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  • Bitcoin scende sotto i 67.000 dollari mentre i verbali Fed rafforzano il tono restrittivo

    Bitcoin scende sotto i 67.000 dollari mentre i verbali Fed rafforzano il tono restrittivo

    Bitcoin ha registrato un calo giovedì, proseguendo la recente fase di debolezza dopo che i verbali della riunione di gennaio della Federal Reserve hanno evidenziato un orientamento più restrittivo, aumentando l’incertezza sul futuro percorso dei tassi d’interesse negli Stati Uniti.

    Le criptovalute sono state inoltre penalizzate da un clima di avversione al rischio legato all’intensificarsi delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Al contrario, l’oro ha beneficiato della domanda di beni rifugio.

    Alle 01:06 ET, Bitcoin (COIN:BTCUSD) perdeva l’1,3% a 66.963,8 dollari.

    Le criptovalute hanno inoltre sottoperformato rispetto al rialzo dei titoli tecnologici globali, nonostante storicamente tendano a muoversi in linea con il settore.

    Bitcoin sotto pressione per l’incertezza sui tassi

    La principale criptovaluta ha continuato a risentire dei dubbi sull’evoluzione della politica monetaria statunitense, con i verbali Fed che non hanno offerto segnali rassicuranti.

    Dal resoconto della riunione di gennaio emerge che i policymaker sono sempre più divisi sulla traiettoria di lungo periodo di tassi e inflazione. In particolare, “diversi” membri hanno indicato che ulteriori rialzi dei tassi potrebbero essere appropriati qualora l’inflazione restasse persistente.

    I membri della Fed hanno inoltre espresso incertezza sull’impatto dell’intelligenza artificiale sull’economia, con opinioni divergenti sul fatto che la tecnologia possa favorire o frenare la crescita.

    I mercati crypto hanno reagito negativamente alle ipotesi di nuovi rialzi, dato che tassi più elevati tendono a penalizzare asset altamente speculativi come Bitcoin. Dopo la pubblicazione dei verbali, gli operatori si sono orientati verso il dollaro USA.

    Il CEO di Goldman Sachs: possiedo pochissimo Bitcoin

    Il CEO di Goldman Sachs (NYSE:GS), David Solomon, ha dichiarato di detenere personalmente pochissimo Bitcoin, pur seguendo attentamente l’evoluzione della criptovaluta e il suo possibile impatto sui mercati finanziari.

    Goldman Sachs ha mantenuto finora un approccio prudente verso il settore crypto, anche se Solomon in passato ha espresso interesse per il comparto.

    Intervenendo al World Liberty Forum mercoledì, Solomon ha affermato che la banca potrebbe valutare un maggiore coinvolgimento nel settore, soprattutto in presenza di un quadro normativo più chiaro sotto l’amministrazione Donald Trump.

    Altcoin deboli, attesi nuovi dati macro

    Il mercato crypto nel suo complesso si è mosso in un intervallo ristretto, in assenza di catalizzatori positivi. Come Bitcoin, anche la maggior parte delle altcoin ha registrato forti perdite negli ultimi mesi, con il sentiment degli investitori in generale indebolito.

    L’attenzione si concentra ora sui prossimi dati macroeconomici statunitensi per ulteriori indicazioni sui tassi. In particolare, venerdì è attesa la pubblicazione dell’indice dei prezzi PCE, la misura d’inflazione preferita dalla Fed.

    Ether, seconda criptovaluta per capitalizzazione, è sceso dell’1,1% a 1.980,99 dollari, mentre XRP ha perso quasi il 4% a 1,4228 dollari.

    Solana, Cardano e BNB hanno registrato ribassi compresi tra lo 0,4% e il 3%.

    Tra le memecoin, Dogecoin ha ceduto il 2,5%, mentre $TRUMP ha perso l’1,7%.

  • Verbali Fed con toni restrittivi; attesi i conti di Walmart – cosa muove i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Verbali Fed con toni restrittivi; attesi i conti di Walmart – cosa muove i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I futures azionari statunitensi hanno registrato lievi rialzi giovedì, suggerendo una possibile prosecuzione dei guadagni guidati dal settore tecnologico nella seduta precedente. Gli investitori hanno analizzato i segnali restrittivi emersi dai verbali della riunione di gennaio della Federal Reserve, mentre i prezzi del petrolio sono saliti a causa dell’intensificarsi delle tensioni militari in Medio Oriente. Sono inoltre attesi i risultati trimestrali di Walmart (NYSE:WMT) e Deere (NYSE:DE), che potrebbero offrire indicazioni importanti sullo stato di settori chiave dell’economia americana.

