Author: Fiona Craig

  • Il petrolio sale dopo il rifiuto del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, sostenendo i guadagni settimanali

    Il petrolio sale dopo il rifiuto del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, sostenendo i guadagni settimanali

    I prezzi del petrolio sono aumentati durante la sessione asiatica di venerdì dopo che Hezbollah ha respinto una proposta di cessate il fuoco tra Israele e Libano, infliggendo un duro colpo agli sforzi diplomatici guidati dagli Stati Uniti per ridurre le tensioni in Medio Oriente.

    La rinnovata incertezza geopolitica ha fornito ulteriore supporto al mercato del greggio, già avviato verso una solida performance settimanale a causa delle continue tensioni militari che coinvolgono Iran, Stati Uniti, Israele e Hezbollah.

    I benchmark del greggio estendono la recente forza

    Alle 23:05 ET (03:05 GMT), i futures sul Brent con consegna ad agosto erano in rialzo di quasi lo 0,8%, a 95,75 dollari al barile. Anche i futures sul West Texas Intermediate statunitense hanno registrato un progresso, salendo dello 0,5% a 90,47 dollari al barile.

    L’ultimo movimento si è aggiunto a una settimana positiva per i mercati energetici, sostenuti principalmente dalle preoccupazioni riguardanti possibili interruzioni dell’offerta legate al conflitto in Medio Oriente.

    Hezbollah respinge gli sforzi per una tregua

    Hezbollah, il gruppo armato libanese sostenuto dall’Iran, ha respinto giovedì la proposta di cessate il fuoco e ha indicato che non ritirerà le proprie forze né sosterrà gli attuali negoziati tra Libano e Israele.

    Nel frattempo, le operazioni militari israeliane sono proseguite nel sud del Libano, provocando attacchi di rappresaglia da parte di Hezbollah. Le autorità israeliane hanno segnalato che le attività militari continueranno e che non esistono piani immediati per ritirare le truppe dall’area dopo una breve pausa operativa avvenuta all’inizio della settimana.

    Si indeboliscono le prospettive di pace tra Washington e Teheran

    Gli ultimi sviluppi hanno ulteriormente complicato le speranze di una più ampia svolta diplomatica tra Stati Uniti e Iran.

    Teheran ha ripetutamente affermato che un cessate il fuoco in Libano rappresenta una condizione fondamentale per qualsiasi accordo di pace duraturo. Alcuni rapporti pubblicati nei giorni scorsi indicavano che l’Iran aveva sospeso i colloqui indiretti con Washington dopo aver accusato gli Stati Uniti di aver violato gli accordi sul cessate il fuoco attraverso recenti azioni militari.

    Questa settimana le forze statunitensi hanno colpito diversi obiettivi all’interno dell’Iran, provocando una risposta della Guardia Rivoluzionaria iraniana contro obiettivi collegati agli Stati Uniti in Kuwait e Beirut.

    Gli scambi militari sono avvenuti nonostante le ripetute dichiarazioni delle autorità statunitensi secondo cui i negoziati con Teheran sarebbero ancora in corso e che un possibile accordo sarebbe vicino. Tuttavia, le prove concrete di progressi diplomatici significativi restano limitate, nonostante i commenti ottimistici provenienti da Washington sin dalla fine di marzo.

    I guadagni settimanali sono alimentati dalle preoccupazioni sull’offerta

    Sia il Brent sia il WTI erano avviati a chiudere la settimana con rialzi compresi tra il 3% e il 6%, mentre i flussi di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz continuavano a rimanere inferiori ai livelli normali.

    Sebbene l’intervento degli Stati Uniti abbia contribuito a migliorare il traffico navale attraverso il passaggio strategico, i volumi complessivi restano significativamente inferiori rispetto a quelli registrati prima dello scoppio delle ostilità.

    La situazione continua ad alimentare preoccupazioni riguardo alle forniture energetiche globali, soprattutto considerando che lo Stretto di Hormuz gestiva in precedenza circa il 20% del consumo mondiale di petrolio.

    Il mercato resta concentrato sui rischi per l’offerta

    In assenza di chiari segnali di de-escalation nella regione, gli operatori continuano a temere che le interruzioni delle esportazioni energetiche possano persistere nel breve termine.

    Di conseguenza, il rischio geopolitico continua a fornire un importante sostegno ai prezzi del greggio, mentre i mercati monitorano attentamente gli sviluppi che potrebbero influenzare la produzione, il trasporto e le catene di approvvigionamento globali nelle prossime settimane.

  • Futures di Wall Street in calo dopo il rifiuto del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, focus sui dati sul lavoro USA: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    Futures di Wall Street in calo dopo il rifiuto del cessate il fuoco da parte di Hezbollah, focus sui dati sul lavoro USA: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures sui principali indici azionari statunitensi hanno registrato un andamento negativo venerdì, mentre gli investitori valutavano il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente e attendevano la pubblicazione dei dati sull’occupazione negli Stati Uniti. Gli ultimi sviluppi geopolitici hanno ridotto le speranze di una rapida soluzione del conflitto con l’Iran, aumentando l’incertezza sui mercati finanziari.

