Petrolio in calo mentre i tentativi diplomatici in Medio Oriente compensano i timori sulle forniture

Pipes at oil refinery

I prezzi del petrolio sono scesi giovedì, annullando parte dei guadagni della seduta precedente, mentre i nuovi tentativi diplomatici che coinvolgono Iran, Stati Uniti e mediatori regionali hanno influenzato le aspettative del mercato. Le preoccupazioni per gli attacchi alle infrastrutture energetiche e alle rotte marittime del Medio Oriente hanno continuato a incidere sulle contrattazioni.

I futures sul Brent hanno perso 1,27 dollari, pari all’1,1%, scendendo a 114,05 dollari al barile alle 09:22 GMT, mentre i futures sul West Texas Intermediate (WTI) statunitense sono diminuiti di 1,51 dollari, equivalenti all’1,5%, a 101,27 dollari al barile.

I ribassi sono arrivati dopo gli aumenti di mercoledì, quando il Brent aveva guadagnato l’1,3% e il WTI il 3%.

Brent e WTI arretrano dopo i rialzi della seduta precedente

I futures petroliferi hanno registrato una flessione durante le contrattazioni di giovedì, mentre gli operatori valutavano le notizie relative alle iniziative diplomatiche finalizzate a ridurre le ostilità in Medio Oriente.

Il Brent è stato scambiato a 114,05 dollari al barile, in calo dell’1,1%, mentre il WTI si è attestato a 101,27 dollari, con una diminuzione dell’1,5%.

Entrambi i riferimenti avevano registrato rialzi nella seduta precedente, in un contesto di preoccupazioni per la sicurezza delle forniture energetiche regionali.

I movimenti dei prezzi hanno riflesso la valutazione degli sviluppi diplomatici insieme alle continue notizie sulle attività militari che interessano i paesi produttori di petrolio e le rotte di trasporto.

I contatti diplomatici tra Stati Uniti e Iran attirano l’attenzione del mercato

Il Wall Street Journal ha riferito mercoledì che il vicepresidente statunitense JD Vance aveva inviato una lettera a Mohsen Rezaei, responsabile del Consiglio di sicurezza iraniano, nel tentativo di riavviare i negoziati di pace.

Il quotidiano ha citato funzionari statunitensi e persone informate sulla questione.

L’analista di UBS Giovanni Staunovo ha commentato la reazione del mercato:

“I prezzi del petrolio sono sotto pressione oggi a causa dei rinnovati sforzi diplomatici per ridurre l’intensità del conflitto in Medio Oriente.”

L’iniziativa riportata si inserisce in un più ampio quadro di tentativi diplomatici che coinvolgono intermediari regionali.

Anche i mediatori del Qatar hanno presentato all’Iran una nuova bozza di accordo per porre fine al conflitto che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele, secondo un funzionario informato sui negoziati.

Tuttavia, un alto funzionario iraniano ha respinto la proposta, definendone i contenuti inaccettabili e indicando che non costituiva un’offerta formale.

L’Iran mantiene aperta la possibilità di negoziati diplomatici

Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato mercoledì che Teheran continuava a concedere alla diplomazia la possibilità di raggiungere un accordo.

Il ministro ha inoltre indicato che il piano iraniano di sette giorni potrebbe essere completato in meno di una settimana, qualora venisse adottato.

Le dichiarazioni sono seguite alle notizie sui nuovi tentativi di mediazione e sulle discussioni relative ai possibili termini per porre fine al conflitto.

Il rifiuto dell’ultima proposta da parte di un alto funzionario iraniano ha tuttavia evidenziato il permanere di divergenze tra le parti coinvolte.

Questi sviluppi sono stati tra i fattori che hanno influenzato le aspettative del mercato petrolifero durante la seduta di giovedì.

Gli attacchi degli Houthi mantengono l’attenzione sulla sicurezza energetica regionale

Le continue operazioni militari che coinvolgono il movimento Houthi dello Yemen, allineato all’Iran, hanno rappresentato un ulteriore elemento monitorato dai mercati petroliferi.

La coalizione guidata dall’Arabia Saudita impegnata nel conflitto contro gli Houthi ha dichiarato giovedì di aver intercettato e distrutto un missile balistico lanciato verso la regione orientale del regno.

Le forze governative yemenite hanno inoltre riferito che gli Houthi avevano attaccato l’aeroporto di Aden mercoledì.