    Futures in lieve rialzo

    Alle 03:09 ET, i futures sul Dow Jones salivano di 30 punti, pari allo 0,1%, quelli sull’S&P 500 guadagnavano 16 punti, ovvero lo 0,2%, mentre i futures sul Nasdaq 100 avanzavano di 86 punti, corrispondenti allo 0,3%.

    Mercoledì i principali indici di Wall Street hanno chiuso in territorio positivo, sostenuti in particolare dal rialzo delle azioni Nvidia (NASDAQ:NVDA). Il titolo del colosso dei semiconduttori è stato trainato dall’annuncio di un accordo pluriennale per la fornitura dei propri chip attuali e di nuova generazione a Meta Platforms, società madre di Facebook. Gli investitori si stanno inoltre preparando alla pubblicazione dei risultati di Nvidia prevista per la prossima settimana, considerata un indicatore cruciale dello stato di salute del boom dell’intelligenza artificiale.

    I guadagni si sono estesi anche ad altri titoli tecnologici, in particolare società come SanDisk e Seagate Technology, i cui servizi di archiviazione digitale sono diventati fondamentali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

    Il rialzo ha contribuito ad attenuare alcune preoccupazioni del mercato riguardo ai tempi di ritorno degli ingenti investimenti nelle infrastrutture per l’AI, come i data center. Anche i titoli software hanno registrato progressi, in una seduta positiva per un comparto recentemente scosso dai timori di possibili rischi di disruption legati ai nuovi modelli di intelligenza artificiale.

    Verbali Fed con segnali restrittivi

    Nel frattempo, gli investitori hanno esaminato attentamente i verbali della riunione di gennaio della Federal Reserve alla ricerca di indizi sul possibile percorso futuro dei tassi d’interesse negli Stati Uniti.

    Molti analisti hanno evidenziato un passaggio in cui si afferma che “diversi partecipanti” avrebbero sostenuto una “descrizione bilaterale” delle future decisioni sui tassi del Federal Open Market Committee. Questo potrebbe indicare che ulteriori rialzi dei tassi restano possibili qualora l’inflazione dovesse rimanere al di sopra dell’obiettivo del 2% fissato dalla Fed.

    Dopo che la Fed ha deciso il mese scorso di mettere in pausa il ciclo di tagli dei tassi iniziato a metà 2025, la maggior parte degli osservatori si aspetta che le autorità monetarie riprendano le riduzioni nel corso di quest’anno. Alla luce di un mercato del lavoro resiliente e di un’inflazione in rallentamento ma ancora elevata, alcuni investitori ritengono che un nuovo taglio possa arrivare già a giugno.

    Questa ipotesi resta in gran parte valida, anche se i verbali suggeriscono che la Fed si trovi attualmente in modalità “attendere e valutare”, secondo gli analisti di Capital Economics. Gli stessi analisti hanno aggiunto che Kevin Warsh, scelto dal presidente Donald Trump per succedere a Jerome Powell alla guida della Fed e noto sostenitore di tagli dei tassi, potrebbe avere difficoltà a “convincere i suoi nuovi colleghi della necessità” di una riduzione aggressiva del costo del denaro.

    Il petrolio sale per le tensioni in Medio Oriente

    I prezzi del petrolio hanno registrato ulteriori rialzi, mentre l’intensificarsi delle attività militari in Medio Oriente ha alimentato timori di possibili interruzioni delle forniture da questa regione chiave per il mercato energetico globale.

    Il Brent è salito dell’1% a 71,04 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense ha guadagnato l’1,1% a 65,74 dollari al barile.

    Entrambi i benchmark avevano già chiuso in rialzo di oltre il 4% mercoledì, registrando i livelli di chiusura più alti dal 30 gennaio.

    Notizie su un aumento dell’attività militare e navale nel Golfo Persico hanno rafforzato la percezione di vulnerabilità dell’offerta. Allo stesso tempo, le speranze di un allentamento delle sanzioni sulle esportazioni energetiche russe si sono affievolite dopo che i colloqui tra Russia e Ucraina non hanno prodotto alcuna svolta.

