Author: Fiona Craig

  • Le Borse europee arretrano mentre i timori sui tassi superano l’ottimismo per l’accordo con l’Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee arretrano mentre i timori sui tassi superano l’ottimismo per l’accordo con l’Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Apertura negativa per i mercati europei

    Le principali Borse europee hanno avviato la seduta in ribasso martedì, con l’entusiasmo iniziale per l’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran che ha lasciato rapidamente spazio alle preoccupazioni per tassi d’interesse destinati a rimanere elevati più a lungo.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 ha ceduto l’1%, mentre il DAX tedesco ha perso l’1,3%. Il CAC 40 francese e il FTSE MIB italiano hanno registrato entrambi un calo dell’1%.

    A Londra, il FTSE 100 è sceso dello 0,7%.

    I mercati osservano la situazione politica britannica

    Gli investitori continuano a monitorare le implicazioni politiche delle dimissioni del Primo Ministro Keir Starmer.

    Tuttavia, la reazione dei mercati è stata contenuta, segnale che gli operatori sembrano aver già scontato la possibilità che Andy Burnham emerga come principale candidato alla successione.

    La moderata risposta degli asset britannici suggerisce che l’incertezza politica non rappresenta attualmente una fonte significativa di preoccupazione per gli investitori.

    Inflazione e politica monetaria tornano protagoniste

    Nonostante gli indici europei rimangano vicini ai massimi storici, l’attenzione degli operatori si è spostata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente alle prospettive per l’inflazione e i tassi d’interesse.

    I mercati stanno valutando quanto l’impatto economico dei mesi di conflitto abbia già influenzato i prezzi al consumo e se la Banca Centrale Europea sarà costretta ad adottare ulteriori misure restrittive.

    La BCE ha già aumentato i tassi una volta nel corso dell’anno e i mercati continuano a prevedere la possibilità di un nuovo rialzo nella seconda metà del 2026.

    Attesa per i dati PMI dell’Eurozona

    L’attenzione si concentra ora sulla pubblicazione degli indici PMI di giugno, considerati un importante indicatore dello stato di salute dell’economia europea.

    I dati arrivano dopo le recenti dichiarazioni della presidente della BCE Christine Lagarde, secondo cui l’impatto inflazionistico è stato “large, but not yet large enough” da compromettere le aspettative di lungo termine.

    Lagarde ha inoltre sottolineato l’assenza di segnali di disancoraggio delle aspettative inflazionistiche o di effetti di secondo livello che possano giustificare una risposta più aggressiva della banca centrale.

    I mercati rivalutano le prospettive sui tassi

    L’ottimismo iniziale generato dall’accordo tra Washington e Teheran è stato ridimensionato dalle crescenti preoccupazioni per la politica monetaria globale.

    Gli investitori stanno infatti rivalutando il rischio che la Federal Reserve mantenga un orientamento restrittivo più a lungo del previsto, influenzando il sentiment sui mercati azionari internazionali.

    Di conseguenza, l’attenzione si è spostata dalle questioni geopolitiche alle prospettive dei tassi d’interesse.

    La stagione delle trimestrali potrebbe guidare i mercati

    Con il peso delle notizie geopolitiche in diminuzione, molti analisti ritengono che la prossima stagione delle trimestrali rappresenterà il principale catalizzatore per i mercati azionari europei.

    Fino alla pubblicazione dei risultati societari e dei nuovi aggiornamenti sulle prospettive aziendali, gli indici potrebbero muoversi in una fase di consolidamento dopo i forti rialzi registrati negli ultimi mesi.

    Heineken in controtendenza grazie al nuovo CEO

    Tra i singoli titoli, Heineken (EU:HEIA) si è distinta positivamente con un rialzo dell’1,5% dopo aver annunciato la nomina di Rafa Oliveira come nuovo amministratore delegato.

    La performance si è contrapposta alla debolezza generale del mercato, con gli investitori che hanno accolto favorevolmente il cambiamento ai vertici del gruppo.

  • I rendimenti dell’Eurozona scendono mentre la BCE rassicura i mercati e si attenuano le tensioni sullo Stretto di Hormuz

    I rendimenti dell’Eurozona scendono mentre la BCE rassicura i mercati e si attenuano le tensioni sullo Stretto di Hormuz

    I titoli di Stato beneficiano del calo dei timori energetici

    I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona hanno registrato un calo martedì, sostenuti dai commenti rassicuranti dei funzionari della Banca Centrale Europea e dai progressi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran.

    La prospettiva di una prolungata crisi energetica si è attenuata grazie al proseguimento dei negoziati diplomatici e all’aumento del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, fattori che hanno contribuito alla discesa dei prezzi del petrolio e favorito gli acquisti di debito sovrano.

    Il rendimento del Bund tedesco decennale di riferimento è sceso al 2,92%.

    L’attenzione si sposta sull’inflazione

    I mercati obbligazionari europei si mantengono vicino ai minimi delle ultime settimane mentre gli investitori spostano l’attenzione dalle tensioni geopolitiche immediate agli effetti inflazionistici lasciati da mesi di conflitto.

