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  • Piazza Affari apre in rialzo con banche e gestori in recupero; Cucinelli avanza, TIM arretra

    Piazza Affari apre in rialzo con banche e gestori in recupero; Cucinelli avanza, TIM arretra

    Avvio positivo per Piazza Affari, con acquisti concentrati in particolare sui titoli finanziari, soprattutto banche e società di gestione del risparmio.

    Il clima favorevole segue i rialzi in Asia, dove il Nikkei di Tokyo ha superato per la prima volta quota 58.000, sostenuto da solide trimestrali e dalla netta vittoria del Partito Liberal Democratico di Takaichi alle elezioni nazionali di domenica scorsa. Negli Stati Uniti l’attenzione resta sui dati macroeconomici, dopo che il report sui payroll ha rafforzato le attese di tassi invariati almeno fino alla seconda metà dell’anno. Alle 14:30 sono attese le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, stimate a 222.000 unità.

    Intorno alle 9:40 il FTSE MIB segnava un progresso dello 0,70%.

    Le banche guidano il rimbalzo, con l’indice settoriale in crescita dell’1,6%. UniCredit (BIT:UCG) e Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) salgono entrambe di oltre l’1,5%.

    Ancora più marcato il recupero dei titoli del risparmio gestito, dopo il sell-off della vigilia legato ai timori che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale – in particolare dopo il lancio di nuovi strumenti da parte di operatori come Altruist – possa modificare il panorama competitivo della consulenza finanziaria. Banca Generali (BIT:BGN) balza del 5,1%, recuperando parte del -7,6% registrato ieri. Dopo risultati superiori alle attese, diversi broker hanno rivisto le raccomandazioni: Kepler Cheuvreux ha alzato il giudizio a “buy” da “hold” e il target price a 61,5 euro da 60 euro, mentre Barclays ha portato il prezzo obiettivo a 73,5 euro da 72,2 euro.

    In rialzo anche Banca Mediolanum (BIT:BMED), FinecoBank (BIT:FBK) e Azimut Holding (BIT:AZM), tutte in progresso di circa il 2% dopo le forti vendite della seduta precedente.

    Tra gli industriali spicca Fincantieri (BIT:FCT), in rialzo del 3,9%, con gli investitori posizionati in vista del capital markets day dedicato al piano 2030 in programma questa mattina. In evidenza anche il titolo della difesa Leonardo (BIT:LDO), in aumento dello 0,8%.

    Il comparto del lusso è ben comprato in tutta Europa dopo i solidi risultati di Hermès. Brunello Cucinelli (BIT:BC) sale del 3,4% dopo aver annunciato che il consiglio di amministrazione per l’approvazione del bilancio, inizialmente previsto per il 12 marzo, è stato anticipato al 18 febbraio. In progresso anche Salvatore Ferragamo (BIT:SFER), che guadagna il 2,64% e ha smentito indiscrezioni di stampa su un possibile cambio alla direzione creativa. Morgan Stanley ha ripreso la copertura con raccomandazione “underweight” e prezzo obiettivo a 5,50 euro.

    Telecom Italia Telecom Italia (BIT:TIT) arretra dell’1,5% dopo i recenti massimi pluriennali. In vista dei risultati preliminari 2025, attesi il 24 maggio, e dell’aggiornamento della guidance 2026, Intermonte ha confermato il giudizio “buy” e alzato il target price a 0,74 euro da 0,68 euro.

    In calo infine le utility, con A2A (BIT:A2A) in flessione del 2,2% e Enel (BIT:ENEL) in ribasso dello 0,9%.

  • Fincantieri in rialzo su accordo per robot umanoide e maxi-commessa saudita da 200 milioni

    Fincantieri in rialzo su accordo per robot umanoide e maxi-commessa saudita da 200 milioni

    Fincantieri (BIT:FCT) ha aperto in forte progresso a Piazza Affari dopo l’annuncio di una partnership con Generative Bionics per l’introduzione di un robot umanoide autonomo nei propri cantieri, beneficiando al contempo della notizia di un’importante commessa nel settore difesa.

