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  • Bitcoin sotto quota 70.000 dollari in un mercato laterale mentre si attendono dati chiave USA

    Bitcoin sotto quota 70.000 dollari in un mercato laterale mentre si attendono dati chiave USA

    Bitcoin (COIN:BTCUSD) è sceso nuovamente sotto la soglia dei 70.000 dollari durante le contrattazioni asiatiche di martedì, mostrando ancora difficoltà nel mantenere i recenti rialzi dopo il rimbalzo dai minimi intorno ai 60.000 dollari. Gli investitori restano prudenti in vista di importanti dati macroeconomici statunitensi su lavoro e inflazione.

    La principale criptovaluta al mondo segnava un calo del 2,2% a 69.392,7 dollari alle 05:58 GMT.

    Bitcoin in trading laterale in attesa dei dati macro USA

    Nelle ultime sedute, Bitcoin si è mosso prevalentemente in un intervallo compreso tra 68.000 e 72.000 dollari, dopo una settimana precedente molto volatile in cui i prezzi erano scesi fino a circa 60.000 dollari — livelli che non si vedevano da ottobre 2024 — prima di un rimbalzo che aveva riportato la criptovaluta sopra i 70.000 dollari.

    Il calo è stato in parte alimentato da vendite forzate legate alle liquidazioni, con la chiusura di posizioni a leva durante le rapide discese.

    L’attenzione degli investitori si è ora spostata sui prossimi dati macroeconomici statunitensi, che potrebbero influenzare le aspettative sulla politica della Federal Reserve. I dati mensili sull’occupazione USA, rinviati a causa di un breve shutdown governativo, sono attesi per mercoledì.

    Più avanti nella settimana, venerdì, sarà pubblicato l’indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti, un indicatore chiave dell’inflazione che potrebbe incidere sulle scommesse sui tagli dei tassi.

    I mercati restano inoltre cauti per l’imminente cambio ai vertici della Fed, dopo la nomina di Kevin Warsh da parte del presidente Donald Trump come prossimo presidente della banca centrale. Gli operatori valutano l’impatto che una possibile linea più restrittiva sotto Warsh potrebbe avere sulla liquidità e sugli asset più speculativi come Bitcoin.

    Errore di un exchange sudcoreano riaccende il dibattito regolatorio

    Nel frattempo, l’exchange sudcoreano di criptovalute Bithumb ha trasferito per errore circa 44 miliardi di dollari in bitcoin agli utenti durante una campagna promozionale, riaccendendo le richieste di una regolamentazione più severa da parte delle autorità finanziarie.

    L’errore si è verificato venerdì, quando l’exchange ha accreditato per sbaglio 620.000 bitcoin sui conti degli utenti invece di piccoli premi in denaro. Il problema ha innescato una breve ondata di vendite prima di essere individuato, con il recupero del 99,7% delle monete.

    Lee Chan-jin, governatore del Financial Supervisory Service, ha dichiarato che l’episodio ha messo in luce debolezze strutturali nei sistemi elettronici degli asset digitali e ha sottolineato la necessità di un rafforzamento della supervisione e di nuove norme per portare le criptovalute sotto un controllo più rigoroso.

    Altcoin perlopiù in calo

    La maggior parte delle altcoin ha registrato ribassi martedì.

    Ethereum, la seconda criptovaluta per capitalizzazione, ha perso il 2% a 2.052,92 dollari, mentre XRP è sceso dell’1% a 1,43 dollari.

    Solana ha ceduto l’1,6%, mentre Cardano e Polygon hanno lasciato sul terreno il 2,5% ciascuna. Tra i meme token, Dogecoin è sceso dell’1,8%.

  • Rimbalzo dei titoli tech sotto i riflettori mentre arrivano le trimestrali; attese le vendite al dettaglio USA: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Rimbalzo dei titoli tech sotto i riflettori mentre arrivano le trimestrali; attese le vendite al dettaglio USA: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I future legati ai principali indici azionari statunitensi si sono mossi poco martedì, mentre gli investitori valutano il recente rimbalzo dei titoli tecnologici a fronte di una fitta agenda di risultati societari e di importanti dati macroeconomici USA attesi nel corso della settimana. Sono in arrivo le trimestrali di diversi big, tra cui CVS Health (NYSE:CVS) e Coca-Cola (NYSE:KO). In Asia, il Nikkei giapponese ha toccato un nuovo massimo storico, mentre l’oro è arretrato.

