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  • Borse europee in ripresa con il calo del petrolio, attenzione alla politica tedesca e alla BCE: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in ripresa con il calo del petrolio, attenzione alla politica tedesca e alla BCE: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno registrato un rialzo lunedì, sostenute dalla flessione dei prezzi del greggio dopo le perdite della seduta precedente. Gli investitori hanno inoltre valutato gli sviluppi politici in Germania e le prospettive dei tassi d’interesse della Banca centrale europea.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 ha guadagnato lo 0,5%, dopo che il ribasso di venerdì aveva cancellato i progressi accumulati durante la settimana. L’indice aveva chiuso la settimana precedente in calo dello 0,33%, registrando la terza flessione settimanale consecutiva.

    Le vendite di venerdì erano seguite alla sospensione delle assegnazioni di greggio destinate all’Europa da parte di Saudi Aramco, dopo gli attacchi al suo oleodotto East-West, che avevano alimentato i timori per l’approvvigionamento energetico.

    Lunedì i futures sul petrolio sono scesi di circa l’1,7%, mentre emergevano indicazioni secondo cui le forniture venivano reindirizzate per aggirare le difficoltà del trasporto marittimo in Medio Oriente.

    La diminuzione dei prezzi del petrolio ha offerto un sostegno ai mercati azionari europei, sebbene siano rimaste le incertezze sulle forniture energetiche.

    Il CAC 40 francese e il FTSE MIB italiano hanno guadagnato entrambi lo 0,5%, mentre il FTSE 100 di Londra è salito dello 0,1%.

    Il DAX tedesco ha registrato un progresso dello 0,6%, dopo aver perso quasi il 2% venerdì.

    Il risultato elettorale tedesco sotto osservazione

    Gli sviluppi politici in Germania sono rimasti al centro dell’attenzione dopo che il partito conservatore del cancelliere Friedrich Merz ha registrato il suo risultato più debole in un’elezione regionale dal 1949.

    L’esito ha sollevato interrogativi tra gli osservatori dei mercati sulla posizione politica della coalizione di governo e sulla sua capacità di portare avanti le riforme economiche previste.

    Secondo gli analisti di Deutsche Bank, le implicazioni immediate per i mercati riguardano il contesto politico generale piuttosto che un cambiamento imminente delle politiche governative.

    “Per i mercati, l’implicazione immediata non è un cambiamento della politica nazionale, ma un ulteriore indebolimento del centro politico tedesco e un altro promemoria del fatto che le forze che alimentano la polarizzazione politica in tutta Europa rimangono attive”, hanno dichiarato gli analisti di Deutsche Bank.

    Nonostante il risultato elettorale, anche le azioni tedesche hanno partecipato alla ripresa generale dei mercati europei di lunedì.

    Riflettori sulle prospettive dei tassi della BCE

    Gli investitori attendevano inoltre gli interventi pubblici della presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, e del membro del Comitato esecutivo Piero Cipollone, previsti nel corso della giornata.

    Le loro dichiarazioni erano attese con particolare attenzione dopo la decisione della BCE, adottata due settimane prima, di aumentare i tassi d’interesse al 2,50%.

    Con l’inflazione nell’Eurozona ancora superiore all’obiettivo della banca centrale, gli operatori cercavano indicazioni per capire se i responsabili della politica monetaria considerassero l’ultimo rialzo una risposta alle pressioni inflazionistiche legate all’energia oppure parte di una fase più prolungata di politica monetaria restrittiva.

    Questa distinzione potrebbe influenzare le aspettative sul costo del credito e sui rendimenti dei titoli di Stato, oltre che sulle valutazioni delle azioni europee.

    I rialzi di lunedì si sono quindi verificati in un contesto ancora caratterizzato da incertezze sulle forniture energetiche, sulla situazione politica tedesca e sulle future decisioni della BCE.

  • BCE: l’aumento dei prezzi del gas potrebbe accelerare l’inflazione nell’Eurozona

    BCE: l’aumento dei prezzi del gas potrebbe accelerare l’inflazione nell’Eurozona

    L’aumento dei prezzi del gas naturale potrebbe incidere sull’inflazione al consumo nell’Eurozona più rapidamente rispetto al passato. L’impatto sulle tariffe elettriche potrebbe tuttavia risultare più contenuto grazie al crescente contributo delle energie rinnovabili, secondo quanto emerge da un Bollettino economico della Banca centrale europea (BCE).

    I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa sono aumentati di oltre il 140% rispetto a un anno fa. Il conflitto che coinvolge l’Iran ha limitato l’offerta globale, mentre le scorte europee ridotte hanno accresciuto il rischio di ulteriori rincari.

    Secondo la BCE, i cambiamenti intervenuti nei mercati europei del gas dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 hanno accelerato la trasmissione delle variazioni dei prezzi all’ingrosso alle bollette delle famiglie.

    Una maggiore flessibilità dei prezzi e il ricorso più frequente a contratti di breve durata consentono infatti ai prezzi al dettaglio del gas di reagire più rapidamente alle oscillazioni dei mercati all’ingrosso.

    I rincari del gas raggiungono più rapidamente i consumatori

    Un’indagine condotta dalle banche centrali dell’Unione europea ha rilevato che, in oltre la metà dei Paesi dell’Eurozona, le variazioni dei prezzi all’ingrosso del gas si riflettono oggi sull’inflazione del gas al consumo entro uno-tre mesi.

