Author: Fiona Craig

  • Futures USA in calo mentre gli investitori attendono il vertice Trump-Xi e valutano l’aumento dei rendimenti: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Futures USA in calo mentre gli investitori attendono il vertice Trump-Xi e valutano l’aumento dei rendimenti: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sugli indici azionari statunitensi sono scesi giovedì, mentre gli investitori valutavano l’aumento dei rendimenti obbligazionari globali, dati più elevati sull’attività economica e il rialzo dei prezzi del petrolio in vista dell’incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping.

    Alle 02:55 ET, i futures sul Dow erano in calo di 155 punti, pari allo 0,3%, mentre quelli sull’S&P 500 perdevano 37 punti, o lo 0,5%. I futures sul Nasdaq 100 cedevano 211 punti, pari allo 0,7%.

    Anche i principali indici azionari statunitensi erano scesi nella seduta precedente, mentre i rendimenti dei Treasury aumentavano dopo dati sull’attività economica statunitense superiori alle attese. Il PMI composito statunitense è salito a 58,4 a settembre, il livello più alto da luglio 2021.

    Anche il petrolio è tornato sopra i 100 dollari al barile mentre gli investitori monitoravano gli sviluppi relativi al conflitto con l’Iran e le prospettive per le forniture energetiche.

    Commercio e intelligenza artificiale al centro dell’incontro Trump-Xi

    Trump e Xi dovrebbero incontrarsi a Washington giovedì, con commercio, intelligenza artificiale e altri aspetti delle relazioni tra Stati Uniti e Cina tra i temi attesi nei colloqui.

    I due Paesi operano nell’ambito di una tregua commerciale dopo precedenti tornate di aumenti dei dazi. Gli investitori stanno monitorando la possibilità di una proroga degli accordi e l’eventuale raggiungimento di ulteriori intese commerciali durante l’incontro.

    L’intelligenza artificiale rappresenta un altro tema in discussione. Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato, dopo i colloqui con il vicepremier cinese He Lifeng, che gli Stati Uniti hanno proposto un meccanismo di notifica sulla sicurezza dell’IA da sottoporre all’esame di Trump e Xi.

    La proposta farebbe parte di un potenziale dialogo tra Stati Uniti e Cina sull’intelligenza artificiale e riguarderebbe incidenti considerati rilevanti per la sicurezza nazionale. La risposta della Cina alla proposta non era stata chiarita.

    Rendimenti obbligazionari in rialzo dopo i dati sull’attività USA

    I mercati obbligazionari globali sono rimasti al centro dell’attenzione dopo l’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi in seguito ai dati preliminari sull’attività economica di S&P Global.

    Il PMI composito statunitense ha raggiunto a settembre il livello più alto in oltre cinque anni, mentre i rendimenti dei Treasury sono saliti ai massimi pluriennali con l’aumento delle aspettative del mercato per ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.

    Gli analisti di Deutsche Bank hanno affermato che “questo faceva parte di una tendenza globale”, facendo riferimento anche ai dati più elevati sull’attività economica al di fuori degli Stati Uniti.

    “Semmai, il segnale iniziale proveniente dai PMI suggeriva che la crescita stesse accelerando a settembre in molte delle maggiori economie mondiali”, hanno affermato gli analisti.

    Le aspettative di mercato per un ulteriore inasprimento monetario da parte della Federal Reserve sono aumentate dopo i dati, anche se rimangono soggette ai prossimi indicatori economici e alle future decisioni della banca centrale.

    Brent torna sopra i 100 dollari

    Il Brent è salito di oltre il 3% nella seduta descritta dal materiale fornito, interrompendo una serie di cinque sessioni consecutive di ribassi e tornando sopra i 100 dollari al barile.

    I mercati petroliferi hanno continuato a monitorare gli sviluppi diplomatici tra Stati Uniti e Iran e le prospettive per il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz.

    I precedenti ribassi del greggio avevano inoltre coinciso con notizie relative a una maggiore disponibilità attraverso l’oleodotto East-West dell’Arabia Saudita.

    “Nel complesso, quei dati elevati e il rimbalzo del petrolio hanno alimentato crescenti speculazioni su rialzi dei tassi più rapidi”, secondo gli analisti di Deutsche Bank.

