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  • Borse europee in calo tra tensioni politiche nel Regno Unito e incertezze sull’Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in calo tra tensioni politiche nel Regno Unito e incertezze sull’Iran: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno aperto in ribasso venerdì, penalizzati dalle crescenti tensioni politiche nel Regno Unito e dalle persistenti preoccupazioni legate alla situazione in Iran.

    L’indice paneuropeo STOXX Europe 600 ha ceduto lo 0,76%, mentre il DAX tedesco ha perso lo 0,86%. Il CAC 40 francese è sceso dello 0,79%, mentre il FTSE 100 britannico ha lasciato sul terreno lo 0,70% alle 07:08 GMT.

    Nuove pressioni sulla leadership di Starmer

    Keir Starmer si trova ad affrontare nuove pressioni interne dopo che un seggio parlamentare si è reso vacante, aprendo potenzialmente la strada al ritorno a Westminster del sindaco della Greater Manchester Andy Burnham.

    La vacanza del seggio è seguita alle dimissioni di un deputato laburista, creando l’ipotesi di un’elezione suppletiva alla quale Burnham potrebbe candidarsi. Tuttavia, gli osservatori ritengono che Reform UK possa rappresentare un ostacolo significativo in caso di voto.

    Trump conclude la visita a Pechino con toni positivi

    Donald Trump ha lasciato Pechino venerdì, concludendo la sua visita di Stato di due giorni in Cina con una cerimonia ufficiale di commiato.

    Trump ha definito il viaggio “incredible”, citando “fantastic trade deals” e progressi nei colloqui riguardanti l’Iran. Washington e Pechino hanno inoltre concordato sulla necessità di mantenere aperto lo Stretto di Hormuz.

    Il ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che i due leader hanno “reached a series of new common understandings” e condiviso una “new vision” per una relazione stabile e costruttiva tra Cina e Stati Uniti. Trump ha anche confermato che Xi Jinping dovrebbe visitare gli Stati Uniti intorno al 24 settembre.

    Focus sulle società

    Volkswagen (TG:VOW3) ha ribadito tramite i rappresentanti sindacali che non ci saranno “no plant closures” in Germania, pur restando aperta a collaborazioni nel settore difesa e con partner cinesi per affrontare il problema della sovraccapacità produttiva, secondo Reuters.

    Stellantis (BIT:STLAM) e Dongfeng Motor Group hanno raggiunto un accordo per produrre congiuntamente veicoli Jeep e Peugeot in Cina dal 2027, con investimenti superiori a 1,2 miliardi di dollari.

    Unipol Assicurazioni (BIT:UNI) ha riportato un aumento del 15,4% dell’utile netto del primo trimestre, salito a 329 milioni di euro grazie alla solidità del business assicurativo principale.

    Oro in calo, petrolio in rialzo

    L’oro ha registrato la quarta seduta consecutiva in ribasso, penalizzato dal rafforzamento del dollaro e dalla riduzione delle aspettative di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve. Il metallo prezioso perde circa il 2% su base settimanale.

    Il petrolio invece è salito dopo che Trump ha dichiarato che non sarebbe stato “much more patient” con l’Iran. Il Brent registra un progresso vicino al 6% nell’arco della settimana.

  • Ferragamo crolla in Borsa: difficile intravedere un’accelerazione nel secondo semestre

    Ferragamo crolla in Borsa: difficile intravedere un’accelerazione nel secondo semestre

    Salvatore Ferragamo (BIT:SFER) ha registrato un forte calo in avvio di seduta a Piazza Affari dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali diffusi giovedì sera a mercati chiusi, con gli investitori che hanno approfittato anche del rialzo del 4,57% della seduta precedente per prendere profitto.

    Dopo circa un’ora di contrattazioni, il titolo perdeva il 16%, dopo essere entrato in negoziazione in ritardo, scivolando fino a un minimo intraday di 6,75 euro e tornando sui livelli di fine marzo.

    Nonostante il tonfo odierno, il titolo Ferragamo mantiene ancora un rialzo di circa il 14% negli ultimi dodici mesi, mentre la performance dall’inizio del 2026 scende a circa -19%.

    Ricavi trimestrali leggermente sotto le attese

    Il gruppo ha chiuso il primo trimestre del 2026 con ricavi pari a 209 milioni di euro, in calo dell’1,2% a cambi costanti e leggermente inferiori al consensus di Visible Alpha pari a 211 milioni di euro.

    I risultati sono stati sostenuti dalla buona performance del Nord America, mentre Europa e Asia-Pacifico hanno mostrato maggiore debolezza.

    Le vendite del canale wholesale sono diminuite del 19% a cambi costanti, riflettendo la strategia della società focalizzata sul canale direct-to-consumer (DTC) e su partner strategici selezionati. Il DTC, che rappresenta il 77% delle vendite totali del trimestre, ha registrato una crescita del 5,5% a cambi costanti.

    La società ha spiegato che i risultati positivi del DTC sono stati trainati dalla crescita a doppia cifra in Nord America e America Latina, oltre che da performance positive in Europa e Asia-Pacifico. Il Giappone è stato l’unico mercato in calo, mentre l’e-commerce ha continuato a registrare una crescita a doppia cifra.

