Petrolio volatile tra nuove forniture russe di diesel e attacchi in Arabia Saudita

Oil pump at sunset

I prezzi del petrolio hanno registrato oscillazioni lunedì, mentre gli investitori valutavano la possibilità di un aumento delle forniture russe di diesel e le nuove preoccupazioni per i trasporti energetici dopo gli attacchi in Arabia Saudita e nello Stretto di Hormuz.

I futures sul Brent hanno recuperato le perdite iniziali, salendo di 69 centesimi, pari allo 0,7%, a 105,41 dollari al barile alle 09:23 GMT. Il greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) è aumentato di 57 centesimi, ovvero dello 0,6%, a 92,42 dollari al barile.

I movimenti delle quotazioni sono seguiti alle notizie di ulteriori attacchi contro infrastrutture energetiche e di trasporto in Medio Oriente, oltre alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump su un incremento delle esportazioni russe di diesel.

Attacchi in Arabia Saudita e interruzioni nello Stretto di Hormuz

Il movimento Houthi, sostenuto dall’Iran, ha rivendicato un attacco contro l’aeroporto internazionale di Riyadh avvenuto sabato, che avrebbe provocato 13 morti e oltre 300 feriti. Ulteriori attacchi sono stati segnalati domenica.

Gli episodi hanno aumentato le preoccupazioni per la sicurezza regionale e per il trasporto delle forniture energetiche attraverso il Medio Oriente.

Nel corso del mese sono stati inoltre segnalati nuovi attacchi contro navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz, con possibili conseguenze sulla ripresa delle esportazioni regionali di greggio osservata a settembre.

Secondo lo United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO), una petroliera è stata colpita da un drone nei pressi di Sohar, in Oman, mentre un’altra nave ha subito danni durante l’attraversamento dello Stretto di Hormuz.

La rotta marittima rappresenta un importante collegamento per il trasporto internazionale di petrolio e il protrarsi degli incidenti di sicurezza potrebbe influenzare il traffico navale e i costi di trasporto.

Goldman Sachs alza le previsioni sul Brent per dicembre

Goldman Sachs ha aumentato la propria previsione sul prezzo del Brent per dicembre da 85 a 90 dollari al barile, indicando un premio per il rischio geopolitico stimato in poco più di 20 dollari al barile.

La banca ha inoltre aggiornato le proprie aspettative sui prezzi del greggio statunitense.

“Prevediamo che i prezzi del WTI, insolitamente bassi rispetto al Brent a causa degli elevati costi di trasporto tra Stati Uniti ed Europa, si attesteranno in media a 81 dollari a dicembre 2026 e a 73 dollari nel 2027”, hanno dichiarato gli analisti di Goldman Sachs.

Secondo la banca, la differenza tra le quotazioni del Brent e del WTI riflette in parte gli elevati costi di trasporto del greggio statunitense verso i mercati europei.

Separatamente, le società energetiche Shell, Chevron e BP stavano lavorando per riportare il personale sulle piattaforme offshore e ripristinare la produzione nel Golfo del Messico dopo che l’uragano Isaias aveva raggiunto la costa nelle prime ore di sabato.

Esportazioni russe di diesel e prezzi del gasolio

I futures europei sul gasolio hanno perso il 4,3%, scendendo a 1.419,50 dollari per tonnellata, dopo l’annuncio di Trump di venerdì secondo cui la Russia avrebbe fornito immediatamente oltre 300.000 tonnellate di diesel, equivalenti a circa 2,25 milioni di barili, agli Stati Uniti e ai mercati internazionali.

Il presidente ha inoltre indicato che ulteriori spedizioni potrebbero seguire.

Gli analisti hanno tuttavia espresso dubbi sull’entità del possibile aumento delle esportazioni russe, a causa dei danni subiti dalle infrastrutture di raffinazione del Paese.

“L’impatto immediato dell’accordo è discutibile, poiché la capacità di raffinazione della Russia è stata fortemente ridotta”, ha dichiarato Tamas Varga, analista di PVM.

“Tuttavia, Mosca ha revocato parzialmente il divieto sulle esportazioni di diesel, consentendo l’immissione sul mercato internazionale di 500.000 tonnellate (circa 3,7 milioni di barili), equivalenti approssimativamente a un giorno di consumo statunitense e a circa il 13% della domanda globale.”

Le cifre citate da Varga indicano che la Russia ha autorizzato ulteriori esportazioni di diesel, anche se rimangono incerti i tempi e l’effettiva entità delle consegne.

Proposta di cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina

Domenica Trump ha inoltre annunciato che Russia e Ucraina avrebbero raggiunto un accordo per un cessate il fuoco energetico.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha dichiarato di essere in attesa di ulteriori dettagli sull’intesa proposta, mentre la Russia non aveva commentato l’annuncio.

L’assenza di conferme da parte di entrambi i governi ha lasciato aperti interrogativi sulla possibilità che il cessate il fuoco comporti un’effettiva sospensione degli attacchi contro le infrastrutture energetiche.

Nel frattempo, il direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, ha invitato i Paesi membri a valutare la necessità di ulteriori rilasci di diesel.

Birol ha inoltre affermato che i Paesi che non hanno ancora consegnato integralmente i quantitativi promessi dovrebbero accelerare le operazioni, dando priorità alle forniture di diesel.

I mercati del petrolio e dei prodotti raffinati si trovano quindi di fronte a sviluppi contrastanti, con il possibile aumento della disponibilità di diesel russo controbilanciato dalle preoccupazioni per la sicurezza delle rotte marittime mediorientali e dagli effetti dei recenti attacchi alle infrastrutture energetiche.

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