    Future stabili dopo il rimbalzo tech

    I future di Wall Street hanno oscillato intorno alla parità, suggerendo un avvio prudente degli scambi dopo il rally guidato dalla tecnologia nella seduta precedente.

    Alle 03:04 ET, i future sul Dow e sull’S&P 500 erano sostanzialmente invariati, mentre quelli sul Nasdaq 100 cedevano 18 punti, pari allo 0,1%.

    Lunedì gli indici principali di Wall Street hanno esteso i guadagni, sostenuti soprattutto dai titoli tecnologici esposti al boom dell’intelligenza artificiale e degli investimenti nei data center.

    A rafforzare il sentiment ha contribuito un report CNBC secondo cui l’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, avrebbe comunicato internamente che ChatGPT è tornato a crescere. Gli analisti di Vital Knowledge hanno osservato che l’ottimismo su OpenAI ha spinto DA Davidson a migliorare il giudizio su Oracle (NYSE:ORCL), che ha un contratto da 300 miliardi di dollari nei data center con il produttore di ChatGPT.

    A fine seduta, il Nasdaq è salito dello 0,9%, restando poco sotto i massimi storici, mentre anche l’S&P 500 si è avvicinato ai record.

    Raffica di trimestrali

    La giornata di martedì si preannuncia intensa sul fronte dei risultati, con gli investitori alla ricerca di indicazioni sullo stato di salute delle aziende a inizio 2026.

    Prima dell’apertura di Wall Street sono attesi i conti di Marriott International (NASDAQ:MAR), Spotify (NYSE:SPOT), CVS Health e Coca-Cola. Dopo la chiusura sarà la volta di Gilead Sciences (NASDAQ:GILD).

    Nel trading after-hours, le azioni di Onsemi (NASDAQ:ON) sono scese dopo che il gruppo ha pubblicato ricavi del quarto trimestre inferiori alle attese, citando un persistente eccesso di scorte. Molti clienti stanno ancora smaltendo i chip accumulati durante le precedenti tensioni sulle catene di fornitura.

    Onsemi ha inoltre segnalato pressioni sul business del carburo di silicio legate alla debolezza delle vendite di veicoli elettrici e alla concorrenza cinese. La previsione di vendite per il trimestre in corso è risultata inferiore alle stime di Wall Street al punto medio.

    Attenzione alle vendite al dettaglio USA

    Sul fronte macro, i mercati attendono i dati sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti di dicembre.

    La spesa dei consumatori rappresenta oltre due terzi dell’economia americana ed è stata un fattore chiave nella crescita annualizzata del PIL del 4,4% nel terzo trimestre.

    Le vendite al dettaglio core — che escludono auto, carburanti, materiali da costruzione e servizi di ristorazione — sono attese in crescita dello 0,3% a dicembre, in rallentamento rispetto allo 0,5% di novembre.

    Alcuni analisti indicano un mercato del lavoro in raffreddamento come possibile causa, anche se la Federal Reserve a gennaio ha definito la situazione occupazionale “stabilizing”. Secondo ING, i dati dovrebbero comunque mostrare una crescita “reasonably healthy” e confermare che “the U.S. consumer is alive and well”.

    Il “Takaichi trade” spinge il Nikkei a nuovi record

    I mercati asiatici hanno esteso i rialzi, con il Giappone in evidenza dopo che il Nikkei ha toccato nuovi massimi grazie all’entusiasmo per il cosiddetto “Takaichi trade”, seguito alla vittoria elettorale del primo ministro Sanae Takaichi nel fine settimana.

    Gli investitori vedono l’agenda di Takaichi come favorevole a crescita, redditività e investimenti domestici, rafforzando le attese di riforme pro-business, stimoli fiscali e misure a sostegno di innovazione e industrie strategiche.

    L’oro arretra

    I prezzi dell’oro sono scesi martedì, dopo i forti rialzi della seduta precedente, mentre i mercati restano cauti in vista di importanti dati economici USA.