    Gli analisti tagliano le stime e restano prudenti

    “First quarter revenue in line and trends confirmed in April, but the acceleration in the second half remains difficult to see given the more difficult context and foundations,” hanno scritto gli analisti di Equita, riducendo le stime EBIT 2026-2028 tra il 5% e il 12% e abbassando il target price del titolo a 7,3 euro.

    Equita ha inoltre evidenziato che il titolo si trovava “near all-time highs and is among the best performers in the sector since the beginning of the year”, ma ha sottolineato che nel primo trimestre la crescita è rimasta inferiore rispetto ad alcuni concorrenti, soprattutto a causa della debolezza del mercato cinese e del rallentamento nel comparto pelletteria. Il broker ha confermato la raccomandazione hold, citando valutazioni considerate elevate.

    Barclays ha ribadito il rating underweight e il target price di 5,5 euro, affermando di essere “sceptical about the brand’s ability to recover quickly”.

    Anche Jefferies ha confermato la raccomandazione underperform e il target price di 5,50 euro, sottolineando che i ricavi del primo trimestre, al netto dell’effetto cambi, sono risultati inferiori alle aspettative soprattutto per via della maggiore pressione registrata in Asia-Pacifico ed Europa.

  • Utile trimestrale di Unipol sopra le attese grazie al rafforzamento del solvency ratio

    Utile trimestrale di Unipol sopra le attese grazie al rafforzamento del solvency ratio

    Unipol Assicurazioni (BIT:UNI) ha riportato venerdì un utile netto consolidato pari a 329 milioni di euro nel primo trimestre del 2026, in aumento del 15,4% rispetto ai 285 milioni registrati nello stesso periodo del 2025 e superiore al consensus degli analisti pari a 286 milioni di euro.

    Il risultato ante imposte del comparto danni si è attestato a 365 milioni di euro, superando le attese di mercato fissate a 333 milioni di euro.

    Migliora la redditività del business danni

    Il combined ratio del ramo danni è sceso al 90%, rispetto al 91% del primo trimestre 2025, risultando migliore anche rispetto al consensus del 91%.

    Anche il loss ratio ha mostrato un miglioramento, attestandosi al 61,9% contro il 63,4% del 31 marzo 2025 e rispetto a una previsione di consenso pari al 63,3%.

    Raccolta assicurativa sopra le previsioni

    La raccolta diretta assicurativa, comprensiva delle cessioni in riassicurazione, ha raggiunto 4,81 miliardi di euro a fine marzo, in crescita del 7,1% rispetto ai 4,49 miliardi normalizzati dell’anno precedente e sopra il consensus di 4,62 miliardi di euro.

    La raccolta diretta vita si è attestata a 2,34 miliardi di euro, superando le aspettative di mercato di 2,23 miliardi e segnando una crescita normalizzata dell’11,2% su base annua.

    La raccolta diretta danni è stata pari a 2,47 miliardi di euro, leggermente inferiore al consensus di 2,49 miliardi.

    All’interno del comparto danni, la raccolta motor è salita a 1,18 miliardi di euro, oltre le attese di 1,16 miliardi. La raccolta non motor si è fermata a 1,29 miliardi, sotto il consensus di 1,33 miliardi, mentre il segmento salute ha registrato premi per 400 milioni di euro, inferiori alle attese di 409 milioni.

    Risultato vita sotto le attese, contributo positivo di BPER

    Il ramo vita ha registrato un risultato ante imposte di 70 milioni di euro, inferiore sia al consensus di 80 milioni sia ai 72 milioni dello stesso periodo del 2025.

    Il consiglio di amministrazione ha inoltre riportato un utile netto consolidato di 433 milioni di euro nel trimestre, includendo effetti economici per 103 milioni derivanti dal consolidamento proporzionale della partecipata BPER Banca, stimati sulla base delle informazioni finanziarie pubblicate il 6 maggio 2026. Su base comparabile, il dato era pari a 407 milioni di euro al 31 marzo 2025.

    Rafforzata la posizione patrimoniale

    Il solvency ratio consolidato si è attestato al 248% al 31 marzo 2026, in aumento rispetto al 230% di fine 2025 e sopra il consensus di mercato del 246%.

    Il solvency ratio del Gruppo Assicurativo è salito al 295%, rispetto al 279% del 31 dicembre 2025.

    Il patrimonio netto consolidato di pertinenza del gruppo è cresciuto a 11,62 miliardi di euro dai 10,39 miliardi di fine 2025. Gli investimenti totali e le disponibilità liquide sono aumentati a 81,79 miliardi di euro rispetto ai 79,91 miliardi registrati a fine esercizio precedente.

    Migliora il contributo delle altre attività

    Il segmento altre attività ha registrato un risultato ante imposte pari a 21 milioni di euro, superiore al consensus di 18 milioni e in crescita rispetto ai 12 milioni riportati nel primo trimestre del 2025.

