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  • Le borse europee aprono in calo mentre crescono attese per Nvidia e timori inflazionistici: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee aprono in calo mentre crescono attese per Nvidia e timori inflazionistici: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno aperto in lieve ribasso mercoledì, mentre gli investitori attendono i risultati trimestrali di NVIDIA Corporation (NASDAQ:NVDA), considerati un indicatore chiave dello stato del boom globale dell’intelligenza artificiale.

    Alle 07:00 GMT, lo STOXX Europe 600 perdeva lo 0,1%, mentre il DAX tedesco cedeva lo 0,4%. Il CAC 40 francese arretrava dello 0,3% e il FTSE 100 britannico dello 0,4%.

    Nvidia sotto i riflettori nel pieno della corsa all’IA

    Nvidia, considerata uno dei principali produttori mondiali di semiconduttori per l’intelligenza artificiale e una delle società tecnologiche di maggior valore al mondo, pubblicherà i propri risultati dopo la chiusura di Wall Street.

    La crescita esplosiva del gruppo negli ultimi anni è stata sostenuta dagli ingenti investimenti delle grandi società tecnologiche nelle infrastrutture necessarie allo sviluppo dei modelli di IA.

    Per questo motivo, i risultati di Nvidia sono diventati un punto di riferimento per gli investitori che cercano di valutare le prospettive del settore dell’intelligenza artificiale.

    I dati arrivano inoltre in una fase in cui la spesa legata all’IA ha contribuito a sostenere l’attività economica globale mentre i mercati affrontano le conseguenze economiche del conflitto con l’Iran.

    I timori sull’inflazione restano elevati

    Gli analisti hanno avvertito che la campagna militare avviata oltre due mesi fa da Stati Uniti e Israele contro l’Iran potrebbe generare una nuova ondata inflazionistica capace di rallentare la crescita globale.

    Una delle principali cause resta la chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico al largo della costa meridionale iraniana attraverso cui transita circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio.

    Gli investitori attendono inoltre la pubblicazione del dato finale sull’inflazione di aprile nell’Eurozona, mentre nel Regno Unito i dati sui prezzi al consumo hanno mostrato un rallentamento delle pressioni inflazionistiche.

    I rendimenti obbligazionari pesano sui mercati

    Di fronte al rischio di una ripresa dell’inflazione, i mercati iniziano a scommettere che la European Central Bank e altre grandi banche centrali possano essere costrette ad aumentare ulteriormente i tassi di interesse.

    L’aumento recente dei rendimenti obbligazionari governativi ha appesantito il sentiment sui mercati azionari.

    Restano comunque vive le speranze di una soluzione diplomatica tra Stati Uniti e Iran, nonostante i colloqui siano ancora bloccati durante un fragile cessate il fuoco.

    Secondo i dati sul traffico marittimo, mercoledì due petroliere cinesi cariche di greggio hanno attraversato lo Stretto di Hormuz.

  • Leonardo rafforza la partnership con EDGE con un contratto da 320 milioni di euro

    Leonardo rafforza la partnership con EDGE con un contratto da 320 milioni di euro

    Leonardo S.p.A. (BIT:LDO) ha annunciato la firma di un contratto con Abu Dhabi Ship Building, divisione navale di EDGE Group, per la fornitura di sistemi di combattimento navale di nuova generazione nella configurazione Falaj 3.

    Le soluzioni saranno utilizzate nell’ambito del programma “Al Dorra” della Marina del Kuwait.

    Si rafforza la cooperazione strategica

    L’accordo ha un valore stimato di circa 320 milioni di euro e rappresenta un ulteriore passo avanti nella partnership strategica tra Leonardo, EDGE e ADSB. La collaborazione tra le società ha già portato, negli ultimi vent’anni, alla consegna di oltre 25 unità navali.

    A Piazza Affari, il titolo Leonardo ha aperto in rialzo, guadagnando lo 0,70% a 51,27 euro.

    L’intesa rafforza inoltre la cooperazione industriale tra le parti e apre la strada alla possibile creazione di una futura joint venture tra Leonardo ed EDGE Group.

    Secondo il gruppo italiano, il portafoglio ordini sviluppato congiuntamente conferma un modello di business competitivo e consolidato, in grado di soddisfare gli standard più elevati del mercato globale della difesa.