    La BCE ha già effettuato un rialzo dei tassi nel corso dell’anno e i mercati continuano a scontare la possibilità di un ulteriore aumento nella seconda metà del 2026.

    Gli operatori attendono ora la pubblicazione degli indici PMI di giugno, considerati un importante indicatore dello stato di salute dell’economia dell’area euro.

    I commenti della BCE riducono i timori di ulteriori strette

    Il sentiment di mercato è stato sostenuto dalle dichiarazioni della presidente della BCE Christine Lagarde, che ha indicato come le pressioni inflazionistiche restino sotto controllo nonostante le recenti turbolenze.

    Lagarde ha affermato che l’impatto sull’inflazione è stato “large, but not yet large enough” da compromettere le aspettative di inflazione di lungo termine.

    Ha inoltre sottolineato che non vi sono segnali di disancoraggio delle aspettative né effetti di secondo livello tali da richiedere una politica monetaria più aggressiva.

    In calo anche i rendimenti a breve termine

    Per gli investitori obbligazionari, il quadro resta caratterizzato dall’equilibrio tra il rallentamento della crescita economica e il rischio di ulteriori rialzi dei tassi.

    Il rendimento del titolo di Stato tedesco a due anni, particolarmente sensibile alle aspettative sulla politica monetaria della BCE, è sceso al 2,57%.

    Nelle prossime settimane l’andamento del mercato dipenderà in larga misura dai dati macroeconomici in arrivo e dalle indicazioni fornite dai responsabili della banca centrale.

    Anche i gilt britannici registrano guadagni

    I titoli di Stato britannici hanno beneficiato del miglioramento del sentiment dopo l’annuncio delle dimissioni del Primo Ministro Keir Starmer.

    I mercati hanno accolto positivamente la prospettiva di una possibile successione da parte di Andy Burnham, considerato più accomodante dagli investitori.

    Di conseguenza, il rendimento del gilt britannico a dieci anni è sceso al 4,777%.

  • Il mercato automobilistico europeo cresce a maggio grazie alla forte domanda di veicoli elettrici

    Il mercato automobilistico europeo cresce a maggio grazie alla forte domanda di veicoli elettrici

    Le immatricolazioni tornano a crescere

    Il mercato automobilistico europeo ha registrato un nuovo mese di crescita a maggio, sostenuto dalla forte domanda di veicoli elettrificati che ha compensato il continuo calo delle auto tradizionali alimentate a benzina e diesel.

    Secondo i dati diffusi dall’Associazione dei Costruttori Europei di Automobili (ACEA), le immatricolazioni nell’Unione Europea, nei Paesi EFTA e nel Regno Unito sono aumentate del 3,6% su base annua, raggiungendo 1,15 milioni di veicoli.

    Il risultato conferma la progressiva trasformazione del mercato verso soluzioni a basse emissioni.

    Elettriche e ibride trainano la crescita

    Le auto completamente elettriche hanno continuato a rappresentare uno dei segmenti più dinamici del settore.

    Le immatricolazioni di veicoli elettrici a batteria (BEV) sono aumentate del 39,1% rispetto allo stesso mese del 2025, raggiungendo 268.487 unità.

    Anche le vetture ibride plug-in hanno mantenuto un andamento positivo, con una crescita del 13,2%.

    L’espansione delle vendite di veicoli elettrificati ha più che compensato il calo registrato dalle alimentazioni tradizionali.

    Benzina e diesel continuano a perdere terreno

    Le auto con motore a combustione interna hanno continuato a registrare una contrazione della domanda.

    Le immatricolazioni di vetture a benzina sono diminuite del 19,1%, mentre quelle diesel hanno registrato un calo del 19,0%.

    I dati evidenziano la crescente transizione del mercato europeo verso tecnologie elettrificate e soluzioni di mobilità più sostenibili.

    Tesla mette a segno una forte crescita

    Tesla (NASDAQ:TSLA) è stata tra i marchi che hanno registrato le migliori performance nel mese.

    Le immatricolazioni del costruttore statunitense nell’area UE, EFTA e Regno Unito sono aumentate del 107,9%, raggiungendo 28.610 veicoli.

    La quota di mercato è così salita al 2,5%, rispetto all’1,2% registrato un anno prima.

    Nei primi cinque mesi del 2026, le immatricolazioni Tesla sono cresciute del 57,2%, arrivando a 118.068 unità.

    I costruttori cinesi rafforzano la loro presenza

    Anche i produttori cinesi hanno continuato ad ampliare la propria presenza sul mercato europeo.

    BYD (USOTC:BYDDY) ha registrato una crescita del 136,6% nelle immatricolazioni di maggio, raggiungendo 32.380 veicoli e portando la quota di mercato al 2,8%, rispetto all’1,2% dell’anno precedente.

    Da inizio anno, le immatricolazioni del gruppo sono aumentate del 145,2%, raggiungendo 135.307 unità.

