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  • Le borse europee arretrano dopo due sedute di rialzi: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee arretrano dopo due sedute di rialzi: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno chiuso in calo nella giornata di mercoledì, interrompendo una serie di due sedute positive, mentre gli investitori hanno assunto un atteggiamento prudente in vista della decisione di politica monetaria della Federal Reserve statunitense e dei risultati di alcuni grandi gruppi tecnologici.

    Il sentiment è stato inoltre indebolito dai commenti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul dollaro, interpretati dai mercati come un segnale di minore fiducia nelle prospettive dell’economia americana. Il biglietto verde si è mantenuto vicino ai minimi degli ultimi quattro anni ed è avviato verso il peggior calo settimanale da aprile dello scorso anno, dopo che Trump ha indicato di essere soddisfatto della recente debolezza della valuta.

    A metà seduta, il CAC 40 di Parigi perdeva circa l’1,5%, il DAX di Francoforte era in calo dello 0,6% e il FTSE 100 di Londra arretrava di circa lo 0,5%.

    Nonostante la debolezza generalizzata, alcuni titoli hanno mostrato una performance positiva. Il gruppo dei macchinari per semiconduttori ASML Holding (EU:ASML) è balzato dopo aver comunicato ordini del quarto trimestre nettamente superiori alle attese degli analisti.

    La chimica tedesca Wacker Chemie (TG:WCH) ha registrato un forte rialzo dopo l’annuncio di un piano di riduzione dei costi da 300 milioni di euro.

    Nel Regno Unito, il rivenditore di prodotti per animali Pets at Home (LSE:PETS) ha messo a segno un progresso deciso dopo aver confermato le previsioni di utile per l’intero esercizio.

    Al contrario, il gruppo olandese delle telecomunicazioni KPN (EU:KPN) è sceso in modo significativo dopo aver previsto una crescita dei ricavi da servizi su base annua compresa tra il 2% e il 2,5% per il 2026, una guidance giudicata prudente dal mercato.

  • Il petrolio avanza leggermente tra interruzioni dell’offerta e dollaro debole

    Il petrolio avanza leggermente tra interruzioni dell’offerta e dollaro debole

    I prezzi del petrolio hanno registrato un moderato rialzo mercoledì, proseguendo i guadagni della seduta precedente, mentre il mercato continua a valutare le preoccupazioni sull’offerta dopo le interruzioni legate al maltempo negli Stati Uniti e i problemi produttivi in Kazakhstan. A sostenere i prezzi hanno contribuito anche la debolezza del dollaro e le persistenti tensioni in Medio Oriente.

    Alle 09:00 GMT, i futures sul Brent guadagnavano 23 centesimi (+0,3%) a 67,80 dollari al barile, mentre il WTI statunitense saliva di 32 centesimi (+0,5%) a 62,71 dollari. Entrambi i benchmark avevano messo a segno un rialzo di circa il 3% martedì.

    Il dollaro USA continua a muoversi vicino ai minimi da quattro anni rispetto a un paniere di valute, rendendo le materie prime denominate in dollari, come il petrolio, più convenienti per gli acquirenti che operano in altre valute.

    Interruzioni dell’offerta sostengono il mercato

    Sul fronte dell’offerta, analisti e trader stimano che i produttori statunitensi abbiano perso fino a 2 milioni di barili al giorno — circa il 15% della produzione nazionale — nel fine settimana, dopo che una violenta tempesta invernale ha colpito produzione ed esportazioni.

    Anche le perdite di produzione in Kazakhstan hanno contribuito a sostenere i prezzi, sebbene il Paese, membro dell’OPEC+, abbia indicato che l’output del giacimento di Tengiz dovrebbe riprendere gradualmente entro circa una settimana. Nel frattempo, il Caspian Pipeline Consortium (CPC), che gestisce circa l’80% delle esportazioni petrolifere del Kazakhstan, ha ripristinato la piena capacità di carico al terminal del Mar Nero dopo lavori di manutenzione a uno dei tre punti di ormeggio danneggiati da attacchi con droni, secondo fonti.

    Restano i timori sull’offerta in Medio Oriente

    I rischi geopolitici in Medio Oriente continuano a pesare sul mercato. Due funzionari statunitensi hanno riferito a Reuters che una portaerei americana e navi di supporto sono arrivate nella regione, rafforzando la capacità del presidente Donald Trump di difendere le forze USA o di intraprendere eventuali azioni militari contro l’Iran.

    Secondo gli analisti di ANZ, questo dispiegamento aumenta la possibilità che Trump dia seguito alle minacce di colpire la leadership iraniana in risposta alla violenta repressione delle proteste nazionali.

    In prospettiva, l’alleanza OPEC+ — che comprende l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, la Russia e altri alleati — dovrebbe mantenere la pausa sugli aumenti della produzione per marzo, in occasione della riunione del 1° febbraio, secondo tre delegati OPEC+.

