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  • DAX, CAC, FTSE100, Le borse europee chiudono miste mentre gli investitori valutano il taglio dei tassi della Fed e i risultati di Oracle

    DAX, CAC, FTSE100, Le borse europee chiudono miste mentre gli investitori valutano il taglio dei tassi della Fed e i risultati di Oracle

    I mercati azionari europei hanno oscillato in intervalli ristretti giovedì, mentre gli operatori analizzavano l’ultimo taglio dei tassi della Federal Reserve statunitense e le rinnovate incertezze legate al commercio sull’intelligenza artificiale.

    Alle 03:05 ET, il DAX tedesco perdeva lo 0,3%, il FTSE 100 britannico era in calo dello 0,1% e il CAC 40 francese avanzava dello 0,1%.

    La Fed taglia i tassi ma segnala prudenza per eventuali ulteriori mosse

    La banca centrale americana ha ridotto il tasso di riferimento di 25 punti base portandolo a un intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%, come ampiamente previsto. Tuttavia, ha lasciato intendere che ulteriori riduzioni potrebbero essere sospese nell’attesa di segnali più chiari su inflazione e mercato del lavoro.

    Durante la conferenza stampa, il presidente Jerome Powell ha affermato che i tagli già effettuati hanno portato i tassi in “una gamma di stime plausibili del tasso neutrale e li lasciano ben posizionati per determinare l’entità di ulteriori cambiamenti ai tassi sulla base dei dati economici in arrivo.”

    La decisione ha messo in evidenza crescenti divisioni interne: tre membri hanno votato contro, due favorevoli a una pausa e uno che preferiva un taglio di 50 punti base.

    Gli analisti di Vital Knowledge hanno osservato che “due delle maggiori forze trainanti del mercato nel 2025 (l’allentamento della politica monetaria globale e un’unica grande spinta sull’AI) non saranno presenti nel 2026, creando uno scenario molto più incerto per i titoli azionari.”

    I risultati di Oracle pesano sul sentiment

    La nuova ondata di dubbi sulla redditività dell’AI è stata alimentata dai risultati trimestrali di Oracle (NYSE:ORCL), diffusi dopo la chiusura di Wall Street. L’azienda ha pubblicato stime deludenti su utili e ricavi e ha annunciato che gli investimenti aumenteranno di ulteriori 15 miliardi di dollari rispetto alle precedenti previsioni, evidenziando come le ingenti spese per conquistare clienti cloud-AI non stiano ancora producendo profitti all’altezza delle aspettative.

    Secondo gli analisti di Jefferies, “nonostante l’impegno del management a mantenere il rating di credito investment grade, le preoccupazioni sul finanziamento del debito legato all’AI non sono state risolte.”

    Scarsi risultati societari in Europa; focus su Munich Re e Drax

    In Europa le pubblicazioni sui risultati societari sono state poche, ma Munich Re (TG:A289EQ) ha previsto ricavi assicurativi per 64 miliardi di euro nel 2026, superando i 62 miliardi attesi dal mercato. Il gruppo ha inoltre presentato un nuovo piano quinquennale valido fino al 2030, superando il precedente orizzonte triennale.

    Nel Regno Unito, Drax Group (LSE:DRX) ha dichiarato che gli utili del 2025 dovrebbero attestarsi nella parte alta delle stime degli analisti grazie alla resilienza delle sue attività.

    SNB pronta a lasciare i tassi invariati

    L’agenda dei dati macro europei è scarna, ma l’attenzione si concentra sulla riunione di politica monetaria della Banca nazionale svizzera. I mercati prevedono che la SNB manterrà i tassi allo 0,0%, nonostante gli ultimi dati su inflazione e crescita del PIL siano risultati inferiori alle attese.

    Gli analisti di Nomura hanno osservato che “la soglia per un tasso di politica negativo è elevata,” suggerendo che l’istituto potrebbe mantenere l’attuale posizione ancora a lungo.