    Anche argento e platino hanno perso terreno, nonostante un temporaneo indebolimento del dollaro. I metalli preziosi hanno mostrato forti oscillazioni nell’ultima settimana, tra prese di profitto e posizionamenti eccessivi.

    La domanda di beni rifugio è stata inoltre frenata da segnali contrastanti nei rapporti tra Stati Uniti e Iran: se da un lato sono emersi progressi nei colloqui sul programma nucleare iraniano, dall’altro Washington ha avvertito le navi statunitensi in transito nello Stretto di Hormuz.

  • Borse europee contrastate mentre prosegue la stagione delle trimestrali; BP sospende i buyback: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee contrastate mentre prosegue la stagione delle trimestrali; BP sospende i buyback: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno mostrato un andamento misto martedì, mentre gli investitori hanno continuato a valutare una nuova ondata di risultati trimestrali di alcune delle principali società del continente, in un contesto di miglioramento del sentiment globale.

    Alle 08:05 GMT, il DAX tedesco perdeva lo 0,2% e il FTSE 100 britannico cedeva lo 0,2%, mentre il CAC 40 francese avanzava dello 0,3%.

    Migliora il clima sui mercati globali

    La fiducia è tornata sui mercati azionari globali, sostenuta dal rimbalzo dei titoli tecnologici e legati all’intelligenza artificiale dopo la correzione della scorsa settimana.

    A Wall Street, gli indici principali hanno registrato la seconda seduta consecutiva di rialzi, con il Dow Jones Industrial Average che ha toccato un nuovo massimo storico. In Asia, il Nikkei 225 giapponese ha chiuso a livelli record dopo la netta vittoria del primo ministro Sanae Takaichi alla Camera bassa.

    Anche in Europa i principali indici sono in territorio positivo dall’inizio dell’anno: DAX e CAC 40 sono entrambi in rialzo di oltre il 2%, mentre il FTSE 100 guadagna più del 4%, sostenuti da risultati societari generalmente incoraggianti.

    I risultati societari restano al centro

    Il flusso di trimestrali è proseguito martedì, con la stagione degli utili che continua a ritmo sostenuto.

    Philips (EU:PHIA) ha chiuso un quarto trimestre migliore delle attese, con ricavi pari a 5,10 miliardi di euro, beneficiando di una domanda diffusa nonostante l’impatto di dazi più elevati.

    Kering (EU:KER) ha comunicato un calo delle vendite del quarto trimestre leggermente inferiore alle previsioni, mentre il nuovo amministratore delegato Luca de Meo ha lavorato per stabilizzare il gruppo nel suo primo trimestre alla guida.

    AstraZeneca (LSE:AZN) ha previsto una crescita di ricavi e utili nel 2026, puntando sulla domanda per i trattamenti oncologici e per i farmaci più recenti, mentre accelera l’espansione negli Stati Uniti e in Cina.

    Barclays (LSE:BARC) ha registrato un aumento del 12% dell’utile annuo e ha annunciato nuovi obiettivi di performance fino al 2028, concentrandosi sul mercato domestico e sull’uso di tecnologie come l’IA per ridurre i costi.

    Sul fronte opposto, BP (LSE:BP.) ha annunciato la sospensione dei programmi di riacquisto di azioni e la destinazione della liquidità in eccesso al rafforzamento del bilancio, dopo aver riportato una perdita di 3,4 miliardi di dollari nel quarto trimestre, a fronte di un utile di 1,2 miliardi nel trimestre precedente.

    In primo piano l’incertezza politica nel Regno Unito

    Il calendario macroeconomico europeo è stato piuttosto scarno, con l’unico dato di rilievo rappresentato dal tasso di disoccupazione francese, salito al 7,9% nel quarto trimestre dal 7,7% dei tre mesi precedenti.

    Nel Regno Unito, l’attenzione degli investitori resta concentrata sulla situazione politica, con il primo ministro Keir Starmer sotto pressione per la controversa nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore negli Stati Uniti.

    Anas Sarwar, leader del Partito Laburista scozzese, ha chiesto lunedì le dimissioni del primo ministro, richiesta respinta da Starmer, dopo il riaccendersi delle polemiche sui legami di Mandelson con il defunto finanziere statunitense Jeffrey Epstein.