    La performance conferma il crescente successo dei marchi cinesi presso i consumatori europei.

    Chery e Leapmotor guidano la crescita

    Tra i principali costruttori, Chery Automobile (TG:9PB) ha registrato il tasso di crescita più elevato.

    Le immatricolazioni del gruppo sono aumentate del 244,1% a 27.412 veicoli.

    Anche Leapmotor (USOTC:ZJLMF) ha continuato la sua rapida espansione, con un incremento delle immatricolazioni pari al 465,1% nel mese di maggio.

    La crescita dei produttori cinesi evidenzia l’aumento della concorrenza nel settore automobilistico europeo, in un mercato sempre più orientato verso l’elettrificazione e l’innovazione tecnologica.

  • Stellantis rallenta in Europa a maggio mentre le immatricolazioni calano (STLAM)

    Stellantis rallenta in Europa a maggio mentre le immatricolazioni calano (STLAM)

    Stellantis cresce meno del mercato europeo dell’auto

    Stellantis (BIT:STLAM) ha registrato un rallentamento delle vendite in Europa nel mese di maggio, interrompendo la dinamica positiva osservata nei mesi precedenti e mostrando una performance inferiore rispetto all’andamento complessivo del mercato.

    Nell’Unione Europea, le immatricolazioni del gruppo sono diminuite del 2,6% su base annua, attestandosi a 146.381 veicoli, mentre la quota di mercato è scesa al 15,3% dal 16,2% registrato un anno prima.

    Il risultato si confronta con un mercato europeo che ha continuato a mostrare segnali di crescita.

    Quota di mercato in calo nell’Europa allargata

    Considerando l’area EU27+EFTA+Regno Unito, le immatricolazioni di Stellantis sono diminuite del 2,3% rispetto a maggio 2025.

    La quota di mercato è scesa al 14,3%, rispetto al 15,2% dello stesso periodo dell’anno precedente.

    Nonostante la flessione, Stellantis mantiene il ruolo di secondo costruttore automobilistico europeo, alle spalle di Volkswagen, che detiene una quota del 26,1%, e davanti a Renault con il 9,6%.

    Bilancio positivo nei primi cinque mesi dell’anno

    Nonostante la debolezza di maggio, il gruppo continua a mostrare una crescita positiva dall’inizio del 2026.

    Nei primi cinque mesi dell’anno, Stellantis ha immatricolato 905.444 veicoli in Europa, con un incremento del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.

    La quota di mercato è salita al 15,5% dal 15,4%.

    Nella sola Unione Europea, le immatricolazioni tra gennaio e maggio hanno raggiunto 794.708 unità, in crescita del 5,7%, con una quota di mercato salita al 16,7% dal 16,5%.

    Diversi marchi del gruppo chiudono il mese in negativo

    Numerosi brand di Stellantis hanno registrato una flessione delle vendite nel mese di maggio.

    Peugeot ha visto le immatricolazioni diminuire del 12,6% a 50.277 unità, mentre Opel/Vauxhall ha registrato un calo del 6,3% a 36.291 veicoli.

    Jeep ha perso l’11,1% fermandosi a 10.324 unità, Alfa Romeo ha registrato una contrazione del 23,9% a 3.759 veicoli e DS ha visto le immatricolazioni scendere del 31,4% a 1.883 unità.

    Lancia ha invece mostrato una sostanziale stabilità, con una lieve flessione dello 0,9%.

    Leapmotor continua la sua rapida espansione

    Tra i marchi distribuiti dal gruppo, Leapmotor (USOTC:ZJLMF) ha continuato a distinguersi per la forte crescita.

    Nell’area EU27+EFTA+Regno Unito, le immatricolazioni del marchio cinese sono aumentate del 465,1% a maggio, raggiungendo 9.945 unità.

    Nei primi cinque mesi dell’anno, le registrazioni sono salite del 552,9% a 43.037 veicoli.

    Nella sola Unione Europea, Leapmotor ha immatricolato 8.856 veicoli a maggio (+447,3%), mentre il totale da inizio anno è cresciuto del 530,8% a 37.694 unità.

    Il mercato europeo continua a crescere

    Il settore automobilistico europeo ha mantenuto un andamento positivo durante il mese di maggio.

    Nell’Unione Europea le immatricolazioni complessive sono aumentate del 3,2% su base annua, raggiungendo 955.013 veicoli.

    Considerando anche i Paesi EFTA e il Regno Unito, la crescita è stata del 3,6%.

    Dall’inizio dell’anno, il mercato europeo ha registrato un incremento del 4%, superando i 4,7 milioni di veicoli immatricolati, mentre l’Europa occidentale ha mostrato una crescita del 4,5%, oltre quota 5,8 milioni di unità.

    Andamento differenziato nei principali mercati

    Tra i maggiori mercati europei, l’Italia ha registrato la crescita più sostenuta, con un aumento delle immatricolazioni del 7,5%.

    La Francia ha segnato un progresso del 3,7%, mentre la Germania è rimasta sostanzialmente stabile con una crescita dello 0,1%.

    La Spagna, dopo i forti rialzi dei mesi precedenti, ha invece registrato una flessione dello 0,8%.

    Le auto elettriche continuano a guadagnare terreno

    Prosegue la transizione del mercato europeo verso le alimentazioni elettrificate.

    Le immatricolazioni di veicoli completamente elettrici nell’Unione Europea sono aumentate del 42,9%, raggiungendo circa 203.000 unità.

    Le vendite di modelli plug-in hybrid sono cresciute del 12,2%, mentre le auto ibride hanno registrato un incremento del 9,7%.

    Al contrario, le motorizzazioni tradizionali hanno continuato a perdere terreno: le immatricolazioni di auto a benzina sono diminuite del 20,1%, mentre quelle diesel hanno registrato un calo del 19%.

    Tesla e BYD continuano a crescere rapidamente

    La concorrenza nel mercato delle auto elettriche resta intensa.

    Tesla (NASDAQ:TSLA) ha registrato un aumento del 152,4% delle immatricolazioni europee, raggiungendo 21.767 veicoli e una quota di mercato del 2,3%.

    Anche BYD (USOTC:BYDDY) ha proseguito la sua espansione, con immatricolazioni in crescita del 158,8% a 26.017 unità e una quota di mercato salita al 2,7%.

    La forte crescita di entrambi i produttori evidenzia come il segmento dei veicoli elettrici continui a rappresentare una delle aree più dinamiche del mercato automobilistico europeo.

  • Italgas presenta un piano da 13 miliardi di euro e punta a una forte crescita degli utili (IG)

    Italgas presenta un piano da 13 miliardi di euro e punta a una forte crescita degli utili (IG)

    Nuova strategia industriale fino al 2032

    Italgas (BIT:IG) ha presentato il nuovo piano strategico al 2032, che prevede investimenti complessivi per 13 miliardi di euro destinati allo sviluppo e alla modernizzazione delle proprie infrastrutture energetiche.

    Il gruppo punta a raggiungere un EBITDA di 3,3 miliardi di euro entro la fine del periodo e a ottenere una crescita media annua superiore al 9% dell’utile per azione adjusted.

    La società ha inoltre confermato la guidance per il 2026 e l’attuale politica dei dividendi.

    Investimenti in aumento rispetto al piano precedente

    Il nuovo programma di investimenti risulta superiore del 14,6% rispetto al precedente piano industriale.

    Circa 8,3 miliardi di euro saranno destinati allo sviluppo, alla digitalizzazione e alla riconversione delle infrastrutture del gas in Italia.

    Ulteriori 2,4 miliardi di euro saranno impiegati per partecipare alle future gare ATEM per la distribuzione del gas, rafforzando la presenza del gruppo sul mercato nazionale.

    Grecia al centro della crescita internazionale

    Italgas continuerà inoltre a investire nello sviluppo delle proprie attività in Grecia.

    La società prevede di destinare circa 1 miliardo di euro all’espansione e al potenziamento della rete di distribuzione del gas nel Paese.

    Secondo il management, il mercato greco rappresenta una componente importante della strategia di crescita internazionale del gruppo.

    Crescita significativa della RAB

    La società prevede che la propria Regulatory Asset Base (RAB) raggiungerà i 21,7 miliardi di euro entro il 2032.

    L’incremento riflette la dimensione del piano di investimenti e dovrebbe contribuire a sostenere la crescita dei ricavi regolati nel lungo periodo.

    Il management ritiene che l’espansione della base patrimoniale regolata rafforzerà ulteriormente il profilo finanziario del gruppo.

    Obiettivi ambiziosi per EBITDA ed EBIT

    Il piano industriale prevede una crescita media annua composta (CAGR) dell’8,4% per l’EBITDA fino al 2032.

    L’EBIT dovrebbe superare 1,8 miliardi di euro nel 2029 e raggiungere circa 2,2 miliardi di euro entro la fine del periodo di piano.

    Questi risultati saranno sostenuti dagli investimenti infrastrutturali, dall’efficienza operativa e dall’espansione delle reti gestite dal gruppo.

    Confermato il target sull’utile netto

    Italgas ha inoltre ribadito l’obiettivo di superare 1 miliardo di euro di utile netto adjusted entro il 2029.

    Secondo la società, la combinazione di investimenti strategici, crescita della base regolata e stabilità del quadro normativo dovrebbe consentire il raggiungimento dei target finanziari previsti.

    Il nuovo piano mira a consolidare il ruolo di Italgas come protagonista della trasformazione delle infrastrutture energetiche, mantenendo al tempo stesso una crescita sostenibile e una remunerazione attrattiva per gli azionisti.