    In circa un decimo dei Paesi, la trasmissione richiede da quattro a sei mesi. In circa un terzo, invece, il processo avviene nell’arco di sette-dodici mesi.

    La percentuale di Paesi che segnalano tempi di trasmissione più lunghi, compresi tra 13 e 24 mesi, è diminuita sensibilmente rispetto al 2022.

    La BCE ha precisato: “Nello specifico, la quota di Paesi che segnalano una trasmissione lenta, nell’arco di un periodo compreso tra 13 e 24 mesi, è scesa da circa il 40% a circa il 5% entro il 2022”.

    I risultati indicano che gli aumenti dei prezzi all’ingrosso del gas potrebbero incidere sui costi energetici delle famiglie e sull’inflazione complessiva più rapidamente rispetto alle precedenti crisi dei mercati energetici.

    Implicazioni per l’inflazione e i tassi d’interesse

    La valutazione della BCE arriva mentre l’inflazione nell’Eurozona si colloca già sopra il 3%, superando l’obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale.

    Alcuni economisti prevedono che l’inflazione possa raggiungere il 4% entro la fine dell’anno, aumentando potenzialmente le pressioni sulla BCE affinché valuti ulteriori rialzi dei tassi d’interesse dopo gli interventi degli ultimi due mesi.

    Il rapporto distingue tuttavia l’impatto dei rincari del gas sulle bollette domestiche da quello sui costi dell’elettricità.

    L’espansione della produzione elettrica da fonti rinnovabili ha ridotto il ruolo del gas naturale nella determinazione dei costi di generazione, limitando la trasmissione delle variazioni dei prezzi all’ingrosso del gas all’inflazione dell’elettricità.

    “Questi sviluppi suggeriscono che le variazioni dei prezzi all’ingrosso del gas potrebbero riflettersi sull’inflazione del gas misurata dallo IAPC più rapidamente rispetto al passato, ma in misura minore sull’inflazione dell’elettricità misurata dallo IAPC”, ha dichiarato la BCE, facendo riferimento all’Indice armonizzato dei prezzi al consumo.

    L’analisi indica che le conseguenze inflazionistiche degli ultimi rincari del gas dipenderanno in parte dai meccanismi nazionali di determinazione dei prezzi al dettaglio e dall’evoluzione della composizione della produzione elettrica europea.

  • Banco BPM guadagna oltre il 3% su indiscrezioni relative a una possibile iniziativa congiunta UniCredit-Crédit Agricole

    Banco BPM guadagna oltre il 3% su indiscrezioni relative a una possibile iniziativa congiunta UniCredit-Crédit Agricole

    Le azioni Banco BPM (BIT:BAMI) hanno registrato un rialzo superiore al 3% nella seduta di lunedì, dopo la pubblicazione di indiscrezioni secondo cui UniCredit (BIT:UCG) e Crédit Agricole (EU:ACA) starebbero valutando una possibile iniziativa congiunta riguardante l’istituto italiano.

    La notizia è stata riportata sabato dal Sole 24 Ore, che non ha fornito ulteriori dettagli sulla potenziale operazione. L’articolo non conferma l’esistenza di un accordo tra i due gruppi bancari.

    Crédit Agricole è il principale azionista di Banco BPM, con una partecipazione del 29,3%, e ha già manifestato la propria opposizione a una distinta proposta di acquisizione avanzata da Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS).

    Banco BPM è attualmente oggetto di un’offerta pubblica di scambio non sollecitata da 25,3 miliardi di euro presentata da MPS, che ha annunciato l’operazione ad agosto.

    L’offerta di MPS è stata lanciata nel contesto di un separato tentativo di acquisizione da 35 miliardi di euro promosso da Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) nei confronti della stessa Monte dei Paschi.

    Secondo quanto riportato la scorsa settimana dalla Stampa, Crédit Agricole considera poco interessante l’offerta di MPS su Banco BPM e ritiene che non genererebbe un valore sufficiente per gli azionisti.

    Il gruppo bancario francese sarebbe invece favorevole a un’operazione di aggregazione tra Banco BPM e la propria controllata italiana Crédit Agricole Italia.

    MPS ha dichiarato che le offerte su Banco BPM e Banca Generali (BIT:BGN) sono irrevocabili e proseguiranno indipendentemente dall’esito del tentativo di acquisizione promosso da Intesa Sanpaolo.

    Le nuove indiscrezioni su UniCredit e Crédit Agricole seguono una fase di competizione tra i due gruppi per le rispettive posizioni in Banco BPM.

    UniCredit aveva lanciato un’offerta pubblica di acquisto non sollecitata da 10,1 miliardi di euro su Banco BPM alla fine del 2024, ritirandola successivamente nel luglio 2025 dopo il mancato soddisfacimento delle condizioni legate alla normativa italiana sul golden power.

    Durante quel periodo, Crédit Agricole aveva aumentato la propria esposizione a Banco BPM attraverso strumenti derivati, anche con l’obiettivo di tutelare le partnership commerciali già esistenti con l’istituto italiano nei settori del credito al consumo e delle assicurazioni.