    Nel frattempo, anche il forte entusiasmo per i titoli legati all’intelligenza artificiale ha mostrato segnali di rallentamento dopo le recenti trimestrali del settore tecnologico.

    Futures orientati a un’apertura debole

    Alle 03:36 ET (07:36 GMT), i futures sul Dow Jones erano sostanzialmente invariati, mentre quelli sull’S&P 500 cedevano lo 0,6% e quelli sul Nasdaq 100 l’1,1%.

    Il Nasdaq Composite aveva chiuso la seduta precedente in calo dello 0,1% dopo che i risultati di Broadcom (NASDAQ:AVGO) non avevano soddisfatto pienamente le aspettative del mercato.

    La reazione ha pesato su diversi produttori di semiconduttori, tra cui Micron (NASDAQ:MU), Intel (NASDAQ:INTC) e Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD).

    Nonostante la debolezza del comparto tecnologico, il Dow Jones Industrial Average e l’S&P 500 hanno terminato la seduta di giovedì in rialzo rispettivamente dell’1,7% e dello 0,4%.

    Gli analisti di Vital Knowledge hanno osservato che “[T]he Broadcom disappointment […] triggered selling in certain semiconductor stocks and parts of the data center infrastructure complex but rather than cause a broad market slump, money instead simply rotated elsewhere, including pockets of value/cyclical.”

    Hezbollah respinge il cessate il fuoco

    Il sentiment degli investitori è stato inoltre influenzato dal rifiuto da parte di Hezbollah dell’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Libano.

    La decisione ha alimentato nuovi dubbi sulla possibilità di un’intesa più ampia tra Washington e Teheran. L’Iran, alleato di Hezbollah, ha più volte collegato i progressi nei negoziati con gli Stati Uniti alla cessazione delle ostilità in Libano.

    Il conflitto si è progressivamente esteso dalla fine di febbraio, coinvolgendo diverse aree del Medio Oriente.

    Il leader di Hezbollah, Naim Kassem, ha definito l’accordo promosso dagli Stati Uniti come “assurdo, umiliante e offensivo.”

    Secondo l’Associated Press, la dichiarazione è arrivata dopo attacchi israeliani che avrebbero causato almeno quattro vittime. L’agenzia ha inoltre riferito che le forze armate libanesi sono entrate giovedì in alcune zone del Libano meridionale interessate da mesi di combattimenti.

    Il petrolio resta elevato nonostante il lieve calo

    Lo stallo tra Stati Uniti e Iran continua a influenzare il mercato energetico, in particolare attraverso le difficoltà che interessano lo Stretto di Hormuz, una delle principali vie di trasporto del petrolio mondiale.

    Il Brent arretrava dello 0,4% a 94,69 dollari al barile, mentre il WTI statunitense perdeva lo 0,6% a 92,44 dollari. Nonostante il recente ritracciamento, i prezzi restano nettamente superiori ai livelli precedenti all’escalation del conflitto.

    Gli investitori temono che una prolungata interruzione delle forniture energetiche possa riaccendere le pressioni inflazionistiche a livello globale e influenzare le decisioni delle principali banche centrali.

    Attesa per i dati sull’occupazione americana

    L’attenzione dei mercati è ora concentrata sul rapporto mensile sui nonfarm payrolls statunitensi, atteso nel corso della giornata.

    Le previsioni indicano la creazione di circa 85.000 nuovi posti di lavoro a maggio, rispetto ai 115.000 registrati ad aprile, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile al 4,3%.

    I dati saranno attentamente monitorati dagli investitori e dalla Federal Reserve per valutare la tenuta dell’economia e orientare le future decisioni di politica monetaria sotto la guida del nuovo presidente Kevin Warsh.

    Secondo NOTUS il governo USA valuta partecipazioni nelle società AI

    Sul fronte tecnologico, il sito NOTUS ha riferito che alti funzionari statunitensi hanno avviato discussioni preliminari con alcune delle principali aziende attive nell’intelligenza artificiale riguardo alla possibilità che il governo acquisisca partecipazioni azionarie nelle loro attività.

    Secondo il report, i colloqui si sarebbero concentrati su trasferimenti volontari di azioni allo Stato.

    NOTUS ha inoltre indicato che il CEO di OpenAI, Sam Altman, avrebbe discusso l’idea con esponenti dell’amministrazione Trump, mentre Anthropic non sarebbe stata coinvolta nelle conversazioni.

    I rendimenti derivanti da tali investimenti potrebbero essere destinati a finalità pubbliche, compresi eventuali pagamenti distribuiti alle famiglie americane.