  • Lovaglio accoglie l’interesse per MPS mentre prosegue il consolidamento bancario (BMPS)

    Lovaglio accoglie l’interesse per MPS mentre prosegue il consolidamento bancario (BMPS)

    L’amministratore delegato commenta l’interesse di Intesa e Banco BPM

    L’amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS), Luigi Lovaglio, ha accolto positivamente l’interesse manifestato da Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) e Banco BPM (BIT:BAMI), interpretandolo come una conferma del valore creato attraverso il percorso di rilancio della banca.

    Intervenendo alla Italian CEO Conference di Mediobanca (BIT:MB), Lovaglio ha dichiarato: “We welcome the interest.”

    Secondo il manager, le diverse manifestazioni di interesse rappresentano una dimostrazione concreta dei risultati ottenuti negli ultimi anni.

    “When a bank is recognized even at the institutional level as a jewel, it’s clear that the standard of any transaction naturally becomes higher”, ha affermato.

    Attenzione agli interessi degli azionisti

    Lovaglio ha sottolineato che MPS sta operando nel pieno rispetto delle regole previste dalla normativa vigente.

    “We fully comply with the passivity rule”, ha dichiarato, precisando che il gruppo continuerà a valutare tutte le alternative disponibili nell’interesse dei propri stakeholder.

    Il CEO ha evidenziato come il percorso di trasformazione abbia rafforzato in modo significativo il posizionamento della banca.

    “Monte Paschi’s resurgence in recent years has made us a leading, extremely attractive player”, ha affermato.

    Ha inoltre ricordato che il compito del consiglio di amministrazione consiste nell’”analyzing and creating the best options in the best interests of our shareholders.”

    “This is exactly what we are doing”, ha concluso.

    L’indipendenza resta un elemento importante

    Pur riconoscendo il ruolo del consolidamento nel settore bancario, Lovaglio ritiene che l’indipendenza di MPS continui ad avere un valore strategico.

    Secondo il manager, il consolidamento “must ensure that the market is well served, and for a country to be well served, it requires access to credit for families, small, medium, and large businesses.”

    Ha inoltre evidenziato l’importanza di un sistema bancario competitivo e diversificato, capace di trasferire rapidamente il risparmio all’economia reale.

    “The market should ensure the rapid transmission of savings to the real economy, and a good system serves the country well if competition is strong, unsegmented, and with all the diversity required in a modern market”, ha dichiarato.

    Lovaglio ha definito MPS “one of the most important independent players”, aggiungendo che ciò rappresenta un vantaggio per “customers, employees, the regions in which we operate, and ultimately the country.”

    Via libera ai piani di riorganizzazione societaria

    Nel frattempo, il consiglio di amministrazione di MPS, insieme a quelli di Mediobanca Premier e Banca Widiba, ha approvato all’unanimità una serie di operazioni di riorganizzazione societaria.

    Il progetto prevede la scissione totale di MPS in Mediobanca Premier e la scissione parziale di Mediobanca Premier in Widiba.

    Il completamento delle operazioni è previsto entro il quarto trimestre del 2026.

    Operazione collegata al progetto strategico del gruppo

    La riorganizzazione rientra nel processo avviato il 17 febbraio e collegato alla prevista fusione di Mediobanca in MPS.

    Il piano prevede il trasferimento delle attività di corporate e investment banking, private banking e delle filiali estere di Mediobanca a una società non quotata interamente controllata da MPS, che assumerà successivamente la denominazione di Mediobanca SpA.

    Anche la partecipazione detenuta in Assicurazioni Generali sarà trasferita a Mediobanca SpA.

    L’operazione resta subordinata all’approvazione degli azionisti e delle autorità competenti.

    Proseguono le valutazioni sulle offerte ricevute

    Il consiglio di amministrazione ha confermato che stanno continuando le analisi preliminari relative sia alla proposta di fusione presentata da Banco BPM sia all’offerta pubblica notificata da Intesa Sanpaolo.

    La prossima riunione del consiglio dedicata a questi temi è stata fissata per il 16 luglio, data nella quale il gruppo continuerà a valutare le possibili opzioni strategiche.

  • I titoli del lusso restano sotto pressione: Moncler può diventare un’opportunità?

    I titoli del lusso restano sotto pressione: Moncler può diventare un’opportunità?

    Il settore del lusso attraversa una fase complessa

    Le società del lusso continuano a muoversi in un contesto difficile sui mercati finanziari, con le recenti vendite che hanno colpito i principali gruppi europei e riacceso il dibattito tra gli investitori sul futuro del comparto.

    Molti operatori si chiedono se l’attuale debolezza rappresenti un segnale di allarme oppure un’opportunità d’acquisto per chi guarda al lungo termine.

    Le preoccupazioni riguardano soprattutto il rallentamento della crescita economica globale e la capacità delle aziende di preservare i propri margini in un contesto di domanda meno dinamico rispetto agli anni precedenti.

    La Cina resta al centro dell’attenzione

    Le prospettive del settore continuano a essere strettamente legate all’andamento del mercato cinese, che negli ultimi anni ha rappresentato uno dei principali motori di crescita per i marchi del lusso.

