I prezzi del petrolio sono diminuiti lunedì dopo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump relativo a una proposta di cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina, sebbene nessuno dei due Paesi abbia confermato un accordo. Gli investitori guardano inoltre ai prossimi dati sull’inflazione statunitense, all’inizio della stagione delle trimestrali e alle persistenti tensioni in Medio Oriente.
I futures sul Brent con consegna a dicembre hanno perso l’1,8%, scendendo a 102,84 dollari al barile e annullando parte del rialzo di quasi il 3% registrato nella settimana precedente.
Trump ha annunciato quello che ha definito un immediato “cessate il fuoco energetico” tra Russia e Ucraina, prospettando una possibile riduzione delle interruzioni delle forniture russe di carburante. Tuttavia, le operazioni militari sono proseguite durante il fine settimana, con attacchi ucraini segnalati contro le infrastrutture energetiche russe e nuovi bombardamenti russi contro la rete elettrica ucraina.
Il presidente statunitense ha inoltre chiesto all’Ucraina di interrompere gli attacchi alle raffinerie russe e proposto un aumento delle esportazioni di diesel dalla Russia verso gli Stati Uniti e i mercati internazionali.
La fattibilità di ulteriori forniture russe rimane incerta, considerando i danni segnalati agli impianti di raffinazione nazionali e la necessità di garantire l’approvvigionamento interno.
Una precedente iniziativa di cessate il fuoco annunciata da Washington a settembre non aveva portato a un accordo confermato tra Mosca e Kyiv.
Attesa per i dati sull’inflazione statunitense
Gli investitori si preparano alla pubblicazione, mercoledì, dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti, che potrebbe influenzare le aspettative sulla prossima decisione della Federal Reserve in materia di tassi di interesse.
Le previsioni citate indicano che l’inflazione complessiva su base annua potrebbe accelerare al 3,7%, mentre l’inflazione di fondo, che esclude alimentari ed energia, dovrebbe rallentare al 2,5%.
Le quotazioni di mercato indicano attualmente una probabilità di circa il 18% di un aumento dei tassi di interesse questo mese, riflettendo aspettative ridimensionate di ulteriori restrizioni monetarie.
I dati saranno esaminati per verificare se l’aumento dei costi energetici stia influenzando anche i prezzi al consumo in altri settori.
Un’inflazione superiore alle attese potrebbe modificare le aspettative sulle future decisioni della Federal Reserve, mentre una moderazione dell’inflazione di fondo fornirebbe ulteriori indicazioni sull’attenuazione delle pressioni sui prezzi.
Al via la stagione delle trimestrali bancarie USA
Le principali banche statunitensi inizieranno a pubblicare i risultati del terzo trimestre martedì, dando avvio a una stagione in cui circa il 70% delle società dell’S&P 500 dovrebbe presentare i propri conti durante ottobre.
Gli analisti prevedono una crescita media degli utili per azione di circa il 30%, con le imprese che beneficiano degli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale responsabili di oltre la metà dell’incremento stimato.
Gli investimenti in conto capitale dei principali operatori di cloud computing, comunemente definiti hyperscaler, dovrebbero aumentare del 116% rispetto all’anno precedente.
Gli investitori valuteranno se questa spesa si stia traducendo in maggiori ricavi e profitti per i produttori di semiconduttori, i fornitori di infrastrutture cloud e altre aziende tecnologiche.
I risultati trimestrali potrebbero inoltre riflettere gli effetti di circa 69 miliardi di dollari di rimborsi tariffari nel terzo trimestre, mentre gli analisti prevedono un contributo più contenuto dagli investimenti azionari delle società.
Le indicazioni prospettiche delle imprese forniranno ulteriori informazioni sulle aspettative di crescita degli utili e sugli investimenti, in particolare tra le società esposte alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Negoziati tra Iran e Stati Uniti ancora senza soluzione
Gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente rimangono un altro elemento di attenzione per i mercati finanziari ed energetici.
I negoziati tra Iran e Stati Uniti sulla riapertura dello Stretto di Hormuz si sono bloccati dopo che Teheran ha giudicato insufficiente la risposta di Washington alle proprie proposte.
Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, ha dichiarato che l’Iran ha sospeso ulteriori risposte attraverso i mediatori qatarioti, in attesa di chiarimenti sugli elementi ancora irrisolti della proposta iraniana articolata in sette condizioni.
L’Iran ha indicato che il normale traffico marittimo potrebbe riprendere entro sette giorni qualora le sue condizioni venissero soddisfatte. Teheran ha tuttavia affermato che lo stretto rimarrà chiuso al traffico statunitense finché persisteranno le divergenze.
La controversia diplomatica si inserisce in un contesto segnato dalle notizie di un attacco all’aeroporto internazionale King Khalid di Riyadh, che avrebbe provocato 12 morti e 309 feriti.
I dati sulle vittime riportati non sono stati verificati in modo indipendente nelle informazioni fornite.
Secondo le notizie riportate, Trump starebbe inoltre valutando nuove operazioni militari contro l’Iran, aumentando l’incertezza sulle prospettive dei negoziati.
Prima del conflitto, attraverso lo Stretto di Hormuz transitava circa un quinto dei flussi mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto. Il prolungamento delle restrizioni alla navigazione potrebbe influenzare le forniture e i prezzi internazionali dell’energia.
La proposta sulle esportazioni russe di diesel incontra ostacoli operativi
La proposta di Trump di aumentare le esportazioni russe di diesel rappresenta un ulteriore elemento da considerare per il mercato dei carburanti.
Tuttavia, i ripetuti attacchi ucraini alle raffinerie russe avrebbero ridotto la capacità di lavorazione, sollevando interrogativi sui quantitativi aggiuntivi di diesel disponibili per l’esportazione.
Gli attacchi ucraini avrebbero inoltre interessato infrastrutture tecnologiche russe, compresi centri dati gestiti da Yandex, provocando interruzioni di alcuni servizi online.
La capacità della Russia di incrementare le esportazioni di carburante dipenderà dall’operatività delle raffinerie, dalla domanda interna e dall’evoluzione del conflitto.
Per i mercati finanziari, la combinazione di accordi di cessate il fuoco non confermati, negoziati irrisolti sullo Stretto di Hormuz, dati sull’inflazione statunitense e pubblicazioni dei risultati societari mantiene diversi sviluppi al centro dell’attenzione durante la settimana.

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