Le Borse europee hanno registrato modesti guadagni martedì, sostenute dal calo dei prezzi del petrolio e dalla prospettiva di nuovi colloqui diplomatici tra Stati Uniti e Iran. Le preoccupazioni per i conti pubblici francesi hanno continuato a influenzare le prospettive dei mercati europei.
L’indice paneuropeo STOXX 600 è salito dello 0,15%, registrando la seconda seduta consecutiva di rialzi dopo il guadagno dell’1% di lunedì. La seduta precedente aveva segnato il maggiore incremento giornaliero dell’indice dal 2 luglio.
Il DAX tedesco, il FTSE 100 britannico e l’IBEX 35 spagnolo sono rimasti sostanzialmente invariati.
I futures sul Brent hanno registrato un ulteriore lieve calo dopo la flessione del 3% della seduta precedente, mentre gli investitori seguivano gli sviluppi legati all’Assemblea generale delle Nazioni Unite e l’aumento del costo dell’assicurazione contro il default del debito pubblico francese.
Lo STOXX 600 avanza per la seconda seduta consecutiva
Lo STOXX 600 ha guadagnato lo 0,15% martedì, proseguendo il rialzo dell’1% registrato lunedì.
L’incremento della seduta precedente era stato il maggiore dal 2 luglio.
Gli altri principali indici europei hanno mostrato variazioni limitate, con il DAX tedesco, il FTSE 100 di Londra e l’IBEX 35 spagnolo sostanzialmente stabili.
Il modesto progresso è coinciso con un ulteriore calo dei prezzi del petrolio, che può ridurre i costi di produzione per alcune imprese.
L’impatto della diminuzione dei prezzi energetici varia tuttavia da settore a settore: i produttori di energia potrebbero registrare ricavi inferiori, mentre le aziende ad alto consumo energetico potrebbero beneficiare di costi più contenuti.
Il Brent prosegue la discesa
I futures sul Brent hanno registrato un lieve calo martedì dopo aver perso circa il 3% nella seduta precedente.
La flessione è seguita alle notizie sull’utilizzo di soluzioni alternative per il trasporto di petrolio dal Golfo Persico, tra cui oleodotti e trasferimenti di greggio da una nave all’altra.
Queste modalità potrebbero contribuire a mantenere le spedizioni nonostante i rischi di interruzione legati al conflitto in Medio Oriente.
I mercati petroliferi hanno reagito anche alle indicazioni su un possibile dialogo diplomatico tra Washington e Teheran.
Il presidente statunitense Donald Trump si è detto disponibile a colloqui diretti con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in viaggio verso New York per partecipare all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Le dichiarazioni hanno aperto alla possibilità di ulteriori contatti diplomatici, anche se il resoconto fornito non conferma che sia stato organizzato un incontro o che un accordo sia imminente.
L’attenzione resta sulla diplomazia in Medio Oriente
Gli investitori seguono gli sviluppi diplomatici mentre i leader mondiali si riuniscono a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
La possibilità di colloqui tra Stati Uniti e Iran ha attirato l’attenzione per le implicazioni del conflitto sulla produzione energetica e sui trasporti marittimi.
Anche le notizie sull’utilizzo di rotte alternative nel Golfo Persico hanno contribuito ad attenuare i timori immediati sulle forniture.
La discesa del greggio suggerisce una riduzione di parte del premio di rischio legato all’incertezza geopolitica.
La durata del movimento dipenderà tuttavia dai successivi sviluppi del conflitto, dalle condizioni del trasporto marittimo e dai negoziati diplomatici.
Persistono le preoccupazioni sul debito sovrano francese
La Francia è rimasta al centro dell’attenzione degli investitori nonostante il miglioramento generale dei mercati azionari europei.
Secondo Reuters, lunedì il costo dell’assicurazione contro il default del debito pubblico francese, misurato attraverso i credit default swap (CDS), ha raggiunto il livello più alto da marzo 2020.
L’aumento riflette le preoccupazioni per le prospettive fiscali della Francia e le difficoltà politiche legate agli interventi necessari per affrontare il disavanzo di bilancio.
Secondo il resoconto fornito, i titoli di Stato francesi, noti come OAT, hanno registrato quest’anno una performance inferiore rispetto al debito sovrano comparabile di diverse altre grandi economie avanzate.
Spread CDS più elevati indicano un aumento del prezzo di mercato della protezione contro il default sovrano. Non dimostrano, da soli, che si verificherà un’insolvenza.
Questi sviluppi hanno aumentato l’attenzione degli investitori sui costi di finanziamento del governo francese e sulla situazione fiscale del Paese nel lungo periodo.
La politica monetaria influenza le aspettative dei mercati
La politica monetaria è rimasta un altro elemento importante per gli investitori europei.
La Federal Reserve ha aumentato i tassi di interesse la settimana precedente, mentre la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha ribadito che le future decisioni di politica monetaria dipenderanno dai dati economici.
Gli investitori valutano le conseguenze di tassi di interesse che potrebbero rimanere elevati insieme alle prospettive degli utili societari.
Rendimenti più alti dei titoli di Stato possono influenzare le valutazioni azionarie, aumentando i rendimenti disponibili sugli investimenti a rischio inferiore e i costi di finanziamento delle imprese.
L’effetto sui singoli mercati dipenderà dall’andamento dell’inflazione, dalla crescita economica e dalle future decisioni delle banche centrali.
Prospettive
Le Borse europee hanno registrato la seconda seduta consecutiva di rialzi, mentre i prezzi del petrolio continuavano a diminuire e gli investitori valutavano la possibilità di nuovi contatti diplomatici tra Stati Uniti e Iran.
Lo STOXX 600 è salito dello 0,15%, anche se diversi importanti indici nazionali sono rimasti sostanzialmente invariati.
Le preoccupazioni per i conti pubblici francesi hanno rappresentato un elemento di contrasto, con il costo dell’assicurazione contro il default del debito sovrano ai massimi da marzo 2020.
Gli sviluppi in Medio Oriente, i prezzi dell’energia, le finanze pubbliche francesi e la politica monetaria resteranno fattori rilevanti per i mercati europei in vista dell’ultimo trimestre dell’anno.

Leave a Reply