    Sul fronte delle scorte, un sondaggio Reuters esteso pubblicato martedì suggerisce che le scorte statunitensi di greggio e benzina siano aumentate nella settimana conclusa il 23 gennaio, mentre quelle di distillati dovrebbero essere diminuite. Tuttavia, fonti di mercato che citano i dati dell’American Petroleum Institute hanno riferito che le scorte di greggio e benzina sono scese la scorsa settimana, mentre i distillati sono aumentati. I dati ufficiali del governo sono attesi alle 15:30 GMT.

  • L’oro vola a nuovi massimi sopra i 5.260 $/oncia grazie alla domanda di beni rifugio

    L’oro vola a nuovi massimi sopra i 5.260 $/oncia grazie alla domanda di beni rifugio

    I prezzi dell’oro hanno segnato nuovi record mercoledì, superando la soglia dei 5.200 dollari l’oncia, sostenuti dalla forte domanda di beni rifugio, dalle tensioni geopolitiche, dall’incertezza sulle politiche economiche e dal marcato indebolimento del dollaro statunitense.

    L’oro spot ha toccato un massimo storico a 5.266,38 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro con scadenza aprile hanno raggiunto un picco di 5.297,86 dollari l’oncia. Il rally si è esteso anche agli altri metalli preziosi, con argento e platino rimasti vicino ai rispettivi massimi recenti. La cautela degli investitori, in vista della conclusione della riunione della Federal Reserve più tardi in giornata, ha ulteriormente sostenuto la domanda difensiva.

    Geopolitica e incertezza politica spingono l’oro

    L’interesse per i beni rifugio è aumentato dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che una seconda armata navale è diretta verso l’Iran, aggiungendo di sperare in un accordo tra Teheran e Washington. L’incertezza sulla politica statunitense resta uno dei principali motori del rialzo dell’oro nel 2026, insieme alle tensioni legate al Venezuela e a una disputa diplomatica sulla Groenlandia.

    Da inizio anno, l’oro registra un rialzo di circa il 20%, dopo i forti guadagni messi a segno nel 2025.

    A rafforzare il trend contribuisce anche la debolezza del dollaro, sceso questa settimana ai minimi da quasi quattro anni. Trump ha dichiarato martedì di non essere preoccupato per un biglietto verde più debole, innescando ulteriori vendite sulla valuta.

    Argento e platino restano sostenuti in attesa della Fed

    Anche gli altri metalli preziosi hanno mantenuto un tono positivo. L’argento spot è balzato del 2,8% a 115,2455 dollari l’oncia, mentre il platino spot è salito dell’1,3% a 2.688,23 dollari l’oncia.

    Gli analisti di ANZ hanno osservato che l’argento sta beneficiando in modo particolare della domanda fisica in Cina, dove le possibilità di investimento in metalli sono relativamente limitate e gli investitori tendono ad acquistare lingotti e monete.

    I rialzi arrivano mentre la Federal Reserve si prepara a chiudere la sua riunione di due giorni, con i tassi ampiamente attesi invariati al 3,75%. L’attenzione dei mercati è ora rivolta alle indicazioni del presidente Jerome Powell e all’eventuale risposta alle pressioni di Washington per un taglio deciso dei tassi.

    Trump ha affermato martedì di essere vicino a nominare il successore di Powell e ha suggerito che i tassi scenderanno con una nuova leadership alla Fed. In precedenza, Powell aveva dichiarato che Washington stava cercando di fare pressione sulla banca centrale attraverso un’indagine del Dipartimento di Giustizia, alimentando timori sull’indipendenza della Fed.

  • Decisione della Fed ed ondata di trimestrali al centro dell’attenzione: i mercati si preparano alla volatilità: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Decisione della Fed ed ondata di trimestrali al centro dell’attenzione: i mercati si preparano alla volatilità: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I futures azionari statunitensi si sono mossi prevalentemente al rialzo nelle prime ore di mercoledì, mentre gli investitori si posizionano con cautela in vista di una seduta densa di appuntamenti chiave, tra cui la decisione di politica monetaria della Federal Reserve e una raffica di risultati societari. La Fed dovrebbe mantenere i tassi invariati, mentre diversi colossi tecnologici pubblicheranno i conti dopo la chiusura di Wall Street. Intanto l’oro ha toccato un nuovo massimo storico e, secondo indiscrezioni, la Cina ha approvato per la prima volta l’acquisto dei chip H200 di Nvidia per l’intelligenza artificiale.

    S&P 500 e Nasdaq futures in rialzo

    I futures sui principali indici USA scambiavano in territorio positivo, segnalando un cauto ottimismo in vista degli eventi della giornata.

