I prezzi del gas naturale europeo hanno prolungato il forte rialzo martedì, mentre la crescente incertezza sulla diplomazia in Medio Oriente ha intensificato i timori per le forniture di GNL in vista della stagione invernale.
I futures benchmark olandesi sul gas con scadenza front-month sono saliti fino a €61,80 per megawattora, dopo il balzo dell’8% registrato nella sessione precedente. Anche i contratti wholesale britannici hanno guadagnato terreno, avvicinandosi a 151,5 pence per therm, mentre gli operatori hanno nuovamente incorporato un consistente premio per il rischio geopolitico nei prezzi energetici europei.
Lo stallo a Hormuz riporta i flussi di GNL al centro dell’attenzione
L’ultimo rialzo è arrivato dopo che si sono ridotte le aspettative di una rapida soluzione diplomatica alle tensioni nel Golfo Persico.
Il sentiment è peggiorato dopo che i negoziati hanno incontrato un importante ostacolo politico, con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha chiesto a Teheran un risarcimento finanziario diretto per le vite perse nei conflitti regionali.
La richiesta di Trump è arrivata dopo una bozza di proposta che coinvolge Iran e Oman. Teheran ha ribadito che il transito commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz resterà limitato fino a quando Washington non soddisferà ulteriori condizioni.
Le continue interruzioni lungo questa rotta strategica stanno influenzando i flussi fisici di gas naturale liquefatto, con i carichi di GNL provenienti dal Qatar che subiscono significativi ritardi o deviazioni.
Gli stoccaggi europei restano sotto le medie stagionali
Le interruzioni assumono particolare importanza per l’Europa, dove le utility stanno cercando di ricostituire le scorte prima dell’inverno.
A metà agosto, gli impianti di stoccaggio sotterraneo di gas dell’Unione Europea erano pieni per meno del 57%, un livello nettamente inferiore alla media quinquennale di circa il 71% registrata normalmente in questo periodo dell’anno.
Questo divario aumenta l’importanza delle importazioni di GNL durante il resto della stagione di iniezione e rende il mercato europeo del gas più vulnerabile a un’interruzione prolungata nel Golfo Persico.
Il caldo estivo aumenta la pressione sulle scorte europee
La situazione degli stoccaggi europei è stata aggravata anche dalle elevate temperature estive nell’Europa centrale e meridionale.
La forte domanda di aria condizionata ha aumentato i consumi di elettricità, costringendo i produttori di energia a utilizzare maggiori quantità di gas naturale che, in condizioni diverse, avrebbero potuto essere destinate agli stoccaggi.
La combinazione tra scorte inferiori alla norma e incertezza sulle spedizioni di GNL ha quindi reso il mercato più teso in una fase delicata del ciclo stagionale dell’offerta europea.
L’Europa affronta una maggiore concorrenza per i carichi di GNL
Gli acquirenti europei stanno inoltre competendo con gli importatori asiatici per i carichi spot di GNL non ancora contrattualizzati, fornendo un ulteriore sostegno ai prezzi.
Con le forniture alternative contese da più regioni, un’interruzione prolungata delle rotte nel Golfo Persico potrebbe costringere gli acquirenti europei a competere più aggressivamente per i carichi disponibili.
Fino al pieno ripristino dei normali flussi fisici attraverso lo Stretto di Hormuz, i contratti europei sul gas potrebbero rimanere altamente sensibili agli sviluppi dei negoziati tra Washington e Teheran.

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