  • Borse europee in calo tra tensioni in Medio Oriente e rallentamento del tema AI: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in calo tra tensioni in Medio Oriente e rallentamento del tema AI: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno aperto la seduta di venerdì in territorio leggermente negativo, con gli investitori impegnati a valutare il persistere delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e i segnali di raffreddamento del forte rally legato all’intelligenza artificiale.

    Alle 03:16 ET (07:16 GMT), l’indice paneuropeo Stoxx 600 perdeva lo 0,2%. Il DAX tedesco arretrava dello 0,3%, il FTSE 100 britannico dello 0,2%, mentre il CAC 40 francese si manteneva sostanzialmente invariato.

    Le tensioni geopolitiche pesano sul sentiment

    Il clima di mercato è rimasto prudente dopo che Hezbollah ha respinto una proposta di cessate il fuoco tra Israele e Libano, alimentando nuovi dubbi sulla possibilità di un accordo più ampio tra Stati Uniti e Iran.

    Teheran, alleata del movimento sciita libanese, ha più volte indicato la fine delle ostilità in Libano come una condizione fondamentale nei negoziati con Washington, rendendo più complesso il percorso diplomatico.

    Lo Stretto di Hormuz resta sotto osservazione

    L’impasse tra Stati Uniti e Iran continua inoltre a mantenere alta l’attenzione sullo Stretto di Hormuz, una delle rotte energetiche più strategiche al mondo.

    Le limitazioni al traffico delle petroliere attraverso il passaggio marittimo stanno influenzando le forniture globali di energia e alimentano timori per la stabilità dell’economia mondiale.

    Il Brent, riferimento internazionale per il mercato petrolifero, cedeva lo 0,2% a 94,85 dollari al barile. Pur lontano dai massimi recenti, il prezzo rimane nettamente superiore ai livelli registrati prima dell’escalation del conflitto.

    Nel corso della settimana, il leader di Hezbollah Naim Kassem ha definito l’accordo promosso dagli Stati Uniti tra Israele e Libano come “assurdo, umiliante e offensivo.”

    Secondo l’Associated Press, la dichiarazione è arrivata dopo attacchi israeliani che avrebbero causato almeno quattro vittime. L’agenzia ha inoltre riferito che le forze armate libanesi sono entrate giovedì in alcune aree del Libano meridionale teatro di intensi combattimenti negli ultimi mesi.

    I titoli dei semiconduttori arretrano dopo la pausa del rally AI

    Oltre alle preoccupazioni geopolitiche, il mercato sta rivalutando il comparto tecnologico dopo i segnali di rallentamento del forte entusiasmo per l’intelligenza artificiale che ha sostenuto i titoli dei semiconduttori negli ultimi mesi.

    A influenzare il sentiment sono stati anche i risultati di Broadcom (NASDAQ:AVGO), che non hanno soddisfatto pienamente le elevate aspettative degli investitori.

    Nel settore europeo dei semiconduttori, ASML (EU:ASML) ha perso il 3,0%, mentre Infineon (TG:IFX) è scesa del 5%. In Francia, STMicroelectronics (EU:STMPA) ha registrato un ribasso del 3,3%.

    Il movimento suggerisce una fase di consolidamento per i titoli maggiormente esposti al tema dell’intelligenza artificiale dopo il forte apprezzamento registrato negli ultimi mesi.

  • Piazza Affari apre cauta in attesa dei dati sul lavoro USA, ERG guida i rialzi

    Piazza Affari apre cauta in attesa dei dati sul lavoro USA, ERG guida i rialzi

    Avvio poco mosso per Piazza Affari, con gli investitori che mantengono un atteggiamento prudente in vista della pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro statunitense prevista nel pomeriggio. A influenzare il sentiment restano anche le tensioni geopolitiche e l’assenza di progressi concreti nei negoziati per una soluzione dei conflitti in Medio Oriente.

    Gli ultimi sviluppi diplomatici hanno infatti registrato una battuta d’arresto dopo che Hezbollah ha respinto una nuova proposta di cessate il fuoco per il Libano, mentre Israele ha ribadito che non ritirerà le proprie truppe dal Paese. Le notizie hanno alimentato l’incertezza sul fronte regionale e ridotto le aspettative di un rapido avanzamento nei colloqui più ampi tra Stati Uniti e Iran.

    Mercati in attesa del report sull’occupazione americana

    L’attenzione degli operatori è ora rivolta al rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti, uno degli indicatori più osservati dalla Federal Reserve per valutare l’orientamento della politica monetaria.

    Le stime di consenso indicano un tasso di disoccupazione stabile al 4,3% nel mese di maggio, mentre la crescita dell’occupazione dovrebbe rallentare a circa 85.000 nuovi posti di lavoro dopo il dato superiore alle attese registrato ad aprile.

    Gli investitori monitorano con attenzione il report per individuare possibili segnali sulle prossime decisioni della banca centrale americana. Un dato significativamente diverso dalle aspettative potrebbe influenzare le prospettive sui tassi d’interesse e generare volatilità sui mercati finanziari.

