I mercati restano cauti mentre emergono dubbi sulla diplomazia in Medio Oriente
Le azioni europee hanno aperto la seduta di venerdì senza una direzione chiara, con gli investitori divisi tra le incertezze geopolitiche in Medio Oriente e la prospettiva di tassi d’interesse statunitensi più elevati per un periodo più lungo.
Lo STOXX 600 paneuropeo è rimasto sostanzialmente invariato nelle prime contrattazioni, mentre il DAX tedesco è salito dello 0,2%. Il CAC 40 francese e il FTSE MIB italiano hanno entrambi guadagnato lo 0,3%.
Il sentiment di mercato è stato influenzato dalla decisione del vicepresidente statunitense JD Vance di rinunciare a una visita programmata in Svizzera, dove erano previsti colloqui con i negoziatori iraniani per avviare l’attuazione del recente accordo in 14 punti raggiunto tra Washington e Teheran.
L’accordo di pace sostiene i mercati, ma la Fed limita i rialzi
Nonostante la cautela di venerdì, i mercati europei restano avviati verso una seconda settimana consecutiva di guadagni. L’ottimismo iniziale era stato alimentato dall’accordo tra Stati Uniti e Iran, che ha aperto la strada alla riapertura dello Stretto di Hormuz e provocato una forte discesa dei prezzi del petrolio.
Il calo del greggio ha contribuito ad attenuare i timori di uno shock inflazionistico duraturo, offrendo sollievo alle azioni europee che avevano sofferto durante il periodo di maggiore tensione geopolitica.
Tuttavia, il progresso settimanale dello STOXX 600, pari a circa lo 0,6%, è apparso modesto rispetto ai rialzi superiori all’1% registrati in Asia.
A frenare l’entusiasmo è stata soprattutto la posizione inaspettatamente restrittiva della Federal Reserve. Dopo che diversi membri dell’istituto hanno indicato la possibilità di un ulteriore rialzo dei tassi entro la fine dell’anno, gli investitori hanno rapidamente rivisto le proprie aspettative, arrivando a scontare una probabilità di circa l’80% per un aumento dei tassi a ottobre.
Dan Coatsworth, responsabile dei mercati di AJ Bell, ha dichiarato: “La Fed ha adottato un tono sorprendentemente aggressivo sui tassi e ha spaventato gli investitori, poiché il nuovo presidente Kevin Warsh ha indicato che fornirà meno indicazioni sulla politica futura rispetto a quanto accaduto in precedenza.”
Ha aggiunto: “Questo significa una maggiore incertezza, qualcosa che i mercati tipicamente detestano.”
Il FTSE 100 resta indietro a causa del comparto energetico
Il FTSE 100 di Londra ha sottoperformato rispetto agli altri principali listini europei e si avvia a chiudere la settimana con una perdita di circa lo 0,9%, penalizzato dal calo dei titoli energetici come BP PLC (LSE:BP.) e Shell PLC (LSE:SHEL) dopo la discesa del petrolio. L’indice ha aperto in ribasso dello 0,1%.
Anche la politica britannica è rimasta sotto osservazione dopo la vittoria del sindaco laburista Andy Burnham in un’elezione parlamentare, un risultato che secondo alcuni osservatori potrebbe rafforzare le ipotesi di una futura sfida alla leadership del primo ministro Keir Starmer.
Le compagnie aeree beneficiano del calo del petrolio
Le azioni delle compagnie aeree sono state tra le migliori della settimana grazie alla prospettiva di costi operativi più bassi. I titoli di Lufthansa (TG:LHA), Air France-KLM (EU:AF) e della capogruppo di British Airways, ICAG (LSE:IAG), hanno registrato rialzi favoriti dalla diminuzione dei prezzi del carburante.

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