    Ulteriore sostegno ai prezzi è arrivato dai dati sulle scorte statunitensi. L’American Petroleum Institute ha riferito che le scorte di greggio negli Stati Uniti sono diminuite di circa 609.000 barili nella settimana conclusasi il 13 febbraio. I dati ufficiali dell’Energy Information Administration sono attesi nel corso della giornata.

    Attesi i risultati di Walmart

    Walmart sarà uno dei principali protagonisti della giornata sul fronte delle trimestrali.

    Le azioni del gigante della grande distribuzione sono aumentate significativamente quest’anno, portando la capitalizzazione di mercato oltre la soglia dei 1.000 miliardi di dollari e rendendolo il maggiore operatore nel settore dei beni di prima necessità.

    Considerata l’importanza dei consumi per l’economia statunitense, i risultati di Walmart, che ha attirato consumatori colpiti dall’inflazione grazie ai prezzi più bassi sui beni essenziali, potrebbero offrire nuove indicazioni sull’andamento dell’economia durante il cruciale periodo degli acquisti natalizi.

    I dati contribuiranno inoltre a definire il tono in vista delle prossime pubblicazioni di altre catene come Home Depot e Target. Nel loro insieme, questi risultati potrebbero chiarire ulteriormente se l’economia statunitense continui a mostrare una dinamica “a forma di K”, in cui famiglie ad alto reddito e grandi imprese continuano a spendere, mentre i consumatori a basso reddito affrontano pressioni legate al costo della vita.

    Anche Deere sotto i riflettori

    Anche Deere & Company pubblicherà i risultati prima dell’apertura dei mercati.

    Tradizionalmente considerata un indicatore dell’andamento del settore industriale, Deere aveva avvertito a novembre che i nuovi dazi statunitensi avrebbero avuto un impatto significativo sui risultati del 2026.

    Ci si aspetta che ciò pesi sui margini del produttore di macchinari agricoli, anche se l’amministratore delegato John May ha affermato che la domanda costante di macchinari forestali e di piccole attrezzature agricole, insieme a misure di riduzione dei costi, potrebbe attenuare in parte l’impatto.

    Prima delle imposte, i dazi — che hanno colpito aziende come Deere dipendenti dalle importazioni di materie prime — dovrebbero ridurre gli utili dell’esercizio 2026 di circa 1,2 miliardi di dollari, rispetto a un impatto di circa 600 milioni lo scorso anno.

    Allo stesso tempo, il calo dei prezzi agricoli e l’aumento dei costi di produzione hanno spinto molti agricoltori a rinviare l’acquisto di grandi macchinari come trattori, preferendo noleggi o attrezzature usate.

  • Piazza Affari apre in calo, energia sotto pressione dopo il decreto bollette; Tenaris in forte rialzo

    Piazza Affari apre in calo, energia sotto pressione dopo il decreto bollette; Tenaris in forte rialzo

    Piazza Affari ha avviato la seduta in territorio negativo, in linea con la debolezza degli altri listini europei in un contesto di cautela legato anche alle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran.

    Intorno alle 9:30 il FTSE MIB cedeva lo 0,6%.

    I titoli energetici hanno pesato in modo significativo sull’indice dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto bollette, che prevede un aumento di due punti percentuali dell’IRAP per le società del settore energia. ERG (BIT:ERG) ha perso il 5%, A2A (BIT:A2A) ed ENEL (BIT:ENEL) hanno registrato ribassi superiori al 3%, mentre Hera (BIT:HER), Terna (BIT:TRN) e Italgas (BIT:IG) sono state oggetto di vendite diffuse.

    In controtendenza Tenaris (BIT:TEN), che ha messo a segno un rialzo del 4,6% dopo aver pubblicato risultati del quarto trimestre con ricavi superiori alle attese.

    Fincantieri (BIT:FCT) ha ceduto circa l’8% a 15,12 euro, dopo il collocamento di nuove azioni pari al 10% del capitale tramite accelerated bookbuilding a 15,32 euro per azione.

    Maire (BIT:MAIRE) è scesa del 3,4% in seguito al downgrade di Kepler Cheuvreux a “hold” da “buy”.

    Banca Sistema (BIT:BST) ha invece guadagnato il 2,3% a 1,692 euro dopo che Banca CF+ ha annunciato l’aumento del corrispettivo massimo dell’offerta pubblica di acquisto e scambio a 1,89 euro rispetto ai precedenti 1,80 euro.