    Secondo Ruth Gregory, vice capo economista per il Regno Unito presso Capital Markets, un’eventuale sostituzione di Starmer e/o della cancelliera Rachel Reeves potrebbe inizialmente spingere al rialzo i rendimenti dei gilt e indebolire la sterlina. Nel medio-lungo periodo, ha aggiunto che “l’effetto più duraturo e probabile sarebbe un allentamento della politica fiscale che porterebbe a rendimenti dei gilt più elevati rispetto allo scenario di base e a una sterlina più debole”.

    Petrolio in lieve calo, ma restano alte le tensioni geopolitiche

    I prezzi del petrolio sono scesi marginalmente martedì, mentre le tensioni tra Stati Uniti e Iran restano elevate, mantenendo alti i rischi di interruzioni delle forniture dal Medio Oriente.

    I futures sul Brent hanno ceduto lo 0,3% a 68,86 dollari al barile, mentre il WTI statunitense è sceso dello 0,3% a 64,18 dollari. Entrambi i benchmark avevano guadagnato oltre l’1% lunedì dopo che l’Amministrazione marittima del Dipartimento dei Trasporti USA ha invitato le navi battenti bandiera statunitense a mantenere la massima distanza possibile dalle acque iraniane durante il transito nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman.

    Circa un quinto del petrolio consumato a livello globale transita attraverso lo Stretto di Hormuz tra Oman e Iran, rendendo qualsiasi escalation nell’area un rischio significativo per le forniture energetiche mondiali.

    L’avvertimento è arrivato nonostante segnali di progresso nei colloqui dello scorso fine settimana tra Washington e Teheran, con le parti che hanno concordato di proseguire le discussioni sul programma nucleare iraniano.

  • Gli analisti promuovono il nuovo piano di UniCredit dopo risultati solidi e outlook rivisto al rialzo

    Gli analisti promuovono il nuovo piano di UniCredit dopo risultati solidi e outlook rivisto al rialzo

    UniCredit (BIT:UCG) resta sotto i riflettori dopo la pubblicazione dei risultati 2025 e l’aggiornamento al rialzo delle previsioni per il 2026, alimentando un rinnovato ottimismo tra gli analisti. Il titolo scambiava intorno a 78,70 euro nella mattinata di martedì, dopo il balzo del 6,36% registrato nella seduta precedente.

    La banca ha chiuso l’anno e il quarto trimestre con risultati record, segnando il ventesimo anno consecutivo di crescita profittevole e generazione di capitale. Nel 2025 UniCredit ha superato le attese del mercato, registrando un utile netto di 10,6 miliardi di euro e un ritorno sul capitale (ROE) del 19,2%. Il management prevede di distribuire complessivamente 9,5 miliardi di euro agli azionisti, in crescita del 6%, inclusi 4,75 miliardi di dividendi. I ricavi hanno raggiunto 24,5 miliardi di euro, mentre il reddito netto si è attestato a 23,9 miliardi, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente nonostante l’impatto dei tassi di interesse più bassi.

    La guidance è stata rivista al rialzo, con UniCredit che ora punta a un utile netto di 11 miliardi di euro già quest’anno, rispetto al precedente obiettivo di 10 miliardi indicato per il 2027. Il nuovo piano “Unlimited” definisce obiettivi di crescita ambiziosi, tra cui un utile netto di circa 13 miliardi di euro entro il 2028 e ricavi netti pari a 27,5 miliardi. La banca ha inoltre indicato l’intenzione di restituire agli azionisti circa 30 miliardi di euro nei prossimi tre anni e circa 50 miliardi in cinque anni, con la valutazione annuale dell’eventuale utilizzo o restituzione del capitale in eccesso.

    Parlando della strategia, l’amministratore delegato Andrea Orcel ha definito il percorso come “una strategia eccellente, un piano eccellente e un’eccellente esecuzione organica”. Rispondendo alle domande su una possibile strategia di M&A durante la call con gli analisti, ha ribadito che “fusioni e acquisizioni condotte a condizioni appropriate e con il giusto razionale strategico possono creare un valore significativo”.

