La Lega propone un prelievo triennale sulle maggiori banche italiane dal 2027

Unicredit tower in Milan

La Lega intende proporre un prelievo della durata di tre anni sulle 10 maggiori banche italiane nell’ambito della legge di bilancio 2027, con l’obiettivo di fornire un ulteriore contributo alle finanze pubbliche.

Il vicepremier Matteo Salvini ha illustrato la proposta martedì durante una visita a un cantiere a Roma.

“Noi come Lega chiederemo, e sono convinto che tutta la coalizione ci sosterrà, un contributo triennale da parte delle prime 10 banche italiane”, ha dichiarato Salvini, secondo l’agenzia di stampa AGI.

Salvini propone un contributo annuale del 5%

Salvini ha indicato che il contributo proposto potrebbe essere collegato alla redditività del settore bancario.

Secondo il vicepremier, se gli utili annuali del comparto dovessero raggiungere circa 30 miliardi di euro (35 miliardi di dollari), il governo dovrebbe chiedere “il 5% all’anno per tre anni”.

Le due maggiori banche italiane, Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) e UniCredit (BIT:UCG), hanno registrato complessivamente quasi 12 miliardi di euro di utili nel primo semestre dell’anno.

Salvini ha affermato che questi risultati suggeriscono utili annuali superiori a 24 miliardi di euro, rafforzando a suo avviso la richiesta di un contributo aggiuntivo da parte dei maggiori istituti alle finanze pubbliche.

Le banche locali più piccole sarebbero escluse

Secondo la proposta della Lega, il prelievo riguarderebbe esclusivamente le 10 maggiori banche italiane, lasciando fuori gli istituti locali di dimensioni più contenute.

La misura potrebbe riportare la tassazione del settore bancario al centro del dibattito sulla legge di bilancio 2027, anche se al momento si tratta di una proposta della Lega e non di una politica già approvata dal governo.

L’Italia ha già aumentato il contributo del settore finanziario alle finanze pubbliche attraverso la legge di bilancio 2026. Le misure riguardanti banche, compagnie assicurative e transazioni di mercato erano destinate a raccogliere fino a 6 miliardi di euro attraverso diversi aumenti fiscali.

La nuova proposta indica quindi la possibilità di un’ulteriore pressione fiscale sulle maggiori banche italiane qualora la misura ottenga il sostegno del resto della coalizione di governo e venga inserita nella legge di bilancio 2027.

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