    Italian Sea Group (BIT:TISG) risulta senza prezzo, con indicazioni di un potenziale calo intorno al 41%, dopo aver annunciato in serata un intervento di rafforzamento finanziario a seguito dell’emersione di extracosti che hanno avuto un impatto negativo sulla posizione di cassa.

  • Le Borse europee arretrano mentre entra nel vivo la stagione delle trimestrali: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee arretrano mentre entra nel vivo la stagione delle trimestrali: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati europei hanno chiuso in leggero calo giovedì, mentre gli investitori hanno valutato una nuova ondata di risultati societari in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche.

    Alle 08:02 GMT, il DAX tedesco cedeva lo 0,3%, il CAC 40 francese lo 0,2% e il FTSE 100 britannico lo 0,2%.

    Risultati societari in primo piano

    La stagione delle trimestrali resta intensa e finora complessivamente positiva: circa il 60% delle società europee ha superato le attese sugli utili.

    Pernod Ricard (EU:RI) ha registrato un calo del 5% delle vendite organiche nel secondo trimestre, penalizzato dalla debole domanda dei consumatori e dal destocking negli Stati Uniti e in Cina. Tuttavia, la flessione è stata meno marcata rispetto al -7,6% del trimestre precedente, grazie al miglioramento in India e nel travel retail globale.

    Rio Tinto (LSE:RIO) ha riportato utili underlying stabili nel 2025, con maggiori volumi di rame e alluminio e un migliore controllo dei costi che hanno compensato la debolezza dei prezzi del minerale di ferro.

    Renault (EU:RNO) ha contabilizzato una perdita netta di 10,93 miliardi di euro nel 2025, a seguito di una svalutazione non monetaria da 9,3 miliardi legata alla revisione del trattamento contabile della partecipazione in Nissan. La performance operativa sottostante è rimasta solida, con ricavi in crescita del 3%.

    Nestlé (BIT:1NESN) ha riportato un calo del 17% dell’utile netto annuale e una forte contrazione dei margini nel 2025, a causa di costi di ristrutturazione, svalutazioni e del richiamo di latte in polvere per neonati a dicembre.

    Zurich Insurance (TG:ZFIN) ha registrato un utile operativo record di 8,9 miliardi di dollari nel 2025, in aumento del 14%, grazie al miglioramento dell’underwriting nel ramo danni e alla crescita in tutte le divisioni.

    Airbus Group (EU:AIR) ha pubblicato un utile trimestrale leggermente superiore alle attese, ma ha fornito una guidance più debole sulle consegne 2026 a causa delle carenze di motori.

    Air France-KLM (EU:AF) ha riportato per la prima volta un risultato operativo superiore ai 2 miliardi di euro, con la crescita dei ricavi e il calo dei costi del carburante che hanno compensato l’aumento delle tariffe aeroportuali e del costo del lavoro.

    Krones (TG:KRN) ha superato le attese sulla redditività nel quarto trimestre, pur mancando leggermente i target sui ricavi, proseguendo comunque nel percorso di crescita profittevole.

    Tensioni geopolitiche ancora elevate

    Sul fronte geopolitico, restano alte le tensioni. I negoziatori di Ucraina e Russia si sono incontrati per la terza volta nel 2026 sotto mediazione statunitense, ma senza progressi sui nodi principali, inclusa la questione territoriale.

    Mosca chiede che Kyiv ritiri le proprie forze dal restante 20% della regione orientale di Donetsk non controllato dalla Russia, richiesta respinta dall’Ucraina.

    Anche i colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran a Ginevra hanno prodotto pochi risultati. Il vicepresidente USA JD Vance ha dichiarato che Washington sta valutando se proseguire l’impegno diplomatico con Teheran o perseguire «un’altra opzione».

    Immagini satellitari mostrerebbero che l’Iran ha costruito una struttura in cemento armato in un sito militare sensibile, successivamente ricoperta di terra, avanzando i lavori in un’area che sarebbe stata colpita da Israele nel 2024.

    Il petrolio estende i rialzi

    I prezzi del petrolio hanno continuato a salire, sostenuti dalle crescenti tensioni in Medio Oriente che alimentano timori di interruzioni dell’offerta.

    Il Brent è salito dell’1% a 71,04 dollari al barile, mentre il WTI americano ha guadagnato l’1,1% a 65,75 dollari.

    Entrambi i benchmark avevano già chiuso in rialzo di oltre il 4% mercoledì, ai massimi dal 30 gennaio.

