Le Borse europee hanno chiuso una seduta contrastata lunedì dopo che l’escalation delle tensioni in Medio Oriente ha spinto il Brent oltre i 90 dollari al barile per la prima volta in un mese, riaccendendo le preoccupazioni per l’inflazione, le prospettive sui tassi di interesse e la crescita economica.
Gli investitori guardano inoltre ai risultati delle principali società tecnologiche statunitensi e alla riunione della Banca Centrale Europea prevista questa settimana. La BCE dovrebbe lasciare i tassi invariati dopo aver effettuato il primo rialzo in quasi tre anni l’11 giugno.
I prezzi alla produzione tedeschi registrano il terzo aumento consecutivo
I rendimenti dei titoli di Stato tedeschi hanno raggiunto i massimi degli ultimi due anni dopo la pubblicazione dei dati che mostrano un terzo aumento consecutivo dei prezzi alla produzione nel mese di giugno.
Secondo Destatis, i prezzi alla produzione sono aumentati dell’1,8% su base annua a giugno, in rallentamento rispetto al 2,2% registrato a maggio.
Si tratta del terzo incremento consecutivo su base annua, sostenuto principalmente dall’aumento dei prezzi dei beni intermedi e dell’energia.
Su base mensile, i prezzi alla produzione sono diminuiti dello 0,3%, rispetto alle attese degli economisti che prevedevano un calo dello 0,2%.
FTSE in calo, DAX e CAC 40 in rialzo
L’indice FTSE 100 del Regno Unito ha perso lo 0,3%, mentre il DAX tedesco è salito dello 0,2% e il CAC 40 francese ha guadagnato lo 0,4%.
Tra i titoli, Ryanair (LSE:0A2U) è scesa dopo aver riportato un calo del 34% dell’utile del primo trimestre fiscale, inferiore alle aspettative degli analisti.
In ribasso anche Big Yellow Group (LSE:BYG), che ha comunicato un aumento del 3% del fatturato nel primo trimestre.

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