Petrolio ai minimi di una settimana mentre i mercati ridimensionano le nuove sanzioni USA contro l’Iran

Oil tanker ship

I prezzi del petrolio sono scesi ai minimi di una settimana martedì, con gli operatori che considerano le ultime minacce di sanzioni di Washington contro l’Iran un rischio immediato inferiore per le forniture globali di greggio rispetto a una nuova escalation militare.

I futures sul Brent sono diminuiti di 35 centesimi, pari allo 0,38%, a 91,82 dollari al barile alle 0810 GMT, mentre il West Texas Intermediate statunitense ha perso 41 centesimi, o lo 0,48%, a 84,60 dollari.

Il Brent ha raggiunto il livello più basso dal 19 agosto, mentre il WTI è sceso ai minimi dal 17 agosto.

Ole Hansen, responsabile della strategia sulle materie prime di Saxo Bank, ha affermato che il passaggio da un’escalation militare a una maggiore pressione economica nel conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha ridotto parte dell’ansia sui mercati petroliferi. Ha inoltre osservato che l’annuncio delle nuove sanzioni statunitensi è stato meno aggressivo di quanto temuto dagli operatori.

L’Iran ha promesso di reagire all’ampliamento della campagna di sanzioni statunitensi, che secondo l’amministrazione Trump punta a interrompere il sostegno economico di Teheran. Le autorità iraniane hanno espresso fiducia sul fatto che i principali partner commerciali resisteranno alle pressioni di Washington.

Gli Stati Uniti hanno avvertito i Paesi di ridurre i rapporti commerciali con l’Iran per evitare il rischio di sanzioni secondarie. Il Dipartimento del Tesoro, tuttavia, non ha imposto immediatamente nuove penalità.

Il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent non ha indicato quali Paesi potrebbero essere colpiti né quando le eventuali sanzioni entreranno in vigore, precisando invece che i governi avranno tempo per adeguarsi alle nuove direttive di Washington.

La pressione economica riduce i timori immediati sull’offerta di petrolio

Il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha dichiarato lunedì che Washington non esclude un intervento militare contro l’Iran. La maggiore attenzione alle misure economiche ha tuttavia attenuato i timori che il conflitto possa provocare nell’immediato ulteriori interruzioni delle forniture petrolifere mediorientali.

Il cambiamento di strategia ha contribuito a ridurre parte del premio per il rischio geopolitico che aveva sostenuto i prezzi del greggio durante le precedenti fasi di forte tensione militare.

Il rischio di interruzioni fisiche delle forniture, tuttavia, non è scomparso, soprattutto nell’area strategicamente importante dello Stretto di Hormuz.

Restano i rischi di interruzioni nello Stretto di Hormuz

“L’Iran conserva ancora la capacità di rispondere interrompendo il traffico marittimo, il che continua a mantenere un premio residuo nel prezzo del petrolio”, ha affermato Tim Waterer, chief market analyst di KCM.

Le preoccupazioni per la sicurezza marittima sono rimaste elevate martedì dopo che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato e resa inutilizzabile a circa nove miglia nautiche, pari a 16,7 chilometri, a nord-est di Ash Shishah, in Oman, secondo la United Kingdom Maritime Trade Operations.

Anche il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz resta fortemente limitato. I dati hanno mostrato che lunedì soltanto due petroliere hanno attraversato la strategica via d’acqua, il numero giornaliero più basso di navi per il trasporto di materie prime dall’inizio di maggio. Entrambe erano dirette verso il Golfo.

Il conflitto ha riportato l’attenzione sullo Stretto di Hormuz, attraverso il quale storicamente transitava circa un quinto del consumo mondiale di petrolio prima dell’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran il 28 febbraio.

La riduzione del traffico attraverso lo stretto ha aumentato le preoccupazioni sulla disponibilità di greggio e di altre forniture energetiche, spingendo alcuni Paesi ad attingere alle riserve petrolifere commerciali e strategiche.

Raffineria russa colpita da un drone ucraino

Ulteriori rischi per l’offerta sono emersi dalla Russia, dove la raffineria di Novoshakhtinsk, nella regione meridionale di Rostov, è stata danneggiata durante la notte da un drone ucraino.

Il governatore regionale ha dichiarato che le operazioni della raffineria sono state sospese in seguito all’attacco.

Sebbene questi rischi fisici continuino a fornire un certo sostegno ai prezzi del greggio, il calo di martedì indica che gli operatori considerano attualmente la maggiore pressione economica di Washington sull’Iran meno pericolosa per i flussi petroliferi globali rispetto a un’ulteriore escalation militare.

Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *