Borse europee in rialzo mentre le minacce di sanzioni contro l’Iran risultano meno severe del previsto: DAX, CAC, FTSE100

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Le Borse europee hanno guadagnato terreno martedì, recuperando dai minimi delle ultime settimane mentre gli investitori hanno reagito con sollievo dopo che il tanto pubblicizzato “D-Day economico” di Washington contro l’Iran non ha provocato immediate interruzioni delle forniture energetiche globali.

L’indice paneuropeo Stoxx Europe 600 è salito dello 0,4%, recuperando parte della debolezza registrata nelle ultime sedute. Il DAX tedesco e il CAC 40 francese sono avanzati entrambi di oltre lo 0,4%, mentre il FTSE 100 di Londra ha guadagnato lo 0,1%.

Il recupero arriva dopo diverse settimane di forte volatilità sui mercati globali, durante le quali gli investitori hanno dovuto affrontare l’aumento dei costi energetici, rendimenti obbligazionari a lungo termine elevati e una retorica sempre più aggressiva sul Medio Oriente.

I mercati avevano iniziato la settimana preparandosi a misure potenzialmente significative dopo che l’amministrazione Trump aveva definito il nuovo pacchetto contro l’Iran un “D-Day economico”. Washington aveva inoltre minacciato sanzioni secondarie contro i Paesi stranieri che avessero mantenuto rapporti commerciali con Teheran.

Le misure si sono però rivelate meno destabilizzanti di quanto temuto dagli investitori, confermando in larga parte la posizione già adottata dagli Stati Uniti anziché introdurre restrizioni immediate e inattese sui flussi internazionali di petrolio.

Petrolio stabile mentre diminuiscono i timori sull’offerta

I mercati energetici hanno reagito allontanandosi dai massimi delle ultime settimane. I futures sul Brent erano scesi di oltre il 2% durante la notte, con l’attenuarsi delle preoccupazioni geopolitiche, per poi stabilizzarsi martedì intorno a 91,50 dollari al barile.

La stabilizzazione dei prezzi del greggio ha fornito sostegno alle Borse europee, riducendo i timori che un nuovo forte aumento dei costi energetici possa alimentare l’inflazione e aumentare le spese lungo le catene di approvvigionamento industriali.

Il calo delle tensioni sui mercati energetici ha inoltre contribuito a migliorare la propensione al rischio dopo la volatilità delle ultime settimane.

Il PIL tedesco del secondo trimestre supera le attese grazie alle esportazioni

Ulteriore sostegno ai mercati europei è arrivato da dati economici tedeschi migliori delle previsioni, con le cifre riviste che hanno mostrato una crescita dell’economia più grande d’Europa superiore alle stime iniziali nel secondo trimestre.

Il prodotto interno lordo della Germania è aumentato dell’1,0% su base annua, superando le attese dello 0,9% e accelerando rispetto allo 0,7% del trimestre precedente.

Su base trimestrale, Destatis ha riportato una crescita dello 0,3%, superiore alla stima preliminare dello 0,2%.

Le esportazioni hanno fornito un contributo importante, aumentando del 2,0% rispetto al trimestre precedente, sostenute dalle spedizioni di prodotti chimici, elettronica e mezzi di trasporto.

I dati hanno contribuito a rassicurare gli investitori sulla capacità dell’economia tedesca di mantenere una certa crescita di fondo nonostante gli elevati costi di finanziamento e una domanda interna dei consumatori ancora debole.

Il piano sulla liquidità del Tesoro USA spinge al ribasso i rendimenti

I mercati azionari hanno beneficiato anche della discesa dei rendimenti dei titoli di Stato globali dopo le indiscrezioni su un possibile cambiamento nella strategia di finanziamento del Tesoro statunitense.

I rendimenti dei Treasury di riferimento si sono allontanati dai recenti massimi dopo che alcune indiscrezioni hanno indicato che il Dipartimento del Tesoro potrebbe utilizzare la liquidità presente nel Treasury General Account per finanziare un programma ampliato di riacquisto del debito.

L’utilizzo delle riserve di liquidità esistenti, anziché aumentare l’emissione di Treasury bill a breve termine, potrebbe ridurre la quantità di nuovo debito pubblico che il mercato deve assorbire.

Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni è quindi tornato verso il 3,23%, riducendo parte della pressione sulle valutazioni azionarie provocata dall’aumento dei costi di finanziamento.

L’attenzione degli investitori si sposta ora sui risultati di Nvidia Corp., attesi mercoledì, e sull’intervento del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh a Jackson Hole venerdì.

Chesnara e Vistry tra i principali titoli britannici in rialzo

Tra i singoli titoli britannici, Chesnara (LSE:CSN) ha guadagnato quasi il 5% dopo aver riportato una solida generazione di capitale.

Vistry (LSE:VTY) è salita del 10% dopo che il costruttore immobiliare si è assicurato 350 milioni di sterline di finanziamenti pubblici nell’ambito del Social and Affordable Homes Programme, destinati a sostenere la costruzione di nuove abitazioni.

La combinazione tra minori timori geopolitici, dati economici tedeschi migliori delle attese e rendimenti obbligazionari più bassi ha contribuito a riportare maggiore fiducia sui mercati europei dopo diverse sedute difficili.

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