    Le indiscrezioni relative a possibili discussioni tra UniCredit e Crédit Agricole non sono state accompagnate da informazioni sulla struttura di un’eventuale operazione, sulla valutazione economica o sulle tempistiche.

    Il rialzo delle azioni Banco BPM nella seduta di lunedì è arrivato dopo la pubblicazione della notizia, mentre l’istituto rimane oggetto della separata offerta presentata da MPS.

  • Poste Italiane riapre l’OPAS su TIM fino al 25 settembre: partecipazione al 66,627%

    Poste Italiane riapre l’OPAS su TIM fino al 25 settembre: partecipazione al 66,627%

    Poste Italiane (BIT:PST) ha riaperto il periodo di adesione all’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria (OPAS) sulla totalità delle azioni ordinarie di Telecom Italia (BIT:TIT), consentendo agli azionisti di aderire fino a venerdì 25 settembre 2026.

    Gli azionisti TIM potranno conferire le proprie azioni durante gli orari di negoziazione di Borsa. Il corrispettivo previsto dall’offerta comprende 0,218 azioni Poste Italiane di nuova emissione e una componente in contanti di 1,97 euro per ogni azione TIM portata in adesione.

    Il pagamento per gli azionisti che aderiranno durante il periodo di riapertura è previsto per il 2 ottobre, data in cui diventeranno anche azionisti di Poste Italiane.

    I risultati del periodo iniziale di adesione hanno evidenziato il conferimento di 993.596.322 azioni TIM, pari a circa il 46,523% del capitale sociale e al 58,229% delle azioni oggetto dell’offerta.

    Considerando anche la partecipazione precedentemente detenuta, Poste Italiane controlla attualmente circa il 66,627% del capitale di TIM.

    In una recente intervista al Corriere della Sera, l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, ha invitato gli azionisti TIM ad aderire all’offerta, facendo riferimento alla politica dei dividendi della società e alla proposta di integrazione con Poste.

    A Piazza Affari, le azioni TIM hanno aperto a 7,823 euro, in rialzo dell’1%, mentre Poste Italiane ha guadagnato lo 0,20%, attestandosi intorno ai 27 euro.

    Secondo gli analisti di Equita, il raggiungimento della soglia del 90% consentirebbe a Poste Italiane di procedere allo squeeze-out degli azionisti residui e di accelerare l’integrazione delle due società.

    Equita mantiene una raccomandazione di acquisto sulle azioni Poste Italiane, con un prezzo obiettivo di 31 euro.

    La società di intermediazione ha rivisto al rialzo le stime relative alle attività autonome di Poste Italiane, aumentando mediamente del 3% le previsioni sugli utili per il biennio 2027-2028.

    Combinando le proprie stime su TIM con le sinergie previste dall’operazione, Equita valuta che Poste Italiane potrebbe raggiungere utili di circa 4,3 miliardi di euro entro il 2029.

    La previsione non comprende gli eventuali benefici derivanti dai progetti annunciati di recente, sui quali gli analisti si attendono ulteriori dettagli nel piano industriale previsto per il primo trimestre del 2027.

    Equita considera inoltre realizzabile l’obiettivo di sinergie pari a 700 milioni di euro, individuando la possibilità di ulteriori benefici oltre il 2029. Si tratta di valutazioni prospettiche degli analisti e non di risultati finanziari già conseguiti.

    L’analisi si è concentrata anche sul progetto del nuovo polo finanziario, esaminando i potenziali contributi agli utili derivanti dal trasferimento di alcune attività a BancoPosta.

    Nella prima fase, che prevede il trasferimento delle attività di pagamento, Equita stima un contributo aggiuntivo all’utile netto derivante dal margine di interesse di circa 25 milioni di euro.

    Una seconda fase, relativa al trasferimento delle attività assicurative a BancoPosta, potrebbe portare il contributo stimato a oltre 130 milioni di euro, equivalenti a circa il 4% degli utili pro forma del gruppo combinato.

    L’analisi ipotizza la piena realizzazione del progetto entro la fine del 2027, subordinatamente alle necessarie modifiche normative e alle autorizzazioni regolamentari.

    La riapertura del periodo di adesione rappresenta la prossima fase del processo di acquisizione di TIM da parte di Poste Italiane. La partecipazione finale dipenderà dalle ulteriori adesioni che saranno raccolte entro la scadenza del 25 settembre.

  • FTSE MIB in rialzo dello 0,85%, Banco BPM guadagna terreno su indiscrezioni relative a un’operazione bancaria

    FTSE MIB in rialzo dello 0,85%, Banco BPM guadagna terreno su indiscrezioni relative a un’operazione bancaria

    La Borsa di Milano ha aperto la seduta di lunedì in rialzo, con il FTSE MIB in progresso dello 0,85% intorno alle 9:20, sostenuto dai titoli bancari e dei semiconduttori, mentre il comparto energetico ha registrato un calo in linea con la flessione delle quotazioni petrolifere.

    L’apertura positiva ha seguito i rialzi dei mercati asiatici, ai quali ha contribuito il settore tecnologico. Anche i prezzi del greggio sono diminuiti, pur rimanendo sopra i 100 dollari al barile.

    L’indice del settore bancario italiano ha guadagnato l’1,5%, con Banco BPM (BIT:BAMI) in crescita del 2,8% dopo un articolo pubblicato nel fine settimana dal Sole 24 Ore.