    Il titolo è salito di oltre il 4% nella prima ora di contrattazioni, toccando un massimo di 16,80 euro, livello che non si vedeva dalla fine di gennaio. Nonostante il rimbalzo, l’azione resta in calo di circa il 5% da inizio 2026, pur mantenendo una performance ampiamente positiva su base annua.

    L’accordo con Generative Bionics, startup italiana attiva nella robotica umanoide intelligente, prevede lo sviluppo di un robot destinato a supportare specifiche attività di saldatura nel settore navale. Il sistema integrerà intelligenza artificiale e avanzate capacità di manipolazione, percezione e visione per monitorare il cordone di saldatura e operare in ambienti industriali complessi.

    La sicurezza rappresenterà un elemento centrale del progetto, con l’obiettivo di consentire al robot di lavorare in collaborazione diretta con gli operatori, nel pieno rispetto delle normative vigenti e senza limitazioni delle aree di lavoro.

    Il programma, della durata prevista di quattro anni, punta a una rapida implementazione delle soluzioni. I primi test in cantiere sono attesi entro la fine del 2026 presso il sito di Sestri Ponente, che fungerà da contesto di riferimento per la validazione industriale e la certificazione della tecnologia. Le funzionalità operative dovrebbero essere disponibili entro i primi due anni, seguite da attività di perfezionamento, ampliamento e certificazione industriale.

    Parallelamente, Fincantieri è finita sotto i riflettori anche per la commessa ottenuta dalla controllata WASS Submarine Systems dal Ministero della Difesa del Regno dell’Arabia Saudita per la fornitura di siluri leggeri MU90. Il contratto, del valore superiore a 200 milioni di euro, rappresenta il più importante nella storia dei 150 anni di WASS e segna un nuovo record di acquisizioni dopo quello recentemente siglato con la Marina indiana.

    Il programma sarà gestito dallo stabilimento WASS di Livorno, centro di eccellenza per i sistemi subacquei, con consegne previste tra il 2029 e il 2030. Oltre ai siluri, il contratto include un pacchetto di servizi di supporto logistico per la Royal Saudi Naval Force. Si tratta inoltre della prima commessa firmata direttamente da WASS con il Ministero della Difesa saudita, mercato considerato strategico per Fincantieri.

    A seguito dell’ordine, gli analisti di Intesa Sanpaolo hanno confermato la raccomandazione neutrale e il prezzo obiettivo di 16,90 euro sul titolo Fincantieri. Gli esperti della banca stimano un margine EBITDA compreso tra il 18% e il 20%, «ben al di sopra della stima media del gruppo». Si tratta di una notizia positiva, ma il contratto è relativamente contenuto.

    Il gruppo ha inoltre comunicato le stime di consenso per l’esercizio 2025, aggiornate al 5 febbraio 2026, che saranno esaminate dal consiglio di amministrazione il 25 marzo 2026. Il consenso elaborato da dieci banche d’investimento che seguono il titolo indica ricavi pari a 9,06 miliardi di euro per l’esercizio in corso, rispetto agli 8,13 miliardi del 2024.

    Il margine operativo lordo è atteso a 657 milioni di euro, con un’incidenza del 7,3%. L’utile netto adjusted è stimato positivo per 127 milioni di euro, rispetto ai 57 milioni registrati l’anno precedente. A fine 2025, l’indebitamento netto è previsto a 1,91 miliardi di euro, secondo la media delle stime di nove banche d’investimento.

  • Iveco registra utili e ricavi in calo nel 2025 a causa del rallentamento del mercato

    Iveco registra utili e ricavi in calo nel 2025 a causa del rallentamento del mercato

    Iveco Group (BIT:IVG) ha chiuso il 2025 con risultati finanziari in flessione, con utili e ricavi in diminuzione in un contesto di domanda più debole in Europa e di criticità operative in Francia.

    L’utile netto adjusted è sceso a 312 milioni di euro, rispetto ai 520 milioni dell’anno precedente, mentre l’EBIT adjusted è diminuito a 645 milioni di euro dagli 892 milioni del 2024, si legge in una nota del gruppo.

    I ricavi consolidati si sono attestati a 13,43 miliardi di euro, in calo rispetto ai 14,42 miliardi del 2024, risentendo della contrazione dei volumi nei segmenti europei dei veicoli commerciali leggeri e dei camion pesanti, oltre che dei ritardi presso lo stabilimento di Annonay.

    Iveco ha inoltre precisato che le operazioni straordinarie in corso procedono secondo i tempi già comunicati. La cessione della divisione Defence e l’offerta pubblica di acquisto promossa da Tata Motors avanzano in linea con il calendario previsto. Il completamento della vendita di Defence è atteso entro marzo 2026, mentre l’OPA di Tata Motors dovrebbe concludersi nel secondo trimestre del 2026.

  • Banca Generali in calo in Borsa nonostante utili trimestrali superiori alle attese

    Banca Generali in calo in Borsa nonostante utili trimestrali superiori alle attese

    Le azioni di Banca Generali (BIT:BGN) hanno perso il 7,5% mercoledì, nonostante il gruppo abbia registrato un utile nel quarto trimestre superiore alle previsioni degli analisti.

    La banca private, controllata da Generali, ha riportato un utile netto di 131,2 milioni di euro nell’ultimo trimestre dell’anno, ben al di sopra del consensus di 99,8 milioni di euro raccolto dall’istituto. Il margine di intermediazione si è attestato a 277,7 milioni di euro, superando anch’esso le attese di 255,6 milioni.

    Su base annua, l’utile netto è cresciuto del 3% a 445,8 milioni di euro, oltre le stime di mercato pari a 414,4 milioni. Le masse gestite hanno raggiunto il livello record di 113,5 miliardi di euro.

    Il Consiglio ha proposto un dividendo di 2,90 euro per azione e al 31 dicembre il coefficiente patrimoniale CET1 era pari al 17,1%, a conferma di una solida posizione di capitale. A gennaio la raccolta netta ha totalizzato 451 milioni di euro, segnalando un avvio d’anno positivo sul piano commerciale.

    In prospettiva, Banca Generali ha confermato i target al 2026, che prevedono una raccolta netta superiore a 6,5 miliardi di euro e un margine di interesse compreso tra 330 e 340 milioni di euro entro tale anno. È stata inoltre ribadita la previsione di un aumento dei costi operativi “core” tra il 6% e l’8% fino al 2026.

    L’integrazione di Intermonte dovrebbe generare ricavi aggiuntivi tra 10 e 15 milioni di euro entro il 2026, mentre la partnership di insurbanking con Alleanza è attesa contribuire per 40-50 milioni di euro di ricavi netti entro il 2030.

  • Dati solidi sul lavoro potrebbero sostenere l’avvio di Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Dati solidi sul lavoro potrebbero sostenere l’avvio di Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I future sugli indici azionari statunitensi indicano un’apertura in rialzo per la seduta di mercoledì, suggerendo un possibile recupero dopo la performance fiacca registrata martedì.

    Il miglioramento del sentiment segue la pubblicazione del rapporto del Dipartimento del Lavoro, molto atteso, che ha mostrato una crescita dell’occupazione a gennaio ben superiore alle aspettative.

    Secondo il report, i nonfarm payrolls sono aumentati di 130.000 unità a gennaio, dopo un incremento rivisto al ribasso di 48.000 a dicembre.

    Gli economisti si aspettavano un aumento di 70.000 posti di lavoro, rispetto ai 50.000 inizialmente comunicati per il mese precedente.

    Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,3% a gennaio dal 4,4% di dicembre, mentre le previsioni indicavano un dato invariato.

    Un mercato del lavoro più forte potrebbe rafforzare la fiducia nella solidità dell’economia statunitense, ma allo stesso tempo ridurre le aspettative di tagli dei tassi nel breve termine da parte della Federal Reserve.

    Venerdì è atteso anche il dato sull’inflazione misurata dall’indice dei prezzi al consumo, che potrebbe fornire ulteriori indicazioni sull’andamento dei tassi.

    Martedì i mercati hanno faticato a trovare una direzione dopo due sedute consecutive in rialzo. Il Dow ha toccato un nuovo massimo intraday nelle prime ore di scambi, mentre Nasdaq e S&P 500 hanno oscillato attorno alla parità per gran parte della giornata.

    In chiusura, l’andamento è stato misto: il Dow ha guadagnato 52,27 punti (+0,1%) a 50.188,13, mentre l’S&P 500 ha perso 23,01 punti (-0,3%) a 6.941,81. Il Nasdaq è sceso di 136,20 punti (-0,6%) a 23.102,47.

    L’andamento incerto rifletteva la cautela degli operatori in vista del report mensile sull’occupazione.

    Gli investitori hanno invece in gran parte ignorato il rapporto del Dipartimento del Commercio che ha mostrato vendite al dettaglio inaspettatamente stagnanti a dicembre.

    Le vendite sono rimaste pressoché invariate dopo un aumento dello 0,6% a novembre, contro attese per un +0,4%.

    Al netto del calo nel comparto auto e componenti, le vendite sono risultate ancora ferme dopo un +0,4% nel mese precedente, a fronte di una previsione di +0,3%.

    “La relazione sulle vendite al dettaglio di dicembre mostra che i consumatori hanno messo in pausa la spesa alla fine della stagione natalizia dopo una forte ondata di acquisti in ottobre e novembre”, ha dichiarato Kathy Bostjancic, Chief Economist di Nationwide.

    Ha aggiunto: “La stagnazione delle vendite al dettaglio a dicembre offre un passaggio morbido ai consumi del primo trimestre, ma prevediamo un’impennata dei rimborsi fiscali, stimati 50 miliardi di dollari in più rispetto all’anno scorso, e l’effetto ricchezza ancora solido sosterrà la spesa delle famiglie nel primo trimestre e una crescita robusta del PIL.”

    Un ulteriore rapporto del Dipartimento del Lavoro ha indicato che i prezzi all’importazione sono aumentati lievemente a dicembre, in linea con le stime.

    I titoli del settore immobiliare residenziale hanno registrato forti rialzi grazie al calo significativo dei rendimenti dei Treasury. L’indice Philadelphia Housing Sector è salito del 3,4%, ai massimi di cinque mesi.

    Anche altri settori sensibili ai tassi hanno performato bene: il Dow Jones Utility Average ha guadagnato l’1,9% e il Dow Jones U.S. Real Estate Index l’1,3%.

    Al contrario, i titoli delle società di brokeraggio sono scesi bruscamente, con il NYSE Arca Broker/Dealer Index in calo del 2,5% dopo il massimo storico della seduta precedente.

    In ribasso anche i titoli hardware, le compagnie aeree e i servizi petroliferi.

  • Borse europee contrastate, il settore tech pesa; i risultati societari guidano i movimenti: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee contrastate, il settore tech pesa; i risultati societari guidano i movimenti: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno scambiato in ordine sparso mercoledì, con gli investitori intenti a valutare una nuova serie di risultati trimestrali. I titoli tecnologici sono stati sotto pressione dopo che Dassault ha segnalato persistenti difficoltà nel settore automobilistico europeo.

    Il FTSE 100 di Londra è salito dello 0,8%, mentre il CAC 40 di Parigi si è mantenuto pressoché invariato. Il DAX tedesco ha ceduto lo 0,3%.

    Tra i singoli titoli, TotalEnergies (EU:TTE) ha guadagnato l’1,3% dopo aver aumentato il dividendo finale 2025 del 5,6% a 3,40 euro per azione.

    Al contrario, Dassault Systemes (EU:DSY) è crollata del 20% in seguito a risultati del quarto trimestre inferiori alle attese e a una guidance debole per l’anno in corso.

    La società olandese di recruitment Randstad (EU:RAND) ha perso l’8,5% dopo aver fornito indicazioni prudenti per il primo trimestre.