    Petrolio in calo dopo il sequestro di una petroliera

    I prezzi del greggio sono scesi, restituendo parte dei guadagni precedenti, dopo il sequestro da parte degli Stati Uniti di una petroliera sanzionata al largo del Venezuela.

    Il Brent è arretrato dello 0,7% a 61,78 dollari al barile, mentre il WTI è sceso dello 0,7% a 58,05 dollari.

    Il sequestro aveva inizialmente spinto i prezzi al rialzo, facendo emergere timori legati all’export venezuelano e introducendo un nuovo premio di rischio nell’offerta. Nel frattempo, gli investitori seguono da vicino sia i negoziati di pace in Ucraina sia le previsioni della Fed, poiché tassi più bassi possono stimolare la crescita economica e, di conseguenza, aumentare la domanda di petrolio.

  • Intesa Sanpaolo finalizza l’accordo con i sindacati su uscite volontarie e nuove assunzioni – Fabi

    Intesa Sanpaolo finalizza l’accordo con i sindacati su uscite volontarie e nuove assunzioni – Fabi

    Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) ha raggiunto un nuovo accordo con Fabi e le altre organizzazioni sindacali riguardante una nuova tornata di uscite volontarie e le relative assunzioni.

    Secondo una nota di Fabi, il piano sarà attuato “nelle proporzioni previste dagli accordi 2024, cioè una assunzione a tempo indeterminato ogni due uscite, oltre a una quota di part-time.”

    In base ai termini stabiliti, tutti i dipendenti che matureranno i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2026 potranno presentare domanda di uscita volontaria entro il 19 gennaio 2026.

    Coloro che aderiranno avranno diritto a un’indennità pari al periodo di preavviso non goduto, corrisposta come integrazione al TFR, con un’ulteriore maggiorazione per chi presenterà la domanda entro il 7 gennaio 2026.

  • La Borsa di Milano apre in lieve calo mentre il sentiment globale sulla tecnologia si indebolisce; Cucinelli in forte rialzo

    La Borsa di Milano apre in lieve calo mentre il sentiment globale sulla tecnologia si indebolisce; Cucinelli in forte rialzo

    La seduta a Milano si è aperta con una moderata debolezza, riflettendo un clima globale più cauto dopo i risultati deludenti di Oracle. Le indicazioni fornite dal gruppo software statunitense hanno riacceso i timori sulla redditività del settore dell’intelligenza artificiale, smorzando l’ottimismo generato dal taglio dei tassi della Federal Reserve e dal suo tono sorprendentemente meno aggressivo del previsto.

    Verso le 9:30, il FTSE MIB risultava in calo di circa lo 0,1%.

    Brunello Cucinelli (BIT:BC) si è distinta con un forte rialzo iniziale (+2,7%), sostenuta dalle nuove previsioni per il 2025 che indicano una crescita dei ricavi dell’11–12% a cambi costanti—un miglioramento rispetto alle aspettative formulate a inizio anno.

    Il comparto automobilistico ha mostrato andamenti divergenti dopo gli aggiornamenti nelle raccomandazioni di Exane BNP Paribas: Stellantis (BIT:STLAM) ha perso l’1,4% in seguito al downgrade da neutral a underperform, mentre Ferrari (BIT:RACE) è salita dell’1,6% grazie alla promozione a outperform.

    Tra i titoli in rialzo si evidenzia anche Campari (BIT:CPR), in crescita dello 0,7% dopo che Barclays ha alzato il prezzo obiettivo da 7,90 a 8,60 euro. Ben intonati anche Recordati (BIT:REC) e Diasorin (BIT:DIA).

    Sul fronte dei ribassi, STM ha ceduto circa l’1%, penalizzata come il resto del settore tecnologico europeo dall’impatto dei risultati di Oracle. Prysmian (BIT:PRY) è stata un’altra delle principali note negative, con un calo del 2,2%.