    Attesi i risultati di Costco

    Costco (NASDAQ:COST) è tra le società che dovrebbero pubblicare i risultati del quarto trimestre fiscale.

    Nel trimestre precedente, il rivenditore aveva registrato vendite superiori alle previsioni, con la domanda di benzina a prezzi inferiori tra i fattori citati nel materiale fornito.

    I precedenti risultati della società avevano inoltre indicato che i consumatori rimanevano selettivi sugli acquisti di maggiore valore in un contesto di inflazione elevata, mentre gli sforzi di Costco per limitare gli aumenti dei prezzi di alcuni prodotti alimentari avevano inciso sui margini del terzo trimestre.

    Le azioni Costco registravano un rialzo superiore al 5% da inizio anno nel periodo coperto dalla fonte.

  • Prezzi del gas europeo in rialzo dell’1,6% mentre i mercati seguono i colloqui USA-Iran

    Prezzi del gas europeo in rialzo dell’1,6% mentre i mercati seguono i colloqui USA-Iran

    I futures sul gas naturale all’ingrosso in Europa e nel Regno Unito sono aumentati giovedì, mentre gli operatori monitoravano i negoziati tra Stati Uniti e Iran e le possibili implicazioni per le spedizioni di gas naturale liquefatto attraverso lo Stretto di Hormuz.

    Il contratto TTF olandese front-month di riferimento è salito dell’1,6% a 74,50 euro per megawattora, recuperando dopo aver recentemente raggiunto il livello più basso in quasi tre settimane.

    Nel Regno Unito, anche l’equivalente contratto all’ingrosso NBP ha guadagnato l’1,6%, raggiungendo 185,85 pence per therm.

    I movimenti sono avvenuti mentre i funzionari statunitensi e iraniani rimanevano divisi sulle condizioni di un accordo, comprese le questioni relative allo Stretto di Hormuz.

    I negoziati tra Stati Uniti e Iran restano sotto osservazione

    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato alle Nazioni Unite che potrebbe “annientare” l’Iran se non fosse raggiunto un accordo, facendo al contempo riferimento ai negoziati tra le due parti.

    Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha successivamente respinto la minaccia di Trump e ha affermato che l’Iran non si sarebbe arreso, pur ribadendo che Teheran rimane aperta alla diplomazia.

    I negoziati hanno implicazioni per i mercati energetici poiché lo Stretto di Hormuz rappresenta un’importante rotta di transito per le forniture energetiche provenienti dal Golfo Persico.

    Gli operatori stanno monitorando i possibili tempi di una riapertura della via marittima e le implicazioni per i carichi di GNL, comprese le forniture provenienti dal Qatar.

    Le riserve di gas dell’UE sono a circa il 70%

    Le scorte europee di gas sono rimaste al centro dell’attenzione in vista della stagione di riscaldamento.

    I dati di Gas Infrastructure Europe hanno mostrato che gli stoccaggi sotterranei dell’UE erano pieni al 70,24% al 23 settembre, con circa 794,84 TWh di gas immagazzinato.

    Le iniezioni negli impianti di stoccaggio sono proseguite, ma i livelli delle scorte sono rimasti inferiori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    I livelli di stoccaggio, le condizioni delle forniture di GNL e gli sviluppi geopolitici sono rimasti tra i fattori valutati dagli operatori europei del gas in vista della stagione invernale.

  • Borse europee in calo mentre gli investitori seguono i colloqui USA-Iran e l’aumento dei rendimenti: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in calo mentre gli investitori seguono i colloqui USA-Iran e l’aumento dei rendimenti: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno registrato un calo giovedì, mentre gli investitori monitoravano i colloqui diplomatici tra Stati Uniti e Iran, gli sviluppi nel settore tecnologico e l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato.

    Lo STOXX 600 ha perso lo 0,4%, mentre il DAX tedesco è sceso dello 0,6% e il CAC 40 francese dello 0,4%. Il FTSE 100 di Londra ha ceduto lo 0,3%.

    I mercati attendevano inoltre i colloqui tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping previsti nel corso della giornata, con le relazioni commerciali e le politiche sulle esportazioni tecnologiche tra i temi al centro dell’attenzione.