    Il gruppo della grande distribuzione Ahold Delhaize (EU:AD) è balzato del 7% grazie a risultati trimestrali superiori alle aspettative.

    Heineken (EU:HEIA) è salita del 5,3%, nonostante l’annuncio di un piano di riduzione fino a 6.000 posti di lavoro a livello globale.

    Commerzbank (TG:CBK) ha perso il 3% pur avendo registrato un risultato operativo record di 4,5 miliardi di euro per l’esercizio 2025.

    Siemens Energy (TG:SIE) ha messo a segno un rialzo del 6% dopo aver comunicato che l’utile del primo trimestre è quasi triplicato, sostenuto dalla domanda legata all’intelligenza artificiale per turbine a gas e infrastrutture di rete.

    Thyssenkrupp Nucera (TG:NCH2) ha guadagnato l’1,1% dopo aver confermato le previsioni per l’esercizio 2026.

    Il gruppo svizzero Schindler Holding (TG:SHR) ha perso l’8% dopo aver previsto per il 2026 una crescita dei ricavi a una cifra bassa o media in valuta locale.

    A Londra, Renishaw (LSE:RSW) è salita del 2,7% grazie a risultati semestrali superiori alle attese.

    Il costruttore immobiliare Barratt Redrow (LSE:BTRW) ha ceduto il 6,3% dopo utili del primo semestre inferiori alle previsioni.

    Le azioni di London Stock Exchange Group (LSE:LSEG) sono avanzate del 2,5% in seguito alle notizie secondo cui il fondo attivista Elliott Management avrebbe acquisito una partecipazione significativa nel gruppo.

  • Petrolio in rialzo tra tensioni USA–Iran e domanda più forte dall’India

    Petrolio in rialzo tra tensioni USA–Iran e domanda più forte dall’India

    I prezzi del petrolio sono saliti mercoledì, sostenuti dal riaccendersi dei rischi geopolitici legati ai negoziati fragili tra Stati Uniti e Iran, mentre segnali di graduale assorbimento dell’eccesso di offerta — favoriti da una domanda più solida dall’India — hanno fornito ulteriore supporto.

    I futures sul Brent sono aumentati di 57 centesimi, pari allo 0,83%, a 69,37 dollari al barile alle 07:11 GMT. Il West Texas Intermediate (WTI) statunitense ha guadagnato 56 centesimi, ovvero lo 0,88%, a 64,52 dollari.

    “Il petrolio mantiene un premio rialzista legato al rischio estremo mentre i colloqui tra Stati Uniti e Iran proseguono ma restano fragili, sostenendo il premio di rischio sullo Stretto di Hormuz in un contesto di pressioni sanzionatorie in corso, minacce tariffarie legate al commercio iraniano e rafforzata presenza militare statunitense nella regione”, hanno scritto gli analisti di LSEG in un report.

    Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato martedì che i colloqui sul nucleare con Washington hanno consentito a Teheran di valutare la serietà della posizione americana e mostrato sufficiente convergenza per proseguire sul percorso diplomatico.

    Diplomatici iraniani e statunitensi si sono incontrati in Oman la scorsa settimana per rilanciare il dialogo, dopo che il presidente Donald Trump aveva dispiegato una flottiglia navale nella regione, alimentando timori di un’escalation militare.

    I prezzi avevano inizialmente ceduto dopo che il ministro degli Esteri dell’Oman aveva definito costruttivi i colloqui, ma l’ottimismo è svanito in seguito a indiscrezioni secondo cui gli Stati Uniti potrebbero inviare una seconda portaerei in Medio Oriente in caso di fallimento delle trattative, hanno osservato gli analisti di ANZ.

    Trump ha affermato martedì di valutare l’invio di un’altra portaerei nella regione, mentre Washington e Teheran si preparano a riprendere i negoziati per evitare un nuovo conflitto.

    Oltre ai fattori geopolitici, anche le dinamiche dell’offerta hanno sostenuto i prezzi, con il mercato che sta gradualmente assorbendo i barili in eccesso accumulati nell’ultimo trimestre del 2025.

