento del dollaro statunitense e l’aumento dei rendimenti dei Treasury, mentre gli investitori continuano a valutare l’impatto dei maggiori prezzi dell’energia sulle prospettive della politica monetaria della Federal Reserve.

    Alle 02:08 ET (06:08 GMT), XAU/USD è salito dell’1,3% a 4.132,79 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro hanno guadagnato l’1,5% a 4.137,09 dollari. XAG/USD è avanzato dell’1,5% a 59,71 dollari l’oncia, mentre XPT/USD è salito del 2,3% a 1.666,59 dollari.

    I timori per le forniture energetiche restano al centro dell’attenzione

    L’oro ha esteso i rialzi della seduta precedente, quando aveva registrato un progresso vicino al 2%, mentre i mercati continuano a monitorare i rischi per le forniture energetiche globali, che potrebbero mantenere elevata l’inflazione e rendere più complesso il percorso della politica monetaria della Federal Reserve.

    L’attenzione degli investitori è ora rivolta alla riunione della Fed della prossima settimana, durante la quale si prevede che i tassi d’interesse resteranno invariati. Tuttavia, i mercati cercheranno indicazioni sulla possibilità che la banca centrale mantenga un orientamento restrittivo se i rincari energetici continueranno ad alimentare le pressioni inflazionistiche.

    Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito che Washington resta disponibile a negoziare con l’Iran, nonostante le forze statunitensi abbiano condotto l’undicesima notte consecutiva di attacchi e Teheran continui le proprie azioni di rappresaglia. Gli investitori seguono inoltre gli sviluppi nelle principali rotte energetiche, tra cui lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso.

    I prezzi del petrolio hanno continuato a mantenersi sopra i 90 dollari al barile dopo il rally di luglio, sostenuti dagli attacchi nell’area del Golfo e dai rinnovati timori per la sicurezza della navigazione, che alimentano il rischio di interruzioni dell’offerta.

    Il quadro tecnico mostra segnali di rafforzamento

    Tony Sycamore, analista di mercato di IG, ha affermato che il recupero dell’oro, nonostante il rafforzamento del dollaro statunitense e l’aumento dei rendimenti obbligazionari, suggerisce che gli investitori stanno tornando a considerare il metallo prezioso come un tradizionale bene rifugio in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche.

    “L’oro ha chiuso in rialzo durante la notte, ignorando i venti contrari rappresentati da un dollaro statunitense più forte e dall’aumento dei rendimenti”, ha dichiarato Sycamore, aggiungendo che un posizionamento retail più pulito potrebbe contribuire a rafforzare nuovamente l’attrattiva dell’oro come bene rifugio nonostante la continua forza delle azioni statunitensi.

    Sycamore ha affermato che stanno emergendo i primi segnali della formazione di una base intorno al minimo di fine giugno a 3.942 dollari. Un superamento stabile della resistenza del trend ribassista in area 4.120 dollari, seguito da un movimento oltre il massimo di inizio luglio a 4.202 dollari, rafforzerebbe lo scenario di un recupero più ampio verso la media mobile a 200 giorni situata intorno a 4.494 dollari.

    Ha aggiunto che IG mantiene una visione moderatamente positiva sull’oro finché i prezzi resteranno al di sopra del minimo di fine giugno, che continua a rappresentare il principale livello tecnico di riferimento.

    Anche l’argento ha esteso i guadagni dopo il rialzo di oltre il 4% registrato nella seduta precedente, mentre gli operatori continuano a monitorare gli sviluppi in Medio Oriente e le prospettive della politica monetaria della Federal Reserve.

  • Wall Street attende le trimestrali dei big tecnologici mentre il petrolio continua a salire: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Wall Street attende le trimestrali dei big tecnologici mentre il petrolio continua a salire: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I future sui principali indici azionari statunitensi hanno registrato un leggero calo mercoledì, mentre gli investitori si preparano a una giornata ricca di trimestrali del settore tecnologico e monitorano il continuo rialzo del petrolio, alimentato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

    L’attenzione del mercato è rivolta soprattutto ai risultati di Alphabet, Texas Instruments e Tesla, che potrebbero offrire nuove indicazioni sugli investimenti nell’intelligenza artificiale, sulla domanda di semiconduttori e sulle prospettive delle principali società tecnologiche.

    I future rallentano prima delle trimestrali

    Prima dell’apertura di Wall Street, i future sui principali indici hanno mostrato lievi ribassi, con gli investitori che hanno adottato un atteggiamento prudente in vista della pubblicazione dei risultati societari.

    La seduta precedente si era conclusa in rialzo grazie soprattutto ai titoli tecnologici, nonostante il nuovo aumento dei prezzi del petrolio abbia rafforzato le aspettative di una politica monetaria restrittiva più duratura da parte della Federal Reserve.

    I produttori di semiconduttori hanno guidato il rialzo, con il Philadelphia Semiconductor Index in crescita di oltre il 5%, il miglior risultato giornaliero dell’ultimo mese.

    Alphabet sotto i riflettori per gli investimenti nell’IA

    Alphabet (NASDAQ:GOOG) pubblicherà i risultati trimestrali dopo la chiusura di Wall Street e gli investitori valuteranno soprattutto l’evoluzione degli investimenti nell’intelligenza artificiale.

    Il gruppo continua a investire miliardi di dollari nell’espansione dei data center e delle infrastrutture dedicate all’IA insieme agli altri principali hyperscaler. Sebbene tali investimenti siano considerati fondamentali per la crescita futura, il mercato continua a interrogarsi sui tempi necessari per ottenere ritorni economici significativi.