    Alle 02:49 ET, i futures sul Dow guadagnavano 37 punti (+0,1%), quelli sull’S&P 500 salivano di 28 punti (+0,4%) e i futures sul Nasdaq 100 avanzavano di 249 punti (+1,0%).

    Wall Street ha chiuso in modo contrastato martedì, con gli investitori alle prese con numerose trimestrali. A pesare sul sentiment è stato il forte calo di UnitedHealth (NYSE:UNH), dopo che il gruppo sanitario ha avvertito che i ricavi del 2026 saranno inferiori alle attese a seguito di una proposta federale che prevede un aumento più contenuto dei premi Medicare Advantage. Il comparto assicurativo sanitario ne ha risentito, con CVS Health (NYSE:CVS) e Humana (NYSE:HUM) in calo a doppia cifra.

    Il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in ribasso dello 0,8%, mentre la forza relativa dei titoli tecnologici e automobilistici ha sostenuto l’S&P 500 e il Nasdaq Composite.

    Sul fondo restano anche i timori di un parziale shutdown del governo USA, legati alle tensioni politiche dopo sparatorie mortali che hanno coinvolto agenti dell’immigrazione a Minneapolis, oltre alle nuove minacce tariffarie del presidente Donald Trump.

    A rafforzare il clima di prudenza, la fiducia dei consumatori statunitensi è scesa a gennaio ai minimi da 12 anni, secondo il Conference Board, riflettendo il crescente pessimismo delle famiglie nonostante un’economia resiliente, ma segnata da inflazione elevata e assunzioni deboli.

    Attesa per la decisione della Fed

    In questo contesto, la Federal Reserve dovrebbe lasciare i tassi invariati al termine della riunione odierna.

    Lo scorso anno la banca centrale ha attuato una serie di tagli per sostenere un mercato del lavoro in rallentamento, portando il costo del denaro in un range tra il 3,5% e il 3,75%. Tuttavia, con licenziamenti contenuti e un’inflazione ancora ben al di sopra del target del 2%, l’urgenza di ulteriori tagli appare ridotta.

    L’attenzione si concentrerà quindi sulle indicazioni del presidente Jerome Powell sul percorso futuro dei tassi, soprattutto dopo che la riunione di dicembre ha evidenziato forti divisioni interne al FOMC. I mercati non si aspettano un nuovo taglio prima di giugno.

    Sotto osservazione anche il tema della successione alla guida della Fed. Powell, il cui mandato scade a maggio, è oggetto di un’indagine penale avviata dall’amministrazione Trump, che lui ha definito politicamente motivata. Trump ha più volte criticato Powell per non aver ridotto i tassi con maggiore decisione. Non è chiaro se Powell resterà nel board della Fed dopo la fine del mandato; intanto, secondo i mercati delle scommesse, Rick Rieder di BlackRock sarebbe in pole position come possibile successore.

    Raffica di risultati

    La stagione delle trimestrali entra nel vivo, con particolare attenzione ai big tecnologici.

    Dopo la chiusura dei mercati USA sono attesi i conti di Meta Platforms (NASDAQ:META), Microsoft (NASDAQ:MSFT) e Tesla (NASDAQ:TSLA), che potrebbero offrire indicazioni cruciali sulla solidità del boom dell’intelligenza artificiale, uno dei principali motori dei mercati azionari.

    I grandi gruppi tech continuano a investire miliardi nelle infrastrutture AI, alimentando la domanda di semiconduttori avanzati e data center. A conferma che il trend potrebbe proseguire nel 2026, ASML (NASDAQ:ASML) ha riportato ordini del quarto trimestre superiori alle attese, segnalando un ulteriore aumento della domanda.

    Prima dell’apertura di Wall Street sono attesi anche i risultati di AT&T (NYSE:T), Starbucks (NASDAQ:SBUX) e GE Vernova (NYSE:GEV).

    L’oro segna un nuovo record

    L’oro ha superato i 5.200 dollari l’oncia, toccando un nuovo massimo storico, sostenuto dalla domanda di beni rifugio e dalla debolezza del dollaro.

    Anche gli altri metalli preziosi restano su livelli elevati, con argento e platino vicini ai recenti massimi. L’incertezza legata alla Fed continua a sostenere la domanda di asset difensivi.

    Nel 2026 l’oro è già in rialzo di circa il 20%, dopo i forti guadagni dell’anno precedente, spinto anche dalle tensioni geopolitiche e dall’incertezza sulla politica statunitense. Il dollaro, sceso ai minimi da quasi quattro anni, ha ulteriormente favorito il comparto dei metalli.

    La Cina approva l’acquisto dei chip H200 di Nvidia – indiscrezioni

    Secondo quanto riportato dai media, la Cina ha autorizzato l’acquisto di un primo lotto di chip H200 per l’intelligenza artificiale di Nvidia (NASDAQ:NVDA).