    Le notizie su un’intensificazione dell’attività militare e navale nel Golfo Persico hanno rafforzato le preoccupazioni sulla sicurezza delle forniture. Allo stesso tempo, le speranze di un allentamento delle sanzioni sull’energia russa si sono affievolite dopo l’assenza di progressi nei colloqui tra Russia e Ucraina.

    Ulteriore supporto è arrivato dai dati dell’American Petroleum Institute, che ha segnalato un calo di circa 609.000 barili nelle scorte di greggio USA nella settimana al 13 febbraio. I dati ufficiali dell’Energy Information Administration sono attesi più tardi in giornata.

  • Le utility italiane in calo dopo l’aumento della tassa sul settore energetico

    Le utility italiane in calo dopo l’aumento della tassa sul settore energetico

    I titoli delle utility italiane hanno registrato ribassi giovedì, dopo che il governo ha approvato un incremento della pressione fiscale a carico delle società energetiche.

    Alle 10:11 ora italiana, A2A (BIT:A2A) cedeva il 3,5%, mentre Enel (BIT:ENEL) segnava un calo del 3,1%. Hera (BIT:HER) e Iren (BIT:IRE) perdevano entrambe l’1,9% nelle prime fasi di contrattazione.

    Le vendite sono seguite alla decisione dell’esecutivo, adottata mercoledì sera, di aumentare di due punti percentuali l’IRAP — l’imposta regionale sulle attività produttive — per le aziende operanti nel comparto energetico.

    Secondo le stime, la misura dovrebbe generare circa 1 miliardo di euro (circa 1,18 miliardi di dollari) di entrate aggiuntive entro il 2028. Le risorse saranno destinate a finanziare i previsti interventi di riduzione delle bollette energetiche per i consumatori.

  • Fincantieri in calo dopo il collocamento di azioni a sconto

    Fincantieri in calo dopo il collocamento di azioni a sconto

    Le azioni Fincantieri (BIT:FCT) hanno aperto in forte ribasso a Piazza Affari, cedendo circa l’8% nelle prime battute fino a €14,84, dopo che il gruppo ha completato un aumento di capitale a prezzo scontato.

    Il costruttore navale ha confermato di aver collocato con successo 32.588.445 nuove azioni ordinarie — pari al 10% del capitale sociale ante operazione — per un controvalore lordo complessivo di €499.254.977,40. Le azioni sono state offerte attraverso una procedura di accelerated bookbuilding (ABB) avviata ieri e riservata a investitori qualificati e istituzionali.

    Secondo quanto comunicato, la domanda nell’ambito dell’ABB ha superato di diverse volte l’offerta disponibile. Il prezzo finale di collocamento è stato fissato a €15,32 per azione, con uno sconto del 7% rispetto al prezzo di chiusura precedente di €16,47.

    Il regolamento dell’operazione, con la consegna dei titoli e il pagamento del corrispettivo, è previsto per il 23 febbraio 2026.

    A seguito del completamento, Fincantieri emetterà le 32.588.445 nuove azioni a servizio dell’aumento di capitale, di cui €3.258.844,5 imputati a capitale nominale e €495.996.132,9 a sovrapprezzo azioni. I nuovi titoli saranno ammessi alla quotazione su Euronext Milan dalla data di emissione. Dopo l’operazione, il capitale sociale complessivo ammonterà a €881.722.258,70, suddiviso in 358.472.900 azioni ordinarie.

    Secondo la società, l’aumento di capitale è finalizzato a rafforzare la flessibilità finanziaria e a garantire maggiore rapidità nell’esecuzione della strategia e del Business Plan. L’operazione porterà inoltre il flottante a circa il 36% del capitale.

    In seguito al collocamento, la partecipazione dell’azionista di controllo Cdp Equity scenderà dal 70,67% al 64,25%.

    Dopo aver aggiornato le proprie stime per includere l’operazione, gli analisti di Equita hanno ridotto il target price del 3% a €18,10, confermando la raccomandazione hold. “Riduciamo il prezzo obiettivo a €18,10 per azione (-3%), che implica multipli EV/EBITDA pari a 10,6x e 9,2x per il 2027-2028”, hanno dichiarato gli analisti.