    Gli ultimi dati economici mostrano però segnali di debolezza in diversi segmenti del consumo premium, alimentando le preoccupazioni degli investitori.

    Di conseguenza, diverse case di ricerca hanno rivisto al ribasso le proprie stime sul settore, prevedendo una crescita più contenuta rispetto alle attese precedenti.

    Consumi più prudenti in Occidente

    Le difficoltà non riguardano soltanto l’Asia.

    Anche nei mercati occidentali si osserva una maggiore cautela da parte dei consumatori, mentre le fasce più giovani della popolazione, considerate tradizionalmente un importante bacino di crescita per il lusso, mostrano comportamenti di spesa meno prevedibili.

    Questi fattori stanno contribuendo a un contesto più impegnativo per l’intero comparto.

    Moncler sotto i riflettori

    In questo scenario, l’attenzione degli investitori italiani si concentra inevitabilmente su Moncler (BIT:MONC), uno dei principali protagonisti del lusso quotati a Piazza Affari.

    Come gran parte del settore, anche il titolo ha risentito della debolezza che ha colpito il comparto negli ultimi mesi.

    Tuttavia, il ridimensionamento delle valutazioni sta spingendo molti operatori a chiedersi se il mercato non stia già incorporando uno scenario eccessivamente negativo.

    Con il confronto tra rischi di breve periodo e potenziale di crescita di lungo termine ancora aperto, Moncler continua a essere uno dei titoli più osservati del panorama europeo del lusso.

  • Wall Street Verso un’Apertura Positiva grazie ai Progressi nei Colloqui tra Stati Uniti e Iran: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    Wall Street Verso un’Apertura Positiva grazie ai Progressi nei Colloqui tra Stati Uniti e Iran: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures sui principali indici statunitensi indicavano un’apertura leggermente positiva lunedì, sostenuti dalle notizie incoraggianti provenienti dai negoziati diplomatici tra Stati Uniti e Iran e dal continuo calo dei prezzi del petrolio.

    L’intonazione positiva segue i forti rialzi registrati nell’ultima seduta della scorsa settimana, anche se gli investitori restano prudenti in attesa di ulteriori conferme sulla tenuta del processo di pace.

    Il Calo del Petrolio Favorisce la Propensione al Rischio

    La significativa flessione del greggio ha migliorato il sentiment dei mercati, attenuando le preoccupazioni per l’inflazione e per le possibili ripercussioni economiche del conflitto in Medio Oriente.

    Il movimento segue le indicazioni positive emerse dai colloqui tra Washington e Teheran in Svizzera, alimentando le speranze di un accordo più duraturo.

    Prezzi energetici più bassi sono inoltre considerati favorevoli per consumatori, imprese e banche centrali.

    Segnali Positivi dai Negoziati

    Il vicepresidente JD Vance ha dichiarato che i colloqui hanno compiuto “great progress” nonostante “a little bit of threatening” e “a little bit of whining.”

    Vance ha inoltre definito il via libera iraniano al ritorno degli ispettori dell’AIEA come “a major milestone for the American people, and the first step in permanently denuclearizing or permanently ending a nuclear weapons program in Iran.”

    Anche i mediatori del Qatar e del Pakistan hanno adottato toni ottimistici, affermando che “encouraging progress has been made” durante le trattative.

    Gli Investitori Attendono Maggiori Conferme

    Nonostante i progressi, il mercato resta in attesa di prove più concrete sulla sostenibilità dell’accordo.

    L’assenza di dati macroeconomici di rilievo a inizio settimana potrebbe inoltre limitare l’attività degli investitori prima della pubblicazione dei dati chiave sull’inflazione.

    Solida Chiusura per Wall Street la Scorsa Settimana

    Le azioni statunitensi hanno concluso l’ultima seduta disponibile con forti rialzi.

    Il Nasdaq ha guidato i guadagni con un progresso di 496,28 punti, pari all’1,9%, a 26.517,93.

    L’S&P 500 è salito di 80,48 punti, pari all’1,1%, a 7.500,58, mentre il Dow Jones ha aggiunto 72,15 punti, pari allo 0,1%, a 51.564,70.

    Su base settimanale, il Nasdaq è avanzato del 2,4%, l’S&P 500 dello 0,9% e il Dow dello 0,7%.

    L’Accordo Preliminare tra USA e Iran Sostiene i Mercati

    Gli investitori hanno accolto favorevolmente la notizia della firma di un accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente.

    Il presidente Donald Trump e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian hanno approvato un memorandum d’intesa che apre una fase negoziale di 60 giorni finalizzata a raggiungere un accordo definitivo.

    Tra le prime misure previste figurano la riapertura dello Stretto di Hormuz e la revoca del blocco navale statunitense sui porti iraniani.

    Il Petrolio Più Debole Favorisce la Crescita

    Russ Mould, direttore degli investimenti di AJ Bell, ha evidenziato le implicazioni economiche del calo del greggio.

    “That has huge significance for inflation and interest rates, as well as business, consumer and investor sentiment,” ha affermato Mould. “It takes the pressure off industries and households and is hugely positive for global economic growth.”

