Future di Wall Street in lieve rialzo in attesa dei dati sull’inflazione USA: Dow Jones, S&P, Nasdaq

Wall Street NYSE stock exchange

I future sugli indici azionari statunitensi indicavano un’apertura moderatamente positiva martedì, con Wall Street pronta a tentare un recupero dopo che i principali indici hanno chiuso leggermente in calo una volatile seduta di lunedì.

Il sentiment è migliorato dopo che i prezzi del petrolio hanno ridotto significativamente i guadagni registrati nelle prime ore della giornata. I future sul greggio statunitense rimanevano in rialzo di circa lo 0,4%, dopo essere arrivati a guadagnare fino al 3% a causa dell’incertezza sulle trattative per la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Nonostante le indicazioni positive dei future, gli investitori potrebbero mantenere un atteggiamento prudente in vista degli importanti dati sull’inflazione statunitense previsti questa settimana.

CPI e PPI al centro dell’attenzione

Il Dipartimento del Lavoro pubblicherà mercoledì i dati sui prezzi al consumo, seguiti giovedì da quelli sui prezzi alla produzione.

I report assumono particolare importanza dopo l’inaspettato calo dell’occupazione statunitense emerso venerdì, con gli investitori impegnati a valutare le possibili conseguenze dei dati sul mercato del lavoro e sull’inflazione per la politica dei tassi della Federal Reserve.

“I titoli azionari statunitensi si mantengono vicini ai massimi storici, ma la prossima fase del rally dipenderà dal rapporto sull’inflazione USA di mercoledì”, ha dichiarato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com.

“Dopo un’altra solida stagione degli utili, in particolare tra i giganti tecnologici, gli investitori si sono mostrati sempre più a proprio agio con l’idea che l’economia possa continuare a crescere senza costringere la Federal Reserve a un ulteriore inasprimento della politica monetaria”, ha aggiunto. “Se questo ottimismo sia giustificato dipende ora dai dati sull’inflazione.”

Wall Street chiude lunedì in lieve calo

Le azioni statunitensi hanno faticato a trovare una direzione precisa lunedì dopo i forti guadagni della settimana precedente.

Il Dow Jones Industrial Average ha perso 60,95 punti, pari allo 0,1%, chiudendo a 53.975,98. Il Nasdaq Composite è sceso di 85,26 punti, o dello 0,3%, a 26.605,36, mentre l’S&P 500 ha ceduto 4,53 punti, pari allo 0,1%, terminando a 7.753,11.

La seduta poco movimentata è arrivata dopo il nuovo massimo storico di chiusura raggiunto venerdì dall’S&P 500, spingendo gli investitori a rivalutare il recente rialzo del mercato prima della pubblicazione dei dati sull’inflazione.

Lo Stretto di Hormuz mantiene alta la volatilità del petrolio

Gli sviluppi in Medio Oriente hanno continuato a influenzare il sentiment degli investitori.

Iran e Oman sarebbero vicini a un accordo riguardante lo Stretto di Hormuz, anche se Teheran ha mostrato resistenza nei confronti di negoziati con gli Stati Uniti.

L’Iran ha avvertito che la strategica via marittima non sarà riaperta finché Washington non soddisferà una serie di condizioni, riducendo le aspettative di una rapida normalizzazione dei flussi energetici globali.

Lunedì il petrolio è salito bruscamente, sostenendo i titoli energetici. Con i future sul greggio statunitense in rialzo di quasi il 5%, il Philadelphia Oil Service Index ha guadagnato il 5,8% e il NYSE Arca Oil Index è avanzato del 5,3%.

Energia e software salgono, compagnie aeree e chip arretrano

La modesta variazione degli indici generali ha nascosto movimenti molto più marcati a livello settoriale.

I titoli software hanno registrato una performance positiva, con il Dow Jones U.S. Software Index in rialzo dell’1,9%.

Le compagnie aeree hanno invece subito forti vendite a causa dell’aumento dei costi del carburante, con il NYSE Arca Airline Index in calo del 4,4%.

Pressioni significative hanno interessato anche i semiconduttori, facendo scendere il Philadelphia Semiconductor Index del 2,9%.

Con i future che ora indicano un’apertura leggermente positiva, l’attenzione si sposta sul rapporto sull’inflazione di mercoledì, che potrebbe influenzare le aspettative sui tassi d’interesse alla base della recente forza dei mercati azionari statunitensi.

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