    I negoziati tra Stati Uniti e Iran restano sotto osservazione

    Le aspettative di un accordo immediato tra Stati Uniti e Iran si sono ridotte mentre i funzionari dei due Paesi rimanevano divisi sui termini di una possibile intesa e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.

    I colloqui si svolgevano nel contesto dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, mentre gli investitori continuavano a monitorare le possibili implicazioni per i mercati energetici.

    Anche i titoli tecnologici sono rimasti sotto osservazione dopo i commenti di dirigenti del settore sui rischi legati all’implementazione dell’intelligenza artificiale nel breve termine, sui tempi di monetizzazione e sui potenziali requisiti normativi.

    “Le aspettative per il vertice Trump-Xi sono modeste, ma questo non significa che sia privo di importanza. Dalle terre rare e dai dazi all’intelligenza artificiale e al conflitto in Medio Oriente, questo incontro ha implicazioni concrete per l’economia globale”, ha dichiarato Lukman Otunuga, responsabile della ricerca di mercato di FXTM.

    Debito pubblico francese sotto osservazione

    Gli asset francesi sono rimasti al centro dell’attenzione in vista dei dati sul clima delle imprese e sulla fiducia dei consumatori attesi nel corso della seduta.

    Secondo i dati forniti, il costo per assicurare il debito sovrano francese contro il rischio di insolvenza attraverso i credit default swap ha raggiunto i massimi degli ultimi anni.

    I titoli di Stato francesi hanno inoltre sottoperformato alcune aree del mercato obbligazionario dell’Eurozona mentre gli investitori valutavano la situazione fiscale del Paese e i negoziati parlamentari sulla politica di bilancio.

    Rendimenti dei Treasury statunitensi in rialzo

    I rendimenti dei Treasury statunitensi sono aumentati durante la notte mentre i mercati rivalutavano le prospettive della politica monetaria della Federal Reserve.

    Secondo i dati forniti dal CME FedWatch, i mercati attribuivano una probabilità di circa il 70% a un ulteriore aumento dei tassi di interesse della Federal Reserve il mese prossimo, rispetto a circa il 50% in precedenza.

    Si tratta di una probabilità implicita nelle quotazioni di mercato e non indica che la Federal Reserve aumenterà necessariamente i tassi durante la prossima riunione.

    L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato è stato tra i fattori valutati dagli investitori azionari insieme ai prezzi dell’energia, alle aspettative sulla politica delle banche centrali e agli sviluppi geopolitici.

  • Rendimenti dell’Eurozona in rialzo dopo i dati sull’attività economica

    Rendimenti dell’Eurozona in rialzo dopo i dati sull’attività economica

    I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono aumentati lungo le diverse scadenze giovedì, mentre gli investitori valutavano dati sull’attività economica più elevati in Europa e negli Stati Uniti e le possibili implicazioni per la politica monetaria.

    Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni, uno dei principali riferimenti per il debito pubblico dell’Eurozona, è salito al 3,549%.

    Il movimento ha seguito l’aumento di mercoledì, quando il rendimento decennale aveva registrato il maggiore incremento giornaliero in oltre due mesi.

    Sulla parte più breve della curva, il rendimento dello Schatz tedesco a due anni è salito al 3,303%, il livello più alto da settembre 2023. Nella seduta precedente aveva registrato il maggiore aumento giornaliero in quasi due settimane.

    Accelera l’attività economica nell’Eurozona

    I dati preliminari degli indici dei responsabili degli acquisti (PMI) hanno indicato che l’attività economica dell’Eurozona è cresciuta al ritmo più rapido degli ultimi tre anni.

    I dati hanno superato le aspettative degli economisti e hanno contribuito a modificare le aspettative del mercato sul futuro andamento dei tassi di interesse.

    Dati separati provenienti dagli Stati Uniti hanno inoltre indicato il proseguimento dell’attività nei settori dei servizi e manifatturiero.

    Dopo la pubblicazione dei dati, i mercati monetari hanno ridotto le aspettative di tagli dei tassi di interesse nel breve termine.

