L’aumento dei prezzi del gas naturale potrebbe incidere sull’inflazione al consumo nell’Eurozona più rapidamente rispetto al passato. L’impatto sulle tariffe elettriche potrebbe tuttavia risultare più contenuto grazie al crescente contributo delle energie rinnovabili, secondo quanto emerge da un Bollettino economico della Banca centrale europea (BCE).
I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa sono aumentati di oltre il 140% rispetto a un anno fa. Il conflitto che coinvolge l’Iran ha limitato l’offerta globale, mentre le scorte europee ridotte hanno accresciuto il rischio di ulteriori rincari.
Secondo la BCE, i cambiamenti intervenuti nei mercati europei del gas dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 hanno accelerato la trasmissione delle variazioni dei prezzi all’ingrosso alle bollette delle famiglie.
Una maggiore flessibilità dei prezzi e il ricorso più frequente a contratti di breve durata consentono infatti ai prezzi al dettaglio del gas di reagire più rapidamente alle oscillazioni dei mercati all’ingrosso.
I rincari del gas raggiungono più rapidamente i consumatori
Un’indagine condotta dalle banche centrali dell’Unione europea ha rilevato che, in oltre la metà dei Paesi dell’Eurozona, le variazioni dei prezzi all’ingrosso del gas si riflettono oggi sull’inflazione del gas al consumo entro uno-tre mesi.
In circa un decimo dei Paesi, la trasmissione richiede da quattro a sei mesi. In circa un terzo, invece, il processo avviene nell’arco di sette-dodici mesi.
La percentuale di Paesi che segnalano tempi di trasmissione più lunghi, compresi tra 13 e 24 mesi, è diminuita sensibilmente rispetto al 2022.
La BCE ha precisato: “Nello specifico, la quota di Paesi che segnalano una trasmissione lenta, nell’arco di un periodo compreso tra 13 e 24 mesi, è scesa da circa il 40% a circa il 5% entro il 2022”.
I risultati indicano che gli aumenti dei prezzi all’ingrosso del gas potrebbero incidere sui costi energetici delle famiglie e sull’inflazione complessiva più rapidamente rispetto alle precedenti crisi dei mercati energetici.
Implicazioni per l’inflazione e i tassi d’interesse
La valutazione della BCE arriva mentre l’inflazione nell’Eurozona si colloca già sopra il 3%, superando l’obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale.
Alcuni economisti prevedono che l’inflazione possa raggiungere il 4% entro la fine dell’anno, aumentando potenzialmente le pressioni sulla BCE affinché valuti ulteriori rialzi dei tassi d’interesse dopo gli interventi degli ultimi due mesi.
Il rapporto distingue tuttavia l’impatto dei rincari del gas sulle bollette domestiche da quello sui costi dell’elettricità.
L’espansione della produzione elettrica da fonti rinnovabili ha ridotto il ruolo del gas naturale nella determinazione dei costi di generazione, limitando la trasmissione delle variazioni dei prezzi all’ingrosso del gas all’inflazione dell’elettricità.
“Questi sviluppi suggeriscono che le variazioni dei prezzi all’ingrosso del gas potrebbero riflettersi sull’inflazione del gas misurata dallo IAPC più rapidamente rispetto al passato, ma in misura minore sull’inflazione dell’elettricità misurata dallo IAPC”, ha dichiarato la BCE, facendo riferimento all’Indice armonizzato dei prezzi al consumo.
L’analisi indica che le conseguenze inflazionistiche degli ultimi rincari del gas dipenderanno in parte dai meccanismi nazionali di determinazione dei prezzi al dettaglio e dall’evoluzione della composizione della produzione elettrica europea.

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