    FTSE MIB leggermente in calo nelle prime battute

    Intorno alle 9:35 il FTSE MIB registrava una flessione dello 0,10%, riflettendo il clima di attesa che caratterizza la seduta.

    Tra i titoli bancari prevalevano vendite contenute, con UniCredit (BIT:UCG) e Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) entrambe in lieve ribasso. Più marcata la debolezza di Poste Italiane (BIT:PST), in calo dell’1,15%.

    Diasorin corregge dopo il rally della vigilia

    Diasorin (BIT:DIA) arretrava dell’1,8%, restituendo parte dei guadagni messi a segno nella seduta precedente.

    Il titolo aveva beneficiato di indiscrezioni di mercato relative a un possibile interesse nei confronti della società attiva nella diagnostica, riportate dal sito Betaville. Nelle prime ore della giornata, tuttavia, alcuni investitori hanno preferito prendere profitto dopo il recente rialzo.

    Energia in evidenza, ERG corre dopo l’upgrade degli analisti

    Tra i comparti più brillanti della mattinata si è distinto quello energetico, con ERG (BIT:ERG) in forte rialzo del 5,85%.

    A sostenere il titolo è stato il miglioramento della raccomandazione da parte degli analisti di Kepler Cheuvreux, che hanno portato il giudizio a “buy” da “hold” e alzato il prezzo obiettivo a 27 euro dai precedenti 24 euro.

    L’upgrade ha rafforzato la fiducia degli investitori e contribuito a sostenere l’intero comparto energetico nelle prime contrattazioni.

  • Commerzbank apre a UniCredit ma chiede condizioni migliori per un accordo (UCG)

    Commerzbank apre a UniCredit ma chiede condizioni migliori per un accordo (UCG)

    Una revisione dell’offerta potrebbe creare le condizioni per un’intesa tra UniCredit (BIT:UCG) e Commerzbank (TG:CBK). È questo il messaggio lanciato dall’amministratrice delegata della banca tedesca, Bettina Orlopp, che ha manifestato disponibilità al dialogo con l’istituto italiano, sottolineando però la necessità di condizioni più favorevoli per gli azionisti.

    Le dichiarazioni sono arrivate il giorno successivo all’avvio del periodo iniziale di adesione all’offerta pubblica di acquisto promossa da UniCredit e nel corso di un evento organizzato da Goldman Sachs a Zurigo. Pur adottando toni più concilianti rispetto ai mesi precedenti, Orlopp ha indicato due requisiti fondamentali per qualsiasi possibile accordo.

    Premio agli azionisti e riconoscimento del valore del business

    La prima condizione riguarda la valutazione economica dell’operazione. Orlopp ha affermato che deve esserci “un premio adeguato per i nostri azionisti perché riteniamo che l’offerta attuale non includa alcun premio.”

    Il secondo elemento riguarda il riconoscimento della forza operativa di Commerzbank. Secondo la manager, “crediamo che vi sia molto valore nel nostro modello di business e nel modo in cui operiamo, perché non siamo una banca che necessita di una ristrutturazione. Siamo una banca che ha mostrato una crescita significativa negli ultimi anni e potete beneficiarne.”

    Le parole della CEO segnano un cambio di tono rispetto al clima di forte contrapposizione che ha caratterizzato i rapporti tra i due gruppi negli ultimi mesi. Orlopp ha inoltre rivelato di aver “contattato personalmente UniCredit per far sapere che saremmo pronti a raggiungere un accordo.”

    Il mercato segue gli sviluppi dell’offerta

    A Piazza Affari, le azioni UniCredit hanno aperto la seduta in calo di circa lo 0,5%, a 73,93 euro, in un contesto di mercato generalmente debole, con il FTSE MIB anch’esso in territorio negativo.

    Nonostante le speculazioni, UniCredit continua a escludere la possibilità di rilanciare l’offerta. Anche il mercato appare scettico su un eventuale miglioramento della proposta, alla luce degli sviluppi registrati negli ultimi mesi.

    Nel frattempo, le adesioni hanno portato la partecipazione di UniCredit in Commerzbank al 34,4%, superando ampiamente il livello minimo del 30% indicato in precedenza dall’amministratore delegato Andrea Orcel. Tuttavia, diversi analisti sottolineano come il flottante effettivamente contendibile si stia progressivamente riducendo, considerando le quote detenute dal governo tedesco, dagli investitori passivi e dagli azionisti retail.

    Nuove critiche all’offerta di UniCredit

    Pur mostrando maggiore apertura verso una possibile trattativa, Orlopp non ha rinunciato a criticare l’operazione.

    “Le adesioni all’offerta sono arrivate da Nomura e da altre banche, molte delle quali sono collegate a UniCredit tramite derivati. Questi non sono i nostri investitori istituzionali; a loro l’offerta non piace”, ha dichiarato.

