L’Oro Recupera Terreno grazie ai Progressi nei Colloqui con l’Iran

Gold bars

I prezzi dell’oro sono saliti lunedì mentre gli investitori seguivano gli sviluppi dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e continuavano a valutare le prospettive della politica monetaria statunitense dopo i segnali restrittivi lanciati dalla Federal Reserve la scorsa settimana.

L’oro spot è salito dell’1,1% a 4.204,34 dollari l’oncia alle 05:28 ET (09:28 GMT), mentre i futures sull’oro statunitense hanno guadagnato l’1,2% a 4.222,42 dollari.

Il rimbalzo segue una settimana difficile per il metallo prezioso, che aveva perso l’1,4% registrando tre sedute consecutive in ribasso.

I Colloqui con l’Iran Sostengono il Mercato

L’oro ha trovato sostegno dopo che le autorità iraniane hanno segnalato progressi nelle trattative diplomatiche con Washington.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi ha dichiarato che sono stati compiuti “progressi significativi” durante i colloqui quadrilaterali tenutisi in Svizzera. Anche i mediatori provenienti da Qatar e Pakistan hanno affermato che le parti hanno concordato una tabella di marcia per arrivare a un accordo più ampio.

Le discussioni tecniche dovrebbero proseguire per tutta la settimana.

Il Calo del Petrolio Riduce le Pressioni Inflazionistiche

Il metallo giallo ha beneficiato anche della debolezza dei prezzi del petrolio, che ha contribuito ad attenuare le preoccupazioni legate all’inflazione.

Nonostante le persistenti tensioni attorno allo Stretto di Hormuz, il greggio ha ridotto i guadagni precedenti dopo l’emergere di segnali positivi dai negoziati diplomatici.

Prezzi energetici più contenuti potrebbero limitare nuove pressioni sui prezzi al consumo e ridurre la necessità di ulteriori interventi restrittivi da parte della Federal Reserve.

Le Aspettative sui Tassi Limitano il Potenziale di Rialzo

Nonostante il recupero, l’oro continua a essere frenato dalle aspettative di tassi d’interesse elevati negli Stati Uniti per un periodo prolungato.

Gli investitori stanno ancora analizzando le indicazioni emerse dall’ultima riunione della Federal Reserve, durante la quale i responsabili della politica monetaria hanno mantenuto un orientamento restrittivo e non hanno escluso ulteriori rialzi dei tassi in presenza di rischi inflazionistici persistenti.

“Mentre i rischi geopolitici dovrebbero continuare a fornire un supporto di fondo, un contesto di tassi statunitensi elevati più a lungo potrebbe limitare il potenziale di rialzo nel breve termine”, hanno scritto gli analisti di ING in una nota.

L’indice del dollaro statunitense è rimasto vicino ai massimi degli ultimi 13 mesi raggiunti la scorsa settimana, limitando ulteriormente l’attrattiva degli asset privi di rendimento come l’oro.

L’attenzione si concentra ora sulla pubblicazione dell’indice dei prezzi PCE negli Stati Uniti, prevista nei prossimi giorni, che potrebbe fornire nuove indicazioni sul percorso della politica monetaria.

In Rialzo Anche Argento, Platino e Rame

Tra gli altri metalli preziosi, l’argento è salito del 2,2% a 66,36 dollari l’oncia, mentre il platino ha registrato un balzo dell’11% a 1.683,39 dollari l’oncia.

Nel comparto dei metalli industriali, i futures sul rame al London Metal Exchange sono aumentati dello 0,9% a 13.719,70 dollari per tonnellata, mentre i futures sul rame statunitense hanno guadagnato lo 0,6% a 6,37 dollari per libbra.

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