    I mercati rivalutano le prospettive sui tassi della BCE

    I dati economici hanno inoltre contribuito ad aumentare le aspettative del mercato secondo cui la Banca centrale europea potrebbe mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo o prendere in considerazione ulteriori aumenti dei tassi di interesse.

    Gli operatori stanno valutando il possibile impatto dei costi dei fattori produttivi legati all’energia sull’inflazione di fondo e le relative implicazioni per le future decisioni della BCE.

    Queste aspettative riflettono le valutazioni del mercato e non rappresentano decisioni future già confermate dalla BCE.

    I rendimenti dei Treasury statunitensi incidono sui mercati europei

    I movimenti del mercato obbligazionario europeo hanno coinciso con un aumento dei rendimenti negli Stati Uniti, dove gli investitori stavano rivalutando anche le prospettive della politica monetaria della Federal Reserve.

    Secondo i dati sui futures forniti, i mercati attribuivano una probabilità di circa il 70% a un aumento dei tassi della Federal Reserve in ottobre.

    Si tratta di una probabilità implicita nelle quotazioni di mercato e non indica che la Federal Reserve aumenterà necessariamente i tassi durante quella riunione.

    Titoli di Stato francesi sotto osservazione

    Il debito pubblico francese è rimasto sotto osservazione mentre gli investitori monitoravano il dibattito sul bilancio del Paese e le proiezioni relative al rapporto debito/PIL.

    Secondo i dati forniti, il costo per assicurarsi contro il rischio sul debito sovrano francese attraverso i credit default swap è rimasto vicino ai massimi pluriennali.

    Lo spread di rendimento tra gli OAT francesi a 10 anni e i Bund tedeschi è rimasto elevato, riflettendo una diversa valutazione di mercato del debito pubblico dei due Paesi.

  • La quota di mercato delle auto elettriche nell’UE sale al 21,7% mentre calano benzina e diesel

    La quota di mercato delle auto elettriche nell’UE sale al 21,7% mentre calano benzina e diesel

    I veicoli elettrici e ibridi hanno aumentato la loro quota nel mercato automobilistico dell’Unione europea nei primi otto mesi dell’anno, mentre sono diminuite le immatricolazioni dei modelli a benzina e diesel, secondo i dati dell’Associazione europea dei costruttori di automobili.

    Le immatricolazioni complessive di nuove auto nell’UE sono aumentate del 5,3% da inizio anno fino ad agosto.

    Le azioni Stellantis (BIT:STLAM) perdevano l’1,4% alle 07:29 GMT dopo la pubblicazione dei dati. Le informazioni fornite non consentono di stabilire che il rapporto sulle immatricolazioni sia stato l’unico fattore alla base del movimento del titolo.

    La quota delle auto elettriche a batteria raggiunge il 21,7%

    I veicoli elettrici a batteria hanno rappresentato il 21,7% del mercato automobilistico dell’UE nel periodo, rispetto al 15,8% dell’anno precedente.

    Nei primi otto mesi dell’anno sono stati immatricolati complessivamente 1.641.333 veicoli elettrici a batteria.

    Tra i mercati evidenziati nei dati, le immatricolazioni di auto elettriche a batteria sono aumentate del 74,2% in Francia, del 53,1% in Germania e del 40,9% in Danimarca.

    I tre Paesi hanno rappresentato complessivamente il 64% delle immatricolazioni di veicoli elettrici a batteria nell’UE.

    Le auto ibride rappresentano il 36,6% del mercato UE

    I veicoli ibridi hanno rappresentato il 36,6% del mercato dell’UE, con 2.759.718 immatricolazioni nel periodo.

    Le immatricolazioni sono aumentate del 21% in Spagna e del 20,5% in Italia.

    I veicoli ibridi plug-in hanno aumentato la loro quota di mercato al 10%, dall’8,8% dell’anno precedente, con 758.082 unità immatricolate. I dati hanno mostrato aumenti delle immatricolazioni di ibridi plug-in in mercati tra cui Italia, Spagna e Germania.

    La quota di benzina e diesel scende al 29%

    Le immatricolazioni di auto a benzina sono diminuite del 18,6%, compreso un calo del 35,8% in Francia.