    Leonardo consolida la propria presenza internazionale nel settore navale

    Grazie al nuovo contratto, Leonardo ha dichiarato di rafforzare, insieme ai partner emiratini, la propria presenza nel segmento della gestione completa delle unità navali, coprendo attività che spaziano dall’integrazione dei sistemi alla consegna di piattaforme avanzate.

    Il gruppo ha inoltre ribadito il proprio ruolo di “partner strategico della Marina Militare italiana e punto di riferimento per le forze navali di numerosi Paesi.”

    Leonardo ha sottolineato che le proprie soluzioni navali — inclusi sistemi di gestione del combattimento, sistemi d’arma, sorveglianza a lungo raggio e difesa missilistica — sono oggi installate sulle piattaforme di oltre cento marine militari nel mondo.

    In arrivo il programma di buyback azionario

    Separatamente, Leonardo ha confermato che nei prossimi giorni avvierà il programma di riacquisto di azioni proprie approvato dall’assemblea degli azionisti del 7 maggio.

    L’operazione è destinata a sostenere piani di incentivazione di lungo termine e programmi di azionariato diffuso.

    L’autorizzazione prevede il riacquisto di un massimo di 2 milioni di azioni ordinarie, pari allo 0,345% del capitale sociale, entro 18 mesi dalla delibera assembleare.

    Attualmente la società detiene 1.160.829 azioni proprie, equivalenti a circa lo 0,2% del capitale sociale.

  • Commerzbank riceve sostegno per l’indipendenza contro l’offerta di UniCredit

    Commerzbank riceve sostegno per l’indipendenza contro l’offerta di UniCredit

    Commerzbank AG (TG:CBK) ha ricevuto un forte sostegno da dipendenti, dirigenti e da alcuni investitori contrari al tentativo di acquisizione avviato da UniCredit S.p.A. (BIT:UCG), rafforzando l’opposizione all’operazione proposta.

    La dimostrazione pubblica di supporto a favore dell’indipendenza di Commerzbank è arrivata all’apertura dell’assemblea annuale degli azionisti della banca e rappresenta un nuovo capitolo nello scontro in corso da mesi tra i due gruppi bancari europei.

    UniCredit ha lanciato formalmente la propria offerta di acquisizione il mese scorso, mentre Commerzbank ha respinto ufficialmente la proposta all’inizio di questa settimana.

    Gli investitori criticano la proposta di UniCredit

    Nel corso dell’assemblea, Andreas Thomae di Deka Investment GmbH ha definito l’offerta di UniCredit “non interessante” e ha avvertito che i piani della banca italiana potrebbero bloccare Commerzbank per anni, “con il rischio di perdere il focus sui clienti.”

    Thomae ha inoltre dichiarato agli azionisti:

    “Al momento, un’offerta volontaria di scambio non è un’opzione.”

  • Stellantis e Dongfeng progettano una joint venture europea per i veicoli a nuova energia

    Stellantis e Dongfeng progettano una joint venture europea per i veicoli a nuova energia

    Stellantis N.V. (BIT:STLAM) ha annunciato lunedì di aver firmato un memorandum d’intesa non vincolante con Dongfeng Motor Corporation per creare una joint venture con sede in Europa dedicata ai veicoli a nuova energia.

    La nuova società si occuperà di attività legate a vendita, distribuzione, produzione, approvvigionamento e ingegneria nel settore dei veicoli elettrici e a nuova energia sul mercato europeo.

    Espansione del marchio Voyah in Europa

    Secondo la struttura prevista, Stellantis deterrà una quota di controllo del 51% nella joint venture, che sarà incaricata della commercializzazione dei veicoli premium del marchio Voyah di Dongfeng in alcuni mercati europei selezionati, secondo quanto dichiarato dal gruppo automobilistico italo-francese, confermando anticipazioni riportate da Reuters.

    L’accordo prevede inoltre la possibile localizzazione della produzione in Europa, inclusa l’ipotesi di assemblare futuri modelli Dongfeng presso lo stabilimento Stellantis di Rennes, in Francia.

    I dirigenti sottolineano la valenza strategica dell’accordo

    “The plans announced today take our recently strengthened collaboration with Dongfeng to a new dimension, that of an international partnership serving customers around the world,” ha dichiarato nel comunicato l’amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa.