  • Stellantis e Dongfeng investiranno 1 miliardo di euro per veicoli elettrici Peugeot e Jeep in Cina

    Stellantis e Dongfeng investiranno 1 miliardo di euro per veicoli elettrici Peugeot e Jeep in Cina

    Stellantis (BIT:STLAM) e Dongfeng Motor Group hanno annunciato venerdì di aver firmato un accordo per produrre veicoli elettrici a marchio Peugeot e Jeep presso il loro stabilimento congiunto di Wuhan a partire dal 2027, ampliando una partnership attiva da 34 anni.

    L’intesa riguarda la joint venture Dongfeng Peugeot Citroën Automobile Co. (DPCA) e prevede investimenti complessivi superiori a 8 miliardi di yuan, pari a circa 1 miliardo di euro. Di questa cifra, Stellantis dovrebbe contribuire con circa 130 milioni di euro.

    Nuovi modelli elettrici destinati al mercato cinese e all’export

    Lo stabilimento DPCA di Wuhan dovrebbe inizialmente produrre due nuovi veicoli a nuova energia a marchio Peugeot e due modelli off-road elettrificati a marchio Jeep. La produzione è prevista dal 2027, con destinazione sia il mercato cinese sia l’export internazionale.

    I modelli Peugeot saranno sviluppati sulla base delle concept car presentate al Beijing Auto Show del 2026.

    Rafforzata la cooperazione strategica tra i gruppi

    Le due società hanno inoltre firmato un memorandum d’intesa non vincolante volto ad ampliare la collaborazione attraverso maggiori economie di scala, competenze condivise e capacità comuni di ricerca e sviluppo.

    “Con oltre 30 anni di collaborazione e competenze automobilistiche condivise, Stellantis e Dongfeng sono pronte a valorizzare ulteriormente i rispettivi punti di forza e a introdurre veicoli completamente nuovi con tecnologie EV all’avanguardia attraverso marchi che i clienti di tutto il mondo conoscono e apprezzano”, ha dichiarato in una nota l’amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa.

    Il presidente di Dongfeng Group, Qing Yang, ha affermato che l’accordo aprirà “una nuova strada caratterizzata da punti di forza complementari e vantaggi reciproci per tutte le parti” e darà “un forte impulso alla trasformazione di DPCA”.

    Progetto sostenuto dalle autorità locali

    L’iniziativa beneficia del sostegno delle politiche industriali per l’automotive della provincia di Hubei e del governo municipale di Wuhan.

    Le società hanno precisato che l’attuazione del progetto resta subordinata alla firma degli accordi definitivi, inclusi i termini economici e operativi, oltre al soddisfacimento delle consuete condizioni e approvazioni regolamentari.

  • A2A registra un calo dell’utile nel primo trimestre a causa dei prezzi energetici più bassi

    A2A registra un calo dell’utile nel primo trimestre a causa dei prezzi energetici più bassi

    A2A (BIT:A2A) ha riportato giovedì un calo dell’utile nel primo trimestre del 2026, poiché i prezzi più bassi delle commodity energetiche e l’aumento dei costi legati alle concessioni hanno pesato sui risultati, nonostante la crescita dei ricavi.

    Il gruppo italiano multiutility ha registrato un utile netto adjusted di 221 milioni di euro nei tre mesi conclusi il 31 marzo, in calo dell’11% rispetto ai 249 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.

    L’EBITDA adjusted è diminuito del 4% su base annua a 647 milioni di euro dai 675 milioni precedenti, mentre i ricavi adjusted sono aumentati del 15% a 4,55 miliardi di euro rispetto ai 3,97 miliardi dell’anno scorso.

    La società conferma la guidance per l’intero anno

    Nonostante il calo degli utili trimestrali, A2A ha confermato le proprie previsioni per il 2026.

    Il gruppo continua ad aspettarsi un EBITDA adjusted compreso tra 2,21 e 2,25 miliardi di euro, insieme a un utile netto adjusted tra 630 e 660 milioni di euro.

    “In uno scenario ancora volatile, la solidità dei nostri indicatori economici e finanziari testimonia l’efficacia del modello industriale della società,” ha dichiarato in una nota l’amministratore delegato Renato Mazzoncini.

    Continuano a crescere gli investimenti

    Gli investimenti sono aumentati del 4% su base annua a 315 milioni di euro, con circa il 70% destinato a progetti di sviluppo.

    A2A ha inoltre precisato che il 66% degli investimenti rientra nei criteri della Tassonomia Europea.

    Andamento misto tra le divisioni operative

    Per quanto riguarda le divisioni, l’EBITDA adjusted dell’area Generation and Trading è diminuito del 10% a 202 milioni di euro.

    La divisione Circular Economy ha registrato un calo del 6% dell’EBITDA a 190 milioni di euro, mentre l’EBITDA di Smart Infrastructures è aumentato del 6% a 129 milioni di euro.

    La divisione Market ha invece riportato un incremento più contenuto del 2% a 136 milioni di euro.

    Crescono produzione rinnovabile e vendite retail di elettricità

    La produzione netta di elettricità è aumentata del 16% a 3.734 gigawattora (GWh) nel trimestre.

    La produzione da fonti rinnovabili è salita del 14% a 1.243 GWh, mentre la capacità installata da fonti rinnovabili è cresciuta del 4% su base annua fino a 2,7 gigawatt.