    La manager ha inoltre sostenuto che “non è economicamente razionale aderire a un’offerta a sconto in questo momento.” A suo giudizio, “non c’è alcuna ragione per cui qualcuno dovrebbe farlo.”

    Secondo Orlopp, la proposta “distrugge valore per tutti gli stakeholder, non solo per i nostri ma anche per quelli di UniCredit” perché, in caso di successo, “Commerzbank ne soffrirà e HVB ne soffrirà.”

    La CEO ha ribadito che Commerzbank non necessita di una ristrutturazione e ha dimostrato una crescita significativa negli ultimi anni. “Vogliamo assicurarci che ciò si rifletta nella governance e nel modello di business, anche nell’eventualità di una combinazione con UniCredit”, ha affermato, aggiungendo che questo aspetto è particolarmente importante perché “non dobbiamo dimenticare che, se la combinazione dovesse concretizzarsi, il principale mercato della nuova entità sarebbe la Germania.”

    La replica di UniCredit

    Da Piazza Gae Aulenti è arrivata una risposta sintetica alle osservazioni della banca tedesca.

    “Non commentiamo insinuazioni prive di fondamento. I fatti sono quelli che abbiamo comunicato ieri”, ha dichiarato un portavoce di UniCredit.

  • Il crollo di Broadcom indica un avvio debole per Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Il crollo di Broadcom indica un avvio debole per Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I futures sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura in ribasso giovedì, suggerendo un possibile proseguimento delle perdite registrate nella seduta precedente, mentre gli investitori reagivano al forte calo di Broadcom e continuavano a monitorare gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente.

    I titoli tecnologici sembravano destinati a guidare i ribassi, con i futures sul Nasdaq 100 in calo dell’1,2% prima dell’apertura dei mercati.

    La pressione è stata in gran parte provocata da Broadcom (NASDAQ:AVGO), le cui azioni hanno perso il 14,6% nelle contrattazioni premarket nonostante risultati trimestrali superiori alle attese.

    Le prospettive di Broadcom deludono il mercato

    Sebbene il produttore di chip abbia riportato utili migliori delle aspettative, gli investitori si sono concentrati sulla decisione del management di non aumentare le previsioni di lungo termine per le vendite di chip destinati all’intelligenza artificiale.

    L’amministratore delegato Hock Tan ha confermato l’obiettivo di 100 miliardi di dollari di ricavi nel segmento AI, una scelta che ha deluso una parte del mercato.

    “Broadcom potrebbe essere diventata uno dei protagonisti chiave del boom delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, grazie alla propria specializzazione nei chip personalizzati sempre più utilizzati da aziende come Alphabet e Meta”, ha dichiarato Dan Coatsworth, responsabile mercati di AJ Bell.

    Ha poi aggiunto: “Tuttavia, proprio come il suo rivale Nvidia, Broadcom sta scoprendo che soddisfare o persino superare leggermente le previsioni non è sufficiente quando il mercato la valuta secondo standard così elevati.”

    La reazione evidenzia le aspettative estremamente elevate che circondano attualmente le società legate all’intelligenza artificiale.

    Il calo del petrolio limita le perdite

    Le vendite sono state parzialmente compensate dal forte ribasso del petrolio dopo i progressi diplomatici registrati in Medio Oriente.

    I futures sul greggio statunitense hanno perso oltre il 3% dopo l’accordo tra Israele e Libano per il rinnovo del cessate il fuoco. L’intesa resta subordinata alla cessazione degli attacchi da parte di Hezbollah e al ritiro dei suoi membri dalle aree a sud del fiume Litani.

    La discesa dei prezzi energetici ha contribuito a ridurre i timori inflazionistici e a migliorare parzialmente il sentiment degli investitori.

    Attesa per il rapporto sul lavoro

    Gli operatori si sono mostrati prudenti in vista della pubblicazione del rapporto mensile sull’occupazione negli Stati Uniti prevista per venerdì.

    Nel frattempo, il Dipartimento del Lavoro ha comunicato un aumento inatteso delle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione nella settimana conclusa il 30 maggio.

    I dati sull’occupazione saranno osservati con attenzione per valutare la solidità dell’economia statunitense e le future decisioni della Federal Reserve.

    Wall Street chiude in ribasso tra le incertezze geopolitiche

    Mercoledì gli indici americani hanno archiviato la seduta in territorio negativo dopo diversi giorni di rialzi.

    Il Dow Jones ha perso 620,72 punti, pari all’1,2%, chiudendo a 50.687,07 punti. Il Nasdaq è arretrato dello 0,9% a 26.853,98 punti, mentre l’S&P 500 ha ceduto lo 0,7% a 7.553,68 punti.

    Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, le forze americane hanno intercettato diversi missili balistici e droni iraniani prima di effettuare attacchi di “autodifesa” sull’isola di Qeshm.

    “Per il momento, la propensione al rischio rimane sostenuta, ma con valutazioni elevate e aspettative di politica monetaria in evoluzione, i mercati sembrano sempre più sensibili a qualsiasi segnale di indebolimento della crescita e degli utili”, ha affermato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.

