La Borsa di Milano ha aperto in ribasso venerdì, con il FTSE MIB in flessione di oltre l’1%, penalizzato dalla debolezza dei titoli tecnologici e dal forte calo delle azioni Amplifon dopo la pubblicazione dei risultati finanziari.
L’indice principale ha aperto a 49.655 punti, in diminuzione dello 0,69% rispetto alla chiusura di giovedì a 50.002 punti. Alle 9:30, le perdite si erano ampliate a circa l’1,1%, portando il listino intorno a quota 49.440 punti.
Le vendite si sono concentrate sui titoli tecnologici e dei semiconduttori, in un contesto di rinnovate preoccupazioni degli investitori per i costi delle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale, dopo la debolezza registrata dalle azioni Alphabet a Wall Street.
FTSE MIB in ribasso sotto la pressione del settore tecnologico
Il FTSE MIB ha ampliato le perdite iniziali durante le prime contrattazioni, risentendo del peggioramento del sentiment nei confronti degli investimenti tecnologici.
Le preoccupazioni per gli ingenti capitali necessari allo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale e dei data center hanno contribuito a penalizzare le società attive nei semiconduttori e nelle infrastrutture tecnologiche.
La flessione ha seguito la debolezza dei titoli tecnologici statunitensi, mentre gli investitori valutano l’entità degli investimenti e le possibili conseguenze sulla redditività futura.
Tra i titoli tecnologici italiani, Technoprobe (BIT:TPRO) ha perso il 5,79%, risultando tra i peggiori del comparto.
Anche STMicroelectronics (BIT:STMMI) ha registrato un ribasso del 3,82%, in un contesto di vendite sui titoli dei semiconduttori.
La pressione riflette l’incertezza sulle prospettive della domanda e sulla sostenibilità degli investimenti nel settore tecnologico.
Amplifon perde l’11,29% dopo i risultati dei nove mesi
Amplifon (BIT:AMP) ha registrato il calo più marcato tra i componenti del FTSE MIB, con una flessione dell’11,29% dopo la pubblicazione dei risultati finanziari.
Il gruppo specializzato nelle soluzioni per l’udito ha comunicato ricavi pari a 1,76 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2026, in crescita dello 0,9% a cambi costanti.
La crescita organica dei ricavi si è attestata al 3,5%, mentre l’utile netto rettificato è aumentato del 16,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nonostante il miglioramento degli utili, Amplifon ha confermato le previsioni finanziarie per il 2026 senza modificarle.
La decisione di mantenere invariata la guidance ha coinciso con forti vendite sul titolo, suggerendo che gli investitori si aspettassero indicazioni più favorevoli sulle prospettive future.
Il ribasso di Amplifon ha contribuito alla debolezza complessiva dell’indice milanese durante la mattinata.
Prysmian avanza mentre Campari recupera terreno
Non tutti i principali titoli italiani hanno seguito l’andamento negativo del mercato.
Prysmian (BIT:PRY) ha guadagnato il 3,39%, dopo il rialzo del 6,64% registrato nella seduta precedente in relazione ai risultati finanziari.
Il gruppo attivo nei cavi e nelle infrastrutture energetiche si è distinto tra i titoli più forti, nonostante la debolezza delle società legate alla tecnologia.
Anche Campari (BIT:CPR) ha recuperato parte delle perdite precedenti, avanzando dell’1,73% dopo il calo del 6,64% registrato giovedì.
Il recupero ha fornito sostegno al comparto dei beni di consumo del mercato italiano.
Moncler (BIT:MONC) ha registrato un incremento più contenuto, pari allo 0,71%, sovraperformando l’indice generale.
Eni sale grazie al rialzo dei prezzi del petrolio
I titoli energetici hanno beneficiato dell’aumento delle quotazioni del greggio, offrendo un parziale sostegno alla Borsa italiana.
Eni (BIT:ENI) ha guadagnato l’1,04%, favorita dal miglioramento del sentiment nei confronti dei principali produttori di energia.
Il rialzo dei prezzi petroliferi è avvenuto in un contesto di rinnovate tensioni geopolitiche che alimentano l’incertezza sulle prospettive dell’offerta mondiale di greggio.
L’aumento delle quotazioni energetiche ha sostenuto le società petrolifere e del gas, in contrasto con la pressione esercitata sui titoli tecnologici e dei semiconduttori.
La divergenza tra i settori evidenzia i diversi fattori che influenzano le Borse europee, con i produttori energetici favoriti dai movimenti delle materie prime e le società tecnologiche penalizzate dai timori sui costi degli investimenti.
Per il mercato italiano, le prospettive immediate restano sensibili all’andamento dei titoli tecnologici statunitensi, ai risultati societari e ai prezzi dell’energia.
Gli investitori continueranno inoltre a monitorare se le vendite sui principali componenti del FTSE MIB continueranno a pesare sull’andamento dell’indice.

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