    Secondo il quotidiano, UniCredit (BIT:UCG) e Crédit Agricole (EU:ACA) starebbero valutando una possibile iniziativa congiunta riguardante Banco BPM. La notizia non riporta la conferma di alcun accordo.

    Anche i titoli legati ai semiconduttori hanno contribuito al rialzo del mercato, con STMicroelectronics (BIT:STMMI) in progresso del 2,6%.

    Andamento opposto per i titoli energetici, penalizzati dalla diminuzione delle quotazioni del greggio. L’indice italiano del comparto ha perso l’1,6%, mentre ENI (BIT:ENI) ha ceduto l’1,2%.

    Edison (BIT:EDNR) ha invece guadagnato il 2,1% dopo che Reuters ha riferito che EDF starebbe esaminando una possibile struttura di finanziamento tramite capitale privilegiato per attrarre investitori di minoranza.

    L’operazione riportata risulta ancora in fase di valutazione e non è stato annunciato alcun accordo definitivo.

    Tra gli altri titoli, The Italian Sea Group (BIT:TISG) ha registrato un rialzo del 3,2% in seguito a indiscrezioni di stampa secondo cui quattro potenziali acquirenti sarebbero coinvolti nelle fasi iniziali di un processo di vendita.

    Le notizie non hanno chiarito se siano già state presentate offerte vincolanti.

    La seduta di apertura ha quindi registrato acquisti sui titoli bancari e dei semiconduttori, mentre il settore energetico ha perso terreno in un contesto di prezzi del petrolio in diminuzione e sviluppi societari specifici.

  • Futures di Wall Street in rialzo mentre scendono petrolio e rendimenti dei Treasury: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Futures di Wall Street in rialzo mentre scendono petrolio e rendimenti dei Treasury: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sui principali indici azionari statunitensi indicavano un’apertura in forte rialzo giovedì, mentre i prezzi del petrolio e i rendimenti dei Treasury arretravano dopo le vendite registrate a Wall Street nella parte finale della seduta precedente, in seguito all’ultimo aumento dei tassi di interesse della Federal Reserve.

    Il possibile rimbalzo arriva dopo una seduta negativa mercoledì, durante la quale il Dow Jones Industrial Average ha chiuso ai minimi degli ultimi tre mesi e l’S&P 500 ha registrato il livello di chiusura più basso da oltre un mese.

    Gli investitori valutavano il calo dei prezzi dell’energia e dei rendimenti obbligazionari insieme alla prospettiva di ulteriori interventi restrittivi da parte della Federal Reserve.

    Il petrolio statunitense scende sotto i 100 dollari al barile

    I futures sul greggio statunitense hanno perso il 2,5% giovedì, scendendo sotto i 100 dollari al barile e proseguendo la flessione di oltre il 3% registrata nella seduta precedente.

    Il ribasso ha seguito le notizie sulle misure adottate dall’Arabia Saudita per limitare le interruzioni dell’approvvigionamento dopo la chiusura del suo importante oleodotto East-West.

    Il calo del petrolio ha contribuito ad attenuare alcune preoccupazioni sull’inflazione alimentata dai costi energetici, creando un contesto più favorevole per i futures azionari.

    Anche i rendimenti dei Treasury statunitensi sono diminuiti. Il rendimento del titolo di riferimento a 10 anni è sceso dopo aver terminato la seduta di mercoledì sostanzialmente invariato.

    La flessione simultanea dei prezzi del greggio e dei rendimenti obbligazionari ha contribuito a migliorare il clima nelle contrattazioni precedenti all’apertura.

    Il Dow chiude ai minimi da tre mesi dopo le vendite nel finale

    Mercoledì le azioni statunitensi avevano inizialmente guadagnato terreno, con gli investitori tornati ad acquistare titoli dopo le perdite delle due sedute precedenti.

    Tuttavia, i principali indici hanno invertito la rotta nella parte finale della giornata, dopo l’annuncio della decisione di politica monetaria della Federal Reserve e la conferenza stampa del presidente Kevin Warsh.

    Il Dow Jones Industrial Average ha perso 631,21 punti, pari all’1,2%, chiudendo a 51.461,90 punti, il livello più basso degli ultimi tre mesi.

    L’S&P 500 è sceso di 33,92 punti, ovvero dello 0,5%, a 7.551,81 punti, registrando la chiusura più bassa da oltre un mese.

    Il Nasdaq Composite ha riportato una perdita più contenuta, cedendo 3,15 punti, meno dello 0,1%, a 25.978,42 punti.

    Tutti e tre gli indici hanno terminato la seduta in territorio negativo dopo aver annullato i guadagni iniziali.

    La Federal Reserve alza i tassi al 3,75%-4%

    La Federal Reserve ha aumentato di 25 punti base l’intervallo obiettivo del tasso di riferimento, portandolo al 3,75%-4%. Si tratta del primo rialzo da luglio 2023.

    La banca centrale ha dichiarato che l’inflazione rimane elevata e che l’aumento dei tassi mira a favorire un ritorno più tempestivo verso l’obiettivo del 2%.

    Le proiezioni economiche aggiornate hanno indicato che la maggioranza dei funzionari della Fed prevede tassi superiori al 4% entro la fine del 2026, suggerendo almeno un ulteriore aumento nel corso dell’anno.

