I futures sul gas naturale all’ingrosso in Europa e nel Regno Unito sono aumentati martedì, recuperando parte delle perdite della seduta precedente mentre gli operatori rivalutavano le prospettive di un dialogo diplomatico tra Stati Uniti e Iran.
Il contratto olandese TTF con consegna nel mese successivo, riferimento per il mercato europeo, è salito dell’1,6% a circa 78,80 euro per megawattora (MWh), allontanandosi dal minimo di quasi due settimane raggiunto lunedì.
Nel Regno Unito, il corrispondente contratto NBP ha registrato un aumento dell’1,6%, raggiungendo circa 195,40 pence per therm.
Entrambi i contratti avevano perso oltre il 7% lunedì, registrando il maggiore calo giornaliero in quasi due mesi.
I futures sul gas olandese e britannico recuperano terreno
I prezzi del gas naturale europeo sono risaliti martedì dopo una marcata flessione all’inizio della settimana.
Il contratto TTF olandese con consegna nel mese successivo è aumentato dell’1,6% a circa 78,80 euro/MWh, mentre il contratto britannico NBP ha guadagnato la stessa percentuale, raggiungendo circa 195,40 pence per therm.
La ripresa ha seguito perdite superiori al 7% per entrambi i riferimenti lunedì, quando i prezzi avevano registrato i ribassi giornalieri più consistenti in quasi due mesi.
La precedente discesa era arrivata dopo che alcune dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump avevano aperto alla possibilità di colloqui diretti con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.
Il rialzo di martedì indica che gli operatori stavano rivalutando le implicazioni immediate di questi sviluppi diplomatici.
Le prospettive diplomatiche tra Stati Uniti e Iran influenzano il mercato del gas
Trump si è dichiarato disponibile a colloqui bilaterali con Pezeshkian, presente questa settimana all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Le dichiarazioni hanno provocato una discesa dei prezzi dell’energia lunedì, mentre gli operatori valutavano la possibilità che una ripresa dei negoziati potesse ridurre le tensioni in Medio Oriente.
Il conflitto prosegue da sette mesi e ha alimentato preoccupazioni per il trasporto di energia attraverso lo Stretto di Hormuz e altre rotte nel Golfo Persico.
La prospettiva di un dialogo diplomatico ha ridotto parte del premio di rischio associato a possibili interruzioni delle forniture.
Tuttavia, il resoconto fornito non conferma che siano stati organizzati colloqui diretti né che un accordo sia imminente.
I prezzi del gas sono risaliti martedì mentre gli operatori rivalutavano queste incertezze.
Le limitazioni alle forniture restano una preoccupazione
Nonostante la possibilità di nuovi contatti diplomatici, secondo il resoconto fornito i flussi fisici di energia attraverso le principali rotte di trasporto del Golfo Persico rimangono fortemente limitati.
Le restrizioni che interessano queste vie continuano a creare incertezza sulla disponibilità e sul trasporto delle forniture energetiche.
Lo Stretto di Hormuz riveste particolare importanza per il suo ruolo nelle spedizioni internazionali di petrolio e gas.
Un miglioramento delle relazioni diplomatiche potrebbe influenzare le aspettative del mercato, ma gli effetti sulle forniture effettive dipenderebbero dagli sviluppi successivi.
Il recupero dei futures europei sul gas riflette il permanere dell’incertezza sul conflitto e sulle prospettive del trasporto energetico.
Il Brent scende mentre si ampliano le rotte alternative
I futures sul Brent hanno registrato un lieve calo martedì, dopo aver perso circa il 3% nella seduta precedente.
La flessione ha seguito le notizie secondo cui le società energetiche e gli operatori marittimi stavano utilizzando soluzioni alternative per trasportare petrolio dalla regione.
Tra queste figurano oleodotti terrestri e operazioni di carico da nave a nave al largo dell’Oman, finalizzate ad aggirare le restrizioni al trasporto nel Golfo Persico.
Queste soluzioni potrebbero contribuire a mantenere parte delle spedizioni energetiche nonostante le difficoltà che interessano le rotte tradizionali.
Il calo del greggio ha rappresentato un fattore contrastante rispetto al modesto recupero dei futures europei sul gas.
L’efficacia delle modalità di trasporto alternative resterà rilevante per le prospettive delle forniture energetiche regionali.
La BCE avverte di un impatto più rapido dei rincari del gas sull’inflazione
Nel suo Bollettino economico, la Banca centrale europea ha evidenziato le potenziali conseguenze inflazionistiche dell’aumento dei prezzi del gas all’ingrosso.
Secondo la BCE, i cambiamenti intervenuti nei mercati energetici europei dal 2022 hanno accelerato la trasmissione dei rincari del gas all’ingrosso ai prezzi al dettaglio in molte economie dell’Eurozona.
La banca centrale ha indicato che gli aumenti dei prezzi del gas all’ingrosso possono incidere sull’inflazione al consumo entro uno-tre mesi in oltre la metà dei Paesi dell’area euro.
Ciò significa che nuovi rincari del gas all’ingrosso potrebbero riflettersi sui prezzi al consumo in tempi relativamente brevi.
Le conclusioni sottolineano l’importanza degli sviluppi del mercato energetico per le aspettative di inflazione e le prospettive della politica monetaria europea.
Prospettive
I prezzi del gas naturale in Europa e nel Regno Unito sono risaliti dell’1,6% martedì dopo aver perso oltre il 7% nella seduta precedente.
Il recupero è avvenuto mentre gli operatori rivalutavano la possibilità di colloqui diretti tra Stati Uniti e Iran alla luce delle persistenti limitazioni al trasporto di energia attraverso il Golfo Persico.
Le rotte alternative e il calo del greggio potrebbero attenuare alcune preoccupazioni sulle forniture, anche se l’esito degli sforzi diplomatici rimane incerto.
Gli ulteriori sviluppi in Medio Oriente, i flussi fisici di energia e i prezzi del gas all’ingrosso continueranno a essere importanti per i mercati energetici europei e le aspettative di inflazione.

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