    Le vendite retail di energia elettrica sono aumentate del 24% a 8,1 terawattora (TWh), di cui 2,7 TWh di energia verde, in crescita del 17%.

    L’indebitamento finanziario aumenta leggermente

    La posizione finanziaria netta di A2A si attestava a 5,63 miliardi di euro alla fine di marzo 2026, rispetto ai 5,47 miliardi di euro di fine dicembre 2025.

    Il rapporto tra posizione finanziaria netta ed EBITDA adjusted è salito leggermente a 2,5 volte rispetto a 2,4 volte di fine anno, mentre il costo medio del debito è rimasto stabile al 2,7%.

    La società segnala una decisione arbitrale dopo la chiusura del trimestre

    Dopo la fine del periodo di riferimento, A2A ha dichiarato di essere venuta a conoscenza di una decisione arbitrale relativa all’impianto waste-to-energy di Acerra.

    Secondo la società, la decisione — adottata a maggioranza con un’opinione dissenziente — ha accolto le richieste della Regione Campania relative al rimborso di parte del corrispettivo versato ad A2A Ambiente nell’ambito di un contratto di gestione firmato nel 2018 e terminato nel febbraio 2025.

  • I futures USA indicano un avvio positivo mentre Cisco e Nvidia sostengono il comparto tech: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures USA indicano un avvio positivo mentre Cisco e Nvidia sostengono il comparto tech: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sui mercati azionari statunitensi hanno registrato rialzi giovedì, con il Nasdaq avviato verso ulteriori guadagni dopo che l’indice tecnologico aveva chiuso la seduta precedente su nuovi massimi storici.

    I titoli tecnologici sembrano destinati a proseguire il recente rally grazie al forte slancio generato dai risultati di Cisco Systems (NASDAQ:CSCO).

    Le azioni Cisco sono balzate del 14,5% nelle contrattazioni premarket dopo che la società ha pubblicato risultati del terzo trimestre fiscale superiori alle attese e fornito una guidance positiva. Il colosso del networking ha inoltre annunciato un piano per ridurre la propria forza lavoro di quasi 4.000 dipendenti.

    Nvidia avanza dopo il report sulle vendite dei chip H200 alla Cina

    Anche Nvidia (NASDAQ:NVDA) ha registrato forti rialzi nel premarket dopo che Reuters ha riferito che gli Stati Uniti hanno autorizzato circa 10 aziende cinesi ad acquistare il chip H200 di Nvidia, il secondo processore per intelligenza artificiale più potente della società.

    La notizia arriva durante il vertice molto seguito a Pechino tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping.

    Dopo un incontro di quasi due ore presso la Grande Sala del Popolo, Trump ha definito i colloqui “ottimi”.

    La Casa Bianca ha dichiarato: “Le due parti hanno concordato che lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto per sostenere il libero flusso dell’energia.”

    Nel frattempo, il ministero degli Esteri cinese ha affermato che i due leader hanno concordato di perseguire una “relazione costruttiva, strategica e stabile” come nuovo orientamento delle relazioni bilaterali per i prossimi tre anni e oltre.

    Nasdaq e S&P 500 chiudono su nuovi massimi storici

    Spinto dal forte rialzo dei titoli tecnologici, il Nasdaq ha registrato un deciso movimento al rialzo mercoledì, chiudendo su un nuovo massimo storico.

    Anche l’S&P 500 ha raggiunto un nuovo record in chiusura, mentre il più ristretto Dow Jones Industrial Average ha terminato leggermente in calo dopo i modesti guadagni registrati a inizio settimana.

    Il Dow ha perso 67,36 punti, pari allo 0,1%, chiudendo a 49.693,20 punti. L’S&P 500 è salito di 43,29 punti, pari allo 0,6%, a 7.444,25 punti, mentre il Nasdaq è balzato di 314,14 punti, pari all’1,2%, a 26.402,34 punti.

    I semiconduttori guidano il rialzo del mercato

    I produttori di chip hanno avuto un ruolo centrale nel rally del Nasdaq, con il Philadelphia Semiconductor Index in aumento del 2,6%.

    Nvidia (NASDAQ:NVDA) è stata tra le società migliori della giornata dopo che il CEO Jensen Huang si è unito all’ultimo minuto alla delegazione di Trump in Cina in vista degli incontri con Xi Jinping.

    Il Dow frenato da Salesforce e altri blue chip

    La performance più debole del Dow è stata in parte causata dal calo del 3,2% delle azioni di Salesforce (NYSE:CRM).

    Anche i ribassi di IBM (NYSE:IBM), Home Depot (NYSE:HD) e Visa (NYSE:V) hanno pesato sull’indice delle blue chip.

    I dati sull’inflazione aumentano le preoccupazioni sui tassi

    I mercati hanno inoltre reagito ai nuovi dati del Dipartimento del Lavoro statunitense, che hanno mostrato un aumento dei prezzi alla produzione molto superiore alle attese nel mese di aprile.

    L’indice dei prezzi alla produzione per la domanda finale è aumentato dell’1,4% nel mese, dopo il rialzo rivisto al rialzo dello 0,7% registrato a marzo. Gli economisti si aspettavano un incremento dello 0,5%.