    Le vendite si sono intensificate durante la conferenza stampa successiva alla riunione, quando Warsh ha sottolineato la persistenza dell’inflazione.

    “La nostra attenzione principale è rivolta alla stabilità dei prezzi, uno dei due obiettivi del nostro mandato. Il dato di fatto è che l’inflazione è troppo elevata e lo è da troppo tempo”, ha dichiarato Warsh.

    “I dati sull’inflazione di questa estate non mi indicano che le tendenze di fondo siano migliorate in modo significativo.”

    Le dichiarazioni hanno rafforzato le aspettative che la politica monetaria possa rimanere restrittiva nonostante il recente calo dei prezzi del petrolio.

    I titoli dei servizi petroliferi e bancari guidano i ribassi

    Mercoledì i titoli legati all’energia hanno perso terreno insieme ai prezzi del greggio.

    Il Philadelphia Oil Service Index è sceso del 3,1%, raggiungendo il livello infragiornaliero più basso da oltre un mese.

    Anche i titoli bancari hanno registrato perdite consistenti, con il KBW Bank Index in calo del 2,9% e in chiusura ai minimi degli ultimi due mesi.

    Le azioni dei settori dell’intermediazione finanziaria, dell’edilizia residenziale e dell’oro hanno subito pressioni nella parte finale della seduta, contribuendo all’inversione di tendenza del mercato.

    I rialzi dei futures di giovedì indicavano la possibilità di un rimbalzo in apertura, anche se l’andamento degli scambi restava legato agli sviluppi dei mercati energetici, ai rendimenti dei Treasury e alle aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve.

  • Borse europee in rialzo mentre scendono petrolio e rendimenti dei Treasury USA: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in rialzo mentre scendono petrolio e rendimenti dei Treasury USA: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno registrato un rialzo giovedì, proseguendo i guadagni della seduta precedente grazie al calo dei prezzi del petrolio e alla stabilizzazione dei mercati obbligazionari dopo l’aumento dei tassi di interesse deciso mercoledì dalla Federal Reserve.

    I futures sul Brent sono scesi verso i 104 dollari al barile, proseguendo la flessione dopo che le notizie su ulteriori spedizioni di greggio saudita attraverso l’Oman hanno contribuito ad attenuare i timori di interruzioni dell’offerta.

    Anche i rendimenti dei Treasury statunitensi sono diminuiti durante le contrattazioni europee, mentre gli investitori valutavano l’impegno della Federal Reserve nel contenere l’inflazione dopo l’ultimo rialzo dei tassi.

    La Banca d’Inghilterra mantiene i tassi al 3,75%

    Giovedì la Banca d’Inghilterra ha lasciato invariato il tasso di riferimento al 3,75%, nonostante le preoccupazioni per la persistenza dell’inflazione.

    Il Comitato di politica monetaria ha votato con sei membri favorevoli e tre contrari al mantenimento del tasso attuale.

    Catherine Mann, Megan Greene e Huw Pill si sono espressi a favore di un aumento di 25 punti base.

    La decisione è arrivata mentre i mercati europei continuavano a valutare le implicazioni delle scelte di politica monetaria negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

    Il DAX guida i rialzi dei principali indici europei

    Il DAX tedesco è salito dell’1%, mentre il FTSE 100 britannico e il CAC 40 francese hanno guadagnato entrambi lo 0,8%.

    I progressi hanno coinciso con il calo dei prezzi del petrolio e dei rendimenti dei Treasury statunitensi, creando un contesto più favorevole per le azioni dopo la volatilità registrata nella seduta precedente sul mercato obbligazionario.

    Anche diversi sviluppi societari hanno influenzato gli scambi sui mercati europei.

    Bayer, Next e Wizz Air avanzano dopo gli aggiornamenti societari

    Il gruppo farmaceutico tedesco Bayer (TG:BAYN) ha registrato un lieve rialzo dopo che la Food and Drug Administration statunitense ha approvato Kerendia per gli adulti affetti da diabete di tipo 1 e malattia renale cronica.

    Anche il rivenditore britannico di abbigliamento e articoli per la casa Next (LSE:NXT) ha guadagnato terreno dopo aver comunicato un miglioramento degli utili del primo semestre e aver alzato le previsioni sull’utile per l’intero esercizio.

    Le azioni di Wizz Air Holdings (LSE:WIZZ) sono avanzate dopo che la compagnia aerea low cost ha aumentato le proprie previsioni sui ricavi per posto-chilometro disponibile (RASK) per il secondo trimestre.

    La società ha inoltre illustrato la propria strategia di medio termine fino all’esercizio 2030, fissando obiettivi di ricavi pari a 10 miliardi di euro e di margine sull’utile prima di interessi e imposte (EBIT) del 10%.

    Volvo Car sale grazie ai piani sui veicoli elettrificati; Bilfinger arretra

    Le azioni di Volvo Car (TG:8JO1) sono salite dopo che la casa automobilistica svedese ha annunciato l’intenzione di introdurre 13 nuovi veicoli elettrificati adattati ai mercati regionali entro la fine del 2030.

    La società ha descritto il programma come la più ampia iniziativa di lancio di nuovi prodotti della propria storia.

    Al contrario, il fornitore di servizi industriali Bilfinger (TG:GBF) ha registrato un forte calo dopo aver ridotto le previsioni sui ricavi per il 2026.