    Secondo il presidente di Dongfeng Qing Yang, “the joint venture will be able to deliver even greater value, accelerating Dongfeng’s international expansion while supporting Stellantis’ global strategic transformation and strengthening its presence in China.”

  • I futures indicano un avvio debole per Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures indicano un avvio debole per Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures statunitensi puntano al ribasso prima dell’apertura

    I futures sui principali indici statunitensi hanno scambiato in territorio negativo martedì mattina, indicando una probabile apertura in calo per Wall Street mentre gli investitori restano cauti dopo la chiusura perlopiù negativa di lunedì, nonostante il recupero registrato nella parte finale della seduta.

    I titoli tecnologici dovrebbero continuare a subire pressioni amid crescenti preoccupazioni per le valutazioni elevate dopo il recente rally che ha portato il settore su nuovi massimi storici.

    L’attenzione degli investitori è sempre più concentrata sui risultati trimestrali di Nvidia (NASDAQ:NVDA), attesi dopo la chiusura dei mercati di mercoledì.

    Essendo una delle società leader nel settore dell’intelligenza artificiale, i risultati e le previsioni di Nvidia sono considerati cruciali per il sentiment generale dei mercati e per le prospettive dei titoli legati all’AI.

    Prezzi del petrolio e rendimenti obbligazionari restano sotto osservazione

    Gli operatori continuano inoltre a monitorare i prezzi elevati del petrolio e il recente aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi, anche se entrambi hanno mostrato un moderato calo nelle contrattazioni di martedì mattina.

    “While the Nasdaq remains near highs and the broader AI trade is still intact, recent sessions have seen some profit-taking in semiconductors and mega-cap tech as yields rise and positioning looks increasingly stretched,” ha dichiarato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.

    Ha aggiunto: “The market is not abandoning the earnings and AI story but the combination of higher oil, higher yields and extremely strong positioning is making it harder for the sector to continue its near-vertical ascent without pauses or pullbacks.”

    Le azioni recuperano parte delle perdite dopo il ribasso iniziale

    Dopo il forte sell-off registrato venerdì scorso, i mercati azionari statunitensi sono rimasti sotto pressione per gran parte della seduta di lunedì prima di recuperare parte delle perdite nelle ultime ore di contrattazione.

    I principali indici hanno recuperato significativamente dai minimi intraday, con il Dow Jones Industrial Average tornato in territorio positivo prima della chiusura.

    Il Dow è salito di 159,95 punti, pari allo 0,3%, chiudendo a 49.686,12. L’S&P 500 ha invece perso 5,45 punti, pari allo 0,1%, a 7.403,05, mentre il Nasdaq Composite è sceso di 134,41 punti, pari allo 0,5%, a 26.090,73.

    Le tensioni in Medio Oriente continuano a pesare sul sentiment

    La debolezza iniziale di Wall Street ha riflesso le persistenti preoccupazioni legate al conflitto in Medio Oriente dopo che il presidente Donald Trump ha avvertito che per l’Iran “clock is ticking.”

    In un post pubblicato su Truth Social, Trump ha dichiarato che l’Iran “better get moving, FAST, or there won’t be anything left of them,” alimentando i timori di una possibile ripresa delle operazioni militari statunitensi.

    Axios, citando due funzionari statunitensi, ha riferito che Trump dovrebbe riunire martedì il suo team per la sicurezza nazionale nella Situation Room per discutere possibili opzioni militari.

    Il conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran ha di fatto bloccato lo Stretto di Hormuz, una rotta cruciale per il trasporto globale di energia, contribuendo a una forte impennata dei prezzi del petrolio e aumentando le preoccupazioni su inflazione e politica monetaria.

    I rendimenti dei Treasury sono balzati venerdì scorso mentre gli investitori hanno iniziato a ipotizzare che la prossima mossa della Federal Reserve sui tassi di interesse possa essere un rialzo piuttosto che un taglio.

    I prezzi del petrolio e i rendimenti obbligazionari hanno continuato a salire nel corso della seduta di lunedì, aumentando ulteriormente la pressione sui mercati azionari.

    Tuttavia, le azioni hanno ridotto le perdite nella parte finale della giornata dopo che Trump ha dichiarato di aver deciso di rinviare l’azione militare contro l’Iran in seguito alle richieste dei leader mediorientali.

