I prezzi del petrolio hanno recuperato terreno giovedì dopo aver perso oltre l’8% nella seduta precedente, mentre gli investitori valutavano se la vittoria del Partito Democratico nelle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti potesse aumentare le pressioni sul presidente Donald Trump affinché perseguisse una soluzione negoziata del conflitto con l’Iran.
Alle 04:21 ET (09:21 GMT), i futures sul Brent salivano dello 0,9% a 95,56 dollari al barile, mentre quelli sul greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) guadagnavano lo 0,2% a 88,31 dollari al barile.
La ripresa ha seguito il ribasso di mercoledì, quando entrambi i benchmark avevano raggiunto i livelli di chiusura più bassi dal 31 agosto. Gli operatori hanno continuato a monitorare gli sviluppi politici a Washington, il conflitto in Medio Oriente e gli ultimi dati sulle scorte petrolifere statunitensi.
Brent e WTI recuperano dopo le perdite di mercoledì
I futures sul Brent hanno chiuso mercoledì a 94,62 dollari al barile, con una diminuzione di 8,98 dollari, pari all’8,7%.
Il WTI ha terminato la seduta a 88,12 dollari al barile, in calo di 7,97 dollari, equivalenti all’8,3%.
Entrambi i contratti hanno registrato i livelli di chiusura più bassi dal 31 agosto.
L’aumento di giovedì ha riportato il Brent sopra i 95 dollari al barile, sebbene i prezzi siano rimasti inferiori ai livelli precedenti al ribasso di mercoledì.
I movimenti hanno riflesso il cambiamento delle aspettative del mercato riguardo al conflitto con l’Iran e alle sue possibili implicazioni per le forniture petrolifere internazionali.
Le elezioni di metà mandato USA influenzano le prospettive dei negoziati con l’Iran
Il Partito Democratico ha conquistato il controllo sia della Camera dei Rappresentanti sia del Senato nelle elezioni di metà mandato statunitensi.
I risultati hanno alimentato ipotesi secondo cui un Congresso controllato dai Democratici potrebbe cercare di limitare i finanziamenti alle operazioni militari e incoraggiare l’amministrazione Trump a negoziare la fine del conflitto con l’Iran.
Trump ha riconosciuto che la guerra aveva contribuito alla sconfitta elettorale del Partito Repubblicano.
Anche il vicepresidente JD Vance ha sollevato interrogativi sui costi politici ed economici del conflitto.
Gli investitori hanno valutato se i risultati elettorali potessero aumentare la probabilità di una riduzione delle ostilità e di un accordo diplomatico.
Un cambiamento delle prospettive del conflitto potrebbe influenzare il premio per il rischio geopolitico incorporato nei prezzi del greggio.
Lo Stretto di Hormuz resta al centro dell’attenzione dei mercati energetici
La possibilità di negoziati diplomatici ha riportato l’attenzione sullo Stretto di Hormuz, una delle principali rotte marittime per le forniture energetiche mondiali.
Gli investitori hanno valutato se un allentamento delle tensioni potesse consentire, in futuro, un aumento delle spedizioni di petrolio attraverso il passaggio marittimo.
I cambiamenti nelle condizioni di navigazione potrebbero influenzare la disponibilità di greggio sui mercati internazionali.
Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non avevano piani immediati per condurre ulteriori attacchi contro l’Iran.
Tuttavia, le forze statunitensi hanno effettuato attacchi limitati contro l’isola iraniana di Qeshm all’inizio della settimana, con Washington che ha descritto le operazioni come difensive.
Gli sviluppi hanno mantenuto un quadro di incertezza sull’evoluzione del conflitto e sulle prospettive del trasporto energetico nella regione.
Gli analisti di ING valutano il recente calo dei prezzi del petrolio
Gli analisti di ING hanno indicato che i prezzi del greggio potrebbero perdere gradualmente parte del premio per il rischio geopolitico accumulato negli ultimi mesi, qualora le tensioni militari non si intensificassero.
“In assenza di un’escalation, è probabile che il mercato petrolifero continui a ridurre lentamente il premio per il rischio accumulato negli ultimi mesi, mentre i flussi di petrolio dal Golfo Persico si mantengono su livelli soddisfacenti”, hanno dichiarato gli analisti di ING in una nota.
Gli analisti hanno inoltre sottolineato che l’esito del conflitto rimane incerto, mettendo in discussione l’entità del recente ribasso.
“L’evoluzione di questa situazione resta estremamente incerta. Pertanto, l’entità e la rapidità con cui il mercato petrolifero ha registrato il recente ribasso sembrano eccessive”, hanno aggiunto.
La loro valutazione indica che le prospettive dei prezzi del greggio rimangono legate agli sviluppi politici e militari, compresa la continuità delle spedizioni di petrolio dal Golfo Persico.
Le scorte di greggio USA diminuiscono meno del previsto
I dati pubblicati mercoledì dalla Energy Information Administration (EIA) statunitense hanno mostrato che le scorte nazionali di greggio sono diminuite di 865.000 barili nella settimana terminata il 30 ottobre.
Gli analisti avevano previsto una riduzione maggiore, pari a 1,7 milioni di barili.
I dati indicano che le scorte di greggio sono diminuite durante il periodo di riferimento, sebbene il calo sia stato inferiore alle attese.
Il rapporto sulle scorte ha fornito ulteriori indicazioni sulle condizioni dell’offerta petrolifera statunitense, insieme agli sviluppi geopolitici che influenzano i prezzi internazionali.
In calo anche le scorte di benzina e distillati
Le scorte statunitensi di benzina sono diminuite di 222.000 barili durante la stessa settimana, rispetto alle aspettative del mercato che indicavano un modesto aumento.
Le scorte di distillati, che comprendono diesel e combustibile per riscaldamento, sono diminuite di 3,565 milioni di barili.
La riduzione delle scorte di distillati è stata maggiore rispetto al calo registrato per il greggio.
I dati hanno mostrato diminuzioni in tutte e tre le categorie petrolifere riportate, con la contrazione più ampia registrata nei distillati.
Prospettive del mercato petrolifero
I prezzi del petrolio hanno registrato un moderato recupero giovedì, mentre gli investitori rivalutavano le prospettive del conflitto con l’Iran dopo le elezioni di metà mandato statunitensi.
Le aspettative di possibili negoziati diplomatici hanno contribuito al movimento dei prezzi del greggio, sebbene siano rimaste incertezze sugli sviluppi militari e sulle spedizioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz.
Gli analisti di ING hanno indicato che parte del premio per il rischio geopolitico potrebbe diminuire in caso di allentamento delle tensioni, pur mettendo in discussione la rapidità del ribasso di mercoledì.
Nel frattempo, i dati sulle scorte statunitensi hanno mostrato riduzioni di greggio, benzina e distillati nella settimana terminata il 30 ottobre.

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