  • Ferrari scivola al minimo da 23 mesi dopo un nuovo downgrade degli analisti

    Ferrari scivola al minimo da 23 mesi dopo un nuovo downgrade degli analisti

    Ferrari (BIT:RACE) è scesa mercoledì ai livelli più bassi degli ultimi quasi due anni dopo che la banca d’investimento Oddo BHF ha pubblicato un nuovo downgrade — il secondo questa settimana da parte di grandi broker — aggiungendo ulteriore pressione su un titolo già indebolito.

    Alle 11:56 GMT, le azioni Ferrari perdevano il 3,7% a 312,90 euro, un livello che non si vedeva da gennaio 2024.

    Oddo ha abbassato il rating da Outperform a Neutral e ha tagliato drasticamente il prezzo obiettivo da 430 a 340 euro. La società ora prevede un avvio più lento della produzione del modello F80, riducendo la stima delle consegne 2026 da 250 a 200 unità.

    «Prevediamo ora anche un aumento graduale delle consegne della F80 fino alla fine del 2028, mentre in precedenza avevamo previsto che una versione cabriolet prendesse il sopravvento prima di allora», ha scritto l’analista Anthony Dick.
    «Riteniamo che questo cambiamento possa essere significativo, in quanto Ferrari gestisce tatticamente le consegne della sua serie ultra esclusiva per ottimizzare i risultati», ha aggiunto.

    La banca ha inoltre ridotto del 3,4% la previsione sull’EBIT 2026, portandosi al 2,7% sotto il consenso di mercato.

    Questo downgrade arriva dopo che lunedì Morgan Stanley aveva abbassato il rating di Ferrari da Overweight a Equal Weight e ridotto il suo target price da 520 a 425 dollari, citando l’intenzione dell’azienda di limitare rigorosamente la crescita dei volumi fino al 2030.

    L’analista Edouard Aubin ha affermato che considera positivamente la strategia della società dal punto di vista della valorizzazione del marchio, ma si aspetta che si traduca in «una crescita relativamente modesta» nel breve termine, con un potenziale rialzo di appena l’8% per il titolo.
    Aubin prevede che la crescita dei ricavi di Ferrari rimarrà sotto il 5% nei prossimi tre trimestri, poiché le consegne saranno condizionate dalle tempistiche dei nuovi lanci, come la F80. Ritiene inoltre che il 2026 sarà un anno sbilanciato verso la seconda metà, con una redditività inferiore al consenso a causa di un primo semestre più debole.

    Morgan Stanley ha inoltre richiamato l’attenzione delle preoccupazioni degli investitori sul debutto del veicolo elettrico di Ferrari e sul valore residuo, osservando che i multipli di valutazione potrebbero restare compressi finché non ci sarà maggiore visibilità.

    Considerando il calo odierno, le azioni Ferrari risultano in ribasso di circa il 24% dall’inizio dell’anno, complice la revisione al ribasso delle stime sugli utili e la forte derating rispetto ai massimi dello scorso anno.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures, Decisione della Fed in arrivo; Oracle e Adobe pronte a pubblicare i risultati – cosa muove i mercati

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures, Decisione della Fed in arrivo; Oracle e Adobe pronte a pubblicare i risultati – cosa muove i mercati

    I future sugli indici azionari statunitensi si muovono appena sopra la parità, mentre gli operatori attendono l’attesa decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse. Gli analisti prevedono che la banca centrale statunitense annuncerà quello che molti definiscono un “taglio hawkish”, ovvero una riduzione dei tassi accompagnata da indicazioni più rigide sulle ulteriori mosse future. Nonostante ciò, i mercati monetari continuano a scontare ulteriori tagli nel 2026, mentre il presidente Donald Trump — da sempre sostenitore di tagli rapidi del costo del denaro — si prepara, secondo le indiscrezioni, a condurre l’ultimo giro di colloqui per scegliere il nuovo Presidente della Fed.

    Sul fronte delle trimestrali, grande attenzione su Oracle (NYSE:ORCL), che comunicherà i risultati dopo la chiusura dei mercati, con gli investitori concentrati sui suoi piani nell’intelligenza artificiale.