    Il settore dei servizi sorprende positivamente

    Sul fronte macroeconomico, l’Institute for Supply Management ha comunicato una crescita dell’attività nel settore dei servizi superiore alle attese.

    L’indice ISM Services PMI è salito a 54,5 a maggio da 53,6 di aprile, superando le previsioni degli economisti ferme a 53,7.

    Nonostante il dato positivo, il comparto software ha registrato forti ribassi, con il Dow Jones U.S. Software Index in calo del 4%.

    Anche i titoli auriferi sono scesi, con l’indice NYSE Arca Gold Bugs in ribasso del 3,6%, mentre biotech, semiconduttori ed energia hanno contribuito a limitare le perdite complessive del mercato.

  • Le borse europee avanzano dopo il rinnovo della tregua tra Israele e Libano: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee avanzano dopo il rinnovo della tregua tra Israele e Libano: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno chiuso in rialzo giovedì dopo che Israele e Libano hanno concordato di rinnovare il fragile cessate il fuoco, offrendo agli investitori un motivo di sollievo dopo diversi giorni di escalation militare caratterizzati da attacchi con droni e bombardamenti.

    Nonostante il clima più favorevole, i rialzi sono rimasti contenuti a causa delle persistenti preoccupazioni legate al mercato del credito privato, alle tensioni commerciali, all’inflazione e alle prospettive sui tassi di interesse.

    Il CAC 40 francese ha guidato i guadagni con un progresso dell’1,1%, seguito dal DAX tedesco in rialzo dello 0,6%. In controtendenza, il FTSE 100 britannico ha ceduto lo 0,2%.

    I titoli protagonisti della seduta

    Tra i singoli titoli, Vivendi (EU:VIV) ha perso il 4,6% dopo aver subito una sconfitta nel ricorso contro le autorità antitrust dell’Unione Europea, un esito che ha pesato sul sentiment degli investitori.

    Remy Cointreau (EU:RCO) ha invece registrato un balzo dell’11% dopo che l’amministratore delegato Franck Marilly ha presentato un ambizioso piano di trasformazione triennale volto a rafforzare crescita e redditività.

    Ad Amsterdam, Universal Music Group (EU:UMG) è scesa del 5,6% dopo che Pershing Square, il fondo guidato da Bill Ackman, ha ceduto la propria partecipazione residua nella maggiore società musicale al mondo.

    Pharming Group (EU:PHARM) ha guadagnato circa il 2% dopo aver annunciato che la Food and Drug Administration statunitense ha accettato la domanda supplementare ripresentata per Joenja, destinata al trattamento dei bambini tra i quattro e gli undici anni affetti da APDS.

    A Londra, CMC Markets (LSE:CMCX) è salita del 13% dopo aver migliorato le previsioni sul reddito operativo netto per l’esercizio fiscale 2027.

    Royal Philips (EU:PHIA) ha guadagnato circa l’1% dopo aver annunciato una nuova alleanza strategica della durata di sette anni con WellSpan Health.

    Prudenza ancora presente sui mercati

    Sebbene il rinnovo della tregua abbia favorito il sentiment degli investitori, il contesto generale resta caratterizzato da cautela.

    I mercati continuano infatti a monitorare gli sviluppi geopolitici, l’evoluzione dell’inflazione, le decisioni delle banche centrali e le condizioni dei mercati del credito.

    Di conseguenza, il miglioramento della propensione al rischio è rimasto limitato nonostante i rialzi registrati dalla maggior parte dei principali listini europei.

  • Il petrolio arretra dopo l’accordo sul cessate il fuoco tra Israele e Libano

    Il petrolio arretra dopo l’accordo sul cessate il fuoco tra Israele e Libano

    I prezzi del petrolio hanno chiuso in ribasso giovedì, interrompendo una serie di tre sedute positive, mentre gli investitori valutavano gli sviluppi diplomatici in Medio Oriente e i segnali di un restringimento dell’offerta negli Stati Uniti.

    Il Brent ha perso l’1,5% a 96,30 dollari al barile, mentre il WTI statunitense è sceso dell’1,2% a 94,84 dollari al barile.

    La flessione è arrivata dopo il forte rialzo della seduta precedente, che aveva portato entrambi i benchmark ai massimi da oltre una settimana.

    Il cessate il fuoco riduce parte delle tensioni ma i rischi restano elevati

    I mercati energetici continuano a seguire con attenzione il conflitto che coinvolge Iran, Israele e Stati Uniti, una delle principali fonti di volatilità per il mercato petrolifero.

    Tra gli ultimi sviluppi figurano attacchi iraniani contro infrastrutture nel Golfo e operazioni militari statunitensi nei pressi dello Stretto di Hormuz, mentre Israele ha proseguito le operazioni contro le postazioni di Hezbollah nel Libano meridionale.