    Le autorità avrebbero dato il via libera a colossi tecnologici locali come ByteDance, Alibaba e Tencent per acquistare complessivamente oltre 400.000 chip, in linea con l’obiettivo di rafforzare la posizione del Paese nella corsa all’IA, sostenendo al contempo la produzione domestica.

    Il valore della prima tranche potrebbe aggirarsi intorno ai 10 miliardi di dollari, mentre altre aziende attendono ancora l’autorizzazione. Nvidia ha guadagnato oltre l’1% nelle contrattazioni after-hours.

  • Azioni europee in lieve calo in attesa della Fed; ASML apre una giornata ricca di trimestrali: DAX, CAC, FTSE100

    Azioni europee in lieve calo in attesa della Fed; ASML apre una giornata ricca di trimestrali: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno mostrato un leggero arretramento mercoledì, con gli investitori impegnati a valutare una fitta serie di risultati societari e mantenendo un atteggiamento prudente in vista della decisione sui tassi della Federal Reserve statunitense attesa in giornata.

    Alle 08:02 GMT, il DAX tedesco perdeva lo 0,1%, il CAC 40 francese cedeva lo 0,5%, mentre il FTSE 100 britannico si muoveva sostanzialmente invariato.

    La decisione della Fed frena il sentiment

    I mercati europei si sono mostrati cauti, nonostante la seduta positiva di Wall Street della notte precedente, che ha visto l’S&P 500 toccare nuovi massimi storici grazie ai rialzi dei titoli tecnologici e legati all’intelligenza artificiale in vista delle trimestrali dei big tech statunitensi.

    La Federal Reserve dovrebbe lasciare i tassi invariati, spostando l’attenzione degli investitori sui commenti del presidente Jerome Powell, da cui potrebbero arrivare indicazioni sul possibile avvio dei tagli ai tassi nel corso dell’anno. Il mandato di Powell scade a maggio e il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato martedì che annuncerà presto il nome del suo candidato alla guida della Fed.

    Trump ha più volte sollecitato Powell a ridurre i tassi in modo più deciso, criticando la lentezza dell’allentamento monetario. Questo ha alimentato i timori che un cambio al vertice possa compromettere l’indipendenza della banca centrale.

    Migliora la fiducia dei consumatori in Germania

    Sul fronte macroeconomico, emergono segnali di miglioramento dal lato dei consumatori tedeschi. L’indice GfK sulla fiducia, orientato al futuro, è salito a -24,1 a febbraio da -26,9 del mese precedente, superando le attese che indicavano un miglioramento più contenuto a -26,0.

    La Banca Centrale Europea si riunirà la prossima settimana ed è ampiamente attesa una conferma dei tassi al 2% per la quinta riunione consecutiva, con l’inflazione dell’area euro sotto controllo e l’economia che ha mostrato una resilienza superiore alle attese. Tuttavia, il governatore della banca centrale austriaca Martin Kocher ha dichiarato al Financial Times che un ulteriore rafforzamento dell’euro potrebbe costringere la BCE a considerare un nuovo taglio dei tassi.

    Martedì l’euro ha raggiunto i massimi da oltre quattro anni, mentre il dollaro si è indebolito a causa delle preoccupazioni legate alle politiche statunitensi e alle tensioni geopolitiche.

    ASML sotto i riflettori mentre accelera la stagione delle trimestrali

    Sul fronte societario, la stagione delle trimestrali è entrata nel vivo. ASML (EU:ASML) è stata al centro dell’attenzione dopo che il produttore olandese di apparecchiature per semiconduttori ha superato le attese nel quarto trimestre e ha fornito una guidance positiva per il 2026, citando un forte aumento degli ordini e una domanda sostenuta per i chip avanzati legati all’intelligenza artificiale.

    Volvo (BIT:1VOLVB) ha registrato un calo dell’utile operativo del quarto trimestre inferiore alle attese, ma ha ridotto il dividendo complessivo annuale più di quanto previsto dal mercato.

    La farmaceutica svizzera Lonza (TG:LO3) ha previsto per il 2026 una crescita dei ricavi tra l’11% e il 12% a cambi costanti, con un’espansione del margine EBITDA core oltre il 32%, segnalando un buon slancio nonostante i venti contrari valutari.

    La tedesca Wacker Chemie (TG:WCH) ha deluso le attese sugli utili del quarto trimestre e ha fornito pochi dettagli sul programma di riduzione dei costi da 300 milioni di euro.

    Nella tarda serata di martedì, LVMH (EU:MC) ha superato le previsioni di vendita del quarto trimestre, alimentando le speranze di una ripresa del settore del lusso, pur in un contesto di pressioni sui margini legate alle tensioni commerciali, al dollaro debole e ai prezzi elevati dell’oro.