    L’andamento divergente dei titoli ha rispecchiato le reazioni degli investitori ai singoli annunci societari, in un contesto di rialzi più generalizzati sui mercati azionari europei.

  • Danieli sale dopo l’avvio della copertura di Jefferies con raccomandazione Buy e target a 75 euro

    Danieli sale dopo l’avvio della copertura di Jefferies con raccomandazione Buy e target a 75 euro

    Le azioni Danieli & C Officine Meccaniche (BIT:DAN) hanno guadagnato oltre il 4% dopo che Jefferies ha avviato mercoledì la copertura sul produttore italiano di impianti siderurgici con una raccomandazione “Buy” e un prezzo obiettivo di 75 euro.

    La banca d’investimento ha citato l’esposizione di Danieli ai progetti europei di decarbonizzazione dell’acciaio, sostenendo che lo sconto di valutazione rispetto alle società tecnologiche comparabili non sia giustificato dalle prospettive dell’azienda.

    Jefferies ha osservato che Danieli tratta con uno sconto di circa il 70% rispetto ai concorrenti tecnologici, nonostante la sua posizione nel mercato degli impianti siderurgici integrati.

    Secondo gli analisti, Danieli è una delle sole tre aziende al mondo in grado di fornire sistemi completi per la produzione di acciaio, comprendenti riduzione diretta, forni elettrici ad arco, colata, laminazione, automazione e controllo digitale dei processi.

    La decarbonizzazione dell’acciaio europeo potrebbe sostenere la domanda di impianti

    Jefferies stima che entro il 2030 l’Europa potrebbe aver bisogno di una nuova capacità produttiva di acciaio a basse emissioni compresa tra 40 e 50 milioni di tonnellate.

    La banca prevede che Danieli possa beneficiare degli investimenti negli impianti necessari per sostituire o modernizzare i processi siderurgici esistenti.

    Jefferies ha inoltre individuato opportunità al di fuori dell’Europa, che attualmente rappresenta circa il 27% dei ricavi del gruppo Danieli.

    Tra le potenziali fonti di domanda figurano il rientro delle attività manifatturiere negli Stati Uniti, gli investimenti nella tecnologia di riduzione diretta in Medio Oriente e Nord Africa e l’espansione della capacità siderurgica in India.

    L’India punta a raggiungere una capacità produttiva di acciaio grezzo di 300 milioni di tonnellate entro il 2035, rappresentando un ulteriore mercato potenziale per gli impianti e i servizi di ingegneria di Danieli.

    Jefferies evidenzia lo sconto di valutazione e la posizione di cassa

    Secondo Jefferies, Danieli tratta a circa 3,2 volte il rapporto tra valore d’impresa e margine operativo lordo (EV/EBITDA) stimato per l’esercizio 2027, rispetto a una media ponderata dei concorrenti di 11,2 volte.

    La banca attribuisce gran parte del divario di valutazione al flottante di circa il 20%, alla struttura azionaria a doppia classe e al controllo familiare della società.

    Nella propria valutazione, Jefferies ha assegnato alla divisione Plantmaking di Danieli un multiplo pari a nove volte l’EV/EBITDA stimato per l’esercizio 2027.

    Il dato si confronta con una media di 12,9 volte per le società comparabili attive nelle tecnologie di processo e nell’ingegneria. Il multiplo inferiore riflette le dimensioni più contenute e i margini più bassi di Danieli.

    La divisione ABS Steelmaking è stata valutata a 5,5 volte l’EV/EBITDA, in linea con i produttori siderurgici europei.

    La valutazione complessiva ha prodotto un valore d’impresa stimato di 4,25 miliardi di euro e un valore del capitale proprio equivalente a circa 90 euro per azione.

    Dopo aver applicato uno sconto di liquidità del 15%, Jefferies ha fissato il proprio prezzo obiettivo a 75 euro.

    Portafoglio ordini e liquidità netta sostengono la posizione finanziaria

    Jefferies ha evidenziato il portafoglio ordini di Danieli, pari a circa 6 miliardi di euro, e la posizione di cassa netta superiore a 2 miliardi di euro come fattori che potrebbero contribuire a ridurre i rischi finanziari e quelli legati all’esecuzione dei progetti.

    Gli analisti hanno inoltre osservato che gli anticipi versati dai clienti nell’ambito dei contratti di ingegneria e approvvigionamento determinano un capitale circolante fortemente negativo, sostenendo il flusso di cassa libero della società.

    Nell’esercizio 2025, Danieli ha registrato ricavi per 4,20 miliardi di euro e un EBITDA di 437,8 milioni di euro.

    Jefferies ha delineato uno scenario ribassista con un valore di 45 euro per azione e uno scenario rialzista con una valutazione di 95 euro per azione.

    La valutazione più elevata presuppone una riduzione dello sconto di liquidità e multipli di mercato più vicini a quelli delle società comparabili.

  • Moncler guida il FTSE MIB dopo l’upgrade di Bernstein, in attesa dei risultati trimestrali

    Moncler guida il FTSE MIB dopo l’upgrade di Bernstein, in attesa dei risultati trimestrali

    Moncler (BIT:MONC) si è portata in testa al FTSE MIB nelle prime ore di contrattazione, sostenuta dalle valutazioni degli analisti in vista della pubblicazione dei risultati del terzo trimestre, prevista per il 21 ottobre.