    L’aumento mensile ha segnato il rialzo più forte da marzo 2022, quando i prezzi alla produzione salirono dell’1,7%.

    L’inflazione annuale dei prezzi alla produzione è accelerata al 6,0% ad aprile dal 4,3% di marzo, superando le previsioni degli economisti che indicavano un aumento del 4,9% e segnando il ritmo di crescita più rapido da dicembre 2022.

    Gli economisti avvertono che l’inflazione potrebbe restare elevata

    “L’aumento dei prezzi degli input preannuncia ulteriori incrementi dei prezzi al consumo a maggio,” ha dichiarato Ben Ayers, economista senior di Nationwide. “Prevediamo che l’inflazione annuale CPI supererà il 4,0% a maggio, con i prezzi dell’energia ancora molto elevati oltre due mesi dopo l’inizio del conflitto iraniano.”

    Ha aggiunto: “Con l’inflazione che continua a mantenersi elevata, ci aspettiamo che l’ala più aggressiva del FOMC sostenga una pausa prolungata sui tassi d’interesse, anche se il futuro presidente della Fed Kevin Warsh probabilmente preferirà ridurre i tassi nel tempo.”

    Utilities e titoli immobiliari sotto pressione

    Dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione, i settori più sensibili ai tassi d’interesse, inclusi utilities e titoli immobiliari, hanno registrato ribassi durante la seduta di mercoledì.

  • I mercati europei avanzano grazie alla crescita del Regno Unito superiore alle attese: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati europei avanzano grazie alla crescita del Regno Unito superiore alle attese: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno registrato perlopiù rialzi giovedì, mentre gli investitori seguivano l’avvio dei negoziati tra Stati Uniti e Cina e reagivano ai dati economici migliori del previsto provenienti dal Regno Unito. I dati ufficiali hanno mostrato che l’economia britannica è cresciuta a un ritmo più sostenuto nel primo trimestre, sostenuta dall’espansione di tutti i principali settori.

    Il prodotto interno lordo del Regno Unito è aumentato dello 0,6% su base trimestrale dopo il +0,2% del trimestre precedente. Nel solo mese di marzo il PIL è salito dello 0,3%, superando le previsioni degli economisti che indicavano una contrazione dello 0,1%. Nell’intero 2025, l’economia britannica è cresciuta dell’1,4%, rispetto all’1,0% del 2024.

    Il DAX tedesco è salito dell’1,3%, il CAC 40 francese dello 0,8%, mentre il FTSE 100 britannico ha guadagnato lo 0,4%.

    I titoli tecnologici hanno beneficiato dei risultati superiori alle attese pubblicati dal colosso statunitense Cisco (NASDAQ:CSCO), che ha riportato ricavi e utili trimestrali oltre le stime di mercato.

    Future plc (LSE:FUTR) ha registrato un forte rialzo dopo che il gruppo media specializzato ha comunicato una robusta generazione di cassa nel primo semestre e confermato la guidance annuale.

    Anche Premier Foods (LSE:PFD), proprietaria del marchio Mr Kipling, è salita dopo aver superato le aspettative sugli utili annuali e aumentato il dividendo.

    Land Securities Group (LSE:LAND) ha messo a segno forti guadagni dopo che il gruppo immobiliare ha previsto ulteriore crescita degli affitti a seguito di risultati annuali in linea con il consenso.

    Anche il gruppo utility National Grid (LSE:NG.) ha registrato un deciso rialzo dopo aver pubblicato utili annuali in aumento.

    L’operatore telefonico spagnolo Telefonica (BIT:1TEF) è balzato in avanti dopo aver ridotto la perdita del primo trimestre e confermato la guidance per l’intero anno.

    Nel frattempo, le azioni di Burberry Group (LSE:BRBY) sono scese nettamente dopo che la casa di moda britannica ha riportato un calo del 2% dei ricavi annuali, nonostante un marcato recupero della redditività.

  • I prezzi del petrolio salgono leggermente mentre i mercati seguono il vertice Trump-Xi a Pechino

    I prezzi del petrolio salgono leggermente mentre i mercati seguono il vertice Trump-Xi a Pechino

    I prezzi del petrolio hanno registrato un moderato rialzo giovedì, mentre gli investitori monitoravano attentamente il summit tra Donald Trump e Xi Jinping alla ricerca di eventuali segnali diplomatici che possano favorire un allentamento del conflitto con l’Iran.

    Secondo indiscrezioni, Trump dovrebbe incoraggiare la Cina a fare pressione su Teheran affinché raggiunga un accordo con Washington per porre fine alla guerra, anche se gli analisti restano scettici sul fatto che Xi sia disposto a esercitare forti pressioni su uno storico alleato strategico di Pechino.

    I futures sul Brent sono saliti di 45 centesimi, pari allo 0,43%, a 106,08 dollari al barile alle 07:14 GMT, mentre i futures sul West Texas Intermediate statunitense hanno guadagnato 41 centesimi, ovvero lo 0,41%, a 101,43 dollari al barile.

    Le preoccupazioni sull’inflazione pesano sul mercato petrolifero

    Entrambi i principali benchmark petroliferi erano scesi mercoledì, poiché gli investitori temevano che l’aumento dei prezzi dei carburanti potesse alimentare ulteriormente le pressioni inflazionistiche e portare a nuovi rialzi dei tassi d’interesse negli Stati Uniti.

