Il rally del gas naturale europeo si ferma mentre il ‘D-Day’ contro l’Iran non provoca shock all’offerta

Gas pipes

I prezzi del gas naturale europeo sono rimasti sostanzialmente invariati martedì, mantenendosi vicino ai massimi degli ultimi cinque mesi mentre gli operatori rivalutano i rischi geopolitici dopo che le ultime sanzioni di Washington contro l’Iran non hanno provocato immediate interruzioni delle forniture energetiche.

I futures olandesi sul gas con scadenza più ravvicinata e gli equivalenti contratti britannici all’ingrosso hanno registrato variazioni minime, consolidando dopo un forte rialzo settimanale di circa il 7% che aveva portato i prezzi regionali ai livelli più alti da metà marzo.

La pausa è arrivata dopo una brusca inversione dei prezzi del petrolio durante la notte, mentre gli operatori energetici hanno ridotto parte del premio per il rischio geopolitico incorporato nelle quotazioni. Il tanto pubblicizzato “D-Day economico” dell’amministrazione Trump contro l’Iran si è infatti tradotto in misure più familiari e meno drastiche di quanto inizialmente temuto dai mercati.

Gli investitori avevano iniziato la settimana preparandosi alla possibilità di nuove restrizioni sull’offerta dopo che funzionari statunitensi avevano minacciato sanzioni secondarie contro Paesi e aziende che continuano a commerciare con Teheran.

Le misure annunciate da Washington hanno tuttavia rafforzato principalmente le restrizioni già esistenti sul trasporto marittimo e sulla tecnologia iraniana, senza introdurre blocchi navali inattesi o sequestri immediati di navi nel Golfo Persico.

I rischi nello Stretto di Hormuz continuano a sostenere il gas europeo

Il Brent ha restituito i guadagni precedenti, scambiando intorno a 91,50 dollari al barile e riducendo i timori di un ulteriore shock immediato sui costi nei mercati energetici globali.

I rischi legati allo Stretto di Hormuz, tuttavia, non sono scomparsi. Le persistenti difficoltà nel transito fisico attraverso questa rotta strategica continuano a mantenere un premio geopolitico sui prezzi del gas all’ingrosso in Europa.

La situazione irrisolta rende gli operatori particolarmente sensibili a qualsiasi sviluppo che possa influire sui flussi di gas naturale liquefatto o su altre spedizioni energetiche attraverso il Golfo.

Di conseguenza, la relativa stabilità dei prezzi osservata martedì non significa necessariamente che le preoccupazioni sull’offerta siano diminuite in modo significativo. Il mercato sembra piuttosto attraversare una fase di consolidamento dopo il recente rally, in attesa di valutare il rischio di nuove escalation.

Gli stoccaggi europei restano sotto osservazione in vista dell’autunno

Al di là delle tensioni geopolitiche, l’Europa continua a presentare una situazione dell’offerta relativamente fragile con l’avvicinarsi della stagione autunnale del riscaldamento.

I dati di Gas Infrastructure Europe mostrano che gli impianti di stoccaggio sotterraneo nell’Unione Europea sono pieni solo per poco più del 60% della capacità complessiva.

La maggiore domanda estiva di elettricità, sostenuta in parte dall’uso più intenso dell’aria condizionata, ha complicato gli sforzi per ricostituire le scorte. Allo stesso tempo, le difficoltà che interessano le forniture di GNL dal Qatar hanno ulteriormente rallentato il processo stagionale di riempimento degli stoccaggi.

Con scorte inferiori a livelli più rassicuranti e persistenti incertezze sui flussi di GNL attraverso il Medio Oriente, il mercato europeo del gas rimane esposto a una nuova fase di volatilità nonostante la pausa registrata martedì.

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