    “Stiamo aggiornando il nostro modello per includere l’aumento di capitale, stimando un impatto diluitivo di circa il 5% sull’EPS adjusted per il 2027-2028”, prosegue la SIM, aggiungendo che “allo stesso tempo, la leva finanziaria attesa per il 2026-2027 scende rispettivamente a 1,9x e 1,6x (rispetto alle precedenti stime di 2,6x e 2,3x), oppure a 1,2x e 1,1x (da 1,9x e 1,7x) includendo il credito verso Virgin”.

    “Al prezzo dell’aumento di capitale, Fincantieri tratterebbe a 9,4x e 8,2x EV/EBITDA 2027-2028 e a 23,2x e 18,0x P/E adjusted per il 2026-2027”, ha concluso Equita.

  • Le azioni Tenaris salgono dopo un quarto trimestre sopra le attese che rafforza la fiducia sull’outlook

    Le azioni Tenaris salgono dopo un quarto trimestre sopra le attese che rafforza la fiducia sull’outlook

    Le azioni di Tenaris SA (BIT:TEN) hanno guadagnato oltre il 4% giovedì, dopo che il produttore di tubi in acciaio ha riportato un EBITDA del quarto trimestre superiore alle attese e una solida generazione di cassa, contribuendo ad attenuare le preoccupazioni per il rallentamento delle perforazioni in Nord America e per l’impatto dei maggiori dazi statunitensi sull’acciaio.

    Il gruppo con sede in Lussemburgo, fornitore dell’industria oil & gas, ha registrato un EBITDA trimestrale di 717 milioni di dollari, circa il 7% sopra il consenso e nettamente oltre le stime di mercato. I risultati sono stati sostenuti da un beneficio di 34 milioni di dollari legato al rimborso di depositi antidumping statunitensi sulle importazioni argentine di OCTG, a seguito della revisione al ribasso dell’aliquota. Il margine EBITDA si è attestato al 23,9%, anch’esso superiore alle previsioni degli analisti.

    I ricavi trimestrali si sono attestati intorno ai 3 miliardi di dollari, sostanzialmente in linea con le stime. Le vendite di tubi in Nord America sono rimaste stabili a 1,45 miliardi di dollari, nonostante un’attività di perforazione contenuta negli Stati Uniti.

    Il management ha evidenziato una domanda resiliente negli Stati Uniti e in Canada, sottolineando che i margini “hanno tenuto bene” anche dopo aver incorporato il pieno impatto dei dazi Section 232 al 50%. Tali dazi sono stati applicati mentre la società riavviava l’acciaieria di Koppel dopo aver risolto un guasto a un trasformatore.

    L’utile netto del trimestre è stato pari a 461 milioni di dollari, corrispondenti a un utile per azione di 0,87 dollari. Il flusso di cassa operativo ha raggiunto 787 milioni di dollari, favorito da un rilascio di capitale circolante per 110 milioni. A fronte di investimenti per 123 milioni di dollari, il free cash flow si è attestato a 665 milioni nel periodo.

    La società ha destinato una parte significativa di questa liquidità alla remunerazione degli azionisti, distribuendo 300 milioni di dollari in dividendi e riacquistando azioni per 537 milioni di dollari. Nonostante tali esborsi, Tenaris ha chiuso l’esercizio con una solida posizione di cassa netta pari a 3,3 miliardi di dollari.

    Il consiglio di amministrazione ha proposto un dividendo complessivo per l’esercizio di 0,89 dollari per azione, pari a circa 900 milioni di dollari, in linea con l’anno precedente. Un dividendo intermedio di 0,60 dollari per azione è previsto per maggio 2026.

    Per il primo trimestre, Tenaris prevede ricavi e margini sostanzialmente stabili rispetto ai livelli attuali. I dirigenti hanno osservato che, sebbene i prezzi statunitensi degli OCTG non abbiano ancora riflesso i nuovi dazi introdotti, si attendono un adeguamento nei prossimi mesi con l’aumento delle pressioni sui costi per i produttori domestici e il cambiamento delle condizioni di importazione.

    La società si aspetta inoltre che l’attività di perforazione negli Stati Uniti e in Canada rimanga vicina ai livelli attuali, con variazioni limitate nel resto del mondo. Gli analisti hanno affermato che l’assenza di sorprese negative e la conferma di una guidance stabile nel breve termine hanno sostenuto il rialzo del titolo.

