Colloqui tra Stati Uniti e Iran cancellati mentre il petrolio scende e i mercati rivalutano i rischi geopolitici: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

Nasdaq sign on a tall building

I futures arretrano mentre gli investitori mettono alla prova la tenuta dell’accordo tra Washington e Teheran

I futures azionari statunitensi hanno registrato un leggero calo venerdì dopo il forte rialzo di Wall Street, alimentato dall’ottimismo sulla tenuta dell’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Nel frattempo, i prezzi del petrolio hanno continuato a diminuire poiché gli operatori scommettono che la riapertura dello Stretto di Hormuz possa contribuire a normalizzare le forniture globali di greggio.

Tuttavia, l’improvvisa cancellazione dei colloqui sul nucleare previsti tra Washington e Teheran ha riacceso i dubbi sulla solidità dell’intesa raggiunta.

Wall Street chiusa per il Juneteenth dopo una seduta positiva

I mercati statunitensi sono rimasti chiusi venerdì per la festività del Juneteenth, dopo aver chiuso in rialzo nella seduta precedente.

Le azioni avevano recuperato terreno dopo le perdite seguite all’ultima riunione della Federal Reserve, che aveva segnalato una possibile impostazione più restrittiva della politica monetaria. L’S&P 500 ha guadagnato l’1,1%, il Dow Jones Industrial Average lo 0,1% e il Nasdaq Composite l’1,9%.

I titoli dei semiconduttori sono stati tra i migliori performer dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato che Apple collaborerà con Intel per la produzione di chip negli Stati Uniti, sostenendo il sentiment dell’intero settore tecnologico.

Laurence Booth, Global Head of Markets di CMC Markets, ha affermato: “La domanda chiave per gli investitori è se i mercati siano diventati troppo fiduciosi nel presupposto che i rischi geopolitici stiano diminuendo.”

Ha aggiunto: “I recenti rialzi azionari sono stati sostenuti dalle aspettative di una de-escalation, ma il rallentamento dei negoziati suggerisce che le questioni di fondo restano irrisolte. Ciò lascia i mercati vulnerabili a qualsiasi deterioramento del sentiment in vista della prossima settimana.”

Lo stop ai negoziati sul nucleare aumenta l’incertezza

Nuove preoccupazioni sono emerse dopo la cancellazione dei colloqui previsti in Svizzera tra funzionari statunitensi e iraniani.

L’incontro avrebbe dovuto concentrarsi sul programma nucleare iraniano e rappresentare un passo successivo rispetto al memorandum d’intesa firmato recentemente dai due Paesi dopo il conflitto. I colloqui sono stati annullati poco dopo il ritiro del vicepresidente statunitense JD Vance.

Secondo i media iraniani, Teheran vuole prove più concrete dell’attuazione dell’accordo da parte di Washington prima di impegnarsi in una nuova fase negoziale. Sebbene la cancellazione non significhi necessariamente il fallimento dell’intesa, evidenzia la fragilità della situazione.

Gli investitori continuano a monitorare il rischio che eventuali nuove tensioni possano compromettere le forniture energetiche, riaccendere le pressioni inflazionistiche e aumentare la volatilità dei mercati.

Il petrolio verso la peggiore settimana degli ultimi mesi

I prezzi del greggio hanno continuato a scendere venerdì e si avviano a registrare il più forte calo settimanale degli ultimi mesi.

Il Brent è sceso dell’1,1% a 79,01 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense ha perso lo 0,7% a 76,05 dollari. Entrambi i benchmark sono destinati a chiudere la settimana con una perdita vicina al 10%.

Il ribasso riflette principalmente le aspettative che l’accordo tra Stati Uniti e Iran possa favorire il ritorno di maggiori volumi di petrolio sul mercato globale. Un elemento centrale dell’intesa prevede infatti la graduale riapertura dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto.

ASML sotto osservazione da parte degli Stati Uniti

Le azioni di ASML (EU:ASML) hanno registrato un calo nelle prime contrattazioni europee dopo indiscrezioni secondo cui le autorità statunitensi avrebbero espresso preoccupazioni sulla possibile presenza di una macchina avanzata per la produzione di semiconduttori in Cina.

Secondo Bloomberg, il Segretario al Commercio degli Stati Uniti Howard Lutnick avrebbe sollevato la questione con i dirigenti della società.

ASML ha respinto le accuse, dichiarando che non ha mai spedito sistemi EUV in Cina e che nessuna di queste macchine si trova nel Paese.

Il Pentagono potrebbe richiedere 80 miliardi di dollari aggiuntivi

Secondo il Wall Street Journal, il Dipartimento della Difesa statunitense avrebbe bisogno di circa 80 miliardi di dollari per coprire le spese legate al conflitto con l’Iran e ad altre priorità strategiche.

Il quotidiano riferisce che il vice segretario alla Difesa Stephen Feinberg avrebbe informato i legislatori di questa necessità nel corso della settimana. Una richiesta supplementare di fondi potrebbe essere presentata al Congresso nei prossimi giorni.

Gli investitori seguiranno con attenzione gli sviluppi, poiché programmi di spesa pubblica di tale portata possono influenzare deficit, emissioni di debito e aspettative sui tassi di interesse.

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