    Future stabili in attesa della Fed

    I future statunitensi mostrano lievi rialzi mentre gli investitori si preparano a una decisione potenzialmente molto discussa da parte della Fed.

    Alle 02:52 ET, i future sul Dow erano invariati, mentre quelli sull’S&P 500 e sul Nasdaq 100 salivano dello 0,1%.

    Nella seduta precedente, Wall Street ha chiuso mista: il Dow e l’S&P 500 sono scesi, mentre il Nasdaq Composite ha registrato un +0,1%.

    Il sentiment è stato parzialmente frenato da un lieve aumento delle offerte di lavoro in ottobre, mentre assunzioni e dimissioni sono rimaste deboli — segnali di incertezza economica che alcuni economisti attribuiscono ai dazi generalizzati degli Stati Uniti.

    La Fed dovrebbe annunciare un “taglio hawkish”

    Il rapporto del Dipartimento del Lavoro ha rafforzato l’idea che la Fed potrebbe ridurre i tassi a fine riunione, accompagnando però la mossa con una prospettiva più restrittiva.

    Secondo CME FedWatch, la probabilità di un taglio di 25 punti base è attualmente attorno all’88%. Le riduzioni dei tassi — già avvenute a settembre e ottobre — hanno portato l’intervallo target a 3,75%-4%, sostenendo investimenti e occupazione ma rischiando di alimentare l’inflazione.

    I media riportano che il Comitato potrebbe essere insolitamente diviso, complici l’inflazione persistente e la mancanza di dati freschi a causa del più lungo shutdown governativo nella storia USA. È attesa anche una nuova versione delle proiezioni economiche della Fed.

    Il presidente Jerome Powell dovrebbe sostenere un taglio ora ma usare la conferenza stampa per indicare che ulteriori riduzioni richiederanno forti giustificazioni.

    Stabilire questo livello elevato potrebbe però risultare difficile quando, a gennaio, saranno disponibili i nuovi dati su occupazione e inflazione.

    Trump pronto all’ultimo giro di colloqui per la nomina del Presidente della Fed – stampa USA

    Secondo il Wall Street Journal, Donald Trump inizierà nei prossimi giorni l’ultima fase dei colloqui per la scelta del prossimo Presidente della Fed.

    Il giornale riferisce che mercoledì Trump incontrerà l’ex governatore Kevin Warsh, seguito da altri candidati.

    Tra questi figura Kevin Hassett, considerato da molti come il favorito. Hassett è un alleato stretto di Trump e ha spesso sostenuto la necessità di tagli rapidi e aggressivi dei tassi. Tuttavia, con un solo voto su 12 nel FOMC, il suo potere decisionale sarebbe limitato.

    Gli analisti di ING sottolineano però che il mercato obbligazionario ha già scontato “talmente tanto allentamento”, nonostante la previsione di un “taglio hawkish”.

    Gli analisti Chris Turner e Frantisek Taborsky aggiungono:

    “Presumibilmente, questo è l’effetto Kevin Hassett, in cui il suo arrivo alla Fed a febbraio può avvolgere l’outlook del FOMC in un mantello colomba.”

    Oracle pronta a pubblicare i risultati

    Oracle sarà al centro dell’attenzione con i risultati di oggi. Gli analisti attendono dettagli aggiuntivi sulle sue ambizioni nell’intelligenza artificiale.

    Grazie alla partnership con OpenAI, Oracle ha trasformato la propria immagine, passando da attore marginale nel cloud a fornitore chiave di potenza di calcolo per i modelli AI.

    Un arretrato contrattuale superiore ai 400 miliardi di dollari aveva spinto in alto le azioni quest’anno, portando brevemente la società vicino a una valutazione da un trilione di dollari e rendendo temporaneamente Larry Ellison uno degli uomini più ricchi al mondo.