    Anche le immatricolazioni di veicoli diesel sono diminuite del 18,6%.

    Complessivamente, i veicoli a benzina e diesel hanno rappresentato il 29% del mercato dell’UE, rispetto al 37,5% dell’anno precedente.

    I dati hanno inoltre indicato un aumento della presenza delle case automobilistiche cinesi nei mercati dell’UE, del Regno Unito e dei Paesi dell’Associazione europea di libero scambio.

  • EBA: la frammentazione del mercato bancario UE limita i finanziamenti transfrontalieri

    EBA: la frammentazione del mercato bancario UE limita i finanziamenti transfrontalieri

    La frammentazione del mercato bancario dell’Unione europea limita la capacità degli istituti di raggiungere la scala necessaria per finanziare investimenti in settori tra cui digitalizzazione, sicurezza economica e difesa, secondo François-Louis Michaud, presidente dell’Autorità bancaria europea (EBA).

    In un’intervista a Reuters, Michaud ha affermato che le banche europee restano altamente capitalizzate e continuano a registrare utili solidi, ma devono affrontare vincoli derivanti dalle differenze esistenti all’interno del mercato unico dell’UE.

    Michaud ha descritto il mercato unico europeo come “non così unico come dovrebbe essere”.

    L’Europa deve finanziare investimenti in diversi settori

    “Sappiamo che l’Europa deve finanziare tutte queste trasformazioni: digitalizzazione, ambiente, demografia, sicurezza economica e difesa”, ha dichiarato Michaud. “È una questione esistenziale per il futuro dell’Europa.”

    La Commissione europea sta portando avanti misure volte a sostenere gli investimenti nella digitalizzazione, nella difesa e nella sicurezza economica.

    La sua agenda per la competitività comprende inoltre iniziative destinate a facilitare l’attività bancaria transfrontaliera e ad approfondire l’integrazione all’interno del mercato unico dell’UE.

    Le differenze tra le normative nazionali aumentano i costi

    Michaud ha affermato che le fusioni tra banche non rappresentano l’unica soluzione al problema.

    Dal punto di vista dell’EBA, anche un aumento dei prestiti transfrontalieri e una maggiore integrazione finanziaria potrebbero contribuire ad ampliare la scala dell’attività bancaria nell’UE.

    Le differenze tra gli Stati membri in materia di fiscalità, norme sull’insolvenza e tutela dei consumatori possono aumentare i costi e la complessità per le banche che offrono prodotti standardizzati in diversi mercati dell’UE, ha affermato Michaud.

    Secondo il presidente dell’EBA, queste differenze possono inoltre limitare la capacità delle banche di conseguire economie di scala all’interno dell’Unione.

  • FTSE MIB poco mosso in avvio, Banco BPM sale dell’1,7%

    FTSE MIB poco mosso in avvio, Banco BPM sale dell’1,7%

    La Borsa di Milano si è mantenuta sostanzialmente invariata nelle prime contrattazioni, mentre gli investitori monitoravano i prezzi del petrolio sopra i 100 dollari al barile, gli sviluppi internazionali e l’atteso incontro tra i presidenti di Stati Uniti e Cina.

    Il FTSE MIB risultava poco mosso intorno alle 9:30, in linea con un andamento contenuto degli altri mercati europei e di gran parte delle borse asiatiche.

    A Milano, i titoli energetici guadagnavano circa lo 0,3% e il settore bancario avanzava anch’esso dello 0,3%, mentre il comparto automobilistico perdeva lo 0,5%.

    Banco BPM guadagna l’1,7%

    Banco BPM (BIT:BAMI) saliva dell’1,7% in seguito a nuove indiscrezioni di mercato su un possibile interesse da parte di UniCredit (BIT:UCG), che perdeva lo 0,2%.

    Le indiscrezioni facevano inoltre riferimento a un possibile coinvolgimento di Credit Agricole. Il materiale fornito non contiene ulteriori informazioni che confermino un’operazione e le indicazioni restano indiscrezioni di mercato.

    Tenaris sale, Stellantis e Leonardo in calo

    Tra i titoli legati all’energia, Tenaris (BIT:TEN) guadagnava l’1,3% mentre il petrolio si manteneva sopra i 100 dollari al barile, pur registrando un arretramento rispetto ai massimi della seduta precedente.