    “Il quarto trimestre è migliore del previsto, con un EBITDA più elevato e una solida generazione di cassa”, hanno dichiarato gli analisti di Kepler Cheuvreux, aggiungendo che prezzi del petrolio superiori a 70 dollari al barile hanno ulteriormente sostenuto il sentiment. Gli analisti hanno confermato la raccomandazione “mantenere”, citando un potenziale di rialzo limitato rispetto al loro target price di 17 euro.

  • The Italian Sea Group ottiene un prestito soci da 25 milioni di euro per gestire le pressioni sui costi dei progetti

    The Italian Sea Group ottiene un prestito soci da 25 milioni di euro per gestire le pressioni sui costi dei progetti

    The Italian Sea Group (BIT:TISG) ha ottenuto un prestito soci da 25 milioni di euro dal suo azionista di maggioranza, GC Holding, per far fronte agli sforamenti di budget che stanno interessando gran parte del portafoglio attuale di costruzioni navali. L’operazione segue un recente profit warning, in cui il produttore di yacht di lusso ha riconosciuto che l’aumento dei costi di progetto ha compresso i margini e messo sotto pressione la posizione di cassa a causa delle continue esigenze di finanziamento.

    Per affrontare le criticità operative, il consiglio di amministrazione ha incaricato una primaria società di consulenza indipendente di condurre un audit sui processi di gestione e sull’avanzamento dei progetti in corso. L’iniziativa mira a rafforzare i controlli interni e a ripristinare la fiducia, mentre il gruppo lavora per contenere l’inflazione dei costi e le complessità legate alle consegne.

    GC Holding, che detiene il 53,6% di TISG, ha concesso il finanziamento a condizioni favorevoli: nessun interesse, nessuna commissione, erogazione in un’unica tranche e flessibilità nel rimborso fino alla fine del 2032. Il prestito è inoltre subordinato al finanziamento bancario esistente da 115 milioni di euro, con rimborso previsto solo dopo l’integrale soddisfacimento delle banche.

    Parallelamente, il consiglio ha avviato la definizione di un piano di rafforzamento patrimoniale, che prevede anche interlocuzioni con istituti finanziari. La società ha indicato attese di ripresa del mercato come elemento di supporto, evidenziando la recente firma di due nuovi contratti per giga-yacht superiori agli 80 metri come segnale di domanda resiliente nel segmento ultra-lusso.

  • Wall Street verso un avvio positivo mentre Nvidia accelera: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Wall Street verso un avvio positivo mentre Nvidia accelera: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I future sui principali indici statunitensi erano in rialzo nelle prime ore di mercoledì, indicando un’apertura in territorio positivo a Wall Street e un possibile proseguimento dei modesti guadagni registrati nella seduta precedente.

    Nvidia (NASDAQ:NVDA) è stata tra i principali catalizzatori nel pre-market, con un rialzo dell’1,9% dopo aver annunciato un’ampia partnership strategica pluriennale con la capogruppo di Facebook Meta Platforms (NASDAQ:META). L’accordo copre infrastrutture on-premises, soluzioni cloud e sistemi di intelligenza artificiale e dovrebbe consentire il dispiegamento su larga scala di CPU Nvidia e milioni di GPU Blackwell e Rubin.

    Un altro membro delle cosiddette “Magnificent Seven”, Amazon (NASDAQ:AMZN), sembrava anch’esso destinato a un avvio in rialzo dopo che è emerso che Pershing Square di Bill Ackman ha aumentato del 65% la propria partecipazione nel colosso dell’e-commerce nel quarto trimestre.

    Nonostante il tono positivo, i volumi di scambio potrebbero rimanere contenuti in attesa della pubblicazione, nel pomeriggio, dei verbali dell’ultima riunione di politica monetaria della Federal Reserve. Nella riunione di fine gennaio la Fed ha lasciato invariati i tassi d’interesse e i verbali potrebbero fornire ulteriori indicazioni sull’orientamento futuro della politica monetaria.

    La seduta di martedì ha riflesso questo clima prudente. Dopo un iniziale ribasso, i principali indici hanno oscillato attorno alla linea della parità per gran parte della giornata prima di chiudere leggermente in rialzo. Il Dow ha guadagnato 32,26 punti, pari allo 0,1%, a 49.533,19. Il Nasdaq è salito di 31,71 punti, o 0,1%, a 22.578,38, mentre l’S&P 500 è avanzato di 7,05 punti, o 0,1%, a 6.843,22.