    Negli ultimi mesi, però, l’entusiasmo si è attenuato, con timori legati alla dipendenza da OpenAI e agli ingenti debiti contratti per espandere i data center.

    Adobe attesa dopo il mercato

    Adobe (NASDAQ:ADBE) pubblicherà i risultati dopo la chiusura. Le sue azioni sono scese di oltre il 21% quest’anno, molto al di sotto della performance del Nasdaq Composite.

    In una nota, gli analisti di Stifel hanno scritto che “non è un segreto” che un importante “fardello” per il titolo Adobe sia il timore che l’AI possa sconvolgere il mondo creativo, “rendendo i creatori più efficienti di ordini di grandezza e riducendo nel tempo il numero di licenze vendibili.”

    Essi aggiungono che i catalizzatori per “invertire rapidamente il sentiment” rimangono “sfocati,” anche se vedono i primi segnali di una “critica e riuscita svolta strategica indotta dall’IA.”

    Gli analisti ipotizzano che Adobe possa posizionarsi come una sorta di “Svizzera” dell’AI, diventando una piattaforma neutrale dove gli utenti possono “testare, sfruttare e pagare l’utilizzo di modelli di terze parti.”

  • DAX, CAC, FTSE100, I mercati europei restano stabili mentre gli investitori attendono la decisione chiave della Fed

    DAX, CAC, FTSE100, I mercati europei restano stabili mentre gli investitori attendono la decisione chiave della Fed

    Le borse europee sono rimaste prive di direzione mercoledì, con gli operatori in attesa dell’importante comunicazione di politica monetaria della Federal Reserve statunitense.

    Alle 08:05 GMT, il DAX tedesco segnava -0.1%, il CAC 40 francese -0.1%, mentre il FTSE 100 britannico avanzava dello 0.1%.

    La riunione della Fed al centro dell’attenzione

    Gli investitori di tutto il mondo guardano alla riunione conclusiva dell’anno della Fed, dove la banca centrale statunitense è ampiamente attesa tagliare i tassi di 25 punti base. L’ultima riduzione era avvenuta il 29 ottobre, portando l’intervallo di riferimento a 3.75%–4.00% dal precedente 4.00%–4.25%.

    Tuttavia, la decisione potrebbe non essere unanime: cinque dei dodici membri votanti del FOMC hanno espresso opposizione o scetticismo verso ulteriori allentamenti.

    A complicare il quadro c’è anche un ritardo nei dati economici. Il più lungo shutdown governativo nella storia degli Stati Uniti ha posticipato la pubblicazione del report sull’occupazione di novembre al 16 dicembre, costringendo la Fed a deliberare con un quadro informativo incompleto.

    Prima della decisione della Fed, la Banca del Canada dovrebbe mantenere il tasso principale invariato al 2.25%, con molti economisti che prevedono stabilità almeno fino al 2027.

    Tui brilla con i risultati 2025

    Sul fronte societario europeo, Tui (TG:TUI1) ha registrato utili rettificati da record per l’anno fiscale 2025, superando anche le previsioni aggiornate di agosto e segnando una crescita del 12.6% annuo. Il gruppo turistico ha inoltre annunciato il pagamento del suo primo dividendo.

    La norvegese Storebrand (TG:A3KNZ7) ha alzato l’obiettivo per i risultati 2028, aumentando il target di ritorno sul capitale dal 14% al 17%.

    La svedese Husqvarna (TG:HRZ) ha rivisto i propri obiettivi a lungo termine e presentato un importante programma di riduzione dei costi in vista del capital markets day.

    Gli investitori osserveranno anche i risultati di Oracle (NYSE:ORCL), in arrivo dopo la chiusura di Wall Street.

    Gli analisti di Vital Knowledge hanno scritto che le “prenotazioni [sono] attese nuovamente esplosive, mentre il flusso di cassa risente delle ingenti spese dell’azienda.”

    Il petrolio risale grazie al calo delle scorte USA

    I prezzi del petrolio sono leggermente saliti mercoledì, sostenuti dal forte calo delle scorte statunitensi, dai negoziati di pace sull’Ucraina e dalle aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed.