    L’accordo di cessate il fuoco annunciato mercoledì tra Israele e Libano ha contribuito ad alleviare parte delle preoccupazioni del mercato. Tuttavia, la sua attuazione resta subordinata alla cessazione delle ostilità da parte di Hezbollah, che non ha preso parte ai negoziati.

    Nonostante l’intesa, i colloqui tra Washington e Teheran continuano a registrare progressi limitati, mantenendo elevata l’incertezza sull’evoluzione dei flussi energetici regionali.

    Le preoccupazioni si sono parzialmente attenuate dopo che il presidente Donald Trump ha affermato che l’Iran avrebbe accettato di non perseguire lo sviluppo di armi nucleari.

    Secondo il Wall Street Journal, Trump avrebbe inoltre detto ai suoi collaboratori che non autorizzerà nuovi attacchi contro l’Iran salvo il caso in cui vengano uccisi militari statunitensi.

    La Camera dei Rappresentanti ha inoltre approvato una misura volta a limitare un ulteriore coinvolgimento militare americano, sebbene il provvedimento debba ancora affrontare un complesso iter legislativo.

    “Ogni giorno che passa senza una ripresa dei flussi petroliferi rende il mercato sempre più vulnerabile. Questo aumenta la pressione per raggiungere un accordo”, hanno scritto gli analisti di ING.

    Il calo delle scorte negli Stati Uniti evidenzia un mercato in tensione

    A sostenere i prezzi è stato il forte calo delle scorte di greggio negli Stati Uniti.

    Secondo i dati dell’Energy Information Administration, le scorte sono diminuite di 8 milioni di barili nella settimana conclusa il 29 maggio, ben oltre le attese del mercato per una riduzione di circa 3 milioni di barili.

    “Sebbene le scorte diminuiscano stagionalmente quando le raffinerie aumentano i tassi di utilizzo, il ritmo del calo è stato più rapido del normale”, hanno osservato gli analisti di ING.

    Anche la forte domanda internazionale ha contribuito alla riduzione delle scorte, con le esportazioni statunitensi di greggio salite a 5,9 milioni di barili al giorno.

    Gli analisti continuano a monitorare attentamente i livelli di inventario globali, avvertendo che il proseguimento degli attuali prelievi potrebbe lasciare il mercato particolarmente esposto a eventuali shock dell’offerta in vista del picco della domanda estiva.

  • L’oro sale mentre il cessate il fuoco tra Israele e Libano attenua i timori inflazionistici e indebolisce il dollaro

    L’oro sale mentre il cessate il fuoco tra Israele e Libano attenua i timori inflazionistici e indebolisce il dollaro

    I prezzi dell’oro sono aumentati giovedì, sostenuti dal calo del petrolio e dall’indebolimento del dollaro statunitense dopo i progressi diplomatici tra Israele e Libano, mentre gli investitori attendono importanti dati sul mercato del lavoro statunitense.

    Alle 06:23 ET (10:23 GMT), l’oro spot guadagnava lo 0,7% a 4.465,24 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro salivano dello 0,6% a 4.493,12 dollari l’oncia.

    Il metallo prezioso ha trovato supporto dopo che Israele e Libano hanno concordato di rinnovare un fragile cessate il fuoco, alimentando le speranze che i progressi diplomatici possano favorire un accordo più ampio tra Stati Uniti e Iran.

    Qualsiasi intesa tra Washington e Teheran resta strettamente legata alla stabilità in Libano, dove le forze israeliane sostenute dagli Stati Uniti sono impegnate contro Hezbollah, il gruppo sostenuto dall’Iran.

    Dopo un quarto round di colloqui mediati dagli Stati Uniti, Israele e Libano hanno dichiarato che la tregua sarà “subordinata alla completa cessazione del fuoco da parte di Hezbollah e all’evacuazione di tutti gli operativi di Hezbollah” dalle aree a sud del fiume Litani.

    “Questi passi consentiranno progressi verso un accordo globale di pace e sicurezza”, hanno affermato le due parti in una dichiarazione congiunta.

    Hezbollah non ha partecipato ai negoziati.

    L’attenzione dei mercati è rimasta focalizzata anche sulle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che mercoledì ha affermato che i colloqui con l’Iran potrebbero registrare sviluppi significativi già nel fine settimana. Anche il ministro degli Esteri iraniano ha confermato che i canali di comunicazione con Washington restano aperti.

    Secondo il Wall Street Journal, Trump avrebbe inoltre comunicato ai propri consiglieri che non intende riprendere le operazioni militari contro l’Iran a meno che personale americano non venga ucciso.

    Nel frattempo, cresce la pressione politica interna per porre fine al conflitto. La Camera dei Rappresentanti ha approvato una risoluzione volta a limitare ulteriori azioni militari, sebbene il provvedimento debba ancora ottenere il via libera del Senato.

    Il calo del petrolio sostiene il metallo prezioso

    I mercati energetici hanno reagito positivamente agli sviluppi diplomatici.