    Secondo BofA Securities, la crescita della domanda di IA, l’aumento dei prezzi delle memorie e le recenti operazioni di finanziamento potrebbero spingere Alphabet ad aumentare il proprio piano di investimenti per il 2026 fino a un intervallo compreso tra 190 e 200 miliardi di dollari.

    La banca ha aggiunto che “riteniamo Alphabet ben posizionata per generare una crescita superiore alla media e un’espansione dei margini del cloud grazie al suo vantaggioso posizionamento nell’IA, nei modelli, nel silicio e nella distribuzione nei segmenti consumer ed enterprise.”

    Secondo le stime di Wall Street citate da BofA Securities, Alphabet dovrebbe registrare ricavi trimestrali di circa 101 miliardi di dollari e un utile per azione di 2,90 dollari.

    Texas Instruments offrirà indicazioni sul mercato dei semiconduttori

    Anche Texas Instruments (NASDAQ:TXN) presenterà i risultati del trimestre, fornendo un importante aggiornamento sull’andamento dell’industria dei semiconduttori.

    Il settore continua a beneficiare dei forti investimenti nell’intelligenza artificiale e resta uno dei principali motori della crescita degli utili del mercato statunitense.

    Texas Instruments prevede ricavi compresi tra 5 e 5,4 miliardi di dollari e un utile per azione tra 1,77 e 2,05 dollari. Essendo uno dei principali produttori mondiali di semiconduttori analogici, i suoi risultati sono considerati un indicatore dell’andamento della domanda nel comparto.

    Attesa anche per i risultati di Tesla

    Tesla (NASDAQ:TSLA) pubblicherà i conti dopo la chiusura dei mercati e gli analisti prevedono il primo consumo netto di cassa trimestrale degli ultimi due anni.

    La società sta accelerando gli investimenti nell’intelligenza artificiale, nella guida autonoma e nella robotica, con una spesa prevista di circa 25 miliardi di dollari nel 2026.

    Gli investitori continuano a valutare se questi investimenti riusciranno a generare nuove fonti di ricavo attraverso robotaxi e robot umanoidi, soprattutto dopo i ritardi registrati nello sviluppo di alcuni progetti.

    Il petrolio resta vicino ai massimi recenti

    Le quotazioni del greggio hanno continuato a salire dopo una nuova serie di attacchi statunitensi contro obiettivi militari iraniani, mentre le tensioni sulle rotte energetiche del Medio Oriente hanno sostenuto il mercato.

    Il Brent è salito oltre i 94 dollari al barile e il WTI ha superato gli 87 dollari, avviandosi verso il quarto rialzo consecutivo e restando vicino ai livelli più elevati delle ultime sei settimane.

    L’aumento dei prezzi dell’energia e le persistenti tensioni geopolitiche continuano a influenzare il sentiment degli investitori in attesa delle principali trimestrali e delle prossime indicazioni sulla politica monetaria.

  • Le Borse europee chiudono in lieve calo mentre il rialzo del petrolio e gli utili societari frenano il sentiment: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee chiudono in lieve calo mentre il rialzo del petrolio e gli utili societari frenano il sentiment: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno registrato lievi ribassi mercoledì, mentre gli investitori hanno valutato una fitta stagione di trimestrali insieme al riaccendersi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, in attesa delle prossime decisioni di politica monetaria e dei risultati delle principali società tecnologiche statunitensi.

    L’attenzione del mercato resta concentrata anche sulla riunione della Banca Centrale Europea e sulle indicazioni che potrebbero influenzare le prospettive dei tassi d’interesse.

    Inflazione e trimestrali al centro dell’attenzione

    L’indice paneuropeo STOXX 600 ha ceduto lo 0,4% nelle prime contrattazioni. Il DAX tedesco è rimasto pressoché invariato, mentre il CAC 40 francese e il FTSE MIB italiano hanno perso lo 0,1%, con il comparto bancario tra i principali fattori di debolezza.

    Nel Regno Unito il FTSE 100 ha ceduto lo 0,1%, nonostante l’inflazione sia rallentata al 2,6% a giugno rispetto al 2,8% di maggio, un dato migliore delle attese del mercato pari al 2,7%.

    Il rallentamento dell’inflazione ha rafforzato le aspettative di una maggiore flessibilità della Bank of England sui tassi e ha sostenuto la fiducia nella disciplina fiscale promessa dal Primo Ministro Andy Burnham.

    Le trimestrali guidano i movimenti dei titoli

    Le pubblicazioni dei risultati societari hanno continuato a rappresentare il principale catalizzatore per i mercati europei.

    Tra le principali società che hanno diffuso i conti figurano Banco Santander (LSE:BNC), UniCredit (BIT:UCG) ed Equinor (NYSE:EQNR), offrendo agli investitori un aggiornamento sull’andamento delle imprese in un contesto caratterizzato da tassi elevati e volatilità dei mercati.

    Le azioni Santander hanno perso circa il 2% dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali.

    Akzo Nobel (EU:AKZA), invece, ha guadagnato quasi il 3% grazie ai risultati del secondo trimestre.

    Il petrolio sostiene il comparto energetico

    Le quotazioni del greggio sono salite dopo nuovi attacchi degli Houthi contro navi commerciali lungo importanti rotte marittime, riaccendendo i timori per possibili interruzioni delle forniture energetiche.

    L’aumento del premio al rischio ha sostenuto i titoli energetici, ma ha anche alimentato nuove preoccupazioni sull’inflazione alla vigilia della decisione di politica monetaria della BCE.

    Gli investitori continueranno a monitorare le indicazioni delle banche centrali, l’evoluzione della stagione delle trimestrali e gli sviluppi geopolitici nei mercati dell’energia.