    “Con il petrolio mainstream in mare che torna a livelli normali e la domanda in India in aumento, i prezzi del petrolio dovrebbero restare sostenuti nel breve termine”, ha dichiarato Xavier Tang, analista di mercato presso Vortexa.

    Le raffinerie indiane stanno riducendo gli acquisti di greggio russo per favorire un accordo commerciale con Washington, aumentando le importazioni dal Medio Oriente e dall’Africa occidentale.

    Gli operatori attendono inoltre i dati settimanali sulle scorte USA dell’Energy Information Administration.

    Un sondaggio Reuters indica un aumento medio delle scorte di greggio di circa 800.000 barili nella settimana al 6 febbraio, mentre le scorte di distillati e benzina dovrebbero essere diminuite rispettivamente di circa 1,3 milioni e 400.000 barili.

    Secondo fonti di mercato che citano dati dell’American Petroleum Institute, le scorte di greggio statunitensi sono aumentate di 13,4 milioni di barili nella settimana conclusa il 6 febbraio.

  • Oro e argento in rialzo dopo dati deboli sulle vendite al dettaglio USA; focus sui payrolls

    Oro e argento in rialzo dopo dati deboli sulle vendite al dettaglio USA; focus sui payrolls

    I prezzi di oro e argento sono saliti nelle contrattazioni asiatiche di mercoledì dopo che i dati sulle vendite al dettaglio statunitensi, inferiori alle attese, hanno alimentato le aspettative di un rallentamento dell’economia americana. L’attenzione si concentra ora sui dati sui nonfarm payrolls per indicazioni più chiare.

    Nonostante i guadagni registrati in settimana, i metalli preziosi restano volatili dopo la brusca correzione dai massimi storici toccati a fine gennaio. Il recente indebolimento del dollaro e i dati macroeconomici più deboli hanno fornito solo un sostegno limitato. Anche le tensioni geopolitiche in Medio Oriente non hanno rafforzato in modo significativo la domanda di beni rifugio.

    L’oro spot è salito dello 0,6% a 5.052,11 dollari l’oncia, mentre i future con scadenza aprile hanno guadagnato lo 0,9% a 5.076,40 dollari alle 01:02 ET (06:02 GMT). I prezzi restano comunque circa 600 dollari sotto i recenti massimi.

    L’argento spot è avanzato dell’1,7% a 82,1375 dollari l’oncia, mentre il platino spot è cresciuto del 2,1% a 2.130,63 dollari.

    Dollaro debole sostiene i metalli

    I metalli preziosi avevano registrato lievi perdite martedì prima di recuperare terreno dopo che le vendite al dettaglio di dicembre negli Stati Uniti sono risultate inferiori alle aspettative.

    Gli analisti di ANZ hanno osservato che il recente rally dell’oro si era fermato per il timore che il metallo avesse “corso troppo, troppo in fretta”.

    “Con il posizionamento speculativo ormai in gran parte uscito dal mercato, gli operatori cercano il prossimo catalizzatore per un nuovo rialzo. I dati economici deboli negli Stati Uniti hanno stimolato alcuni acquisti”, hanno affermato gli analisti di ANZ.

    Il report sulle vendite al dettaglio indica un raffreddamento della spesa dei consumatori negli Stati Uniti, in un contesto di inflazione persistente e pressioni sul mercato del lavoro. Una debolezza prolungata potrebbe pesare sulle prospettive economiche.

    Un quadro economico più debole potrebbe spingere la Federal Reserve a valutare ulteriori tagli dei tassi nel corso dell’anno. I rendimenti dei Treasury sono scesi su questa ipotesi, mentre il dollaro ha faticato a recuperare dopo le perdite precedenti.

    L’indice del dollaro ha perso un ulteriore 0,2% nelle contrattazioni asiatiche.