    Il Brent è aumentato dello 0.2% a 62,05 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense ha guadagnato lo 0.2% a 58,38 dollari.

    Entrambi i benchmark erano scesi di quasi il 3% nelle due sedute precedenti, in mezzo alle ipotesi che un accordo di pace Russia-Ucraina potesse portare alla rimozione delle sanzioni internazionali sulle aziende russe, liberando sul mercato ulteriori forniture di greggio.

    Tuttavia, i dati dell’American Petroleum Institute pubblicati martedì hanno mostrato che le scorte di greggio commerciale USA sono diminuite di 4,8 milioni di barili nella settimana al 5 dicembre — molto più del calo previsto di circa 1,7 milioni.

    La diminuzione superiore alle attese suggerisce una domanda più forte o un’offerta più limitata, migliorando il sentiment, insieme alla prospettiva di un taglio dei tassi da parte della Fed.

  • Eni sotto la lente dell’Antitrust per l’acquisizione di Acea Energia da parte di Plenitude

    Eni sotto la lente dell’Antitrust per l’acquisizione di Acea Energia da parte di Plenitude

    L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’indagine sull’operazione annunciata la scorsa settimana da Eni (BIT:ENI), con cui la controllata Plenitude ha concordato l’acquisizione del 100% di Acea Energia.

    Secondo quanto riportato nel bollettino dell’Autorità, l’operazione sembra “probabile che ostacoli in modo significativo l’efficace concorrenza, anche per via della creazione di una posizione dominante, nel mercato della vendita al dettaglio di energia elettrica ai clienti domestici, nel mercato della vendita al dettaglio di gas naturale ai piccoli clienti e nel mercato dell’installazione e gestione delle infrastrutture pubbliche di ricarica elettrica a bassa potenza.”

    I regolatori temono che l’entità risultante possa acquisire un peso tale da influenzare condizioni economiche e commerciali — come prezzi e struttura delle offerte — in un modo incompatibile con un mercato realmente contendibile. Ciò potrebbe rendere più difficile per i concorrenti più piccoli mantenere il proprio posizionamento o conquistare nuovi clienti.

    L’avvio dell’indagine non rappresenta un giudizio definitivo, ma segna l’inizio di una fase di analisi approfondita. Nei prossimi mesi, l’Autorità raccoglierà dati, ascolterà le parti coinvolte e i principali concorrenti, e valuterà gli impatti potenziali sui consumatori finali. Solo al termine deciderà se approvare l’operazione così com’è, imporre condizioni oppure vietarla.

    Il 3 dicembre, Plenitude ha annunciato un accordo vincolante per acquisire il 100% di Acea Energia, società retail del Gruppo Acea. L’intesa prevede anche il trasferimento a Plenitude del 50% di Umbria Energy, operatore attivo principalmente nel Centro Italia.

    Il valore complessivo dell’operazione potrebbe raggiungere 587 milioni di euro: 460 milioni come pagamento iniziale e fino a 127 milioni legati alla posizione finanziaria netta normalizzata di Acea Energia, secondo quanto comunicato dalle due società. È inoltre previsto un ulteriore componente di prezzo fino a 100 milioni di euro al raggiungimento di determinati obiettivi di performance entro il 30 giugno 2027.

    La chiusura dell’operazione è prevista entro giugno 2026, subordinata però al via libera delle autorità competenti — in primis l’Antitrust. Secondo l’Autorità, l’acquisizione rischia di concentrare un peso eccessivo nelle mani di un unico gruppo in fasi particolarmente sensibili della filiera energetica: dalla fornitura di energia e gas alle famiglie alla rete di ricarica pubblica a bassa potenza, infrastruttura destinata a diventare sempre più cruciale con la crescita della mobilità elettrica.

