I gruppi della moda di lusso si preparano a presentare le nuove collezioni a Milano e Parigi in un contesto caratterizzato da una domanda più debole, pressioni sui margini di profitto e preoccupazioni per l’impatto del conflitto in Medio Oriente sui consumi.
Gli investitori mettono in discussione le prospettive di crescita del settore, mentre una ripresa duratura rimane incerta. L’aumento dell’inflazione associato al conflitto esercita ulteriori pressioni sui bilanci delle famiglie, mentre la domanda di alcuni prodotti di lusso, tra cui le borse di fascia alta, aveva già mostrato segnali di debolezza.
Le azioni di Kering (EU:KER), proprietaria di Gucci, hanno annullato i guadagni registrati dall’arrivo dell’amministratore delegato Luca de Meo, avvenuto un anno fa. LVMH (E:MC), il maggiore gruppo del lusso al mondo, ha perso il 37% dall’inizio del 2026.
Le settimane della moda offrono ai marchi l’opportunità di presentare nuovi modelli e attirare clienti, ma rappresentano anche investimenti significativi in un momento in cui le aziende devono dimostrare di poter migliorare i risultati finanziari.
La ripresa del settore del lusso rimane incerta
Dirigenti e consulenti del settore prevedono che le difficili condizioni di mercato possano persistere, mentre i marchi del lusso affrontano cambiamenti nei comportamenti dei consumatori e incertezza economica.
Diego della Valle, presidente di Tod’s, ha dichiarato venerdì ai giornalisti a Milano:
“Credo che quest’anno e il prossimo saranno probabilmente un periodo di attesa, mentre il mercato si stabilizza e torna a essere più prevedibile.”
Le sue parole riflettono i timori che la ripresa della spesa per i beni di lusso possa richiedere più tempo del previsto.
Il conflitto in Medio Oriente ha aggiunto un ulteriore elemento di incertezza, con effetti inflazionistici che esercitano nuove pressioni sul potere d’acquisto dei consumatori.
Per le aziende del lusso, la sfida consiste nel mantenere vendite e redditività continuando a investire nei prodotti, nel marketing e nelle relazioni con i clienti.
Le sfilate sono sottoposte a un maggiore controllo dei costi
Le principali case di moda devono dimostrare che gli investimenti nelle sfilate possono tradursi in una domanda più elevata.
Secondo gli esperti del settore, organizzare una grande sfilata può costare fino a 10 milioni di euro.
Queste spese si aggiungono agli investimenti in nuove collezioni e strategie creative, necessari per attirare consumatori il cui interesse verso alcune categorie del lusso si è indebolito.
Le Fashion Week di Milano e Parigi offriranno l’opportunità di valutare le risposte dei marchi attraverso i nuovi modelli e il posizionamento dei prodotti.
L’impatto commerciale delle collezioni dipenderà tuttavia dalla domanda dei clienti dopo le presentazioni.
Diminuisce la spesa della classe media e aumenta la concorrenza
Le ricerche di Bain e di altre società di consulenza indicano che i consumatori della classe media hanno ridotto la spesa per i prodotti di lusso.
Di conseguenza, i marchi competono con maggiore intensità per conquistare i clienti più facoltosi, aumentando gli investimenti nei negozi, nei servizi personalizzati e nelle esperienze esclusive, nonostante il calo delle vendite in alcune aree del settore.
Federico Bazzani, partner di Deloitte Advisory, ha dichiarato a Reuters:
“Esiste una forte polarizzazione tra i marchi: meno della metà registra una crescita, mentre gli altri perdono terreno.”
Secondo Bazzani, le aziende devono riconsiderare il modo in cui giustificano i propri prezzi.
“I marchi devono scegliere: investire nell’innovazione, nell’esperienza del cliente e nella rilevanza culturale per giustificare il proprio posizionamento di prezzo, oppure rivedere i prezzi e accettare margini più bassi.”
Le dichiarazioni evidenziano le diverse strategie a disposizione dei gruppi del lusso per rispondere all’indebolimento della domanda.