    Dopo circa due ore di scambi, il titolo guadagnava il 2,80% a 45,11 euro, risultando il migliore dell’indice e tornando sui livelli della settimana precedente.

    Nonostante il rialzo di giovedì, le azioni Moncler rimanevano in calo di circa il 17% rispetto ai 54,72 euro registrati all’inizio del 2026.

    Bernstein alza la raccomandazione a Outperform

    Bernstein ha migliorato la raccomandazione su Moncler da “Market Perform” a “Outperform”, confermando il prezzo obiettivo di 57,50 euro.

    L’analista Luca Solca ha individuato opportunità di crescita nelle Americhe, in particolare attraverso lo sviluppo della linea Grenoble, oltre alle prospettive di rilancio di Stone Island.

    Secondo Bernstein, questi fattori potrebbero compensare il rallentamento della collezione principale di Moncler e la stagionalità del business.

    La società di analisi ha inoltre evidenziato la qualità del rendimento del capitale del gruppo, considerandola uno dei suoi elementi distintivi.

    JPMorgan ha intanto confermato la raccomandazione “Overweight” e il prezzo obiettivo di 70 euro.

    La banca ha ridotto le stime sui ricavi per tenere conto dei recenti dati settoriali e dell’andamento dei cambi, continuando tuttavia a definire Moncler una società di “alta qualità”.

    Equita prevede ricavi più deboli nel terzo trimestre

    Equita si aspetta che i risultati del terzo trimestre riflettano il peggioramento delle condizioni del settore del lusso durante l’estate, in particolare a causa del rallentamento economico in Cina e negli Stati Uniti.

    In vista della pubblicazione dei risultati del 21 ottobre, la società prevede ricavi di gruppo pari a circa 600 milioni di euro.

    La cifra rappresenterebbe una flessione del 2,6% su base annua a cambi correnti e un andamento sostanzialmente stabile a cambi costanti, rispetto alla crescita del 4% registrata nel secondo trimestre.

    Per il marchio Moncler, Equita stima ricavi di circa 496 milioni di euro, in calo dell’1% a cambi costanti.

    Le vendite dirette al consumatore (DTC) dovrebbero diminuire dell’1% su base annua, rispetto alla crescita del 3% nel secondo trimestre e dell’1% nel trimestre precedente.

    La previsione è inferiore al consenso di mercato, che indica una crescita del 3,5%.

    Secondo Equita, luglio e agosto hanno confermato le tendenze negative già osservate a giugno, in un contesto ancora influenzato dagli acquisti legati al turismo.

    La spesa dei clienti asiatici in Europa è risultata particolarmente debole. Anche Cina e Stati Uniti hanno registrato un rallentamento rispetto ai periodi precedenti, soprattutto nelle città secondarie, dove la presenza del marchio è meno consolidata.

    Equita ritiene tuttavia che Moncler continui a registrare risultati relativamente migliori rispetto a molti concorrenti tra i consumatori cinesi, con tendenze leggermente positive a fronte delle flessioni rilevate da diversi operatori del settore.

    La società ha inoltre individuato una tenuta delle vendite negli altri mercati asiatici e nelle principali città statunitensi, insieme ai primi segnali di miglioramento all’inizio di settembre.

    Per Stone Island attesa una crescita dei ricavi del 4%

    Equita prevede per Stone Island ricavi trimestrali di circa 103 milioni di euro, in aumento del 4% a cambi costanti.

    Anche le vendite DTC dovrebbero crescere del 4%, rispetto al 15% registrato nel secondo trimestre.

    Il rallentamento previsto è attribuito principalmente al mercato europeo, dove Stone Island ha ridotto in misura significativa gli sconti di fine stagione.

    Equita ha osservato che le vendite DTC a prezzo pieno sono rimaste solide, anche in occasione del lancio delle nuove collezioni.

    Equita riduce le stime per il 2026 e il 2027

    Alla luce del peggioramento delle condizioni commerciali nel terzo trimestre, Equita ha rivisto al ribasso le proprie previsioni per l’intero 2026.

    La società ha ridotto dello 0,5% la stima sui ricavi del gruppo e dell’1% quella sull’utile prima di interessi e imposte (EBIT).

    La previsione di crescita annuale delle vendite DTC del marchio Moncler è stata abbassata dal 7,5% al 7%, rispetto a un consenso del 7,4%.

    Per Stone Island, la stima di crescita per l’intero esercizio è stata ridotta dal 12% all’11%.

    Nonostante queste revisioni, Equita continua a prevedere un miglioramento nel quarto trimestre.

    Per il marchio Moncler, la società stima una crescita dei ricavi del 7% su base annua, in linea con le aspettative del consenso.

    L’accelerazione prevista dovrebbe beneficiare di una minore influenza della stagionalità turistica, delle iniziative programmate a sostegno delle collezioni autunno-inverno e del contributo derivante dall’ampliamento degli spazi commerciali.

    Equita stima che l’espansione della superficie di vendita contribuirà alla crescita per circa 1-2 punti percentuali nel terzo trimestre e per 5 punti percentuali nel quarto, anche grazie al nuovo flagship store Moncler di New York.