    Nel frattempo, Eni ha comunicato una nuova scoperta di gas nel prospetto esplorativo Konta-1, al largo del Kalimantan Orientale (Indonesia). La scoperta ha un potenziale produttivo stimato fino a 30,5 MMcfd di gas e 700 barili al giorno di condensati, con possibilità di salire a 60 MMcfd secondo SKK Migas.

    La notizia, riportata ieri da Upstream, indica che la scoperta potrebbe essere sviluppata in sinergia con il progetto Kutei North Hub (Geng North) attualmente in corso. Inoltre, rappresenta un forte catalizzatore per ulteriori attività esplorative, con nuovi pozzi allo studio nelle aree Meriam, Tambak e North Konta.

    “Stimiamo che la scoperta Konta-1 possa generare un valore incrementale per Eni fino a diverse centinaia di milioni di euro, se confermata da ulteriori ritrovamenti nella regione, rafforzando ulteriormente la posizione del gruppo nell’area,” scrive Equita.

    “Il modello si basa su quanto Eni ha già fatto in Angola e Norvegia, puntando su sinergie industriali e impatto locale,” aggiungono gli analisti, confermando la raccomandazione di acquisto sul titolo Eni e un target price di 16,50 euro, a fronte del prezzo di 16,186 euro registrato questa mattina (+0,40%).

  • Intel vede ridotta di 140 milioni di euro la sanzione antitrust dell’UE

    Intel vede ridotta di 140 milioni di euro la sanzione antitrust dell’UE

    Il Tribunale dell’Unione Europea ha deciso di ridurre la sanzione antitrust inflitta a Intel (NASDAQ:INTC) da 376 milioni di euro (438 milioni di dollari) a 237,1 milioni di euro, pur respingendo la richiesta della società di annullare completamente la multa.

    “An amount of 237,105,540 euros is a more appropriate reflection of the gravity and duration of the infringement at issue,” ha dichiarato la corte di Lussemburgo nella sua decisione.

    La Commissione Europea — responsabile dell’applicazione delle norme sulla concorrenza — aveva reimposto la sanzione nel 2023 dopo che lo stesso tribunale aveva annullato una precedente multa di 1,06 miliardi di euro risalente al 2009.

    Il caso riguardava le accuse secondo cui Intel avrebbe utilizzato pratiche anticoncorrenziali per ostacolare la rivale Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD). Pur confermando che Intel ha violato le norme antitrust dell’UE, il tribunale ha stabilito che una sanzione ridotta fosse più adeguata alla natura dell’infrazione.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures indicano un avvio piatto a Wall Street mentre gli investitori attendono la decisione della Fed

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures indicano un avvio piatto a Wall Street mentre gli investitori attendono la decisione della Fed

    I futures sugli indici statunitensi erano sostanzialmente invariati martedì mattina, suggerendo un avvio di seduta privo di slancio mentre gli operatori assorbivano il lieve calo di lunedì e si preparavano all’attesa decisione di politica monetaria della Federal Reserve prevista per mercoledì.

    Sebbene la banca centrale sia ampiamente attesa ridurre nuovamente i tassi di 25 punti base, gli investitori appaiono riluttanti a prendere posizioni importanti. Rimane invece molto più incerto il percorso futuro della politica monetaria.

    Secondo il FedWatch Tool del CME Group, esiste una probabilità dell’87,4% che la Fed tagli i tassi di un quarto di punto mercoledì, mentre la probabilità scende al 67,5% che l’istituto mantenga i tassi invariati a gennaio. Un segnale chiaro dell’incertezza che pesa sulle prospettive oltre dicembre.

    Gli operatori esamineranno con attenzione sia il comunicato della Fed sia la conferenza stampa del presidente Jerome Powell alla ricerca di indicazioni su eventuali ulteriori tagli.

    Subito dopo l’apertura, l’attenzione si sposterà sul rapporto del Dipartimento del Lavoro sulle offerte di lavoro di ottobre, che potrebbe offrire nuovi segnali sull’andamento del mercato occupazionale.