    Trump ha affermato di aver ordinato alle forze armate di essere “prepared to go forward with a full, large scale assault of Iran, on a moment’s notice, in the event that an acceptable Deal is not reached.”

    I semiconduttori tra i peggiori performer della seduta

    I produttori di chip hanno registrato alcune delle perdite più pesanti della seduta di lunedì, trascinando il Philadelphia Semiconductor Index in calo del 2,5%.

    Anche i titoli hardware hanno mostrato una marcata debolezza, con il NYSE Arca Computer Hardware Index in ribasso del 2,2%.

    Al contrario, i titoli legati ai servizi petroliferi hanno sovraperformato grazie all’aumento dei prezzi energetici, spingendo il Philadelphia Oil Service Index in rialzo del 3,4%.

    Anche i produttori di petrolio, le società di telecomunicazioni e i titoli immobiliari commerciali hanno registrato guadagni, contribuendo a limitare le perdite complessive del mercato.

  • I mercati europei avanzano grazie all’ottimismo per un possibile accordo con l’Iran: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati europei avanzano grazie all’ottimismo per un possibile accordo con l’Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse salgono dopo i segnali di Trump su una possibile svolta diplomatica

    I mercati azionari europei hanno chiuso in rialzo martedì dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che esiste una “very good chance” che Washington possa raggiungere un accordo con l’Iran per impedire a Teheran di sviluppare un’arma nucleare.

    Il sentiment degli investitori è stato ulteriormente sostenuto dal calo di quasi il 2% dei prezzi del petrolio in seguito ai commenti di Trump, mentre i mercati obbligazionari si sono stabilizzati dopo le recenti forti vendite.

    I dati sul mercato del lavoro britannico pesano sulla sterlina

    La sterlina britannica si è indebolita dopo che i dati ufficiali hanno mostrato un lieve aumento del tasso di disoccupazione nel Regno Unito nei tre mesi fino a marzo.

    Il tasso di disoccupazione è salito al 5,0% nel periodo gennaio-marzo rispetto al 4,9% registrato nel trimestre precedente.

    Il numero dei disoccupati è aumentato a 1,806 milioni rispetto a 1,780 milioni nel periodo dicembre-febbraio.

    In rialzo i principali indici europei

    L’indice tedesco DAX ha guadagnato l’1,3%, il CAC 40 francese è salito dello 0,7%, mentre il FTSE 100 britannico ha registrato un progresso dello 0,5%.

    I titoli societari guidano i rialzi del mercato

    Le azioni di LSEG (LSE:LSEG) sono salite con forza dopo che il gestore della Borsa di Londra ha annunciato il rinnovo della sua partnership tecnologica di lunga data con Broadcom.

    Anche Dr. Martens (LSE:DOCS) ha registrato un forte rialzo dopo che il produttore di calzature ha riportato un aumento del 61% dell’utile adjusted ante imposte annuale, superiore alle attese.

    La società di distribuzione specializzata Diploma Plc (LSE:DPLM) è balzata dopo aver pubblicato solidi risultati semestrali e aver migliorato la guidance per l’intero esercizio.

    Hilton Food (LSE:HFG) ha anch’essa registrato forti guadagni dopo aver confermato le previsioni sull’utile adjusted ante imposte per l’intero anno.

    Stellantis (BIT:STLAM) è avanzata dopo che il gruppo automobilistico ha dichiarato che la produzione del progetto E-Car, dedicato a veicoli elettrici piccoli ed economici, inizierà nel 2028.

    Sanofi (EU:SAN) ha chiuso in rialzo dopo che il gruppo farmaceutico francese ha comunicato che uno studio clinico ha mostrato risultati migliori del previsto per la sua terapia destinata a una malattia rara, migliorando una proteina polmonare chiave nei pazienti affetti da una patologia genetica.

    La società tecnologica svedese Lagercrantz (BIT:1LAGR) è salita con forza dopo aver pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese.

    Anche il gruppo della difesa Saab (BIT:1SAAB) ha guadagnato terreno dopo che la Svezia ha annunciato l’acquisto di quattro fregate navali dalla francese Naval Group in un accordo dal valore di circa 4 miliardi di dollari.