    Negli Stati Uniti, l’attenzione si sposterà in serata sui conti di Meta Platforms (NASDAQ:META), Tesla (NASDAQ:TSLA) e Microsoft (NASDAQ:MSFT), attesi dopo la chiusura di Wall Street.

    Petrolio stabile mentre la tempesta invernale colpisce la produzione USA

    I prezzi del petrolio sono rimasti sostanzialmente stabili mercoledì, dopo i recenti rialzi, mentre il mercato valutava l’impatto di una forte tempesta invernale negli Stati Uniti.

    Il Brent ha perso lo 0,1% a 66,50 dollari al barile, mentre il WTI statunitense è salito dello 0,1% a 62,45 dollari. Entrambi i benchmark avevano guadagnato circa il 3% martedì, chiudendo la settimana precedente sui livelli più alti dal 14 gennaio.

    Secondo le stime, la tempesta avrebbe ridotto la produzione statunitense fino a 2 milioni di barili al giorno, pari a circa il 15% dell’offerta nazionale, a causa delle interruzioni alle infrastrutture energetiche e alle reti elettriche.

  • Salvatore Ferragamo in forte calo dopo l’aggiornamento sul Q4 che pesa sul settore del lusso

    Salvatore Ferragamo in forte calo dopo l’aggiornamento sul Q4 che pesa sul settore del lusso

    Le azioni di Salvatore Ferragamo (BIT:SFER) sono finite sotto forte pressione nelle prime fasi di contrattazione a Milano dopo la diffusione, a mercati chiusi, dei risultati preliminari del quarto trimestre 2025. Il titolo è arrivato a perdere fino all’8%, scendendo in area 6,02 euro, sui minimi dall’ottobre 2025.

    La debolezza non ha riguardato solo Ferragamo. L’intero comparto del lusso sul listino milanese ha registrato vendite diffuse, con Safilo in calo del 4%, Moncler in ribasso del 3%, Brunello Cucinelli in flessione dell’1,9% e Ferrari in calo dell’1%, portando l’indice settoriale a perdere circa l’1%.

    Il clima negativo si è esteso anche al resto d’Europa. A Parigi, LVMH ha ceduto circa l’8% dopo conti trimestrali inferiori alle attese, penalizzati dalla pressione sui margini e da un tono prudente sulle prospettive di ripresa della domanda. In scia sono scesi anche Christian Dior (-7%), Kering (-5%) ed Hermès (-2,5%).

    Ferragamo ha riportato un lieve calo dei ricavi preliminari del quarto trimestre, risentendo in particolare della debolezza dell’area Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) e del canale wholesale. I ricavi consolidati del periodo si sono attestati a 282 milioni di euro, in flessione del 2% a cambi costanti rispetto allo stesso trimestre del 2024 e sostanzialmente in linea con il consensus di Visible Alpha pari a 284 milioni di euro.

    Il canale Direct-to-Consumer (DTC) ha fornito un contributo positivo, accelerando rispetto ai tre mesi precedenti e mostrando andamenti favorevoli in tutte le aree geografiche. Al contrario, il wholesale ha registrato un calo a doppia cifra, riflettendo la strategia del gruppo orientata a una distribuzione più selettiva e a una maggiore focalizzazione sui clienti chiave.

    A livello geografico, il Nord America ha registrato una crescita delle vendite del 2% a cambi costanti nel trimestre. Questo risultato è stato più che compensato dal calo del 10,9% nell’area EMEA e dalla flessione del 2,3% nell’Asia-Pacifico, sebbene il gruppo abbia segnalato primi segnali di miglioramento in mercati come Corea, Cina e Sud-Est asiatico.

    Guardando al 2026, il gruppo ha dichiarato: “Nel 2026 ci concentreremo sul consolidamento dell’attuale slancio, sul pieno sviluppo del nuovo posizionamento e sulla riorganizzazione della rete distributiva retail”. Ferragamo è priva di un amministratore delegato da quasi un anno.

    Secondo Barclays, i ricavi del quarto trimestre sono risultati leggermente inferiori alle attese, con vendite complessive circa dell’1% sotto le previsioni. La crescita organica del trimestre è stata pari a -2% a cambi costanti, a fronte di aspettative di un incremento dell’1%. Il wholesale ha rappresentato il principale freno, con ricavi in calo del 31%, mentre il canale DTC è cresciuto del 6% a cambi costanti. La società non ha fornito indicazioni sull’andamento corrente, ma ha segnalato che il contesto del wholesale dovrebbe restare complesso anche nel 2026, con l’attenzione rivolta al “mantenimento dell’attuale momentum”.