    Il Brent aveva perso oltre 2 dollari al barile nella seduta precedente, mentre il WTI era sceso di oltre 1 dollaro al barile.

    All’inizio del summit di due giorni a Pechino, Xi Jinping ha dichiarato a Trump che i negoziati commerciali stanno facendo progressi, pur avvertendo che i disaccordi su Taiwan potrebbero compromettere seriamente le relazioni tra i due Paesi.

    Le dichiarazioni di Xi, riportate dall’agenzia di stampa statale cinese Xinhua, sono arrivate prima di quello che Trump ha definito potenzialmente “il più grande summit di sempre”, dopo una cerimonia ufficiale di alto profilo presso la Grande Sala del Popolo di Pechino.

    I mercati restano cauti sulle aspettative diplomatiche

    Gli analisti di ING Group hanno scritto in una nota che “i prezzi del petrolio sono in modalità attendista”, aggiungendo che i mercati potrebbero riporre troppe speranze nel fatto che i colloqui tra Stati Uniti e Cina possano produrre risultati positivi sul conflitto iraniano.

    Lo Stretto di Hormuz, una delle rotte energetiche più importanti al mondo, è rimasto in gran parte chiuso da quando la guerra è iniziata alla fine di febbraio.

    “La mancata realizzazione di progressi significativi nella riapertura dello stretto potrebbe lasciare agli Stati Uniti poche alternative oltre a una nuova azione militare”, ha dichiarato Tony Sycamore, analista di IG Group, in una nota di mercato.

    L’Iran rafforza il controllo sullo Stretto di Hormuz

    L’Iran sembra aver rafforzato il proprio controllo sullo Stretto di Hormuz raggiungendo accordi con Iraq e Pakistan per il trasporto di petrolio e gas naturale liquefatto dalla regione.

    Una superpetroliera cinese che trasportava due milioni di barili di greggio iracheno ha attraversato con successo lo stretto mercoledì, dopo essere rimasta bloccata nel Golfo per oltre due mesi. Si è trattato solo della terza petroliera ad attraversare la rotta dall’inizio della guerra.

    L’IEA avverte di un deficit globale dell’offerta di petrolio

    L’International Energy Agency ha avvertito mercoledì che l’offerta globale di petrolio dovrebbe risultare inferiore alla domanda quest’anno, poiché il conflitto continua a compromettere la produzione in Medio Oriente e a ridurre rapidamente le scorte.

    In precedenza, l’agenzia aveva previsto un surplus di offerta prima dell’escalation della guerra.

  • L’oro sale leggermente mentre i mercati seguono il vertice Trump-Xi e i rischi inflazionistici

    L’oro sale leggermente mentre i mercati seguono il vertice Trump-Xi e i rischi inflazionistici

    I prezzi dell’oro hanno registrato un lieve rialzo giovedì, mentre gli investitori valutavano gli sviluppi del vertice tra Donald Trump e Xi Jinping, con le persistenti preoccupazioni legate all’inflazione alimentata dal petrolio che continuavano a influenzare il sentiment sui metalli preziosi.

    L’oro spot è salito dello 0,3% a 4.700,25 dollari l’oncia alle 02:56 ET (06:56 GMT), recuperando parzialmente dopo le perdite registrate nelle due sessioni precedenti. I futures sull’oro negli Stati Uniti sono invece scesi dello 0,2% a 4.697,97 dollari.

    Gli investitori osservano i colloqui Trump-Xi alla ricerca di segnali geopolitici

    Gli operatori di mercato sono rimasti cauti durante la fase iniziale del summit di due giorni tra Trump e Xi.

    Durante i colloqui, Xi Jinping ha dichiarato che Cina e Stati Uniti hanno compiuto “progressi positivi” nei recenti negoziati commerciali, sottolineando che la cooperazione tra i due Paesi contribuirebbe alla stabilità globale.

    Donald Trump ha definito Xi un grande leader e ha affermato che le relazioni tra Stati Uniti e Cina saranno “migliori che mai”.

    Gli investitori stanno monitorando attentamente eventuali segnali che possano indicare un allentamento delle tensioni geopolitiche che nelle ultime settimane hanno scosso i mercati delle materie prime e delle valute.

    L’oro, tradizionalmente considerato un bene rifugio nei periodi di incertezza geopolitica, continua a ricevere sostegno dalle preoccupazioni legate al conflitto in Medio Oriente e dalle interruzioni nello Stretto di Hormuz, la rotta marittima strategica attraverso cui transita una parte significativa delle forniture petrolifere mondiali.

    Le preoccupazioni sull’inflazione e le attese sulla Fed limitano il rialzo dell’oro

    Nonostante il sostegno derivante dal contesto geopolitico, i dati sull’inflazione negli Stati Uniti e la forza del dollaro hanno limitato i guadagni del metallo prezioso.

    I prezzi alla produzione negli Stati Uniti hanno accelerato ad aprile al ritmo più elevato dal 2022, mentre anche l’inflazione al consumo è risultata superiore alle attese, poiché i maggiori costi energetici legati al conflitto iraniano si sono trasmessi all’economia.