  • Le azioni di Ferrari Group balzano dopo una crescita organica del 7,4% nel primo trimestre

    Le azioni di Ferrari Group balzano dopo una crescita organica del 7,4% nel primo trimestre

    Le azioni di Ferrari Group (BIT:RACE) (NYSE:RACE) sono salite di oltre l’8% martedì dopo che la società ha annunciato ricavi trimestrali pari a 90 milioni di euro e una crescita organica annua del 7,4%.

    La società ha spiegato che i risultati sono stati sostenuti dalle solide performance delle controllate in Brasile, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti, mentre l’Asia continua a risentire della persistente debolezza del mercato cinese.

    Ferrari Group ha inoltre sottolineato che i nuovi hub aperti in Arabia Saudita e Vietnam hanno iniziato a generare ricavi nel corso del trimestre. Nel frattempo, attività avviate in precedenza, come l’operazione in Botswana lanciata nel 2024, si sono trasformate in contributori stabili per il gruppo.

    Gli analisti di Goldman Sachs hanno definito l’aggiornamento sul trading “in line with our expectations.”

    La società ha confermato la guidance per l’intero esercizio, prevedendo una crescita dei ricavi compresa tra il 3% e il 6% a cambi costanti e un margine EBITDA adjusted sostanzialmente stabile rispetto al 26% registrato nel 2025.

  • Il petrolio scende di quasi il 2% dopo che Trump rinvia l’attacco previsto contro l’Iran

    Il petrolio scende di quasi il 2% dopo che Trump rinvia l’attacco previsto contro l’Iran

    I prezzi del petrolio sono diminuiti martedì dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di aver rinviato un attacco militare pianificato contro l’Iran per concedere più tempo ai negoziati finalizzati alla fine del conflitto in Medio Oriente.

    Trump ha scritto sui social media lunedì che un attacco contro l’Iran previsto per martedì era stato sospeso mentre proseguivano gli sforzi diplomatici. Ha inoltre aggiunto che gli Stati Uniti restano pronti a riprendere le operazioni militari qualora i negoziati non portassero a un accordo.

    I futures sul Brent con consegna a luglio sono scesi di 2,02 dollari, pari all’1,8%, a 110,08 dollari al barile alle 08:02 GMT. Il greggio statunitense West Texas Intermediate con consegna a giugno, in scadenza martedì, ha perso 47 centesimi, pari allo 0,4%, a 108,19 dollari al barile. Il contratto WTI di luglio, più attivamente scambiato, è sceso di 1,15 dollari, pari all’1,1%, a 103,23 dollari.

    “While Trump’s signal has eased some immediate pressure, the fundamental risks persist …. The market is now watching whether Trump’s comments represent a genuine shift toward de-escalation or just a tactical pause,” ha dichiarato Tim Waterer, chief market analyst di KCM Trade.

    Nella seduta precedente, Brent e WTI avevano raggiunto rispettivamente i livelli più alti dal 5 maggio e dal 30 aprile.

    Il conflitto in Medio Oriente ha di fatto bloccato lo Stretto di Hormuz, una rotta marittima strategica che normalmente trasporta circa un quinto delle forniture globali di petrolio e gas naturale liquefatto. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, la situazione rappresenta attualmente la più grande interruzione delle forniture petrolifere a livello mondiale.

    Secondo quanto riportato martedì dai media statali iraniani, l’ultima proposta di pace avanzata da Teheran agli Stati Uniti includerebbe la cessazione delle ostilità su tutti i fronti, compreso il Libano, il ritiro delle forze statunitensi dalle aree vicine all’Iran e risarcimenti per i danni causati dal conflitto.

    Separatamente, il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha prorogato di altri 30 giorni una deroga alle sanzioni, consentendo ai Paesi definiti “energy-vulnerable” di continuare ad acquistare petrolio russo trasportato via mare.

    Negli Stati Uniti, i dati del Dipartimento dell’Energia hanno mostrato che la scorsa settimana sono stati prelevati 9,9 milioni di barili dalla Strategic Petroleum Reserve, un record che ha ridotto le scorte a circa 374 milioni di barili, il livello più basso dal luglio 2024.

    Nel frattempo, gli analisti si aspettano che i dati ufficiali della Energy Information Administration, in uscita mercoledì, mostrino un calo di circa 3,4 milioni di barili nelle scorte di greggio statunitensi nella settimana terminata il 15 maggio.

