I prezzi dell’oro hanno ridotto i guadagni iniziali giovedì, ma sono rimasti vicini ai massimi delle ultime sette settimane, sostenuti dall’ottimismo per un possibile accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, che ha contribuito ad attenuare le aspettative di inflazione e a ridurre le probabilità di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.
Alle 00:57 ET (04:57 GMT), l’oro spot (XAU/USD) guadagnava lo 0,4% a 4.262,54 dollari l’oncia, mentre i future sull’oro salivano dello 0,4% a 4.321,65 dollari. L’argento (XAG/USD) avanzava dello 0,2% a 62,17 dollari l’oncia e il platino (XPT/USD) cresceva dell’1,3% a 1.756,50 dollari.
Gli sviluppi sullo Stretto di Hormuz sostengono il metallo prezioso
L’oro ha continuato a beneficiare del sostegno degli investitori dopo che Reuters ha riferito che una proposta di accordo tra Iran e Oman, finalizzata a porre fine ai cinque mesi di conflitto tra Teheran e Washington, concederebbe all’Iran il controllo delle navi in ingresso nel Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz.
La prospettiva di un’intesa diplomatica ha alimentato le aspettative di un graduale allentamento delle tensioni sulle forniture energetiche globali. In seguito alla notizia, i prezzi del petrolio sono diminuiti, riflettendo la previsione di un minore rischio per l’offerta.
Il calo delle quotazioni energetiche ha portato gli investitori a ridurre le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.
I mercati attribuiscono ora una probabilità di circa il 55% a un aumento dei tassi a settembre, rispetto a circa il 67% registrato all’inizio della settimana.
Anche il calo dei rendimenti dei Treasury statunitensi e l’indebolimento del dollaro hanno continuato a favorire l’oro, aumentando l’attrattiva degli investimenti privi di rendimento.
Il mercato attende i dati sul lavoro negli Stati Uniti
Nonostante il recente rialzo, gli investitori restano concentrati sui prossimi dati occupazionali statunitensi, che potrebbero fornire nuove indicazioni sulla futura politica monetaria della Federal Reserve.
Il rapporto ADP ha evidenziato un rallentamento delle assunzioni nel settore privato durante luglio, spostando ora l’attenzione sul rapporto ufficiale sui nuovi occupati non agricoli in programma venerdì.
Gli analisti di ANZ hanno affermato che il rialzo dell’oro ha acquisito slancio grazie alle speranze di riapertura dello Stretto di Hormuz, che hanno ridotto le pressioni inflazionistiche e reso meno probabili ulteriori aumenti dei tassi da parte della Federal Reserve.
Gli esperti hanno inoltre osservato che il movimento rialzista si è rafforzato dopo il superamento di un’importante resistenza tecnica. Tuttavia, la governatrice della Federal Reserve Lisa Cook ha avvertito che la banca centrale è pronta ad aumentare nuovamente i tassi se l’inflazione non continuerà a rallentare, sottolineando che non è possibile attendere il raggiungimento dell’obiettivo del 2%.

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