    Intel Traina il Settore dei Semiconduttori

    Tra i titoli protagonisti, Intel (NASDAQ:INTC) è balzata del 10,6%, raggiungendo un nuovo massimo intraday.

    Il rally è stato alimentato dalle dichiarazioni del presidente Trump secondo cui Apple (NASDAQ:AAPL) collaborerà con Intel per progettare e produrre chip negli Stati Uniti.

    Il settore dei semiconduttori ne ha beneficiato, con il Philadelphia Semiconductor Index in rialzo del 6,4%.

    Richieste di Sussidio di Disoccupazione in Leggero Calo

    I dati pubblicati dal Dipartimento del Lavoro hanno mostrato un lieve miglioramento del mercato del lavoro statunitense.

    Le nuove richieste di sussidio sono scese di 4.000 unità a 226.000 nella settimana conclusa il 13 giugno.

    Il dato è risultato sostanzialmente in linea con le attese degli economisti.

    Le Compagnie Aeree Beneficiano del Calo dei Costi del Carburante

    La discesa del petrolio ha favorito anche il comparto aereo.

    L’indice NYSE Arca Airline è salito del 3,8%, sostenuto dalle aspettative di una riduzione dei costi operativi legati al carburante.

    In rialzo anche i titoli hardware e immobiliari, mentre i comparti energetico e aurifero hanno registrato performance più deboli.

  • Mercati Europei Contrastati tra Negoziati in Medio Oriente e Sviluppi Politici nel Regno Unito: DAX, CAC, FTSE100

    Mercati Europei Contrastati tra Negoziati in Medio Oriente e Sviluppi Politici nel Regno Unito: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno mostrato un andamento incerto lunedì, mentre gli investitori valutavano i progressi diplomatici in Medio Oriente e le conseguenze politiche nel Regno Unito dopo le dimissioni del Primo Ministro Keir Starmer.

    Il FTSE 100 Sale Nonostante l’Incertezza Politica

    L’indice FTSE 100 del Regno Unito ha registrato una performance migliore rispetto agli altri mercati europei, guadagnando lo 0,3% rispetto alla chiusura di venerdì a 10.363,27 punti.

    L’indice è stato recentemente scambiato a 10.390,43 punti, dopo aver oscillato tra 10.345,75 e 10.394,60 nel corso della seduta.

    Gli investitori continuano a monitorare le possibili implicazioni della futura corsa alla leadership del Partito Laburista dopo l’uscita di scena di Starmer.

    Pressioni sul Mercato Francese

    Il CAC 40 francese ha perso lo 0,8%, attestandosi a 8.358,28 punti, dopo aver oscillato tra 8.435,81 e 8.353,06.

    Tra i singoli titoli, STMicroelectronics (BIT:STMMI) ha guidato i rialzi con un progresso dell’1,87%, mentre Hermes International ha registrato la peggiore performance con una flessione del 5,3%.

    Solo otto dei quaranta componenti dell’indice hanno chiuso in territorio positivo.

    Il DAX Arretra con Volkswagen Tra i Peggiori Titoli

    In Germania, il DAX ha ceduto lo 0,2% a 24.931,96 punti rispetto alla chiusura di venerdì a 24.985,82.

    L’indice si è mosso in un intervallo compreso tra 24.896,19 e 25.082,78 punti.

    Infineon Technologies ha registrato il miglior risultato della giornata con un rialzo del 4,9%, mentre Volkswagen ha perso il 2,8%.

    Anche nel DAX soltanto otto dei quaranta titoli erano in rialzo.

    In Calo Anche il Mercato Svizzero

    L’indice principale della borsa svizzera ha perso lo 0,3%, passando da 13.774,02 a 13.734,30 punti.

    Nel corso della seduta ha oscillato tra 13.707,30 e 13.773,80 punti.

    Lonza Group ha guidato i rialzi con un progresso dello 0,9%, mentre Holcim ha registrato il calo più marcato con una flessione del 2,4%.

    Lo Stoxx 50 Rimane Sostanzialmente Invariato

    L’indice paneuropeo Stoxx 50 si è mantenuto pressoché stabile a 6.293,86 punti.

    Durante la seduta si è mosso tra 6.280,95 e 6.314,66 punti, riflettendo l’approccio prudente degli investitori.

    Mercato Valutario Poco Mosso

    Sul mercato dei cambi, il dollaro statunitense è rimasto sostanzialmente stabile mentre gli investitori valutavano i progressi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran.

    L’euro ha perso lo 0,10% contro il dollaro, con il cambio EUR/USD a 1,1458, mentre la sterlina ha guadagnato lo 0,03% a 1,3238 contro il biglietto verde.

    Il dollaro ha inoltre guadagnato lo 0,10% contro il franco svizzero, con USD/CHF a 0,8079.