    Attesa per payrolls e CPI

    I dati sui nonfarm payrolls, attesi in giornata, potrebbero offrire indicazioni più chiare sullo stato del mercato del lavoro. Segnali di debolezza persistente aumenterebbero le aspettative di allentamento monetario.

    Tassi più bassi tendono a favorire oro e altri asset privi di rendimento.

    Permane tuttavia incertezza sulla politica monetaria USA, soprattutto dopo la nomina di Kevin Warsh alla guida della Fed.

    Warsh è considerato meno accomodante, fattore che ha pesato sui metalli da fine gennaio.

    Oltre ai payrolls, l’attenzione è rivolta ai dati CPI di venerdì. Occupazione e inflazione restano i principali parametri per le decisioni sui tassi.

  • Bitcoin scende verso quota 67.000 dollari in attesa dei dati sul lavoro USA

    Bitcoin scende verso quota 67.000 dollari in attesa dei dati sul lavoro USA

    Bitcoin (COIN:BTCUSD) è arretrato nelle contrattazioni asiatiche di mercoledì, tornando sotto la soglia dei 67.000 dollari mentre gli investitori attendono la pubblicazione del rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti, che potrebbe fornire indicazioni sul percorso dei tassi della Federal Reserve.

    La principale criptovaluta per capitalizzazione perdeva il 2,6% a 67.126,7 dollari alle 02:46 ET (07:46 GMT).

    Dopo il rimbalzo dai minimi della scorsa settimana intorno ai 60.000 dollari, Bitcoin non è riuscito a consolidarsi sopra i 70.000 dollari, segnalando una volatilità ancora elevata e un sentiment fragile nel mercato delle criptovalute.

    In attesa del rapporto sull’occupazione

    Il focus è sul report sui nonfarm payrolls di gennaio, rinviato dalla scorsa settimana a causa di un breve shutdown governativo.

    Gli economisti stimano una crescita moderata dell’occupazione, con circa 70.000 nuovi posti di lavoro e un tasso di disoccupazione stabile attorno al 4,4%.

    Gli operatori attendono anche i dati sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) in uscita venerdì, che potrebbero influenzare le aspettative su inflazione e politica monetaria.

    Secondo il CME FedWatch, il mercato prevede che la Federal Reserve mantenga i tassi invariati fino a giugno, dopo tre tagli consecutivi alla fine del 2025.

    In genere, prospettive di politica monetaria più accomodante sostengono gli asset rischiosi come Bitcoin. Tuttavia, in questo ciclo il prezzo è rimasto sotto pressione, complice una liquidità ridotta, minore partecipazione istituzionale e calo dell’interesse speculativo.

    Robinhood in calo per ricavi crypto deboli

    Le azioni di Robinhood Markets, Inc. (NASDAQ:HOOD) sono scese nelle contrattazioni after-hours dopo risultati trimestrali inferiori alle attese, penalizzati dal calo dei ricavi legati alle criptovalute.

    La società ha riportato ricavi per 1,28 miliardi di dollari nel quarto trimestre, sotto le stime di 1,40 miliardi. Il calo dei ricavi crypto ha compensato i progressi nel trading azionario e nelle opzioni.

    Il titolo ha perso oltre l’8%.

    Altcoin in calo; XRP -4%

    Anche le principali altcoin hanno registrato ribassi.

    Ethereum ha perso il 2,7% a 1.952,92 dollari.

    XRP è scesa del 4% a 1,36 dollari.

    Solana e Polygon hanno ceduto il 4,1%, mentre Cardano ha perso il 2,5%. Dogecoin è scesa del 3%.

  • Dati sull’occupazione USA in arrivo; Ford assorbe un impatto da 900 milioni di dollari sui dazi – cosa muove i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Dati sull’occupazione USA in arrivo; Ford assorbe un impatto da 900 milioni di dollari sui dazi – cosa muove i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I future sui principali indici azionari statunitensi hanno registrato lievi rialzi mercoledì, mentre gli investitori attendono la pubblicazione del rapporto mensile sull’occupazione negli Stati Uniti e valutano una serie di risultati societari.