    La reazione delle case di investimento è stata in gran parte positiva. Morgan Stanley ha alzato il giudizio su UniCredit a overweight da equalweight e ha incrementato il target price a 95,50 euro da 82,60 euro. “Riteniamo che il piano 2026-2028 rappresenti un cambiamento radicale nella strategia e nella percezione degli investitori su UniCredit, che porterà a un significativo miglioramento del consenso e a un multiplo di valutazione più elevato”, hanno scritto gli analisti.

    Anche altri broker hanno rivisto al rialzo le valutazioni. Mediobanca ha aumentato il prezzo obiettivo a 92 euro da 86, confermando il rating outperform, mentre BNP Paribas ha portato il target a 95 euro da 85, mantenendo anch’essa una raccomandazione outperform. Equita ha incrementato il target price del 4% a 86 euro e ha confermato il giudizio buy dopo aver rivisto al rialzo le stime. “La conference call ha inviato segnali positivi sulle tendenze attese per i prossimi anni”, hanno spiegato gli analisti di Equita, aggiungendo che le previsioni 2026-2028 dovrebbero aumentare in media del 4%, “riflettendo principalmente dinamiche dei ricavi più favorevoli e un miglioramento nella gestione dei costi operativi, beneficiando di investimenti e iniziative già spesati nel 2025”.

    Secondo Equita, i risultati operativi e ante imposte sono risultati inferiori alle attese, mentre l’utile netto è stato migliore del previsto, influenzato da diverse poste straordinarie. Tra queste figurano componenti legate ai ricavi da trading e ai costi di integrazione, in parte compensate da plusvalenze su investimenti connesse al riconoscimento del badwill derivante dal consolidamento delle partecipazioni in CBK e Alpha. I ricavi sono risultati circa il 4% sotto le stime, ma sostanzialmente in linea se si escludono le componenti una tantum.

    Gli esperti di Banca Akros hanno inoltre evidenziato un utile netto superiore al consenso, supportato anche da un effetto fiscale positivo, sottolineando tuttavia la presenza di oneri straordinari per circa 1,4 miliardi di euro destinati a sostenere la crescita futura della redditività. Il risultato operativo, secondo la banca d’affari, è stato in linea con le previsioni.

    UniCredit ha infine ribadito i nuovi obiettivi di medio termine, prevedendo un tasso di crescita annuo composto (CAGR) dell’utile netto del 7% nel periodo 2025-2028, con circa 11 miliardi di euro nel 2026 e circa 13 miliardi nel 2028. Queste stime “superano le attese del consenso pari rispettivamente a 10,6 miliardi e 11,9 miliardi di euro, principalmente grazie a un migliore controllo dei costi”, ha osservato il broker.

    La banca ha confermato l’intenzione di remunerare gli azionisti per circa 30 miliardi di euro nei prossimi tre anni e circa 50 miliardi nei prossimi cinque, sulla base di distribuzioni ordinarie con un payout dell’80% (di cui il 50% in dividendi, in linea con le stime), con eventuali ritorni aggiuntivi valutati su base annuale.

    WebSim Intermonte ha infine sottolineato risultati complessivamente migliori delle attese, pur rilevando che i dati operativi sono risultati più deboli del previsto, soprattutto a causa di ricavi da trading negativi. La società ha aggiunto che i target 2028 di UniCredit risultano superiori al consenso principalmente grazie a minori costi operativi e accantonamenti su crediti, mantenendo una raccomandazione neutral sul titolo con un prezzo obiettivo di 70 euro.

  • Le azioni di Monte dei Paschi in calo dopo utili del T4 inferiori alle attese

    Le azioni di Monte dei Paschi in calo dopo utili del T4 inferiori alle attese

    Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) ha registrato un utile netto di 1,35 miliardi di euro nel quarto trimestre del 2025, un risultato sostenuto dallo sblocco di crediti d’imposta legati all’acquisizione di Mediobanca. Nonostante il contributo di queste componenti straordinarie, i numeri hanno deluso le aspettative del mercato.

    L’utile riportato si è collocato circa il 5% al di sotto del consenso Visible Alpha, portando il titolo a perdere intorno al 2% nelle contrattazioni a Milano. Su base stand-alone, gli analisti di Morgan Stanley hanno osservato che il risultato core ante accantonamenti è stato inferiore alle stime del 2%, a causa di un mancato raggiungimento dell’1% sia sul margine di interesse (NII) sia sulle commissioni. Questi elementi sono stati in parte compensati da costi operativi leggermente più bassi. Il costo del rischio si è attestato a 37 punti base, meglio dei 56 punti base attesi dal mercato.