    Stellantis (BIT:STLAM) perdeva l’1,2% dopo la pubblicazione dei dati sulle immatricolazioni europee. Nell’ultimo periodo, la crescita del gruppo automobilistico è risultata inferiore a quella del mercato complessivo.

    Leonardo (BIT:LDO) cedeva l’1,8% nelle prime contrattazioni.

  • Stellantis, quota di mercato UE scende al 14,0% ad agosto mentre le immatricolazioni crescono del 4,5%

    Stellantis, quota di mercato UE scende al 14,0% ad agosto mentre le immatricolazioni crescono del 4,5%

    Le azioni Stellantis (BIT:STLAM) hanno registrato un calo giovedì dopo che i dati dell’Associazione europea dei costruttori di automobili hanno mostrato una diminuzione della quota del gruppo nel mercato delle autovetture dell’Unione europea ad agosto.

    La quota di mercato di Stellantis nell’UE si è attestata al 14,0% ad agosto, rispetto al 14,2% dello stesso mese dell’anno precedente, mentre le immatricolazioni complessive di nuove auto nell’UE sono aumentate del 4,5%.

    Le azioni della società hanno perso oltre l’1% dopo la pubblicazione dei dati.

    Stellantis mantiene una quota del 15,9% da inizio anno

    Nei primi otto mesi dell’anno, la quota di Stellantis nel mercato UE è rimasta invariata al 15,9%.

    Le immatricolazioni del gruppo sono aumentate del 5,2% nel periodo, rispetto alla crescita del 5,3% registrata dal mercato complessivo dell’UE.

    Tra i singoli marchi, le immatricolazioni di Peugeot sono rimaste sostanzialmente invariate ad agosto e sono diminuite del 2,2% nei primi otto mesi dell’anno. Anche Jeep, Alfa Romeo e DS hanno registrato cali da inizio anno.

    Aumenta la quota dei veicoli elettrici nel mercato UE

    Le immatricolazioni complessive di nuove auto nell’UE sono aumentate del 5,3% nei primi otto mesi dell’anno.

    I veicoli elettrici a batteria hanno rappresentato il 21,7% delle immatricolazioni, rispetto al 15,8% dell’anno precedente. Nel periodo sono state immatricolate complessivamente 1.641.333 auto elettriche a batteria, con Francia, Germania e Danimarca tra i mercati che hanno registrato aumenti.

    I veicoli ibridi hanno rappresentato il 36,6% del mercato UE, confermandosi la principale categoria per tipo di alimentazione.

    La quota di mercato dei veicoli ibridi plug-in è salita al 10%, dall’8,8% dello stesso periodo dell’anno precedente.

    Diminuiscono le immatricolazioni di auto a benzina e diesel

    Le immatricolazioni di auto a benzina sono diminuite del 18,6% nei primi otto mesi dell’anno, con un calo del 35,8% in Francia.

    Anche le immatricolazioni di veicoli diesel sono diminuite del 18,6%.

    Complessivamente, i veicoli a benzina e diesel hanno rappresentato il 29% del mercato UE, in calo rispetto al 37,5% dello stesso periodo dell’anno precedente.

    I dati mostrano un cambiamento nella composizione delle immatricolazioni nell’UE verso motorizzazioni elettrificate. Le informazioni disponibili non consentono di stabilire in quale misura questo cambiamento abbia contribuito alla variazione della quota di mercato di Stellantis registrata ad agosto.

  • OVS, utile netto rettificato del primo semestre sale a €49,1 milioni con ricavi in aumento del 10,7%

    OVS, utile netto rettificato del primo semestre sale a €49,1 milioni con ricavi in aumento del 10,7%

    Le azioni OVS (BIT:OVS) hanno registrato un rialzo giovedì dopo che il gruppo italiano della moda ha comunicato un utile netto rettificato per il primo semestre superiore alle attese del mercato, insieme a un aumento delle vendite e dell’EBITDA rettificato.

    Il titolo guadagnava lo 0,99% a €5,61, dopo essere salito fino al 4% nelle prime fasi della seduta. Il FTSE MIB risultava sostanzialmente invariato.