    L’andamento incerto è stato in parte legato all’attesa per una serie di dati macroeconomici in arrivo nei prossimi giorni. Il rapporto su redditi e spese personali di dicembre attirerà particolare attenzione, poiché include gli indicatori di inflazione preferiti dalla Federal Reserve.

    All’inizio della seduta di martedì, le azioni tecnologiche avevano pesato sugli indici, con il Nasdaq che era sceso ai minimi intraday da quasi tre mesi. I timori legati ai possibili ritorni sugli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale hanno recentemente esercitato pressione sul settore tecnologico, che in precedenza aveva trainato i mercati verso nuovi massimi storici.

    “Gli investitori si chiedono sempre più se ogni dollaro marginale speso nell’AI genererà il rendimento atteso”, ha dichiarato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst presso Capital.com. “Allo stesso tempo, l’incertezza del mercato sta aumentando, poiché nuovi modelli di AI mettono frequentemente in discussione gli operatori consolidati.”

    “Con dinamiche competitive in rapida evoluzione, non è chiaro chi saranno i vincitori di lungo periodo”, ha aggiunto. “Questa incertezza ha portato a una sottoperformance di gran parte del comparto big tech, anche se il mercato nel suo complesso rimane relativamente resiliente.”

    Sul fronte macroeconomico, la National Association of Home Builders ha reso noto che la fiducia dei costruttori di case negli Stati Uniti è peggiorata inaspettatamente a febbraio. L’indice NAHB/Wells Fargo Housing Market è sceso a 36 da 37 di gennaio, contro attese per un aumento a 38, segnando il livello più basso dal 32 registrato lo scorso settembre.

    A livello settoriale, i titoli dell’hardware informatico hanno continuato a registrare forti ribassi, con l’indice NYSE Arca Computer Hardware in calo del 3,2%. Anche i titoli auriferi sono scesi insieme al prezzo del metallo prezioso, trascinando l’indice NYSE Arca Gold Bugs in ribasso del 3,2%. Deboli anche i comparti immobiliare, software ed energia.

    In controtendenza, i titoli delle compagnie aeree hanno registrato un forte rialzo, spingendo l’indice NYSE Arca Airline in aumento del 2,5% nella seduta.

  • Borse europee in rialzo mentre si allentano le tensioni geopolitiche: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in rialzo mentre si allentano le tensioni geopolitiche: DAX, CAC, FTSE100

    Le principali piazze europee hanno chiuso prevalentemente in territorio positivo mercoledì, sostenute da segnali di attenuazione delle tensioni geopolitiche e da indiscrezioni su un possibile cambiamento alla guida della Banca Centrale Europea.

    Secondo un report del Financial Times, la presidente della BCE Christine Lagarde starebbe valutando di lasciare l’incarico prima della scadenza del suo mandato di otto anni, prevista per ottobre 2027.

    Sul mercato valutario, la sterlina britannica è scesa sotto quota 1,36 dollari dopo che nuovi dati hanno mostrato un rallentamento dell’inflazione nel Regno Unito ai minimi degli ultimi dieci mesi a gennaio, rafforzando le aspettative di un possibile taglio dei tassi da parte della Bank of England già a marzo.

    I dati dell’Office for National Statistics indicano che l’indice dei prezzi al consumo è aumentato del 3,0% su base annua, in linea con le attese. Si tratta del livello più basso da marzo 2025, quando l’inflazione era al 2,6%, dopo il +3,4% registrato a dicembre.

    In Francia, l’inflazione annua è rallentata allo 0,4% a gennaio, confermando la stima preliminare diffusa in precedenza.

    A metà seduta, il FTSE 100 di Londra segnava +1,0%, il DAX tedesco guadagnava lo 0,8% e il CAC 40 francese avanzava dello 0,3%.

    Tra i singoli titoli, BAE Systems (LSE:BA.) ha registrato un forte rialzo dopo aver riportato un aumento del 12% dell’utile operativo annuale superiore alle attese e aver annunciato un incremento della remunerazione agli azionisti.

    In progresso anche Glencore (LSE:GLEN), nonostante un calo degli utili annuali.

    Balzo per Straumann Holding (TG:QS51) dopo risultati trimestrali superiori alle stime e una previsione di crescita dei ricavi nel 2026 nell’ordine di una cifra percentuale alta.

    In calo invece Carrefour (EU:CA), dopo che il maggiore retailer alimentare europeo ha riportato un calo dell’utile operativo nel 2025, attribuito ai costi legati alle acquisizioni.