  • L’oro arretra mentre gli investitori seguono gli sviluppi sui negoziati per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran

    L’oro arretra mentre gli investitori seguono gli sviluppi sui negoziati per il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran

    I prezzi dell’oro sono scesi martedì, cancellando gran parte dei guadagni della seduta precedente mentre i trader continuavano a valutare gli sviluppi legati a un possibile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.

    Il metallo prezioso ha oscillato tra rialzi e ribassi prima di scendere verso quota 4.538 dollari l’oncia. Il presidente Donald Trump ha dichiarato lunedì di aver autorizzato una nuova serie di attacchi contro l’Iran questa settimana, ma di aver deciso di rinviare l’azione dopo le richieste di tre alleati del Golfo che chiedevano più tempo per negoziare un accordo sul nucleare.

    Secondo Trump, i leader di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti lo hanno esortato a posticipare l’azione militare perché ritenevano ancora possibile raggiungere un accordo con l’Iran che soddisfacesse le richieste degli Stati Uniti. In precedenza, Axios aveva riferito che la Casa Bianca considerava priva di progressi significativi una proposta consegnata dall’Iran domenica tramite mediatori pakistani.

    Nel frattempo, i rendimenti dei Treasury statunitensi sono rimasti vicini ai massimi pluriennali, poiché i prezzi elevati dell’energia continuano ad alimentare le preoccupazioni sull’inflazione. Rendimenti più alti tendono a ridurre l’attrattiva di asset che non generano interessi come l’oro. Allo stesso tempo, il dollaro si è rafforzato dello 0,2%, rendendo il metallo prezioso più costoso per gli acquirenti che utilizzano altre valute.

    L’oro si è mosso in gran parte all’interno di una fascia ristretta dopo essere crollato nelle prime fasi del conflitto, mentre i timori legati all’inflazione sono stati mitigati dalle aspettative che un rallentamento della crescita economica possa portare in futuro a un allentamento monetario. Dall’inizio della guerra, il prezzo dell’oro è sceso di quasi il 14%.

    La “fluidità per quanto riguarda la situazione in Medio Oriente insieme ai prezzi del petrolio e ai rendimenti obbligazionari” potrebbe continuare a pesare sull’oro nel breve termine, ha dichiarato Vasu Menon, strategist di Oversea-Chinese Banking Corp. “Continuiamo a vedere l’oro come una copertura utile contro le incertezze globali, considerando i significativi cambiamenti politici ed economici in atto a livello mondiale, che sembrano destinati ad accelerare nei prossimi anni,” ha aggiunto.

    L’oro spot perdeva lo 0,7% a 4.536,52 dollari l’oncia alle 13:35 a Singapore. L’argento è sceso del 2% a 75,80 dollari, mentre anche platino e palladio hanno registrato ribassi.

  • I prezzi del nickel salgono per i timori sull’offerta dall’Indonesia dopo i tagli alla produzione

    I prezzi del nickel salgono per i timori sull’offerta dall’Indonesia dopo i tagli alla produzione

    I prezzi del nickel sono aumentati martedì mentre il mercato reagiva ai potenziali rischi per l’offerta provenienti dall’Indonesia, il maggiore produttore mondiale di nickel, dopo le notizie secondo cui Tsingshan Group avrebbe chiesto ai produttori di nickel pig iron nel complesso industriale di Weda Bay di ridurre la produzione.

    Il nickel a tre mesi sul London Metal Exchange è salito dello 0,4% a 18.567 dollari per tonnellata metrica alle 08:17 GMT.

    Secondo le indiscrezioni, Tsingshan Group avrebbe chiesto agli operatori presenti a Weda Bay di diminuire la produzione di nickel pig iron per destinare una maggiore capacità elettrica alle attività di produzione di alluminio.

    Tsingshan gestisce sia impianti di nickel pig iron sia fonderie di alluminio all’interno del polo industriale, con entrambe le attività alimentate da centrali elettriche a carbone captive.

    La decisione evidenzia come l’espansione del gruppo nel settore dell’alluminio stia iniziando a incidere sulla capacità produttiva di nickel, alimentando timori di un irrigidimento dell’offerta sul mercato globale del nickel.