    I dati hanno rafforzato le aspettative del mercato secondo cui la Federal Reserve potrebbe mantenere i tassi d’interesse elevati più a lungo, riducendo l’attrattiva di asset privi di rendimento come l’oro.

    L’indice del dollaro statunitense è rimasto vicino ai massimi delle ultime due settimane dopo la pubblicazione dei dati sull’inflazione, esercitando ulteriore pressione sull’oro rendendolo più costoso per gli acquirenti internazionali.

    Anche il mantenimento del petrolio sopra i 100 dollari al barile continua a rappresentare una fonte di preoccupazione per i mercati finanziari, con i trader timorosi che prolungate interruzioni dell’offerta nel Golfo possano aggravare ulteriormente le pressioni inflazionistiche globali.

    L’India aumenta i dazi sulle importazioni di oro e argento

    I mercati stanno inoltre valutando la decisione dell’India di aumentare i dazi all’importazione su oro e argento al 15% dal precedente 6%, misura destinata a ridurre gli acquisti esteri di metalli preziosi e sostenere le riserve valutarie del Paese.

    L’aumento delle tariffe potrebbe indebolire la domanda fisica in uno dei maggiori mercati mondiali per il consumo di oro.

    “L’India soddisfa gran parte della propria domanda di oro tramite le importazioni, con oro e argento che rappresentano quasi l’11% delle importazioni totali. L’aumento dei dazi probabilmente rappresenterà un ostacolo nel breve termine per la domanda fisica di oro in India, potenzialmente frenando gli acquisti locali e pesando sui flussi di importazione”, hanno scritto in una nota gli analisti di ING Group.

    In calo argento, platino e rame

    Nel resto del comparto dei metalli, l’argento ha perso lo 0,6% a 87,01 dollari l’oncia, mentre il platino è sceso dello 0,4% a 2.128,60 dollari l’oncia.

    Anche i prezzi del rame hanno registrato un calo, pur restando vicini ai massimi storici. I futures benchmark sul rame al London Metal Exchange sono scesi dell’1,3% a 13.953,33 dollari per tonnellata, mentre i futures sul rame negli Stati Uniti hanno perso lo 0,5% a 6,58 dollari per libbra.

    Il rame LME aveva raggiunto quota 14.191,48 dollari per tonnellata nella seduta di mercoledì, mantenendosi vicino al massimo storico di 14.531,70 dollari registrato a fine gennaio.

    “Il superamento della soglia dei 14.000 dollari per tonnellata evidenzia quanto il mercato del rame sia diventato ristretto. Le basse scorte al di fuori degli Stati Uniti e le continue interruzioni nelle principali regioni produttive rendono i prezzi sempre più sensibili a qualsiasi incremento della domanda”, hanno aggiunto gli analisti di ING.

  • Il vertice Trump-Xi e la ristrutturazione AI di Cisco guidano i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Il vertice Trump-Xi e la ristrutturazione AI di Cisco guidano i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I futures azionari statunitensi hanno registrato rialzi giovedì, mentre gli investitori bilanciavano il rinnovato entusiasmo per l’intelligenza artificiale con l’incertezza geopolitica legata al summit tra Donald Trump e Xi Jinping.

    Allo stesso tempo, i prezzi del petrolio si sono mantenuti sopra i 100 dollari al barile, mentre i mercati cercavano possibili segnali di progressi diplomatici sul conflitto con l’Iran. Nel frattempo, le azioni di Cisco Systems (NASDAQ:CSCO) sono balzate dopo l’annuncio di un importante piano di ristrutturazione focalizzato sull’intelligenza artificiale, mentre Kevin Warsh è stato ufficialmente confermato come nuovo presidente della Federal Reserve.

    I futures avanzano mentre continua l’ottimismo sull’AI

    Alle 03:40 ET, i futures sul Dow Jones guadagnavano 176 punti, pari allo 0,4%, mentre i futures sull’S&P 500 salivano di 18 punti, pari allo 0,2%. I futures sul Nasdaq 100 sovraperformavano con un rialzo di 144 punti, ovvero dello 0,5%, sostenuti dalla continua forza dei titoli tecnologici legati all’intelligenza artificiale.

    Secondo Reuters, gli Stati Uniti hanno autorizzato circa 10 aziende cinesi ad acquistare il chip AI H200 di Nvidia, attualmente il secondo processore più potente del gruppo, anche se le consegne non sono ancora iniziate.

    Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, sta accompagnando Trump durante il viaggio in Cina, alimentando le aspettative che i colloqui possano favorire lo sblocco delle vendite dell’H200 nel mercato cinese.

    Mercoledì, l’indice S&P 500 ha raggiunto un nuovo massimo storico in chiusura, mentre il Nasdaq Composite è salito dell’1,2%. Al contrario, il Dow Jones Industrial Average ha perso lo 0,1%.

    Gli analisti di Vital Knowledge hanno osservato che i titoli dei semiconduttori hanno beneficiato delle notizie relative alla presenza di Huang in Cina insieme a Trump, mentre le società software e di servizi “non sono state invitate all’ultima festa sfrenata del settore tecnologico”. Hanno inoltre aggiunto che l’andamento sottostante del mercato “non è stato affatto così robusto”, evidenziando la debolezza dell’indice S&P 500 equal-weight.