    Monte dei Paschi ha annunciato un dividendo di 0,86 euro per azione, sostanzialmente stabile su base annua e leggermente inferiore agli 0,87 euro previsti dal consenso Visible Alpha.

    La banca ha inoltre confermato di voler accelerare il processo di integrazione con Mediobanca, che continuerà a operare come entità giuridica separata, focalizzata sul private banking e sulle attività di corporate e investment banking. Il consiglio di amministrazione è atteso approvare la strategia del gruppo combinato il 26 febbraio.

    “A una prima lettura, i risultati appaiono deludenti, mentre l’impegno verso una piena integrazione è, a nostro avviso, un aspetto positive”, ha commentato in una nota l’analista di Morgan Stanley Noemi Peruch.

    Monte dei Paschi ha infine indicato che il coefficiente CET1 si attestava al 16,2%, collocando l’istituto tra le banche meglio capitalizzate del settore.

  • Le azioni Michelin sotto pressione dopo i risultati deludenti di Goodyear

    Le azioni Michelin sotto pressione dopo i risultati deludenti di Goodyear

    Michelin (EU:ML) hanno mostrato una lieve debolezza nelle prime ore di contrattazione di martedì, dopo che il concorrente statunitense Goodyear Tire and Rubber Co (NASDAQ:GT) ha pubblicato risultati del quarto trimestre inferiori alle attese e un outlook cauto sui volumi. L’aggiornamento ha pesato sul sentiment dell’intero settore globale dei pneumatici.

    A metà mattinata in Europa, il titolo Michelin cedeva circa lo 0,3%. In controtendenza, l’italiana Pirelli (BIT:PIRC) saliva dello 0,4%, mentre la tedesca Continental (TG:CON) guadagnava lo 0,2%.

    In una nota settoriale, gli analisti di Citigroup hanno evidenziato che Michelin è “la più esposta” al mercato statunitense tra i gruppi europei e che “ presenta una significativa esposizione al mercato dei camion negli Stati Uniti, ancora debole, sebbene con una maggiore diversificazione geografica rispetto a Goodyear”.

    “Di conseguenza, riteniamo che qualsiasi lettura negativa su Michelin non dovrebbe spingere il titolo a scendere di oltre il 2% oggi”, hanno aggiunto. Gli analisti hanno inoltre osservato che Pirelli è la meno esposta tra le società considerate, anche grazie alla mancanza di esposizione al segmento dei camion negli Stati Uniti.

    Nel premarket statunitense, le azioni Goodyear sono scese di oltre l’8% dopo che il gruppo ha riportato un utile per azione di 0,39 dollari nel quarto trimestre, inferiore alle stime del consenso Bloomberg pari a 0,49 dollari.

    Secondo gli analisti di Wolfe Research, l’outlook implicito di Goodyear per il trimestre in corso riflette l’aspettativa di un calo del 10% dei volumi globali di pneumatici su base annua, a causa di un “ accumulo di scorte nel settore e di condizioni meteorologiche avverse”.

    Essi hanno aggiunto che, sebbene Goodyear non abbia fornito una guidance dettagliata per l’esercizio 2026 né quantificato le attese sui volumi, le altre ipotesi annuali indicano che la società “ dovrebbe riuscire a riportare i volumi su livelli stabili anno su anno nel 2026 oppure annunciare nuove e profonde misure di riduzione dei costi” affinché il risultato operativo per segmento sia in linea con il 2025 e il flusso di cassa libero di quest’anno risulti “appena sopra il punto di pareggio”.

  • L’oro sale mentre il rally dei metalli preziosi si rafforza in vista dei dati chiave USA

    L’oro sale mentre il rally dei metalli preziosi si rafforza in vista dei dati chiave USA

    Il prezzo dell’oro è aumentato di quasi l’1% lunedì, proseguendo i rialzi della scorsa settimana dopo il balzo di circa il 4% registrato venerdì, mentre gli investitori si posizionano in attesa di una serie di dati economici statunitensi rinviati.