    La linea Grenoble dovrebbe inoltre sostenere le vendite e il mix di prezzi e prodotti del gruppo.

    Per Stone Island, Equita prevede una crescita del 9% nel quarto trimestre, periodo che dovrebbe risentire meno degli effetti stagionali delle vendite promozionali.

    Guardando al 2027, Equita ha ridotto la previsione di crescita delle vendite DTC del marchio Moncler dal 9% all’8,5%.

    La società ha inoltre abbassato il prezzo obiettivo da 65 a 63 euro, incorporando le nuove stime e l’aumento dei tassi di interesse.

    Il nuovo obiettivo corrisponde a un multiplo prezzo/utili previsto per il 2027 pari a 24,5 volte.

    Equita conferma la raccomandazione Buy nonostante i tagli alle stime

    Equita ha mantenuto la raccomandazione “Buy” su Moncler, pur avendo ridotto le previsioni e il prezzo obiettivo.

    Secondo la società, le azioni Moncler trattavano a circa 17,5 volte gli utili rettificati attesi nei successivi 12 mesi, rispetto a una media storica di 24,5 volte.

    Il settore del lusso nel suo complesso trattava invece a circa 19,5 volte gli utili prospettici, contro una media storica di 23,8 volte.

    Equita ha citato i margini di Moncler rispetto ai concorrenti, il posizionamento del marchio tra i consumatori cinesi e le opportunità di crescita legate a Grenoble, al mercato statunitense, alle collezioni primavera-estate e a Stone Island.

    La società ha inoltre individuato diversi fattori che potrebbero sostenere l’andamento del quarto trimestre, sebbene le sue previsioni dipendano da un miglioramento delle condizioni di mercato e dall’attuazione delle iniziative programmate dal gruppo.

  • Borsa di Milano in rialzo dopo la Fed: avanzano banche, Moncler e Danieli

    Borsa di Milano in rialzo dopo la Fed: avanzano banche, Moncler e Danieli

    La Borsa di Milano ha registrato un rialzo giovedì, proseguendo i guadagni della seduta precedente dopo che la Federal Reserve statunitense ha aumentato i tassi di interesse di 25 punti base, in linea con le attese del mercato. La decisione ha segnato il primo rialzo dei tassi della banca centrale in oltre tre anni.

    Gli investitori attendevano inoltre l’annuncio sui tassi della Bank of England, previsto per le 13:00. Secondo un sondaggio Reuters, la banca centrale britannica avrebbe dovuto lasciare invariato il costo del denaro.

    La Bank of Japan avrebbe invece annunciato la propria decisione di politica monetaria venerdì, con gli economisti intervistati da Reuters che prevedevano un aumento dei tassi di 25 punti base.

    Nel frattempo, i futures sul Brent hanno perso l’1,6%, attestandosi intorno a 104 dollari al barile, dopo i recenti rialzi legati all’intensificarsi del conflitto nel Golfo Persico.

    Intorno alle 9:35, l’indice FTSE MIB di Milano guadagnava lo 0,54%.

    In rialzo le banche e le azioni MFE

    I titoli bancari italiani hanno registrato guadagni, con l’indice settoriale in aumento dello 0,9%.

    UniCredit (BIT:UCG) e Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) hanno entrambe segnato un progresso di circa lo 0,8%.

    Anche le azioni di MFE-MediaForEurope si sono mosse al rialzo dopo la pubblicazione dei risultati semestrali della società.

    MFE A (BIT:MFEA) ha guadagnato il 3,45%, mentre le azioni di categoria B sono salite del 2,6%, dopo che la crescita dell’EBITDA rettificato ha superato le aspettative.

    Banca Akros ha descritto i risultati come complessivamente positivi, osservando che la redditività iniziava a mostrare segnali più marcati di miglioramento dopo l’acquisizione di ProSiebenSat.1.

    Moncler e Danieli avanzano dopo le raccomandazioni degli analisti

    Moncler (BIT:MONC) ha guadagnato il 2,7% dopo che Bernstein ha alzato la raccomandazione sul gruppo del lusso a “Outperform”, fissando un prezzo obiettivo di 57,50 euro.

    Danieli (BIT:DAN) è salita del 4,8% dopo che Jefferies ha avviato la copertura sul gruppo industriale con una raccomandazione “Buy” e un prezzo obiettivo di 75 euro.

    Anche Stellantis (BIT:STLAM) ha recuperato terreno, avanzando del 2,7% dopo il forte calo della seduta precedente.

    La flessione era seguita alla decisione di Berenberg di abbassare la raccomandazione sul costruttore automobilistico da “Buy” a “Hold” e di ridurre il prezzo obiettivo da 7,80 a 5,10 euro.

    Pininfarina balza dopo l’offerta pubblica di acquisto

    Le azioni Pininfarina (BIT:PINF) sono balzate del 17,65% a 1 euro, raggiungendo il prezzo proposto nell’offerta pubblica di acquisto presentata dall’azionista di controllo PF Holdings.

    PF Holdings, che detiene il 78,8% di Pininfarina, ha offerto di acquistare le azioni rimanenti con l’obiettivo di revocare la società dalla quotazione.

    Il corrispettivo proposto di 1 euro per azione ha portato il prezzo di mercato di Pininfarina ad allinearsi a quello dell’offerta durante la seduta di giovedì.