L’attacco all’aeroporto è stato segnalato dopo che gli Houthi avevano dichiarato di aver colpito con un missile la più grande raffineria petrolifera dell’Arabia Saudita il giorno precedente.

Gli episodi hanno richiamato l’attenzione sulla sicurezza delle infrastrutture energetiche e dei trasporti nella regione.

Gli operatori monitoravano inoltre i timori relativi a possibili ulteriori azioni militari statunitensi contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste per il 3 novembre.

I Pasdaran segnalano incidenti a petroliere vicino allo Stretto di Hormuz

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno riferito che tre petroliere avevano urtato mine marine mentre tentavano di percorrere una rotta non autorizzata a sud dello Stretto di Hormuz.

Secondo la dichiarazione, gli incidenti si sono verificati nelle 24 ore precedenti, provocando esplosioni e incendi a bordo delle imbarcazioni.

La notizia ha richiamato ulteriormente l’attenzione sulla sicurezza marittima nei pressi dello Stretto di Hormuz, un importante passaggio per le esportazioni di petrolio dal Golfo Persico.

Gli episodi sono stati segnalati nel contesto delle ostilità regionali e delle preoccupazioni per la circolazione delle navi commerciali nelle acque circostanti.

Le raffinerie russe aumentano l’attività dopo l’attacco di ottobre

Anche gli sviluppi della produzione e della raffinazione petrolifera russa hanno influenzato le aspettative del mercato.

Gli analisti di JPMorgan hanno segnalato un aumento dell’attività di raffinazione in Russia dopo un periodo senza ulteriori attacchi confermati agli impianti di lavorazione.

In una nota diffusa mercoledì sera, gli analisti hanno dichiarato:

“Dall’attacco del 15 ottobre alla raffineria di Ryazan, non sono stati confermati ulteriori attacchi contro le infrastrutture di raffinazione russe.”

Hanno aggiunto:

“L’assenza di nuovi attacchi ha consentito alla lavorazione delle raffinerie russe di aumentare di 350.000 barili al giorno la scorsa settimana, raggiungendo 4 milioni di barili al giorno.”

L’incremento dell’attività di raffinazione ha contribuito alle aspettative di una maggiore disponibilità di petrolio greggio e diesel.

Questi fattori legati all’offerta hanno contribuito a contenere i prezzi nonostante le preoccupazioni per la produzione e il trasporto di petrolio in Medio Oriente.

Le scorte di greggio statunitensi diminuiscono di 1,9 milioni di barili

L’Energy Information Administration statunitense ha comunicato che le scorte commerciali di petrolio greggio sono diminuite di 1,9 milioni di barili nella settimana conclusa il 23 ottobre.

La riduzione si è confrontata con le aspettative raccolte da Reuters tra gli analisti, che indicavano un aumento di circa 15.000 barili.

Il calo delle scorte ha fornito ulteriori informazioni sulle condizioni della domanda e dell’offerta di greggio negli Stati Uniti.

Tuttavia, altri dati relativi alle scorte di prodotti petroliferi hanno mostrato un andamento differente.

Le scorte statunitensi di benzina aumentano di 3,9 milioni di barili

Le scorte di benzina negli Stati Uniti sono aumentate di 3,9 milioni di barili durante la stessa settimana, secondo l’Energy Information Administration.

Gli analisti intervistati da Reuters avevano previsto una diminuzione di 900.000 barili.

L’aumento effettivo si è quindi discostato dalle previsioni e ha contrastato con la riduzione delle scorte di greggio.

La combinazione tra il calo delle scorte di petrolio e l’incremento di quelle di benzina ha fornito indicazioni differenti sulle condizioni del mercato petrolifero statunitense.

Il mercato petrolifero valuta diplomazia, rischi per le forniture e dati sulle scorte

La flessione dei prezzi del petrolio di giovedì si è verificata mentre gli operatori valutavano i contatti diplomatici tra Iran e Stati Uniti insieme alla prosecuzione delle attività militari in Medio Oriente.

Le notizie sugli attacchi che hanno interessato Arabia Saudita, Yemen e le rotte marittime vicine allo Stretto di Hormuz sono rimaste rilevanti per le aspettative sulle forniture.

Allo stesso tempo, la ripresa delle attività di raffinazione in Russia e le variazioni delle scorte petrolifere statunitensi hanno fornito ulteriori informazioni sulle condizioni dell’offerta globale.

L’interazione di questi sviluppi ha contribuito ai movimenti dei futures su Brent e WTI durante la seduta.

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