    Il metallo giallo ha scambiato in territorio positivo per tutta la seduta, consolidando una fase di forza che ha portato le quotazioni ai massimi di diverse settimane, in un contesto di persistente incertezza sui mercati finanziari.

    L’argento ha sovraperformato l’oro, salendo di quasi il 5% lunedì dopo l’impennata di circa il 10% nella seduta precedente, a conferma del rinnovato interesse degli investitori per i metalli preziosi.

    L’attenzione ora si sposta sui principali indicatori macroeconomici degli Stati Uniti attesi nei prossimi giorni, tra cui i dati su occupazione e inflazione rinviati, che potrebbero offrire nuovi indizi sull’orientamento futuro della politica monetaria della Federal Reserve.

    Il rally dei metalli preziosi riflette una rivalutazione delle prospettive di crescita economica e dell’evoluzione dei tassi di interesse, con le prossime pubblicazioni macro destinate a influenzare il sentiment e le decisioni di trading nel breve termine.

  • Wall Street verso una possibile volatilità con l’avvicinarsi dei dati macro chiave: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Wall Street verso una possibile volatilità con l’avvicinarsi dei dati macro chiave: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I futures sugli indici azionari statunitensi indicano un avvio di seduta sostanzialmente piatto lunedì, segnalando che i mercati potrebbero faticare a trovare una direzione chiara dopo il forte rimbalzo registrato a fine della scorsa settimana.

    Gli investitori sembrano prendersi una pausa per valutare la recente volatilità, che ha visto un brusco calo guidato dal settore tecnologico a metà settimana, seguito da una decisa ripresa venerdì. In assenza di dati macroeconomici di rilievo all’inizio della settimana, alcuni operatori potrebbero restare cauti in vista di una serie di pubblicazioni importanti nei prossimi giorni.

    L’attenzione sarà probabilmente rivolta al rapporto mensile sull’occupazione del Dipartimento del Lavoro, un indicatore molto seguito e rinviato la scorsa settimana a causa del breve shutdown del governo federale. Le attese indicano una crescita di circa 70.000 posti di lavoro a gennaio, rispetto ai 50.000 di dicembre, con il tasso di disoccupazione visto stabile al 4,4%.

    Sotto i riflettori anche i dati su vendite al dettaglio e inflazione dei prezzi al consumo, che potrebbero influenzare le aspettative sull’evoluzione dei tassi di interesse.

    Dopo una serie di sedute negative, venerdì le azioni hanno messo a segno un forte recupero. Tutti e tre i principali indici hanno registrato rialzi significativi, con il Dow Jones Industrial Average che ha chiuso sopra quota 50.000 per la prima volta.

    Gli indici hanno toccato nuovi massimi intraday nella parte finale della seduta, per poi ridurre parte dei guadagni in chiusura. Il Dow è salito di 1.206,95 punti (+2,5%) a 50.115,67, il Nasdaq ha guadagnato 490,63 punti (+2,2%) a 23.031,21 e l’S&P 500 è avanzato di 133,90 punti (+2,0%) a 6.932,30.

    Su base settimanale, il Dow ha segnato un progresso del 2,5%, mentre l’S&P 500 ha ceduto lo 0,1% e il Nasdaq è sceso dell’1,8%.

    Il rimbalzo è stato in gran parte attribuito a operazioni di acquisto su debolezza, con alcuni investitori tornati sul mercato dopo il recente calo. I titoli tecnologici avevano guidato la fase ribassista, spingendo il Nasdaq al livello di chiusura più basso degli ultimi due mesi, mentre l’S&P 500 aveva toccato il minimo intraday di oltre un mese nelle prime ore di giovedì.

    Il sentiment è stato sostenuto anche dai dati dell’Università del Michigan, che hanno mostrato un inatteso miglioramento della fiducia dei consumatori statunitensi a febbraio. L’indice di fiducia è salito a 57,3 da 56,4 di gennaio, contro attese di un calo a 55,5, raggiungendo il livello più alto da agosto 2025.

    Il miglioramento è stato trainato in particolare dai consumatori con una maggiore esposizione ai mercati azionari.