    WebSim Intermonte, che mantiene una raccomandazione neutral e ha ridotto il target price a 6,5 euro da 6,6 euro, ha giudicato positivamente i dati sui ricavi del trimestre, ma ha rivisto al ribasso le stime sui margini per il 2026. Gli analisti hanno evidenziato che i ricavi sono risultati superiori del 2,2% alle loro attese, grazie soprattutto alla performance del canale DTC, dove i ricavi netti hanno superato le stime del 3,4% e sono cresciuti dello 0,6% su base annua, pari a +6,3% a cambi costanti. Tuttavia, il giudizio sui margini resta prudente: la marginalità lorda per il 2026 è ora stimata al 69%, scontando l’impatto negativo dei cambi e il riordino delle scorte.

  • Borsa di Milano apre in calo con l’attesa per la Fed; lusso sotto pressione, STM in rialzo

    Borsa di Milano apre in calo con l’attesa per la Fed; lusso sotto pressione, STM in rialzo

    La Borsa di Milano ha avviato la seduta in territorio negativo, con gli investitori sempre più concentrati sull’intenso flusso di risultati trimestrali in arrivo da Europa e Stati Uniti e sulla decisione di politica monetaria della Federal Reserve attesa in giornata.

    Il sentiment globale resta contrastato. In Asia, l’indice Nikkei di Tokyo ha chiuso leggermente in rialzo, sostenuto dai segnali positivi provenienti dal settore dei semiconduttori dopo che il produttore olandese di apparecchiature per chip ASML ha comunicato ordini superiori alle attese, spingendo al rialzo i titoli tecnologici.

    L’attenzione più avanti nella giornata è rivolta alla Federal Reserve, che dovrebbe lasciare i tassi invariati nell’intervallo 3,50%–3,75%. Sebbene la decisione sui tassi sia in larga parte già scontata, i mercati seguono con interesse gli sviluppi legati all’indipendenza dell’istituto e alle possibili novità sul successore di Jerome Powell, che potrebbero emergere nei prossimi giorni.

    Riflettori puntati anche su valute e materie prime. Il dollaro statunitense ha proseguito la sua fase di debolezza dopo che il presidente Donald Trump ha definito “eccellente” il livello attuale del biglietto verde. Il calo del dollaro ha spinto l’oro a un nuovo massimo storico, superando i 5.200 dollari l’oncia.

    In agenda anche i conti di Meta e Tesla, attesi dopo la chiusura dei mercati statunitensi.

    Intorno alle 9:30, il FTSE MIB segnava un calo dello 0,33%.

    STM (BIT:STM) si è distinta tra i migliori titoli, con un rialzo di circa il 4%. Il titolo ha beneficiato del miglioramento del sentiment sul settore dopo i risultati positivi del concorrente olandese, il maggiore fornitore mondiale di apparecature per la produzione di semiconduttori, che ha registrato ordini superiori alle attese grazie all’aumento degli investimenti nella capacità produttiva di chip per l’intelligenza artificiale.

    Di segno opposto l’andamento del settore del lusso, colpito duramente dagli effetti di trascinamento legati alle trimestrali. Il colosso francese LVMH (EU:MC) ha registrato un forte ribasso, perdendo circa il 6% dopo risultati del quarto trimestre inferiori alle aspettative, penalizzati da margini più deboli e da un tono prudente sui primi segnali di ripresa della domanda.

    In flessione anche i titoli del lusso italiani. Salvatore Ferragamo (BIT:SFER) è stato il peggiore, in calo del 6% dopo aver perso fino all’8% nelle prime fasi di scambio. Il gruppo ha chiuso il quarto trimestre con ricavi pari a 282 milioni di euro, in linea con le stime ma in calo del 2% a cambi costanti. Moncler (BIT:MONC) ha ceduto il 3,5%, mentre Brunello Cucinelli (BIT:BC) ha lasciato sul terreno il 2,2%.

    Deboli anche le banche, con Unicredit (BIT:UCG) in ribasso dello 0,45% e Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) in calo dello 0,75%.

    In controtendenza Interpump (BIT:IP), che ha messo a segno un rialzo del 4,6%, risultando il titolo migliore del listino milanese nelle prime battute di contrattazione.

  • I future indicano un avvio sostanzialmente piatto a Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future indicano un avvio sostanzialmente piatto a Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future azionari statunitensi indicano un’apertura sostanzialmente invariata lunedì, segnalando una mancanza di direzione chiara dopo l’andamento contrastato registrato nella seduta di venerdì.

    Gli operatori appaiono cauti in vista della decisione di politica monetaria della Federal Reserve attesa per mercoledì. Sebbene il mercato si aspetti ampiamente tassi invariati, l’attenzione sarà rivolta soprattutto al comunicato della banca centrale per eventuali indicazioni sull’evoluzione futura dei tassi.

