I titoli tecnologici puntano a sostenere il rimbalzo di Wall Street dopo il forte ribasso: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

Traffic signals on Wall Street

I future sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura positiva giovedì, con gli investitori pronti a tornare sugli acquisti dopo le pesanti perdite registrate nella seduta precedente.

I titoli tecnologici sembravano destinati a guidare il recupero, con i future sul Nasdaq 100 in rialzo dell’1,6% prima dell’apertura dei mercati.

Microsoft sostiene il settore mentre Meta pesa sul comparto

Gli acquisti sui titoli tecnologici penalizzati nelle ultime sedute potrebbero favorire il rimbalzo iniziale dopo che il Nasdaq ha chiuso mercoledì ai minimi degli ultimi tre mesi. Anche il Dow Jones e l’S&P 500 hanno terminato la seduta ai livelli di chiusura più bassi da oltre un mese.

Microsoft (NASDAQ:MSFT) è stata tra i principali protagonisti del premercato, con un rialzo del 9,2% grazie a risultati trimestrali superiori alle attese, sostenuti dalla crescita del business Azure.

Meta Platforms (NASDAQ:META), al contrario, è scesa del 9,7% nel premercato dopo aver fornito una guidance deludente sulla crescita dei ricavi.

“Questa stagione delle trimestrali è diventata meno una questione di risultati principali e più una dimostrazione che gli investimenti senza precedenti nell’IA possono generare una redditività sostenibile”, ha dichiarato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.

Ha aggiunto: “Con Apple e Amazon ancora in attesa di pubblicare i risultati, il giudizio del mercato sul ciclo di investimenti nell’IA è tutt’altro che definitivo.”

Wall Street chiude una seduta altamente volatile in forte ribasso

La seduta di mercoledì è stata caratterizzata da forti oscillazioni. Dopo aver recuperato le perdite iniziali e aver brevemente riportato gli indici in territorio positivo nel pomeriggio, i mercati hanno invertito nuovamente la rotta nell’ultima ora di contrattazioni.

Il Dow Jones Industrial Average ha perso 1.153,18 punti (-2,2%), chiudendo a 51.594,14.

Il Nasdaq Composite è sceso di 433,97 punti (-1,7%) a 24.442,94, registrando la chiusura più bassa degli ultimi tre mesi.

L’S&P 500 ha ceduto 112,63 punti (-1,5%), terminando a 7.316,15, il livello più basso da oltre un mese.

I timori sui tassi continuano a pesare sui mercati

Le vendite si sono intensificate nel finale di seduta mentre i rendimenti dei Treasury salivano nelle contrattazioni elettroniche, nonostante la Federal Reserve avesse lasciato invariati i tassi di interesse.

La banca centrale ha mantenuto il tasso sui federal funds nell’intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%, confermando per la quinta riunione consecutiva la propria politica monetaria.

La decisione non è stata però unanime. Beth Hammack, Neel Kashkari e Lorie Logan hanno votato a favore di un aumento dei tassi di 25 punti base.

Il petrolio sale con il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente

I mercati azionari sono stati penalizzati anche dal forte rialzo del petrolio.

I future sul greggio statunitense sono balzati di oltre il 6% dopo aver perso il 14% nelle tre sedute precedenti, alimentati dalle rinnovate preoccupazioni per l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.

Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, l’Iran ha lanciato diversi missili balistici contro le forze statunitensi dispiegate in Medio Oriente, ma tutti sono stati intercettati.

Successivamente il Centcom ha comunicato che forze statunitensi e saudite hanno effettuato attacchi mirati contro obiettivi terroristici sostenuti dall’Iran in Iraq dopo oltre 30 attacchi con droni attribuiti ai Pasdaran nelle precedenti 72 ore.

Il presidente Donald Trump ha inoltre dichiarato a un giornalista di Fox News: “Prenderanno una dura lezione.”

I semiconduttori guidano i ribassi

I titoli dei semiconduttori hanno registrato forti oscillazioni prima di chiudere nettamente in calo.

L’indice Philadelphia Semiconductor ha perso il 5,3%, toccando il livello di chiusura più basso degli ultimi tre mesi.

Anche il comparto immobiliare ha subito forti vendite a causa dell’aumento dei rendimenti obbligazionari, con il Philadelphia Housing Sector Index in calo del 4,3%.

I titoli del networking hanno perso terreno, trascinando il NYSE Arca Networking Index in ribasso del 4%.

In calo anche i comparti hardware, compagnie aeree e banche, mentre i titoli energetici hanno beneficiato del rialzo del prezzo del petrolio.

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