    Il recupero dei mercati è avvenuto nonostante il forte calo di Amazon. Le azioni di Amazon (NASDAQ:AMZN) hanno perso il 5,6% dopo risultati del quarto trimestre leggermente inferiori alle attese e una previsione di spesa in conto capitale per il 2026 superiore alle stime.

    In altri settori, i titoli delle compagnie aeree hanno registrato forti rialzi, con l’indice NYSE Arca Airline in crescita del 7,1% ai massimi da oltre tre anni. Anche i titoli dell’hardware informatico e dei semiconduttori sono rimbalzati con decisione, spingendo l’indice NYSE Arca Computer Hardware e il Philadelphia Semiconductor Index rispettivamente del 6,8% e del 5,7%.

    L’aumento del prezzo dell’oro ha inoltre sostenuto i titoli legati ai metalli preziosi, con l’indice NYSE Arca Gold Bugs in rialzo del 5,5%. Bene anche networking, finanziari e servizi petroliferi, contribuendo a un clima generalmente positivo per la maggior parte dei settori.

  • Le borse europee avanzano con il calo delle tensioni sul tech e il supporto dell’M&A: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee avanzano con il calo delle tensioni sul tech e il supporto dell’M&A: DAX, CAC, FTSE100

    Le azioni europee hanno registrato per lo più rialzi lunedì, con le preoccupazioni legate al settore tecnologico in attenuazione e una serie di notizie su fusioni e acquisizioni che ha sostenuto il sentiment degli investitori.

    Il calendario macroeconomico è stato relativamente leggero, anche se l’ultimo rapporto KPMG/REC sul mercato del lavoro ha mostrato un ulteriore calo delle assunzioni permanenti nel Regno Unito a gennaio, in un contesto di domanda debole e timori delle imprese sui costi. Tuttavia, il ritmo della flessione si è ridotto al livello più contenuto degli ultimi 18 mesi.

    A metà mattinata, il FTSE 100 di Londra segnava un calo dello 0,2%, mentre il CAC 40 di Parigi saliva dello 0,1% e il DAX di Francoforte guadagnava lo 0,5%.

    Il settore bancario italiano ha fornito un contributo significativo, con UniCredit (BIT:UCG) in forte rialzo dopo aver riportato un utile netto record di 10,6 miliardi di euro nel 2025.

    Nel comparto tecnologico, STMicroelectronics (BIT:STMMI) è balzata dopo l’annuncio dell’ampliamento della collaborazione strategica con Amazon Web Services.

    Le operazioni di M&A hanno inoltre spinto altri titoli. Le azioni di InPost (EU:INPST) sono salite con forza dopo l’accordo per l’acquisizione del gruppo polacco dei locker per pacchi da parte di un consorzio guidato da Advent insieme a FedEx, a 15,60 euro per azione.

    Nel settore sanitario, Novo Nordisk (NYSE:NVO) ha registrato un balzo dopo che la società statunitense di telemedicina Hims & Hers ha annunciato il ritiro dal mercato della propria pillola dimagrante “copycat”.

    Non tutti i titoli hanno però beneficiato del clima positivo: NatWest (LSE:NWG) è scesa dopo che la banca britannica ha annunciato l’acquisizione del wealth manager Evelyn Partners, sostenuto da fondi di private equity.

  • Eni e CDP Venture Capital investono oltre 500.000 euro in EXE Engineering

    Eni e CDP Venture Capital investono oltre 500.000 euro in EXE Engineering

    Il gruppo energetico italiano Eni (BIT:ENI) e CDP Venture Capital hanno investito congiuntamente oltre 500.000 euro nella startup EXE Engineering, secondo quanto comunicato in una nota diffusa lunedì.

    Le nuove risorse finanziarie serviranno ad accelerare la roadmap di sviluppo di EXE Engineering e a sostenere l’espansione dei suoi progetti in nuovi contesti operativi.

    La startup prevede di utilizzare il capitale per rafforzare il proprio percorso di crescita ed esplorare ulteriori opportunità di business in diversi settori.

    Il supporto di Eni, una delle principali aziende energetiche italiane, e di CDP Venture Capital rappresenta un importante riconoscimento del valore della tecnologia e del modello di business di EXE Engineering.

    I dettagli finanziari dell’operazione, inclusa la struttura dell’investimento e la quota di partecipazione acquisita dai due investitori, non sono stati resi noti.