    I futures sul Brent sono scesi dell’1,5% a 96,30 dollari al barile, mentre il WTI statunitense ha perso l’1,2% a 94,84 dollari al barile.

    Nonostante il ribasso, i prezzi del greggio restano ben al di sopra dei livelli precedenti al conflitto. Le restrizioni ai flussi commerciali nello Stretto di Hormuz continuano infatti a influenzare i mercati energetici globali e a mantenere vive le preoccupazioni inflazionistiche.

    Gli investitori temono che costi energetici elevati possano alimentare una nuova ondata di inflazione, costringendo le banche centrali a mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo. Uno scenario generalmente sfavorevole per asset privi di rendimento come l’oro.

    Tuttavia, i rendimenti obbligazionari sono diminuiti durante la seduta, offrendo ulteriore sostegno ai prezzi del metallo giallo.

    “Ci aspettiamo che la maggior parte delle banche centrali dei mercati sviluppati, inclusi la Federal Reserve, la Bank of England e altre, mantengano i tassi invariati nel breve termine”, hanno scritto gli analisti di UBS.

    Attesa per i dati sul lavoro negli Stati Uniti

    L’attenzione degli investitori si sposta ora sul rapporto mensile sull’occupazione negli Stati Uniti in uscita venerdì.

    I dati potrebbero fornire indicazioni importanti sulla solidità dell’economia americana e sull’impatto economico del conflitto in Medio Oriente.

    Per il mercato dell’oro, il report potrebbe risultare particolarmente rilevante, poiché le aspettative sulle future mosse della Federal Reserve continuano a rappresentare uno dei principali driver dei prezzi del metallo prezioso.

  • Pirelli recupera terreno dopo aver respinto le accuse sull’esposizione alla Russia (PIRC)

    Pirelli recupera terreno dopo aver respinto le accuse sull’esposizione alla Russia (PIRC)

    Pirelli (BIT:PIRC) è tornata in rialzo giovedì dopo aver respinto con decisione le accuse formulate dalla società di ricerca Grizzly Research riguardo alla propria esposizione al mercato russo.

    Il titolo aveva inizialmente registrato un forte calo, arrivando a perdere fino al 13% nel corso della seduta, prima di recuperare terreno e tornare in territorio positivo dopo la replica della società. Successivamente le azioni mostravano un rialzo di circa lo 0,6%.

    La controversia è nata in seguito alla pubblicazione di un report da parte di Grizzly Research, che ha messo in discussione l’effettiva rilevanza delle attività di Pirelli in Russia. La società di ricerca, che ha dichiarato di detenere una posizione corta sul titolo, sostiene che documenti depositati in Russia indichino che circa il 10% dell’utile netto di Pirelli derivi da operazioni nel Paese.

    Secondo Grizzly Research, questo dato sarebbe in contrasto con quanto comunicato da Pirelli, che attribuisce alla Russia, insieme a Medio Oriente, Africa e India, circa il 6% dei ricavi complessivi del gruppo.

    Pirelli ha respinto con fermezza tali affermazioni, dichiarando che il contenuto del report “does not reflect the truth” e annunciando l’intenzione di intraprendere azioni legali contro chiunque diffonda informazioni ritenute false.

    La società ha precisato che agirà “in all jurisdictions against those who spread this false information.”

    Nel report, Grizzly Research ha inoltre ipotizzato che la crescita registrata in Russia possa essere legata alla domanda derivante dal conflitto in Ucraina.

    Pirelli ha negato qualsiasi coinvolgimento in attività di carattere militare, sottolineando di non produrre pneumatici destinati a usi militari. La società ha aggiunto che tale informazione era già stata “communicated some time ago to the competent Italian authorities.”

    La vicenda evidenzia la crescente attenzione rivolta alle attività delle multinazionali presenti in Russia, in un contesto in cui investitori e autorità continuano a monitorare con particolare attenzione i rischi geopolitici e la trasparenza delle operazioni internazionali.

    Nonostante la brusca reazione iniziale del mercato, la pronta risposta dell’azienda e la decisione di procedere per vie legali hanno contribuito a rassicurare parte degli investitori.

    Più informazioni su Pirelli & C.

    Pirelli & C. è uno dei principali produttori mondiali di pneumatici, specializzato nel segmento premium e ad alte prestazioni per automobili e motocicli. Con sede a Milano, il gruppo opera attraverso una rete globale di impianti produttivi e canali distributivi che servono clienti in Europa, nelle Americhe, in Asia-Pacifico, Medio Oriente e Africa.

    L’azienda è particolarmente nota per la sua presenza nel segmento prestige e per le collaborazioni con alcuni dei più importanti produttori automobilistici al mondo. Attraverso continui investimenti in innovazione, sostenibilità e tecnologie per la mobilità avanzata, Pirelli punta a consolidare ulteriormente la propria posizione nel mercato globale degli pneumatici.