    Nella seduta di lunedì, i listini avevano iniziato al rialzo per poi perdere gradualmente forza. Tutti e tre i principali indici hanno invertito i guadagni iniziali, scivolando in territorio negativo nel pomeriggio. A fine giornata, il Dow è sceso di 215,67 punti (-0,5%) a 47.739,32; il Nasdaq ha perso 32,22 punti (-0,1%) a 23.545,90; e lo S&P 500 è arretrato di 23,89 punti (-0,4%) a 6.846,51.

    La lieve flessione potrebbe essere in parte legata a prese di profitto dopo la forte performance della scorsa settimana, quando Nasdaq e S&P 500 avevano toccato i massimi di un mese. Nel complesso, l’attività è rimasta contenuta in attesa della decisione della Fed.

    Dan Coatsworth, responsabile mercati di AJ Bell, ha osservato: “I mercati potrebbero non salire se avremo un taglio di 25 punti base, dato che gli investitori lo stanno già dando per scontato.” Ha aggiunto: “Piuttosto, i mercati probabilmente si muoveranno in modo significativo solo se non ci sarà alcun taglio o se il taglio sarà molto più grande del previsto.”

    Tra i settori, i titoli auriferi hanno registrato un forte calo, con l’indice NYSE Arca Gold Bugs giù del 2,1%. Debole anche il comparto biotech, che ha trascinato l’indice NYSE Arca Biotechnology a -1,6%.

    Al contrario, alcune società del networking, dell’hardware informatico e dei semiconduttori hanno mostrato una relativa forza, mentre utility, gas naturale e sanità sono rimaste sotto pressione.

  • DAX, CAC, FTSE100, I mercati europei misti mentre gli investitori attendono la decisione sui tassi della Fed

    DAX, CAC, FTSE100, I mercati europei misti mentre gli investitori attendono la decisione sui tassi della Fed

    Le borse europee hanno mostrato un andamento contrastato martedì, con gli operatori cauti in vista della decisione della Federal Reserve statunitense sui tassi d’interesse prevista per mercoledì.

    La Fed dovrebbe annunciare un taglio di 25 punti base, anche se la traiettoria della politica monetaria nel 2026 rimane incerta.

    Sul fronte macroeconomico, l’avanzo commerciale della Germania è migliorato in ottobre, sostenuto da un lieve aumento delle esportazioni e da un calo delle importazioni, secondo i dati pubblicati dall’ufficio federale di statistica.

    Le esportazioni sono salite dello 0,1% su base mensile—ben al di sotto del rimbalzo dell’1,5% registrato a settembre—mentre le importazioni sono diminuite dell’1,2% dopo un aumento del 5,1% nel mese precedente. Il surplus commerciale è così salito a 16,9 miliardi di euro dai 15,3 miliardi di settembre.

    Nel corso della seduta, l’attenzione degli investitori si sposterà sui dati JOLTS delle offerte di lavoro negli Stati Uniti per ottobre, che potrebbero fornire nuove indicazioni sulla solidità del mercato del lavoro.

    Le performance dei listini sono rimaste disomogenee: il DAX tedesco è salito dello 0,3%, il FTSE 100 britannico si è mosso leggermente sotto la parità e il CAC 40 francese ha perso lo 0,6%.

    Sul fronte societario, ThyssenKrupp (TG:TKA) è crollata dopo aver avvertito di condizioni operative difficili e aver previsto una possibile perdita netta fino a 800 milioni di euro nel 2026.

    In calo anche British American Tobacco (LSE:BATS), dopo l’indicazione che i risultati del 2026 si collocheranno nella parte bassa della guidance di medio termine.

    Debolezza anche per Chemring Group (LSE:CHG), dopo che l’azienda ha riferito costi più elevati del previsto legati ai suoi piani di espansione in Norvegia.

    In controtendenza, il produttore tedesco di turbine eoliche Nordex (BIT:1NDX) è avanzato grazie a nuovi contratti in Francia e Belgio.