Le strategie di prezzo sono sotto pressione
Negli ultimi anni i marchi del lusso hanno aumentato sensibilmente i prezzi, ma secondo i consulenti del settore anche i clienti più ricchi stanno diventando più attenti al rapporto qualità-prezzo.
David Watts, consulente del settore del lusso con sede a Londra, ha spiegato che le aziende devono affrontare scelte difficili in materia di prezzi e produzione.
“Non vogliono ridurre i prezzi perché significherebbe ammettere di aver fatto pagare troppo i clienti e comporterebbe una perdita di margine, ma non vogliono nemmeno ridurre la produzione perché questo inciderebbe sui ricavi.”
Una riduzione dei prezzi potrebbe comprimere i margini di profitto e influire sulla percezione di esclusività, mentre un taglio della produzione potrebbe limitare le vendite.
Le aziende devono quindi bilanciare le strategie di prezzo con gli sforzi per attirare i clienti attraverso lo sviluppo dei prodotti e il miglioramento dei servizi.
Prada (TG:PRP), che inaugura la Fashion Week di Milano con la propria sfilata martedì, ha recentemente rinnovato il negozio principale nel capoluogo lombardo, introducendo spazi privati destinati ai clienti con la maggiore capacità di spesa.
L’investimento riflette gli sforzi più ampi del settore per sviluppare esperienze d’acquisto personalizzate.
Le preferenze dei consumatori si spostano verso esperienze e benessere
Alcuni dirigenti ritengono che il cambiamento delle priorità di spesa possa ritardare la ripresa delle categorie tradizionali del lusso.
Renzo Rosso, presidente di OTB, proprietaria di Diesel, ha dichiarato lunedì durante una conferenza a Milano:
“I consumatori stanno cambiando.”
Rosso ha osservato che gli acquirenti destinano una quota crescente della propria spesa al benessere, alla salute e alla longevità, oltre che ad alberghi e ristoranti.
Queste preferenze potrebbero intensificare la concorrenza per la spesa discrezionale, soprattutto se i consumatori sceglieranno le esperienze invece degli accessori di moda.
Rosso non prevede una ripresa imminente del settore del lusso.
La sua valutazione si aggiunge alle preoccupazioni secondo cui le difficoltà del comparto vanno oltre gli effetti immediati dell’inflazione e dell’incertezza geopolitica.
Le Fashion Week di Milano e Parigi accendono i riflettori sulle nuove collezioni
Prada inaugurerà la Fashion Week di Milano martedì.
Anche Gucci, Dolce & Gabbana e Giorgio Armani presenteranno le nuove collezioni durante la settimana.
La Fashion Week di Parigi inizierà il 28 settembre, con Dior (EU:CDI) e Louis Vuitton, entrambi appartenenti a LVMH, tra i principali marchi in programma.
Chanel presenterà la collezione primavera/estate 2027 il 5 ottobre.
Secondo il testo originale, la maison ha registrato risultati migliori rispetto ad alcuni concorrenti, sostenuta dai nuovi modelli del direttore creativo Matthieu Blazy.
Le prossime sfilate offriranno indicazioni su come le case di moda stiano adattando le collezioni e le strategie di marketing all’evoluzione delle preferenze dei consumatori.
Prospettive
Il settore del lusso affronta una combinazione di domanda più debole, pressioni sui prezzi e incertezza legata alle conseguenze economiche del conflitto in Medio Oriente.
Le ricerche che indicano una riduzione della spesa tra i consumatori della classe media suggeriscono che la concorrenza per conquistare i clienti più facoltosi potrebbe rimanere intensa.
I marchi stanno rispondendo attraverso investimenti in nuove collezioni, negozi di riferimento ed esperienze esclusive, mentre alcuni dirigenti prevedono che il mercato avrà bisogno di ulteriore tempo per stabilizzarsi.
Le Fashion Week di Milano e Parigi offriranno una piattaforma per presentare queste strategie, anche se il loro effetto sulle vendite e sulla redditività diventerà più chiaro soltanto quando le nuove collezioni raggiungeranno i clienti.

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