    L’utile netto rettificato è salito a €49,1 milioni, rispetto alla stima di consenso Visible Alpha di €43,8 milioni.

    Ricavi a €877,4 milioni

    Le vendite nette consolidate sono aumentate del 10,7% a €877,4 milioni nel primo semestre, mentre l’EBITDA rettificato è cresciuto del 12,3% a €114,3 milioni.

    OVS ha attribuito l’aumento dei ricavi alla crescita delle vendite like-for-like dei suoi marchi, oltre al contributo derivante dall’integrazione di Goldenpoint.

    La società ha inoltre dichiarato che Goldenpoint ha raggiunto un EBITDA positivo nel periodo.

    OVS prevede un andamento favorevole nel secondo semestre

    L’amministratore delegato Stefano Beraldo ha dichiarato che le aspettative della società per il secondo semestre sono favorevoli, citando l’accoglienza riservata alle collezioni autunnali.

    Beraldo ha inoltre affermato che i margini potrebbero beneficiare dell’apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro statunitense e che la società non prevede un impatto negativo significativo derivante dagli altri costi operativi.

    Queste indicazioni rappresentano le aspettative del management e restano soggette all’andamento dell’attività nel resto dell’esercizio.

    Debito finanziario netto scende a €240,1 milioni

    OVS ha confermato le previsioni per la generazione di cassa dell’intero esercizio.

    Il debito finanziario netto si attestava a €240,1 milioni alla fine di luglio, in calo rispetto a €293,6 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente.

  • Futures di Wall Street in calo mentre gli investitori seguono Medio Oriente e IA: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    Futures di Wall Street in calo mentre gli investitori seguono Medio Oriente e IA: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures azionari statunitensi indicavano un’apertura in ribasso mercoledì, mentre gli investitori seguivano gli sviluppi diplomatici relativi al Medio Oriente e valutavano le novità nel settore dell’intelligenza artificiale, tra cui l’agente IA Muse di Meta.

    I futures sul Dow Jones perdevano lo 0,25%, quelli sull’S&P 500 cedevano lo 0,12% e quelli sul Nasdaq erano in calo dello 0,27%.

    L’attenzione era rivolta anche alle relazioni tra Stati Uniti e Cina, con il presidente cinese Xi Jinping in visita negli Stati Uniti dal 23 al 25 settembre. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dovrebbe tenere colloqui con Xi durante la visita.

    Il Nasdaq raggiunge un nuovo record

    Martedì le azioni statunitensi si sono mosse all’interno di un intervallo ristretto, chiudendo poi la seduta in direzioni contrastanti.

    Il Dow Jones Industrial Average ha perso 185,14 punti, pari allo 0,36%, chiudendo a 51.863,69. Il Nasdaq Composite ha guadagnato 122,18 punti, pari allo 0,45%, terminando a un nuovo record di 27.244,28, mentre l’S&P 500 è rimasto sostanzialmente invariato, con un calo di 0,06 punti a 7.764,64.

    I mercati hanno inoltre valutato le dichiarazioni rilasciate da Trump durante il suo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.

    Trump ha dichiarato di ritenere possibile un accordo con l’Iran dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, minacciando al contempo ulteriori azioni militari qualora non venga raggiunta un’intesa. Ha inoltre discusso i piani per ampliare la presenza militare statunitense in Groenlandia nell’ambito di un accordo di sicurezza che coinvolge Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia.

    I prezzi del petrolio prolungano il calo

    I prezzi dell’energia sono scesi mentre gli operatori valutavano la possibilità di progressi diplomatici tra Stati Uniti e Iran.

    Martedì il West Texas Intermediate è sceso per la quinta seduta consecutiva, con le notizie su possibili passi verso la riapertura dello Stretto di Hormuz che hanno contribuito alle aspettative del mercato sulle future forniture di petrolio.

    Secondo la fonte, il WTI con consegna a novembre è sceso di 5,20 dollari, pari al 5%, a 90,50 dollari al barile.

    Gli investitori hanno continuato a monitorare i prezzi dell’energia insieme alle prospettive per l’inflazione e per le future decisioni di politica monetaria della Federal Reserve.