    Alle 02:33 ET, i future sul Dow Jones salivano di 91 punti, pari allo 0,2%, quelli sull’S&P 500 guadagnavano 12 punti (+0,2%) e i future sul Nasdaq 100 avanzavano di 48 punti (+0,2%).

    Martedì il Dow Jones Industrial Average ha chiuso su un nuovo massimo storico, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno registrato cali, penalizzati anche dalle crescenti preoccupazioni sull’impatto dei nuovi strumenti di intelligenza artificiale.

    I titoli finanziari sono stati colpiti dal lancio di un prodotto di pianificazione fiscale basato sull’AI da parte della startup Altruis. The Charles Schwab Corporation (NYSE:SCHW) ha perso oltre il 7%, mentre Raymond James Financial, Inc. (NYSE:RJF) ha registrato il peggior ribasso giornaliero dal picco della pandemia nel 2020.

    La debolezza delle vendite al dettaglio ha inoltre pesato sul sentiment, alimentando ipotesi di un possibile rallentamento della crescita nel 2026. Le aspettative di una Federal Reserve più accomodante sono aumentate, con il CME FedWatch che segnala maggiori probabilità di un taglio dei tassi già ad aprile.

    Attesa per il rapporto sul lavoro

    Gli economisti prevedono che a gennaio siano stati creati circa 66.000 nuovi posti di lavoro, rispetto ai 50.000 di dicembre.

    Nell’ultima riunione di politica monetaria, la Federal Reserve ha descritto il mercato del lavoro come “in fase di stabilizzazione” dopo un periodo di rallentamento. Questa valutazione, unita a un’inflazione ancora elevata ma stabile, ha portato l’istituto a mantenere i tassi invariati nella fascia tra il 3,5% e il 3,75%.

    Il consigliere economico della Casa Bianca Kevin Hassett ha tuttavia avvertito che i progressi dell’intelligenza artificiale potrebbero frenare la crescita dell’occupazione nei prossimi mesi, pur favorendo un aumento della produttività.

    Le prospettive per il 2026 restano incerte, data l’evoluzione ancora poco chiara di occupazione e prezzi, i due pilastri della politica monetaria della Fed. Il rapporto odierno e l’indice dei prezzi al consumo di venerdì potrebbero fornire maggiore chiarezza sull’evoluzione dei tassi.

    “Gli odierni dati sull’occupazione rappresentano un evento cruciale per il mercato valutario. Un dato significativamente debole potrebbe aprire la strada a un taglio dei tassi già ad aprile”, hanno scritto gli analisti di ING Groep N.V..

    Ford e il ritardo sugli sgravi tariffari

    Le azioni di Ford Motor Company (NYSE:F) hanno registrato un lieve rialzo nelle contrattazioni after-hours dopo che la società ha fornito una guidance su utili e flussi di cassa superiore alle attese.

    Ford prevede un utile operativo annuo di circa 9 miliardi di dollari, rispetto agli 8,85 miliardi stimati dal mercato, e un free cash flow di 5,5 miliardi di dollari, anch’esso superiore alle previsioni.

    Tuttavia, il gruppo ha riportato una perdita operativa nel quarto trimestre pari a 11,1 miliardi di dollari, la più elevata della sua storia, a causa di un onere da 900 milioni legato al rinvio dell’entrata in vigore di un programma di alleggerimento dei dazi introdotto dall’amministrazione Trump.

    La direttrice finanziaria Sherry House ha dichiarato che la società è stata informata del cambiamento “inaspettato” “molto tardi” nel 2025.

    Oro e petrolio in rialzo

    I prezzi dell’oro sono saliti dopo i deboli dati sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti, che hanno rafforzato le scommesse su un rallentamento dell’economia.

    L’oro spot è aumentato dello 0,4% a 5.047,08 dollari l’oncia, mentre i future hanno guadagnato lo 0,8% a 5.071,34 dollari.

    Nel mercato petrolifero, il Brent è salito dell’1,2% a 69,64 dollari al barile e il WTI dell’1,3% a 64,81 dollari.