Borse europee in rialzo: il calo del petrolio attenua i timori sull’inflazione: DAX, CAC, FTSE100

City of London skyline at night

Le borse europee hanno registrato rialzi lunedì, sostenute da una brusca flessione dei prezzi del greggio che ha attenuato le preoccupazioni per l’inflazione legata ai costi energetici. Gli investitori hanno inoltre seguito le prospettive di progressi diplomatici sul conflitto in Medio Oriente durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite di questa settimana.

L’indice paneuropeo Stoxx 600 ha guadagnato circa l’1,15%, mentre il FTSE 100 britannico è salito dell’1,05%. Il DAX tedesco ha registrato un progresso dell’1,14% e il CAC 40 francese è avanzato di quasi l’1%.

La diminuzione dei prezzi dell’energia ha sostenuto il sentiment di mercato, mentre gli investitori valutavano gli sviluppi in vista degli incontri tra il presidente statunitense Donald Trump e i leader dei Paesi del Golfo a New York.

Petrolio in calo in vista degli incontri diplomatici all’ONU

I futures sul Brent sono scesi fino a 100,20 dollari al barile, prima di recuperare a 101,28 dollari. Durante la seduta, le quotazioni hanno registrato perdite fino al 2,5% rispetto alla chiusura precedente.

Il ribasso ha riflesso le aspettative di possibili progressi nei colloqui diplomatici sul conflitto in Medio Oriente, insieme alle speranze di un miglioramento delle condizioni di approvvigionamento petrolifero nella regione.

Prima di un incontro con i leader dei Paesi del Golfo a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, Trump ha avvertito l’Iran che il mancato raggiungimento di un accordo potrebbe comportare gravi conseguenze economiche. Ha inoltre evocato la possibilità di un’azione militare contro la leadership del Paese.

Trump ha indicato che potrebbe incontrare il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a New York e ha suggerito che potrebbero verificarsi sviluppi significativi a breve.

Descrivendosi in una “fase decisionale”, Trump ha affermato di stare valutando un’azione militare, il mantenimento della pressione economica oppure un accordo negoziato.

Gli investitori hanno continuato a monitorare la situazione diplomatica per le possibili ripercussioni sull’offerta di petrolio, sui costi energetici e sull’inflazione.

I principali indici europei registrano guadagni

La diminuzione dei prezzi del greggio ha favorito i mercati azionari europei, attenuando alcune preoccupazioni sull’impatto dei costi energetici su imprese e consumatori.

Lo Stoxx 600 ha guadagnato circa l’1,15%, riflettendo l’andamento positivo del mercato europeo nel suo complesso.

A Londra, il FTSE 100 è salito dell’1,05%, mentre il DAX tedesco ha guadagnato l’1,14%. Il CAC 40 francese ha registrato un rialzo vicino all’1%.

I progressi sono arrivati mentre gli investitori valutavano se il calo del petrolio potesse attenuare le pressioni inflazionistiche, sebbene gli sviluppi in Medio Oriente continuassero a rappresentare un elemento di incertezza.

Prezzi delle case nel Regno Unito in aumento per la prima volta in quattro mesi

Sul fronte economico britannico, il portale immobiliare Rightmove ha comunicato che i prezzi medi richiesti per le abitazioni sono aumentati a settembre per la prima volta in quattro mesi.

I prezzi sono saliti dello 0,7% rispetto ad agosto, segnando il primo incremento mensile da maggio.

Il rialzo ha superato l’aumento medio dello 0,5% registrato nel mese di settembre negli ultimi dieci anni.

Secondo Rightmove, i dati mostrano i primi segnali della consueta ripresa stagionale dell’attività immobiliare associata all’autunno.

Le cifre hanno fornito ulteriori indicazioni sulle condizioni del mercato immobiliare britannico, mentre gli investitori valutavano le prospettive economiche generali.

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