    Nei prossimi giorni saranno seguiti con interesse anche i risultati di grandi società come Meta Platforms (NASDAQ:META), Microsoft (NASDAQ:MSFT), Tesla (NASDAQ:TSLA) e Apple (NASDAQ:AAPL).

    Gli investitori continuano inoltre a monitorare gli sviluppi geopolitici, dopo che il presidente Donald Trump ha minacciato di imporre dazi del 100% sulle importazioni dal Canada in relazione a un potenziale accordo commerciale con la Cina. Il primo ministro canadese Mark Carney ha risposto affermando che il suo Paese non ha alcuna intenzione di perseguire un’intesa di questo tipo.

    Sul fronte politico interno, torna lo spettro di un nuovo shutdown del governo statunitense. Diversi senatori democratici hanno minacciato di votare contro una legge di spesa se includesse fondi per il Dipartimento della Sicurezza Interna, dopo che agenti federali per l’immigrazione hanno ucciso un cittadino statunitense a Minneapolis nel fine settimana.

    Dopo i forti rialzi delle due sedute precedenti, i mercati azionari USA hanno chiuso venerdì con un andamento misto. Il Dow Jones Industrial Average ha perso terreno, mentre il Nasdaq, a forte componente tecnologica, ha proseguito al rialzo per il terzo giorno consecutivo.

    A fine giornata, il Dow è sceso di 285,30 punti, pari allo 0,6%, a 49.098,71. L’S&P 500 è salito di 2,26 punti, meno di un decimo di punto percentuale, a 6.915,61, mentre il Nasdaq ha guadagnato 65,22 punti, ovvero lo 0,3%, a 23.501,24.

    Nel complesso della settimana accorciata dalle festività, tutti e tre i principali indici hanno chiuso in calo. Il Nasdaq ha perso lo 0,1%, mentre l’S&P 500 e il Dow sono scesi rispettivamente dello 0,4% e dello 0,5%.

    L’andamento contrastato di venerdì ha riflesso il mutare delle preoccupazioni geopolitiche. Le tensioni legate alla Groenlandia si sono attenuate, ma sono state sostituite da nuovi timori di un confronto tra Stati Uniti e Iran.

    Dopo aver escluso l’uso della forza per acquisire la Groenlandia e aver ridimensionato le minacce tariffarie contro l’Europa, Trump sembra aver spostato nuovamente l’attenzione sull’Iran. Parlando ai giornalisti a bordo dell’Air Force One giovedì, ha affermato che una “armata” statunitense è diretta verso il Medio Oriente.

    “Stiamo osservando l’Iran”, ha detto Trump. “Sapete che abbiamo molte navi che si stanno dirigendo in quella direzione, per ogni evenienza. Abbiamo una grande flottiglia che va in quella direzione e vedremo cosa succede”.

    In precedenza, Trump aveva fatto marcia indietro rispetto alle minacce di azioni militari contro l’Iran legate alla repressione delle proteste nel Paese.

    Sul fronte macroeconomico, l’Università del Michigan ha diffuso dati che mostrano un miglioramento della fiducia dei consumatori a gennaio superiore alle attese. L’indice di fiducia è stato rivisto al rialzo a 56,4 da una lettura preliminare di 54,0, contro le attese che indicavano nessuna revisione. Il dato risulta inoltre nettamente superiore al livello di dicembre, pari a 52,9.

    A livello settoriale, i titoli software sono stati tra i migliori della giornata, spingendo il Dow Jones U.S. Software Index a un rialzo del 2,2%. Anche i titoli auriferi hanno mostrato forza, sostenuti da un nuovo balzo del prezzo dell’oro, con l’indice NYSE Arca Gold Bugs in crescita dell’1,5%.

    Di contro, i titoli dell’hardware informatico hanno registrato forti ribassi, trascinando il NYSE Arca Computer Hardware Index in calo del 2,9%. Debole anche il comparto bancario e immobiliare, con il KBW Bank Index in flessione del 2,2% e il Philadelphia Housing Sector Index in calo dell’1,6%.

  • Borse europee caute tra tensioni Iran-USA e attesa per la decisione della Fed: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee caute tra tensioni Iran-USA e attesa per la decisione della Fed: DAX, CAC, FTSE100

    Le azioni europee hanno mostrato un andamento prudente lunedì, con gli investitori riluttanti ad assumere posizioni decise in un contesto di crescenti tensioni tra Iran e Stati Uniti e in vista della decisione di politica monetaria della Federal Reserve prevista più avanti nella settimana.

    Il sentiment è stato appesantito anche dalla rinnovata minaccia del presidente statunitense Donald Trump di imporre dazi del 100% sul Canada, dai timori di un possibile shutdown del governo USA e dalla cautela in vista dei risultati delle grandi società tecnologiche attesi nei prossimi giorni.