    Gli investitori hanno inoltre sostanzialmente ignorato i dati sui prezzi alla produzione statunitensi, risultati superiori alle attese, segnando il secondo giorno consecutivo di sorprese inflazionistiche al rialzo.

    “I rialzisti dell’equity hanno interpretato il dato PPI semplicemente come una conseguenza dell’Iran e, dato che il consenso continua ad aspettarsi un accordo con Teheran, l’ipotesi è che l’inflazione rallenterà una volta raggiunto quell’accordo”, hanno dichiarato gli analisti di Vital Knowledge.

    Trump e Xi concludono il primo round di colloqui

    Il primo ciclo di colloqui tra Donald Trump e Xi Jinping si è concluso durante la fase iniziale del summit di due giorni a Pechino.

    I media statali cinesi hanno riportato che Xi ha dichiarato che i negoziati — in particolare quelli commerciali — stanno facendo progressi, pur avvertendo che le continue pressioni statunitensi su Taiwan potrebbero compromettere le relazioni bilaterali.

    I mercati stanno inoltre monitorando se il summit possa produrre iniziative diplomatiche collegate al conflitto iraniano. Alcuni analisti ritengono che Trump possa cercare il sostegno della Cina per un accordo di pace di lungo termine, considerando che Pechino è uno dei maggiori acquirenti di petrolio iraniano, anche se resta incerto se la Cina sia disposta ad assumere tale ruolo.

    Il summit si svolge mentre l’economia globale affronta crescenti incertezze legate alla prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz, la rotta marittima strategica al largo della costa meridionale iraniana attraverso cui passa circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio.

    I prezzi del petrolio restano elevati

    I prezzi del petrolio hanno registrato nuovi rialzi giovedì, con gli analisti di ING Group che hanno sottolineato come i trader stiano “attendendo con impazienza l’esito dell’incontro tra [Trump e Xi] e se questo possa produrre risultati positivi sulla guerra in Iran”.

    Il Brent si è mantenuto sopra i 105 dollari al barile, ben oltre i circa 70 dollari registrati prima dell’escalation del conflitto.

    Il forte aumento dei prezzi energetici ha intensificato i timori di nuove pressioni inflazionistiche a livello globale, soprattutto dopo che i recenti dati statunitensi hanno mostrato un’accelerazione dei prezzi al consumo e alla produzione.

    Gli analisti di Morgan Stanley hanno avvertito che lo shock energetico potrebbe indebolire la crescita economica e contribuire a pressioni inflazionistiche anche oltre i mercati petroliferi e del gas.

    Cisco vola dopo il piano di ristrutturazione legato all’intelligenza artificiale

    Le azioni di Cisco Systems (NASDAQ:CSCO) sono balzate nelle contrattazioni after-hours dopo che il gruppo ha annunciato un ampio piano di ristrutturazione focalizzato sull’intelligenza artificiale.

    Cisco ha dichiarato che il piano comporterà oneri per circa 1 miliardo di dollari legati a buonuscite e altre spese correlate. La società ha inoltre confermato l’intenzione di ridurre il personale di circa 4.000 dipendenti, pari a circa il 5% della forza lavoro totale.

    L’azienda prevede di contabilizzare circa 450 milioni di dollari di questi costi di ristrutturazione nel quarto trimestre dell’esercizio fiscale 2026, mentre la restante parte sarà registrata nel corso del 2027. Cisco ha precisato che la maggior parte di tali costi sarà di natura monetaria.

    L’amministratore delegato Chuck Robbins ha dichiarato agli analisti dopo la pubblicazione dei risultati che l’azienda non “ha sempre esattamente le risorse di cui avremo bisogno in futuro nei posti giusti”, aggiungendo che la ristrutturazione riguarda più una riallocazione delle risorse “piuttosto che il risparmio”.

    La ristrutturazione arriva mentre sempre più aziende stanno aumentando gli investimenti in processori AI e nelle reti ad alta velocità necessarie per supportare data center avanzati.

    Cisco ha inoltre migliorato le previsioni di fatturato per l’esercizio 2026, stimando ora ricavi compresi tra 62,8 e 63 miliardi di dollari, rispetto alla precedente guidance tra 61,2 e 61,7 miliardi.

    Kevin Warsh confermato nuovo presidente della Federal Reserve

    Il Senato degli Stati Uniti ha ufficialmente confermato Kevin Warsh come nuovo presidente della Federal Reserve mercoledì, affidando all’ex banchiere e avvocato la guida della banca centrale mentre i policymaker continuano ad affrontare crescenti pressioni inflazionistiche.

    Il voto del Senato è arrivato dopo l’approvazione della nomina di Warsh nel Board of Governors della Fed all’inizio della settimana.

    Warsh sostituirà l’attuale presidente della Fed Jerome Powell alla scadenza del mandato di Powell prevista per venerdì. Powell resterà comunque membro del Board della Federal Reserve, mentre il governatore Stephen Miran dovrebbe lasciare il proprio incarico per fare spazio a Warsh.