Le Borse europee crollano mentre l’escalation in Medio Oriente alimenta l’ansia dei mercati: DAX, CAC, FTSE100

I mercati azionari europei sono scesi bruscamente martedì, registrando la peggior flessione su due giorni dallo scorso aprile, mentre l’intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente ha spinto gli investitori verso asset più sicuri e aumentato la volatilità sui mercati finanziari.

Il capo economista della Banca Centrale Europea, Philip Lane, ha avvertito che un conflitto prolungato nella regione, insieme a persistenti interruzioni delle forniture di petrolio e gas, potrebbe provocare un “forte aumento” dell’inflazione e un “brusco calo della produzione” nell’area euro, secondo quanto riportato in un’intervista al Financial Times.

I mercati energetici hanno reagito con forza. I prezzi del gas naturale europeo sono balzati di oltre il 20% dopo la sospensione delle attività nel più grande impianto di esportazione di gas naturale liquefatto del Qatar, aggravando le preoccupazioni sull’offerta.

Il nuovo rialzo dei prezzi di petrolio e gas ha riacceso i ricordi della crisi energetica del 2022, innescata dall’invasione russa dell’Ucraina, che aveva fatto impennare i costi dell’energia a livello globale e colpito in modo particolare l’Europa.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che le operazioni militari legate all’Iran potrebbero durare dalle quattro alle cinque settimane e ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno la “capacità di andare molto oltre”, aumentando i timori di un significativo ampliamento del conflitto nella regione.

I principali indici europei hanno chiuso in netto ribasso. Il DAX tedesco ha perso il 3,5%, il CAC 40 francese è sceso del 2,9% e il FTSE 100 britannico ha ceduto il 2,6%.

Sul fronte macroeconomico, i dati preliminari hanno mostrato che l’inflazione dell’area euro è accelerata inaspettatamente a febbraio, ancora prima dell’ultima escalation in Medio Oriente. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo è salito dell’1,9% su base annua, rispetto all’1,7% di gennaio e a fronte di attese per una lettura invariata all’1,7%. A dicembre l’aumento era stato del 2,0%.

Nel Regno Unito, i dati del British Retail Consortium hanno indicato che l’inflazione dei prezzi nei negozi si è attenuata all’1,1% a febbraio dall’1,5% del mese precedente, principalmente a causa del calo dei prezzi dei beni non alimentari. Gli economisti si aspettavano un incremento dell’1,4%.

I titoli bancari hanno esteso le perdite della seduta precedente. Commerzbank (TG:CBK), Deutsche Bank (TG:DBK), BNP Paribas (EU:BNP) e Barclays (LSE:BARC) hanno registrato forti ribassi mentre gli investitori rivalutavano l’esposizione al rischio.

Le azioni di International Workplace (LSE:IWG) sono anch’esse scese sensibilmente a Londra, nonostante il gruppo specializzato in spazi di lavoro flessibili abbia riportato utili 2025 sostanzialmente stabili e un lieve aumento dei ricavi.

Il gruppo di ingegneria Smiths Group (LSE:SMIN) è arretrato dopo aver annunciato l’acquisizione di DRC Heat Transfer (DRC) per 164 milioni di sterline, un’operazione che sembra aver pesato sul sentiment degli investitori.

Anche il gruppo di costruzioni Kier Group (LSE:KIE) ha registrato un calo, pur avendo pubblicato solidi risultati semestrali.

La società francese aerospaziale e tecnologica Thales (EU:HO) ha inoltre perso terreno, nonostante abbia presentato risultati del quarto trimestre superiori alle attese del mercato.

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