    In tarda mattinata, l’indice FTSE 100 del Regno Unito segnava un rialzo di circa lo 0,1%, mentre il DAX tedesco era in leggero calo e il CAC 40 francese perdeva circa lo 0,1%.

    Sul fronte societario, il fornitore tedesco per l’industria automobilistica e industriale Stabilus (TG:STM) ha registrato un forte rialzo dopo aver comunicato che il flusso di cassa del primo trimestre è più che triplicato, nonostante il calo dei ricavi.

    In forte progresso anche Fnac Darty (EU:FNAC), dopo che il retailer francese ha annunciato di aver ricevuto un’offerta di acquisizione da EP Group, il veicolo di investimento controllato da Daniel Kretinsky.

    Buona performance anche per la società immobiliare Aroundtown (TG:AT1), che ha annunciato un piano di riacquisto di azioni proprie fino a 250 milioni di euro nel corso dell’anno.

    Sul versante opposto, Danone (EU:BN) ha registrato un netto calo dopo aver comunicato il richiamo di specifici lotti di latte artificiale in alcuni mercati.

    In ribasso anche la compagnia aerea low-cost Ryanair Holdings (LSE:0A2U), dopo aver riportato un calo degli utili del terzo trimestre.

  • L’oro segna nuovi record sopra i 5.100 dollari l’oncia con la corsa ai beni rifugio

    L’oro segna nuovi record sopra i 5.100 dollari l’oncia con la corsa ai beni rifugio

    L’oro ha superato con decisione la soglia dei 5.100 dollari l’oncia lunedì, proseguendo il forte rally della scorsa settimana mentre gli investitori si sono riversati sul metallo prezioso in un contesto di crescente incertezza geopolitica.

    Il prezzo spot dell’oro è salito di quasi il 2,5% fino a un nuovo massimo storico di 5.111,11 dollari l’oncia alle 18:52 ET (00:52 GMT). Anche i futures sull’oro USA hanno registrato un balzo del 2,5%, toccando il record di 5.145,39 dollari l’oncia.

    La scorsa settimana il metallo giallo ha guadagnato oltre l’8%, aggiornando più volte i massimi storici, e dall’inizio dell’anno segna un rialzo vicino al 17%. La spinta arriva dalla combinazione di rischi geopolitici, aspettative di una politica monetaria statunitense più accomodante nel 2026 e acquisti costanti da parte delle banche centrali.

    Il rialzo ha coinvolto anche gli altri metalli preziosi. L’argento è balzato del 6% fino al record di 109,46 dollari l’oncia, mentre il platino è salito del 4% toccando un nuovo massimo a 2.910,67 dollari l’oncia.

    Geopolitica e minacce tariffarie sostengono l’oro

    Un fattore chiave del balzo dell’oro nel corso del mese è l’aumento delle tensioni tra gli Stati Uniti e alcuni alleati della NATO sulla Groenlandia, che ha contribuito a destabilizzare i mercati globali.

    La retorica del presidente Donald Trump sugli interessi strategici degli Stati Uniti nell’Artico ha messo sotto pressione le relazioni transatlantiche, alimentando timori di ricadute diplomatiche ed economiche più ampie.

    A rafforzare ulteriormente il quadro, Trump ha intensificato nel fine settimana le tensioni commerciali con il Canada, minacciando l’imposizione di un dazio del 100% sui beni canadesi qualora Ottawa procedesse con un accordo commerciale con la Cina. In un post sui social, Trump ha scritto che il Canada potrebbe diventare un “porto di smistamento” per le merci cinesi dirette negli Stati Uniti e ha avvertito che Pechino “si mangerebbe il Canada vivo” se l’intesa andasse in porto.

    Attesa per la decisione della Fed

    L’oro continua inoltre a beneficiare delle aspettative sulla politica monetaria statunitense. La Federal Reserve concluderà la sua riunione di politica monetaria mercoledì e i mercati si attendono in larga parte tassi invariati.

    Sebbene una pausa sia già ampiamente scontata, gli investitori analizzeranno con attenzione il comunicato della Fed e le dichiarazioni del presidente Jerome Powell per ottenere indicazioni sui tempi e sull’entità di possibili tagli dei tassi più avanti nell’anno. Tassi di interesse più bassi tendono a favorire l’oro, riducendo il costo opportunità di detenere un asset privo di rendimento.

    “Sia i dati sia la solida difesa dell’indipendenza delle banche centrali da parte del presidente Powell indicano poche probabilità di un taglio dei tassi della Fed il 28 gennaio”, hanno scritto gli analisti di ING in una nota.

    “L’attenzione sarà rivolta alla nomina imminente del nuovo presidente della Fed da parte del presidente Trump, ai prossimi dati macroeconomici e alla capacità di questa figura di convincere il resto del comitato a procedere con ulteriori tagli”, hanno aggiunto.