    L’Attenzione Resta Puntata sui Rischi Geopolitici

    Le principali borse europee avevano chiuso prevalentemente in ribasso venerdì scorso a causa dei segnali contrastanti provenienti dai negoziati tra Stati Uniti e Iran e del riaccendersi delle tensioni tra Israele e Libano.

    Questi sviluppi continuano a rappresentare uno dei principali fattori monitorati dagli investitori per le possibili implicazioni sulla crescita economica globale, sui mercati energetici e sulle prospettive della politica monetaria.

  • Ferrari Smentisce che l’Acquisto della Luce EV Sia Necessario per Accedere ai Modelli in Serie Limitata

    Ferrari Smentisce che l’Acquisto della Luce EV Sia Necessario per Accedere ai Modelli in Serie Limitata

    Ferrari (BIT:RACE) ha respinto le indiscrezioni secondo cui i clienti sarebbero obbligati ad acquistare la nuova Luce elettrica per poter accedere ai futuri modelli in edizione limitata, secondo quanto dichiarato dal Chief Marketing and Commercial Officer Enrico Galliera.

    Durante una presentazione prodotto tenutasi la scorsa settimana, Galliera ha commentato un articolo di Bloomberg secondo cui il possesso della Luce, venduta a 550.000 euro (630.000 dollari), potrebbe diventare un requisito per acquistare alcune delle vetture più esclusive della casa di Maranello.

    Il dirigente ha affermato che una simile strategia sarebbe controproducente e incompatibile con il rapporto che Ferrari intende mantenere con la propria clientela.

    Ferrari Non Vuole Forzare le Decisioni d’Acquisto

    Galliera ha sottolineato che spingere i clienti ad acquistare un’auto per motivi diversi dal reale interesse potrebbe avere effetti negativi sia sul modello sia sul marchio.

    “Corriamo il rischio di creare ambasciatori negativi che parlerebbero male della Luce e, dopo pochi mesi, la rivenderebbero”, ha dichiarato Galliera, secondo quanto riferito da un portavoce della società.

    Secondo il manager, ciò potrebbe compromettere il valore residuo del veicolo.

    “Questo distruggerebbe il suo valore residuo sul mercato, che è proprio ciò di cui soffre oggi il settore dei veicoli elettrici di lusso”.

    Il Sistema di Allocazione Premia Ancora la Fedeltà dei Clienti

    Ferrari continua a utilizzare il tradizionale sistema di allocazione per i modelli più richiesti, in particolare per le serie limitate.

    Il processo tende a favorire i clienti storici, inclusi coloro che possiedono più Ferrari, partecipano regolarmente agli eventi organizzati dalla casa automobilistica e conservano le proprie vetture per lunghi periodi.

    Galliera ha precisato che l’arrivo della Luce non modifica questa politica.

    I Concessionari Devono Rivolgersi a Clienti Realmente Interessati

    Il dirigente ha spiegato che Ferrari ha fornito indicazioni precise alla propria rete commerciale affinché la Luce venga proposta esclusivamente a clienti realmente interessati al modello.

    L’obiettivo è evitare acquisti motivati dall’aspettativa di ottenere vantaggi futuri nell’accesso ad altri veicoli esclusivi.

    “Il nostro messaggio alla rete è stato: assicuratevi che chiunque richieda questa vettura la desideri davvero e non la stia acquistando per compiacere Ferrari perché in qualche modo cerca altri tipi di vantaggi”, ha affermato.

    I Clienti Esistenti Restano il Cuore del Business

    La maggior parte delle vendite Ferrari continua a provenire da clienti già presenti all’interno dell’ecosistema del marchio.

    Nel 2025, circa l’84% delle nuove Ferrari consegnate è stato acquistato da clienti già proprietari di una Ferrari, mentre il 56% delle vendite è stato effettuato a persone che possedevano già più di una vettura del Cavallino Rampante.

    Questi dati evidenziano il ruolo centrale della clientela fidelizzata nella strategia commerciale del gruppo.

    La Luce Continua a Far Discutere

    Ferrari ha presentato la Luce lo scorso mese, segnando un passaggio storico nel percorso di elettrificazione del marchio.

    Il debutto ha generato un ampio dibattito tra appassionati e utenti dei social media, con alcune critiche rivolte sia al design del modello sia alla scelta di allontanarsi dai tradizionali motori a combustione che hanno contribuito a costruire la reputazione della casa.

    In particolare, l’estetica della vettura è stata considerata da alcuni osservatori diversa rispetto allo stile aggressivo e sportivo tipicamente associato a Ferrari.

    Forte Interesse nelle Prime Fasi di Lancio

    Pochi giorni dopo la presentazione, l’amministratore delegato Benedetto Vigna aveva dichiarato che Ferrari stava registrando un “forte interesse” per la Luce sia da parte dei clienti esistenti sia da parte di nuovi potenziali acquirenti.

    Da allora la società non ha fornito ulteriori dettagli sull’andamento degli ordini.

    Il management ha indicato che dati più precisi saranno comunicati alla fine di luglio in occasione della pubblicazione dei risultati del secondo trimestre.